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Museo Carsico Geologico e Paleontologico – c. p.

310 Monfalcone (GO) – 1998

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Ferdinando Zimolo

INTRODUZIONE ALLA PALEONTOLOGIA


INTRODUZIONE

Il pianeta terra si formò circa 4600 milioni di anni fa e le prime forme di


vita apparvero circa 1.100 milioni di anni più tardi. Possiamo quindi
stabilire l'inizio evolutivo delle forme di vita vegetale ed animale a circa
3500 milioni di anni or sono. Da quel momento la vita incominciò la sua
inarrestabile e appassionata avventura che dura tuttora.
Dalle prime forme di vita, animali
unicellulari semplicissimi (fig. 8), gli
organismi si sono evoluti lentamente
nel corso di milioni di anni fino agli
esseri più complessi. Le prime piante
continentali, per esempio, hanno un'età
di circa 400 milioni di anni e così i
primi pesci. I rettili iniziarono la loro
evoluzione circa 300 milioni di anni fa,
i mammiferi 200 milioni di anni fa, gli
uccelli fecero la loro comparsa 150
milioni di anni fa, il genere UMANO
ha una storia di almeno 2 milioni di
anni. La conoscenza dell'affascinante
storia della vita e, di conseguenza, la
storia dell'UOMO ci viene tramandata
attraverso complessi processi chimici e
fisici che si svolgono alla superficie
della TERRA, racchiudendo e conservando nelle rocce sedimentarie,
organismi vegetali ed animali che, nel corso di milioni di anni, vissero nei
mari, sulle terre emerse e nell'aria.
Questi antichissimi organismi conservati nelle rocce sedimentarie1 sono
i FOSSILI2. La terra custodisce questi segreti e li svela a mano a mano che
l'uomo scava le rocce. La scienza che si occupa dello studio dei fossili è la
PALEONTOLOGIA, che attraverso rigorosi esami e studi scientifici, sulla
scorta delle conoscenze del mondo animale e vegetale dei giorni nostri,
ricostruisce la:

”STORIA DELLA VITA”.

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PROCESSI DI FOSSILIZZAZIONE

La fossilizzazione è un fenomeno piuttosto raro, perché necessita di


particolari condizioni fisico-chimiche e biologiche; quindi i fossili
rappresentano solo una minima parte di tutti gli organismi vissuti nel corso
delle ere geologiche. Alla morte dell'organismo le parti molli subiscono un
inevitabile processo di putrefazione, le parti più consistenti dello stesso,
generalmente costituite da sostanze minerali, hanno invece maggiori
probabilità di resistere più a lungo. La condizione necessaria affinché un
organismo possa diventare una testimonianza fossile è il suo quanto più
rapido possibile isolamento dagli agenti distruttori. Tale condizione si
verifica solo se l'organismo viene rapidamente sepolto dal sedimento3; ciò
si riscontra più frequentemente in un ambiente marino.
L'organismo morto e immediatamente ricoperto dal sedimento, stampa
nello stesso una impronta negativa o MODELLO ESTERNO; la cavità
lasciata libera dagli organi interni ormai distrutti (ad esempio per
putrefazione) si riempie dello stesso sedimento che ingloba il guscio; si
ottiene così il MODELLO INTERNO. Segue lentamente la dissoluzione del
guscio lasciando uno spazio vuoto tra impronta esterna e modello interno;
a sua volta questo spazio viene occupato da sostanze minerali che
riprodurranno esattamente, ed in tutti i particolari, il guscio reale della
conchiglia (fig. 5).
Questo processo di fossilizzazione, definito di MINERALIZZAZIONE
(fig.1), è il più frequente. Le sostanze minerali di sostituzione sono: il
carbonato di calcio , la silice e il fosfato di calcio.

Figura 1: Tronco silicizzato, Arizona U.S.A.

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Altri processi di fossilizzazione sono:


Fossilizzazione per INCROSTAZIONE: (fig.2) tale processo interessa
soprattutto resti organici recenti ed avviene quando l'organismo,
trovandosi nei pressi di cascate o di sorgenti con acque molto calcaree,
viene ricoperto da una incrostazione calcarea4 che andrà a riprodurre la
forma del resto organico. Gli ammassi rocciosi formatisi da questi enormi
depositi prendono in nome di TRAVERTINO.
- Fossilizzazione per DISTILLAZIONE: è molto rara e per certi aspetti
simile alla carbonificazione. L'eliminazione delle sostanze volatili non è
dovuta all'intervento di batteri e, dell'organismo, rimane solamente una
sottilissima pellicola carboniosa.
Altri processi di fossilizzazione hanno permesso la conservazione di
tutto l'animale prima che agenti distruttori intervenissero. Esempi di
questo particolare tipo di fossilizzazione sono gli insetti inclusi nella resina
solidificata di antiche conifere (ambra) (fig. 3), e i Mammut trovati
congelati nei ghiacciai della Siberia, completamente intatti come se fossero
appena morti (fig. 4).

Figura 2: Foglie nel travertino, Olocene Figura 3: Insetto inglobato nell'ambra,


, S. Fosca di Cadore. Cretacico, Mar Baltico.

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Figura 4 : Mammoth lanoso, ricostruzione.

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Tav. I

FASI PRINCIPALI DI UN PROCESSO DI FOSSILIZZAZIONE

Figura 5: processo di fossilizzazione, esempio.

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TIPI DI FOSSILI

Tra le innumerevoli specie di fossili se ne distinguono tre tipi importanti


per la ricostruzione degli ambienti del passato, per la determinazione dei
vari strati rocciosi e di conseguenza per la durata dei periodi geologici.

FOSSILI GUIDA: Appartengono a questa prima categoria i fossili di


organismi vissuti per un tempo brevissimo o per un tempo lungo durante
il quale gli organismi hanno subito veloci cambiamenti nell'aspetto esterno.
Particolarità comune deve essere la grande diffusione geografica che
permetterà, trovando gli stessi fossili a centinaia di chilometri di distanza,
di stabilire che gli strati rocciosi inglobanti si sono formati
contemporaneamente.

FOSSILI BANALI: O anche cattivi fossili, perché rappresentano gruppi


di organismi che nell'arco delle diverse ere geologiche non hanno subito
cambiamenti nell'aspetto esterno. Questi fossili non permettono di risalire
al periodo di formazione dello strato roccioso inglobante.

FOSSILI DI FACIES: sono quei fossili di animali vissuti in particolari


ambienti caratterizzati da posizioni geografiche determinate e da fattori
ambientali e biologici specifici. Ne sono un esempio i coralli, classico
animale che caratterizza un ambiente marino con acque calde e poco
profonde.

Figura 6 : Radiolitidae, tipico fossile Figura 7: Corallo fossile, tipico fossile di facies;
guida del Cretacico;

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IL TEMPO GEOLOGICO

Nella storia geologica della TERRA sono stati riconosciuti


alcuni grandi capitoli chiamati ERE GEOLOGICHE, a loro
volta suddivise in PERIODI, EPOCHE ed ETA' (pag. 7). I
limiti fra esse sono stati posti in corrispondenza di
importanti avvenimenti geologici e paleontologici, quali il
sollevamento di catene montuose, l'apparizione e
l'estinzione di gruppi o specie di organismi. La storia della
TERRA è iniziata circa quattro miliardi e mezzo di anni fa e in questo
lunghissimo tempo si sono riconosciute cinque ERE:

ERA ARCHEOZOICA
ERA PALEOZOICA o PRIMARIA
ERA MESOZOICA o SECONDARIA
ERA CENOZOICA o TERZIARIA
ERA NEOZOICA o QUATERNARIA

ERA ARCHEOZOICA

Durata circa 3,5 miliardi di anni. Si suddivide in due periodi:


ARCHEANO dalla solidificazione della crosta terrestre a 2600 milioni di
anni fa;

Figura 8: Ricostruzione ipotetica di un ambiente marino dell'Archeozoico.

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Tav. II

SCALA DEI TEMPI GEOLOGICI

ERA PERIODO LIMITI DURATA

QUATERNARIA OLOCENE 0,008


PLEISTOCENE 2
PLIOCENE 5 3,5
MIOCENE 22 17
CENOZOICA OLIGOCENE 40 18
EOCENE 55 15
PALEOCENE 65 10
CRETACICO 140 75
MESOZOICA GIURASSICO 195 55
TRIASSICO 230 35
PERMICO 280 50
CARBONICO 345 65
DEVONICO 395 50
PALEOZOICA SILURICO 40
435
ORDOVICICO 500 65
CAMBRICO 570 70

3.500
ARCHEOZOICA CIRCA

4.500
I limiti e durata sono espressi in milioni di anni.

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ALGONCHIANO da 2600 a 570 milioni di anni fa, di questo lunghissimo


periodo si conosce ben poco. Da recenti studi sulle rocce più antiche del
MONDO, affioranti in Nord America, in Africa ed in Australia, si è arrivati
a ricostruire in modo approssimato l'aspetto geografico della TERRA.
Anche in Italia si trovano rocce antichissime risalenti all'era Archeozoica,
sono scisti5 cristallini6 che affiorano in pochi punti delle Alpi e, forse, in
Calabria e Sardegna. Pochissimi i resti fossili: le prime forme di vita
riguardano primordiali molecole che si uniscono a formare la prima
cellula.

ERA PALEOZOICA O PRIMARIA

o era degli antichi organismi, durata da 570 a 230 milioni di anni fa. Questa
si suddivide in sei periodi:

CAMBRICO da 570 a 500 milioni di anni fa;


ORDOVICICO da 500 a 435 milioni di anni fa;
SILURICO da 435 a 395 milioni di anni fa;
DEVONICO da 395 a 345 milioni di anni fa;
CARBONICO da 345 a 280 milioni di anni fa;
PERMICO da 280 a 230 milioni di anni fa.

Durante l'era Paleozoica si svolsero due grandi cicli orogenetici (cioè


corrugamenti montuosi): il primo tra il Silurico e il Devonico riguarda
l'orogenesi7 Caledoniana (Alpi Scandinave, monti Scozzesi). Il secondo
denominato Ercinico si svolse dal Carbonico al Permico e comprende gli
Appalachi del Nord America, i Vosgi, la Foresta Nera, gli Urali, le Asturie
Spagnole e alcuni lembi delle Alpi Carniche.
Nel corso dell'era Paleozoica si verificarono alcuni eventi fondamentali
nella storia degli esseri viventi.
Esplose la VITA, dapprima soltanto nell'ambiente marino, poi
progressivamente iniziò la conquista delle terre emerse. A cavallo tra il
Silurico ed il Devonico apparvero gli animali vertebrati8 .

FAUNA:
- nel Cambrico: esclusivamente marina;
- nel Silurico: trilobiti 9 (fig. 9) e pesci corazzati10;
- nel Devonico: compaiono gli anfibi ed i primi insetti terrestri, sempre
nuove specie marine;
- nel Carbonico: anfibi e i primi rettili;
- nel Permico: si diffondono i rettili e si sviluppano gli anfibi giganti,
scompaiono i trilobiti.
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c
c b

Figura 9: Ambiente marino di un periodo del paleozoico (ricostruzione).


(a) trilobiti; (b) spugne; (c) meduse.

FLORA:
- nel Cambrico: esclusivamente marina, alghe;
- nel Silurico: esclusivamente marina, alghe;
- nel Devonico: si insediano, lungo i bassi fondali e le paludi, le prime felci
arboree e le prime crittogame11;
- nel Carbonico: diffusione delle pteridofite12 crittogame e alcune specie di
fanerogame13 e gimnosperme14;
- nel Permico: si sviluppano le gimnosperme, predominano le felci
(fig.10) e gli equiseti15 giganti.
-

Figura 10: Felce arborea su roccia, Permo – Carbonico, (Cason di Lanza UD).

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ERA MESOZOICA o SECONDARIA

o era degli animali di mezzo (era dei rettili), durata da 230 a 67 milioni di
anni fa. Viene suddivisa in tre periodi:

TRIASSICO da 230 a 195 milioni di anni fa;


GIURASSICO da 195 a 140 milioni di anni fa;
CRETACICO da 140 a 67 milioni di anni fa;

E' un'era di passaggio. Si vanno smembrando i grossi blocchi


continentali, che prendono progressivamente la forma attuale. Si formano
gli oceani e inizia l'ultima grande orogenesi della Terra, quella Alpino -
Himalayana.

FAUNA:
- nel Triassico: si diffondono i rettili, nei mari si sviluppano varie specie di
invertebrati16, tra i quali le ammoniti17 , tipico fossile guida del Triassico;
- nel Giurassico: compaiono i primi rettili volanti e i primi mammiferi
marsupiali; dominano però i grandi rettili (dinosauri ecc.). Nei mari si
trovano rettili giganti, compaiono i primi ditteri18.
- nel Cretacico: compaiono i diretti antenati degli uccelli, si sviluppano i
marsupiali; dominano però i rettili giganti (fig.11), che gradualmente
scompaiono sul finire dell'era. Nei mari grande sviluppo dei
lamellibranchi19, tra i quali le rudiste20 (fig. 6), tipico animale di scogliera
e ottimo fossile guida del Cretacico.

Figura 11: flora e fauna tipica del Cretacico (ricostruzione)

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FLORA:
- nel Triassico: si diffondono le conifere21 e numerose piante xerofite22;
- nel Giurassico: predominano le conifere e compaiono le prime
angiosperme23 monocotiledoni24;
- nel Cretacico: si sviluppano le dicotiledoni25, le monocotiledoni e le
conifere attuali (fig. 12).

Figura 12: resto fossile di un antica conifera,


Cretacico, Polazzo (GO), h 220 mm.

ERA CENOZOICA o TERZIARIA

o era della vita recente, durata 65 milioni di anni, da 67 a 2 milioni di anni


fa. Si divide in cinque periodi:

PALEOCENE: da 67 a 55 milioni di anni fa;


EOCENE: da 55 a 40 milioni di anni fa;
OLIGOCENE: da 40 a 22 milioni di anni fa;
MIOCENE: da 22 a 5 milioni di anni fa;
PLIOCENE: da 5 a 2 milioni di anni fa;

Gli organismi del Cenozoico possedevano caratteristiche alquanto


moderne e furono gli immediati progenitori di quelli attuali. Nel corso
dell'era Terziaria si concluse il ciclo orogenetico Alpino - Himalayano (si
sollevano le Alpi, gli Appennini, i Pirenei, i Carpazi e l'Himalaya).
Continua la deriva dei continenti: l'America Settentrionale si congiunge,
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attraverso l'istmo di Panama, all'America Meridionale; il Nord America si


stacca dall'Europa; l'India si stacca dall'Africa e il Mediterraneo diventa un
grande lago con una sola apertura: Gibilterra. Questa è l'era dei mammiferi
essendo scomparsi alla fine del Cretacico i grandi rettili. I mammiferi in
breve tempo conquistano la Terra, moltiplicandosi e differenziandosi in
molte specie; importante l'evoluzione dei Primati26, che diedero origine a
molte linee filetiche, una delle quali portò all'UOMO.

FAUNA
- nel Paleocene: si sviluppano i mammiferi e gli uccelli; nei mari, accanto ai
pesci teleostei compaiono nuove specie di foraminiferi27 (assiline28 (fig.
14), alveoline29);
- nell'Eocene: si registra un notevole sviluppo degli uccelli, diffusione delle
nummuliti30 (fig.15), compaiono nuovi ordini di mammiferi (carnivori);
- nell'Oligocene: compaiono gli ippopotami, gli insettivori, i lemuridi31 e i
proboscidati;
- nel Miocene: compaiono le scimmie antropomorfe32, si diffondono i
proboscidati e scompaiono le nummuliti;
- nel Pliocene: compaiono i diretti antenati dell’UOMO (Australopitechi33),
si evolvono le scimmie antropomorfe e nascono gli antenati delle attuali
famiglie animali (cavallo, felini ecc.).

Figura 13: paesaggio Miocenico (ricostruzione);

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Figura 14: Assiline, Collio cormonese (GO). Figura 15: Nummuliti, Collio cormonese (GO);

FLORA
durante quest'era il clima diventa progressivamente più freddo: da un
clima tropicale dove predominano le palme, diventa temperato, le piante
predominanti sono le conifere, ma si sviluppano enormemente le
latifoglie34 (faggi e querce).

Figura 16: Eocene Palma fossile,


(m.te Bolca VI)

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ERA NEOZOICA o QUATERNARIA

o antropozoica, degli animali nuovi. Inizia 2 milioni di ani fa e continua


ancor oggi.
Si divide in :

PLEISTOCENE o GLACIALE 2 milioni di anni fa;


OLOCENE o ATTUALE

La brevità dell'era Quaternaria, in confronto


a quelle precedenti, non toglie nulla alla sua
importanza; in questo tempo relativamente
breve si sono verificati eventi fondamentali,
sia di ordine geologico che biologico. Circa
600.000 anni fa, per quattro volte il clima si
fa più rigido e ricco di precipitazioni nevose,
i ghiacciai avanzano lentamente, tutta
l'Europa Settentrionale e Centrale è ricoperta
dai ghiacci, anche le Alpi ed i Carpazi erano
isole ghiacciate. Ad ogni periodo di clima
freddo seguiva un periodo interglaciale a
Figura 17: Uomo di Neanderthal, ricostruzione. clima caldo, durante il quale i ghiacci
si ritiravano ed il paesaggio tornava
ad essere quello precedente.
La flora e la fauna risentivano di queste variazioni climatiche e gli animali
migravano seguendo l'avanzata ed il ritiro dei ghiacci. L'evento biologico
più importante è la comparsa dell'UOMO e la sua diffusione. L'UOMO,
sviluppatosi come animale pensante ben prima di due milioni di anni fa,
divenne in questo periodo il dominatore assoluto della TERRA.

FAUNA E FLORA
- nel Pleistocene: nel periodo glaciale le foreste di conifere giungono fino al
Mediterraneo e con esse si sviluppa una fauna adatta ai climi freddi
(Mammut (fig. 4) e rinoceronti pelosi). Nei periodi interglaciali migrano
in Europa specie di animali tipici dei climi caldi (leoni, antilopi,
ippopotami, ecc.).
- nell'Olocene: le specie animali e vegetali si adattano al nuovo ambiente,
vengono sostituite le specie sia animali che vegetali antiche con quelle
attuali. Si delineano le attuali razze umane e l'UOMO scopre via via
l'allevamento, la pesca, l'agricoltura e, infine, la metallurgia.

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Homo sapiens, tentativo di ricostruzione.

HA INIZIO LA CIVILTA'.

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Tav. III

RICOSTRUZIONE DELLA DERIVA DEI CONTINENTI

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GLOSSARIO

1 Rocce formatesi per solidificazione di materiali diversi, perlopiù nel mare,


normalmente stratificate.
2 Resti o tracce di animali o di vegetali vissuti in tempi antichi, conservati

per pietrificazione o per impronta.


3 Accumulo di materiale roccioso incoerente trasportato da altri luoghi ad

opera di vari vettori, dal quale, previa solidificazione, si formeranno le


rocce sedimentarie.
4 Molto ricca di carbonato di calcio.
5 Sono tutte le rocce che hanno acquisito l’attuale struttura in seguito ad un

processo di trasformazione all’interno della crosta terrestre provocato da


modificazioni di temperatura e di pressione e che si lasciano suddividere in
lastre sottili e piatte.
6 (scisti cristallini) Rocce scistose originate per alte pressioni e per i relativi

aumenti di temperatura da rocce eruttive o sedimentarie.


7 Insieme dei fenomeni geologici che portano al sollevamento delle catene

montuose.
8 Tipi di animali provvisti di scheletro osseo.
9 Grande gruppo di artropodi con antenne, esclusivamente marini, noti

solo nei depositi dell’era primaria; così chiamati perché il loro corpo,
composto di tre parti, capo, torace e pigidio o addome, è suddiviso
longitudinalmente in tre lobi.
10 Classe di pesci primitivi, ormai scomparsi, vissuti nel Silurico e nel

Devonico, perlopiù ricoperti da piastre ossee.


11 Tutti i vegetali con organi riproduttori non evidenti, es, alghe e funghi.
12 Piante senza fiori, es. felci.
13 Piante con organi riproduttori chiaramente visibili e portatrici di fiori.
14 Piante con fiori unisessuali, piuttosto semplici ed il fiore nudo, cioè non

racchiuso nel frutto, es. pini, abeti ecc..


15 Genere di piante pteridofite, note sotto la denominazione di code di

cavallo. Sono diffuse in tutto il mondo, ad eccezione dell’Australia,


soprattutto nei luoghi umidi.
16 Tipi di animali sprovvisti di scheletro osseo.
17 Vasto gruppo di Cefalopodi fossili con conchiglia avvolta a spirale, di

dimensioni anche notevoli, molto abbondanti dal Devonico al Cretacico,


oggi rappresentate dal genere Nautilus.

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18 Ordine di insetti a cui appartengono le mosche, le zanzare, e tutte le


forme munite di un solo paio di ali e di apparato boccale pungente-
succhiante (zanzare) o succhiante (mosche).
19 Classi di molluschi con circa 25.000 specie. Il corpo è racchiuso tra due

valve calcaree. Quasi tutti vivono nel mare, dalla zone di spiaggia fino a
3.000 metri di profondità.
20 Lamellibranchi fossili del Cretacico, spesso con conchiglie disuguali:

formano i calcari a rudiste.


21 Ordine delle gimnosperme con alberi di solito grandi, ricchi di rami, con

caratteristiche foglie aghiformi, di solito sempreverdi.


22 Piante capaci di sopportare condizioni di siccità prolungata. Alcune

possiedono particolari tessuti nei quali riescono ad immagazzinare l’acqua


e sono perciò dette piante grasse.
23
24 Classe delle Angiosperme. Il seme è composto da un solo pezzo: il
cotiledone (es. graminacee).
Cotiledone: foglia trasformata in corpo sodo e carnoso (riso, grano,
frumento, cipolla, ecc.).
25 Classe delle Angiosperme. Seme a due cotiledoni, come per esempio le

due metà di un fagiolo. Le dicotiledoni rappresentano un vastissimo


gruppo di piante (fagiolo, pisello, cotone, vite).
26 Ordine di mammiferi, in massima parte adatti alla vita arboricola; vi

appartengono le scimmie, i preominidi, gli ominidi.


Ominidi: famiglia di mammiferi nella quale è classificato e collocato
l’Uomo
27 Classe di protozoi, ricca di specie in gran prevalenza marine, sono

animali unicellulari, provvisti di guscio calcareo a forma di cilindro, di


chiocciola o sferoidale, con fori per espellere le sostanze nocive.
Protozoi: tipi di esseri viventi unicellulari di piccole dimensioni.
28 Genere di protozoi foraminiferi fossili dell’Eocene, simili ai Nummuliti.
29 Genere di protozoi dei mari tropicali, dal guscio calcareo, fusiforme o a

sfera.
30 Genere di protozoi foraminiferi, sviluppati specialmente nel primo

periodo Terziario. Possiedono un guscio calcareo discoidale, formato


dall’avvolgimento di una lamina spirale attorno ad un asse ed è suddiviso
in camere da setti visibili sulla superficie esterna.

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31 Famiglia di mammiferi primati viventi nell’isola di Madagascar. Sono


animali notturni di dimensioni variabili a seconda dei generi, con corpo
snello, pelliccia soffice e folta.
32 Che assomigliano all’Uomo.
33 Nome dato ad un gruppo di bipedi fossili, tutti dell’Africa meridionale;

vissuti presumibilmente durante il Pliocene fino al Pleistocene. Gli


Australopitechi presentano alcuni caratteri tipicamente scimmieschi ed
altri decisamente umani.
34 Questo genere di piante perde le foglie nella stagione fredda (querce,

castagni, faggi).

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