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“Il legame di Gurdjieff con lo gnosticismo e lo yazidismo è

pura e semplice speculazione, non c’è uno straccio di prova che


Gurdjieff abbia mai visitato Lalish, il cuore degli yazidi, un
villaggio e complesso di templi nella valle di Shekhan nel nord
dell’Iraq, e la conoscenza di base delle sue opere scritte è
sufficiente da sola per confermare che insegnò una visione del
mondo e un metodo spirituale fondamentalmente opposti allo
gnosticismo”.

Carole M. Cusack (University of Sydney)

Nella cosmogonia di Gurdjieff, l’universo materiale


che tutti conosciamo fu creato per una necessità
cosmica. Il Sole Assoluto – a quel tempo l’unica
concentrazione esistente nello spazio vuoto infinito –
funzionava a “circuito chiuso”, senza alcun apporto di
forze dall’esterno. Quindi si rese conto che con questo
funzionamento delle due leggi cosmiche fondamentali
(legge del tre e del sette), il Sole Assoluto, ossia
l’unica concentrazione cosmica esistente e in grado di
ospitare il suo “Io Assoluto”, stava letteralmente
“mangiando se stesso”. Dio si rese conto che il Sole
Assoluto si stava perciò contraendo inesorabilmente, e
che alla fine sarebbe scomparso nel nulla, privando
per sempre Dio di ogni facoltà creativa. Dio avrebbe
perso il potere di “fare”. La sua volontà sarebbe stata
annientata. Il suo “Io” sarebbe esistito ancora, ma
privato del potere di “fare”. Qualsiasi possibilità
sarebbe andata distrutta per sempre e in modo
irreversibile. Come già evidenziato anche da altri seri
ricercatori, il problema iniziale del Sole Assoluto
presentato da Gurdjieff, coincide esattamente con ciò
che la scienza moderna definisce come “Entropia”.
(Vedasi: Articolo n.1, Articolo n.2). A questo punto,
Gurdjieff ci informa che Dio, dopo aver appreso

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questa terribile situazione, si rese conto che la causa
era semplicemente Heropas, ossia il Tempo, quindi
comincia a meditare quali contromisure attuare per
scongiurare il pericolo. Dopodiché, Gurdjieff,
contrariamente alla ben nota dottrina “maya” indiana,
che stabilisce un’illusorietà di tutti i fenomeni
osservati, afferma invece che tutti i fenomeni parziali
prodotti come conseguenza dell’unità che diviene
molteplice vengono considerati tutti Oggettivi dalla
vera scienza esoterica, mentre l’unico fenomeno
soggettivo – a livello cosmico – è Heropas, il Tempo.
Tutto ciò che è conforme al progetto di Dio, quindi
tutto ciò che ama e sostiene ciò che lui ha creato
nell’universo, è Oggettivo, mentre qualsiasi cosa vi si
oppone è Soggettivo. La ragione soggettiva non è altro
che l’intelligenza di un essere che si formata su basi
non conformi al progetto divino, e più precisamente
sull’egoismo. Soggettività ed Egoismo sono sinonimi
nella Quarta Via. Dopo aver vagliato le varie
possibilità, il Sole Assoluto decide di modificare le
due leggi cosmiche, facendo dipendere adesso il loro
funzionamento dall’afflusso di forze esterne.
Particelle, pianeti, galassie, vita organica sui vari
pianeti dell’universo – qualsiasi cosa esistente viene
creata come una “macchina trasformatrice” di
materie/energie, che nel risultato finale del processo
evolutivo affluiscono nel Sole Assoluto – che dopo la
modifica delle due leggi riceve ora un nutrimento
dall’esterno – al fine di contrastare l’effetto della
contrazione provocata dall’azione di Heropas. Nel
momento in cui il Sole Assoluto modifica le due
leggi, e sposta il loro funzionamento al di fuori del
Sole Assoluto mediante la sua prima Emanazione,
dando così origine al nostro universo, si libera
dall’azione del tempo e delle leggi, perché il tempo
pur non esistendo realmente, esso sorge e si identifica
con tutto, solo in presenza delle due leggi. Sono le due
leggi a portare con sé questa “controindicazione”.
Ecco perché, nel momento in cui il Sole Assoluto le

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modifica e sposta il loro funzionamento al di fuori
dello stesso, quest’ultima concentrazione diviene un
“luogo” al di là del tempo, dello spazio e di qualsiasi
cosa. Gurdjieff sta indicando che l’Immanenza e la
Trascendenza di Dio non sono altro che il suo “mondo
esteriore” (l’universo creato) e il suo mondo interiore
(che solo dopo la creazione dell’universo diviene
trascendente lo spazio, la forma, il tempo, la causa,
l’effetto, ecc.). La trascendenza di Dio fu realizzata
attraverso la sua stessa immanenza, e addirittura in
modo simultaneo, perché Dio divenne trascendente
grazie al suo divenire immanente. Questa è la
stupefacente concezione che G. I. Gurdjieff ci
presenta. Dopo quello che è stato detto finora, risulta
evidente, in modo incontrovertibile, che la creazione
dell’universo riveste per Dio – al fine addirittura di
preservare la trascendenza stessa, considerando che
quest’ultima è sia una conseguenza della sua
immanenza, e la sua esistenza stessa vi dipende
inesorabilmente – un’importanza fondamentale.
Qualsiasi cosa si opponga al suo progetto di creazione
– unica e sola misura dell’oggettività – che rende
possibile la salvezza del Sole Assoluto, viene
considerato “soggettivo”. E’ evidente come la luce del
Sole che la concezione gnostica che ritiene questo
universo un errore, qualcosa di anomalo, di nefasto, è
del tutto opposta alla visione dell’universo presenta da
Gurdjieff. Per gli gnostici questo universo è qualcosa
di soggettivo, per Gurdjieff è oggettivo. Per gli
gnostici è un male, per Gurdjieff è un bene assoluto,
in quanto è esattamente la soluzione che Dio ha messo
in atto per salvare il Sole Assoluto
dall’annientamento. E, simultaneamente, nel momento
in cui realizza la sua immanenza all’esterno di sé,
l’interno del Sole Assoluto realizza la trascendenza…
un regno al di là del tempo e dello spazio, abitato da
Dio e da tutte le anime che si sono perfezionate fino al
massimo grado di Ragione Oggettiva. Queste sono
idee provenienti da una mente superiore, è evidente,

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perché l’assenza di separazione tra immanenza e
trascendenza, lascia sbalorditi. E’ una peculiarità della
ragione superiore di Gurdjieff. Fonde qualsiasi cosa,
ogni cosa trova il suo posto oggettivo nell’universo,
basta saper leggere tutto attraverso le due leggi
fondamentali, e i principi di scala e relatività.
Abbiamo stabilito che, mentre gli gnostici
considerano questo universo materiale come un
“male”, e manifestano una marcata ostilità nei
confronti di esso, nel sistema di Gurdjieff, è,
esattamente al contrario, ciò che salva il Sole Assoluto
assieme a tutto ciò che esiste, sia nel tempo e nello
spazio epta-dimensionali, e sia – per chi si evolve e
giunge finalmente al Sole Assoluto – oltre il tempo e
lo spazio. Con la distruzione della manifestazione di
Dio, ossia della sua immanenza, anche la trascendenza
scomparirebbe nel nulla, perché essa si trova
all’interno del Sole Assoluto – e non come dicono gli
gnostici, in un altrove metafisico del tutto astratto e
scollegato da qualsiasi manifestazione (non a caso
queste aberrazioni gnostiche provengono dall’uomo
n.3 – Dopo gli eventi babilonesi di cui parla Gurdjieff,
alcuni continuarono a filosofare su idee che erano già
snaturate e fraintese). Questa fusione interdipendente
tra immanenza e trascendenza è strettamente collegata
all’idea che nell’universo “tutto è materiale”, cambia
solo la materialità. Ecco nuovamente Gurdjieff che
con il termine e la concezione di materialità presenta
un’altra equivalenza, un’altra fusione, quella tra
“materia” ed “energia”: “Tutto nell’universo si
presenta come materia allo stato di vibrazione” (ossia
il fattore che definiamo come “energia”). E’ evidente
anche che – essendo totalmente diversi e opposti nella
loro stessa concezione – il Demiurgo e il Sole
Assoluto non possono assolutamente essere associati,
e che l’idea gnostica della necessità di un’extra-forza
si fonda sugli errori cosmogonici inerenti alla dottrina
stessa. In base a tutto ciò che abbiamo finora spiegato,
si capisce che la concezione gnostica non solo è

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opposta alla cosmogonia e cosmologia gurdjieffiana,
ma per le ragioni di oggettività e soggettività illustrate
prima, essa viene considerata come una pericolosa e
soggettiva dottrina hasnamussiana. Soggettiva perché
si oppone esattamente a ciò che Dio invece ha creato
per la salvezza di tutto ciò che esiste nell’universo.
Senza questo universo, anche il Sole Assoluto
scomparirebbe nel nulla, e con esso qualsiasi
possibilità di trascendenza. Nel Belzebù, Gurdjieff
tratta degli eventi babilonesi verificatesi attorno al 500
a. C. dai quali fa derivare tutte le ulteriori distorsioni
già presenti a quel tempo nelle varie dottrine religiose
e filosofiche, incluso lo gnosticismo, che mostra in
tutta la sua dottrina esattamente le caratteristiche
descritte da Gurdjieff, soprattutto il fraintendimento
dell’azione della legge del tre a livello cosmico, che
venne assimilata erroneamente all’idea dell’esistenza
di un Bene Oggettivo e di un principio universale
opposto, considerato come “Male Oggettivo” (si tratta
dell’errore di concepire il processo involutivo e
creativo del Sole Assoluto come un “male oggettivo”
rispetto al processo evolutivo). La cosmogonia e la
cosmologia di Gurdjieff mostrano invece che non
esiste un “male oggettivo” perché, appunto, l’unico
male è proprio la soggettività, e la soggettività non ha
alcuna oggettività per l’universo. Heropas è un male,
ma è tale solo perché è soggettivo.

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Ecco schematizzate le differenze:

Gnosticismo

L’Universo Materiale è un Male.

Esiste un Male Oggettivo nell’Universo

Quarta Via

L’Universo è un Bene Assoluto e Oggettivo, e tutto è


Materiale in esso.

L’Unico Male è la Soggettività, e in quanto tale non


può essere Oggettivo.

Quindi se l’universo non costituisce un male oggettivo


– ma al contrario, esattamente ciò che permette a Dio
di salvare il Sole Assoluto, quindi un bene assoluto e
oggettivo, in cosa consiste l’evoluzione interiore nella
Quarta Via? Si tratta semplicemente della possibilità
di liberarsi di alcune leggi (finché non si giunge alla
liberazione finale che permette l’accesso al Sole
Assoluto) – che si presentano numerose nelle scale
inferiori dell’ottava cosmica. L’unico e solo modo per
liberarsi sempre più da un certo numero di leggi
fastidiose, consiste, non a caso, nello sviluppare la
Ragione Oggettiva. E per sviluppare questo tipo di
ragione bisogna comprende e collaborare con il
progetto divino. E’ quella particolare intelligenza che

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permette a un essere di comprendere il progetto
cosmogonico del Sole Assoluto – realizzato e
continuamente sostenuto per sconfiggere Heropas – e
infine porre il suo “io” reale, ora indipendente dalle
forze esterne, al servizio dell’oggettività, invece che
della propria soggettività, ovvero del
proprio egoismo – lo stato meccanico di dipendenza
dalle forze esterne. Questo è il vero significato
esoterico e cosmico che tratta del sacrificio del
proprio ego per scopi evolutivi. Non si tratta
dell’annientamento della propria individualità –
altrimenti nessuno potrebbe aiutare Dio
nell’amministrazione dell’universo – ma di porre ciò
che di più prezioso una creatura possa ottenere –
un’anima immortale – al servizio di Dio. Gurdjieff
specifica persino che la possibilità degli esseri
tricerebrali sui vari pianeti dell’universo di rivestire in
sé dei corpi superiori è stata data da Dio con lo scopo
di essere aiutato nel mantenimento dell’universo
sempre in crescita ed espansione. Se quest’anima si
dissolvesse nel Sole Assoluto perdendo la sua
individualità, non sarebbe in grado di svolgere la
funzione prevista e su cui la sua stessa ragion d’essere
è stata stabilita. Infatti, Gurdjieff, per evitare
quest’assurdo equivoco, specifica che tutte le anime
che hanno esaudito le condizioni per poter aver
accesso al Sole Assoluto, sono “Ossianaki”, identici ai
Neuroni presenti nel cervello umano. E svolgono –
dice Gurdjieff – la medesima funzione. Anche questa
idea è coerente con la concezione della Quarta Via
che considera la struttura interiore dell’uomo e quella
dell’universo perfettamente analoghe (non la struttura
esteriore, quindi non si tratta di un'”antropizzazione”
dell’universo da parte della creatura umana, come
molti finiscono erroneamente per credere, fino a
immaginare Dio come un vecchio con la barba
bianca, oppure, al contrario, per ovvie ragioni, a
concepirne l’inesistenza). Adesso consideriamo un
altro fraintendimento dello gnosticismo, la cui origine

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va fatta risalire sempre agli “eventi babilonesi” citati
in precedenza, ossia l’idea che un eone identificato
come Sophia diede luogo alla sua “emanazione
anomala” – senza il suo partner – in modo quindi non
conforme alle leggi (leggi del tutto fantasiose
concepite dall’errata cosmogonia gnostica), e da
questa emanazione anomala ebbe origine il Demiurgo,
uno pseudo-creatore che non era previsto, proprio
come questo orrendo universo che, infatti, fu creato da
lui, e che costituisce per tutti noi l’unica vera reale
prigionia di quest’inferno materiale. In Gurdjieff non
esiste neanche lontanamente questa scissione o questo
marcato antagonismo tra “materia” e “spirito”, tant’è
che in precedenza abbiamo mostrato che in Gurdjieff
ogni cosa è sempre unita, è un tutt’uno. Ogni dualità
viene conciliata dalla terza forza (il sistema di
Gurdjieff utilizza una logica superiore fondata sulla
legge del tre; la logica della ragione oggettiva) e le
scale cosmiche generate dalla legge dell’ottava –
dando origine così al principio di relatività –
permettono di far coesistere nell’universo tutti i fattori
apparentemente contraddittori, senza che l’uno
escluda mai l’altro – come invece avviene nel
processo di pensiero meccanico della ragione
soggettiva, che, nel momento in cui concepisce un
universo fondato interamente sulla casualità
(meccanicità, caso, assenza di significato; la vita
proviene dal basso) allora esclude l’esistenza della
causalità (volontà, intenzionalità, funzione,
significato; la vita proviene dall’alto), e viceversa.
Ogni cosa trova il proprio posto nel sistema di
Gurdjieff, nulla esclude niente. La fuorviante
concezione gnostica sull’emanazione anomala deriva,
in realtà, dall’idea esoterica che Gurdjieff ci presenta
come “Catastrofe Ciut-Bog-Litanica”. Gurdjieff ci
spiega che le emanazioni di alcune anime presenti sul
Sole Assoluto, cominciarono a presentare delle
proprietà soggettive (delle volontà indipendenti non
più in linea con il progetto del Sole Assoluto, una cosa

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che Gurdjieff etichetta come peccati dell’anima) che
si mescolarono con l’emanazione – a quel tempo
ancora pura – del Sole Assoluto, che subì perciò
un’alterazione. Siccome tutti gli esseri creano il
proprio corpo dell’anima direttamente dalla
materia/energia dell’emanazione del Sole Assoluto,
dopo la suddetta catastrofe, tutte le anime si rivestono
includendo in sé questa impurità presente ormai
nell’emanazione corrotta del Sole Assoluto. Dopo
questo incidente cosmico, tutte le anime che vanno
formandosi, anche se perfezionate al massimo grado
di ragione oggettiva, hanno perduto la possibilità di
andare direttamente sul Sole Assoluto per poter essere
ed esistere finalmente al di là del tempo e dello
spazio. Il Sole Assoluto non può ammettere l’accesso
ad anime che presentano ancora in sé questo
“peccato”, o “proprietà soggettive”, perché sarebbe
come far entrare nel suo regno un “cavallo di troia”,
ossia degli Individui Sacri potenzialmente “ribelli”,
che potrebbero cessare di collaborare e sostenere il
suo progetto. Per risolvere quest’altro problema, il
Sole Assoluto ha predisposto il Pianeta Purgatorio,
dove tutte le anime possono impegnarsi nella
purificazione finale. Questo è il reale significato
dietro l’idea dell’emanazione anomala che gli
gnostici, dopo gli eventi babilonesi, snaturarono a
causa anche del loro fraintendimento della legge del
tre, da cui derivò l’idea di un “male oggettivo”. Del
resto, l’ignoranza degli gnostici in relazione alla
conoscenza della legge del tre diviene evidente nella
loro idea degli eoni concepiti come una coppia
(maschio/femmina) di sole due forze. La terza forza è
assente. La quarta via e lo gnosticismo sono agli
antipodi, e Gurdjieff direbbe certamente che
si “assomigliano proprio come la coda dell’asino del
Mulla Nasreddin e il sensuale ombelico di
Sherazade”. In relazione alla catastrofe “Ciut-Bog-
Litanica”, oltre alla questione dei “peccati
dell’anima”, Gurdjieff ci dice persino che questa

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impurità dell’emanazione del Sole Assoluto produsse
delle disarmonie nelle orbite planetarie di tutti i
sistemi solari nell’universo, cosa che fu subito
mitigata dal Sole Assoluto, ma che generò anche un
altro problema, ossia che le manifestazioni degli
Individui Superiori, come Angeli e Arcangeli,
avrebbero potuto presentare delle anomalie non
conformi al progetto del Sole Assoluto, e una certa
dose di imprevedibilità. I dettagli appena esposti
potrebbero chiarire l’atteggiamento spiccatamente
sorpreso di Belzebù quando fa riferimento all’errore
di calcolo di un Individuo Sacro in relazione
all’impatto della cometa Kondur sulla Terra. Questo
perché nella cosmologia di Gurdjieff, al posto dei
“malefici” Arconti della dottrina gnostica, ci sono
innumerevoli Individui Sacri che provvedono ad
aiutare Dio nelle diverse funzioni cosmiche da
svolgere, inclusa l’armonia orbitale dei corpi celesti –
quindi lavorano anche per il bene di tutte le creature,
esattamente come ogni organo o cellula del corpo
umano lavora per il bene comune, in quanto il suo
stesso bene è determinato dal bene di tutti gli altri
organi. Probabilmente, gli errori degli Individui Sacri
sono una conseguenza successiva alla “Catastrofe-
Ciut-Bog-Litanica”. Gurdjieff mostra anche che
qualsiasi disarmonia presente in una scala inferiore è
sempre una conseguenza di qualche disarmonia
verificatasi precedentemente in una scala superiore. In
fondo, la vita viene dall’alto, e “ciò che sta in alto
detta la direzione a ciò che sta in basso”, come disse
Gurdjieff.

Kanil el-Norkel

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