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SUPERFICIE MEDIALE:

Presenta una lunga scissura limbica che percorre tutta la superficie mediale e, quindi, la
faccia interna dell’emisfero cerebrale. Ripropone il decorso del corpo calloso e delimita il
lobo limbico, costituito da due circonvoluzioni:

1. circonvoluzione del corpo calloso (o giro del cingolo): si trova subito sopra al corpo
calloso e parte dal margine posteriore (splenio) del corpo calloso e arriva all’area
subcallosa paraolfattiva;
2. circonvoluzione para-ippocampale: parte dallo splenio del corpo calloso e si porta in
avanti e lateralmente al lobo temporale. E’ separata dal giro dentato in basso ad
opera del solco dell’ippocampo;
 scissura parieto-occipitale;
 solco occipitale trasverso;
 solco calcarino che, insieme al precedente, forma il cuneo occipitale sul cui fondo
c’è la scissura calcarina, o Area 17.

Illustrazione superficie mediale dell’emisfero cerebrale.visibile il corpo calloso con la


scissura limbica al di sopra (quella maggiormente visibile), che a sua volta presenta le
circonvoluzioni del corpo calloso e la paraippocampale.

Nello specifico a livello occipitale è presente sulla faccia mediale dell’emisfero una
struttura, separata dalla scissura calcarina e dalla occipitale trasversa, detta cuneo.

Sul fondo della scissura calcarina è presente l’Area 17 (area visiva principale, tutta
posteriore). Le Aree 18 e 19 sono quelle associate a livello di questa scissura arriva la
radiazione di gratiolet che proviene dai corpi genicolati.

SUPERFICIE INFERIORE:

Poggia sulle fosse craniche e quindi condiziona la morfologia delle ossa del neurocranio.

Embriologicamente, siccome il processo di ossificazione è quello più tardivo, malgrado la


lissencefalia iniziale (20^ settimana embrionale), successivamente compariranno solchi,
scissure e circonvoluzioni che obbligano la cartilagine che costituisce anteriormente la
lamina dell’osso temporale nella fossa cranica anteriore, medialmente le grandi e piccole
ali dello sfenoide nonché la squama del temporale nella fossa cranica media, e
posteriormente la squama dell’occipitale con le piramidi del temporale nella fossa cranica
posteriore, le obbliga ad adattarsi alle forme imposte dalle circonvoluzioni lobi e solchi.

Pertanto anteriormente sul lobo frontale troviamo la superficie orbitaria del frontale, che
poggia sulle bozze orbitarie formatesi per obbligo delle circonvoluzioni lobi e solchi della
faccia inferiore del lobo frontale stesso.

E’ presente poi, guardando sempre la faccia inferiore del lobo frontale, il bulbo ed il tratto
olfattivo, accolto nel solco olfattivo.

Medialmente al solco c’è il giro retto, mentre la parte di orbita laterale è rappresentata dai
giri orbitari che vanno a formare una sorta di H.
Ecco che si ha il giro retto, il solco olfattivo e la struttura ad H formata dai giri orbitari
(mediale, laterale, anteriore e posteriore). Sono tutti quanti giri che formano l’area orbitaria
della corteccia.

Il tratto olfattivo va a dividersi nelle strie olfattive mediale e laterale che vanno a separare
la sostanza Perforata anteriore.

Illustrazione del tratto olfattivo e dei giri.

All’interno del solco è presente il bulbo olfattivo che poggia sulla lamina cribrosa
dell’etmoide, cioè la lamina trasversale o orizzontale che va a colmare la superficie antero-
mediale della fossa cranica anteriore, intorno alla quale c’è la squama orizzontale (o
lamina trasversale) dell’osso frontale.

E’ chiamata cribrosa perché attraversata da forellini (cribra in latino) attraverso i quali


passano le fibre che derivano dall’epitelio neurosensoriale olfattivo specifico che si trova
solo sul tetto della cavità orbitaria, cioè sulla faccia inferiore della lamina cribrosa dell’
etmoide c’è mucosa neurosensoriale specializzata mentre su tutte le altre pareti della
cavità nasale (laterali, mediale del setto, pavimento) la mucosa è di tipo respiratorio muco-
secernente.

La mucosa neurosensoriale specializzata non secerne nulla ma presenta recettori di tipo


chimico deputati alla captazione degli odori.

Questi filamenti del nervo olfattivo, attraversata la lamina cribrosa dell’etmoide, mettono
capo al bulbo olfattivo che trasmette (tramite fibre nervose direttamente lungo il tratto
olfattivo, che si dividerà in le strie olfattive mediale e laterale) le informazioni al sistema
deputato al riconoscimento degli odori.

E’ particolare perché, in realtà, il primo paio di nervi cranici (olfattivo) entra in un circuito
nervoso molto complesso costituito da un sistema che ha delle connessioni che prevede
che la via olfattiva stia all’interno del circuito della memoria, del rinencefalo, che faccia
delle connessioni con il sistema limbico e con il circuito di Papez (più avanti specifica le
funzioni).

LOBO TEMPORALE (sempre faccia inferiore):

 limite anteriore = la scissura di Silvio;


 limite posteriore = scissura o linea immaginaria che si continua sulla faccia inferiore
e continua l'andamento della scissura perpendicolare interna che va a separarlo dal
lobo occipitale stesso. Il solco temporale inferiore divide la superficie in una
circonvoluzione inferiore (laterale) e in un lobulo fusiforme (mediale).

LOBO LIMBICO

Andando all’interno abbiamo il lobo limbico, che è molto più in profondità. Siamo dentro il
lobo temporale può essere individuato tramite sezioni (in genere sezioni coronali).

è dato dalla circonvoluzione dell’ippocampo inferiormente e in alto dalla circonvoluzione


del cingolo.
Circonvoluzione cingolata superiormente e circonvoluzione dell’ippocampo in profondità
del lobo temporale. Siamo medialmente rispetto alla scissura collaterale e nell’insieme si
forma così il lobo limbico.

È un lobo non topograficamente divisibile, dagli altri, ma lo è anatomicamente e


funzionalmente. La separazione non è come tra lobo temporale e parietale.

La circonvoluzione ippocampale medialmente va alla scissura trasversa del cervello di


Bichat e va a formare davanti l’uncus (uncino) ippocampale. Posteriormente, andando a
finire sotto lo splenio del corpo calloso, va a continuarsi con la circonvoluzione del cingolo
che va a percorrere l’arco superiore del corpo calloso stesso.

Capire e definire i nomi: corpo calloso composto da porzione anteriore chiamata ginocchio
ed il rostro.

LOBO OCCIPITALE

Area di corteccia accolta al di sopra del tentorio cerebellare, quindi nella fossa cranica
posteriore, in corrispondenza delle sue fosse occipitali (sotto ci sono le cerebellari,
separate dal solco trasverso).

È l’area corticale preposta al sistema visivo.

Lateralmente è percorsa dal solco occipitale inferiore e medialmente dalla scissura


collaterale.

In profondità presenta il cuneo, che è separato dalla scissura calcarina su cui c’è l'Area 17
o visiva principale.

Queste sono le suddivisioni di tutte le superfici corticali (laterale,mediale e inferiore), il lobo


limbico, il lobo occipitale.

CORTECCIA CEREBRALE

I due emisferi cerebrali sono rivestiti da corteccia cerebrale formata da sostanza grigia.
Finora, abbiamo visto in senso disto-prossimale che il SNC è rappresentato da sostanza
bianca e grigia, ma la bianca era esterna e la grigia interna:

 A livello del midollo spinale, la grigia era ben distinguibile nella sua classica forma
ad H;
 salendo al tronco encefalico, la bianca è comunque periferica (anteriore, posteriore)
e al centro è presente bianca mista a grigia meno definita e meno individuabile ma
comunque presente e centrale;
 salendo nel diencefalo, la grigia è la più rappresentata e la bianca la va a separare
dalle altre strutture;
 nel telencefalo, la grigia è periferica e la bianca è interna. La bianca rappresenta,
qui, i sistemi commessurali e, fondamentalmente, il telencefalo impari, mentre il
telencefalo pari è sostanza grigia, cioè corteccia cerebrale.

La corteccia cerebrale viene anche detta Pallium (coperta, mantello), cfr. cure palliative su
pazienti oncologiche terminali che devono trattare dolori da metastasi.si copre il problema
perché non lo posso risolvere. La corteccia riveste le scissure e i solchi e la sua superficie
totale è di circa 1100-1200 cm². Lo spessore è variabile: nel lobo frontale è più spessa,
nell’occipitale è più sottile perché fondamentalmente ha un’unica funzione, quella visiva.