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FORMAZIONE RETICOLARE

Ora tra i nuclei che abbiamo visto qua dentro abbiamo parlato più volte della formazione
reticolare che è un qualcosa di indefinito, filogeneticamente molto vecchia che decorre
longitudinalmente in tutto il tronco dell’encefalo e va dal mesencefalo al bulbo. E’ fatta da
neuroni, in aggregato e fibre nervose sparse, e non è possibile identificare aggregati
nucleari precisi, discreti, con dei margini anatomici definibili e soprattutto con un ruolo
funzionale abbondantemente incerto. Sembrerebbe sia coinvolta nel controllo di funzioni
del sistema nervoso vegetativo, quindi che sia intercalata a questo punto sul lemnisco
trigeminale, sulla via trigeminale, quindi funzione cardiocircolatoria, respiratoria e
gastrointestinale e nella modulazione dei riflessi muscolari mediati dai nervi cranici ma in
questo caso più che altro su una via extra piramidale discendente che vada ai muscoli
della testa e del collo. 

LOCUS COERULEUS

Un’altra struttura che è presente all’interno del tronco encefalico, che viene
particolarmente rappresentata a livello pontino ed anche mesencefalico, è il locus
coeruleus; che vuol dire punto azzurro, punto celeste, luogo celeste. Il locus è un nucleo
che sta tra tronco encefalico e corpo del fornice e cisterna bulbo-ponto-terminale. Di
colorazione azzurrina perchè ha dei granuli di melanina, differentemente dalla dopamina
che gliela avrebbe data nera. Il locus coeruleus è l’inizio della maggior parte delle azioni
noradrenergiche cerebrali. Noi sappiamo che adrenalina e noradrenalina sono secrete a
livello della midollare delle ghiandole surrenaliche ma la noradrenalina ha una sua
secrezione anche a livello del locus coeruleus e nello specifico, a questo livello qui, più
che una secrezione vera ha una sorta di rimaneggiamento e di controllo dell’azione della
noradrenalina; ma non a livello periferico, non di risposta periferica per esempio di stati
d’ansia o paura o tensione, cosa che invece fa la noradrenalina midollare surrenalica: qui
si parla proprio di coinvolgimento in risposta di stress e panico ma soprattutto
collegamento col sonno REM nonché un ruolo non chiarito, esclusivamente in virtù del
fatto che ci sono recettori oppioidi del locus coeruleus, sulla risposta all’assunzione di
sostanze psichedeliche, in particolare del THC, che sembrerebbe potenziare l’eccitazione
del locus coeruleus e quindi automaticamente far  produrre più noradrenalina. Questo però
sembrerebbe, da studi neuroanatomici fatti, avvenire in presenza solo di stimoli sensoriali
perché: “se io prendo e me faccio na canna d’erba senza poi avere però stimolazioni
esogene sembrerebbe che il locus coeruleus più di tanto non produca noradrenalina”.
Noradrenalina e Norepinefrina sono sinonimi. Vedete come poi peraltro, proprio in virtù di
questa situazione la noradrenalina prodotta dal locus coeruleus faccia sì che il locus
stesso abbia connessioni con: il talamo, l’ipotalamo e ovviamente il circuito limbico,
l’ippocampo e come poteva mancare il circuito di papez con il midollo spinale e con il
cervelletto. In ultimo, a livello tronco-encefalico, il mesencefalo.
MESENCEFALO

In sezione presenta l’acquedotto di Silvio che è la derivazione del terzo ventricolo.


L’acquedotto di Silvio divide il mesencefalo in una parte anteriore, che sono i peduncoli
cerebrali, ed in una posteriore che è la lamina quadrigemina. 

I peduncoli cerebrali, a loro volta, vengono separati dalla fossa interpeduncolare, mentre
dietro sono fusi e sono percorsi da una lamina di sostanza grigia che si chiama substantia
nigra di Sommering, la quale li divide anteriormente in una porzione che chiameremo
piede dei peduncoli ed una posteriore che è la caudale. Allora il mesencefalo è diviso
davanti in peduncoli e lamina quadrigemina dietro ad opera della grigia peri-acquedottale.
A loro volta i peduncoli sono divisa dalla sostanza nera di Sommering in: piedi peduncolari
anteriori, (parola incomprensibile al minuto 2:19:52) piede anteriore ed in callotta, o
tegmento o tetto, posteriore. La sostanza Nigra, che appare così perchè colorata di
dopamina, e che appare spesso decolorata negli stadi di Parkinsonismo per assenza di
dopamina, è interposta sulla via extrapiramidale per la stabilizzazione dei movimenti
volontari ripetuti. Tanto che sappiamo bene che molto spesso nel Parkinsoniano, anche
non severo, quello che compare è un’esagerazione del tremore intenzionale che compie in
un dato tipo di movimento, sia esso volontario standard o sia esso volontario automatico
ripetuto extra piramidale(?)[2:20:38], in virtù del fatto che la substantia nigra non riesce a
controllare l’accuratezza e la finalità del movimento, benché intercalata sulla via
extrapiramidale. Questo per via del fatto che la sostanza nera del Parkinsoniano non è più
nera ma diventa grigio chiaro perchè non ha dopamina. Il mesencefalo riceve afferenze
dal locus pallidus e riceve afferenze dall’area 6, questo vi fa capire che l’area 6 è quella
decisionale motoria non quella motoria esecutiva; poi da efferenze al corpo striato, al
putamen ed al locus pallidus. Pertanto il Parkinsoniano vuole farlo il movimento perchè la
decisionale motoria esiste, però non riesce a farlo accurato perché non c’è controlla della
substantia nigra. Il piede del peduncolo cerebrale, cioè la porzione anteriore, è fatto da
sostanza bianca discendente, quindi sono fibre cortico pontine-temporali di Turck per i
nuclei basilari del ponte ed i fasci frontali di Arnold per i somatomotori dei nervi cranici. In
pratica il piede del peduncolo cerebrale è fatto da fibre bianche, fibre cortico
mesencefaliche, nello specifico cortico pontine per i nuclei basilari del ponte (famose fibre
che poi diventeranno piramidali una volta che hanno però fatto sinapsi a livello dei nuclei
basilari del ponte, ed hanno ricevuto afferenze dai nuclei del neo cerebellum, dalla
corteccia neo cerebellare, ed hanno inviato afferenze a questa stessa corteccia) e poi il
fascio frontale di arnold che va ai nuclei somatomotori dei nervi cranici. I nuclei
somatomotori dei nervi cranici presenti a livello mesencefalico, del tronco mesencefalico,
sono: il nucleo dell’oculomotore, che pur essendo un nervo misto il III paio di nervi cranici
ha la sua componente somatomotrice; il trocleare che è un motore puro; il nucleo motorio
masticatorio del trigemino, che è un motore puro; l’abducente, VI paio, ha la sua
componente motoria; stessa cosa per il faciale, VII paio, che ha la sua componente
motoria; naturalmente l’VIII paio è un sensitivo puro e non c’è nessuna componente
motoria nel (farfuglia) e nell’udito [2:22:51]; il glossofaringeo è un nervo misto , motor
somatico, somatosensitivo e visceroeffettore e la componente motor-somatica riceve
informazioni derivanti dal fascio di arnold che passa nel piede del peduncolo; idem per
quello che riguarda il nervo vago, il nucleo motor-dorsale del vago è la parte motoria del X
paio di nervi cranici; l’XI paio è un nucleo lungo e sottile che si estende per la lunghezza di
ponte, bulbo e d’una parte del midollo spinale è motorio puro e riceve pure lui informazioni
dalla corteccia cerebrale tramite il fascio di arnold; infine, il XII paio, che è l’ipoglosso, è
misto pure lui ed ha una componente motoria che ha le afferenze dalla corteccia tramite il
fascio di [2:23:44]. Infine anteriormente al piede del peduncolo cerebrale c’è il fascio
peduncolare trasverso di Gudden che è un fascio particolare perché informazioni alla
retina, controlaterale e va al nucleo ottico basale, che va dietro i corpi mammillari, per poi
andare al nucleo dell’oculomotore della callotta mesencefalica. [2:24:20-2:25:13 indica la
figura indicando le parti appena menzionate] . 

La callotta è invece, se stiamo a livello della sezione passante dei tubercoli quadrigemini
inferiori, cominciamo a vedere la callotta, cioè la parte posteriore; la callotta sarebbe la
lamina quadrigemina. Prima sezione, tubercoli quadrigemini inferiori, nella parte centrale
della grigia c’è una decussazione. Ad una sezione più bassa dei tubercoli quadrigemini
inferiori, nella grigia periacqueduttale, c’è una decussazione, detta decussazione di
Wernicke, che è data da fibre che vengono dal cervelletto e vanno al nucleo rosso, dal
cervelletto e vanno al talamo. In pratica sono i peduncoli cerebellari superiori, quelli che
stanno sopra le brachia pontis. Lateralmente invece all’acquedotto di Silvio c’è il nucleo
del trocleare, che è un nucleo motorio, ed il nucleo della radice mesencefalica del
trigemino che è sensitivo per i muscoli oculari e masticatori. 

Tutte le porzioni della callotta mesencefalica posteriore interposta tra i fasci ed i nuclei
sopradetti sono sono occupate dalla formazione reticolare mesencefalica. [2:26:25-2:26:36
indica la figura e dice che questo sta qua e questo sta là]. 

Sezionando più in alto, per i tubercoli quadrigemini superiori, troviamo: nella callotta il
nucleo rosso che fa parte del fascio spinale di Monakow e si chiama rosso perchè molto
vascolarizzato e contiene pigmenti ferrosi ed è intercalato sulla via extrapiramidale, in
particolare cervello rubro talamo corticale e le connessioni con le aree 4 e 6 (aree motorie
principale e decisionale), nonchè origine del fascio rubro-spinale di Monakov.

Tra i nuclei rossi c’è la decussazione fontaniforme di Meynert, chiamata a così presenta
una forma a fontana nella sezione trasversale, che è fatta dai fasci che vengono dalla
callotta e scendono giù al midollo spinale conducendo informazioni nella via ottica e
acustica riflessa. Oltre la decussazione di Meynert abbiamo quella di Forel, che sono
invece i fasci rubro-spinali di Monakow, che sono quelli visti prima. Quindi dai due nuclei
rossi partono i due fasci rubro-spinali di Monakow che poi decussano,  posteriormente ai
quali c’è la decussazione di Meynert che è fatta invece da fibre che vengono dalla lamina
quadrigemina e che conducono informazioni visive e acustico-riflesse che andranno giù al
midollo spinale bloccandosi al livello del tratto cervicale per le risposte oculo-cefalo-gire.
Davanti alla grigia periacqueduttale ci sono i nuclei somatomotori e visceroeffettori del
loculo motore, quindi quello di Edinger-Westphal, che è il visceroeffettore che dà fibre al
ganglio ciliare che si occupa della costrizione pupillare e poi il nucleo somatomotore per la
sinergia del movimento testa occhi.