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Il Sistema Nervoso è costituito da:

- Sistema Nervoso Centrale (SNC);


- Sistema Nervoso Periferico (SNP);
- Sistema Nervoso Autonomo (SNA).

Il SNC è costituito da encefalo e midollo spinale

L’Encefalo, tutto ciò che è all’interno della scatola cranica, è diviso in:
 Cervello: telencefalo e diencefalo
 Cervelletto: una massa sottostante il telencefalo, nella fossa cranica posteriore;
 tronco dell’encefalo: sotto al diencefalo e al cervelletto. È la parte più distale
dell’encefalo.

Midollo Spinale: contenuto nello speco vertebrale (canale vertebrale) che parte dal confine
del gran forame occipitale e l’Atlante, e termina nel canale sacrale. (si arresta alle vertebre
L1-L2, mentre i nervi spinali giungono alla fine del canale sacrale).

Il SNP: risultanza dell’unione delle radici a livello del midollo spinale (delle radici anteriori e
posteriori dei nervi spinali). Quindi, è formato da:
 nervi spinali: quelli che fuoriescono dai fori intervertebrali (nascono dalle radici
anteriori e posteriori);
 nervi cranici, o encefalici: sono 12 paia: I olfattivo, II ottico, III oculomotore, IV
trocleare, V trigemino, VI abducente, VII faciale, VIII vestibolo-cocleare (o acustico),
IX glossofaringeo, X vago, XI accessorio e XII ipoglosso.

Il SNA: controlla tutte le funzioni indipendenti dalla volontà, autonome. Inoltre, controlla le
risposte agli stimoli, sia interni dall’organismo, che esterni dal mondo. Si divide in:
 Sistema Nervoso Simpatico (od Ortosimpatico);
 Sistema Nervoso Parasimpatico.

SISTEMA NERVOSO CENTRALE:


A livello morfogenetico, l’ uomo è un vertebrato e appartiene al Phylum dei cordati.
Presenta una corda assiale che, embriologicamente, si interpone tra un tubo splancnico,
viscerale, ed un tubo neurale. Questa corda, a differenza degli altri cordati, è rivestita da
un sistema scheletrico metamerico (colonna vertebrale).

METAMERIA = concetto di segmentazione prossimo-distale in assi simili tra lorocon


funzioni e morfologia simili, che andrà ad occuparsi di settori sovra e sottostanti.

Come si forma il tubo neurale? Il tubo neurale è il canale posteriore dal quale deriverà il
SNC, si forma intorno al 16° giorno di vita embrionale.
In questa fase l’embrione è costituito da 3 lamine, da cui deriveranno tutti i tessuti.
1. lamina prossimale: epiblasto, da cui origina l’ECTODERMA;
2. lamina interna: ipoblasto, da cui origina l’ENDODERMA;
3. lamina intermedia: filamento intermedio, da cui origina il MESODERMA.
Il mesoderma inizia a differenziarsi e va a formare la corda primitiva (corda assiale), nel
vertebrato è detta notocorda. Quando la notocorda si forma, inizia a stimolare, attraverso
prodotti di natura proteica, la differenziazione dell’ectoderma, che formerà il SNC.

Quindi, il SNC ha derivazione ectodermica!

La neurulazione: processo di formazione del SNC. Sulla linea mediana inizia a formarsi
un ispessimento longitudinale, che prende il nome di placca neurale.
I cui margini laterali della placca neurale sono le creste neurali (dalle quali partirà il SNP).
Più avanti la placca neurale comincia ad invaginarsi, cioè inizia a formare un tubo,
chiamato doccia neurale. Con la chiusura dei margini diventerà tubo neurale.

Creste neurali: tessuto di natura nervosa, o anche tessuto germinativo aggiuntivo, perché
la cresta neurale darà origine non solo al SNP, ma va anche incontro ad una
segmentazione (metameria) di tutto il tronco e ad un’organizzazione dei somiti, che sono
dei nuclei dai quali originano non solo i nervi del SNP, ma anche le strutture muscolari e
ossee.

PLACODI: 
placche di ectoderma che andranno a differenziare negli organi di senso derivano da
ispessimenti nella parte prossimale dell’ectoderma.

                                               Tabella placodi/funzioni

Al 24° giorno Il tubo neurale, si salda completamente, esso si stacca dall’ectoderma


circostante e va all’interno del mesenchima (il mesoderma che poi formerà il tessuto
connettivo). Quando sprofonda nel mesenchima, viene circondato da strutture che
daranno origine alla colonna vertebrale e al cranio.

Colonna vertebrale e cranio sono di origine mesenchimale

Il tessuto osseo e muscolare derivano dal mesoderma.

Il tubo neurale, rimane aperto ai due estremi (prossimale e distale), rispettivamente il


neuroporo rostrale (che si chiude al 25° giorno) e il neuroporo caudale (che si chiude il 26°
giorno). Chiudendosi, lasciano un cilindro chiuso.
Il giorno dopo la chiusura del neuroporo distale, la porzione prossimale del tubo neurale
comincia a dilatarsi e forma una vescicola (vescicola encefalica). Questo è detto stadio
monovescicolare.
La vescicola encefalica (la più prossimale) comincia a dividersi dal basso verso l’alto, e
forma: 
 vescicola romboencefalica (distale)
 vescicola mesencefalica (intermedia)
 vescicola prosencefalica (prossimale)

La vescicola romboencefalica, a sua volta, si suddivide in:


 vescicola mielencefalica, in basso
 vescicola metencefalica, in alto.

Mentre la vescicola prosencefalica darà vita a:


 vescicola diencefalica, in basso;
 due vescicole telencefaliche, in alto ai lati

La vescicola diencefalica, dà origine alle vescicole ottiche che formeranno gli abbozzi dei
bulbi oculari.
La vescicola telencefalica, (la porzione più distante), origina due vescicole laterali
(telencefalo pari, pari quando si parla di organi di dx e sx mentre impari quando si parla di
un solo organo, che di norma sta sulla linea mediana o di simmetria bilaterale).
Le due vescicole laterali daranno origine agli emisferi cerebrali e formeranno, un
telencefalo impari, che formerà le connessioni tra gli emisferi cerebrali e gli stadi
sottostanti; quindi, sia tra emisfero ed emisfero sia tra emisferi cerebrali, diencefalo e
tronco encefalico. 
Nello specifico, il telencefalo impari formerà le connessioni che diventeranno:
 corpo calloso;
 setto pellucido;
 fornice;
 commessura anteriore.

LA VESCICOLAZIONE DEL TUBO NEURALE: ad un certo punto, si forma una flessura,


cioè il tubo neurale si piega in senso supero-distale antero-posteriore e va a formare una
fessura encefalica.

FLESSURE DELLE VESCICOLE:


avremo delle flessure che troveremo nel SNC dell’adulto:
 flessura cervicale, la più distale, si pone tra midollo spinale e bulbo, che è la
porzione più distale del tronco dell’encefalo;
 flessura cefalica, tra mesencefalo e diencefalo;
 flessura pontina, a livello del romboencefalo ed è una superficie a contorno di
losanga (una sorta di romboide) fatta da un labbro romboidale inferiore, che dà
origine al cervelletto, ed uno superiore, che dà origine al ponte. Ma nello specifico
la flessura pontina formerà il IV ventricolo.

Quali sono le relazioni tra tubo neurale e SNC maturo?

La regione caudale del tubo neurale, che è cilindrica, darà origine al midollo spinale. La
vescicola mielencefalica, la più distale rispetto a quella romboencefalica, darà origine con
la sua parte rostrale a:
 ponte;
 labbro dorsale o caudale;
 cervelletto.
La vescicola mesencefalica darà origine al mesencefalo. Quindi, salendo, la vescicola
diencefalica darà origine al diencefalo e la vescicola telencefalica (per quello che riguardo
il telencefalo PARI agli emisferi cerebrali), per ciò che riguarda le connessioni, quindi
corpo calloso, setto pellucido, fornice, commessura anteriore il telencefalo IMPARI.
ISTOGENESI:
Le pareti del tubo neurale derivano dal neuroectoderma, ossia da quella componente di
ectoderma che si occupa dello sviluppo del sistema nervoso, e sono costituite dal
neuroepitelio che, nella fase embrionale, è un epitelio molto semplice con poca
specializzazione, ed è fatto da cellule cilindriche monostratificate. 
Il neuroepitelio andrà incontro ad una mitosi ed una migrazione verso la periferia per
formare un secondo strato periferico, lo strato del mantello.
Quindi, c’è uno strato di neuroepitelio di cellule cilindriche monostratificate interne al tubo
neurale ed uno strato mantellare da cui si originano dei prolungamenti, tipo pseudopodi
che, a loro volta, formeranno un ulteriore strato esterno, ovvero lo strato marginale.
Quindi, essenzialmente, ci sono due strati di cellule embrionali:
 mantellare: da cui deriverà la sostanza grigia, ossia i neuroni ed i loro pirenofori,
cioè il corpo cellulare (soma) del neurone. 
 marginale, di derivazione neuroepiteliale: da cui deriverà la sostanza bianca, che
consiste nelle derivazioni dei neuroni, ossia gli assoni rivestiti di mielina.
Lo strato mantellare e marginale sono estesi per tutto il tubo neurale e nelle strutture che
deriveranno da esso.
Terminata la mitosi cellulare, il neuroepitelio interno (cioè il primo, le famose cellule
cilindriche monostratificate) diventa EPENDIMA.
EPENDIMA: strato monostratificato cilindrico di cellule non con specializzazione nervosa,
quindi né di ricezione né di trasmissione dell'impulso nervoso, ma esclusivamente di
supporto e protezione del sistema nervoso.
Le cellule ependimali saranno a contatto con il liquor.
Nel midollo spinale e nel tronco encefalico dell’adulto si riconoscerà uno strato interno di
derivazione neuroepiteliale, che sarà
 il canale centrale,
 il IV ventricolo,
 l’acquedotto di Silvio
(le strutture ventricolari preposte alla produzione e alla circolazione del liquor).

Dallo strato del mantello, ossia quello intermedio che era la prima differenziazione dello
strato neuroepiteliale, deriverà la sostanza grigia, ossia i neuroni ed i loro pirenofori, cioè il
corpo cellulare (soma) del neurone. 
Infine, lo strato più periferico è una derivazione dello strato mantellare che, con le sue
cellule, forma degli pseudopodi, cioè delle estroflessioni, che andranno a svilupparsi nella
parte più periferica del tubo neurale. Dallo strato periferico mantellare deriverà la sostanza
bianca, che consiste nelle derivazioni dei neuroni, ossia gli assoni rivestiti di mielina.
Infine, nel cervelletto e negli emisferi cerebrali, i pirenofori, anziché essere all’interno tra
canale centrale dell’ependima e sostanza bianca, vanno a porsi in superficie e, quindi, il
mantello/sostanza grigia formerà la corteccia cerebrale e la corteccia cerebellare.

CRESCITA DEL TUBO NEURALE:


Il tubo neurale ha delle pareti più spesse nelle parti laterali piuttosto che in quella
ventrale e dorsale. Avendo maggior ispessimento nelle laterali, avremo
una porzione anteriore di pavimento che sarà una lamina del pavimento ed una
lamina posteriore di tegmento (tetto). Perciò, viene a formarsi un solco limitante che
sta sulla superficie interna delle pareti laterali, e le dividerà in:
 una lamina basale (ventrale o anteriore), da cui deriveranno tutte le strutture
neuronali preposte al controllo motorio;
 una lamina alare (dorsale o posteriore), da cui deriveranno i neuroni preposti
al controllo sensitivo.

CITOLOGIA:
Il neuroepitelio va a formare uno strato:
marginale (il più esterno)
uno mantellare (intermedio)
neuroectoderma propriamente detto (il più interno) che formerà le cavità ventricolari ed il
canale centrale dell’ependima. 
Esistono anche, a livello citologico, cellule di derivazione neuroepiteliale che non
appartengono specificatamente al SNC funzionale, ma hanno funzione macrofagica e,
cioè, di difesa cellulo-mediata: i neuroblasti ed i glioblasti. 
Dal mesenchima circostante, invece, origina la microglia, ossia tessuto di sostegno di
derivazione mesodermica.
Dalle creste neurali avremo i neuroni pseudounipolari, che si trovano nei gangli sensitivi.
Le creste neurali sono definibili quasi come IV strato cellulare, oltre al mesoderma,
ectoderma ed endoderma, perché sono fatte di cellule in via di differenziazione.
                                                                  Tabella.

tutte le cellule derivanti dalle creste neurali sono sul SNP (o SNA). Quindi, le creste
neurali danno origine al SNP e al SNA, mentre il tubo neurale dà origine al SNC.

SISTEMA LIQUORALE E MENINGI:


Per parte funzionale del SNC si intende:
 nuclei;
 vie di proiezione ascendenti e discendenti;
 sistemi specifici sensoriali.

Dentro la scatola cranica e lo speco vertebrale abbiamo un sistema di protezione e


sostegno dettato dal sistema liquorale e dalle meningi.

Il sistema liquorale comprende gli spazi all’interno dei quali circola il liquido
cefalorachidiano o liquor cerebrospinale. Questi spazi sono rappresentati da:
 sistema dei ventricoli (o ventricolare);
 spazio subaracnoideo (tra Aracnoide e Pia Madre);
 cisterne.
SISTEMA VENTRICOLARE:
I ventricoli derivano dalle vescicole telencefaliche PARI del tubo neurale. Sono delle cavità
ed hanno un rivestimento di derivazione neuroepiteliale diretta, quindi né strato mantellare
né strato marginale, ma sono rivestiti da cellule ependimali.
I ventricoli contengono delle strutture che prendono il nome di plessi corioidei, che
producono il liquor.
Questo liquido circola dentro il sistema ventricolare, dal quale fuoriesce grazie al IV
ventricolo per essere riassorbito all’interno delle strutture neurovascolari, i seni venosi
della Dura Madre, attraverso delle estroflessioni che prendono il nome di granulazioni di
Pacchioni.
I ventricoli sono:
 ventricoli laterali dx e sx, che derivano dal telencefalo pari;
 III ventricolo, che deriva dal diencefalo (infatti è proprio all’interno del diencefalo);
 acquedotto di Silvio, proiezione distale del III ventricolo che si trova all’interno del
mesencefalo;
 IV ventricolo, si trova sulla faccia posteriore di ponte e bulbo e, quindi, è di
derivazione della vescicola romboencefalica;
 canale centrale dell’ependima, all’interno della sostanza grigia del midollo spinale.
I due ventricoli laterali sono all’interno dei due emisferi cerebrali, connessi attraverso il foro
di Monro con il III ventricolo. Il canale distale che discende all’interno del mesencefalo
prende il nome di acquedotto di Silvio che poi termina nel IV ventricolo che, a sua volta, si
collega al canale centrale dell’ependima.

VENTRICOLI LATERALI:
I due ventricoli laterali hanno un corno anteriore e uno posteriore.

                                                                     Tabella.

La cella media, o corpo: va dal foro di Monro allo splenio del corpo calloso, che è il
margine inferiore dell’arco che va a suddividere e connettere i due emisferi cerebrali. Il
margine infero-posteriore prende il nome di splenio del corpo calloso, al di sotto del quale
si trova l’epifisi. 
Il fornice è una delle strutture di connessione di derivazione dal telencefalo impari.
Il calcar avis è la parte più distale e più profonda di una scissura, che è una fessura sulla
superficie della corteccia cerebrale. La parte più profonda prende il nome di scissura
calcarina e, sul fondo, al centro del lobo occipitale, in corrispondenza della faccia mediale
del corno posteriore del ventricolo laterale, si trova l’area visiva primaria o Area 17.
L’ippocampo è una struttura cerebrale che fa parte del rinencefalo, o circuito della
memoria di Papez.
Il fascicolo di associazione occipito-frontale è un fascio di fibre nervose che va dal lobo
occipitale al lobo frontale con un moto ad arco ed è di associazione tra lobo frontale e
temporale e, così, forma il tetto della porzione del corno inferiore.
III VENTRICOLO:
Si trova medialmente ed inferiormente rispetto ai ventricoli laterali, è di derivazione
diencefalica e va a comunicare con i ventricoli laterali attraverso il foro di Monro
superiormente mentre inferiormente continua con l’acquedotto di Silvio.

Il chiasma ottico è l’incrocio sia morfologico che funzionale delle fibre dei nervi ottici che
vengono dalla retina e vanno al tratto ottico, ai corpi genicolati ed infine al calcar avis.
 
Il III ventricolo è dentro il diencefalo, circondato dalla sostanza grigia diencefalica. Il
diencefalo è rappresentato in massima parte dall’ipotalamo, quindi avrà intorno la grigia
periacquiduttale, cioè quella intorno all’acquedotto di Silvio. 

ACQUEDOTTO DI SILVIO:
È la proiezione infero-posteriore del III ventricolo. È un canale impari e mediano all’interno
del mesencefalo. Nella sua porzione anteriore, cioè all’interno dei due piedi mesencefalici,
è circondato da sostanza grigia, che avrà poi delle differenziazioni specifiche che
porteranno alla formazione dei nuclei propriamente detti. L’acquedotto termina in basso
sulla faccia posteriore del ponte.
PLESSI CORIOIDEI:
Sono delle strutture che producono il liquor. Sono dei grovigli di capillari rivestiti da un
epitelio corioideo che deriva dal neuroepitelio primitivo. Pur essendo capillari, non hanno
un rivestimento endoteliale di derivazione mesodermica, ma hanno un rivestimento
neuroepiteliale di derivazione ectodermica.
Si trovano nei ventricoli laterali, nel IV ventricolo (uno al centro e due di lato) e sulla tela
corioidea (la volta del III ventricolo, che presenta due plessi longitudinali) . 

CICLO DEL LIQUOR


Il liquor viene prodotto dai ventricoli laterali per filtrazione del plasma, passa nel III
ventricolo attraverso i fori di Monro, si mescola con il liquor prodotto nel III ventricolo
stesso ad opera della tela corioidea. Successivamente, scende nell'acquedotto di Silvio
(dove NON ci sono plessi) e arriva nel IV ventricolo e si mescola con il liquor prodotto lì.
Dal IV ventricolo, fuoriesce nello spazio subaracnoideo attraverso il foro mediano di
Magendie e i due fori laterali di Luschka, che sono sul tetto del IV ventricolo.
Sui plessi corioidei ci sono delle ampie fenestrature che permettono gli scambi elettrolitici
tra il plasma e il liquor che ne deriverà.

LIQUOR:
È un liquido filtrato plasmatico trasparente. Non ci sono cellule, pochi zuccheri. Viene
prodotto 0,5 L di liquor al giorno, il volume normale è circa 140cc, di cui 26/28 cc stanno
nei ventricoli laterali e i restanti nello spazio subaracnoideo.
Lo spazio subaracnoideo consiste, quindi, nel sistema di ricircolo del liquor stesso e poi
di riassorbimento, perché avverrà a livello di estroflessioni epiteliali specializzate nelle
meningi (granulazioni di Pacchioni), che si approfondano nei seni venosi della dura madre,
permettendo riassorbimento del liquor nel sistema vascolare.

MENINGI:
Le meningi sono delle membrane e sono divise in due categorie:
1. Dura Madre, o pachimeninge: è la membrana più spessa, più esterna
2. leptomeningi, rappresentate dall’Aracnoide e dalla Pia Madre (sotto l’aracnoide) .
Sottilissime e trasparenti, NON separabili tra loro.
-L’Aracnoide è chiamata in questo modo perché ha un aspetto a tela di ragno. Non
ha basi, ha una struttura reticolare e passa a ponte sulla superficie dell’encefalo e
del midollo spinale senza seguire le depressioni dei solchi.
-La Pia Madre è quella più adesa alla corteccia: segue tutti i solchi e porta in
superficie e in profondità i vasi che irrorano il tessuto nervoso.
Tra endocranio e Dura Madre non c’è uno spazio, perché la Dura Madre è intimamente
adesa alla superficie endocranica della teca (nel MS abbiamo, invece, lo spazio epidurale
tra osso e dura madre).

Qual è lo spazio anatomo-funzionale importante del circolo del liquor? Lo spazio


subaracnoideo, cioè tra l’Aracnoide e la Pia Madre.

DURA MADRE:
Aderisce completamente alla superficie endocranica. Presenta dei foglietti che vanno a
sdoppiarsi nel momento in cui incontrano le irregolarità della superficie endocranica (es.
seno longitudinale della volta cranica). All’interno degli sdoppiamenti ci sono delle strutture
che prendono il nome di seni venosi.
I seni venosi sono collettori di sangue il quale è raccolto dalla superficie del SNC ad opera
della Pia Madre (vascolarizzata), è poi veicolato allo spazio dei seni venosi e portato, poi
alle vene giugulari (i collettori finali).
Questo sistema vascolare endocranico è formato da:
 seni della volta cranica
-calvaria, segue il seno longitudinale superiore e si porta dall’apofisi crista galli alla
fossa cranica anteriore (davanti alla lamina cribbrosa dell’etmoide), e
posteriormente fino alla protuberanza occipitale interna
-solco long. inferiore alla base dei due emisferi cerebrali
-seno retto
 seni della base
- seni trasversi ,sulla fossa occipitale; 
-seni sigmoidei.
La Dura Madre forma quattro setti localizzati nelle fessure encefaliche:
1. falce cerebrale, che va dall’apofisi crista galli anteriormente al tentorio del
cervelletto posteriormente;
2. tentorio cerebellare, sopra il cervelletto e sotto la falce del lobo occipitale
dell’encefalo, e va dal solco trasverso dell’occipitale ai due margini supero-
posteriori delle rocche petrose del temporale;
3. falce cerebellare, inserita nella cresta occipitale, va a separare i due lobi cerebellari;
4. diaframma della sella, che va dai processi clinoidei anteriori a quelli posteriori.

Min. 53:00-56:24

SPAZI MENINGEI:
Le meningi (Dura Madre, Aracnoide e Pia Madre) lasciano e creano degli spazi, gli spazi
meningei. 
Gli spazi meningei sono tre: 
1. lo spazio epidurale (o sopradurale), tra l'osso e la Dura Madre;
2. lo spazio subdurale (o sottodurale), tra la Dura Madre e l’Aracnoide;
3. lo spazio subaracnoideo, tra Aracnoide e Pia Madre.
Lo spazio epidurale è uno spazio fondamentalmente virtuale, è uno spazio anche detto
extradurale (chiamato così perché la Dura Madre è fortemente adesa alla superficie
endossea), gli spazi sono quindi virtualmente potenziali, (un po’ come una tasca piena ed
una tasca vuota). L'unico spazio che da epidurale virtuale diventa reale, è quello
compreso a livello della superficie endocranica della squama del temporale e del margine
inferiore dell'osso parietale. Questo spazio (nell’area temporale) prende il nome di zona
scollabile di Marchant-Ferré.
 
ZONA SCOLLABILE DI MARCHANT-FERRÉ:
La zona scollabile di Marchant Ferré è una zona nella quale la Dura Madre, fortemente
adesa all'osso cranico come in tutto quanto il resto della volta della base cranica, presenta
il passaggio dell’arteria meningea media, un ramo collaterale prossimale della prima
porzione dell’arteria mascellare interna, a sua volta un ramo di divisione terminale
dell'arteria carotide esterna. All'interno della fossa arterico-maxillo-palatina, la meningea
media emette circa 14 rami collaterali più il terminale. Nella prima porzione c'è, appunto, la
meningea media, la quale sale in alto, attraversa il nervo auricolo-temporale, un ramo che
viene dal mascellare e che forma un occhiello reale, morfologico, ed entra all'interno del
foro spinoso.
 
FOSSA CRANICA:
Nella fossa cranica media c’è la fessura orbitaria superiore, quella inferiore, il foro rotondo,
il foro ovale, il foro spinoso.
Il foro rotondo darà passaggio al nervo mascellare
il foro ovale al nervo mandibolare
il foro spinoso dà passaggio all'arteria meningea media che entra dal foro spinoso
provenendo dalla fossa arterico-maxillo-palatina come ramo prossimale collaterale della
prima porzione della mascellare interna e decorre a livello di solchi che stanno sulla
superficie endocranica della squama del temporale e dell'osso parietale.
 

SOLCHI:
I solchi si sono formati attorno all'arteria poiché, embriologicamente, l'osso di derivazione
mesenchimale prima si forma come cartilagine e, poi, ossifica. Pertanto, la cartilagine va
ad adattarsi al di sopra di quelle che sono sia le irregolarità del SNC, quindi del
telencefalo, e sia della corteccia. si formano quindi delle fosse craniche che non sono
nient'altro che il calco del SNC, dell’encefalo, perché non solo lo debbono accogliere, ma
formano dei solchi per il passaggio delle arterie perché si adattano alla presenza delle
arterie. Ed è, quindi, la cartilagine delle ossa craniche, le quali dovranno poi ossificare con
dei centri di ossificazione particolari, che formeranno, per l'appunto, il solco attorno
all'arteria stessa.
 
EMORRAGIA:
L'arteria meningea media è importante perché può essere sede di rottura e, quindi, di
emorragia. Emorragia nota come emorragia epidurale o extradurale che poi forma un
ematoma, sangue coagulato che si raccoglie a livello del lobo temporale e parte del
parietale. Pertanto, in corrispondenza delle aree motorie principali e le aree sensitive
principali. Come fa a raccogliersi il sangue? Si potrebbe dire che il sangue non si raccoglie
perché la Dura Madre è appiccicata all’osso e quindi non ce la fa. Sì, ma l'arteria si rompe
seguendo l'impulso sistolico cardiaco, il quale scolla piano piano la Dura Madre dalla
superficie endocranica dell'osso e va a formare, dunque, un ematoma epidurale sopra la
Dura Madre corrispondente ai lobi temporale e parietale in quella che chiamiamo, per
l'appunto, zona scollabile di Marchant-Ferré.

ANESTESIA E SPAZI MENINGEI:


Nello speco vertebrale, invece, lo spazio extradurale (o epidurale) tra osso e Dura Madre è
rappresentato fondamentalmente da tessuto adiposo vascolarizzato, quindi un po’ di
grasso con qualche plesso venoso, ed è proprio lo spazio epidurale quello al cui livello
l'anestesista va ad effettuare l'anestesia epidurale (che si fa in accompagnamento per la
partoanalgesia), sopra la Dura Madre. Pertanto, non si entra dentro lo spazio più profondo
(spazio subaracnoideo tra Aracnoide e Pia Madre).
Diverso, invece, è il discorso di uno spazio più profondo dell’epidurale, cioè lo spazio
sottodurale tra Dura Madre ed Aracnoide, che è attraversato dalle vene a ponte che
dall’encefalo vanno ai seni venosi della Dura Madre e poi confluiranno a livello delle vene
giugulari interne. A livello dello spazio sottodurale, se dovessimo avere un sanguinamento,
avremmo un’emorragia subdurale o sottodurale.
Infine, lo spazio subaracnoideo, spazio reale, non virtuale, perché lo spazio epidurale è
virtuale in virtù del fatto che la Dura Madre è appiccicata all'osso e nella zona scollabile di
Marchant-Ferré è parimenti appiccicata all’osso, ma si scolla grazie alla spinta sistolica
dell’arteria meningea media che, rompendosi, sanguina e forma l’ematoma. Mentre lo
spazio subaracnoideo è uno spazio vero, reale, ed è lo spazio nel quale c'è il liquor che è
prodotto dei ventricoli laterali, dalla tela corioidea, dai tre plessi che stanno nel IV
ventricolo. Il liquor fuoriesce dal foro di Magendie e dai due fori di Luschka del IV
ventricolo e viene poi riassorbito dalle granulazioni di Pacchioni che lo vanno a gettare
all'interno dei seni venosi. Lo spazio subaracnoideo, a livello dello speco vertebrale, è
quello nel quale si fa l'anestesia spinale.

DIFFERENZA TRA ANESTESIA EPIDURALE E SPINALE


L'epidurale è anestetico che viene rilasciato nello spazio tra l'osso e la Dura Madre e,
quindi, deve essere rifornito costantemente (è quella che lascia un catetere sottile che
esce dalla schiena a livello di L1-L2 e che viene rifornito, serve di accompagnamento al
parto per il controllo del dolore, la cosiddetta parto-analgesia che si può, come si dice in
gergo tecnico poco elegante, rabboccare di volta in volta).
L’anestesia spinale propriamente detta, invece, è la subaracnoidea, cioè buco la Dura
Madre e passo nello spazio tra Aracnoide e Pia Madre, mandando lì l'anestetico, quella è
un’anestesia che sta a quel livello e tratta tutti i livelli sottostanti.
 
LE CISTERNE:
Le cisterne sono dei punti in cui lo spazio subaracnoideo, cioè tra Aracnoide e Pia Madre,
è dilatato, c'è più liquor. Sono prevalentemente localizzate a livello della base dell'encefalo
e fanno un po’ da cuscinetto per quelli che sono dei movimenti che, soprattutto nei
contraccolpi, l'encefalo può subire all'interno delle fosse craniche. Abbiamo le cisterne
intra ed extracraniche: 
 cisterne intracraniche: 
1. cerebello-midollare;
2. pontina pre-pontina;
3. cisterna ambients: è la cosiddetta cisterna della grande vena cerebrale di
Galeno. Si trova interposta tra il cervelletto e il mesencefalo. Raccoglie tutto
il sangue profondo dell'encefalo per poi andare a confluire direttamente
all'interno del seno cavernoso e, in ultima analisi, nel sigmoideo e, quindi,
nella vena giugulare interna. La cisterna ambients è, per l'appunto, anche
detta “grande vena cerebrale di Galeno”.
4. cisterna interpeduncolare, che sta davanti al mesencefalo tra i due peduncoli
cerebrali;
 cisterne extracraniche (fondamentalmente una): 
1. cisterna spinale, la più grossa di tutte, si trova a livello di L2. A questo livello,
l’Aracnoide lascia la Pia Madre e si appiccica direttamente alla Dura Madre.
Per cui, da L2 a scendere si avranno: la Dura Madre intorno al canale
vertebrale, che poi sarà sacrale, e la Pia Madre appiccicata con l'Aracnoide e
la Pia Madre appiccicata al sistema nervoso centrale che non c'è più perché,
a questo livello, L1-L2, dove termina il midollo spinale con quella che è la
parte distale detta “cono midollare”, originerà sia il filum terminalis e sia la
cauda equina. Quindi, non c'è più bisogno di avere uno spazio
subaracnoideo, non c'è più bisogno di avere una connessione tra Aracnoide
e Pia Madre. C'è soltanto bisogno, necessariamente, di avere una Dura
Madre che rivesta la superficie interna dello speco vertebrale e una Pia
Madre che termina direttamente alla fine del cono midollare. 

Abbiamo visto a cosa servono, quindi, le dilatazioni degli spazi subdurali contenenti molto
liquor
funzione, prevalentemente, di protezione, di sostegno e di cuscinetto.
Ricordare la cisterna lombare, cioè la spinale, che è la più importante e che si trova sotto
L2 ed arriva fino al canale sacrale. 
Ricordatevi che, a questo livello, la Dura Madre rimane adesa alla superficie ossea
interna, l’Aracnoide si distacca dalla Pia Madre e, invece, si attacca alla Dura Madre. A
questo livello qui, abbiamo il grosso della circolazione liquorale e qui viene effettuata sia la
puntura lombare, (rachicentesi), per le diagnosi normalmente di tipo microbiologico di
patologie infettive (tipo meningite) sia l'anestesia subaracnoidea, ovvero quella epidurale.
Mentre per quello che concerne le cisterne endocraniche, a parte la pontina, la pre-
pontina, la ponto cerebellare, ricordare la cisterna ambients che circonda la grande vena
centrale di Galeno che raccoglie il sangue venoso del tronco encefalico, lo convoglia al
seno sigmoideo tramite il seno cavernoso e, in ultima analisi, alla vena giugulare interna
che esce dal foro lacero-posteriore.
 
MIDOLLO SPINALE:
è accolto nello speco vertebrale, origina dalla continuazione della porzione distale del
Bulbo (o Midollo Allungato), quindi come proiezione topografica a partire dall'articolazione
atlanto-occipitale. Quindi, da una linea di proiezione atlanto-occipitale. 
Ricordiamoci, peraltro, che a livello della superficie anteriore interna dell'arco dell’Atlante,
c’è la articolazione con il processo odontoide dell’Epistrofeo (C2). Il processo odontoide
dell’Epistrofeo appartiene per l'appunto a C2, che è detta Asse (Axis) o Epistrofeo.
Pertanto, tutto ciò che sta al di sopra di questo livello, cioè al di sopra dell’Epistrofeo (o
Asse), viene chiamato sopra-assiale. Al di sopra dell’Epistrofeo, si trovano anche strutture
cellulari che costituiscono i nuclei interni del tronco dell'encefalo che, però, non scendono
sotto, cioè non entrano nel midollo spinale. Quindi, morfologicamente, possiamo definire il
midollo spinale come originante dall'articolazione atlanto-occipitale però, funzionalmente, il
MS presenta dei prolungamenti di nuclei del tronco encefalico che arrivano a livello
dell'Epistrofeo. Tutto ciò che è sopra-assiale vuol dire che non fa parte del Midollo
Spinale, tutto ciò che è sotto-assiale vuol dire che è Midollo Spinale.
Il midollo spinale è un cordone all'incirca di 40 cm biancastro-grigiastro e piatto dall'avanti
all'indietro, occupa i 2/3 superiori dello speco vertebrale (o del canale vertebrale) e termina
, nell'articolazione tra L1 e L2.
 
FILUM TERMINALIS:
A livello dell’articolazione L1-L2, il midollo spinale continua con una sorta di cordoncino
che prende il nome di filum terminalis, il quale si appiccica al margine posteriore del
Coccige.
Quindi, il MS arriva al margine inferiore di L1, rimane avvolto dalle tre meningi fino a L2
dopo il quale c’è soltanto il filum terminalis. Quindi, all'interno dello speco vertebrale,
rimane la Dura Madre con l'Aracnoide immediatamente a lei adesa e con lo spazio
subaracnoideo che forma la cisterna lombare magna.
Il MS si mantiene in sede grazie ai legamenti denticolati, i quali sono delle laminette che
vanno dalla Pia Madre alla Dura Madre attraversando l’Aracnoide. 
La Pia Madre è la meninge più vascolarizzata e più intima, segue le irregolarità della
corteccia cerebrale o cerebellare, vuoi del midollo spinale stesso.
I legamenti denticolati, dall’aspetto festonato, si pongono tra il margine laterale del
cordone laterale del midollo spinale e la Dura Madre che riveste lo speco vertebrale e,
quindi, nell’incavo tra la radice anteriore e la radice posteriore del nervo spinale. 
Il midollo spinale è fatto da una successione di segmenti, quindi ritorna il concetto di
metameria e somiti.
MIELOMERI:
A livello embriologico,i segmenti metamerici, che nel MS prendono il nome di mielomeri,
danno origine, (con radici anteriori e posteriori) con i nervi spinali, ad un corrispondente
neuromero.
Neuromero: è un segmento metamerico in senso prossimo-distale, che si riferisce a quel
singolo nervo spinale.
Il nervo spinale si occuperà di uno specifico settore muscolare e, quindi, di un miomero
osseo, un osteomero e, conseguentemente, per la componente sensitiva, dermatomero.
Ecco, allora, che la metameria si ritrova in tutte quante le sezioni corporee, a partire da C1
fino ad arrivare a livello sacro-coccigeo. l mielomeri, cioè le sezioni midollari che daranno
origine, a loro volta, alle radici anteriore e posteriore che formeranno i nervi spinali
corrispondenti, sono: 8 cervicali, 12 toracici, 5 lombari, 5 sacrali ed 1 coccigeo
(esattamente come i nervi spinali).
 
CORRISPONDENZA TOPOGRAFICA:
8 mielomeri cervicali con 7 vertebre cervicali perché il primo sta tra l'Occipitale e l’Atlante e
quindi il primo nervo non esce dal foro di coniugazione tra C1 e C2 ma dall’art. atlanto-
occipitale. riscontra
a livello macroscopico si ha un cordone, che presenta solchi o fessure, dal quale cordone
originano delle radicole che sono, appunto, i nervi spinali. Questo è rivestito dalla Dura
Madre più esternamente, che aderisce alla superficie interna dello speco vertebrale,
l’Aracnoide, che da L2 a scendere rimane appiccicata alla Dura Madre e non sta più
intorno al MS perché il midollo stesso, a L2, termina e continua con il filum terminalis.
Quindi, il MS, scende ed arriva a L2 assottigliandosi, formando quello che si chiama “cono
midollare”, il quale continua col filum terminalis, che aderisce direttamente alla superficie
posteriore del Coccige.
All'interno della cisterna vertebrale, o cisterna magna, ci sono tutte le radici, sia anteriori
che posteriori, dei nervi spinali, quelle che costituiranno la cauda equina. Naturalmente,
come morfologia macroscopica, il midollo spinale segue quelle che sono le cifosi e lordosi
fisiologiche del rachide vertebrale, fino a terminare a L2, dove la lordosi lombare diventerà
poi cifosi sacro-coccigea, lasciando il passaggio ai soli nervi o, meglio, alle sole radici della
cauda equina.

Com'è fatto internamente il midollo spinale? Intanto, il primo nervo cervicale emerge a
livello dell'articolazione atlanto-occipitale, quindi tra C1 e l’Occipite. Tutti gli altri, fino a C7,
quindi da C2 a C7, emergono dal corrispondente foro di coniugazione, corrispondente non
solo anatomicamente, ma anche topograficamente, perché da C8 a scendere, poi,
l’emergenza del nervo spinale avviene sotto la vertebra con lo stesso numero. Quindi, si
scende fino ad arrivare naturalmente al livello della L1-L2, dove ci sarà soltanto una
corrispondenza anatomica della fuoriuscita del nervo spinale con il foro di rotazione, ma
non più una corrispondenza topografica.
Questo cosa vuol dire? Vuol dire che, indubbiamente, il foro di uscita del nervo spinale
sarà posto più in basso rispetto al limite fissato di L1-L2 del cono midollare. Quindi,
corrispondenza anatomica e topografica si ha da C2 a C7 mentre, da C8 a scendere, si
shifta di un foro di coniugazione per quel che riguarda i nervi toracici, e, poi, si comincia a
scendere sempre di più, perché da L2 si formerà la cauda equina.
 

ORGANIZZAZIONE DEL MIDOLLO SPINALE, SOSTANZA BIANCA E GRIGIA:


Il midollo spinale in sezione presenta esternamente la sostanza bianca.
sostanza bianca: fibre nervose, assoni, deriva dalla parte più periferica.
Assoni: prolungamenti centrifughi rivestiti di mielina prodotta dalle cellule di Schwann che
sono di derivazione delle creste neurali.
La porzione interna, a forma di H è costituita da sostanza grigia.
sostanza grigia: pirenofori, i corpi cellulari (somi) dei neuroni, è di derivazione embriologica
dalla parte mantellare.
La zona mantellare del neuroepitelio, formerà la sostanza grigia e la zona più periferica la
sostanza bianca. Il neuroepitelio propriamente detto costituisce la porzione centrale del
MS, la quale è un canale rivestito da cellule ependimali, cioè il canale centrale
dell’ependima. canale centrale dell’ependima: è la continuazione distale che a partire
dall’apice inferiore del IV ventricolo, attraversa tutto quanto il midollo spinale fino arrivare
al cono midollare. Non attraversa il filum terminalis.

ORGANIZZAZIONE MORFO-FUNZIONALE DEL MIDOLLO SPINALE:


Ci sono due tipi di organizzazioni del MS: un'organizzazione orizzontale e una verticale: 
1. orizzontale, l’organizzazione più semplice. Qui, i mielomeri sono indipendenti,
permettendo la costituzione di riflessi semplici. Riflessi semplici che, quindi,
rimangono allo stesso livello mielomerico, cioè metamerico, sia per brevi
collegamenti di integrazione spino-spinale sia per riflessi lievemente più complessi.
L'integrazione spino-spinale non sempre rimane allo stesso mielomero ma può
salire, di norma, ai tre mielomeri sovrastanti e ai due sottostanti. Pertanto,
l'organizzazione elementare del MS, è alla base del riflesso spinale, veicolata
dall’arco riflesso, o ansa gamma (11’.15’’);
2. verticale, organizzazione più complessa. Verticale perché costituita da
-fibre ascendenti (sensitive) che derivano sia dalla lamina alare, cioè quella
posteriore del tubo neurale,
-fibre discendenti (motorie) e, quindi, dalla corteccia cerebrale, che, dai centri
sopra-assiali, discendono sulla porzione anteriore del midollo spinale e sono di
derivazione dalla lamina basale. 

Tutto ciò che è anteriore nel MS è di derivazione dalla lamina basale e, quindi, è motorio
sia per quel che concerne i pirenofori sia per quel che concerne le fibre nervose;
tutto ciò che è posteriore, è di derivazione dalla lamina alare del tubo neurale, ed è,
invece, di competenza della parte sensitiva sia per i pirenofori dei corni posteriori sia per
le fibre.
Filogeneticamente, nell’uomo, soprattutto, si è assistito ad un progressivo trasferimento
delle informazioni integrative superiori dal tronco encefalico alla corteccia. In alcuni
vertebrati, o alcuni mammiferi, a livello della callotta mesencefalica, si trova il centro
superiore fondamentale di integrazione
La callotta è una porzione del mesencefalo (cioè del tronco dell’encefalo).
Il centro superiore fondamentale di integrazione localizzato a livello dei tubercoli
quadrigemelli, nella specie umana, sono connessi alle informazioni uditive e visive mentre,
in altri, pur essendo connessi, le informazioni uditive e visive rappresentano il centro
principale di integrazione percettiva. Nell’Homo Sapiens, filogeneticamente, quello che è
accaduto è, invece, un trasferimento prossimale dei centri di integrazione. Pertanto, si è
passato dal mesencefalo al diencefalo per le integrazioni percettive e alla corteccia
cerebrale per le integrazioni sensoriali e motorie di base.
 

CAUDA EQUINA:
La Cauda equina è fatta da tutte quante le radici anteriori e posteriori dei nervi spinali
stessi che poi dovranno uscire. In sezione, il midollo spinale appare fatto in questo modo:
sostanza bianca periferica e sostanza e grigia centrale. La sostanza bianca periferica
viene suddivisa in cordoni, o funicoli: 
 cordoni anteriori di destra e di sinistra; 
 cordoni laterali di destra e di sinistra; 
 cordoni posteriori di destra di sinistra.
 
CORDONI:
I cordoni anteriori sono separati da una fessura che, dalla superficie esterna, arriva a
ridosso della commessura grigia tra i corni anteriori ed i corni posteriori.
I due cordoni posteriori sono separati da un solco, appena accennato sulla superficie e ci
saranno dei solchi tra i cordoni posteriori e laterali e tra i laterali e gli anteriori.
C'è una diversa forma sia della bianca sia della grigia e sia dei solchi sia delle fessure a
livello di ogni mielomero.
a livello cervicale ed a livello lombare, il midollo spinale appare molto più spesso sia nella
componente della sostanza grigia centrale sia nella componente della bianca. Questo
perché, a livello cervicale e lombare e, quindi, lombo-sacrale, il MS presenta dei
rigonfiamenti a cui corrisponde l’origine di radici nervose che formeranno i nervi spinali che
andranno ad innervare in senso sensitivo e motorio (quindi sistema nervoso periferico
motor-somatico) gli arti superiori e gli arti inferiori e pelvi.
Per ciò c'è bisogno di più tessuto nervoso, quindi di più sostanza bianca e più sostanza
grigia, per formare nervi più lunghi che andranno a strutture periferiche più estese.
Parimenti, invece, a livello di T2 e T8, troviamo minore sostanza grigia e minore spessore
anche della bianca.
 
CORNA:
C'è sempre un corno anteriore e uno posteriore in tutta l’estensione del midollo spinale.
Il corno anteriore è di derivazione dalla lamina basale per quel che concerne la
componente motoria
il corno posteriore derivazione dalla lamina alare per quel che concerne la parte sensitiva,
nel tratto T2-L3 compare un corno laterale-anteriore che si occupa, non più di una parte
sia motoria che sensitiva (innervazione periferica più motor-somatica), ma
neurovegetativa nella sua componente ortosimpatica.
Quindi, nei mielomeri da T2 ad L3, c’è un’estensione aggiuntiva di sostanza grigia della
grigia midollare che prende il nome di corno laterale della grigia, la quale conterrà
pirenofori (corpi cellulari/somi di neuroni) che andranno a costituire i nuclei di rami che
entreranno nella costituzione del Sistema Nervoso Ortosimpatico (o Simpatico).
 
SISTEMA NERVOSO SIMPATICO (OD ORTOSIMPATICO):
Il Sistema Nervoso Ortosimpatico si chiama così semplicemente per un discorso
anatomico-morfologico perché tutti i gangli, (strutture cellulari fuori del SNC interposte tra
una radice pregangliare e una postgangliare) stanno lateralmente alla colonna vertebrale e
partono dalla base dell'osso Occipitale e arrivano fino al Coccige. I gangli
dell’Ortosimpatico sono lungo una linea ortogonale, ecco perché il Simpatico si chiama
anche Ortosimpatico e l'estensione del corno laterale della grigia da T2 ad L3 rappresenta
l'origine reale delle radici dell’Ortosimpatico.

radice pregangliare: una o più fibre nervose che dal SNC vanno al ganglio
radice postgangliare: fibre nervose che dal ganglio vanno all'organo da innervare,

 
ORIGINE REALE E APPARENTE:
Differenza tra origine reale ed origine apparente: 
 origine reale: il nucleo, ossia il conglomerato di neuroni (motori, sensoriali,
neurovegetativi, quindi visceroeffettori o viscerosensitivi), preposti a una data
funzione e che, quindi, come tali, si trovano in un dato segmento metamerico del
midollo (mielomero) e danno origine a un dato neuromero (nervo). Il nucleo, per il
ms, corrisponde a un singolo nervo, cioè ad una singola radice nervosa. Per il
corno laterale, è la stessa cosa, solo che si tratta di Sistema Nervoso
Ortosimpatico.
Quindi, il Parasimpatico nel MS?
Allora, il Parasimpatico si suddivide in due origini reali:
-una nel tronco dell'encefalo (e la vedremo più avanti)
-una nel tratto distale del midollo, tra S2 ed S4. Qui, presenta la grigia molto
sviluppata ma la bianca va riducendosi, perché si sta formando il corno midollare e
perché a quel livello le radici nervose sono state già emesse in alto da L2 e, quindi,
scendendo in basso, ne abbiamo sempre meno.
All'interno della grigia del MS, in corrispondenza della base dei corni anteriori, si
trovano i nuclei, ossia le origini reali del Parasimpatico sacrale, che vanno da S2 ad
S4 e che si occupano della produzione dei nervi parasimpatici che vanno alla pelvi.
Per esempio, se si osserva una sezione midollare con il corno laterale (come nel
midollo cervicale) si ha un grosso corno anteriore, un corno posteriore per la
componente propria per la ricezione delle informazioni sensitive ed il corno laterale
che compare nel midollo toracico, per poi scomparire nel tratto sacrale. Sul corno
laterale c’è il nucleo proprio, cioè l’origine reale dei nervi del SN Ortosimpatico,
quindi, nucleo intermedio laterale. Ed è un nucleo intermedio laterale motor-
viscerale di tipo simpatico od ortosimpatico.
La sostanza bianca deriva dallo strato marginale.
la sostanza grigia deriva dallo strato mantellare
il canale centrale dell’ependima (tutto il rivestimento interno del sistema
ventricolare) deriva dal neuroepitelio.
Questa è la derivazione neurologica, sempre a livello di tubo neurale. La sostanza
bianca di derivazione dallo strato marginale del tubo neurale viene suddivisa in
cordoni.
 
CORDONI (2):
La sostanza bianca è suddivisa in cordoni divisi da:
-una fessura mediana anteriore che suddivide i due cordoni anteriori
-un setto posteriore
-solchi antero-laterali e postero-laterali.

Suddividendo in due emisomi il midollo spinale, si può individuare:


-un cordone anteriore
-uno posteriore
-uno laterale.

Nella grigia, suddivisa in corno anteriore, posteriore e intermedio-laterale, si trovano i


pirenofori fuori (i corpi cellulari dei neuroni).
Nella sostanza bianca troviamo le fibre nervose, insiemi di assoni rivestiti da mielina.
Questi assoni appartengono, come origine e poi come decorso, al SNPeriferico.
Seppure la bianca è di derivazione dalla zona marginale, cioè tubo neurale, la mielina che
riveste le fibre è di derivazione dalle creste neurali, quindi del SNP.
Tutte queste fibre finché rimangono all'interno dell’endocranio dello speco vertebrale,
fanno parte del SNC ma, nell’esatto momento in cui si distaccano con le radici anteriori e
posteriori a formare il nervo spinale, diventano SNP. Quindi la loro origine embriologica si
associa alla cresta neurale.

Tipi di fibre

1. Ci sono le fibre orizzontali, (od oblique) che sono le fibre radicolari anteriori e
posteriori della commessura bianca, rimangono al livello del mielomero, non
salgono o scendono (al massimo i 2-3 mielomeri in alto e in basso).
Sono quindi fibre di associazione tra i cordoni anteriore destro e sinistro o tra il
cordone anteriore e laterale destro o sinistro. 
2. Ci sono le fibre verticali, (che sono ascendenti o discendenti), sono quelle che
connettono il midollo spinale, o il mielomero, con i centri sopra-assiali e con la
periferia.
 -Se sono fibre discendenti saranno di tipo motorio, e si andranno a
localizzare prevalentemente nella componente midollare anteriore, (cordone
anteriore in parte laterale)
 -Se sono ascendenti, invece, rimarranno nella componente midollare
posteriore, seguendo la segmentazione degli ispessimenti delle pareti laterali
del tubo neurale secondo lo sviluppo embriologico.
 
Ci sono poi i sistemi dell’apparato elementare:
L’ apparato elementare è un sottilissimo strato di bianca a diretto contatto con tutto quanto
il contorno della grigia midollare. Sono neuroni che derivano da fibre radicolari posteriori e
da neuroni funicolari piccoletti.
Hanno degli assoni che si dividono a T. I neuroni con divisione a T sono anche noti
come neuroni pseudounipolari.
Il neurone ha un assone il quale una volta fuoriuscito dal MS, si biforca in un ramo
ascendente ed uno discendente.
-Quello ascendente, di norma, sale verso i mielomeri
-Quello discendente scende per due mielomeri.
Questi neuroni, dell’apparato elementare, sono quelli di connessione mielomerica breve. 
Ci sono poi i sistemi dell’apparato di integrazione
sono gli assoni mielinizzati dei neuroni, che sono
 quelli che vanno da mielomeri che proiettano ai centri sopra-assiali (tronco
encefalico, diencefalo, telencefalo propriamente detto)
quelli dei gangli spinali, che connettono i centri sopra-assiali, quindi sono neuroni
pseudounipolari dei gangli che stanno sulle radici posteriori dei nervi spinali. Pertanto, i
neuroni sensitivi raccolgono informazioni dalla periferia e le veicolano ai centri sopra-
assiali tramite i cordoni posteriori e, poi, arrivano ai neuroni che dai centri encefalici
scendono in basso, cioè i discendenti o motori.
 
SOMATOTOPIA:
La somatotopia è la disposizione di neuroni in gruppi funzionali denominati nuclei.
Si valutano e si individuano con le colorazioni immunoistochimiche.
Questi nuclei sono gruppi di neuroni che in una sezione midollare semplice appaiono
come un piccolo nodulo ma, se visti in una sezione longitudinale del midollo,
apparirebbero come delle colonnine che si trovano all'interno della grigia midollare.
Queste colonnine, o lamine, formano, poi, la porzione di nervo destinata a quello specifico
settore. 
Quindi un determinato nucleo corrisponde a un certo mielomero che, a sua volta,
corrisponde a un neuromero e, cioè, a quel nervo che corrisponderà a quel mielomero od
osteomero o dermatomero che sia. 
In sezione trasversa, si è detto che appaiono come gruppi neuronali, cioè come
macchiette, mentre longitudinalmente sono colonne, lamine che formano le radici anteriori
oppure radici laterali e posteriori.
Nel corno anteriore si ha una somatotopia che riguarda un gruppo ventro-mediale, cioè
nuclei per i nervi motori.
-gruppo ventro-mediale ci sono muscoli flessori
-gruppo dorso-mediale per i muscoli estensori,
-gruppi laterali ci sono gli arti, a seconda dei distretti.

come funziona la somatotopia dei nuclei dei nervi motori per le loro connessioni periferiche
con i muscoli. 
I nuclei dei nervi motori sono nei corni anteriori (di derivazione della lamina basale): qui si
ha tutta la componente motoria.
I nuclei dei nervi motori sono suddivisi in gruppi:
-gruppo anteriore e mediale che guarda la fessura mediale-anteriore e che si occupa del
controllo dei muscoli flessori
-uno subito dietro, sempre a ridosso della fessura mediale-anteriore, che si occupa dei
muscoli estensori
-lateralmente, un gruppo, sempre sul corno anteriore della grigia, che si occupa degli arti,
a seconda dei distretti. 

si avrà una colonna


-antero-mediale, abbiamo detto il gruppo antero-mediale o ventro-mediale per i flessori
-postero-mediale per gli estensori
-lateralmente sulla grigia midollare troveremo delle colonne postero-laterali, antero-laterale
e centrali per il controllo degli arti che, a seconda dei segmenti, avranno dei gruppi
aggiuntivi o in riduzione che si occupano del segmento brachiale o antibrachiale e del
segmento della coscia o della gamba.
A livello del midollo toracico c’è la ricomparsa dell'intermedio laterale, quindi del nucleo
intermedio laterale ortosimpatico, e la riduzione dei nuclei perché comparirà una colonna
laterale e una colonna mediale.
Non ce più una colonna antero-mediale, una postero mediale per estensori e flessori e
una laterale per gli arti perché, a livello toracico, gli arti non ci sono e, ci sono le coste e
bastano solo due nuclei motori.
 

FASCICOLO PROPRIO:
è un addensamento cellulare che si trova tutto intorno alla grigia midollare, quindi tra la
bianca e la grigia midollare e collega tra loro mielomeri adiacenti, (sovrastanti o
sottostanti). Si occupa quindi del controllo coordinato spino-spinale dell'attività automatica,
in pratica, tra un mielomero che sta sopra ed uno che sta sotto.
Attività automatica significa che si torna ai sistemi dell’apparato elementare che sono per
l'appunto, il fascicolo proprio e sono rappresentati da cellule che hanno un aspetto
pseudounipolare ma, a differenza delle cellule pseudounipolari, sono cellule che hanno
soltanto la morfologia di un neurone che si suddivide a T e che connette i mielomeri
immediatamente sopra o sottostanti. Quindi, il fascicolo proprio, o l’apparato elementare,
rappresenta la base dei riflessi, i movimenti più semplici, ossia quelli che rimangono a
livello di quel mielomero.
Le cellule pseudounipolari invece hanno una proiezione periferica estesa ed una centrale
estesissima perché arriva dall’area sensitiva 3 1 2, e connette i centri sopra-assiali.
 
RIFLESSO:
Il riflesso è un atto motorio semplice, non ha bisogno del controllo sopra-assiale e, quindi,
non ha bisogno del controllo volontario, non ha bisogno del controllo né dei nuclei della
base né della corteccia poiché resta a livello midollare. Difatti, il midollo spinale, presenta
tre tipi di funzionalità: 
1. autonoma elementare: del fascicolo proprio, automatica o riflessa esercitata da ogni
singolo mielomero;
2. integrazione spino-spinale: può essere sia omolaterale, quindi tra mielomeri sopra e
sottostanti dell'emisoma (es. L2, L3, L4 o C1, C2, C3), oppure controlaterale che
realizza dei riflessi un po’ più complessi poiché controllati da mielomeri diversi,
quindi in numero lievemente maggiore, ma non salgono e non saliranno mai ai
centri sovrassiali; 
3. controllo integrato: è quello nel quale il midollo spinale viene a fare parte di un
sistema che parte dai centri sopra-assiali della corteccia e discende od ascende,
sia che si tratti di vie motorie discendenti che di vie sensitive ascendenti.
ENCEFALO:
Encefalo, “dentro la scatola cranica”, è costituito da:

 telencefalo: di derivazione embriologica dalle vescicole telencefaliche, quindi quelle


più rostrali (telos significa lontano, quindi quello più distante, quello che in anatomia
viene definito più rostrale come terminologia propria dell'anatomia);
 diencefalo: di derivazione dalla vescicola diencefalica, quindi quella intermedia;
 tronco dell'encefalo: con il cervelletto, di derivazione dalle vescicole mesencefalica,
prosencefalica, mielencefalica. La vescica prosencefalica, con la mesencefalica,
formando il rombencefalo, andrà a costituire anche il cervelletto retrostante.

Al di sotto del margine inferiore del lobo temporale, dell'occipitale, del telencefalo e della
corteccia telencefalica, si ha il cervelletto e, in avanti, il tronco dell'encefalo.

Si chiama “encefalo” perché contenuto all'interno della scatola cranica, poggiando,


pertanto, sul basicranio costituito dalla

-fossa cranica anteriore

-fossa cranica media

-fossa cranica posteriore

Discende attraverso il grande forame occipitale, con la porzione del tronco dell'encefalo e,
nello specifico, la porzione del Bulbo (o Midollo Allungato).

Tutta la volta encefalica (rivestita dalla Pia Madre e dall’Aracnoide dalla quale è separato
dalla rete vascolare) guarda verso l'endocranio della scatola cranica, a sua volta rivestito
dalla Dura Madre (non staccabile dal volta cranica stessa).

LA BASE DELL’ENCEFALO

La base dell'encefalo può essere guardata esclusivamente distaccando tutto l'ovoide


cerebrale dalla scatola cranica e lo si distacca procedendo dal tronco dell'encefalo a livello
del mesencefalo (quindi dei peduncoli cerebrali) e distaccando le radici apparenti dei nervi
encefalici, quindi andando a sezionare il tratto olfattivo, i nervi ottici e tutte quante le origini
apparenti dei nervi encefalici dal III al XII paio.

Sulla base encefalica si notano le irregolarità morfologiche della corteccia cerebrale


dovute allo sviluppo filogenetico dell'encefalo umano, il quale condiziona  lo sviluppo e
ossificazione dell'endocranio.
Embriologicamente, si ha quindi prima uno sviluppo della corteccia cerebrale del tronco
encefalico, dei nervi nonché dei vasi, ed attorno a questa, la scatola cranica, che
inizialmente è cartilaginea e poi procederà all’ossificazione, adattandosi alla morfologia.

FACCIA INFERIORE DELL’ENCEFALO SEZIONATO (SENZA COMPONENTE


TRONCO ENCEFALICA E DIENCEFALICA)

Dal basso si vede la faccia inferiore.

Medialmente, nella scissura interemisferica visibile dalla faccia inferiore, poggia sulla
lamina cribrosa dell'Etmoide ed è separata nei due emisferi cerebrali dalla falce cerebrale
della Dura Madre grazie alla presenza dell'apofisi Crista Galli, che è la proiezione
endocranica della lamina verticale dell'osso Etmoide.

Si può osservare il tratto olfattivo, con il bulbo olfattivo, al quale metteranno capo le
radicole che vengono dalla lamina cribrosa dell'Etmoide.

C'è l'impronta sulla lamina orizzontale dell'osso Frontale da parte del tratto olfattivo e del
bulbo olfattivo.

Procedendo posteriormente, si ha il chiasma ottico con i 2 nervi ottici, ed il chiasma poggia


sul solco del chiasma dei nervi ottici dell'osso Sfenoide .

I due nervi ottici provengono dai fori ottici dell'osso Sfenoide che sono delimitati dai
processi clinoidei anteriori e dalla grande ala dello Sfenoide medialmente rispetto alla
fessura orbitaria superiore.

Posteriormente al chiasma dei nervi ottici, poggiante sul solco del chiasma, si ha l’ipofisi,
che giace all'interno, al livello osseo della sella turcica che si trova al centro dell'osso
Sfenoide, delimitata davanti dai processi clinoidei anteriori, che sono la propaggine più
posteriore e mediale delle piccole ali dello Sfenoide, e, posteriormente, dai processi
clinoidei posteriori, che sono la propaggine prossimale della lamina quadrilatera dello
Sfenoide stesso, che continuerà in basso con il clivus (ampia doccia che, posta nella
faccia endocranica dell'osso Occipitale, davanti al forame occipitale, dà appoggio alla
protuberanza anulare, o ponte di Varolio, e ad una parte del Midollo Allungato) dell'osso
Occipitale per raccogliere il tronco encefalico e l'arteria basilare.

Clivus (ampia doccia che, posta nella faccia endocranica dell'osso Occipitale, davanti al
forame occipitale, dà appoggio alla protuberanza anulare, o ponte di Varolio, e ad una
parte del Midollo Allungato)

Andando ancora indietro, si trovano i due corpi mammillari (si inizia ad entrare nella parte
diencefalica).

Dietro i corpi mammillari, si ha la sostanza perforata posteriore e, lateralmente al chiasma,


la sostanza perforata anteriore, quindi, il diencefalo.
Lateralmente al mesencefalo, sono visibili, dalla faccia ventrale, i corpi genicolati laterali e
i corpi genicolati mediali.

Posteriormente, c’è la porzione più posteriore e caudale del corpo calloso, lo splenio del
corpo calloso, sotto il quale c'è l’epifisi.

Si procede posteriormente ritrovando la scissura inter-emisferica e le facce  inferiori dei


lobi temporali che poggiano al di sopra delle grandi ali dello Sfenoide (fossa cranica
media).

Il limite della rube petrosa del temporale separa il polo frontale dalla faccia inferiore dei
lobi occipitali, i quali  andranno a giacere all'interno della fossa cranica posteriore, al di
sopra di quelli che sono i solchi trasversi dell'eminenza crociata, presenti sulla faccia
interna dell'osso Occipitale (in pratica, al di sopra del tetto cerebellare che appartiene ai
setti o sedimenti costituiti dalla Dura Madre ed è quello che permette di separare la faccia
inferiore dei lobi occipitali dal cervelletto e si inserisce perifericamente sul margine
superiore ed inferiore dei solchi trasversi della eminenza crociata della faccia interna
dell'osso Occipitale, mentre medialmente va ad inserirsi sui margini laterali delle rupi
petrose del temporale e lascia un foro fibroso semilunare che prende il nome di forame
magno di Pacchioni, all'interno del quale decorre il tronco dell'encefalo con la funzione
bulbo-pontina).

ENCEFALO LATERALE E TRONCO

In sezione sagittale si vede l'emisfero cerebrale con tutte le strutture profonde.

Si trova

-il corpo calloso che è di connessione,

-i ventricoli laterali,

-il talamo, che appartiene al diencefalo,

-l'ipotalamo, che è imbutiforme e che termina con l'infundibolo, il peduncolo ipofisario tuber
cinereum e poi l'ipofisi

-il tronco encefalico, cioè il mesencefalo con i peduncoli cerebrali, il ponte di Varolio ed il
Bulbo, o Midollo Allungato

Posteriormente si ha l'acquedotto di Silvio (procedendo dai ventricoli laterali con i fori di


Monro (III ventricolo).

L’ acquedotto di silvio è un canale che si trova tra la calotta ed il piede del mesencefalo e
che poi scende nella fossa romboidale (IV ventricolo) per poi continuare in basso con il
canale centrale dell'ependima, permettendo la fuoriuscita del liquor dal foro centrale di
Magendie  e dai canali laterali di Luschka .

Posteriormente alla fossa romboidale al IV ventricolo, l'ilo del cervelletto con i peduncoli
cerebellari superiori medi ed inferiori ed il cervelletto stesso, sempre in sezione sagittale.
TRONCO DELL’ENCEFALO

Parte più distale. Il tronco dell'encefalo è il tronco che sostiene tutta la porzione
dell'encefalo

Rappresentato, distalmente, dal Bulbo, o Midollo Allungato, che è la proiezione prossimale


del midollo spinale). Quindi, dal ponte di Varolio posteriormente al quale, al livello della
fossa romboidale (quindi del IV ventricolo), c'è l'ancoraggio con il cervelletto e, ancora
prossimalmente, il mesencefalo, che rappresenta il sostegno del diencefalo e del
telencefalo, cioè i due peduncoli cerebrali, le due ''colonne'' che tengono telencefalo e
diencefalo.

La superficie ventrale è biancastra perché, andando a salire in senso disto-prossimale,


troveremo che la derivazione di tutto ciò che è componente di sostanza bianca viene a
trovarsi all'esterno, così come nel midollo spinale (è un po' una replica di ciò che succede
nel midollo spinale). Quindi, in periferia si ha la sostanza bianca e al centro quella grigia. 

Nel tronco dell'encefalo, la situazione cambia un po' perché l'ordine morfologico anatomico
dettagliato che si ha nel midollo spinale, qui non si ha più. Non si ha più una grigia
midollare a forma di H, o di farfalla, ben definita e delimitata rispetto alla bianca dei
cordoni. C'è la bianca periferica ma c'è anche bianca interna e la grigia è disposta in nuclei
non più ben riconoscibili anche ad occhio nudo.

I nuclei devono essere riconosciuti con delle colorazioni istologiche particolari.

La bianca del tronco encefalico, in superficie ventrale, è percorsa da archi verticali e


trasversali. È consequenziale capire che quelli verticali sono discendenti o ascendenti a
livello del Bulbo e del tronco encefalico, mentre quelli trasversali sono a livello del Ponte.

Il ponte è quindi, un ponte di connessione tra i due emisferi cerebellari, connessione


morfologica e funzionale perché il ponte è una stazione di transito di sinapsi per vari tipi di
vie, motorie prevalentemente. A livello morfologico, il grosso della connessione del ponte
sta con gli emisferi cerebellari.

La grigia, che è all'interno, lo è ancora a livello del tronco encefalico perché, a livello del
cervelletto e del telencefalo, la grigia si pone sulla corteccia (cioè all’esterno e non
all’interno).

VIE DISCENDENTI NEL TRONCO ENCEFALICO

Dalla corteccia cerebrale originano fibre discendenti (quindi motorie) che vanno in parte al
MS ed in parte terminano nel tronco dell'encefalo.

Nel Ponte c'è, poi, un secondo sistema di fibre, le fibre trasversali o ponto-cerebellari.
Quindi, discendenti superficie ventrale sono le cortico-spinali e le cortico-encefaliche
(pontine, bulbari e mesencefaliche), mentre le trasversali sono le ponto-cerebellari.

Le cortico-spinali sono in genere vie monosinaptiche di tipo piramidale, piramidali perché a


livello di due strutture, le piramidi bulbari, vanno a fare una decussazione (si incrociano,
vanno a livello controlaterale). La decussazione avviene per circa l’80% delle fibre a livello
delle piramidi bulbari, in particolare a livello dell'apice delle piramidi.
Queste fibre che decussano vanno a costituire un fascio corticospinale crociato, cioè
laterale (crociato perché  post decussazione), mentre un 20% circa rimane omolaterale,
cioè ventrale.

Quindi, il crociato va di lato, mentre il ventrale discendente corticale piramidale diretto


resta davanti.

Le cortico-pontine sono, invece, una via cortico-ponto-cerebellare perché sono vie che
provengono dall'area motoria principale della corteccia cerebrale, detta Area 4 o area pre-
rolandica (perché si trova davanti alla cintura di Rolando), scendono al livello del Ponte,
dove fanno sinapsi con quelli che si chiamano nuclei basilari del Ponte e, quindi, passano 
al cervelletto.

Le vie discendenti sono:

-cortico-spinali dirette e crociate (quindi via piramidale ventrale e laterale)

-vie cortico-pinto-cerebellari (ventrali)

BULBO (PARTE ANTERIORE):

Il solco bulbo-pontino è quello che lo separa dal Ponte, inferiormente abbiamo la


decussatio pyramidum, cioè l'incrocio delle fibre cortico-spinali che da dirette diventano
per l’80% crociate.

Praticamente, questa decussatio fa sparire la fessura mediana anteriore del midollo


spinale perché  la replica morfologica perfetta da midollo a Bulbo non è possibile, quindi
scompare questa fessura mediana anteriore grazie, proprio, all’obliterazione della
decussatio pyramidum.

Nel terzo superiore della superficie anteriore bulbare è presente una struttura che prende il
nome di oliva bulbare, un centro dove ci sono dei nuclei che sono  costituiti da neuroni che
si connettono con il cervelletto, pertanto un po' come la via cortico-ponto-cerebellare
anche a livello olivare avremo delle fibre olivo-cerebellari e cerebello-olivari .

Per oliva-cerebellari, s’intende neuroni che dai nuclei olivari vanno al cervelletto e, quindi,
sono delle efferenze olivari, mentre fibre cerebello-olivari saranno afferenze olivari.

Questo perché, a livello del SNC, c'è bisogno di un continuo scambio in tempo reale di
informazioni che, in prima battuta, possono:

-se motorie provenire dai centri sopra-assiali, cioè dalla corteccia motoria principale

-se sensitive, al contrario, devono provenire dai recettori periferici.

Tutto ciò che si trova al centro, cioè tronco dell'encefalo, cervelletto, encefalo e quant'altro,
serve all'integrazione dell'informazione perché non si può avere un'informazione di tipo
motorio discendente (tipo prendere la penna dal tavolo) senza avere un'integrazione da
parte cerebellare, pontina e mesencefalica (che mi dica che il braccio va spostato verso
destra o verso sinistra, movimenti dei muscoli dell'avambraccio, del braccio, della mano,
ecc...).

A questo servono le strutture nel tronco encefalico (solo parlando di componente motoria)
Il solco tra la piramide e l’oliva, a livello morfologico presenta l'origine apparente delle
radici del nervo ipoglosso (XII paio di nervi cranici). Il solco, che si trova dietro l'oliva,
presenta l'origine apparente del X vago e del IX glossofaringeo. Dietro l'oliva si trova una
struttura della fossetta retro-olivare, dove ci sono le radici (origini apparenti) del nervo VII
faciale e VIII vesticolo-cocleare.

L'origine reale è il nucleo, che all’interno del SNC ed è rappresentato dai pirenofori di
neuroni che hanno tutti una stessa funzione. L'origine apparente dal SNC di un nervo
encefalico è, invece, il punto morfologicamente individuato dal quale esce la radice di
questo nervo.

La fuoriuscita dal neurocranio è individuata da singoli fori o fessure

Ordine dei nervi encefalici e origini apparenti

La numerazione progressiva dei nervi encefalici parte dall'avanti all'indietro.

Il nervo olfattivo è il primo dei nervi encefalici.

Il nervo ottico è il secondo paio dei nervi cranici.

Poi a livello del margine superiore nella fossa interpeduncolare è presente il terzo paio dei
nervi cranici (oculomotore).

Andando lateralmente rispetto al peduncolo cerebrale del mesencefalo sul margine


superiore del ponte di sarà il quarto paio di nervi cranici cioè il nervo trocleare.

A livello della superficie anteriore del brachia pontis cioè dei peduncoli cerebrali medi, è
presente l' origine apparente del  quinto paio di nervi cranici (trigemino)

Si torna sulla linea mediale con sesto settimo e ottavo a livello del solco bulbo pontino.

Il nono e il decimo nel solco retro olivare.

L'undicesimo sta sul margine laterale del bulbo tra la proiezione prossimale del cordone
laterale del midollo e la posizione prossimale dei cordoni anteriori, quindi in prossimità del
confine tra bulbo e midollo spinale.

Il dodicesimo paio sta nel solco pre-olivare (ipoglosso)

PONTE (o ponte di Varolio):

Ancora sulla superficie ventrale c'è il ponte di varolio, che presenta sulla superficie
anteriore il solco basilare  (depressione verticale tra due rilievi che prendono il nome di tori
piramidali dovuti al fatto che al di sotto ci sono delle vie discendenti motorie).

Queste vie discendenti motorie, al ponte fanno passaggio davanti alla via che andrà al
cervelletto cioè la via piramidale cioè cortico-spinale che poi diventerà crociata o diretta
solo a livello delle piramidi bulbari.

Al livello del ponte, la via che fa sinapsi è una via retrostante, quindi la via piramidale
determinerà il rilievo del toro piramidale e al centro è presente questa depressione che è il
solco basilare.
Questo solco accoglie l'arteria basilare del tronco basilare. Il tronco basilare è un'arteria
che è una arteria che si viene a formare dalla congruenza delle due arterie vertebrali di
destra e di sinistra che sono a loro volta rami collaterali ascendenti delle arterie succlavie
le quali entrano all'interno dei fori intertrasversali delle vertebre cervicali a partire da C6
fino ad arrivare a C1 singolarmente.

Queste  due vertebre sul clivus dell'osso occipitale e che dal grande foro occipitale sale
verso la lamina quadrilatera dello sfenoide, si uniscono e formano un'unica arteria: tronco
basilare.

Il tronco basilare poggia al di sopra del solco dell' arteria basilare e a quel livello darà
come rami collaterali arterie pontine, bulbari, cerebellari, mesencefaliche , fino a che
giunta a livello del margine posteriore della lamina quadrilatera cioè a livello dei processi
clinoidei posteriori (pertanto il foro posteriore della sella turcica), si suddividerà in arteria
posteriore cerebrale di destra e di sinistra, per poi andare a costituire un circolo vascolare
che  prende il nome di poligono di willis.

Dalla superficie ventrale del brachia pontis cioè le braccia del ponte che vanno verso il
cervelletto (peduncoli cerebellari medi, perchè lì ci passano le fibre cortico-ponto-
cerebellari) c'è l'origine apparente del nervo trigemino (quinto paio di nervi cranici).
MESENCEFALO:

Ancora sulla superficie ventrale del tronco encefalico c'è il mesencefalo che è la parte più
prossimale del tronco encefalico.

A livello anteriore o ventrale presenta i peduncoli cerebrali, laterali che vanno a sostenere
il diencefalo.

Nella parte più posteriore o dorsale della parte ventrale è presente una struttura chiamata
tetto o lamina quadrigemina. 

DIFFERENZA LAMINA QUADRILATERA E QUADRIGEMINA

QUADRILTERA: ossea e appartiene allo sfenoide

QUADRIGEMINA: mesencefalica

La parte ventrale del mesencefalo ha parte anteriore fatta da peduncoli cerebrali e quella
posteriore da lamina quadrigemina.

Parte anteriore (peduncoli cerebrali) e posteriore (lamina quadrigemina) sono separate


dall' acquedotto silviano cioè il prolungamento distale posteriore del terzo ventricolo che
andrà a finire direttamente nella faccia posteriore del tronco encefalico.

I peduncoli cerebrali sono fibre discendenti piramidali ed extrapiramidali che sono


delimitate da un solco mediale e uno laterale e inferiormente invece dal solco pontino,
superiormente invece dal tratto ottico.

Tra i due peduncoli c’è sostanza perforata posteriore attraversata dall’ arteria basilare.

Le vie piramidali: sono cortico-spinali, dall' area 4 prerolandica scendono, rappresentano il


grosso della componente di fibre discendenti per il peduncolo cerebrale, vanno a costituire
i tori piramidali (ispessimento laterale al solco dell'arteria tronco basilare) e arrivano alle
piramidi bulbari e decusseranno all'80%. Lateralmente le olive sono implicate in un
controllo bidirezionale con il cervelletto.

Le vie extrapiramidali: sono invece fibre che non passano per le piramidi. Il sistema
extrapiramidale è sempre motorie e si occupano del controllo della motilità automatica e
non della volontaria standard che è di pertinenza della via piramidale (es. mentre si guida
si cambia la marcia senza guardare , quindi motilità automatica).
Dal solco mediale del mesencefalo si ha l'origine apparente del nervo oculomotore (terzo
paio), mentre da quello laterale l'origine apparente del nervo trocleare.

Nella fossa interpeduncolare c'è la sostanza perforata posteriore che guarda i due corpi
mammillari.

La sostanza  perforata posteriore e anteriore (che è laterale al chiasma ottico e retrostante


al tratto olfattivo) è una sostanza bianca (più che altro ependima quindi struttura di
rivestimento) e perforata perchè sono artefatti di preparazione dell' encefalo.

(quando si stacca encefalo da neurocranio su un cadavere si tolgono tutte le strutture che


darebbero noia visiva al riconoscimento anatomico, compresi i vasi, se si tolgono i vasi a
livello della sostanza perforata si sfilano le arteriole le quali lasciano dei buchini)

I due peduncoli cerebrali sono però separati da una struttura profonda che prende il nome
di substantia nigra di Sommering o sostanza nera.

La porzione anteriore è il piede ventrale e la porzione posteriore è la callotta .

Parte anteriore del ventrale: si ha il peduncolo cerebrale anteriore che sta in piedi, la
sostanza nera e posteriormente si ha callotta. Quindi si ha acquedotto di silvio e dietro la
lamina quadrigemina che è la faccia posteriore del mesencefalo .

Le fibre piramidali ed extrapiramidali consequenzialmente andranno a formare il piede e


dietro la sostanza nera detta così perchè si colora di nero ed è ricca di dopamina.

La callotta (dietro la sostanza nigra)  invece contiene una struttura detta nucleo rosso il
quale proietta le fibre ai tubercoli quadrigemelli e la formazione reticolare e nuclei del
secondo e quarto paio.  

Nucleo del IV paio di Nervi Cranici

In profondità nel tronco dell'encefalo a livello mesencefalico, la grigia non è strutturata con
una forma anatomicamente distinguibile ,è costituita da vari agglomerati per esempio
nucleo rosso, nuclei delle oculomotore, trocleare e fibre sensitive.

In profondità nella grigia del mesencefalo il nucleo del quarto paio di nervi cranici e del
terzo paio. Il quarto nervo è il nervo trocleare che è un nervo che va ai muscoli estrinseci
dell'occhio passando attraverso la troclea  che è una piccola struttura vagamente simile a
quella che noi abbiamo a livello dell'articolazione del gomito che si trova nell'angolo
supero-laterale della cavità orbitaria al cui livello va ad ancorarsi passandoci come un
occhiello il tendine del muscolo extraorbitario che si occupa di sopraelevare e lateralizzare
il bulbo oculare .

Il nucleo cioè l'origine  reale sta davanti all'acquedotto di silvio  Orientativamente a livello
dei tubercoli  quadrigemelli inferiori.

Le fibre vanno deviano posteriormente e sulla  linea mediana si incrociano pertanto le fibre
che derivano dal nucleo del nervo trocleare ( sono fibre che vanno all'occhio
controlaterale, vanno al muscolo estrinseco controlaterale).

L'origine reale sta esattamente al livello del solco laterale del mesencefalo .
Il nervo trocleare è un nervo motorio puro.

Suddivisione nervi:

 nervi motori;
 nervi sensitivi;
 nervi misti (motori e sensitivi);
 nervi viscero-effettori e viscerosensitivi (SN Autonomo).

Il nervo motorio puro invia informazioni di tipo motorio.

Nucleo del III paio di nervi cranici

L'oculo-motore come dice il nome si occupa innervazione della muscolatura estrinseca


dell'occhio, conduce fibre sensitive e quindi fibre afferenti ai nuclei e soprattutto conduce
nuclei di natura viscero-effettrice, viscero-sensitiva, cioè parasimpatiche.

A livello del tronco encefalico si parla di sistema nervoso parasimpatico per quanto
riguarda i nuclei.

Pertanto sta pure lui nel mesencefalo ma sta nella sostanza grigia periacqueduttale, cioè
la sostanza grigia intorno all'acquedotto di Silvio. 

Le fibre  sono dirette quindi mentre il trocleare decussa e va nel controlaterale, quello
dell'oculomotore esce direttamente dal solco mediano del peduncolo cerebrale  rimanendo
omolaterale.

Porzione dorsale del tronco encefalico

Vedendolo da dietro il tronco dell'encefalo, può essere ben visto se stacco il cervelletto.

Se stacco il cervelletto  sezionandolo , a livello dei peduncoli cerebellari superiori , medi ed


inferiori.

1)I peduncoli  cerebellari superiori connettono il cervelletto al mesencefalo e sono costituiti


da:

 fibre cerebello-mesencefaliche: fibre che conducono informazione dal cervelletto al


mesencefalo e non viceversa

 fascio spino-cerebellare: fascio afferente al cervelletto cioè che  viene dal midollo
spinale

I peduncoli cerebellari superiori connettono il cervelletto al mesencefalo  sono fatti da fibre


che portano le informazioni dal cervelletto al mesencefalo e da una quota minore di fibre
spino- cerebellari-ventrali.

2)I peduncoli cerebellari medi  invece connettono il ponte al cervelletto e sono:

 fibre ponto-cerebellari
 fibre cortico-ponto-cerebellari.

3)I peduncoli cerebellari inferiori connettono invece il bulbo al cervelletto e sono


 fibre bulbo-cerebellari
 fibre olivo- cerebellari e tutto ciò che andrà al cervelletto.

Una volta che si stacca il cervelletto si guarda la faccia dorsale del tronco-encefalico.

Staccando il peduncolo cerebellare medio brachia pontis si riesce a vedere la superficie 


posteriore del tronco encefalico.

Partendo dalla porzione più distale, cioè dal Bulbo.

Il limite superiore della faccia posteriore del bulbo è rappresentato dalle strie acustiche di
Piccolomini.

Il limite inferiore non è definito perché si continua con il midollo spinale.

Il solco mediano posteriore tra i due cordoni posteriore e midollo spinale si prolunga in alto
fino ad arrivare a un punto (metà inferiore) in cui a livello della faccia posteriore i due
cordoni posteriori del midollo spinale presentano due rigonfiamenti, le cosiddette clave
bulbari.

Metà inferiore: punto in cui i due cordoni posteriori del midollo spinale presentano due
rigonfiamenti, le cosiddette clave bulbari. Le due clave bulbari contengono al loro interno
dei nuclei ai quali metteranno capo sinaptico le fibre sensitive ascendenti (le fibre sensitive
sono sempre posteriori e ascendenti) che provengono dai neuroni pseudounipolari o
neuroni con assone a T che si trovano nei gangli posteriori del midollo spinale. A questo
livello ci sono i nuclei delle clave bulbari di Goll e di Burdach o nucleo gracile e nucleo
cuneato. Medialmente questi due nuclei e queste clave sono limitati dal solco mediano
posteriore che divarica formando una V.

Metà superiore: le pareti laterali vengono a porsi frontalmente formando una piega
frontale. Questa piega frontale andrà a costituire una superficie e sarà la faccia inferiore
del quarto ventricolo, il cosiddetto trigono bulbare o inferiore (sottostante alle strie
acustiche di piccolomini).

I due nuclei di goll e di burdach all'interno delle clavi bulbari divaricano le stesse e le pareti
laterali diventano ventrali formando il trigono bulbare del pavimento del quarto ventricolo.

PONTE:

La sua faccia posteriore rappresenta la porzione posteriore o trigono pontino del


pavimento del 4 ventricolo . Quindi la faccia posteriore o ventrale della componente
pontina del tronco encefalico è il trigono pontino della fossa romboidale.

Fossa romboidale o pavimento del IV ventricolo

I riferimenti sono:

-suddivisione in due trigoni data dalle strie di piccolomini

-solco mediano laterale tra i due lati


-solco limitante che divide ogni lato in una porzione mediale e laterale

Il IV ventricolo è la derivante della disposizione ventrale delle pareti laterali del tubo
neurale

tubo neurale: tubo a livello romboencefalico cioè della vescicola prosencefalica e nello
specifico della mesencefalica e romboencefalica.

Le pareti laterali diventano ventrali e vanno a costituire un piatto e non più due pareti

ci sono strutture che:

-derivano dalla lamina basale (darà origine a strutture di tipo motorio) che sono vicine al
solco mediano

-derivano dalla lamina alare (sensitive) che sono invece laterali al solco mediano.

Questo posizionamento è dovuto ad un cambio di disposizione spaziale da parte delle


pareti laterali che si sono poste ventralmente.

Pavimento del IV ventricolo

Sul pavimento del quarto ventricolo ci sono strutture dette eminenze mediane che
sembrano morfologicamente la continuazione prossimale della faccia posteriore dei
cordoni anteriori del midollo spinale.

Abbiamo le eminenze mediane di destra e di sinistra che sono compresi tra il solco
mediano ed i solchi limitanti  e sono separate dalle strie di piccolomini in

 rilievo inferiore
 rilievo superiore.

- rilievo inferiore: di provenienza bulbare. A quel livello c'è il trigono dell'ipoglosso o ala
bianca interna. Nell' ala bianca interna si ha il nucleo dell'ipoglosso cioè del dodicesimo
paio di nervi cranici. Lateralmente si ha l'ala cinerea nel quale c'è il nucleo del nervo vago
(nello specifico il neurone del nucleo motore-dorsale del vago).

-nel rilievo superiore pontino, soprastante al ponte di piccolomini, si ha il poligono del


faciale, nel quale ci saranno i neuroni del nucleo dei settimo paio di nervi cranici ( nervo
faciale).

Si ha poi una struttura detta ala bianca esterna: più laterale rispetto all' ala bianca
interna  e l'ala cinerea e sopra le strie di piccolomini. Al suo interno si trovano i neuroni del
nucleo del nervo vestibolo cocleare, (solo della componente cocleare quindi acustica).

I tre nuclei mediali, laterale e superiore dell’ 8 paio di nervi cranici che si proiettano a livello
dell’ala bianca esterna o acustica, latero-superiormente alle strie di piccolomini
determinano questo rilievo (superiore pontino).
Sopra l'area acustica si ha un’area grigiastra che corrisponde al locus ceruleus il quale è
un nucleo proprio del tronco dell'encefalo.

-Nuclei dei nervi encefalici: possono essere nuclei motori, sensitivi, viscero-effettori,
viscero-sensitivi. Ogni nucleo, ogni gruppo cocleare appartiene al corrispondente paio di
nervi cranici.

-nuclei propri del tronco dell’encefalo: Si trovano nel tronco dell’encefalo e sono interposti
a prescindere dai nervi encefalici su vie motorie discendenti, sensitive ascendenti e su
connessioni con il cervelletto, con diencefalo, con l’ipotalamo, con la corteccia e con il
sistema limbico.

Area postrema

Lateralmente con l'area cinerea si trova l' area postrema che consiste in una zona
particolare fortemente vascolarizzata, non c'è barriera ematoencefalica, quindi non c'è
controllo o impedimento al passaggio osmotico di sostanze tra circolo ematico e liquido
cefalo-rachidiale. E’ fatta di capillari molto fenestrati.

Il pavimento del quarto ventricolo è rivestita di cellule ependimali dette taniciti. Il tanicita ha
pseudopori che entrano negli spazi perivascolari e permettono il trasporto bidimensionale
di sangue e di liquor (a questo livello proprio perché in questa zona non c'è la barriera
ematoencefalica). L' area postrema è riconosciuta come uno dei centri del vomito e
appartiene agli organi circumventricolari.

Organi circumventricolari

Questi organi circumventricolari sono senza barriera ematoencefalica ed agevolano lo


scambio tra liquor e sangue.

Sono intorno ai ventricoli (ventricoli laterali, quarto ventricolo e acquedotto silviano) e sono
rappresentati dal:

 organo vascoloso della lamina terminale che ha funzione di chemocettore e


osmoregolatore, quindi si occupa di regolare il ph ematico.
 organo sub-fornicale che lavora come quello vascoloso della lamina terminale .
 L'eminenza mediale che sta sul pavimento del terzo ventricolo ed ha connessione
con l'asse talamo-ipofisaria
 la neuroipofisi
 l'efipisi
 l'area postrema
 l'organo succommissurale.

(sono strutture che hanno anche altre funzioni)


Parte dorsale del mesencefalo:

-Presenta lamina quadrigemina che sta tra i cervelletti ed emisferi cerebrali e va a


guardare la faccia posteriore del foro ovale di pacchioni del territorio cerebellare, ossia
l'incisura circolare che permette il passaggio del tronco encefalico a livello del territorio del
cervelletto. Tentorio del cervelletto: piega della dura madre che separa il cervelletto dalla
faccia inferiore dei lobi occipitali.

A quel livello nel grande foro di pacchioni non c’è solo faccia posteriore mesencefalica con
la lamina quadrigemina, ma si ha anche la cisterna ambiens con la vena centrale di galeno
ossia tutti i sistemi ventricolari periacquedottali.

-Inferiormente viene seperata dai peduncoli cerebellari superiori dall' emergenza del IV
paio di nervi cranici. Il nervo trocleare separa quindi la lamina quadrigemina dai peduncoli
cerebellari.

-In alto si connette con una struttura che prende il nome di commessura posteriore (al
centro), mentre lateralmente con le facce posteriori dei talami (i talami sono strutture del
diencefalo).

-Di lato confina con il trigono del lemnisco che la separerà dal peduncolo cerebellare.

I tubercoli si dividono in tubercoli quadrigemini inferiori e superiori.


I tubercoli quadrigemini inferiori: sono interposti sulla via acustica o uditiva, non stato-
acustica o vestibolo-cocleare, perché l’ottavo paio di nervi cranici ha una componente
vestibolare connessa all’equilibrio e pertanto come afferenze ed efferenze nei nuclei
vestibolari che stanno sul fondo del pavimento del quarto ventricolo (non determinano
rilievi visibili perché sono nella grigia profonda) e nel cervelletto e i canali semicircolari
delle ampolle dell’orecchio interno (solo per la componente dell’equilibrio)
 
Il nervo uditivo invece ha una via dove vi sono interposti i tubercoli quadrigemelli inferiori,
tubercoli che in basso si continuano in una struttura longitudinale, il braccio quadrigemello
inferiore che connette questi tubercoli a due strutture che stanno sulla faccia posteriore del
talamo (diencefalo), che sono i corpi genicolati che si dividono in mediali e laterali.
 
I tubercoli quadrigemelli inferiori sono connessi dal braccio omonimo ai corpi genicolati
mediali della faccia posteriore del talamo. All’interno dei tubercoli quadrigemelli c’è il
nucleo del tubercolo quadrigemello.
Al nucleo arriva una via detta sensitiva o lemnisco laterale della via acustica.
Il grosso delle fibre costeggiano il nucleo e vanno al corpo genicolato mediale .
Quindi buona parte delle fibre che vengono con il lemnisco laterale dall’organo di Corti,
(organocettore principale dell’orecchio interno della via acustica), arrivati al nucleo del
tubercolo quadrigemello inferiore, non fanno sinapsi ma girano intorno al nucleo e vanno
al corpo genicolato mediale attraverso il braccio omonimo.
Dal corpo genicolato mediale partirà la via di ritorno verso la corteccia (via uditiva o
acustica primaria). 

Un’altra parte della fibre del lemnisco laterale vanno all’interno del tubercolo e
rappresentano il grosso dell’afferenza al nucleo.
Ci sono altre afferenze che sono le fibre cortico tettali e il fascio tetto spinale.

-le fibre cortico tettali: vengono dall’area acustica primaria della corteccia temporale
-il fascio tetto spinale: viene dal midollo spinale per impulsi esterocettivi. 
 
Il tubercolo quadrigemello inferiore e il quadrigemino inferiore è interposto sulla via
acustica. La via acustica ovviamente è una via sensitiva che riceve afferenze non solo di
tipo sonoro ma anche di altro tipo come le cortico-tettali e tetto-spinali.
Le tetto spinali: sono fibre che dal midollo spinale portano impulsi esterocettivi
Impulsi esterocettivi: significa che il soggetto X, quando sente un suono o un rumore
provenire dallo spazio è in grado di orientarne la provenienza e la risposta.
 
I tubercoli quadrigemelli superiori: mettono capo al corpo genicolato laterale, sono
strutture interposte sulla via ottica assieme ai corpi genicolati laterali. (i quadrigemelli
inferiori via acustica insieme ai corpi genicolati mediali)
Sono formati da quattro strati di sostanza bianca con in mezzo strati di sostanza grigia,
come un club sandwich.
Ricevono afferenze dal tratto ottico.
Tratto ottico: la porzione più posteriore della via ottica che deriva dal chiasma ottico. Porta
gli stimoli luminosi, riceve afferenze da:
 chiasma
 fibre cortico-tettali (fibre che vengono dalla corteccia occipitale)
 fibre del fascio spino-tettale (sensibilità esterocettiva)
(stessa situazione della via uditiva)
 
Quando ricevo uno stimolo visivo, reagisco con il soma e con l’attenzione rispetto la
provenienza del suddetto stimolo. Le fibre cortico tettali vengono dalla corteccia.
Così come le fibre cortico tettali che andavano al tubercolo quadrigemino inferiore, sulla
via uditiva, venivano dall’area uditiva primaria (41 42), qui invece si hanno fibre che
provengono dall’area visiva primaria (17).
L’area 17 sta in profondità della scissura calcarina del lobo occipitale.
Le efferenze invece sono le vie tetto spinali, tetto bulbari e tetto pontine ( tetto perché
siamo nella porzione posteriore ).
Le efferenze si dirigono ai nuclei somatomotori dei nervi cranici e spinali che stanno sulla
via ottica riflessa, che sono i nuclei del terzo, quarto e sesto paio.
 Ci sono fibre che vanno pure ai primi segmenti cervicali del midollo spinale, nello specifico
ai motoneuroni del corno anteriore per i movimenti Oculo-cefalogiri (mi arriva una luce a
sx, mi giro a sx).

 
I tubercoli quadrigemini inferiori e superiori co i bracci omonimi
Dietro, sotto il pulvinar si hanno i corpi genicolati laterali e mediale con le loro connessioni
inferiore mediale superiore laterale, inferiore uditiva, superiore ottica (ottica riflessa)

Dal tubercolo quadrigemino inferiore della via uditiva partirà la radiazione uditiva mentre a
livello del tubercolo quadrigemino superiore non partirà la radiazione ottica diretta che
partirà a un’altra parte.

I tubercoli quadrigemelli superiori e inferiori sono separati dall’eminenza crociata.(uditiva e


ottica), al centro del quale si trova l’epifisi che appartiene al metatalamo (quindi
diencefalo). L’epifisi sta sotto lo splenio del corpo calloso.
Splenio: porzione più posteriore del corpo calloso, alla base del terzo ventricolo.
Epifisi: è una ghiandola che secerne melatonina e che appartiene agli organi
circumventricolari.
 Il nucleo-pre tettale
Appartiene ai tubercoli superiore che si occupa della parte visiva ed ha parte riflessa
standard ma anche fibre della retina del braccio quadrigemino del tratto ottico per creare la
via ottica riflessa VERA, e non la via ottica riflessa che ha connessioni con i neuroni che
stanno nel midollo spinale, nel cervelletto e nella corteccia (cioè i movimenti cefalo-
oculogiri, movimenti di equilibrio, perché essi non sono riflessi, ma movimenti volontari
stimolati da stimolo luminoso).
La via ottica riflessa vera appartiene al sistema nervoso parasimpatico e nello specifico il
nucleo pre-tettale è interposto sulla via ottica riflessa veicolata dal nervo oculo motore
(terzo paio di nervi cranici) perché dal nucleo pre-tettale partono efferenze per il nucleo
Edinger Wesphal.
il nucleo Edinger Wesphal: è la componente viscero effettrice dell’oculomotore (sempre
componente parasimpatica). Da questo nucleo partiranno fibre che vanno ai muscoli
sfintere pupillare e ciliare dell’occhio.
Sempre dal nucleo pre-tettale originano fibre che vanno al centro cilio spinale di Budge
che sta nel corno laterale del midollo spinale e innerva il muscolo dilatatore della pupilla.
I movimenti derivanti dalla via ottica riflessa sono:
 Miosi: costrizione della pupilla
 Midriasi: dilatazione della pupilla
 Accomodazione: movimento di dilatazione e costrizione pupillare, riduzione di
ampliamento della camera anteriore dell’occhio, trazione e rilassamento delle fibre
che tengono teso il cristallino per mettere a fuoco un’immagine.
Accomodazione, miosi e midriasi sono movimenti riflessi sulla via ottica riflessa di origine
dal nucleo pretettale o tubercolo quadrigemino superiore lungo il nervo oculo motore nello
specifico del nucleo motore di nucleo Edinger Wesphal.

La parte ventrale del tronco encefalico si chiama piede, sta davanti la sostanza nigra, la
parte dorsale si chiama tegmen o callotta. Il nucleo del dodicesimo paio sta nel tegmen, i
nuclei basilari del ponte sono nel piede del ponte e le vie motrici cortico-midollari sono nel
piede mesencefalico e determinano la formazione dei tori piramidali che a scendere in
basso andranno a formare le piramidi.
 

IL TALAMO:
sono ovoidi di sostanza grigia, il polo anteriore e il tubercolo anteriore coi nuclei talamici
anteriore, quello posteriore diverge e prende il nome di pulvinar, lateralmente presenta i
corpi genicolati mediale e laterale. 
È la porzione più prossimale del diencefalo e ricopre un ruolo fondamentale perché ha il
ruolo di scalo merci o hub. La parete mediale del talamo rappresenta il terzo superiore
della parete laterale del terzo ventricolo ed è unita alla controlaterale da una zona che le
appiccica e prende il nome di adesione intertalamica.
Quindi i due talami non sono separati ma adesi nel terzo posteriore della faccia mediale,
dall’adesione intertalamica.
La parete laterale è quella come sviluppo filogenetico quella un po' più nuova è il neo
talamo, presenta i nuclei laterali e il pulvinar che gli sta dietro e i corpi genicolati laterali e
mediali con i loro nuclei
La sostanza bianca c’è nel talamo ma si comporta in modo particolare perché ha uno
strato zonale che ricopre la volta del talamo nella superficie superiore e poi una parte
interna detta lamina midollare interna, che ha forma di y e divide il talamo in gruppi di
nuclei:
-anteriore
-laterale
-mediale
con la lamina midollare esterna di sostanza bianca che riveste tutta la superficie laterale
del talamo.
DESCRIZIONE DELLE IMMAGINI MINUTO 1.53-2.15:
Il talamo in sezione coronale che viene a rappresentare buona parte delle pareti laterali
del terzo ventricolo, superiormente rivestito da bianca, lo strato zonale la lamina midollare
esterna è stata tolta
DESCRIZIONE IMMAGINE MIN 2.16-2.33
vediamo come va a comportarsi in presenza delle masse talamiche.
In sezione trasversale di Flexig: i due talami, l’adesione intertalamica e la loro divergenza
posteriore per andare a formare il pulvinal con i corpi genicolati mediale e laterale.
DESCRIZIONE IMMAGINE MIN 2.34-4.14
Questo è il comportamento in sezione coronale e preso isolatamente del talamo della
sostanza bianca
Terzo ventricolo
Lamina midollare esterna che suddivide la superficie laterale del talamo (il neotalamo)
dalla capsula interna.
Poi la lamina midollare interna fa da segmento da un gruppo nucleare mediale, un gruppo
nucleare laterale e un gruppo mediale anteriore.
La faccia superiore del talamo è a contatto con la tela corioidea del terzo ventricolo, quindi
sotto il fornice.
Fornice: struttura di connessione dell’encefalo pari (derivazione vescicola telencefalica, dal
telencefalo impari) e termina la faccia superiore posteriormente con il pulvinar 
La sua parte laterale va a formare il pavimento del ventricolo laterale ed è rivestita da
tessuto ependimale chiamato lamina fixa.

I due ventricoli laterali, i fori di monro li connetto al terzo ventricolo.


Il tetto dei talami rappresenta il pavimento dei ventricoli laterali rivestito dall’ependima
ispessito e prende il nome di lamina fixa
Scendendo la parte mediale formerà le pareti laterali del terzo ventricolo. Quindi guarda al
terzo ventricolo la faccia inferiore guarda verso ipotalamo, la faccia laterale è separata
dalla lamina midollare esterna per mezzo del braccio posteriore della capsula interna che
lo separa dal nucleo lenticolare.
Il polo anteriore forma assieme alla colonna del fornice (tubercolo anteriore e nuclei
anteriori) va a formare il foro di monro.
Il polo posteriore: pulvinar (più superiore/posteriore) e corpi genicolati.
 

 
STRUTTURA DEL TALAMO:
è sostanza grigia (che forma i nuclei), poi abbiamo la bianca peritalamica che riveste le
facce
 superiore (prende il nome di strato zonale che medialmente si continua con la stria
midollare)
 mediale che guarda al terzo ventricolo
 laterale che guarda verso il braccio posteriore della capsula interna accolta nel
solco optostriato e si unisce alla tenia semicircolare
 inferiore che guarda l’ipotalamo

Poi abbiamo la bianca intratalamica che si divide in:


 midollare esterna, vicina alla faccia laterale, separa il nucleo reticolare dal restante
 talamo midollare interna che ha una forma ad y.

Tutto il talamo è rivestito di sostanza bianca.

La lamina midollare interna, nel suo comportamneto ad Y (inclusa la lamina midollare


esterna di separazione dal braccio posteriore della capsula interna) va a suddividere la
grigia talamica in gruppi nucleari
 Anteriore
 Laterale
 Mediale
Poi ci sono
 nuclei intralaminari,
 nucleo reticolare: (che è laterale) compreso tra la lamina midollare esterna e la
superficie talamica propriamente detta
 nuclei della linea mediana: sulla lamina di sostanza bianca che guarda verso il terzo
ventricolo.
Vi sono poi nuclei specifici ed aspecifici.
I nuclei specifici: sono rappresentati dai nuclei anteriori, antero-laterali, latero-posteriori e
mediali, da questi nuclei partono fasci talamo-corticali e cortico-talamici. Sono intercalati
sulle vie sensitive che fanno sinapsi.

Quindi i nuclei specifici occupano la porzione anteriore posteriore laterale e mediale del
talamo e sono costituiti da fibre che vanno alla corteccia cerebrale e che da essa
provengono. Sono intercalati sulle vie sensitive dove fanno sinapsi.

I nuclei aspecifici: sono i nuclei: intralaminari, reticolare e della linea mediana.


Fanno parte del fascio reticolo talamico sensitivo e dei fasci talamo corticali diffusi utili per
lo stato di veglia. (tono di attivazione della corteccia)

Tutti i nuclei, tranne i reticolari esterni sono in collegamento reciproco con la corteccia del
telencefalo.
I nuclei aspecifici intralaminari sono a proiezione diffusa ossia vanno con una sorta di
radiazione ampia a ventaglio a tutta la corteccia hanno una filogenesi più antica
(neotalamici).
I laterali sono neotalamici, cioè più recenti.

I NUCLEI ANTERIORI:
occupano il tubercolo anteriore talamico a liv del foro di monro, dove la colonna del
fornicce con il gruppo tubercolare anteriore forma le barriere laterali del foro di monro
ossia scarico o connessione tra ventricoli laterali e terzo ventricolo.
Questi nuclei sono uno principale e due accessori. Ricevono un sistema di fibre chiamato
fascio mammillo-talamico di Vicq d’Azyr, successivamente fibre dal fascio fornico-talamico,
e fibre dal corno di Ammone e dalla fascia dentata ( ossia dal lobo limbico).
Il fascio di Vicq d’Azyr viene dai corpi mammillari al talamo, i corpi mammillari sono inseriti
nel sistema limbico o circuito di Papez.
Il fascio fornico talamico viene dal fornice che pur essendo sistema di connessione
presenta comunque delle fibre che fanno parte del sistema limbico.
Il fascio che proviene dal corno di Ammone e della fascia dentata sono proprie del lobo
limbico.
Il corno di Ammone: struttura di circonvoluzione cerebrale (corteccia telencefalica)
La forma della corteccia della ammonica ha una forma cornata.
I nuclei anteriori che ricevono tutto ciò da strutture del sistema limbico invieranno fibre
talamo-limbiche che vanno all’ippocampo (circonvoluzione cerebrale sulla faccia mediale
dell’emisfero cerebrale) e al giro del cingolo (lunga circonvoluzione cerebrale di corteccia
sulla superficie mediale dell’emisfero cerebrale).
Pertanto i nuclei anteriori avendo afferenze dal fascio mammillo talamico di Vicq d’Azir, dal
corno di Ammone, dalla fascia dentata inviando efferenze alla corteccia limbica risultano
inseriti all’interno del circuito di Papez ma anche nella via olfattiva, perché la via olfattiva
appartiene al rinencefalo.
Rinencefalo: la porzione di encefalo filogeneticamente più antico. È il sistema corticale,
sottocorticale e talamico che si occupa di veicolare informazioni olfattive per poter
contestualmente avviare risposte eccitator ie sensitive, motorie o viscerali.

ESEMPIO MEMORIA OLFATTIVA:


Nell’uomo il rinencefalo si è molto ridotto sia dal punto di vista delle masse che dal punto
di vista funzionale, questo è dovuto al cambiamento nel nostro stile di vita.
Nella femmina il rinencefalo è più sviluppato rispetto al maschio.
I maschi hanno quasi il naso da cocaina.
Il circuito di Papez è costituito da un ippocampo ventrale, quindi corno di Ammone fascia
dentata e fornice che si connette ai corpi mammillari nella fossa interpeduncolare, corpi
mammillari che formano il fascio mammillo-talamico di Vicq Azyr che sale ai nuclei del
tubercolo anteriore del talamo. Dal talamo abbiamo le efferenze che tornano alla corteccia
del cingolo dell’ippocampo, fibre cortico ippocampali che poi ricominceranno il giro.
CICLO DI PAPEZ O CICLO DELLA MEMORIA
 
I NUCLEI VENTRALI:
occupano la parte latero inferiore del talamo e si dividono in..
 VENTRALE ANTERIORE Connessione con sostanza nera e nuclei della base
presenta le
-fibre pallido-talamiche tramite il corpo striato che ha ricevuto fibre dall’area 4s
frontale
-fibre dal pallidus e dal putamen
-fibre talamo corticali che si dirigono nelle aree 4 e 6.

Il ventrale anteriore è inserito nella via motoria per il controllo del tono muscolare
(rilassamento e contrazione) e movimenti raffinati.
 VENTRALE LATERALE sono fibre che vanno al cervelletto, alla corteccia e che
provengono da esse e di connessione cerebello-cerebrale.
Presenta:
-fibre talamo-cerebellari
-fibre talamo corticali
-connessioni cerebello-cerebrali

È deputato al controllo, effettuazione coordinata dei movimenti. Lavora con le fibre


cortico-ponto-cerebellari in modo che il movimento agito sia equilibrato e
coordinato, tant’è che le vie talamo corticali arrivano alle aree 4(area motoria
principale) e 6 (area motoria accessoria).
 VENTRALE POSTERIORE sta sulle vie sensitive ed emette efferenze sensitive alle
aree sensitive principali aree 3,1,2 o giro post-rolandico
Riceve afferenze da:
-lemnisco mediale, la via sensitiva principale che proviene dal midollo, dai recettori
periferici i quali seguendo la diramazione periferica dell’assone che si dirama a T
del neurone pseudounipolare che sta nel ganglio della radice posteriore del nervo
spinale, risalgono lungo il cordone posteriore del midollo e arrivano ai nuclei di Gall
e Burdak (clave bulbariche). Da lì salgono formando il lemnisco mediale che è
crociato quindi controlaterale e che conduce sensibilità tattile epicritica (distinzione
superficie smussa o rugosa ecc.) propriocettiva (proprio dell’organismo) cosciente
(avviene in modo volontario) di tronco e arti.
-fasci spino talamici anteriore e laterale, che dal midollo spinale arrivano al talamo e
saranno crociati dal nucleo proprio del corno posteriore.
Questa è per la sensibilità tattile protopatica, termica  e dolorifica di tronco e arti.
-Lemnisco trigeminale, via crociata che arriva dalla radice discendente del trigemino
ed è legato alla sensibilità cutanea e motor-somatica della testa e collo.
-Lemnisco viscerale che arriva dalla base del corno posteriore del MS ed è utile per
la sensibilità viscerale. QUANDO TI SCAPPA LA CACCA O LA PIPì.
-Fibre bulbo talamiche dal fascicolo solitario e dall’area cinerea bulbare, serve per
la sensibilità gustativa e viscerale dei nervi X e IX.(vago e glosso faringeo).
Deglutizione e gusto
 CORPO GENICOLATO LATERALE riceve il tratto ottico e ha connessioni con il
tubercolo quadrigemello superiore per attivazione della via ottica riflessa.
Dal corpo genicolato laterale origina la radiazione ottica di Gratiolet
radiazione ottica di Gratiolet: fibre efferenti che dal vanno sul fondo della scissura
calcarina che sta a livello del lobo occipitale nell’area 17 19 18  (che sono l’area
visiva principale)
 CORPO GENICOLATO MEDIALE riceve il lemnisco laterale, attraverso il braccio
quadrigemino inferiore, che porta fibre della sensibilità acustica. E’ fatto dal
tubercolo quadrigemino inferiore, dai nuclei cocleari pontini.
Riceve le fibre tetto genicolate dal tubercolo quadrigemello inferiore che ha ricevuto
a sua volta fibre dal lemnisco laterale ed emette la radiazione acustica primaria per
le aree 41 e 42.
radiazione acustica primaria: efferenza dal corpo genicolato mediale alle aree 41 42
della circonvoluzione temporale traversa di Eshi.

NUCLEI DORSALI:
si trovano nella parte supero-laterale e sono
 il dorso laterale,
 il laterale posteriore
 il pulvinar.

-I nuclei dorso laterale e laterale posteriore si trovano sulla faccia talamica superiore e
ricevono afferenze dai nuclei ventrali del talamo. Emettono efferenze talamo corticali per le
aree 5 e 7 chiamata area stereognosica (parte posteriore lobo parietale). A livello dell’area
5 e 7 la stereognosia è la consapevolezza spazio tridimensionale in cui è inserito il
soggetto.
-Il pulvinar sta nel polo posteriore del talamo e riceve afferenze sensitive da nucleo
ventrale posteriore talamico e dai corpi genicolati mediale e laterale. E’ quindi interposto
sulla via visiva, acustica
Le efferenze sono fibre talamo corticali per aree 5 e 7 (area stereognosica) e per l’area
ottica secondaria ( 18 19, sul fondo della scissura calcarina) e per area acustica
secondaria (42 circonvoluzione temporale trasversa di Eshi).

NUCLEI MEDIALI: 
il nucleo prevalente è il dorso mediale che ha connessioni con l’ipotalamo nella porzione
periventricolare ed ha connessioni bidirezionali con la corteccia pre frontale (9 10 11 12)
per le manifestazioni intellettivo emozionali. Ha anche connessioni con la corteccia orbitale
con le aree 13 14 per le funzioni viscerali.
Se ho connessioni con l’ipotalamo per forza dovrò avere anche connessioni con corteccia
orbitale che si occupa di connessioni di tipo viscerale.
Ci sono poi afferenze sensitive dal nucleo ventrale posteriore talamico. Si occupa oltre del
controllo delle funzioni viscerali grazie afferenze e efferenze ipotalamiche e della corteccia
orbitaria anche del controllo del tono affettivo (tristezza, calma, rabbia ecc) grazie alla
connessione delle aree 9, 10, 11, 12.

Ci sono poi nuclei aspecifici chiamati intralaminari (nella lamina midollare interna) e sono
-il nucleo centro mediano di Luys
-afferenze reticolo talamiche e dal tronco encefalico
-efferenze ad altri nuclei talamici che inviano radiazioni corticali.

Poi abbiamo il nucleo reticolare, tra lamina midollare esterna e capsula interna che ha
afferenze sensitive reticolo corticali ed efferenze corticali aspecifiche.
Infine inuclei della linea mediana che si trovano nella grigia centrale del III ventricolo e
costituiscono la commensura grigia intertalamica che lo attraversa. Le afferenze sensitive
provengono dalla formazione reticolare e dalla grigia periacqueduttale ipotalamica. Le
efferenze attivatrici sono aspecifiche.

EPITALAMO:
struttura al di sopra del talamo costituito:
 dalla stria midollare del talamo
 dal trigolo dell’abenula
 dalll’epifisi con le sue abenule
 dalla commensura posteriore.

-La stria midollare riceve fibre dalla via olfattiva provenienti dal bulbo olfattivo e
dall’amigdala che è inserita nel circuito di Papez (o sistema limbico o rinencefalo), la stria
midollare fa parte del rinencefalo.

-Il trigolo dell’abenula si trova tra talamo e lamina quadrigemina (posteriormente e


inferiormente al mesencefalo) e raccoglie il nucleo dell’abenula che fa parte della via
olfattiva.
Dal nucleo dell’abenula origina il fascio abenulo interpeduncolare retroflesso di Meynert.
Da qui partono fibre per il fascicolo longitudinale dorsale di Schultz che termina al nucleo
salivatorio superiore di Konstham e al nucleo salivatorio inferiore del IX ed al motor
dorsale del X. A livello del nucleo abenulare si hanno fibre che si connettono con la via del
gusto e dell’olfatto e soprattutto la connessione olfatto-gustativa che permette in risposta a
stimoli olfattivi avere maggiore salivazione, secrezione gastrica e peristalsi.

-L’epifisi è situata sotto lo splenio del corpo calloso, normalmente produce melatonina per
il controllo del ritmo circadiano sono-veglia.
E’ formata da cellule di neuroglia ed astrociti.

La commessura posteriore, formata da sostanza bianca sottopineale che connette i due


talami e fibre della commessura posteriore di Darkshewitsh.
Abbiamo visto:

le strutture diencefaliche a partire dai corpi mammillari (visibili sulla superficie del
basiencefalo), fino al tuber cinereum, all’infundibulo ,al peduncolo ipofisario e all’ipofisi.
Importante è l’asse ipotalamo-ipofisario,adenoipofisi e neuroipofisi.

Un sistema microcircolatorio standard è formato da arteria microcircolo e vena

Un sistema portale è formato da un'arteria, un microcircolo, una vena portale, un altro


microcircolo e un’altra vena che sfocia nel grande circolo.

Una rete mirabile invece sta tra due arterie o tra due vene un esempio è il glomerulo
renale tra le arteriole afferente ed efferente nella capsula di bowman.

Abbiamo poi visto il chiasma ottico e il comportamento delle fibre dei nervi ottici al livello
del chiasma. Stazioni sinaptiche a livello dei corpi genicolati tubercoli quadrigemelli e
radiazioni di gratiolet.

Sostanza perforata anteriore

Le strutture diencefaliche profonde, e quindi ipotalamo con i suoi nuclei e quindi:

 i gruppi nucleari, le loro funzioni (sopraottico e paraventricolare e il controllo


endocrino da parte del parasimpatico   e dell’ortosimpatico) e controllo circadiano
(fame sete e libido).
 Poi abbiamo visto i 2 talami: morfologia, localizzazione, comportamento sostanza
bianca nella grigia e come viene suddiviso il talamo in gruppi nucleari e le loro
specificità:
- nuclei dei gruppi anteriori
- nuclei ventrali (anteriore, laterale, posteriore-laterale,posteriore- mediale)
- nuclei dorsali
- nuclei aspecifici: i nuclei intralaminari, reticolare e della linea mediana

 epitalamo: fatto da stria midollare, trigono dell’abenula, epifisi, commessura


posteriore
TELENCEFALO 

Telos in greco vuol dire lontano ed a livello morfologico è la parte più rostrale dell’encefalo.

FILOGENESI: 

Deriva dalla vescicola telencefalica che durante la fase pentavescicolare presenta 2


vescicole laterali (telencefalo pari) e una centrale (telencefalo impari).

Fino alla ventesima settimana circa di vita embrionaria c’è una lissencefalia fisiologica:

il telencefalo è completamente liscio, non sono presenti le caratteristiche irregolarità della


superficie (solchi, scissure, circonvoluzioni).

la zona tra i due emisferi (telencefalo impari) cresce di meno e i due lobi laterali
cominciano a configurarsi maggiormente. Questo avviene perché abbiamo uno sviluppo
filogenetico diverso da altri animali, anche vertebrati.

Nell’homo sapiens c’è senza dubbio un maggiore sviluppo dei lobi e della corteccia
cerebrale a scapito delle strutture telencefaliche profonde, non solo a livello del telencefalo
impari (zone di connessione), ma anche di quello pari, che in altri animali hanno uno
sviluppo maggiore.

La crescita della corteccia telencefalica è minore sulla superficie laterale degli emisferi.
Lateralmente gli emisferi presentano i lobi in corrispondenza anatomo-topografica con le
ossa del neurocranio, però ad un livello profondo del lobo temporale c’è una struttura che
prende il nome di insula di reil che è più affossata perché sopravanzata dai lobi circostanti.

Sul fondo di quest’insula passa l’arteria silviana o cerebrale media.

il passaggio di questa arteria a livello embriologico determina la formazione della scissura


di silvio.

MORFOLOGIA: 

Nel momento in cui noi ci troviamo ad avere un telencefalo embrionario con una superficie
lissencefalica (liscia, senza circonvoluzioni), ci troviamo di fronte a fasi di sviluppo
progressivo che porteranno alla formazione di scissure e solchi.

La scissura di Silvio, ad opera dell'arteria silviana cerebrale media, si forma prima di quella
di rolando, (centrale e longitudinale), perché serve a suddividere il lobo temporale dalle
strutture del telencefalo pari meno sviluppate ma che stanno in profondità (es. Insula di
Reil).

La scissura di Rolando ha una funzione di suddivisione anatomica

Riconosciamo nell’immagine del telencefalo in visione latero-laterale diversi poli (lobi):


 anteriore → lobo frontale;
 posteriore → lobo occipitale;
 laterale → lobo parietale;
 latero-inferiore → lobo temporale. poggia sulla fossa cranica media
anterolateralmente rispetto alla piramide (o rupe petrosa) del temporale.

TELENCEFALO IMPARI (centrale) → componente vescicolare che si viene a trovare tra


le due vescicole laterali telencefaliche.

E’ rappresentato da insieme di fibre nervose. Costituito da sostanza bianca (assoni


ricoperti da mielina).

Queste fibre vanno da un emisfero all’altro, da emisferi agli strati sottostanti (talamo,
tronco encefalico e midollo) o rimangono sullo stesso emisfero.

Si tratta di fibre che provengono a raggiera dalla corteccia di un emisfero (ventaglio che ha
la sua base sulla superficie inferiore dell’emisfero), vanno a convergere formando una
struttura di connessione centrale che prende il nome di corpo calloso, e divergono per
andare all’emisfero controlaterale formando la radiazione callosa.

Il telencefalo impari è quindi una sorta di fascio a clessidra orizzontale che rappresenta il
principale sistema commissurale che porta le informazioni da un emisfero a quello
controlaterale.

L’unica parte che si può osservare del telencefalo impari in anatomia descrittiva è il corpo
calloso, che rappresenta il tetto dei ventricoli laterali.

Illustrazione degli emisferi, del corpo calloso e del sistema commissurale.

EMISFERI CEREBRALI

Non sono isolati ma hanno connessioni:

intraemisferiche (omolaterali),

interemisferiche (tra emisfero e emisfero)

tra gli emisferi e le strutture sottostanti (nuclei della base, diencefalo e midollo)

Gli emisferi sono due metà simmetriche anche se c’è una dominanza (più funzionale che
morfologica) di un emisfero sull’altro. Ad esempio, un soggetto destrimano ha l’emisfero sx
dominante e viceversa per un soggetto mancino. Ciò non si riflette con un maggiore
emisfero cerebrale ma con un maggiore spessore della corteccia cerebrale in alcuni punti.

I due emisferi sono separati dalla

-scissura (o fessura) interemisferica all’interno della quale è presente la falce cerebrale


della dura madre che anteriormente si inserisce sull’apofisi crista galli della lamina
perpendicolare dell’etmoide, lateralmente alla lamina cribrosa e posteriormente va ad
inserirsi con la sua base a falce sul tentorio del cervelletto, a partire dalla confluente dei
seni (torculare di erofilo) fino ad arrivare al contorno posteriore del forame magno di
pacchioni nella fossa cranica posteriore.
-la fessura trasversa di Bichat → separazione topografica intuitiva.Fa da confine tra il
tronco encefalico, il cervelletto e gli emisferi stessi. Accoglie il tentorio cerebellare, e quindi
la piega di dura madre sulla quale prossimalmente si inserisce la falce cerebrale.

SCISSURE, SOLCHI E CIRCONVOLUZIONI: 

Sulla superficie degli emisferi cerebrali abbiamo irregolarità scissure, solchi,


circonvoluzioni cerebrali:

 scissure → confini che separano i lobi degli emisferi e sono s. interemisferica e


trasversa di Bichat;
 solchi → confini tra le circonvoluzioni cerebrali;
 circonvoluzioni → pieghe del mantello corticale emisferico. Comportamento per
ampliare al massimo la superficie di contatto come succede nell’intestino tenue con
villi e microvilli. La superficie corticale, molto estesa, si ripiega su sé stessa per
entrare nella scatola cranica.

Illustrazione in proiezione laterale del telencefalo.

SUPERFICIE LATERALE:

 scissura parieto-occipitale esterna, confine tra lobi parietale ed occipitale;


 scissura laterale di Silvio, sul fondo, se divarico temporale da parietale troverò
l’insula di Reil con il decorso dell’arteria cerebrale media o silviana;
 scissura di Rolando, che divide frontale e parietale presentando una
circonvoluzione pre-rolandica (circonvoluzione precentrale o pre-rolandica o area
frontale ascendente) anche detta Area 4 (area motoria principale), controlaterale
(perché controlla il soma controlaterale), non ideativa ma realizzativa. Il movimento
viene solo realizzato ma non c’è l’ideazione. Dietro la scissura di Rolando c’è l’area
retro-rolandica (o postrolandica o circonvoluzione postcentrale o area parietale
ascendente 3,1,2), che è l’area sensitiva principale.
area sensitiva principale: area che riceve info sensitive dalla metà eterolaterale del
corpo rappresentato a testa in giù.
Sia sulla parte motoria che su quella sensitiva abbiamo una rappresentazione del
soma che parte dalla testa (in basso) e arriva al mignolo del piede (in alto).
Questa è una rappresentazione somatotopica motoria a livello dell’area pre-
rolandica e sensitiva a livello dell’area retro-rolandica ed è una rappresentazione
che riporta sulla corteccia cerebrale ogni singolo segmento corporeo per quello che
concerne le attività motoria e sensitiva.

Se divarico il solco di Silvio sul fondo trovo il lobo dell’insula di Reil, fa parte dell’encefalo
pari (sviluppo filogenetico primitivo)

Nell’Homo Sapiens attuale non è riuscita ad emergere perché sopravanzata dalla


corteccia cerebrale.

LOCALIZZAZIONE DELLE AREE:

La superficie della corteccia ha colore tipico grigio-rosato; se appena estratto ha colore più
tonico-trofico; se fissato in formalina è giallastro. Comunque non presenta le aree colorate.
Sulla superficie della corteccia ci sono aree funzionali specifiche che sono state
riconosciute→aree di Brodmann (Colui che le ha individuate tramite esperimenti di
neurofisiologia su cavie animali/craniotomie). Inoltre, esperimenti sono stati fatti sull’uomo
nei campi di concentramento. Grazie a questi si sono individuate aree corticali funzionali.

HOMUNCULUS SENSITIVO E MOTORIO

Sulle Aree 4 (motoria principale) , 3, 1 e 2 (sensitiva principale retrorolandica)


individuiamo l’homunculus motorio e sensitivo.

homunculus motorio e sensitivo: rappresentazione somatotopica del soggetto sulle 2 aree


motoria e sensitiva sia di destra che di sinistra.

l’homunculus è al contrario, quindi il volto, la lingua e le labbra sono più verso la base del
lobo parietale e, quindi, in prossimità della scissura di Silvio.

Andando verso la superficie convessa dell’emisfero e, quindi, in prossimità della scissura


di Rolando, che costituisce la divisione tra parietale e frontale, abbiamo l’arto superiore
con la mano.

Sulla corteccia sensitiva sarà molto più sviluppata la lingua, le mani (in particolare l’indice),
i polpastrelli e meno sviluppato è l’avambraccio, il braccio, l’arto inferiore e poi tornano ad
essere sviluppate il piede e l’area genitale. 

La rappresentazione somatotopica deve prevedere quindi delle maggiori o minori aree


corticali che vengano assegnate alle singole strutture corporee in base alla loro funzione in
ambito motorio o sensitivo.

Per esempio la corteccia sensitiva deve avere una rappresentazione del polpastrello e del
dito indice molto più ampia della rappresentazione corticale del mignolo del piede.

Questo perché con polpastrello e indice ci svolgiamo tante attività e quindi sono
estremamente sviluppati a livello sensoriale. Questo grande sviluppo a livello sensoriale
deve avere un’ampia area di corteccia rappresentantei.

Un altro esempio è la lingua: l’homo sapiens è in grado di parlare e quindi la lingua deve
avere un'area corticale (sia sensitiva che motoria) estremamente estesa, rispetto ad
esempio a un altro vertebrato che non è in grado di parlare, e che quindi avrà una grande
estensione della corteccia sensitiva per discernere i diversi tipi di sapori, ma un’estensione
ridotta della corteccia motoria per quello che riguarda il movimento della lingua che
determina la fonazione.
SUPERFICIE MEDIALE:

Presenta una lunga scissura limbica che percorre tutta la superficie mediale e, quindi, la
faccia interna dell’emisfero cerebrale. Ripropone il decorso del corpo calloso e delimita il
lobo limbico, costituito da due circonvoluzioni:

1. circonvoluzione del corpo calloso (o giro del cingolo): si trova subito sopra al corpo
calloso e parte dal margine posteriore (splenio) del corpo calloso e arriva all’area
subcallosa paraolfattiva;
2. circonvoluzione para-ippocampale: parte dallo splenio del corpo calloso e si porta in
avanti e lateralmente al lobo temporale. E’ separata dal giro dentato in basso ad
opera del solco dell’ippocampo;
 scissura parieto-occipitale;
 solco occipitale trasverso;
 solco calcarino che, insieme al precedente, forma il cuneo occipitale sul cui fondo
c’è la scissura calcarina, o Area 17.

Illustrazione superficie mediale dell’emisfero cerebrale.visibile il corpo calloso con la


scissura limbica al di sopra (quella maggiormente visibile), che a sua volta presenta le
circonvoluzioni del corpo calloso e la paraippocampale.

Nello specifico a livello occipitale è presente sulla faccia mediale dell’emisfero una
struttura, separata dalla scissura calcarina e dalla occipitale trasversa, detta cuneo.

Sul fondo della scissura calcarina è presente l’Area 17 (area visiva principale, tutta
posteriore). Le Aree 18 e 19 sono quelle associate a livello di questa scissura arriva la
radiazione di gratiolet che proviene dai corpi genicolati.

SUPERFICIE INFERIORE:

Poggia sulle fosse craniche e quindi condiziona la morfologia delle ossa del neurocranio.

Embriologicamente, siccome il processo di ossificazione è quello più tardivo, malgrado la


lissencefalia iniziale (20^ settimana embrionale), successivamente compariranno solchi,
scissure e circonvoluzioni che obbligano la cartilagine che costituisce anteriormente la
lamina dell’osso temporale nella fossa cranica anteriore, medialmente le grandi e piccole
ali dello sfenoide nonché la squama del temporale nella fossa cranica media, e
posteriormente la squama dell’occipitale con le piramidi del temporale nella fossa cranica
posteriore, le obbliga ad adattarsi alle forme imposte dalle circonvoluzioni lobi e solchi.

Pertanto anteriormente sul lobo frontale troviamo la superficie orbitaria del frontale, che
poggia sulle bozze orbitarie formatesi per obbligo delle circonvoluzioni lobi e solchi della
faccia inferiore del lobo frontale stesso.
E’ presente poi, guardando sempre la faccia inferiore del lobo frontale, il bulbo ed il tratto
olfattivo, accolto nel solco olfattivo.

Medialmente al solco c’è il giro retto, mentre la parte di orbita laterale è rappresentata dai
giri orbitari che vanno a formare una sorta di H.

Ecco che si ha il giro retto, il solco olfattivo e la struttura ad H formata dai giri orbitari
(mediale, laterale, anteriore e posteriore). Sono tutti quanti giri che formano l’area orbitaria
della corteccia.

Il tratto olfattivo va a dividersi nelle strie olfattive mediale e laterale che vanno a separare
la sostanza Perforata anteriore.

Illustrazione del tratto olfattivo e dei giri.

All’interno del solco è presente il bulbo olfattivo che poggia sulla lamina cribrosa
dell’etmoide, cioè la lamina trasversale o orizzontale che va a colmare la superficie antero-
mediale della fossa cranica anteriore, intorno alla quale c’è la squama orizzontale (o
lamina trasversale) dell’osso frontale.

E’ chiamata cribrosa perché attraversata da forellini (cribra in latino) attraverso i quali


passano le fibre che derivano dall’epitelio neurosensoriale olfattivo specifico che si trova
solo sul tetto della cavità orbitaria, cioè sulla faccia inferiore della lamina cribrosa dell’
etmoide c’è mucosa neurosensoriale specializzata mentre su tutte le altre pareti della
cavità nasale (laterali, mediale del setto, pavimento) la mucosa è di tipo respiratorio muco-
secernente.

La mucosa neurosensoriale specializzata non secerne nulla ma presenta recettori di tipo


chimico deputati alla captazione degli odori.

Questi filamenti del nervo olfattivo, attraversata la lamina cribrosa dell’etmoide, mettono
capo al bulbo olfattivo che trasmette (tramite fibre nervose direttamente lungo il tratto
olfattivo, che si dividerà in le strie olfattive mediale e laterale) le informazioni al sistema
deputato al riconoscimento degli odori.

E’ particolare perché, in realtà, il primo paio di nervi cranici (olfattivo) entra in un circuito
nervoso molto complesso costituito da un sistema che ha delle connessioni che prevede
che la via olfattiva stia all’interno del circuito della memoria, del rinencefalo, che faccia
delle connessioni con il sistema limbico e con il circuito di Papez (più avanti specifica le
funzioni).

LOBO TEMPORALE (sempre faccia inferiore):

 limite anteriore = la scissura di Silvio;


 limite posteriore = scissura o linea immaginaria che si continua sulla faccia inferiore
e continua l'andamento della scissura perpendicolare interna che va a separarlo dal
lobo occipitale stesso. Il solco temporale inferiore divide la superficie in una
circonvoluzione inferiore (laterale) e in un lobulo fusiforme (mediale).

LOBO LIMBICO

Andando all’interno abbiamo il lobo limbico, che è molto più in profondità. Siamo dentro il
lobo temporale può essere individuato tramite sezioni (in genere sezioni coronali).
è dato dalla circonvoluzione dell’ippocampo inferiormente e in alto dalla circonvoluzione
del cingolo.

Circonvoluzione cingolata superiormente e circonvoluzione dell’ippocampo in profondità


del lobo temporale. Siamo medialmente rispetto alla scissura collaterale e nell’insieme si
forma così il lobo limbico.

È un lobo non topograficamente divisibile, dagli altri, ma lo è anatomicamente e


funzionalmente. La separazione non è come tra lobo temporale e parietale.

La circonvoluzione ippocampale medialmente va alla scissura trasversa del cervello di


Bichat e va a formare davanti l’uncus (uncino) ippocampale. Posteriormente, andando a
finire sotto lo splenio del corpo calloso, va a continuarsi con la circonvoluzione del cingolo
che va a percorrere l’arco superiore del corpo calloso stesso.

Capire e definire i nomi: corpo calloso composto da porzione anteriore chiamata ginocchio
ed il rostro.

LOBO OCCIPITALE

Area di corteccia accolta al di sopra del tentorio cerebellare, quindi nella fossa cranica
posteriore, in corrispondenza delle sue fosse occipitali (sotto ci sono le cerebellari,
separate dal solco trasverso).

È l’area corticale preposta al sistema visivo.

Lateralmente è percorsa dal solco occipitale inferiore e medialmente dalla scissura


collaterale.

In profondità presenta il cuneo, che è separato dalla scissura calcarina su cui c’è l'Area 17
o visiva principale.

Queste sono le suddivisioni di tutte le superfici corticali (laterale,mediale e inferiore), il lobo


limbico, il lobo occipitale.

CORTECCIA CEREBRALE

I due emisferi cerebrali sono rivestiti da corteccia cerebrale formata da sostanza grigia.
Finora, abbiamo visto in senso disto-prossimale che il SNC è rappresentato da sostanza
bianca e grigia, ma la bianca era esterna e la grigia interna:

 A livello del midollo spinale, la grigia era ben distinguibile nella sua classica forma
ad H;
 salendo al tronco encefalico, la bianca è comunque periferica (anteriore, posteriore)
e al centro è presente bianca mista a grigia meno definita e meno individuabile ma
comunque presente e centrale;
 salendo nel diencefalo, la grigia è la più rappresentata e la bianca la va a separare
dalle altre strutture;
 nel telencefalo, la grigia è periferica e la bianca è interna. La bianca rappresenta,
qui, i sistemi commessurali e, fondamentalmente, il telencefalo impari, mentre il
telencefalo pari è sostanza grigia, cioè corteccia cerebrale.
La corteccia cerebrale viene anche detta Pallium (coperta, mantello), cfr. cure palliative su
pazienti oncologiche terminali che devono trattare dolori da metastasi.si copre il problema
perché non lo posso risolvere. La corteccia riveste le scissure e i solchi e la sua superficie
totale è di circa 1100-1200 cm². Lo spessore è variabile: nel lobo frontale è più spessa,
nell’occipitale è più sottile perché fondamentalmente ha un’unica funzione, quella visiva.

Il Pallium si suddivide in tre categorie filogenetiche diverse:

1. Archipallium (Allocortex) → il più antico filogeneticamente. L’homo sapiens lo ha


meno sviluppato poiché la porzione periferica si è estesa maggiormente.
Rappresentato prevalentemente dal corno di Ammone, che fa parte del sistema
limbico, e dalla fascia dentata (ipotalamo). Stanno sulla superficie mediali degli
emisferi cerebrali.
2. Paleopallium (Allocortex) → intermedio per sviluppo filogenetico. Rappresentato
dal lobo olfattivo, dalla regione paraolfattiva e dal lobulo dell’ippocampo. Siamo nel
rinencefalo (cioè componente rilegata al sistema olfattivo) , nel sistema limbico,
circuito della memoria o circuito di Papez;
3. Neopallium (Isocortex) → il più recente e più rappresentato nell’essere umano
rispetto ad altri vertebrati, composto dai sei strati di corteccia cerebrale classica. 

Il Neopallium rappresenta tutta la superficie corticale degli emisferi, mentre sempre


Archipallium e Paleopallium sono più profondi, stanno all’interno del telencefalo pari ma
relegati a spazi ormai non più occupanti volumi perché bloccati dal telencefalo pari
(Neopallium).

Il Neopallium è l’Isocortex, gli altri due sono Allocortex.

Neocortex → corteccia, quella che rappresenta il cervello razionale, pensante, tipico


dell’homo sapiens

cervello limbico → (appartiene al sistema limbico) è quello del paleopallio →legato a


stimoli emozionali o sensitivi

cervello rettiliano → abbiamo solo delle vestigia del cervello rettiliano legato agli stimoli
istintuali legate al paleopallium

ISOCORTEX → Neopallium → maggiormente sviluppato e caratterizza l’Homo Sapiens.

Ha sei strati di corteccia dalla superficie in profondità:

1. I strato (più esterno)→ strato molecolare o plessiforme costituito da cellule


orizzontali perché hanno i dendriti che decorrono nello stesso strato perché si
devono connettere alle cellule piramidali che invece vengono dagli strati sottostanti.
Quindi lo strato superficiale della corteccia è di connessione tra le cellule degli strati
profondi ma rimane a livello dello stesso strato;
2. II strato granulare esterno formato da cellule piramidali piccole;
3. III strato formato da cellule piramidali medie e grandi esterne;
4. IV strato granulare interno quindi sempre cellule piramidali piccole;
5. V strato formato da cellule piramidali grandi interne;
6. VI strato→ strato multiforme formato da cellule polimorfe (sul fondo).

Illustrazione di un’immagine storica nell’istologia, nella medicina e nella morfologia umana


che risale alla fine dell’800 realizzata da Camillo Golgi che vinse il Nobel perché individuò,
(tramite una colorazione particolare che prese poi il nome di metodo di Golgi) le
popolazioni neuronali negli strati della corteccia rendendosi conto delle differenze
istologiche e quindi funzionali di ogni strato corticale

La porzione più centrale, che va dal V al II strato è quello più riempito da cellule piramidali.

-Cellule piramidali → Hanno il pirenoforo a forma piramidale. Sono le cellule


maggiormente rappresentate nella corteccia cerebrale. L’apice delle piramidi è rivolto
sempre verso la superficie (segue illustrazione). Dall’apice origina un dendrite che
raggiunge lo strato molecolare dove emette rami terminali ad andamento orizzontale.

Il I strato (plessiforme, ovvero a rete) è formato esclusivamente dalle diramazioni


orizzontali a rete dei dendriti delle cellule piramidali qualunque sia il loro strato di
appartenenza.

Dalla base delle cellule piramidali origina un assone che mielinizza diventando fibra, esce
dalla corteccia ed entra nella bianca sottostante.

-Cellule con funzione associativa intracorticale → due tipi di cellule:

1. di Martinotti;
2. del Golgi di tipo II.

Sono cellule chiamate a doppio pennacchio dendritico, in che senso?

Per le cellule di martinotti si ha un doppio ciuffo di dendriti e l'assone che sale fino in altro.
Quindi a differenza delle altre cellule piramidali standard dove in alto c’è lo strato che si
forma e poi sale il dendrite (che poi ramifica con rami orizzontali), le cellule di Martinotti
(che sono associazioni corticali o intracorticali) fanno salire l’assone in alto che non
diventa fibra e non è corticifugo (che va fuori dalla corteccia).

Infatti si tratta di un assone corto che rimane nei pressi del pirenoforo e si risolve con un
cespuglio lì. Questo perchè sono cellule a funzione associativa intracorticale e mettono in
connessione diversi strati della corteccia.

Le cellule piramidali invece sono le cellule a cui arriva e da cui si diparte l’informazione, e
sono quelle da cui originano assoni che diventeranno fibre nervose che entreranno nella
bianca sottocorticale.

Le cellule di Martinotti e del Golgi di tipo II invece esplicano la loro funzione all’interno
degli strati di corteccia (non escono).

Ci sono aree ancora sconosciute e che possono essere portate ad aumentare la loro
superficie o il numero delle loro cellule in seguito a uno specifico stimolo sensoriale a
livello di un preciso segmento corporeo. (soprattutto durante lo sviluppo)
Questo deriva dal fatto che è complesso definire e mappare topograficamente ogni singola
area corticale.

Aree corticali di Brodmann

Si diversificano tra loro per spessore corticale e funzione. Aree che possono essere
portate a fare qualcosa, con iperspecializzazione di una funzione attraverso stimolo
sensoriale di un segmento corporeo, alcune aree possono nel corso dello sviluppo
aumentare la loro superficie, il loro spessore, funzioni associative. In questo modo
aumentano il numero di cellule con funzione associativa intracorticale. Questo deriva dal
fatto che tecnicamente è abbastanza complesso andare a definire e a mappare ogni
singola area corticale. Noi vediamo il grosso, in un paziente con ictus possiamo vedere 
quale aree corticali  presentano ictus e qual deficit motori o sensitivi hanno lasciato,
possono essere generali o specifici, come quella visiva, verbo motoria, verbo uditiva. Tutto
questo andrà a costituire un ulteriore conoscenza sul numero delle aree corticale e la loro
distinzione ma anche alla possibilità di trovarne altre che possano svilupparsi
maggiormente con aumento delle funzioni specifiche. Noi andiamo a specificare le varie
aree della isocortex ma no nell’Allocortex. Nell’Allocortex non ci sono aree ma non
possiamo saperlo con certezza perché è complesso topograficamente raggiungerlo. Nelle
Allocortex ci sono strutture più profonde come Paleopallio e Archipallio. Mentre il
Paleopallio (lobo olfattivo, regione paraolfattiva, lobulo dell’ippocampo)  sono vagamente
raggiungibili, chirurgicamente perché situati sulla base lobo frontale, Archipallio (corno di
Ammone, fascia dentata) sono strutture profonde che stanno all'interno della faccia
mediale degli emisferi cerebrali e per raggiungere bisogna fare resenzioni tali che il
paziente non può vivere e allora le aree corticali che noi oggi conosciamo, che possiamo
affrontare sono quelle delle isocortex, descritte da Brodmann. Esse si differenziano per lo
spessore e per la funzione. Importante lo spessore, più un'area è spessa e più l'area è
attiva, più  specializzata, più è “LAVORANTE”.

LOBO FRONTALE

Nel lobo frontale ci sono diverse aree:

 Area 4: è l'area principale motoria, area motrice somatotopica, la somatotopia vede


la proiezione dell’omuncolo motorio al contrario, cioè testa in basso, piede in alto
(naturalmente sulla area 4 pre-rolandica perché stiamo davanti al solco di Rolando,
alla scissura di Rolando).

L’omuncolo motorio capovolto è proiettato da metà eterolaterale del corpo, perciò


sull’emisfero destro si proietta l’omuncolo della metà sinistra, al contrario e
viceversa avviene sull’emisfero sinistro. Area 4 riceve afferenze dai nuclei talamici
anteriore e ventro-laterale, insieme di nuclei talamici che hanno divisioni funzionali
non solo anatomica, funzione che veicolano informazioni di tipo motori e di tipo
sensitivo, più specifici e aspecifici intralaminari. Le afferenze all’area 4 provengono
dai nuclei talamici anteriore e ventro-laterale che a loro volta mandano impulsi dal
corpo striato, dal pallidus e dal cervelletto (striato e pallidus appartengono al nucleo
della base). Area motoria, essendo un'area effettrice non può necessariamente
avere soltanto delle efferenze. Es. centro di attuazione dell’area motoria cioè “io
decido di muovere il mio braccio” esso è un centro ideativo o ideo-motorio. Mentre il
centro effettore, quello direttamente attuatore sta nella area 4 ma non posso
effettuare questo tipo di azione, cioè questa effezione se non ci sono delle
afferenze, (pur essendo un'area effettrice) che provengono dai nuclei talamici, dal
corpo striato, dal pallidus e dal cervelletto. Queste afferenze servono a aggiustare i
movimenti che l’area non ideatrice ma effettrice deve compiere, affinché siano
coordinati senza tremori e finalizzati. Non basta solo l’attivazione dell’area corticale,
far scendere l'informazione al motoneurone dei segmenti midollari che poi si
attiveranno per dare origine agli assoni, che poi andranno alle placche neuromotrici
dei muscoli, servono afferenze che provengono da altre aree:

-I nuclei talamici anteriori e ventrolaterali

- corpo striato

-il globus pallidus

-cervelletto, perché  le connessioni cerebello pontine e le connessioni del palio


cervello con il sistema dell'equilibrio vestibolare, permettono un’effettuazione del
movimento molto più coordinato. 

Dall’Area 4 origina il fascio piramidale, che è la via efferente, che mette capo ai
nuclei somatomotori eterolaterali (scende e arriva dall'altra parte) sia dei nervi
encefalici e sia nervi spinali, a seconda di ciò che dobbiamo fare. L’area 4
prerolandica è l’area motoria principale. Su essa si proietta l’omuncolo motorio del
soma eterolaterale, ma naturalmente se io controllo esso nell'esatto momento in
cui  mando uno stimolo su una via piramidale, essa se ne va ai nuclei somatomotori
contro laterali.

La via piramidale prende il nome di via piramidale perché al livello della base delle
due piramidi bulbari, l’80%  delle fibre delle via piramidale discendente decursa alla
decussatio pyramidum io passo alla sede controlaterale;

 Area 4s: si trova sulla striscia corticale anteriore alla 4 ed è l’area soppressoria, che
origina un circuito che passa per il corpo striato e il nucleo ventrale anteriore del
talamo e porta impulsi inibitori alla area 4 (rilassamento muscolare). Effetto
contrario della area 4, dell'attuazione del movimento. Esso limita il tono muscolare
con rilassamento, fa da soppressore;

 Area 6: si trova anteriormente alla 4s, è l’area motrice secondaria, dalla area 6 vi
originano la via extrapiramidale. La via extrapiramidale si occupa del mantenimento
del tono muscolare, dei movimenti semivolontari ed automatici associati a quelli
volontari. Le vie extra piramidali sono preposte essenzialmente alla attuazione dei
movimenti automatici ripetuti cioè sono sempre volontari ma non richiedono una
ideazione di volta in volta del movimento che si compie. Un esempio è il cambio
delle marce della macchina oppure il suonare il pianoforte, chattare senza guardare
la tastiera. Questi sono movimenti automatici volontari ma che non hanno una fase
ideativa del movimento ogni volta che devono essere compiuti.
Dall’area 6 parte (che è motrice secondaria originano anche fibre cortico-nigre e
cortico-rubre nonché il fascio cortico-pontino frontale di Arnold per nuclei basilari del
ponte. Originano le fibre cortico-nigre e cortico-rubre per andare a lavorare sull’
aggiustamento e sull’annullamento del tremore. Il tremore del parkinsoniano
aumenta nella fase del movimento intenzionale e presenta al livello istologico una
decolorazione della sostanza nigra quindi una riduzione della dopamina. Per avere
un maggior controllo dei movimenti fini e raffinati, è necessario che l'area 6 abbia
delle fibre che vanno alla sostanza nigra per avere un maggior controllo dei
movimenti raffinati. Il nucleo rosso serve a concordare i movimenti, è una specie di
centralina posta sulla via motrice che serve a fare in modo che i movimenti non
siano soltanto raffinati e privi di tremori ma che siano anche concordati tutti quanti.
Un esempio è quando devo prendere un bicchiere e il braccio lo devo muovere
verso il bicchiere senno non ci sta coordinamento del movimento

 Nucleo basilari del ponte: vengono raggiunti dal fascio di Arnold, si trovano
lateralmente ai due tori piramidali, (ispessimento dei fasci piramidali sollevati dai
nuclei basilari). I nuclei basilari mettono a capo i ponti cerebellari. La via
extrapiramidale se non collabora con i nuclei cervelletto è “fritta” perché se non ho
raffinatezza del movimento, annullamento dei tremori, coordinamento, finalità e
soprattutto equilibrio, il movimento automatico ripetuto non può essere compiuto.

 Area 8: situata anteriormente alla Area 6, un’area motoria dove vi originano impulsi
motori volontari dei muscoli oculari estrinseci (area oculo-cefalo-gira) sono quelli
che ci permettono di fare movimento come la canalizzazione dei bulbi oculari. Sono
dipendenti dalla innervazione data dal nervo oculomotore, trocleare ed abducente
(III, IV, VI paio di nervi cranici):

L’ oculomotore è motorio puro, trocleare e abducente sono misti motor-somatici e


viscerosensitivi e visceri riflettori, interposti sulla via parasimpatica. Area 8 si
occupa solo della componente motoria a differenza della 6

Tutta la parte pre-rolandica (davanti la scissura di Rolando: area 4, 4s, 6, 8) è dedicata


alla parte motoria.

LOBO FRONTALE

 Aree 9, 10, 11, 12: dall’area 9 in poi ci troviamo nella corteccia prefrontale.
Queste sono aree associative, vuol dire che hanno delle connessioni sia sullo
stesso emisfero sia con il controlaterale grazie ai sistemi commensurali profondi
come il corpo calloso, e servono a funzioni complesse ed elevate. La corteccia
prefrontale ha spessore corticale maggiore, ci sono molte cellule piramidali ma
soprattutto di cellule di Martinotti  e Golgi di tipo II, per connessioni intracorticali
associative perché a livello della corteccia prefrontale avviene il grosso delle
funzioni intellettive tipiche del homo sapiens, avviene il controllo del tono affettivo
(che a sua volta ha delle connessioni afferenti ed efferenti con il talamo) e il centro
ideo-motorio, cioè la ideazione e progettazione dell’attività motoria. La corteccia
prefrontale nell'uomo è la più sviluppata, dove c’è ideazione dei movimenti e delle
azioni, il controllo del tono affettivo (felicità, paura, amore, ecc…).
Tutto  quello che riguarda il tono affettivo oltre le connessioni con il nucleo
dorsomediale  del talamo avrà connessione con ipotalamo (nello specifico per
controllo delle reazioni viscerali alle variazione del tono affettivo), esempio esame,
paura e si attivano il parasimpatico e ortosimpatico, allora la corteccia prefrontale
sta ideando l’azione della fuga di fronte all'esame di neuro e la reazione, grazie alle
connessioni in afferenze e afferenza della corteccia prefrontale e ipotalamo, sarà
aumentata sudorazione aumentata midriasi pupillare sarà quella iperperistaltismo
sarà quella tutto ciò riguarda una reazione di allerta, e poi ci sono le funzioni
superiori.

Aree associative (connessioni omo e controlaterali) per funzioni intellettive più


complesse ed elevate sia la capacità di intelletto come intelligere, che vuol dire
leggere tra gli spazi, leggere tra le righe, e necessariamente questo si è venuto a
sviluppare grazie ad una maggior possibilità filogenetica di sviluppo corticale della
corteccia prefrontale solo nell’homo sapiens. Questo perché ci sta un numero
elevatissimo di connessione della corteccia prefrontale non soltanto di tipo
associativo intracorticale omolaterale o omoemisferico ed eteroemisferico, ma
anche con altre strutture corticale, ad esempio circuito della memoria, sistema
limbico e poi con gli strati sottostanti.

Se si fanno connessioni con strutture sottostanti come ipotalamo, si hanno


esclusivamente connessioni di natura viscerali, cioè delle risposte. Qua invece si
parla di qualcosa di superiore, cioè ad esempio dare nozioni e acquisire nozioni,
questo avviene grazie alla maggior ispessimento della corteccia prefrontale e le
connessioni di questa con strutture corticali ben più sviluppate rispetto ad altre.

Sulla superficie inferiore del lobo frontale cioè la superficie orbitale, ci sono aree
associative e aree che si occupano di connessioni ipotalamiche periventricolari alla
corteccia prefrontale e controlla un po’ il tono affettivo, è talmente importante che se
andiamo a vedere telencefali di altri animali non vedremo sviluppato, solo
nell’uomo.

Dietro scissura di Rolando abbiamo il lobo parietale dove avremo aree preposte alla
sensibilità generale( aree 3, 1, 2).parte mediale dell’emisfero cerebrale in corrispondenza
del lobulo centrale

LOBO PARIETALE

 Aree 3, 1, 2 all’inizio nel giro postcentrale ossia nella corteccia retro rolandica, aree
preposte alla sensibilità principale 3 1 2 ( COLORATO blu) L’ area retro rolandica,
giunge sulla parete mediale dell’emisfero cerebrale, in corrispondenza della parte
posteriore del lobulo paracentrale, siamo sempre in corrispondenza del sistema
limbico sulla faccia mediale dell'emisfero stessoE’ l’area sensitiva primaria, cioè è la
zona nella quale gli impulsi di sensibilità generale, provenienti della metà
controlaterale del corpo vengono trasformati in sensazioni coscienti, che vuol dire
che un conto è avere una percezione periferica della sensibilità dovuta alla
presenza di recettori sul derma dei  polpastrelli, piante dei piedi, della lingua… e
che questi impulsi di sensibilità percorrano la diramazione periferica della assone a
T del neurone pseudounipolare del ganglio spinale del nervo spinale e che poi
risalgano con la diramazione centrale dell’assone a t del neurone pseudounipolare,
all’interno dei cordoni posteriori della bianca del midollo, giungano ai nuclei gracili e
cuneati di GOL e  di Burdach, percorrano il tronco encefalico, costituiscano innesco
mediale, facciano sezione al livello talamico e quindi grazie alla derivazione
sensitiva giungano alla area corticale 3 1 2 retrorolandica. Se io sto veicolando una
informazione sensitiva che esempio di dove o di calore, io devo capire che tipo di
informazione è e quindi la devo trasformare in sensazione cosciente perché devo
discernere tra dolore, calore, freddo, tatto epicritico mentre sto toccando una punta
accuminicata, o superfice sferica, ecco allora io a livello della area 3 1 2 riesco a
trasferire in sensazione cosciente, l’informazione che mi giunge dalla via sensitiva e
quindi (come abbiamo visto prima) io sulla mia metà, naturalmente di corteccia
sensitiva vado a proiettare il mio omuncolo sensitivo. L’omuncolo sensitivo  come
quello motorio,  si proietta con la testa in basso e i piedi in alto ma si proietta
soprattutto, rappresentando l’emisoma contro laterale, sul emisfero sinistro io andrò
a rappresentare emisoma destro sensitivo. E’ importante che io debbo avere la
possibilità di rispondere a questi stimoli sensitivi, visto considerando che dall'area
3,1,2 io sto ricevendo informazione sensitive veicolate dalle vie sensitive principale.
Se io ho messo la mano su una candela e mi sto bruciando, io devo avere la
possibilità di ritrarre la mano e quindi devo avere per forza una connessione
interemisferica, intracorticale e in questo caso rappresentata e ideagita dalla cellule
plessiforme o meglio dallo strato plessiforme, lo strato 1 della corteccia cerebrale,
dove abbiamo la diramazione dei dendriti che portano a loro volta le informazione
delle cellule piramidali degli strati sottostanti, nonché dalla presenza estesa di
cellule interconnessione, aree corticali di martinotti e golgi di tipo  2, per creare un
arco diastaltico corticale tra area 4 e area 3,1 2. Tutto ciò per dare una risposta
immediata allo stimolo sensitivo, mi sto bruciando la mano allora devo contrarre il
complesso dei muscoli dell'arto superiore per ritrarre la mano.

(Guardare immagine della slide 201) È abbastanza simile la rappresentazione


sensitiva cioè omuncolo sentiva con quello motorio, è ovvio che ci sono delle cose
un po più rappresentate a livello corticale per esempio sulla omuncolo sensitivo.
Per esempio le labbra occupano più area di corteccia rispetto a quella motoria, è
normale perchè il labbro è strapieno al livello sottoepidermica di recettori e quindi al
livello corticale deve avere un'estensione importante, la mano si ha nel sensitivo
che nel motorio quanto viene rappresentata ma sappiamo che per esempio la
superficie del polpastrelli  del dito indice dx o sx mancino o destro avrà una maggior
estensione area sensitiva che non motoria proprio perchè ci sarà una maggiore
sensibilità.

 Aree 5, 7: Posteriori all’area 2, rappresentano la corteccia stereognosica o sensitiva


secondaria, che permette di riconoscere gli oggetti in base alle sensazioni senza
l’ausilio visivo (connessioni col circuito di Papez, cioè memoria). Io metto a mano su
una candela ma non ho visto che non è essa, io comunque riconosco la fiamma poi
può essere una torcia una candela, può esse che mi brucia casa quello è fuoco e
allora per forza di cose io non ho l'ausilio visivo ma ho l'ausilio della memoria,
quindi la connessione del circuito della memoria o circuito di Papez.
Domanda: connessione  tra area 3, 1 e 2 rispetto all’Arco Riflesso?

Il riflesso si attua inizia e finisce al livello del metamero midollare a livello del quadrante
muscolare stimolato. Lo stimolo retrogrado segue la via sensitiva (al corno posteriore) ma
non entra nei neuroni reticolari ma non etro mi fermo.

Incosciente vuol dire che non è salito al telencefalo ma si è fermato ai metameri spinali.

Domanda deidda sul fatto che se mi brucio inavvertitamente al buio e ritraggo la mano è
un riflesso o no. Non è riflesso di allontanamento perché non si realizza al livello spinale
ma livello cosciente, perché ho sentito il dolore.

Differenza tra riflesso e non riflesso è al livello di coscienza cioè realizzazione cosciente di
ciò che mi sta capitando.

Controllo cosciente avviene dando informazione sensitiva meccanismo di discernimento


vuol dire se è prurito dolore, calore… diverso invece il riflesso che non prevede il l’azione
di coscienza mea perché non prevede il discernimento corticale standard.

Il riflesso è prevedibile, ripetuto, sempre se io do una mazzettata sul ginocchio avrò la


stessa risposta, solo intensità di reazione è direttamente proporzionale a quanto forte ho
data la mazzetta ciò contrazione ed estensione arto inferiore

Riflesso di intende movimento sollecitato da una stimolazione periferica che non


raggiunge i centri corticali della coscienza ma ragazzino nello stesso metamero di
pertinenza del muscolo stimato e darà una risposta che rimane a quei livelli.

Le informazioni termo-dolorifico salgono sull’assone periferico arriva al neurone


pseudounipolare nel ganglio sale lungo cordoni posteriori, lungo burdbanvck, lemnisco
mediale, talamo, radiazione sensitiva area 3 1 2 ,connessione con corteccia prefrontale
per azione ideomotoria e connessione con corteccia 4 pre rolandica per azione motoria
quindi si riscende e via piramidale, talamo, ponte rosso, reticolare, cervelletto, piramidi,
decussazione, metamero, (per retrarre braccio) moto neurone che esce, innervazione con
placca neuromotrice.

Dietro il lobo parietale c’è il lobo occipitale


LOBO OCCIPITALE

Ci sono le aree deputate tutte quante alla visione la 17,19,39: il numero deriva perché
Brodmann fece una numerazione con ordine che non era progressivo ma era a seconda di
quella che trovava, non si trovano tutte vicine alle altre.

 Area 17: Si trova su faccia mediale del lobo occipitale, io devo divaricare la
scissura interemisferica, guardare la superficie mediale del lobo e in fondo ho una
scissura calcarina (o calcar avis) lì trovo area visiva primaria.
Area visiva primaria, riceve gli impulsi luminosi  dalla reazione di  Gratiolet, che
proviene dal corpo genicolato laterale (Corpo genicolato laterale sulla via visiva e
genicolato mediale sulla via acustica). Gli impulsi luminosi visivi che arrivano alla
Area 17, vengono trasformati in sensazioni coscienti.

Stessa cosa: sta arrivando uno con un coltello noi lo vediamo ma non sappiamo
che è un coltello perché non abbiamo le connessioni con il circuito della memoria,
con ipotalamo e quindi con la corteccia prefrontale per l'azione ideomotoria e quindi
non ci possiamo difendere, scappare non possiamo attivare una risposta viscerale
di tachicardia, sudorazione e attenzione, perciò ci ammazza. Allora un conto è
avere una proiezione, un po’ come stessimo al cinema con proiettore che proietta
immagini su telone bianco. Quelle immagini sono stimoli/ impulsi luminosi, cioè il
mio proiettore è il corpo genicolato laterale che da reazione di gratiolet sopra la
corteccia sensitiva area 17 del calcar avis (quindi lobo occipitale) che nello specifico
è il telone bianco. Io posso proiettare via con il vento, giovanni coscia lunga, quello
che ci pare ma comunque non ho una trasformazione in sensazione cosciente,
perché è un telone. che succede a livello dell'area sensitiva della corteccia
occipitale: che lo stimolo luminoso diventa sensazione cosciente allora io avrò le
connessioni con il circuito della memoria , con il circuito dell'ipotalamo, connessioni
talamiche, connessioni con la corteccia prefrontale, connessioni con corteccia
motoria, corteccia sensitiva e le connessioni con le altre 2 aree 18 19;
 Aree 18, 19 sono Area visiva secondaria per movimenti coniugati degli occhi nel
seguire un oggetto in movimento. In questo caso se avevo il corpo genicolato
laterale dal quale mi origina la reazione di Gratiolet, qui avrò la connessione con i
tubercoli quadrigemelli superiori perché devo andare a connettermi con i nuclei dei
nervi oculomotori e dell’ adducente. Stesso discorso se mi sta venendo contro uno
con un coltello poi gira smarca a sinistra sala la scala e scende da un gradino io lo
devo seguire se devo cosa devo fare, per seguirlo devo lo stimolo luminoso che si
connette con le 18  19 si connettono con i movimenti con i muscoli estrinseci degli
occhi cioè con i nuclei nervi oculomotori in general. Mandano fibre ai motoneuroni
dei metameri del midollo spinale più prossimale a livello cervicale per la
connessione con i movimenti oculo cefalico giri, sennò me lo perdo;
 Area 39 (lobo occipitale): centro verbo-visivo, permette di vedere il verbo scritto e
capire cosa vuol dire.

Scissura calcarina (componente visiva) percorre il cuneo calcarino e sta sulla faccia
mediale dell’emisfero cerebrale.

Riflesso (nel senso comune, cioè non arco riflesso): attivazione Simpatico, Parasimpatico,
attivazione/disattivazione tono dell’umore;
Arco riflesso: rimane a livello del metamero del segmento midollare stimolato, movimento
automatico ripetuto, stimolato, prevedibile, ripetibile e NON COSCIENTE! No risposta
viscerale, non ci sono connessioni.

Lobo temporale (componente uditiva e verbale):

Homo Sapiens verbale ben sviluppata, in altri mammiferi/vertebrati no.

 Area 41-42: subito sotto la scissura di Silvio nella circonvoluzione trasversa di


Heschl, dietro l’insula di Reil.

E l’area uditiva primaria e trasforma gli stimoli/impulsi uditivi (dalla radiazione


acustica, quindi corpo genicolato mediale, quello laterale è per la radiazione ottica)
in sensazioni coscienti. VIII nervo cranico vestibolo-cocleare (o acustico) per
trasferimento stimoli sonori fino all’area 41-42 dove vengono capiti/recepiti,
trasformati in sensazioni coscienti.

Area profonda Heschl suoni acuti

Area superficiale quelli gravi

 Area 22 o di Wernicke: area acustica secondaria, nella circonvoluzione temporale


superiore. Si occupa della comprensione verbale, del linguaggio parlato, e ricordi
mnemonici dei suoni. Connessioni col Circuito di Papez.
Lobo limbico

Sta nella circonvoluzione del cingolo, faccia mediale dell’emisfero cerebrale.

Si hanno le aree:

 Aree 33, 24, 31, 23, 26, 29, 30: aree che si trovano nel circuito della memoria di
Papez e nel sistema olfattivo (o rinencefalo).

Quindi, rinencefalo, circuito memoria e sistema limbico sono INTERCONNESSI


poiché filogeneticamente, quando stavamo nella foresta per sentire l’arrivo del
nemico, dovevamo avere un odorato sopraffino, che poi nel tempo abbiamo perso
(gli altri animali sanno ancora farlo molto bene perché hanno un rinencefalo
estremamente sviluppato in confronto al nostro, che ha ormai perso questa
specificità).

L’odorato sopraffino si connetteva con la memoria e se sentivamo un determinato


odore potevamo ricollegarlo prontamente alla fonte, riconoscerlo. Noi riconosciamo
ancora odori/profumi e possiamo rivivere esperienze mnemoniche grazie ad essi e
alla loro elaborazione, soprattutto le donne, in cui questa capacità è molto più
sviluppata che nell’uomo poiché nei mammiferi, la femmina si occupa della
riproduzione e quindi deve possedere elevatissimi sistemi di allarme e di difesa
sopra assiali, non di coscienza bensì di ISTINTO: la femmina deve avere la
possibilità di preservare al massimo il frutto della riproduzione.

Qualsiasi madre riconosce il figlio dall’odore, i maschi hanno le froge chiuse perché
non ne hanno più bisogno, quindi le femmine hanno un uso del rinencefalo più
performante dei maschi per la difesa della prole;

 Area Gustativa, a livello dell’uncino dell’ippocampo, che riceve fibre dal nucleo
talamico ventro-posteriore che, a sua volta, ha ricevuto fibre dal bulbo (fascicolo
solitario) che rappresenta l’origine reale dei nervi cranici XII ipoglosso e IX
glossofaringeo;

 Area 44 (percolare)-45 (triangolare) di Broca o centri corticali del linguaggio:


lobo frontale inferiore, in corrispondenza del margine superiore lobo temporale e
anteriormente alla scissura di Rolando. Produzione del linguaggio e reperimento
significato verbale, quindi centro verbo motorio e verbo uditivo. Maggiormente
nell’emisfero sinistro nel destrimano e nel mancino nell’emisfero destro (quindi NON
BILATERALI). 44-45 connesse all’Area 22 di Wernicke per avere: Area di Brocà
verbo motoria e uditiva e allo stesso tempo sono connesso all’area di Wernicke
(uditiva) che trasforma in comprensione corretta il suono sentito (verbo uditiva) per
poter poi rispondere. Quindi:

Capire cosa sento (A22-W) – arco diastaltico isoemisferico (sullo stesso lato, sx nel
destrimano e dx nel mancino) per connessione (nello strato molecolare e pressiforme
dell’esastrato dell’Isocortex del neopallio) con le AA44-45 – dove elaboro il linguaggio
sentito e poi produco risposta (verbo motoria), ossia dall’A45 parte informazione
discendente che si porta direttamente ai nuclei dei muscoli dell’articolazione verbale (a
livello del tronco dell’encefalo).
NUCLEI DELLA BASE (O NUCLEI PROPRI DEL TELENCEFALO)

“Della base” perché stanno alla base del telencefalo, in ogni emisfero cerebrale ci sono
delle masse di sostanza grigia, quindi la SG si trova periferica sulla corteccia (esastrato
isocortex, allocortex fatta da pallio e archipallio riguardante il Corno di Ammone, la
Fascia Dentata e il Lobo Limbico (corteccia intorinale e sistema olfattorio)) ed in
profondità coi nuclei della base.

Ogni emisfero ha degli ovali di SG, lateralmente ai talami (che costituiscono le pareti
dei ventricoli laterali) e all’ipotalamo centrale.

I nuclei della base sono rappresentati da:

-nucleo caudato (il più voluminoso, una sorta di virgola allungata di 7 cm a forma di C
che ha una testa, un corpo e una coda che si unisce all’amigdala)

-nucleo lenticolare (lenticolare poiché a forma di lente biconvessa, fatto da una parte
laterale, il putamen, e una mediale, il pallidus)

-putamen (vuol dire guscio, col caudato formano il corpo neostriato, filogeneticamente
il più recente)

-globus pallidus (più chiaro, quindi meno SG, rappresenta il corpo paleostriato e va a
costituire il diencefalo)

-claustro o antèmoro (piccola lamina ondulata vicino alla corteccia dell’insula di Reil)

-amigdala (vuol dire mandorla, attaccatta alla coda del caudato).

CORPO STRIATO (caudato + putamen)

 caudato sporge nel ventricolo laterale (sotto l’ependima, epitelio che va a rivestire le
cavità, nello specifico ventricolari) è a forma di virgolone, con una testa grossa
(davanti al talamo) che posteriormente si assottiglia e anteriormente va all’interno
del ventricolo laterale. Si curva su se stesso come un gamberetto cotto a formare
un anello incompleto inferiormente interrotto per un buon tratto (lunghezza tot quasi
7 cm). Il tronco rappresenta il pavimento della cella media del ventricolo laterale ed
è separato dal talamo dal solco optostriato. La coda decorre sulla parte supero-
laterale del corno laterale del ventricolo laterale, in pratica il ventricolo laterale di dx
e sx è circondato dappertutto dal nucleo caudato. La coda si ricurva in avanti a
formare la C incompleta e termina con la amigdala;
 putamen: posto lateralmente al caudato, lamina piccola grigia convessa
lateralmente applicata al globus pallidus che forma l’altra lamina convessa mediale
e diencefalica. Pertanto, putamen+pallidus formano nucleo lenticolare. Parte
putamen più anteriore è unita alla testa nel nucleo caudato da un ponte di sostanza
grigia sito sotto al braccio anteriore della capsula interna.

Caudato + lenticolare sembrano auricolari bluetooth col caudato che circonda lenticolare
(parte laterale putamen + parte mediale pallidus).
Il corpo striato ha delle:

 afferenze: vie di fibre cortico-striate dall’Area 6 (movimenti automatici, sistema


extrapiramidale) e 4s (area motoria secondaria soppressoria) che vanno allo striato,
quindi lo striato è interposto al controllo dei movimenti automatici (vie
extrapiramidali), in più ci sono anche fibre micro-striate (fascio pettinato). La
sostanza nigra è interposta sulla via extrapiramidale perché la dopamina presente
nella sostanza nigra permette alla nigra stessa di aggiustare i movimenti automatici,
di ridurre o eliminare al massimo il tremore intenzionale nell’effettuazione dei
suddetti movimenti. Poi ancora fibre ipotalamo-striate, fibre che provengono
dall’ipotalamo (nello specifico nucleo ipotalamico di Luys);
 efferenze (vie che partono dallo striato): ansa lenticolare, rappresenta la
PRINCIPALE VIA DI EFFERENZA, altra fibra che ha un’afferenza che viene dal
putamen, dal caudato e dal pallidus, segue il braccio posteriore della capsula
interna e scende al campo di Forèl dove fa sinapsi col nucleo del campo di Forel e
arriva al nucleo rosso alla formazione reticolare del tronco dell’encefalo. Pertanto
EFFERENZE ED AFFERENZE STRIATO RIMANGONO A LIVELLO DELLA VIA
EXTRAPIRAMIDALE (CONTROLLO ACCURATEZZA MOVIMENTI
AUTOMATICI!). Infine fibre strio-pallidali che vanno al globus pallidus come
efferenze dallo striato.

Claustro (o antèmoro): 

Laminetta 1-2 mm tra putamen e insula di Reil (quest’ultima in profondità nella scissura di
Silvio, dove decorre l’arteria silviana). A livello dell’apice della coda del nucleo caudato, ha
delle afferenze cortico-caustrali e caustro-corticali (in pratica con la corteccia insulare).

Amigdala (“mandorletta”): 

All’estremo anteriore (all’interno della superficie mediale dell’emisfero cerebrale, quindi la


corteccia si proietta sulla faccia mediale dell’emisfero ma come topografia l’amigdala si
pone all’apice della coda del nucleo caudato, corrispondente all’uncino dell’ippocampo o
uncus ippocampale) della circonvoluzione dell’ippocampo e dell’uncino dell’ippocampo.
Amigdala intercalata sulla via olfattiva,

come afferenza principale c’è la stria olfattiva laterale MA ATTENZIONE una delle
funzioni principali dell’amigdala è il controllo o l’attivazione della memoria a breve
termine.

Efferenza: tenia semicircolare, una striscettina che circonda il talamo, percorre il solco
ottostriato, arriva al foro di Monro (foro di congiunzione tra i due ventricoli laterali e il III
ventricolo) e da qui forma la stria midollare talamica che arriva al nucleo della benula e
quindi si porta alla amigdala controlaterale (quindi dalla amigdala di dx circonda il talamo
da dietro in avanti lungo la sua faccia prima superiore e poi mediale nel solco optostriato
arriva al foro di Monro da qui forma un fascetto (la stria midollare del talamo) che giunge
più in basso e medialmente al nucleo della benula e poi va attraverso la commessura
anteriore alla amigdala controlaterale) => EFFERENZA AMIGDALO-AMIGDALOIDEA =>
pertanto è una CONNESSIONE INTEREMISFERICA.
SOSTANZA BIANCA TELENCEFALICA

Rappresenta le fibre nervose (assoni mielinizzati) ascendenti o discendenti (corticicoli o


corticifughi) che provengono o vanno ad ogni singola area della corteccia cerebrale.

La bianca nel suo complesso di definisce centro ovale di Viussens (per ogni emisfero
centro semi-ovale).

A livello dei nuclei della base vi si interpone non formando più il centro ovale, formando tre
lamine per ogni emisfero (in senso medio-laterale, dall’interno all’esterno):

 capsula interna: tra caudato, talamo e putamen, pallidus, talamo, forma un


ginocchio tra caudato e talamo all’altezza del foro di Monro con braccio anteriore
vicino al caudato e posteriore vicino al talamo e ha un frammento sottolenticolare
visibile frontalmente. Superiormente si espande a formare la corona raggiata (fibre
a raggio, ventaglio che vanno alle aree motorie e sensitive principali, secondarie,
specializzate, ecc…) nel centro semiovale dell’emisfero di appartenenza;
 capsula esterna: tra claustro e putamen;
 capsula estrema: più esterna, lateralmente al claustro e medialmente alla corteccia
dell’insula di Reil.

Tre capsule sono una suddivisione trilaminare in senso medio-laterale del centro
semiovale (tutte le fibre di SB da o alla corteccia cerebrale) che, scendendo verso il basso,
vanno a raffazzonarsi (come tende legate al lato della finestra) in tre lamine (interna,
esterna, estrema).

Le fibre mieliniche che formano i semi-ovali e le capsule stesse appartengono a tre tipi di
sistemi (la SG appartiene o a efferenza o ad afferenza):

1.       SISTEMI DI ASSOCIAZIONE (INTRAEMISFERICI): fibre che collegano diverse zone


corticali dello stesso emisfero => fibre centro semiovale possono, ad es., connettere l’Area
di Wernicke con quella di Broca

 Fascicolo longitudinale superiore (collega i lobi);


 fascicolo longitudinale inferiore (collega temporale con occipitale); 
 fascicolo occipito-frontale superiore (dal lobo frontale va a quello occipitale e
forma uno strato che prende il nome di tapetum, il quale riveste una buona
parte del tetto della porzione postero-laterale del ventricolo laterale);
 fascicolo occipito-frontale inferiore;
 fascicolo uncinato (da lobo frontale (ippocampo) al lobo temporale);
 cingolo, nel lobo limbico, che forma un arco aperto inferiormente;

2.       SISTEMI COMMESSURALI (INTEREMISFERICI): fibre che collegano diverse zone


corticali dei due emisferi => connetto area motoria di dx e di sx per coordinare movimenti
bilaterali. Rappresentati dalla Radiazione callosa: scomponimento del corpo calloso
quando esso stesso si addentra nel centro semiovale di ogni emisfero, sono fasci che
nascono dalle cellule piramidali piccole e medie e che da un emisfero vanno al
controlaterale, collegando zone sia simmetriche che asimmetriche del solo neopallio (cioè
della isocortex);

3.       SISTEMI DI PROIEZIONE: fibre che collegano la corteccia ai nuclei encefalici o del


midollo spinale (corticicoli, ascendenti-sensitivi o corticifughi, discendenti-motori). Nel
centro semiovale formano la corona raggiata, ampio ventaglio che sta sotto la corteccia e
che in basso si continua con la capsula interna, tant’è che è la capsula interna stessa a
formare l’angolo ottuso aperto lateralmente verso il nucleo lenticolare, tra talamo sotto e
caudato sopra, che gli fa da radice, da manico. Ha un segmento anteriore che si continua
col braccio anteriore della capsula interna, un segmento medio che si continua col
ginocchio e col braccio posteriore, un segmento posteriore che si continua col segmento
retrolenticolare e uno inferiore che si continua col segmento sottolenticolare.

IPPOCAMPO

Chiamato così perché la sua forma ricorda quella di un cavalluccio marino. 

Insieme di formazioni intorno all’ilo (porta d’ingresso, ilo arteria, vena, renale, cerebellare
(dove entrano ed escono via afferenti ed efferenti), ecc…) dell’emisfero e intorno al lobo
limbico.

È fatto di circonvoluzioni ridotte o atrofiche (archipallio) spinte in profondità dal neopallio


=> è una formazione vecchia, ed è distinto in una parte ventrale ed una dorsale.

IPPOCAMPO VENTRALE

Attorno al solco dell’ippocampo, sulla faccia mediale dell’emisfero, c’è l’ippocampo


ventrale che, con la sua corteccia inferiore, forma il corno di Ammone (rilievo
semicilindrico di 5 cm, più spesso davanti, sporge nel ventricolo laterale, ha delle
depressioni (digitazioni dell’ippocampo) ed è completamente rivestito di sostanza bianca
(alveus). Il nome deriva dal corno arrotolato come le corna di un caprone di Amon Ra). La
faccia (corteccia) superiore dell’ippocampo ventrale, forma la fascia dentata (corno di
Ammone e fascia dentata sono allocortex, Archipallium). Le fibre tra corno di Ammone e
fascia dentata formano la fimbria (corno di Ammone+fascia dentata).

Corteccia corno di Ammone: fatta da sostanza grigia dell’Archipallio, ha uno strato


molecolare con cellule del II tipo di Golgi e dendriti di cell. Piramidali con uno strato lucido
ed uno oriens.

Corteccia faccia dentata: data da strato molecolare e un granuloso e un polimorfo.

Quindi non ci sono i sei strati di corteccia (isocortex 6 strati, vesiforme il più esterno 1°
strato dove ci sono le diramazioni orizzontali dei dendriti delle cellule piramidali) MA
CORTEX AMMONE E FASCIA DENT. È TRISTRATIFICATA perché è vecchia, è
archipallio, ed ha meno cellule.

Connessioni ippocampo ventrale: afferenze (fascio temporo-ammonico, cioè via olfattiva)


ed efferenze (fascio mammillare del fornice o ippocampo mammillare, va ai corpi
mammillari del diencefalo, fascio olfattivo del corno di Ammone di Zuckerkandl e fibre della
commessura ammonica.

L’IPPOCAMPO FA PARTE DEL CIRCUITO DELLA MEMORIA DI PAPEZ.


IPPOCAMPO DORSALE

Strato di sostanza grigia che riveste la faccia superiore del corpo calloso. Induseum
griseum, lametta sottilissima di sostanza grigia che sta sopra il tetto del corpo calloso,
inspessita lateralmente e medialmente, ha una stria laterale (stria tecta) ed una stria
mediale (nervo di Lancisi, NON è un nervo!). Percorre tutta la lunghezza del corpo calloso
arrivando al ginocchio (porzione anteriore) e lateralmente si continua con la benderella
della diagonale di Broca, passa vicino alla sostanza perforata anteriore (superficie inferiore
encefalo e telencefalo) e si unisce alla benderella dell’uncino ippocampale di Giacomini.

RINENCEFALO (paleopallio)

 Archipallio: ippocampo (corno di Ammone e fascia dentata);


 Paleopallio: funzione olfattiva, attaccato alla superficie orbitale (faccia inferiore) del
lobo frontale. Composto da rinencefalo (lobo olfattivo (bulbo, che sulla lamina
cribrosa riceve i filamenti del I paio nervi cranici olfattivo, peduncolo nel solco
olfattivo, circonvoluzione olfattiva laterale e mediale che delimitano il trigono
olfattivo, tratto olfattivo inferiormente al peduncolo che si biforcano insieme, il tratto
una volta biforcato dà stria olfattiva mediale e laterale) e regione paraolfattiva
(sostanza perforata anteriore, delimitata dalla biforcazione del peduncolo e del
tratto olfattivo)).

FORMAZIONI INTEREMISFERICHE

Strutte impari e mediane derivanti dal telencefalo impari che stanno tra i due emisferi
telencefalici e comprendono le commessure telencefaliche (sistemi di connessione tra
telencefalo):

 corpo calloso: formazione commessurale del neopallio, sagittalmente ha una


concavità inferiore (8-9 cm), un ginocchio anteriore, che davanti continua con il
rostro che diventa lamina rostrale e va a chiudere il III ventricolo davanti, un tronco,
lo splenio posteriore, sotto lo splenio c’è l’epifisi. La faccia superiore è coperta
dall’ippocampo dorsale mentre la faccia inferiore è concava e un po’ più estesa
della superiore e prende contatto col margine superiore del setto pellucido. Ogni
lato del corpo calloso continua col centro semiovale e quindi forma la radiazione
callosa;
 fornice (o trigono cerebrale): tavolino, due gambe davanti e due dietro, è una
lamina triangolare, trapezoidale, la base è posteriore e sta sotto il corpo calloso. La
faccia superiore è appiccicata al corpo calloso ed è rapportata al setto pellucido.
Quindi abbiamo faccia inferiore corpo calloso – setto pellucido – fornice.
Lateralmente il fornice sporge sotto l’ependima del pavimento dei ventricoli laterali.
La faccia inferiore, invece, rappresenta il tetto del III ventricolo, rivestita dalla tela
corioidea dello stesso. Dietro il fornice ha due zampe, le gambe del fornice, unite
tra loro da fibre trasversali, rivestite di mielina, chiamate psalterium (vecchio
strumento musicale, antenato dell’arpa e della lira o della chiatara). Gamba del
fornice è la prosecuzione della fimbria che proviene dal corno di Ammone e dalla
fascia dentata (ippocampo ventrale). Lo Psalterium è la commessura ammonica,
quindi lo psalterium rappresenta la connessione tra i due corni di Ammone
controlaterali. Davanti le gambe del fornice si uniscono e formano il corpo del
fornice che si dividerà in due colonne dx e sx che rappresentano il margine del foro
di Monro e terminano ai corpi mammillari del diencefalo;
 commessura anteriore;
 setto pellucido: sepimento posto tra corpo calloso e fornice, strato mediano
verticale tra corpo calloso e fornice nel punto in cui davanti corpo calloso e fornice
si distaccano mentre dietro sono appiccicati. Le facce dx e sx del setto pellucido
guarda la cavità del corno frontale del ventricolo laterale. Il margine superiore è
attaccato al corpo calloso, quello anteriore sta sulla concavità che viene fatta dal
ginocchio e dal rostro del corpo calloso.

ANATOMIA FUNZIONALE DEL MIDOLLO SPINALE - COSTITUZIONE INTERNA


DELLA GRIGIA E DELLA BIANCA

La sostanza grigia del MS è fatta dai pirenofori, cioè dai corpi cellulari (somi) dei neuroni,
nonché fibre nervose che però sono amieliniche, a differenza di quelle mieliniche che,
invece, vanno a costituire la bianca (ecco pure il colore da dove deriva) ed infine cellule
della glia, che sono cellule prevalentemente di sostegno e sono cellule che permettono
sostegno, nutrimento e trasferimento dello stesso nutrimento ai singoli neuroni.

I neuroni che costituiscono la sostanza grigia del MS sono di due tipi:

1. cellule di Golgi del tipo I: sono neuroni che hanno un neurite (o cilindrasse o
assone) molto lungo che esce fuori dalla sostanza grigia;
2. cellule di Golgi del tipo II: sono neuroni che hanno un neurite (o cilindrasse o
assone) che si ramifica nella grigia stessa.

Pertanto la cellula del tipo I è fondamentalmente “di proiezione”, cioè una cellula che esce
all’esterno (vedremo poi se deve andare ai centri sopra-assiali, se deve discendere o se
deve unire altre strutture) mentre la cellula del tipo II, invece, rimane all’interno della grigia,
quindi capiamo che l’assone del tipo I mielinizza poiché andrà a costituire la bianca;
l’assone del tipo II, invece, rimanendo nella grigia, rimarrà amielinico.

Le cellule del tipo I, cioè quelle che hanno un lungo assone che esce fuori, mielinizza e va
nei cordoni della sostanza bianca, sono distinte in due sottotipi di cellule:

1. cellule radicolari: sono quelle che costituiranno le radici dei Nervi Spinali (le radici
sono anteriori e posteriori, e sono due per parte). Sono orizzontali (o trasverse)
perché vanno a fare le radici;
2. cellule funicolari: sono cellule che formano i cordoni della sostanza bianca. Sono
verticali (ascendenti o discendenti) perché costituiscono i cordoni della sostanza
bianca.

Pertanto, le cellule radicolari vanno a costituire le fibre nervose delle radici anteriori
(motorie) e posteriori (sensitive, dove, però, ci sono dei neuroni diversi e fibre diverse in
quanto sulla radice posteriore abbiamo interposto un ganglio, che è il ganglio della radice
posteriore del nervo spinale, ganglio contenente neuroni pseudounipolari, cioè neuroni che
hanno un assone che appena nato si suddivide in una fibra centrale e una fibra periferica,
per questo si parla di un “assone a T”).

Le cellule radicolari emettono delle fibre radicolari ANTERIORI.


Perché prima ho detto anche sulle radici posteriori? Dobbiamo ragionare pensando al
ganglio del nervo spinale. Sono neuroni diversi, quindi non stanno nella grigia midollare,
ma contenuti all’interno del ganglio spinale (neuroni pseudounipolari, sensitivi, con un
assone che si suddivide a T in una fibra periferica che andrà ai recettori periferici, e una
fibra centrale che entrerà all’interno del MS emettendo dei rami discendenti ma soprattutto
dei rami ascendenti che si porteranno ai centri sopra-assiali).

Le cellule radicolari VERE sono quelle della radice anteriore (motoria). Sono cellule che si
trovano nella grigia midollare e sono nel corno anteriore e corno laterale. (il corno laterale
è inteso come una componente del corno anteriore, questo perché funzionalmente sono
costituiti da cellule effettrici: sia motor-somatiche sia motrici-viscerali, e quindi hanno la
stessa funzione). Queste fibre radicolari anteriori, derivano esclusivamente dai neuroni
della grigia del corno anteriore e laterale, che andranno a formare le radici anteriori dei
nervi spinali

Si distinguono in due tipi di neuroni radicolari:

1. cellule motor-somatiche: sono quelle che appartengono al SNC e SNP motor-


somatico;
2. cellule visceroeffettrici: sono quelle che appartengono SNC e SNP
(prevalentemente Autonomo, quindi Orto e Parasimpatico).

Le cellule motor-somatiche sono motoneuroni, stanno nella testa (cioè sulla punta) del
corno anteriore e sono distinte in:

1. motoneuroni α: per i muscoli scheletrici striati (muscolatura volontaria). Si


occupano dell’innervazione della fibrocellula muscolare striata;
2. motoneuroni γ: per i fusi neuromuscolari dei tendini (strutture che si trovano
all’interno delle fibre che andranno a costituire i tendini).

Sono dei neuroni abbastanza grossi, hanno dei dendriti abbondanti che vanno all’antimero
opposto, quindi si connettono con la porzione controlaterale (l’antimero è l’altra metà della
grigia midollare, quindi l’H, o la farfalla, va da un’ala all’ala controlaterale). Hanno un
assone che si mielinizza nella sostanza grigia, quindi già dentro la grigia, prende mielina e
diventa una fibra nervosa di tipo motor-somatico.

Un solo motoneurone può innervare da 25 a 1900 fibre muscolari: il motoneurone con la


fibra muscolare va a costituire l’unità motrice, e nello specifico, la porzione periferica
dell’assone del motoneurone che si connette con la fibrocellula muscolare striata,
formando quella che si chiama “placca motrice”, forma l’unità motrice primaria, che sfrutta
come neurotrasmettitore chimico, e non elettrico, l’acetilcolina.

Gli assoni, subito dopo l’origine dal pirenoforo, emettono dei rami collaterali che sono
ricorrenti (rimangono all’interno del corno anteriore della grigia midollare e vanno a fare
sinapsi con delle cellule (funicolari) di Renshaw, i quali vanno a riverberare degli impulsi
inibitori sugli stessi motoneuroni, ma naturalmente di mielomeri sopra o sottostanti, non
sullo stesso livello).

Che vuol dire impulsi inibitori? Posso avere un errore nella partenza di un impulso nervoso
diretto ad un muscolo che possa essere estremamente tonico o fasico. Naturalmente, per
poterlo aggiustare (e l’aggiustamento dipende dall’esperienza, quindi comunque prevede
in buona sostanza anche l’utilizzo dei centri sopra-assiali e del circolo della memoria), ho
bisogno di una connessione dell’assone del motoneurone α o γ (tramite suoi dendriti
ricorrenti) con cellule funicolari di Renshaw.

Essi saranno, quindi, motoneuroni α-fasici (per la contrazione rapida fasica) e α-tonici (per
degli impulsi prolungati che servono ad aumentare il tono muscolare).

E qui vediamo come il motoneurone α si trovi nel corno anteriore e laterale della grigia
midollare.

Nel corno laterale andiamo a posizionare i visceroeffettori, perché è lì che ha sede l’origine
reale del sistema ortosimpatico (comunque sia dell’autonomo). E vedete come la cellula di
Renshaw (che non è altro che una funicolare) prenda informazioni da dendriti ricorrenti per
modulare sui mielomeri sovra e sottostanti, quindi non nell’immediato, quelli che sono gli
impulsi che possano derivare in modo fasico o tonico eccessivo da quel motoneurone, e
quindi li vanno ad inibire, ma più che inibire li vanno a controllare, li vanno a moderare.
Nel corno anteriore della grigia midollare avrò un motoneurone α. Dal motoneurone α (che
è una cellula radicolare) origina l’assone (mielinizzato) e va a costituire le fibre nervose,
che entrano nella radice anteriore del nervo spinale, la quale è motoria perché arriva
direttamente alla fibrocellula muscolare (si parla di fibre α-efferenti).

                     

Mentre per quello che concerne la risposta al contrario parleremo di fibre afferenti, e le
fibre afferenti andranno a percorrere la radice posteriore. Qui, il motoneurone α che va alla
fibrocellula muscolare e il motoneurone γ che va al fuso neuromuscolare (il quale va a
connettersi a livello di quelli che si chiamano organi spiraliformi del gruppo di Golgi,
all’interno di questi organi spiraliformi ci sono delle fibre fusali, le quali sono recettori di
sensibilità e di tensione, soprattutto del tendine e del muscolo stesso e quindi si occupano
dell’innervazione, con il gamma-motoria-volontaria, anche della componente tendinea).
Difatti, i motoneuroni γ sono un pochino più piccoli e sono meno numerosi degli altri,
perché mentre gli α vanno alle fibrocellule muscolari striate, i γ vanno ai tendini, ed
originano delle fibre che seguono la radice anteriore del nervo spinale, quindi non escono
dall’altra parte, vanno sempre nella radice anteriore, ma vanno a terminare nel fuso
neuromuscolare.

Terminare nel fuso neuromuscolare vuol dire andare a registrare la tensione, perché il
tendine si chiama “tendine” non tanto perché è teso, ma perché si occupa del
mantenimento di uno stato di tensione del muscolo, e quindi il fuso neuromuscolare
registra uno stato di tensione.

Sono situati nel perimisio (differenza tra perimisio ed endomisio, quelle guaine di natura
connettivale e mesenchimale  che vanno a rivestire il muscolo, le fibrocellule muscolari
stesse e i fasci di fibrocellule muscolari striate) e sono circondati da avvolgimenti anulo-
spirali.

Che cosa sono gli avvolgimenti anulo-spirali? Non sono altro che fibre periferiche del
neurone pseudounipolare a T del ganglio spinale.
Allora, a questo livello, le fibre derivanti dal motoneurone γ vanno a finire direttamente nel
fuso neuromuscolare che sta nel perimisio. Il fuso neuromuscolare a sua volta, è
circondato dalle fibre anulo-spirali. Le fibre anulo-spirali sono la diramazione periferica del
neurone pseudounipolare a T

La fibra periferica è quella sensitiva, che raccoglie l’informazione, la porta al neurone


pseudounipolare, quindi entra nella radice posteriore del nervo spinale, nella grigia
midollare corno posteriore, e vedremo poi cosa fa lì.

Nel fuso neuromuscolare c’è l’insieme sia della fibra derivante dal motoneurone γ sia della
fibra periferica del neurone pseudounipolare a T del ganglio spinale, cioè sensitiva.

Cosa vuol dire questo? Che ho fondamentalmente il controllo del tono muscolare, cioè
dello stato di tensione, tramite un circuito riflesso. Questo circuito riflesso si chiama ANSA
GAMMA. L’ansa γ è la base del riflesso standard.

La contrazione delle fibre che sono all’interno del fuso neuromuscolare stimola la fibra
periferica del neurone pseudounipolare a T del ganglio spinale, gli trasmette eccitamenti e
li trasmette ai motoneuroni tonici del midollo, i quali, per via riflessa, daranno luogo ad
impulsi che vanno a rinforzare il tono muscolare.

E’ la base, se vogliamo, del famoso “riflesso spinale” o “riflesso midollare rotuleo”. Quindi,
lo stimolo sul tendine del quadricipite, al di sotto della rotula, è uno stimolo alle fibre
periferiche del neurone pseudounipolare a T del ganglio spinale, che sono fibre anulo-
spirali, che stanno intorno al fuso neuromuscolare. Stimolando il fuso, ad esempio con una
martellata, si stimolano le fibre anulo-spirali della fibra periferica del neurone
pseudounipolare a T. L’impulso ritorna indietro, arriva al neurone a T, entra all’interno della
radice posteriore nel corno posteriore del MS.

MA ATTENZIONE!!! Siccome stiamo parlando di una stimolazione che va, a sua volta, ad
eccitare il motoneurone γ, quindi un motoneurone che non si occupa di un’attività
volontaria motoria, ma un’attività riflessa motoria, ecco che la fibra centrale del neurone
pseudounipolare a T del ganglio spinale, anziché emettere un ramo ascendente, andrà nei
cordoni posteriori sensitivi del midollo, ovvero dei rami di quel fascio a virgola, rimane allo
stesso livello mielo-merico. Si porta al corno anteriore del MS, e in questo caso, non
stimola più la γ, ma la α, per contrarre il muscolo.

Le cellule radicolari (motorie), abbiamo detto che sono: cellule motoneuroni α (che sono
prevalentemente motor-somatici volontari che vanno alla fibrocellula muscolare striata,
costituendo unità motrice grazie alla placca motrice e l’acetilcolina come
neurotrasmettitore chimico) e motoneuroni γ (che sono inseriti nell’arco riflesso, o ansa γ,
in quanto emettono fibre periferiche che terminano nel fuso  neuromuscolare e sono
circondate da fibre anulo-spirali, che a loro volta, non sono altro che l’inizio della fibra
periferica dell’assone del neurone pseudounipolare a T del ganglio spinale della radice
posteriore del nervo spinale).

E poi ci sono le cellule visceroeffettrici (o neuroni pre-gangliari).

Allora ricordiamoci sempre: quando parliamo di neuroni pre-gangliari stiamo parlando di


un neurone che si trova all’interno del SNC, che emette un assone (che poi mielinizza) che
dovrà fare capo sinaptico (cioè stazione sinaptica) in un ganglio. Ora questo ganglio è un
ganglio che, di norma, sta al di fuori del SNC, cioè può essere ad esso connesso con fibre
pre-gangliari, ma non è strutturalmente e morfologicamente appartenente al SNC.

Dove sono le cellule radicolari visceroeffettrici pregangliari? Sono alla base del corno
anteriore, quindi non sono sulla testa. Sulla testa del corno anteriore ci sono motoneuroni
alfa e gamma, mentre alla base, e quindi completamente inclusi nel corno laterale, ci sono
i neuroni visceromotori.

Trasmettono gli impulsi, attraverso quali gangli? Qui stiamo parlando, ATTENZIONE, di
cellule visceroeffettrici di natura ortosimpatica. Pertanto i gangli sono gangli che si trovano
lateralmente alla colonna vertebrale.

A partire dal primo ganglio, che è il ganglio occipitale, ci sono poi 3 gangli cervicali perché
sono uniti,

c’è il ganglio toracico che si unisce con l’ultimo cervicale e forma il “ganglio stellato”,

e quindi ci stanno dei gangli che sono corrispondenti ad ogni radice del nervo spinale per il
tratto toracico, lombare, sacrale, fino ad arrivare al ganglio impari di Walther che si trova
davanti al coccige. Questi gangli sono i gangli del sistema nervoso ortosimpatico.

Ricevono delle informazioni o degli impulsi direttamente dalle cellule visceroeffettrici della
base del corno anteriore e corno laterale (grigia midollare), e a loro volta daranno delle
fibre effettrici mieliniche che poi dovranno andare direttamente agli organi da innervare, e
queste fibre che escono dai gangli si chiameranno “fibre postgangliari”.

Pertanto riassumendo, la cellula visceroeffettrice dà una fibra effettrice mielinica pre-


gangliare, questa esce dal midollo, percorre la radice anteriore del nervo spinale, poi vi
fuoriesce (l’uscita avviene subito al livello del foro di coniugazione, o foro intervertebrale,
quindi non nello speco vertebrale, ma subito al di fuori) con un ramuscolo che si chiama
“ramo comunicante bianco”. Il ramo comunicante bianco, essendo mielinizzato (si chiama
“bianco” per questo motivo), si connette al ganglio latero-vertebrale del simpatico. Questo
contiene neuroni nei quali avverrà la sinapsi delle fibre pre-gangliari provenienti dai
neuroni visceromotori del corno anteriore (base del corno anteriore) e del corno laterale, e
da lì produrrà fibre post-gangliari, cioè fibre che escono dal ganglio. Le fibre postgangliari
possono essere fibre che vanno agli organi da innervare, e quindi andranno direttamente
agli organi da innervare, ovvero entreranno nella costituzione di plessi, cioè di intrecci, ed i
plessi, di norma, sono plessi misti (sia orto che parasimpatici). I plessi sono a distanza
dagli organi da innervare (l’esempio classico è il plesso solare o il plesso celiaco, che non
sono altro che un intreccio di fibre postgangliari ortosimpatiche e di fibre, nello specifico
del solare o celiaco derivanti dal X paio di nervi cranici, ovvero dal nervo Vago, che si
vanno a posizionare attorno al tripode celiaco dell’aorta addominale, e che, a loro volta,
emetteranno dei rami che si portano agli organi da innervare, e lì nello specifico sono tutti
gli organi del comparto sovramesocolico, retro-peritoneale e intra-peritoneale).

In più, dai gangli laterovertebrali del simpatico, le fibre postgangliari possono connettere gli
stessi gangli gli uni con gli altri (quindi quello sovrastante e quello sottostante), e in questo
caso emettono dei rami comunicanti che si chiamano “rami comunicanti grigi”.

PERO’ ATTENZIONE!!!
I rami comunicanti grigi che vengono dai gangli laterovertebrali del simpatico (si chiamano
grigi perché sono amielinici) sono prevalentemente dei rami che rientrano nel nervo
spinale.

Quindi voi immaginate il nervo spinale che sta uscendo dal foro di coniugazione, emette
un ramo comunicante bianco mielinico pre-gangliare che derivano dalle cellule
visceroeffettrici della base del corno anteriore e dal corno laterale, e che entra poi
all’interno del ganglio dove farà la sua sinapsi.

Dal quale ganglio, le fibre postgangliari possono: connettere ganglio con ganglio, andare
ad un plesso o formare il ramo comunicante grigio. Il ramo comunicante grigio
postgangliare amielinico rientra nel nervo spinale, e dove va?

Esso va a livello dei settori cutanei periferici, quindi del dermatomero corrispondente a
quel metamero nervoso (cioè mielomero), per andare a prendere l’informazione periferica,
quindi il grigio si comporta da sensitivo.

Allora è importante ricordarla questa cosa perché mentre il sistema nervoso parasimpatico
è prevalentemente unidirezionale (centrifugo), il sistema nervoso ortosimpatico è
bidirezionale (centrifugo e centripeto), anche perché deve prendere informazioni derivanti
dagli organi che innerva o dai settori cutanei di loro corrispondenza (per esempio un
dermatomero pelvi-perineale, per quello che concerne, come gli organi pelvici, a loro volta,
innervati dalla componente orto e parasimpatica.

Queste sono le cellule radicolari.

Ricordiamocelo, sono importanti, motoneuroni α, motoneuroni γ, cellule visceroeffettrici.


Siamo al corno anteriore del midollo e al corno laterale. Sulla testa del corno anteriore
abbiamo gli alfa ed i gamma, alla base del corno anteriore e sul corno laterale i
visceroeffettori.

Le cellule funicolari originano dalle fibre mieliniche che formano i cordoni di bianca,
(rimangono a fare il SNC) e sono distinte in cellule funicolari

-dell'apparato intersegmentale (che emettono un assone che si mielinizza e fornisce un


ramo ascendente ed uno discendente per i mielomeri sovra e sottostanti che emettono
rami commessurali per la grigia dell'antimero controlaterale, rimangono nel MS)

-dell'apparato di connessione (che emettono neuriti mielinizzati che salgono all'encefalo


lungo i cordoni posteriori, quindi collegano la grigia del MS e dell'encefalo). Non emettono
rami che escono con le radici anteriori dei nervi spinali, non fanno il sistema nervoso
periferico ma il sistema nervoso centrale.

Le funicolari, si trovano sul corno posteriore.


Organizzazione della grigia midollare

I neuroni sono raggruppati in mucchi che prendono il nome di nuclei.

Nucleo: un insieme di neuroni con la stessa funzione ed orientativamente raggruppati in


un insieme anatomo-topografico che seppure morfologicamente indistinguibile dalle
strutture circostanti è inserito all'interno del sistema nervoso centrale.

A livello del midollo spinale i nuclei si raggruppano in colonne o lamine che rappresentano
i nuclei del midollo spinale (nella grigia midollare), si distribuiscono in: 

 nuclei somatomotori: muscolatura volontaria (fibrocellule muscolari striate


scheletriche), testa del corno anteriore del MS, motoneuroni che originano fibre
motor-somatiche per i muscoli scheletrici;
 nuclei visceroeffettori: muscolatura involontaria (fibrocellule muscolari lisce), base
del corno anteriore e corno laterale, cellule visceroeffettrici che danno fibre
pregangliari per i neuroni dei gangli laterovertebrali dell'ortosimpatico;
 nuclei sensitivi: cellule funicolari del corno posteriore, ricevono fibre centrali dei
neuroni pseudounipolari a T (all'interno del ganglio della radice posteriore del nervo
spinale, dentro il sistema nervoso, formato dai neuroni unipolari) (forma a T perché
la parte periferica da una parte e quella centrale entra nel midollo spinale facendo
sinapsi con le cellule funicolari del corno posteriori) ed emettono fibre funicolari che
salgono all'encefalo, distinti in somato e viscerosensitivi.
Nuclei del corno anteriore

includono il corno laterale e comprendono:                                                                          

 nuclei somatomotori: formano la lamina IX, si trova all'interno della testa del corno
anteriore, si occupa dei muscoli della colonna vertebrale e dei muscoli del tronco e
degli arti, è l'origine reale di quelle fibre nervose che andranno ad innervare il
muscolo del rachide profondo del tronco e degli arti;
 alla base del corno anteriore soltanto nella porzione cervicale e del tronco
encefalico (bulbo) è presente il nucleo del nervo accessorio, XI paio di nervi cranici
che innerva i muscoli esterni sternocleidomastoideo e trapezio, parliamo di nuclei
motor-somatici ovvero cellule radicolari di tipo alfa;
 nuclei visceroeffettori: alla base del corno anteriore e laterale, nella zona
intermedia, costituiscono la colonna intermedia laterale, estesa nel tratto toracico
ed il primo lombare (C8-L2), sono le fibre pre-gangliari dell'ortosimpatico, da lì
originano le fibre che andranno ai gangli latero-vertebrale del sistema
ortosimpatico, da C8 a L2 troviamo tutti i centri di natura ortosimpatica che
emetteranno fibre pre-gangliari (l'origine reale del ganglio occipitale è spostata in
basso C8), come:
C8-T1: centro cilio-spinale di budge, che si occupa della dilatazione della pupilla, la
componente contraria parasimpatica si ha a livello encefalico.
C8-T2: centro cardio acceleratore, componente ortosimpatica che si occupa della
eccitazione del sistema cardiocircolatorio, che va ad agire sul miocardio specifico
quindi nodo seno atriale di keith-flack e atrio ventricolare di ash, quindi sul
pacemaker autonomo del cuore, cioè sistema di conduzione cardiaco. Questo è
l’origine reale dei rami che seguiranno la componente post-gangliare che andrà
direttamente al cuore.
T3-T5: centro polmonare: fibre pre-gangliari che seguiranno rami post gangliari che
arriveranno tramite nervi intercostali ai polmoni e specificamente ai bronchi. Questo
centro si occupa della costrizione delle fibro-cellule bronchiali
T6-L2: origine reale di tutte le fibre pre-gangliari ortosimpatiche che andranno ai
visceri addominopelvici
 colonne parasimpatiche: il parasimpatico del midollo spinale sta solo nel tratto
sacrale midollare tra S2 ed S4, prende il nome di colonna ritorta di Laruelle, da
esso originano le fibre pre-gangliari del parasimpatico sacrale, i gangli si trovano o
direttamente dentro gli organi da innervare (gangli intra-parietali), come i plessi
dell'intestino, oppure si trovano a distanza dagli organi da innervare compresi
all'interno dei plessi, come il plesso ipogastrico e mesenterico; il parasimpatico per
uscire dal midollo spinale userà le radici S2, S3, S4 per poi uscirne è costituire i
plessi dei visceri pelvici, mentre tutti gli altri visceri sono dipendenti dal
parasimpatico encefalico, il quale è veicolato dal X paio di nervi cranici (il nervo
vago).
Nuclei del corno posteriore

Nel corno post. Della grigia ci sono nuclei con funzione sensitiva (rappresentata dai quei
neuroni che ricevono la fibra centrale del neurone pseudounipolare o a T del ganglio
spinale della radice posteriore del nervo spinale stesso) e sono distinti in:

 sensibilità somatica (sensibilità del corpo), la quale è suddivisa in:


-esterocettiva (tattile superficiale e profonda, si distingue in epicritica tattile,
epicritica esterocettiva protopatica cioè non dettagliata, termica e dolorifica)
-propriocettiva (stimoli provenienti dai muscoli, dai tendine e delle articolazioni,
veicolano al nucleo informazioni su posizioni e atteggiamenti del corpo, si distingue
in cosciente ed incosciente);

 sensibilità viscerale enterocettiva: i nuclei sensitivi del corno posteriore del MS


inviano fibre all'encefalo. Distinte in
-viscerosensitivi (base del corno posteriore)
-somatosensitivi (diverse parti del corno posteriore, rappresentati dalla colonna
intermedia mediale, dalla colonna di Clarke e dal nucleo della testa del corno
posteriore) (portano afferenza al sistema nervoso centrale).
Vi sono anche nuclei con funzione associativa, servono a portare afferenze di
natura viscerale al sistema nervoso centrale, permettere la comunicazione tra i vari
nuclei (esterocettivi, della sensibilità propriocettiva, della sensibilità viscerale
enterocettiva, dello stesso antimero, di uno corrispondente, dello stesso mielomero
o di mielomeri sovra o sottostanti).
Questi a funzione associativa sono: il nucleo reticolare spinale, la sostanza
gelatinosa di Rolando (una sorta di cappuccio che comprende quelle lamine
sensitive, somatosensitive), la colonna delle cellule postero-marginali.

 I nuclei viscerosensitivi: sono fatti da cellule funicolari alla base del corno posteriore
nella zona intermedia, dietro i visceroeffettori, originano il lemnisco viscerale che
sale verso la formazione reticolare ed arriva al talamo, da lì partiranno delle
efferenze (informazioni di natura sensitiva viscerale) che vanno all'ipotalamo. Tutto
ciò che sta sulla porzione posteriore del midollo spinale (nuclei della grigia o
cordoni della bianca), salgono, hanno proiezione ascendente, tutto il sensitivo va in
alto.

 La colonna intermedia mediale (lamina VII), posta medialmente rispetto al lemnisco


viscerale, è un nucleo che si occupa unicamente di inviare informazioni al
cervelletto relative alla sensibilità propriocettiva incosciente degli arti (posizionale e
non dipendente da stimoli esogeni).

 La colonna di Clarke o nucleo dorsale (lamina VIII), tra C7 ed L3, origina un fascio
che va anch'esso al cervelletto portando informazioni legate alla sensibilità
propriocettiva incosciente del tronco (posizionale e non dipendente da stimoli
esogeni).

 nucleo proprio del corno posteriore: Nel corno posteriore c'è il nucleo proprio del
corno posteriore, e il nucleo proprio del corno posteriore forma prevalentemente dei
fasci che vanno al talamo e che possono essere sia anteriore che laterale crociati,
quindi si incrociano direttamente al midollo, non si incrociano a un altro, perchè i
fasci che si incrociano in alto, lo vedremo, sono fasci posteriori che si andranno ad
incrociare nel lemnisco mediale, mentre questi formano il lemnisco spinale. Si
chiama Lemnisco Spinale, vuol dire che nel midollo il fascio si è già incrociato
quindi con l'antimero controlaterale.

 Il nucleo reticolare spinale un po' è la corrispondenza della formazione reticolare


che sta nel tronco encefalico, ma qui ce l'abbiamo a livello spinale. La formazione
reticolare al midollo spinale, cioè il nucleo reticolare spinale, ha funzione
associativa, associativa intersegmentale. “Intersegmentale” non vuol dire antimero
con antimero, ma vuol dire neuromero con neuromero, sopra-sotto.

 nucleo della sostanza gelatinosa di Rolando. L'avete vista qui dietro, è il cappuccio
che sta sul corno posteriore, ed è fatto da cellule del tipo 2 di Golgi e da cellule
funicolari. Vi ricordate? Le cellule del tipo 1 di Golgi hanno l'assone lungo, quelle
del tipo 2 hanno l'assone che termina con tante diramazioni all'interno della stessa
grigia. Anche la sostanza gelatinosa ha funzione associativa, perché sta tra le fibre
centrali dei neuroni a T (che vengono dalla radice posteriore o meglio dal ganglio
spinale della radice posteriore), e queste fibre vengono accolte in uno strato
longitudinale che si chiama Zona di Lissauer e Zona di Waldeyer, e lì i neuroni del
nucleo della testa del corno posteriore fanno sinapsi con queste fibre centrali nel
neurone a T. Pertanto il punto esatto in cui la fibra centrale del neurone
pseudounipolare del ganglio spinale o neurone a T che dir si voglia, che penetra il
sistema nervoso centrale fa sinapsi con la cellula funicolare nello strato zonale di
Waldeyer e nello strato marginale di Lissauer, grazie alla presenza della sostanza
gelatinosa di Rolando che serve a fare la funzione associativa.

 la colonna delle cellule postero-marginali, è la lamina 1 che va a chiudere


ulteriormente la sostanza di Rolando, ed è per l'appunto la famosa zona di
Waldeyer che abbiamo visto adesso, nella quale avviene la sinapsi tra le fibre
centrali del neurone pseudounipolare e i neuroni funicolari della colonna posteriore
della grigia midollare. Ed ecco, per l'appunto, le cellule postero-marginali di
Waldeyer e di Lissauer, Rolando a questo livello, qui abbiamo tutte le strutture che
salgono, quindi siamo sulla porzione posteriore, nel corno posteriore della grigia
midollare. A questo livello qui avviene la sinapsi tra la fibra centrale del neurone
pseudounipolare a T e il neurone funicolare. Quindi Rolando, Waldeyer, Lissauer e
la colonna delle cellule postero-marginali fanno da nuclei associativi. Non sono dei
nuclei che portano informazioni ai centri sopra-assiali, ma permettono
l'associazione con altri nuclei stessi.
ARCHI RIFLESSI SPINALI

Gli archi riflessi spinali sono le fibre centrali dei neuroni a T che entrano dal corno
posteriore della grigia, ormai li conoscete: Ganglio spinale, radice posteriore del nervo
spinale, c'è il neurone pseudounipolare (neurone a T).

La fibra periferica va a raccogliere l'informazione a livello del recettore periferico, e nello


specifico attenzione, va al fuso neuromuscolare, e ci va come fibra anulo-spirale. Quindi,
prende l'informazione da lì, la porta al neurone pseudounipolare a T come fibra periferica,
dal quale neurone pseudounipolare parte la fibra centrale. La fibra centrale entra nel corno
posteriore della grigia midollare, dove : nella colonna delle cellule postero-marginali, nelle
zone di Lissauer e di Waldeyer e soprattutto nella sostanza gelatinosa di rolando, (che
sono tutte strutture associative), fa sinapsi con i neuroni del corno posteriore.

Però attenzione, nel corno posteriore noi abbiamo cellule funicolari, e quindi se sono
cellule funicolari, queste cellule funicolari saliranno in alto, porteranno informazioni
viscerali, somato-sensitive. Ma nello specifico nell'arco riflesso questo non avviene,
perché la sinapsi, sempre moderata dalla presenza dei nuclei associativi di Lissauer,
Waldeyer a dalla sostanza di Rolando, va al corno anteriore direttamente per rapportarsi
con delle cellule motor-somatiche e visceroeffettrici, che daranno origine agli archi riflessi.

Quindi che cosa c'è nell'arco riflesso? Un neurone a T di un ganglio della radice posteriore
del midollo spinale e una cellula radicolare in sinapsi tra loro, punto e basta.

La fibra centrale del neurone a T, nell'arco riflesso, non fa sinapsi con un neurone
funicolare, ma si connette direttamente con il motoneurone del corno anteriore. Io posso
avere l'arco semplice, che è fatto da soli due neuroni, quindi si parlerà di un riflesso
semplice, e il riflesso semplice rimane mono-mielomerico, o mononeuromerico, cioè a una
sola sezione. Ma la maggior parte degli archi tra il neurone a T e la cellula radicolare ci
sono dei neuroni intercalati che poi nello specifico si chiamano intercalari.

Associativi tra chi? Tra la fibra centrale del neurone a T e il motoneurone alfa, e questi
neuroni andranno a moderare intensità, rallentare la velocità degli impulsi ecc.

In questo caso diventa un arco complesso e interesserà necessariamente più mielomeri.

come definisco un riflesso? Il riflesso è il movimento filogeneticamente e


neurologicamente più semplice e banale che esiste.

Non prevede l'attivazione della coscienza

non prevede per tanto l'attivazione del controllo sopra-assiale,

non prevede ovviamente che l'informazione entri in contatto sinaptico con neuroni
funicolari democlei del corno posteriore, i quali salgono.
Il riflesso parte da un recettore periferico. Il recettore periferica non è altro che la fibra
periferica del neurone pseudounipolare o a T del ganglio spinale, arriva al neurone stesso,
quindi ripercorre la fibra centrale, la quale anziché fare sinapsi nella sostanza gelatinosa di
Rolando o nella zona marginale di Lissauer e di Waldeyer con il neurone funicolare dei
nuclei del corno posteriore della grigia, o si connette direttamente al motoneurone del
corno anteriore dal quale poi partirà l'assone periferico che va alla fibrocellula muscolare
striata ovvero (e questo è il riflesso semplice) può sfruttare la presenza di un interneurone
o neurone intercalare associativo che gli permetta di fare un riflesso più articolato, un po'
più complesso, che metta in atto una risposta muscolare un pochino più completa se
vogliamo, e che non riguarderà solamente un mielomero ma può riguardare anche uno o
due soprastanti o uno o due sottostanti.

Come faccio a distinguere un arco riflesso da un controllo sopra-assiale, cioè devo sapere
cos'è un arco riflesso e i vari tipi di archi riflessi?

Non è che lo distingui, si distingue da solo un movimento riflesso da un movimento


volontario, cioè è automatica la distinzione. Il riflesso io lo posso evocare, o come si dice
in gergo tecnico elicitare, mentre la risposta volontaria io la debbo provocare. Mi spiego
meglio, se io prendo un martelletto e te lo batto sopra il tendine del quadricipite, te lo batto
sul tendine del bicipite a livello della fossa cubitale, te lo batto a livello del tendine achilleo,
quindi dietro e sotto il gastrocnemio, tu avrai automaticamente un movimento contrattile
che non è volontario. Tu non puoi evitare, se io ti do una martellata sul tendine rotuleo,
che la tua gamba si estenda sulla coscia in virtù della contrazione del quadricipite, lo puoi
evitare solo se dovessi avere una lesione midollare. Peraltro una lesione midollare che, o
è condotta, attenzione, a livello del metamero, e nello specifico mielomero, che noi
andiamo a stimolare, ovvero peggio ancora se è soprastante. Questo è il riflesso.

“Quindi non ha un senso di protezione?” Ha un senso di protezione nel senso di integrità.


E' questa l'interpretazione corretta. Il riflesso garantisce la persistenza dell'integrità del
sistema nervoso centrale. Quando a te viene un paziente con un trauma, ad esempio, sei
al pronto soccorso, tra le varie cose che fai, vai a rilevare i riflessi. I riflessi non sono
volontari, quello magari sta in coma, tu devi vedere se però il SNC dal punto di vista delle
risposte di base è ancora integro e lo fai rilevando i riflessi. Soggetto traumatizzato, gli
batti col martelletto sul tendine rotuleo. Con la punta della penna percorri l'arco plantare
per fare il riflesso di Babinsky per vedere se ci sta la flessione delle dita del piede. Con la
luce, vai sulla pupilla per vedere se c'è la risposta miotica, cioè di chiusura.

Questo è il riflesso, che deve essere elicitato, mentre una risposta volontaria deve essere
provocata. Io vengo da te e te dico “a fijo de na mignotta” e tu, se vuoi a una provocazione
verbale mi dai un calcio, una pizza o mi rispondi oppure non rispondi, e questa è una cosa
che famo a Roma. Mentre una cosa che si fa con una risposta volontaria è tranquillamente
dirti, “Puccetti metti la mano sopra la candela”. Se ti chiami Puccetti dopo un po' la retrai e
la retrai volontariamente. Non è un riflesso. Se ti chiami Muzio Scevola la lasci li e la fai
bruciare, sempre volontariamente la fai bruciare, attenzione.

“Anche se sto facendo un'altra cosa e mi bruciano la mano?” Quello non è un riflesso,
perchè è arrivata l'informazione ai centri sopra-assiali. Se tu stai a casa e hai i termosifoni
accesi tutti a 2/3, ma uno ti sei sbagliato e lo hai messo a 5 e ci metti la mano sopra per
sbaglio, ti scotti, tu la retrai la mano, ma non per riflesso, per volontà, perchè c'è stata
l'acquisizione cosciente del calore, perchè lo stimolo termico ha percorso le fibre di grosso
calibro, che tra poco vedremo, che sono arrivate ai nuclei del corno posteriore della grigia
midollare e che sono state trasferite in alto, fino ai nuclei di Goll e di Burdach, quindi alle
clave bulbari, e da lì hanno percorso il lemnisco mediale, e dal lemnisco mediale sono
andate al talamo e dal talamo alle Aree 3-1-2. Alle Aree 3-1-2 è avvenuto non soltanto la
ricezione dell'informazione “questo termosifone è più caldo degli altri”, ma anche grazie
alle aree sensitive di associazione la consapevolezza che quello è più caldo degli altri e
che se non levo la mano me la scotto. Quindi da lì l'informazione all'Area 4, che è l'area
esecutiva motoria, e anche all'area 6, che è l'area decisionale motoria, perché io devo
decidere di muoverla la mano, non è che la muovo direttamente. E da lì si riscende. Tutto
questo con il riflesso non avviene. Pertanto è vero che tu mi dici “per sbaglio ho messo la
mano sul termosifone, mi sono scottato, l'ho retratta”, ma l'hai retratta perchè hai sentito
calore. Tu per sbaglio puoi evitare di avere l'estensione della gamba sulla coscia quando
qualcuno ti martella il tendine rotuleo? Non lo puoi fare. Questa è la differenza.

“Quindi l'arco riflesso la differenza è che ha un'unica via?” L'arco riflesso non solo ha
un'unica via, peraltro unica via relativa, se vogliamo è anche sbagliato perchè ha una via
afferente e l'altra efferente. L'arco riflesso è un unico segmento, non sale e non scende,
rimane allo stesso livello midollare, rimane sempre lì.

“Quand'è che il riflesso, mi passi il termine, non funziona più? Cioè magari in malattie
neurodegenerative?” No in malattie neurodegenerative no, in genere nei traumi. Ad
esempio nelle sezioni midollari trasverse tu puoi avere l'annullamento del riflesso. Tu non
hai l'annullamento del riflesso se hai uno stato di coma cerebrale, perchè non c'entra nulla.

“Nemmeno ad esempio una sclerosi multipla?” No, no, puoi avere riflessi alterati al
massimo. Queste sono malattie neurodegenerative, la sclerosi multipla è una malattia che
riguarda lo stato di mielinizzazione delle fibre nervose, quindi tu potresti averli alterati, ma
la mielinizzazione delle fibre nervose comunque del sistema nervoso centrale, non del
periferico, quindi nello specifico il riflesso continua ad essere valido. Il riflesso si annulla
nei traumi vertebro-midollari standard, che possono essere sezioni trasversali complete,
incomplete, monolaterali, bilaterali, interessanti i due antimeri. Però ricorda, in tutti i casi in
cui hai un soggetto con una traumatologia di natura cerebrale, quindi dei centri sopra-
assiali, quindi magari di uno stato di coma, quindi senza coscienza, nello stato così
definito “vegetativo”, il riflesso è mantenuto, perché il tratto spinale è integro. Se tu hai
lesione interrompente il midollo spinale allora hai un'alterazione del riflesso, perchè è
impossibilitato a far arrivare le informazioni e farle ripartire.
BIANCA MIDOLLARE

La bianca midollare ce la ricordiamo a livello anatomico, è fatta da cordoni, cordoni o


colonne, ma chiamateli più cordoni perchè avete capito ormai che le colonne o lamine
sono costituite dai nuclei della grigia delle corna anteriori e posteriori. I cordoni della
bianca sono tre per antimero. Gli antimeri sarebbero la metà destra e la metà sinistra,
quindi ci sarà il cordone anteriore, quello laterale e quello posteriore. I cordoni sono fatti da
fibre, se no non si chiamava sostanza bianca, infatti le fibre sono assoni rivestiti da
mielina, e sono fibre che hanno prevalentemente corso verticale che quindi o va in su o va
in giù. Le fibre possono essere endogene oppure esogene. Le fibre endogene nascono
direttamente nel midollo spinale dalle cellule funicolari dei nuclei del corno posteriore. Le
fibre esogene invece sono fibre che scendono nel midollo e sono fibre che vengono
dall'encefalo, e quindi dai centri sovrassiali, e discendono nel midollo. Poi ci sono fibre che
vengono dai gangli spinali e che entrando nel midollo assumono un decorso verticale.
Infine ci sono fibre commissurali e radicolari che invece sono fibre a decorso orizzontale, e
sono fibre che prevalentemente hanno la funzione di connettere un antimero con il
controlaterale, parliamo di sostanza bianca sempre. Le fibre commessurali o/e radicolari
saranno anteriori o posteriori. Le anteriori saranno motor somatiche, vengono dalle cellule
reticolari del corno anteriore, escono dal solco laterale del midollo spinale come radici
anteriori. Le posteriori invece sono le fibre centrali del neurone pseudounipolare o a T del
ganglio spinale, questo ormai lo sappiamo. Però attenzione, sappiamo questo ma
sappiamo anche che le radicolari posteriori che provengono dal neurone pseudounipolare
o a T del ganglio spinale si dividono in due tipi di fibre: grosso calibro e piccolo calibro.
Questa situazione comincia a distinguere il tipo di sensibilità che porta, perchè le fibre di
grosso calibro si occupano della sensibilità tattile, epicritica e propriocettiva cosciente.
Forniscono un ramo che sale in alto, ed è ascendente, (naturalmente sono migliaia,
centinaia di migliaia) e formeranno con gli altri rami i fascicoli gracile di Goll e cuneato di
Burdach. I fascicoli gracile di Goll e cuneato di Burdach sono la principale via sensitiva del
midollo spinale.

Cordone posteriore. Sono costituiti da fibre di grosso calibro, che come abbiamo detto si
occupano della trasmissione della sensibilità tattile, epicritica e propriocettiva cosciente.
Salgono al livello della base del bulbo lungo il cordone posteriore del midollo spinale,
fascicoli gracile di Goll e cuneato di Burdach dove incontrano, a livello delle clave bulbari
che divaricano, i nuclei gracile di Goll e cuneato di Burdach. Lì fanno sinapsi e da lì la via
sensitiva, tattile, epicritica e propriocettiva cosciente, salirà lungo il tronco dell'encefalo per
andare al talamo e poi alle aree 3-1-2 della corteccia. Queste fibre di grosso calibro, che
sono fibre radicolari-posteriori, quindi derivanti dal neurone pseudounipolare a T, non
emettono soltanto un ramo che sale e che formerà Goll e Burdach, ma anche un ramo che
scende (ovviamente più rami che scendono), e questi rami discendenti entrano in un
fascio, che prende il nome di fascio ovale di Flechsig e in un altro fascio che prende il
nome di fascio a virgola di Schultz. Dove vanno a finire i fasci ovali di Flechsig e a virgola
di Schultz? Terminano nel corno posteriore del midollo stesso. Pertanto capite da soli che,
le fibre centrali del neurone pseudounipolare del ganglio spinale si dividono in un ramo
ascendente, che porterà la sensibilità generale ai centri sovrassiali, e una sensibilità
discendente, che entrando in due fasci, quello di Flechsig e di Schultz, restano a livello
midollare per mettere in connessione l'informazione periferica on i nuclei che stanno nel
corno posteriore, perchè vanno nel corno posteriore. Quindi si fermano le informazioni a
livello delle zone marginale di Lissauer, strato zonale di Waldeyer e al di sopra della
sostanza di Rolando, e li fanno sinapsi con i neuroni funicolari del corno posteriore.
Poi ci sono le fibre di piccolo calibro. Le fibre di piccolo calibro, e parliamo sempre di fibre
centrali del neurone pseudounipolare, si occupano della sensibilità tattile, protopatica,
tattile, termica, viscerale, un po' più ampia la cosa. E dove vanno? Non vanno a costituire
Goll e Burdach ma vanno in un fascicolo un po' più lateralmente, siamo sempre nel
contorno posteriore che prende il nome di fascio dorso-laterale di Lissauer, che quindi sta
attaccato alla zona marginale di Lissauer, e nel fascio longitudinale del corno posteriore,
cioè nello strato zonale di Waldeyer, lì si rapportano con i neuroni del nucleo della testa
del corno posteriore e poi porteranno le informazioni in alto. Allora capite direttamente che
le fibre di grosso calibro, derivanti dai neuroni pseudounipolari o a T del ganglio spinale
salgono direttamente lungo il cordone posteriore, mentre le fibre di piccolo calibro che
portano la sensibilità tattile, protopatica, termica, dolorifica e viscerale, non salgono
direttamente su, ma fanno sinapsi con i neuroni dei nuclei delle corna posteriori a livello
degli strati di Lissauer e di Waldeyer. Da lì poi l'informazione salirà lungo i cordoni
posteriori perchè dovrà comunque essere portata ai centri sopra-assiali. Le fibre di grosso
calibro invece salgono direttamente, tranne il fatto che emettono pure un rametto
discendente, che entra nei fasci di Flechsig e di Schultz e serve ad associarle agli stessi
neuroni funicolari dei nuclei delle corna posteriori.

Qui vedete varie sezioni del midollo e vediamo come avremo un cordone posteriore, uno
laterale e uno anteriore, l'abbiamo a livello cervicale e toracico. Guardate (lez.4, min
1:20:00) come varia per altro anche a livello lombare fino a scendere a livello sacrale,
l'estensione della sostanza bianca e quella della grigia. A livello cervicale la grigia è
abbastanza rappresentata così com'è, la bianca a livello toracico no, vedete la grigia è
stretta, è piccola, è sottile. A livello lombare e sacrale, la grigia è importante, a livello
sacrale occupa quasi la totalità del midollo. Perché questo? Perchè fondamentalmente
dipende dai settori che vanno innervati, da quanto sono estesi e da quanto sono
complessi. A livello cervicale io debbo occuparmi dell'innervazione del collo
prevalentemente, in parte anche della faccia, ma a quello ci pensano per lo più i nervi
encefalici. Nel collo ho svariate cosette, non soltanto la parte che riguarda la componente
motoria somatica o somatosensitiva, ma ho anche la visceroeffettore e la viscero
sensitiva, per esempio della faringe o dell'esofago, anche se li ribadisco, molto è dato dai
nervi encefalici. Se scendo a livello toracico, ho un nervo spinale a destra, un nervo
spinale a sinistra da T1 a T12 e sono i nervi intercostali, pertanto da quei nervi intercostali
io devo far derivare l'innervazione motor-somatica, somatosensitiva di tutto il tronco,
l'innervazione motor-somatica e somatosensitiva dei muscoli del dorso, e in buona parte
anche l'innervazione visceroeffettrice e viscero-sensitiva degli organi toracici quindi del
cuore, quindi degli organi mediastinici, quindi della trachea, dei bronchi e dei polmoni.
Però non è tantissima roba, anche perché poi gran parte dell'innervazione viscero-
sensitiva e visceroeffettrice, a livello toracico, deriva dal parasimpatico, e il parasimpatico
deriva dal nervo vago, decimo paio di nervi cranici. Quindi io ho poca grigia, perchè non
me ne serve tanta e tanta bianca, perchè sta portando informazioni dal basso. Più scendo
più la grigia aumenta perchè poi a livello lombare e sacrale ho tutti gli organi splancnici e
addominali, sopra e sotto mesocolici, intra e retroperitoneali, gli organi pelvici e gli arti
inferiori, quindi aumentano i settori da innervare.
Suddivisioni della Bianca Midollare in fasci, ascendenti e discendenti.

Cordone anteriore

Fin’ora abbiamo il fascicolo gracile e cuneato, che salgono per la sensibilità generale circa
la percezione tattile, epicritica e propriocettiva cosciente. Abbiamo poi il fascio ovale e il
fascio a virgola che rimangono nel midollo stesso. Si hanno poi fasci del cordone, divisi in
fasci del cordone laterale, anteriore e posteriore e laterale. I fasci del cordone anteriore
sono distinti in ascendenti, discendenti, con funzione intersegmentale associativa:

 discendenti: sono motori somatici o visceromotori (sono quindi centrifughi,


efferenti);
 ascendenti: afferenti, viscerosensitivi o somato sensitivi;
 funzione associativa segmentale: una via di mezzo tra i due precedenti.

Quando si parla dei fasci fondamentali, si parla di fasci che rimangono a livello midollare
pertanto sono sempre associativi. L’unica differenza strutturale tra i fasci fondamentali è
che possono interessare diversi o meno mielomeri.

-Fascio fondamentale anteriore: è un fascio associativo, che si colloca tra le corna


anteriori di due antimeri interessando più mielomeri.

-Fascicolo longitudinale mediale: origina dalla calotta mesencefalica, dal nucleo della
commessura posteriore di Darkschewitsch, dal nucleo interstiziale del fascicolo
longitudinale mediale di cajal. Discende poi verso il basso e al livello del pontino assume
fibre della formazione reticolare e dei nuclei vestibolari mediali e laterali. Termina poi al
livello dei metameri cervicali del MS. In sintesi parte dai nuclei interposti dalle vie visive
riflesse e dalle vie dei nervi encefalici trocleare, oculomotore e adducente. Da questi nuclei
non si origina però una via sensitiva ma una via che discende verso il basso, nel ponte, e
che prende sinapsi con i nuclei vestibolari, quindi, va a scendere ulteriormente a livello dei
metameri cervicali del midollo. Questo perché questo fascicolo si occupa delle risposte
oculo-cefalo-gire derivanti degli stimoli visivi (vedo un lampo alla mia sinistra giro la testa a
sinistra, vedo un uccello che mi sta per fare la cacca sopra a testa, alzo la testa).

-fascio piramidale diretto (fascio di Turk): Del cordone anteriore, si trova nella porzione più
immediata, si occupa della motilità volontaria cosciente e fa parte di quella via piramidale
che non si è incrociato con la decussatio pyramidum, pertanto viene dall’area 4 o
circonduzione prefrontale. L’area che si occupa della motilità volontaria non è comunque
da confondere con la volontaria decisionale (Area 6) o area motoria accessoria. Dalla area
4 le fibre scendono, non si incrociano seppure siano una via piramidale.

-il fascio spinale anteriore è un fascio incrociato che origina dalla lamina quadrigemina
(riguardante l’ottica e l’acustica, in particolare le vie riflesse, che si incrociano davanti alla
lamina quadrigemina, detta decussazione del mesencefalo, per poi scendere direttamente
al midollo spinale, dove stimolano le risposte motorie riflesse, pertanto possiamo dire che
il fascio longitudinale  e mediale, ambedue, provenienti dalle vie ottiche riflesse e
oculomotrici riflesse, il secondo dalle via ottica- acustica riflessa, si occupano della
innervazione dei muscoli del collo e della testa circa stimoli visivi e acustici).

Il fascio piramidale diretto è invece un fascio volontario motorio che proviene dall’Area 4. È
una via piramidale ma non si incrocia, che non decussa nella decussatio pyramidum.
Cordone anteriore

Nel cordoneanteriore, ancora abbiamo

-fascio vestibolo spinale anteriore: (quando si parla di vestibolo spinale, si sottintende che
proviene che proviene dai nuclei vestibolari che sono associati al nervo vestibolo-cocleare,
cioè all’ottavo paio nervo di nervi cranici, che porta informazioni legate all’equilibrio). Il
fascio vestibolo spinale va ai muscoli della testa e del collo partendo dai nuclei vestibolo
spinali tramite i motoneuroni che si trovano nella grigia midollare (andando a stimolare
risposte volontarie)

movimento volontario immediato: è una informazione che giunge tramite il vestibolo, che
permette di aggiustare l’equilibrio e la posizione del collo. Se non avessi la possibilità di
controllare tramite i sistemi vestibolari (canali semicircolari e le loro connessioni con i
nuclei vestibolari del nucleo dell’encefalo) i muscoli del collo e della testa avrei il
movimento della testa sbagliato (anziché muovermi verso sinistra mi muovo verso destra)
che mi disequilibra oppure rimane rigida facendomi cadere.

-il fascio rubro spinale: sempre nel cordone anteriore del midollo spinale, (ricordare che
tutto ciò che viene dal nucleo rosso sta nella via extrapiramidale, ovvero una via volontaria
ma automatica, che nella maggior parte dei casi si occupa dell’aggiustamento dei
movimenti e mantenimento del tono muscolo). Il rubro spinale, anche lui rimane a livello
del midollo spinale.

Ciò che deriva dalle olive bulbari è extrapiramidale, pertanto il fascio olivo spinale (fascio
crociato extrapiramidale) fa a formare con il fascio spino olivare (che si sovrappone al
fascio olivo spinale ma anziché scendere, sale), andando a formare il fascio triangolare di
Helweg, andando a controllare il tono muscolare, lavorando quindi con il sistema nervoso
extrapiramidale.

-Il fascio spino olivare: porta stimoli propriocettivi incosciente, pertanto avrò bisogno di un
sistema discente che mi controlli il tono muscolare. La mia incoscienza è quella che mi
dice ad esempio che sono seduto con le gambe incrociate. Il mantenimento diviene
cosciente nel momento in cui ci penso. Per mantenere tale posizione ho bisogno di un
tono muscolare (fascio olivo spinale) che risponda agli stimoli propriocettivi incoscienti del
fascio olivo spinale, permettendomi di mantenere le gambe incrociate.

Nel cordone anteriore del midollo spinale non ho solo vie discendenti, ma ho sia fasci
discendenti (olivo spinale, rubro spinale, reticolo spinale, longitudinale mediale, piramidale
diretto, il tetto spinale diretto), sia fasci ascendenti (spino olivare e spino talamico).

-fascio spino talamico in particolare è un fascio sensitivo circa la sensibilità tattile


protopatica del tronco e degli arti ed appartiene al tratto della via spino talamica corticale.
La via spino talamo corticale non è altro che la via della sensibilità generale tattile e
protopatica (non epicritica che si trova nei cordoni posteriori). Il nome è spino talamo
corticale perché a livello spinale si ha una prima sinapsi, una seconda sinapsi a livello
talamico e la terza a livello della corteccia nelle Aree 3, 1, 2.
Il cordone laterale:

 fascio laterale fondamentale; associativo


 fascio piramidale crociato: associativo intersegmentale, fascio reticolo spinale
laterale: porzione intermedia del cordone laterale, decussatio pyramidum;
 fascio rubro spinale: via extrapiramidale;
 fascio tetto spinale laterale: via extrapiramidale, tono muscolare, decussatio di
Forel;
 fascio vestibolo spinale laterale: diretto, senso statico dell’orecchio e mantenimento
e ripresa dell’equilibrio.

Il fascio piramidale crociato: associativo intersegmentale. È la via piramidale principale, la


via discendente. È quella che a livello della decussatio pyramidum si decussa (incrocia),
proviene dall’area 4 (area pre rolandica,motrice principale), discende nel braccio
posteriore della capsula interna, arriva la termina da dove poi discende verso i peduncoli
cerebrali del mesencefalo, per poi incrociarsi con le fibre cerebellari del ponte, formando
delle fibre cortico pontine, facendo una prima sinapsi a livello dei nuclei basilari del ponte,
dove riceve informazioni dal cervelletto, relative all’equilibrio. Il fascio poi continua a
discendere a livello della superficie anteriore del bulbo, per poi giungere al livello del
margine inferiore delle piramidi bulbari, dove al centro della fessura mediana anteriore dei
due cordoni anteriori midollari è presente la decussatio pyramidum, dove si incrociano
all’80% il fascio piramidale e al 20 % il fascio si Turk.

Il fascio reticolo spinale laterale: cos’ì come il rubro spinale e olivo spinale, tutto ciò che
viene dalla formazione reticolare fa parte della via extrapiramidale. Quindi la via
extrapiramidale è una via motoria volontaria per movimenti automatici ripetuti e per il
controllo del tono muscolare.

fascio rubro spinale: compreso nelle vie extrapiramidali, origina dal nucleo rosso, controlla
il tono spinale. È una via extrapiramidale crociata, che si incrocia nel mesencefalo della
decussazione di Forel.

Il fasci piramidali tetto e crociali vengono dalla corteccia cerebrale. I fasci reticolo, rubro,
olivo, sono intanto interposti sulla via extrapiramidale e vengono dal tronco encefalo.

Fascio tetto-spinale: si ha origine dal tronco encefalo, ma in particolare alla lamina


quadrigemina, ai tubercoli quadrigemelli, e quindi alle vie ottiche a acustiche. La vie
acustiche e ottiche riflesse devono poi scendere a livello del midollo spinale, per le
risposte midollari e quindi muscolari di collo, arti, tronco agli stimoli ottici e acustici.

Fascio vestibolo-spinale: è necessariamente un fascio che si occupa del controllo


dell’equilibrio, è un fascio diretto e non crociato, ed è inoltre un fascio che prende
informazioni dal cervelletto.

Questi sono tutti fasci che scendono, quelli che seguono salgono.

il fascio spino talamico laterale: fascio che sale, fascio sensitivo

Se ricordiamo i fasci sensitivi (cordone posteriore a livello dei fascicoli gracile di Goll e di
Burdak, cuneato, portano la sensibilità tattile, epicritica e propriocettiva cosciente), il resto
della sensibilità la portano gli altri fasci. Con il fascio spino talamico laterale per es.
porteremo la sensibilità termica dolorifica dagli arti e tronco vero il talamo e poi verso la
corteccia.

-Fascio spino tettale: va verso la lamina quadrigemina e conduce impulsi dolorifici.

-Fascio lemnisco viscerale: è un fascio che si incrocia e che porta informazioni dai neuroni
viscero-sensitivi che stanno alla base del corno posteriore, mentre nei corni laterali e
posteriori si trovano quelli effettori.

Dal corno posteriore origina poi il lemnisco viscerale. Da qui le informazioni sensitive
viaggiano verso l’ipotalamo. Così come il tetto e la quadrigemina prende e invia
informazioni dalle vie acustiche e visive, l’ipotalamo prende informazioni di origine
viscerale.

-Fascio spino-cerebellare dorsale di Flechsig e -fascio spino cerebellare ventrale di


Gowers: questi due fasci vanno al cervelletto e debbono portare informazioni al cervelletto
circa la sensibilità propriocettiva incosciente del tronco e degli arti. La sensibilità
propriocettiva incosciente di tronco ed arti è un qualcosa che io coscientemente attivo ma
che poi dimentico. Fino a quando non faccio caso al fatto che ho le gambe incrociate,
l’informazione della sensibilità propriocettiva incosciente del tronco e degli arti saliva al
cervelletto per mantenere il tono muscolare, dal cervelletto discendono (attraverso reticolo,
rubro e vestibolo spinale) poi quelle informazioni (legate a via extrapiramidale reticolo,
rubro vestibolo spinale) che mi permettevano di tenere il tono muscolare per tenere le
gambe incrociate).

Abbiamo infine i fasci del cordone posteriore: fascio fondamentale posteriore: associativo.

Nel cordone anteriore si hanno sia fasci sentivi che motori (quindi sia ascendenti che
discendenti)

nel cordone laterale si hanno sia fasci sensitivi che motori (quindi si ascendenti che
discendenti)

nel cordone posteriore si hanno solo fasci sensitivi (ascendenti) fatti da fibre di grosso
calibro derivanti da fibre centrali del neurone pseudo bulbare a T, che forma i fascicoli
gracile di Goll e cuneato di Burdack che si occupano della trasmissione della sensibilità
tattile epicritica e propriocettiva cosciente del tronco e degli arti. Da queste fibre centrali
originano poi dei rami discendenti che formano il fascio a virgola e il fascio ovale, che a
loro volta vanno a fare sinapsi con i neuroni dei nuclei delle corna posteriori del midollo
spinale nelle zone marginale e zonale.

Il fascicolo gracile di Goll è formato da rami neuroni a T che provengono dai nervi
coccigeo, lombari, toracici da T4 a T1 e da tutti i cervicali, per poi terminare al nucleo
omonimo bulbare. Pertanto dalla T5 il fascicolo di Goll non prende informazioni. Si occupa
dell’informazione sensitiva tattile ed epicritica e propriocettiva cosciente del tratto che
parte dalle radici coccigee fino a T5

Il cuneato di Burdach va invece da T4 a 1 e si prende tutti i cervicali: prende le


informazioni da T4 a C1.

Entrambi metteranno capo ai loro nuclei bulbari che sono il nucleo gracile di Goll e
cuneato di Burdach. Gli altri fasci del cordone posteriore sono il fascio ovale di Flechsig e
il fascio a virgola di Schulze, che hanno estensioni differenti ma permettono le connessioni
sui rami discendenti con i neuroni dei nuclei delle corna posteriori della grigia midollare al
livello dello strato zonale.

Sintesi e argomenti da sapere

Ci siamo visti il midollo spinale, la costituzione della grigia e della bianca, i nuclei, le
lamine o colonne, i cordoni della bianca e quindi i fasci. Bisogna sapere come sono fatte le
cellule, le differenze, come si comportano le fibre cellulari dei neuroni a T, dove fanno
sinapsi, cos’è un arco riflesso, come avviene l’innervazione periferica somatica e viscero-
effettrice e come al contrario come avviene la ricezione somato sensitiva e viscero
sensitiva e come viene veicolata. Per quanto riguarda la grigia, c’è da ricordare la
presenza dei nuclei del corno anteriore laterale (parte motoria e viscero effettrice) e
posteriormente ciò che riguarda quelli associativi e quelli sensitivi. Non vi chiederò mai la
numerazione e la suddivisione delle lamine e dei nuclei. Quali sono i fasci ascendenti e
discendenti, a che cosa servono, che tipo di sensibilità portano quelli ascendenti e che tipo
di informazione efferente portano quelli discendenti.

TRONCO ENCEFALICO

Sappiamo già che invece presenta una costituzione interna, che non ripete quella spinale,
ovvero la grigia midollare centrale con la forma di H e la bianca periferica. Se lo fa lo fa
giusto nei primi tratti distali del bulbo, ma già a livello del quarto ventricolo questo
scompare, scompare perché a livello del tronco encefalico non abbiamo solo grigia e
bianca come nel midollo spinale per i vari segmenti metamerici, ma abbiamo dei nuclei
accessori, dei nuclei propri del tronco encefalico, abbiamo i nuclei dei nervi encefalici,
abbiamo la grigia che presenta una suddivisione che è obbligata dalle fibre bianche
ascendenti e discendenti soprattutto e in particolare dalle fibre trasversali cerebellari a
livello pontino, pertanto non si può avere uniformità morfologica della grigia del tronco
encefalico.A livello bulbare iniziamo dunque a fare delle sezioni trasversali, trasversali
perché ci permettono di vedere all’interno com’è fatto il tronco encefalico. Facciamo una
prima sezione che passa all’estremo inferiore del bulbo dove vediamo che la grigia e la
bianca replicano la conformazione midollare. Alla base delle corna anteriori grigie bulbari
abbiamo il nucleo dell’undicesimo paio di nervi cranici (nervo accessorio spinale che è un
nervo motore puro e somatico, innervo lo sternocleidomastoideo). La testa del corno
posteriore è abbracciata dalla radice discendente del trigemino, ovvero il nucleo sensitivo
sia viscero che somatico del nervo trigemino, ed è fatto da fibre sensitive che provengono
dal ganglio trigemino (ganglio di Gasser) accolto poi nel ganglio di Meckel (una sorta di
depressione), che sta sulla superficie anteriore della piramide temporale, quindi guarda
verso la fossa cranica. Nel ganglio di Gasser abbiamo queste fibre che escono e vanno
fino al ponte, percorrono il bulbo, accolgono anche fibre somato sensitive di altri gangli
(ganglio giugulare del nervo vago, del ganglio superiore di Ehren Ritter del nervo
glossofaringeo e del ganglio genicolato di una porzione del nervo faciale, che si chiama
nervo intermedio). La radice discendente del trigemino va un po’ a sostituire almeno
morfologicamente o topograficamente la sostanza gelatinosa di Rolando e riceve impulsi
dalla sensibilità termica, tattile, protopatica di testa e collo ed emette il lemnisco
trigeminale che si porta nel nucleo centrale posteriore del talamo e poi al cervelletto. Qui
noi abbiamo le sezioni che si vanno notoriamente a fare ai livelli del tronco encefalico
quindi bulbare basso dove (questo già non è bulbare basso è un po’ più intermedio perché
siamo al livello della decussatio pyramidum), più in basso abbiamo la presenza di una
grigia che ancora un pochino mima in qualche modo quella del midollo spinale (ricordatevi
che nel bulbo tratto distale vi confina con il midollo spinale, a livello del corno anteriore
troviamo il nucleo del nervo accessorio spinale, mentre a livello del corno posteriore ad
abbracciarlo troviamo la radice discendente del trigemino con fibre che vengono dal
ganglio di Gasser ma anche con fibre che vengono dai gangli del nervo glossofaringeo,
quindi dal ganglio di Richter, e dal nervo intermedio di Wrisberg, il nervo faciale. 

BULBO

Facciamo ora invece una sezione che passa per la decussatio pyrandum, cioè per
l’incrocio delle fibre motorie che vengono dall’area 4 che sono scese nella capsula interna
e sono arrivate a livello dei nuclei talamici, perché poi sono scese nel piede dei peduncoli
cerebrali e da lì sono scese nel ponte e hanno ricevuto a livello dei nuclei continui le
informazioni ponto-cerebellari e poi sono arrivate al bulbo e lì giunte a livello delle piramidi
hanno deciso di decussare o no. Io perché ve la ripeto sempre sta cosa, perché questa è
la via piramidale (e poi c’è pure quella extrapiramidale), allora se io vi ripeto sempre area
4, capsula interna, nuclei, è perché vi rifaccio la via piramidale perché questa bisogna
saperla. I fasci piramidali si incrociano al livello della decussatio e formano il fascio
piramidale crociato; proprio tagliando la grigia del corno anteriore del lato opposto quindi
dell’altro antimero che in questo modo siccome si vede passare in mezzo le fibre del
fascio piramidale crociato diventa la formazione reticolare midollare, o quantomeno
diventa la formazione reticolare del bulbo cioè del midollo allungato. Mentre una parte
minore delle fibre forma il fascio piramidale diretto che è il fascio di Turk, che si trova
lateralmente. Sempre in una sezione passante per la decussatio pyramidum, più di lato
troviamo il fascio triangolare di Helweg, lo spino-cerebellare di Gowers, dorsale di Flechsig
e il lemnisco spinale rubrospinale di Monakow. Questi fasci che stanno al livello del bulbo
e nello specifico stanno al livello della sezione condotta all’altezza della decussatio
pyramidum sono fasci di connessione prevalentemente col cervelletto e con i nuclei propri
del tronco encefalico (nello specifico col nucleo rosso), che sono intercalati sulla via
extrapiramidale. Naturalmente nel bulbo, lo sapete, c’è al centro un canale centrale che
poi quello del midollo diventerà canale centrale dell’ependima che arriverà al filum
terminalis e che prossimalmente deriva dal quarto ventricolo e il quarto ventricolo è a sua
volta prossimalmente connesso all’acquedotto di Silvio, quindi al terzo ventricolo e grazie
ai fori di Monro ai due ventricoli laterali. Ora attorno al canale centrale che sta a livello del
bulbo noi sia posteriormente, sia soprattutto al livello delle corna posteriori abbiamo la
famosa radice discendente del trigemino, lateralmente alla quale sono presenti sia a
destra che a sinistra i nuclei di Goll e di Burdach. Questo è il canale centrale, la radice
discendente del trigemino ce l’abbiamo qui, nucleo di Goll, nucleo di Burdach, come
vedete è abbastanza ampio perché i nuclei di Goll e Burdach sono punti di sinapsi quindi
fascicolo gracile cuneato che provengono dalle fibre centrali e ascendenti di grosso calibro
dei neuroni pseudodipolari dei gangli spinali. E da qui per altro dai nuclei di G e B (siamo a
livello delle clave bulbari) emetteranno delle fibre ascendenti che formeranno il lemnisco
mediale.Andiamo sopra alla decussatio piramidum, facciamo una sezione un pochino più
alta. Ovviamente i fasci piramidali formano le piramidi (allora ricordatevi che le piramidi
sono formate non solo da nuclei piramidali ma prevalentemente da fasci piramidali cioè da
fibre discendenti). Sotto le piramidi l’80% di queste fibre decussa e formerà la via
piramidale crociata (la principale), un 20% rimarrà x laterale e formerà il fascio di Turck.
Lateralmente troviamo il fascio triangolare di Helweg, lo spinocerebellare ventrale di
Gowers, il dorsale di Flechsig, quello che abbiamo trovato prima, cioè tutti quei fasci
ascendenti e discendenti che vanno al cervelletto e che vanno al nucleo rosso
prevalentemente e alla formazione reticolare per il controllo della via extrapiramidale.
Medialmente a questi fasci abbiamo il nucleo del cordone laterale che è un nucleo a sé
stante e sta sulla via esterocettiva protopatica e viscero-sensitiva, quindi è un nucleo di
ricezione e di sinapsi delle vie sensitive prevalentemente viscerali ma anche esterocettive.
Dietro c’è ovviamente la radice discendente del trigemino. I nuclei di G e B sono posteriori
e stanno a livello della clava e del tubercolo cuneato. Da qui originano delle fibre
ascendenti, fibre che salgono in alto all’interno del tronco encefalico, bulbo, ponte,
mesencefalo. Queste fibre hanno una concavità posteriore quindi sono degli archi
convessi anteriormente verso “la faccia frontale del bulbo e del mesencefalo” e concavi
posteriormente a guardare il cervelletto, pertanto prendono il nome di FIBRE ARCIFORMI.
Si incrociano le fibre arciformi di Goll e Burdach di destra con quelle di G e B di sinistra e
formano il lemnisco mediale, che è la componente principale della via sensitiva,
proveniente dai nuclei di G e B e si porta al nucleo ventro-posteriore del talamo. Da là con
delle fibre che saranno poi bulbo-cerebellari che comunque servono a regolare l’equilibrio
nella sensibilità (ricordatevelo sempre tattile e epicritica e propriocettiva cosciente, questo
è il disco mediale) partirà la radiazione sensitiva che arriva alle aree 3-1-2 retro rolandiche
della corteccia parietale. Nella grigia centrale, attorno al canale centrale poi c’è anche
l’estremo prossimale del nucleo accessorio quindi sternocleidomastoideo e del muscolo
trapezio.Andiamo ad una sezione più in alto, a un piano più prossimale. Siamo alla parte
inferiore del pavimento del 4 ventricolo, che come superficie è rappresentato dalle facce
posteriori del cordoni anteriori laterali del midollo spinale che ormai sono diventati bulbo e
come faccia invece o parete posteriore le due clave bulbari divaricano vanno a costituire i
peduncoli cerebellari inferiori, i peduncoli cerebellari medi sono direttamente attaccati alla
faccia posteriore del 4 ventricolo a destra e a sinistra e i superiori se ne vanno a finire
direttamente al ponte, abbiamo in questo modo l’ilo cerebellare che guarda il 4 ventricolo.
La linea mediana è occupata dal rafe bulbare che sarebbe la linea longitudinale che va a
suddividere il bulbo in due antimeri destro e sinistro. A destra e a sinistra in avanti del rafe
bulbare c’è il fascio piramidale cioè le piramidi e di dietro c’è il lemnisco mediale.Nel bulbo,
soprattutto nella sua porzione più prossimale corrispondente al 4 ventricolo abbiamo
davanti la via piramidale discendente motoria e dietro il lemnisco mediale ascendente
sensitivo. Lateralmente al fascio piramidale abbiamo il nucleo olivare inferiore, le olive
sono interposte sulla via extrapiramidale, motilità volontaria automatica ripetuta controlla il
tono muscolare, il nucleo olivare è fatto da delle cellule che sono chiamate cellule di
Vincenzi o a rovo perché hanno fondamentalmente una sorta di cespuglio di dendriti tutto
intorno al pirenoforo. Dietro alle olive ci sono i famosi fasci che abbiamo già trovato in
basso ma in sede più postero laterale a livello bulbare cioè lo spino-cerebellare, quelli che
vanno dal midollo al cervelletto che sono ventrale e dorsale, il fascio discendente dal
nucleo rosso e il menisco spinale. A questo livello (siamo alla sezione che interessa la
parte inferiore del pavimento del quarto ventricolo) la parte centrale è occupata dalla
formazione reticolare del bulbo. Dietro la formazione reticolare del bulbo, nella sostanza
grigia del pavimento del 4 ventricolo troviamo: il nucleo dell’11 paio di nervi cranici, che
come vedete è lungo perché uno poi si domanda, ma sto cazzo di nucleo dell’accessorio,
se l’accessorio innerva due muscoli, uno a destra e uno a sinistra cioè trapezio e
sternocleidomastoideo ma quanto deve essere “spesso”? Calcolate che è un nucleo che è
stato probabilmente filogeneticamente allungato e assottigliato proprio perché la porzione
neuronale è minima, è un nucleo essenzialmente motorio somatico che deve andare a
beccare questi due muscoli e gli hanno lasciato lo spazio che gli rimaneva quindi l’hanno
assottigliato e messo da na parte. In pratica lo troviamo dalla porzione più prossimale del
bulbo fino ad arrivare ai drappi cervicali, quindi il nucleo accessorio, il nucleo intercalato di
Staderini che sta nella via del gusto che vedremo, sotto l’alea cinerea (se vi ricordate
stavamo nel pavimento del 4 ventricolo), abbiamo il nucleo motore dorsale del nervo vago
e lateralmente al nucleo-motore dorsale del nervo vago c’è il nucleo del tratto solitario
(pure questo come il nucleo intercalato di Staderini sta sulla via del gusto) e a livello del
nucleo del tratto solitario gli arrivano fibre gustative che vengono dal ganglio nodoso del
nervo vago dal ganglio petroso di Andersch del dorso faringeo e dal famoso ganglio 
genicolato dell’intermedio di Wrisberg del 7 paio di nervi (faciale). L’abbiamo già visti altre
due volte, quindi anche qui, prendete la memoria e localizzatela: quando si parla di ganglio
nodoso si parla di nervo vago, 10 paio di nervi cranici, ganglio petroso di Andersch si parla
di nervo glosso faringeo 9 paio, ganglio genicolato, si parla di un ramo del nervo faciale
che si chiama nervo intermedio di Wrisberg, se noi ci riferiamo a questi 3 gangli, vuol dire
che ci riferiamo normalmente a stimoli che riguardano il gusto e la salivazione. Nella parte
laterale del pavimento del 4 ventricolo abbiamo poi i nuclei vestibolari, nello specifico il
nucleo vestibolare inferiore quindi poi mediale e laterale di Deiters li troviamo un pochino
più in alto. Il nucleo vestibolare inferiore è un puramente sensitivo, più in profondità
sempre nella famosa formazione reticolare del tratto bulbare c’è il nucleo AMBIGUO e il
nucleo SALIVATORIO INFERIORE. Questi sono annessi alla eccito-secrezione parotidea
e alla salivazione delle ghiandole salivare minori. Ed eccoci allora che ci veniamo a trovare
le olive, io molte cose ve le ho saltate ma ci sono le olive, le paraolivari, ricordatevi l’asse
mediana, qui le olive bulbari sono intercalate sulla via extrapiramidale, se continuiamo ad
andare indietro vediamo e troviamo i fasci spino-cerebellari ventrale e dorsale che sono
qui che salgono al cervelletto e poi c’è il fascio rubro-spinale che si trova lateralmente che
è quello Gowers, mentre dietro siamo nel pavimento del 4 ventricolo e troviamo i nuclei
vestibolari inferiori lateralmente se ci mettiamo sotto l’alea bianca interna ricordatevi la
troviamo nel 10 paio dei nervi cranici, la famosa radice discendente del trigemino che era
quella che a livello del tratto più distale del bulbo si poneva sul corno posteriore della
grigia a fare una sorta di replica della sostanza gelatinosa di Rolando.

PONTE

In sezione trasversale il ponte ha: una parte anteriori (piede) e una parte posteriore
(tegmento o callotta).
Facciamo una sezione più distale del ponte…cosa troviamo? Il piede ha i fasci piramidali,
vi ricordate i tori piramidali?  Erano i due rilievi laterali del ponte di Varolio rappresentati da
fasci piramidali discendenti a loro volta sollevati dai nuclei basilari del ponte, e infatti non
affiorano in superficie questi fasci come nel bulbo perché hanno i nuclei basilari del ponte
che gli stanno un po’ in mezzo e un po’ intorno alle scatole e soprattutto le fibre trasverse
che sono così dette ponto-cerebellari che originano nei nuclei. In pratica noi abbiamo una
stazione di sosta sinaptica che vie discendenti comincia a vedere le vie trasversali per il
cervelletto. Nuclei basilari sono intercalati sulla via crociata che collega la corteccia
cerebrale (area 4 e 6) con quella cerebellare, e nello specifico il neocerebello perché è
quello che si connette con la corteccia cerebrale. Il paleocerebello ha connessioni
vestibolari, l’archicelebello ha connessioni di tipo midollare. La calotta che è la porzione
posteriore del ponte, siamo a una sezione più distale, è percorsa dal rafe del ponte
lateralmente al quale decorre il lemnisco mediale. Ora, dietro al lemnisco mediale c’è la
formazione reticolare del ponte, la formazione reticolare l’abbiamo trovata nel bulbo, la
troviamo pure nel ponte quindi stiamo vedendo che è abbastanza estesa. E che cosa
comincia a comparire posteriormente? La grigia del pavimento del 4 ventricolo perché un
po’ il grosso della faccia posteriore del ponte rappresenta il pavimento del 4 ventricolo, ed
è a questo livello che troviamo i nuclei vestibolare mediale di Deiters e laterale di
Bechterew, il nucleo del nervo abducente (6 paio di nervi cranici), del nervo faciale (VII
paio di nervi cranici), e sempre più lateralmente il 7 paio presenta un nucleo associativo
che si chiama NUCLEO LACRIMATORIO dello Yagita che va alla ghiandola lacrimale che
sta nella cavità orbitaria all’angolo supero-laterale che è un nucleo viscero-effettore del 7
paio di nervi cranici e che quindi assieme al nervo intermedio di Wrisberg e al nucleo del
nervo intermedio di Wrisberg trasforma il nervo faciale in un nervo misto, motorio-
somatico, somato-sensitivo e viscero-effettore, perché nello specifico il nervo faciale si
andrà ad occupare non soltanto dell’innervazione dei nuclei mimici e facciali, non soltanto
della trasmissione delle informazioni somato-sensitive dell’area faciale (quindi sia nel tratto
temporo-faciale che nel tratto cervico-faciale grazie alla suddivisione della branca
prossimale distale del nervo faciale non appena uscito dalla ghiandola parotide) ma anche
della viscero-effezione quindi della viscero-secrezione della ghiandola lacrimale grazie al
nucleo lacrimatorio di Yagita che sta sul pavimento del 4 ventricolo e al nucleo del nervo
intermedio di Wrisberg che come abbiamo visto prima insieme all’azione combinata del
ganglio nodoso e del ganglio petroso di Andersch, contribuiscono alla creazione della via
del gusto, e quindi alla salivazione, sulle ghiandole salivari maggiori e su quelle minori.
Ancora di lato ritroviamo un'altra volta la formazione reticolare che sta medialmente
rispetto al peduncolo cerebellare inferiore, dove si trova la radice discendente del
trigemino. Come vedete parimenti al nucleo dell’accessorio che è lungo e stretto, pure la
radice discendente del trigemino è lunga, magari non è strettissima perché la radice
discendente del trigemino c’ha un po’ più da fare del nervo accessorio spinale:
L’accessorio spinale è veramente una sorta di “capellino”, spaghettino, bello, sottile e
lungo con motoneuroni alfa che si occupano della innervazione motoria di due muscoli:
sternocleidomastoideo e trapezio. La radice discendente del trigemino fa un qualcosa in
più che adesso vedremo. Per altro sempre nella calotta e nella porzione posteriore del
ponte troviamo i nuclei cocleari ventrale e dorsale, quindi davanti il pavimento del 4
ventricolo troveremo i nuclei vestibolari, dietro troviamo i nuclei cocleari. Vestibolari e
cocleari fanno parte dell’ottavo paio di nervi cranici o nervo vestibolo-cocleare o stato
acustico. Questi nuclei ricevono fibre dal ganglio spirale di Corti che sta all’interno della
coclea (scavata all’interno della rocca petrosa del temporale ed è l’orecchio interno
propriamente detto, fatto a chiocciola). All’interno della coclea nella porzione centrale,
immaginatevi la scala a chiocciola, al centro c’è un perno che si chiama modiolo. Nel
modiolo della coclea c’è l’organo del Corti che emette delle fibre che vanno a tutti i piani
della coclea. Dall’organo di Corti queste fibre vanno ad incrociarsi nel corpo trapezoide
che è una sorta di incrocio comune delle fibre cocleari di destra e di sinistra e salgono poi
formando il lemnisco laterale. Vediamo come a livello pontino abbiamo le fibre laterali
cortico-pontine, quindi trasversali, e i nuclei basilari del ponte che sono nuclei di
connessione della corteccia cerebrale e quella cerebellare. Qua abbiamo il nucleo della
radice discendente del trigemino, il lemnisco trigeminale che risale, poi abbiamo i nuclei
che stanno intorno al rafe e soprattutto cominciamo a trovare qualche nucleo specifico del
ponte che adesso vedremo meglio. Se faccio una sezione un po’ più alta del ponte trovo
finalmente i peduncoli cerebellari medi, le famose brachia pontis, dalla cui superficie
antero-laterale origina il nervo trigemino, nel piede (parte anteriore) i fasci piramidali sono
ormai scomposti completamente dai nuclei laterali, nella parte laterale della formazione
reticolare che sta salendo anche lì (stiamo nella callotta) troviamo in nucleo motore del
trigemino anche detto nucleo masticatorio, e lateralmente al nucleo motor c’è il Nucleo
sensitivo principale del trigemino. Il nucleo sensitivo principale del trigemino ricevendo
fibre dal ganglio di Gasser forma radici orizzontali del trigemino. Da questo nucleo origina
anche il lemnisco trigeminale che se va su al talamo, quindi come vedete questo nucleo
ha delle efferenze complesse, multiple: primo, è sensitivo, ma è anche motorio; secondo,
forma una radice orizzontale e poi forma la radice discendente, e la radice discendente è
quella che scende giù fino al livello del midollo, non solo origina nel lemnisco trigeminale
che è un fascio crociato che va al talamo e dal talamo poi si porterà direttamente
all’ipotalamo perché conduce informazioni di natura viscerale. Abbiamo poi la sezione
della metà superiore del ponte, cioè la parte più alta, le brachia pontis, le fibre cortico-
pontine completamente diradate da fibre discendenti e dai nuclei basilari del ponte, il
nucleo sensitivo principale del trigemino e poi il nucleo masticatorio cioè il motorio
discendente, e qui si forma la radice discendente del trigemino. Un po’ più avanti c’è il
nucleo del lemnisco laterale, e insieme questi due vanno a formare il lemnisco trigeminale
che sale direttamente al talamo.

FORMAZIONE RETICOLARE

Ora tra i nuclei che abbiamo visto qua dentro abbiamo parlato più volte della formazione
reticolare che è un qualcosa di indefinito, filogeneticamente molto vecchia che decorre
longitudinalmente in tutto il tronco dell’encefalo e va dal mesencefalo al bulbo. E’ fatta da
neuroni, in aggregato e fibre nervose sparse, e non è possibile identificare aggregati
nucleari precisi, discreti, con dei margini anatomici definibili e soprattutto con un ruolo
funzionale abbondantemente incerto. Sembrerebbe sia coinvolta nel controllo di funzioni
del sistema nervoso vegetativo, quindi che sia intercalata a questo punto sul lemnisco
trigeminale, sulla via trigeminale, quindi funzione cardiocircolatoria, respiratoria e
gastrointestinale e nella modulazione dei riflessi muscolari mediati dai nervi cranici ma in
questo caso più che altro su una via extra piramidale discendente che vada ai muscoli
della testa e del collo. 

LOCUS COERULEUS

Un’altra struttura che è presente all’interno del tronco encefalico, che viene
particolarmente rappresentata a livello pontino ed anche mesencefalico, è il locus
coeruleus; che vuol dire punto azzurro, punto celeste, luogo celeste. Il locus è un nucleo
che sta tra tronco encefalico e corpo del fornice e cisterna bulbo-ponto-terminale. Di
colorazione azzurrina perchè ha dei granuli di melanina, differentemente dalla dopamina
che gliela avrebbe data nera. Il locus coeruleus è l’inizio della maggior parte delle azioni
noradrenergiche cerebrali. Noi sappiamo che adrenalina e noradrenalina sono secrete a
livello della midollare delle ghiandole surrenaliche ma la noradrenalina ha una sua
secrezione anche a livello del locus coeruleus e nello specifico, a questo livello qui, più
che una secrezione vera ha una sorta di rimaneggiamento e di controllo dell’azione della
noradrenalina; ma non a livello periferico, non di risposta periferica per esempio di stati
d’ansia o paura o tensione, cosa che invece fa la noradrenalina midollare surrenalica: qui
si parla proprio di coinvolgimento in risposta di stress e panico ma soprattutto
collegamento col sonno REM nonché un ruolo non chiarito, esclusivamente in virtù del
fatto che ci sono recettori oppioidi del locus coeruleus, sulla risposta all’assunzione di
sostanze psichedeliche, in particolare del THC, che sembrerebbe potenziare l’eccitazione
del locus coeruleus e quindi automaticamente far  produrre più noradrenalina. Questo però
sembrerebbe, da studi neuroanatomici fatti, avvenire in presenza solo di stimoli sensoriali
perché: “se io prendo e me faccio na canna d’erba senza poi avere però stimolazioni
esogene sembrerebbe che il locus coeruleus più di tanto non produca noradrenalina”.
Noradrenalina e Norepinefrina sono sinonimi. Vedete come poi peraltro, proprio in virtù di
questa situazione la noradrenalina prodotta dal locus coeruleus faccia sì che il locus
stesso abbia connessioni con: il talamo, l’ipotalamo e ovviamente il circuito limbico,
l’ippocampo e come poteva mancare il circuito di papez con il midollo spinale e con il
cervelletto. In ultimo, a livello tronco-encefalico, il mesencefalo.
MESENCEFALO

In sezione presenta l’acquedotto di Silvio che è la derivazione del terzo ventricolo.


L’acquedotto di Silvio divide il mesencefalo in una parte anteriore, che sono i peduncoli
cerebrali, ed in una posteriore che è la lamina quadrigemina. 

I peduncoli cerebrali, a loro volta, vengono separati dalla fossa interpeduncolare, mentre
dietro sono fusi e sono percorsi da una lamina di sostanza grigia che si chiama substantia
nigra di Sommering, la quale li divide anteriormente in una porzione che chiameremo
piede dei peduncoli ed una posteriore che è la caudale. Allora il mesencefalo è diviso
davanti in peduncoli e lamina quadrigemina dietro ad opera della grigia peri-acquedottale.
A loro volta i peduncoli sono divisa dalla sostanza nera di Sommering in: piedi peduncolari
anteriori, (parola incomprensibile al minuto 2:19:52) piede anteriore ed in callotta, o
tegmento o tetto, posteriore. La sostanza Nigra, che appare così perchè colorata di
dopamina, e che appare spesso decolorata negli stadi di Parkinsonismo per assenza di
dopamina, è interposta sulla via extrapiramidale per la stabilizzazione dei movimenti
volontari ripetuti. Tanto che sappiamo bene che molto spesso nel Parkinsoniano, anche
non severo, quello che compare è un’esagerazione del tremore intenzionale che compie in
un dato tipo di movimento, sia esso volontario standard o sia esso volontario automatico
ripetuto extra piramidale(?)[2:20:38], in virtù del fatto che la substantia nigra non riesce a
controllare l’accuratezza e la finalità del movimento, benché intercalata sulla via
extrapiramidale. Questo per via del fatto che la sostanza nera del Parkinsoniano non è più
nera ma diventa grigio chiaro perchè non ha dopamina. Il mesencefalo riceve afferenze
dal locus pallidus e riceve afferenze dall’area 6, questo vi fa capire che l’area 6 è quella
decisionale motoria non quella motoria esecutiva; poi da efferenze al corpo striato, al
putamen ed al locus pallidus. Pertanto il Parkinsoniano vuole farlo il movimento perchè la
decisionale motoria esiste, però non riesce a farlo accurato perché non c’è controlla della
substantia nigra. Il piede del peduncolo cerebrale, cioè la porzione anteriore, è fatto da
sostanza bianca discendente, quindi sono fibre cortico pontine-temporali di Turck per i
nuclei basilari del ponte ed i fasci frontali di Arnold per i somatomotori dei nervi cranici. In
pratica il piede del peduncolo cerebrale è fatto da fibre bianche, fibre cortico
mesencefaliche, nello specifico cortico pontine per i nuclei basilari del ponte (famose fibre
che poi diventeranno piramidali una volta che hanno però fatto sinapsi a livello dei nuclei
basilari del ponte, ed hanno ricevuto afferenze dai nuclei del neo cerebellum, dalla
corteccia neo cerebellare, ed hanno inviato afferenze a questa stessa corteccia) e poi il
fascio frontale di arnold che va ai nuclei somatomotori dei nervi cranici. I nuclei
somatomotori dei nervi cranici presenti a livello mesencefalico, del tronco mesencefalico,
sono: il nucleo dell’oculomotore, che pur essendo un nervo misto il III paio di nervi cranici
ha la sua componente somatomotrice; il trocleare che è un motore puro; il nucleo motorio
masticatorio del trigemino, che è un motore puro; l’abducente, VI paio, ha la sua
componente motoria; stessa cosa per il faciale, VII paio, che ha la sua componente
motoria; naturalmente l’VIII paio è un sensitivo puro e non c’è nessuna componente
motoria nel (farfuglia) e nell’udito [2:22:51]; il glossofaringeo è un nervo misto , motor
somatico, somatosensitivo e visceroeffettore e la componente motor-somatica riceve
informazioni derivanti dal fascio di arnold che passa nel piede del peduncolo; idem per
quello che riguarda il nervo vago, il nucleo motor-dorsale del vago è la parte motoria del X
paio di nervi cranici; l’XI paio è un nucleo lungo e sottile che si estende per la lunghezza di
ponte, bulbo e d’una parte del midollo spinale è motorio puro e riceve pure lui informazioni
dalla corteccia cerebrale tramite il fascio di arnold; infine, il XII paio, che è l’ipoglosso, è
misto pure lui ed ha una componente motoria che ha le afferenze dalla corteccia tramite il
fascio di [2:23:44]. Infine anteriormente al piede del peduncolo cerebrale c’è il fascio
peduncolare trasverso di Gudden che è un fascio particolare perché informazioni alla
retina, controlaterale e va al nucleo ottico basale, che va dietro i corpi mammillari, per poi
andare al nucleo dell’oculomotore della callotta mesencefalica. [2:24:20-2:25:13 indica la
figura indicando le parti appena menzionate] . 

La callotta è invece, se stiamo a livello della sezione passante dei tubercoli quadrigemini
inferiori, cominciamo a vedere la callotta, cioè la parte posteriore; la callotta sarebbe la
lamina quadrigemina. Prima sezione, tubercoli quadrigemini inferiori, nella parte centrale
della grigia c’è una decussazione. Ad una sezione più bassa dei tubercoli quadrigemini
inferiori, nella grigia periacqueduttale, c’è una decussazione, detta decussazione di
Wernicke, che è data da fibre che vengono dal cervelletto e vanno al nucleo rosso, dal
cervelletto e vanno al talamo. In pratica sono i peduncoli cerebellari superiori, quelli che
stanno sopra le brachia pontis. Lateralmente invece all’acquedotto di Silvio c’è il nucleo
del trocleare, che è un nucleo motorio, ed il nucleo della radice mesencefalica del
trigemino che è sensitivo per i muscoli oculari e masticatori. 

Tutte le porzioni della callotta mesencefalica posteriore interposta tra i fasci ed i nuclei
sopradetti sono sono occupate dalla formazione reticolare mesencefalica. [2:26:25-2:26:36
indica la figura e dice che questo sta qua e questo sta là]. 

Sezionando più in alto, per i tubercoli quadrigemini superiori, troviamo: nella callotta il
nucleo rosso che fa parte del fascio spinale di Monakow e si chiama rosso perchè molto
vascolarizzato e contiene pigmenti ferrosi ed è intercalato sulla via extrapiramidale, in
particolare cervello rubro talamo corticale e le connessioni con le aree 4 e 6 (aree motorie
principale e decisionale), nonchè origine del fascio rubro-spinale di Monakov.

Tra i nuclei rossi c’è la decussazione fontaniforme di Meynert, chiamata a così presenta
una forma a fontana nella sezione trasversale, che è fatta dai fasci che vengono dalla
callotta e scendono giù al midollo spinale conducendo informazioni nella via ottica e
acustica riflessa. Oltre la decussazione di Meynert abbiamo quella di Forel, che sono
invece i fasci rubro-spinali di Monakow, che sono quelli visti prima. Quindi dai due nuclei
rossi partono i due fasci rubro-spinali di Monakow che poi decussano,  posteriormente ai
quali c’è la decussazione di Meynert che è fatta invece da fibre che vengono dalla lamina
quadrigemina e che conducono informazioni visive e acustico-riflesse che andranno giù al
midollo spinale bloccandosi al livello del tratto cervicale per le risposte oculo-cefalo-gire.
Davanti alla grigia periacqueduttale ci sono i nuclei somatomotori e visceroeffettori del
loculo motore, quindi quello di Edinger-Westphal, che è il visceroeffettore che dà fibre al
ganglio ciliare che si occupa della costrizione pupillare e poi il nucleo somatomotore per la
sinergia del movimento testa occhi.
COSE DA FARE DA SOLI

-Vie sensitive, che cos'è una via nervosa, cosa sono via sensitiva e via motoria.

-Delle vie sensitive: Vie della sensibilità generale, tattile, epicritica e propriocettiva
cosciente (quindi quella di Goll e Burdach).

-via bulbo talamo corticale

-via spino talamo corticale

-via trigeminale ("qualcosina sarebbe bene conoscerla"),

-via gustativa ("se la sapete bene sono contento, se non la sapete non mi sparo, non vi
sparo"),

-via acustica è bene che la sappiate

-via ottica la dovete sape' benissimo

-olfattiva la dovete sapere perché: avendo noi parlato abbondantemente del sistema
limbico, del rinencefalo, del circuito della memoria o di Papetz, del corno d'ammone
dell'ippocampo e "cristi e madonne" se non sapete la via olfattiva mi sembra un po'
riduttivo dal punto di vista della formazione.

-Per quello che riguarda le vie motorie bisogna sapere le vie piramidale ed
extrapiramidale! Non romperò le scatole chiedendo viscero effettrici, quindi quelle
dell'autonomo, questo no. Però piramidale ed extra sapere da dove vengono e dove
passano, perché si chiamano così e come si distribuiscono a livello del mesencefalo,
ponte, bulbo e midollo spinale è bene che lo sappiate.

-ricordare afferenze e le efferenze di queste vie, nello specifico per le motorie vorrei che
fosse abbastanza chiaro un memento relativo alle afferenze dei nuclei basilari del ponte,
alle afferenze coi nuclei del cervelletto e alle afferenze ed efferenze con il cervelletto
stesso, quindi con il neo cerebellum per quello che riguarda la componente corticale, e
con il paleo e l'archi cerebellum per quello che riguarda quella vestibolare e spinale. 

I nervi cranici:

sapere come sono fatti, dove stanno e dove passano aldilà della numerazione progressiva

-l'origine reale, quindi nucleo/i (che siano motor-somatici, somatosensitivi, visceroeffettori,


viscerosensitivi)

-L'origine apparente (da dove esce), [il tronco encefalico lo conosciamo, sappiamo in
senso, ventro dorsale, antero posteriore, medio laterale come sono posizionate le origini
apparenti dei nervi encefalici]

-il decorso, non voglio nello specifico tutti i rami collaterali perché di fare il bastardo non è
mia intenzione, però, calcolando che voi farete i fisioterapisti, soggetti con paresi del
faciale (temporofaciale o ce.... faciale) vi capiteranno. Sapere cosa è successo e sapere la
paresi e tronculare, centrale, del ramo di derivazione prossimale o distale è importante

Vascolarizzazione del nevrasse

-Tutta la componente venosa, seni venosi della dura madre, il loro drenaggio nella vena
giugulare interna a livello del foro lacero posteriore

-Vascolarizzazione del nevrasse conoscerla sapendo quelli che sono i due apporti
principali: anteriore proveniente dalle carotidi interne (a loro volta rami di biforcazione delle
carotidi comuni, le quali a destra derivano dal tronco brachiocefalico e a sx direttamente
dall'arco aortico)

-la carotide comune a livello di una linea trasversale passante per il margine superiore
della cartilagine tiroidea, si biforca in carotide interna ed esterna ( a quel livello peraltro è
presente il seno carotideo che è un barocettore, quindi connesso a diramazioni di natura
parasimpatica che fanno capo al decimo paio di nervi cranici; e nella biforcazione stessa
c'è un "ciccetto" che si chiama glomo carotideo, che è invece un chemocettore, si avvede
delle variazioni di ph ematico, quindi di natura chimica, non più anatomica e barocettrice.

-La carotide interna sale lungo il collo dietro lo sternocleidomastoideo accompagnata al


nervo vago, del decimo paio di nervi cranici, è la vena giugulare interna che esce dal foro
lacero posteriore e formano insieme il fascio vascolo-nervoso del collo.La carotide interna
entra all’interno della base del cranio nel foro carotico esterno, che sta alla base dell’osso
temporale, percorre la piramide del temporale e, a livello dell’apice della temporale esce.
Non emette nessun ramo collaterale, nè nel collo nè all’interno della piramide del
temporale. Uscita dalla piramide del temporale si pone lateralmente alla sella turcica e lì
forma una sorta di “S” accolta peraltro nel solco sigmoideo, ecco perchè si chiama “S”,
coperto dal seno cavernoso della dura madre. Dalla convessità anteriore della “S” la
carotide interna emette l’unico ramo collaterale, che si chiama arteria oftalmica, il quale
passa assieme al nervo ottico (secondo paio di nervi cranici) nel foro ottico, che va
all’occhio. Fatto questo la carotide interna emette tre rami terminali: cerebrale anteriore,
cerebrale media e cerebrale posteriore.

Ricordare questi come si connettono ai rami che provengono invece dal complesso
posteriore, (questo era il comparto anteriore della vascolarizzazione: carotidi interne)

Il comparto posteriore invece è quello che entra dal forame occipitale ed è rappresentato
dalle due arterie vertebrali, che sono rami collaterali ascendenti delle arterie succlavie che
derivano a destra dal tronco brachiocefalico comune, assieme alla carotide comune, ed a
sinistra direttamente dall’arco aortico. Le due succlavie emettono le arterie vertebrali le
quali entrano, per salire verso il cranio, attraverso i fori intertrasversali delle vertebre
cervicali. Sapete che le cervicali sono sette, la settima cervicale o prominente ha i due
processi trasversi pieni, senza buco; da c6 a c1 c’è un buco attraverso i quali passano le
arterie vertebrali destra e sinistra. Arrivati a livello dell’articolazione atlanto occipitale le
due arterie vertebrali di dx e sx sul clivus dell’occipitale, cioè la parte che va verso la
lamina quadrilatera dell’osso sfenoide, si uniscono e formano un’unica arteria che si
chiama tronco basilare. L’abbiamo citata e vista quando abbiamo studiato il tronco
dell’encefalo, bulbo, ponte soprattutto perchè è il solco mediano dei due tori piramidali del
ponte, lì è accolto il tronco basilare. Il tronco basilare fornisce i rami collaterali al bulbo, al
ponte, al mesencefalo, al cervelletto e poi si biforca in due arterie cerebrali posteriori.
Quindi la carotide interna mi dà arterie cerebrali anteriori, medie e corioidee mentre il
tronco basilare mi dà le due arterie cerebrali posteriori. Intorno alla sella turcica, quindi
intorno al punto in cui c’è l'ipofisi, modiolo, porzione centrale chiavi di volta del basicranio,
si viene a formare il poligono di willis o circolo di willis. (da sapere)

Sistema nervoso autonomo (orto e parasimpatico)

-ricordare la funzione eccitatoria o inibitoria dell’uno e dell’altro.

-i nuclei dell’ortosimpatico, a livello midollare ormai li sapete da C8 fino ad L2; nel corno
laterale della grigia midollare.

- il parasimpatico lo abbiamo a livello del tronco encefalico nei nuclei dei nervi encefalici
visceroeffettori che sono (così almeno lo sapete e ve li ricordate): l’oculomotore, trigemino,
faciale, glossofaringeo, il vago ed in piccola parte l’ipoglosso. Questi sono quei nervi
encefalici misti, motor somatici, somatosensitivi ma anche visceroeffettori e
viscerosensitivi; quindi dentro ce stanno nuclei del parasimpatico encefalico mentre il
parasimpatico sacrale (l’abbiamo visto oggi) sta tra S2 ed S4 nella colonna laterale o
ritorta di Laruelle, quindi grigia del midollo sacrale tra S2 e S4