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qualvolta l’ordinamento giuridico crea in capo ad un soggetto una posizione di vantaggio, tale da

assicurargli la più ampia e garantita possibilità di soddisfare un proprio interesse. Diritto di proprietà, che si
sostanzia per l’appunto nel potere attribuito dall’ordinamento alla volontà di un soggetto di agire come
meglio crede per conseguire gli interessi connessi alla propria qualità di proprietario. Il diritto di Pagina di
60 728 proprietà non si estingue per il solo fatto che il proprietario non possa godere del bene, in quanto
sul medesimo gradua un diritto di usufrutto. Il secondo modello di diritto soggettivo è rappresentato dal
diritto di credito, in base al quale il soddisfacimento dell’interesse del creditore si realizza tramite il potere
riconosciuto a quest’ultimo di esigere l’adempimento di una prestazione da parte del debitore. Il diritto di
proprietà e gli altri diritti reali sono connotati dal carattere dell’assolutezza, nel senso che questi possono
essere fatti valere nei confronti di chiunque ne ostacoli l’esercizio, mentre i diritti di credito vengono
qualificati come diritti soggettivi e relativi, avendo riguardo alla limitata cerchia di soggetti ne cui confronti
questi possono essere fatti valere. Il concetto di diritto soggettivo è venuto per l’altro ad estendersi anche
oltre le due segnalate tipologie tradizionali, diritti a contenuto per così dire extrapatrimoniale, e in
particolare ai diritti della personalità; l’ordinamento, riconosce come meritevole di tutela primaria un
determinato interesse privato, attribuisce al soggetto che ne è portatore tutti i Pagina di 61 728 poteri
necessari al fine di consentire di realizzarlo in modo pieno e diretto, il potere di attivare allo scopo gli
strumenti di coercizione, di cui dispone l’ordinamento giuridico. L’interesse umano, deve essere
riconosciuto come diritto soggettivo. A. Interessi legittimi. non tutti gli interessi ottengono una protezione
primaria e diretta da parte dell’ordinamento. Vi è in una gamma d’interessi facendo capo ai privati, che per
varie ragioni non assurgono alla qualifica dei diritti soggettivi, ma che, possano ottenere una qualche forma
di protezione soltanto mediata e indiretta. Il caso più importante è dato dalla figura degli interessi legittimi
che vengono in considerazione sopratutto nell’aria dei rapporti tra i privati e la pubblica amministrazione.
Infatti, le attività dei poteri pubblici si svolgono sulla base di precise regole giuridiche, che definiscono le
modalità di funzionamento degli enti pubblici volti al perseguimento degli interessi della collettività, regole
che vengono denominate “norme di azione”. Si pensi, alle norme che regolano lo svolgimento dei pubblici
concorsi, relative agli appalti pubblici. Il privato, a fronte dell’interesse collettivo perseguito dai poteri
pubblici, non potrebbe ritenersi munito di una tutela diretta e immediata e di conseguenza essere titolare
di un diritto soggettivo. Tuttavia il suo interesse può godere di una forma di Pagina di 62 728 possa essere
sindacato dal giudice con l’effetto di discernere l’esercizio normale del diritto, e quindi rispetto all’abuso
dello stesso, rilevabile nei casi in cui tale esercizio, per le modalità con cui si realizza non abbia altro scopo
che quello di nuocere ad altri, o comunque sia diretto a fini diversi da quelli in vista dei quali il diritto stesso
è attribuito al soggetto. Ampia applicazione del principio dell’abuso del diritto è stata fatta inoltre in
materia societaria, ed in particolare nel caso in cui il diritto di voto, allo scopo di ledere gli interessi degli
altri soci, ovvero risulti preordinato ad avvantaggiare ingiustamente i soci di maggioranza in danno di quelli
in minoranza. Secondo questa decisione, dunque, presupposto perché possa riscontrarsi un abuso del
diritto è la circostanza che esista la titolarità di un diritto soggettivo in capo ad un soggetto, in secondo
luogo che l’esercizio di quel diritto, pur in assenza di divieti formali venga esercitato secondo modalità non
necessarie e censurabili rispetto ad un criterio di valutazione giuridico od extragiuridico, e segnatamente in
quanto irrispettose del dovere di correttezza. In terzo luogo che detto esercizio causi una sproporzione
giustificata tra il beneficio del titolare del diritto e il sacrificio imposto alla controparte contrattuale. Le
argomentazioni della Corte di Cassazione sembrano essere state accolte per lo più con favore da parte della
dottrina che ha scorto nell’affermato principio dell’abuso del diritto uno strumento positivo volto a
governare la discrezionalità contrattuale tramite il Pagina di 65 728 parametro della meritevolezza degli
interessi, per questa via l’equilibrio del contratto ed in ultima analisi la giustizia contrattuale. La difficoltà
sta nel fatto che la nozione di abuso prescinde da qualsiasi riferimento alla natura fittizia o fraudolenta di
un operazione economica; il comportamento abusivo consiste proprio nel fatto che il soggetto passivo pone
in essere operazioni ineccepibili sul piano legale-formale oltreché reali. Ed è noto come per elusione si
intenda il complesso di atti attraverso i quali i soggetti passivi d’imposta tengono i comportamenti
formalmente corrispondenti a quanto prescritto dalle leggi tributarie che, tuttavia, consento di evitare
l’applicazione della disposizione più onerosa. L’attività elusiva si manifesta nella realizzazione di quei
negozi- giuridici ritenuti più opportuni e previsti dall’ordinamento, in luogo di altri, finalizzati a conseguire
un risparmio di imposta e consiste, in definitiva nell’evitare l’obbligazione tributaria senza violare la legge,
attraverso l’effettuazione di atti giuridici che consentono un risparmio di imposta, indipendentemente
dall’esistenza della frode con la quale il soggetto ha realizzato l’operazione. 29. Diritto, obbligo e
soggezione. Il rapporto giuridico Il diritto è un modo di essere e dover essere nelle relazioni fra gli uomini. Il
diritto considera e regola le varie situazioni di fatto della vita sociale con il riconoscimento dei vari in tenessi
in giuoco. Quando Pagina di 66 728 le situazioni escono dalla regola, si entra nella patologia. Diritto è la
regola, ma diritto è anche il sistema di sanzioni previste per la violazione della stessa regola. Di fronte a un
diritto esiste sempre la subordinazione di un interesse altrui; in questo primo significato generale abbiamo
parlato di rapporto giuridico come relazione di vita riconosciuta dall’ordinamento giuridico con
l’attribuzione di diritto a un soggetto. E’ fondamentale tener presente che tutto il diritto privato si articola
su questa struttura: non c’è diritto senza obbligo e non c’è obbligo senza diritto:cioè senza un rapporto tra
persone titolari di diritti e obblighi. Quando il soggetto titolare dell’obbligo deve limitarsi a rispettare la
situazione di supremazia altrui, l’obbligo ha un contenuto negativo, e il rapporto giuridico concreto è
soltanto eventuale verso chiunque si opponga all’esercizio di detta supremazia; il diritto sorge e si ha erga
omnes, e ogni diverso interesse si trova fin dal principio subordinato rispetto all’interesse del titolare del
diritto stesso. Nell’onere, il sacrificio dell’interesse proprio è imposto con riguardo a un altro interesse
proprio da curare, e Pagina di 67 728 assoluti di carattere pubblico (dir. di libertà) e di carattere privato (dir.
di proprietà); rientrano nella categoria i diritti della persona, diritti di famiglia e i diritti reali. Diritto relativo
è quello che impone a una o più persone determinate di fare o non fare alcunché, in modo che l’eventuale
azione già dall’origine si dirige solo contro di queste; come avviene per i diritti di obbligazione. • Diritti
trasmissibili e i diritti intrasmissibili. La successione - ogni soggetto ha alcuni diritti ‘personalissimi’, detti
anche originari perché gli sono riconosciuti dalla nascita e che non sono trasmissibili. Anche alcuni diritti di
contenuto patrimoniale sono intrasmissibili: diritto d’uso, d’abitazione; di regola però i diritti possono
essere trasferiti. I modi d’acquisto si distinguono in originari e derivativi. In tal caso si ha una successione di
diritti, che è universale se viene trasmesso il complesso dei rapporti che fanno capo a un soggetto;
singolare, se vengono trasmessi una o più diritti determinati, come nella vendita o nel legato. Si distingue la
successione tra vivi dalla successione per causa di morte. La persona che trasmette si chiama autore, quella
che riceve è detto successore. Non si può trasmettere ad altri più di quanto si ha, né si possono acquistare i
diritti maggiori di quelli che appartenevano all’autore. La successione è traslativa, quando l’autore
trasferisce il suo stesso diritto al successore, ma può essere anche Pagina di 70 728 costitutiva, quando
l’autore costituisce nel successore un diritto nuovo. • Diritti principali e accessori - alcuni diritti hanno vita e
vengono trasmessi insieme con altri diritti cui accedono per rapporto di dipendenza; si dicono accessori i
primi, principali, i secondi. Sono accessori i diritti di garanzia: pegno, fideiussione. La sorte di questi diritti
accessori dipende dalla sorte del diritto principale, se si estingue il debito si estingue la garanzia. 32. Diritti
reali e diritti di credito I diritti reali hanno per oggetto immediato una cosa, valgono e impongono a
chiunque l’obbligo, sempre negativo di rispettare l’esercizio; i diritti di obbligazione si dirigono verso una o
più soggetti passivi e determinati e impongono l’obbligo di dare, fare o non fare alcunché suscettibile di
valutazione economica. La caratteristica distintiva dei diritti reali si trova nella indeterminatezza delle
persone soggette al potere del titolare. I diritti reali, che sono soltanto quelli tipicamente previsti e regolati
dalla legge, hanno, un’azione reale, “actio in rem” esperibile contro chiunque, salva la determinazione in
concreto di chi sia l’offensore del diritto...non si può definire il diritto Pagina di 71 728 reale come il
rapporto di una persona con la cosa, perché i rapporti giuridici sono concepibile soltanto tra le persone. Il
rapporto giuridico è quindi soltanto potenziale, poiché tutti indistintamente hanno un eguale obbligo
negativo di rispettare il diritto reale; il rapporto sorge direttamente e immediatamente verso chiunque
venga a pretendere o a far valere degli interessi contrastanti con il diritto sulla cosa che è oggetto del diritto
reale. Per i diritti reali, si parla anche dell’inerenza del diritto alla cosa che ne è oggetto; ne deriva che la
loro tutela non è data soltanto dal risarcimento dei danni causati da un’eventuale violazione, ma ha
normalmente un oggetto suo proprio e positivo, che mira alla realizzazione del suo contenuto, garantendo
così un concreto esercizio. Pagina di 72 728 rapporto con persona legittimata attraverso una donazione; si
ha il secondo quando manca tale rapporto di trasmissione. I fatti giuridici che costituiscono acquisti a titolo
derivativo da quelli che costituiscono acquisti originarti, perché ai primi si applica il canone fondamentale:
nessuno può trasferire ad altri maggiori diritti di quelli che egli stesso ha. Il fenomeno dell’acquisto a titolo
derivativo si chiamava si chiama successione, e consiste nella trasmissione della titolarità del diritto da una
persona ad un’altra. Il soggetto che trasferisce si chiama autore, quello che riceve successore. La
successione avviene per atto tra vivi o mortis causa(Eredità). 34. Circostanze dei fatti giuridici.Spazio.Tempo
Lo spazio determina il luogo dove una persona o il bene si trovano, oppure dove una determinata azione
sociale si svolge o si deve svolgere. Lo troveremo in relazione alle persone, della stessa idea di dimora fino a
tutta la dinamica di sviluppo della vita umana: alla figura materiale, il quale occupa spazio a cui si può
Pagina di 75 728 collegare un possesso e in particolare nel concetto di bene immobile che richiama la
superficie terrestre nelle sue misure, distanze e vicinanze. Il tempo esercita sua azione sui diritti soggettivi,
può venir preso in considerazione quale periodo corrente fra due momenti, oppure quale punto fisso in cui
una situazione viene a nascere, a maturarsi o a cessare.Si parla di data, la quale è molto importante per
determinare la capacità d’agire o per stabilire il vigore di più leggi. Il tempo può costituire la modalità di
vicenda rilevante per il diritto, ed è importante anche perché può costituire un elemento essenziale di un
fatto omissivo. Il tempo viene misurato per mezzo del calendario comune Gregoriano, ma ci sono alcune
regole da osservare per il computo nel tempo. Se il periodo di tempo viene espresso in anni, mesi, giorni
esso è compiuto allo scadere dell’anno, mese, giorno indicato senza tenere conto se l’anno sia bisestile, o
se il mese abbia un numero maggiore o minore di giorni. I giorni poi si calcolano sempre interi, dalla
mezzanotte e non da un’ora corrispondente; so trascura la frazione del giorno iniziare in cui è Pagina di 76
728 accaduto il fatto dal quale ha inizio il decorso del tempo. Il giorno iniziale non viene calcolato, il
contrario avviene per il giorno finale, il tempo continuo comprende anche i festivi. La regola è che viene
calcolato il tempo continuo; però se il giorno di scadenza è giorno festivo viene posticipato al giorno
seguente che non sarà festivo. 35. Classificazione dei fatti giuridici e degli atti umani. Il fatto è costituito da
un accadimento che può essere provocato dalla natura o dall’uomo e in quest’ultimo caso lo chiameremo
atto umano. Quando l’accadimento è irrilevante per il diritto rimane un semplice fatto. Quando il fatto
naturale o umano è considerato dall’ordinamento come un accadimento che produrrà effetti giuridici allora
si dice fatto giuridico. Rispetto all’evento morte questo potrà essere considerata come fatto in sé, ma
l’evento potrà essere considerato anche sotto il profilo della causa della morte e della responsabilità in
capo a colui che abbia cagionato la morte: la responsabilità, che potrà essere valutata sia dal punto di vista
che quello civilistico. Quindi tra i fatti giuridici distingueremo i fatti Pagina di 77 728 • Gli atti giuridici in
senso stretto, che consistono in quegli atti umani leciti, giuridicamente rilevanti, che non sono negozi, pure
essendo il presupposto di vari effetti giuridici. La caratteristica comune è che le conseguenze giuridiche non
sono stabilite dalla volontà di chi li pone in essere, ma sono preordinate dalle legge. La volontà del soggetto
viene in considerazione, quale presupposto necessario dell’atto umano; è tale comportamento dell’uomo, e
non la volontà delle conseguenze, che l’ordinamento valuta per collegarvi i previsti effetti giuridici. • Gli atti
reali od operazioni materiali sono caratterizzati dal fatto che la disciplina giuridica è dettata in relazione a
un evento esteriore. La conseguenza giuridica è appunto collegata all’accadimento, così come abbiamo
visto avvenire per i fatti naturali, che l’evento di fatto è il risultato di una volontà o almeno di
consapevolezza; anche se coscienza e volontà non tendono a uno scopo che trascende l’atto, ma si
presentino come dirette a un fine che si realizza con il complimento dell’atto stesso. L’effetto è collegato
alla volontarietà dell’atto e non alla volontà delle sue conseguenze. Pagina di 80 728 • La dichiarazione di
scienza, o di verità, si ha quando un atto ha la funzione di affermare ciò che è o si sa: ne sono esempi la
confessione e tutti gli atti che servono a documentare, come le registrazioni nei libri di commercio. CAPO 2
SEZIONE I Il negozio giuridico in generale 42.Autonomia, potere di disposizione e negozio giuridico. La più
importante categoria degli atti volontari e leciti è formata dai negozi giuridici, i quali sono manifestazioni di
volontà, rivolte a uno scopo pratico che consiste nella