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Anatomia macroscopica rene Il rene e` un oragano pari che proietta tra T12 e L3.

Sono gli organi addominali


piu` dorsali e lateralmente debordano solo leggermente al di sotto delle ultime coste; appilcando un piano
frontale al davanti di L1, i reni si trovano posteriormente essendo questa una regione concava a causa della
lordosi lombare. Di consistenza relativamente dura e colorito rosso brunastro misurano: altezza 13-12 cm
larghezza 6 cm profondita` 3 cm. Ciascun rene e` circondato da una fascia renale,connettivo
retroperitoneale, la quale e` costituita da un foglietto anteriore ed uno posteriore in continuazione fra loro.
Il foglietto posteriore sia a dx che a sx prende attacco al margine laterale delle vertebre. Anteriormente il
foglietto di sx si unisce a quello di dx anteriormente all’aorta a sx e alla vena cava a dx. Viene quindi a
costituirsi una loggia renale con interposto tra la fascia e i due organi tessuto adiposo detto grasso
perirenale. I due foglietti al polo superiore del rene accolgono la ghiandola surrene per poi unirsi e
diventare un tutt’uno con il perimisio del muscolo diaframma; tuttavia i due foglietti si uniscono anche tra il
rene e la corrispondente ghiandola surrenene per fornire a quest’ultima un piano di sostegno. Al polo
inferiore i due foglietti non si uniscono completamente, ma rimangono beanti. La fascia renale beante
inferiormente puo` essere causa di problemi allorche` il grasso perirenale dimagrisce troppo velocemente.
In questo caso si andra` incontro allo sciovolamento di entrambi i reni, ptosi renale, con consegunete
inginocchiamento dell’uretere e possibile conseguente formazioni di calcoli. Da ciascun rene , parte un
condotto, uretere, che conduce l’urina alla vescica. Anche questo e` un organo retroperitonelae e in caso di
sciovolamento del rene lo segue, inginocchiandosi e riducendo il suo calibro. Cio` impedisce il passaggio
dell’urina che ristagna a monte; l’uretere quindi inizia a contrarsi piu` forzatamente causando una colica
uretrale( non renale come molti la definiscono). L’ inginocchiamento causa anche un aumento di presssione
a monte causando la precipitazione dei soluti dell’urina che andranno a formare dei calcoli. La ptosi renale
la vediamo contrapposta all’ ectopia renale, la quale e` un difetto embriogenentico che colloca il rene piu`
in basso rispetto alla normale posizione. In questo caso pero` non avremo un inginocchiamento
dell’uretere, ma questo sara` piu` corto. I rapporti anteriori del rene sono asimmetrici, mentre
posteriormente tendono ad essere piu` o meno simmetrici. In realta` il rene di dx e` situato leggermente
piu` in basso a causa della presenza del fegato. La meta` superiore del rene sia di dx che di sx
posteriormente non e` mai palpabile perche` troviamo la 11esima e la 12esima costa. Ci sono inoltre
rapporti con il diaframma e per sua interposizione con la pleura parietale. La meta` inferiore di entrambi i
reni ha invece dietro di se` tessuto molle e quindi procedendo dall’esterno verso l’interno troveremo: cute,
sottocute, fasce muscolari e piani muscolari. Profondamente al sottocute troveremo il muscolo grande
dorsale, il quale ha origine dai processi spinosi della colonna toraco lombare per inserirsi all’omero
(permette l’estensione del braccio). Piu` profondamente a questo abbiamo altri tre muscoli che pero` non
coprono interamente il rene, ma solo parzialmete. Da medio a lato avremo: • Il muscolo grande psoas il
quale origina dai corpi vertebrali della colonna lombare, deccorre ai lati della colonna, viaggia medialmente
nella fossa iliaca, supera la linea arcuata e va ad inserirsi nel trocantere del femore( flessione coscia sul
bacino e flessione del tronco sul femore a modo inchino con contrazione bilaterale, nel caso in cui ne
contraggo solo uno, flessione e rotazione del tronco). • Il muscolo quadrato dei lombi il quale ha forma piu`
o meno quadrangolare prende attacco: alla cresta iliaca, all’ ultima arcata condrocostale e alla colonna
vertebrale lombare ( muscolo inspiratorio che favorisce la contrazione del diaframma, ma anche
espiratorio). • Il muscolo trasverso dell addome, origina a livello dell estremo laterale del muscolo quadrato
dei lombi e disegnando praticamente il fianco si inserisce alla linea alba. Anteriormente i reni hanno
rapporto con le arterie e vene renali. Le arterie renali finiscono nella aorta, mentre le vene nella cava
inferiore, con la conseguenza che le due arterie e le due vene sono di disuguale lunghezza. Arteria renale di
dx e vena renale di sx sono piu` lunghe delle corrispettive controlaterali. L’arteria renale di dx e` inolre piu`
obliqua e passa dietro dietro alla cava, mentre la vena renale di sx passa al davanti dell’aorta per
raggiungere la cava inferiore passando nell’angolo aorto mesenterico. Al davanti del polo superiore del
rene di dx, nella parte prospicente il margine mediale troviamo la parte discendente del duodeno. La parte
piu` laterale e` invece coperta dalla faccia viscerale del fegato. Il polo inferiore e` coperto dalla flessura
colica di dx e da anse digiunali. A sx il rene e` coperto da molti organi: la flessura duodeno-digunale si trova
al davanti dell’ilo renale di sx; i 2/3 superiori sono coperti dallo stomaco o direttamente o con
l’interposizione della borsa omentale; sempre verso l’alto troviamo la milza. Piu` verso il polo inferiore c’e`
la flessura colica di sx e anse digiunali. La radice del mesocolon trasverso e` al davanti della pelvi renale con
la consuguente suddivisione del rene in una parte sopramesocolica e una sottomesocolica. Anatomia
microscopica rene Aprendo il rene a libro, ad occhio nudo, vedo che esso e` costituito da una regione
periferica, corticale, e da una piu` profonda detta midollare, distribuite in moduli. Vedo inoltre emergere da
ciascun rene un tubicino cavo, l’uretere, il quale fa seguito ad una formazione cava chiamata pelvi o
bacinetto renale, che si ramifica in calici maggiori, da 5 a 8, che sono espansioni digitiformi della pelvi. A sua
volta ogni calice maggiore si ramifica in tante, ma piu` piccole formazioni dette calici minori. Pelvi, calici
maggiori e calici minori sono formazioni situate all’interno di ciascun rene.Qui finisce la pelvi renale; alla
sommita` di ciascun calice minore pesca uno dei moduli della midollare del rene, la piramide renale di
Malpighi. L’apice pesca in un singolo calice minore e prende il nome di papilla renale; essa e` cribrosa per
favorire lo sgocciolamento dell’urina dai vari condotti papillari. Il bacinetto renale ha quindi la funzione di
raccogliere l’urina prodotta all’interno del rene. Ogni singola piramide e` incastrata in una specie di cornice
fatta dalla corticale . La corticale fra una piramide e l’altra e` condivisa da due piramidi e si chiama colonna
del Bertin. Ciascuna piramide ha un aspetto raggiato; la midollare e` costituitada un sistema di vasi e
condotti uriniferi appiaiati piu` o meno parallelamente. Se faccio la sezione trasversa di una piramide vedo
tubi cavi corrispondenti a vasi sanguigni. L’insieme di una piramide piu` la sua corticale costituisce un lobo
renale che e` piu` o meno autonomo da un punto divista vascolare. La corticale e` costituita da un un
insieme di formazioni circolari dette corpuscoli renali di malpighi e da strutture cave che sono i tubuli
renali. Ogni copuscolo renale ha un’architettura molto precisa. Esso e` costituito da una formazione
periferica sferica, capsula di Bowman, e dal glomerulo, gomitolo di capillari che inizia con un’arteriola
afferente e finisce con un’arteriola efferente. Si viene cosi` a costituire un sistema prossimali, ma la
tipologia di cellule e` tuttavia molto simile; queste cellule avranno due margini: uno abluminale e uno
adluminale. La membrana adluminale ha una serie di microvilli e quindi vi avviene un processo di
assorbimento.Se focalizziamo ora l’attenzione sulla memebrana abluminale, anche essa non ci appare
piatta, ma ha delle invaginazione che contengono mitocondri. Il 60% dell’ultrafiltrato viene assorbito
costitutivamente e cioe` non e`regolato da niente. Questo riassorbimento e`svolto dai nefroni corticali, dal
tubulo prossimale e dalla parte spessa dell’ansa dei nefroni iuxtamidollari. A questo livello vengono
assorbiti: • Na+ • H2O • Cl- • HCO3 - • Amminoacidi • 100% di glucosio • vitamine • acidoacetico e
proteine Esiste un carico tubulare massimo che indica il limite oltre il quale non posso assorbire
maggiormente. E.g. per il glucosio e` di 150mg/100 ml. Il restante ultrafiltrato che andra` ad essere
riassorbito prosegue la sua corsa e la sua concentrazione sara`modificata a livello dell’ansa di Henle e del
tubulo distale dei nefroni iuxta-midollari. L’ansa di questi nefroni viene ad essere circondata da un
ambiente ipertonico rispetto alla corticale. Vediamo infatti che la concentrazione estrna dall base al’apice
dell’ansa va da 300 milliosmoli a 1200 milliosmoli. Conseguentemente a cio` il liquido che passa all’interno
di questa ansa tendera`a voler raggiungere l’equilibrio con l’ambiente circosante. Intorno alle anse
troveremo capillari sanguigni che oltre a svolgere funzione nutrive andranno a riassorbere cio` che
fuoriesce dai tubuli. La parte discendente dell’ansa di Henle e` permeabile sia al Na che all’acqua, in questo
tratto quindi per diffusione libera il Na tendera` ad entrare e l’acqua ad uscire, almeno in piccole quantita`,
per cercare di raggiungere l’equilibio con l’interstizio midollare. Il risultato e` una concetrazione della
preurina. La branca ascendente invece e ` permeabile al sodio, ma non all’acqua; quindi il sodio sempre
secondo gradiente tendera` ad uscire, ma l’acqua rimmarra` alll’interno. Depauperandosi di Na, le preurina
che sale sara` sempre meno concentrata. Questo meccanismo e` detto meccanismo della concentrazone
controcorrente e serve principalmente ad attrarre acqua nell’ansa discendente in modo tale da imboccare i
capilalri e tornare nel circolo sanguigno. In questo modo recuperiamo intanto circa 50 litri di preurina dei
169 circa che non vanno eliminati. L’urina giunta al tubulo contorto distale subira` quindi ulteriori
modifiche; anche in questo tratto le cellule sono permeabili al Na e imperbeabili all’acqua, ma tutto avviene
sotto il controllo dell’aldosterone, un ormone steroideo secreto dall corticale del surrene. L’eliminazione
del Na in questo tratto avviene attrraverso scambiatori; generalmente per ogni molecola di Na che esce
entra nel tubulo un H, prodotto di rifiuto tossico pr l’organismo. L’aldosterone nel corso della giornata non
funzionera` sempre allo stesso modo, in effetti una eccessiva secrezione di aldosterone puo` essere
patologica, causando l’eliminazione di ioni K invece che di H. Ora cerchiamo di capire come funziona il
meccanismo di attivazione dell’aldosterone; una parte del tubulo convoluto distale e` sempre a contatto
con l’arteriola afferente e dove vi e`questo contatto troviamo una tipologia di cellule speciale chiamate
macula densa, queste appartengono al tubulo distale. Nel punto di contatto fra la macula densa e l’arteriola
afferente, troviamo invece cellule chiamate iuxta-glomerulari, le quali appartengono all’arteriola afferenta,
ma non sono cellule di semplice muscolatura liscia. Queste infatti sono in grado, a seguito di un segnale da
parte della macula densa, che indica un calo di Na nel sangue, di immetere nel circolo sanguigno renina. La
renina e` una proteasi( non un enzima mi raccomando) il cui substrato e` l’angiotensinogeno; quest’ultimo
prodotto dagli epatociti del fagato. L’angiotensinogeno viene cosi` covertito in angiotensina I che va in
circolo ed innesca la secrezione da parte di cellule del parenchima polmonare di un altro enzima
proteolitico detto ACE che convertira` l’angiotensina I in angiotensina II. Questo e` un ormone
biologicamente attivo che come primo bersaglio ha le pareti delle arteriole, che diminuisono di calibro
aumentando conseguentemente la pressione diastolica. Il secondo bersaglio e` il surrene che andra` a
secernere aldosterone. Anche nel tubulo collettore l’urina subisce un’ ulteriore trasformazione sotto
l’effetto di un altro ormone, l’ADH. Questo agisce aumentendo la permeabilita` all’acqua aprendo piu` o
meno a seconda del fabisogno canali dell’acqua. Cio` permette il riassorbimento dell’acqua da parte
dell’interstizio perche` il tubulo e` immerso nel gradiente prima spiegato, quindi l’aqua tendera` ad uscire a
causa della presenza di Na fortemente igroscopico. Questo meccanismo e` attivato nel momento in cui il
corpo vuole riassorbire acqua e cio` e`controllato a livello ipotalamico. Ruolo endocrino Il rene e` anche un
organo endocrino: le cellule interstiziali hanno la capicita` di secernere e produrre eritropoietina la quale
agisce sul midollo osseo allo scopo di produrre un numero maggiore di globuli rossi. La tensione parziale di
O2 indica al rene quando secernere EPO. Anche il cuore e` una ghiandola endocrina in grado di influenzare
la funzione renale. Le cellule dell’atrio destro sono in grado di produrre e secernere un fattore ANF (fattore
atriale natriuretico), che favorisce l’eliminazione di Na e acqua antagonisticamente all’alodsterone. Lo
stimolo per i cardiomiociti e` rappresentsto dall’aumento della volemia e quindi e` uno stimolo
prettamente meccanico che registra l’aumento di massa da una diastole all’altra. Vascolarizzazione L’arteria
renale emerge dal’’aorta addominale circa ad L1 sia a dx che a sx. Si dirige verso l’ilo del rene , ma poco
prima di giungerci si divide in cinque arterie segmentarie. Quattro di queste passano al davanti della pelvi
renale , metre la quinta passera` dietro; ciascuna di queste arterie e`funzionalmente terminale. Possiamo
dividere il rene in cinque distretti: • polo superiore; • polo inferiore; • superiore anteriore; • inferiore
anteriore; • posteriore. Ciascuna arteria segmentaria si dirigera` verso una colonna del Bertin per poi
biforcarsi in due rami che costeggiano la piramide renale; queste arterie sono arterie interlobari a loro volta
funzionalmente terminali. Ogni singola arteria intelobare costeggia il lato della piramide per giungere alla
base, piegarsi ad L e percorrere parallelamente la base fra midollare e corticale. Queste arterie per la loro
forma prenderanno il nome di arterie arciformi. Dal versante convesso si diparte un certo numero di arterie
che risalgono verso la corticale, arterie interlobulari, le quali durante il loro tragitto daranno origine
all’arteriole afferenti ed efferenti. Queste si capillarizzano nella corticale se appartengono a nefroni corticali
e vanno a svolgere una funzione per lo piu` nutritizia ma anche riassorbente dei tubuli convoluti distali e
prossimali. Le arteriole efferenti dei nefroni iuxta-midollari scendono nella midollare per poi capillarizzarsi
li`e prendono il nome di arterie rette spurie. Anche dal versante concavo emergono arterie, rette vere, che
scendono verticalmente lungo l’asse. Le arterie rette vere o spurie che siano, scendono nella midollare e
danno origine ad una fitta rete di capillari che si dispongono intorno alle anse e ai tubuli collettori e
svolgeranno maggiormente la funzione di riassorbimento. Tutti i capillari danno origine a delle venule
generalmente parallele alle arteriole che andranno verso la vena renale e poi nella cava inferiore. La cortex
corticis e`la parte piu` periferica del rene che tipicamente non contiene corpuscoli renali , ma solo tubuli
convoluti. Qui`l’arteria interlobulare si capillarizza per poi dare venule disposte come le aste di un ombrello
senza stoffa chiamate stellule.