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Lezione 4

Fabrizio Bertuccioli
E’ un performer italiano sperimentale. Negli anni ’70 anticipa il
movimento no ogm dedicandosi all’agricoltura biodinamica e alle
coltivazioni biologiche. Sperimenta in campo musico-teatrale
ideando una doppia scena: un palco per gli attori, uno per i
musicisti e uno spazio centrale per il pubblico. A metà degli anni
’80 entra in contatto con la Cooper University di New York, con
l’università di Cagliari e la fondazione Plexus in Senegal. Nel ’96
crea a Roma il progetto arte urbana, realizzando una serie di
interventi sottolineando il rapporto tra arte, società e
quotidianità.
La caravella dell’arte
Bertuccioli realizza una nave piena di artisti, performer e
scienziati sotto il comun denominatore del mescolamento
culturale per innescare il confronto aperto ed inventare rapporti
tra sfere eterogenee. La nave degli “schiavi dell’arte”, persone
destinate a creare, partiva dalla Sardegna e arrivava in Senegal,
tra i resti della civiltà nuragica e i segni delle culture nordafricane
realizzando performance ed happening urbani.
Sottrarsi per scambiare
Nel mondo del mercato dell’arte è l’economia a determinarne i
rapporti. Sottraendosi al mercato, in un utopico regno del
gratuito, l’arte diventa mezzo di baratto di valori necessari all’arte
stessa.
Reinventare i luoghi dell’arte
L’opera d’arte esposta in museo è oggetto di devozione e totale
accettazione, al di fuori del circuito di criticismo. L’arte urbana
accetta il rischio del rapporto casuale con la gente e innesca il
libero scambio dialettico.
Ambra Borgognoni Vimercati
E’ un’artista romana che affronta il tema della non-unicità
dell’arte. Elabora sperimentalmente un metodo comparativo
sulla base di archetipi rifacendosi a Jung: nella psiche umana sono
presenti forme primarie e primordiali presenti sempre e
ovunque, comuni a tutti (inconscio collettivo). Il punto di partenza
degli studi è il suo cortometraggio “Onda”. Si tratta di sequenze
iconografiche di fermo immagini catturati da una telecamera a
filo d’acqua sul cogliere delle forme accostati a frasi concettuali.
Quando trova per caso delle diapositive di particolari cellulari o
endoteliali, inizia una ricerca delle loro anime gemelle. L’artista
elabora l’ipotesi di un campo iconico comune definito come
patrimonio visivo collettivo insito nella memoria cellulare umana
e trasmesso geneticamente dal DNA. Gli archetipi per Vimercati
sono forme geometriche simboliche extratemporali (fuori dal
presente e catapultate dal passato) che, impiegate nei differenti
periodi della Storia, hanno medesime significazioni metaforiche.