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LIBRO III

DELLE CONTRAVVENZIONI IN PARTICOLARE (1)

(1) Per quanto riguarda le note procedurali relative alle contravvenzioni:


- la competenza è sempre del tribunale monocratico (tranne nelle ipotesi di cui agli artt. 689, 690, 691, 726,
1°comma, e 731, di competenza del giudice di pace);
- la procedibilità è d’ufficio;
- il fermo e l’arresto non sono consentiti.
Per tutte le contravvenzioni è prevista la citazione diretta a giudizio (art. 550 c.p.p.) ovvero, ricorrendone le
condizioni, il decreto penale di condanna (artt. 459 e ss. c.p.p.); nelle ipotesi di competenza del giudice di pace,
la citazione a giudizio è disposta dalla polizia giudiziaria.

TITOLO I
DELLE CONTRAVVENZIONI DI POLIZIA

CAPO I
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA POLIZIA DI SICUREZZA

SEZIONE I
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI L’ORDINE PUBBLICO
E LATRANQUILLITÀ PUBBLICA

§1
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI L’INOSSERVANZA DEI PROVVEDIMENTI
DI POLIZIA E LE MANIFESTAZIONI SEDIZIOSE E PERICOLOSE

650 • Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità


Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per
ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è puni-
to, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con
l’ammenda fino a euro 206 (1).
(1) L’ammenda originaria fino a L. 2.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113
della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • LA “NORMA PENALE IN BIANCO”


PER ECCELLENZA ❐ rointegrazione).
I dubbi sulla legittimità costituzionale della
La disposizione in esame è una tipica norma norma, in relazione alla violazione dei principi
penale in bianco, nella quale la norma penale della riserva di legge e di tassatività della fat-
incriminatrice si presenta integrata nel suo tispecie penale, posti all’esame della Corte
contenuto precettivo da fonti di diversa natura costituzionale, sono stati da questa superati
ordinamentale non normative, quali i provvedi- positivamente (Corte cost. n. 168/1971), rite-
menti amministrativi (cd. meccanismo di ete- nendo compiutamente descritti nella formula-
650 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1138
zione della norma gli elementi costitutivi della za del provvedimento amministrativo da parte
contravvenzione, per la sussistenza di puntua- del destinatario che abbia avuto effettiva
li criteri di riferimento ed, in particolare, per conoscenza dell’ordine impartitogli o, quanto-
l’indicazione dei caratteri, dei presupposti, del meno, al quale sia stata assicurata la possibi-
contenuto e dei limiti dell’atto amministrativo. lità di prenderne visione in tempo utile (Cass.,
I, 11-7-1994). Ne discende la natura di reato
2 • CARATTERE PLURIOFFENSIVO ❐ omissivo proprio, consistendo la condotta in
un’attività di inadempimento ed inerzia rispet-
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è to all’ordine espresso nel precetto integrativo
l’ordine pubblico quale buon assetto e regola- della fattispecie.
re andamento della convivenza civile (Cass., I, In concreto, la condotta omissiva di inosser-
5-11-1997), garantito dall’osservanza dei vanza può realizzarsi con qualunque forma e
provvedimenti dell’autorità pubblica dati per trova il proprio contenuto nel precetto imposto
ragioni di giustizia, sicurezza pubblica, ordine dall’atto amministrativo disatteso. Deve trattar-
pubblico ed igiene (Cass., I, 12-7-1995). si, però, di un inadempimento sostanziale, non
La fattispecie, peraltro, si presenta plurioffen- rilevando la violazione di una parte marginale
siva, in quanto, accanto all’oggettività giuridi- del provvedimento, qual è, ad esempio, una
ca generale della tutela dell’ordine pubblico, modalità di esecuzione (Cass., I, 3-8-1993),
presidia lo specifico interesse perseguito dal venendo meno, in tal caso, la concerta lesività
provvedimento amministrativo integrativo del dell’ordine pubblico quando comunque il sog-
precetto. Ne deriva l’irrilevanza dell’eventuale getto, nella sostanza, adempia o manifesti una
inadempimento ad un provvedimento ammini- volontà adempitiva all’ordine impostogli.
strativo successivamente revocato o ritirato Il precetto posto dal provvedimento ammini-
per effetto della sopravvenuta carenza di inte- strativo non deve necessariamente contenere
resse, stante, in tal caso, la carenza di offen- un termine per adempiere (Cass., I, 25-7-
sività della condotta. 1996), la cui assenza non incide sulla legitti-
La norma ha natura sussidiaria ed opera nei mità del provvedimento. Difatti, in mancanza
soli casi in cui l’ordine disatteso non trovi di un termine per l’adempimento, il termine
autonoma sanzione, anche se non di tipo ultimo è individuabile sulla base di elementi
penale, in una specifica norma di legge. oggettivi desumibili dal provvedimento, in par-
ticolare dalle peculiari ragioni contingenti ed
3 • SOGGETTO ATTIVO DEL REATO ❐ urgenti il cui perdurare giustifica un’utile
osservanza dello stesso (Cass., I, 23-2-1993),
Nonostante l’utilizzo del termine “chiunque”, salva, comunque, l’espressa volontà di non
il reato può essere commesso soltanto dal sog- adempiere manifestata dal soggetto obbligato.
getto destinatario del provvedimento ammini-
strativo. La natura di reato proprio consente,
quindi, di identificare l’agente con il soggetto
5 • L’OGGETTO DELLA CONDOTTA ❐
tenuto all’adempimento della prestazione di Oggetto della condotta omissiva è un provvedi-
facere, di non facere o di dare richiesta dal mento amministrativo, quale atto autoritativo
provvedimento integrativo, che nel caso di per- unilaterale, proveniente da soggetto pubblico,
sone giuridiche è il legale rappresentante adottato nel perseguimento di pubblici inte-
(Cass., I, 21-4-1994) o il soggetto che abbia ressi rispondenti a quelli posto dalla norma
svolto compiti gestori, anche di fatto, della attributiva del potere, avente contenuto
società (Cass., I, 8-7-1999). discrezionale, suscettibile di incidere in modo
limitativo sulla sfera giuridica soggettiva del
4 • LA CONDOTTA TIPICA: REATO OMISSIVO PROPRIO ❐ privato (Cass., I, 19-1-1993).
In particolare, l’atto amministrativo deve conte-
La condotta tipica si sostanzia nell’inosservan- nere un precetto concreto limitativo della sfera
• 1139 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 650

soggettiva di uno o più destinatari determinati o quindi, escludersi la vincolatività del provvedi-
determinabili, slegato dalla mera attuazione di mento adottato in carenza di potere o da
norme o regolamenti. È esclusa, pertanto, la un’autorità assolutamente incompetente
rilevanza penale di condotte violative di norme (Cass., I, 3-4-1992), ma non quella dell’ordi-
giuridiche generali ed astratte (Cass., I, 7-9- ne affetto da incompetenza relativa, stante
1996), quali le ordinanze regolamentari con le comunque la sussistenza di una legittimazio-
quali, ad esempio, vengono indicate prescrizio- ne all’esercizio delle funzioni.
ni a studi medico-dentistici, ovvero viene impo- La legalità del provvedimento si articola, in
sto a concessionari demaniali di dotare gli sta- particolare, in una legittimità formale ed in una
bilimenti di un servizio di tutela dei bagnanti legittimità sostanziale, espresse nelle forme
(Cass., I, 7-5-1999), certamente esulanti dagli tipiche di illegittimità dell’atto amministrativo,
ordini specifici ad personam. quali l’incompetenza, la violazione di legge e
Analogamente, non si ravvisano gli estremi l’eccesso di potere (Cass., I, 6-8-1992).
della contravvenzione nell’ipotesi di inosser- In particolare, la legalità sostanziale comporta
vanza delle conclusioni espresse dalla com- la necessità di verificare che (Cass., I, 9-12-
missione di sicurezza ex art. 80 T.u.l.p.s., 1993):
essendo atto endoprocedimentale, privo di - il provvedimento disatteso, oltre ad essere
idoneità ed attualità ad incidere sulla sfera immune dai vizi di legittimità, corrisponda
soggettiva del privato (Cass., I, 8-9-2000). effettivamente alla funzione legale tipica asse-
Il contenuto precettivo deve essere puntuale ed gnatagli dall’ordinamento;
espresso in forma chiara ed intelligibile, tale da - rispetto alla particolare situazione di interes-
consentire l’individuazione della provenienza, se che si intende tutelare, il precetto sia esigi-
delle ragioni e del contenuto dell’ordine e di bile nelle modalità prescritte.
consentire una condotta di conformazione del Il provvedimento deve essere adottato nell’in-
destinatario al precetto (Cass., I, 19-1-1993). teresse della collettività e non di singoli indi-
Non è dunque configurabile la contravvenzione vidui, interesse corrispondente a quello astrat-
in esame quando si violano norme generali ed tamente tutelato dalla norma attributiva del
astratte, avendo una sfera di operatività limita- potere, come tale delimitativo della discrezio-
ta a provvedimenti impositivi di un determina- nalità espressa nella determinazione del pre-
to comportamento attivo od omissivo, rivolti ad cetto. La scelta discrezionale della P.A. non è
un soggetto o ad una cerchia di soggetti ben comunque sindacabile da parte del giudice, il
determinati o determinabili (Tribunale Trento, cui accertamento non può invadere il merito
20-6-2006, n. 503, fattispecie in cui un sog- del provvedimento (Cass., I, 6-8-1992).
getto condannato per rapina deteneva un cane Non è necessaria la forma scritta dell’atto inte-
di razza rottweiler contravvenendo in tal modo grativo del precetto penale, purché tale atto sia
all’ordinanza del ministro della salute del 27 chiaramente intelligibile, anche con riguardo
agosto 2004, che vietava il possesso di tale al contenuto imposto al destinatario, e idoneo
razza ai condannati per un delitto non colposo ad essere portato a conoscenza dei destinatari
contro la persona o il patrimonio). (Cass., I, 19-1-1993), rilevando anche ordini
emessi in forma orale, quando provenienti da
6 • IL CARATTERE DI LEGALITÀ DEL PROVVEDIMENTO ❐ forze pubbliche di polizia (Cass., I, 10-3-
1997; Cass., VI, 12-11-1983).
La richiesta contenuta nel provvedimento L’atto amministrativo deve essere motivato, sep-
amministrativo deve essere legittima, cioè pure in forma succinta purché sufficientemen-
deve provenire da un organo della pubblica te determinata, al fine di consentire un control-
amministrazione che agisca nell’esercizio lo circa la legalità dello stesso da parte del
delle proprie funzioni e competenze, ivi com- destinatario (quantomeno sotto il profilo della
preso il funzionario di fatto o il privato eser- riconoscibilità della provenienza e del contenu-
cente pubbliche funzioni (Manzini). Deve, to impositivo) e del giudice in sede di sindaca-
650 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1140
to incidentale (Cass., I, 7-5-1999). E’ ammes- ficare la legittimità ed il valore vincolante
sa una motivazione implicita, ovvero per relatio- (Tribunale Bari, I, 9-1-2006).
nem, come nel caso di atti consequenziali a Le ragioni di giustizia si sostanziano in tutti i
pregressi provvedimenti amministrativi emessi motivi riferibili all’attività giurisdizionale svolta
nei confronti del medesimo soggetto, ovvero di dal giudice e, più in generale, all’attuazione del
ordini di esibizione di documenti, in cui è impli- diritto obbiettivo ad opera del pubblico ministe-
cita la finalità di controllo e prevenzione svolta ro o della polizia giudiziaria (Cass., I, 5-5-1992).
dalle forze di polizia (Cass., VI, 12-11-1983). In tale ordine di ragioni rientrano quindi anche
La natura amministrativa del provvedimento, e le attività di polizia giudiziaria dirette, median-
le caratteristiche suindicate, escludono la rile- te accertamenti mirati, al controllo della rego-
vanza penale delle condotte violative di prov- larità di situazioni soggettive od alla scoperta di
vedimenti giurisdizionali di urgenza adottati ai illeciti (Cass., I, 5-6-1990), che si manifesta-
sensi dell’art. 700 c.p.c., impositivi di un no nella formulazione di ordini quale l’esibizio-
obbligo di facere. Tali provvedimenti, infatti, ne dei documenti di circolazione. Anche la
essendo emanati a seguito di un’istanza del semplice indicazione dei “motivi di polizia giu-
soggetto ricorrente, sono privi di interesse per diziaria” costituisce requisito sufficiente per la
la collettività. legittimità dell’ordine e per l’ascrivibilità alla
Più in generale, non sono atti suscettibili di fattispecie ex art. 650 dell’inadempimento a
integrare il precetto dell’art. 650 tutti i prov- tale intimazione (Cass., I, 22-3-1986).
vedimenti dell’autorità giudiziaria espressi in Come detto, la mancata osservanza di provvedi-
forma di decreto, ordinanza o sentenza (Cass., menti giurisdizionali non costituisce condotta
I, 20-7-2001), che trovano specifica sanzione rilevante ai sensi dell’art. 650, stante la natura
nell’ordinamento, stante la sussidiarietà della particolare dell’interesse tutelato e l’irrilevanza
norma incriminatrice. Si è così esclusa la rile- ai fini lesivi dell’ordine pubblico. Costituisce
vanza penale ex art. 650 della condotta di vio- eccezione l’inosservanza dei provvedimenti giu-
lazione di una misura cautelare coercitiva risdizionali in tema di affidamento dei figli
(Cass., I, 25-3-1998) o dell’inadempimento al minori, che concreta l’ipotesi in esame in ragio-
provvedimento giudiziale di collocamento del ne della rilevanza pubblicistica degli interessi
minore in comunità (Cass., I, 13-5-1993). dei minori affidati (Cass., V, 16-3-2000).
Le ragioni di sicurezza pubblica consistono
7 • LE RAGIONI DEL PROVVEDIMENTO
AMMINISTRATIVO: DALLA GIUSTIZIA ALL’IGIENE ❐ nelle ragioni di tutela della sicurezza dei citta-
dini e della loro incolumità (art. 1 del
La norma delimita l’area di incidenza della T.u.l.p.s.), perseguita attraverso l’attività di
disposizione richiedendo che il provvedimento polizia in funzione preventiva o repressiva
disatteso sia adottato per ragioni di giustizia, di (Cass., I, 1-6-1993).
sicurezza pubblica, di ordine pubblico o di igie- Le ragioni di ordine pubblico (➠ 241) sono
ne. L’elencazione è tassativa e trova la propria quelle relative alla tranquillità ed alla pace
ratio nella particolare rilevanza di tali interessi, sociale, ovvero al mantenimento delle condi-
espressione di istanze di ordine pubblico la cui zioni di pacifica convivenza civile (Cass., III,
insussistenza esclude la rilevanza penale delle 5-3-1973).
condotte di inosservanza del provvedimento. Le ragioni di igiene, infine, attengono alla
L’ordine che non si osserva, oltre che essere salubrità ambientale, intesa come tutela della
legittimo e provenire da autorità alla quale tale salute e dell’ambiente, a fronte di provvedi-
potere sia riconosciuto dalla legge, deve essere menti adottati in presenza di pubbliche cala-
congruamente motivato, nel senso che il sog- mità e gravi epidemie e determinati da neces-
getto cui è diretto deve essere messo in condi- sità ed opportunità attuali e transitorie (Cass.,
zione di comprendere le ragioni in base alle I, 13-6-1994).
quali il provvedimento che lo riguarda è stato Sono provvedimenti di natura generale, ad
adottato e di poterne, conseguentemente, veri- esempio, le ordinanze con le quali il sindaco
• 1141 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 650

dispone che la popolazione residente sottopon- alcuna utilità (ad esempio, col venir meno
ga i bambini alle vaccinazioni obbligatorie, la della situazione emergenziale) (Cass., I, 23-2-
cui violazione certamente non costituisce illeci- 1993; 24-9-1997).
to penale in assenza della concretezza e deter- Quale reato a consumazione istantanea, pur
minatezza dell’ordine (Cass., I, 26-2-1991). coincidendo il momento perfezionativo con
l’omesso adempimento all’ordine, si realizza
8 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE ❐ una persistenza del momento consumativo
(reato eventualmente permanente) fino alla
L’elemento soggettivo del reato è la colpa o il rimozione del comportamento di inottemperan-
dolo generico, trattandosi di ipotesi contrav- za, con l’esecuzione sia pur tardiva dell’ordine
venzionale. È sufficiente che il soggetto desti- (Cass., I, 15-2-1997; in senso contrario, Cass.,
natario abbia avuto piena conoscenza dell’or- I, 3-7-1997, che esclude la permanenza del
dine impostogli, come risulta dall’avverbio reato in relazione alla mancata presentazione
“indebitamente”, che sembra richiamare una dello straniero presso gli uffici di polizia).
sorta di intenzionalità nella condotta di inos- Il venir meno della situazione transitoria e
servanza al provvedimento (Cass., I, 9-11- contingente, ovvero l’esecuzione dell’ordine
1994); il soggetto, cioè, deve essersi reso operata di imperio dalla pubblica amministra-
conto della propria condotta violativa, senza zione, non escludono il reato, quando inter-
poter addurre alcuna giustificazione (Cass., I, vengano in tempo successivo alla scadenza
11-3-1995, che richiama la necessità di una fissata per l’adempimento.
motivazione adeguata per garantire l’intelligi-
bilità dell’ordine). A nulla rileva l’eventuale
pretesa di ragioni nei confronti di terzi, che
9 • RAPPORTI CON ALTRI REATI ❐
certamente non giustificano l’inadempimento Deve escludersi il concorso con i reati di sot-
né elidono l’elemento psicologico, quantome- trazione o danneggiamento di cose sottoposte
no sotto il profilo della colpa. a sequestro (➠ 334), di rifiuto di fornire le
Il reato si consuma al momento dell’inadem- proprie generalità (➠ 651), di evasione (➠
pimento all’ordine imposto al destinatario. 385) e di omissione di lavori in edifici o
Trattandosi di fattispecie omissiva, il momen- costruzioni che minacciano rovina (➠ 677), in
to perfezionativo si realizza alla scadenza del ragione della natura generale e sussidiaria del-
termine di adempimento imposto, esplicita- l’art. 650 rispetto alle richiamate fattispecie
mente o implicitamente, dal provvedimento di reato, contenenti elementi specializzanti
disatteso. Ove si tratti di termine perentorio, la (Cass., I, 5-7-2002).
consumazione del reato si ha con la scadenza In particolare, quanto ai rapporti con l’ipotesi
dello stesso, e l’eventuale adempimento suc- di cui all’art. 677, si ritiene che il reato ex art.
cessivo non acquista alcuna valenza (consu- 650 resta assorbito dalla fattispecie aggravata
mazione istantanea). di cui all’art. 677, 3° comma, caratterizzata
La scadenza di un termine non perentorio, dal pericolo per le persone derivante dalla rovi-
ovvero la mancata previsione di un termine per na di edifici, mentre altrettanto non può dirsi
adempiere, non esclude invece la possibilità in relazione all’ipotesi depenalizzata di cui al
di un adempimento tardivo, in quanto la con- 1° comma (Cass., I, 5-7-2002; Cass. 9-4-
sumazione si intende realizzata al momento in 2001), escludendosi comunque il concorso
cui la prestazione imposta non riveste più tra le fattispecie penali.

Quanto alla casistica giurisprudenziale, possono essere schematicamente elencate


le seguenti decisioni:
- in tema di ordinanze di demolizione di immobili abusivamente edificati, l’inot-
651 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1142
temperanza all’ordine emesso dalla procura della Repubblica non costituisce condot-
ta rilevante ex art. 650, stante la residualità di tale disposizione e la possibilità previ-
sta dalla norma processuale di un’esecuzione coattiva dell’ordine (Cass., I, 7-9-
2001). Del pari, l’ordinanza di sospensione dei lavori o di demolizione emessa dal-
l’ufficio tecnico per fabbricati realizzati in assenza di concessione edilizia non costi-
tuisce provvedimento la cui violazione può realizzare ipotesi contravvenzionale, in
quanto finalizzata a ragioni di assetto urbanistico (Cass., III, 23-4-1994);
- l’inosservanza di un ordine di sgombero emesso per ragioni di sicurezza integra
gli estremi del reato (Cass., VI, 15-11-1982, in relazione all’occupazione di aule uni-
versitarie);
- la violazione all’ordine di presentarsi presso gli uffici di polizia per dare contez-
za del soggiorno sul territorio dello Stato, ovvero il mancato rispetto dell’ordine di
rimpatrio da parte dello straniero integra il reato in esame per le ragioni di sicurez-
za pubblica sottese al controllo (Cass., I, 7-6-2001);
- la mancata esibizione dei documenti di circolazione o della propria patente di
guida assume rilevanza quale condotta rientrante nella fattispecie tipica solo se l’ordi-
ne è finalizzato allo svolgimento di attività di polizia giudiziaria di prevenzione o accer-
tamento di reati (Cass., I, 4-2-1994), e non se sia esclusivamente diretto alla contesta-
zione di una contravvenzione stradale o ad accertare un illecito amministrativo (Cass.,
I, 25-5-1996), rientrando l’ordine, solo nella prima ipotesi, nelle ragioni di giustizia.

651 • Rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale


Chiunque, richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni,
rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su al-
tre qualità personali, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a
euro 206 (1) (2).
(1) L’ammenda originaria fino a L. 2.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113
della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(2) L’art. 11 del d.l. 21-3-1978, n. 59 (Norme penali e processuali per la prevenzione e la repressione di gravi rea-
ti), convertito, con modificazioni, nella l. 18-5-1978, n. 191, prevede che gli ufficiali e gli agenti di polizia possa-
no accompagnare nei propri uffici chiunque rifiuti di dichiarare le proprie generalità, e ivi trattenerlo per il tem-
po strettamente necessario al solo fine dell’identificazione e comunque non oltre le ventiquattro ore.

1 • BENE-INTERESSE PROTETTO E SOGGETTO ATTIVO ❐ venzione, di accertamento e di repressione dei


reati, o di semplice garanzia della quiete pub-
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è blica (Cass., I, 25-3-1998).
l’ordine pubblico, nella specie l’interesse Soggetto attivo del reato può essere “chiun-
generale ad evitare ostacoli ed intralci alla atti- que”, e quindi trattasi di reato comune (ovvia-
vità di polizia, garantendo una pronta e com- mente, il reato può essere commesso soltanto
piuta identificazione dei soggetti a fini di pre- dal destinatario della richiesta di fornire le
• 1143 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 651

proprie generalità operata dal pubblico ufficia- quando non sono in servizio).
le, al quale lo stesso oppone un rifiuto non Deve, quindi, esserci corrispondenza tra la tito-
ottemperando a quanto richiestogli). larità delle funzioni pubbliche ed il momento
in cui vengono esercitate, venendo altrimenti
2 • LA CONDOTTA TIPICA: IN PARTICOLARE,
IL RIFIUTO E LA LEGITTIMITÀ DELLA RICHIESTA ❐ esclusa la configurabilità del reato (Cass., I,
28-5-2001, caso del pubblico dipendente che
La condotta tipica si sostanzia nel rifiuto da richieda le generalità ad altro automobilista
parte del destinatario della richiesta e, quindi, che intralci il traffico della propria autovettura).
il reato assume la natura di reato omissivo pro- La qualità di pubblico ufficiale è riconosciuta,
prio, consistendo la condotta in un’attività di tra gli altri, anche:
inerzia rispetto alla richiesta di identificazione. - al controllore o al capotreno delle Ferrovie
In concreto, la condotta omissiva di rifiuto può dello Stato, all’atto del controllo dei titoli di
realizzarsi con un semplice silenzio od inerzia, viaggio, in quanto la privatizzazione dell’ente
ovvero con l’indicazione incompleta delle pro- gestore non cancella le originarie connotazioni
prie generalità. pubblicistiche della gestione del servizio di
Secondo giurisprudenza consolidata, il rifiuto trasporto ferroviario (Cass., I, 23-9-2000);
non può essere giustificato: - alle guardie venatorie, le quali, pur non
- da timori o remore per la propria persona; essendo agenti di polizia giudiziaria, hanno
- da contestazioni sulla legittimità della richie- tuttavia, nell’esercizio dei compiti di vigilanza
sta; loro affidati, qualità di pubblici ufficiali e,
- dalla possibilità, per il pubblico ufficiale, di pertanto, il comportamento del soggetto il
pervenire facilmente all’identificazione del quale, sorpreso da dette guardie nell’attualità
controllato in altro modo; dell’esercizio venatorio con un mezzo vietato
- dalla conoscenza diretta della persona da (ad esempio, un richiamo elettromagnetico),
parte del pubblico ufficiale. rifiuti di ottemperare alla richiesta delle gene-
Ad ogni modo, non occorre che il soggetto ralità ed all’ordine di esibizione del mezzo
richiesto fornisca i documenti al pubblico anzidetto, dà luogo alla configurabilità,
ufficiale, ma è sufficiente che declini le pro- rispettivamente, del reato di cui all’art. 651 e
prie generalità, cosicché l’eventuale rifiuto di di quello di cui all’art. 650 c.p. (Cass., III,
fornire i propri documenti di identità non con- 19-10-2004).
figura il reato in esame quando il soggetto La richiesta, inoltre, deve essere diretta, preci-
abbia indicato oralmente i dati per la propria sa e chiara (Manzini).
identificazione (Cass., I, 2-3-1992, caso rela- Trattandosi di atto discrezionale, l’opportunità
tivo al rifiuto di fornire i propri documenti di della richiesta è rimessa alle valutazioni del
identità opposto all’ufficiale giudiziario in pubblico ufficiale richiedente, non sindacabi-
sede di pignoramento, dopo aver mostrato la le dal giudice in sede di merito (Cass., I, 24-
licenza di commercio dalla quale risultavano 7-1993).
i propri dati identificativi); difatti, la norma Oggetto della richiesta sono le qualità perso-
obbliga il soggetto a fornire indicazioni relati- nali, nozione che ricomprende tutte quelle
ve alla propria identità personale, e non notizie che servono a completare lo stato e
anche a documentarla. l’identità della persona, ossia gli attributi e le
La richiesta deve essere legittima, requisito qualità individuali che servono a contrasse-
inespresso ma implicitamente presupposto, e gnare l’individuo (Cass., I, 10-9-1986). Non è
quindi deve provenire da un pubblico ufficiale tale, pertanto, lo stato di tossicodipendenza di
nell’esercizio attuale delle proprie funzioni un soggetto, in quanto non si tratta di uno
(peraltro, taluni pubblici ufficiali sono in servi- stato che attribuisce una qualità personale
zio permanente: è il caso, ad esempio, degli giuridicamente rilevante.
appartenenti alla polizia di Stato, i quali man- L’indicazione delle stesse, come detto, deve
tengono la veste di pubblici ufficiali anche essere completa, rilevando anche il rifiuto o
652 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1144
l’omissione parziale (si pensi, ad esempio, a 4 • RAPPORTI CON ALTRE IPOTESI DI REATO ❐
chi indica soltanto la propria data di nascita o
il proprio nome e cognome) (Cass., VI, 4-12- Deve escludersi il concorso con il reato di inos-
1981). servanza ai provvedimenti dell’autorità (➠ 650),
in ragione della natura generale e sussidiarietà
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
DEL REATO ❐ di tale ipotesi (Cass., III, 25-1-1962). Deve
invece affermarsi il concorso materiale tra la con-
L’elemento soggettivo del reato è la colpa o il travvenzione in esame ed il reato di rifiuto di con-
dolo generico (contra Sabatini, secondo cui si segnare un documento di riconoscimento ex art.
tratta di una fattispecie esclusivamente dolo- 4 del T.u.l.p.s., essendo tale norma limitata alle
sa). È sufficiente che il soggetto destinatario persone sospette o pericolose, per cui esprime
abbia avuto piena contezza della richiesta di una diversa condotta materiale ed una diversa
fornire le proprie generalità, mentre non è oggettività giuridica (Cass., VI, 14-7-1989).
richiesta la conoscenza della qualità di pubbli- Diversa è invece la condotta tipica del reato in
co ufficiale del richiedente, ma la mera rap- esame rispetto all’ipotesi di cui all’art. 221 del
presentabilità di tale qualità (Cass., I, 5-8- T.u.l.p.s. e 294 del Regolamento di p.s. (rifiuto
1977), ossia la possibilità di ricavare tale qua- di fornire i propri documenti), per cui è esclusa
lità dalle circostanze concrete. l’ipotizzabilità della contravvenzione di cui
Il reato si consuma al momento del rifiuto all’art. 651 ove la condotta di rifiuto si limiti al
opposto alla richiesta legittima del pubblico non fornire i propri documenti (Cass., VI, 9-7-
ufficiale, trattandosi di reato istantaneo. 1993). Analogo rapporto di specialità sussiste
Diviene quindi irrilevante il fatto di aver fornito tra la disposizione in esame ed il reato di rifiu-
successivamente le indicazioni sulla propria to di uffici legalmente dovuti (➠ 366), quando
identità o l’accertamento svolto autonomamen- il rifiuto sia opposto da un soggetto qualificato
te dal pubblico ufficiale (Cass., I, 29-3-1995). (custode, interprete, perito o testimone).

ESEMPIO DI CAPO DI IMPUTAZIONE RELATIVO AL REATO IN ESAME

Del reato previsto e punito dall’art. 651 c.p. perché, invitato a fornire le proprie gene-
ralità per l’identificazione dai vigili urbani di Tivoli e da agenti del locale commissaria-
to di polizia, al fine di procedere ad un controllo di polizia, si rifiutava di fornirle.
Reato accertato in Tivoli il 7-1-2003.
L’esempio di cui al capo di imputazione evidenzia la legittimità della richiesta for-
mulata, proveniente da pubblici ufficiali nello svolgimento delle proprie funzioni e
per finalità di controllo e prevenzione loro attribuite.

652 • Rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto


Chiunque, in occasione di un tumulto o di un pubblico infortunio o di un co-
mune pericolo, ovvero nella flagranza di un reato, rifiuta, senza giusto motivo, di
prestare il proprio aiuto o la propria opera, ovvero di dare le informazioni o le indi-
cazioni che gli siano richieste da un pubblico ufficiale o da una persona incaricata
di un pubblico servizio, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, è punito con
l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309.
• 1145 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 652

Se il colpevole dà informazioni o indicazioni mendaci, è punito con l’arresto da


uno a sei mesi ovvero con l’ammenda da euro 30 a euro 619 (1).
(1) L’ammenda originaria fino a L. 3.000 prevista al primo comma e da L. 300 a L. 6.000 prevista al secondo
comma è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 26,
66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito
nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689
(Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ norma legittimante il comportamento omissivo


che esclude l’antigiuridicità della condotta, ma
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è anche in motivi personali che, per la loro gravi-
l’ordine pubblico, inteso, in questo caso, come tà, liberamente valutata dal giudice, rendono
interesse generale alla solidarietà sociale ed giustificata l’inottemperanza all’ordine legal-
all’obbligo di prestazione consistente nel col- mente dato, come nel caso di timori o remore
laborare, in determinate situazioni di pericolo, per la propria persona che rendano inesigibile
all’opera di difesa, aiuto e soccorso (Corte in concreto l’intervento intimato (Sabatini).
cost. 15-7-1959, n. 49). Di qui la legittimità La condotta di rifiuto consegue ad un ordine
del potere spettante alla pubblica amministra- (➠ 650) legittimamente emesso, ossia prove-
zione di richiedere la collaborazione del priva- niente dal pubblico ufficiale o dall’incaricato
to in caso di pericolo per la collettività (➠ di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie
651), potere certamente non in contrasto con funzioni (Vigna-Bellagamba).
la libertà personale garantita dall’art. 13 Cost. L’ordine rileva ai fini della presente contrav-
venzione solo ove sia dato in presenza delle
2 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA DEL REATO ❐ condizioni tassativamente indicate dalla
norma incriminatrice, ossia in occasione di un
Soggetto attivo del reato può essere “chiun- tumulto, di un pubblico infortunio, di un
que”, e quindi trattasi di reato comune. comune pericolo o nella flagranza di un reato.
L’agente viene identificato nel destinatario Per tumulto deve intendersi un’agitazione col-
della richiesta di fornire l’aiuto, il soccorso o la lettiva o sommossa con pericolo per la sicurez-
propria opera, avanzata dal pubblico ufficiale za pubblica; per pubblico infortunio, invece,
o dall’incaricato di pubblico servizio (➠ 357- s’intende un’inondazione, un naufragio, un ter-
358), al quale il privato oppone un rifiuto, non remoto o un evento straordinario pericoloso per
intervenendo. l’incolumità pubblica, sia che derivi da causa
La norma esprime due diverse fattispecie naturale sia che risulti cagionato dall’uomo;
autonome. per pericolo comune si intende qualsivoglia
La condotta tipica descritta al 1° comma si situazione che crei pericolo per la pubblica
sostanzia nel rifiuto senza giustificato motivo incolumità, e quindi per un numero indetermi-
opposto dal privato intimato e, quindi, il reato nato di persone; per la nozione di flagranza di
assume la natura di reato omissivo proprio, reato si fa rinvio alle norme processuali, pur
consistendo la condotta in un’attività di iner- evidenziandosi che un reato deve essere stato
zia e di diniego rispetto alla richiesta di inter- effettivamente commesso, non rilevando la sua
vento. esistenza putativa (Sabatini).
In concreto, la condotta omissiva di rifiuto può Oggetto dell’ordine o richiesta è un qualsiasi
realizzarsi con un semplice silenzio od inerzia. intervento in aiuto, come determinato in con-
Il rifiuto deve essere ingiustificato. Il “giusto creto dall’intimazione, ovvero, in termini più
motivo”, la cui sussistenza esclude il reato, specifici, il prestare la propria opera o fornire
non trova espressione soltanto nelle norme del informazioni od indicazioni.
codice penale (➠ 54, 384), ovvero in una L’ipotesi di cui al 2° comma ha, come condot-
653 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1146
ta tipica, il fornire informazioni o indicazioni sto alla richiesta o all’ordine legittimo del pubbli-
mendaci e, quindi, assume la natura di ipote- co ufficiale, trattandosi di reato istantaneo.
si commissiva in presenza delle medesime
condizioni descritte al 1° comma. 4 • NATURA SUSSIDIARIA DELLA NORMA ❐
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO (DOLO GENERICO)
E CONSUMAZIONE ❐ La norma ha carattere sussidiario rispetto a
disposizioni specifiche che sanzionano il rifiu-
L’elemento soggettivo del reato è esclusiva- to all’adempimento di obblighi di aiuto o di
mente il dolo generico (Sabatini), occorrendo cooperazione, come nell’ipotesi prevista dal-
la consapevolezza della situazione di pericolo l’art. 1113 cod. nav. (omissione di soccorso o
nella quale viene intimato l’ordine e la volontà di aiuto per aeromobile o nave o persona in
di non adempiervi. L’eventuale errore circa la pericolo ovvero di estinzione di incendio),
sussistenza di un giusto motivo di rifiuto ovvero nel caso di rifiuto opposto in presenza
(putativo) esclude il dolo ai sensi dell’art. 59. di epidemie all’intimazione del medico (artt.
Il reato si consuma al momento del rifiuto (o del 256-258 Tu.l.p.s.), che prevalgono in ragione
mendacio, nell’ipotesi di cui al 2° comma) oppo- del principio di specialità (➠ 15).

653 • Formazione di corpi armati non diretti a commettere reati


Chiunque, senza autorizzazione, forma un corpo armato non diretto a com-
mettere reati è punito con l’arresto fino a un anno.

1 • BENE TUTELATO E SOGGETTO ATTIVO DEL REATO ❐ partecipi (Sabatini).


La noma, infatti, ha natura sussidiaria e, in
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è ragione del principio di specialità, viene
l’ordine pubblico, quale interesse generale alla assorbita dalle ipotesi delittuose di arruola-
sicurezza e tranquillità collettiva (Sabatini, menti non autorizzati (➠ 284), banda arma-
Rosso). ta (➠ 306), insurrezione armata contro i
Soggetto attivo del reato può essere “chiun- poteri dello Stato (➠ 288) e associazione a
que”, e quindi trattasi di reato comune. delinquere (➠ 416), non concorrendo con
Agente è comunque solo colui che formi un queste.
corpo armato. Sono punibili, pertanto, le per- L’attività di costituzione dell’organizzazione
sone che costituiscono, promuovono, ordinano armata deve essere illegittima, ossia non fon-
o compongono un corpo armato, e non i meri data su una preventiva autorizzazione di pub-
partecipi, i quali non assumono veste di sog- blica sicurezza. L’aggregazione non deve esse-
getti attivi. re finalizzata alla commissione di reati, venen-
do in rilievo, altrimenti, altre e più gravi con-
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ dotte di reato, sopra indicate (per la compati-
bilità della norma con organizzazione avente
La condotta tipica si sostanzia nell’aggregazio- finalità alla commissione di reati contravven-
ne di una pluralità di persone in forma orga- zionali, Manzini).
nizzata con la disponibilità di armi, in assenza
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
di una specifica finalità delittuosa.
Per armi deve intendersi qualsivoglia ordigno
DEL REATO ❐
strumento idoneo a ledere la persona, di tipo L’elemento soggettivo del reato è la colpa o il
proprio od improprio (➠ 704). La disponibili- dolo generico, trattandosi di ipotesi contrav-
tà delle stesse può essere diretta o indiretta, venzionale.
ed anche limitata solo a taluno dei soggetti Il reato si consuma al momento della costitu-
• 1147 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 654

zione del corpo armato, trattandosi di fattispe- in ragione della natura sussidiaria della
cie istantanea. norma, che la pone quale fattispecie di diffici-
Non si ritrovano applicazioni giurisprudenziali le verificazione.

654 • Grida e manifestazioni sediziose


Chiunque, in una riunione che non sia da considerare privata a norma del n.
3 dell’art. 266, ovvero in un luogo pubblico, aperto o esposto al pubblico, com-
pie manifestazioni o emette grida sediziose è punito, se il fatto non costituisce
reato, con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103 a euro 619 (1).
(1) Le parole “è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a un anno” sono state
così sostituite dall’art. 45 del d.lgs. 30-12-1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema
sanzionatorio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ o insofferenza verso i pubblici poteri o verso l’au-


torità (Antolisei; Cass. 10-6-1957).
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è Le grida e le manifestazioni sediziose devono
l’ordine pubblico, quale interesse generale alla svolgersi in luogo pubblico (incondizionatamen-
sicurezza pubblica ed alla tranquillità colletti- te aperto alla collettività), aperto al pubblico
va, poste in pericolo da grida o manifestazioni (nel quale, cioè, l’accesso del pubblico è condi-
sediziose in luogo pubblico od aperto al pub- zionato a determinate condizioni di fatto o di
blico (Sabatini). diritto) o esposto al pubblico (luogo non pubbli-
Trattasi di illecito depenalizzato ai sensi del co che, per la sua funzione, consente di acce-
d.lgs. n. 507/1999. La norma, comunque, ha dervi ad un numero indeterminato di persone),
carattere sussidiario, derivante dalla clausola o in una riunione non privata (➠ 266, n. 3),
di riserva “se il fatto non costituisce più grave ossia una riunione che presenta tale carattere
reato”, ciò che impone l’operare del principio per il luogo in cui è tenuta, per il numero degli
di assorbimento in ipotesi di concorrenza di intervenuti, per lo scopo o l’oggetto di essa etc.
diversa disposizione penale incriminatrice.
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
2 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA ❐ DEL REATO ❐
L’elemento soggettivo dell’illecito è il dolo
Il reato può essere commesso da chiunque, e generico (Sabatini), dovendo necessariamente
quindi trattasi di reato comune. richiedere la condotta una consapevolezza e
La condotta tipica si sostanzia in una condot- volontà della condotta tipica.
ta attiva, costituita dall’emissione di grida o L’eventuale errore circa la natura pubblica del
manifestazioni sediziose. luogo è irrilevante.
Per grida devono intendersi una pluralità di Il reato si consuma al momento del verificarsi
suoni espressi ad alta voce, in modo naturale o delle grida o manifestazioni sediziose, trattan-
mediante strumento di amplificazione, tali da dosi di fattispecie istantanea.
poter essere uditi a distanza; per manifestazione
si intende qualsivoglia esposizione di sentimen-
ti o idee realizzata con mezzi idonei alla conosci-
4 • RAPPORTI CON ALTRI REATI ❐
bilità esterna (scritti, bandiere, cartelli etc.); la La noma ha natura sussidiaria ed in ragione
sediziosità è la qualifica delle grida e della mani- del principio di consunzione, espresso dalla
festazione, che sono sediziose quando esprimo- clausola di esclusione, viene assorbita dalle
no un atteggiamento ostile, di ribellione, rivolta ipotesi delittuose di arruolamenti non autoriz-
655 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1148
zati (➠ 284), attentato contro la Costituzione ne a delinquere ed istigazione a disobbedire
(➠ 284), devastazione, saccheggio e strage alle leggi (➠ 414-415), non concorrendo con
(➠ 285), di guerra civile (➠ 286) e istigazio- queste.

655 • Radunata sediziosa


Chiunque fa parte di una radunata sediziosa di dieci o più persone è punito, per
il solo fatto della partecipazione, con l’arresto fino a un anno.
Se chi fa parte della radunata è armato, la pena è dell’arresto non inferiore a sei mesi.
Non è punibile chi, prima dell’ingiunzione dell’Autorità, o per obbedire ad es-
sa, si ritira dalla radunata.

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO, SOGGETTO ATTIVO


E CONDOTTA TIPICA ❐ ferenzia l’ipotesi della radunata dal mero
assembramento.
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è La radunata rileva penalmente se sussiste l’ele-
l’ordine pubblico, quale interesse generale alla mento costitutivo delle dieci o più persone,
sicurezza pubblica ed alla tranquillità colletti- numero minimo richiesto dalla fattispecie incri-
va, poste in pericolo da radunate sediziose, minatrice, che, non avendo valore di circostan-
ossia ostili verso la collettività (Sabatini). za aggravante, esclude dal computo gli eventua-
Soggetto attivo del reato può essere “chiun- li soggetti non imputabili o non punibili per con-
que”, e quindi trattasi di reato comune. dizione o qualità personale (Manzini). In senso
Il reato è plurisoggettivo e la condotta tipica si contrario, la giurisprudenza estende il computo
sostanzia in una condotta attiva, costituita dei soggetti partecipi, oltre a quelli che attivano
dalla partecipazione ad una adunata sediziosa o prendono parte alla radunata, anche a quelli
di dieci o più persone. presenti in loco, seppure non identificati dalle
Secondo alcuni, è punita la semplice parteci- forze dell’ordine (Cass. n. 4023/1973).
pazione alla radunata (“per il solo fatto della La radunata deve essere sediziosa, cioè deve
partecipazione”), senza che occorra alcun esprimere un atteggiamento ostile di ribellio-
contributo attivo (Sabatini). Tuttavia, la giuri- ne, rivolta o insofferenza verso i pubblici pote-
sprudenza richiede un quid pluris, affermando ri o verso l’autorità statale (Cass., VI, 9-4-
che la partecipazione dei singoli deve consi- 1977), allo scopo di suscitare pubblico scom-
stere in una condotta univoca rispetto allo piglio nella vita collettiva (Panagia).
scopo sedizioso, con la conseguenza che non Lo scopo sedizioso, dunque, rappresenta l’ele-
può essere considerato partecipe il semplice mento costitutivo principale della figura, costi-
spettatore coinvolto nella radunata sediziosa o tuendo la radunata un elemento di pericolo
chi resti passivo e non esprima il suo dissenso per l’ordine pubblico, per l’ostilità manifesta-
quando la radunata, all’origine non sediziosa, ta verso i poteri pubblici e gli organi che hanno
diventi tale (Trib. Pisa, 12-6-1968). il diritto-dovere di esercitarli. Di qui la neces-
sità che la condotta di radunata produca un
2 • LA “RADUNATA SEDIZIOSA”: NOZIONE
E CARATTERI ❐ evento pericoloso per l’ordine pubblico, in ter-
mini di mera potenzialità astratta, derivante o
Per radunata deve intendersi la riunione di un da condotte già costituenti ex se reato (dan-
numero notevole di persone, preordinata o neggiamenti), ovvero da condotte penalmente
spontanea, per uno scopo prestabilito, anche irrilevanti che si inquadrino in un contesto di
in assenza di soggetti promotori o organizzato- manifestazione non fine a se stessa, ma di
ri (Manzini, Antolisei). ribellione o ostilità contro l’autorità e la forza
Lo scopo comune della moltitudine riunita dif- della legge (Cass., I, 3-12-1994).
• 1149 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 656

Resta del tutto irrilevante il luogo in cui la to del numero minimo di persone previsto
radunata si svolge e l’eventuale pubblicità dalla norma.
dello stesso.
4 • CIRCOSTANZA AGGRAVANTE SPECIALE
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE ❐ ED ESIMENTE DI NATURA SOGGETTIVA ❐
Il 2° comma prevede una specifica circostanza
L’elemento soggettivo del reato contravvenziona- aggravante di tipo soggettivo consistente nella
le può essere colposo o di dolo generico disponibilità di un’arma da parte del singolo
(Sabatini), dovendo richiedersi una consapevo- partecipante, aggravante che non si estende
lezza e volontà della condotta tipica di partecipa- agli altri compartecipi in quanto non costituen-
zione alla radunata e della sediziosità della stes- te mezzo esecutivo del reato. La disponibilità
sa. Rimane irrilevante quindi una condivisione dell’arma deve essere immediata, ma non è
dello scopo sedizioso (Cass., I, 3-12-1994). richiesto che il soggetto la utilizzi (Sabatini).
L’eventuale trasformazione di un assembra- Il 3° comma prevede una specifica esimente
mento di persone in una radunata sediziosa, di carattere soggettivo nel caso in cui il parte-
rispetto a coloro che si limitino a partecipare cipe si ritiri dalla radunata prima che questa
non esprimendo un atteggiamento sedizioso, sia sciolta con la forza o per effetto dell’esau-
non consente di invocare l’attenuante della rimento dello scopo (Cass., I, 22-1-1963).
condotta indotta dalla suggestione di una folla La noma, in ragione del principio di consunzio-
in tumulto (➠ 62, n. 3), incompatibile logica- ne, deve ritenersi assorbita dall’ipotesi delit-
mente con le riunioni ed assembramenti vieta- tuosa di insurrezione armata contro i poteri
ti dalla legge (Cass., III, 11-10-1961). dello Stato (➠ 284). La norma concorre invece
Il reato si consuma al momento del verificarsi con il delitto di danneggiamento (➠ 635) e di
della radunata sediziosa, con il raggiungimen- invasione di terreni od edifici (➠ 633).

ESEMPIO DI CAPO DI IMPUTAZIONE RELATIVO AL REATO IN ESAME

Del delitto previsto e punito dall’art. 655 c.p. perché faceva parte di una radunata
sediziosa, composta da più di cento persone riunite, che manifestavano allo scopo di
fomentare la discordia contro il partito politico ...., di opposta tendenza, sollecitando lo
scontro fisico con i suoi esponenti.
In Tivoli il 5-10-1984.
L’ipotesi in esame, tratta dalla giurisprudenza (Cass., V, 10-6-1975), esprime lo
scopo di sedizione caratterizzante la condotta di radunata, che si manifesta nel pro-
posito dei manifestanti di fomentare la discordia con partiti politici avversari e di
cercare lo scontro fisico con i relativi esponenti, così da creare un pericolo, sia pure
potenziale, per l’ordine pubblico.

656 • Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tenden-


ziose, atte a turbare l’ordine pubblico
Chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per
le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, è punito, se il fatto non costituisce
un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309 (1).
656 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1150
(1) L’ammenda originaria fino a L. 3.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113
della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO E SOGGETTO ATTIVO ❐ Per notizia deve intendersi un annuncio o


un’informazione che abbia contenuto preciso
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è e riconoscibile, non essendo tale una sempli-
l’ordine pubblico, inteso in senso generico ce diceria o voce. A differenza di quest’ultima,
quale interesse concernente la sicurezza posta caratterizzata dalla vaghezza ed incontrollabi-
in pericolo dalla diffusione di notizie esagera- lità, la notizia rilevante ai fini dell’ipotesi con-
te e tendenziose (Manzini). Per parte della travvenzionale in esame deve contenere gli
dottrina la fattispecie è plurioffensiva, proteg- elementi identificativi di un fatto e deve con-
gendo anche l’interesse collettivo alla verità sentirne un controllo di veridicità (Cass., VI,
della notizia diffusa (Chiarotti). 17-3-1977).
Soggetto attivo del reato può essere “chiun- Rimane estranea al concetto di notizia la pub-
que”, e quindi trattasi di reato comune. blicazione di commenti o manifestazioni criti-
che dl pensiero che accompagna notizie obiet-
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ tivamente vere, in quanto espressiva di valuta-
zioni soggettive, non suscettibili di incidere
La condotta tipica si sostanzia in una condot- sulla rappresentazione veridica della notizia
ta commissiva costituita, in forma alternativa, (Cass., III, 18-12-1962).
dalla pubblicazione o diffusione di notizie La notizia è falsa quando è del tutto difforme
false, esagerate o tendenziose che per loro dal vero e, quindi, priva di fondamento; è esa-
natura e contenuto devono essere idonee a gerata quando appare difforme dal vero in
turbare l’ordine pubblico. Trattasi quindi di quanto amplificata, iperbolica; è tendenziosa
fattispecie di pericolo astratto, a nulla rilevan- quando, per le modalità di diffusione, è ido-
do, ai fini della sua esclusione, il fatto che non nea a produrre un effetto dannoso per l’ordine
si sia verificato alcun turbamento per l’ordine e la tranquillità pubblica.
pubblico, essendo sufficiente l’astratta possi-
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
bilità che un tale turbamento si verifichi
(Cass., I, 7-11-1973).
DEL REATO ❐
Tale pericolo viene interpretato dalla dottrina L’elemento soggettivo del reato, trattandosi di
(Manzini) come condizione obiettiva di punibi- contravvenzione, può essere la colpa o il dolo
lità (➠ 44). Per la giurisprudenza, invece, il generico (Manzini), e non è richiesta la consa-
pericolo per l’ordine pubblico è elemento pevolezza dell’idoneità della pubblicazione
costitutivo del reato, ossia l’evento del reato, della notizia a turbare l’ordine pubblico.
poiché la notizia deve possedere, seppure in L’errore su tale evento di pericolo non appare
astratto, una tale attitudine a suscitare un dif- in alcun modo rilevante, in quanto il soggetto
fuso turbamento (apprensione, eccitazione, che divulga o pubblica la notizia è tenuto ad
sfiducia) suscettibile di incidere sull’ordine accertarne la veridicità.
pubblico (Cass., VI, 19-10-1973). Si è ritenuto, però, che la contravvenzione non
Per diffusione deve intendersi la divulgazione sussiste nell’ipotesi in cui l’agente agisca con-
della notizia ad un numero indeterminato di vinto di affermare il vero o ignaro di narrare il
persone. La pubblicazione, invece, è la diffu- falso, facendo riferimento ad eventi realmente
sione della notizia attraverso il mezzo della avvenuti, fornendone una interpretazione sog-
stampa. gettiva che nei fatti trovi fondamento di possi-
Oggetto della condotta tipica è la notizia falsa, bile verità e sia legittimata da opinioni confor-
esagerata o tendenziosa. mi diffuse (Cass., VI, 9-4-1974).
• 1151 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 657-658

Il reato si consuma al momento della diffusio- costituisce più grave reato) e, in ragione del
ne o pubblicazione della notizia falsa, esage- principio di consunzione, deve ritenersi assorbi-
rata o tendenziosa. ta dalla ricorrenza di estremi di ipotesi più gravi
quali il disfattismo politico (➠ 265), il disfatti-
4 • RAPPORTI CON ALTRI REATI ❐ smo economico (➠ 267), l’attività antinaziona-
le del cittadino (➠ 269) e il rialzo o ribasso frau-
La norma ha natura sussidiaria (se il fatto non dolento di prezzi sul pubblico mercato (➠ 501).

657 • Grida o notizie atte a turbare la tranquillità pubblica o privata (1)


(1) Articolo abrogato dall’art. 18 della l. 25-6-1999, n. 205 (Delega al governo per la depenalizzazione dei rea-
ti minori e modifiche al sistema penale e tributario).

658 • Procurato allarme presso l’Autorità


Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allar-
me presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è
punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516 (1).
(1) L’ammenda originaria da L. 100 a L. 5000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-
1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decre-
to-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata
dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ natura idoneo a turbare l’ordine pubblico


suscitando allarme presso l’Autorità o presso
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è enti o soggetti esercenti un pubblico servizio.
l’ordine pubblico, sub specie di pubblica tran- Trattasi, quindi, di fattispecie di pericolo
quillità che deve essere garantita in relazione astratto, a nulla rilevando, ai fini della sua
a condotte di falso allarme portate a conoscen- esclusione, il fatto che non si sia verificato
za dell’autorità o di altri enti esercenti servizio alcun allarme presso l’autorità, essendo suffi-
di pubblica necessità (Manzini). ciente che vi sia un’astratta possibilità che
La fattispecie si presenta plurioffensiva pro- tale allarme si verifichi (Cass., I, 12-11-1987,
teggendo, oltre alla pubblica e privata tran- in riferimento all’annuncio di un inesistente
quillità, anche l’interesse al buon andamento sequestro di persona che cagioni l’intervento
della pubblica amministrazione, evitando della forza pubblica con dispiegamento di
sprechi, abusi o distorsioni dell’azione di dife- mezzi).
sa pubblica. Il suscitare allarme è elemento costitutivo del
Soggetto attivo del reato può essere “chiun- reato, quale evento di pericolo, poiché la noti-
que”, e quindi trattasi di reato comune. zia deve possedere, seppure in astratto, una
tale attitudine a suscitare allarme suscettibile
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ di incidere sull’ordine pubblico.
Per annuncio deve intendersi ogni forma di
La condotta tipica si sostanzia in una condot- comunicazione a terzi di notizie o informazio-
ta commissiva, costituita dall’annuncio di ni che riguardino un disastro (evento di danno
disastri, infortuni o pericoli inesistenti, per sua con effetti particolarmente gravi ed estesi,
659 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1152
dovuto alle forze dell’uomo o della natura), un contravvenzione, può essere indifferentemen-
infortunio (evento dannoso che colpisce deter- te la colpa o il dolo generico (Manzini), e non
minate cose o persone) o un pericolo (situazio- è richiesta la consapevolezza dell’idoneità del-
ne dalla quale deriva la possibilità di danno a l’annuncio a suscitare allarme, avendo tale
cose o persone) inesistenti. carattere natura obiettiva.
La condotta, come detto, deve presentare L’errore colpevole con il quale il soggetto abbia
l’astratta idoneità a suscitare una giustificata ritenuto esistente il disastro, l’infortunio o il
apprensione presso l’Autorità e quindi l’inizio pericolo non scrimina (Antolisei).
di un’attività investigativa o repressiva delle Il reato si consuma al momento dell’annuncio
forze dell’ordine. del disastro, dell’infortunio o del pericolo.
Per Autorità, in particolare, si intende qualsivo-
glia autorità politica, amministrativa o giudizia-
ria che debba intervenire in seguito all’annun-
4 • RAPPORTI CON ALTRI REATI ❐
cio della notizia dispiegando mezzi. Ad essa La noma concorre con il delitto di simulazione
sono equiparati i soggetti incaricati di un servi- di reato (➠ 367), quando l’infortunio o il disa-
zio pubblico, con esclusione dei soggetti eser- stro oggetto dell’annuncio costituisca ex se
centi un servizio di pubblica necessità (➠ 358). fattispecie di reato, come nel caso della tele-
fonata ad un quotidiano con la quale si denun-
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
DEL REATO ❐ cia di aver subito un attentato di matrice ter-
roristica, mentre le ferite riportate sono state
L’elemento soggettivo del reato, trattandosi di autoprocurate dall’agente.

659 • Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone


Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti so-
nori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di
animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ri-
trovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’am-
menda fino a euro 309.
Si applica l’ammenda da euro 103 a euro 516 (1) a chi esercita una professione o un
mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’Autorità.
(1) L’ammenda originaria fino a L. 3.000, prevista al primo comma, e da L. 1.000 a L. 5.000 prevista al se-
condo comma, è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n. 603 (Modificazioni agli arti-
coli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, con-
vertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n.
689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ trante nella nozione di ordine pubblico, non


limitata al riposo e quindi suscettibile di
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è aggressione in qualunque ora del giorno
l’ordine pubblico, inteso come pubblica tran- (Cass., I, 12-3-1997). Ne deriva che anche il
quillità, ovvero quale condizione psicologica ridotto ambito delle molestie, quali emissioni
collettiva scevra da motivi di allarme, commo- acustiche, suoni o rumori che eccedano la nor-
zione o molestia (Chiarotti; Cass., I, 23-12- male tollerabilità, non esclude la sussistenza
1999). Ad essa deve essere affiancata la quie- dell’ipotesi contravvenzionale, nel caso in cui
te privata, quale condizione anch’essa rien- risulti leso l’interesse di una singola persona.
• 1153 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 659

La norma prevede due distinte fattispecie di vità che arrechi un fastidio o un disagio intol-
reato contravvenzionale tra loro autonome, lerabile a terzi. Tale intollerabilità deve essere
consistenti, la prima, nel disturbare le occupa- verificata in rapporto alla sensibilità media
zioni ed il riposo delle persone, e la seconda delle persone (Cass., I, 1-2-1995), accertata
nell’esercitare una professione o un mestiere mediante l’utilizzo di appositi strumenti tecni-
rumoroso contro le disposizioni di legge o del- ci oggettivi o mediante deposizioni testimonia-
l’autorità (Cass., I, 29-11-1996). li di soggetti che vivono nell’ambiente nel
quale i rumori vengono diffusi, a nulla inci-
2 • SOGGETTO ATTIVO ❐ dendo l’eventuale assuefazione soggettiva
delle altre persone (Cass., I, 11-7-1996).
Soggetto attivo del reato, nella fattispecie di La norma elenca, in modo tassativo, i mezzi e
cui al 1° comma, può essere “chiunque”, e modalità con le quali il disturbo deve essere
quindi trattasi di reato comune. L’ipotesi di cui arrecato.
al 2° comma è, invece, di reato proprio, Per schiamazzo deve intendersi ogni voce
dovendosi prendere in considerazione il sog- assordante o il frastuono misto a voci e altri
getto che esercita una professione o un strepiti; per rumore ogni suono disordinato e
mestiere, estendendo tale concetto anche al scomposto; per abuso di strumenti sonori,
prestatore d’opera, oltre che all’imprenditore. l’utilizzo improprio di strumenti capaci di pro-
La dimensione pubblica del bene-interesse durre suoni, in maniera diretta (strumenti
tutelato consente di individuare, quale sogget- musicali, fischietti etc.) o mediante riprodu-
to passivo del reato, la collettività, rilevando la zione (radio, registratori etc.); per segnalazio-
lesione dell’interesse alla quiete del singolo ne acustica, ogni suono emesso per richiama-
come espressione dell’istanza collettiva di re l’attenzione altrui; infine, con l’espressione
tranquillità. strepitio di animali si fa riferimento al suono
emesso da animali, di tipo vocale o derivante
3 • LA CONDOTTA TIPICA: LE IPOTESI DISCIPLINATE
AL COMMA 1 ... ❐ dal loro movimento, anche indotto (campa-
nacci, segnali di rilievo acustico etc.).
La fattispecie di cui al 1° comma è ricostruita L’interpretazione di tali concetti deve essere
in termini di pericolo astratto, a nulla rilevan- orientata in senso naturalistico (Cass., I, 2-10-
do, ai fini della sua esclusione, il fatto che non 1989) e non giuridico.
si sia verificato alcun effettivo disturbo per la Chiaramente, nell’ambito della richiamata fatti-
pubblica tranquillità o un evento dannoso specie di pericolo, i rumori e gli schiamazzi devo-
anche per il singolo, essendo sufficiente che vi no avere una diffusività tale da essere potenzial-
sia un’astratta possibilità che un tale turba- mente nocivi al riposo e alle occupazioni delle
mento al riposo delle persone si verifichi persone, al di là del fatto che le persone siano
(Cass., I, 29-4-1993). poi in concreto disturbate o che suscitino lamen-
Il pericolo per il riposo delle persone e, più in ti da parte di esse, ovvero della brevità o lunghez-
generale, per la quiete pubblica è evento di za temporale del rumore o suoni molesti.
pericolo del reato, sia pure in astratto, espri- Oggetto della condotta di disturbo sono il ripo-
mendo l’attitudine della condotta di disturbo a so e le occupazioni delle persone. Tale ultimo
suscitare un diffuso turbamento alla tranquil- concetto ricomprende qualsiasi attività lecita
lità della collettività. di ordine intellettuale o materiale. Per riposo,
La condotta tipica di cui al 1° comma si invece, si intende qualsivoglia pausa nell’atti-
sostanzia in una condotta attiva od omissiva vità umana, compresi il sonno e l’ozio.
(Cass., VI, 16-2-1973), costituita dal disturbo
delle occupazioni e del riposo delle persone,
che per sua natura e contenuto deve essere
4 • ... E AL COMMA 2 ❐
idoneo a turbare la pubblica tranquillità. La condotta di cui al 2° comma non fa riferi-
Per disturbo deve intendersi qualsivoglia atti- mento al disturbo o al pericolo per la pubblica
659 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1154
incolumità, non rilevando gli effetti naturali da rilevante il cui svolgimento produce rumori.
essa prodotti (Manzini). Trattasi di reato di La rumorosità deve essere valutata in astratto,
mera condotta in quanto si consuma con la ritenendosi superflua un’indagine circa il livello
semplice rumorosità del mestiere o dell’attivi- di rumore ed il disturbo prodotto, da presumer-
tà professionale, derivante dalla sua irregolare si in senso assoluto sulla base del solo eserci-
esecuzione. Nel caso di rumorosità derivante zio irregolare della professione o del mestiere
da attività svolte nel rispetto della legge, oggettivamente rumorosi, dovuto alla contrarie-
l’eventuale disturbo arrecato al riposo delle tà del suo svolgimento alle norme di legge o alle
persone rileva ai sensi della più generale ipo- prescrizioni dell’autorità (Cass., I, 22-6-1996).
tesi di cui al 1° comma. In giurisprudenza, peraltro, si è affermato
L’elemento differenziale rispetto alla fattispe- anche il contrario orientamento secondo il
cie delineata nel 1° comma consiste nella quale la rumorosità deve essere valutata in
fonte del rumore prodotto cosicché, ove esso concreto con riferimento al superamento della
provenga dall’esercizio di una professione o di normale tollerabilità, a nulla rilevando il fatto
un mestiere rumorosi, la condotta rientra nella che il mestiere o l’attività sia contemplata o
previsione di cui al 2° comma per il semplice classificata come rumorosa da provvedimenti
fatto della esorbitanza rispetto alle disposizio- amministrativi (Cass., I, 17-9-1992).
ni di legge o prescrizioni dell’autorità, presu- Una volta stabilita la rumorosità del mestiere,
mendosi il disturbo della pubblica tranquillità; in astratto od in concreto, secondo le prospet-
qualora, invece, le vibrazioni non siano cagio- tazioni di cui sopra, per la realizzazione del
nate da attività lavorativa ricorre la prima ipo- reato è sufficiente la mera potenzialità di arre-
tesi, per la quale occorre il superamento della care disturbo in ragione delle violazioni di
normale tollerabilità (Cass., I, 16-4-1999). legge o delle prescrizioni dell’autorità. Trattasi
Non esiste, né è ipotizzabile, una catalogazio- quindi di ipotesi di pericolo presunto.
ne delle professioni o dei mestieri rumorosi in Il riferimento alle disposizioni di legge ed alle
base all’elemento della rumorosità, dovendosi prescrizioni dell’Autorità implica la natura di
ritenersi tali solo quelli che in concreto produ- norma penale in bianco della disposizione in
cono rumori (Cass., I, 23-9-1993). esame.
Per professione deve intendersi qualsiasi
5 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
espressione di attività lavorativa, esercitata in
forma individuale o collettiva, salvo che si trat-
DEL REATO ❐
ti di attività di mero diletto (ipotesi rientrante L’elemento soggettivo del reato, in entrambe le
nell’ipotesi di cui al 1° comma); per mestieri ipotesi, trattandosi di contravvenzioni, può
devono considerasi quelle attività di lavoro essere la colpa o il dolo generico (Manzini),
che, per la particolare natura degli strumenti essendo necessaria e sufficiente la volontarie-
adoperati o dei peculiari procedimenti attra- tà del fatto (la stessa condotta di abuso del-
verso cui si attuano, producono emissioni l’esercizio rumoroso non implica necessaria-
sonore moleste. Può trattarsi di attività profes- mente un elemento doloso od intenzionale:
sionale o imprenditoriale (Cass., I, 26-1- Cass., I, 2-10-1986). Non è richiesta, invece,
1999), ovvero di carattere ludico, gratuito, la consapevolezza dell’idoneità al disturbo
volontaristico o cooperativo (si pensi alla delle persone nell’ipotesi di cui al 1° comma
gestione di una discoteca, caso di frequente (Cass., I, 10-2-1994), né l’eventuale autoriz-
ricorrenza, che deve avere una soglia minima zazione dell’Autorità, che non scrimina la
di rispetto dei valori sonori di cui al D.P.C.M. commessa turbativa della quiete pubblica.
1-3-1991, emanato in attuazione della l. n. Né rileva l’eventuale errore sulla legge penale,
349/1986). Il minor profilo sanzionatorio anche quale errore di diritto sulla norma di rin-
legato a tale condotta di reato si giustifica per vio nell’ipotesi di cui al 2° comma.
la minore gravità derivante dallo svolgimento Il reato si consuma al momento della produ-
di un’attività lavorativa socialmente utile e/o zione dell’attività rumorosa idonea ad arrecare
• 1155 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 659

disturbo al riposo o all’attività delle persone. secondo luogo, diverso è lo scopo delle due
Trattasi di fattispecie eventualmente perma- norme, mirando la prima a tutelare la tranquil-
nente (Cass., I, 11-3-1995) in quanto al per- lità pubblica e, quindi, i diritti costituzional-
fezionamento istantaneo della condotta di mente garantiti come le occupazioni o il ripo-
emissione di rumori molesti può seguire una so delle persone, mentre la seconda prescinde
protrazione del disturbo nel tempo, con conti- dall’accertamento che sia stato arrecato un
nuazione della consumazione, che cessa al effettivo disturbo alle persone, essendo diretta
momento del venir meno degli effetti di fasti- unicamente a stabilire i limiti della rumorosità
dio (Cass., I, 27-2-1998). delle sorgenti sonore, oltre i quali deve ritener-
si sussistente l’inquinamento acustico.
6 • RAPPORTI CON ALTRI REATI ❐ Pertanto, essendo ben distinti gli scopi perse-
guiti dalle due norme, nel caso di specie non
L’ipotesi contravvenzionale di cui al 2° comma ricorre l’applicazione del principio di speciali-
ha natura speciale rispetto alla fattispecie tà, dovendosi escludere che la disposizione
contemplata nel 1° comma, e quindi deve amministrativa di cui all’art. 10 della l. n.
essere escluso il concorso tra le due fattispe- 447/1995 abbia assorbito la norma prevista
cie (Cass., I, 1-7-1994). dall’art. 659, 1° comma.
Viene ritenuto ammissibile il concorso con i
reati di getto pericoloso di cose (➠ 674), stan-
te la diversa oggettività giuridica e di struttura
7 • RINTOCCHI DI CAMPANE ❐
delle rispettive condotte di reato. In giurisprudenza si è affermato che sussiste
L’intervento di una specifica violazione ammi- sempre l’illecito di cui all’art. 659, 1° comma,
nistrativa in tema di inquinamento acustico nel caso di abituale diffusione, a mezzo di
per effetto dell’art. 10 della l. n. 447/1995 altoparlanti sistemati sul campanile di una
(Legge-quadro sull’inquinamento acustico), chiesa, di rintocchi di campane e di altre
che stabilisce i limiti di rumorosità delle sor- emissioni sonore connesse allo svolgimento di
genti sonore oltre i quali deve ritenersi sussi- funzioni religiose, con superamento dei limiti
stente l’inquinamento acustico, stante la per- fissati dal D.P.C.M. 11-11-1997 (Cass., I, 19-
fetta identità della situazione considerata 1-2001). Infatti, poiché, come sopra eviden-
dalla norma penale e quella di più ampio con- ziato, per la sussistenza della contravvenzione
tenuto sanzionata solo in via amministrativa, di cui al 1° comma dell’art. 659 è sufficiente
di tipo speciale, non ha avuto alcun effetto la dimostrazione che la condotta posta in esse-
abrogativo sulla norma incriminatrice di cui al re dall’agente sia tale da poter disturbare un
1° comma dell’art. 659, diretta a sanzionare numero indeterminato di persone, deve rite-
gli effetti negativi della rumorosità in funzione nersi sussistente l’illecito de quo laddove
della tutela della tranquillità pubblica. Difatti, risulti accertato in punto di fatto che i rumori
la disposizione di cui al 1° comma è ben (costituiti dai rintocchi delle campane e dalla
distinta rispetto a quella prevista dall’art. 10 diffusione di funzioni religiose a mezzo di alto-
della l. n. 447/1995, riguardando la prima gli parlanti montati sul campanile) per la loro
effetti negativi della rumorosità, mentre la intensità e per la loro diffusione all’esterno
seconda prende in considerazione solo il supe- arrechino concretamente disturbo al riposo e
ramento di una certa soglia di rumorosità. In alla quiete dei cittadini.

ESEMPIO DI CAPO DI IMPUTAZIONE RELATIVO AL REATO IN ESAME

Del reato previsto e punito dall’art. 659, 1° comma, c.p., perché, non provvedendo a
sistemare i propri cani in luogo idoneo e consentendo che gli stessi in orario notturno
660 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1156
emettessero latrati e strepito di animali, recava disturbo al riposo delle persone che vive-
vano nelle immediate vicinanze.
In ..., in data 19-11-1998 e nei tre mesi antecedenti.

L’esempio, tratto dalla giurisprudenza (Cass., I, 28-3-1995), esprime un’ipotesi


in cui la Cassazione ha ritenuto ricorrere gli estremi del reato, sub specie della con-
dotta dello strepito di animali, in ragione dell’idoneità dei rumori molesti provoca-
ti dai cani a turbare il riposo delle persone, in ragione della suscettibilità di incidere
sulla tranquillità sociale, per intensità di suoni e per l’orario in cui questi vengono
prodotti dagli animali.
Trattandosi di ipotesi di pericolo, è necessario accertare che gli schiamazzi o stre-
piti, in quanto travalicanti per la loro oggettività i limiti della normale tollerabilità,
siano potenzialmente lesivi ed idonei a disturbare il riposo dei vicini in un numero
indeterminato di persone, restando del tutto indifferente che una o più persone
abbiano effettivamente avvertito il disturbo, elemento non incidente sulla lesione al
bene giuridico della pubblica tranquillità (Cass., I, 31-3-1994).
L’eventuale sussistenza e confluenza di altre fonti rumorose, pure di medesima
natura (altri latrati di animali) non esclude la configurabilità del reato, ove le carat-
teristiche dei suoni emessi dall’animale siano ex se idonei a provocare disturbo al
riposo delle persone (analogamente, nel caso dello strepitio di un merlo indiano sulla
pubblica strada: Cass., I. 14-7-1993).

660 • Molestia o disturbo alle persone


Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del te-
lefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o di-
sturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516 (1).
(1) L’ammenda originaria fino a L. 5.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113
della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • IL BENE-INTERESSE PROTETTO ❐ 2 • SOGGETTO ATTIVO E SOGGETTO PASSIVO


DEL REATO ❐
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è l’or- Soggetto attivo del reato può essere “chiunque”,
dine pubblico, inteso in senso generico quale e quindi trattasi di reato comune.
pubblica tranquillità, ossia come condizione psi- La dimensione pubblica del bene-interesse tute-
cologica collettiva scevra da motivi di allarme, lato (quiete pubblica) consente di individuare,
commozione o molestia (Sabatini). Tale bene- quale soggetto passivo del reato, la collettività,
interesse è affiancato dalla quiete privata, condi- rilevando la lesione dell’interesse alla quiete del
zione anch’essa rientrante nella nozione di ordi- singolo solamente come espressione delle istan-
ne pubblico, seppure limitata al perturbamento ze collettive di tranquillità, ossia per i riflessi e
di singoli individui per la reazione che la mole- gli effetti di turbamento che la condotta ha su
stia o il disturbo può suscitare sugli altri. questa. Ciò spiega la perseguibilità ex officio del
• 1157 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 660

reato e l’eventuale configurabilità della contrav- del telefono, riferimento generico interpretato
venzione anche in assenza di querela per fatti- estensivamente come relativo a qualsivoglia
specie concorrenti soggette a tale condizione di mezzo di comunicazione a distanza, ivi compre-
procedibilità (Cass., I, 1-7-2002; Cass., III, 12- so il citofono o il fonoriproduttore.
12-1999). Il reato di molestie a mezzo del telefono è confi-
La condotta tipica si sostanzia nella molestia o gurabile anche quando sia commesso a mezzo di
disturbo realizzati in luogo pubblico o aperto al sms (short messages system), atteso che anche
pubblico o con il mezzo del telefono, mezzi o in tal caso la trasmissione dei messaggi avviene
modalità per loro natura e contenuto idonei a tur- attraverso sistemi telefonici ed il mittente riesce
bare la pubblica tranquillità. a realizzare comunque l’intento di turbare la
Per disturbo (➠ 659) deve intendersi qualsiasi quiete e la tranquillità psichica del destinatario,
attività che arrechi fastidio e sensazione psichi- dal momento che quest’ultimo è costretto a leg-
ca di disagio ed intollerabilità in capo a terzi. gere il contenuto di detti messaggi prima di poter
Non è necessario che la persona disturbata sia identificare il soggetto dal quale essi provengono
presente, essendo sufficiente la percezione della (Cass., III, 1-7-2004).
semplice alterazione delle condizioni in cui si
svolgono le occupazioni delle persone.
Per molestia si intende tutto ciò che altera dolo-
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO ❐
rosamente o in modo importuno, in via diretta o L’elemento soggettivo del reato è esclusivamente
mediata, l’atteggiamento psichico di una perso- il dolo generico, essendo richiesto che il fatto
na, prescindendo dal fatto che sia durevole o venga commesso per petulanza o per altro biasi-
momentanea. mevole motivo (Antolisei), quali motivi specifici
L’intensità e l’ambito della molestia o del distur- della condotta qualificanti in senso oggettivo la
bo deve essere verificata in rapporto al possibile molestia o il disturbo e non tali, quindi, da inte-
effetto di turbamento della pubblica tranquillità grare il dolo specifico (Flick; Cass., I, 3-12-
e quindi accertata in rapporto alla psicologia nor- 1994; contra Cass., I, 20-11-1991, per la quale
male media (Cass., V, 24-9-1984), a nulla rile- la fattispecie è caratterizzata dal dolo specifico,
vando l’eventuale mancata percezione della per- richiedendosi che la condotta sia diretta al fine
sona offesa. È comunque necessario che la specifico di interferire inopportunamente nell’al-
molestia o il disturbo siano indirizzati verso per- trui sfera di libertà).
sone determinate e non verso il pubblico o la col- In particolare, quanto alle connotazioni dell’azio-
lettività in generale (“reca a taluno molestia o ne, per petulanza deve intendersi l’arroganza,
disturbo”). l’insolenza, la sfacciataggine, l’essere indiscreti
Per luogo pubblico si intende qualsivoglia spazio (Cass., I, 7-1-1994), mentre per biasimevole
accessibile ad un numero indeterminato di sog- motivo deve farsi riferimento, in senso residuale,
getti, senza restrizioni o atti autorizzativi che ne ad ogni movente riprovevole ex se o in rapporto
delimitino l’accesso; mentre luogo aperto al pub- alla qualità della persona molestata (Cass., I, 21-
blico è quello in cui la collettività può accedere 9-1993; Cass., V, 14-10-1982).
solo in alcuni momenti ovvero adempiendo a La sussistenza del motivo di petulanza, quale
specifiche condizioni poste da chi esercita un elemento costitutivo della fattispecie, è incom-
diritto sul luogo medesimo. Il fatto che l’azione patibile con l’aggravante comune del motivo
si verifichi in luogo pubblico indica sia il caso in abbietto o futile (➠ 61, n. 1), e ne esclude l’ap-
cui il soggetto si trovi in un luogo pubblico, sia plicabilità (Manzini).
l’ipotesi in cui l’effetto di disturbo, pur prove-
niente da luogo privato, si manifesti in luogo
pubblico o aperto al pubblico (Cass., I, 23-12-
4 • MOMENTO CONSUMATIVO DEL REATO ❐
1986). Il reato si consuma al momento della produzione
Condizione alternativa di manifestazione della dell’effetto di disturbo o di molestia, anche se
condotta di molestia o disturbo è l’uso del mezzo non percepito dalla persona offesa. Trattasi di
660 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1158
fattispecie eventualmente permanente (Franco) Viceversa, si ritiene non prospettabile il concorso
in quanto al perfezionamento istantaneo della tra la contravvenzione in esame e le condotte di
condotta di molestia può seguire una protrazione atti sessuali (➠ 609bis, già previsti quali atti di
del disturbo nel tempo, con continuazione della libidine violenta ai sensi dell’abrogato art. 521
consumazione, che cessa al momento del venir c.p.) e di atti osceni (➠ 527).
meno degli effetti di fastidio (Cass., I, 27-2- Il motivo biasimevole o la petulanza oggetto del
1998). dolo richiesto dalla norma sono certamente in
astratto compatibili con l’eventuale esercizio di
5 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐ un proprio diritto o posizione di vantaggio, quan-
do questo avvenga con iattanza, malanimo o per
Se il fatto contravvenzionale è commesso dispetto. Viene comunque esclusa la possibilità
mediante minacce (➠ 612), ingiurie (➠ 594) o di concorso formale con il delitto di esercizio
percosse (➠ 581), ovvero ponendo in essere atti arbitrario delle proprie ragioni (➠ 392), che si
di danneggiamento (➠ 635), non sussiste alcun presenta quale ipotesi assorbente rispetto alla
rapporto di specialità tra le fattispecie, ma una contravvenzione in esame, che ricorrerà nel solo
mera interferenza tra norme stante la disomoge- caso in cui l’agente non agisca al fine di farsi
neità dei beni interessi tutelati e la non coinci- ragione da sé, intendendo tutelare un proprio
denza delle condotte tipizzate. diritto (Cass., V, 2-3-1990).

ESEMPIO DI CAPO DI IMPUTAZIONE RELATIVO AL REATO IN ESAME

a) Del reato previsto e punito dall’art. 660 c.p. perché, a mezzo del telefono,
infastidiva continuamente .... e i componenti il nucleo familiare di questa, anche
mediante la condotta descritta sub b).
b) Del reato previsto e punito dagli artt. 81, 612 c.p. perché minacciava di morte
... e la sua famiglia, con la condotta di cui sub a), proferendo frasi di minaccia ed in
particolare le parole “vi mando tutti all’ospedale, è meglio per voi che vi trasferite”.
In Tivoli dall’agosto al 10-12-2001.

L’esempio mostra un’ipotesi di concorso formale tra la contravvenzione ed


il delitto di minacce, che assume la natura di reato mezzo per la perpetrazio-
ne dell’ipotesi contravvenzionale, per la quale elemento caratterizzante è l’uso
del telefono (frequenti sono i casi di disturbi provocati col mezzo del telefo-
no in orario notturno, con telefonate senza apparente scopo, del resto irrile-
vante quale motivo personale dell’azione: Cass., V, 25-1-1997).
Analoga ipotesi di concorso tra reati si ha anche in relazione alle accensioni
od esplosioni pericolose, come nel caso del lancio di un petardo verso una per-
sona determinata in senso di sfida o per procurare fastidio (Cass. 27-4-1973).
Anche un insistente pedinamento (Cass., I, 23-1-2000) o una presenza ed
attesa continua della persona offesa sotto la sua abitazione, in orario nottur-
no, con compresenza di più persone, o il corteggiamento con attenzioni mor-
bose, può realizzare la condotta tipica se idonea ad essere fonte di disturbo o
molestia alla persona. Integra il reato di molestia la condotta di chi scatta
fotografie, anche per una sola volta, al proprio vicino di casa ed ai suoi ospi-
• 1159 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 661

ti contro la loro volontà; a nulla rileva che l'autore degli scatti adduca a giu-
stificazione del suo comportamento la circostanza che le foto erano state fatte
per aver un contenzioso civile in corso col dirimpettaio e che, comunque, la
condotta non aveva assunto il carattere dell'abitualità, atteso che il reato in
questione non deve assumere carattere necessariamente abituale e può essere
realizzato anche con una sola azione di per sé idonea a recare molestia (cass.
Pen., sez. I, 24 febbraio 2009 n. 10409”.

661 • Abuso della credulità popolare


Chiunque, pubblicamente cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di
abusare della credulità popolare è punito, se dal fatto può derivare un turbamento del-
l’ordine pubblico, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 1.032 (1).
(1) L’ammenda originaria fino a L. 10.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961,
n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge
20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art.
113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE TUTELATO E SOGGETTO ATTIVO ❐ zioni di arretratezza culturale, ignoranza, sogge-


zione, superstizione etc. Tale modalità attuativa
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è di inganno, per sua natura e contenuto, deve
l’ordine pubblico, inteso in senso generico essere idonea a turbare l’ordine pubblico
quale pubblica tranquillità, condizione psicolo- (Cass., I, 24-6-1998).
gica collettiva posta in pericolo dagli abusi, con La norma richiede che la condotta avvenga
qualsiasi impostura, della credulità popolare pubblicamente (➠ 226), cioè in luogo pubbli-
(Vigna-Bellagamba), che abbiano una specifica co o aperto al pubblico, intesi come spazi
idoneità a turbare l’ordine pubblico. accessibili ad un numero indeterminato di sog-
Soggetto attivo del reato può essere “chiun- getti senza restrizioni o per periodi limitati ed
que”, e quindi trattasi di reato comune. adempiendo a specifiche condizioni poste da
chi esercita un diritto sul luogo medesimo.
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ L’indeterminatezza dei soggetti destinatari
della condotta consente di ritenere avvenuta
La condotta tipica si sostanzia nell’abusare pubblicamente anche l’eventuale condotta che
della credulità popolare, cioè nel trarre vantag- si sia estrinsecata nell’utilizzo del mezzo della
gio della corrività delle persone a prestare fede stampa o di altro strumento di diffusione di
a determinati fatti o eventi irrazionali a causa di massa.
condizioni di deficienza culturale o intellettiva o La ricostruzione in termini di fattispecie di
per tendenza alla superstizione. pericolo astratto deriva dalla previsione di un
Il mezzo attuativo della condotta di abuso deve potenziale turbamento dell’ordine pubblico,
essere l’impostura, ossia qualunque atteggia- che non costituisce condizione obiettiva di
mento malizioso diretto ad ingannare ed idoneo punibilità ma elemento costitutivo della con-
allo scopo in relazione alle persone verso cui si dotta tipica, pur non richiedendo la norma che
esplica (Antolisei). Tale è la falsa rappresenta- si determini un effettivo turbamento o che si
zione del vero con cui il soggetto attivo profitta riesca effettivamente ad abusare della creduli-
della credulità popolare speculando su condi- tà popolare.
662-663 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1160
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
DEL REATO ❐ 4 • RAPPORTI CON ALTRI REATI ❐
Elemento soggettivo del reato è il dolo gene- Quanto ai rapporti con altre figure di reato, la
rico, il quale consiste nella rappresentazione contravvenzione in esame si differenzia dal
e volontà dell’abuso della credulità popola- delitto di truffa (➠ 640) in quanto la condot-
re. Rimane al di fuori del fuoco del dolo sia ta di impostura, che può presentare carattere
il fine o lo scopo di lucro dell’agente, sia comune con gli artifizi e raggiri, è diretta
l’intento di turbare l’ordine pubblico. verso un numero indeterminato di destinatari,
Il reato si consuma al momento dell’attuazione mentre la truffa richiede l’induzione in errore
di una condotta di impostura idonea a produrre di un soggetto determinato (Cass., II, 1-4-
un effetto di turbamento dell’ordine pubblico. 1966).

§2
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA VIGILANZA
SUI MEZZI DI PUBBLICITÀ

662 • Esercizio abusivo dell’arte tipografica (1)


(1) Articolo abrogato dall’art. 13 del d.lgs. 13-7-1994, n. 480 (Riforma della disciplina sanzionatoria conte-
nuta nel Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773).

663 • Vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni


Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, vende o distribuisce o
mette comunque in circolazione scritti o disegni, senza avere ottenuto l’autorizza-
zione richiesta dalla legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da
euro 51 a euro 309 (1) (2).
Alla stessa sanzione (3) soggiace chiunque, senza licenza dell’Autorità o senza
osservarne le prescrizioni, in luogo pubblico, aperto o esposto al pubblico, affigge
scritti o disegni, o fa uso di mezzi luminosi o acustici per comunicazioni al pubbli-
co, o comunque colloca iscrizioni o disegni (4).
Le disposizioni dei commi 1 e 2 non si applicano all’affissione di scritti o disegni
fuori dai luoghi destinati dall’autorità competente (5).
(1) Le parole “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309” hanno sostitui-
to le parole “è punito con l’arresto fino a un mese e con l’ammenda fino a lire cinquantamila”, ex art. 46, com-
ma 1, lett. a), del d.lgs. 30-12-1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionato-
rio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205).
(2) Si veda anche l’art. 113 del r.d. 18-6-1931, n. 773, recante il testo unico delle leggi di pubblica sicu-
rezza.
(3) Le parole “alla stessa sanzione” hanno sostituito le parole “alla stessa pena”, ex art. 46, comma 1, lett. b),
del d.lgs. n. 507/1999, cit.
(4) La Corte costituzionale, con sentenza 14-6-1956, n. 1, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del-
le disposizioni di questo articolo riferite all’art. 113 (escluso il comma 5) del testo unico di pubblica sicurezza.
(5) Comma aggiunto dall’articolo 8 del d.lgs. 13-7-1994, n. 480 (Riforma della disciplina sanzionatoria
contenuta nel Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773).
• 1161 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 663bis

1 • GENERALITÀ ❐ re subordinata alla licenza dell’autorità ammi-


nistrativa) per la palese contrarietà con l’art.
La disposizione in esame è stata depenalizza- 24 Cost. e per la necessità che l’azione della
ta per effetto del d.lgs. 30-12-1999, n. 507. P.A. trovi limiti di controllo giurisdizionale
In precedenza, la disposizione normativa (Corte cost. 5-6-1956, n. 1).
aveva formato indirettamente oggetto di inter- Tale rilevato profilo di incostituzionalità aveva
vento della Corte costituzionale, che aveva travolto tutte le disposizioni previste dall’art.
dichiarato illegittimo l’art. 113 del T.u.p.s. (il 113 del T.u.l.p.s., lasciando in piedi il solo
quale prevedeva le ipotesi in cui la vendita o comma 5, relativo all’ipotesi di affissione dei
distribuzione di scritti o disegni dovesse esse- manifesti all’interno degli spazi consentiti.

663bis • Divulgazione di stampa clandestina (1)


Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque in qualsiasi modo divulga stampe
o stampati pubblicati senza l’osservanza delle prescrizioni di legge sulla pubblica-
zione e diffusione della stampa periodica e non periodica, è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da euro 103 a euro 619.
Per le violazioni di cui al presente articolo non è ammesso il pagamento in misu-
ra ridotta previsto dall’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
(1) Articolo aggiunto dall’art. 5 della l. 4-3-1958, n. 127 (Modificazioni alle disposizioni del codice penale re-
lative ai reati commessi col mezzo della stampa), e successivamente così sostituito dall’art. 47 del d.lgs. 30-12-
1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’articolo 1 della leg-
ge 25 giugno 1999, n. 205).

1 • RATIO E SOGGETTO ATTIVO ❐ Trattasi di reato istantaneo, che si realizza nel


luogo e nel momento della divulgazione effet-
La norma è stata introdotta dalla l. n. tiva delle copie, luogo nel quale si radica
127/1958 per far fronte alla riduzione delle anche la competenza del giudice, costituendo
possibilità applicative dell’art. 663 per effetto locus commissi delicti (Cass., I, 26-11-
della sentenza della Corte Costituzionale del 1975).
5-6-1956, n. 1 (➠ 663). Per divulgazione s’intende la circolazione o la
La ratio incriminatrice è la repressione della pub- consegna delle copie o degli stampati a un
blicazione e diffusione della stampa clandestina, numero indeterminato di persone, non essen-
rispetto alla quale, cioè, non risultano adempiu- do sufficiente la semplice consegna a una sola
te le formalità prescritte dalla legge (Antolisei). persona o ad un numero determinato o ristret-
Soggetto attivo del reato può essere “chiun- to di persone (Cass., I, 20-6-1973).
que” (esercente professione tipografica o simi- Oggetto materiale della condotta di divulgazio-
lare o qualunque altro soggetto), e quindi trat- ne sono le stampe o gli stampati, in forma
tasi di reato comune. periodica o non periodica, comprese le lettere
ciclostilate, i volantini e gli altri fogli conte-
2 • CONDOTTA TIPICA ❐ nenti la riproduzione meccanica di una plura-
lità di esemplari dello stesso tenore.
La condotta tipica si sostanzia nel divulgare La qualifica di illecito della condotta deriva
stampe o stampati in violazione delle prescri- dall’illegittimità della stampa, in quanto pub-
zioni di legge sulla pubblicazione e diffusione blicata senza l’osservanza delle prescrizioni di
della stampa periodica e non periodica. legge (Sabatini).
664 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1162
Per la determinazione concreta di tali prescri- 4 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐
zioni occorre rinviare alla l. n. 47/1948, aven-
te ad oggetto la disciplina dell’attività di pub- La contravvenzione in esame ha carattere resi-
blicazione, ed alla l. n. 374/1939 per la disci- duale, per effetto della clausola di riserva for-
plina della diffusione della stampa. mulata all’inizio del 1° comma (“salvo che il
fatto costituisca reato”).
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO ❐ Il principio di assorbimento opera in ogni
caso di interferenza con una diversa dispo-
L’elemento soggettivo del reato, trattandosi di sizione incriminatrice, quale la diffamazione
contravvenzione, è la colpa o il dolo generico a mezzo stampa (➠ 595) o il reato di stam-
(consistente nella rappresentazione e volontà pa clandestina (art. 16, l. n. 47/1948)
della pubblicazione di stampa in assenza del- quando la divulgazione è opera della mede-
l’osservanza delle prescrizioni normative sulla sima persona che ha effettuato la pubblica-
pubblicazione). Per effetto del rinvio generico zione.
operato dalla norma in esame ad una diversa La condotta dell’attacchino che affigge
fonte normativa (le prescrizioni di legge relati- manifesti clandestini rientra, invece, nella
ve alla pubblicazione e diffusione della stam- contravvenzione in esame, quando questi
pa), non rileva l’eventuale errore o la mancata non abbia in alcun modo partecipato
conoscenza di questa, configurandosi come all’attività di stampa (Cass., VI, 28-1-
errore di diritto. 1978).

664 • Distruzione o deterioramento di affissioni


Chiunque stacca, lacera o rende comunque inservibili o illeggibili scritti o dise-
gni, fatti affiggere dalle Autorità civili o da quelle ecclesiastiche, è punito con la san-
zione amministrativa pecuniaria da euro 77 a euro 464 (1).
Se si tratta di scritti o disegni fatti affiggere da privati, nei luoghi e nei modi con-
sentiti dalla legge o dall’Autorità, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria
da euro 51 a euro 309 (2).
(1) Le parole “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 77 a euro 464” hanno sostituito le
parole “è punito con l’ammenda fino a lire seicentomila”, ex art. 48, comma 1, lett. a), del d.lgs. 30-12-1999, n.
507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 giu-
gno 1999, n. 205).
(2) Le parole “si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309” hanno sostituito le pa-
role “la pena è dell’ammenda fino a lire duecentomila”, ex art. 48, comma 1, lett. b), del d.lgs. n. 507/1999, cit.

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO E SOGGETTO ATTIVO ❐ viene affisso, e quindi trattasi di reato comune.
Deve ritenersi scriminata la condotta posta in
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è essere da coloro che sono preposti a rimuove-
l’ordine pubblico, inteso in senso generico re i manifesti, ovvero che abbiano un diritto in
quale pubblica tranquillità collettiva garantita relazione al rapporto di affissione.
attraverso il rispetto delle affissioni legittima-
mente esposte al pubblico.
Soggetto attivo del reato può essere “chiunque”,
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
ivi compreso il soggetto proprietario del sito o La condotta tipica si sostanzia nello staccare,
del luogo nel quale lo stampato o manifesto lacerare o rendere inservibili o illeggibili scrit-
• 1163 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 665

ti o disegni fatti affiggere da autorità pubbli- gere da privati. L’esempio ricorrente in giuri-
che o da privati in spazi a ciò destinati. sprudenza è quello dei manifesti affissi da
Sono scritti tutti gli stampati, i dattiloscritti e partiti politici, attesa la loro natura di asso-
i manoscritti, mentre sono disegni le rappre- ciazioni private, sempre che siano affissi in
sentazioni grafiche di figure su carta o su luoghi a ciò deputati (Cass., VI, 29-3-
superfici similari (Antolisei). 1974).
La norma disegna due fattispecie autonome
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
(Sabatini), il cui elemento differenziale è dato
dal soggetto che ha disposto l’affissione dei
DEL REATO ❐
manifesti o dei disegni danneggiati (autorità La condotta realizzata su manifesti (scritti o dise-
pubblica nel 1° comma, soggetti privati nel- gni) che abbiano esaurito il loro compito e siano
l’ipotesi di cui al 2° comma). destinati ad essere ricoperti o rimossi, non deve
Staccare significa togliere dal sito lo scritto o ritenersi lesiva ed è, quindi, estranea all’area di
il disegno; lacerare indica un ridurre in pezzi o punibilità del reato in esame (Sabatini).
a brandelli lo stampato; rendere comunque Tale assunto si riverbera sull’elemento sogget-
illeggibile o inservibile esprime una formula tivo del reato, consiste nella colpa o nel dolo
residuale che ha riguardo non al danneggia- generico (rappresentazione e volontà della
mento dello stampato in sé, ma al fatto che condotta tipica).
questo non ha più la possibilità di svolgere la Il reato si consuma al momento dell’attuazio-
propria funzione (si pensi alla cancellazione, ne della condotta di danneggiamento, rimozio-
sovrapposizione di disegni, di tratti di colore, ne o deturpamento dello scritto o del disegno
al deturpamento delle immagini, alle sopra- affisso.
scritte etc.). È comunque necessario che gli
scritti o i disegni siano già affissi, venendo in
essere, in caso contrario, il diverso reato di
4 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐
danneggiamento aggravato (➠ 635). La contravvenzione in esame si differenzia dal
La prima ipotesi di reato (1° comma) si rea- delitto di furto (➠ 624) in relazione alla sussi-
lizza quando il fatto è stato commesso su stenza del fine di profitto, ipotesi più grave
disegno o scritto fatto affiggere da che assorbe la contravvenzione in quanto la
un’Autorità civile o ecclesiastica. Nel concet- condotta di distacco è necessaria per attuare
to di Autorità civile è ricompresa anche l’impossessamento e quindi diventa elemento
l’Autorità militare, in quanto il termine civile costitutivo del furto (Manzini). Se il fatto, inve-
viene inteso in senso opposto a quello di ce, è commesso con disprezzo verso l’Autorità,
ecclesiastico. ricorrerà l’ipotesi di cui all’art. 345 (offesa
La seconda ipotesi (2° comma) prevede che all’Autorità mediante danneggiamento di affis-
gli scritti danneggiati siano stati fatti affig- sioni).

§3
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA VIGILANZA SUTALUNE INDUSTRIE
E SUGLI SPETTACOLI PUBBLICI

665 • Agenzie di affari ed esercizi pubblici non autorizzati o vietati


(1)
(1) Articolo abrogato dall’art. 13 del d.lgs. 13-7-1994, n. 480 (Riforma della disciplina sanzionatoria conte-
nuta nel Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773).
666 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1164

666 • Spettacoli o trattenimenti pubblici senza licenza (1)


Chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo pubblico o aperto o espo-
sto al pubblico, dà spettacoli o trattenimenti di qualsiasi natura, o apre circoli o sa-
le da ballo o di audizione, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da
euro 258 a euro 1.549 (2).
Se la licenza è stata negata, revocata o sospesa, si applica la sanzione amministra-
tiva pecuniaria da euro 413 a euro 2.478 (3).
È sempre disposta la cessazione dell’attività svolta in difetto di licenza. Se l’atti-
vità è svolta in locale per il quale è stata rilasciata autorizzazione o altro titolo abili-
tativo all’esercizio di diversa attività, nel caso di reiterazione delle violazioni di cui
al primo comma e nell’ipotesi prevista dal secondo comma è disposta altresì la
chiusura del locale per un periodo non superiore a sette giorni (4).
Per le violazioni previste dal presente articolo non è ammesso il pagamento in
misura ridotta a norma dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (4).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 15-4-1970, n. 56, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del
presente articolo, “nella parte in cui prescrive che per i trattenimenti da tenersi in luoghi aperti al pubblico, e non
indetti nell’esercizio di attività imprenditoriali, occorre la licenza del questore”.
(2) Le parole “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 258 a euro 1.549” hanno sostitui-
to le parole “è punito con l’ammenda da lire ventimila a un milione”, ex art. 49, comma 1, lett. a), del d.lgs. 30-
12-1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’articolo 1 della
legge 25 giugno 1999, n. 205).
(3) Le parole “si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 413 a euro 2.478” hanno sostituito le
parole “la pena è dell’arresto fino a un mese”, ex art. 49, comma 1, lett. b), del d.lgs. n. 507/1999, cit.
(4) Comma inserito dall’art. 49, comma 1, lett. c), del d.lgs. n. 507/1999, cit.

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO E SOGGETTO ATTIVO ❐ o trattenimento, non estendendosi la respon-


sabilità ai singoli soggetti che prestano la pro-
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è pria opera professionale nello spettacolo
l’ordine pubblico, inteso come pubblica tran- (musicisti, attori, cantanti etc.).
quillità, condizione psicologica collettiva posta
in pericolo dall’espletamento abusivo di deter-
minate attività di intrattenimento, quali sale
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
da ballo o di audizione, spettacoli in luoghi La condotta tipica, di tipo commissivo, si rea-
pubblici od aperti od esposti al pubblico etc., lizza con l’espletamento delle condotte di dare
quando ciò comporti impedimento al controllo spettacoli o trattenimenti, aprire circoli o sale
della autorità di P.S. (Manzini). da ballo o da audizione in modo arbitrario,
Soggetto attivo del reato può essere solo colui condotte alternative suscettibili di concorrere
che sia responsabile dell’attività ludica o di tra loro.
intrattenimento, che dia spettacoli o tratteni- Carattere comune alle condotte è lo svolgi-
menti, apra circoli o sale da ballo o da audi- mento delle attività di cui sopra in assenza di
zione: nella specie, l’area soggettiva deve licenza. La prima ipotesi consiste nel dare
essere limitata a colui che abbia l’obbligo di spettacolo o trattenimento al pubblico, a tito-
munirsi della licenza e quindi svolga le funzio- lo oneroso o gratuito, sotto forma di rappresen-
ni, anche di fatto, di imprenditore, organizza- tazioni sceniche (spettacolo) o di riunioni a
tore o dirigente rispetto al pubblico spettacolo scopo di divertimento cui partecipano attiva-
• 1165 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 667

mente gli intervenuti (trattenimento). Tale ulti- co alla cui gestione il mezzo di diffusione
ma ipotesi è stata circoscritta, per effetto degli sonora non appare destinato.
interventi della Corte costituzionale (sent. n. Il 2° comma prevede una specifica circostan-
142/1967 e n. 56/1970), ai casi di svolgi- za aggravante di tipo oggettivo, consistente
mento in forma imprenditoriale, escludendosi nello svolgimento delle attività suindicate in
le mere riunioni private con scopo di diverti- condizioni di licenza negata, revocata o sospe-
mento o passatempo. sa. La ratio dell’aggravamento consiste nel
Per la configurazione del reato occorre che lo disprezzo dell’ordine dell’Autorità.
spettacolo o il trattenimento abbia inizio, non
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
essendo configurabile il tentativo trattandosi
di fattispecie contravvenzionale.
DEL REATO ❐
La seconda ipotesi contravvenzionale consiste L’elemento soggettivo del reato, trattandosi di
nell’aprire circoli, sale da ballo o da audizione. contravvenzione, è la colpa o il dolo generico,
Con il termine circoli si intendono i locali aper- consistente nella rappresentazione e volontà
ti al pubblico a scopo di ballo o di audizione, della condotta di svolgere le citate attività
gratuitamente o a pagamento; nelle sale da senza essere in possesso della licenza
ballo si fanno rientrare anche le scuole di danza, dell’Autorità di pubblica sicurezza (Cass., I,
nei limiti in cui vi sia partecipazione attiva del 13-12-1985).
pubblico alla danza (sono escluse le scuole ove Il reato si consuma al momento dell’apertura
viene svolta semplice attività di insegnamento: del locale pubblico, ovvero dell’inizio dell’atti-
Cass., I, 25-2-1989); le sale da audizione sono vità di spettacolo, e nel luogo in cui tali attivi-
i locali che offrono produzione musicale. tà hanno effettivo inizio.
La norma richiede che le condotte descritte si
realizzino in luogo pubblico, aperto o esposto
al pubblico, intesi come spazi accessibili a un
4 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐
numero indeterminato di soggetti, senza La contravvenzione in esame è assorbita dal
restrizioni o per periodi limitati, ed adempien- reato di rappresentazioni teatrali e cinemato-
do a specifiche condizioni poste da chi eserci- grafiche abusive (➠ 668) quando viene data
ta un diritto sul luogo medesimo (➠ 662). Tali una rappresentazione teatrale o cinematografi-
sono anche i locali per l’accesso nei quali è ca senza averne fatto preventiva comunicazio-
necessario l’acquisto di un biglietto o il rila- ne all’Autorità. In presenza della comunicazio-
scio di una tessera, quando sia consentito un ne ma in assenza della licenza viene in rilievo
accesso indiscriminato a chiunque, trattando- la sola condotta ex art. 666.
si di meri espedienti per eludere l’obbligo di La norma è suscettibile di concorso con il
munirsi della prescritta licenza. reato di apertura abusiva di luoghi di pubblico
L’attività descritta deve essere il principale e spettacolo o trattenimento (➠ 681), che fa
preponderante oggetto della gestione impren- riferimento non al profilo dell’assenza di licen-
ditoriale, cosicché è escluso che ricorra l’ipo- za ma alla mancata osservanza delle prescri-
tesi contravvenzionale nel caso di un impianto zioni imposte a tutela della incolumità pubbli-
stereofonico o di un televisore installati all’in- ca, con differente profilo oggettivo e bene-
terno di locale bar-ristorante, esercizio pubbli- interesse tutelato dalle norme.

667 • Esecuzione abusiva di azioni destinate a essere riprodotte col ci-


nematografo (1)
(1) Articolo abrogato dall’art. 13 del d.lgs. 13-7-1994, n. 480 (Riforma della disciplina sanzionatoria conte-
nuta nel Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773).
668 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1166

668 • Rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive (1)


Chiunque recita in pubblico drammi o altre opere, ovvero dà in pubblico pro-
duzioni teatrali di qualunque genere, senza averli prima comunicati all’Autorità, è
punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 309 (2).
Alla stessa pena soggiace chi fa rappresentare in pubblico pellicole cinemato-
grafiche, non sottoposte prima alla revisione dell’Autorità.
Se il fatto è commesso contro il divieto dell’Autorità, la pena pecuniaria e la pe-
na detentiva sono applicate congiuntamente.
Il fatto si considera commesso in pubblico se ricorre taluna delle circostanze in-
dicate nei nn. 2 e 3 dell’articolo 266.
(1) Si veda l’art. 15 della l. 21-4-1962, n. 161 (Revisione dei film e dei lavori teatrali), così come sostituito dal-
l’art. 27bis del d.l. 14-1-1994, n. 26 (Interventi urgenti in favore del cinema), convertito, con modificazioni, nel-
la l. 1-3-1994, n. 153, che si riporta:
“15 - Sanzioni e sequestro. Salve le sanzioni previste dal codice penale per le rappresentazioni cinematografi-
che abusive, chiunque non osserva le disposizioni degli artt. 5, 11, 12 e 13 è punito con l’ammenda da euro
2.582 a euro 25.822. Nei casi di maggiore gravità o in casi di recidiva nei reati previsti dall’art. 668 del codice pe-
nale l’autorità giudiziaria, nel pronunciare sentenza di condanna, dispone la chiusura del locale di pubblico
spettacolo per un periodo non inferiore a dieci giorni.
L’autorità di pubblica sicurezza, quando inoltra denuncia all’autorità giudiziaria per i reati previsti dall’art.
668 del codice penale, sequestra il film non sottoposto alla revisione prescritta dalla presente legge o al quale sia
stato negato il nulla osta e ne interdice la proiezione in pubblico sino a che l’autorità giudiziaria non si sia pro-
nunciata.
Non possono essere ammessi alla programmazione in sala i film che non abbiano riportato il nulla osta pre-
visto dalla presente legge. Nel caso in cui venga accertata la proiezione in sala di un film non preventivamente
sottoposto a revisione, ovvero che non abbia riportato il previsto nulla osta, e nel caso in cui la copia proiettata ri-
sulti difforme da quella sottoposta alle commissioni di revisione, si applicano le sanzioni previste dal comma 1”.
(2) L’ammenda originaria fino a L. 3.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113
della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ Bellagamba) ritiene che anche il 1° comma


della norma in esame deve ritenersi abrogato,
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è per l’assenza di un precetto determinativo
l’ordine pubblico e la pubblica tranquillità, della condotta.
quali condizioni psicologiche collettive poste in
pericolo dall’espletamento abusivo di determi-
nate attività di intrattenimento, quali lo svolgi-
2 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA ❐
mento di rappresentazioni teatrali o cinemato- Soggetto attivo del reato può essere soltanto
grafiche, quando ciò comporti impedimento al colui che recita in uno spettacolo, ovvero dà
controllo della autorità di P.S. (Manzini). luogo a produzioni teatrali o cinematografiche
L’ipotesi principale (1° comma) aveva, origina- in pubblico ed è, come tale, responsabile del-
riamente, natura di norma sanzionatoria della l’attività illecita in quanto non comunicata
disposizione di cui all’art. 73 del T.u.l.p.s., all’Autorità. Trattasi, quindi, di reato proprio.
articolo poi abrogato per effetto della l. n. La condotta tipica, di tipo commissivo, si realiz-
480/1994; di qui parte della dottrina (Vigna- za secondo due modalità distinte ma equivalen-
• 1167 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 669

ti, insuscettibili di concorso tra loro, che si strut- za aggravante di tipo oggettivo, consistente
turano nel recitare drammi od opere o nel dare nello svolgimento delle attività suindicate con-
produzioni teatrali di qualsiasi specie, ovvero, tro il divieto dell’Autorità. La ratio dell’aggra-
alternativamente, nel rappresentare in pubblico vamento consiste nel disprezzo per l’ordine
pellicole fotografiche, in forma arbitraria, senza dell’Autorità, circostanza che ne acuisce il
cioè averne fatto preventiva comunicazione disvalore penale, quando il soggetto abbia
all’Autorità di pubblica sicurezza o senza aver effettivamente conosciuto o sia stato in grado
messo l’Autorità in grado di esercitare i poteri di di conoscere il divieto formulato.
revisione sul materiale da rappresentare.
L’illegittimità delle condotte deriva dalla viola-
zione degli obblighi (art. 77 del T.u.l.p.s.)
3 • L’ELEMENTO SOGGETTIVO ❐
imposti ai soggetti che recitano o producono L’elemento soggettivo del reato, trattandosi di
spettacoli teatrali o cinematografici. contravvenzione, è la colpa o il dolo generico,
Carattere comune alle condotte è lo svolgi- consistente nella rappresentazione e coscien-
mento delle attività di cui sopra in assenza za della condotta di svolgere le citate attività
della prescritta comunicazione. senza averne fatto preventiva comunicazione
La prima ipotesi (1° comma), come accenna- all’Autorità di pubblica sicurezza (Cass., I, 13-
to, consiste nel recitare drammi od opere, 12-1985).
ovvero nel produrre rappresentazioni teatrali, Il reato si consuma nel momento in cui viene
qualunque ne sia il contenuto. Restano esclu- effettuata la recitazione, la rappresentazione
se le sole conferenze, recitazioni di poesie o teatrale o la proiezione della pellicola, nel
manifestazioni teatrali non costituenti spetta- luogo in cui tali attività hanno effettivo inizio.
colo (Sabatini).
La seconda ipotesi (2° comma) consiste nel
rappresentare in pubblico pellicole cinemato-
4 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐
grafiche, di qualsiasi specie o natura. La contravvenzione in esame assorbe il reato di
La norma richiede che le condotte descritte si spettacoli o intrattenimenti pubblici senza licen-
realizzino in pubblico e, quindi, che si tratti di za (➠ 666), ipotesi che ricorre quando viene
manifestazioni d’arte accessibili da un nume- data una rappresentazione teatrale o cinemato-
ro indeterminato di soggetti, senza restrizioni grafica senza averne fatto preventiva comunica-
o anche per periodi limitati ed adempiendo a zione all’Autorità. In presenza della prescritta
specifiche condizioni poste da chi esercita un comunicazione, ma in assenza della licenza,
diritto sul luogo medesimo. viene in rilievo la sola condotta ex art. 666.
La norma (4° comma) opera, poi, un esplicito La norma è suscettibile di concorso con il
rinvio ai commi 2 e 3 dell’art. 266 ai fini della reato di spettacoli osceni (➠ 528) quando
definizione del concetto di manifestazione in oggetto della rappresentazione sono spettacoli
pubblico (Sabatini). teatrali o cinematografici definibili penalmen-
Il 3° comma prevede una specifica circostan- te come osceni.

§4
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA VIGILANZA SUI MESTIERI GIROVAGHI
E LA PREVENZIONE DELL’ACCATTONAGGIO

669 • Esercizio abusivo di mestieri girovaghi


Chiunque esercita un mestiere girovago senza la licenza dell’Autorità o senza
osservare le altre prescrizioni stabilite dalla legge, è punito con la sanzione ammini-
strativa da euro 10 a euro 258 (1) (2).
670 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1168
Alla stessa pena soggiace il genitore o il tutore che impiega in mestieri girovaghi
un minore degli anni diciotto, senza che questi abbia ottenuto la licenza o abbia os-
servato le altre prescrizioni di legge (3).
La pena è della sanzione amministrativa da euro 10 a euro 258 (4) e può essere
ordinata la libertà vigilata:
1) se il fatto è commesso contro il divieto della legge o dell’Autorità;
2) se la persona che esercita abusivamente il mestiere di girovago ha riportato
una precedente condanna a pena detentiva per delitto non colposo.
(1) La fattispecie è stata depenalizzata e così sanzionata dagli artt. 33 lett. a) e 38 della l. 24-11-1981, n. 689
(Modifiche al sistema penale). Il testo originario prevedeva per il primo comma l’arresto fino a due mesi o l’am-
menda da L. 50 a L. 1.000.
(2) L’art. 1 del d.P.R. 29-7-1982, n. 571 (Norme per l’attuazione degli articoli 15, ultimo comma e 17, penulti-
mo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, concernente modifiche al sistema penale), individua la prefettura
come destinataria del rapporto per la violazione prevista dall’art. 669 di questo codice.
(3) L’art. 5, lett. c), della l. 17-10-1967, n. 977 (Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti), vieta, anche
da parte dei rispettivi genitori, ascendenti e tutori, di adibire fanciulli ed adolescenti di età inferiore agli anni 16
a mestieri girovaghi di qualunque genere.
(4) La fattispecie è stata depenalizzata e così sanzionata dall’art. 33 lett. a) e dall’art. 38 della l. n. 689/1981,
cit., ove si ritenga applicabile l’art. 38 del medesimo provvedimento anche al terzo comma dell’art. 669 c.p. Il te-
sto originario del terzo comma prevedeva l’arresto da uno a quattro mesi o l’ammenda da L. 100 a L. 2000.

1 • AMBITO APPLICATIVO ❐ ficativa e non certo esaustiva (Cass., I, 30-3-


1978). Tra questi, ad esempio, vengono elen-
La norma in esame è stata depenalizzata per cati i mestieri di venditore ambulante, che non
effetto della l. n. 689/1981. necessariamente deve svolgersi in uno spazio
La ratio della originaria incriminazione risiedeva pubblico, purché privo di impianti fissi al
nell’esigenza di esercitare un controllo efficace suolo, quello dell’intromettitore, tipico mestie-
sulle persone che fanno un mestiere per il quale re veneziano assimilabile a quello di una guida
la legge richiede l’iscrizione in appositi registri, turistica, ed il posteggiatore.
verificandone anche le capacità ed idoneità dei Non è tale, invece, il mestiere di chiromante,
requisiti tecnici (Cass., I, 14-10-1978). ossia la lettura della mano o delle carte, sep-
Per mestieri girovaghi s’intende una qualsivo- pure svolto in forma ambulante, rientrando nel
glia attività lavorativa (mestiere, dal latino mini- novero del mestiere di ciarlatano vietato dal-
sterium) caratterizzata da abitualità ed esercita- l’art. 121 del T.u.l.p.s e dall’art. 231 del
ta per trarne sostentamento, svolta al di fuori di Regolamento di pubblica sicurezza.
una sede fissa o permanente, spostandosi con- La norma prevede (2° comma) anche una
tinuamente da un luogo all’altro (arti, piccole seconda ipotesi di illecito, di tipo proprio, rela-
industrie, commercio al minuto etc.). tiva all’impiego di minori da parte dei genito-
L’elencazione di tali mestieri si ritrova nell’art. ri, anche naturali, o soggetti che esercitino
121 del T.u.l.p.s., anche se in forma esempli- funzioni di tutore degli stessi.

670 • Mendicità(1)
(1) Articolo abrogato dall’art. 18, comma 1, della l. 25-6-1999, n. 205 (Delega al Governo per la depenalizza-
zione dei reati minori e modifiche al sistema penale e tributario). Il comma 1 era già stato dichiarato costituzional-
mente illegittimo dalla Corte costituzionale con sentenza 28-12-1995, n. 519.
• 1169 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 671

671 • Impiego di minori nell’accattonaggio (1)


Chiunque si vale, per mendicare, di una persona minore degli anni quattordici
o, comunque, non imputabile, la quale sia sottoposta alla sua autorità o affidata al-
la sua custodia o vigilanza, ovvero permette che tale persona mendichi, o che altri se
ne valga per mendicare, è punito con l'arresto da tre mesi a un anno.
Qualora il fatto sia commesso dal genitore o dal tutore, la condanna importa la
sospensione dall'esercizio della potestà dei genitori o dall'ufficio di tutore.
(1) Questo articolo è stato abrogato dall'art. 3, comma 19, lett. d), della L. 15 luglio 2009, n. 94

❐ bene specifico della integrità fisica e psichica


del minore, quale soggetto debole.
A seguito dell’entrata in vigore delle disposi- Dalla modifica di prospettiva nella individua-
zione di cui alla legge 15 luglio 2009 n. 94 zione del bene interesse tutelato, in funzione
l’ipotesi contravvenzionale dell’impiego di della primarietà del diritto della personalità
minore nell’accattonaggio è stata abrogata. individuale del minore, deriva la maggior gra-
Il descritto intervento abrogativo appare ogget- vità della attuale fattispecie delittuosa.
tivamente funzionale alla introduzione della Già da tempo dottrina e giurisprudenza hanno,
nuova ipotesi delittuosa di cui all’art. 600- però, esaltato soprattutto la vocazione dell’in-
octies (➠), cui si rinvia, di similare formulazio- criminazione alla tutela dell’integrità morale
ne descrittiva della rubrica e del precetto del minore avviato a chiedere l’elemosina,
penale. piuttosto che le venature “pubblicistiche” del-
Invero, l’art. 600-octies rispetto alla disposi- l’oggetto giuridico (Cass. Pen., sez. I, 13
zione abrogata propone un’unica significativa novembre 1997, Di Rosa).
differenza: mentre nella contravvenzione, Deve ritenersi sussistere piena continuità tra
anche nell’ipotesi dell’induzione diretta del la norma incriminatrice abrogata e quella
non imputabile a mendicare, era comunque delittuosa di nuova previsione (salvo, ovvia-
richiesta l’esistenza di un rapporto qualificato mente, per la parte in cui la novella ha, come
tra l’autore del reato ed il soggetto passivo, si è detto, ampliato gli orizzonti della fattispe-
nella nuova figura delittuosa, invece, tale rap- cie tipica o, per converso. ristretto l’ambito di
porto è presupposto necessario nelle sole ipo- applicazione dell’incriminazione in riferimen-
tesi di mancato impedimento che il non impu- to alla necessità del dolo), sia applicando il
tabile mendichi ovvero di tolleranza del suo criterio dell’analisi strutturale delle fattispe-
utilizzo nell’accattonaggio da parte di terzi. cie astratte, sia invocando quello della conti-
Ciò che ne ha trasformatola natura da reato nuità del tipo di illecito. Conseguentemente il
proprio a reato comune. fenomeno successorio dovrebbe trovare la sua
La scelta del legislatore di collocare la nuova disciplina nel quarto comma dell’art. 2 c.p.
ipotesi delittuosa nell’ambito dei delitti contro (➠ ).
la personalità individuale appare espressiva di In tal senso, pertanto, per i fatti commessi
una rinnovata individuazione dell’oggettività antecedentemente all’entrata in vigore della
giuridica del reato, che, piuttosto che identifi- legge n. 94 del 2009, ancora sub iudice e che
carsi con l’ordine pubblico, accoglie la conce- trovano identità di disciplina nel passaggio
zione dell’impiego di minori in accattonaggio dalla vecchia alla nuova incriminazione, devo-
come moderna forma di schiavitù. Nella nuova no tuttora essere applicate le meno gravi san-
fattispecie delittuosa, accanto al bene interes- zioni previste dall’abrogato art. 671 c. p., cer-
se generale della tutela della personalità indi- tamente da classificarsi come norma più favo-
viduale dei minori, viene, poi, individuato il revole rispetto all’art. 600-octies.”.
672 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1170
SEZIONE II
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI L’INCOLUMITÀ PUBBLICA

§1
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI L’INCOLUMITÀ DELLE PERSONE
NEI LUOGHI DI PUBBLICOTRANSITO O NELLE ABITAZIONI

672 • Omessa custodia e malgoverno di animali


Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolo-
si da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la san-
zione amministrativa da euro 25 a euro 258 (1) (2).
Alla stessa pena soggiace:
1) chi, in luoghi aperti, abbandona a se stessi animali da tiro, da soma o da corsa,
o li lascia comunque senza custodia, anche se non siano disciolti, o li attacca o con-
duce in modo da esporre a pericolo l’incolumità pubblica, ovvero li affida a perso-
na inesperta;
2) chi aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l’incolumità
delle persone.
(1) La fattispecie è stata depenalizzata e così sanzionata dagli artt. 33 lett. a) e 38 della l. 24-11-1981, n. 689
(Modifiche al sistema penale).
(2) L’art. 1 del d.P.R. 29-7-1982, n. 571 (Norme per l’attuazione degli artt. 15, ultimo comma e 17, penultimo
comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, in tema di depenalizzazione), individua la prefettura come destina-
taria del rapporto per la violazione prevista dall’art. 672 di questo codice.

1 • LE TRE CONDOTTE DESCRITTE DALLA NORMA ❐ La seconda ipotesi (comma 2, n. 1) consiste,


alternativamente, nell’abbandonare a se stes-
La norma in esame, depenalizzata per effetto si, in luoghi aperti (che consentono, cioè, un
della l. n. 689/1981 e, quindi, sanzionata a agevole accesso a terzi estranei o una facile
titolo di illecito amministrativo, prevede tre uscita all’animale), animali da tiro, da soma e
differenti condotte. da corsa, nell’ometterne la custodia, nell’at-
La prima condotta consiste nell’omessa custo- taccarli o guidarli in modo pericoloso per l’al-
dia o abbandono di animali pericolosi per l’al- trui incolumità o, infine, nell’affidarli a terzi
trui incolumità. Tali sono gli animali feroci per inesperti.
natura o istinto (cd. fiere) e quelli che, seppu- La puntuale descrizione delle suddette catego-
re domestici, in determinate circostanze pos- rie di animali esclude che debba accertarsi, in
sono diventare pericolosi: in quest’ultima ipo- concreto, la pericolosità degli stessi o l’esposi-
tesi, però, la pericolosità deve essere accerta- zione a pericolo della pubblica incolumità.
ta in concreto (Cass., IV, 3-3-1970, fa riferi- La terza ipotesi (comma 2, n. 2), infine, si
mento ai cani, la cui pericolosità deve essere riferisce alla condotta di chi aizza o spaventa
desunta dalla razza di appartenenza e da altri un animale in modo da mettere in pericolo
elementi rilevanti, quali l’addestramento, le l’incolumità delle persone. Anche tale ipotesi
condizioni in cui versano etc.). è costruita in termini di pericolo presunto
Il soggetto agente deve, comunque, avere l’ef- (Cass., VI, 8-11-1972), escludendo che
fettiva disponibilità di tali animali (Cass.,VI, debba, in concreto, verificarsi l’effettiva espo-
29-10-1968). sizione a pericolo dell’incolumità altrui.
• 1171 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 673

In tema di custodia di animali, l’obbligo incombe in presenza di una relazione di


possesso o di semplice detenzione tra l’animale ed una data persona (Cass., IV, 18-
1-1999) e nella stessa Relazione Ministeriale sul progetto del codice penale si espli-
cita, quanto all’art. 672, che “è stabilita la responsabilità di qualunque possessore di
animali pericolosi, non essendovi motivo per limitarla al proprietario di essi o a colui
che li abbia in custodia”.
Tuttavia, poiché tra i destinatari del precetto di cui all’art. 672 vi è anzitutto,
ancorché non in via esclusiva, il proprietario dell’animale pericoloso, non può non
riconoscersi in capo allo stesso l’obbligo di adottare le “debite cautele” quanto alla
sua custodia; da tale specifico obbligo egli si libera ove sia cessato, anche tempora-
neamente, il rapporto di detenzione con l’animale, trasferendosi quell’obbligo in
capo al nuovo, e provvisorio, detentore, idoneo a provvedere al riguardo, secondo
modalità non previamente concordate (che, se concordate ed inidonee, potrebbero
indurre solo profili di concorsuale responsabilità) e che appartengano solo alla sfera
decisionale del nuovo detentore (Cass., IV, 3-6-1999).

673 • Omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari


Chiunque omette di collocare i segnali o i ripari prescritti dalla legge o dall’Au-
torità per impedire pericoli alle persone in un luogo di pubblico transito, ovvero ri-
muove i segnali o i ripari suddetti, o spegne i fanali collocati come segnali, è punito
con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 516 (1).
Alla stessa pena soggiace chi rimuove apparecchi o segnali diversi da quelli indi-
cati nella disposizione precedente e destinati a un servizio pubblico o di pubblica
necessità, ovvero spegne i fanali della pubblica illuminazione.
(1) L’ammenda originaria fino a L. 5.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113
della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ 2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐


L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è La condotta tipica si realizza attraverso più fat-
l’incolumità pubblica, intesa come sicurezza tispecie, tra loro alternative ed equivalenti,
della viabilità (Manzini), posta in pericolo da insuscettibili di concorso (Manzini; contra
condotte di inosservanza nel collocamento di Sabatini, che ritiene possibile un concorso tra
segnali o ripari destinati ad impedire pericoli le ipotesi di cui al 1° comma e quelle di cui al
alle persone in luoghi di pubblico transito. capoverso).
La norma esprime condotte di pericolo presun- Il 1° comma dà vita ad una norma penale in
to, non essendo necessario che in concreto si bianco (➠ 650) per il rinvio operato alle pre-
verifichi l’effettiva esposizione a pericolo del- scrizioni della legge o dell’Autorità, e punisce
l’incolumità altrui. l’omessa collocazione e la rimozione di segna-
673 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1172
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
li o ripari, nonché lo spegnimento dei fanali
collocati come segnali.
DEL REATO ❐
Il rinvio operato dalla norma non può che L’elemento soggettivo del reato, trattandosi di
interpretarsi nel senso della tassatività di tali contravvenzione, è la colpa o il dolo generico,
tipologie di segnali. consistente nella rappresentazione e volontà
In particolare, rientra nella nozione di riparo della condotta di svolgere le condotte sopra
l’esecuzione di tutte quelle opere atte ad descritte. Sotto il profilo della responsabilità
impedire pericoli alle persone in un luogo di colposa, la diligenza nell’omissione o nella
pubblico transito: ne consegue che deve rite- rimozione del collocamento dei segnali deve
nersi sussistente il reato in questione ogni- essere valutata secondo il criterio oggettivo-
qualvolta il soggetto destinatario delle prescri- relativistico della funzionalità e adeguatezza
zioni dettate dall’Autorità non esegua le sud- del segnale allo scopo, dovendo l’agente fare
dette opere nei termini stabiliti o, in mancan- tutto ciò che è necessario per l’efficienza del
za, in un termine ragionevole. Né la responsa- dispositivo di prevenzione o del riparo (Cass.,
bilità può ritenersi esclusa nel caso che le I, 22-2-1990).
opere da eseguire siano soggette ad eventuali Il reato si consuma nel momento in cui viene
provvedimenti di autorizzazione da parte attuata l’azione di rimozione o spegnimento,
dell’Autorità, atteso che è compito del sogget- per le ipotesi commissive, e quindi trattasi di
to, destinatario dell’ordine, adoperarsi solleci- reato istantaneo. Nell’ipotesi omissiva, la con-
tamente per rimuovere gli eventuali ostacoli di dotta di omesso collocamento si perfeziona
natura burocratica che si frappongano alla nel momento in cui viene violato l’obbligo giu-
rapida esecuzione delle opere (Cass., I, 14-1- ridico di intervento, e assume natura perma-
1998). nente in relazione al persistere dell’inadempi-
Deve trattarsi, ovviamente, di segnali o ripari mento a tale obbligo.
destinati a preservare l’incolumità del transito
delle persone: di qui la necessità che l’azione
si svolga in un luogo di pubblico transito, ossia
4 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐
in un luogo abitualmente destinato al passag- La contravvenzione in esame si distingue dal
gio delle persone. delitto di rimozione od omissione dolosa di
La prima delle suindicate condotte è di tipo cautele (➠ 437) e di omissione colposa di
omissivo, presupponendo un obbligo giuridico cautele contro disastri od infortuni sul lavoro
dell’agente di collocare i segnali o ripari, (➠ 451), in quanto queste si riferiscono alla
obbligo che non può ritenersi escluso dalla prevenzione di infortuni sul lavoro e non pre-
presenza di illuminazione pubblica della suppongono una situazione di pericolo di
zona. Le altre due sono tipiche condotte com- danno per un numero indeterminato di perso-
missive. ne (Antolisei).
L’ipotesi di cui al 2° comma fa riferimento alle L’ipotesi di cui all’art. 4 del d.P.R. n.
condotte commissive di rimozione e spegni- 164/1956, che concerne la viabilità nei
mento di fanali, aventi ad oggetto apparecchi cantieri, deve ritenersi ipotesi speciale
o segnali diversi destinati ad un servizio pub- rispetto alla contravvenzione in esame, pre-
blico o di pubblica necessità. La disposizione vedendo che nelle vie di accesso e nei punti
ha valenza residuale, prendendo in considera- pericolosi non proteggibili debbano essere
zione solo quegli apparecchi o quei segnali collocate segnalazioni opportune, il cui ele-
che non devono essere collocati per disposi- mento specializzante è la peculiare tipologia
zione di legge o dell’Autorità e che non sono del luogo (cantiere di lavoro) in relazione a
situati in un luogo di pubblico transito, purché misure di salvaguardia da attuarsi comun-
comunque aventi una destinazione funzionale que per l’incolumità pubblica (Cass., I, 10-
pubblica. 11-1986).
• 1173 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 674

Non si è, invece, ritenuto sussistente il rappor- segnali stradali, ovvero rispetto all’ipotesi di
to di specialità, per l’assenza dell’elemento cui all’art. 38 del medesimo testo, relativo alla
costitutivo del pericolo per la pubblica incolu- omessa manutenzione dei segnali da parte dei
mità, tra il reato in esame e l’illecito di cui soggetti proprietari della strada, così ritenendo
all’art. 15 del nuovo codice della Strada, rela- ammissibile il concorso tra le due ipotesi
tivo all’imbrattamento o alla rimozione di (Cass., I, 22-5-2000).

674 • Getto pericoloso di cose


Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato
ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare perso-
ne, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o
di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’am-
menda fino a euro 206 (1) (2).
(1) L’ammenda originaria fino a L. 2.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-
1961, n. 603 e successivamente quintuplicata dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema
penale).
(2) L’art. 27 del d.P.R. 11-7-1980, n. 753 (Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell’eser-
cizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto), vieta il getto di qualsiasi oggetto dai veicoli fermi o in movimen-
to.

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ ficiente la mera attitudine della condotta a


provocare effetti dannosi nei confronti di terzi,
L’oggettività giuridica della norma è l’incolu- attitudine che non deve essere necessaria-
mità pubblica, quale interesse all’incolumità mente e tecnicamente accertata in sede pro-
delle persone, che si estende anche alla prote- cessuale, potendo essere ritenuta dal giudice
zione contro condotte di imbrattamento o sulla base di elementi probatori anche di tipo
molestie fastidiose (Manzini). Come tale la testimoniale che abbiano ad oggetto dati o
norma riguarda la polizia di sicurezza preve- fenomeni oggettivi direttamente percepiti dai
nendo quei pericoli che possano derivare al soggetti (Cass., II, 13-4-1998; Cass., III, 21-
benessere delle persone ed al tranquillo svol- 3-1998).
gimento della vita di relazione (Cass., I, 16-9- Le condotte, descritte in forma alternativa,
1986). sono tra loro equivalenti e quindi insuscettibi-
li di concorso (Manzini).
2 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA ❐ La prima condotta consiste nel getto o versa-
mento di cose atte ad offendere, imbrattare o
Soggetto attivo del reato può essere “chiun- molestare le persone, differenziandosi la con-
que”, e quindi trattasi di reato comune. dotta di getto da quella di versamento in rela-
La condotta tipica, di tipo commissivo (o zione alla struttura solida (getto) o liquida (ver-
anche omissivo, nei casi di cui alla seconda samento) della res atta ad offendere. Trattasi
parte della norma), si realizza attraverso due di ipotesi a condotta libera, potendo essere
distinte ipotesi di reato, tra loro alternative, realizzato in qualunque modo il getto o versa-
che si manifestano quali fattispecie di perico- mento, in maniera diretta e per mano del-
lo astratto, non necessitando che dalle condot- l’agente ovvero per l’abbandono o la carenza
te derivi un effettivo nocumento per le perso- di custodia della res (Cass. I, 2-7-1992). Si è
ne. Per integrare l’ipotesi di reato è quindi suf- ritenuto, invece, non sussistente l’ipotesi di
674 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1174
reato nel caso in cui il soggetto non abbia stie, sino a farvi rientrare tutte le situazioni di
impedito che le cose si disperdessero in luogo fastidio, disagio, disturbo e comunque di tur-
di pubblico transito (Cass., I, 23-11-1987, in bamento della tranquillità e della quiete delle
tema di dispersione di polveri per effetto degli persone, che producono un impatto negativo,
agenti atmosferici). anche psichico, sull’esercizio delle normali
Il mancato riferimento all’illegittimità intrinse- attività quotidiane di lavoro e di relazione
ca dell’azione (manca, invero, la formula limi- (Cass., I, 4-2-1994; Cass., III, 24-1-1995;
tativa nei casi non consentiti dalla legge di cui Cass., I, 22-1-1996). Quindi può costituire
alla seconda tipologia di condotte) deve far molestia anche il semplice arrecare alle perso-
ritenere in ogni caso vietato (e quindi penal- ne generalizzata preoccupazione ed allarme
mente illegittimo) il getto o versamento di circa eventuali danni alla salute da esposizio-
cose. ne a emissioni atmosferiche inquinanti (Cass.,
La seconda condotta prevista dalla norma è III, 7-4-1994).
quella dell’emissione di gas, di vapori o di Il problema maggiore che pone la lettura della
fumo atti a cagionare l’effetto di offesa, norma, già evidenziatosi dopo l’entrata in
imbrattamento o molestia verso terzi. vigore della legge antismog del 1966, è però
La condotta deve avvenire in un luogo di pub- quello dell’interpretazione dell’inciso “nei
blico transito, ossia in un luogo abitualmente casi non consentiti dalla legge”; si è avverti-
destinato al passaggio delle persone (➠ 673). ta, cioè, l’esigenza di individuare il rapporto
Non è sufficiente, a tal fine, che il luogo sia tra l’art. 674 c.p. e le discipline di settore,
meramente accessibile a terzi da ogni lato specificamente la l. n. 615/1966 ed il d.P.R.
(Cass., I, 2-5-1958), dovendo costituire la n. 203/1988, tenuto presente che il concor-
normalità il passaggio di un numero indeter- so tra norme speciali in materia ambientale e
minato di persone attraverso quel luogo. l’art. 674 c.p. è stato ritenuto possibile sia
In via alternativa, la norma richiede che la con riferimento all’inquinamento atmosferico
condotta si svolga in luogo privato ma di (Cass., I, 31-8-1994), sia con riferimento
comune o di altrui uso, in ragione della tutela all’inquinamento idrico (Cass., I, 10-11-
verso l’incolumità del singolo, laddove il 1998).
comune o altrui uso deve intendersi come rife- L’orientamento giurisprudenziale quasi univo-
ribile a qualsiasi posizione giuridica di vantag- co, almeno fino a poco tempo fa (Cass., I, 24-
gio (legittima facoltà o diritto di uso o di godi- 11-1999; Cass. 11-4-1997; Cass. 6-11-
mento) sul bene, di tipo reale o obbligatorio, 1995), era nel senso che, se rientra pacifica-
radicatasi in capo al soggetto passivo. mente nei “casi non consentiti dalla legge” il
I beni costituenti oggetto materiale del reato superamento della soglia delle emissioni fissa-
devono avere una potenzialità nociva, ossia ta dalla normativa di settore, il regolare rila-
essere atti ad offendere, imbrattare o molesta- scio dell’autorizzazione amministrativa
re. all’esercizio di una determinata attività ed il
Offendere implica il perpetrare una lesione rispetto dei limiti tabellari non escludono di
giuridica, diversa dall’imbrattamento o dalla per sé la configurabilità della contravvenzione
molestia, che può avere ad oggetto il pericolo codicistica, in quanto le discipline antinquina-
per la vita o l’incolumità fisica, ovvero il deco- mento non hanno legittimato qualsiasi emis-
ro della persona. sione inferiore ai detti limiti. Pertanto, se l’at-
Imbrattare implica un insudiciamento e quin- tività, benché autorizzata, produca emissioni
di un’offesa all’aspetto esteriore della persona, eccedenti i limiti di tollerabilità, alla luce dei
dell’epidermide o dei suoi vestiti. parametri indicati dall’art. 844 c.c., ed elimi-
Molestare consiste nell’arrecare fastidio, disa- nabili con opportuni accorgimenti tecnici, è
gio o disturbo alla persona e quindi turbarne il configurabile il reato ex art. 674 c.p., in quan-
vivere quotidiano. La giurisprudenza ha sem- to non può ammettersi (e dunque è contra
pre inteso estensivamente il concetto di mole- legem) l’esercizio conforme alla regola di
• 1175 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 674

un’attività produttiva implicante la sopporta- zione di contrasto (n. 1125 del 20-10-2000)
zione di inconvenienti che eccedono i limiti da parte dell’ufficio massimario della
della normale tollerabilità. La legalità “forma- Cassazione.
le” dell’attività ed il rispetto dei limiti tabella- Secondo questa innovativa decisione, l’espres-
ri prefissati non escludono, quindi, tout court sione “nei casi non consentiti dalla legge”
la responsabilità penale dell’agente, essendo costituisce una precisa indicazione della
questi comunque obbligato a ricorrere alla necessità che l’emissione (di gas, vapori o
“migliore tecnologia disponibile” per contene- fumi, atta a molestare le persone) avvenga in
re al massimo possibile le emissioni inquinan- violazione delle norme che regolano l’inquina-
ti, al fine della tutela della salute umana e del- mento atmosferico, per cui, poiché la norma-
l’ambiente, valori costituzionalmente garantiti; tiva contiene una sorta di presunzione di legit-
l’inciso in esame, dunque, deve intendersi timità di quelle emissioni che non superino la
riferito non soltanto alla specifica normativa di soglia fissata dalle leggi speciali in materia,
settore, ma alla legge in generale, e quindi non basta - ai fini dell’affermazione di respon-
anche alle prescrizioni del codice civile (in sabilità in ordine al reato previsto dall’art. 674
particolare dell’art. 844). c.p. - la considerazione che le emissioni siano
L’orientamento giurisprudenziale riportato, astrattamente idonee ad arrecare fastidio, ma
benché quasi unanime (contra, la remota ed “è indispensabile la puntuale e specifica
isolata Cass., III, 26-8-1985), è stato decisa- dimostrazione che esse superino gli standard
mente criticato in dottrina, sostenendosi che, fissati dalla legge”; quando invece le emissio-
se appare condivisibile non escludere la confi- ni, pur essendo contenute nei limiti di legge,
gurabilità della contravvenzione di cui all’art. abbiano arrecato e arrechino concretamente
674 c.p. quando - nonostante il rilascio da fastidio alle persone, superando la normale
parte della P.A. dell’autorizzazione ad esercita- tollerabilità, si applicheranno le norme di
re un’attività e ad emettere determinate carattere civilistico contenute nell’art. 844
sostanze nell’atmosfera - non esistano precisi c.c.
limiti tabellari fissati dalla legge o dall’autori- In altri termini, secondo questa pronunzia,
tà amministrativa, onde l’esigenza da parte del all’inciso in esame deve riconoscersi, contra-
giudice di accertare in concreto le caratteristi- riamente a quanto finora ritenuto, una valenza
che quali-quantitative delle emissioni per più rigida, che costituisca quasi uno spartiac-
valutarne il rispetto della tollerabilità consen- que tra il versante dell’illecito penale e quello
tita dai principi ispiranti le leggi di settore dell’illecito civile.
(“stretta tollerabilità”), non altrettanto può A quest’ultimo orientamento aderisce la giu-
affermarsi nel caso in cui l’ambito di liceità risprudenza più recente (Cass., III, 3-3-
delle emissioni sia stato preventivamente valu- 2004).
tato dalla P.A. Il reato si consuma in forma istantanea
Infatti, la volontà del legislatore del 1988 è (Cass., I, 10-2-1995) al momento del getto,
stata chiaramente quella di privilegiare, nella del versamento o dell’emissione dei fumi o
tutela dell’atmosfera contro l’inquinamento vapori, non rilevando il materiale manifestar-
industriale, il ruolo della P.A., limitando lo si del fastidio o disagio per i terzi danneggia-
spazio di intervento del giudice penale rispet- ti. Il reato può essere eventualmente perma-
to a quello riconosciutogli precedentemente nente (Cass., I, 25-2-1989), per la possibili-
dalla giurisprudenza; in secondo luogo, il tà di protrazione nel tempo della condotta
richiamo - nell’art. 674 c.p. - ai “casi non con- (Manzini).
sentiti dalla legge” rimarrebbe, interpretando
la norma nel senso sopra indicato, completa-
mente svuotato di contenuto. In tale direzione,
3 • IL PROBLEMA DELLE ONDE ELETTROMAGNETICHE ❐
cambiando indirizzo, si è pronunziata Cass., I, È dibattuto in giurisprudenza se la norma
7-7-2000, tanto da determinare una segnala- incriminatrice ricomprenda anche il fenome-
674 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1176
no della propagazione di onde elettromagneti- 4 • ELEMENTO SOGGETTIVO ❐
che. La giurisprudenza prevalente ritiene
estranea dalla sfera applicativa dell’art. 674 L’elemento soggettivo del reato nelle ipotesi di
la propagazione di tali onde per radiodiffusio- cui alla prima parte della norma è caratteriz-
ne, atteso che la condotta di “gettare” cose zato dalla volontarietà della condotta di getto
presuppone una preesistenza in rerum natura o versamento, in ciò differenziandosi dall’ipo-
dell’oggetto rispetto alla condotta (Cass., I, tesi di collocamento pericoloso di cose (➠
27-2-2002). 675).
Si è cercato, quindi, di affermare un’astratta Tale volontarietà, contrariamente a quanto
compatibilità con l’ipotesi di emissione illecita ritenuto da parte della dottrina (Lamanna,
descritta nella seconda parte dell’articolo, nei che parla esplicitamente di ipotesi dolosa),
casi in cui i campi elettromagnetici creati siano non implica la natura esclusivamente dolosa
superiori ai valori minimi fissati con legge del reato, sussistendo anche nei casi in cui
regionale. Si è, pertanto, da un lato affermata l’agente non si rappresenti, per colpa, che la
l’astratta riconducibilità della fattispecie con- condotta avviene in luogo di pubblico transi-
creta alla previsione di cui all’art. 674, e dal- to. Si parla, più correttamente, di natura pre-
l’altro si è esclusa la sussistenza del reato per- valentemente dolosa della contravvenzione,
ché assunto indimostrato è la nocività dei ritenendo quindi configurabile - e sufficiente
campi elettromagnetici creati (Cass., I, 11-11- - la colpa.
1999) o delle onde trasmesse da conduttori L’ipotesi di cui alla seconda parte della norma
elettrici ad alta tensione (Cass., I, 29-11- è colposa ovvero a dolo generico, consistente
1999). nella rappresentazione e volontà della condot-
Con un più recente orientamento la Suprema ta di immissione molesta (Cass., I, 10-1-
Corte (Cass. Pen., sez. III, 13 maggio 2008 n. 1995, in tema di responsabilità del sindaco
36845, Tucci) ha ritenuto che il fenomeno della per l’assenza dell’effettiva conoscenza delle
creazione, emissione e/o propagazione di onde emissioni maleodoranti da depuratore).
elettromagnetiche rientra nell’ambito dell’art. L’errore indotto da un eventuale provvedimen-
674, comma primo, c.p., per la piana possibili- to amministrativo che faccia ritenere lecita la
tà di interpretare estensivamente l’espressione condotta esclude certamente il dolo incidendo
“getto di cose”, non risolvendosi tale esegesi in sul fatto-reato, per effetto della falsa rappre-
una analogia in malam partem. sentazione dei suoi elementi costitutivi.
La citata contravvenzione è, pertanto, configura-
bile, con riguardo all’inquinamento elettroma-
gnetico, soltanto quando sia stato provato, in
5 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐
modo certo e oggettivo, il superamento dei limi- La contravvenzione di cui al 1° comma si pone
ti di esposizione o dei valori di attenzione previ- in rapporto di reciproca esclusione con la
sti dalle norme speciali (D.M. Ambiente 10 set- richiamata ipotesi di collocamento pericoloso
tembre 1981 n. 381; D.P.C.M. 8 luglio 2003) di cose (➠ 675), tipico reato colposo caratte-
e sia stata obiettivamente accertata un’effettiva rizzato dalla diversa condotta del collocamen-
e concreta idoneità delle emissioni ad offende- to di cose in modo pericoloso per l’integrità
re o molestare le persone, che va ravvisata non fisica o morale delle persone (reato di mera
in astratto, ma in concreto. condotta) (Cass., I, 29-11-1999).
Ne discende che il mero superamento dei limi- Rispetto all’art. 20 della l. n. 615/1966, con-
ti tabellari, non accompagnato dalla prova certa tenente disposizioni contro l’inquinamento
e oggettiva di un effettivo e concreto pericolo di atmosferico, si ritiene configurabile il concor-
nocumento per la salute e la tranquillità delle so di reati, come nel caso del titolare di un’in-
persone, configura unicamente l’illecito ammi- dustria che immetta nell’aria polveri o fumi
nistrativo previsto dall’art. 15 legge n. 36 del che possono produrre danno alle persone
2001. (Cass., VI, 9-4-1997).
• 1177 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 674

ESEMPI DI CAPI DI IMPUTAZIONE RELATIVI AL REATO IN ESAME

A) Del reato previsto e punito dagli artt. 81, 674 c.p. perché, con più azioni ese-
cutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, gettava sul bal-
cone di ..., abitante al piano di sotto, e sul bucato da costei steso, secchi d’acqua
contenenti acidi corrosivi e candeggina nonché escrementi del proprio cane, così
provocando un imbrattamento dei beni della predetta.
In Tivoli almeno fino al 5-12-2000.

B) Del reato previsto e punito dall’art. 674 c.p. perché, quale titolare della ditta
società ..., avente ad oggetto la gestione di una fonderia per la produzione indu-
striale di manufatti in ferro, omettendo di dotare la ciminiera di un apparecchio
depuratore dei fumi prodotti, come prescritto dall’art. 20 del d.P.R. n. 303/1956,
provocava emissioni di vapori e di fumo molesti, atti a cagionare un effetto di offe-
sa e molestia alle persone che dimoravano nelle immediate vicinanze dello stabili-
mento.
In Tivoli il 9-12-2002 ed in epoca prossima ed antecedente a tale data.

I capi di imputazione riportati esprimono, rispettivamente, le condotte di


reato di cui alla prima e seconda parte dell’art. 674.
Nel primo caso, si evidenzia la natura eminentemente individuale della
molestia, mediante l’attività di getto o versamento di cose imbrattanti, in cui il
bene interesse pubblicistico rileva quale proiezione della istanza del privato
danneggiato.
L’ipotesi sub B) presenta maggiore interesse, in quanto relativa all’omessa
adozione di presidi antinquinamento, in violazione della richiamata norma
speciale, e quindi “nei casi non consentiti dalla legge”. L’illegittimità della con-
dotta è presunta per la ritenuta illegittimità nello svolgimento dell’attività di
immissione, derivante dalla produzione industriale.
Del pari, si è ritenuto sussistere l’ipotesi contravvenzionale nella condotta di
sparo in luogo abitato con fucile ad aria compressa (estraneo, per definizione,
alle armi indicate dall’art. 703), in quanto l’espulsione del pallino costituisce
getto di cosa atta ad offendere la persona e costituente pericolo per l’incolumi-
tà pubblica (Cass., VI, 15-12-1970), o nel caso di esalazioni maleodoranti pro-
venienti da una stalla (Cass., I, 4-2-1994), da ricomprendersi nella generica
formula di “gas, vapori o fumi”, idonei a recare pregiudizio al benessere dei
vicini.
Si è, infine, ritenuto, che l'emissione di calore, anche quando superi la nor-
male tollerabilità, non integra la contravvenzione di cui all'art. 674 c.p. (Cass.
Pen., sez. III, 29 gennaio 2009 n. 9853)
675 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1178

675 • Collocamento pericoloso di cose


Chiunque, senza le debite cautele, pone o sospende cose, che, cadendo in un
luogo di pubblico transito, o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, pos-
sano offendere o imbrattare o molestare persone, è punito con la sanzione ammini-
strativa pecuniaria da euro 103 a euro 619 (1).
(1) Le parole “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103 a euro 619” hanno sostituito
le parole “è punito con l’ammenda fino a lire duecentomila”, ex art. 50 del d.lgs. 30-12-1999, n. 507 (Depenaliz-
zazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’art. 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO E SOGGETTO ATTIVO ❐ prio operato.


Porre significa collocare una cosa sopra o den-
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è tro un’altra; sospendere, invece, vuol dire
l’incolumità pubblica quale incolumità delle appendere o collocare una cosa nel vuoto o
persone che si estende anche alla protezione senza appoggio sottostante (si pensi alla collo-
contro pericoli di caduta di cose poste o collo- cazione aerea di un filo conduttore di elettrici-
cate incautamente, atti a procurare imbratta- tà, dove il concreto pericolo per la pubblica
mento, molestia o fastidio (Manzini). Come incolumità risulta dalla possibilità del contatto
tale, la norma riguarda la polizia di sicurezza, con il filo elettrico: Cass., I, 8-2-1989).
prevenendo quei pericoli che possono derivare L’eventuale caduta della res per causa diversa
al benessere delle persone e al tranquillo svol- dalla posa o collocazione della cosa stessa
gimento della vita di relazione (Cass., I, 16-9- (caso fortuito, forza maggiore) esclude il reato
1986). interrompendo il nesso causale (Sabatini).
Soggetto attivo del reato può essere “chiun- La caduta plausibile del bene deve avvenire in
que”, e quindi trattasi di reato comune. un luogo di pubblico transito ovvero in un
luogo privato di comune o di altrui uso (➠
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ 674), ossia un luogo abitualmente destinato al
passaggio delle persone o sul quale, pur essen-
La condotta tipica, di tipo commissivo o omis- do privato, possano essere esercitate altrui
sivo, si realizza attraverso la mera possibilità posizioni giuridiche di vantaggio (legittima
della caduta delle cose poste o collocate facoltà o diritto di uso o di godimento), di tipo
incautamente. Il pericolo deve derivare dalla reale od obbligatorio.
possibilità di caduta della cosa collocata o I beni costituenti oggetto materiale del reato
sospesa e dalla natura della res che, al (le cose poste o sospese) devono avere una
momento in cui cade al suolo, deve essere ido- potenzialità nociva, ossia essere atti ad offen-
nea ad offendere, imbrattare o molestare le dere, imbrattare o molestare (➠ 674).
persone (Saturnino).
L’ipotesi si manifesta, quindi, come fattispecie
di pericolo astratto ed è sufficiente la mera
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO ❐
attitudine della condotta omissiva o commissi- L’elemento soggettivo del reato, essenzialmen-
va a provocare la caduta della res al suolo e te colposo, per l’inosservanza delle dovute cau-
l’idoneità della cosa a cagionare l’offesa tele, costituisce elemento differenziale rispet-
descritta. to al getto pericoloso di cose (➠ 674). Le fat-
Trattasi di condotta essenzialmente colposa, in tispecie rispettivamente descritte dagli artt.
relazione alla necessità che l’azione o omissio- 674 e 675 si pongono, dunque, fra loro in rap-
ne si fondi sull’inosservanza delle debite cau- porto di reciproca esclusione (Cass., I, 29-11-
tele e, quindi, in assenza di diligenza nel pro- 1999).
• 1179 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 676

676 • Rovina di edifici o di altre costruzioni


Chiunque ha avuto parte nel progetto o nei lavori concernenti un edificio o
un’altra costruzione, che poi, per sua colpa, rovini, è punito con la sanzione ammi-
nistrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929 (1).
Se dal fatto è derivato pericolo alle persone, la pena è dell’arresto fino a sei mesi
ovvero dell’ammenda non inferiore a euro 309.
(1) Le parole “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929” hanno sostituito le
parole “è punito con l’ammenda non inferiore a lire duecentomila”, ex art. 51 del d.lgs. 30-12-1999, n. 507 (Depe-
nalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’art. 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ to (costruttore) che ha avuto incarichi di esecu-


zione dei lavori, titolare di poteri di iniziativa in
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è l’in- riferimento alla direzione, vigilanza, ispezione
columità pubblica, quale interesse all’incolumità nei lavori, e quindi non il mero esecutore mate-
delle persone che si estende anche alla protezio- riale degli stessi (Manzini), nonché colui che ha
ne contro condotte colpose concernenti incarichi fornito i materiali per la realizzazione dell’opera,
di progettazione ed esecuzione di opere edili sia nel senso di manufatti di tipo organico sia nel
(edificio od altra costruzione), che poi rovinino. senso di elementi prefabbricati, che siano con-
La norma prevede due distinte ipotesi di reato, corsi nel cagionare la rovina dell’edificio o
autonome (Zuccalà; contra Antolisei, che conside- costruzione (Cass. 3-7-1973).
ra quale ipotesi aggravata quella di cui al 2°
comma), che si strutturano in termini di fattispe-
cie di pericolo - astratto nella fattispecie di cui al
3 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
1° comma e concreto in quella più grave (2° La condotta tipica si sostanzia nella rovina del-
comma) (Manzini) -, non necessitando che dalle l’edificio o di altra costruzione, e si presenta
condotte derivi un effettivo nocumento per le per- comune alle due fattispecie previste dalla
sone. Per integrare l’ipotesi di reato è, quindi, suf- norma. E’ sufficiente che si realizzi la caduta o
ficiente la mera attitudine della condotta a provo- comunque il cedimento di un edificio o costru-
care un effetto dannoso nei confronti di terzi. zione, ovvero di una sua parte, da cui derivi una
In particolare, secondo la dottrina, nell’ipotesi di situazione di pericolo generico per l’ipotesi di cui
cui al 2° comma deve essere sorto un effettivo al 1° comma, specifico e concreto per l’incolu-
pericolo nei riguardi di soggetti determinati e che mità fisica di una pluralità determinata di perso-
ciò venga accertato secondo le più avanzate tec- ne nell’ipotesi di cui al 2° comma.
niche e la migliore esperienza. La condotta di rovina si differenzia dal delitto col-
La situazione di effettivo pericolo per un numero poso di crollo (➠ 449, 1° comma) sia per il sog-
determinato di persone si rapporta alla tutela del- getto attivo, che nell’ipotesi delittuosa può esse-
l’incolumità pubblica, quale diretto derivato della re chiunque, sia per l’entità del fatto tipico
condotta, sussistendo al momento della rovina e (Marinucci), che include condotte idonee a deter-
riferita a persone effettivamente presenti sul posto, minare un fenomeno di disastro, quale evento
in relazione attuale con l’edificio o costruzione. prevedibile dall’agente come conseguenza della
propria azione colposa, secondo le regole della
2 • SOGGETTO ATTIVO ❐ comune esperienza (Cass., IV, 6-12-1988), con
modalità tanto gravi ed estese da determinare un
Soggetto attivo del reato può essere solo chi pericolo sull’incolumità del pubblico, su una cer-
abbia preso parte al progetto o ai lavori, e quin- chia vasta ed indeterminata di persone.
di trattasi di reato proprio. Tale è il progettista, Di qui la differenza rispetto all’ipotesi (autonoma
che ha curato la parte creativa, nonché il sogget- o aggravata) di cui al 2° comma, che richiede,
677 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1180
quale ipotesi di pericolo concreto, il verificarsi di sivamente a titolo di colpa (“per sua colpa”).
una situazione di pericolo effettiva per più perso- Questa si avrà nelle ipotesi di imperizia, impru-
ne (se dal fatto è derivato pericolo per le perso- denza e negligenza (➠ 43, 3° comma), condizio-
ne), determinata dalla presenza in loco al ni che devono essere valutate in rapporto alla
momento della rovina, prescindendo da un’offe- qualifica ed attività in concreto svolta dall’agen-
sa alla pubblica incolumità (Antolisei). te, sulla base delle quali viene commisurato il
modello di diligenza della media delle persone
4 • ELEMENTO SOGGETTIVO ❐ aventi medesime caratteristiche dell’agente, nel
rispetto delle precauzioni e regole cautelari dove-
La responsabilità per la rovina deve essere esclu- rose (Cass., IV, 18-4-1986).

677 • Omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano ro-


vina
Il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina ovvero chi
è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell’edificio o della costruzio-
ne, il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è pu-
nito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929 (1).
La stessa sanzione si applica a chi (2), avendone l’obbligo, omette di rimuove-
re il pericolo cagionato dall’avvenuta rovina di un edificio o di una costruzione.
Se dai fatti preveduti dalle disposizioni precedenti deriva pericolo per le perso-
ne, la pena è dell’arresto fino a sei mesi o dell’ammenda non inferiore a euro 309.
(1) Le parole “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929” hanno sostituito
le parole “è punito con l’ammenda non inferiore a lire duecentomila”, ex art. 52, comma 1, lett. a), del d.lgs. 30-
12-1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’art. 1 della leg-
ge 25 giugno 1999, n. 205).
(2) Le parole “La stessa sanzione si applica a chi” hanno sostituito le parole “Alla stessa pena soggiace chi”, ex
art. 51, comma 1, lett. b), del d.lgs. n. 507/1999, cit.

1 • BENE-INTERESSE PROTETTO ❐ dell’edificio o della costruzione (➠ 40, 2°


comma).
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è
2 • GLI ILLECITI AMMINISTRATIVI DI CUI AI
l’incolumità pubblica, sub specie di interesse
all’incolumità delle persone connessa alla rovi-
COMMI 1 E 2 E IL REATO PREVISTO DAL COMMA 3 ❐
na di edifici o costruzioni che minaccino i pas- La norma prevedeva tre distinte ipotesi di reato,
santi o le persone che si trovino nei pressi del- autonome (Bettiol) e strutturate quali fattispe-
l’edificio per qualsiasi ragione (Cass., I, 26-1- cie di pericolo. Le fattispecie di illecito di cui ai
1993). commi 1 e 2 sono state, però, depenalizzate per
La tutela di tale bene-interesse si realizza attra- effetto dell’art. 52 del d.lgs. n. 507/1999, ed
verso la previsione di fattispecie di tipo omissi- adesso rappresentano altrettanti illeciti ammini-
vo puro strumentali alla prevenzione del danno strativi.
alle persone, derivando dall’art. 677 un obbligo L’ipotesi di cui al 1° comma richiede, da un lato,
di garanzia giuridicamente rilevante ai fini della che la minaccia di rovina dell’edificio o della
responsabilità penale del proprietario o di colui costruzione sia effettiva. Non è necessario che si
che sia obbligato alla vigilanza o conservazione realizzi un pericolo attuale per le persone.
• 1181 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 677

L’ipotesi di cui al 2° comma presuppone che la crollo improvviso o il disfacimento della costru-
rovina dell’edificio si sia già verificata. zione, ovvero il distacco di una parte rilevante
L’ipotesi di cui al 3° comma, l’unica fattispecie del fabbricato, quale ad esempio un cornicione,
di reato ancora configurabile, esprime invece un balcone, un muro.
una forma di pericolo concreto. Secondo la dot- L’obbligo comprende non solo l’effettuazione di
trina, nell’ipotesi di cui al 3° comma deve esse- lavori atti ad evitare il crollo, ma anche la rea-
re sorto un effettivo pericolo nei riguardi di sog- lizzazione di opere idonee ad evitare pericoli per
getti determinati, accertato secondo le più la pubblica incolumità. La sua fonte è ravvisa-
avanzate tecniche e la migliore esperienza. bile tanto nella legge o in un regolamento,
Prima dell’intervento di depenalizzazione dei quanto in un atto amministrativo impositivo di
reati previsti dai primi due commi della norma, un obbligo di facere rispetto alla situazione di
la dottrina (Antolisei) ricostruiva la fattispecie di pericolo prospettata (Cass., I, 18-7-1981).
cui al 3° comma quale ipotesi aggravata, oggi La condotta di rovina si differenzia dal delitto
da configurarsi autonomamente. colposo di crollo (➠ 449, 1° comma) sia per il
L’illecito di cui al 1° comma può essere com- soggetto attivo, che nell’ipotesi delittuosa può
messo dal proprietario o da colui che abbia, in essere chiunque, sia per l’entità del fatto tipico
sua vece, un obbligo giuridico alla conservazio- (Marinucci), che include condotte idonee a
ne o vigilanza dell’edificio o della costruzione, determinare un fenomeno di disastro, quale
per effetto del trasferimento di funzioni, anche evento prevedibile dall’agente come conseguen-
in via autonoma (in tal senso l’utilizzo della za della propria azione colposa, secondo le
disgiunzione “o”). regole della comune esperienza (Cass., IV, 6-
Nella casistica giurisprudenziale si è individua- 12-1988), con modalità tanto gravi ed estese
to quale soggetto attivo, obbligato ad interveni- da colpire collettivamente, costituendo pericolo
re per evitare il venire in essere della situazione personale e diffuso per una cerchia vasta ed
di pericolo da rovina di edifici o costruzioni, il indeterminata di persone.
tutore dell’interdetto rispetto ai beni di quest’ul- Il reato previsto dal 3° comma si consuma nel
timo, il liquidatore di una società, il conduttore momento in cui si verifica l’inadempimento
del bene in ipotesi di leasing, il dirigente indu- all’obbligo di intervento, e si configura quale
striale, il direttore di miniera e l’amministratore reato permanente, in cui il mero accertamento
di condominio, ove la minaccia di rovina riguar- dell’infrazione, cioè dell’omesso intervento di
di parti comuni dell’edificio, sulla base degli rimozione delle cause del pericolo accertato,
obblighi incombenti su tale figura per effetto rappresenta il solo momento iniziale, non facen-
delle norme legislative o statutarie. Invece, non do cessare l’obbligo di intervenire e quindi la
è destinatario della norma preventiva l’inquili- consumazione del reato.
no, tenuto ai soli interventi di piccola manuten- La consumazione cessa con la sentenza di
zione. primo grado, quale atto interruttivo della con-
dotta penalmente rilevante, ovvero con la rimo-
3 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ zione dello stato di pericolo di crollo o rovina
(Cass., I, 25-5-1996).
La condotta tipica si sostanzia nell’inadempi-
mento all’obbligo di rimuovere il pericolo di
rovina dell’edificio o costruzione, e si presenta
4 • L’ELEMENTO SOGGETTIVO ❐
comune alle fattispecie previste dalla norma. La responsabilità per l’omesso impedimento del
Per rovina si intende la caduta o il cedimento di pericolo di rovina può essere indifferentemente
un edificio o costruzione, ovvero di una sua a titolo di colpa o di dolo. Certamente, l’omis-
parte, da cui derivi - nell’ipotesi di cui al 3° sione deve essere volontaria, e ciò anche nei
comma - una situazione di pericolo specifico e casi in cui manchi un provvedimento autorizza-
concreto per l’incolumità fisica di una pluralità torio alla esecuzione dei lavori rilasciato dalla
determinata di persone. Tale, ad esempio, è il P.A. (Riondato), ed il reato sarà escluso solo
677 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1182
nelle ipotesi in cui la mancata esecuzione dei 5 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐
lavori non dipenda da colpa dell’agente (ad
esempio, opposizione degli inquilini all’esecu- La contravvenzione di cui all’art. 677, 3°
zione dei lavori: Cass., I, 18-10-2002). comma, assorbe quella generale di inosservan-
In ogni caso, l’obbligo giuridico è del tutto indi- za dei provvedimenti dell’Autorità (➠ 650),
pendente dalla causa che ha determinato il peri- coincidendo il pericolo per i terzi derivante
colo di crollo o di rovina. Ne deriva che la con- dalla rovina dell’edificio o costruzione con le
dotta omissiva rileva anche in caso di fatto col- ragioni di sicurezza pubblica espresse nel
poso del terzo che si affianchi al vizio di costru- provvedimento amministrativo disatteso (si
zione o di manutenzione, quando il primo sia pensi al caso dell’inosservanza dell’ordinanza
privo di autonoma efficienza causale (si pensi al del sindaco che ordini la demolizione della
caso del passaggio di terzi su di un terrazzo che parte pericolante dell’edificio). In particolare,
già sia pericolante, con distacco di parti che, si ritiene che l’ipotesi ex art. 650 venga assor-
cadendo al suolo, colpiscono un passante). bita dalla fattispecie di cui all’art. 677, 3°
L’accertamento della situazione di inadempien- comma, caratterizzata dal pericolo per le per-
za all’obbligo giuridico di attivarsi, e quindi la sone derivante dalla rovina di edifici, mentre
sussistenza del reato, prescinde sia dalla consa- analogo fenomeno non si verifica in relazione
pevolezza circa lo stato di pericolo, sia dal- all’ipotesi depenalizzata di cui al 1° comma
l’eventuale fissazione di un termine per adem- (Cass., I, 5-7-2002), escludendosi comunque
piere per atto di intimazione della P.A. (Cass., I, il concorso tra fattispecie penale ed illecito
22-5-2000). amministrativo.

ESEMPIO DI CAPO DI IMPUTAZIONE RELATIVO AL REATO IN ESAME

Del reato previsto e punito dall’art. 677, 3° comma, c.p., perché, quale proprieta-
rio del fondo, come tale destinatario dell’ordinanza n. ... del ... emessa dal sindaco di
Tivoli con la quale si intimava di procedere a lavori urgenti di consolidamento e
manutenzione della muratura di contenimento sita in Via Palatina, prospiciente il
tratto stradale, che minacciava rovina con pericolo per la pubblica e privata incolumi-
tà, non vi ottemperava.
In Tivoli il 22-12-2002, condotta perdurante.

L’ipotesi indicata in imputazione esprime un tipico caso di assorbimento del-


l’ipotesi contravvenzionale ex art. 650, in quella di cui all’art. 677, 3° comma,
avente una maggiore specificazione (Cass., I, 9-4-2001), in relazione al pericolo
derivante da crollo di edifici ed in ragione della sussidiarietà della prima norma, la
cui applicazione è configurabile solo in assenza di norma incriminatrice specifica
(➠ 650).
Di qui l’inoperatività del fenomeno dell’assorbimento nel caso di violazione
rispetto alle fattispecie di cui ai commi 1 e 2 della norma, costituenti illecito depe-
nalizzato (Cass., I, 5-7-2002).
• 1183 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 678

§2
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA PREVENZIONE DI INFORTUNI NELLE
INDUSTRIE O NELLA CUSTODIA DI MATERIE ESPLODENTI

678 • Fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti


Chiunque, senza la licenza dell’Autorità o senza le prescritte cautele, fabbrica o
introduce nello Stato, ovvero tiene in deposito o vende o trasporta materie esplo-
denti o sostanze destinate alla composizione o alla fabbricazione di esse, è punito
con l’arresto fino a diciotto mesi e con l’ammenda fino a euro 247 (1) (2).
(1) L’ammenda originaria fino a L. 2.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 24, 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-leg-
ge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835), successivamente triplicata dall’art. 34
della l. 18-4-1975, n. 110 (Disciplina per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi), che ha altresì pre-
visto per le contravvenzioni riguardanti gli esplosivi, un arresto minimo di tre mesi, ed infine raddoppiata dal-
l’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(2) Si vedano gli articoli 1 e 5 della L. 2 ottobre 1967, n. 895, recante disposizioni per il controllo delle
armi.

1 • IL BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ contravvenzione in esame, la cui ricorrenza


deve essere esclusa in riferimento alle sostan-
La norma è posta a tutela dell’incolumità pub- ze esplosive che siano assimilabili alle armi da
blica, in ragione della ricostruzione del reato guerra ovvero caratterizzate da micidialità tale
in termini di pericolo e della riconducibilità che il loro uso possa produrre morte o comun-
dello stesso alla categoria dei reati-ostacolo. que offesa alla incolumità personale.
La norma appare rivestire carattere esclusiva- L’art. 678 trova, perciò, applicazione:
mente sanzionatorio, in quanto applicativa di - nel caso in cui le condotte previste ed attua-
sanzione penale per la violazione dei precetti te in assenza di licenza dell’Autorità abbiano
espressi dalle norme del T.u.l.p.s. (artt. 46 e ad oggetto materie esplodenti non dotate di
ss.) e del relativo Reg. p.s. (artt. 81 e ss.). micidialità (non capaci di provocare morte) e
L’ambito di applicabilità della contravvenzione prive di rilevante effetto distruttivo o dirom-
è stato profondamente modificato in senso pente;
riduttivo dagli artt. 1 e 2 della l. n. 895/1967 - quando, pur trattandosi di esplosivo in gene-
in tema di controllo e disciplina delle armi, re, la condotta tipizzata non sia prevista dalla
che ha introdotto le fattispecie delittuose di norma speciale successiva.
fabbricazione, produzione, importazione,
detenzione e porto abusivo di armi da sparo o
parti di esse, munizionamento ovvero altro
2 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA ❐
materiale esplosivo (esplosivi di ogni genere, Soggetto attivo del reato può essere “chiun-
aggressivi chimici o altri congegni micidiali). que”, e quindi trattasi di reato comune.
Proprio tale ultima categoria, in ragione della La norma delinea una pluralità di condotte
prospettata concorrenza di norme e del crite- tipiche, tra loro equivalenti, alternativamente
rio di specialità, aveva inizialmente indotto ad previste, che si sostanziano nella fabbricazio-
un’interpretazione parzialmente abrogativa ne, introduzione nello Stato, detenzione in
dell’art. 678 (Cass., I, 5-3-1973). Si deve deposito, vendita o trasporto senza le prescrit-
all’intervento delle Sezioni Unite della te cautele di materiale esplodente.
Cassazione (sent. 15-10-1986, n. 10901) Per fabbricazione si intende l’attività - svolta
l’affermazione dei limiti di applicabilità della in forma professionale, industriale, artigiana o
678 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1184
occasionale - con la quale si confeziona un lità di fabbricazione (Cass., I, 26-7-1997).
involucro esplosivo o incendiario. Per introdu- Ne deriva un ambito di applicabilità della con-
zione nello Stato si fa riferimento all’importa- travvenzione per tutte le materie esplodenti
zione o al passaggio nel territorio statale per che in sostanza non presentino carattere di
finalità diversa dal commercio, come nel caso micidialità e quindi non assimilabili a compo-
di passaggio per destinazione estera. Per sti detonanti o dirompenti destinati ad impie-
deposito si intende una forma di detenzione go bellico o civile (classificabili come esplosi-
concordata, con doveri di custodia e vigilanza, vi) (Cass., I, 10-5-1988).
del materiale esplodente. La vendita è la ces- Costituiscono quindi materiale esplodente i
sione del bene a titolo oneroso, da intendersi giochi pirici o pirotecnici (petardi, mortaretti,
come qualsivoglia ipotesi di commercio del castagnole, giocattoli pirici, tracchi, bombe
materiale esplodente. Il trasportare implica lo carta, rauti e botti con fischio, razzi a scop-
spostamento del materiale da un luogo all’al- pio, razzi con pistola, rocchetti etc.), ex se
tro, ma non quale modalità di utilizzo, ma non micidiali, e comunque definibili come
semplicemente quale oggetto inerte, non artifici pirotecnici ad effetto illuminante che,
pronto per l’uso. per la minima quantità di esplosivo e per la
In concreto, rientrano nella sfera applicativa presenza di sostanze inerti, sono praticamen-
della norma contravvenzionale le condotte te inoffensive: il termine è riferibile non solo
sopra descritte che avvengano senza licenza al materiale ma anche all’insieme dei conge-
dell’Autorità ovvero senza le prescritte cautele gni, involucri ed accessori ad essi collegati
quando le condotte stesse hanno ad oggetto fisicamente (Cass., I, 18-7-1997). Ne sono
sostanze destinate alla composizione o fabbri- invece estranee le materie semplicemente
cazione di materie esplodenti (Vigna- infiammabili, penalmente irrilevanti se non
Bellagamba). destinate alla composizione o fabbricazione
La licenza dell’autorità è atto amministrativo di esplosivi. Del pari, rientrano nell’ipotesi
di tipo ampliativo, che obbedisce ad una fina- contravvenzionale anche l’omissione delle
lità preventiva connessa all’accertamento dei prescritte cautele nello svolgimento delle atti-
requisiti soggettivi ed oggettivi prescritti per vità di composizione o fabbricazione, pur se
l’uso dell’esplosivo. La sua mancanza costitui- non abusive.
sce elemento costitutivo del reato, che si con- La contravvenzione non si applica, di contro,
figura indipendentemente dall’accertata peri- ai giochi pirotecnici esclusi dalla classificazio-
colosità in atto dell’esplosivo maneggiato o ne di cui all’art. 2 del d.m. 8-8-1972, nonché
detenuto. ai prodotti non più classificati come giochi
La casistica giurisprudenziale ha consentito di pirotecnici ai sensi dell’art. 83 del Reg. p.s.
individuare l’ambito applicativo della contrav-
venzione nella ricostruzione della nozione di
materie esplodenti, quale oggetto materiale
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE ❐
del reato, nel suo contenuto di contrapposizio- La responsabilità per il delitto, trattandosi di
ne e di differenza con il concetto di esplosivo, contravvenzione, può essere indifferentemen-
espresso dalla normativa speciale, ricorrendo te a titolo di colpa o di dolo. Certamente, la
solo nel primo caso la piena applicabilità del- condotta di trasporto, detenzione etc. deve
l’art. 678. Come detto, esplosivi sono tutti essere volontaria, essendo del tutto irrilevante
quei congegni e sistemi caratterizzati da ele- non solo la consapevolezza della pericolosità
vata potenzialità dirompente, classificabili del materiale esplodente, ma anche il fine per
come micidiali, idonei a provocare un rilevan- il quale l’agente ha agito.
te effetto distruttivo (Cass., I, 29-7-1999); Il reato si consuma al momento in cui si veri-
materie esplodenti sono invece quei prodotti fica la condotta di reato, nelle forme alternati-
utilizzati per fuochi pirotecnici, privi di poten- ve sopra descritte, e si configura quale reato
zialità micidiale per struttura chimica e moda- istantaneo.
• 1185 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 679

4 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐ contravvenzionale dal delitto di fabbricazione o


detenzione di materie esplodenti (➠ 435).
La pluralità delle condotte descritte dalla L’elemento differenziale, infine, rispetto al
norma (norma a più fattispecie) non esclude reato di omessa denuncia di materiale esplo-
in linea generale un concorso tra le varie fatti- dente (➠ 679), è nella sussistenza, in tale
specie, dovendo distinguersi, sul piano del- ultimo caso, di una licenza per la detenzione.
l’azione, il confezionamento dal trasporto e dal Così, nel caso in cui un soggetto detenga
tenere in deposito il materiale esplodente. materiale esplosivo che ecceda i limiti della
L’elemento soggettivo del dolo specifico, inol- licenza, si ravvisano gli estremi del reato di cui
tre, consente di distinguere la presente ipotesi all’art. 678 (Cass., I, 17-3-2000).

ESEMPIO DI CAPO DI IMPUTAZIONE RELATIVO AL REATO IN ESAME

Del reato previsto e punito dall’art. 678 c.p., perché senza la licenza della competen-
te Autorità fabbricava e, comunque, deteneva in deposito, per la vendita a terzi, fuochi
pirotecnici di vario genere (mazzetti, stelle polari, biancali, rauti, razzi), caduti in seque-
stro per un numero complessivo di 1334 pezzi.
Reato commesso in Roma il 28-12-2002.

L’ipotesi indicata in imputazione esprime un caso scolastico di contestazione del


reato in esame, che richiama i prodotti esplodenti di volta in volta classificati dalla
giurisprudenza quali elementi privi di micidialità, non rientranti nell’oggetto della
normativa speciale in tema di armi.
Così, nella casistica giurisprudenziale si è negata la qualifica di materiale esplo-
dente, rilevante ai fini della contravvenzione in esame, a quei giochi che producono
un rilevante effetto acustico, elemento insufficiente in assenza di potenzialità e desti-
nazione lesiva degli stessi (Cass., I, 14-3-1988), mentre tale qualifica è stata afferma-
ta per le cd. castagnole e le bombe-carta (Cass., I, 18-5-1988), non assimilabili alle
armi da guerra, e per tutti i giocattoli pirotecnici che assumono funzione esclusiva-
mente ludica (Cass., I, 29-4-1991), esclusi dalla disciplina speciale per il controllo
delle armi.
Ai fini della configurabilità del reato, alle condotte di fabbricazione e detenzione
dei giochi pirotecnici deve affiancarsi l’ipotesi in cui l’agente sia in possesso di licen-
za che fissi un limite quantitativo, rispetto al quale deve ritenersi abusivo e non legit-
timato il possesso del materiale, se in numero superiore (Cass., I, 18-5-1999).

679 • Omessa denuncia di materie esplodenti


Chiunque omette di denunciare all’Autorità che egli detiene materie esplo-
denti di qualsiasi specie, ovvero materie infiammabili, pericolose per la loro quali-
tà o quantità, è punito con l’arresto fino a dodici mesi o con l’ammenda fino a euro
371.
679 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1186
Soggiace all’ammenda fino a euro 247 chiunque, avendo notizia che in un luo-
go da lui abitato si trovano materie esplodenti, omette di farne denuncia all’Auto-
rità (1).
Nel caso di trasgressione all’ordine, legalmente dato dall’Autorità, di conse-
gnare, nei termini prescritti, le materie esplodenti, la pena è dell’arresto da tre mesi
a tre anni o dell’ammenda da euro 37 a euro 619 (2).
(1) Si veda l’art. 10 della l. 21-2-1990, n. 36 (Nuove norme sulla detenzione delle armi, delle munizioni e degli
esplosivi).
(2) L’ammenda originaria fino a L. 3.000 prevista al primo comma, fino a L. 2.000 prevista al secondo com-
ma e da L. 300 a L. 5.000 prevista al terzo comma, è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-
1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 24, 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio de-
creto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835), successivamente triplicata dal-
l’art. 34 della l. 18-4-1975, n. 110 (Disciplina per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi), che ha al-
tresì previsto per le contravvenzioni riguardanti le armi, la triplicazione delle pene e un arresto minimo di tre me-
si, ed infine raddoppiata dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • SOGGETTO ATTIVO DEL REATO E CONDOTTA TIPICA ❐ La prima ipotesi si sostanzia nell’inadempi-
mento all’obbligo di denuncia della detenzio-
L’oggettività giuridica tutelata dalla norma è ne di materie esplodenti di qualsiasi specie o
l’incolumità pubblica, sub specie dell’interes- di materie infiammabili.
se della P.A. ad essere informata immediata- Per materie esplodenti si intendono, in gene-
mente in caso di detenzione di materie esplo- rale, quei prodotti utilizzati per fuochi pirotec-
denti o sostanze esplosive o infiammanti che nici, o categorie similari, privi di potenzialità
potrebbe creare pericolo per la collettività, micidiale per struttura chimica e modalità di
prescindendo dalla liceità o meno della deten- fabbricazione (➠ 678, anche in relazione alla
zione. differenza tra materie esplodenti ed esplosivi
La tutela di tale bene-interesse si realizza ed alla definizione del campo applicativo
attraverso la previsione di fattispecie di tipo rispetto alla normativa speciale in tema di
omissivo puro, strumentali alla prevenzione controllo delle armi). La pericolosità della
del danno alle persone derivante dalla deten- detenzione delle materie esplodenti è insita
zione di materie esplodenti che venga sottrat- nella natura delle stesse, e quindi si configura
ta ai controlli preventivi dell’Autorità median- quale ipotesi di pericolo astratto, prescinden-
te l’inadempimento all’obbligo di denuncia do da qualsiasi accertamento sull’effettiva
(previsto dall’art. 38 del T.u.l.p.s.) ovvero di pericolosità del prodotto. Viceversa, per le
consegna del materiale pericoloso, in caso di materie infiammabili, definibili come materie
ordine legalmente dato. liquide o gassose che si accendono rapida-
La norma prevedeva tre distinte ipotesi di mente ed hanno facilità ad incendiarsi
reato, autonome (Antolisei), che si strutturano (Manzini), la norma richiede espressamente
quali fattispecie di pericolo, seppur si richie- una pericolosità per quantità o qualità e quin-
de, quale elemento di offensività, che le con- di un giudizio di accertamento in fatto della
dotte di omissione attengano a quantità suffi- concreta lesività della condotta (ipotesi di
ciente a rendere possibile un pericolo per la reato di pericolo concreto).
pubblica incolumità. L’omessa denuncia del detentore, prevista e
Soggetto attivo del reato può essere “chiun- punita dal 1° comma, si configura come viola-
que”, e quindi trattasi di reato comune. zione dello specifico obbligo di cui all’art. 38
La condotta tipica, come detto, si articola in del T.u.l.p.s. e dei collaterali obblighi di cui
tre distinte fattispecie di reato omissivo. agli artt. 57 e 58 del Reg. p.s.
• 1187 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 680

Il soggetto tenuto all’adempimento dell’ob- 2 • L’ELEMENTO SOGGETTIVO ❐


bligo è il detentore, cioè colui che a qualsia-
si titolo abbia la disponibilità o custodia del La responsabilità per omesso adempimento ai
materiale esplosivo o infiammabile, indipen- singoli obblighi previsti dalle fattispecie con-
dentemente dalla pregressa denuncia opera- travvenzionali può essere indifferentemente a
ta da terzi. Tale è anche il preposto con pote- titolo di colpa o di dolo.
ri di autonoma signoria sui beni in ragione di Certamente, l’omissione deve essere volonta-
un interesse proprio e qualificato. E’ invece ria, e quindi il soggetto deve avere consapevo-
escluso che sussista un obbligo di denuncia lezza di tutti i presupposti del fatto (Manzini).
a carico del soggetto lavoratore dipendente
(Cass., III, 14-6-2000) che ha un rapporto
di fatto con i materiali pericolosi sotto la
3 • CIRCOSTANZA AGGRAVANTE SPECIALE ❐
vigilanza del datore di lavoro (effettivo Circa l’aggravante speciale di cui all’art. 680,
responsabile), ovvero del detentore nomine questa appare certamente compatibile con le
alieno. ipotesi di cui ai commi 1 e 3 dell’art. 679,
Il 2° comma prevede l’ipotesi autonoma del- quando l’omittente non abbia i requisiti sogget-
l’omissione dell’obbligo di denuncia da parte tivi e la capacità per conseguire la licenza o
del soggetto non detentore, incombendo tale questa gli sia stata denegata o revocata, mentre
obbligo in capo a colui che vive, anche tempo- è logicamente inconferente con la previsione
raneamente, nel luogo ove si trovano gli esplo- del dovere civico di cui al 2° comma, che pre-
sivi (in luogo da lui abitato), a prescindere vede la condotta (e la responsabilità) di un terzo
dalla circostanza che il luogo sia o meno abi- diverso dal soggetto destinatario della licenza.
tualmente adibito a scopi abitativi. Si tratta di
ipotesi eccezionale di denuncia civica obbliga-
toria che attiene alle sole materie esplodenti
4 • MOMENTO CONSUMATIVO DEL REATO ❐
(ne sono escluse quelle infiammabili). Il reato, nelle sue diverse forme alternative di
La norma non può ritenersi tacitamente abro- manifestazione, si consuma nel momento in
gata per effetto dell’art. 20, 6° comma, della l. cui si verifica l’inadempimento all’obbligo di
n. 110/1975 in materia di armi, che punisce denuncia, coincidente con l’inizio della con-
l’omessa denuncia di depositi di esplosivi dei dotta di detenzione propria o altrui o con la
quali si sia venuti a conoscenza, in ragione conoscenza dell’ordine di consegna dell’auto-
della sussistenza dell’elemento specializzante rità (Manzini). Per altra dottrina (Vigna-
del luogo abitato dal soggetto e della generici- Bellagamba), le tre fattispecie si configurano
tà dell’oggetto della contravvenzione in esame, quali reati permanenti, in cui il mero accerta-
che punisce l’omessa denuncia di qualsivoglia mento dell’omissione rappresenta il solo
specie e quantità di materiale esplodente. momento iniziale, non facendo cessare l’obbli-
L’ipotesi di cui al 3° comma prevede la viola- go di denuncia o di consegna e quindi la con-
zione, mediante omissione, dell’obbligo di sumazione del reato. In tal caso, la consuma-
adempiere all’ordine legittimo di consegnare zione cessa con la sentenza di primo grado,
le materie esplodenti, ordine che trova diretto quale atto interruttivo della condotta penal-
fondamento e disciplina negli artt. 40 del mente rilevante, ovvero con l’adempimento
T.u.l.p.s. e 60 del Reg. p.s. all’obbligo.

680 • Circostanze aggravanti


Le pene per le contravvenzioni prevedute dai due articoli precedenti sono au-
mentate se il fatto è commesso da alcuna delle persone alle quali la legge vieta di
concedere la licenza, ovvero se questa è stata negata o revocata (1).
681 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1188
(1) Si vedano gli articoli 11 e 52 del R.D. 18-6-1931 n. 773 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e l’ar-
ticolo 8 della l. 31-5-1965 n. 575 (Disposizioni contro la mafia).

1 • GENERALITÀ ❐ agisca non sapendo dell’intervenuta revoca


della licenza, assume un atteggiamento
La norma prevede una circostanza aggravante volontaristico in alcun modo violativo della
speciale di tipo soggettivo per le ipotesi di cui fattispecie di reato semplice, sul presuppo-
agli artt. 678 e 679. Questa si configura, sto della vigenza della licenza rilasciatagli;
alternativamente, quando il soggetto agente di contro, ove l’agente non sia a conoscenza
non sia nelle condizioni di poter ottenere la del diniego, agisce come soggetto non auto-
concessione della licenza ovvero la licenza sia rizzato, non operando l’aggravante
stata negata o revocata. (Manzini).
La ratio dell’aggravamento di pena è nel mag- Le condizioni indicate dalla norma sono tassa-
gior disvalore penale della condotta per effet- tive e, quindi, deve escludersi un effetto di
to di condizioni di incapacità dell’agente e di aggravamento derivante dalla sospensione
una pregressa valutazione negativa espressa della licenza (Manzini).
dalla pubblica amministrazione circa la mate- Quanto alla concreta applicabilità, l’aggravan-
riale autorizzabilità della detenzione o fabbri- te in esame appare certamente compatibile
cazione del materiale esplodente. con le ipotesi di cui ai commi 1 e 3 dell’art.
In particolare, quanto all’ipotesi di diniego o 679, quando l’omittente non abbia i requisiti
revoca della licenza, si osserva che, sussi- soggettivi e la capacità per conseguire la licen-
stendo la natura soggettiva dell’aggravante, za o questa gli sia stata denegata o revocata,
non può ritenersi operante il criterio di cui mentre è logicamente inconferente con la pre-
all’art. 59, secondo cui le circostanze aggra- visione del dovere civico di cui al 2° comma,
vanti sono valutate a favore del soggetto solo che prevede la condotta (e responsabilità) di
se da lui conosciute o per colpa ignorate o un terzo diverso dal soggetto destinatario della
ritenute insussistenti. Invero, ove il soggetto licenza.

681 • Apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o tratteni-


mento
Chiunque apre o tiene aperti luoghi di pubblico spettacolo, trattenimento o ri-
trovo, senza avere osservato le prescrizioni dell’Autorità a tutela della incolumità
pubblica, è punito con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda non inferiore a eu-
ro 103 (1).
(1) L’ammenda originaria non inferiore a L. 1.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-
1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 24, 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio de-
creto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835), e successivamente quintuplica-
ta dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • LA RATIO GIUSTIFICATRICE DELLA NORMA ❐ norma è, infatti, quella di impedire che dal-
l’inosservanza di regole cautelari e di sicurez-
Il bene-interesse tutelato dalla norma è costi- za, nonché dal mancato controllo preventivo,
tuito dall’incolumità pubblica, in ragione della possano derivare danni a persone che frequen-
ricostruzione del reato in termini di pericolo e tano il locale aperto al pubblico per spettacoli
della riconducibilità dello stesso alla categoria o trattenimenti.
dei reati-ostacolo: la ratio incriminatrice della La disposizione incriminatrice è configurata
• 1189 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 681

quale norma penale in bianco, rivestendo può essere anche il soggetto che occasional-
carattere esclusivamente sanzionatorio, in mente, anche una sola volta, apra un luogo di
quanto applicativa di sanzione penale per la pubblico spettacolo (Cass., I, 1-12-1995).
violazione delle disposizioni precettive espres- Anche in caso di affidamento temporaneo
se dall’art. 80 del T.u.l.p.s., che detta norme della gestione del locale ad un soggetto diver-
per il rilascio della licenza per l’apertura o so dal titolare della licenza, quest’ultimo è
l’esercizio del locale ed una serie di prescrizio- tenuto ad assicurare la puntuale osservanza
ni particolari che l’autorità di pubblica sicu- delle prescrizioni dettate a tutela della pubbli-
rezza può e deve dare in materia, in relazione ca incolumità.
alle regole cautelari e prudenziali da adottarsi
indicate nelle leggi di pubblica sicurezza od in
disposizioni speciali.
3 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
Di qui la rilevanza delle condotte di reato sotto La condotta tipica, di tipo commissivo, si rea-
il profilo della violazione o inosservanza delle lizza con l’aprire o tenere aperti luoghi di pub-
prescrizioni prudenziali dettate dall’autorità in blico spettacolo, trattenimento o ritrovo in vio-
sede di concessione della licenza per attività lazione delle prescrizioni dettate a tutela della
di pubblico spettacolo o trattenimento, ivi pubblica incolumità.
compresa la prosecuzione della gestione oltre La condotta di aprire o tenere aperti luoghi di
il termine previsto nell’autorizzazione (Cass., pubblico spettacolo (cui si contrappone il con-
III, 13-1-2001). La violazione delle prescrizio- cetto di circolo privato) si sostanzia nell’aper-
ni non costituisce illecito ex art. 9 del tura o nella gestione di locali aperti al pubbli-
T.u.l.p.s. (sanzionato dall’art. 17 del medesi- co, la cui pubblicità consiste nella destinazio-
mo), ma violazione dell’art. 80 del T.u.l.p.s. ne di spazi accessibili ad un numero indeter-
per il quale la sanzione è dettata dall’art. 681 minato di soggetti, senza restrizioni o per
c.p. periodi limitati ed adempiendo a specifiche
condizioni poste da chi esercita un diritto sul
2 • SOGGETTO ATTIVO ❐ luogo medesimo (➠ 662). Tali sono anche i
locali per l’accesso nei quali è necessario l’ac-
Soggetto attivo del reato può essere solo colui quisto di un biglietto o il rilascio di una tesse-
che sia responsabile dell’attività ludica o di ra, gratuitamente o a pagamento, quando sia
intrattenimento, che apra o tenga aperti luoghi consentito un accesso indiscriminato a chiun-
di pubblico spettacolo ovvero dia spettacoli o que, trattandosi di meri espedienti per elude-
trattenimenti. L’area soggettiva deve essere re l’obbligo di munirsi della prescritta licenza
limitata, quindi, a colui che abbia l’obbligo di (Cass., I, 30-6-1997).
munirsi della licenza e svolga le funzioni, Per i concetti di pubblico spettacolo o tratte-
anche di fatto, di imprenditore, organizzatore nimento si rinvia all’art. 666.
o gestore del pubblico spettacolo o tratteni-
4 • L’ELEMENTO SOGGETTIVO E IL MOMENTO
mento. Tale è il proprietario del locale aperto
al pubblico, cui è equiparato il gestore di fatto
CONSUMATIVO DEL REATO ❐
(Cass., VI, 14-5-1973), non estendendosi la L’elemento soggettivo del reato, trattandosi
responsabilità ai singoli soggetti che prestano di contravvenzione, è la colpa o il dolo gene-
la propria opera professionale nello spettacolo rico, consistente nella rappresentazione e
(musicisti, attori, cantanti etc.) o al direttore volontà della condotta di svolgere l’attività di
amministrativo del locale, che resta al di fuori apertura o gestione del luogo di pubblico
della gestione tecnica dello spettacolo. spettacolo in violazione delle prescrizioni
Non è necessario, a tal fine, che il soggetto imposte dall’Autorità a tutela della pubblica
assuma la veste professionale di imprenditore, incolumità.
dedito stabilmente all’attività di spettacolo, Il reato si consuma al momento dell’apertura
poiché responsabile penalmente per il reato del locale pubblico, ovvero del concreto inizio
682 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1190
dell’attività di spettacolo, e nel luogo in cui interesse tutelato dalle due norme (così
tali attività hanno effettivo inizio. Manzini, che contrappone l’interesse della
norma in esame concernente l’ordine pubblico
5 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐ e la pubblica tranquillità con la pubblica inco-
lumità tutelata dall’art. 666).
La contravvenzione in esame è suscettibile di Il delitto di disastro colposo (➠ 449) si presen-
concorso con il reato di spettacoli o tratteni- ta assorbente rispetto alla contravvenzione in
menti pubblici senza licenza (➠ 666), che fa esame, in quanto caratterizzato dall’elevata dif-
riferimento al più rilevante profilo dell’attività fusività ed ampiezza dell’evento di pericolo, ido-
svolta in assenza di licenza (Cass., I, 11-10- neo ad incidere su un numero indeterminato di
1996), con differente profilo oggettivo e bene- soggetti, generando pubblica commozione.

SEZIONE III
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA PREVENZIONE
DITALUNE SPECIE DI REATI

§1
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LATUTELA PREVENTIVA DEI SEGRETI

682 • Ingresso arbitrario in luoghi, ove l’accesso è vietato nell’inte-


resse militare dello Stato
Chiunque si introduce in luoghi, nei quali l’accesso è vietato nell’interesse mili-
tare dello Stato, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto
da tre mesi a un anno, ovvero con l’ammenda da euro 51 a euro 309 (1).
(1) L’ammenda originaria da L. 500 a L. 3.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-
1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 24, 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio de-
creto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835), e successivamente quintuplica-
ta dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ di sanzione penale per la violazione di norme


di legge speciale, regolamenti o atti ammini-
La norma tutela l’interesse statale al manteni- strativi che impongono restrizioni o divieti
mento del segreto militare, in forma preventi- all’accesso in determinate zone nell’interesse
va, sanzionando l’introduzione abusiva nei militare dello Stato (Manzini).
luoghi nei quali l’accesso è vietato nell’inte- Si tratta di norma di pericolo astratto, essendo
resse militare dello Stato. Più in generale, la del tutto irrilevante che la presenza o l’introdu-
norma tutela in via autonoma l’interesse dello zione dell’agente nel luogo interdetto per moti-
Stato ad escludere la presenza di estranei da vi di interesse militare abbia effettivamente
determinati luoghi (Petrone), prescindendo messo in pericolo il bene-interesse del manteni-
dal fine di preservare il segreto militare da mento del segreto su fatti di rilevanza militare.
possibile attività spionistica o di intromissione
abusiva (Cass., I, 12-3-1997).
La disposizione incriminatrice è una norma
2 • SOGGETTO ATTIVO ❐
penale in bianco, rivestendo carattere esclusi- Trattasi di reato comune. Ove l’autore del reato
vamente sanzionatorio, in quanto applicativa sia un militare, possono ricorrere gli estremi
• 1191 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 682

della fattispecie propria di cui all’art. 90 Per luoghi si intende qualsiasi spazio destina-
c.p.m.p. to ad intrusione, ivi compresi i mezzi aerei,
La norma ha applicazione residuale in ragione marittimi e terrestri di interesse militare,
della clausola di riserva (“se il fatto non costi- quando l’accesso a questi sia vietato attraver-
tuisce più grave reato”). so una delimitazione della zona in cui sono
ormeggiati o parcheggiati (si pensi all’introdu-
3 • CONDOTTA TIPICA ❐ zione in una barca ancorata in zona militare
delimitata da appositi gavitelli e segnali).
La condotta tipica si sostanzia nell’introdursi
4 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
in luoghi in cui è vietato l’accesso nell’interes-
se militare dello Stato ed implica un ingresso
DEL REATO ❐
personale e materiale nelle zone in cui vige il L’elemento soggettivo del reato, trattandosi di
divieto militare. Essa non deve essere caratte- contravvenzione, è la colpa o il dolo generico,
rizzata da clandestinità, ossia avvenire eluden- consistente nella rappresentazione e volontà
do i controlli, né essere fraudolenta, perpetra- di svolgere l’attività di introduzione non auto-
ta attraverso l’inganno, altrimenti ricorrerà la rizzata in luogo militare. Appare irrilevante
diversa e più grave ipotesi di introduzione l’effettiva conoscenza del divieto di ingresso,
clandestina in luoghi militari (➠ 260). essendo sufficiente che sia garantita una
Il divieto di accesso a tali luoghi deve: conoscibilità o rappresentabilità dello stesso,
- derivare da provvedimento legittimo per effetto dell’idoneità dei mezzi di pubblici-
dell’Autorità (Cass., I, 15-10-1996); tà del divieto (Antolisei; Cass. 22-1-1963).
- essere esplicitamente posto nell’interesse Il reato si consuma al momento dell’ingresso o
militare dello Stato, attraverso un atto introduzione nella zona interdetta per ragioni
dell’Autorità militare (Manzini); militari e nel luogo in cui tali attività si realizza-
- essere visibile attraverso idonei mezzi di pub- no, attraverso la violazione del divieto imposto.
blicità, che lo rendano effettivamente conosci-
bile ed operante (cartelli e segnali fissi, tabel-
le etc.).
5 • RAPPORTI CON ALTRI REATI ❐
Anche contenutisticamente, il divieto di Manifestandosi come espressione di autono-
accesso deve avere ad oggetto luoghi determi- me condotte, sussiste concorso materiale di
nati e circoscritti, con ambiti e limiti ben defi- reati con i delitti di danneggiamento (➠ 635)
niti, non potendo, in mancanza, operare un e di violazione di domicilio (➠ 614), quando
generico riferimento ai cd. spazi riservati tali condotte siano reati-mezzo per la perpetra-
(Vigna-Bellagamba). zione della contravvenzione in esame.

ESEMPIO DI CAPO DI IMPUTAZIONE RELATIVO AL REATO IN ESAME

Del delitto previsto e punito dall’art 682 c.p., perché si introduceva all’interno della
base NATO di Comiso, luoghi in cui l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato.
In Comiso il 24-6-1973.

Il caso esemplificativo, liberamente tratto da un fatto di cronaca (Ass. Siracusa,


28-1-1985), descrive la condotta contravvenzionale di ingresso abusivo non fraudo-
lento in spazi di interesse militare, che avviene senza clandestinità o inganno. Nella
specie, l’intromissione derivava dalla necessità di manifestare in difesa di valori
683 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1192
apprezzabili riconosciuti dalla Costituzione ed in un determinato momento storico,
per tale motivo esclusivi delle modalità del più grave delitto di cui all’art. 260. Né,
peraltro, può invocarsi la ricorrenza della scriminante di cui all’art. 51, in relazione
all’art. 21 Cost., non esprimendo una libera manifestazione del proprio pensiero,
come tale lecitamente realizzata, la violazione del divieto di ingresso in spazi milita-
ri circoscritti al fine di protesta o manifestazione di impegno per la difesa di valori
civili.

683 • Pubblicazione delle discussioni o delle deliberazioni segrete di


una delle Camere (1)
Chiunque, senza autorizzazione, pubblica col mezzo della stampa, o con un al-
tro dei mezzi indicati nell’articolo 662, anche per riassunto, il contenuto delle di-
scussioni o delle deliberazioni segrete del Senato o della Camera dei deputati è pu-
nito, qualora il fatto non costituisca un più grave reato, con l’arresto fino a trenta
giorni o con l’ammenda da euro 51 a euro 258.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 44 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • IL BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ degli organi legislativi assembleari dello Stato.


La pubblicazione deve avvenire col mezzo
La norma tutela il segreto parlamentare, nel ca- della stampa ovvero con mezzi di riproduzione
so in cui le assemblee legislative dello Stato de- meccanica o chimica in un numero notevole
liberino e si riuniscano in seduta segreta (art. di esemplari, tale da consentire una divulga-
64, 2° comma, Cost.) (Petrone). zione dello scritto suscettibile di raggiungere
un numero indeterminato di destinatari.
2 • SOGGETTO ATTIVO ❐ L’aspetto soggettivo della stampa si caratteriz-
za, infatti, per la sua destinazione ad un
Trattasi di reato comune in cui soggetto attivo numero indeterminato di soggetti, individuato
è “chiunque”. Deve in proposito rilevarsi che al momento in cui lo stampato esce dalla sfera
se la condotta violativa del segreto è posta in di disponibilità dell’agente (stampatore) dive-
essere a mezzo della pubblicazione di stampa nendo così accessibile alla moltitudine, trat-
periodica, si configura una responsabilità, a tandosi di strumento di diffusione di massa
titolo di concorso, del direttore responsabile; (Cass., I, 13-6-1973).
allo stesso modo, se è posta in essere a mezzo La pubblicazione deve essere priva di autoriz-
di stampa non periodica, si configura una zazione, che può essere formale e positiva
responsabilità dell’autore o dell’editore o dello ovvero meramente implicita, quando gli atti o
stampatore (➠ 57-58bis). documenti segreti contengano un termine di
scadenza per la loro divulgazione.
3 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ La tassatività dei mezzi di diffusione non con-
sente un’estensione della norma incriminatri-
La condotta tipica si sostanzia nella pubblica- ce alle ipotesi in cui la diffusione delle notizie
zione, anche per riassunto, del contenuto avvenga con mezzi diversi, sia pure di diffusio-
delle discussioni o delle deliberazioni segrete ne di massa, quali la radio o la televisione,
• 1193 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 684

4 • ELEMENTO SOGGETTIVO E RAPPORTI


ovvero per manoscritto (Manzini). Tale inter-
pretazione limitativa viene giustificata sulla
CON ALTRI REATI ❐
base della natura formale del segreto parla- L’elemento soggettivo del reato, trattandosi di
mentare, legato in via esclusiva alla volontà contravvenzione, è la colpa o il dolo generico,
dell’organo da cui deriva. consistente nella rappresentazione e volontà
Oggetto della condotta di pubblicazione sono della condotta di pubblicazione mediante il
gli atti o documenti delle Camere, ovvero mezzo della stampa o quelli a questa equipa-
estratti o riassunti di questi: il contenuto pub- rati
blicato deve avere una conformità al vero La natura sussidiaria della norma in esame,
quantomeno parziale. L’attività delle Camere derivante dalla clausola di riserva “qualora il
riprodotta negli atti, riferita alle sedute assem- fatto non costituisca un più grave reato”,
bleari o alle articolazioni interne esclude la configurabilità di un concorso tra
(Commissioni, Giunte), deve essere stata reati quando la condotta appaia violativa di
secretata dai medesimi organi deliberativi più norme incriminatrici, applicandosi comun-
mediante preclusione o limitazione della pub- que la norma più grave, come nel caso della
blicità ai sensi dell’art. 64 Cost. rivelazione di segreti di Stato (➠ 261), di vili-
Non si applica la norma alle ipotesi di violazio- pendio (➠ 290), di rivelazione di segreti di
ne del segreto sulle sedute delle Assemblee ufficio (➠ 326) o di pubblicazione di notizie
regionali. false, esagerate e tendenziose (➠ 656).

684 • Pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale (1)


Chiunque pubblica, in tutto o in parte, anche per riassunto o a guisa d’informa-
zione, atti o documenti di un procedimento penale, di cui sia vietata per legge la
pubblicazione, è punito con l’arresto fino a trenta giorni o con l’ammenda da euro
51 a euro 258.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 45 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ limite oggettivo, nell’ambito della libertà di


stampa, al diritto di cronaca garantito dall’art.
La norma tutela l’interesse statale al corretto 21 Cost. quale espressione di libera manife-
funzionamento dell’attività giudiziaria, quale stazione del pensiero (Cass. S.U. 26-3-
interesse alla realizzazione della giustizia 1983), stante il rilievo costituzionale degli
finalizzato ad assicurare i diritti delle parti interessi tutelati dall’art. 684.
che partecipano al processo nonché la sere-
nità e l’indipendenza del giudice (Cass., V,
18-12-1980). Peraltro, la Corte
2 • UNA NORMA PENALE IN BIANCO ❐
Costituzionale (sent. n. 18/1966 e n. La disposizione incriminatrice è configurata
18/1981) ha specificato che, oltre alla tute- quale norma penale in bianco (Mantovani),
la del funzionamento corretto dell’attività rivestendo carattere esclusivamente sanziona-
giudiziaria, la norma assicura la dignità e la torio in quanto applicativa di una sanzione
reputazione di tutti coloro che partecipano al penale per la violazione delle norme proces-
processo, garantendo la presunzione di non suali che regolano il regime processuale di
colpevolezza dell’imputato (art. 27, 2° pubblicità di atti e documenti nel processo
comma, Cost.). penale, e nella specie degli artt. 114 (divieto
In ogni caso, la ratio incriminatrice della di pubblicazione di atti) e 329 (obbligo del
norma si fonda sulla necessità di porre un segreto) c.p.p.
684 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1194
3 • IL “DOPPIO LIVELLO” DEL DIVIETO
DI PUBBLICAZIONE ❐ cesso civile, amministrativo o disciplinare,
salvi gli atti relativi ad un giudizio di diffama-
Gli interessi reputati idonei a restringere il zione sollevato innanzi al giurì d’onore (artt.
diritto di cronaca sono quelli connessi alla 594 e ss. c.p.p.).
segretezza delle indagini preliminari e della Per la differenza tra atti e documenti si fa rife-
corretta formazione del convincimento del giu- rimento al momento e alle modalità della loro
dice dibattimentale, attraverso un doppio livel- formazione, definendosi atti quelli ricevuti o
lo di divieto di pubblicazione: compiuti dal pubblico ufficiale o compiuti da
- assoluto, in relazione agli atti coperti dal altri in sua presenza, mentre i documenti sono
segreto e al loro contenuto, e comunque a tutti le scritture formate al di fuori del processo
gli atti, anche non più coperti dal segreto, fino penale e legittimamente acquisite nel proces-
alla chiusura delle indagini preliminari ovvero so stesso (Vigna-Bellagamba).
fino al termine dell’udienza preliminare (art.
5 • OBBLIGO DEL SEGRETO E DIVIETI
114, commi 1 e 2, c.p.p.; il 3° comma è stato
dichiarato incostituzionale da Corte cost. 24-
DI PUBBLICAZIONE ❐
2-1995, n. 59, nella parte in cui vieta la pub- La caratteristica di norma penale in bianco,
blicazione degli atti del fascicolo del dibatti- come tale recettiva del dettato del codice di
mento prima della sentenza di primo grado); rito (Cass., VI, 9-3-1994), pone problemi
- relativo, in ordine agli atti del dibattimento applicativi e di adattamento al sistema precet-
(pubblicabili in generale per il solo contenu- tivo del segreto processuale. L’art. 114 c.p.p.
to), quando sussistano ragioni di offesa al richiama, infatti, i soli atti del procedimento,
buon costume o pregiudizio alla riservatezza nulla dicendo circa il segreto sui documenti,
dei testimoni e delle parti private (art. 114, ed analogamente l’art. 329 c.p., nel discipli-
commi 4, 5 e 6). nare l’obbligo del segreto, lo relaziona agli atti
Resta quindi in secondo piano la tutela della di indagine compiuti dal p.m. o dalla polizia
riservatezza delle persone sottoposte ad inda- giudiziaria. Di qui parte della dottrina (Giostra)
gini (Lupo). deduce la pubblicabilità dei documenti del
procedimento, a meno che non costituiscano
4 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA ❐ l’oggetto o il risultato di un atto non pubblica-
bile (come nel caso della perizia o di un ver-
Trattasi di reato comune, in cui soggetto attivo bale di sequestro).
è “chiunque”. È pur vero, però, che la norma In ogni caso, obbligo del segreto e divieto di
appare rivolta principalmente ai giornalisti ed pubblicazione non coincidono e devono esse-
ai soggetti che abbiano la possibilità di acces- re tenuti distinti (Mantovani). Si osserva, infat-
so agli atti e, quindi, facenti parte del sistema ti, che l’allargamento dei limiti di segretezza
giudiziario (testimoni, periti, interpreti etc.). processuale interna, funzionali a una più
La condotta tipica si sostanzia nella pubblica- ampia garanzia della difesa dell’imputato, non
zione, in tutto od in parte, anche per riassun- esclude di per sé la configurabilità del divieto
to o a titolo di informazione, di atti o docu- di pubblicazione: ciò che è endoprocessual-
menti di un procedimento penale di cui sia mente conoscibile (art. 329 c.p.p., che pone
vietata la pubblicazione. il limite dell’obbligo del segreto fino a quando
La pubblicazione può avvenire con qualsiasi l’imputato non ne possa avere conoscenza)
mezzo, e deve essere tale da consentire una non risulta automaticamente divulgabile,
divulgazione dello scritto suscettibile di rag- restando distinto il regime di segretezza da
giungere un numero indeterminato di destina- quello di divulgazione (Cass., I, 24-9-1994).
tari. In concreto, come sopra illustrato, il regime di
La pubblicazione deve avere ad oggetto atti e segretezza degli atti del processo è articolato
documenti del procedimento penale. Si esclu- su due diversi livelli di protezione: segreto
dono, quindi, gli atti e i documenti di un pro- assoluto, riferibile alle indagini preliminari, e
• 1195 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 684

segreto relativo, limitato alla pubblicazione mento penale coperti da segreto. Appare del
degli atti del processo ma non del loro conte- tutto irrilevante l’eventuale errore o non cono-
nuto, la cui pubblicazione è sempre consenti- scenza del divieto di pubblicazione, trattando-
ta a titolo di informazione (Cass., I, 11-7- si di errore sull’interpretazione della norma
1994). processuale, cui la presente norma in bianco
Rimangono esclusi dalla tutela assicurata dal- rinvia. Del pari, è irrilevante che l’atto pubbli-
l’art. 114 c.p.p. i fatti che costituiscono l’og- cato sia notorio o già pubblicato da altra fonte
getto dell’atto istruttorio procedimentale pur informativa (Cass., V, 27-9-1984; contra
secretato, quando questi si sostanzino in fatti Crespi, che riporta l’atto sotto il regime relati-
storici che cadono sotto la diretta percezione vo di segretezza, quando manchi l’attualità
del pubblico. Si pensi alle dichiarazioni rila- della dissimulazione del segreto e risulti inde-
sciate ad un giornalista da un testimone nel terminabile il numero di persone già a cono-
corso dell’intervista, il cui contenuto può coin- scenza dello stesso).
cidere con un atto istruttorio segreto o secre- Il reato si consuma nel momento della pubbli-
tato dal contenuto non direttamente pubblica- cazione, in qualunque forma essa avvenga, e
bile, ma esprimibile per diversa forma da sog- nel luogo in cui tale attività si realizza.
getto terzo (testimone, non tenuto all’obbligo
del segreto, salvo esplicito provvedimento di
secretazione del p.m.).
7 • RAPPORTI CON ALTRI REATI ❐
Il regime di segretezza delineato dall’art. 114 Si nega la prospettabilità di un concorso tra la
c.p.p. viene completato dall’art. 13 del d.P.R. contravvenzione in esame e il delitto di rivela-
22-9-1988, n. 448, che individua l’atto zione di segreti di ufficio (➠ 326), ove tale
coperto da segreto e indica le modalità tra- condotta si realizzi mediante pubblicazione,
sgressive del divieto di pubblicazione del con- sulla base di un principio di specialità in con-
tenuto dell’atto. In esso devono essere ricom- creto (Petrone; Mantovani parla di assorbi-
presi tutti gli atti che implicano coinvolgimen- mento, quale corollario del principio del ne bis
to del minore nel procedimento quale parte in idem sostanziale), in quanto l’art. 326, 1°
processuale o testimone, il cui contenuto non comma, tutela anche la pubblicità esterna
può trarsi attraverso un’immagine, che non della notizia segreta, sia pur di riflesso, e quin-
rileva ex se ma in rapporto alla rappresentati- di finisce per coprire l’intera carica offensiva
vità del coinvolgimento del minore nelle inda- della contravvenzione.
gini (Cass., VI, 30-5-1994). In giurisprudenza (Cass. S.U. 19-1-1982)
Non rileva, invece, ai fini della configurabilità viene escluso che si verifichi un fenomeno di
dell’ipotesi contravvenzionale in esame, la vio- assorbimento. Nell’ipotesi in cui la pubblica-
lazione del regime di cui all’art. 335, 2° zione avvenga da parte di terzo (ad esempio,
comma, c.p.p., che vieta la comunicazione un giornalista) che si limiti a ricevere la noti-
delle notizie di reato, ovvero la pubblicazione zia segreta illegittimamente rivelata, questi
del verbale di cui all’art. 125, 5° comma, risponderà della sola contravvenzione ex art.
c.p.p., relativo al voto del membro del collegio 684, ove se ne ravvisino gli estremi, esclu-
dissenziente, ipotesi non riportabili nel con- dendosi il concorso nel reato proprio di cui
cetto di segreto procedimentale, quale segre- all’art. 326, salvo che si sostanzi in una
tezza di atti. compartecipazione morale al delitto (istiga-
zione o induzione alla rivelazione della noti-
6 •ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE ❐ zia) quale possibile forma di accordo
(Fiandaca-Musco). In tal caso, è possibile il
L’elemento soggettivo del reato, trattandosi di concorso tra norme, riferibili ad azioni diver-
contravvenzione, è la colpa o il dolo generico, se - la rivelazione illegittima del segreto e la
consistente nella rappresentazione e volontà sua pubblicazione - distinte anche temporal-
di pubblicare atti o documenti del procedi- mente.
685 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1196

ESEMPIO DI CAPO DI IMPUTAZIONE RELATIVO


AL REATO IN ESAME

Del delitto previsto e punito dall’art 684 c.p., perché, quale direttore responsabile del
quotidiano Giustizia, nel numero 10 del 5-12-2001, pubblicava un articolo privo di
firma, dal titolo “operazione camorra” nel quale veniva data la notizia dell’emissione di
ordinanza di custodia cautelare nei confronti di ..., soggetto latitante.

Il caso esemplificativo, liberamente tratto dalla cronaca, descrive la condotta del-


l’ipotesi contravvenzionale in esame.
In particolare, l’esempio prospettato consente di risolvere il problema del possi-
bile concorso con il delitto di favoreggiamento personale (➠ 378), ipotizzato da talu-
ni uffici della procura della Repubblica in relazione alla condotta del giornalista, già
rilevante nella imputazione ex art. 684 (pubblicazione di una notizia relativa alla
emissione di ordinanze di custodia cautelare a carico di un imputato). Il concorso
tra i reati deve escludersi in ragione della insussistenza del dolo di delitto, consisten-
te nella volontà di fornire al ricercato un aiuto, non emergente questo dalla oggetti-
vità del fatto-reato, in alcun modo orientato nell’aiuto di qualcuno e privo di un
quid pluris (l’agevolazione effettiva ed idonea) rispetto alla condotta sanzionata dal-
l’art. 684 (Pulitanò).

685 • Indebita pubblicazione di notizie concernenti un procedimen-


to penale (1)
Chiunque pubblica i nomi dei giudici, con l’indicazione dei voti individuali
che ad essi si attribuiscono nelle deliberazioni prese in un procedimento penale, è
punito con l’arresto fino a quindici giorni o con l’ammenda da euro 25 a euro 103.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 46 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ 2 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA ❐


La norma tutela il segreto delle votazioni Trattasi di reato comune in cui soggetto attivo
delle delibere giurisdizionali penali nonché è “chiunque”. Deve, in proposito, rilevarsi che
l’autonomia, indipendenza e serenità della la condotta tipica prevede, quale esplicita
funzione giudiziaria, con riferimento ai singo- modalità realizzativa, il mezzo della pubblica-
li componenti dell’organo giurisdizionale zione e quindi la norma configura certamente
(Antolisei). La norma deve essere ricollegata una responsabilità, nell’ipotesi più diffusa del
alla segretezza dei provvedimenti del giudice, mezzo della stampa, del direttore responsabi-
i quali assumono la forma della sentenza, le (in caso di stampa periodica), ovvero del-
dell’ordinanza o del decreto, deliberati in l’autore o dell’editore o dello stampatore (in
camera di consiglio (art. 125, 4° comma, caso di stampa non periodica) (➠ 57-58bis).
c.p.p.). Ove la condotta venga commessa da un pub-
• 1197 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 686

blico ufficiale o da un incaricato di pubblico escludono, quindi, quelli di un procedimento


servizio, si prospetta il più grave delitto di rive- civile, amministrativo o disciplinare, salvi gli
lazione di segreti di ufficio (➠ 326), se la vio- atti relativi ad un giudizio di diffamazione sol-
lazione è stata dolosamente perpetrata. In levato innanzi al giurì d’onore (artt. 594 e ss.
caso di responsabilità colposa, si configura c.p.p.). È necessario che i singoli voti espressi
una responsabilità del pubblico ufficiale per dai giudici siano attribuiti nominativamente, e
l’ipotesi contravvenzionale in esame, aggrava- quindi non è sufficiente una mera allusione o
ta dall’art. 61, n. 9, e non l’ipotesi colposa indicazione generica circa il loro convincimen-
speciale di cui all’art. 326, 2° comma, che to, pena la violazione del divieto di analogia.
punisce la diversa condotta di agevolazione È irrilevante il fatto che la notizia pubblicata
colposa. sia vera o falsa nell’attribuzione dei voti ai sin-
La condotta tipica si sostanzia nella pubblica- goli componenti l’organo giurisdizionale, in
zione dei nomi dei giudici, con l’indicazione quanto tale accertamento comunque compor-
dei voti individuali nelle deliberazioni prese in terebbe la violazione del segreto tutelato
un procedimento penale. (Manzini).
La pubblicazione può avvenire con qualsiasi Il divieto di pubblicazione ha un valore tempo-
mezzo (anche pubblicando il verbale delle rale assoluto, non essendo soggetto ai tempi e
votazioni o il suo contenuto), e deve essere alle fasi processuali. Però, la rilevanza penale
tale da consentire una divulgazione dello scrit- del fatto si esaurisce quando il decorso del ter-
to suscettibile di raggiungere un numero inde- mine ha un’estensione tale che la notizia assu-
terminato di destinatari. me un valore esclusivamente storico
La pubblicazione deve avere ad oggetto i nomi (Antolisei)
dei giudici ed i voti ad essi attribuiti in una Non si riscontrano in giurisprudenza ipotesi
decisione presa in un procedimento penale. Si applicative della presente fattispecie.

§2
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA PREVENZIONE DELL’ALCOOLISMO
E DEI DELITTI COMMESSI IN STATO DI UBRIACHEZZA

686 • Fabbricazione o commercio abusivi di liquori o droghe, o di so-


stanze destinate alla loro composizione
Chiunque, contro il divieto della legge, ovvero senza osservare le prescrizioni
della legge o dell’autorità, fabbrica o introduce nello Stato droghe, liquori o altre
bevande alcooliche ovvero detiene per vendere o vende droghe, è punito con la san-
zione amministrativa pecuniaria da euro 413 a euro 2.478 (1) (2).
Alla stessa sanzione (3) soggiace chi, senza osservare le prescrizioni della legge o
dell’Autorità, fabbrica o introduce nello Stato sostanze destinate alla composizio-
ne di liquori o droghe.
È sempre disposta la cessazione dell’attività illecitamente esercitata. Se l’attivi-
tà è svolta in uno stabilimento o in un esercizio per il quale è stata rilasciata autoriz-
zazione o altro titolo abilitativo all’esercizio di diversa attività, nel caso di reitera-
zione delle violazioni è disposta altresì la chiusura dello stabilimento o dell’eserci-
zio per un periodo non superiore a sette giorni (4).
Per le violazioni previste dal presente articolo non è ammesso il pagamento in
misura ridotta a norma dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (4).
686 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1198
(1) Comma così sostituito dall’art. 9 del d.lgs. 13-7-1994, n. 480 (Riforma della disciplina sanzionatoria con-
tenuta nel Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773).
(2) Le parole “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 413 a euro 2.478” hanno sostitui-
to le parole “è punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da lire centomila a un milione”, ex art. 53,
comma 1, lett. a), del d.lgs. 30-12-1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanziona-
torio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205).
(3) Le parole “Alla stessa sanzione” hanno sostituito le parole “Alla stessa pena”, ex art. 53, comma 1, lett. b),
del d.lgs. n. 507/1999, cit.
(4) Comma inserito dall’art. 53, comma 1, lett. c), del d.lgs. n. 507/1999, cit.

1 • L’INTERVENUTA DEPENALIZZAZIONE ❐ Fabbricare importa un’attività produttiva di


tipo industriale o comunque rilevante, non
La norma tutela l’interesse alla prevenzione rientrando nella condotta la produzione di
dell’alcolismo, bene comune alla sezione n. 2 modeste quantità per uso personale o per esi-
e, più in generale, la sicurezza pubblica, sotto genze familiari, e comunque la produzione di
il profilo della sicurezza dei cittadini e della vino. Per la vendita si fa riferimento a qualsi-
loro incolumità. voglia ipotesi di commercio, espresso in un
La disposizione incriminatrice era configurata atto negoziale che abbia come effetto il trasfe-
quale norma penale in bianco (Manzini), rive- rimento del bene a titolo oneroso; l’attività di
stendo carattere sanzionatorio, in quanto la introduzione nel territorio dello Stato implica
parte precettiva contenuta nella norma (“fab- un’importazione dei prodotti suindicati.
brica od introduce nello Stato o detiene per Oggetto materiale della condotta sono droghe,
vendere, o vende”) contiene un’enunciazione liquori o altre bevande alcoliche.
parziale dello schema tipico, rinviando per il Per liquori o altre bevande alcoliche la norma
suo completamento alla legge o disposizione intende qualsivoglia preparato o prodotto a
dell’autorità intesa a reprimere l’alcolismo. base di alcol, che abbia cioè un contenuto
Oggi, per effetto della depenalizzazione,la alcolimetrico.
fattispecie si configura come illecito ammi- Più problematica è la definizione del concetto
nistrativo. di droghe. Tali sono quelle sostanze che, oppor-
tunamente elaborate, siano da sole ed in via
2 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA ❐ diretta ingeribili a scopo di ebbrezza ovvero
siano utilizzate a tal fine in aggiunta a liquori o
Trattasi di ipotesi di illecito amministrativo altre bevande alcoliche, determinando o con-
comune in cui soggetto attivo è “chiunque”. correndo a determinare uno stato di ebbrezza
È pur vero che la norma appare rivolta ai com- (Frisoli). Ne sono escluse certamente le sostan-
mercianti, produttori, distributori di bevande ze stupefacenti, peraltro oggetto della discipli-
alcoliche o di droghe, ma essa è applicabile na speciale di cui al d.P.R. n. 309/1990. Del
anche a colui che eserciti occasionalmente, resto, la natura sussidiaria della presente con-
anche una sola volta, la vendita o il commer- travvenzione la rende inapplicabile a spiriti e
cio di tali sostanze. stupefacenti, materie oggetto di legislazione
La condotta tipica è articolata in due ipotesi speciale, ipotesi in cui non è ammesso il con-
principali costituenti un unico titolo di illecito, corso della norma in esame (Sabatini).
pur aventi ciascuna struttura unitaria La seconda ipotesi di illecito (2° comma) si
(Manzini). differenzia dalla prima per l’esclusione
La prima ipotesi (1° comma) si sostanzia nel della punibilità nei casi di vendita o di
fabbricare o introdurre nello Stato o detenere detenzione a scopo di vendita, fondata sulla
per vendere, o vendere droghe liquori od altre ratio che l’oggetto materiale (sostanze
bevande alcoliche, in violazione della legge destinate alla composizione di liquori o di
ovvero delle prescrizioni dell’Autorità. droghe) non incide in termini significativi
• 1199 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 687-688

sul fenomeno dell’alcolismo (Manzini). la chiusura temporanea dello stabilimento o


Il 3° comma prevede l’applicabilità di sanzio- dell’esercizio in caso di reiterazione delle vio-
ni accessorie quali la cessazione dell’attività o lazioni.

687 • Consumo di bevande alcooliche in tempo di vendita non con-


sentita
Chiunque acquista o consuma, in un esercizio pubblico, bevande alcooliche
fuori del tempo in cui ne è permessa la vendita, è punito con la sanzione ammini-
strativa fino a euro 51 (1) (2).
(1) La fattispecie è stata depenalizzata e così sanzionata dagli artt. 33 lett. a) e 38 della l. 24-11-1981, n. 689
(Modifiche al sistema penale). Il testo originario comminava la pena dell’ammenda fino a L. 500; tale importo è
stato aumentato di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 24, 26, 66, 78,
135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge
27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicato per effetto degli artt. 113 e 114 della l. 24-11-1981, n.
689 (Modifiche al sistema penale).
(2) L’art. 1 del d.P.R. 29-7-1982, n. 571 (Norme per l’attuazione degli artt. 15, ultimo comma e 17, penultimo
comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, in tema di depenalizzazione), individua la prefettura come destina-
taria del rapporto per la violazione prevista dall’art. 687 di questo codice.

1 • GENERALITÀ ❐ divieto di vendita di bevande alcoliche, ed


assume un carattere di complementarietà
La norma, depenalizzata dall’art. 33 della l. rispetto all’ipotesi di cui all’art. 686, essen-
n. 689/1981, si presenta quale norma in do la sua applicazione limitata alle sole vio-
bianco, stante il rinvio alla disposizione di lazioni delle limitazioni temporali di vendita
legge che determina eventuali periodi di imposte.

688 • Ubriachezza
Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, è colto in stato di manife-
sta ubriachezza è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a
euro 309 (1).
La pena è dell’arresto da tre a sei mesi se il fatto è commesso da chi ha già ripor-
tato una condanna per delitto non colposo contro la vita o l’incolumità indivi-
duale (2).
La pena è aumentata se la ubriachezza è abituale.
(1) Le parole “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309” hanno sostituito le
parole “è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da lire ventimila a quattrocentomila”, ex art. 54 del
d.lgs. 30-12-1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’arti-
colo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205).
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 17-7-2002, n. 354, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del
presente comma, “nella parte in cui punisce con la pena dell’arresto da tre a sei mesi chiunque, in un luogo pub-
blico o aperto al pubblico, è colto in stato di manifesta ubriachezza, se il fatto è commesso da chi ha già riportato
una condanna per delitto non colposo contro la vita o l’incolumità individuale”.
688 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1200
1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ inteso l’aggettivo manifesta. Lo stato del sog-
getto deve comunque caratterizzarsi per la
La norma è stata parzialmente depenalizzata compresenza dello stato di ubriachezza (rilevo
(1° comma) dall’art. 54 del d.lgs. n. di tasso alcolimetrico o di etilismo) e delle
507/1999. Il 2° comma, sopravvissuto all’in- manifestazioni esteriori di tale stato.
tervento di depenalizzazione, che configurava La dottrina (Manzini) ha rilevato che la sorpre-
un’autonoma ipotesi di reato e non una fatti- sa in flagranza (art. 382 c.p.p.) è condizione
specie aggravata (Cass., V, 5-1-2002), avente obiettiva di punibilità, che si realizza quando
ad oggetto le ipotesi di ubriachezza manifesta sia effettuata da ufficiali o agenti di polizia
di soggetto “che abbia già riportata condanna giudiziaria, soggetti autorizzati a constatare
per un delitto non colposo contro la vita o l’in- l’ipotesi di illecito.
columità individuale”, è stato dichiarato costi- La condotta di ubriachezza manifesta deve
tuzionalmente illegittimo con sentenza n. essere realizzata in luogo pubblico o aperto al
354/2002. pubblico. Per luogo pubblico si intende qual-
L’interesse tutelato dalla norma era la polizia siasi spazio accessibile ad un numero indeter-
di sicurezza e l’ordine e la tranquillità pubbli- minato di soggetti, senza restrizioni o atti
ca, nella misura in cui l’ubriachezza può costi- autorizzativi che delimitino l’accesso; luogo
tuire avviamento all’alcolismo e causa di disor- aperto al pubblico è, invece, quello nel quale
dini e di reati (Manzini). Si superavano così le la collettività può accedere solo in alcuni
aspre critiche dottrinali (Grosso) che vedevano momenti o adempiendo a specifiche condizio-
nella fattispecie in esame un reato di posizio- ni poste da chi esercita un diritto sul luogo
ne volto a punire non una condotta ma una medesimo. Tali sono stati considerati l’ambu-
condizione soggettiva dell’agente. Del resto, la latorio medico (Cass. 22-5-1972), le scale di
dichiarazione di illegittimità dell’illecito pena- un edificio (Cass. 6-10-1972), la sede della
le previsto dal 2° comma risolve l’ulteriore stazione dei carabinieri (Cass. 27-5-1955).
rilievo di incostituzionalità della norma per la Tale elemento viene interpretato in termini di
mancata equiparazione dell’abuso di alcol condizione obiettiva di punibilità (Manzini)
all’assunzione di droghe (art. 75, d.P.R. n. ovvero, dalla dottrina prevalente, quale ele-
309/1990, ed in relazione all’abrogazione del- mento costitutivo dell’illecito (Antolisei).
l’art. 729 c.p.), in ragione del comune effetto
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CIRCOSTANZA
di dipendenza provocato da tali sostanze e del-
l’incidenza sul diritto alla salute del soggetto.
AGGRAVANTE ❐
Il fatto illecito richiede una responsabilità per
2 • L’UBRIACHEZZA MANIFESTA ❐ colpa o dolo.
Il 3° comma prevede una specifica circostan-
Per ubriachezza (➠ 94) si intende il raggiun- za aggravante per le ipotesi in cui il soggetto
gimento di uno stato fisico tale da superare la versi in stato di ubriachezza abituale (➠ 94).
semplice ebbrezza (definibile, questa, come La disposizione richiama il concetto espresso
mero annebbiamento provocato da un’eccessi- dall’art. 94, che definisce ubriaco abituale il
va dose di alcolici). Non è necessario che tale soggetto dedito all’uso di bevande alcoliche ed
condotta sia abituale, e la sussistenza dello in stato di frequente ubriachezza. Non necessi-
stato di ubriachezza può essere accertata ta, a differenza dell’autonoma ipotesi di reato
anche senza rilievi tecnici (Cass., VI, 5-2- di cui al 2° comma, dichiarata costituzional-
1970), attraverso sintomi esteriori quali lo mente illegittima, che il soggetto sia recidivo,
stato di semicoscienza o l’anomalia psichica ossia abbia riportato una condanna per il
(Cass. 12-6-1964), la pronuncia incerta e bal- medesimo reato o per reati connessi al suo
bettante, la produzione di schiamazzi e rumo- stato di ubriachezza, ma il semplice accerta-
ri (Cass. 5-2-1970), la diminuita capacità di mento del fatto di bere, in modo continuativo,
autocontrollo etc. In tal senso deve essere sostanze alcoliche (Cass., VI, 17-3-1970).
• 1201 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 689

4 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐ quando il conducente venga sorpreso in stato
di ubriachezza, intesa come alterazione psichi-
Prima dell’intervento di depenalizzazione, si ca più intensa della semplice ebbrezza.
riteneva che la contravvenzione in esame con- Per lo stesso motivo, l’ipotesi di illecito in
corresse con il reato di guida in stato di ebbrez- esame può concorrere con il reato di molestia
za (art. 186 del codice della strada), stante la o disturbo alle persone (➠ 660), quando la
diversa oggettività giuridica tutelata dalla condotta di ubriachezza si manifesti idonea a
norma speciale, relativa alla sicurezza della cir- turbare la quiete privata (Cass., III, 5-3-
colazione stradale (Cass. S.U. 5-2-1996), 1972).

689 • Somministrazione di bevande alcooliche a minori o a infermi


di mente (1) (2)
L’esercente un’osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande, il quale
somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un
minore degli anni sedici, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che
si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un’altra infermità,
è punito con l’arresto fino a un anno.
Se dal fatto deriva l’ubriachezza, la pena è aumentata.
La condanna importa la sospensione dall’esercizio.
(1) Per le contravvenzioni di competenza del giudice di pace, ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. b), del d.lgs.
28-8-2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell’articolo 14 della legge 24
novembre 1999, n. 468), previste da questo articolo, si applica la pena pecuniaria dell’ammenda da euro 516 a
euro 2582 o la pena della permanenza domiciliare da quindici giorni a quarantacinque giorni ovvero la pena
del lavoro di pubblica utilità da venti giorni a sei mesi, a norma dell’art. 52, comma 2, lett. b), del d.lgs. n.
274/2000, cit.
Per l’entrata in vigore si vedano gli artt. 63-65 del medesimo provvedimento.
(2) A norma dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 274/2000, cit., la competenza per i reati di cui ai commi 1 e 2 del-
lo stesso articolo è tuttavia del tribunale se ricorre una o più delle circostanze previste dagli articoli:
- 1 del d.l. 15-12-1979, n. 625 (Misure urgenti per la tutela dell’ordine democratico e della sicurezza pubblica),
convertito, con modificazioni, nella l. 6-2-1980, n. 15;
- 7 del d.l. 13-5-1991, n. 152 (Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di trasparen-
za e buon andamento dell’attività amministrativa), convertito, con modificazioni, nella legge 12-7-1991, n. 203;
- 3 del d.l. 26-4-1993, n. 122 (Misure urgenti in tema di discriminazione razziale, etnica e religiosa), convertito,
con modificazioni, nella l. 25-6-1993, n. 205.

1 • BENE-INTERESSE PROTETTO E SOGGETTO ATTIVO ❐ ta dalla somministrazione di bevande alcoli-


che.
La norma tutela non solo la polizia di sicurez- Soggetto attivo del reato può essere solo il
za, nella misura in cui l’ubriachezza può titolare o gestore (esercente) di un’osteria o di
costituire avviamento all’alcolismo e causa di altro pubblico spaccio di cibi e bevande,
disordini e di reati (Manzini), ma anche la anche se in forma ambulante ed anche se
salute delle persone che, per ragioni di età o esercita abusivamente tale attività, in assen-
di incapacità psicopatologica, non siano in za di autorizzazione (Antolisei). Trattasi quin-
grado di determinarsi autonomamente né di di di reato proprio, riferibile allo svolgimento,
rapportarsi alla situazione di pericolo costitui- anche di fatto, delle mansioni di vendita o
689 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1202
somministrazione a terzi di bevande a base essere conosciuta all’agente, trattandosi di
alcolica. elemento costitutivo, ciò che esclude l’ope-
ratività della presunzione ex art. 539
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ (Manzini).
Per luogo pubblico si intende qualsivoglia
La condotta si caratterizza per l’attività di spazio accessibile ad un numero indetermi-
somministrazione di bevande alcoliche, ove il nato di soggetti, senza restrizioni o atti auto-
somministrare (➠ 443) significa fornire o rizzativi che delimitino l’accesso, mentre
mettere a disposizione del minore o del sog- luogo aperto al pubblico è quello nel quale la
getto con minorate capacità la bevanda alco- collettività può accedere solo in alcuni
lica, dietro corrispettivo o gratuitamente. Tale momenti ovvero adempiendo a specifiche
attività non implica necessariamente che la condizioni poste da chi esercita un diritto sul
sostanza debba essere ingerita o assunta dal luogo medesimo. Si ritiene che tale elemento
soggetto passivo, essendo sufficiente che la costituisca fattore costitutivo del reato e non
stessa gli venga fornita per il consumo, dila- condizione obbiettiva di punibilità (Sabatini).
zionato ed eventuale.
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO
Ne discende che il momento consumativo del
reato si configura con la cessione o consegna
E CIRCOSTANZA AGGRAVANTE ❐
della bevanda. Il reato richiede una responsabilità per colpa o
La condotta tipica non è configurabile quan- dolo, elemento soggettivo che è escluso nel
do la somministrazione al minore o all’inca- caso in cui le condizioni di infermità o di inca-
pace avvenga per conto di terzi, con i quali pacità del soggetto passivo non fossero ricono-
questi dovrà poi consumare la bevanda, ovve- scibili secondo canoni medi di diligenza, con-
ro quando il minore assuma le stesse in com- cretamente esigibili dall’agente, ovvero sussi-
pagnia di adulto che lo assiste, ovvero si trat- sta errore incolpevole sull’età di questi
ti di modiche quantità (di vino o birra) da (Sabatini).
assumersi durante i pasti, secondo un consu- Il 2° comma prevede una specifica circostan-
mo che si accompagni ordinariamente al cibo za aggravante per le ipotesi in cui dal fatto
(Erra). derivi l’ubriachezza del minore o incapace.
Per la definizione di bevande alcoliche, Parte della dottrina ritiene che trattasi di tipi-
oggetto materiale della condotta, si rinvia alla co reato aggravato dall’evento.
definizione riportata all’art. 686. Per il concetto di ubriachezza si rinvia all’art.
Soggetto passivo, o comunque destinatario 688, anche nella differenziazione con lo stato
della condotta di reato, è il minore di anni di ebbrezza.
sedici o la persona che appaia affetta da Il 3° comma prescrive l’irrogabilità della san-
malattia di mente o che versi in stato di zione accessoria della sospensione dell’eserci-
manifesta deficienza psichica. zio dell’attività, sanzione che segue obbligato-
La persona incapace per malattia mentale riamente alla condanna per il presente reato,
deve apparire in tale stato (all’apparire equi- indipendentemente dai limiti previsti dalla
vale la manifesta deficienza psichica), nel norma generale (➠ 35, 2° comma).
senso che deve essere esteriormente percepi-
bile all’agente lo stato di incapacità a gover-
narsi del soggetto, secondo l’ordinaria pru-
4 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐
denza o diligenza (Manzini). In particolare, La contravvenzione in esame concorre certa-
l’inferiorità deve essere psichica, mentre la mente con il delitto di procurato stato di inca-
deficienza psichica deve conseguire ad una pacità mediante violenza (➠ 613) e con il
malattia, ad uno stato patologico del sogget- reato di somministrazione di bevande alcoli-
to. che a persona in stato di manifesta ubriachez-
La minore età del soggetto passivo deve za (➠ 691).
• 1203 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 690

Viene invece escluso il concorso con il reato di all’art. 689, 2° comma, appare speciale
determinazione in altri dello stato di ebbrezza rispetto a quella ex art. 690, in ragione della
(➠ 690), in quanto l’ipotesi aggravata di cui qualifica del soggetto agente.

690 • Determinazione in altri dello stato di ubriachezza (1) (2)


Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, cagiona la ubriachezza
altrui, somministrando bevande alcooliche, è punito con l’arresto fino a sei mesi o
con l’ammenda da euro 30 a euro 309 (3).
(1) Per le contravvenzioni di competenza del giudice di pace, ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. b), del d.lgs.
28-8-2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell’articolo 14 della legge 24
novembre 1999, n. 468), previste da questo articolo, si applica la pena pecuniaria dell’ammenda da euro 258 a
euro 2.582, a norma dell’art. 52, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 274/2000, cit.
Per l’entrata in vigore si vedano gli artt. 63-65 del medesimo provvedimento.
(2) A norma dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 274/2000, la competenza per i reati di cui ai commi 1 e 2 dello
stesso articolo è tuttavia del tribunale se ricorre una o più delle circostanze previste dagli articoli:
- 1 del d.l. 15-12-1979, n. 625 (Misure urgenti per la tutela dell’ordine democratico e della sicurezza pubblica),
convertito, con modificazioni, nella l. 6-2-1980, n. 15;
- 7 del d.l. 13-5-1991, n. 152 (Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di traspa-
renza e buon andamento dell’attività amministrativa), convertito, con modificazioni, nella legge 12-7-1991, n.
203;
- 3 del d.l. 26-4-1993, n. 122 (Misure urgenti in tema di discriminazione razziale, etnica e religiosa), converti-
to, con modificazioni, nella l. 25-6-1993, n. 205.
(3) L’ammenda originaria da L. 300 a L. 3.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-
1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 24, 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio de-
creto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplica-
ta per effetto degli artt. 113 e 114 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • LA RATIO INCRIMINATRICE DELLA NORMA ❐ rispetto a quella speciale (e costituente reato


proprio) di cui all’art. 689.
La norma mira a prevenire l’ubriachezza, La condotta tipica ricalca quella descritta dal-
quale avviamento all’alcolismo, attraverso la l’art. 689 e si sostanzia nell’attività di sommi-
tutela della salute delle persone, per le conse- nistrazione di bevande alcoliche.
guenze deleterie che derivano dall’abuso delle Il soggetto passivo non deve essere minore di
sostanze alcoliche e dalla situazione di dipen- anni sedici, né infermo di mente, né già
denza da queste indotta. Per altri (Mucciarelli) manifestamente ubriaco, ricorrendo in tali
l’interesse tutelato dalla norma è la polizia di casi le condizioni di cui agli artt. 689 e 691,
sicurezza e l’ordine e la tranquillità pubblica rispetto alle quali la norma ha una portata
nella misura in cui l’ubriachezza può costitui- residuale.
re avviamento all’alcolismo e causa di disordi- Per la definizione di bevande alcoliche, quale
ni e di reati. oggetto materiale della condotta, si rinvia
all’art. 686.
2 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA ❐ La condotta di somministrazione deve avere
un’idoneità causale a cagionare lo stato di
Soggetto attivo del reato può essere “chiun- ubriachezza altrui, quantomeno concorrendo
que”, e quindi trattasi di reato comune, in ciò con altri fattori a tale evento, restando indiffe-
caratterizzandosi quale fattispecie generica rente un’eventuale condizione organica del
691 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1204
soggetto che favorisca il prodursi dello stato di mal si concilierebbe con la natura contravven-
ubriachezza. zionale del reato.
Lo stato indotto nel soggetto passivo, costi- Non rileva in alcun modo il consenso del sog-
tuente evento del reato (Manzini; contra getto passivo alla somministrazione delle
Sabatini, che lo configura come condizione bevande alcoliche, in quanto il bene-interesse
oggettiva di punibilità), è l’ubriachezza, tutelato è di natura pubblicistica.
cioè il raggiungimento di uno stato fisico Trattasi di reato di evento.
tale da superare la semplice ebbrezza La consumazione del reato si realizza al
(definibile, questa, come mero annebbia- momento del prodursi dello stato di ubriachez-
mento provocato da un’eccessiva dose di za altrui, quale conseguenza della sommini-
alcolici). strazione di bevande alcoliche.
L’ubriachezza deve manifestarsi in luogo pub-
blico o aperto al pubblico (➠ 660), rispetto al
quale appare irrilevante il luogo nel quale
4 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐
avviene la somministrazione, che può essere La contravvenzione in esame è assorbita dal
anche privato. più grave delitto di procurato stato di incapa-
cità mediante violenza (➠ 613), in quanto ele-
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE ❐ mento costitutivo di tale ipotesi di reato com-
plesso (➠ 84).
L’elemento soggettivo del reato configura una La norma appare, inoltre, oggettivamente
responsabilità per colpa o dolo (Vigna- incompatibile con il reato di somministrazione
Bellagamba); certamente, non è richiesto il di bevande alcoliche a minori o ad infermi di
fine specifico di cagionare l’altrui ubriachezza mente (➠ 689), in quanto ipotesi speciale; del
(Sabatini), nonostante l’uso del verbo “cagio- pari, sussiste assorbimento rispetto al reato di
nare”, che sembra implicare una condotta somministrazione di bevande alcoliche a perso-
finalisticamente orientata, interpretazione che na in stato di manifesta ubriachezza (➠ 691).

691 • Somministrazione di bevande alcooliche a persona in stato di


manifesta ubriachezza (1) (2)
Chiunque somministra bevande alcooliche a una persona in stato di manifesta
ubriachezza, è punito con l’arresto da tre mesi a un anno.
Qualora il colpevole sia esercente un’osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o
bevande, la condanna importa la sospensione dall’esercizio.
(1) Per le contravvenzioni di competenza del giudice di pace, ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. b), del d.lgs.
28-8-2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell’articolo 14 della legge 24
novembre 1999, n. 468), previste da questo articolo, si applica la pena pecuniaria dell’ammenda da euro 516 a
euro 2582 o la pena della permanenza domiciliare da quindici giorni a quarantacinque giorni ovvero la pena
del lavoro di pubblica utilità da venti giorni a sei mesi, a norma dell’art. 52, comma 2, lett. b), del d.lgs. n.
274/2000, cit.
Per l’entrata in vigore si vedano gli artt. 63-65 del medesimo provvedimento.
(2) A norma dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 274/2000, la competenza per i reati di cui ai commi 1 e 2 dello
stesso articolo è tuttavia del tribunale se ricorre una o più delle circostanze previste dagli articoli:
- 1 del d.l. 15-12-1979, n. 625 (Misure urgenti per la tutela dell’ordine democratico e della sicurezza pubblica),
convertito, con modificazioni, nella l. 6-2-1980, n. 15;
- 7 del d.l. 13-5-1991, n. 152 (Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di trasparen-
za e buon andamento dell’attività amministrativa), convertito, con modificazioni, nella legge 12-7-1991, n. 203;
• 1205 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 691

- 3 del d.l. 26-4-1993, n. 122 (Misure urgenti in tema di discriminazione razziale, etnica e religiosa), convertito,
con modificazioni, nella l. 25-6-1993, n. 205.

1 • BENE-INTERESSE PROTETTO ❐ condizione di ubriachezza il reato non sarà


configurabile.
La norma mira a prevenire l’ubriachezza, Appare invece irrilevante il fatto che la som-
quale avviamento all’alcolismo e causa di ministrazione avvenga in luogo pubblico o
disordini e di reati (Manzini), attraverso la privato, ovvero che essa sia materialmente
tutela della salute delle persone, per le conse- svolta dall’esercente di osteria o pubblico
guenze deleterie che derivano dall’abuso delle spaccio o da terzi a ciò preposti, essendo il
sostanze alcoliche e dalla situazione di dipen- primo tenuto a controllare la destinazione
denza da queste indotta (Mucciarelli). delle sostanze a persone che già versino in
stato di ebbrezza evidente, ed anzi a impedi-
2 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA ❐ re condotte di terzi che passino le bevande
alcoliche a soggetti già ubriachi.
Soggetto attivo del reato può essere “chiun-
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
que”, e quindi trattasi di reato comune, in cui
l’eventuale qualifica soggettiva dell’agente
DEL REATO ❐
(esercente di un’osteria o di altro pubblico Sotto il profilo soggettivo, il reato richiede una
spaccio) configura ipotesi di reato proprio e responsabilità per colpa o dolo, e nell’ipotesi
costituisce condizione per l’applicazione dolosa la condotta in concreto può configura-
della pena accessoria della sospensione del- re il più grave delitto di procurato stato di inca-
l’esercizio (2° comma). pacità mediante violenza (➠ 613).
La condotta è ritagliata sulla falsariga di quel- L’elemento soggettivo è escluso nel caso in
la descritta dall’art. 689, e si sostanzia nella cui le condizioni di ubriachezza del soggetto
somministrazione di bevande alcoliche a sog- passivo non fossero riconoscibili secondo
getto che versi in uno stato di manifesta canoni medi di diligenza, concretamente esi-
ubriachezza. gibili nell’agente, ed il soggetto versi in erro-
Per la definizione di bevande alcoliche, quale re incolpevole su tale stato (Sabatini).
oggetto materiale della condotta, si rinvia Trattasi di reato di pura condotta.
all’art. 686. La consumazione del reato si realizza al
Soggetto passivo, o comunque destinatario momento della somministrazione, essendo
della condotta di reato, è la persona che versa del tutto indifferente il fatto che il soggetto
in uno stato di manifesta ubriachezza. Per passivo assuma effettivamente o consumi la
ubriachezza manifesta (➠ 688) si intende il bevanda alcolica fornitagli, e quindi che si
raggiungimento di uno stato fisico tale da produca l’effetto di pericolo per la salute di
superare la semplice ebbrezza (definibile, questi che la norma intende prevenire.
questa, come mero annebbiamento provoca-
to da un’eccessiva dose di alcolici). L’uso del-
l’aggettivo manifesta implica che lo stato del
4 • RAPPORTI CON ALTRE FIGURE DI REATO ❐
soggetto deve comunque caratterizzarsi per la La contravvenzione in esame concorre certa-
compresenza dello stato di ubriachezza mente con il reato di somministrazione di
(desumibile dall’elevato tasso alcolimetrico o bevande alcoliche a minori o ad infermi di
dalla condizione di etilismo) e delle manife- mente (➠ 689). Viene invece escluso il con-
stazioni esteriori di tale stato, in modo che corso con il reato di determinazione in altri
questo sia percepibile obbiettivamente ed dello stato di ebbrezza (➠ 690), in quanto lo
immediatamente da indizi esteriori secondo stato di ubriachezza del soggetto passivo è
le regole del prudente apprezzamento (Erra). presupposto (ed elemento costitutivo) del
In assenza di percepibilità esteriore della reato in esame.
692-694 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1206
§3
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA
PREVENZIONE DI DELITTI CONTRO LA FEDE PUBBLICA

692 • Detenzione di misure e pesi illegali


Chiunque, nell’esercizio di un’attività commerciale, o in uno spaccio aperto al
pubblico, detiene misure o pesi diversi da quelli stabiliti dalla legge, ovvero usa mi-
sure o pesi senza osservare le prescrizioni di legge, è punito con la sanzione ammini-
strativa pecuniaria da euro 103 a euro 619 (1).
[…] (2).
(1) Le parole “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103 a euro 619” hanno sostituito
le parole “è punito con l’ammenda da lire ventimila a quattrocentomila”, ex art. 55 del d.lgs. 30-12-1999, n. 507
(Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 giugno
1999, n. 205).
(2) Comma abrogato dall’art. 18 della l. 25-6-1999, n. 205 (Delega al Governo per la depenalizzazione dei
reati minori e modifiche al sistema penale e tributario).

693 • Rifiuto di monete aventi corso legale


Chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nel-
lo Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a euro 30 (1) (2).
(1) La fattispecie è stata depenalizzata e così sanzionata dagli artt. 33, lett. a), e 38 della l. 24-11-1981, n. 689
(Modifiche al sistema penale). Il testo originario comminava la pena dell’ammenda fino a L. 300; tale importo è
stato aumentato di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78,
135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge
27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicato per effetto degli artt. 113 e 114 della l. 24-11-1981, n.
689 (Modifiche al sistema penale).
(2) L’art. 1 del d.P.R. 29-7-1982, n. 571 (Norme per l’attuazione degli articoli 15, ultimo comma, e 17, penulti-
mo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, concernente modifiche al sistema penale), individua la prefettura
come destinataria del rapporto per la violazione prevista dall’art. 693 di questo codice.

694 • Omessa consegna di monete riconosciute contraffatte


Chiunque, avendo ricevuto come genuine, per un valore complessivo non in-
feriore a lire venti, monete contraffatte o alterate, non le consegna all’Autorità en-
tro tre giorni da quello in cui ne ha conosciuto la falsità o l’alterazione, indicando-
ne la provenienza se la conosce, è punito con la sanzione amministrativa fino a euro
206 (1) (2).
(1) La fattispecie è stata depenalizzata e così sanzionata dagli artt. 33, lett. a), e 38 della l. 24-11-1981, n. 689
(Modifiche al sistema penale). Il testo originario comminava la pena dell’ammenda fino a L. 2.000; tale importo
è stato aumentato di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78,
135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge
• 1207 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 695

27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicato per effetto degli artt. 113 e 114 della l. 24-11-1981, n.
689 (Modifiche al sistema penale).
(2) L’art. 1 del d.P.R. 29-7-1982, n. 571 (Norme per l’attuazione degli articoli 15, ultimo comma, e 17, penulti-
mo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, concernente modifiche al sistema penale), individua la prefettura
come destinataria del rapporto per la violazione prevista dall’art. 694 di questo codice.

§4
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI
LA PREVENZIONE DI DELITTI CONTRO LA VITA E L’INCOLUMITÀ INDIVIDUALE

695 • Fabbricazione o commercio non autorizzati di armi (1)


Chiunque, senza la licenza dell’Autorità, fabbrica o introduce nello Stato, o
esporta, o pone comunque in vendita armi, ovvero ne fa raccolta per ragioni di
commercio o d’industria, è punito con l’arresto fino a tre anni (2) e con l’ammenda
fino a euro 1.239 (3) (4).
Non si applica la pena dell’arresto, qualora si tratti di collezioni di armi artisti-
che, rare o antiche (5).
(1) Si vedano gli articoli 8-19 della l. 18-4-1975 n. 110 (Norme integrative della disciplina vigente per il con-
trollo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi), nonché gli artt. 1 e 7 della l. 2-10-1967, n. 895 (Disposizioni per
il controllo delle armi).
(2) L’art. 7 della l. n. 895/1967, cit., dispone che le pene per le contravvenzioni previste nel codice penale, ri-
guardanti le armi, siano triplicate e che in ogni caso l’arresto non possa mai essere inferiore a tre mesi.
(3) L’ammenda originaria fino a L. 10.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961,
n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge
20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835), successivamente triplicata dall’art. 14 del-
la l. 14-10-1974, n. 497 (Nuove norme contro la criminalità) ed infine raddoppiata dall’art. 113 della l. 24-11-
1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(4) L’art. 7 della l. 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro la mafia), prevede una particolare aggravante
se la contravvenzione è posta in essere da persone già sottoposte con provvedimento definitivo a misura di pre-
venzione.
(5) Si veda il d.m. 14-4-1982 (Regolamento per la disciplina delle armi antiche, artistiche o rare, d’importanza
storica).
1 • BENE-INTERESSE TUTELATO E SOGGETTO ATTIVO
DEL REATO ❐ questa norma e da quelle che seguono, occor-
re richiamare il capoverso dell’art. 585, in cui
L’oggetto giuridico di questa norma, così come è contenuta la definizione delle armi “agli
di quelle che seguono, è l’ordine pubblico, effetti penali”; tuttavia, già in sede di esame
con specifico riferimento alla prevenzione dei di tale ultima disposizione, si è osservato
delitti contro la vita e l’incolumità individuale, come alla disciplina codicistica (e a quella,
così come indicato nella stessa intitolazione di più o meno coeva, del testo unico delle leggi
questo paragrafo del codice (Antolisei). di pubblica sicurezza di cui al r.d. 18-6-1931,
Soggetto attivo del reato può essere chiunque. n. 773) si sia sovrapposta, nel corso del
tempo, una pluralità di leggi speciali, conte-
2 • LA NOZIONE DI “ARMI” ❐ nenti nuove definizioni ed autonome (e quasi
sempre più gravi) norme incriminatrici, al
Con riguardo alla nozione di armi, adottata da punto da rendere non sempre agevole stabili-
695 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1208
re, per le fattispecie contravvenzionali conte- che rientrino nella previsione della norma in
nute in questa parte del codice, se e quale esame; contraria la dottrina (Rinella), che rile-
ambito di operatività esse abbiano. va la mancanza nel testo della norma di alcun
Le principali di tali leggi speciali sono la l. n. riferimento a dette munizioni.
895/1967 (Disposizioni per il controllo delle In linea generale – e salvo quanto sarà preci-
armi), la l. n. 497/1974, che ha integrato la sato appresso, in riferimento a talune delle
precedente, e soprattutto la l. n. 110/1975. condotte sanzionate dalla norma –, l’ambito di
Inoltre, con specifico riguardo alle fattispecie applicazione della norma in oggetto (ma
contravvenzionali qui previste, vi è un’ulterio- anche di quelle che seguono) è quello appena
re norma, l’art. 704, la quale chiarisce che tracciato.
agli effetti di esse vale solo in parte la nozione La prima delle condotte incriminate è la fab-
del richiamato art. 585: in particolare, è inte- bricazione delle armi sopra indicate: secondo
gralmente applicabile il n. 1 della predetta la dottrina (Mosca) e la prevalente giurispru-
norma (che definisce armi “quelle da sparo e denza, essa consiste in un processo di mani-
tutte le altre la cui destinazione naturale è l’of- polazione che dia luogo ad un oggetto che,
fesa alla persona”), ed in più sono richiamate seppur non completo, sia comunque autono-
soltanto “le bombe, qualsiasi macchina o mamente caratterizzato come singola arma;
involucro contenente materie esplodenti, e i inoltre, ad integrare il reato è sufficiente la
gas asfissianti o accecanti”. produzione anche di una sola arma (Palazzo).
L’introduzione nello Stato sostanzialmente
3 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ coincide con l’importazione delle armi suddet-
te, che è finalizzata al commercio delle stes-
Ciò premesso, la norma sanziona una serie di se, ma la norma punisce anche l’ingresso in
condotte, qualora poste in essere in relazione territorio italiano per finalità diverse, ed in par-
alle suddette armi “senza la licenza ticolare anche il semplice transito temporaneo
dell’Autorità”: la licenza cui ci si riferisce è delle armi nel nostro territorio.
quella prevista dall’art. 31 del T.u.l.p.s., del Quanto alla condotta di esportazione, poiché
quale occorre ora accertare l’attuale ambito di essa – a differenza delle altre contenute nella
applicazione. norma in esame – non forma oggetto di speci-
In particolare, poiché già la l. n. 895/1967 ha fica previsione della l. n. 497/1974 per le
introdotto un’autonoma disciplina per le armi armi comuni da sparo, si ritiene (Carcano-
da guerra e tipo guerra, ed il sistema è stato Vardaro, Rinella, Vigna-Bellagamba) che limi-
ulteriormente innovato dalla l. n. 497/1974 tatamente ad essa l’art. 695 sia applicabile
per le armi comuni da sparo, la dottrina (Vigna- anche a tale categoria di armi.
Bellagamba) ritiene che oggi necessitino anco- Viene poi incriminata la condotta consistente
ra di licenza ex art. 31 le cd. armi bianche, nel porre in vendita le armi sopra indicate, ciò
ossia quelle da punta e da taglio, nonché tutti che, secondo la prevalente dottrina (Antolisei,
gli strumenti analoghi la cui destinazione natu- Palazzo), implica necessariamente una certa
rale è l’offesa alla persona, rientranti nella pre- abitualità e continuatività dell’attività: d’altra
visione dell’art. 585, 2° comma, n. 1; inoltre, parte, si osserva (Cantagalli) che a mente del
la previsione è stata ritenuta ancora operante T.u.l.p.s. la licenza del questore è necessaria
per le armi antiche, artistiche e rare, cui non si soltanto per la vendita di armi in forma profes-
applica la disciplina dettata dall’art. 2, lett. h), sionale (intendendosi con tale aggettivo anche
della l. n. 110/1975 in tema di armi comuni la semplice abitualità de facto dell’attività),
da sparo (Mosca). con la conseguenza che l’eventuale vendita
Quanto alle munizioni di armi comuni di occasionale sarà sanzionata ai sensi dell’art.
sparo, poiché queste non sono previste dalle 35, 5° comma, del T.u.l.p.s., e giammai potrà
disposizioni incriminatrici contenute nella l. n. rientrare nella previsione della norma in esame.
497/1974, la giurisprudenza tende a ritenere Invece, secondo la giurisprudenza il reato in
• 1209 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 696

oggetto è integrato in ipotesi di vendita di armi Il concetto di armi antiche è definito dall’art.
in numero superiore a quello consentito in 10, 7° comma, della l. n. 110/1975, secondo
base alla licenza (Cass., I, 11-12-1993). cui sono tali quelle realizzate prima del 1890
Ultima condotta incriminata è la raccolta di e quelle ad avancarica; la giurisprudenza pre-
armi, ossia il procurarsene in numero notevole cisa, peraltro, che qualora esse siano succes-
(anche in un lungo arco di tempo e con moda- sivamente modificate in modo da assumere le
lità diverse di volta in volta), purché ciò sia caratteristiche offensive di cui all’art. 2 della
fatto a fine di commercio o d’industria: secon- l. n. 110/1975, diventano armi comuni da
do taluno (Delpino), la precisazione varrebbe sparo a tutti gli effetti (Cass., I, 7-9-2001).
ad escludere dall’area della punibilità le rac- Secondo la dottrina (Sabatini), sono armi rare
colte fatte a mero fine collezionistico. quelle reperibili in pochissimi esemplari, ed
artistiche quelle di particolare pregio.
4 • ELEMENTO SOGGETTIVO ❐ Inoltre, si sottolinea (Manzini) che l’attenuan-
te è applicabile soltanto al caso di collezioni
Con riguardo all’elemento soggettivo del reato, delle predette armi, e quindi non anche
come per tutte le contravvenzioni, si ritiene suf- all’ipotesi in cui le stesse siano raccolte per
ficiente la colpa: quest’ultima, secondo la dot- ragioni di commercio o di industria.
trina (Padovani) consisterebbe nella mera inos- Una particolare circostanza aggravante, per
servanza, anche solo per leggerezza, dell’obbli- questo reato e per quello di cui agli articoli se-
go di ottenere preventivamente la licenza di P.S. guenti, è prevista dall’art. 7 della l. n.
575/1965, nell’ipotesi in cui il reato sia com-
5 • CIRCOSTANZE ❐ messo da persona sottoposta a misura di preven-
zione durante il periodo di applicazione di essa e
Il 2° comma della norma prevede una circo- fino a tre anni dal momento della cessazione.
stanza attenuante speciale, con esclusione Si ricordi, inoltre, che l’art. 700 rende applica-
della pena detentiva, qualora il fatto riguardi bile a questo reato l’aggravante prevista dal-
collezioni di “armi artistiche, rare o antiche”. l’art. 680.

696 • Vendita ambulante di armi


Chiunque esercita la vendita ambulante di armi è punito con l’arresto fino a tre
anni (1) e con l’ammenda fino a euro 1.239 (2) (3).
(1) L’art. 7 della l. 2-10-1967, n. 895 (Disposizioni per il controllo delle armi), dispone che per le contravven-
zioni riguardanti le armi previste nel codice penale, le pene siano triplicate e che in ogni caso l’arresto non possa
mai essere inferiore a tre mesi.
(2) L’ammenda originaria fino a L. 10.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961,
n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge
20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835), successivamente triplicata dall’art. 14 del-
la l. 14-10-1974, n. 497 (Nuove norme contro la criminalità) ed infine raddoppiata dall’art. 113 della l. 24-11-
1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(3) L’art. 7 della l. 31-5-1965, n. 575 (Disposizioni contro la mafia), prevede una particolare aggravante se la con-
travvenzione è posta in essere da persone già sottoposte con provvedimento definitivo a misura di prevenzione.

1 • IL BENE-INTERESSE TUTELATO E LA NOZIONE


DI “ARMI”: RINVIO ALL’ART. 695 ❐ tema di prevenzione ed ordine pubblico, che
sono stati svolti sub art. 695.
Per quanto concerne il bene giuridico protetto Soggetto attivo del reato è chiunque, per cui si
da questa norma, valgono i medesimi rilievi, in tratta di reato comune.
696 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1210
Anche con riguardo al concetto di armi condotto in modo abituale o professionale
richiamato nella norma in commento, si rin- (Quarta).
via a quanto osservato nell’esame della Si parla di vendita ambulante allorché l’attivi-
norma precedente (➠ 695), oltre che alle tà non sia svolta in un luogo fisso, con sposta-
disposizioni generali di cui agli artt. 585 e mento della merce e dell’offerta da un luogo
704. all’altro (Rinella).

2 • DIVIETO DI VENDITA AMBULANTE DI ARMI ❐ 4 • L’ELEMENTO SOGGETTIVO ❐


La norma in esame richiama l’art. 37 del In ordine all’elemento soggettivo del reato,
T.u.l.p.s., che pone un divieto di vendita parte della dottrina (Padovani, Quarta) ritie-
ambulante di armi. ne che questo reato richiederebbe necessa-
Non si tratta però di un divieto assoluto e riamente il dolo per ragioni intrinseche, atte-
generale, in quanto è permessa la vendita so il necessario requisito di abitualità o pro-
ambulante degli strumenti da punta e taglio, fessionalità della condotta; altri (Manzini), al
previa licenza del questore, e l’eventuale atti- contrario, reputano sufficiente la semplice
vità abusiva è sanzionata dall’art. 17 dello colpa.
stesso T.u.l.p.s.; da ciò la dottrina (Palazzo,
Quarta, Vigna-Bellagamba), tenuto conto
anche delle autonome e più gravi sanzioni
5 • CIRCOSTANZE AGGRAVANTI ❐
previste dalle leggi nn. 895/1967 e Anche a questo reato si applica la circostanza
497/1974 per le armi da guerra, comuni da aggravante prevista dall’art. 7 della l. n.
sparo e per gli esplosivi, desume che l’ambi- 575/1965, con riguardo all’ipotesi in cui il reo
to di applicazione della norma in esame è risulti sottoposto a misura di prevenzione (➠
limitato alle armi proprie, diverse da quelle 695).
“bianche”, la cui destinazione naturale è l’of- È discusso invece se sia applicabile a questa
fesa alla persona. norma l’ulteriore aggravante ex art. 680,
Si discute, poi, se nella previsione rientrino ancorché l’art. 700 la richiami anche in rela-
mazze, bastoni ferrati, noccoliere e sfolla- zione al reato in esame: si tratta infatti di
gente dei quali, a norma dell’art. 4 della l. aggravante connessa all’eventuale esistenza di
n. 110/1975 – analogamente a quanto pre- divieti di licenza, o di precedenti dinieghi o
visto per le armi in senso proprio –, è vieta- revoche di essa, in capo al soggetto attivo del
to in via assoluta il porto fuori dalla propria reato.
abitazione: mentre la giurisprudenza assimi- Parte della dottrina (Manzini) sostiene, al
la tali strumenti alle armi proprie, ritenendo riguardo, che non avrebbe senso il riconosci-
ad esse applicabili l’art. 37 del T.u.l.p.s. e mento dell’aggravante in una fattispecie
la norma in commento, la dottrina (Palazzo, come quella in oggetto che, secondo l’inter-
Vigna-Bellagamba) è di opinione contraria, pretazione che si è vista prevalente, è riferita
muovendo dal presupposto che le armi pro- ad un’attività proibita in via assoluta, e quin-
prie non da sparo sarebbero solo quelle indi- di non soggetta ad alcuna licenza; secondo
cate nell’art. 45 T.u.l.p.s., e non anche altri (Sabatini, Vigna-Bellagamba), invece,
quelle di cui al citato art. 4 della l. n. tale rilievo è inconferente, e l’aggravante va
110/1975. applicata a prescindere dal fatto che la con-
dotta incriminata sia o meno sottoposta a
3 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ licenza.
La dottrina (Quarta) ammette il concorso di
Quanto alla condotta incriminata, non è reati tra la fattispecie in oggetto e quella di cui
necessario che la vendita si perfezioni, bastan- all’articolo precedente, trattandosi di norme
do il semplice esercizio dell’attività, purché che obbediscono a finalità diverse.
• 1211 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 697

697 • Detenzione abusiva di armi (1)


Chiunque detiene armi o munizioni senza averne fatto denuncia all’Autorità
quando la denuncia è richiesta è punito con l’arresto fino a dodici mesi (2) o con
l’ammenda fino a euro 371 (3).
Chiunque, avendo notizia che in un luogo da lui abitato si trovano armi o mu-
nizioni, omette di farne denuncia all’autorità, è punito con l’arresto fino a due me-
si o con l’ammenda fino a euro 258 (4) (5) (6) (7).
(1) Si vedano gli artt. 1, 2 e 7 della l. 2-10-1967, n. 895 (Disposizioni per il controllo delle armi).
(2) L’art. 7 della l. n. 895/1967, cit., dispone che per le contravvenzioni riguardanti le armi previste nel codi-
ce penale, le pene siano triplicate e che in ogni caso l’arresto non possa mai essere inferiore a tre mesi. Per partico-
lari circostanze aggravanti si veda inoltre l’art. 9 della l. 31-5-1965, n. 575 (Disposizioni contro la mafia).
(3) L’ammenda originaria fino a L. 3.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835), successivamente triplicata dall’art. 14 della l.
14-10-1974, n. 497 (Nuove norme contro la criminalità) ed infine raddoppiata dall’art. 113 della l. 24-11-1981,
n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(4) Comma così sostituito dall’art. 47 della l. n. 689/1981, cit.
(5) L’art. 7 della l. n. 575/1965, cit., prevede una particolare aggravante se la contravvenzione è posta in esse-
re da persone già sottoposte con provvedimento definitivo a misura di prevenzione.
(6) L’art. 10, comma 6, della l. 18-4-1975, n. 110 (Norme integrative della disciplina vigente per il controllo del-
le armi, delle munizioni e degli esplosivi), prevede che senza licenza di collezione non si possano detenere più di tre
armi comuni da sparo e sei per uso sportivo.
(7) Si veda altresì l’art. 10 della l. 21-2-1990, n. 36 (Nuove norme sulla detenzione delle armi, delle munizioni,
degli esplosivi e dei congegni assimilati).

1 • BENE-INTERESSE PROTETTO E SOGGETTO ATTIVO


DEL REATO ❐ disponibilità di un’arma, quale che ne sia la
fonte (acquisto, eredità, prestito etc.), e
Con riguardo al bene giuridico protetto, anche dunque anche a chi ne abbia ricevuto il
in questo caso si tratta del concetto di ordine possesso in via temporanea (ad esempio, a
pubblico richiamato in apertura di questo scopo di custodia) (Rinella, Albamonte).
paragrafo del codice (➠ 695). Inoltre, lo stesso art. 38 del T.u.l.p.s., al 2°
Secondo la dottrina (Antolisei, Rinella), la comma, indica i casi di esenzione dall’ob-
ratio della norma è quella di consentire la tem- bligo di denuncia, tra i quali rientrano i
pestiva conoscenza, da parte delle autorità di corpi armati, le società di tiro a segno, le
P.S., delle armi esistenti sul territorio di rispet- altre istituzioni autorizzate e i possessori di
tiva competenza e dei loro titolari, al fine di raccolte autorizzate di armi antiche (➠
evitare che le stesse siano utilizzate per fini 695).
illeciti. Ulteriori casi di esenzione sono previsti da
Soggetto attivo del reato è chiunque. altre norme: è il caso del sindaco nei
Comuni non sede di uffici di P.S. ex art. 73
2 • L’OBBLIGO DI DENUNCIA E I SOGGETTI ESENTI ❐ del T.u.l.p.s. e dei magistrati, che sono
legittimati al porto d’arma senza licenza ai
La norma presuppone l’obbligo di denuncia sensi dell’art. 77 della l. n. 36/1990.
alla P.S. di ogni arma detenuta, previsto Gli appartenenti alle forze dell’ordine posso-
dall’art. 38 del T.u.l.p.s. Dottrina e giuri- no detenere liberamente solo le armi in loro
sprudenza hanno precisato che tale obbligo dotazione, mentre le guardie giurate non
incombe su chiunque abbia la materiale sono esonerate dall’obbligo di denuncia.
697 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1212
3 • L’AMBITO APPLICATIVO DELLA NORMA ❐ di armi inservibili o prive di parti essenziali
(non invece nel caso di armi smontate ma age-
Per quanto concerne la nozione di armi, si volmente ricostruibili, o comunque delle quali
rimanda a quanto osservato in via generale è facilmente ripristinabile l’originaria funzio-
sub art. 695, oltre che alle disposizioni defini- nalità).
torie di cui agli artt. 585, 2° comma, e 704. In applicazione del medesimo principio, si è
In particolare, la detenzione illegale di armi da esclusa la rilevanza penale della detenzione di
guerra è oggi punita dall’art. 2 della l. n. proiettili privi di carica esplodente propulsiva
897/1965, e quella di armi comuni da sparo (Cass., I, 22-5-2000), così come di bossoli di
dall’art. 14 della l. n. 497/1974: pertanto, la cartucce per armi comune da sparo (Cass., I,
dottrina (De Roberto, Palazzo) ritiene che la 28-4-2001), difettando in essi ogni elemento
norma in esame sia oggi applicabile unica- di pericolosità.
mente alle armi proprie non da sparo, ossia da Con riguardo a quest’ultima ipotesi, peraltro,
punta e taglio, nonché alle munizioni per le recente giurisprudenza ne sostiene la rilevan-
armi comuni da sparo; in quest’ultimo senso è za penale, sul rilievo che la norma non richie-
la prevalente giurisprudenza, la quale argo- de che si tratti di munizioni idonee all’impie-
menta dalla circostanza che tali munizioni, a go, essendone sufficiente l’originaria e norma-
differenza di quelle per armi da guerra le destinazione (Cass., I, 6-5-2004).
(espressamente previste nel citato art. 2 della Anche in relazione a questa norma, l’ambito di
l. n. 897/1965), non rientrano nella previsio- applicazione così tracciato in via generale
ne dell’art. 14 della l. n. 497/1974 (Cass., I, subisce alcune specificazioni o eccezioni,
15-5-1997). come meglio appresso sarà precisato (in parti-
Occorre allora individuare il criterio distintivo colare, per l’ipotesi del capoverso e per i casi
tra munizioni per arma da guerra e munizioni di detenzione colposa di armi comuni da
per arma comune da sparo, operazione non sparo).
facile, in quanto esistono anche munizioni uti-
lizzabili indifferentemente per entrambe le
categorie di armi: secondo la giurisprudenza,
4 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
l’unico criterio è quello normativo desumibile La condotta incriminata consiste nella deten-
dall’art. 1 della l. n. 110/1975, secondo cui zione di arma, non accompagnata dall’imme-
non possono mai considerarsi per arma comu- diata denuncia all’autorità di P.S.
ne da sparo le munizioni aventi particolari Secondo l’interpretazione consolidata
caratteristiche offensive (“pallottole a nucleo (Palazzo, Vigna-Bellegamba), il concetto di
perforante, traccianti, incendiarie, a carica detenzione va inteso nel senso di potere di
esplosiva, autopropellenti”), la cui presenza fatto sul bene, che deve essere caratterizzato
sarà quindi indice della destinazione bellica da una certa stabilità e continuità, anche se
delle munizioni medesime (Cass., I, 11-6- non presuppone che il contatto diretto col
1992). bene permanga ininterrottamente, bastando
Certamente estranee alla previsione della che l’agente ne mantenga comunque la dispo-
norma in commento, invece, sono le armi nibilità, e quindi abbia la possibilità di utiliz-
improprie, ossia gli strumenti idonei all’offesa zarlo ogni volta che vuole (Cass., I, 26-11-
dei quali, ai sensi dell’art. 4 della l. n. 1996); resta fuori dalla previsione, quindi, la
110/1975, è vietato il porto, mentre non vi sola detenzione occasionale non accompagna-
sono limiti alla detenzione (Morello; Cass., I, ta dal relativo animus (ad esempio, per ragio-
28-3-1995). ni di lavoro o studio).
Requisito essenziale, affinché l’arma sia sog- Il 2° comma della norma, invece, sanziona
getta a denuncia, è l’idoneità all’impiego, e l’omessa denuncia dell’esistenza di armi: si
pertanto in giurisprudenza si esclude pacifica- tratta di armi non detenute dal soggetto attivo
mente la configurabilità del reato in presenza del reato, ma collocate nel suo luogo di abita-
• 1213 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 697

zione e delle quali egli conosce l’esistenza e dell’eventuale errore circa l’obbligo della
l’ubicazione. denuncia, trattandosi di errore sul precetto
A tal fine, occorre che l’arma sia collocata in penale (Cass., I, 11-6-1992).
un luogo che, pur non dovendo essere neces-
sariamente la normale abitazione dell’agente,
sia per qualsiasi ragione la sua dimora, anche
6 • NATURA PERMANENTE DEL REATO ❐
solo temporaneamente, con esclusione quindi Il reato in esame ha natura permanente, con-
di luoghi di frequentazione occasionale sistendo nella creazione di una situazione
(Chiarotti). antigiuridica destinata a protrarsi finché non
Trattasi di fattispecie omissiva, che secondo la viene interrotta dalla presentazione della
dottrina (Vigna-Bellagamba) si applica a tutti i denuncia, o in altro modo (ad esempio, seque-
tipi di armi e, quindi, anche a quelle da guer- stro dell’arma o perdita del possesso in altro
ra e comuni da sparo: infatti, la condotta pre- modo); di conseguenza, il termine di prescri-
vista da questo capoverso non è sanzionata da zione (➠ 157) del reato comincia a decorrere
alcuna norma delle leggi speciali in materia. dalla cessazione della permanenza.
Al reato in esame sono applicabili le circostan-
5 • ELEMENTO SOGGETTIVO ED IRRILEVANZA
DELL’ERRORE ❐ ze speciali previste dagli artt. 700 e 680 e
dall’art. 7 della l. n. 575/1965 (➠ 695).
Per quanto riguarda l’elemento soggettivo del Per quanto concerne la prima, anche in que-
reato, trattandosi di contravvenzione, dovreb- sto caso si pone il problema di compatibilità di
be essere sufficiente la colpa. essa con la norma in esame, che incrimina
Tuttavia, a seguito dell’introduzione del delitto attività non soggette a licenza: al riguardo, val-
di detenzione illegale di arma comune da gono i rilievi già svolti sub art. 696
sparo (art. 14 della l. n. 497/1974), che è cer-
tamente punito solo a titolo di dolo, ci si è
posti il problema se la norma in esame man-
7 • RAPPORTO CON ALTRI REATI ❐
tenga una sua operatività per le detenzioni col- Con riguardo al concorso di reati, mentre in giu-
pose di armi comuni da sparo, ovvero se anche risprudenza non si dubita della configurabilità
queste ultime siano state sottratte all’ambito di un solo reato nel caso detenzione contestua-
di applicazione della fattispecie contravven- le di più armi o più munizioni, qualche opinio-
zionale. ne discorde affiora quanto all’ipotesi di illegale
Secondo un primo orientamento (Famà), poi- detenzione di un’arma comune da sparo e delle
ché quest’ultima è ormai ristretta alle sole relative munizioni: a fronte di un orientamento
armi che non possono considerarsi comuni da maggioritario secondo cui in questo caso il
sparo, la detenzione colposa di un’arma comu- reato in esame è assorbito (➠ 15) da quello ex
ne da sparo, poiché non ricompresa nella pre- art. 14 della l. n. 497/1974 (Palazzo; Cass., I,
visione dell’art. 14 della l. n. 497/1974, va 18-2-1988), si rinviene anche un’opinione
considerata penalmente irrilevante. meno diffusa, favorevole al concorso fra le due
Preferibile è l’opposta opinione (De Roberto, ipotesi (Vigna-Bellagamba).
Manzione, Mori), secondo cui sarebbe assurdo Una recente giurisprudenza cerca di mediare
ritenere la rilevanza penale ex art. 697 della tra le due posizioni, sostenendo la tesi dell’as-
detenzione colposa di armi meno pericolose sorbimento, salvo che le munizioni non siano
ed offensive di quelle comuni da sparo, e non in quantitativo eccessivo ovvero di calibro
di queste ultime: pertanto, si conclude nel diverso da quello dell’arma (Cass., VI, 27-5-
senso dell’applicabilità della disposizione in 2003).
esame anche alle ipotesi di detenzione abusi- Quanto invece al rapporto con il reato di porto
va per colpa di armi comuni da sparo. abusivo d’armi (➠ 699) si fronteggiano due
Quanto all’efficacia scriminante dell’errore (➠ opinioni: da un lato, vi è chi (Palazzo, Rinella)
47), in giurisprudenza si ritiene l’irrilevanza ritiene possa sussistere concorso tra le due
697 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1214
fattispecie soltanto in presenza di un apprez- ante factum non punibile; dall’altro lato, vi è
zabile lasso di tempo tra di esse, avendosi chi (Catamo) sostiene che, essendo le due fat-
altrimenti assorbimento della detenzione nel tispecie ontologicamente diverse, vi è sempre
più grave reato di porto abusivo d’arma, quale concorso formale (➠ 81) fra di esse.

Per quanto riguarda le forme della denuncia di detenzione dell’arma, ai sensi


degli artt. 51 e 15 del r.d. 6-5-1940, n. 635 (regolamento di esecuzione del
T.u.l.p.s.), questa va fatta per iscritto: pertanto, nessuna rilevanza può avere la mera
denuncia orale, o comunque non trascritta (Cass., I, 29-7-1995).
Particolari problemi pratici pone l’ipotesi di codetenzione dell’arma, allorché
cioè la detenzione e la possibilità di utilizzo dell’arma siano riferibili a più soggetti: in
questo caso, si ritiene pacificamente che l’obbligo di denuncia incomba su ciascuno
di essi, e che la presentazione della denuncia da parte di uno di essi liberi gli altri
codententori; ma il problema è stabilire, in concreto, quando sussista l’ipotesi di
codetenzione.
In generale, si ritiene che non sia sufficiente il mero rapporto di coabitazione con
l’illegittimo detentore, nemmeno se accompagnato dalla conoscenza della presenza
dell’arma, occorrendo la prova positiva che più soggetti abbiano sull’arma un pote-
re di fatto effettivo (Cass., I, 17-6-1988).
Secondo la disciplina dettata dall’art. 58 del reg. P.S., la denuncia va ripetuta nel
caso di trasferimento dell’arma da un domicilio all’altro: la dottrina (Vigna-
Bellagamba) ritiene che tale obbligo sussista soltanto in ipotesi di trasferimento in
un Comune diverso, e non in quella di spostamento di domicilio nell’ambito del
medesimo Comune in cui è stata fatta l’originaria denuncia; la giurisprudenza, inve-
ce, ritiene che anche in quest’ultimo caso la denuncia vada ripetuta, essendo scopo
della previsione quello di rendere possibile il controllo in ogni momento, da parte
della P.S., sulla precisa ubicazione di ciascuna arma (Cass., I, 14-11-1996).
Ciò premesso, dopo aver per lungo tempo sostenuto che l’eventuale omessa ripe-
tizione della denuncia integrasse anch’essa il reato in esame (ovvero quello ex art. 14
della l. n. 497/1974, se concernente armi comuni da sparo), la Suprema Corte ha in
seguito mutato indirizzo, affermando che il reato configurabile è quello previsto dal-
l’art. 221 del T.u.l.p.s., attesa la specialità (➠ 15) del citato art. 58 rispetto all’art.
38 del T.u.l.p.s. (Cass. S.U. 24-3-1984).
Parte della dottrina (Vigna-Bellagamba, Catamo) ha criticato questa soluzione,
evidenziando che di specialità può parlarsi soltanto tra fonti normative di pari rango,
laddove l’art. 58 del reg. P.S. è norma subordinata rispetto all’art. 38 del T.u.l.p.s.
Va richiamato l’art. 10 della l. n. 36/1990, che prevede una speciale causa di non
punibilità in relazione ai reati di detenzione di armi ed oggetti atti ad offendere, a
favore di chi consegni alle autorità, entro determinati termini, le predette armi, a
condizione che le autorità medesime ignorassero sia l’esistenza delle armi sia il luogo
in cui si trovavano occultate.
• 1215 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 698

698 • Omessa consegna di armi (1)


Chiunque trasgredisce all’ordine, legalmente dato dall’Autorità, di consegna-
re nei termini prescritti le armi o le munizioni da lui detenute, è punito con l’arresto
non inferiore a nove mesi (2) o con l’ammenda non inferiore a euro 123 (3) (4).
(1) Si vedano gli articoli 1, 3 e 7 della l. 2-10-1967, n. 895 (Disposizioni per il controllo delle armi).
(2) L’art. 7 della l. n. 895/1967, cit., dispone che per le contravvenzioni riguardanti le armi previste nel codi-
ce penale le pene sono triplicate e che in ogni caso l’arresto non può mai essere inferiore a tre mesi.
(3) L’ammenda originaria fino a L. 1.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835), successivamente triplicata dall’art. 14 della l.
14-10-1974, n. 497 (Nuove norme contro la criminalità) ed infine raddoppiata dall’art. 113 della l. 24-11-1981,
n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(4) L’art. 7 della l. 31-5-1965, n. 575 (Disposizioni contro la mafia), prevede una particolare aggravante se la
contravvenzione è posta in essere da persone già sottoposte con provvedimento definitivo a misura di preven-
zione.

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO E SOGGETTO


ATTIVO DEL REATO ❐ di armi, munizioni ed esplosivi detenuti dai
privati, affinché siano custoditi presso le auto-
Quanto al bene giuridico protetto da questa rità militari o di P.S.; tale ordine può essere
norma, valgono le considerazioni fatte, in via dato anche con pubblici manifesti (art. 60,
generale per tutte le fattispecie contenute nel reg. P.S.).
presente paragrafo del codice, sub art. 695. La giurisprudenza ha precisato che, anche
Secondo l’orientamento tradizionale qualora nell’ordine manchi la fissazione di un
(Antolisei), soggetto attivo del reato può esse- termine preciso per la consegna, il reato sarà
re “chiunque”, e quindi tanto chi detenga comunque configurabile laddove dal tenore
armi legalmente quanto chi ne abbia il posses- dell’ordine stesso e dal contesto in cui è stato
so illecito, occasionale o temporaneo. emesso risulti che la consegna stessa doveva
Al contrario, altri autori (Vigna-Bellagamba) essere fatta immediatamente (Cass., I, 5-2-
ritengono che la norma in esame possa logi- 1998).
camente essere riferita soltanto a coloro che
detengono armi legalmente, e quindi hanno
provveduto alla relativa denuncia (➠ 695), in
3 • AMBITO APPLICATIVO DELLA NORMA ❐
quanto l’opposta opinione finirebbe per Secondo la dottrina (Carcano-Vardaro,
richiedere al soggetto che non abbia effettua- Palazzo), dopo l’introduzione delle leggi spe-
to la denuncia un assurdo obbligo di autoin- ciali più volte richiamate in tema di armi da
criminazione, penalmente sanzionato, in guerra (l. n. 895/1967) e armi comuni da
contrasto col principio nemo tenetur se dete- sparo (l. n. 497/1974), l’ambito di applicazio-
gere. ne della norma è ristretto alle sole condotte
aventi ad oggetto armi proprie non da sparo
2 • L’ORDINE LEGALMENTE DATO ❐ (cd. armi bianche) e munizioni per armi comu-
ni da sparo, oltre che per tutte le ipotesi, rela-
Il presupposto del reato è costituito da un ordi- tive a qualsiasi tipo di arma, in cui la condot-
ne legalmente dato, avente ad oggetto la con- ta risulti meramente colposa.
segna delle armi detenute dal soggetto attivo. Per il concetto di armi si rimanda agli appro-
Il riferimento normativo è l’art. 40 del fondimenti svolti sub art. 695, oltre che alle
T.u.l.p.s., che attribuisce al prefetto il potere disposizioni di cui agli artt. 585, 2° comma, e
di ordinare in qualsiasi momento la consegna 704.
699 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1216
4 • NATURA OMISSIVA DEL REATO.
ELEMENTO SOGGETTIVO ❐ La dottrina meno recente (Manzini, Antolisei),
proprio per questo, riteneva trattarsi di reato
Per quanto riguarda la condotta incriminata, istantaneo, anche per l’irrilevanza di un eventua-
sembra pacifico che si tratti di reato omissivo le adempimento tardivo, che non esclude il reato.
improprio, che si concretizza nell’inottempe- Al contrario, la dottrina oggi prevalente
ranza all’ordine di consegna (Vigna- (Rinella, Palazzo, Vigna-Bellagamba) parla di
Bellagamba). reato permanente, in quanto con il decorso del
Ai fini dell’elemento soggettivo del reato è suf- termine si realizza uno stato antigiuridico
ficiente la colpa, ciò che in ogni caso presuppo- destinato a protrarsi finché il soggetto conti-
ne che il soggetto attivo abbia conoscenza del- nua a detenere le armi in violazione dell’ordi-
l’ordine di consegna legalmente impartito. ne.
La dottrina (Carcano-Vardaro, Manzini), peral-
tro, ritiene che tale conoscenza si presume
allorché l’ordine sia stato impartito con le forme
6 • CIRCOSTANZE AGGRAVANTI ❐
di pubblicità di cui all’art. 60 del reg. P.S. Anche a questa fattispecie si applicano le cir-
costanze aggravanti previste dall’art. 7 della l.
5 • MOMENTO CONSUMATIVO ❐ n. 575/1965 (➠ 695) e dagli artt. 700 e 680:
quanto a quest’ultima, anche in questo caso si
Il reato si consuma con l’inutile decorso del ripropone il dubbio sulla sua applicabilità, di
termine fissato per la consegna delle armi o cui già si è detto in riferimento all’art. 696,
delle munizioni. trattandosi di attività non soggetta a licenza.

699 • Porto abusivo di armi (1)


Chiunque, senza la licenza dell’Autorità, quando la licenza è richiesta, porta
un’arma fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, è punito con
l’arresto fino a diciotto mesi (2).
Soggiace all’arresto da diciotto mesi a tre anni (2) chi, fuori della propria abita-
zione o delle appartenenze di essa, porta un’arma per cui non è ammessa licenza.
Se alcuno dei fatti preveduti dalle disposizioni precedenti è commesso in luogo
ove sia concorso o adunanza di persone, o di notte o in luogo abitato, le pene sono
aumentate (3) (4).
(1) Si vedano gli articoli 1, 4 e 7 della l. 2-10-1967, n. 895 (Disposizioni per il controllo delle armi).
(2) L’art. 7 della l n. 895/1967, cit., dispone che per le contravvenzioni riguardanti le armi previste nel codi-
ce penale, le pene sono triplicate e che in ogni caso l’arresto non può mai essere inferiore a tre mesi. Per particola-
ri circostanze aggravanti si veda l’art. 9 della l. 31-5-1965, n. 575 (Disposizioni contro la mafia).
(3) L’art. 7 della l. n. 575/1965, cit., prevede una particolare aggravante se la contravvenzione è posta in esse-
re da persone già sottoposte con provvedimento definitivo a misura di prevenzione.
(4) Sul porto di armi ed oggetti atti ad offendere si veda altresì l’art. 4 della l. 18-4-1975, n. 110 (Norme inte-
grative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO E SOGGETTO


ATTIVO DEL REATO ❐ delitti contro la vita e l’incolumità individuale
(➠ 695).
Anche per questa fattispecie il bene giuridico Secondo la giurisprudenza, infatti, si tratta di un
protetto s’identifica nell’ordine pubblico, sotto reato di pericolo,previsto proprio in funzione di sif-
il particolare profilo della prevenzione dei fatte esigenze preventive (Cass., I, 11-6-1992).
• 1217 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 699

Soggetto attivo del reato è chiunque. Occorre pe- leggi speciali che hanno ridefinito come delit-
rò richiamare i soggetti esentati, ex art. 73 del ti le principali ipotesi di porto abusivo d’armi,
reg. P.S. e norme ulteriori, dall’obbligo di farsi ri- non è agevole individuare l’attuale ambito di
lasciare licenza per il porto d’armi: si tratta di uf- applicazione della norma in esame.
ficiali ed agenti di P.S. e magistrati (a fini di dife- Dottrina e giurisprudenza reputano che resta
sa personale); quanto alle guardie giurate, inve- soggetto alla norma in esame il porto di arma da
ce, esse sono tenute a munirsi di licenza, non es- guerra e di arma comune da sparo in luogo pri-
sendo equiparate agli agenti di P.S. vato, diverso dall’abitazione del reo e dalle ap-
partenenze di essa: più specificamente, per le
2 • L’OBBLIGO DI LICENZA NON VALE PER LE ARMI
DA GUERRA E LE ARMI BIANCHE ❐ armi da guerra si applica il capoverso dell’art.
699 e per quelle comuni da sparo il 1° comma
Come accennato, la norma presuppone un (Vigna-Bellagamba; Cass., I, 25-9-1995); in
obbligo di licenza per il porto di armi, legitti- particolare, per le prime non è applicabile l’art.
mamente detenute, al di fuori dell’abitazione 4 della l. n. 110/1975, come si evince dal ri-
e delle sue appartenenze: il richiamo è all’art. chiamo in esso contenuto alle possibili autoriz-
42, 3° comma, del T.u.l.p.s., che in via gene- zazioni ex art. 42 del T.u.l.p.s., mentre – come
rale stabilisce il divieto di porto d’armi senza osservato – il porto di arma da guerra non è mai
licenza, mentre l’art. 61 del reg. P.S. descrive autorizzabile (Brignone, Palazzo).
le formalità della licenza medesima. Dunque, Quanto alle armi proprie diverse da quelle da
il reato in esame è configurabile nei casi di guerra e da quelle comuni da sparo, l’opinio-
mancanza di licenza, e cioè sia in ipotesi di ne prevalente è quella secondo cui esse rien-
mancato rilascio della stessa sia in quella di trano nella disciplina della norma in oggetto, e
carenza dei suoi elementi essenziali; mentre segnatamente del 1° o del 2° comma, a
esso va escluso qualora l’agente, pur in pos- seconda che si tratti o meno di armi soggette
sesso della licenza, ne sia occasionalmente a licenza, in quanto l’art. 4 della l. n.
sfornito, per dimenticanza, smarrimento o 110/1975 è riferibile alle sole armi improprie,
altra causa (Antolisei). e quindi non ha inciso sulla fattispecie in
La giurisprudenza, pertanto, afferma che la oggetto (Cass., I, 7-12-1996).
presenza della licenza esclude in via assoluta Va peraltro segnalato un orientamento minori-
la sussistenza del reato de quo, a nulla rilevan- tario, secondo cui l’art. 4 della l. n. 110/1975
do l’eventuale comprovata finalità illecita del avrebbe integralmente abrogato la norma in
porto dell’arma (Cass., I, 25-5-1995). esame, e quindi regolerebbe il porto abusivo
Va aggiunto anche che per talune categorie di non solo delle armi improprie ma anche di
armi – e precisamente per le armi da guerra e tutte le armi proprie (Palazzo, Verde-Parisella);
per le armi bianche la cui destinazione natu- altri autori (Vigna-Bellagamba), invece, affer-
rale è l’offesa alla persona – la licenza di porto mano che sarebbe stato abrogato solo il 1°
non è ammessa: ecco perché, per tali armi, il comma dell’art. 699, restando dunque opera-
2° comma della norma prevede un’autonoma tiva l’ipotesi del capoverso per le armi proprie
incriminazione, più gravemente sanzionata e non soggette a licenza.
priva di ogni riferimento al requisito della Quanto alle munizioni per armi comuni da
licenza. sparo, anche in questo caso prevale l’opinione
secondo cui esse rientrano nella previsione
3 • LA NOZIONE DI “ARMI” ❐ della disposizione in commento.
Restano infine assoggettate alla norma in
Con riguardo al concetto di “armi” occorre esame tutte le ipotesi di porto colposo di armi
anzitutto richiamare i rilievi generali svolti sub proprie, di qualsiasi tipo, stante l’inapplicabi-
art. 695, oltre alle norme definitorie di cui agli lità delle fattispecie delittuose previste dalle
artt. 585, 2° comma, e 704: anche in questo leggi speciali, punite solo a titolo di dolo
caso, a seguito del sopravvenire di numerose (Palazzo, Rinella, Vigna-Bellagamba).
699 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1218
4 • LA DISTINZIONE TRA “PORTO” E “TRASPORTO”
DI ARMI ❐ uno di essi possa dirsi accessorio rispetto
all’altro: sulla base di tale nozione, va ricono-
Il concetto di porto, secondo l’opinione dottri- sciuto tale carattere alle cantine, ai cortili pri-
nale dominante (Vigna-Bellagamba), individua vati ed alle scale interne di accesso all’abita-
la disponibilità immediata dell’arma, in modo zione, mentre va esclusa per gli spazi comuni
da poterla usare all’occorrenza; ciò non impli- o accessibili anche a terzi (ad esempio, le
ca la necessità di un contatto fisico tra agente scale e i pianerottoli condominiali), nonché
ed arma. per le autovetture.
Il reato sussiste anche se l’arma sia smontata
5 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
ma agevolmente riportabile all’originaria fun-
zionalità, mentre va escluso in caso di arma
DEL REATO ❐
assolutamente inutilizzabile per le condizioni Per quanto attiene all’elemento soggettivo del
in cui si trova (Antolisei). reato, si ritiene normalmente sufficiente la
In presenza di tali presupposti, qualsiasi tipo colpa, trattandosi di fattispecie contravvenzio-
di porto, anche quello meramente momenta- nale.
neo, integra il reato in oggetto (Rinella), né La giurisprudenza è concorde nell’escludere
rilevano gli scopi di esso, ovvero la qualità di ogni rilevanza scusante all’errore (➠ 47) sul-
proprietario dell’arma rivestita o meno dal- l’obbligo di licenza, trattandosi di errore sul
l’agente. precetto penale (➠ 5).
Va rimarcata, tuttavia, la distinzione tra porto Quanto alle modalità di consumazione del
e trasporto dell’arma: mentre il primo è assi- reato, la dottrina (Palazzo, Rinella, Vigna-
milabile ad una modalità di impiego dell’ar- Bellagamba) afferma trattarsi di reato perma-
ma, il secondo costituisce una mera operazio- nente, che si protrae per tutta la durata del
ne materiale di trasferimento da un luogo ad porto; in giurisprudenza, invece, ne è stata
un altro, di cui l’arma è oggetto inerte, e che prospettata la natura di reato istantaneo, che
risulta disciplinata dagli artt. 28 e 34 del si consumerebbe nel momento e nel luogo in
T.u.l.p.s. e dall’art. 52 del reg. P.S., nonché cui il reo, in possesso dell’arma, si affaccia
dagli artt. 18 e 19 della l. n. 110/1975, senza sulla pubblica via (Cass., I, 14-6-1992).
alcun margine per l’applicazione della norma
in esame (Chiarotti-Renato, Palazzo, Vigna-
Bellagamba).
6 • CIRCOSTANZA AGGRAVANTE ❐
Quanto al concetto di abitazione, secondo la Il 3° comma della norma prevede una circo-
giurisprudenza esso deve intendersi come stanza aggravante speciale con riferimento ai
comprensivo di qualsiasi luogo nel quale si casi in cui il fatto sia commesso in luogo in cui
svolge la vita familiare; per i soggetti nomadi o vi sia concorso o adunanza di persone, ovvero
senza fissa dimora, possono rientrarvi anche la di notte in luogo abitato: tali circostanze sono
tenda o la roulotte stabilmente parcheggiata. riprodotte, in modo pressoché fedele, anche
In ordine alla nozione di appartenenza del- nell’art. 12, ultimo comma, della l. n.
l’abitazione, invece, si fa normalmente riferi- 497/1974.
mento alla definizione civilistica di cui all’art. Ulteriori aggravanti, applicabili anche a questo
817 c.c., e quindi al rapporto di strumentalità reato, sono quelle previste dall’art. 7 della l. n.
e complementarietà tra due beni, tale per cui 575/1965 (➠ 695) e dagli artt. 700 e 680.

In relazione al reato in esame, una delle ipotesi applicative più controverse è stata
a lungo quella di porto di arma da guerra o comune da sparo all’interno di un’au-
tovettura.
Infatti, poiché la giurisprudenza aveva teorizzato, in riferimento al delitto di atti
• 1219 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 700-701

osceni (➠ 526), la natura di luogo esposto al pubblico dell’autoveicolo privato, dall’ap-


plicazione di tale concezione al settore delle armi sarebbe derivata l’applicabilità, nel-
l’ipotesi sopra indicata, dell’art. 699 anziché delle più gravi disposizioni contenute
negli artt. 12 e 14 della l. n. 497/1974, che sono riferite soltanto ai luoghi pubblici o
aperti al pubblico.
La giurisprudenza, tuttavia, evidenzia la necessità di una diversa lettura del concetto
di pubblicità per i reati in materia di armi, sottolineando che in questo caso l’autovettu-
ra, più che il luogo in cui è commesso il reato, è un mezzo impiegato per porlo in esse-
re, e che pertanto in detta ipotesi il porto deve considerarsi commesso in luogo pubbli-
co a tutti gli effetti; tale orientamento è condiviso dalla prevalente dottrina (Brignone,
Cadoppi, Palazzo), oltre che dalla Corte costituzionale (sent. 29-12-1982, n. 242).
Con riguardo al concorso di persone nel reato (➠ 110), in giurisprudenza si è
affermato che possono rispondere del reato in esame più soggetti, indipendentemen-
te da chi di essi materialmente detenga l’arma, quando della sua esistenza anche i
concorrenti siano consapevoli, avendo altresì la concreta possibilità di disporne all’oc-
correnza (Cass., II, 8-11-1992).
Più specificamente, laddove l’uso dell’arma sia stato previsto per la commissione
di un reato, si è ritenuto che il concorrente il quale abbia contribuito al reato-fine (ad
esempio, omicidio) debba rispondere a titolo di concorso anche di tutti i reati stru-
mentali, ivi compreso appunto il porto dell’arma (Cass., I, 2-7-1993).
Per quanto concerne il rapporto tra fattispecie in esame e detenzione abusiva di
armi (➠ 697), si rimanda a quanto osservato in sede di commento a tale ultima ipotesi.

700 • Circostanze aggravanti


Nei casi preveduti dagli articoli precedenti, la pena è aumentata qualora con-
corra taluna delle circostanze indicate nell’articolo 680.

1 • RATIO DELLA NORMA ❐ nota la condotta criminosa in tali circostanze


(Rinella).
Questa norma prevede una circostanza aggra- Si è rilevato come questa circostanza, almeno
vante speciale, per tutte le norme precedenti in apparenza, sia incompatibile con alcune
dello stesso paragrafo del codice, rinviando delle fattispecie contravvenzionali sanzionate
alle ipotesi previste dall’art. 680, e cioè ai casi dalle norme precedenti (➠ 696, 697, 698), le
in cui l’agente sia stato colpito da divieto di quali non hanno riguardo ad attività suscetti-
licenza ovvero da revoca o diniego di essa: la bili di licenza: si rimanda all’analisi di tali
ratio dell’aggravamento è ritenuta risiedere norme per un esame delle varie posizioni pro-
nella particolare pericolosità sociale che con- spettate in ordine a questo problema.

701 • Misura di sicurezza


Il condannato per alcuna delle contravvenzioni prevedute dagli articoli prece-
denti può essere sottoposto alla libertà vigilata.
702-703 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1220
1 • GENERALITÀ ❐ Secondo la giurisprudenza, si tratta di applica-
zione rientrante nella discrezionalità del giudi-
Viene richiamata in questa norma la misura di ce, svincolata da qualsiasi declaratoria di
sicurezza della libertà vigilata (➠ 228) per i delinquenza abituale (➠103) nonché da qual-
casi di condanna per i reati previsti dagli arti- siasi obbligatoria incidenza dei precedenti
coli precedenti. penali del condannato.

702 • Omessa custodia di armi (1)


(1) Articolo abrogato dall’art. 9 del d.l. 13-5-1991, n. 152 (Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla crimi-
nalità organizzata), convertito, con modificazioni, nella l. 12-7-1991, n. 203. La fattispecie è ora disciplinata
dall’art. 20bis della l. 18-4-1975, n. 110 (Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle
munizioni e degli esplosivi), introdotto dal citato art. 9.

703 • Accensioni ed esplosioni pericolose


Chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adia-
cenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa spara armi da fuoco, accende
fuochi d’artificio, o lancia razzi, o innalza aerostati con fiamme, o, in genere, fa ac-
censioni o esplosioni pericolose, è punito con l’ammenda fino a euro 103 (1).
Se il fatto è commesso in un luogo ove sia adunanza o concorso di persone, la pe-
na è dell’arresto fino a un mese (2) (3).
(1) L’ammenda originaria fino a L. 1.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113
della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(2) Qualora il fatto abbia per oggetto un’arma occorre calcolare anche l’aumento di pena previsto dall’art. 7
della l. 2-10-1967, n. 895 (Disposizioni per il controllo delle armi). In tal caso la pena va triplicata.
(3) Si veda l’art. 6 della l. n. 895/1967, cit.

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO E SOGGETTO ATTIVO


DEL REATO ❐ in esame, la cui ratio è prevenire il pregiudizio
all’incolumità delle persone (Cass., I, 10-2-
Per quanto riguarda l’oggetto giuridico del 1995).
reato, malgrado la norma sia inserita nel para- Da tale ricostruzione, una parte della dottrina
grafo relativo alla prevenzione dei delitti con- (Pedio) deduce che il reato non sarebbe inte-
tro la vita e l’incolumità individuale (➠ 695), grato, per difetto di offensività, laddove la con-
la dottrina (Antolisei, Vigna-Bellagamba) dotta crei pericolo soltanto per le cose e non
osserva che essa presenta caratteristiche che anche per le persone.
l’avvicinano molto alle contravvenzioni concer- Soggetto attivo del reato è chiunque.
nenti l’incolumità pubblica, essendo destinata La fattispecie penale in esame è integrata
alla tutela dell’integrità fisica di un numero dagli artt. 57 e 58 del T.u.l.p.s., che conten-
indefinito di persone; questa opinione è condi- gono la disciplina della licenza di P.S. neces-
visa anche dalla giurisprudenza, che evidenzia saria per l’effettuazione di esplosioni, accen-
la natura di reato di pericolo della fattispecie sioni etc., e la cui mancanza costituisce ele-
• 1221 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 703

mento essenziale del reato in oggetto. le lanciarazzi, non invece quello effettuato con
Secondo la dottrina prevalente (Riccio, Vigna- armi giocattolo; in ordine ai fuochi d’artificio,
Bellagamba), il reato de quo non è integrato la nozione è data dall’art. 47 del T.u.l.p.s. e vi
qualora l’agente sia munito di licenza ma, nel- rientrano i petardi, le bombe carta ed altri con-
l’esercitare l’attività autorizzata, non rispetti le gegni pirotecnici pericolosi per l’incolumità
prescrizioni di legge o derivanti dalla licenza pubblica.
medesima, configurandosi in tale ipotesi al
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO DEL REATO.
più le contravvenzioni di cui agli artt. 17 o
221 del T.u.l.p.s.
L’AGGRAVANTE PREVISTA DAL COMMA 2 ❐
Per l’elemento soggettivo del reato è sufficien-
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ te la colpa.
Secondo la dottrina (Manzini, Antolisei), il
Venendo all’esame delle condotte incriminate, fatto non è scriminato dalla consuetudine di
elemento comune ad esse è che siano realiz- provocare esplosioni in determinate circostan-
zate in luogo abitato o nelle sue adiacenze, ze o ricorrenze.
ovvero lungo una pubblica via o in direzione di Il 2° comma prevede una circostanza aggra-
essa. vante speciale laddove il fatto sia commesso
Per luogo abitato s’intende qualunque località in luogo ove vi sia adunanza o concorso di
con aggregato di case di abitazione, senza che persone: quest’ultima condizione, secondo
rilevi la presenza di persone o meno (Manzini); la giurisprudenza, non va confusa con la nor-
adiacenze del luogo abitato sono tutte le loca- male presenza di più persone propria di un
lità, pubbliche o private, site in prossimità di centro abitato, ma si realizza solo allorché vi
un centro abitato (Riccio). sia un afflusso particolare, superiore all’ordi-
La formula pubblica via si riferisce ad ogni nario.
luogo di pubblico transito (e, quindi, anche
alle piazze e agli slarghi), mentre l’espressione
“in direzione di essa” fa riferimento all’ipotesi
4 • RAPPORTI CON ALTRI REATI ❐
in cui il fatto sia commesso all’interno di un Quanto alla differenza con il delitto di esplo-
luogo privato, ma con possibilità che proiettili sioni a fine di pubblico timore ex art. 6 della
o oggetti pericolosi raggiungano la pubblica l. n. 895/1967, la dottrina (Riccio, Rinella,
via (Manzini). Vigna-Bellagamba) ritiene che essa risieda nel
Il legislatore descrive analiticamente quattro dolo specifico che caratterizza la fattispecie
condotte punibili, e cioè lo sparo di armi da più grave, in cui l’esplosione deve essere indi-
fuoco, l’accensione di fuochi d’artificio, il lan- rizzata al preciso fine di incutere timore nella
cio di razzi e l’innalzamento di aerostati con collettività, ovvero di suscitare tumulto o pub-
fiamme, lasciandone invece nel generico una blico disordine o di attentare alla sicurezza
quinta, le accensioni o esplosioni pericolose: pubblica.
per “accensione” s’intende lo sviluppo di In ordine alla possibilità di concorso con i
fiamme, mentre per “esplosione” l’incendio di delitti contro la persona, ed in particolare con
materia con detonazione. l’omicidio (➠ 575), la questione è risolta posi-
La dottrina prevalente (Riccio, Sabatini), con tivamente dalla giurisprudenza, che sottolinea
orientamento seguito anche dalla giurispru- la diversa oggettività giuridica delle due fatti-
denza, ritiene che nei primi quattro casi il specie e la non coincidenza dei rispettivi ele-
pericolo sarebbe presunto, mentre nella quin- menti costitutivi (Cass., I, 4-11-1999).
ta ipotesi la pericolosità della condotta In precedenza, la dottrina (Manzini, Riccio,
andrebbe specificamente dimostrata. Rinella), con varie motivazioni, aveva sostenu-
Quanto allo sparo di armi da fuoco, la giuri- to l’assorbimento (➠ 15) dell’ipotesi contrav-
sprudenza ritiene che vi rientri anche quello venzionale in esame nella più grave fattispecie
fatto con armi ad aria compressa o con pisto- delittuosa.
704-706 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1222

704 • Armi
Agli effetti delle disposizioni precedenti, per armi si intendono:
1) quelle indicate nel n. 1 del capoverso dell’articolo 585;
2) le bombe, qualsiasi macchina o involucro contenente materie esplodenti, e i
gas asfissianti o accecanti.
1 • INTERAZIONI CON ALTRE NORME ❐ nute nel presente paragrafo del codice (➠
695, 697, 699).
Questa norma fornisce la nozione di armi ai Inoltre, vengono richiamate le bombe e le
fini dell’applicazione delle contravvenzioni materie esplodenti, per le quali si rinvia al
previste dagli articoli precedenti: tale nozione commento all’art. 678, nonché i gas asfissian-
è più ristretta rispetto a quella fornita, agli ti o accecanti; restano fuori dalla previsione
effetti penali, dal 2° comma dell’art. 585: tutti gli strumenti atti ad offendere dei quali è
viene, infatti, richiamato solo il n. 1 di tale dalla legge vietato il porto in modo assoluto o
disposizione. senza giustificato motivo (Mori).
Per quanto riguarda le tipologie di armi rien- La nozione contenuta nella presente norma,
tranti in tale previsione e l’incidenza su di esse peraltro, va integrata con le specificazioni
della normativa speciale sopravvenuta, si contenute in alcune disposizioni del regola-
rimanda, oltre che al commento del citato art. mento T.u.l.p.s., in particolare negli artt. 45
585, a quanto diffusamente rilevato in sede di (strumenti da taglio), 81 ed 82 (prodotti
esame delle principali contravvenzioni conte- esplodenti).

§5
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI
LA PREVENZIONE DI DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO

705 • Commercio non autorizzato di cose preziose


Chiunque, senza la licenza dell’Autorità o senza osservare le prescrizioni della
legge, fabbrica o pone in commercio cose preziose, o compie su esse operazioni di
mediazione o esercita altre simili industrie, arti o attività, è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da euro 258 a euro 1.549 (1).
Si applicano le disposizioni di cui al terzo e quarto comma dell’articolo 686 (2).
(1) Le parole “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 258 a euro 1.549” hanno sostitui-
to le parole “è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da lire centomila a due milioni”, ex art. 56,
comma 1, lett. a), del d.lgs. 30-12-1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanziona-
torio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205).
(2) Comma aggiunto dall’art. 56, comma 1, lett. b), del d.lgs. n. 507/1999, cit.

706 • Commercio clandestino di cose antiche (1)


(1) Articolo abrogato dall’art. 13 del d.lgs. 13-7-1994, n. 480 (Riforma della disciplina sanzionatoria conte-
nuta nel Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773).
• 1223 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 707

707 • Possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli


Chiunque, essendo stato condannato per delitti determinati da motivi di lu-
cro, o per contravvenzioni concernenti la prevenzione di delitti contro il patrimo-
nio, o per mendicità o essendo ammonito (1) o sottoposto a una misura di sicurez-
za personale o a cauzione di buona condotta, è colto in possesso di chiavi alterate o
contraffatte, ovvero di chiavi genuine o di strumenti atti ad aprire o a sforzare serra-
ture, dei quali non giustifichi l’attuale destinazione, è punito con l’arresto da sei
mesi a due anni (2).
(1) Si veda la l. 27-12-1956, n. 1423 (Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurez-
za e per la pubblica moralità), nel testo risultante dalle successive modificazioni.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 2-2-1971, n. 14, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del
presente articolo limitatamente alla parte in cui fa richiamo alle condizioni personali di condannato per mendi-
cità, di ammonito, di sottoposto a misura di sicurezza personale o a cauzione di buona condotta.

1 • BENE-INTERESSE PROTETTO ❐ cie in chiave processuale, ritenendo che essa


si risolverebbe in una inversione dell’onere
Il bene giuridico protetto da questa norma, della prova, in virtù della quale è il reo, in pre-
secondo la dottrina (Manzini, Sabatini, Vigna- senza di particolari presupposti soggettivi, a
Bellagamba), consiste nella prevenzione di dover giustificare il possesso di determinati
delitti contro il patrimonio, in quanto l’incrimi- oggetti “indizianti”.
nazione del possesso di strumenti idonei ad Ciò, come intuibile, non ha affatto dissipato le
aprire serrature mira appunto ad impedire che forti perplessità esistenti in ordine alla compa-
essi possano essere usati per commettere detti tibilità della fattispecie in esame con numero-
reati: trattasi insomma di tipico reato di peri- se norme costituzionali, al punto da determi-
colo, previsto in connessione con una partico- nare numerosi interventi su di essa della Corte
lare situazione soggettiva che fa ritenere, con costituzionale, che però ne ha sostanzialmen-
fondamento di probabilità e verosimiglianza, te confermato la legittimità: l’unico intervento
che la condotta dell’agente sia indirizzata alla emendativo della norma si è avuto con la sen-
commissione di un delitto contro il patrimo- tenza 2-2-1971, n. 14, nella quale è stata
nio. ritenuta irragionevole l’equiparazione di cate-
gorie omogenee di soggetti attivi agli affetti
2 • UNA NORMA “RILETTA” DALLA CORTE
COSTITUZIONALE ❐ dell’incriminazione, ed in particolare si è affer-
mato che essa trova fondamento solo per colo-
Con riferimento a questa norma ed a quella ro che, avendo dei precedenti penali specifici
successiva, oggi dichiarata incostituzionale per reati contro il patrimonio o determinati da
con sentenza della Corte costituzionale n. motivi di lucro, potrebbero commetterne di
370/1996, la dottrina (Manzini, Antolisei) ha nuovi; mentre del tutto irragionevole è stata
coniato anche la nozione di reati di mero giudicata l’originaria estensione dell’incrimi-
sospetto, in quanto in essi sembra sanzionato nazione anche ai soggetti condannati per
un mero stato individuale, di per sé privo di mendicità, sottoposti a misura di sicurezza o a
concreta offensività: non a caso, un orienta- cauzione di buona condotta.
mento risalente considerava tali reati addirit- Per il resto, la Corte ha negato che la norma
tura privi di azione, ciò che aveva fatto forte- contrasti con il principio di legalità e tassativi-
mente dubitare della loro costituzionalità. tà ex art. 25, 2° comma, Cost., assumendo
Superata tale impostazione, oggi parte della che l’agente è condannato per una precisa
dottrina (Lattanzi-Lupo) inquadra la fattispe- condotta (il non aver saputo dare giustificazio-
707 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1224
ne del possesso), e non per i reati che potreb- (Manzini, Sabatini); è invece pacifico che
be commettere in ipotesi (Corte cost. 30-10- deve necessariamente trattarsi di condanna
1975, n. 235); ha escluso il contrasto con il passata in giudicato (Vigna-Bellagamba).
principio di offensività ricavabile dagli artt. 3, L’espressione “delitti determinati da motivi di
25 e 27 Cost., in quanto la lesione al bene lucro” lascia chiaramente intendere che la
giuridico protetto si ricaverebbe dalla natura e previsione non è circoscritta ai soli delitti con-
tipologia degli oggetti detenuti dal reo (Corte tro il patrimonio, estendendosi a tutti i delitti,
cost. 2-11-1996, n. 370); ha infine afferma- offensivi di qualunque bene giuridico, nei
to la piena compatibilità della previsione con quali l’agente agisca a proprio profitto patri-
la presunzione di non colpevolezza (art. 27, 2° moniale (ad esempio, spaccio di stupefacenti,
comma, Cost.), negando che essa introduca vendita di prodotti con marchi contraffatti).
una vera e propria inversione dell’onere della In giurisprudenza si afferma che il reato sussi-
prova, in quanto l’imputato può liberamente ste anche qualora l’agente abbia riportato con-
decidere se difendersi o meno, ed il suo even- danna con pena sospesa (➠ 163), o a pena
tuale silenzio è liberamente valutato dal giudi- estinta ai sensi dell’art. 167 (Cass., IV, 13-7-
ce, il quale peraltro può ricavare anche aliun- 1995).
de elementi di prova a favore della liceità del Malgrado qualche isolata opinione dottrinaria
possesso (Corte cost. n. 235/1975). (Manzini), la giurisprudenza è ferma nel rite-
Più recentemente, la Corte ha ribadito che la nere anche la possibilità di concorso dell’in-
norma non confligge né col principio di mate- censurato nel reato, quale extraneus, purché
rialità, in quanto esige pur sempre una con- abbia a sua volta la disponibilità degli oggetti
dotta commissiva (il possesso) ed un elemen- e conosca o possa conoscere le qualità sogget-
to negativo (la mancanza di cause giustificatri- tive del proprio correo (Cass., II, 28-7-1999).
ci di esso), né col principio di offensività, in
quanto la norma mira a prevenire il pericolo
della commissione di reati contro il patrimonio
4 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
(Corte cost., 7-7-2005, n. 265). In ordine alla condotta incriminata, la dottrina
Infine, è stata ritenuta non illegittima, in quan- è divisa tra chi la considera integralmente
to rientrante nella discrezionalità del legislato- commissiva (Manzini) e chi a struttura mista,
re e non irragionevole, la previsione di una ossia composta da una condotta commissiva,
pena più elevata di quella prevista per delitti consistente nel possedere determinati oggetti,
quali il furto (➠ 624) ed il danneggiamento (➠ e da una omissiva, consistente nel non fornire
635), cui la condotta potrebbe essere stru- giustificazioni (Coppi).
mentale (Corte cost. 4-6-1997, n. 165). Quest’ultima opinione sembra oggi avvalorata
dalla recente giurisprudenza della Corte costi-
3 • SOGGETTO ATTIVO DEL REATO ❐ tuzionale, che distingue nel reato un compor-
tamento commissivo ed un elemento negativo
La fattispecie in esame costituisce un tipico (sent. n. 265/2005).
reato proprio, che può essere commesso solo Sono chiavi contraffatte quelle realizzate ad
da chi si trovi in determinate condizioni imitazione di quelle vere, mentre sono altera-
(Vigna-Bellagamba, Sabatini). te le chiavi genuine modificate rispetto alla
Peraltro, dopo gli interventi della Corte costi- loro struttura originaria (Sabatini, Vigna-
tuzionale sopra richiamati, soggetto attivo del Bellagamba); la norma sanziona inoltre anche
reato può essere solo chi sia stato condannato l’ingiustificata detenzione di chiavi genuine e
per delitti determinati da motivi di lucro o per di altri strumenti idonei all’apertura di serratu-
contravvenzioni concernenti la prevenzione di re (ad esempio, grimaldelli, passepartout).
delitti contro il patrimonio: malgrado il plurale Per serratura, la giurisprudenza intende qual-
usato dalla norma, non si dubita che sia suffi- siasi congegno idoneo a chiudere o comunque
ciente la condanna anche per un solo reato a preservare un bene contro aggressioni di
• 1225 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 707

terzi, e quindi non solo i meccanismi azionati pria presunzione di illiceità del possesso,
da chiavi, ma anche, ad esempio, i finestrini superabile soltanto con adeguate giustificazio-
delle auto a chiusura interna (Cass., II, 29-9- ni; secondo alcuni autori (Ronco), l’agente
1986). dovrebbe fornire una prova piena, e nel caso
Riguardo alla nozione di possesso accolta residuino margini di dubbio il giudice sarebbe
dalla norma, dottrina e giurisprudenza sono tenuto a condannare.
concordi nel ritenere che in esso rientri qual- La giurisprudenza ha precisato il concetto
siasi forma di disponibilità materiale degli affermando che la giustificazione da darsi non
strumenti da parte dell’agente, tale per cui deve necessariamente attenere alla legittimità
egli possa immediatamente servirsene all’oc- della detenzione, ma semplicemente alla fina-
correnza, senza che sia necessario né che li lità cui i beni sono destinati, che deve essere
porti addosso né che ne sia proprietario lecita. Pertanto, colui che si trovi nella condi-
(Antolisei, Sabatini, Vigna-Bellagamba; Cass., zione soggettiva prevista dall’art. 707 e viene
V, 1-9-1999). rinvenuto in possesso degli arnesi in tale
Il possesso, cioè, deve essere inteso non nel norma indicati, è tenuto a provare, per restare
senso di avere l’attrezzo atto ad aprire o a for- indenne da responsabilità penale, non già di
zare serrature necessariamente addosso bensì essersi legittimamente procurato l’arnese da
come potere di disposizione materiale eserci- scasso, bensì di destinarlo in quel momento
tabile sullo stesso in concreto e di fatto. Ad ad uso lecito; peraltro, non deve trattarsi di
esempio, la giurisprudenza ha ritenuto suffi- finalità generica, perché la norma richiede che
ciente ad integrare il requisito del possesso di il soggetto attivo fornisca spiegazioni sulla
tutti gli occupanti un autoveicolo, rispetto ad destinazione attuale, ossia con riguardo allo
arnesi da scasso occultati nel piano posterio- specifico momento in cui “è colto” nel posses-
re, ritenendo sussistente un rapporto di imme- so degli strumenti.
diatezza e di attualità tra ciascuno di essi e gli Il legislatore gli richiede - è stato rilevato in
arnesi (Cass., VI, 20-1/20-3-1968). giurisprudenza - un’appagante spiegazione
L’espressione “è colto”, usata dalla norma, ha circa l’uso che egli intende fare, immediata-
indotto alcuni autori (Manzini, Antolisei) a mente, dell’arnese in questione, e la spiega-
ritenere che sia necessaria la sorpresa in fla- zione non appaga quando egli accampi una
granza dell’agente nel possesso, ciò che inte- destinazione improbabile e, comunque, futura
grerebbe una vera e propria condizione obiet- (Cass., II, 8-7-1996).
tiva di punibilità del reato in esame; contraria Non si dubita, poi, che la prova della liceità
è la prevalente giurisprudenza, secondo cui del possesso possa essere fornita in qualsiasi
non è necessario che il reo sia trovato in situa- momento, non essendo previsti termini di
zione di attuale e concreta disponibilità degli decadenza nella norma in esame, anche se il
strumenti, bastando che egli possa accedere giudice potrà liberamente valutare la credibili-
ad essi liberamente ed in qualsiasi momento, tà delle giustificazioni fornite tardivamente, ad
e pertanto la previsione può applicarsi anche esempio nel corso del giudizio anziché nel-
ai casi di rinvenimento degli strumenti nel- l’immediatezza dei fatti; in ogni caso, sembra
l’abitazione del soggetto attivo o in luoghi pacifico che, pur in difetto di giustificazioni, il
nella sua esclusiva disponibilità (Cass., I, 8-8- giudice possa trarre anche aliunde elementi di
2001). prova della liceità del possesso, e conseguen-
temente escludere la sussistenza del reato
5 • LA PRESUNZIONE DI ILLICEITÀ DEL POSSESSO ❐ (Sabatini, Ronco).

6 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE


Quanto all’elemento della mancata giustifica-
zione della destinazione degli oggetti, la dot-
DEL REATO ❐
trina (Manzini, Antolisei) ritiene che in questa L’elemento soggettivo del reato si sostanzia
parte il legislatore abbia posto una vera e pro- nella semplice consapevolezza della detenzio-
708-709 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1226
ne degli oggetti, oltre che della propria condi- 625, n. 2), nell’ipotesi in cui per l’esecuzione
zione soggettiva, senza che sia necessaria del furto siano usati strumenti rientranti nella
alcuna specifica intenzione di commettere previsione della norma in commento.
reati ulteriori (Manzini, Sabatini; Cass., II, 28- La giurisprudenza ha posto alcuni punti fermi
7-1999). sul tema, precisando che normalmente la fat-
Il reato si consuma nel momento e nel luogo tispecie contravvenzionale è assorbita (➠ 15)
in cui l’agente è colto nel possesso degli stru- dalla più grave ipotesi di furto con violenza
menti sopra indicati. sulle cose, a meno che gli strumenti non siano
stati impiegati per la commissione del furto,
7 • RAPPORTI CON ALTRI REATI ❐ fossero detenuti in contesto spazio-temporale
diverso o siano di natura e quantità tali da
Una vexata quaestio giurisprudenziale ha eccedere la stretta strumentalità alla commis-
riguardato la possibilità di concorso tra reato sione del furto medesimo (Cass., II, 10-6-
in esame e furto aggravato dall’effrazione (➠ 1998; Cass., VI, 25-2-2005).

708 • Possesso ingiustificato di valori


[Chiunque, trovandosi nelle condizioni personali indicate nell’articolo prece-
dente, è colto in possesso di denaro o di oggetti di valore, o di altre cose non confa-
centi al suo stato, e dei quali non giustifichi la provenienza, è punito con l’arresto da
tre mesi a un anno] (1) (2).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza n. 110 del 19-7-1968, n. 110, ha dichiarato l’illegittimità costitu-
zionale del presente articolo limitatamente alla parte in cui fa richiamo alle condizioni personali di condannato
per mendicità, di ammonito, di sottoposto a misure di sicurezza personale o a cauzione di buona condotta.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 2-11-1996, n. 370, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del
presente articolo.

709 • Omessa denuncia di cose provenienti da delitto


Chiunque, avendo ricevuto denaro o acquistato o comunque avuto cose pro-
venienti da delitto, senza conoscerne la provenienza, omette, dopo averla cono-
sciuta, di darne immediato avviso all’Autorità è punito con l’arresto fino a sei mesi
o con l’ammenda fino a euro 516 (1).
(1) L’ammenda originaria fino a L. 5.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113
della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
1 • RATIO DELLA NORMA E SOGGETTO ATTIVO
DEL REATO ❐ patrimonio, ma anche che questi siano porta-
ti ad ulteriori conseguenze (Bellini).
Scopo dell’incriminazione è evitare la conni- Soggetto attivo può essere chiunque.
venza tra delinquente e detentore del bene di
illecita provenienza, al quale incombe un
obbligo di avviso all’autorità, al fine di preve-
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
nire non solo la commissione di reati contro il Sul piano dell’elemento oggettivo del reato,
• 1227 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 710-712

trattasi di fattispecie omissiva, consistente nel l’agente versa quanto meno in dubbio al
non dare avviso alle autorità dell’essere l’agen- riguardo (Cass., II, 16-7-1992).
te venuto in possesso di denaro o bene di ille-
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
cita provenienza.
Il concetto di provenienza da delitto ricalca
DEL REATO ❐
quello impiegato per la ricettazione (➠ 648), Quanto all’elemento soggettivo del reato, è
e lo stesso dicasi per le nozioni di acquisto e sufficiente la coscienza e volontà della condot-
ricezione; l’elemento differenziale, in questo ta, per dolo o colpa.
caso, è dato dal fatto che della res di prove- Trattandosi di fattispecie omissiva, essa si con-
nienza illecita il reo è venuto in possesso in suma nel momento in cui il reo abbia avuto
buona fede, apprendendone solo in seguito notizia della provenienza del bene acquisito, e
l’origine: in ciò sta anche la differenza con la sia inutilmente decorso il tempo minimo suffi-
fattispecie di incauto acquisto (➠ 712), in cui ciente per l’avviso alle autorità (Manzini).

710 • Vendita o consegna di chiavi o grimaldelli a persona sconosciu-


ta (1)
(1) Articolo abrogato dall’art. 18, comma 1, della l. 25-6-1999, n. 507 (Delega al Governo per la depenalizza-
zione dei reati minori e modifiche al sistema penale e tributario).

711 • Apertura arbitraria di luoghi o di oggetti (1)


(1) Articolo abrogato dall’art. 18, comma 1, della l. 25-6-1999, n. 507 (Delega al Governo per la depenalizza-
zione dei reati minori e modifiche al sistema penale e tributario).

712 • Acquisto di cose di sospetta provenienza


Chiunque, senza averne prima accertata la legittima provenienza, acquista o ri-
ceve a qualsiasi titolo cose, che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o
per la entità del prezzo, si abbia motivo di sospettare che provengano da reato, è pu-
nito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda non inferiore a euro 10 (1).
Alla stessa pena soggiace chi si adopera per fare acquistare o ricevere a qualsiasi tito-
lo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza.
(1) L’ammenda originaria non inferiore a L. 100 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-
1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decre-
to-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata
dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO E SOGGETTO ATTIVO


DEL REATO ❐ zione (➠ 648), al punto da indurre la dottrina
a qualificarla come una forma di ricettazione
Sul piano strutturale, questa fattispecie ha colposa.
molte affinità col più grave delitto di ricetta- Il bene giuridico protetto consiste nella finali-
712 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1228
tà di prevenire la commissione di reati contro 3 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
il patrimonio, impedendo che venga agevolata
la fruizione del profitto derivante da tali reati Quanto alla condotta incriminata, secondo
(Cass., II, 7-7-1994). parte della dottrina (Antolisei) essa avrebbe
Da questo orientamento trae spunto un’iso- carattere misto, componendosi di una prima
lata opinione giurisprudenziale, secondo condotta omissiva (omesso accertamento della
cui il reato non è configurabile, per difetto legittima provenienza del bene) e di una suc-
di offensività della condotta, qualora la cessiva condotta commissiva (acquisto o rice-
ricezione della res di illecita provenienza zione del bene).
sia avvenuta senza scopo di uso, di profitto I concetti di acquisto e ricezione sono i mede-
o di sfruttamento alcuno (Cass., II, 25-6- simi impiegati dall’art. 648, mentre non viene
1996). richiamata la condotta di occultamento: ciò è
Soggetto attivo del reato può essere chiunque. agevolmente spiegabile, trattandosi di condot-
ta incompatibile con l’atteggiamento psicolo-
2 • QUESTIONI ATTORNO AL “REATO PRESUPPOSTO” ❐ gico tipico del reato in esame, in quanto pre-
suppone – al contrario – la certezza della pro-
Comune alla fattispecie di ricettazione (➠ venienza illecita del bene.
648) è l’esistenza di un reato presupposto: in La norma specifica che l’acquisto o la ricezio-
questo caso, a differenza dell’art. 648, il legi- ne possono avvenire “a qualsiasi titolo”, e
slatore parla di “reato” e non di “delitto”, e ciò quindi anche gratuitamente; tuttavia, in giu-
indurrebbe a ritenere che la previsione si risprudenza si è precisato che nella nozione
estenda anche alle contravvenzioni; si ricordi, non può rientrare il semplice rinvenimento
peraltro, che parte della dottrina (Mantovani) della cosa abbandonata dopo la commissione
ritiene che la stessa previsione ex art. 648 sia del reato presupposto (Cass., II, 19-11-
interpretabile come riferita anche alle contrav- 2003).
venzioni. Tali condotte devono essere precedute o
Per quanto riguarda il concetto di provenienza accompagnate dall’omesso accertamento
del bene dal reato presupposto, si rimanda della legittima provenienza della res: tuttavia,
alle osservazioni svolte in relazione all’analogo non sempre la violazione di tale obbligo di
concetto utilizzato nell’art. 648. cautela è penalmente sanzionata, in quanto il
Ci si è chiesti se il reato presupposto debba legislatore subordina la necessità di siffatto
essere effettivamente esistente ovvero sol- accertamento alla presenza di determinati
tanto ipotizzabile: al riguardo, un primo indici di sospetto, ossia situazioni tali da
orientamento propende per la non necessità indurre a dubitare della legittimità della prove-
dell’effettiva esistenza del reato presuppo- nienza della cosa acquistata o ricevuta.
sto, in quanto ratio della norma sarebbe Tali situazioni possono attenere alla qualità
semplicemente quella di imporre a chi della cosa (ad esempio, un oggetto d’arte raro
acquista, in presenza di particolari condizio- o unico), alle condizioni di chi offre la stessa
ni, un obbligo di cautela e di accertamento, (ad esempio, soggetto pregiudicato o mendi-
sanzionandone l’inosservanza indipendente- cante) ed all’entità del prezzo: in particolare,
mente dalla circostanza che la res ricevuta o un indice di sospetto rilevantissimo potrà
acquistata sia effettivamente proveniente da essere rappresentato dalla forte sproporzione
un reato (Manzini, Blaiotta; Cass., II, 16-7- tra prezzo e valore effettivo della res
1992). (Sabatini).
Un’altra opinione, al contrario, ritiene che la Il 2° comma della norma, infine, estende l’in-
provenienza delle cose da reato costituisca criminazione anche alle attività di intermedia-
elemento essenziale della fattispecie, la cui zione, svolte da chi “si adopera” per consenti-
mancanza rende insussistente il reato re l’acquisto o la ricezione in presenza dei pre-
(Dall’Ora; Cass., II, 7-7-1994). supposti e con le modalità sopra indicate.
• 1229 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 713-715

4 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE


DEL REATO ❐ perché essa non dovrebbe estendersi anche ai
più gravi casi in cui tale omissione, anziché
Venendo all’elemento soggettivo del reato, colposa, sia dolosa.
questo viene individuato nella colpa, affer- Per quanto riguarda il problema della compa-
mandosi che in ciò risiede l’elemento differen- tibilità col dolo eventuale, nel rimandare a
ziale della fattispecie in esame rispetto a quel- quanto più approfonditamente osservato sub
la della ricettazione (➠ 648), in cui è richie- art. 648, si ricorda che il più recente orienta-
sto finanche il dolo specifico di profitto (Cass., mento giurisprudenziale in materia è nel senso
I, 7-6-1995); in particolare, si precisa che che non si configura il reato in esame, ma la
non è necessario un oggettivo dubbio del- ricettazione, in tutti i casi in cui l’agente non
l’agente in ordine alla provenienza della res, in abbia semplicemente difettato in cautela, ma
quanto ciò che conta è l’inosservanza di un si sia concretamente posto il quesito in ordine
obbligo di preventivo accertamento al riguardo alla provenienza della res, risolvendolo in ter-
(Cass., II, 3-10-1997). mini di indifferenza, e quindi di accettazione
Parte della dottrina (Dall’Ora) critica questa della possibilità di provenienza illecita (Cass.,
ricostruzione, rilevando che, se scopo dell’in- II, 15-1-2001).
criminazione è sanzionare l’inottemperanza ad Il reato si consuma nel momento e nel luogo
un preciso obbligo di verifica, non si vede il in cui avviene l’acquisto o la ricezione.

713 • Misura di sicurezza


Il condannato per alcuna delle contravvenzioni prevedute dagli articoli prece-
denti può essere sottoposto alla libertà vigilata.

1 • RESIDUALITÀ DELLA NORMA ❐ applicare, previa valutazione discrezionale


delle condizioni di pericolosità, la misura di
Ormai ristretta ai soli casi ex artt. 707, 709 e sicurezza della libertà vigilata (➠ 228) in caso
712, questa previsione consente al giudice di di condanna per taluno dei predetti reati.

§6
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA CUSTODIA
[DI ALIENATI DI MENTE] (1), DI MINORI O DI PERSONE DETENUTE
(1) Le parole tra parentesi sono state soppresse dall’art. 10, comma 1, della l. 13-5-1978, n. 180 (Accertamen-
ti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori).

714 • Omessa o non autorizzata custodia, in manicomi o riformato-


ri, di alienati di mente o di minori (1)
(1) Articolo abrogato dall’art. 11 della l. 13-5-1978, n. 180 (Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e ob-
bligatori).

715 • Omessa o non autorizzata custodia privata di alienati di mente(1)


(1) Articolo abrogato dall’art. 11 della l. 13-5-1978, n. 180 (Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e ob-
bligatori).
716 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1230

716 • Omesso avviso all’Autorità dell’evasione o fuga [di infermi di


mente o] di minori (1)
Il pubblico ufficiale o l’addetto a uno stabilimento destinato alla esecuzione di
pene o di misure di sicurezza, ovvero ad un riformatorio pubblico, che omette di
dare immediato avviso all’Autorità dell’evasione o della fuga di persona ivi detenu-
ta o ricoverata, è punito con l’ammenda da euro 10 a euro 206 (2) (3).
La stessa disposizione si applica a chi per legge o per provvedimento dell’Auto-
rità è stata affidata una persona a scopo di custodia o di vigilanza.
(1) Le parole “di infermi di mente o” sono state soppresse dall’art. 10, comma 2, della l. 13-5-1978, n. 180
(Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori).
(2) Comma così modificato dall’art. 10 della l. n. 180/1978, cit.
(3) L’ammenda originaria da L. 100 a L. 2.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-
1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decre-
to-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata
dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE PROTETTO E SOGGETTI


DEL REATO ❐ La nozione di evasione rimanda alla previsione
dell’art. 385, e concerne esclusivamente le
Si ritiene che l’oggetto giuridico del reato con- persone legalmente detenute; per gli altri sog-
sista nell’esigenza di prevenire determinati getti indicati nella disposizione, il legislatore
delitti contro la persona che potrebbero esse- parla di fuga, ossia di un loro allontanamento
re commessi dai soggetti evasi o fuggiti definitivo e clandestino dalla struttura in cui si
(Manzini). trovavano, con conseguente irreperibilità.
Si tratta di reato proprio, che può essere com-
messo solo dal pubblico ufficiale (➠ 357),
dall’addetto a taluno degli istituti penitenziari
3 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
indicati dalla norma e, con riferimento al 2° La condotta incriminata, di tipo omissivo, con-
comma, da chiunque sia investito di obblighi siste nel mancato immediato avviso
di custodia o vigilanza nei confronti di perso- all’Autorità di P.S. dell’avvenuta evasione o
ne detenute o sottoposte a misure di sicurez- fuga (Ricci, Bricola).
za (Fierro Cenderelli); gli istituti de quibus Il reato si consuma, una volta che l’agente sia
sono quelli indicati negli artt. 59, 61 e 62 venuto a conoscenza dell’evasione o della
della l. 26-7-1975, n. 354 (Ordinamento fuga, non appena sia inutilmente decorso il
penitenziario). tempo minimo indispensabile per l’avviso alle
Soggetti passivi della norma sono i soggetti autorità suddette.
detenuti o i sottoposti a misura di sicurezza;
secondo la dottrina (Antolisei), malgrado la
rubrica della norma si riferisca esclusivamen-
4 • ELEMENTO SOGGETTIVO; CONCORSO DI REATI ❐
te ai “minori”, la previsione si estende anche L’elemento soggettivo del reato consiste nella
ai maggiorenni. coscienza e volontà dell’omissione, accompa-
gnate dalla consapevolezza dell’avvenuta eva-
2 • L’EVASIONE E LA FUGA ❐ sione o fuga (Manzini).
La dottrina (Fierro Cenderelli) ritiene che il
Il presupposto del reato è costituito dall’eva- reato in esame possa concorrere con i delitti di
sione o dalla fuga del soggetto detenuto o procurata evasione (➠ 386) ed agevolazione
internato. colposa (➠ 387).
• 1231 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 717-718

717 • Omessa denuncia di malattie di mente o di gravi infermità psi-


chiche pericolose (1)
(1) Articolo abrogato dall’art. 11 della l. 13-5-1978, n. 180 (Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e ob-
bligatori).

CAPO II
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI
LA POLIZIA AMMINISTRATIVA SOCIALE

SEZIONE I
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA POLIZIA DEI COSTUMI

718 • Esercizio di giuochi d’azzardo


Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qua-
lunque specie, tiene un giuoco d’azzardo o lo agevola è punito con l’arresto da tre
mesi ad un anno e con l’ammenda non inferiore a euro 206 (1).
Se il colpevole è un contravventore abituale o professionale, alla libertà vigilata
può essere aggiunta la cauzione di buona condotta (2) (3).
(1) L’ammenda originaria non inferiore a L. 2.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-
1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decre-
to-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata
dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(2) Si veda l’art. 25 della l. 11-12-1984, n. 848 (Provvidenze per l’industria armatoriale) di cui si riporta il te-
sto:
“Le disposizioni di cui agli articoli da 718 a 722 del codice penale e all’art. 110 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza approvato con r.d. 18 giugno 1931, n. 773, non si applicano ai fatti commessi a bordo delle
navi adibite a crociera durante il periodo di navigazione oltre lo Stretto di Gibilterra ed il Canale di Suez”.
(3) A norma dell’art. 5, comma 3, del d.l. 30-12-1997, n. 457 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo del settore dei
trasporti e l’incremento dell’occupazione), convertito, con modificazioni, nella l. 27-2-1998, n. 30, le disposizioni
di cui agli articoli da 718 a 722 del codice penale e all’articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza,
approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, non si applicano ai fatti commessi a bordo delle navi passeg-
geri iscritte nel Registro internazionale, durante il periodo di navigazione al di là del mare territoriale.

1 • CARATTERI DELLA NORMA ❐ deprecabile fenomeno del gioco d’azzardo.


Su questa scia, la dottrina tradizionale e la
L’inserimento di questa fattispecie nella sezio- giurisprudenza più risalente avevano indivi-
ne dedicata alle contravvenzioni concernenti duato il bene giuridico protetto nel buon
la “polizia dei costumi” conferisce all’oggetto costume, ed in particolare nell’esigenza di evi-
giuridico del reato una connotazione etico- tare la “pubblicizzazione” e l’indiscriminata e
sociale, confermata anche dalla Relazione generalizzata partecipazione al gioco
ministeriale al codice, in cui si afferma che lo (Manzini, Antolisei; Cass. S.U. 23-11-1985).
scopo della norma è impedire il diffondersi del Più di recente, questa impostazione è stata
718 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1232
abbandonata, muovendo dal rilievo che in positivo di cooperazione, al contrario la giuri-
realtà l’intervento dello Stato nel settore non è sprudenza ammette l’agevolazione mediante
unicamente repressivo in quanto esistono omissione, affermando che sul titolare o gesto-
anche attività di gioco d’azzardo organizzate re di un locale pubblico incombe l’obbligo giu-
direttamente dallo Stato, a volte addirittura in ridico di impedire che all’interno di esso sia
regime di monopolio: sicché oggi si preferisce praticato il gioco d’azzardo, rispondendo per-
individuare l’oggetto giuridico del reato nell’or- tanto in caso di inottemperanza per difetto di
dine pubblico, e cioè nell’esigenza di evitare vigilanza (Cass., III, 27-5-1986).
che il diffondersi del fenomeno in contesti non
controllati dallo Stato possa creare turbative
alla pubblica quiete e costituire fonte di arric-
3 • NOZIONE DI GIOCO D’AZZARDO ❐
chimento per organizzazioni criminali La nozione di “gioco d’azzardo” è fornita dal-
(Pioletti; Cass. S.U. 22-6-1995). l’art. 721, che ne individua le caratteristiche
essenziali nella aleatorietà e nel fine di lucro.
2 • SOGGETTO ATTIVO DEL REATO E CONDOTTA TIPICA ❐ La dottrina e la giurisprudenza prevalenti con-
cordano nel ritenere necessaria la compresen-
Soggetto attivo del reato è chiunque, per cui si za dei due elementi, il primo dei quali ha
tratta di reato comune. carattere oggettivo ed il secondo carattere sog-
La prima condotta incriminata consiste nel gettivo; peraltro, con specifico riferimento al
tenere un gioco d’azzardo, espressione gioco esercitato mediante apparecchiature
alquanto ampia che comprende ogni attività di automatiche, la giurisprudenza ha di recente
istituzione, organizzazione, vigilanza, direzio- affermato la prevalenza dell’elemento oggetti-
ne ed amministrazione del gioco stesso vo, in quanto in tali macchine il fine di lucro
(Antolisei, Vigna-Bellagamba). è predefinito, essendo esse congegnate per
In giurisprudenza si è precisato che tali attivi- esaurire le risorse economiche del giocatore, e
tà non esigono la presenza fisica dell’agente quindi sussistendo l’azzardo a prescindere dal
nel luogo dove si svolge il gioco, né che egli numero di partite che possono essere ripetute
abbia alcuna relazione immediata con tale e dalle somme che occasionalmente possono
luogo, essendo sufficiente la mera predisposi- essere vinte (Cass., III, 10-4-2000).
zione amministrativa e tecnica dell’attività; L’aleatorietà sussiste allorché, per la natura
quando il gioco è esercitato mediante conge- del gioco e per le sue regole, la vincita o la per-
gni o apparecchiature automatiche (ad esem- dita dipendano in misura prevalente dalla
pio, videopoker), risponde del reato chi instal- sorte, con scarsa o nulla incidenza delle abili-
la tali apparecchiature, anche se poi nessuno tà fisiche o intellettuali del partecipante e
viene colto nell’atto di utilizzarle, essendo suf- della sua capacità di prevedere l’esito del
ficiente che esse siano potenzialmente idonee gioco (Cass., III, 16-6-1999).
all’uso (Cass., III, 9-9-1996). Il fine di lucro, invece, ricorre allorché il con-
Seconda condotta punibile è l’agevolazione corrente si riprometta di ottenere dal gioco un
del gioco d’azzardo: secondo la dottrina apprezzabile guadagno economico, anche se
(Mazza, Pioletti, Vigna-Bellagamba), l’espres- non è necessario che esso costituisca la sua
sione ha contenuto analogo a quello che viene unica finalità (Pioletti, Vigna-Bellagamba);
in rilievo in generale in tema di concorso di esso può essere escluso solo nel caso in cui la
persone nel reato (➠ 110), e quindi commet- posta in palio sia così esigua da essere irrile-
te tale condotta chiunque favorisca in qualsia- vante o meramente simbolica (Cass., III, 18-
si modo il gioco d’azzardo (ad esempio, for- 12-2002).
nendo il materiale o mettendo a disposizione i
4 • IL LUOGO DI SVOLGIMENTO
locali).
Mentre la dottrina (Antolisei) afferma che tale
DEL GIOCO D’AZZARDO ❐
condotta non può prescindere da un contegno Ultimo elemento richiesto dalla norma attiene
• 1233 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 718

al luogo di svolgimento del gioco, che deve stione è vigente da tempo e ben nota alla
essere un luogo pubblico o aperto al pubblico, generalità dei consociati (Cass., III, 11-6-
ovvero un circolo privato. 2004).
Per luogo pubblico s’intende quello accessibi- La dottrina (Pioletti, Mazza) ritiene che la fat-
le in ogni momento ed indistintamente a tispecie in esame sia eventualmente perma-
chiunque, mentre per luogo aperto al pubblico nente, nel senso che per la sua consumazione
quello che, pur non avendo tali caratteristiche, è sufficiente anche un solo atto di predisposi-
diventa accessibile in determinati momenti ed zione del gioco, perdurando però la situazione
a certe condizioni (ad esempio, pagamento di antigiuridica per tutto il tempo in cui i gioca-
un biglietto) stabilite da chi sul luogo stesso tori continuano a fruire dell’attività organizza-
esercita un diritto; invece, i circoli privati sono toria o direttiva del reo.
i ritrovi in cui è ammesso un numero circo-
scritto di persone (soci), ovvero anche persone
estranee purché introdotte dai soci (Mazza,
6 • APPLICAZIONE DI MISURE DI SICUREZZA ❐
Pioletti). Nel 2° comma della disposizione è prevista la
Dal complesso delle formule usate dal legisla- possibilità di applicazione dell’ulteriore misu-
tore, dottrina e giurisprudenza desumono l’in- ra di sicurezza della cauzione di buona con-
tento di individuare tutti i luoghi nei quali può dotta (➠ 237), oltre alla libertà vigilata (➠
associarsi una pluralità di persone al fine di 228), qualora il colpevole sia contravventore
praticare il gioco d’azzardo: d’altra parte, la abituale o professionale; per tali ultime nozio-
stessa nozione di “circolo privato” prescinde ni, si rimanda al commento agli artt. 104 e
da qualsiasi requisito di organizzazione o di 105.
struttura (ed infatti, nella pratica il reato è
stato ritenuto configurabile anche in case pri-
vate di abitazione, aperte al pubblico e trasfor-
7 • RAPPORTI CON ALTRI REATI ❐
mate in “bische”). Una delle questioni che più affaticano l’inter-
prete, in ordine al reato in esame, è quella del
5 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
DEL REATO ❐ rapporto fra esso e le disposizioni contenute in
leggi speciali che si sono succedute numero-
Per l’elemento soggettivo del reato si ritiene se, nel corso del tempo, nel settore del gioco
sufficiente la colpa, come per tutte le contrav- e delle scommesse clandestine.
venzioni. Il primo problema è posto dall’art. 110 del
In ordine alla rilevanza dell’errore sulle carat- T.u.l.p.s. che, nel dettare la disciplina per gli
teristiche del gioco (se d’azzardo o meno), apparecchi da gioco negli esercizi pubblici e
mentre la dottrina (Pioletti) ne ammette l’effi- circoli privati autorizzati, al 3° comma pone il
cacia scusante, purché incolpevole, la giuri- divieto di installazione ed uso di “apparecchi
sprudenza, al contrario, afferma che il titolare e congegni automatici, semiautomatici ed
dell’esercizio pubblico, nel quale siano instal- elettronici da gioco d’azzardo” (analiticamen-
lati videogiochi che abbiano fini di lucro e che te descritti al comma successivo): questa
contemplino un esito aleatorio per il giocatore, norma è stata più volte modificata nel corso
non può addurre a fondamento di una pretesa degli anni, con incidenza nell’atteggiamento
mancanza dell’elemento psicologico del reato della giurisprudenza in ordine al duplice pro-
l’esistenza di una, illegittima, autorizzazione blema se essa contemplasse una nozione di
da parte dell’Autorità di P.S. giacché chiunque “gioco d’azzardo” identica o diversa da quella
svolga professionalmente una determinata dell’art. 721, e quali ne fossero i rapporti con
attività (ad esempio, il gestore di un bar) non il reato in oggetto, dal momento che già con la
può sostenere a propria discolpa di non cono- l. 20-5-1965, n. 507, in essa erano state
scere le norme penali che regolano quell’atti- introdotte sanzioni penali per l’inosservanza
vità, soprattutto quando la disciplina in que- del divieto (5° comma).
718 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1234
L’opinione prevalente, ispirata ad estremo to il riferimento al fine di lucro, e dunque oggi
rigore nei confronti delle cd. macchine man- unico connotato essenziale degli apparecchi
giasoldi, era nel senso del concorso tra le due per il gioco d’azzardo è l’aleatorietà.
fattispecie, anche perché lo stesso 5° comma Alla luce di ciò, la giurisprudenza più recente
dell’art. 110 faceva espressamente salve le ha ribadito l’inesistenza di rapporto di specia-
sanzioni previste dal c.p. per il gioco d’azzar- lità (➠ 15) tra art. 110 del T.u.l.p.s. e art. 718
do (Cass., III, 5-10-1984). c.p., atteso che gli stessi fanno riferimento a
I successivi interventi sull’art. 110, attuati due diversi concetti di “gioco d’azzardo”, dei
dapprima con la legge 17-12-1986, n. 904, e quali il secondo, e non il primo, presuppone
quindi con la legge 6-10-1995, n. 452, hanno l’essenzialità del fine di lucro (Cass., III, 18-
cercato di adeguare la definizione di apparec- 10-2002); la conseguenza è che le due fatti-
chi per il gioco di azzardo, di cui al 4° comma specie possono concorrere, qualora sussistano
della norma, a quella codicistica, introducendo gli elementi di entrambe le nozioni di azzardo,
anche qui il duplice requisito dell’aleatorietà ciò che in concreto potrebbe anche non suc-
della vincita e della finalità di lucro, ritenendo cedere, ad esempio perché il videopoker non
questa connessa a qualsiasi premio in denaro ha scopo lucrativo (Cass., III, 13-11-2002).
o in natura; a fianco a queste ipotesi, il legisla- Peraltro, resta in piedi la distinzione fonda-
tore prevedeva quelle di apparecchiature che mentale tra apparecchi per gioco d’azzardo ed
avessero la scommessa insita, ossia connatura- apparecchi di intrattenimento e abilità, anche
ta al loro funzionamento. se il criterio distintivo non è più netto come in
Nel comma ancora successivo, in contrapposi- passato: infatti, tra i primi rientrano, oltre a
zione ai suddetti apparecchi, venivano descrit- quelli che “hanno insita la scommessa” ed a
ti quelli “da trattenimento e da gioco di abili- quelli in cui è prevalente l’elemento dell’alea-
tà”, nei quali “l’elemento abilità e tratteni- torietà, anche quelli che, pur caratterizzati da
mento è preponderante rispetto all’elemento preponderanza dell’elemento intrattenimento
aleatorio”, e che potevano consentire un pre- o abilità, superino la soglia massima legale di
mio in partite o in consumazioni non converti- vincita, in quanto per espressa opzione legisla-
bili in denaro, o comunque di modesto valore. tiva sono soggetti al medesimo trattamento
In questa cornice normativa, la giurisprudenza sanzionatorio di quelli effettivamente finaliz-
individuava alcune peculiarità della finalità di zati al gioco d’azzardo (Cass., III, 21-3-2003).
lucro, che – al contrario di quanto ritenuto per Questo non limpido quadro normativo è ulte-
le altre tipologie di giochi – non era esclusa riormente complicato dalla presenza dell’art.
nemmeno dalla scarsa rilevanza della vincita, 4 della legge 13-12-1989, n. 401, intesa a
e nemmeno ove questa non fosse in denaro: disciplinare il settore del gioco e delle scom-
con la conseguenza che era possibile il con- messe clandestine: tale norma, dopo aver pre-
corso tra l’ipotesi dell’art. 110 e quella del- visto sanzioni penali per chi abusivamente
l’art. 718 c.p., laddove il fine di lucro fosse esercita l’organizzazione del gioco del lotto e
tale da trasmodare nella più ampia nozione delle pubbliche scommesse riservate allo
codicistica (Cass., III, 10-4-2000). Stato, ne estende l’applicazione anche ai gio-
Ulteriori modifiche dell’art. 110 si sono avute chi d’azzardo esercitati a mezzo degli apparec-
con la l. 23-12-2000, n. 388, e con la l. 27- chi vietati ex art. 110 del T.u.l.p.s.
12-2002, n. 289: oggi la norma contiene la Dopo qualche oscillazione, la giurisprudenza
minuziosa previsione delle caratteristiche dei di legittimità è ferma nell’affermare che que-
giochi di intrattenimento e di abilità, ed in sta norma non ha determinato l’abrogazione
particolare la previsione di una soglia massima tacita dell’art. 718 c.p., avendo diversa ogget-
della vincita, superata la quale l’apparecchio tività giuridica rispetto ad essa, in quanto
si considera per gioco d’azzardo anche se in punisce chi organizza scommesse sui giochi
esso sia preponderante l’intrattenimento o d’azzardo esercitati con i congegni ex art. 110
l’abilità del giocatore; inoltre, è stato elimina- del T.u.l.p.s., mentre quest’ultima disposizio-
• 1235 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 719

ne sanziona l’installazione degli apparecchi e attraverso videopoker integra ancora la con-


l’art. 718 c.p. l’organizzazione del gioco d’az- travvenzione di cui agli artt. 718 c.p. e 110
zardo (nel senso sopra precisato): pertanto, la del T.u.l.p.s., e non il reato di cui all’art. 4
condotta di chi esercita il gioco d’azzardo della l. n. 401/1989 (Cass., I, 11-7-2003).

719 • Circostanze aggravanti


La pena per il reato preveduto dall’articolo precedente è raddoppiata:
1) se il colpevole ha istituito o tenuto una casa da giuoco;
2) se il fatto è commesso in un pubblico esercizio;
3) se sono impegnate nel giuoco poste rilevanti;
4) se fra coloro che partecipano al giuoco sono persone minori degli anni di-
ciotto.

1 • IN GENERALE ❐ L’aggravamento si ricollega all’istituzione della


casa da gioco, ossia alla sua predisposizione
Questa norma prevede alcune circostanze ed organizzazione, ma anche alla sua tenuta,
aggravanti speciali e ad effetto speciale per il ossia alla sua gestione ed amministrazione
reato previsto dall’articolo precedente (➠ (Vigna-Bellagamba); si discute se l’aggravante
718). possa applicarsi al proprietario dei locali che li
Trattandosi di circostanze autonome, esse metta coscientemente a disposizione, nei con-
potranno anche concorrere in numero superio- fronti del quale sembrerebbe configurabile
re a due, con la sola eccezione di quelle di cui una condotta di agevolazione rientrante nella
ai nn. 1 e 2, che sono ontologicamente incom- previsione dell’articolo precedente (➠ 718)
patibili (Manzini, Mazza). (Sabatini).
In tale ipotesi, dovranno applicarsi più raddop-
pi di pena, secondo i principi di cui all’art. 63,
con i limiti ricavabili dall’art. 66 (Ranucci).
3 • ... E IL PUBBLICO ESERCIZIO ❐
Il concetto di pubblico esercizio si ricava dal-
2 • LA CASA DA GIOCO... ❐ l’art. 86 del T.u.l.p.s., che vi fa rientrare alber-
ghi, locande, pensioni, trattorie, osterie, caffè
Per quanto riguarda la nozione di casa da ed altri esercizi in cui si vendano al minuto o
gioco, la relativa nozione è contenuta dall’art. si consumino bevande alcoliche o non alcoli-
721, cui si rimanda per gli approfondimenti che, nonché sale da biliardo, stabilimenti bal-
del caso, segnalando soltanto che secondo la neari etc.
giurisprudenza l’elemento caratterizzante non Il fondamento dell’aggravante risiede nella
è la natura del luogo prescelto per il gioco, ma facilità con cui tali locali, essendo altamente
il fatto che esso, quale che sia la sua natura frequentati, possono trasformarsi in vere e pro-
(pubblico, privato etc.), venga destinato a prie bische clandestine (Manzini, Mazza).
ritrovo abituale dove un numero indefinito di La circostanza non si applica solo al proprieta-
persone sa di potersi recare per partecipare al rio o al titolare dell’esercizio, ma a qualunque
gioco d’azzardo. soggetto agevolatore cui in concreto sia affidato;
Secondo la dottrina (Mazza), la ratio dell’ag- peraltro, come già accennato in sede di com-
gravamento risiede nella maggiore pericolosità mento all’articolo precedente (➠ 718), nei con-
e diffusività insita nell’attrattiva esercitata sul fronti del titolare o gestore del locale, il quale
pubblico dall’esistenza di una vera e propria sia a conoscenza dell’attività illecita e la tolleri,
casa da gioco. la giurisprudenza ravvisa una condotta di agevo-
720 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1236
lazione penalmente rilevante (dolosa o colposa in caso di giocate continuative la posta è deter-
che sia), essendo egli gravato da un obbligo giu- minata dal complesso di tutte le giocate.
ridico di impedire l’evento ex art. 40 cpv. La nozione di rilevanza delle poste va precisa-
ta sia in termini assoluti (e quindi con riguar-
4 • LE GIOCATE ❐ do ad un’entità elevata per chiunque) che
relativi (e quindi con specifico riferimento alle
Le poste sono le puntate effettuate dai gioca- condizioni economiche dei giocatori).
tori, in denaro o altri beni.
Quanto alla ratio dell’aggravante, secondo
alcuni essa consiste nell’esigenza di tutela del
5 • LA TUTELA DEI MINORENNI ❐
patrimonio dei partecipanti al gioco (Manzini), L’ultima aggravante è posta a tutela del sog-
mentre per altri risiederebbe nella maggior getto minorenne, senza quindi alcuna consi-
pericolosità per l’ordine pubblico conseguente derazione della sua imputabilità, né dell’esi-
all’elevata tensione che si crea quando vengo- stenza o meno di una sua consapevolezza di
no giocate somme ingenti (Mazza). partecipare ad attività illecita (Manzini, Vigna-
Secondo la dottrina (Pioletti, Mazza) la posta va Bellagamba).
determinata dal complesso delle giocate, senza Perché essa sussista, occorre che il minore
tener conto del fatto che tutti i giocatori, o solo effettivamente partecipi al gioco, e non si limi-
alcuni, abbiano fatto giocate rilevanti; inoltre, ti a fare da spettatore (Pioletti, Mazza).

720 • Partecipazione a giuochi d’azzardo


Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qua-
lunque specie, senza esser concorso nella contravvenzione preveduta dall’articolo
718, è colto mentre prende parte al giuoco d’azzardo, è punito con l’arresto fino a
sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516 (1) (2) (3).
La pena è aumentata:
1) nel caso di sorpresa in una casa da giuoco o in un pubblico esercizio;
2) per coloro che hanno impegnato nel giuoco poste rilevanti.
(1) L’ammenda originaria fino a L. 5.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113
della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(2) L’art. 25 della l. 11-12-1984, n. 848 (Provvidenze per l’industria armatoriale), prevede che le disposizioni
di questo articolo non si applichino alle navi da crociera in navigazione oltre lo Stretto di Gibilterra ed il Canale
di Suez.
(3) Si veda la nota 3 sub art. 718.

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO E SOGGETTO ATTIVO


DEL REATO ❐ per il quale vi è nella norma in esame
un’espressa previsione di esclusione.
Per quanto riguarda il bene giuridico protetto
valgono le considerazioni svolte sub art. 718,
cui si rinvia.
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
Soggetto attivo del reato può essere chiunque, L’elemento oggettivo del reato, anzi tutto,
con il solo limite che non può trattarsi di sog- richiama alcuni elementi della fattispecie ex
getto concorrente nel reato di cui all’art. 718, art. 718: si tratta della nozione di gioco d’az-
• 1237 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 721

zardo e dell’individuazione dei luoghi in cui dalla confessione del reo), numerose pronun-
l’attività illecita può svolgersi (luogo pubblico, ce giurisprudenziali fanno rientrare nella pre-
luogo aperto al pubblico o circolo privato); può visione anche la cd. quasi flagranza, che si ha
pertanto rinviarsi integralmente a quanto rile- allorché il soggetto venga colto immediata-
vato al riguardo in sede di commento alla mente dopo l’interruzione del giuoco, con cose
norma suindicata. o tracce del reato (Cass., III, 1-7-1999).
La condotta punita consiste nella partecipa- Si è però precisato anche che non è sufficien-
zione al gioco, intendendosi con essa un’atti- te ad integrare il reato la mera presenza sul
va condotta di partecipazione, con esclusione luogo, anche se contestuale alla presenza di
della mera presenza passiva, in qualità di cose o tracce del reato (ad esempio, carte da
spettatore (Vigna-Bellagamba, Sabatini). gioco, somme di denaro), qualora queste non
Si è peraltro osservato (Ranucci) che, a diffe- siano individualmente riferibili all’agente
renza della disposizione di cui all’art. 718, la (Cass, III, 29-4-1997).
norma in esame richiede necessariamente
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO DEL REATO E MOMENTO
l’attualità del gioco, ossia che lo stesso sia non
solo predisposto ed organizzato, ma anche
CONSUMATIVO ❐
effettivamente svolto. Anche in questo caso è sufficiente la colpa.
Infatti, ulteriore requisito della fattispecie, In ordine all’incidenza dell’eventuale errore
come si evince dalla formula usata dal legisla- sulla natura del gioco cui si partecipa, valgono
tore (“è colto”), è costituito dalla sorpresa in le medesime considerazioni al riguardo già
flagranza dell’agente: la dottrina (Manzini, svolte sub art. 718.
Antolisei, Pioletti, Vigna-Bellagamba) è con- Trattasi di reato eventualmente permanente, la
corde nel considerarla una condizione obietti- cui consumazione coincide con l’inizio della
va di punibilità del reato in oggetto. partecipazione al gioco, potendo poi protrarsi
Peraltro, sulla portata del concetto di “flagran- per tutta la durata di essa (Mazza).
za” le opinioni sono discordi: a fronte di un’in-
terpretazione restrittiva della dottrina
(Bernardi, Mazza), secondo cui il reato è inte-
4 • CIRCOSTANZE AGGRAVANTI ❐
grato soltanto laddove l’agente sia effettiva- Il 2° comma della norma prevede due circo-
mente colto nell’atto di prender parte al gioco, stanze aggravanti speciali, che richiamano
e quindi non anche nel caso di attività inter- quelle dei nn. 1, 2 e 3 dell’art. 719: si rinvia,
rotta prima del sopraggiungere delle forze del- pertanto, alla trattazione di quest’ultima
l’ordine (aggiungendosi anche che, in tale ulti- norma per le problematiche relative ai concet-
ma ipotesi, la carenza della condizione di ti di “casa da gioco”, “pubblico esercizio” e
punibilità non può essere supplita neanche “poste rilevanti”.

721 • Elementi essenziali del giuoco d’azzardo. Case da giuoco


Agli effetti delle disposizioni precedenti:
sono giuochi d’azzardo quelli nei quali ricorre il fine di lucro e la vincita o la per-
dita è interamente o quasi interamente aleatoria;
sono case da giuoco i luoghi di convegno destinati al giuoco d’azzardo, anche se
privati, e anche se lo scopo del giuoco è sotto qualsiasi forma dissimulato (1).
(1) Si veda l’art. 1 del d.lgs. 14-4-1948, n. 496 (Disciplina delle attività di giuoco) di cui si riporta il testo:
“1. L’organizzazione e l’esercizio di giuochi di abilità e di concorsi pronostici per i quali si corrisponda una ri-
compensa di qualsiasi natura e per la cui partecipazione sia richiesto il pagamento di una posta in denaro sono ri-
servati allo Stato”.
722 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1238
1 • QUESTIONI DI COSTITUZIONALITÀ DELLA NORMA ❐ tanto dicasi per ulteriori giochi di fortuna quali
la roulette e la riffa.
La nozione di gioco d’azzardo fornita da que- Per quanto riguarda la tombola, per lungo
sta norma è stata già oggetto di approfondito tempo ritenuta integrante gioco d’azzardo,
esame nel commento all’art. 718, cui si la giurisprudenza ha affermato che, malgra-
rimanda. do in essa siano presenti sia l’alea che il
Detta nozione ha più volte suscitato dubbi di fine di lucro, il suo esercizio configuri non il
costituzionalità sotto vari profili, peraltro sem- reato ex art. 718 ma la diversa fattispecie,
pre respinti dalla Corte costituzionale: una oggi depenalizzata, di cui all’art. 114 del
prima volta, sono state respinte le censure sol- r.d.l. 19-10-1938, n. 1933 (Cass. S.U. 22-
levate per asserita irragionevole disparità di 6-1995).
trattamento, essendo insito in qualsiasi tipo di Quanto invece al gioco delle tre carte, nelle
gioco un elemento di aleatorietà; la Corte, al sue svariate applicazioni, la giurisprudenza ha
contrario, ha rilevato che l’incidenza dell’alea concluso nel senso che esso non costituisce
può variare nei diversi tipi di gioco, fino a dive- gioco d’azzardo, in quanto in esso è assente
nire esclusiva o quasi in alcuni di essi, ed il l’elemento dell’aleatorietà, dipendendo la vin-
legislatore ben può, nella sua discrezionalità, cita dalla prontezza di riflessi e dallo spirito di
ricollegare conseguenze giuridiche diverse a osservazione del concorrente (Cass. S.U. 24-
tale diversa incidenza (Corte cost. 30-10- 7-1991, n. 14).
1975, n. 237).
Più recentemente, è stata dichiarata non fon-
data la questione di costituzionalità della
3 • LA CASA DA GIOCO ❐
norma in esame sollevata sul presupposto Per quanto riguarda la nozione di casa da
dell’eccessiva genericità della fattispecie, gioco dettata dalla norma in esame, rilevan-
osservandosi che gli elementi che connotano te anche ai fini dell’aggravante di cui all’art.
la nozione di “gioco d’azzardo” sono sì 719, la dottrina (Manzini, Pioletti, Vigna-
mutuati dal linguaggio comune, ma in Bellagamba) ha evidenziato come essa sia
maniera precisa, sicché il giudice nel qualifi- costruita in senso funzionale, ossia con rife-
care il fatto non fa altro che “riempire” di rimento non alla natura o alle caratteristi-
contenuti tali elementi applicando le norma- che esteriori del locale adibito a casa da
li regole ermeneutiche (Corte cost. 13-6- gioco, ma al suo asservimento di fatto a
1995, n. 236). luogo di convegno, abituale e continuativo,
di una pluralità di persone che intendano
2 • CASISTICA GIURISPRUDENZIALE ❐ praticare il gioco d’azzardo; si è anche pre-
cisato che la locuzione “casa da gioco” non
In applicazione dei criteri dell’aleatorietà e del implica che debba trattarsi di un edificio,
fine di lucro, in giurisprudenza sono stati qua- ben potendo essere allestita anche all’aper-
lificati “d’azzardo” giochi come il poker to o a bordo di una nave, né che il gioco
(Cass., III, 29-11-1985) e il ramino (Cass., d’azzardo debba essere la destinazione
VI, 13-10-1969), in cui la vincita è determi- esclusiva del locale o dello spazio ad esso
nata dalle carte pescate dai giocatori; altret- adibito.

722 • Pena accessoria e misura di sicurezza


La condanna per alcuna delle contravvenzioni prevedute dagli articoli prece-
denti importa la pubblicazione della sentenza. È sempre ordinata la confisca del
denaro esposto nel giuoco e degli arnesi od oggetti ad esso destinati.
• 1239 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 723

1 • LA DISCIPLINA TRATTEGGIATA DALLA NORMA ❐ lità dei giocatori (Cass., III, 4-2-1999).
Dopo un lungo contrasto giurisprudenziale, la
Innanzitutto, questa norma prevede l’applica- giurisprudenza ha chiarito che trattasi di confi-
zione della pena accessoria della pubblicazio- sca obbligatoria in caso di condanna (➠ 240),
ne della sentenza (➠ 36) in ipotesi di condan- nel senso che la norma rende obbligatoria la
na per reati in materia di gioco d’azzardo (➠ confisca di denaro ed oggetti che, altrimenti,
718, 721). sarebbe facoltativa: tuttavia, dal tenore della
Quanto, invece, alla confisca contemplata norma si evince che tale confisca è possibile
dalla norma in esame, va anzi tutto precisato solo in caso di condanna, e dunque la previsio-
che essa ha ad oggetto il corpo del reato, ne può al più estendersi ad alcune ipotesi di
essendo tale anche il denaro costituente la estinzione del reato assimilabili alla condanna,
posta in gioco (Cass., III, 11-11-1997); la giu- ma certamente non al caso di proscioglimento
risprudenza ha affermato anche che la confi- dell’imputato (Cass. S.U. 23-4-1993).
sca può colpire non solo il denaro effettiva- In applicazione di tale principio, è stata esclu-
mente impegnato nel gioco al momento della sa l’assoggettabilità a confisca delle somme di
sorpresa in flagranza, ma anche quello sempli- denaro impiegate per il gioco anche nell’ipote-
cemente “esposto”, ossia destinato ad esservi si di patteggiamento ai sensi dell’art. 444
impegnato, anche se non posto sul tavolo da c.p.p., salvo i casi di confisca obbligatoria ex
gioco ma rinvenuto comunque nella disponibi- art. 240, 2° comma (Cass. S.U. 24-2-1993).

723 • Esercizio abusivo di un giuoco non d’azzardo (1)


Chiunque, essendo autorizzato a tenere sale da giuoco o da bigliardo, tollera
che vi si facciano giuochi non d’azzardo, ma tuttavia vietati dall’Autorità, è punito
con l’ammenda da euro 5 a euro 103.
Nei casi preveduti dai numeri 3 e 4 dell’articolo 719, si applica l’arresto fino a
tre mesi o l’ammenda da euro 51 a euro 516.
Per chi sia colto mentre prende parte al giuoco, la pena è dell’ammenda fino a
euro 51.
(1) L’ammenda originaria da L. 50 a L. 1.000 prevista al primo comma, da L. 500 a L. 5.000, prevista al se-
condo comma e fino a L. 500, prevista al terzo comma, è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-
7-1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio de-
creto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplica-
ta dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO E SOGGETTO ATTIVO


DEL REATO ❐ ne tuteli l’ordine pubblico.
In questo caso, si è in presenza di un reato
In ordine all’individuazione del bene giuridi- proprio, il cui soggetto attivo può essere sol-
co protetto, la dottrina (Pioletti, Vigna- tanto chi sia stato autorizzato all’esercizio di
Bellagamba) osserva che molteplici possono sale da gioco o da biliardo: l’autorizzazione in
essere gli interessi sulla base dei quali l’au- questione è quella prevista dagli artt. 86 del
torità di P.S., ai sensi dell’art. 110 del T.u.l.p.s. e 194 del reg. P.S., la cui eventuale
T.u.l.p.s., può ritenere di vietare l’esercizio di mancanza dà luogo alla fattispecie, oggi depe-
giochi seppur non qualificabili d’azzardo nalizzata, di cui all’art. 665 c.p.
sulla base dei criteri ricavabili dall’art. 721: Nell’ipotesi del 3° comma, il soggetto attivo
in senso lato, può ritenersi che tale previsio- può invece essere chiunque.
724 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1240
2 • L’ELEMENTO OGGETTIVO DEL REATO ❐ consiste nel tollerare che all’interno del loca-
le si pratichino giochi vietati dall’autorità,
Venendo all’esame dell’elemento oggettivo del ancorché non d’azzardo: naturalmente,
reato, ed in particolare all’individuazione dei l’espressione non identifica un semplice
giochi non d’azzardo vietati, la loro indicazio- atteggiamento passivo, ma ricomprende
ne è contenuta in una tabella che l’esercente anche le condotte in qualsiasi modo agevola-
ha l’obbligo di esporre nel locale ai sensi del- trici del gioco de quo (Pioletti, Vigna-
l’art. 110 del T.u.l.p.s.; tuttavia, il divieto deve Bellagamba).
trovare fondamento in un provvedimento Nel 3° comma, la condotta incriminata è la
amministrativo, che il giudice potrà verificare partecipazione al gioco, e così come nell’ipo-
nella sua legittimità, ed eventualmente anche tesi dell’art. 720 è richiesta la sorpresa in fla-
disapplicare (Mazza, Vigna-Bellagamba). granza come condizione di punibilità: si rinvia
Quanto agli apparecchi automatici che, ai sensi pertanto al commento all’art. 720.
dell’art. 110 del T.u.l.p.s., pur non essendo
d’azzardo non rispettano le condizioni di legge,
e sono pertanto sanzionabili ai sensi dello stes-
4 • L’ELEMENTO SOGGETTIVO ❐
so art. 110, il reato in esame non si configura, Il reato in esame è punito anche solo a titolo
perché in questo caso non si tratta di giuochi di colpa, come tutte le contravvenzioni.
vietati da un provvedimento amministrativo, L’eventuale errore sul contenuto dell’ordinan-
ma dalla legge stessa (Vigna-Bellagamba). za di divieto dei giochi non d’azzardo non
In ordine alle scommesse, infine, il divieto di esclude il reato, trattandosi di errore sul pre-
esse nei locali pubblici trova fondamento cetto penale (Vigna-Bellagamba).
anch’esso non in un provvedimento ammini-
strativo, ma in specifiche disposizioni di legge
(artt. 88 e 110, 2° comma, del T.u.l.p.s.), e
5 • CIRCOSTANZE AGGRAVANTI ❐
pertanto neanche per esse la norma in esame Il 2° comma prevede alcune circostanze
trova applicazione (Manzini, Mazza). aggravanti, richiamando i nn. 3 e 4 dell’art.
719 (impegno di poste rilevanti e partecipa-
3 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ zione al gioco di minori): si rinvia pertanto al
commento a tale norma per le problematiche
Tutto ciò premesso, la condotta incriminata relative.

724 • Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti


Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, con-
tro la Divinità o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato (1), è pu-
nito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309 (2) (3).
La stessa sanzione si applica a chi (4) compie qualsiasi pubblica manifestazione
oltraggiosa verso i defunti.
(1) A seguito dell’accordo di revisione del Trattato Lateranense, intervenuto tra la Santa Sede e la Repub-
blica italiana, firmato a Roma il 18 febbraio 1984 ed in virtù del Protocollo addizionale facente parte inte-
grante del predetto accordo, si considera non più in vigore il principio originariamente richiamato dai Patti
Lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 18-10-1995, n. 440, ha dichiarato l’illegittimità costituzio-
nale del presente comma, limitatamente alle parole “o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello
Stato”.
(3) Le parole “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309” hanno sostitui-
• 1241 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 725-726

to le parole “è punito con l’ammenda da lire ventimila a seicentomila”, ex art. 57, comma 1, lett. a), del d.lgs.
30-12-1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’artico-
lo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205).
(4) Le parole “la stessa sanzione si applica a chi” hanno sostituito le parole “alla stessa pena soggiace chi”,
ex art. 57, comma 1, lett. b), del d.lgs. n. 507/1999, cit.

725 • Commercio di scritti, disegni o altri oggetti contrari alla pub-


blica decenza
Chiunque espone alla pubblica vista o, in luogo pubblico o aperto al pubblico,
offre in vendita o distribuisce scritti, disegni o qualsiasi altro oggetto figurato, che
offende la pubblica decenza, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
da euro 103 a euro 619 (1) (2) (3).
(1) Si veda la l. 12-12-1960, n. 1591 (Disposizioni concernenti l’affissione e l’esposizione al pubblico di manife-
sti, immagini, oggetti contrari al pudore e alla decenza).
(2) Si veda la l. 17-7-1975, n. 355 (Esclusione dei rivenditori professionali della stampa periodica e dei librai,
dalla responsabilità derivante dagli artt. 528 e 725 del codice penale e dagli articoli 14 e 15 della legge 8 febbraio
1948, n. 47).
(3) Le parole “è punito con l’ammenda da lire ventimila a due milioni”, ex art. 58 del d.lgs. 30-12-1999, n.
507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 giu-
gno 1999, n. 205).

726 • Atti contrari alla pubblica decenza. Turpiloquio


Chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti
contrari alla pubblica decenza è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammen-
da da euro 10 a euro 206 (1) (2) (3).
[...] (4).
(1) L’ammenda originaria da L. 100 a L. 2.000 prevista al primo comma e fino a L. 500 prevista al secondo
comma, è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 26,
66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito
nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689
(Modifiche al sistema penale).
(2) Per le contravvenzioni di competenza del giudice di pace, ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. b), del d.lgs.
28-8-2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell’articolo 14 della legge 24
novembre 1999, n. 468) previste da questo articolo, si applica la pena pecuniaria dell’ammenda da euro 258 a eu-
ro 2.582, a norma dell’art. 52, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 274/2000 cit.
Per l’entrata in vigore si vedano gli artt. 63-65 del medesimo provvedimento.
(3) A norma dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 274/2000, cit., la competenza per i reati di cui ai commi 1 e 2
dello stesso articolo è tuttavia del tribunale se ricorre una o più delle circostanze previste dagli articoli 1 del d.l.
15-12-1979, n. 625, convertito, con modificazioni, nella legge 6 febbraio 1980, n. 15; 7 del decreto legge 13
maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, nella legge 12 luglio 1991, n. 203; 3 del decreto legge 26
aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, nella legge 25 giugno 1993, n. 205.
(4) Comma abrogato dall’art. 18 della l. 25-6-1999, n. 205 (Delega al Governo per la depenalizzazione dei
reati minori e modifiche al sistema penale e tributario).
727 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1242
1 • LA “PUBBLICA DECENZA” È CONCETTO
PIÙ AMPIO DELL’“OSCENO” ❐ mediante l’impiego di animali o cose
(Manzini, Vigna-Bellagamba).
La pubblica decenza, che costituisce oggetto Detta condotta deve essere commessa in
giuridico del reato in esame, viene definita luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico,
dalla dottrina prevalente come il sentimento di nozioni per le quali si rimanda a quanto osser-
rispetto per le regole di civile condotta e con- vato in relazione agli identici concetti impiega-
vivenza che fanno capo all’intera società orga- ti nell’art. 527.
nizzata (Manzini, Sabatini, Amato). Poiché, peraltro, il concetto di pubblica
La giurisprudenza ha ulteriormente specifica- decenza è mutevole nel corso del tempo col
to il concetto, affermando che trattasi di un mutare della sensibilità sociale, la giurispru-
complesso di regole etico-sociali, poste a tute- denza precisa che la contrarietà ad essa andrà
la del sentimento collettivo della più elemen- valutata dal giudice secondo criteri di norma-
tare costumatezza: esso è offeso da tutti i lità dell’uomo medio, identificati tenendo
comportamenti sconci, turpi o disgustosi, tali conto del sentire della collettività nel momen-
da suscitare nella collettività reazioni di ripu- to storico del fatto (Cass., III, 13-5-2004).
gnanza e disapprovazione (Cass., III, 24-11-
1997).
Ciò premesso, appare evidente allora che la
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO ❐
nozione è notevolmente più ampia di quella di Anche questa fattispecie, trattandosi di con-
oscenità, che individua la sola sfera del pudo- travvenzione, è punibile indifferentemente a
re e della verecondia sessuale (Manzini, Vigna- titolo di dolo e di colpa; in ogni caso, non è
Bellagamba, Aprile, Piccinini); di conseguen- necessario lo specifico intento di offendere la
za, diversa è l’oggettività giuridica del delitto pubblica decenza (Manzini, Sabatini).
in esame rispetto a quello di atti osceni (➠ Parte della dottrina (Manzini) ritiene che il
527) (Cass., III, 13-11-1996). reato sia escluso in ipotesi di forza maggiore
(➠ 45), ossia, ad esempio, in presenza di
2 • SOGGETTO ATTIVO DEL REATO E CONDOTTA TIPICA ❐ bisogno fisiologico incoercibile.
Al contrario, non può mai escludere il reato la
Soggetto attivo del reato è chiunque. consuetudine, ossia l’uso, in determinate cir-
La condotta incriminata consiste nel compiere costanze e ricorrenze, di abbandonarsi a com-
atti contrari alla pubblica decenza: tali atti portamenti o atteggiamenti discutibili
possono essere commessi sia col corpo sia (Antolisei).

727 • Abbandono di animali (1)


Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini
della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a
10.000 euro.
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibi-
li con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1, comma 3, della l. 20-7-2004, n. 189 (Disposizioni concernenti il divieto
di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non au-
torizzate).

1 • GENERALITÀ ❐ “Maltrattamento di animali”, ha subito nel


corso degli anni numerose modifiche, l’ultima
Questa norma, originariamente rubricata delle quali è avvenuta con la legge n.
• 1243 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 728

189/2004, che ha introdotto nel Libro II del tra chi sosteneva che in ogni caso fosse impre-
codice il Titolo IXbis, relativo ai “delitti contro scindibile ad integrare il reato che la condotta
il sentimento per gli animali”, trasformando in causasse all’animale una sofferenza, e chi
fattispecie delittuose la maggior parte delle invece negava tale necessità: oggi il legislato-
condotte precedentemente contenute nella re ha risolto la querelle, richiedendo espressa-
disposizione in esame; in quest’ultima sono mente che le condizioni in cui è detenuto
rimaste, ancora costituenti contravvenzione, l’animale siano produttive di gravi sofferenze.
solo due delle condotte dapprima contempla- Ciò indubbiamente porrà problemi di interfe-
te. renza con la più grave fattispecie di maltratta-
Quanto al bene giuridico protetto, si pongono menti (➠ 544ter), ed in sostanza la norma in
problemi identici a quelli già approfondita- esame sarà applicabile solo alle ipotesi in cui
mente esaminati nel commento ai reati rien- la condotta non integri tale reato, oltre che alle
tranti nel succitato Titolo IXbis, cui pertanto si ipotesi colpose (che sono escluse dalla previ-
rinvia (➠ 544bis). sione della fattispecie delittuosa).
La compatibilità delle modalità e condizioni di
2 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA ❐ detenzione dell’animale con la sua natura
andrà valutata caso per caso, tenendo conto
Soggetto attivo del reato è chiunque. delle caratteristiche etologiche dell’animale
Le condotte incriminate sono due: l’abbando- interessato.
no di animali domestici e la detenzione di ani-
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE
mali in condizioni incompatibili con la loro
natura.
DEL REATO ❐
Quanto alla prima ipotesi, sono animali dome- Quanto all’elemento soggettivo del reato, è
stici quelli abituati a vivere con l’uomo e nei pacificamente sufficiente la colpa, dovendo
suoi ambienti, mentre hanno acquisito abitu- condividersi l’orientamento giurisprudenziale
dini della cattività quelli, pur selvatici, che secondo cui la norma mira a sanzionare anche
però siano stati abituati a vivere in ambienti quelle condotte commesse con leggerezza,
protetti, smarrendo pertanto le difese, gli istin- negligenza e imprudenza, indicative di incuria
ti e le cautele di sopravvivenza (Antolisei). e scarsa sensibilità verso creature che sono
L’abbandono si verifica ogni qual volta l’ani- comunque capaci di sofferenze (Cass., III, 13-
male sia lasciato senza nessuno che provveda 5-2004).
ai suoi bisogni, ad esempio durante il periodo In ordine alla consumazione del reato, nel-
estivo (Cass., III, 27-10-2000); si è precisato l’ipotesi di cui al 1° comma può parlarsi di
anche che il reato non è integrato dalla conse- reato istantaneo, che si realizza nel momento
gna dell’animale a struttura preordinata al suo in cui si abbandona l’animale, con effetti
mantenimento (Cass., III, 21-9-2001). eventualmente permanenti.
Quanto alla condotta di detenzione di animali Nel caso del 2° comma, invece, il reato è per-
in condizioni incompatibili con la loro natura, manente, protraendosi per tutta la durata della
nella sua precedente formulazione la norma detenzione dell’animale in condizioni incom-
aveva dato luogo a contrasto giurisprudenziale patibili con le sue caratteristiche (Manzini).

SEZIONE II
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA POLIZIA SANITARIA

728 • Trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la volontà altrui


Chiunque pone taluno, col suo consenso, in stato di narcosi o d’ipnotismo, o
esegue su lui un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà, è punito, se
729 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1244
dal fatto deriva pericolo per l’incolumità della persona, con l’arresto da uno a sei
mesi o con l’ammenda da euro 30 a euro 516 (1).
Tale disposizione non si applica se il fatto è commesso, a scopo scientifico o di
cura, da chi esercita una professione sanitaria.
(1) L’ammenda originaria da L. 300 a L. 5.000 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-
1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decre-
to-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata
dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • IL BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ Elemento essenziale ad integrare la fattispe-


cie è l’esistenza di un consenso valido da
Si ritiene che questa norma, pur essendo inse- parte della persona offesa, altrimenti sarebbe
rita tra le contravvenzioni poste a tutela della configurabile il delitto di cui all’art. 613,
polizia sanitaria, sia intesa a proteggere l’inco- limitatamente alle ipotesi dolose (Manzini,
lumità psichica di persone determinate, e non Antolisei); tale consenso deve essere informa-
l’incolumità pubblica (Manzini). to, ossia specificamente reso al trattamento
La dottrina (Flick) ne mette in luce anche le praticato con la piena conoscenza di esso, e
affinità con l’art. 613, che resta però una non viziato da errore, violenza o dolo (Del
norma a tutela della libertà personale, Corso).
rispetto alla quale la lesione dell’integrità La norma richiede poi, come condizione obiet-
psichica è soltanto una modalità di aggres- tiva di punibilità, che dal fatto derivi pericolo
sione. per l’incolumità della persona offesa: deve
trattarsi di pericolo concreto ed attuale, men-
2 • SOGGETTO ATTIVO E CONDOTTA TIPICA ❐ tre se lo stesso si tramuta in danno il reato in
esame sarà assorbito dai delitti di omicidio o
Soggetto attivo del reato è chiunque, per cui si lesioni colpose (➠ 589, 590) ravvisabili nella
tratta di reato comune. sua condotta (Manzini).
Quanto alla condotta incriminata, essa consi-
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO.
ste nell’effettuazione di narcosi, ipnosi o altro
trattamento idoneo a sopprimere la coscienza
CAUSA DI NON PUNIBILITÀ (COMMA 2) ❐
e volontà altrui. Ai fini dell’elemento psicologico, è sufficiente
Si ha narcosi quando lo stato di incoscienza è la colpa.
provocato mediante somministrazione di Il 2° comma della disposizione prevede una
sostanze chimiche; si ha ipnosi quando invece causa di non punibilità per l’ipotesi in cui il
essa è il risultato dell’applicazione di partico- trattamento sia praticato da un sanitario a
lari tecniche di tipo psicologico; infine, il rife- scopo terapeutico o scientifico.
rimento agli altri trattamenti comprende tutti Malgrado l’ampiezza della previsione, la dottri-
gli altri trattamenti di qualsiasi tipo che produ- na (Manzini) interpreta l’esimente come limi-
cono uno stato di incoscienza, come ad esem- tata alle sole ipotesi di trattamento medico-
pio l’anestesia totale (Del Re). chirurgico.

729 • Abuso di sostanze stupefacenti (1)


(1) Articolo abrogato dall’art. 110 della l. 22-12-1975, n. 685 (Disciplina degli stupefacenti e sostanze psico-
trope. Prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), così come modificato dall’art. 32
della l. 26-6-1990, n. 162 (Aggiornamento, modifiche ed integrazioni della legge 22 dicembre 1975, n. 685, re-
• 1245 Titolo I - Delle contravvenzioni di polizia • 730

cante disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossico-
dipendenza), il cui testo è stato recepito dall’art. 136 del d.P.R. 9-10-1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in ma-
teria di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossi-
codipendenza).

730 • Somministrazione a minori di sostanze velenose o nocive


Chiunque, essendo autorizzato alla vendita o al commercio di medicinali, con-
segna a persona minore degli anni sedici sostanze velenose o stupefacenti (1), an-
che su prescrizione medica, è punito con l’ammenda fino a euro 516 (2).
Soggiace all’ammenda fino a euro 103 chi vende o somministra tabacco a per-
sona minore degli anni quattordici (1) (3).

(1) L’art. 44 del d.P.R. 9-10-1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefa-
centi e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), prevede
il divieto di consegna a persona minore o inferma di mente di sostanze o preparazioni stupefacenti o psi-
cotrope.
(2) L’ammenda originaria fino a L. 5.000 prevista al primo comma e fino a L. 1.000 prevista al secondo com-
ma è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n. 603 (Modificazioni agli articoli 26, 66,
78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito nella
legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifi-
che al sistema penale).
(3) Per il divieto di vendita e somministrazione di tabacco ai minori si veda anche l’art. 25 del r.d. 24-12-
1934, n. 2316 (Testo unico delle leggi sulla protezione ed assistenza della maternità ed infanzia).

1 • BENE-INTERESSE PROTETTO E SOGGETTI


DEL REATO ❐ stenza di prescrizione medica.
Sono sostanze velenose quelle elencate nell’art.
L’oggetto giuridico di questa norma, secondo 36 del r.d. 30-9-1998, n. 1706 (reg. farma-
la dottrina (Manzini), è costituito dalla salute cie), ma la giurisprudenza avverte anche che
dei minori. Nell’ipotesi del 1° comma, si trat- possono esistere sostanze chimiche venefiche
ta di un reato proprio, che può essere com- scoperte o inventate dopo la compilazione di
messo solo dal farmacista o comunque da sog- tale elenco. Quanto alle sostanze stupefacenti,
getto autorizzato alla vendita di farmaci per questa parte la norma deve ritenersi non più
(Vigna-Bellagamba); invece, la fattispecie del in vigore: infatti, la consegna di dette sostanze
2° comma può essere commessa da chiunque. ai minori è stata dapprima oggetto di autonoma
Soggetto passivo del reato è il minore, con incriminazione nell’art. 44 della l. n.
limite di età fissato in 16 anni nel 1° comma, 685/1975, e quindi degradata ad illecito
ed in 14 nel capoverso. amministrativo nell’attuale art. 44 del d.P.R. n.
309/1990, che deve prevalere per il principio
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ di specialità tra reati e illeciti amministrativi
enunciato dall’art. 9 della l. n. 689/1981.
La condotta punibile, nel caso del 1° comma, Nel 2° comma della norma, la condotta incrimi-
è la consegna di sostanze velenose al minore, nata è la somministrazione di tabacco a minore
a qualsiasi titolo: non deve pertanto trattarsi di 14 anni: la dottrina (Manzini) ritiene che sia
necessariamente di vendita o cessione onero- del tutto indifferente che la cessione avvenga a
sa, ed inoltre – come espressamente precisato titolo gratuito o oneroso, o che il minore acqui-
dalla norma – il reato non è escluso dall’esi- sti per sé o per un adulto mandante.
731 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1246
3 • ELEMENTO SOGGETTIVO ❐ o l’età del cessionario. Peraltro, un’opinione
dottrinale isolata (Sabatini) sostiene che l’er-
In ordine all’elemento soggettivo del reato, si rore incolpevole sull’età del minore scrimini, e
ritiene sufficiente la colpa consistente nel non che la colpa non può considerarsi in re ipsa
accertare la natura della sostanza consegnata nel mancato accertamento dell’età.

TITOLO II
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI L’ATTIVITÀ SOCIALE
DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

731 • Inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei mi-


nori
Chiunque, rivestito di autorità o incaricato della vigilanza sopra un minore,
omette, senza giusto motivo, di impartirgli o di fargli impartire l’istruzione ele-
mentare (1) è punito con l’ammenda fino a euro 30 (2) (3) (4).
(1) Per l’adempimento dell’obbligo scolastico si vedano gli articoli 12 del r.d. 18-6-1931, n. 773 (Testo unico
delle leggi di pubblica sicurezza) e 8 della l. 31-12-1962, n. 1859 (Istituzione e ordinamento della scuola media sta-
tale).
(2) L’ammenda originaria fino a L. 300 è stata aumentata di quaranta volte dall’art. 3 della l. 12-7-1961, n.
603 (Modificazioni agli articoli 26, 66, 78, 135 e 237 del codice penale e agli articoli 19 e 20 del regio decreto-legge 20
luglio 1934, n. 1404, convertito nella legge 27 maggio 1935 n. 835) e successivamente quintuplicata dall’art. 113
della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
(3) Per le contravvenzioni di competenza del giudice di pace, ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. b), del d.lgs.
28-8-2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell’articolo 14 della legge 24
novembre 1999, n. 468) previste da questo articolo, continuano ad applicarsi le pene pecuniarie vigenti a norma
dell’art. 52, comma 1, del d.lgs. n. 274/2000, cit.
Per l’entrata in vigore si vedano gli artt. 63-65 del medesimo provvedimento.
(4) A norma dell’art. 4, comma 3, del d.lgs. n. 274/2000, cit., la competenza per i reati di cui ai commi 1 e 2
dello stesso articolo è tuttavia del tribunale se ricorre una o più delle circostanze previste dagli articoli 1 del d.l.
15-12-1979, n. 625, convertito, con modificazioni, nella l. 6-2- 1980, n. 15; 7 del d.l. 13-5-1991, n. 152, con-
vertito, con modificazioni, nella l. 12-7-1991, n. 203; 3 del d.l. 26-4-1993, n. 122, convertito, con modificazio-
ni, nella l. 5-6-1993, n. 205.

1 • BENE-INTERESSE PROTETTO E SOGGETTI


DEL REATO ❐ ricato della vigilanza sul minore; peraltro, la
dottrina (Manzini, Sabatini) avverte che non è
Secondo la dottrina (Mazza, Pittaro), il bene sufficiente una qualsiasi autorità o vigilanza,
giuridico protetto da questa norma è l’interes- ma occorre che in forza di essa il soggetto sia
se all’istruzione elementare dei minori, che investito dell’obbligo di istruzione elementare
trova fondamento costituzionale nell’art. 34 del minore.
Cost. e costituisce preciso dovere di solidarie- In questo senso, la norma è integrata dal r.d.
tà sociale, ex art. 30 Cost., per i genitori. 5-2-1928, n. 577, in base al quale il sog-
Trattasi di reato proprio, che può essere com- getto su cui ricade tale obbligo è primaria-
messo solo da chi è rivestito di autorità o inca- mente il genitore o chi ne fa le veci (tutore,
• 1247 Titolo II - Delle contravvenzioni concernenti l’attività sociale della P. A. • 731

adottante, affiliante), e quindi il datore di del reato; altri (Mazza) ritengono invece dover-
lavoro e chiunque abbia in affidamento il si prescindere da requisiti formali, occorrendo
minore per ragioni di educazione, cura e verificare in concreto se il minore abbia rice-
custodia; per i minori abbandonati, l’obbligo vuto l’istruzione.
incombe sul direttore dell’istituto ove vengo- La giurisprudenza ha poi precisato, con
no accolti. riguardo all’ipotesi in cui l’istruzione sia
Quanto ai soggetti passivi, ai sensi dello stes- impartita da insegnanti, che non è sufficien-
so r.d. n. 577/1928 si tratta dei minori tra i 6 te la semplice iscrizione del minore alla
e i 14 anni (tranne che per i ciechi e i sordo- scuola, occorrendo verificarne l’effettiva fre-
muti, per i quali l’obbligo prosegue fino a 16 quenza.
anni); peraltro, la successiva legge 31-12-
1962, n. 1859, che ha esteso l’obbligo del-
l’istruzione anche alla scuola media, ha eleva-
3 • LA MANCANZA DI UN “GIUSTO MOTIVO” ❐
to l’età a 15 anni. Perché il reato sia configurabile, occorre che
la condotta omissiva sia posta in essere senza
2 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ giusto motivo: l’assenza di un tale motivo,
secondo parte della dottrina (Mazza, Pittaro),
Quanto alla condotta punibile siamo in pre- costituisce un elemento costitutivo della fatti-
senza di reato omissivo proprio, consistente specie penale, mentre secondo altri autori
nell’omettere di impartire o far impartire (Manzini, Sabatini) in presenza di un giusto
l’istruzione al minore. motivo opererebbe una vera e propria causa di
Malgrado la norma parli di “istruzione elemen- esclusione della punibilità.
tare”, la giurisprudenza consolidata e la dottri- Quest’ultima è anche l’opinione prevalente
na prevalente (Manzini, Vigna-Bellagamba) nella giurisprudenza, che individuano il “giu-
ritengono che essa sia applicabile in generale sto motivo” in tutte quelle situazioni che ren-
all’istruzione dell’obbligo, e quindi, dopo la dono concretamente inattuabile la volontà dei
citata legge n. 1859/1962, anche alla scuola soggetti attivi di rispettare l’obbligo di istruzio-
media; di opinione contraria altra parte della ne (ad esempio, lo stato di salute del fanciul-
dottrina (Mazza), secondo cui la ratio della lo), richiedendo tuttavia che sia dimostrata
norma è quella di garantire l’istruzione basila- l’assoluta impossibilità di adempimento del-
re ai minori, e quindi essa andrebbe limitata l’obbligo stesso: tra le ipotesi rientra anche
alla scuola elementare. quella di rifiuto del minore di ricevere l’istru-
Il soggetto attivo è incriminato allorché omet- zione, che deve però essere un rifiuto assoluto
te di impartire o fare impartire la suddetta e categorico, a fronte del quale il genitore deve
istruzione al minore: la formulazione della dimostrare di aver vanamente posto in essere
norma dipende dal fatto che, in base all’art. ogni argomento persuasivo o espediente
174 del r.d. n. 577/1928, l’assolvimento del- (Cass., III, 26-4-1988).
l’obbligo non deve avvenire necessariamente
attraverso la frequentazione delle scuole, ma
può essere effettuato anche direttamente dal
4 • ELEMENTO SOGGETTIVO E CONSUMAZIONE ❐
genitore o da chi ne fa le veci; in tale ipotesi, Quanto all’elemento soggettivo del reato, si
tuttavia, il genitore è tenuto a documentare la ritiene sufficiente la colpa, come in tutte le
propria capacità tecnica, ed all’esito il minore ipotesi contravvenzionali.
è tenuto a sostenere un esame di licenza. Tuttavia, una parte della dottrina ritiene
In quest’ultimo caso, secondo parte della dot- necessario il dolo, assumendo che la formula-
trina (Manzini, Sabatini, Vigna-Bellagamba) zione stessa della norma rende imprescindibi-
solo l’effettiva presenza dei richiamati requisi- le un preciso intento dell’agente di non conse-
ti (capacità tecnica del genitore ed esame di guire l’obiettivo voluto dal legislatore.
licenza) varrebbe ad escludere la sussistenza Il reato è permanente, e quindi si consuma
732-733 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1248
con l’inizio dell’inadempimento, protraendo- frequenza scolastica del minore), dall’inter-
si poi lo stato antigiuridico finché non sia vento dello stesso soggetto attivo o di un
fatto cessare (ad esempio, ripristinando la terzo.

732 • Omesso avviamento di minori al lavoro (1)


(1) Articolo abrogato dall’art. 18 della l. 25-6-1999, n. 205 (Delega al Governo per la depenalizzazione dei rea-
ti minori e modifiche al sistema penale e tributario).

733 • Danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artisti-


co nazionale (1)
Chiunque distrugge, deteriora o comunque danneggia un monumento o
un’altra cosa propria di cui gli sia noto il rilevante pregio, è punito, se dal fatto deri-
va un nocumento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale, con
l’arresto fino a un anno o con l’ammenda non inferiore a euro 2.065 (2).
Può essere ordinata la confisca della cosa deteriorata o comunque danneggiata.
(1) Si veda il d.lgs. 29-10-1999, n. 490 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e
ambientali, a norma dell’articolo 1 della legge 8 ottobre, n. 352).
(2) L’ammenda originaria non inferiore a L. 1.000 è stata aumentata di otto volte dall’art. 7 del d.lgs. C.P.S.
21-10-1947, n. 1250, successivamente aumentata di cento volte dall’art. 1 della l. 22-6-1956, n. 586 (Aumento
delle sanzioni pecuniarie in materia di tutela artistica e di protezione delle bellezze naturali e panoramiche) ed infine
quintuplicata dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

1 • BENE-INTERESSE TUTELATO ❐ quindi nel d.lgs. 25-10-1999, n. 490.


Poiché dunque la materia è regolamentata da
Il bene giuridico protetto è costituito dall’inte- leggi speciali avvicendatesi nel tempo, tutte
resse della collettività alla fruizione di deter- sopravvenute al codice, e contenenti a loro
minati beni, i quali costituiscono testimonian- volta disposizioni penali, la dottrina (Zannotti)
za concreta della civiltà nazionale nelle sue ritiene che la norma in esame abbia ormai una
varie espressioni culturali di tutte le epoche funzione integratrice della tutela apprestata
(Cass., III, 21-6-1993). da detta normativa.
Il richiamo al “patrimonio archeologico, stori-
co o artistico nazionale” è in qualche modo
obsoleto, in quanto oggi il legislatore usa la
2 • SOGGETTO ATTIVO DEL REATO ❐
più ampia nozione di beni culturali, compren- Si tratta di reato proprio, che può essere com-
siva di tutti i beni rivestiti di una particolare messo solo dal proprietario del bene d’interes-
qualità d’interesse culturale o artistico (e se archeologico, storico o artistico.
quindi anche di quelli recenti, come, ad esem- Un orientamento tradizionale interpretava
pio, le opere cinematografiche): questa nozio- questa espressione in senso stretto, con riferi-
ne è oggi recepita nel d.lgs. 22-1-2004, n. 41 mento alla sola nozione civilistica di proprietà
(“Codice dei beni culturali e del paesaggio”), con esclusione del mero possessore o detento-
che ha sostituito la normativa precedentemen- re a qualsiasi titolo (Manzini, Antolisei; Cass.,
te contenuta nella l. 1-6-1939, n. 1089, e III, 15-6-1998).
• 1249 Titolo II - Delle contravvenzioni concernenti l’attività sociale della P. A. • 733

Più recentemente, questa opinione è stata rivi- di valore meramente soggettivo, dovendo esso
sta, affermandosi che con l’espressione “cosa essere ancorato a criteri oggettivamente
propria” il legislatore avrebbe inteso riferirsi a riscontrabili, oltre che notori a livello naziona-
qualsiasi rapporto di inerenza con il bene, ivi le, quali la tipologia del bene, la sua rarità etc.
compresi anche il possesso e la detenzione (Cacciavillani; Cass., III, 12-4-1995).
(Rotili; Cass., III, 26-11-2002).
Di conseguenza, si è affermato che il Sindaco,
il quale attraverso un proprio provvedimento
4 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
(ad esempio, concessione) autorizzi il danneg- La condotta incriminata consiste nel distrug-
giamento del bene, risponde del reato in gere, deteriorare o comunque danneggiare il
esame in concorso col privato non quale extra- predetto bene: si tratta di una classica fatti-
neus, ma bensì in via diretta, essendo comun- specie a forma libera, nonché di evento, occor-
que riconducibile anche al Comune l’apparte- rendo l’effettiva produzione di un risultato di
nenza lato sensu del bene, attesi i rilevanti danno o deterioramento.
poteri di tutela di cui dispone in relazione ad I concetti di distruzione, deterioramento e
esso (Maccari, Ramacci; Cass., III, 12-4- danneggiamento sono i medesimi impiegati
1995). nell’art. 635, cui si rinvia per ulteriori appro-
fondimenti; si ritiene (Manzini) che la loro
3 • L’OGGETTO MATERIALE DEL REATO (MONUMENTI
E ALTRE COSE DI RILEVANTE PREGIO) ❐ elencazione sia tassativa, e che quindi non
integrino il reato le condotte, ad esempio di
L’oggetto materiale della condotta è rappre- imbrattamento o deturpamento, non compor-
sentato da un “monumento” o da “altra cosa” tanti danneggiamento.
di rilevante pregio: tali altre cose, secondo un Con riguardo alla possibilità di configurare il
orientamento risalente (Antolisei, Sabatini, reato in forma omissiva, dottrina e giurispru-
Pioletti), sono esclusivamente quelle indicate denza si esprimono in senso affermativo, con
nella legislazione speciale di settore (all’epo- particolare riguardo all’ipotesi in cui il proprie-
ca l. n. 1089/1939, oggi d.lgs. n. 41/2004), tario del bene resti inerte a fronte del danneg-
mentre secondo un’opinione più recente giamento del bene, sia istantaneo perché pro-
(Alibrandi-Ferri) non è strettamente necessa- dotto dall’azione violenta di terzi (vandalismo)
rio far riferimento a tali normative, potendo sia permanente in quanto determinato dalle
costituire oggetto della tutela anche opere intemperie o dall’usura del tempo (Manzini,
d’arte contemporanea in esse non ricompre- Pioletti; Cass., III, 20-1-1997).
se. Il reato è integrato solo se ed in quanto dal
Con riguardo al requisito del rilevante pregio fatto derivi un nocumento al patrimonio
storico o artistico, dottrina e giurisprudenza archeologico, storico o artistico nazionale: ciò
sono concordi nel ritenere non indispensabile che, secondo l’opinione prevalente, configura
che tale pregio sia formalmente dichiarato in una condizione obiettiva di punibilità del reato
un provvedimento dell’autorità amministrati- in esame (Cass., III, 1-2-2001).
va: in questo starebbe la differenza rispetto In sostanza, non è sufficiente un pregiudizio,
alle fattispecie di danneggiamento previste anche grave, al singolo monumento o bene,
oggi dagli artt. 169 e ss. del d.lgs. n. ma occorre che questo si ripercuota sull’inte-
41/2004, le quali presuppongono una prese- ro patrimonio culturale della nazione, il che
lezione delle opere da parte della P.A. (Ristori; può accadere, ad esempio, quando la condot-
Cass., III, 19-3-1999). ta colpisca una cosa d’antichità e d’arte di
Pertanto, il rilevante pregio del bene deve eccezionale interesse culturale, rarissima o
essere concretamente accertato dal giudice, il addirittura unica (Bellicosa; Cass., III, 12-12-
che pone il problema dei criteri in base ai 1995); anche tale circostanza dovrà essere
quali tale valutazione va condotta: al riguardo, valutata dal giudice, in base a criteri oggettivi
si precisa che non può trattarsi di un giudizio (Cass., III, 19-3-1999).
734 • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1250
5 • ELEMENTO SOGGETTIVO E MOMENTO
CONSUMATIVO DEL REATO ❐ n. 41/2004, che si conclude con una notifica
al proprietario del bene.
Ai fini dell’elemento psicologico del reato è Il reato si consuma nel momento e nel luogo in
sufficiente la colpa; è però necessario, perché cui è posto in essere il danneggiamento, il
espressamente richiesto dalla norma in deterioramento o l’atto di distruzione del bene.
esame, che l’agente abbia consapevolezza del Trattasi di reato eventualmente permanente,
rilevante pregio rivestito dal bene (Cass., III, perché – specialmente nei casi di deteriora-
12-12-1995). mento dovuto ad incuria o comunque ad
Tale conoscenza può essere presunta, quando atteggiamento omissivo – la consumazione
il bene sia stato oggetto del procedimento di può protrarsi per un periodo più o meno
verifica e dichiarazione d’interesse culturale, lungo, fino all’eventuale intervento che la
disciplinato oggi dagli artt. 12 e ss. del d.lgs. interrompa.

734 • Distruzione o deturpamento di bellezze naturali


Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, di-
strugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione del-
l’Autorità, è punito con l’ammenda da euro 1.032 a euro 6.197 (1).
(1) L’ammenda originaria da L. 500 a L. 3.000 è stata aumentata di otto volte dall’art. 7 del d.lgs. C.P.S. 21-
10-1947, n. 1250, successivamente aumentata di cento volte dall’art. 1 della l. 22-6-1956, n. 586 (Aumento del-
le sanzioni pecuniarie in materia di tutela artistica e di protezione delle bellezze naturali e panoramiche) ed infine
quintuplicata dall’art. 113 della l. 24-11-1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
1 • BENE-INTERESSE PROTETTO E SOGGETTO ATTIVO
DEL REATO ❐ 10-1999, n. 490, che aveva recepito la nozio-
ne di beni ambientali, e più recentemente dal
Questa norma è posta a tutela dell’interesse d.lgs. 22-1-2004, n. 41 (Codice dei beni cul-
della collettività alla fruizione delle bellezze turali e del paesaggio), che parla di beni
naturali, e mira ad impedire gli impatti nega- ambientali.
tivi che su di esse possono avere attività In ogni caso, deve considerarsi tuttora valido
suscettibili di turbarne il godimento estetico; il l’insegnamento giurisprudenziale secondo
fondamento di questo interesse si rinviene cui ai fini del riconoscimento della qualifica
nella tutela del paesaggio garantita dall’art. 9 non può farsi riferimento soltanto ai beni
Cost. (Vigna-Bellagamba; Cass., III, 28-11- individuati dalle leggi speciali, ma alla luce
2002). delle norme costituzionali va considerato il
Soggetto attivo del reato può essere chiunque, complesso del bene ambientale o paesaggi-
e dunque nella previsione rientrano anche i stico, tenendo conto anche della fauna e del-
proprietari dei beni interessati, alle cui facoltà l’intero suo ecosistema (Cass., II, 6-4-
le leggi speciali in materia pongono una serie 1991).
di vincoli e limiti (Albamonte). Resta comunque fondamentale l’individuazio-
ne normativa dei suddetti beni, che attual-
2 • L’OGGETTO MATERIALE DELLA CONDOTTA ❐ mente è contenuta nell’art. 136 del d.lgs. n.
41/2004, che definisce come beni paesaggi-
L’oggetto materiale del reato è costituito dalle stici: a) le cose immobili che hanno cospicui
bellezze naturali, espressione risalente alla caratteri di bellezza naturale o di singolarità
legge 29-6-1939, n. 1497, che apprestava geologica; b) le ville, i giardini e i parchi che
l’originaria tutela a questa tipologia di beni; si distinguono per la loro non comune bellez-
essa è stata sostituita dapprima dal d.lgs. 29- za; c) i complessi di cose immobili che com-
• 1251 Titolo II - Delle contravvenzioni concernenti l’attività sociale della P. A. • 734

pongono un caratteristico aspetto avente valo- Alibrandi-Ferri; Cass., III, 28-11-1995).


re estetico e tradizionale; d) le bellezze pano- Trattasi di reato a condotta libera, in quanto le
ramiche considerate come quadri e così pure possibili modalità di esecuzione della condot-
quei punti di vista o di belvedere, accessibili ta indicate dalla norma hanno chiaramente
al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di valore esemplificativo (“mediante costruzioni,
quelle bellezze. demolizioni, o in qualsiasi altro modo”): di
Per tali beni è prevista una procedura di accer- conseguenza, esso è ipotizzabile anche in
tamento e dichiarazione del valore paesaggi- forma omissiva, in tutti i casi in cui su un sog-
stico del bene, mediante apposizione di un getto incomba, ex art. 40 cpv, l’obbligo giuri-
vincolo: è a questo che si riferisce la norma dico di impedire il deturpamento (ad esempio,
quando richiama la “speciale protezione Sindaco rispetto a aree comunali sottoposte a
dell’Autorità” cui devono essere soggette le vincolo paesaggistico), e questo venga disatte-
bellezze naturali tutelate, ed infatti dottrina e so (Cass., III, 14-3-1992).
giurisprudenza concordemente ritengono trat-
tarsi di norma penale in bianco, necessaria-
mente integrata da un provvedimento ammini-
4 • ELEMENTO SOGGETTIVO ❐
strativo di riconoscimento dell’interesse pae- La contravvenzione in esame è punibile a tito-
saggistico del bene, che ne costituisce il pre- lo di dolo e di colpa.
supposto della tutela (Sabatini, Cantucci, Con riguardo alla possibilità dell’esistenza di
Grisolia). un provvedimento della P.A. che autorizzi la
Tale tutela deve ritenersi estesa anche alle condotta illecita (ad esempio, concessione a
aree sottoposte a tutela ai sensi della legge 8- edificare), nel rinviare a quanto si dirà
8-1985, n. 431, che ha introdotto ulteriori appresso circa i poteri del giudice nella valu-
vincoli ex lege per zone di particolare pregio tazione della legittimità di esso, va richiama-
paesaggistico o ambientale (Mucciarelli); que- to l’orientamento giurisprudenziale secondo
ste previsioni sono anch’esse confluite nel cui esso può incidere sulla valutazione relati-
d.lgs. n. 41/2004, che richiama le “aree tute- va all’assenza dell’elemento psicologico del
late per legge” all’art. 142. reato (Cass. S.U. 12-1-1993); tuttavia, si è
affermato anche che l’agente non può ragio-
3 • LA CONDOTTA TIPICA ❐ nevolmente sostenere la propria buona fede,
ed il reato è quindi sempre configurabile
La condotta incriminata consiste nel distrug- allorché l’intervento autorizzato sia macrosco-
gere o alterare le bellezze naturali sopra indi- picamente deturpante (Cass., III, 13-11-
cate. 1992).
Quanto alla distruzione, non è necessario che
la stessa sia totale ed irreversibile, né che si
traduce nella soppressione fisica delle compo-
5 • CONSUMAZIONE DEL REATO ❐
nenti del paesaggio, ma è sufficiente un qual- La fattispecie in esame è un reato istantaneo
siasi deturpamento, che può verificarsi anche ad effetti permanenti, che si consuma nel
con l’aggiunta di elementi (ad esempio, cartel- momento in cui si compie l’intervento demoli-
loni, antenne paraboliche) che ne turbino torio, costruttivo o comunque di alterazione,
l’equilibrio complessivo; in ordine all’alterazio- mentre l’eventuale protrarsi nel tempo del
ne, si è altresì precisato che non è sufficiente conseguente deturpamento costituisce soltan-
un qualsiasi mutamento dello stato naturale to un effetto duraturo di condotta ormai esau-
delle cose, occorrendo un’apprezzabile modi- rita (Cass., II, 26-8-1994); allorché la condot-
fica dell’equilibrio della bellezza naturale tale ta consti di atti plurimi frazionati e protratti
da turbarne il godimento estetico e da valuta- nel tempo si consuma al momento della ces-
re comparativamente rispetto allo stato esi- sazione dell’attività vietata (Cass., III; 5-6-
stente prima della condotta (Albamonte, 2003).
734bis • Libro III - Delle contravvenzioni in particolare • 1252
TITOLO IIbis (1)
DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LATUTELA
DELLA RISERVATEZZA

(1) Titolo aggiunto dall’art. 12 della l. 15-2-1996, n. 66 (Norme contro la violenza sessuale).

734bis • Divulgazione delle generalità o dell'immagine di persona


offesa da atti di violenza sessuale
Chiunque, nei casi di delitti previsti dagli articoli 600 bis, 600 ter e 600 qua-
ter, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600 quater1,
600 quinquies (1) 609 bis, 609 ter, 609 quater, 609 quinquies e 609 octies, di-
vulghi, anche attraverso mezzi di comunicazione di massa, le generalità o l’im-
magine della persona offesa senza il suo consenso, è punito con l’arresto da tre a
sei mesi.
(1) Le parole: “600 bis, 600 ter, 600 quater, 600 quinquies” sono state inserite dall'art. 8 della l. 3-8-1998,
n. 269.
Successivamente, le parole: “600 ter, 600 quater” sono state così sostituite dalle attuali da: “600 ter e 600
quater ...” fino a: “... articolo 600 quater1,” dall'art. 9 della l. 6-2-2006, n. 38

1 • LA TUTELA DELLA PRIVACY ❐ cati dalla norma. Presupposto del reato, evi-
dentemente, è l’avvenuta commissione di
Il bene giuridico protetto da questa norma è determinati delitti, segnatamente quelli in
certamente il diritto alla riservatezza delle per- materia di violenza sessuale, nonché, dopo la
sone offese di alcune gravi fattispecie di reati: modifica operata con le leggi nn. 269/1998 e
la dottrina (Manna, Ambrosiani), pur salutan- 38/2006, anche quelli in materia di pedopor-
do con favore l’introduzione nel codice di que- nografia.
sta disposizione, rimarca tuttavia che essa
resta l’unica nell’impianto codicistico ad esse-
re posta ad esclusiva tutela della privacy.
3 • LA CONDOTTA TIPICA ❐
In precedenza, le persone offese dei reati di La condotta incriminata consiste nella divul-
violenza sessuale ricevevano tutela della pro- gazione delle generalità e dell’immagine delle
pria privacy esclusivamente a livello proces- suddette persone offese.
suale, attraverso il potere attribuito al giudice La divulgazione è la propalazione al pubblico
di disporre la celebrazione del processo a di una notizia: come si evince dalla norma,
porte chiuse (art. 472, 2° comma, c.p.p.). non è tale soltanto quella compiuta con l’ausi-
lio dei mezzi d’informazione ovvero ad un
2 • SOGGETTO ATTIVO E PRESUPPOSTO DEL REATO ❐ numero indeterminato di persone, ma vi rien-
tra anche quella fatta con modalità diverse e
Soggetto attivo del reato può essere chiunque; ad un numero determinato di destinatari, ad
soggetti passivi, invece, sono coloro che rive- esempio nel corso di una riunione o di un’as-
stano qualità di persone offese dei reati indi- semblea (Manna).