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Giacomo Leopardi

L’INFELICITÀ UMANA
● PER TUTTA LA VITA,
LEOPARDI SI PONE
SEMPRE LA STESSA
DOMANDA: PERCHÉ GLI
ESSERI UMANI SONO
INFELICI?
● LA RISPOSTA SI
MODIFICA CON IL
PASSARE DEL TEMPO E
CON L’EVOLVERSI DEL
PENSIERO DELL’AUTORE
La «teoria del piacere»
Il motivo centrale del pensiero leopardiano è
quello pessimistico dell’infelicità dell’uomo

Ciò che muove le azioni degli uomini è il


desiderio del piacere

L’uomo desidera un piacere infinito, per Edouard Hamman, Disillusione (1851)

durata ed estensione, in senso puramente


materiale (non in senso religioso e metafisico), La tensione dell’uomo
ma ha esperienza solo di piaceri finiti rimane costantemente
inappagata

Di qui l’infelicità, il dolore, il senso di nullità e di vuoto


Il pessimismo storico
In un primo momento Leopardi attribuisce alla ragione la responsabilità
dell’infelicità umana

Intesa come società, progresso, scienza, storia, evoluzione

La ragione ha sottratto all’uomo la


gioia di fantasticare e d’illudersi, In quanto più vicini alla
mostrandogli la crudele e arida natura, con una vita più
verità dei fatti attiva e con una
maggiore inclinazione
alle illusioni, i bambini
sono più felici degli
adulti e gli antichi erano
La natura, benigna, offre all’uomo più felici dei moderni
come consolazione (pessimismo storico)
l’immaginazione e le illusioni,
rimedio temporaneo contro il
dolore
Il pessimismo cosmico
A partire dal 1819 Leopardi inizia a cambiare idea: la
responsabilità dell’infelicità dell’uomo non è del progresso
(pessimismo storico), della ragione, bensì della natura
(pessimismo cosmico)

La natura è una matrigna crudele e indifferente

È la natura che ha messo nell’uomo il


desiderio di felicità infinita senza concedergli i Caspar David Friedrich, Viandante
sul mare di nebbia (1818)
mezzi per ottenerla

La natura è un meccanismo cieco e


insensibile al dolore del singolo (visione
materialistica e meccanicistica): la distruzione L’infelicità è un dato di
degli esseri è essenziale alla conservazione natura eterno ed
del mondo (ad esempio gli animali che immutabile, che
devono servire da cibo ad altri animali) riguarda tutti gli uomini
in ogni tempo e luogo
IL PESSIMISMO COMBATTIVO

La Solidarietà umana
L’ULTIMA FASE DEL PESSIMISMO
LEOPARDIANO È
CARATTERIZZATA DA UN La Natura è il nostro
ATTEGGIAMENTO LUCIDO E comune nemico, contro
COMBATTIVO NEI CONFRONTI il quale siamo tutti
DELLA MALVAGITÀ DEL chiamati a combattere,
NOSTRO PIÙ GRANDE
NEMICO: LA NATURA.
usando l’arma della
LA SOLIDARIETÀ È L’UNICA solidarietà umana.
ARMA DI CUI GLI ESSERI
UMANI DISPONGONO PER
FRONTEGGIARE IL NEMICO.
SINTESI SINOTTICA: LE FASI DEL PESSIMISMO
LEOPARDIANO E LA VISIONE DELLA NATURA
PESSIMISMO STORICO NATURA = madre benigna che crea
illusioni positive. Queste illusioni aiutano
l’uomo a vivere meglio, ma sono distrutte
dalla civiltà. Da ciò nasce l’infelicità
umana.
PESSIMISMO COSMICO NATURA= matrigna cattiva che suscita
nell’uomo desideri di piacere che non
possono essere realizzati. Da ciò nasce
l’infelicità umana. La Natura è
indifferente ai problemi umani.
PESSIMISMO NATURA = nemico comune contro il
COMBATTIVO quale tutti gli uomini devono unirsi e
combattere, usando l’arma della
Realtà e immaginazione
Nella realtà non è possibile per l’uomo raggiungere il
piacere infinito a cui aspira

La realtà è infelicità e noia (da intendersi,


quest’ultima, come condizione di insoddisfazione
perpetua)

Il piacere infinito si trova però


nell’immaginazione, che è una
compensazione al dolore dell’esistenza

Dall’immaginazione derivano la speranza e le


Caspar David Friedrich, Donna alla
illusioni finestra (1822)
La poetica del vago e dell’indefinito
L’immaginazione, che consente di evadere da una realtà arida e dolorosa, è
stimolata da
tutto ciò che è vago, indefinito, lontano,
sconosciuto

Si attiva quando la vista viene impedita da


un ostacolo (ad esempio una siepe, come
nell’Infinito) o grazie a un suono che giunge
da lontano Sommamente poetiche
sono le immagini e le
parole vaghe, sfumate,
Può essere recuperata attraverso la indefinite
«rimembranza»: attraverso il ricordo è
(questa poetica
possibile rievocare le sensazioni della
caratterizza l’opera di
fanciullezza, età immaginosa per eccellenza Leopardi almeno fino al
1830)