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Crociate V-VI

La quinta crociata rivel� che gli europei nonostante i ripetuti fallimenti


volessero ancora conquistare la Terra Santa ed erano impegnati a salvare la Vera
Croce. Quasi immediatamente dopo la Quarta Crociata, Innocenzo III inizi� a
pianificare una quinta spedizione in medio Oriente. Anche se la spedizione venne
ritardata da imprevisti e controversie sulla successione imperiale Innocenzo era
deciso a unire i cavalieri della cristianit� per combattere per la restaurazione
del dominio occidentale in Terra Santa.
Al quarto Concilio Lateranense del 1215, furono decisi progetti per la nuova
campagna, e tutta l�Europa fu invitata a prendervi parte. Innocenzo tuttavia, mor�
prima che i primi crociati partissero, e il suo successore, Onorio III, avrebbe
supervisionato il progresso della quinta crociata.
I primi eserciti della quinta crociata, guidati da re Andrea d�Ungheria,
raggiunsero San Giovanni d�Acri nell�autunno del 1217. Con il passare dei mesi
nuovi eserciti e nuove flotte raggiunsero il campo di battaglia. Era stata
pianificata la conquista dell�Egitto per indebolire il potere musulmano prima di
dirigersi a Gerusalemme. Nell�agosto del 1218 i cristiani riuscirono a conquistare
una torre strategica a Damietta. Sei mesi dopo (febbraio del 1219) i musulmani
proposero dei termini di pace che includevano la cessione del regno di Gerusalemme,
compresa la citt� santa. Re Giovanni e molti altri cavalieri crociati avevano
intenzione di accettare l�accordo ma Pelagio, un legato pontificio, rifiut�. Per un
intero anno non ci furono progressi, Pelagio rimase ottimista sperando che Federico
II li raggiungesse rispettando la promessa di partecipazione alle crociate data nel
1215. Nel 1221 Pelagio ordin� un�avanzata al Cairo ma, sfortunatamente, non era a
conoscenza dell�idrografia del Nilo e si accamparono in una zona suscettibile alle
piene annuali del fiume. Al-Malik al-Kamil, il sultano egiziano, apr� le chiuse, e
l�esercito crociato fi irrimediabilmente impantanato e costretto ad arrendersi. In
cambio delle loro vite, i crociati accettarono di evacuare Damietta e lasciare
l�Egitto. Fu una sconfitta amara, perch�, anche se Gerusalemme era stata a portata
di mano per tutta la crociata, ora erano costretti a ritirarsi a mani vuote.

Con il fallimento della quinta crociata si pose una pesante responsabilit� su


Federico II. Nel 1228 dopo aver ottenuto diverse sollecitazioni da parte del papa
per sistemare la burocrazia dell'impero, Federico accett� dei termini che ponevano
la sua spedizione sotto la giurisdizione papale. La maggior parte della sua flotta
crociata lasci� l�Italia nella tarda estate del 1227, ma Federico venne ostacolato
dalla malattia. Durante il ritardo ricevette degli inviati da al-Malik al-Kamil
d�Egitto, che, minacciato dalle ambizioni dei suoi fratelli Ayyubidi, era disposto
a negoziare. Nel frattempo, Papa Gregorio IX, meno paziente del suo predecessore,
scomunic� l�imperatore. Cos�, quando Federico part� nell�estate del 1228 con i suoi
eserciti, era nella posizione equivoca di un crociato sotto il divieto della
Chiesa. Nel luglio Federico lasci� l�Italia ma il Papa fece sapere a tutti che
l�imperatore era stato scomunicato e non bisognava aiutarlo nel suo viaggio. Quando
Federico sbarc� a San Giovanni d�Acri, una citt� portuale poco sopra Gerusalemme,
molti si rifiutarono di sostenerlo. L�imperatore non trovando sostegno dipendeva
solo dai Cavalieri Teutonici e dal suo piccolo esercito di crociati tedeschi e fu
costretto a tentare ci� che poteva con la diplomazia. I negoziati, di conseguenza,
furono riaperti con al-Malik al-Kamil. Il trattato del 1229 � unico nella storia
delle crociate e prevedeva la concessione di territori per una durata di 10 anni.
Inoltre fu una dimostrazione dell'apertura e della tolleranza di Federico II verso
gli Arabi e l'Islam. Con la sola diplomazia e senza scontri militari, Gerusalemme,
Betlemme e un corridoio fino al mare furono ceduti ai cristiani. I musulmani
conservarono la zona del Tempio, la Cupola della Roccia e la Moschea di Aq??.
Inoltre, tutti gli attuali residenti musulmani della citt� avrebbero mantenuto le
loro case e propriet�. Avrebbero anche avuto i propri funzionari della citt� per
amministrare un sistema giudiziario separato e salvaguardare i loro interessi
religiosi. Le mura di Gerusalemme, che erano gi� state distrutte, non furono
ricostruite, e la pace dur� 10 anni. Tuttavia, i benefici del trattato del 1229
furono pi� apparenti che reali poich� le aree cedute non erano facilmente
difendibili. Inoltre, il trattato fu denunciato dai devoti di entrambe le fedi
perch� i sovrani si erano messi d�accordo e questo non era concepibile dai fedeli.
I cristiani per la prima volta dopo tanti anni celebrarono la messa nella basilica
del Santo Sepolcro ma Federico non pot� parteciparvi in quanto scomunicato. Il
pomeriggio dopo la messa Federico entr� da solo nella basilica e si mise una corona
sulla propria testa mentre uno dei cavalieri teutonici leggeva la cerimonia. In
seguito a questo evento il patriarca mise la citt� sotto interdetto, quindi la
citt� di Gerusalemme venne sconsacrata dall�ingresso dello scomunicato Federico II.
L�imperatore scomunicato torn� Europa per cercare di risanare i rapporti con il
Papa (23 luglio 1230). Da allora la sua posizione legale era sicura, e il papa
ordin� al patriarca di togliere l'interdetto. Scaduti i 10 anni di pace nel 1239, i
musulmani ripresero facilmente l'indifesa Gerusalemme e nel 1244 avvenne la cattura
e il sacco di Gerusalemme da parte dei Khw?rezmiani con l'aiuto dell'Egitto. Tutti
i guadagni diplomatici degli anni precedenti andarono persi. Ancora una volta i
cristiani furono confinati in una sottile striscia di porti lungo la costa
mediterranea.

�Finalmente, dopo numerosi rinvii, l�8 Settembre 1227 Federico II e l'esercito


crociato, composto in massima parte da soldati tedeschi e siciliani, � pronto alla
partenza per l�Oriente, ma a Brindisi l�Imperatore, il langravio di Turingia
Ludovico e Sigeberto vescovo di Augusta, che lo accompagnano, sono colpiti da una
pestilenza, provocata dall�affollamento di armati e pellegrini, dalla scarsit� di
viveri e dal gran caldo che aveva gi� decimato un primo gruppo di crociati partiti
alla met� di Agosto. Ludovico e Sigeberto muoiono prima dell�arrivo a Otranto,
mentre Federico II sbarca e decide di attendere la sua guarigione, mentre invia
venti galee, con Ermanno di Salza, Geroldo abate di Cluny e nuovo patriarca di
Gerusalemme e Enrico duca di Limburgo, comandante della spedizione. Federico cerca
di giustificare presso Gregorio, ad Anagni, il nuovo rinvio con un�ambasceria
formata dagli Arcivescovi di Bari e Reggio, Rinaldo Urslingen e l�ammiraglio Enrico
di Malta, ma Gregorio, che gi� nel Marzo di quell�anno aveva ricordato a Federico
il suo impegno per la Terrasanta, rifiuta di accoglierla. Il 29 Settembre il
pontefice scomunica Federico, con motivazioni che vengono rese note nell�enciclica
In maris amplitudine del 10 Ottobre, preceduta da una lettera indirizzata ai
principi tedeschi. Vi si accusa Federico di aver assunto l�impegno della Croce, nel
1215, senza che la Chiesa ne fosse informata, di aver preteso la scomunica per i
crociati che non fossero partiti per la Terrasanta, di esser venuto meno ai patti
stabiliti ad Aachen.�

[Passo tratto da: A stampa in L�eredit� di Federico II dalla storia al mito, dalla
Puglia al Tirolo - Das Erbe Friedrichs II. Von der Geschichte zum Mythos, von
Apulien bis Tirol, Atti del Convegno internazionale / Internationales Symposium
(Innsbruck - Stams - Schloss Tirol, 13-16 aprile 2005), a cura di F. Delle Donne,
A. Pagliardini, E. Perna, M. Siller, F. Violante, Bari, Adda, 2010 ]