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Amleto si colloca tra le tragedie più importanti scritte da William Shakespeare; è arrivato a noi in un Good

Quarto del 1604. Il regicidio avviene prima dell’inizio della narrazione e il crimine viene raccontato dalla
vittima stessa. Il fantasma del padre di Amleto racconta al figlio le dinamiche del suo assassinio, dicendogli
che il colpevole è stato suo fratello Claudio. Per vendicare suo padre, Amleto si finge pazzo; uccide
erroneamente il padre della sua amata Ofelia e per questo omicidio verrà esiliato. Piena di dolore, Ofelia si
suicida e il fratello di lei sfida Amleto a duello, con la convinzione di vincere in quanto tenterà di colpirlo
con una spada avvelenata. Amleto accetta la sfida, ma il duello si trasformerà in una trappola in cui
moriranno tutti i personaggi.

I temi principali dell’opera sono: Regicidio, vendetta, follia, omicidi, suicidi e manipolazioni. Il personaggio
di Amleto risulta diviso in due: da una parte tiene fede ai suoi valori e alla sua morale, mentre dall’altra
vuole vendicare suo padre. Amleto è il “fool” del suo racconto, caratterizzato da furbizia e follia, che con le
sue parole riesce a smascherare la falsa felicità dei personaggi. Il pensiero di dover compiere un omicidio
per vendicare il padre, fa nascere in Amleto una serie di dubbi che lo porteranno alla ricerca della verità
prima di agire. Shakespeare con la figura di Amleto porta in scena l’uomo moderno, con la sua natura
conflittuale: vendetta o verità. Celebre fu la frase del monologo di Amleto “TO BE OR NOT TO BE” in cui il
protagonista merita sulla vita e sulla morte.

Amleto appare come un uomo combattuto tra la scelta della vendetta o della verità. Dopo pochi mesi
dall’assassinio del padre, scoprirà che la madre è pronta a farsi una nuova vita proprio con chi ha compiuto
questo regicidio (Claudio). Diventerà ancora più malinconico nel sapere che i suoi unici due amici lo hanno
tradito, per ottenere una ricompensa da Claudio. Cambierà quindi il suo modo di vedere il mondo, la sua
concezione della fedeltà, dell’amicizia e dell’amore. Nel celebre monologo “To be or not to Be” Amleto
riflette sulla vita e sulla morte, riferendosi all’intera umanità. Analizza i vantaggi e gli svantaggi di essere vivi
e nella sua mente nasce il pensiero di un suicidio. Nel fare questa scelta lo assalgono molti dubbi, in quanto
per la Chiesa questo gesto era visto come un peccato. I due temi ricorrenti all’interno dell’opera, la follia e il
suicidio, accomunano Amleto e la sua amata Ofelia: Ofelia si suicida senza pensare alle conseguenze, spinta
dalla follia per aver perso Amleto, mentre Amleto medita a lungo sul suicidio e la sua follia è solamente
apparente, messa in scena per un preciso scopo. Il personaggio di Amleto è dominato da conflitti
contrapposti tra loro: vita e morte, vendetta e ragione. Il dubbio che lo assale nel vendicare il padre lo
porterà alla ricerca continua della verità, finché non avrà delle reali prove del regicidio compiuto dallo zio.
Inoltre è un personaggio caratterizzato dalla malinconia, causata dalle persone più vicine a lui: il padre
ucciso dallo zio Claudio, la madre che sposa Claudio, il tradimento dei suoi amici, la morte della sua amata.

Amleto è il protagonista dell’opera. Sconvolto dalla morte del padre per mano dello zio, rimarrà sbigottito
dalle imminenti nozze di sua madre con Claudio assassino del padre. La notizia di questo matrimonio fa
nascere in lui degli istinti suicidi. Amleto agisce come un pazzo, ma in realtà sarà la sua furbizia nascosta
dietro l’apparente follia a farlo agire.