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Possiamo definire un nervo spinale?

Spesso il termine nervo dà adito a molti fraintendimenti. Il dizionario Sabatini-Coletti


dà questa definizione di nervo: “Unità costitutiva del sistema nervoso periferico, che
trasmette gli impulsi nervosi, formata da un fascio di fibre avvolte ciascuna in una
guaina e collegate all'encefalo o al midollo spinale: nervo spinale, motorio, ottico…”
È importante definire il nervo spinale poiché ha una caratteristica particolare, assieme
ad alcuni nervi cranici: ha sia una componente sensitiva che una componente motoria.
Alla domanda: che cos’è un nervo spinale? La risposta adeguata potrebbe essere un
fascio di fibre nervose sia sensitive che motorie formate dalle radici posteriori e
anteriori del metamero spinale.

Si parla spesso di “nervo accavallato”. Ma esiste davvero tale evenienza?

Assolutamente no!!! I nervi non si accavallano, tutt’al più si infiammano. Essi, infatti,
sono ricoperti da muscoli, fasce e canali ossei all’interno dei quali si insinuano.
Esistono nervi molto superficiali, come il nervo ulnare che, tipicamente, sembra
“spostarsi, accavallarsi” quando poggiamo il gomito in modo particolare. Possiamo
anche percepire dei formicolii.

Un trauma alla cauda equina è grave tanto quello al midollo spinale?

No, un trauma alla cauda equina è meno grave poiché in qualche modo recuperabile.
Un danno al midollo spinale, interrompendo in particolare il fascio piramidale, è
irreversibile.

Dopo un trauma alla colonna vertebrale che interrompe il midollo spinale, c’è
subito una paralisi spastica?

In verità no. Appena interrotto il midollo spinale avviene il cosiddetto shock spinale.
Dopo qualche giorno o al massimo due-tre settimane, lo shock spinale si risolve
lasciando il passo alla paralisi spastica a valle della lesione.

Esistono traumi spinali incompatibili con la vita?

Sì, la recisione del midollo spinale nei primi metameri (C1-C4) provoca la morte per
blocco respiratorio. Infatti, dai metameri cervicali origina il nervo frenico che
consente l’attività del diaframma.

Circa il talamo ho capito che tutte le informazioni in ingresso devono passare da


lì per poi raggiungere la corteccia somatosensitiva. Tranne quelle olfattive. È
corretto?

Sì, è corretto, ma didattico. Infatti, anche le vie olfattive passano per il talamo, ma
non in prima via. La prima via delle informazioni olfattive raggiunge la cosiddetta
corteccia entorinale dell’ippocampo (la vedremo come la struttura primaria per le
informazioni mnemoniche). Questa via anatomia è piuttosto caratteristica. È vissuto
comune che il sentire un odore provoca il sorgere immediato di un ricordo. Non è un
caso, perché la via olfattiva raggiunge proprio l’ippocampo ancora prima di passare
per il talamo. Quindi, non è propriamente corretto affermare che la via olfattiva non
passi per il talamo. È, ribadisco, solo una semplificazione didattica.

Il nervo vago è importante anche per il cuore. Possiamo appofondire questa?

Certamente. Il nervo vago prende contatti con una parte molto importante del cuore
chiamata nodo seno-atriale. Questa struttura del cuore è quella che genera l’impulso
elettrico che ne rende possibile il battito. Quest’organo, infatti, è in grado di generare
da sé le pulsazioni. È credenza diffusa che sia il sistema nervoso a generare il battito
cardiaco. In verità, il sistema nervoso autonomo regola il battito cardiaco e il nervo
vago ha una componente cosiddetta bradicardizzante. Il nodo seno-atriale tenderebbe
a far battere il cuore, supponiamo, a 120 battiti al minuto. La sinapsi del vago,
costante, rende questo battito a riposo costantemente più basso. Tagliare il nervo
vago, in altre parole, aumenterebbe il battito cardiaco a riposo. Tuttavia, esistono
persone che hanno pulsazioni di base molto basse (35 battiti al minuto) dovute proprio
a una maggior componente vagale sul cuore. Sono un esempio i maratoneti.