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VASI CAPILLARI

Esili strutture disposte tra le arteriole e le venule. Sono contenuti all’interno dei tessuti e la
loro parete è in stretto rapporto con il tessuto stesso, in modo da permettere gli scambi fra
il sangue ed i tessuti.
Il nome capillari appunto sta a definire il loro esile diametro che va dai 5 micron ai 12-20
micron che sono i più ampi e li troviamo a livello della polpa dentaria. Anche tra capillari si
vanno ad instaurare delle anastomosi che porteranno alla formazione di una rete capillare.
Inoltre in base alle funzioni tissutali la parete capillare è in grado di modificarsi andando a
restringersi ed ad allargarsi.
La parete è costituita da cellule endoteliali che possiedono una forma poligonale a livello
dei capillari più grandi, ed una forma fusiforme nei capillari più piccoli. Quest’ultimi sono
costituiti da un’unica cellula che costituisce tutta la parete capillare, mentre nei capillari più
grossi la parete può essere formata da 2 o 3 cellule endoteliali.
Nei capillari di piccolo calibro in particolare essendo molto piccoli non possiedono un
tessuto muscolare ma sono costituiti da cellule di natura connettivale con funzione
muscolare, i periciti, i quali vanno a localizzarsi intorno al capillare. Abbiamo poi tre diversi
tipi di capillari: CONTINUI-FENESTRATI-SINUSOIDI.

VENE

Sono condotti membranosi che vanno dalla periferia verso il cuore. Possiamo distinguere
tre principali sistemi di vene:
- VENE POLMONARI, trasportano il sangue ossigentato dai polmoni al cuore.
- VENE DELLA CIRCOLAZIONE GENERALE, trasportano sangue deossigenato dai tessuti
al cuore.
- VENA PORTA, drena il sangue di quasi tutto il tratto intestinale.

Le vene tendono a differire strutturalmente dalle arterie per determinate caratteristiche,


quali:
1. Parete delle vene più sottile e con una componente elastica minore.
2. Sono più facilmente depressibili e dilatabili (sebbene esistano delle vene, come le
vene del collo, che essendo ancorate alla fascia circostante rimangono beanti).
3. Presentano valvole.
4. Hanno delle anastomosi anche tra grossi tronchi.
5. Sono più numerose.
6. Il sistema venoso ha un volume doppio rispetto al sistema arterioso.
7. Varia il regime pressorio, poiché la pressione nelle vene è notevolmente inferiore a
quello dell’albero arterioso.

Un’ulteriore classificazione delle vene può essere fatta in base al loro calibro in vene di
grosso calibro, vene di medio calibro e vene di piccolo calibro.
Caratteristica tipica del sistema venoso è quella di avere un calibro complessivo dei rami
affluenti maggiore di quello del tronco venoso, quindi il letto vascolare si va riducendo
dalla periferia verso il centro. Un’ulteriore classificazione delle vene può essere fatta sulla
loro posizione rispetto alla fascia, dividendole in vene profonde, che passano sotto o tra le
fasce muscolari, e vene superficiali.

La maggior parte delle vene presentano delle strutture peculiari, denominate valvole. Sono
delle specie di tasche con la concavità rivolta verso il cuore. Sono costituite da un margine
libero molto sottile e da un margine adeso alla parete molto spesso. Nella zona in cui
appunto si presentano queste valvole notiamo che la parete venosa tende ad assumere
uno spessore molto sottile ed a dilatarsi, andando a costituire il seno valvolare. In caso di
reflussi di sangue la parete vascolare si distende realizzando la chiusura del dispositivo
valvolare. Normalmente le valvole si dispongono a due a due, valvole bigemine, ma
avvolte possono anche essere costituite da un solo lembo o da tre. Queste valvole sono
localizzate maggiormente nelle regioni dove il deflusso del sangue avviene in senso
contrario alla gravità, e nelle regioni dove le vene possono essere compresse dalla
contrazione muscolare.

ANASTOMOSI VENOSA. Il sistema venoso rispetto a quello arterioso presenta un numero


di anastomosi nettamente maggiore. Sono presenti a qualsiasi punto dell’albero venoso e
vanno a costituire i plessi venosi. Inoltre le vene profonde sono connesse a quelle
superficiali mediante i rami perforanti che attraversano le fasce muscolari. Grazie a questo
enorme numero di anastomosi non esistono territori venosi isolati. Tale organizzazione
anastomotico deriva dal fatto che le vene hanno pareti sottili, facilmente comprimibili e per
queste è necessario disporre di circoli collaterali.

STRUTTURA DELLA PARETE. Le vene presentano notevoli differenze meccaniche e


funzionali rispetto alle arterie, nelle vene il circolo si effettua sempre ad un regime
pressorio non elevato. Le caratteristiche principali che distinguono la parete di una vena
da quella di un’artria sono:
• Le vene hanno una parete più sottile.
• Nelle vene la distinzione delle tre tonache non è così evidente.
• Nelle vene la componente elastica è meno sviluppata mentre è più sviluppata la
componente collagene.

Anche nelle vene il tessuto muscolare non possiede mai un ordinamento compatto ed i
fascetti di miocellule risultano sempre separati da maglie di tessuto connettivo.
In base alla struttura possiamo suddividerle in tre tipi:
1. VENE DI PICCOLO CALIBRO.
2. VENE DI TIPO RECETTIVO, sono quelle vene la cui parete è sottile, di tipo fibroelastico
e con rarissime cellule muscolari disposte in modo circolare. La pressione all’interno
del vaso si mantiene bassa.
3. VENE DI TIPO PROPULSIVO, quelle vene la cui parete è spessa, ricche di fibre
muscolari ed elastiche. Le tonache della parete sono ben riconoscibili.
VENE DELLA CIRCOLAZIONE POLMONARE
VENE POLMONARI --> Conducono il sangue arterioso dai polmoni all’atrio sinistro del cuore.
Sono 4, due per ogni lato, due superiori e due inferiori. Presentano un parete molto sottile, ricca di
fibre elastiche, con scarsi elementi muscolari e non presentano valvole. Hanno una lunghezza
media di 1.5 cm.
Si portano medialmente partendo dal rispettivo polmone, ed arrivano all’atrio sinistro del cuore.
- Superiori, presentano un decorso obliquo in basso ed indietro.
- Inferiori, presentano un decorso trasversale.
Per quanto riguarda la vena polmonare di destra questa origina con tre frazioni una superiore, una
media ed una inferiore, poiché appunto origina a livello del polmone polmone destro costituito da
tre lobi. Poi la componente media si fonda con la componente superiore.
Come abbiamo detto sfociano nell’atrio sinistro, in particolare le polmonari di destra nella
componente laterale mentre quelle di sinistra nella componente settale.
In prossimità della loro terminazione vengono avvolte dal pericardio.

VENE DELLA CIRCOLAZIONE GENERALE


Il sangue refluo della grande circolazione arriva all’atrio destro del cuore attraverso tre vene:
SENO CORONARIO – VENA CAVA SUPERIORE – VENA CAVA INFERIORE.

VENA CAVA SUPERIORE --> (Vena di tipo recettivo, senza valvole). Raccoglie il sangue
venoso refluo dai territori della porzione sopradiaframmatica del corpo ad eccezione di quella
cardiaca. Si forma per la confluenza dei due tronchi venosi brachiocefalici di destra e di sinistra,
dietro al margine inferiore della 1° articolazione condrosternale destra..Decorre quasi
verticalmente, in basso ed un poco medialmente, effettuando una leggera curva verso sinistra,
dovuta al rapporto con l’aorta. A livello della 3° cartilagine costale termina a livello dell’atrio destro.
Nel suo tragitto riceve un unico ramo affluente, la Vena Azigos, oltre piccole vene che provengono
dal pericardio e dal mediastino.

Le sue radici come abbiamo detto prima sono costituite dalla confluenza dei due tronchi venosi
brachiocefalici. Ciascun tronco origina per la confluenza della giugulare interna e della succlavia,
dove la prima porta il sangue che proviene dal collo e dall'encefalo, mentre la seconda dagli arti.

RAMI AFFLUENTI DELLA VENA CAVA SUPERIORE

- VENA AZIGOS --> (vena di tipo propulsivo). È una vana affluente della vena cava superiore.
Vena impari addetta al drenaggio del sangue refluo della parete del torace, del midollo spinale e
di alcune strutture del mediastino posteriore.
Origina al di sotto del diaframma dalla vena lombare ascendente destra, che la mette in
comunicazione con la vena iliaca comune. Entra nella cavità toracica passando tra i pilastri
mediale destro ed intermedio del diaframma. Nel mediastino posteriore decorre cranialmente a
destra dei corpi vertebrali, a destra dell’aorta, dietro l’esofago. Raggiunto la 4° vertebra toracica
di rivolge in avanti andando a disegnare un arco, con concavità rivolta verso il basso, e
scavalcando il bronco principale destro va ad affluire nella parete posteriore della vena cava
superiore, al limite tra la sua porzione intra- ed extrapericardica.

I suoi rami affluenti possono essere divisi in Parietali e Viscerali.


PARIETALI:
- VENE INTERCOSTALI, sono 12 per lato, dove a destra le prime 2/3 confluiscono nella
vena intercostale suprema, mentre le ultime 9 nella vena Azigos. A sinistra invece le ultime
5/6 si gettano nella vena Emiazigos. Originano dalla confluenza del ramo intercostale
propriamente detto e del ramo dorsospinale.

- VENA INTERCOSTALE SUPREMA DESTRA, tributaria della vena Azigos.

- VENA EMIAZIGOS, origina dalla confluenza delle prime 6/7 vene intercostali sinistre.
Discende sul lato sinistro della colonna vertebrale ed a livello della 7° vertebra incrocia la
colonna vertebrale per sboccare nella vena azigos.

- VENA EMIAZIGOS ACCESSORIA, origina dalla confluenza delle prime 6/7 vene
intercostali sinistre. Discende sul lato sinistro della colonna vertebrale ed a livello
della 7° vertebra incrocia la colonna vertebrale per sboccare nella vena azigos.

VISCERALI:
- VENE BRONCHIALI POSTERIORI
- VENE ESOFAGEE
- VENE MEDIASTINICHE
- VENE FRENICHE SUPERIORI

- TRONCHI VENOSI BRACHIOCEFALICI --> (La confluenza dei due tronchi corrisponde alle
radici della vena cava superiore).
Raccolgono il sangue refluo di testa, collo, arti superiori, parti delle pareti ed alcuni organi del
torace. Originano dietro l’articolazione sternoclavicolare dalla confluenza della vena succlavia e
della vena giugulare interna. Terminano appunto andando a confluire l’una nell’altra e formando
quindi la vena cava superiore.
Sono un tronco di sinistra ed uno di destra dove tra di loro presentano decorso lunghezza e
rapporti diversi:
- SINISTRA: Lungo circa 6 cm, decorre trasversalmente da sinistra a destra ed in basso, dietro
al manubrio dello sterno fino a livello del margine inferiore della prima cartilagine costale di
destra.
- DESTRA: Lungo circa 3 cm, dall’articolazione sternoclavicolare discende quasi verticalmente
dietro la prima cartilagine costale.

Durante il loro tragitto ricevono da ciscun lato i seguenti vasi affluenti:


1. VENE TIROIDEE INFERIORI: Vene pari. Originano da una rete venosa, detto plesso tiroideo
impari, che si localizza sulla superficie anteriore dell’istmo della tiroide e dei primi anelli
tracheali. Decorrono nella regione mediana del collo. Talvolta esiste anche una terza vena,
detta vena tiroidea ima, che è impari e mediana, e sbocca nel tronco venoso brachiocefalico
sinistro.
2. VENA TORACICA INTERNA: Vena pari che origina per confluenza delle vene epigastriche
superiori e delle vene muscolofreniche. Rami affluenti sono le radici delle prime 9/10 vene
intercostali anteriori, rami sternali e perforanti. Tramite anastomosi tra le vene epigastriche
superiori e le vene epigastriche inferiori costituisce una via di comunicazione tra i sistemi della
vena cava superiore e della vena cava inferiore.
3. VENE PERICARDIOFRENICHE: Originano solitamente 2 per lato, a livello della superficie
craniale del diaframma, si dirigono cranialmente di la sto al pericardio insieme al nervo frenico
ed all’arteria pericardiofranica; terminano nelle vene toraciche interne.
4. VENE TIMICHE
5. VENE PERICARDICHE
6. VENE MEDIASTINICHE ANTERIORI
7. VENA VERTEBRALE: Vena pari che origina tra l’osso occipitale e l’atlante, anteriormente alla
membrana atlantoccipitale. Discende attraverso i forami trasversali delle prime sei vertebre
cervicali, e dopo essere uscita dal forame trasversali o della 6° vertebra cervicale si dirige
anteriormente per sboccare nel tronco brachiocefalico omolaterale, avvolte insieme alla vena
giugulare posteriore.

Tra i suoi rami affluenti troviamo la vena cervicale ascendente, che drena il sangue refluo del
plesso vertebrale esterno anteriore e dei muscoli prevertebrali e scaleni; la vena cervicale
profonda, che origina inferiormente al processo masotideo drenando il sangue del plesso
sottoccipitale.

8. VENA GIUGULARE POSTERIORE: Vena pari che origina dal plesso sottoccipitale al quale
giungono vene dall’interno del cranio. Discende nella regione nucale e sbocca nel tronco
venoso brachiocefalico.
9. VENA INTERCOSTALE SUPREMA: Quando esiste origina dalla confluenza delle prime 2/3
vene intercostali di sinistra, decorre sulla superficie sinistra dell’arco aortico e confluisce nel
tronco brachiocefalico sinistro.

Come abbiamo detto appunto i tronchi brachiocefalici presentano come radici:

- VENA SUCCLAVIA: Drena il sangue dalle regioni superiori del torace, dell’arto superiore e di
alcune strutture della testa e del collo. Inizia come prolungamento della vena ascellare.
Si estende dal punto medio della clavicola all’articolazione sternoclavicolare, dove si unisce a
formare il tronco venoso brachiocefalico.
Presenta delle valvola alla sua estremitá. (Radice la vena ascellare – vaso affluente la vena
giugulare esterna).

- VENA GIUGULARE ESTERNA: (Vena di tipo recettivo, costituita da due valvole, una a 4 Cm
dalla sua terminazione, ed una in corrispondenza del suo sbocco). Origina a livello dell’angolo
della mandibola, subito sotto e medialmente rispetto alla parotide, per la confluenza della vena
retromandibolare con la vena auricolare posteriore. Discende nella parte laterale del collo fino
ad un punto posto a metà della clavicola dove si approfonda e sbocca nella vena succlavia.

Tra i suoi rami affluenti troviamo: VENA SOTTOCUTANEA POSTERIORE DEL COLLO, origina
a livello della regione occipitale e decorre dietro il muscolo sternocleidomastoideo. VENA
SOVRASCAPOLARE, di solito confluisce con la vena trasversa del collo andando a formare un
tronco comune che termina in corrispondenza del tratto terminale della vena giugulare esterna.
VENA GIUGULARE ANTERIORE: Origina a livello dell’osso ioide dalla confluenza di vene che
drenano la regione sottomandibolare. Discende dietro al muscolo sternocleidomastoideo
andando a confluire nella vena giugulare esterna. VENA OCCIPITALE.

(#) Le due vene giugulari anteriori si anastomizzano mediante un tronco impari e trasversale che
passa sotto alla ghiandola tiroide e che viene detto arco venoso del giugulo.

- VENA GIUGULARE INTERNA --> (Vena di tipo recettivo, lunghezza 12/15 cm ed un calibro che
va dai 9 ai 12 mm). Raccoglie il sangue refluo dal cranio, dalla dura madre encefalica, dagli
organi della vista e dell’udito, da strutture della faccia e dalle regioni profonde del collo.
Origina a livello della porzione posterolaterale del forame giugulare come continuazione del
seno trasverso, principale confluente dei sei della dura madre.
Alla sua origine è presenta una dilatazione , il bulbo superiore della vena giugulare, localizzata
nella fossa giugulare dell’osso temporale. Tale vena giugulare interna scende nel collo, ed
all’interno della guaina carotidea, posteriormente all’estremita sternale della clavicola, si unisce
con la vena succlavia per formare il tronco venoso brachiocefalico. Anche in corrispondenza
della sua terminazione possiamo trovare una dilatazione, il bulbo inferiore della vena giugulare,
dove possono essere presenti delle valvole.

Tra i suoi rami affluenti troviamo: SENO PETROSO INFERIORE – VENA DEL CANALICOLO
DELLA CHIOCCIOLA – VENE EMISSARIE DEL PLESSO VENOSO CAROTIDEO INFERIORE
(#) RADICI DELLA VENA GIUGULARE INTERNA
Le radici della vena giugulare interna sono costituiti da: SENI VENOSI DELLA DURA MADRE –
VENE DIPLOICHE – VENE DELLA DURA MADRE – VENE DEGLI ORGANI DELLA VISTA e
DELL’UDITO – VENE DELL’ENCEFALO.

1. SENI VENOSI DELLA DURA MADRE, canali venosi che drenano il sangue dall’encefalo e dal
cranio. Decorrono tra due strati della dura madre. La loro parete è costituita quasi
esclusivamente da endotelio fatta eccezione per una piccola parte di tessuto sotto endoteliale
connettivale elastico. Non presentano una componente muscolare, in fatti hanno la caratteristica
di rimanere sempre beanti. Presentano poi delle cavità irregolari, laghi venosi o laghi sanguigni,
in corrispondenza dello sbocco delle vene meningee e diploiche. Alcuni semi sono impari e
mediali, altri sono pari.

Tra i vari seni troviamo:


a. SENO SAGITTALE SUPERIORE: (Seno Impari e Mediano). Occupa il margine aderente della
grande falce cerebrale. Origina subito dietro al forame cieco del frontale per la confluenza delle
vene del forame cieco, e termina sboccando nel seno trasverso. Il suo calibro aumente
procedendo posteriormente. Durante il suo decorso riceve le vene cerebrali superiori, diploiche
e meningee. Comunica con la rete venosa superficiale attraverso la vena emissaria parietale.

b. SENO SAGGITTALE INFERIORE: ( Seno Impari e Mediano). Occupa la metà o i 2/3


superiori del margine libero della falce encefalica. Inizia a fondo cieco e termina nel seno retto.
In sezione presenta una forma circolare e va ad aumentare di calibro man mano che procede
all’indietro.

c. SENO RETTO: (Seno Impari e Mediano). Decorre lungo l’attacco della falce cerebrale, con
decorso anteroposteriore . Origina come continuazione del seno sagittale inferiore, e confluisce
nel seno trasverso. Presenta una sezione triangolare con apice in altro e calibro che cresce
anteroposteriormente. Nel suo decorso riceve la Grande Vena Cerebrale di Galeno.

d. SENO TRASVERSO: (Seno Pari). Origina dalla congiunzione dei rami di biforcazione del
seno sagittale superiore e del seno retto. Decorre bilateralmente nel solco trasverso della
squama dell’occipitale e del parietale, piega poi inferiormente, anteriormente e medialmente per
decorrere nel solco sigmoideo dell’osso temporale, dove prende anche il nome di seno
sigmoideo, e nel solco trasverso della parte laterale dell’occipitale. Giunge cosi al segmento
posteriore del forame giugulare, dove continua con la vena giugulare interna..
Solitamente il seno trasverso di destra presenta un diametro maggiore del seno trasverso di
sinistra. Nel suo decorso riceve le vene cerebrali inferiori, le vene cerebellari, le vene uditive
interne e i seni petroso superiore ed occipitale.

e. SENO OCCIPITALE: (Spesso Impari ma può manca o essere pari). Il piu piccolo dei seni
venosi. Origina da uno o da entrambi i seni trasversi, percorre il margine aderente della falce del
cervelletto e si biforca in due rami che seguono i margini del grande forame occipitale per
terminare negli estremi inferiori. Riceve piccole vene durali, diploiche e cerebellari.

f. CONFLUENTE DEI SENI: Ampio seno venoso situato a livello della protuberanza occipitale
interna, nel quale confluiscono il seno sagittale superiore ed il seno retto, e dal quale originano i
seni trasversi ed il seno occipitale.

g. SENO CAVERNOSO: (Seno Pari). Situato lateralmente alla sella turcica dello sfenoide. Va
dall’estremita mediale della fessura orbitaria superiore all’apice della piramide del temporale.
Tra i suoi rami affluenti troviamo le vene oftalmiche, superiore ed inferiore, la vena centrale della
retina, le vene cerebrali, il seno sfenoparietale e talvolta la vena grande anastomotica. I seni
cavernosi dei due lati comunicano tra di loro per mezzo dei due seni intercavernosi anteriore e
posteriore.
h. SENO SFENOPARIETALE (di Brechet): ( Seno Pari ). Localizzato a livello di un solco
dell’osso parietale, posteriormente alla sutura coronale, ed in un solco sulla piccola ala dello
sfenoide. Origina dal seno sagittale superiore e termina aprendosi nella parte anteriore del seno
cavernoso.

i. SENO PETROSO SUPERIORE: ( Seno Pari ). Pone in comunicazione il seno trasverso con il
seno cavernoso. Decorre nel solco petroso superiore del temporale e nel margine aderente del
tentorio del cervelletto. Termina appunto a livello del seno trasverso, nel tratto in cui quest’ultimo
continua nel seno sigmoideo.

j. SENO PETROSO INFERIORE: ( Seno Pari ). Connette il seno cavernoso con la vena
giugulare interna. Origina dall’estremita posteriore del seno cavernoso, decorre nel solco
petroso inferiore del temporale fino al forame giugulare, dove termina sboccando nella vena
giugulare interna a livello del bulbo superiore. Nella sua porzione iniziale è in comunicazione
con il plesso basilare.

k. PLESSO BASILARE: Struttura venosa plessiforme, impari, localizzata sul clivio dell’osso
occipitale, tra i due strati di dura madre. Comunica con il seno cavernoso, con i seni petrosi
inferiori e con il plesso venoso vertebrale interno. Talvolta le sue estremitá anteriori possono
essere in comunicazione anche con i seni petrosi superiori.
- 2. VENE DIPLOICHE, Decorrono nella diploe delle ossa craniche, in particolare in quelle della
volta cranica, nei canali diploici di Brechet. Nel loro complesso formano una rete a maglie
irregolari variabile. Possono presentare valvole alla loro uscita dall’osso, e sboccano nei seni
della dura madre.
Tra le piu frequenti abbiamo:

I. Vena Diploica Frontale, decorre nella porzione mediale del frontale, sbocca nel foro
sovraorbitario e si apre nella vena sovraorbitaria.
II. Vena Diploica Temporale Anteriore, decorre nella parete laterale dell’osso frontale ed emerge
a livello della grande ala dello sfenoide e sbocca nel seno sfenoparietale, nella vena meningea
media o in una vena temporale profonda.
III. Vena Diploica Temporale Posteriore, decorre nell’osso parietale, discende verso il processo
mastoideo e si apre nel seno trasverso.
IV. Vena Diploica Occipitale, decorre nell’osso occipitale e si apre nelle vene occipitali, nel seno
trasverso o nella vena emissaria occipitale.

- 3. VENE DELLA DURA MADRE, piccole strutture venose che decorrono nella falce della dura
madre e nel tentorio del cervelletto.

4. VENE DELL’ORGANO DELLA VISTA, drenano il sangue refluo dal bulbo oculare e dagli
organi contenuti nella cavità orbitaria. Queste sono:

I. Vena Oftalmica Superiore: La maggiore delle vene dell’organo della vista. Il suo decorso
corrisponde a quello dell’arteria oftalmica. Origina all’estremita mediale della palpebra superiore
dalla confluenza della vena nasofrontale, attraverso la quale è in comunicazione con la vena
facciale anteriore, si dirige posteriormente tra le pareti superiore e mediale dell’orbita e dopo
aver attraversato la fessura orbitaria superiore sbocca nell’estremita anteriore del seno
cavernoso. Non possiede valvole. Sono suoi affluenti le vene etmoidali, la vena lacrimale.

II. Vena Oftalmica Inferiore: Piu piccola. Origina dall’angolo inferiore e mediale dell’orbita da
una rete venosa connessa con le venule del sacco lacrimale e della palpebra inferiore. Decorre
nella parete inferiore dell’orbita e dopo aver attraversato la fessura orbitaria superiore termina
nel seno cavernoso. Talvolta può essere presente un ramo anastomotico che attraversando la
fessura orbitaria inferiore la fa comunicare con la vena facciale anteriore. Non presenta valvole.
III. Vena Centrale della Retina: Decorre parallelamente all’arteria della retina e termina nel
seno cavernoso o nella vena oftalmica superiore.

5. VENE DELL’ORGANO DELL’UDITO, abbiamo la vena dell’acquedotto del vestibolo, la


quale drena il sangue refluo dal vestibolo e dai canali semicircolari e sbocca nel seno petroso
superiore; Le Vene Uditive Interne, drenano il sangue refluo dal labirinto e dal nervo acustico,
attraverso il meato acustico interno e si aprono nel seno petroso inferiore.

6. VENE DELL’ENCEFALO, sono delle vene affluenti nei seni venosi della dura madre. Tra
queste troviamo:

I. Vene Cerebrali: Presentano un decorso indipendente e sono piu numerose delle arterie. Si
classificano in profonde ed in superficiali.
Per quanto riguarda le superficiali, queste originano da venule che drenano la corteccia degli
emisferi e la sottostante sostanza bianca. Decorrono sulla superficie delle circonvoluzioni
cerebrali e confluiscono in tronchi che si aprono nei seni della dura madre (vene cerebrali
superiore) e della base del cranio (vene cerebrali inferiori); Per quanto riguarda le profonde
drenano il sangue venoso dei nuclei della base dalle pareti dei ventricoli cerebrali e dalla parte
centrale degli emisferi al seno retto. Le principali vene cerebrali profonde sono le due vene
cerebrali interne e la grande vena di Galeno.

II. Vene del Cervelletto: variamente anastomizzate tra di loro, con le vene del ponte e del
midollo allungato e con i plessi venosi vertebrali. Sono la vena cerebellare superiore mediana e
la vena cerebellare inferiore mediana.

III. Vene Del Ponte: Poste sulla superficie anteriore del ponte dove vanno a creare una rete
venosa che si anastomizza caudalmente con le vene del midollo allungato, cranialmente con le
vene basilari e lateralmente con le vene cerebrali laterali anteriori, attraverso le quali drena nel
seno petroso superiore.

IV. Vene Del Midollo Allungato: Anastomizzate in basso con le vene del midollo spinale ed in
alto con le vene del ponte ed attraverso queste con le vene del cervelletto.

RAMI AFFLUENTI DELLA VENA GIUGULARE INTERNA

Vengono distinti in un Gruppo Superiore ed in un Gruppo Inferiore.


- Gruppo Superiore. Comprende vasi che sboccano nel tratto iniziale della vena.

Gruppo Inferiore comprende i vasi che si aprono nel tratto cervicale della vena giugulare interna
quali:
A. Vena Tiroidea Superiore: Origina dalle porzioni superiori dei lobi laterali della tiroide. Si dirige
cranialmente e lateralmente per raggiungere la vena giugulare interna o la vena facciale comune.
B. Vena Tiroidea Media: Drena le parti inferiori dei lobi laterali, incrocia anteriormente la carotide
comune e termina nella vena giugulare interna.
C. Vena Faringea: Vena emissaria del plesso venoso faringeo, localizzato sulla superficie esterna
della faringe.
D. Vena Linguale: Origina a livello del margine posteriore del muscolo ioglosso dalla confluenza
delle vene della lingua. Spesso le vene tiroidea superiore, linguale e facciale confluiscono in un
tronco venoso comune, il tronco tirolinguofacciale, che termina nella vena giugulare interna.
E. Vena Facciale Comune: Origina a livello dell’angolo della mandibola dalla confluenza della vena
facciale anteriore e della vena facciale posteriore. Decorre caudalmente e posteriormente per
sboccare nella vena giugulare interna a livello dell’osso ioide. Non presenta valvole.
Il decorso della vena facciale anteriore corrisponde a quello dell’arteria facciale. Origina
superficialmente all’angolo mediale dell’occhio, come vena angolare, dalla confluenza delle vene
frontale, sovraorbitaria e nasofrontale. Decorre obliquamente ed in basso per poi dirigersi
posterolateralmente ed incrociato il corpo della mandibola confluisce nella vena facciale comune.
La vena facciale posteriore origina anteriormente al padiglione auricolare dalla confluenza delle
vene temporali superficiale e media. Si dirige caudalmente incrocia la radice posteriore dell’arcata
zigomatica e penetra nella ghiandola parotide, dietro il ramo della mandibola e lateralmente
all’arteria carotide esterna. A livello dell’angolo mandibolare appare connessa con la vena
giugulare esterna per mezzo di un ramo anastomotico per poi unirsi alla vena facciale anteriore.

VENA CAVA INFERIORE -->( Vena di tipo Propulsiva, non possiede valvole tranne in
corrispondenza del suo sbocco). Convoglia nell’atrio destro del cuore il sangue
proveniente da tutte le regioni del corpo poste sotto il diaframma. Il territorio di sua
competenza corrisponde a quello di distribuzione dell’aorta addominale. Tuttavia pero a
livello addominale la simmetria tra i due grossi vasi è interrotta dalla presenza del sistema
della vena porta. Infatti il sangue refluo degli organi addominali dell’apparato digerente e
della milza viene convogliato in un unico tronco, la vena porta, che raggiunge il fegato,
ramificandosi al suo interno. Attraversati i sinusoidi epatici il sangue venoso refluo giunge
per mezzo delle vene epatiche nella vena cava inferiore.
Un vaso pari, con una lunghezza media di 22cm di cui 18 nel tratto addominale. Si forma
dall’unione delle due vene iliache comuni a livello della 5° vertebra lomabre. Ascende a
destra della colonna vertebrale e si dirige poi in avanti e verso destra raggiungendo il
fegato dove è contenuta in una profonda fossa sulla superficie posteriore di quest’ultimo.
Superiormente al fegato passa la porzione tendinea del diaframma, giunta nel torace
attraversa il sacco pericardico e piega medialmente ed un po anteriormente per aprirsi
nella parete posteriore ed inferiore dell’atrio destro. A tale livello è presente nel suo
contorno anteriore, la valvola di eustachio, poco sviluppata nell’adulto, molto funzionale
nella circolazione fetale.
I rami affluenti della vena cava inferiore si dividono in Parietali e Viscerali.
Tra i parietali troviamo: VENE LOMBARI – VENE FRENICHE INFERIORI.
Tra i viscerali troviamo: VENE RENALI – VENA SURRENALE DESTRA – VENA GENITALE
DESTRA – VENE EPATICHE.
Come si può vedere quindi questa non andrà a drenare le regioni della milza del pancreas
e dell'intestino, questo perche il sangue localizzato in queste regioni è un sangue ricco di
sostanze che possono essere nutrienti o altro provenienti dai processi di digestione, e
questi elementi passeranno quindi all'interno del fegato mediante il sistema della vena
porta.
Naturalmente questa vena cava inferiore originerà dalla confluenza delle due vene iliache
comuni di dx e di sx, le quali originano a loro volta dalla confluenza della vene iliache
interna ed esterna. Dove:
- VENA ILIACA INTERNA, sara addetta al drenaggio di tutti i visceri e le pareti della regione
pelvica, dove formerà diversi plessi venosi.
- VENA ILIACA ESTERNA, sara la continuazione della vena ascellare.

[#] Per quanto riguarda l'arto inferiore avremo sempre le vene profonde, ma avremo anche
delle vene superficiali che sono la grande e la piccola safena.

SISTEMA DELLA VENA PORTA


VENA PORTA --> Tronco venoso che conduce al fegato il sangue proveniente dalla
porzione sottodiaframmatica del tubo digerente, dal pancreas, dalla milza e dalla
cistifellea.
Presenta una lunghezza media di 8cm. Si forma dietro la testa del pancreas, a livello della
1 e 2 vertebra lombare, subito a sinistra e davanti alla vena cava inferiore. La sua
formazione è data dalla confluenza della VENA MESENTERICA INFERIORE, SUPERIORE e
della VENA LIENALE.
Si dirige obliquamente e verso l'alto raggiunge l'estremità destra dell'ilo del fegato e si
divide a T dando origine ai suoi rami terminali destro e sinistro:
• RAMO DESTRO --> Riceve la vena cistica prima di penetrare nel fegato e
rappresenta la continuazione del tronco della vena porta. Giungo nel fegato si divide in
due branche, PARAMEDIANA e LATERALE.
• RAMO SINISTRO --> Più lungo del destro, presenta un decorso curvilineo e va a
piegarsi verso il basso terminando a "cul de sac", nel recesso di rex, dove è collegato con
il legamento rotondo. Riceve le vene paraombellicali ed è collegato con la vena cava
inferiore mediante il legamento venoso.
Questa raggiunto il fegato entra in esso mediante un sistema capillare che dalla parte
opposta non presenta un'arteria ma un'altra vena che è la vena epatica, la quale arriva
direttamente a livello della vena cava inferiore. Per sistema portale si intende proprio
questo sistema di anastomosi a rete tra due vene.

[#] Quindi il fegato presenterà una doppia irrorazione, uno proveniente dall'arteria epatica
ed una dalla vena porta, la quale in questo caso tenderà a trasportare un sangue ricco di
sostanze nutritizie.

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