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Problemi ricorrenti nella progettazione

degli impianti:
La Continuità di Funzionamento

Politecnico di Milano Impianti dell’Industria di Processo (5 CFU) 1


Dipartimento CMIC “G. Natta” Prof.ssa Laura Annamaria Pellegrini – AA 2013/ 2014
Continuità di funzionamento di sistemi isolati

 Per la valutazione economica dell’inefficienza di esercizio occorre individuare una (o più)


grandezze che misurino la continuità con cui una macchina (o un impianto) può garantire il
soddisfacimento della funzione cui è adibita.

 Analizzeremo due modi per definire questa grandezza:

• la affidabilità (reliability) R

• la disponibilità (availability) A

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Per affidabilità R di un componente (macchina o impianto) si intende la probabilità che il componente
funzioni correttamente senza guasti per un tempo assegnato, in predeterminate condizioni ambientali.

 L’affidabilità è una grandezza probabilistica ed è misurabile quindi su basi statistiche, noti i risultati
di esperienze precedenti per un numero sufficiente di eventi di guasto.

 Si possono avere due tipi di guasto:


a) guasto di natura accidentale;
b) guasto per usura, fatica, corrosione o comunque fenomeni di degradazione irreversibili.

Nel caso a) si parla di guasti casuali (es. corto circuito) ; nel caso b) i guasti sono più facilmente
prevedibili perchè il fenomeno fisico che è alla loro origine è strettamente correlato col tempo di
funzionamento. Anche in questo caso la durata di sopravvivenza non è determinabile con certezza.

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densità di probabilità
dei tempi di guasto
A

Tg tempo di guasto

Nella figura è riportata la curva interpolante l’istogramma di frequenze di guasto.


La macchina (o l’impianto) relativo alla curva A ha un comportamento a guasto più prevedibile rispetto
a quello della curva B.

R
La curva tratteggiata è la cumulativa della curva A
1
R(t ) e dà la probabilità di guasto del componente.

0.5
R La curva R, che rappresenta il complemento a 1
dei valori delle probabilità di guasto ad ogni istante,
tempo è la funzione affidabilità R(t).
t

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Per disponibilità A di un componente (macchina o impianto) si intende la percentuale di tempo di buon
funzionamento rispetto al tempo totale per cui è richiesto il funzionamento stesso.

La differenza tra i due tempi corrisponde al tempo di riparazione tr.

 Si può dimostrare che, noti il tempo medio di guasto tg e il tempo medio di riparazione tr, la
disponibilità è data da:

tg
A=
t g + tr

 La disponibilità è un valor medio conseguito dopo una ripetizione sufficientemente estesa del ciclo
funzionamento/riparazione del componente.

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Affidabilità e disponibilità di una macchina o impianto possono essere migliorate in due modi:

 intervenendo in sede di gestione dell’impianto (manutenzione)

 intervenendo in sede di progetto (ad esempio con l’installazione di unità di riserva)

Si può cioè allungare la vita del componente con una appropriata politica di manutenzione, ad es. con
sostituzioni preventive a frequenza opportuna.

Tale pratica può essere a volte inefficace o non economica, imponendo così di considerare
l’opportunità di un più accurato progetto del componente, o di installare unità di riserva o di eliminare,
a livello ambientale, cause di guasto quali polvere, corrosione, vibrazione etc.

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Continuità di funzionamento di sistemi
complessi
Si possono avere :
 sistemi di tipo serie
 sistemi di tipo parallelo

 Un sistema è di tipo serie quando il non funzionamento di ciascuno dei suoi componenti provoca il
guasto dell’intero sistema ( ad es. impianto di illuminazione composto da interruttore, conduttore,
sorgente luminosa ).

R1 R2 R3

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 Un sistema è di tipo parallelo quando il buon funzionamento del sistema è assicurato dal buon
funzionamento di almeno m degli n (m<n) componenti in parallelo.

R1

R2

R3

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 In un sistema di tipo serie, detta Ri l’affidabilità dell’i – esimo componente ed Ai la sua
disponibilità, l’affidabilità RS e la disponibilità AS del sistema si calcolano con le seguenti formule:

N
RS = R1 R2 R3 ...RN = ∏ Ri
i =1
N
AS = A1 A2 A3 ... AN = ∏ Ai
i =1

Esempio: per due componenti in serie ciascuno di affidabilità a 1000 ore pari a 0.8 e disponibilità
pari a 0.9 si hanno i seguenti valori di affidabilità e disponibilità per il sistema:

RS = 0.8 × 0.8 = 0.64


AS = 0.9 × 0.9 = 0.81

 In un sistema di tipo serie la continuità di funzionamento, sia in termini di affidabilità che di


disponibilità, cala sensibilmente all’aumentare del n° di componenti.
 Questo perchè la condizione necessaria perchè il sistema funzioni è che siano verificati
contemporaneamente gli eventi di buon funzionamento di ciascuno degli elementi della serie.

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→ In un sistema di tipo parallelo, nell’ipotesi in cui sia sufficiente il funzionamento di uno soltanto
degli N componenti in parallelo per assicurare il corretto funzionamento dell’ intero sistema, si ha:
N
RS = 1 − (1 − R1 )(1 − R2 )...(1 − RN ) = 1 − ∏ (1 − Ri )
i =1
N
AS = 1 − (1 − A1 )(1 − A2 )...(1 − AN ) = 1 − ∏ (1 − Ai )
i =1

→ Le relazioni precedenti si possono ricavare partendo dalla considerazione che il sistema è guasto
quando e solo quando tutti gli N componenti sono non funzionanti; occorre ricordare che la
probabilità di non funzionamento del singolo elemento è dato da (1-Ri) o (1-Ai).

→ Nello schema in parallelo il sistema è affetto da una probabilità di non funzionamento data dal
prodotto delle probabilità di non funzionamento di ciascun componente.

→ Pertanto la continuità di funzionamento aumenta fortemente all’aumentare del n° di


componenti.

Esempio:
RS = 1 − 0.2 × 0.2 = 0.96
AS = 1 − 0.1× 0.1 = 0.99

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Esempio: calcolare l’affidabilità del sistema
E
A 0.6
0.7
C D G H
0.9 0.6 0.9 0.9

B F
0.7
0.6

P1 P2

RP1 = 1 − 0.3 × 0.3 = 0.91


RP 2 = 1 − 0.4 × 0.4 × 0.4 = 0.936
RS = 0.91× 0.9 × 0.936 × 0.9 × 0.9 = 0.621

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Considerazioni economiche sulla
continuità di funzionamento

 É possibile migliorare le prestazioni di un sistema prevedendo opportune riserve in parallelo.

 La soluzione ottimale si otterrà considerando tutte le alternative possibili e scegliendo quella a


costo più basso.

 In questo caso i costi più rilevanti sono quelli fissi legati all’elemento aggiuntivo in parallelo e
quelli legati all’inefficienza del sistema.

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Si consideri un sistema in cui si vuol considerare l’opportunità di prevedere una configurazione in
parallelo con N componenti uguali; si supponga inoltre che ogni componente possa erogare la totalità
del servizio richiesto.
Ritenendo che gli altri termini del costo di esercizio non varino al variare del n° di componenti, si ha la
seguente funzione di costo totale:
n
N Ci + [1 − AS ( N )]H Cm ∑
1
= f (N )
k =1 (1 + j )
k

Ci = costo fisso del componente [€]


Cm = costo di mancanza per unità di tempo [€/h]
Ai = disponibilità del componente
H = ore di funzionamento annue [h]
j = tasso di attualizzazione [∈]
n = anni di vita utile
AS = 1-(1-Ai)N

La soluzione ottimale è data


dal numero intero N che minimizza
la funzione di costo totale f(N) e
massimizza l’NPV che corrisponde a -f(N). N opt N
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