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Chimica , stati di aggregazione :

 Solido: volume e forma propria


 Liquido: volume proprio, assume la forma del recipiente
 Gassoso: occupa tutto il volume disponibile, assume la forma del recipiente
La materia si divide in sostanze pure e miscugli:
Le sostanze pure possono essere : Sostanze semplici, o elementi, quando non possono
essere decomposte per mezzo di processi chimici in sostanze più semplici (le sostanze
semplici sono formate da atomi di un solo tipo, o elementi) oppure Sostanze composte, o
composti, quando sono formate da due o più elementi differenti chimicamente combinati
secondo determinati rapporti fissi, identici in qualunque porzione di materia considerata (i
composti, per mezzo di processi chimici, possono essere separati negli elementi costituenti
.
I miscugli possono essere omogenei quando si presentano in un'unica fase e i componenti
non sono più distinguibili, neppure al microscopio. I miscugli omogenei sono anche detti
soluzioni, formate da una solvente, il componente più abbondante (che determina lo stato
fisico del sistema), e da un soluto, il componente disciolto nel solvente oppure eterogenei
quando sono individuabili due o più fasi e i componenti sono distinguibili a occhio nudo o
con l'ausilio di un microscopio (una sospensione è un miscuglio eterogeneo tra un solido e
un liquido; un'emulsione è un miscuglio eterogeneo tra due liquidi immiscibile
ATOMI, n° protoni = numero atomico Z = numero di elettroni nell’atomo neutro, altrimenti
ione: positivo (catione) o negativo (anione) . La massa atomica è concentrata nel nucleo e
quantificata come n° protoni + n° neutroni = numero di massa A. In alto a sx dell’elemento
abbiamo il numero di massa atomica, in basso a sx il numero atomico.
Gli isotopi sono atomi con uguale numero atomico Z ( → stesso elemento → stesse
proprietà chimiche) ma diverso numero di massa atomica A ( → diverse proprietà fisiche)
dovuto ad un diverso numero di neutroni nel nucleo. Gli elementi in natura sono costituiti
da miscele di due o più isotopi. L’ abbondanza isotopica è la percentuale di atomi di uno
specifico isotopo sul totale di atomi di quell’elemento presenti in natura. Es 1 H prozio, 2H
deuterio , 3H trizio .

Stabilità dei nuclidi e radioattività, All’aumentare di Z cresce l’instabilità . Nuclidi instabili


decadono per raggiungere configurazioni più stabili emettendo radiazioni
Misurare la massa di atomi e molecole:
Massa (o peso*) atomico e molecolare . La massa molecolare è la somma delle masse
atomiche (in u.m.a) di tutti gli atomi che compongono la molecola. 12C è stato scelto
anche come riferimento nella scala delle unità di massa atomica (u.m.a.). ESEMPIO P.A. O
(atomo di ossigeno) 16 u.m.a. P.M. O2 (molecola di ossigeno) 32 u.m.a. , P.A. H (atomo di
idrogeno) 1 u.m.a , .PM. H2O (molecola di acqua) 18 u.m.a. = (1x2 + 16) u.m.a

TAVOLA PERIODICA , contiene tutti gli elementi chimici ordinati per numero atomico Z
crescente. Nella tavola periodica i metalli sono collocati nei primi gruppi da sinistra (metalli
alcalini gruppo 1, metalli alcalino-terrosi: gruppo 2, metalli di transizione gruppi 3-12) I
non-metalli sono collocati a destra (gruppi 13-17) , dove il penultimo gruppo comprende i
cosiddetti «alogeni», mentre l’ultimo è costituito dai gas nobili. La separazione tra metalli e
non metalli è segnalata da una demarcazione a gradini. Nel VI e VII periodo si aggiungono
altri elementi chimici chiamati rispettivamente Lantanidi e Attinidi.
La massa atomica per ogni elemento è riportata come media delle masse atomiche di tutti
gli isotopi di quell’elemento, pesata sulle loro abbondanze isotopiche.
LA MOLE è l’unità di misura della «quantità di materia». La mole è un numero di «oggetti»
pari al numero di Avogadro NA = 6.022 × 1023. NA=6.022 × 1023 è il numero di atomi
contenuti in 12 grammi esatti di 12C che è a sua volta il riferimento per la scala delle unità
di massa atomica. Una mole di atomi di 12C = 6.022 × 10 23 atomi di 12C = NA atomi di 12C
ha massa 12 g (massa molare 12C =12 g/mol) Un atomo di 12C Ha massa 12 u.m.a. (massa
atomica).ù
Massa molare e massa atomica/molecolare, 1 molecola di zucchero Massa molecolare =
342.30 u.m.a. e 1 mole di molecole di zucchero 342.30 g Massa molare = 342.30 g/mol
Dalla massa (in grammi) di una sostanza al numero di moli in essa contenuti: massa (g)/
massa molare (g/mol)= =numero di moli (mol)
Dal numero di moli di una certa sostanza alla sua massa (in grammi): numero di moli (mol)
· massa molare (g/mol) = massa (g)

MODELLO ATOMICO , primi spunti :


Atomo essenzialmente vuoto, massa atomica concentrata nel nucleo . Nucleo carico
positivamente . Atomo elettricamente neutro: numero protoni = numero elettroni .
Elettroni localizzati in qualche modo nella «periferia» dell’atomo per giustificare
l’impenetrabilità della materia.
Modello atomico a «shell» di Bohr
Ogni shell è associata ad un’energia discreta, e descritta dal numero quantico principale n .
Ogni shell può contenere al massimo un preciso numero di e- , pari a 2n2. ES K (n = 1): Ne =
2(12) = 2 L (n = 2): Ne = 2(22) = 8 M (n = 3): Ne = 2(32) = 18
Gli orbitali sono regione di spazio attorno al nucleo atomico in cui è massima la probabilità
di trovare elettroni
 N, n ° quantico principale (livello energetico)
 L n ° quantico orbitale (forma orbitale)
 Ml n ° quantico magnetico (orientazione dell’orbitale)
 Ms: spin e–
Possono assumere i seguenti valori n = 1, 2, … l = 0, 1, … n-1 ml = -l, -l+1, …, 0, …, +l
Le principali tipologie di orbitali atomici possono essere s (sferici, non direzionali ), p
(lobati, 3 orbitali direzionali) d(5 orbitali , più complessi , direzionali)

LEGAME CHIMICO , gli atomi della maggior parte degli elementi chimici si aggregano fra
loro tramite un legame chimico, una forza attrattiva che si stabilisce tra atomi (dello stesso
o differente tipo) permettendo loro aggregarsi in reticoli, molecole e insiemi di molecole.
I sistemi tendono a “fare economia” di energia potenziale portandosi allo stato energetico
inferiore (più stabile). Energia di legame [kJ/mol] quantità di energia che è necessario
fornire a una mole di sostanza (allo stato gassoso) per rompere il legame fra i suoi atomi (o
che viene liberata formandolo) . Alcuni elementi sono invece sistematicamente “solitari” e
non formano spontaneamente legami chimici Gas nobili, un atomo è particolarmente
stabile quando ha il livello di valenza completamente pieno. Gli atomi formano legami
chimici per raggiungere la configurazione stabile tipica dei gas nobili, regola dell’ottetto.
LEGAME IONICO (trasferire , catione na+ e anione cl-) LEGAME COVALENTE (condividere)
L’elettronegatività: capacità di un atomo di attirare a sè elettroni di un altro atomo con cui
intrattiene un legame chimico. Tra 0 e 0,4 covalente puro , tra 0,4 e 1,9 covalente polare ,
oltre legame ionico.
LEGAME IONICO, si forma tra atomi aventi una differenza di elettronegatività > 1.7 – 1.9.
L'atomo più elettronegativo ha una maggiore tendenza ad attrarre e divenendo uno ione
con carica negativa, mentre il secondo uno ione con carica positiva. Questo legame è di
tipo elettrostatico: l'arrangiamento degli atomi nello spazio non ha la direzionalità del
legame covalente. I legami ionici si rompono durante il processo di solvatazione in acqua.
ES NA CL
IL LEGAME COVALENTE si realizza con la condivisione di una o più coppie (doppietti) di
elettroni da parte di due atomi, che acquistano una configurazione elettronica esterna
stabile (livello di valenza pieno). A seconda del numero di coppie di elettroni condivise, si
formano legami covalenti singoli, doppi o tripli.
Quando il legame covalente si forma tra atomi che presentano un diverso valore di
elettronegatività, la nube elettronica degli elettroni che costituiscono il legame covalente è
concentrata sull'atomo più elettronegativo. Si parla in questo caso di legame covalente
polare. La nube elettronica (formata dagli elettroni di legame) si sposta più dalla parte
dell’atomo a maggiore elettronegatività originando così una disposizione asimmetrica degli
elettroni.

Notazione di Lewis: Una “ricetta” per costruire le formule di struttura a partire dalla
formula bruta di molecole legate in modo covalente.
1) Sommare tutti gli e– di valenza CO2=16 elettroni
2) 2) Definire lo scheletro della molecola Connetto tutti gli atomi con un legame
singolo Al centro atomo con E.N. minore, H sempre terminale O–C–O 3.5 2.5 3.5
3) Contare gli elettroni coinvolti nei legami assegnare provvisoriamente gli elettroni
rimanenti ai singoli atomi (priorità a quelli più elettronegativi) 16-12=4 e
4) Ridistributire gli e– per permettere agli atomi coinvolti di arrivare a completare il
loro livello di valenza
5) Calcolare la carica formale su ogni atomo
Dal 3° periodo in poi, se un atomo dispone di orbitali d vuoti a bassa energia, può utilizzarli
per allocare più di otto e– nello strato di valenza, espandendo l’ottetto fino a 18 e–
Gli ibridi di risonanza sono molecole che non si possono descrivere accuratamente tramite
una sola struttura di Lewis. L’approccio di Lewis non ci dà informazioni sulla geometria
molecolare ma la geometria molecolare è un’informazione fondamentale nello studio della
reattività di una molecola.
Teoria VSEPR: le molecole organizzano la loro geometria in modo da minimizzare la
repulsione elettronica tra i doppietti elettronici intorno ad ogni atomo. • i doppietti di non
legame contano quanto quelli di legame • i legami doppi e tripli si comportano come
un’unica entità, In base al numero di cariche si creano diverse forme : 2 lineare 3 trigonale
planare 4 tetraedrica 5 trigonale bipiramidale 6 ottaedrica.
Teoria del Legame di Valenza, fra due atomi si forma un legame quando una coppia di
elettroni con spin paralleli viene condivisa per sovrapposizione di due orbitali atomici, uno
per ciascuno dei due atomi legati.
Vi sono diversi tipi di sovrapposizione fra orbitali:
 legami σ sigmae , sovrapposizione orbitalica sulla congiungente dei nucle
 legami π, sovrapposizione orbitalica «laterale», tipicamente
I legami π sono più deboli dei legami σ
Orbitali atomici ibridi= nuovi orbitali che si formano per rimescolamento di due o più
orbitali atomici «puri» e possiedono forme e proprietà energetiche e direzionali nuove
LEGAMI INTERMOLECOLARI
Forze di natura elettrostatica tra molecole. Dipendono dalla presenza di una distribuzione
delle cariche nelle molecole, e dalle sue fluttuazioni. Sono energie di legame molto minori
rispetto a quelle coinvolte nei legami chimici intramolecolari come il legame ionico e
covalente .
Particolare legame intermolecolare di tipo dipolo permanente-dipolo permanente . Si
verifica con atomi di H coinvolti in un legame covalente con elementi molto elettronegativi
(come F, O, N) . Pur essendo un legame di natura elettrostatica è fortemente direzionale
Legame a idrogeno .

SOLUZIONI
Una soluzione è una miscela omogenea i cui componenti, molecole o ioni, si mescolano
muovendosi liberamente l’uno rispetto all’altro. Per formare una soluzione sono
necessarie almeno due sostanze: una è detta solvente, mentre le altre prendono il nome di
soluto. Con il termine solvente si indica generalmente il componente presente in maggior
quantità: è il mezzo in cui i soluti sono miscelati o disciolti. Il solvente più utilizzato è
l’acqua liquida, anche se, in realtà, un solvente si può trovare in qualsiasi stato fisico:
solido, liquido o gassoso. Assumiamo, da ora in poi, che tutte le soluzioni di cui ci
occuperemo siano soluzioni acquose. Si definisce soluto una qualsiasi sostanza disciolta nel
solvente. Un soluto può essere solido, liquido o gassoso.
Concentrazione: rapporto tra quantità di soluto e quantità di solvente o di soluzione. La
concentrazione può venire espressa in diversi modi :
 Concentrazione in massa (%m/m): grammi di soluto presenti in 100 g di soluzione
 Concentrazione in volume (%v/v): volume di soluto presente in 100 mL di soluzione
Le quantità relative di soluto e di solvente possono essere a volte indicate in modo
approssimativo. Una soluzione diluita: piccolo rapporto tra soluto e solvente, una
soluzione concentrata: elevato rapporto tra soluto e solvente.
Un altro modo per esprimere la concentrazione è la molarità . La concentrazione molare o
molarità (abbreviata con M) di una soluzione è definita come numero di moli di soluto per
litro di soluzione . Molarità=moli di soluto(mol)/litri di soluzione (l) Massa (M)
=n(mol)/V(l) moli di soluto (mol) =Molarità (M) x volume (l)
A ogni valore di temperatura esiste in genere un limite alla quantità di soluto che può
essere disciolta in una certa quantità di solvente oltre cui si assiste alla precipitazione del
corpo di fondo. Si tratta di una soluzione satura poiché a questa temperatura non è
possibile disciogliere altro soluto. La solubilità di un soluto aumenta all’aumentare della
temperatura della soluzione. Perciò, mentre a temperatura costante l’equilibrio nella
soluzione satura persiste, riscaldando la miscela, si può disciogliere una maggiore quantità
di soluto.

SOLUBILITÀ DEI COMPOSTI IONICI, i composti ionici come NaCl, posti in acqua, liberano
ioni positivi e negativi a causa dell’azione delle molecole d’acqua, che interferiscono con il
legame ionico, separando gli ioni di carica opposta già presenti nel solido. NaCl è quindi un
elettrolita: si dissocia in ioni e le sue soluzioni possono, quindi, condurre la corrente
elettrica.

LE REAZIONI CHIMICHE sono trasformazioni che comportano una variazione della struttura
e della composizione chimica delle sostanze originarie, i reagenti, con formazione di nuove
sostanze, i prodotti.
Affinché l’equazione descriva la reazione non solo dal punto di vista qualitativo (quali
specie chimiche sono coinvolte nella reazione), ma anche quantitativo, è necessario
anteporre a ciascuna formula un numero, detto coefficiente stechiometrico.
Le tappe fondamentali per scrivere correttamente un’equazione di reazione sono le
seguenti:
1. stabilire quali sono i reagenti e i prodotti;
2. scrivere le formule corrette dei reagenti e dei prodotti; gli indici numerici di tali
formule non possono essere modificati durante il bilanciamento;
3. bilanciare lo schema di reazione introducendo i coefficienti stechiometrici che
consentono di conservare inalterato il numero di atomi di ogni specie chimica.
4. bilanciare per primi gli atomi dei metalli, poi quelli dei non metalli
5. bilanciare per ultimi gli atomi di idrogeno e ossigeno, se presenti, partendo da
quello presente nel minor numero di formule della reazione
Una reazione chimica tra i reagenti A e B avviene in modo completo quando al termine
della reazione non vi è più traccia dei reagenti (A e B) che si sono trasformati
completamente nei prodotti (C e D). Tale reazione si scrive con un'unica freccia che va dai
reagenti verso i prodotti.
La doppia freccia indica una reazione reversibile, in quanto avviene contemporaneamente
nelle due direzioni, nel senso che anche i prodotti C e D possono reagire tra loro per ridare
i reagenti A e B
COSTANTE DI EQUILIBRIO

il rapporto che mette in relazione la concentrazione (espressa in parentesi quadre come


molarità, moli/L quando in ambiente acquoso) dei reagenti, dei prodotti e i coefficienti
stechiometrici, prende il nome di costante di equilibrio Keq . Keq= C C x DD/ AA x BB
Se k :

 molto grande: la reazione procede quasi completamente (equilibrio molto spostato


a destra = le concentrazioni dei prodotti sono molto maggiori di quelle dei reagenti).
 K ≈ 1: le concentrazioni dei prodotti e dei reagenti all’equilibrio sono praticamente
uguali.
 K molto piccola: bassa concentrazione dei prodotti (equilibrio molto spostato a
sinistra = le concentrazioni dei reagenti sono molto maggiori di quelle dei prodotti)

PRINCIPIO DI LE CHATELIER = Ogni sistema tende a reagire ad una perturbazione impostagli


dall’esterno minimizzandone gli effetti. Per esempio, il sistema tende ad opporsi
all’aumento di concentrazione, un reagente, e quindi i reagenti si trasformano in prodotti:
l’equilibrio si sposta verso i prodotti Se il prodotto è rimosso, l’equilibrio si sposta verso i
prodotti, mentre se aggiungiamo un prodotto, l’equilibrio si sposta verso i reagenti.

LA COSTANTE DI SOLUBILITÀ

Un sale indisciolto è in equilibrio con la soluzione che lo circonda. La reazione di dissoluzione di un sale,
NaCl(s), in acqua può essere «spostata» verso sinistra per aggiunta di ioni Cl- , diminuendo la solubilità del
sale

IL CASO DELL’EMOGLOBINA

L’ossigeno, molecola apolare, è poco solubile nel plasma e viene trasportato dall’emoglobina Hb una
proteina contenuta nei globuli rossi. L’ossigeno si lega agli ioni Fe contenuti nei quattro gruppi eme
dell’emoglobina secondo l’equilibrio Hb + 4 O2 ⇄ Hb (O2)4. Nei polmoni la concentrazione di O2 è alta.
L’equilibrio è tutto spostato a destra e tutta l’emoglobina è legata a O2 B. Nei tessuti la concentrazione di
O2 è bassa. L’equilibrio è tutto spostato a sinistra e l’emoglobina rilascia le molecole di O2 L’emoglobina è
costituita da quattro subunità, ciascuna delle quali contiene un gruppo eme

ACIDI E BASI – ARRHENIUS

gli acidi sono sostanze che, sciolte in acqua, liberano ioni H+; le basi sono sostanze che, sciolte in acqua,
liberano ioni OH−.

ACIDI E BASI – BRØNSTED-LOWRY

Qualsiasi molecola o ione che può donare un protone è un acido; qualsiasi molecola o ione che può
accettare un protone è una base. Una reazione acido-base consiste, quindi, in un trasferimento protonico

Quando si stabilisce un equilibrio chimico, ogni acido, donando il proprio protone, si trasforma nella propria
base coniugata, e ogni base, accettando il protone, si converte nel corrispondente acido coniugato

ACIDI E BASI – LEWIS

Si dicono acidi le specie che possono accettare una coppia di elettroni; si dicono basi le specie capaci di
donare una coppia di elettroni liberi da legami.
SOSTANZE ANAFORE sono composti anfoteri possono agire come acidi o come basi, a seconda della
sostanza con cui vengono miscelati. L’acqua, per esempio, si comporta da acido quando reagisce con la
base debole ammoniaca. Al contrario, agisce da base quando acquista un protone dalla molecola H2PO4 –

LA IONIZZAZIONE DELL’ACQUA

La reazione di autoionizzazione o autoprotolisi dell’acqua è: H2O+H20 H30 (ione idronio) +OH-(ione


idrossido). Kw = H+ x OH- è la costante dell’equilibrio di autoionizzazione e viene chiamata prodotto ionico
dell’acqua.

Da accurate misure sperimentali effettuate sull’acqua pura si ha che, a 25 °C: h+=oh-=1,00 x 10 -7 mol/l

SOLUZIONI ACIDE, BASICHE E NEUTRE

 Quando [H+] > 10−7 M, la soluzione è acida;


 quando [H+] < 10−7 M, la soluzione è basica;
 quando [H+] = [OH−], la soluzione è neutra

ll pH è una scala di misura dell'acidità o della basicità di una soluzione acquosa

Si definisce pH il logaritmo decimale negativo della concentrazione molare degli ioni H+ : pH = −log[H+] .
La definizione di pOH è : Poh= -LOG (OH-)

Per individuare la relazione tra pH e pOH:

Kw = H+ x OH-

-log kw = - log H+ - log OH-

pkw = pH+pOH

14= pH+pOH

FORZA DI ACIDI E BASI

Gli acidi e le basi sono classificati come forti o deboli in base ai comportamenti che assumono in soluzione
acquosa. Per Brønsted sono acidi forti quelli che cedono protoni in maniera completa all’acqua,
dissociandosi completamente ed essendo quindi in acqua completamente ionizzati .ù

Gli acidi deboli si ionizzano limitatamente in acqua, tendendo a rimanere in forma indissociata
Le soluzioni tampone sono soluzioni contenenti una coppia acido-base coniugata in cui le concentrazioni di
acido e base, entrambi non forti, sono circa dello stesso ordine di grandezza. Si tratta di soluzioni che si
oppongono al cambiamento di pH per modeste addizioni di acido o di base. Una soluzione tampone si
prepara miscelando un acido debole e un suo sale solubile, oppure una base debole e un suo sale,
anch’esso solubile. Le reazioni biochimiche sono particolarmente sensibili al pH infatti le molecole
biologiche contengono gruppi di atomi che possono caricarsi o essere neutri in funzione del pH e ciò ha
effetto sull'attività biologica della molecola.

La soluzione tampone costituita un acido debole (HA, ad esempio acido acetico) e la sua base coniugata
HA/A-.

L’aggiunta dell’acido determina la trasformazione di parte della base di Brönsted del tampone, A - , nel suo
acido coniugato (debole), HA, spostando l’equilibrio a destra. Questa reazione impedisce l’aumento della
concentrazione di H + che altrimenti si avrebbe a causa dell’aggiunta dell’acido forte. Analogamente, ioni
OH- provenienti da una base forte reagiscono con l’acido debole HA del tampone. In questo caso, gli ioni
OHtrasformano parte dell’acido di Brönsted del tampone, HA, nella sua base coniugata, A- . La reazione
limita l’aumento di concentrazione degli ioni OH- , che altrimenti determinerebbe una notevole variazione
del pH.

NUMERO DI OSSIDAZIONE

Il numero di ossidazione (n.o.) rappresenta la carica che ogni atomo, in una molecola o in uno ione,
assumerebbe se gli elettroni di legame fossero assegnati all’atomo più elettronegativo. Alcune regole :

o Per gli atomi di una qualsiasi specie chimica allo stato elementare il numero di ossidazione è 0. Per
gli elementi del gruppo I (metalli alcalini) nei composti il n.o. è +1.
o Per gli elementi del gruppo II (metalli alcalino terrosi) il n.o. è +2.
o L'idrogeno ha numero di ossidazione +1 in quasi tutti i suoi composti.
o L'ossigeno ha n.o. -2 in quasi tutti i suoi composti.
o Il fluoro (F) ha sempre numero di ossidazione -1.
o Il cloro (Cl), il bromo (Br) e lo iodio (I) hanno n.o. -1, tranne che nei composti in cui sono legati al
fluoro o all'ossigeno.
o La somma dei n.o. degli elementi presenti in una molecola neutra è uguale a zero, mentre in uno
ione poliatomico la somma dei n.o. coincide con la carica dello ione

Reazioni di ossidoriduzione o redox: reazioni in cui cambia il numero di ossidazione degli atomi, cioè in cui
si ha uno scambio di elettroni da una specie chimica ad un'altra. . Se si considera ad esempio la
combustione del magnesio, si ha 2Mg+ O2—2MgO

Ogni atomo di magnesio metallico, elettricamente neutro, perde due elettroni e diventa ione positivo; ogni
atomo di ossigeno, anch’esso elettricamente neutro, prende i due elettroni ceduti dal magnesio e diventa
ione negativo.

L’ossidazione provoca un aumento del numero di ossidazione di una specie. Mg—MG 2+ + 2e-

La riduzione provoca una diminuzione del numero di ossidazione di una specie. O+2e - -- O2-
L’ossidante (O2 nell’esempio precedente) è una sostanza che ossida altri partner, mentre essa stessa si
riduce. Il riducente (Mg nell’esempio precedente) provoca la riduzione di altre sostanze mentre essa stessa
si ossida

Esiste una specifica classe di enzimi che negli organismi viventi catalizzano (facilitano) le reazioni di
ossidoriduzione: le ossidoreduttasi.

CHIMICA ORGANICA, Oggi la chimica organica studia tutte le sostanze che contengono carbonio (tranne
alcune eccezioni (Anidride carbonica (CO2) Ossido di carbonio (CO) Acido carbonico (H2CO3) Tutti i
carbonati (CO3) 2- e bicarbonati (HCO3) )

LEGAMI E IBRIDAZIONE DEL CARBONIO

Il valore intermedio di elettronegatività (2.5) permette all’atomo di formare legami covalenti forti e stabili. Il
carbonio presenta diversi tipi di ibridazione

In chimica organica il carbonio forma sempre in totale 4 legami, 4 legami semplici, 2 semplici e 1 doppio, 1
triplo 1 semplice. In chimica organica generalmente l’ossigeno forma in totale 2 legami . Generalmente
l’azoto forma in totale 3 legami, l’idrogeno forma 1 legame e In chimica organica gli alogeni (F, Cl, Br, I)
formano 1 legame

UN GRUPPO FUNZIONALE è un raggruppamento di atomi che per la loro natura e il tipo di legame che li
unisce conferisce alle molecole in cui è presente peculiari caratteristiche chimiche e fisiche La
classificazione dei composti organici è generalmente basata sui gruppi funzionali.

 IDROCARBURI

Gli idrocarburi sono composti binari formati solo da carbonio e idrogeno. Gli idrocarburi saturi sono
costituiti da catene di atomi di carbonio uniti soltanto da legami semplici; gli idrocarburi insaturi
presentano catene di atomi di carbonio contenenti legami multipli.

ALCANI . La formula generale della serie omologa degli alcani è CnH2n + 2, dove n rappresenta un
numero intero. Gli alcani contengono solo atomi di carbonio saturi ibridati sp3. Nella nomenclatura
IUPAC, a parte i primi quattro termini, il nome degli alcani è costituito da un prefisso numerico seguito
dal suffisso -ano. Esempi, metano CH4, ETANO C2H6, propano C3H8

ALCHENI, a formula generale della serie omologa degli alcheni è CnH2n , dove n rappresenta un
numero intero. contengono lungo la catena uno o più doppi legami carbonio-carbonio (carbonio
ibridato sp2). Per questo motivo gli alcheni sono classificati come idrocarburi insaturi. Nella
nomenclatura IUPAC, a parte i primi quattro termini, il nome degli alcheni è costituito da un prefisso
numerico seguito dal suffisso -ene.
ALCHINI, La formula generale della serie omologa degli alchini è CnH2n - 2, dove n rappresenta un
numero intero. Gli alchini sono caratterizzati dalla presenza di uno o più tripli legami carbonio-carbonio
(carbonio ibridato sp) e sono anch’essi classificati come idrocarburi insaturi. Nella nomenclatura IUPAC,
a parte i primi quattro termini, il nome degli alchini è costituito da un prefisso numerico seguito dal
suffisso -ino

ISOMERI, composti con stessa formula bruta, ma diversa formula di struttura e, quindi,generalmente
diverse proprietà chimiche e fisiche

CLASSIFICAZIONE ISOMERIE:

Esistono differenti tipi di isomeria, che si possono raccogliere in due categorie fondamentali:

• isomeria di struttura (di catena): se hanno formula bruta identica ma diversa connettività;

• stereoisomeria, nella quale gli isomeri, genericamente chiamatistereoisomeri, differiscono perché gli
atomi delle loro molecolesono legati nella stessa sequenza, ma orientati diversamente nello spazio. Gli
stereoisomeri comprendono gli isomeri conformazionali e gli isomeri configurazionali; questi ultimi, a loro
volta, si distinguono in isomeri geometrici e isomeri ottici (o enantiomeri)

ISOMERIA CONFORMAZIONALE, negli idrocarburi più semplici, gli unici legami presenti sono legami

σ, che possono subire una libera rotazione consentendo agli atomi differenti orientazioni nello spazio. Certe
orientazioni degli atomi sono comunque più favorite di altre. Gli isomeri conformazionali sono
interconvertibili per rotazione attorno a legami semplici.

ISOMERIA GEOMETRICA , è un particolare tipo di isomeria configurazionale in cui gli isomeri differiscono
per la posizione di sostituenti rispetto a legami rigidi, come doppi legami o legami semplici all’interno di
composti ciclici

L’enantiomeria, o isomeria ottica, è tipica dei composti saturi chirali aibridazione sp3 in cui il carbonio
presenta legami con quattro diversi atomi o gruppi.La miscela costituita dal 50% di ciascuno dei due
enantiomeri non presenta attività ottica e viene chiamata racemo. Gli enantiomeri sono una coppia di
molecole speculari tra loro non sovrapponibili. Due molecole enantiomere l'una dell'altra possiedono le
medesime proprietà fisiche, tranne una: la capacità di ruotare il piano della luce polarizzata.

COMPOSTI ETEROCICLICI

Molecola ciclica nella quale uno o più atomi dell'anello sono eteroatomi, cioè atomi diversi dal carbonio. Gli
eteroatomi più comuni sono: l'azoto, l'ossigeno, lo zolfo, il boro, il fosforo. L'importanza dei composti
eterociclici, soprattutto quelli azotati, risiede nel loro ruolo, quasi sempre indispensabile, nei sistemi
biologici. Molte vitamine, farmaci, droghe e altre sostanze naturali contengono anelli di composti
eterociclici.

ALCOLI

Gli alcoli sono caratterizzati da un gruppo funzionale che è un ossidrile (o idrossile) (-OH) legato a un gruppo
alchilico R. In generale un alcol può essere rappresentato nel seguente modo:

ALDEIDI E CHETONI

Entrambi i composti sono caratterizzati dalla presenza del gruppo carbonilico,


in cui uno dei carboni della catena principale è interessato in un doppio legame con un ossigeno

ETERI

Gli eteri sono composti organici in cui due gruppi, alchilici R (o arilici Ar), sono tenuti insieme da un atomo
di ossigeno. I sostituenti possono essere uguali o diversi

Acidi carbossilici

l gruppo funzionale che caratterizza gli acidi carbossilici è fortemente assonante con il carbonile (-CO) di
aldeidi e chetoni. Al carbonio del carbonile, al posto di un H o un R’, però, è legato un ossidrile. Pertanto, il
gruppo funzionale risultante si chiama gruppo carbossilico e si indica con -COOH oppure -CO2H.
ESTERI

Gli esteri sono composti organici che derivano dagli acidi carbossilici per sostituzione del gruppo —OH con il
gruppo —OR, pertanto hanno formula RCOOR

LEGAME PEPTIDICO

Gli amminoacidi sono molecole organiche che nella loro struttura recano sia il gruppo

funzionale amminico (-NH2), sia quello carbossilico (-COOH).

Tra la funzione -RNH2 di un amminoacido e quella -COOH di un altro si può formare un legame di tipo
ammidico, che viene definito legame peptidico.

STRUTTURA PROTEINE:

Struttura primaria, semplice sequenza degli amminoacidi (basata sul

legame peptidico)

Struttura secondaria, α-elica β-foglietto … caratterizzata da legami idrogeno tra gli NH ammidici ed

i gruppi carbonilici dello scheletro polipeptidico.