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Insieme a te per fare della nostra zona un modello per Milano

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COESIONE SOCIALE e ASSOCIAZIONISMO PER TORNARE A VIVERE LA CITTA’

Oggi giorno è crescente l’idea e l’atteggiamento a rimanere chiusi in se stessi, nelle proprie case pensando solo al
benessere individuale. Bisogna, invece, tornare ad abitare la città e ad abitarla insieme; l’ideologia africana
“Ubuntu”, chiarita dall’espressione “IO SONO PERCHE’ NOI SIAMO” ci ricorda che vi è la necessità di vivere in una
società basata su lealtà, sostegno reciproco e solidarietà per attenuare in senso costruttivo disparità dovute a
situazioni sociali, economiche, culturali ed etniche; occorre arrivare ad una socialità organizzata e diffusa. E’ un

obiettivo facilmente raggiungibile se si pensa al gran numero di associazioni, comitati e cooperative


sociali che operano sul nostro territorio.

E’ tuttavia necessario creare una rete di rapporti tra questi ultimi e far sì che possano usufruire di quegli spazi
d'incontro inutilizzati e troppo spesso isolati come biblioteche, giardini, scuole e i cosiddetti CAM (Centri di
Aggregazione Multifunzionale come quello nel quartiere Olmi). Bisogna pubblicizzare e incentivare all’uso di
questi attraverso una rete di contatti e collaborazioni tra operatori come il progetto “Rete Baggio” che da anni
favorisce la collaborazione tra associazioni, oratori, scuole e cooperative del territorio. Occorre inoltre attuare una
politica volta a lasciare questi spazi a disposizione di tutti il maggior tempo possibile prolungando quindi

orario di apertura al pubblico; e infine migliorare i servizi offerti, ad esempio rendendo la


l’

rete WiFi gratuita per gli utenti. Si potrebbe pensare ad un progetto pilota di WiFi in tutta la zona come
quello che è in corso di prova nell’area Castello Sforzesco. In questa rete di relazioni e aiuto reciproco che è la

comunità vi sono inoltre gli oratori, entità fondamentale e affermata nella nostra zona, luogo d'incontro e
ricreazione. Vi sono sul territorio anche società sportive (legate o meno a parrocchie e oratori) che
danno la possibilità a molti ragazzi di praticare sport perseguendo fini educativi e non solo agonistici. Entrambe
queste realtà vanno finanziate e sostenute.

Si otterrebbero una serie di risultati virtuosi anche attraverso la partecipazione dei cittadini alle proprie realtà, tra

cui una maggior sicurezza senza il bisogno di coprifuoco o pattugliamenti di camionette dei militari
per le strade. Si incentiverebbe l’integrazione pacifica e costruttiva delle diverse realtà e culture che coabitano e
coesistono nel nostro territorio. Ciò sicuramente è possibile anche grazie all’impegno di tutti per il rispetto delle
regole e tramite l’azione e la collaborazione, nei casi di necessità, delle forze dell’ordine e della Polizia Locale

(che con la giunta Moratti è diminuita di 500 unità!) per il mantenimento della legalità e della sicurezza. La
miglior integrazione si ottiene portando ogni persona ad avere una propria autonomia e una propria responsabilità
nei confronti degli altri e del proprio quartiere.

Mi impegnerò per questo

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Bisogna ricordarsi e mettere al centro dell’attenzione anche i più anziani, portatori della storia e memoria
del passato: sono spesso emarginati e lasciati in solitudine. Vanno creati e migliorati i canali per mantenere attive
e facilitare la relazione tra di loro e con gli altri attraverso l’utilizzo di spazi pubblici dove organizzare attività o

momenti d’incontro. Allo stesso modo non ci si deve dimenticare di tutti coloro che presentano disabilità
fisiche e mentali, poiché anche loro sono parte integrante della comunità e devono poter vivere in
una società ed in una città che in grado di accoglierli al meglio (perché per esempio non tutti gli attraversamenti
pedonali hanno la rampa di salita e discesa per carrozzine).

Mi impegnerò per questo.

Le associazioni di volontariato e i cittadini attivi che si impegnano con costanza e responsabilità meritano di
essere premiati, aiutati e seguiti per il raggiungimento di questi obiettivi. Deve esserci un rapporto diretto tra
amministratori e associazioni; queste devono essere informate delle possibilità e degli spazi disponibili che la
città e il comune offre loro, come i numerosi spazi vuoti e in disuso nei quartieri popolari. Bisogna motivare e

incentivare le nuove generazioni ad impegnarsi in questi progetti, per esempio offrendo


sconti sui mezzi pubblici a chi svolge attività di volontariato. Le associazioni e il volontariato in genere sono un
aspetto fondamentale di una comunità perché si occupano di molti aspetti della vita quotidiana dove le istituzioni
spesso non riescono a svolgere i loro compiti pienamente o dove mancano completamente; sono delle risorse
motivate e concrete perché hanno un contatto e continuo con la vita di tutti i giorni e delle situazioni che in essa si
vengono a creare.

Un esempio virtuoso da questo punto di vista è Piazzale Selinunte, all’interno del quartiere popolare San Siro.

Qui, una volta sistemata e arredata la piazza da un punto di vista urbanistico, è stata seguita e animata in vari modi
da più enti coordinati dal Laboratorio di Quartiere nato in seguito al Contratto di Quartiere (stipulato nel 2005 tra
Regione, Comune, Consiglio di Zona, ALER, Associazioni, Sindacati Inquilini e Comitati di Quartiere) con l’obiettivo
di tenere attiva la zona e come luogo d’informazione, promozione sociale, integrazione e coinvolgimento per i
cittadini.

Ora passando in Piazzale Selinunte è possibile vedere ad ogni ora del giorno persone di tutte le età che si mettono
in gioco e in relazione: dalla mattina con le nonne e i nipoti alla sera con chi dopo una giornata di lavoro si concede
due tiri a calcio o pallacanestro.

E’ un esempio positivo e ben riuscito che va sostenuto e replicato in altri quartieri per lo sviluppo di una comunità
accogliente e autosufficiente.

Mi impegnerò per questo.

Un altro particolare esempio di collaborazione tra cittadini è quello dei GAS, Gruppi di Acquisto
Solidale; privati cittadini, famiglie, amici o condomini che si mettono in rete per acquistare prodotti
alimentari direttamente dai produttori sostenendo il lavoro agricolo e le coltivazioni tradizionali verso la
conversione al biologico. Valorizzano criteri di vicinanza, qualità, sistemi di uso della terra e delle acque, avendo
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di mira il minor impatto ambientale durante la produzione di tali beni e il controllo dei prezzi attraverso la filiera
corta, ossia saltando la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e i suoi ricarichi. Gli stessi GAS inoltre sono
promotori di iniziative legate all’alimentazione, al consumo sostenibile, all’attenzione verso l’ambiente
circostante e sono impegnati anche nelle ristorazioni collettive (come alcune mense scolastiche, per esempio).
Sono dunque un esempio di collaborazione intelligente che è necessario incentivare e promuovere. In Regione
Lombardia è stato appena presentato un progetto di legge sui GAS a firma dei consiglieri PD Civati e Pizzul, che
promuove queste esperienze, e che ha bisogno di essere conosciuto, sostenuto e approvato. Si potrebbe inoltre

legare il tema dei prodotti a km 0 alle numerose cascine presenti sul nostro territorio, facendole diventare,
almeno periodicamente, un mercato di prodotti del territorio.

Mi impegnerò per questo.

Torniamo a vivere la città, torniamo a viverla insieme.


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VERDE, RIFIUTI E MOBILITA’: UNA ZONA SOSTENIBILE

La zona 7 ha la fortuna di essere una delle più verdi di Milano.

Parco di Trenno, Bosco in Città, Parco delle Cave e Parco dei Fontanili creano una grande area verde ad Ovest di
Milano e soprattutto costituiscono dei corridoi verdi nella monotonia della città e la collegano con i Comuni

limitrofi come Cesano Boscone. Questo sistema fa parte del Parco Agricolo Sud, una vasta area di
zone agricole e parchi che troppo spesso oggi è minacciata dalle cementificazioni e dalle speculazioni
immobiliari.

E’ nostro compito difendere queste aree perché sono parte del nostro territorio, della nostra
infanzia e della vita di tutti i giorni; abbiamo la necessità di preservarle per Noi, per la biodiversità che le abita e
per la salvaguardia dell’ambiente che seppur indirettamente si ripercuote anche sul Nostro benessere.

Invece di mettere i bastoni tra le ruote (come ha fatto la Giunta Moratti) a progetti come quello di Italia Nostra al
Bosco in Città e Parco delle Cave (con riconoscimenti anche a livello internazionale) bisogna elevarli a modello, a
buon esempio per tutte le aree verdi della zona e di tutta la Metropoli.

Talvolta si dimentica o non si prende coscienza del fatto che dietro a un prato, a un bosco o a un laghetto vi è un
mondo di relazioni, attività culturali, educative e ludico-ricreative; se ben gestita e incentivata una semplice distesa
erbosa può diventare molto di più.

Questi spazi andrebbero affidati con progetti pluriennali a gruppi, comitati, associazioni e privati
cittadini che si impegnino e dimostrino interesse e capacità sul campo e che garantiscano una gestione

sociale, animata e ricca di iniziative delle aree verdi e non la loro semplice manutenzione ordinaria.
Mi impegnerò per questo.
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Altro aspetto ambientale è quello legato al mondo dei rifiuti: quanti di noi sono infastiditi dal dover vedere anche
due/tre volte la settimana sacchi di pattumiera accantonati davanti al proprio condominio, sperando che vengano
ritirati in “orario”?

rifiuti. Credo sia necessario un incentivo a


E’ necessario prestare più attenzione a come si gestiscono i

coloro che come privati, condomini, negozi, ristornati, bar e uffici si adoperano per ridurre il

numero dei rifiuti con sistemi di smaltimento alternativi. Alcuni esempi


sono il compostaggio tramite l’utilizzo di compostiere nei cortili condominiali, la raccolta virtuosa di alcuni
materiali come l’alluminio e la plastica attraverso riciclatori indipendenti come alcune ONLUS o ancora la raccolta
condominiale degli oli esausti da eliminare in ricicleria al posto di gettarli nella rete fognaria come solitamente
accade. Già in altre città italiane come ad esempio Genova e Salerno (per non parlare di quelle Europee) questo
tipo di incentivazione esiste e avviene attraverso una detrazione sulla tassa rifiuti. Un altro esempio degno di nota
avviene a Monaco in Germania: qui all’interno dei supermercati vi sono macchinette nelle quali riportare le
bottiglie dell’acqua vuote in cambio di un rimborso economico. Allo stesso modo in alcuni supermercati Italiani sta
nascendo l’idea di regalare punti sulle tessere soci Supermercato a chi porta presso il punto vendita alcuni rifiuti
come bottiglie di plastica o batterie esauste. Oppure sono da incentivare quell’iniziative che danno la possibilità al
cittadino di comprare prodotti alla “spina”(dai più disparati come cereali o detersivi) risparmiando così molti rifiuti
costituiti dai molti imballaggi che solitamente contengono i prodotti.

Sono consapevole del fatto che il Consiglio di Zona non ha competenza diretta in quest’ambito, ma senz’altro
avanzerò questa proposta, anche con l’aiuto dei consiglieri comunali, affinché la zona 7 diventi anche in questo
un esempio per le altre anche tramite la collaborazione con l’Azienda Milanese Servizi Ambientali (AMSA).

Mi impegnerò per questo.

Un ulteriore passo e impegno verso l’ambiente in cui viviamo è l’incentivo all’uso della bicicletta o altri
mezzi di trasporto differenti dall’auto privata, sicuramente possibili alternative ai blocchi della circolazione e con
risultati maggiormente positivi sotto molti aspetti.

Incentivare significa creare spazi protetti e sufficienti alla mobilità su due ruote; basterebbero almeno
per iniziare delle rastrelliere per legare le biciclette ma ancora meglio sarebbe creare veri e propri parcheggi
sicuri, riparati e in punti strategici: accanto a supermercati, metropolitane, parchi e così via; ciò eviterebbe
inoltre il tipico “assalto ai pali” della città. In Piazza Bande Nere, in prossimità dell’ingresso della metropolitana vi è
una pensilina nata con lo scopo di custodire le biciclette ma ormai da anni trascurata e colpita da atti vandalici e
intemperie. Nonostante ciò è da sempre stata largamente utilizzata sia in estate che in inverno. Ho chiesto al
Comune, grazie ai consiglieri del PD di zona 6 e 7, la riparazione e una valutazione di altri possibili punti dove poter

installare strutture simili. Incentivare l’uso del servizio di trasporto pubblico significa invece creare
una rete diffusa di fermate dei mezzi sicure e accessibili a tutti.

Inoltre in sinergia con il consiglio comunale bisognerà impegnarsi affinché il servizio BIKE SHARING
venga esteso anche al di fuori delle mura spagnole almeno fino ai punti principali delle zone più periferiche.

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Contemporaneamente a ciò andrebbe valorizzato un percorso ciclabile che attraversi tutti i parchi
della nostra zona e li colleghi alle realtà limitrofe come Cesano Boscone e Settimo Milanese.

Mi impegnerò per questo.

Allo stesso modo in collaborazione con il consiglio comunale proporrò anche per Milano (magari con un progetto

pilota proprio nella nostra zona già richiesto da alcuni consiglieri) l’esperienza positiva delle Case
dell’Acqua, molto diffuse nell’hinterland milanese.
Sono luoghi e strutture, piuttosto simili a delle vere e proprie casette, dalle quali viene erogata gratuitamente ai
cittadini acqua naturale, frizzante e refrigerata. Il cittadino può recarsi sul posto con bottiglie e fare una vera e
propria scorta per il suo utilizzo privato avendo la certezza che si tratta di acqua quotidianamente controllata e
sicura.

Quest’iniziativa permette il risparmio di denaro, diminuisce l’utilizzo di bottiglie di plastica, riduce il numero di tir
sulle strade per il trasporto dell’acqua in bottiglia e di conseguenza un inferiore utilizzo di petrolio e un minor

inquinamento. Inoltre viene ribadito il concetto dell’ acqua come bene pubblico e che tale
deve rimanere. La zona 7 sotto questo punto di vista può essere davvero un esempio per Milano.

Mi impegnerò per questo.

Spesso si sente parlare di “verde”, “ecologia”, “riciclo” e “sostenibilità”,


ma purtroppo sono parole sulla bocca di tutti ma nelle mani di nessuno.
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PROBLEMI, PROBLEMUCCI E PROBLEMONI: RISOLVIAMOLI INSIEME

Compito principale del consiglio di zona è la gestione e la risoluzione di tutta una serie di problemi e necessità
legate ai più svarianti ambiti. Questi problemi possono essere ad esempio le poche panchine e fontanelle
dislocate sul territorio che costringono anziani a fare passeggiate corte e ripetitive perché non sanno dove
riposare, oppure problemi come i posti auto e i parcheggi che scarseggiano sempre di più (specialmente in

momenti critici come le giornate che prevedono iniziative allo stadio San Siro). “Mini idee-Maxi
progetti”, un semplice slogan che esprime bene ciò che m’impegnerò a fare; per esempio proporrò un
piano per un’intelligente distribuzione di spazi di riposo (fontanelle, panchine, …) nella zona. E vorrei fare lo
stesso con tutte le altre mancanze o esempi virtuosi che potrebbero essere utili nel quartiere.

Allo stesso modo un problema è rappresentato dai molti cantieri fermi o che durano da parecchio tempo
che spesso creano problemi alla viabilità e spesso sono punti poco custoditi che diventano luoghi di malavita e
criminalità come lo spaccio di droga. Mi impegnerò affinché questi cantieri vengano finiti e chiusi nel tempo più
rapido possibile e che i nuovi che apriranno rispettino i tempi dichiarati all’inizio dei lavori.

Mi impegnerò per questo.


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L’amministrazione di zona deve essere disponibile innanzitutto all’ascolto del cittadino che presenta queste
necessità e difficoltà per risolverle facendo tutto ciò che è in suo potere e anche di più grazie alla

collaborazione con consiglieri comunali, provinciali e regionali.


Lo stesso amministratore deve anche essere attento a prevenire i problemi; deve impegnarsi a creare una rete di

attenzione e controllo, un monitoraggio anche attraverso la collaborazione della Polizia


Locale. Oggi giorno abbiamo i soldati per le vie della zona ma non i tanto nominati Vigili di Quartiere di cui
realmente si avrebbe bisogno e i quali avrebbero attenzione riguardo al quartiere in cui viviamo, notando e
segnalando, per esempio, le numerose buche che ancor oggi sono presenti sulle nostre strade dalle nevicate degli
inverni passati.

Ogni cittadino deve poter facilmente segnalare questo tipo di problemi, essere ascoltato rapidamente e con la
giusta attenzione così che i suoi bisogni siano realmente soddisfatti e affinché tutti possano vivere bene.

Mi impegnerò per questo.

Facendo un discorso più ampio credo che, in collaborazione con i Consiglieri Comunali, vi sia la necessità di

affrontare un discorso di revisione del decentramento a Milano. Bisogna dotare il Consiglio


di zona di una maggior capacità amministrativa e decisionale (attuazione del decentramento amministrativo)
attraverso il conferimento di deleghe appropriate che gli consentano di intervenire con tempestività e maggior
possibilità su tutti quei problemi che spesso finiscono nel dimenticatoio o sono mal affrontati dal Consiglio
Comunale, già sovraccaricato di molte altre responsabilità e lontano dai cittadini. I consigli di zona costano molto
ma gestiscono una quantità minima di risorse economiche e in generale hanno poco potere decisionale dovendo
rimandare la maggior parte delle scelte definitive al Sindaco e alla Giunta, che invece risultano poco attenti ai
problemi puntuali dei quartieri di periferia.

Mi impegnerò per questo.

Una zona meglio organizzata, accogliente e funzionante è un diritto di tutti.


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CITTADINO E AMMINISTRATORE: COINVOLGIMENTO, INFORMAZIONE E TRASPARENZA

Le persone sono lontane dall’amministrazione, si sentono lasciate sole e cercano soluzioni Fai Da Te chiudendosi in
se stesse; di fatto si è perso il rapporto tra eletti ed elettori, cittadini e amministrazione.

Il cittadino invece deve essere coinvolto costantemente nelle scelte di un’amministrazione e non riscoperto solo
sotto elezioni.

E’ necessario creare una fitta rete di comunicazione per un’informazione


chiara e sincera. Il consigliere deve essere disponibile e in ascolto delle persone e fungere da tramite
tra quest’ultime e le istituzioni.
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Tutte le decisioni, i provvedimenti, gli stanziamenti economici discussi e approvati devono essere facilmente
accessibili al cittadino che desidera informarsi; quest’ultimo deve essere interpellato, correttamente e
legittimamente ascoltato e infine coinvolto nelle decisioni. I cittadini devono poter partecipare alle decisioni che
riguardano il loro territorio. Così facendo si eviterebbero scelte azzardate, sbagliate e contestabili a cui poi
bisognerebbe trovare un rimedio in tutta fretta (come, per esempio, nel caso dell’Ecomostro in Piazza Piemonte).

C’è la necessità di avviare canali di ogni tipo da giornali di zona (come “Il Diciotto”) a siti, passando
per mailing-list, radio e pubblicazioni su quotidiani, per una comunicazione e diffusione capillare e organizzata
delle informazioni. Ne è un esempio la Newsletter dei consiglieri del PD di Zona 7 che mensilmente comunica tutte
le decisioni e le iniziative del consiglio di zona e può essere ricevuta via posta elettronica o consultata via web.

Gli eletti devono essere raggiungibili e a disposizione del cittadino, che deve anche poter verificare ed essere
informato e al corrente del reale svolgimento dell’attività di un consigliere. Attiverò canali personali per
mantenere una continua e trasparente informazione nei confronti del cittadino per poi avviare una simile
comunicazione a tutta l’Istituzione Zona 7.

Mi impegnerò per questo.

Un’ informazione chiara e sincera è il primo passo per una partecipazione responsabile.

La zona 7 può diventare un esempio per le altre. Mi impegnerò per questo.