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PERCHE’ MI CANDIDO? PERCHE’ NEL PARTITO DEMOCRATICO?

Tre anni fa, il giorno dopo essere stato eletto nel coordinamento di circolo sono stato intervistato da una
giornalista di Repubblica che mi chiese cosa mi avesse spinto a candidarmi; la mia risposta fu “il desiderio di
rappresentare i problemi delle persone comuni da quelli più semplici come i parcheggi a quelli più complessi come
il governo di una città”. Nella stessa intervista aggiungevo “Quando le persone hanno un problema spesso non
sanno a chi rivolgersi” e ancora “La gente ha voglia di partecipare. Sente la politica distante e vuole essere
coinvolta personalmente”.

Questo, come allora, è ciò che mi spinge oggi a impegnarmi per la comunità in cui vivo. Voglio mettermi a
disposizione per coloro che hanno un problema, per tutte le persone che non sanno a chi rivolgersi per segnalare
un bisogno, una necessità; “la gente ha voglia di partecipare” ma non sa come fare. In questi anni ho partecipato e
ho fatto esperienza diretta di una serie di situazioni per le quali si è combattuto e ci si è impegnati per un obiettivo.

Gli amministratori attuali, i dirigenti locali e la politica in generale a cui siamo abituati sono troppo lontani dalla
realtà cittadina e in particolare dalle periferie; troppo spesso la vita quotidiana di coloro che vivono “ai margini” si
intenda da un punto di vista geografico ma anche sociale, è trascurata e messa in fondo agli ordini del giorno e alle
priorità di un’amministrazione. Siamo soliti ormai a vedere come interventi superficiali e d’immagine sorpassino i
bisogni reali e necessari della popolazione; ciò è valido nei nostri quartieri come in tutta Italia. E’ un problema
generalizzato che mano a mano ci costringe a vivere e far parte di questo sistema che tende a farci chiudere in noi
stessi, a pensare ognuno al proprio benessere dimenticando l’idea di comunità. Politica deriva proprio da Città,
comunità di cittadini o anche amministrazione della POLIS per il bene di tutti. E’ questo ciò che deve tornare a fare
la politica, occuparsi del bene di tutti; e tutti significa tutti: uomini, donne, bambini, anziani italiani e non. Ognuno
con i suoi bisogni, problemi, aspettative e possibilità. E deve farlo con concretezza e progetti realizzabili.

E’ compito degli amministratori ascoltare, informare e agire sul territorio e provvedere con le proprie capacità e
poteri a risolvere e andare incontro a tutti per non mancare all’impegno preso. Oggi ciò avviene raramente, molti
non sanno neanche dove sono le sedi di “governo” delle proprie zone, né sanno chi sono i propri amministratori né
tantomeno in che modo potrebbero interagire con loro. Manca e spesso si vuole far mancare un rapporto diretto e
un’informazione lineare e chiara tra il cittadino e chi si occupa della gestione della cosa pubblica, tra elettore ed
eletto.

La politica e la società civile devono essere un qualcosa che collabora insieme verso obiettivi comuni. Ne sono un
positivo esempio proprio le ultime manifestazioni di questi giorni e in modo particolare le manifestazioni delle
Donne che hanno creato un fronte trasversale per la difesa dei diritti, della dignità delle donne e della società in
generale.

In casa sono cresciuto con ideali di rispetto e valorizzazione di tutti e ho sempre respirato un’aria di attenzione e
cura verso gli altri; credo che sia anche per questo che ho deciso di offrire il mio tempo e le mie capacità al servizio
della comunità in cui vivo. In quello che faccio cerco di impegnarmi a tempo pieno impiegando nel mio
volontariato, nel mio studio e nelle mie attività tutte le energie e la capacità che possiedo. Farò lo stesso
nell’impegno per la zona.

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Il Partito Democratico mi ha dato la possibilità di intraprendere quest’esperienza, mi ha dato grandi opportunità,
ma soprattutto fiducia. Sono entrato a far parte del PD appena dopo la sua nascita e non

avevo fatto alcuna esperienza politica in precedenza ma volevo mettermi in gioco con le mie esperienze e il mio
bagaglio culturale maturato nella “palestra” del mondo dell’associazionismo.

Credo fortemente nei valori e nelle idee sulle quali è stato fondato e credo che sia necessario ricordarsi che un
partito è fatto di persone: queste possono piacere e non piacere; ma le persone comunque prima o poi cambiano e
quello che rimane sono le idee ed è su quelle che deve andare avanti una società. Il regista Christopher Nolan
afferma che “le idee sono il parassita più resistente”; ed effettivamente è così: non importa l’ospite nel quale
queste viaggiano, il protagonista sono loro ed è difficile cancellarle o cambiarle seppur sia facile nasconderle.
Ovviamente poi le idee hanno bisogno di “ospiti”, persone che le portino avanti e nelle giuste sedi dove queste
possano trovare una concretizzazione tangibile.

Anche Vecchioni, nella canzone che lo ha portato a vincere il Festival di Sanremo di quest’anno canta: “Le idee
sono come le farfalle che non puoi togliergli le ali…sono come le stelle che non le spengono i temporali”. Questo
per ricordare che il PD si fonda su principi come la giustizia, il rispetto della Costituzione, la parità uomo-donna,
l’attenzione verso gli altri, la valorizzazione delle diversità e della pluralità, la convivenza inclusiva e la difesa dei
diritti umani. Può capitare che alla guida di un partito ci sia qualcuno del quale non condividiamo pienamente i
pensieri e le scelte, ma i concetti rimangono quelli e dietro quei vertici ci sono migliaia di persone, attivisti e
volontari che tutte le settimane ai mercati, ai gazebo e nei circoli si impegnano perché credono e si riconoscono in
quei principi e si mettono in gioco per un progetto e un obiettivo comune, il benessere di tutti. Il Partito funziona
proprio come una casa: su una base solida e consistente si costruisce poi qualcosa che può mutare nel corso del
tempo senza che però vada ad intaccare quelle fondamenta robuste e stabili.

Inoltre il Partito Democratico lo è di nome e di fatto: è organizzato infatti su un sistema trasparente e diretto che
permette al cittadino di partecipare alle scelte. Sarà anche migliorabile, ma rimane pur sempre basato su
democrazia; il dibattito è vivo e può dare l’idea dello scontro e della divisione, ma l’obiettivo comune è sempre lo
stesso: mettere al centro della politica la persona.

E la democrazia, come dice il cantautore italiano Fabrizio Moro, è proprio questo: “Esprimi un concetto senza
timore se riesci a capire che viene dal cuore, senza paura dì sempre la tua si fonda su questo la Democrazia”.