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05.02.

2019

Le 4 libertà di circolazione. Fondamentalmente quella che è indubbiamente la grande realizzazione della UE


è quello che nel trattato sul funzionamento della UE si chiama MERCATO INTERNO. È nel TFUE che sono
contenute le norme di quello che potremmo chiamare il diritto materiale della UE> libertà del mercato
interno. Le difficoltà attuali della Brexit di riuscire a uscire dalla UE sono legate alla difficoltà di uscire dal
mercato interno, di uscire da un’area economica integrata con una integrazione tra gli Stati membri, in primo
luogo tra le economie degli Stati membri che non ha paragoni nella storia come integrazione tra economie
realizzate in modo pacifico. Di solito ciò avveniva con l’occupazione militare di un altro stato. Per UK la
disintegrazione si sta rivelando molto difficile ed è molto rischioso e molto temuta. 

Oggi si parla di mercato interno, sono norme sul TFUE che non è altro che il trattato di Roma del 1957 che
ha istituito la comunità economica europea. Le 4 libertà economiche sono state il motore dell’integrazione
europea, non per niente nel 1957 si chiamava CEE perché il suo cuore erano le libertà economiche, le
libertà di circolazione. 

Le prime norme in tutto il trattato erano quelle sulla libera circolazione delle merci perché il primo oggetto
della CEE era l’apertura dei mercati degli Stati membri, dei 6 Stati fondatori che ha funzionato. Gli altri Stati
europei hanno chiesto di entrare dopo perché hanno visto che le economie di quei 6 paesi crescevano più
velocemente delle altre. La bontà del progetto si è manifestata con le richieste di entrare degli altri.       

L’apertura dei mercati significa in primo luogo la rimozione, il divieto delle barriere alla circolazione delle
merci e dei dazi doganali tra gli Stati membri. L’articolo 28 è cambiato pochissimo e comporta in primo luogo
il “divieto dei dazi doganali fra gli Stati membri”. Quando si è pensato alla CEE non si è pensato solo a fare
un accordo sulle merci, voleva essere qualcosa di più perché per semplicemente le merci si poteva dire che
la CEE fosse una semplice unione doganale, ma è qualcosa di più però! Volevano realizzare una cosa più
ampia: libertà di circolazione non solo delle merci e dei prodotti (TUTTI agricoli e industriali) “complesso degli
scambi di merci” - che comunque non è poco, è la libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali.
Nel trattato di Roma non c’era scritto persona ma “lavoratori”> idea di far circolare i prodotti e i fattori di
produzione cioè il lavoro (lavoratori subordinati) e i servizi intesi come il lavoro autonomo (non alle
dipendenze di qualcuno). Capitali intesi come pagamenti per pagare le merci e i servizi ma anche
circolazione del denaro a scopo di investimento.  

Non è una semplice unione doganale che è solo sulle merci, allora si inventano l’espressione MERCATO
COMUNE (internal market) che oggi è “interno”. Nel trattato CEE era mercato comune e questa espressione
indica il carattere più ampio e profondo rispetto a una semplice unione doganale> la si trova per la prima
volta nel rapporto Spaak. L’espressione mercato comune viene cambiato con mercato interno nel 1986. Ma
si usa anche l’espressione mercato unico (single market)> usato molto dalla commissione ma non c’è nel
trattato. Si usa single market che vorrebbe sottolineare l’obiettivo di creare tra gli Stati membri condizioni
identiche a quelle che ci sono all’interno di una nazione. L’idea di fondo dell’integrazione non è creare uno
stato unico (Stati Uniti d’Europa), ma creare un mercato unico.

Negli anni la circolazione delle merci tra le quattro libertà è quella che ha avuto i risultati maggiori nella
prospettiva di un mercato unico perché accanto ai divieti e all’eliminazione delle barriere interne (dazi prima
di tutto e controlli alle frontiere) si sono avute forme molto ampie di armonizzazione tra le legislazioni degli
Stati membri, forme di ravvicinamento per le merci sono molto pervasive e ampie, coprono quasi tutte le
merci. È importante per la creazione di uno spazio giuridico omogeneo. Accanto all’integrazione economica
negativa, che si ha quando gli Stati accettano di eliminare delle barriere: togliere le barriere esistenti e ti
astieni a metterne delle nuove, per le merci si è avuta una enorme integrazione economica positiva che è
giuridicamente chiamata armonizzazione.  

Per i CAPITALI c’è una liberalizzazione molto ampia e negli ultimi anni dallo scoppio della crisi del 2007 si è
capito che era necessario anche avere dei controlli comuni che mancavano (mancava la governance). La
crisi che nasce come crisi finanziaria nasce dall’allegria di certi operatori finanziari contagia l’economia reale,
questa crisi ha distrutto in parte la manifattura italiana. La liberalizzazione dei capitali è nata come troppo
ampia e dal 2009 ci sono controlli. 

I SERVIZI oggi sono una parte importantissima dell’economia. In un’area sviluppata tra paesi sviluppati, i
servizi rappresentano la parte dell’economia con maggior valore aggiunto. L’idea degli anni ’50
dell’integrazione dell’apertura del mercato dei servizi è stata lungimirante. Gli accordi di integrazioni
tradizionalmente hanno sempre riguardato le merci e pensare all’integrazione dei servizi negli anni ’50 è
stata un’idea brillante. Buona rimozione delle barriere> integrazione negativa, molto importante
l’armonizzazione delle legislazioni. I servizi sono eterogenei. 

Il termine PERSONE ha sostituito il termine lavoratori. Cosa c’è alla base dell’idea del mercato comune?
L’idea di fondo è che se si aprono i mercati nazionali delle merci, del lavoro, dei servizi e dei capitali, in un
mercato comune ci sarà la allocazione ottimale delle risorse> le risorse dai paesi in cui c’è più offerta di un
determinato bene andranno nei paesi in cui c’è più domanda, per il lavoro nei paesi in cui c’è più domanda di
lavoro non soddisfatta dall’offerta, i lavoratori andranno in paesi in cui l’offerta non è soddisfatta. L’idea di
circolazione del lavoro era l’idea della circolazione del fattore produttivo lavoro. I primi provvedimenti della
CEE negli anni 1960/61 sono sul ricongiungimento familiare. Nello stesso modo I servizi circolano, ma
questa circolazione dei servizi comporta la domanda di servizi sanitari per esempio, i servizi circolano (voglio
farmi operare a Parigi). Libera circolazione dei pazienti, studenti, turisti. Nel diritto della UE si afferma la
giurisprudenza della corte di giustizia e si passa dalla circolazione dei lavoratori a quella delle persone che
anche non esercitano l’attività economica fino ad arrivare con il trattato di Maastricht al concetto di
cittadinanza della UE e cambia la prospettiva rispetto al mercato comune. Oggi nel TFUE che è quello che
era il trattato CEE prima delle merci hanno messo le norme sulle persone per indicare la centralità non più
della logica puramente del mercato comune ma della realizzazione di un’area in cui sono le persone e prima
di tutto i cittadini dell’Unione analoghi diritti di base è prima di tutto il diritto di libera circolazione e soggiorno
nei territori degli Stati membri.  

07.02.2019

CITTADINANZA DELL’UNIONE EUROPEA

Prima delle norme sulle merci, ora sono poste le norme sulla cittadinanza dell’Ue. Viene introdotta nel diritto
della UE nel trattato di Maastricht 1992: si decide di creare questo nuovo istituto> risultato di quel processo
che ha portato della libertà di circolazione dei lavoratori e prestatori di servizi alla libertà di circolazione delle
persone. In realtà delle persone non in quanto persone ma in quanto cittadini di uno stato membro. 
Questo processo viene formalizzato nelle norme sulla cittadinanza della UE che alla fine la cittadinanza
dell’Unione è un’immagine simbolica che condensa il fatto che gli Stati membri, gli Stati contraenti si
impegnano reciprocamente a riconoscere determinati diritti ai cittadini degli altri Stati membri. 

Lo stato di cittadino è un vincolo politico-giuridico tra stato e persona fisica che comporta un fascio di diritti,
più di diritti che di obblighi del singolo verso lo stato. Cosa ha di diverso lo straniero dal cittadino? La vera
differenza tra cittadino e non cittadino è il diritto di soggiorno e diritti politici. I diritti civili sono riconosciuti
anche allo straniero. Se guardiamo alla carta dei diritti fondamentali della UE riconosce I diritti civili ad ogni
persona. Per quanto riguarda I diritti economici-sociali, nel mondo agli stranieri si riconoscono normalmente I
diritti di base (diritto a un livello minimo di sanità, servizi economici). Il welfare completo della UE che è
l’identità della UE è assicurato nell’Europa occidentale. 

Gli Stati normalmente riservano ai cittadini I posti nella pubblica amministrazione. Quella che è la divisone
vera tra cittadino e straniero è il permesso di soggiorno perché il cittadino non può essere allontanato dallo
stato (non esiste più l’esilio), così come quando dai la cittadinanza a una persona e se lui dovesse
commettere reati, non può essere cacciato. Il cittadino ha sempre il diritto di rientrare nel suo paese, così
come ha il diritto di uscire dal proprio paese però non ha diritto di entrare in un altro paese. Gli Stati hanno
discrezionalità nell’ammettere o no persone provenienti da altri paesi, persone che non hanno la
cittadinanza. 

La richiesta di visto è la richiesta di permesso di entrare. Lo stato può rifiutare l’ingresso senza bisogno di
giustificarsi. L’obbligo di far entrare lo straniero può derivare solo da degli impegni assunti dallo stato sul
piano internazionale. Da questo pdv gli impegni internazionali più importanti sono quelli nei confronti dei
rifugiati> convenzione di Ginevra 1951> convenzione multilaterale aperta con carattere tendenzialmente
universale. 

Nella UE gli Stati membri si sono obbligati reciprocamente a consentire l’ingresso e il soggiorno ai cittadini
degli alti Stati membri. Hanno assunto anche degli altri obblighi reciproci che sono elencati in primo luogo nel
TFUE articolo 20 e ss. Queste norme oggi sono anche nella carta dei diritti fondamentali> particolarità: in
mezzo alla carta c’è questo gruppo di norme che parlano di diritti fondamentali solo per i cittadini. 

La cittadinanza della UE spetta a chiunque abbia la cittadinanza di uno stato membro. Si acquista per
relationem ed è uno status addizionale. Il possesso della cittadinanza nazionale si acquista sulla base della
legge nazionale del paese della cui nazionalità si tratta.

Ogni stato è libero di applicare i propri criteri per l’attribuzione della cittadinanza. Anche nella UE non
esistono criteri uniformi di attribuzione della cittadinanza nazionale. Per cui la cittadinanza della UE spetta a
persone che hanno requisiti molto diversi stabiliti da ciascuna legge nazionale (28 leggi nazionali diverse). 

Nel diritto internazionale pubblico è stabilito un principio che vale anche nel diritto della UE, un principio che
la corte di giustizia ha applicato a diverse sentenze, i criteri di attribuzione e di revoca della cittadinanza
secondo un principio secolare consuetudinario di diritto internazionale pubblico sono dominio riservato dello
stato (domestic jurisdiction) = in questo ambito, nel determinare i criteri per la cittadinanza, ogni stato è
arbitro delle sue decisioni.
C’è qualche stato che vende la cittadinanza? (Malta, Ungheria) per la libertà di
impresa/soggiorno/circolazione> solo adesso se ne accorge la commissione? Abbiamo detto che I criteri per
la cittadinanza sono affari dello stato> chi la compra per entrare nel mercato europeo.

Ogni stato è libero di riconoscere o non accettare la pluri cittadinanza. Lo stato italiano fino ai primi anni ’90
non ammetteva la pluri cittadinanza. 

DIRITTI DEI CITTADINI DELLA UE

Gli Stati membri riconoscono il diritto di voto ai cittadini di altri Stati membri che siano residenti sul proprio
territorio> riconoscimento dell’elettorato passivo e attivo

Elettorato attivo e passivo 


• per elezioni per parlamento europeo
• per elezioni comunali   

Alle elezioni politiche non è riconosciuto il diritto di votare del cittadino della UE, ma lo può fare solo nel
proprio stato nazionale. 

Cittadinanza UE non vuol dire che si possono rivendicare i propri diritti alla UE. Sono diritti che il privato può
far valere contro un altro stato membro. Non è una vera cittadinanza della UE. 

Diritto alla protezione diplomatica> è l’istituto per cui uno stato ha diritto di intervenire presso uno stato
straniero per proteggere il proprio cittadino che in quello stato estero ha subito una lesione dei suoi diritti. 

Nel territorio di uno stato, l’autorità è dotata ha piena autorità anche sulle persone presenti sul territorio, però
nei confronti dello straniero lo stato territoriale deve consentire alle autorità diplomatiche straniere di
intervenire a tutela dei propri cittadini su quel territorio. 

Differenza tra consolato e ambasciata. Il consolato si occupa delle questioni relative ai cittadini in quel paese
e di solito ci sono più di un consolato su un territorio. L’ambasciata è una sola> tiene I rapporti tra le due
capitali. 

Può capitare che uno stato non abbia il consolato o l’ambasciata in un territorio per esempio per qualche
dissidio. Un cittadino dell’Unione ha diritto di godere della tutela delle autorità diplomatiche e consolari di
qualsiasi stato membro. Se il console non lo tutela adeguatamente, il cittadino ha il diritto di rivalersi contro
quello stato, non contro l’Ue. 

Diritto di circolare e soggiornare nel territorio degli Stati membri. 


Diritto di accesso al territorio degli altri Stati membri> documento in corso di validità e I controlli normalmente
non sono fatti alla frontiera nei paesi di area Schengen. Nei paesi UE il possesso di un titolo di identità valido
di uno stato membro dà il diritto di accedere in un altro paese membro. Diritto di restare nel paese membro
per 3 mesi, dopo I tre mesi si parla di diritto di soggiorno che non è un diritto assoluto è inviolabile da parte di
un altro stato membro> si può essere allontanati per ragioni specifiche: minaccia per l’ordine pubblico, per la
pubblica sicurezza, per ragioni sanitarie, ma soprattutto può essere allontanato se rischia di essere un onere
per il sistema di sicurezza sociale del paese ospitante> ciò succede quando non ha mezzi di sussistenza
autonomi o quando non ha un’assicurazione malattie.
 Gli Stati membri devono occuparsi della sostenibilità finanziaria dei propri sistemi di sicurezza sociale
(welfare)          
 Questa libertà non è prevista per tutti i cittadini della UE, è prevista per i cittadini della UE autosufficienti 

Per i cittadini degli altri Stati membri non è prevista l’espulsione, l’espulsione è prevista per I cittadini di Stati
terzi. Direttiva 28/2004 prevede l’allontanamento, ossia prevede che sia fatto senza la forza. Sarkozy ha
allontanato nel 2011 cittadini di paesi UE di etnia rom dandogli €100 e un biglietto di sola andata ma la cosa
non è funzionata molto perché poi rientravano. 

Diritto di presentare petizioni al parlamento europeo e di ricorrere (denunce) al mediatore europeo> in realtà
non è vero perché questo spetta a qualunque cittadino ma anche dai residenti della UE. Non è una
prerogativa esclusiva del cittadino della UE. 

Il diritto di circolazione e soggiorno son diritti che si hanno verso uno stato e non verso la UE. Cittadinanza
della UE è un’etichetta simbolica, non è un legame con l’Unione europea come un cittadino ha con il proprio
stato.