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RELAZIONI INTERNAZIONALI

LETALITA

Tutte queste guerre, che conseguenze hanno ?

GUERRE INTERSTATALI

La letalità è costante nel tempo ? Non è costante. C’è un periodo in cui la letalità spicca, 1900-49, momento
di letalità prodotto dalle due guerre mondiali, definite per durata, ampiezza, coinvolgimento e per
tecnologia bellica spiccano come le guerre più devastanti in numero di vittime, dopo il ’45 infatti vediamo
un declino di questo dato, approssimabile a quello dei periodi precedenti anche se la tecnologia non è
regredita. La media della letalità delle guerre degli ultimi anni infatti (Iran e Afghanistan) è in leggera risalita
ma sono guerre con mortalità comunque bassa e circoscritta. C’è una diminuzione della letalità anche dopo
la guerra fredda, anche se i casi non sono moltissimi in questo periodo. La tesi di fondo era la tesi di un libro
di una delle primissime autrici che divenne celebre che scrisse ‘Le Nuove Guerre’, dicendo che le guerre
dopo la G.F. sono diverse da quelle in cui eravamo abituati n

el pre G.F.

GUERRE EXTRA-STATALI

Abbiamo uno stato e un entità che non è uno stato (colonie e terrorismo), l’andamento vede un
andamento più regolare ma comunque un picco nel periodo 1950-99, il tema è quello decolonizzazione,
che non produce un numero straordinario di conflitti ma produce molti morti, perché in queste guerre
coloniali entra la tecnologia monopolio prima di una sola delle parti (gli armamenti tecnologici diventano di
tutto il mondo dopo le guerre mondiali). Dall’89 in poi, inizia la guerra al terrorismo, non produce molte
vittime su ampia scala e quindi la letalità media si abbassa.

DISPUTE MILITARIZZATE INTERNAZIONALI

Possiamo stimare un trend perché abbiamo numeri relativi all’incidenza relativa delle 3 categorie viste :

 minaccia forza militare (verbale),


 il display (dimostrazione della forza militare)
 Uso vero e proprio della forza militare

Nei periodi su cui possiamo ragionare sono a partire dal ‘900, vediamo che c’è un cambiamento in quella
che è il ruolo relativo delle 3 categorie : c’è una riduzione progressiva della minaccia semplice della guerra,
vediamo invece una crescita significativa della dimostrazione dell’uso della forza, perché entriamo in un’era
in cui la diplomazia è cambiata, non si fa più solo nelle segrete stanze dei bottoni o per comunicati ufficiali e
messaggi o ritiro dell’ambasciatore, ma diventa diplomazia pubblica, quindi nel mondo globalizzato le
immagine le mosse di un governo contano molto di più, troviamo quindi un numero maggiore di utilizzo
della messa in mostra della forza. Diminuisce invece l’uso vero e proprio della forza. Nell’ultimo ventennio,
l’uso della violenza è veramente l’extrema ratio, collegato agli altri strumenti della controofensiva estera
come sanzioni o dazi. Es. Iran-Israele di questi ultimi mesi, l’incidente ad un sito nucleare iraniano l’accusa è
che venga da israele e israele non smentisce. Pochi giorni prima l’Iran attacca un cargo israeliano, prima
ancora Israele attacca una nave iraniana : siamo nell’ambito di dimostrazioni dell’uso della forza, non una
guerra aperta, son meccanismi di messa in mostra delle capacità belliche se volesse passare allo step
successivo, ma in realtà fa parte di un processo lungo di negoziazione diplomatica.
CAUSE DELLA GUERRA

Ci sono :

 Cause immediate, le più apparenti, come ad esempio l’attacco contro il sito nucleare iraniano
 Cause profonde, che riguardano in generale tutti gli Stati

CAUSE IMMEDIATE

Una delle cause classiche ha a che fare con :

 Dispute economiche : ad esempio qualcuno spiega le ripetute guerre tra arabi e palestinesi in una
disputa che ha una natura economica come quella del controllo dell’acqua, che vuol dire controllo
dell’agricoltura ma anche acqua per usi industriali ecc..la differenza è ecclatante, da un lato la
capacità israeliana di produrre, dall’altra il deserto.
 Scontri su determinate policy : politiche adottate da un governo, che può essere cambiato da un
momento all’altro. Ad esempio, se si convincesse la Nord Corea a mettere fine al programma
nucleare, decisione che può essere attuata subito. Spesso un conflitto può essere finalizzato a
modificare le iniziative politiche di un altro stato, ad esempio pongo sanzioni all’Iran perché non
rispetta gli accordi sul nucleare.
 Scontri di identità etnica : questi non possono essere cambiati, possono essere interpretati in
modo diverso dai leaders o da fazioni politiche. Serbia e Kosovo han convissuto pacificamente per
decenni pur in presenza di una differenza etnica, diventata e trasformata poi in una disuguaglianza ,
venendo politicizzata e divenendo un problema di sicurezza per una delle due etnie, quella che ha il
controllo politico dello Stato.
 Dispute territoriali : causa classica e invariabile di guerra, ci si scontra per metter mani su un
territorio dato, magari perché c’è una risorsa chiave (petrolio, terre rare con minerali come litio o
diamanti, o l’acqua), (Turchia, Libia, Grecia e Cipro), Libia e Turchia vogliono dividersi quella fetta di
Mediterraneo che taglia fuori Grecia e Cipro, dove ci sono risorse marittime e petrolifere. Altre
sono per rilevanza strategica, come le alture del Golan rilevanti perché guardano su tutto il
territorio di Siria, Israele, Giordania. Abbiamo poi casi in cui la causa che sta dietro al tentativo di
annessione dei territori è dettata non da risorse materiali , ossia il tentativo di portare a termine il
processo di unificazione nazionale (Russia con la Crimea, che deve tornare alla Russia o Nagorno-
Karabak con l’Azerbaigian, che per anni ha mantenuto conflitti lenti e poi deflagrò in un conflitto
vero e proprio).

CAUSE PROFONDE

LIVELLO INDIVIDUALE

L’individuo è un attore razionale ? a livello individuale la Guerra può essere il risultato di elementi irrazionali
quali :

 Percezioni errate legate ad eccessivo stress, conseguenza è che alcune guerre nascono per errata
interpretazione dei dati (il movimento di truppe di Putin era solo un’esercitazione o un messaggio,
ma non una minaccia diretta né all’Ucraina ne alla Nato che quindi non dovrebbero rispondere con
sanzioni).
 Attitudine al risk-taking, mediamente i leaders hanno questa maggiore attitudine, sono persone
che per la loro personalità sono portate a rischiare più di altre. A volte si è premiati, altre volte
invece provoca un conflitto dato che si corrono più rischi, dato che quasi tutti i leaders politici sono
propensi al rischio. Fanno più carriera politica gli individui che protendono ai rischi più facilmente.
 Ottimismo eccessivo dei leaders, in un leader porta a prendere decisioni che possono rilevarsi
errate.
 Meccanismo di psicologia sociale dei piccoli gruppi (Group Thinking, Janis, 1982), un esempio è la
Baia dei Porci, nell’Aprile del ’61, successe che in una stanza si riuniscono iv ertici politici e militari
durante una crisi (stanza ovale) : dice che bisogna tenere presente il pensiero di gruppo, gli USA si
trovavano in difficoltà con Cuba, e quindi da alcuni anni l’amministrazione Kennedy propose un
piano per una sollevazione a Cuba, piano già approvato dalla presidenza precedente, con l’idea di
non esporsi con un ‘invasione militare dell’isola, ma di utilizzare dei proxy, agire attraverso dei terzi,
che sono degli esuli cubani fuggiti da cubie rifugiati negli USA, una comunità anti-castrista, e l’idea
dell’Intelligence americana è armare questi anti-castristi, farli arrivare a Cuba e lanciare la contro-
rivoluzione dal basso, perché una volta che queste forse avessero vinto le prime schermaglie, il
popolo cubano avrebbe contribuito a rovesciare il regime comunista. La cosa era già stabilita, ma
Kennedy non era proprio convinto, far partire una nuova amministrazione con una missione
rischiosa sia dal punto di vista militare che politico perché fallire vorrebbe dire avvicinamento di
Cuba verso l’URSS, come primo atto dell’amministrazione appena iniziata da J.F.K non era proprio
un gran biglietto da visita, il piano tuttavia sembrava fattibile e destinato al successo. Janis dice che
c’erano sì voci critiche, ma man mano che la discussione avanza queste voci critiche tendono a
silenziarsi, coloro che la pensavano diversamente, riconoscendo un pensiero dominante già
presente nel gruppo, rimangono zitti e non contrastano il pensiero dominante, accodandosi e
lasciandosi influenzare dal pensiero della maggioranza : le diverse opzioni che c’erano in gioco
quindi pian piano spariscono e rimane un consenso unanime su un’unica opzione, e questo accade
per questo meccanismo psicologico di preferire il consenso di gruppo piuttosto che lo scontro.

LIVELLO STATUALE

Uno stato unitario ? le seguenti caratteristiche interne possono condurre alla guerra :

 Caratteristiche del sistema economico : teoria di Lenin dell’imperialismo in cui la spiegazione della
guerra è ancorata alle caratteristiche economiche interne di uno Stato, l’economia capitalistica
porta inevitabilmente all’imperialismo, e l’esito finale di questo sarà lo scontro bellico tra le
potenze imperialistiche più avanzate, così spiega la prima e la seconda guerra mondiale (tentativo
tedesco di espandersi territorialmente deriva dalla necessità di recuperare il terreno perduto e le
perdite subite dalla guerra e riportare il capitalismo tedesco al livello che gli spettava) (scontro
attuale tra Cina e Russia è la declinazione dello scontro di due forme diverse di capitalismo).
 Istituzioni politiche domestiche : abbiamo la teoria della pace democratica da un lato, che guarda a
come sono costituite le istituzioni politiche che governano il paese, abbiamo poi la teoria che si
riferisce al complesso militare-industriale : Eisenhower nel ’61 fa un discorso abbandonando la
presidenza e si passa a JFK, a parlare è un ex generale, uno dei più importante della II WW che
diverrà anche presidente, egli dice che mai prima si è verificato nella storia degli USA una tale
concentrazione di industria bellica, che ha portato a un gigantismo dell’industria della difesa poi in
difficoltà a riconvertirsi : una larga parte del PIL nazionale era occupato dalla industria bellica,
contemporaneamente una consistente parte della popolazione era impegnata e derivasse da
questa industria bellica. Comprendeva quindi tutti i lavoratori dell’industria bellica e tutti i militari,
cresciuti di molto, terzo aspetto è il peso che l’ambito bellico ha assunto in politica, e lo dice un
generale ! C’è qualcosa di abbastanza unico nella democrazia americana, la combinazione di questi
3 fattori è un fatto senza precedenti ed è una minaccia per la democrazia americana. Lo dice il pres.
in persona da ex-militare, e lancia questa idea del complesso militare-industriale, ossia che questi 3
fattore combinati insieme hanno un peso sulle decisioni di politica estera che talvolta può essere
determinante, con la guerra che viene fatta solo epr soddisfare queste componenti di questa lobby
industriale-militare. Gli attori privati hanno voce in capitolo.
LIVELLO INTERNAZIONALE

A livello internazionale :

 Anarchia come condizione permissiva , non c’è garanzia per nessuno di sicurezza e la guerra è
inevitabile, i critici diranno però che questo non spiega l’andamento delle guerre perché allora
dovremmo vedere una non variazione nell’andamento delle guerre, quindi tutto al più l’anarchia è
una condizione di fondo permissiva che permette l’esistenza delle guerre, se ci fosse un autorità
superiore le guerre forse non esisterebbero, anche perché non tutte le dispute poi sfociano in una
guerra quindi solo l’anarchia non basta a spiegare una guerra.
 Anarchia come un propellente delle guerre, poiché induce a : problemi di asimmetrie informative
(nella th. dei giochi, il problema che le istituzioni internazionale dovrebbero risolvere è che in
anarchia gli stati non cooperano per problemi di asimmetria informativa perché non ci si fida degli
altri attori), c’è poi la commitment problems (tramite il pacta sunt servanda), quindi con patti che
non vengono rispettati, accordi che non si sa se poi saranno rispettati nel tempo (dilemma del
prigioniero, ci può essere sempre la tentazione di bleffare e di agire come veri e propri free-rider,
che è quel che fece Trump cercando di avvantaggiarsi a spese degli avversari sapendo che gli altri
continueranno a mantenere quei patti).