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Principio Omeostatico - È integrato nel modello piramidale

- Si basa su una suddivisione di assistenza, cioè in cima quella


terziaria ACUTO, in mezzo quella secondaria SUBACUTO e in
fondo quella primaria CURE DI BASE. Però dato che si tratta
di una rete nessuna di essa è più importanti, solo insieme
hanno una valenza potente.
- La rete si organizza per ritrovare l’equilibrio quindi nel
ambito di cura questo modello medico-tecnologico cerca di
far guarire la persona e garantendole di essere come prima
ma non dobbiamo dimenticarci che dopo un evento di
malattia non torniamo mai all’omeostasi ma ad un
equilibrio diverso da prima.

Principio - Esso è integrato nel modello orizzontale, cioè il modello relazionale del
OMEODINAMICO prendersi cura (CARING) sviluppando empoverment
- In questo caso tutti gli attori si trovano sullo stesso livello quindi la
comunicazione e il lavoro interdisciplinare è più favorito, nessuno pensa di
aver un’importanza diversa dalle altre figure professionali
- L’assistenza al paziente è caratterizzata della
personalizzazione delle cure
continuità assistenziale (appropriatezza clinica)
continuità comunicativa
così da poter rifondare le basi nuove per il divenire della persona. Quindi
non cerca l’equilibrio iniziale prima della patologia ma un equilibrio che
porta con se il cambiamento che la malattia ha creato.
- Inoltre il concetto di CARING quindi il prendersi cura, significa applicare lo
sguardo fenomenologico così da considerare anche la verità della persona e
non solo la nostra, ascoltare, provare ad applicare l’exotopia, comprendere
per darci la possibilità di instaurare le basi di una relazione per poi andare
oltre alla diagnosi e un percorso terapeutico ma garantire una buona
aderenza terapeutica
Si è passati dal to cure al TO CARE

- CURING si focalizza maggiormente che curare significa fare una diagnosi e


stabilire il percorso terapeutico più idoneo per sconfiggere la patologia
si fonda su cinque elementi che entrano in gioco quando un individuo percepisce la necessità di
un aiuto o tenta di risolvere un problema

La definizione dei - ha un ruolo chiave nel definire almeno tre altri fattori:
sintomi (fattore mutamento di ruolo, rete sociale di riferimento e
culturale) consultazione di profani, azioni terapeutiche.
- Si riferisce alla natura e alla qualità dei mutamenti percepiti
nelle proprie condizioni di salute da parte del soggetto, il
quale li valuta ed agisce di conseguenza.
- Il risultato è una vera e propria categorizzazione cognitiva
fondata sulla valutazione dei mutamenti percepiti.
- La società mette a disposizione un pool di sintomi a cui
fare riferimento
I mutamenti di ruolo • Si manifesta quando le condizioni di salute del malato
nel comportamento divengono, volontariamente o meno, oggetto di attenzione
correlati alla malattia altrui, familiari, vicini, amici.
(fattore sociale) • Spesso ciò accade come parte di un processo di
negoziazione relativo all’esonero dagli obblighi connessi alle
aspettative sociali del ruolo/i ricoperto dal soggetto malato.
• La società mette a disposizione diversi tipi di ruolo di
malato: acuto, cronico, disabile....
• Quindi il cambiamento avviene tra i diversi ruoli prima
interpretati dal soggetto e la loro riformulazione nella
malattia.
• Infine occorre distinguere tra chi ricorre ad un aiuto
professionale (paziente) e chi non vi fa ricorso (malato)

Il riferimento e la - Si riferisce al concetto di “sistema di riferimento profano” che


consultazione di indica la probabilità relativa che i membri di un determinato
profani (fattore sociale) gruppo sociale si rivolgano ad un sanitario per un problema
di salute.

Le due variabili decisive sono:


- Il grado di coesione sociale e significatività del reticolo
sociale di riferimento.
- Il grado di corrispondenza fra la cultura sanitaria profana e
quella professionale.
Le azioni terapeutiche • Sono la conseguenza della definizione dei sintomi e si
(fattore ad integrazione influenzano reciprocamente con la consultazione e
socio-culturale) riferimento a profani.

Possiamo distinguere tra tipi di terapia:


-  alterazioni comportamentali: esercizi, riposo, digiuno, ecc.
- Applicazione o ingestione di sostanze: farmaci, preparati a
base di erbe, ecc.
- Comportamenti verbali o rituali: preghiere, rituali, sedute
psicoterapeutiche.
- Interventi fisici sul corpo: operazioni chirurgiche, ecc.

• Fonti dei suggerimenti terapeutici: operatori sanitari


autorizzati (medici, infermieri, fisioterapisti, ostetriche,
ergoterapisti, farmacisti, ecc.); operatori sanitari indigeni o
alternativi (curatori, erboristi, astrologi, mediums); altri profani
oppure se stessi.
• Un elemento importante da comprendere è che la scelta
di un servizio sanitario rappresenta solo un’opzione del
range di scelte terapeutiche a disposizione del malato.

 L’aderenza (fattore ad - La non-aderenza non è un fenomeno di tipo dicotomico “tutto


integrazione socio- o nulla” può essere classificato a seconda delle modalità con
culturale) cui è attuata.
- Può essere distinta in primaria o secondaria in base al
momento di presentazione:

Non-aderenza primaria: quando i pazienti non cominciano il


trattamento, (non si procurano i farmaci che vengono loro prescritti).
Non-aderenza secondaria: quando vi é l’interruzione di un
trattamento in atto, ed è la forma più frequente (WHO, 2003)
Differenza fra compliance e aderenza: (importante)

COMPLIANCE ADERENZA
- la definizione di compliance  Il grado - La definizione di aderenza 
in cui il comportamento di una persona Coinvolgimento attivo e collaborativo
(assunzione di farmaci, osservanza di del paziente a cui si chiede di
diete, cambiamenti nello stile di vita) partecipare alla pianificazione e
coincide con le raccomandazioni del all’attuazione del trattamento
curante. Il paziente è un interlocutore elaborando un consenso basato
passivo. sull’accordo.
- Compliance = chiedo di ubbidire alla - Aderenza = richiede integrazione,
persona. Nonostante a questo la educazione, informazione,
compliance non va eliminata, perché comunicazione, ascolto e
comunque è integrata nell’aderenza comprensione o percezione come
“proprio”

Differenza essenziale:

Fondamentale per instaurare e garantire l’aderenza terapeutica:


• Il paziente porta all’interno di una relazione di cura, un racconto pieno di paure intenzioni e
significati.
• Il paziente si aspetta dal suo incontro con il curante, non soltanto una guarigione ma anche
una condivisione della sua storia.
• Questa aspettativa è così potente che, se non compresa, e non considerata rischia di
inficiare il risultato del percorso terapeutico.
• Perché l’individuo aderisce al trattamento, soprattutto nella malattia cronica, a partire non
tanto dalla semplice prescrizione, ma dal progetto terapeutico che insieme al curante, ha
condiviso e contrattato.

Il termine psicosi indica una tipologia di disturbo psichico, espressione di una severe alterazione
dell’equilibrio psichico dell’individuo, con compromissione della realtà, frequente assenza di insight
e frequente presenza di disturbi del pensiero, deliri ed allucinazioni. Generalmente ESORDIO
NELL’ADOLESCIENZA O NELLA PRECOCE ETÀ ADULTA
Classificazione

Psicosi esogena - cannabis, anfetamine, cocaina, allucinogeni, alcool (DELIRIO


organica: tremens), oppiacei intossicazione o astinenza (PIÙ FREQUENTI
OGGI)
- farmaci (cortisone, dopaminergici (Parchinson))
- demenza Alzheimer /Pick / Korsakoff
- neurosifilis, encefalite erpetica, meningite
- endocrinopatie (Cushing, iperparatiroidismo, ipertireosi)
- epilessia temporale
- ictus /trauma /sclerosi multipla / tumori cerebrali I o II  
- malattie autoimmuni (lupus)
- disturbi metabolici (uremia, insufficienza epatica, ipercalcemia,
porfiria, anemia perniciosa vit B12)
Psicosi endogine: - Bouffée delirante (disturbo psicotico breve)
- Schizofrenie paranoide ebefrenica catatonica simplex residua
- Sindromi schizo-affettive
- Sindromi deliranti persistenti (paranoia)
- Sindromi bipolari / unipolari (depressione maggiore)
Psicosi post - DIAGNOSI acuta e urgenza
partum - Rischio eterodistruttivo
- È una forma di esordio di schizofrenia o bipolare

DSM5
 Disturbo delirante:
– tipo erotomanico
– grandezza
– gelosia
– persecuzione
– somatico
 Disturbo psicotico breve
 Disturbo schizofreniforme
 Schizofrenia
 Disturbo schizo - affettivo
 Disturbo psicotico indotto
 Disturbo psicotico dovuto a condizione medica

ICD 11

DEFINZIONE
PSICOSI SCHIZOFRENICA = la psicoanalisi considera la schizofrenia il prodotto di un carente o
mancato sviluppo dell’Io che rende l’individuo incapace di gestire gli stimoli del mondo esterno in
modo adeguato. Così l’individuo regredisce a un livello libido-narcisistico rifiutando le relazioni e la
realtà che sono vissute come angoscianti, ingestibili e minacciose. Inoltre avviene un’incapacità di
gestire le pulsioni libidiche e sessuali così si traduce nell’utilizzo dei meccanismi di difesa molto
primitivi e una deficitaria organizzazione delle strutture intrapsichiche.

EZIOLOGIA

Vulnerabilità - confermata da studi sui gemelli omozigoti e dalla


genetica(predisposizione): frequenza di disturbi dello spettro nelle famiglie di un
Non si sa quali geni paziente schizofrenico.
(EPIGENETICA) - Il modo di trasmissione non é noto.
- Trattasi di un modello poligenico che costituisce un
terreno favorevole allo sviluppo della malattia.
- Il modello di vulnerabilità tiene conto dell’influenza di
fattori ambientali.

Fattori ambientali precoci: - Complicazioni ostetriche peri-natali


i nati con complicazioni durante la gravidanza e/o al
parto hanno un rischio aumentato di sviluppare una
schizofrenia

- Stagionalità della nascita


Rischio maggiore per i soggetti nati alla fine
dell’inverno

- Stress materno in gravidanza


influenza sulla incidenza della malattia del figlio

- Ipotesi neuroimmunovirologica:
infezione virale prenatale contrazione del virus
influenzae durante II trimestre di gravidanza
- Anomalie del neurosviluppo
Fattori ambientali tardivi: - Uso DI CANNABIS (prima dei 18 anni)
- Fattori di stress psico-sociali
PRODROMI
- Appaiono dopo un evento stressante ben identificabile ma non eccezionale
- Trattasi di eventi normali della vita, vissuti in modo particolarmente intenso:
situazione di esami
 eventi di perdita o separazione
servizio militare
Contesto di emancipazione e autonomia *****

- Tensione e “nervosismo”
- Perdita di concentrazione
- Perdita di interessi e di iniziativa
- Insonnia
- Scarsa cura di sé **
- Ritiro o isolamento sociale **
In generale: cambiamento del funzionamento

- Sensazioni sgradevoli (SCARICHE ELETTRICHE, PUZZA DI ANSIA)


- Diffidenza
- Bizzarrie del comportamento (RITUALITÀ)
- Pensiero magico (FACCIO QUESTO E SUCCEDE QUESTO)
- Discorso vago, allusivo, digressivo
- Fenomeni dissociativi (fai una cosa ma non hai la consapevolezza che sei stato tu –
dereealizzazione e poi depersonalizzazione e poi dissociativi)
- Esperienze percettive insolite (sentire delle musiche)
- Paura di diventare matto – prima perdono il controllo di se stessi e dell’altro cosi nasce
l’angoscia e poi nasce questa paura  TUTTO STA DVENTANDO NEBBIOSO

ESORDIO
ESORDIO - disinvestire sulle cose che faceva – perdita continue,
LENTO/INSIDIOSO lenta di terreno
- prima si chiudono in casa
- più gravi e più difficili
ESORDIO ACUTO /precoce - delirio
florido

Esordio schizofrenico: fattori prognostici negativi:


- esordio precoce florido
delirio
- esordio insidioso
disinvestire sulle cose che faceva – perdita continue, lenta di
terreno
prima si chiudono in casa
più gravi e più difficili
- maschio
- sintomi negativi
APATIA ecc
- assenza di affettività
non saper dire che sto male
- assenza di fattori di stress scatenanti
- anamnesi familiare positiva per disturbi dello spettro schizofrenico
- personalità premorbosa povera
che faceva già poco
- QI basso
- isolamento sociale
- DUP (durata del periodo psicotico e prodromico senza trattamento)

SEGNI & SINTOMI - Episodio psicotico:


SCHEMA PER DECRIVERE UNA PERSONA IN BASE ALLE FUNZIONI PSICHICHE:
PSICOPATOLOGIA DELLA SCHIZOFRENIA  funzioni psichiche

LA PERCEZIONE = attività psichica che integra le sensazioni prodotte


dall’interazione tra organo di senso e ambiente con l’esperienza

Alterazione di questo sistema prendono il nome di DISPERCEZIONE

Le principali dispercezioni nella schizofrenia sono le ALLUCINAZIONI

PSEUDOALLUCINAZIONE la persona percepisce come se la voce prevenisse dal


suo interno, può capitare anche dopo privazione di sonno

Le ILLUSIONI, sono una percezione errata di un oggetto

Allucinazioni uditive:

Elemntari fischi, suoni


Parzialmente organizzate suoni distinti
Complesse parole, frasi
IL PENSIERO = attività psichica che permette di valutare la realtà e formulare un giudizio.

Al suo interno possiamo distinguere fra:

flusso del pensiero:


 rallentato /accelerato (fuga di idee)
tante cose di fiano all’altro senza riuscire ad esprimere il pensiero) PENSIRO È
CONTAMINATO
corso del pensiero:
associazioni allentate - qua manca il filo, noi dobbiamo capire cosa sta dicendo e
perché sta dicendo questo

contenuto del pensiero = I deliri sono convinzioni erronee, più o meno bizzarre, che il
soggetto vive come reali e indubitabili. Sono idee false, non criticabili o convinzioni che non
sono riferibili al retroterra educativo, culturale o sociale della persona; esse vengono sostenute
con straordinaria convinzione e certezza soggettiva
ideazione delirante:

- delirio di persecuzione (di filiazione (quelli li non sono i miei genitori)/ gelosia (la
moglie mi sta tradento)) –
- delirio di riferimento- vengo alla supsi oggi, è diventato rosso per non farmi
arrivare in tempo
la tv ha parlato di me
- delirio di controllo- qualcosa che dall’alto mi controlla, il mio pensiero
- delirio di grandezza - sono Dio su terra – non valutazione del rischio
- delirio di colpa / indegnità /colpa /rovina – Depressione
- delirio somatico / ipocondriaco- tocca il corpo (serpente nel intestino)
- delirio erotomanico - qualcun altro è innamorato di te

LA STRUTTURA DEL PENSIERO:


- ARCAIO = confonde l’identità dei predicati con l’identità dei soggetti esempio Gesù
aveva 30 anni, io ho 30 anni, io sono Gesù
- SIMMETRIA PATOLOGICA = esempio tu sei mio zio allo io sono il tuo zio
La DISSOCIAZIONE DEL PENSIERO = ******* QUESTO avviene con il delirio

La dissociazione può essere riassunta come la perdita del comune legame fra pensiero,
reazione emotiva e comportamento, che si manifesta nel paziente psicotico con la reale
sensazione di andare in frantumi.

sente frantumi, non ha confini, non ha pelle  CREA ANGOSCIA  NOI come infermieri
CONTENZIONE (frantumi)
Il LINGIAGGIO/DISCORSO è il frutto del pensiero

Nel suo insieme puo essere:


- Oscuro
- Generico
- Ambiguo
- Intoppo o blocchi
Spesso vengono usati:

- METAFORE
- NEOLOGISMI PRIVATI
- PARALOGISMI
Può mostrarsi
- Povero
- Coerente
- Incoerente  schizofasia (quando anche gli elementi precedenti sono presenti e si
mostra totalmente incoerente)
Il MUTICISMO puo essere presente e puo essere espressione di:
- Negativismo
- Catatonia
- Allucinazioni
- Deliri

La PSICOMOTILITÀ, nella schizofrenia l’attività motoria è molto variabile quindi si distinguono:

AUMENTO dell’attività motoria = si divide in vari gradi di irrequietezza fino a un vero e proprio
stato di eccitamento psicomotorio che è la RISI PANTOCLASTICA
ARRESTO psicomotorio = definito stupor CATATONICO
STEREOTIPIE = schemi motori o verbali semplicemente ripetuti
MANIERISMI = hanno un’esecuzione limitata a circostanze, come chiudere l’occhio ecc
NEGATIVISMO = la persona fa l’opposto di quanto gli viene chiesto
L’AUTOMATISMO = la persona effettua movimenti richiesto dal esterno in maniera passiva
IMITATIVO, per le parole è ecolalia e per i movimenti è la ecoprassia
Comportamenti autolesivi e aggressivi
Comportamenti eteroaggressivi

UMORE

È presente sempre un disturbo dell’umore quindi può essere:


- DEPRESSO
- ESPANSO

AFFETTIVITÀ

Si puo mostrare:
- CONSERVATA
- APPIATTITA

AMBIVALENZA

È un sentimento paradosso
È quando non posso stare con te ma neanche senza

CAPACITÀ DI CRITICA
Spesso non è presente

Ideale agire nel DUP:


- Sarebbe ideale curare Gabriele a casa sua
- Quindi questo richiede anche una formazione non solo sul personale sanitario ma anche
alla forza del ordine

ACCOGLIENZA Accogliere la domanda con professionalità ed esperienza fin dal suo


insorgere, mettendo in campo capacità e sensibilità nella rilevazione, da
intendersi non solamente come disponibilità ad accogliere sensazioni ed
emozioni, ma anche (...) [a] rilevare la reale valenza della richiesta anche
quando la domanda, come spesso accade, è una domanda cosiddetta
“sporca”, “mascherata
- Open dialogo
- Non alimento,
- ascolto,
- non sminuisco il suo delirio,
- non distogliere completamento,
CONTENIMENTO • Costituisce la fondamentale risposta all’angoscia del paziente, che
EMOTIVO spesso può essere anche all’origine di aggressività verso sé e verso
gli altri.
• La continuità è la chiave del contenimento emotivo:
 Dà coerenza
Offre contenimento
Contrasta la frammentazione psichica
Neutralizza l’operazione di scissione dell’équipe da parte del
paziente.
RISPETTO E Il corpo dello psicotico gioca un ruolo fondamentale e accedervi senza le
ATTENZIONE PER dovute cautele potrebbe rivelarsi deleterio (simbolico – protettivo), quindi:
IL COPRO DELLA
PERSONA ESEMPI
Evitiamo di intervenire subito su capelli arruffati, sporchi, aggrovigliati e
lunghi fino al bacino;
Controlliamo il nostro impulso che ci spinge ad un bagno ristoratore,
perché l’olezzo è insopportabile ...
Tolleriamo una barba che nasconde l’intero viso o le unghie lunghe 5
centimetri;
Non accaniamoci nel tentativo di convincere l’utente a togliersi un filo di
ferro che gli risale lungo il braccio;
ATTENZIONE NON SEMPRE SOTTOVALUTARE LA SALUTE GENERALE
DEI PSICOTICI
INTERMEDIARIO - - Io devo rappresentare il paziente, cioè esprimere le sue volontà, i
oggetto meno suoi pensieri e i suoi bisogni
qualificato - Quindi rappresento lui quando sono con altre figure professionali
IO AUSILIARIO - l’importanza e la gestione del “touch”
- Soddisfare i bisogni primari
OGGETTO - Esserci, ascolto attivo
INANIMATO - Presenza passiva
PSICOEDUCATORE - Integrare anche i famigliari ed educargli per garantire una buona
E RIABILITATORE convivenza fra la persona in cura e i suoi cari
DEI PARENTI - Inoltre anche loro hanno bisogno di sapere e essere ascoltati
(paure, dubbi, incertezze, sensi di colpa ecc)
PREVENZIONE - Le attività di prevenzione terziaria hanno lo scopo di migliorare la
TERZIARIA – qualità di vita dell’utente, attraverso la riacquisizione di abilità perse
ASSESMENT DI (o mai sviluppate), il controllo delle recidive, il reinserimento sociale
TUTTE LE SFERE (familiare, abitativo, ricreativo, formativo, relazionale, lavorativo.)
- L’utente ha sempre delle risorse, più o meno evidenti, che devono
essere ricercate fin da subito e rinforzate (in tutte le sfere, perché
come detto, una sfera condiziona l’altra e il tutto si ripercuote sullo
stato di salute).
- In tal senso l’intervento di prevenzione terziaria inizia e procede
quasi in parallelo con quello di prevenzione secondar

- Innanzitutto devo iniziare a costruire un rapporto, la persona si deve fidare almeno un minimo poi
andando avanti si costruisce giorno per giorno questa relazione per favorire la miglior aderenza
terapeutica possibile
- Non dire mai bugie hai pazienti, loro si accorgono subito. Hanno una capacità emotiva molto
diversa dalla nostra
- Mai assumere un ruolo impositivo, rigido e di superiorità nei confronti del paziente; aumenterebbe
solo il muro fra curante e persona
- Fondamentale è rispettare i bisogni del paziente quindi magri per lui al momento questo non è un
bisogno ma ne ha altri. Quindi rispettare la verità della persona e non solo la nostra
- Colpire un sintomo fastidioso per la persona e non uno “protettivo” o “positivo” così anche il
paziente assumerà più facilmente la farmacoterapia e starà meglio più in fretta
- Condividere gli obbiettivi insieme al paziente così da stipolare un piano terapeutico in comune
1ANAMNESI - Età & sesso
- Anamnesi contestuale all’episodio attuale
cosa è capitato nelle ultime settimane, presenta prodromi
Contesto a rischio o cambiamento di contesto
USO DI SOSTANZE
Stato male davanti a qualcosa di importante (autonomia)
impossibilità
- Anamnesi familiare
Spesso gli antecedenti sono nascosti e ci sono dei segreti
Nomi un po’ strani
Nomi dal punto di vista del suono – confusione dell’identità
- Anamnesi personale remota
Scuola andavi bene
Andavi con gli altri bambini
- Anamnesi psicopatologica (e medica)
Quando è successo la prima volta – cosi capiamo se la persona
ha la consapevolezza
+ altre cose cquindi medica
Anamnesi da terzi (familiari, persone e curanti di riferimento
presentazion - atteggiamento (collaborante, evitante, oppositivo)
e generale: - modo di porsi al contesto e all’interlocutore (adeguato / inadeguato)
- modo di entrare in relazione (senza barriere /diffidente)
- modo di esprimersi (eloquio)
- abbigliamento / igiene / cura di sé
- mimica (iper- ipomimia, paramimia)
- gestualità
- motricità (agitazione, rallentamento,...)
- tensione / angoscia
- comportamento /bizzarrie
Funzione - attenzione (focus) /concentrazione
COGNOTIVE: - orientamento spazio DOVE SEI / tempo GIORNO /séCHI SEI
- padronanza della lingua parlata
- comprensione
- capacità di astrazione (dal concreto al concetto)
disturbi del flusso del pensiero:
pensiero  rallentato /accelerato (fuga di idee)
tante cose di fiano all’altro senza riuscire ad esprimere il
pensiero) PENSIRO È CONTAMINATO)

corso del pensiero:


associazioni allentate - qua manca il filo, noi dobbiamo capire cosa
sta dicendo e perché sta dicendo questo

contenuto del pensiero:


ideazione delirante:
» delirio di persecuzione (di filiazione (quelli li non sono i miei genitori)/ gelosia
(la moglie mi sta tradento)) -
» delirio di riferimento- vengo alla supsi oggi, è diventato rosso per non
farmi arrivare in tempo
la tv ha parlato di me
» delirio di controllo
qualcosa che dall’alto mi controlla, il mio pensiero
» delirio di grandezza
sono Dio su terra – non valutazione del rischio
» delirio di colpa / indegnità /colpa /rovina
Depressione
» delirio somatico / ipocondriaco
tocca il corpo (serpente nel intestino)
» delirio erotomanico
qualcun altro è innamorato di te

discorso: è il frutto del pensiero


povero
coerente / incoerente

disturbi della percezione

Allucinazioni - cuffiette
- capellini
- atteggiamenti di ascolto
- parlano o litigano con le voco
- - allucinazione visive più di disintossicazioni
- odore di zolfo è associato all’inferno
- Allucinazione psichiche  frequenti nelle schizofrenie  poi va con la
sindrome da influenzamento

IL PENSIERO = attività psichica che permette di valutare la realtà e formulare un giudizio.

Al suo interno possiamo distinguere fra:

flusso del pensiero:


 rallentato /accelerato (fuga di idee)
tante cose di fiano all’altro senza riuscire ad esprimere il pensiero) PENSIRO È
CONTAMINATO
corso del pensiero:
associazioni allentate - qua manca il filo, noi dobbiamo capire cosa sta dicendo e
perché sta dicendo questo

contenuto del pensiero = I deliri sono convinzioni erronee, più o meno bizzarre, che il
soggetto vive come reali e indubitabili. Sono idee false, non criticabili o convinzioni che non
sono riferibili al retroterra educativo, culturale o sociale della persona; esse vengono sostenute
con straordinaria convinzione e certezza soggettiva
ideazione delirante:

- delirio di persecuzione (di filiazione (quelli li non sono i miei genitori)/ gelosia (la
moglie mi sta tradento)) –
- delirio di riferimento- vengo alla supsi oggi, è diventato rosso per non farmi
arrivare in tempo
la tv ha parlato di me
- delirio di controllo- qualcosa che dall’alto mi controlla, il mio pensiero
- delirio di grandezza - sono Dio su terra – non valutazione del rischio
- delirio di colpa / indegnità /colpa /rovina – Depressione
- delirio somatico / ipocondriaco- tocca il corpo (serpente nel intestino)
- delirio erotomanico - qualcun altro è innamorato di te

LA STRUTTURA DEL PENSIERO:


- ARCAIO = confonde l’identità dei predicati con l’identità dei soggetti esempio Gesù
aveva 30 anni, io ho 30 anni, io sono Gesù
- SIMMETRIA PATOLOGICA = esempio tu sei mio zio allo io sono il tuo zio
La DISSOCIAZIONE DEL PENSIERO = ******* QUESTO avviene con il delirio

La dissociazione può essere riassunta come la perdita del comune legame fra pensiero,
reazione emotiva e comportamento, che si manifesta nel paziente psicotico con la reale
sensazione di andare in frantumi.

sente frantumi, non ha confini, non ha pelle  CREA ANGOSCIA  NOI come infermieri
CONTENZIONE (frantumi)

insight (ted. Einsicht) In psicologia, la capacità di vedere dentro una situazione, o dentro sé


stessi; quindi, in genere, percezione chiara, intuizione netta e immediata di fatti esterni o interni;
questo significato generico ha acquistato accezioni specifiche in psichiatria e in psicanalisi, per
indicare l’intuizione e la consapevolezza dei propri sentimenti, delle proprie emozioni (i.
emozionale) e dei moventi del proprio comportamento (i. intellettivo).

- Il termine "insight" è entrato nel lessico psichiatrico per definire il grado di consapevolezza
di malattia, anche se non vi è tuttora una completa univocità sulla sua definizione.
- La correlazione tra assenza di consapevolezza di malattia, sia totale che parziale (il
cosiddetto "poor insight" o "unawarness of illness"), e la non compliance al trattamento è
stata ampiamente studiata in questi decenni considerando il problema dal punto di vista
sia psicopatologico, sia clinico, sia neurologico, con risultati spesso contraddittori.
- Solo gli studi più recenti, a partire dagli anni ottanta con McEvoy e collaboratori, hanno
cercato di quantificare in qualche modo l’insight al fine di valutarlo come parametro
predittivo dello sviluppo e del decorso di malattia (McEvoy et al., 1989a,b,c).
- Storicamente questo termine fa la prima comparsa in ambito psichiatrico nel 1836, nel
"Lehrbuch der Psichiatrie" di Krafft-Ebing, come "einsichtslos" proprio per indicare la
incapacità del paziente di riconoscere la sua condizione delirante.

non attribuire significati che derivano dalla nostra esperienza di vita e dai nostri bisogni
tenere in conto che il folle ha una sua filosofia di vita e quindi ha dei bisogni specifici
accettare l’ambivalenza nei confronti delle cure
la finalità del paziente spesso non coincide con quella del curante
costruire una alleanza di lavoro tenendo conto:
– della difficile modificabilità dello stato psicopatologico e del contesto
– delle resistenze al trattamento
strutturare l’alleanza con la parte psicotica del paziente; la repressione di quest’ultima è
transitoria e nutre l’illusione - delusione della équipe
distinguere tra aspetti pubblici e aspetti privati della psicosi
porre una diagnosi (relazionale e infermieristica) dei bisogni specifici dello psicotico
attraverso l’osservazione clinica (ambivalenza comportamenti bizzarri, richieste, contesto di
acutizzazione) I bisogni specifici sono collegati al senso di sicurezza di base, non al
piacere. Sono legati al deficit funzionale e alla sua compensazione.
valutare e accettare il deficit funzionale
definire la possibilità terapeutica: guarire o mantenere

- L’aggancio sul territorio (SPS o altri nodi della rete).


- L’informazione all’utente sull’importanza della terapia e sui suoi effetti (compresi quelli
indesiderati!)
- Il coinvolgimento della famiglia, la loro informazione e l’intervento psicoeducativo nei loro
confronti.
- L’ascolto e l’accoglienza dei disagi espressi più o meno direttamente dall’utente in
relazione alla terapia farmacologica.
- Essere consapevoli che a “chiedere” aiuto è un utente psicotico che, in quanto tale
possiede alcune o tutte le caratteristiche elencate sopra e che spesso non ha coscienza di
malattia: questo consente di non abbattersi di fronte all’incostanza relazionale, al rifiuto,
all’autismo e di tollerare l’ansia derivante dal contatto con lo psicotico.
- Autenticità e coerenza.
- Esseere dispondibili ed accettare la persona così com’è
- Essere attratti dal valore e dall’intrigo del linguaggio magico-onirico- simbolico tipico del
delirio.
- Non focalizzarci solo su una parte del paziente ma sul suo insieme
- Accogliere i suoi sentimenti, le sue confusioni e domande “mascherate”, quindi l’ascolto
attivo è fondamentale non è sempre necessario dire qualcosa
- Mostrargli la struttura per farlo sentire più “a casa”
Ideale agire precocemente così da diminuire al massimo il DUP:
- Esso indica il periodo di tempo che intercorre tra la comparsa di sintomi psicotici e l’inizio
del trattamento farmacologico, in questo periodo possono verificarsi fatti clinicamente
importanti come abuso di sostante, tentativo suicidio, perdita di crescita professionale,
segregamento famigliare ecc
- Quando Wyatt spiegò per la prima volta l’importanza del trattamento precoce nella DUP,
utilizzò la metafora dell’ischemia cardiaca indicando come ripetuti attacchi ischemici
possano tradursi, nel lungo termine, in un danno cumulativo che, a sua volta, potrebbe
evolvere in un’insufficienza cardiaca cronica. Questo situazione evolutiva rende intuitiva
l’importanza dell’intervento precoce nella riduzione del rischio legato al danno dei tessuti
cardiaci.
- Allo stesso modo, secondo Wyatt, ripetuti o prolungati episodi psicotici avrebbero la
capacità di lasciare “cicatrici” (la metafora era ovviamente molto forzata e si basava su una
prospettiva strettamente biologica della malattia mentale) nel cervello, modificandone
addirittura la morfologia, alterandone la biochimica e determinando un impoverimento dei
fenomeni di neuroplasticità, tutti fattori che, sommati, pregiudicherebbero la prognosi della
psicopatologia (Wyatt, 1991).
- infatti, hanno avanzato la teoria dell’iperattività dopaminergica, normalmente controllata
dalla somministrazione di antipsicotici, secondo la quale il carico elevato e prolungato di
dopamina, secreto durante gli episodi psicotici e responsabile dell’apoptosi cellulare
(Simantov et al, 1996), produrrebbe un progressivo declino del volume di alcune strutture
neurali, in particolar modo in alcune regioni in cui sono maggiormente localizzati i recettori
D2, come ad esempio nel nucleo caudato
- Quindi questo richiede anche una formazione non solo sul personale sanitario ma anche
alla forza del ordine
Distinzione fra disturbo o personalità:
Personalità: Disturbo di personalità:
- Modalità duratura (rimane nel - Modalità disadattata (non adattata alle regole
tempo) di percepire quindi ha delle conseguenze) e inflessibile di
relazionarsi e pensare percepire, relazionarsi e pensare
sull’ambiente e su sé stessi. sull’ambiente e su se stessi che causa un
disfunzionamento psico-sociale.

Es.: ogni volta che il semaforo diventa rosso io


passo

Modalità di comportamento:
- durature e radicate che si manifestano come
risposta costante a situazioni personali e
sociali
es.: un padre mette la regola di rientrare alle 23 a
casa, ma il figlio trasgredisce ogni volta questo limite
(anomalia comportamentale)

- deviazioni significative dal modo in cui un


individuo in una data cultura percepisce
pensa sente e si pone in relazione con gli
altri
es.: questo dipende molto della cultura

- associate a vari livelli di sofferenza


soggettiva e di compromissione del
funzionamento sociale – sofferenza molto
importante per questo si mette in atto
determinati atteggiamenti  NASCE DA
DENTRO

Cosa sono i disturbi comportamentali:

 Condizioni evolutive che compaiono nella tarda infanzia o nella adolescenza e si


prolungano nell’età adulta
 Non secondari ad altre patologie psichiatriche ma acquisite a seguito di stress e
deprivazioni ambientali

Comportamenti devianti manifesti in più aree:

- cognitività (modo di percepire e interpretare le cose, le persone e gli eventi e di costruire


atteggiamenti e immagini di sé e degli altri)
- affettività (intensità e appropriatezza delle reazioni emotive)
- controllo degli impulsi e soddisfazione dei bisogni
- modalità di porsi in relazione con gli altri e di gestire le situazioni interpersonali

 Deviazione pervasiva – ostacola alle situazioni nuove o diverse : comportamento non


flessibile, che ostacola l’adattamento, disfunzionale in varie aeree e in una vasta gamma
di situazioni
Modalità di comportamento:
- durature e radicate che si manifestano come risposta costante a situazioni personali e
sociali
es.: un padre mette la regola di rientrare alle 23 a casa, ma il figlio trasgredisce ogni volta questo
limite (anomalia comportamentale)

- deviazioni significative dal modo in cui un individuo in una data cultura percepisce pensa
sente e si pone in relazione con gli altri
es.: questo dipende molto della cultura

associate a vari livelli di sofferenza soggettiva e di compromissione del funzionamento sociale –


sofferenza molto importante per questo si mette in atto determinati atteggiamenti  NASCE DA
DENTRO

Cosa sono i disturbi comportamentali:

 Condizioni evolutive che compaiono nella tarda infanzia o nella adolescenza e si


prolungano nell’età adulta
 Non secondari ad altre patologie psichiatriche ma acquisite a seguito di stress e
deprivazioni ambientali

Comportamenti devianti manifesti in più aree:

- cognitività (modo di percepire e interpretare le cose, le persone e gli eventi e di costruire


atteggiamenti e immagini di sé e degli altri)
- affettività (intensità e appropriatezza delle reazioni emotive)
- controllo degli impulsi e soddisfazione dei bisogni
- modalità di porsi in relazione con gli altri e di gestire le situazioni interpersonali

 Deviazione pervasiva – ostacola alle situazioni nuove o diverse : comportamento non


flessibile, che ostacola l’adattamento, disfunzionale in varie aeree e in una vasta gamma
di situazioni
Origini: IMPORTANTE

- C’è sempre un trauma psichico (impatto dipende del contesto, temperamento, figure di
riferimento ecc)
- Il trauma non termina mai è siccome un angolo nel cervello c’è ma ogni volta che vanno in
contatto con questo, ma staranno male. Non per forza deve sapere il motivo
Criteri clinici
identità fragile: angoscia di relazioni
separazione e di interpersonali
avvicinamento: intense e instabili:
immagine di sé e sforzi disperati per alternanza tra
percezione di sé evitare un reale o idealizzazione e
marcatamente instabili immaginario svalutazione dell’altro
abbandono con (molto instabili)
conseguente difficoltà
di attaccamento

impulsività: autolesionismo: Instabilità vuoto: rabbia intensa:


emotiva:

spese eccessive minacce e gesti umore sentimento accessi di collera


abuso di suicidari o altalenante e cronico di vuoto incontrollata con
sostanze, autolesionisti capriccioso, interiore scontri fisici e
risse

sessualità irritabilità,
promiscua,
ansia,
abbuffate, guida
spericolata... disforia (essere
un po’ giù e
arrabbiato)

Cosa fare:
- Riconoscere la persona
- riconoscere il disturbo
- mantenere una relazione empatica – neutra e non perdere di vista le vie di mezzo (per non
crear e paura)
- non agire sempre immediatamente – far capire di aver compreso
- non coinvolgere in richieste di avvicinamento
- non lasciarsi sedurre dalla idealizzazione

priorità prima al controllo della respirazione ed al ripristino della saturazione poi valutazione
Colore della cute Anamnesi (fumatore, professione ecc)
 Pallore
 Cianosi
 Ittero
Presente o no dispnea
Valutazione del torace e dei muscoli accessori
Auscultazione
Paplazione
Saturazione + frequenza resp

Frequenza respiratoria:
ETÀ Normale tachipnea
NEONATO 30-60 >60
LATTANTE 20-50 >50
ETÀ PRESCOLARE 20-40 >40
ETÀ SCOLARE 18-30 >30
ADULTI 16-25 >25

IMPORTANTE
Cosa vedo:
- Distressrespiratorio, che include:

1. Tachipnea= Frequenza respiratoria più rapida di quella normale per l’età. È spesso il
primo segno di distress respiratorio nel bambino (aumento dello sforzo inspiratorio)

2. Tiraggi= è quando il bambino fatica di respirare, la muscolatura si vede

3. Alitamento delle pinne nasali = movimento delle ali nasali aumentate

4. Gemito= rumore delle vie respiratorie inferiore che si sente a orecchio nudo, problema
al espirio

5. Cianosi = guardare attorno alla bocca, labbra e cavità orale.

- respiro sibilante
- cute madida di sudore freddo
- tosse dapprima secca e stizzosa successivamente produttiva con emissione di
espettorato denso e vischioso
- tachicardia
- ipertensione arteriosa seguita, nella fase di acidosi respiratoria, da ipotensione
- agitazione psicomotoria
- obnubilamento del sensorio
Valutazione: sufficiente due dei segni sopra elencato per diagnosticare un distress resp.

o Segni di distress respiratorio


o Auscultazione: fischi (polmonite ostruttuiva), ronchi, gemiti (lavoro della
muscolatura), rantoli (più polmonite)! Silent chest (gravi crisi d’asma)
o Saturazione: > 96%. Nei neonati 85-90%, dal mese di vita > 92%.
o Gasometria. In pediatria capillare o venosa
Consigli:
- Qualsiasi condizione che aumenta la richiesta metabolica del bambino (eccitazione, ansia,
dolore, esercizio, febbre) si rifletterà in un aumento della frequenza respiratoria di base:
MISURARE LA Fr PRIMA DI VISITARE IL BAMBINO
- Per calcolare la frequenza respiratoria si osservano il numero di escursioni toraciche in un
arco di tempo di 60 secondi , altrimenti rischio di artefatti. Fr normale = eupnoico

Rinite = può disturbare molto - È una patologia della mucosa nasale


indotta da un’infiammazione IgE-
mediata conseguente all’esposizione
allergenica.
Quindi si manifesta con un insieme di sintomi
simili a quelli del raffreddore:
starnuti;
prurito al naso;
naso che cola,
naso chiuso
prurito;
bruciore & rossore agli occhi
cefalea
inappetenza
irritabilità – pianto
La causa di tali manifestazioni sono il contatto
con gli allergeni.

Diagnosi:
- associazioni ad eventuali sintomi simili
al raffreddore o influenza
- visita ORL
- esami per approfondire
Terapia:
- Trattamento sistematico
- Cura tramite soluzione fisiologica NO
pulizia meccanica potrebbe causare
delle lesioni alle mucose nasali
Sinusite = solo dopo i due anni si parla di Infezione batterica dei seni nasali, dato che
sinusite fino a sei anni ci sono i seni frontali

Segni & sintomi essi dovrebbero


preesistere da almeno sette giorni
Dolore
Febbre
Cefalea
Naso chiuso e che cola
Ev. mal di denti superiori
Ev. difficoltà a muovere la testa
Diagnosi:
- ORL
- Esame culturale del muco
- TAC
- RX
Terapia
- Antibiotici per 5 o 14 giorni
- Ev. pulizia dei seni
Tonsille e adenoide
Otite esterna e media acuta
Sintomi
Dolore alle orecchie ma anche
mandibola e cefalea
Febbre
Acufeni (problema al udito)
Ev. secrezioni
Spesso recidivi
Diagnosi:
- Visita dal medico curante
- Ostoscopio che consente di vedere
dietro alla membrana timpatica se
presente liquido, rossore, gonfiore
Terapia:
- Antinfiammatori
- Antidolorifici
- Antibiotici 5 giorni locali per poi passare
a quello sistematico
Laringomalacia e tracheomalacia - Patologia congenita.
- Si tratta di un’anormale flaccidità della
laringe.--> al inspirio si sente lo stridor
soprattutto nel pianto
- Solitamente neonatosano, gravidanza
e parto normali
- Stridor inspiratorio, maggiormente
quando piange
- Diversi stadi di gravità, valutazione
endoscopica.
Solitamente scompare verso i 2 anni di vita
Laringite Essa è un’infiammazione della laringe, quasi
sempre secondarie a infezioni delle vie aeree
TERAPIA superiori:
a) virale: Virus Respiratorio-Sinciziale, virus
parainfluenzali;
b) batterica: Haemophilus influenzae molto
grave infezione dell’epiglottide

- Piu' frequenti e piu' gravi nel lattante e


nel bambino piccolo (<3 aa.)
perchè maggior ristrettezza delle vie
aeree, maggiore vascolarizzazione
della mucosa respiratoria e più facilita'
a fenomeni spastici.
Sintomi & segni
Tosse
Dolore alla gola
Difficoltà respiratorie
Narici chiuse
Inappetenza
Ev. febbre
Laringotracheite subglottica Spasmo della laringe di origine infiammatoria
su virosi VIRUS:
- Parainfluenza,
- Influenza,
- RSV,
- Adenovirus,
- Echovirus.
Frequenza: Età 3-6 anni, di notte, inizio
progressivo, Autunno/Inverno.
Segni e sintomi:
- :voceroca,
- tosse abbaiante,
- stridor,
- tiraggi,
- raramente febbre,
Terapia:
- calmare,
- rassicurare,
- umidificare l’aria,
- cortisone,
- antiinfiammatori FANS,
- adrenalina
Diagnosi differenziale da pensare sempre:
- Epiglottite da hemophilus
- Influenzale
Rarità da dopo introduzione della vaccinazione

Patologie delle basse vie aeree:


- Bronchite ostruttiva
- Polmonite
- Asma bronchiale
- Brionchiolite
- Inalazione di corpi estranei

Bronchite ostruttiva
È un’:
- Infiammazione acuta dei bronchi in bambini non allergici, < 5-6 anni
- Solitamente legato ad una infezione virale delle vie respiratorie alte (lume non ancora
ben sviluppati)
- Bambini con diametro piccolo dei bronchi
- In genere passano con l’età scolastica, crescita dei bronchi
Diagnosi:
Si basa sulla clinica (con questa la diagnosi)

- sibili espiratori, fischi(quasi tutti i segni di distress respiratorio)


- tachipnea
- alitamento delle pinne nasali
- tiraggi intercostali e giugularidesaturazione

Terapia: Rx poco utile: nessun segno tipico


- aprire i BRONCHI pero edema e infiammazione ostacolano questo
EMERGENZA MANTENERE PIÙ A Quasi mai, siccome
LUNGO QUESTO spesso sono i virus a
STATO causare
l’infiammazione
Broncodilatatori Corticosteroidi inal: Corticosteroidi Terapia antibiotica
inalatori, beta- Axotide®, Pulmicort® sistemici: Betnesol®, sole se
mimetici: Ventolin Solu- Medrol® superinfezione:
polmonite!

Polmonite
Polmonite lobare:
- molto frequente
- streptococco pneumoniae
- opacità del lobo superiore sinistra
Polmonite atipica:
- spesso frequenti
- opacità da per tutto
- nei ragazzi di età scolari 6-7 anni con decorso di febbre, tosse, tachipnea che
non passa
Mycoplasma Pneumoniae
Brionchiolite
- Malattia infiammatoria acuta del tratto resp inferiore: ostruzione delle piccole vie aeree, i
bronchioli
- Andamento stagionale da inizio inverno a inizio primavera ( ottobre-aprile)
- Principale responsabile ( 60-90% casi): Virus Respiratorio Sinciziale= VRS= RSV.
- RSV 2 ceppi: 90 % dei casi in età < 2 anni. - Incidenza massima tra 6 settimane e 6
mesi)
A piu’ severo
 B. meno severo
- Non conferisce immunità permanente
- Altri virus responsabili con minor frequenza: Influenza, Parainfluenza, Adenovirus,
Rhinovirus, Metapneumovirus.
- Rumore da sfregamento
Trasmissione:

- Diretta per contagio interumano per via aerea


- Indiretta tramite mani o oggetti contaminati.
- RSV puo’ vivere 30 minuti sulla pelle, 6-7 ore sugli oggetti contaminati.
- Incubazione: 2-8 giorni (media 4 giorni)
- Eliminazione in genere in 3-7 giorni ma anche fino a 4 settimane.

Fisiopatologia

- Solitamente inizio con rinite, dopo qualche giorno infiammazione delle vie aeree inferiore,
in particolari bronchioli dove provoca infiammazione, edema, necrosi epiteliale e
secrezione della mucosa endoluminale con conseguente ostruzione e air trapping con
alterazione degli scambi gassosi.

Pazienti ad alto rischio

- Età: < 6-12 settimane


- Prematuri
- Malattia polmonare sottostante: FC, DBP
- Cardiopatia congenita in particolare con shunt dx-sx, ipertensione polmonare
- Immunodeficienza congenita
Patologia neurologica o muscolare severa
Clinica bronchiolite
Prodromi: rinorrea, faringite Dopo 1-3 giorni: tosse, Difficoltà alimentari
diminuzione dell’appetito, febbre
intermittente, dispnea.  Disidratazione

Distress respiratorio: Apnea soprattutto se meno di 2 Insufficienza respiratoria acuta,


- tachipnea, mesi di vita o prematuri. ipertensione polmonare e
- espirio prolungato, compromissione cardiovascolare
- tiraggi intercostali, Intervento:
- alitamento delle pinne
nasali, MEDICAMENTI O
- cianosi. VENTILAZIONE NON ASSISTITA

Sorveglianza parametri vitali


Fr
Fc
Sat 02
PA
Emoglassanalisi
In OSPEDALE È NECESSARIO FARE LO STRISCO  NASO-FARINGEO ALLA RICERCA
DEL VIRUS RSV ISOLAMENTO

Terapia: supporto in tutte le sue difficoltà


Idratazione adeguata
Lavaggi nasali efficaci – rinite è presente
Ossigeno – se sat non vanno bene
Inalazioni con soluzione ipertermica (NaCI 3%) – diminuisce lo stato infiammatorio
Alti flussi
CPAP= Continuous positive air pressure – aumentare la pressione a livello dei bronchioli
Efficacia dubbia: inalazione di adrenalina, fiso resp
Non efficace: inalazione con Ventolin visto che a livello bronchiale non ci sono i ricettori beta,
antibiotici, corticosteroidi (siccome va ad agire sui betabloccanti che sono presenti nei bronchi e
non nei bronchioli)

(n)CPAP: terapia ev necessaria in bronchiolite CPAP

- Def: (nasal) continuous positive airway - PEEP (pressione a fine espirio) 4-6
pressure CMH20 (centimetri d’acqua)
- È un sistema di Ventilazione - Flusso 8l/min (che ri regola per
meccanica non invasiva. Il bambino mantenere la PEEP)
respira spontaneamente  è un - Importante è il “capellino” ideale
supporo per la respirazione, non è
un’intubazione
- L’applicazione di una pressione
positiva per tutto il ciclo respiratorio,
consente il progressivo reclutamento di
alveoli, garantendo un grado di
ossigenazione direttamente
proporzionale alla pressione applicata.

Profilassi:
Vaccino monoclonale Synagis durante la stagione epidemica se:
- Prematuri con diagnosi di displasia bronco-polmonare severa, cardiopatia congenita
emodinamicamente significativa e non ancora corretta
- Massimo fino al compimento dei 2 anni
Inalazione di corpi estranei
 Età tipica <3 anni Piccoli oggetti: noccioline, popcorn, lego...
Clinica:
tosse improvvisa,
possibile ostruzione completa delle vie aeree
Diagnosi:
- anamnesi,
- radiografia ( sovente CE a destra ),
- broncoscopia

Ostruzione non Ostruzione completa


completa
- bambino - eseguire manovre di disostruzione delle vie aeree:
tossice.
Nessuna  < 1 anno 5 compressioni toraciche
manovra di
disostruzione
delle vie aeree

≥ 1 anno compressioni addominali = manovra di Heimlich

CAVE: controllare le vie aeree alte sono libere


Asma: definizione:
L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree caratterizzata da:
- episodi ricorrenti di dispnea, respiro sibilante, tosse e senso di costrizione toraci
- ostruzione bronchiale (di solito reversibile spontaneamente o dopo trattamento
farmacologico)
- iperreattività bronchiale
- infiltrazione di cellule infiammatorie, rilascio di mediatori e rimodellamento strutturale delle
vie aeree
- ispessimento della parete delle vie aeree e aumento del muco
- i sintomi variano nel tempo, nell’insorgenza, nella frequenza e nell’intensità
- la più comune patologia cronica in età pediatrica nei paesi industrializzat
- 300 milioni di persone che ne soffrono

4.caratteristiche principali da ricordare:


- Infiammazione delle vie aere, cioè l’infiammazione è situata nei bronchi (siccome
l’alveolo ha una muscolatura elastica)

- Costrizione della muscolatura liscia

- Inspessimento delle mucose (edematose) – leucotriling sono dei mediatori chimici, che
producono uno stato infiammatorio al contatto di qualcosa di estraneo, cioè non self (del
mio genere), inoltre può portare allo stravaso a causa della “legge” di pressione, data
questa situazione il lume diminuisce maggiormente e insieme alla costrizione la
respirazione si rende molto difficile.

- Il muco viene prodotto dalle ciglia che sono in iperattività per eliminare

Le due grandi categorie d’asma:


Asma bronchiale non allergica Asma bronchiale allergica

Asma bronchiale allergica – più in specifico:


- I linfociti B stimolano i linfociti T a produrre anticorpi di tipo IgE contro determinati allergeni
esterni (pollini, polvere, alimenti, ecc), che vengono chiamati antigeni.

Gli allergeni dell’asma:


- Esse sono le sostanze che scatenano la reazione allergica. Cioè un’ipersensibilità che la
persona acquisisce verso un allergene. Quest’ultimi si dividono in:
polvere, pollini, alimenti, Ambienti particolarmente Certi tipi di farmaci
additivi alimentari, muffe, inquinati
aceri, presenza di animali
(perdita di peli)

Fattori di rischio per sviluppare allergie:


- Eccesso di igiene
- Alimentazione
- Fattori ambientali
- Famigliarità
Fattori di rischio per sviluppare l’asma:

Predisposizione Allergeni Infezioni delle Presenza Cambio di


genetica vie aeree di rinite temperatura/arie
fra caldo e
freddo
Obesità Esposizioni Farmaci Presenza Presenza di
professionali (FANS & di stress rinite allergica
acido
acetilsalicilico
)
Iperresponsività Fumo attivo Fattori Ambiente
delle vie aeree o passivo ormonali inquinato
Diagnosi:

Indagine: Esami funzionali


Test allergologici Spirometria
- esame che identifica la capacità ventilatoria

Funzionalità Tac
polmonare - evidenzia l’estensione delle lesioni
Clinica Radiografia
- rileva informazioni del parenchima polmonare e dell’ombra
Attenzione mediastinica e cardiaca.
L’esame fisico
può spesso
risultare normale
ma il riscontro
più frequente è
quello di un sibilo
in seguito ad
auscultazione,
soprattutto
durante
l’espirazione
forzata.
Scintigrafia polmonare
- informazioni sulla perfusione
Laringoscopia
- così evidenzia patologie a livello epiglottide e imbocco tracheale
Microbiologia
- analizza la cultura di germi presenti nell’espettorato
Emogasanalisi arteriosa
- evidenzia la capacità di ossigenazione e di scambi gassosi a livello
alveolo capillare
Farmacoterapia:
Fase acuta Allergica
Broncodilatatoriinalatori:Ventolin® Anti-
istaminicisistemici:Feniallerg®,Xyzal®
Corticosteroidi inal: Axotide®, Andrenalina (vasodilatazione)
Pulmicort® (Agisce
sull’infiammazione e sul edema)
Corticosteroidi sistemici:
Betnesol®, Solu- Medrol®
(prevenzione) (acuto) tempo
Adrenalina (forte distress
respiratoro)

Broncodilatatore – più in dettaglio


Che cos'è e quando si usa:
Ha azione spasmolitica sulla muscolatura bronchiale, siccome il Ventolin è un farmaco a base del
principio attivo Salbutamolo che appartiene alla categoria degli Adrenergici respiratori e nello
specifico Agonisti selettivi dei recettori beta2-adrenergici. Quindi la sia azione è di broncodilatare,
esso viene utilizzato per la prevenzione ed il trattamento della dispnea acuta da asma, da
bronchite cronica con o senza enfisema polmonare.

Come si utilizza:
Adulti e ragazzi dai 12 anni in poi:
- in caso di attacco di dispnea acuta, inalare 1-2 nebulizzazioni; per la prevenzione
dell'asma da sforzo, inalare 2 nebulizzazioni prima dell'attività fisica. Per la terapia
prolungata, inalare 2 nebulizzazioni 3-4 volte al giorno. Qualora siano necessarie più di 2
nebulizzazioni 8 volte al giorno, è consigliabile segnalarlo al medico.
Bambini di 4 - 12 anni:
- utilizzare il nebulizzatore sotto la sorveglianza di un adulto. In caso di attacco di dispnea
acuta, inalare 1 nebulizzazione; per la prevenzione dell'asma da sforzo, inalare 1
nebulizzazione prima dell'attività fisica. Per la terapia prolungata, inalare 1 nebulizzazione
3-4 volte al giorno. Se necessario, il medico può aumentare la dose a 2 nebulizzazioni.
Qualora siano necessarie più di 8 nebulizzazioni al giorno, è consigliabile segnalarlo al
medico.
Per la tecnica guardare documenti forniti sulla piatta forma, dove sono illustrati anche con
immagini.

Cosa contiene:
Contiene come principio attivo 100 μg di salbutamolo e come gas propellente norflurano (senza
Cloro-fluoro-idrocarburi, CFC).

Effetti collaterali, possibili:


Raramente possono verificarsi:
- un leggero tremito (specie delle mani),
- palpitazioni cardiache o mal di testa,
- irritazioni della mucosa della bocca e della gola. Questi effetti indesiderati generalmente
scompaiono usando regolarmente il medicamento.
- Occasionalmente i bambini possono sviluppare uno stato di agitazione.
In casi isolati sono anche stati segnalati:
- disturbi del ritmo cardiaco (extrasistole, accelerazione del polso, specie in persone
predisposte),
- nervosismo,
- aumento dell'appetito,
- disturbi gastrointestinali (come nausea e vomito),
- malessere,
- vertigini,
- senso di oppressione toracica,
- stanchezza (ma anche insonnia),
- irritabilità̀ ,
- sudorazione incrementata,
- problemi di minzione.
Inoltre:
Questo farmaco non necessità di una doppia dose con il passare dei anni, siccome non fa parte
della famiglia dei farmaci che va a coprire i recettori fra i neuroni; ad esempio come la morfina, le
benzo, i cortisonici e l’eroina.

Strategie e interventi non farmacologici

Per favorire il controllo dei sintomi e ridurre il rischio di riacutizzazioni, si può considerare, quando
rilevante, l’utilizzo di altre terapie e strategie in aggiunta ai farmaci.

Convincere il paziente a smettere di fumare Insegnare tecniche di respirazione e di


rilassamento

FANS inclusa Aspirina - EVITARE Insegnare ed educare la persona come


gestire un momento acuto

Asma occupazionale – indagare sulla stori Incoraggiare la persona a svolgere attività


lavorativa della persona per escludere fisica
fattori di rischi e scatenanti causati
dall’attività lucrativa svolta della persona
Eliminare i possibili allergeni e fattori
scatenanti

Aderenza terapeutica e ruolo infermieristico:

La definizione di aderenza:

- Coinvolgimento attivo e collaborativo del paziente a cui si chiede di partecipare alla


pianificazione e all’attuazione del trattamento elaborando un consenso basato sull’accordo.

Fondamentale per instaurare e garantire l’aderenza terapeutica:

- Luca e la sua famiglia portano all’interno di una relazione di cura, un racconto pieno di
paure, intenzioni e significati. Dato questo si aspettano non soltanto una guarigione ma
anche una condivisione della propria storia. Siccome questa aspettativa è così potente che,
se non compresa, e non considerata rischia di inficiare il risultato del percorso terapeutico.
Allora l’aderenza richiede integrazione, educazione, informazione, comunicazione, ascolto
e comprensione e/o percezione come “proprio”.

Ruolo infermieristico:

- La persona necessità di integrazione sociale, supporto sociale e di poter focalizzarsi sul


gioco (in questo caso Lucas) nonostante la patologia. Quindi è fondamentale che la
persona asmatica e i genitori ricevano delle informazioni culturalmente specifiche e
appropriate. Inoltre necessitano di un supporto psicologico, sociale e dei fallow-up che
includano entrambi gli aspetti.
- Un fattore fondamentale è sottolineare e far comprendere l’importanza all’aderenza.
Sicuramente la creazione di una visione di futuro con la famiglia e il bambino può aiutare a
una maggior aderenza terapeutica. Fondamentale è provare a trasmettere questo concetto:
“Prendere a carico l’asma per prendersi cura di sé stessi”

Quindi in pratica:

- Possiamo utilizzare opuscoli informativi


- Possiamo includere tutto il team nell’educazione terapeutica
- Possiamo consigliare di rivolgersi a delle associazioni come:

Aha ! Centro allergie Svizzera


lega polmonare

- Possiamo usufruire di internet così da poter accedere immediatamente alle pagine delle
associazioni che offrono delle spiegazioni semplice e complete, cosi anche la famiglia potrà
accedere a dei siti validi in ogni momento
- Possiamo mostrare video di come utilizzare l’inalatore, di come posizionarsi in un momento
acuto
- Possiamo stimolare la persona e/o i famigliari a parlarne con il gruppo di amici, cosi da
poter eliminare i dubbi e le paure del gruppo di amici ma anche della persona direttamente
coinvolta. Inoltre anche informare i docenti, i genitori degli amici ecc è fondamentale, cosi
da poter garantire a Lucas una buona assistenza in caso di bisogno e di maggior sicurezza
sia per i genitori e Lucas che per le persone accanto a lui.
- Stimolare Lucas a fare attività fisica
- Integrare il gioco dell’educazione e informazione terapeutica
- Possiamo dare dei rinforzi positivi durante i follow-up ai genitori e alla persona stessa;
come: “sono consapevole che tu stia facendo molti sacrifici, ma stai andando molto bene.
Questo sacrifico ti fa anche stare meglio, giusto? Raccontami un po’ cosa ti pesa? cosa ti
preoccupa?
- Prendere decisioni condivise per la terapia e per la dose (medico)
- Promemoria nel caso di dosi mancate
- provare a chiedere di svolgere un diario
- Evitare regimi terapeutici complessi - una volta vs due volte al giorno (medico &
infermieristico)
- Educazione completa all’asma con visite infermieristiche a domicilio
- Chiedere di mostrare come si svolge la procedura inalatoria

Cosa potrebbe favorire una Compliance, cioè uno stato passivo, o una non aderenza:

- La scuola
- L’età (non sa cosa spettarsi, mente focalizzata su gioco)
- La non autonomia
- Lo scorretto utilizzo dei mezzi - Non adeguata istruzione/educazione/informazione/
comunicazione e infine comprensione del metodo di inalazione
- L’incomprensione dei genitori
- L’ambiente (sentirsi diverso, giudicato, non comprensione)
- Dimenticanza dei appuntamenti o dell’assunzione farmacologica
- Non percezione della necessità del trattamento
- Paura degli effetti collaterali
- Questione di costi

Interventi da eseguire:

Urgenza
- Tranquillizzare sia il bambino che i genitori
- Non obbligare il bambino di assumere una posizione
- Evitare di fare troppo domande e di essere agitati
- Se il bambino vuole rimanere in braccio alla mamma non toglierlo
- Dare assistenza respiratoria
- Somministrare ossigeno + terapia
- Preparare altro materiale come: adrenalina ecc

Rientro a domicilio (GUARDARE quello che è scritto in precedenza sull’aderenza)


- Informazione – Educazione – comunicazione – condivisione
- Follow up
- Associazione
- Assistere i genitori (siccome potrebbero avere sensi di colpa, ansia e paure)
- Includere anche docenti, partenti più vicini e genitori dei amici di Lucas

Ricordiamoci che il ruolo DI UNA PERSONA CON UNA PATOLOGIA CRONICA cambia
completamente.
- Allergia reazione esagerata e violenta del sistema immunitario contro sostanze dette
antigeni, verso il quale è particolarmente sensibile. Gli antigeni – allergeni sono sostante
che l’organismo riconosce ed interpreta come estranee e potenzialmente pericolose, quindi
vengono attaccato dal sistema immunitario finalizzato alla loro neutralizzazione
- Le cause possono essere eredità, troppa esposizione o mix di sostanze
Sintomi:
- Essi variano dal tipo di reazione che l’organismo sviluppa, quidni possono essere: edema,
rossore, prurito, difficoltà respiratorie, gonfiore lingua ecc per poi arrivare ad uno shok
anafilattico
Urgenza:
- Shock anafilattico

Diagnosi:

Terapie
Definizione
- Si tratta di un problema molto frequente in pediatria
95 % dei casi di natura funzionale
 5% dei casi di natura organica
Definizione in pediatria non è semplice, la frequenza delle evacuazioni varia in funzione
dell’età, alimentazione, attività fisica, abitudini sociali, aspetti psicosociali
- dipende da numeri di evacuazioni giornaliere e sulla difficoltà/incompletezza di defecazione
- Grazie ai criteri di Roma si puo anche avere una definizione, inoltre si distingue fra bambini
inferiori o maggiori di 4 anni

Diagnosi + definizione – CRITERI DI ROMA


Un mese di sintomi con almeno due dei seguenti criteri:
 Due o meno defecazioni alla settimana
 Almeno un episodio di incontinenza fecale per settimana (dopo l’acquisizione della
toilette)
 Storia di eccessiva ritenzione fecale o di atteggiamenti posturali atti a ritenere le feci
 Defecazioni dure e/o dolorose
 Presenza di feci abbondanti nel retto
 Feci di largo diametro che possono ostruire la toilette
Sintomi di accompagnamento possono includere: irritabilità, scarso appetito e/o senso di sazietà
precoce.
I sintomi di accompagnamento passano dopo il passaggio delle feci.

Sintomi
Sintomi di accompagnamento possono includere:
irritabilità,
scarso appetito e/o senso di sazietà precoce.
I sintomi di accompagnamento passano dopo il passaggio delle feci.

Cause e/o fattori di rischio


- Paura di evacuare dato che si hanno feci dure, possibile dolore quindi poi non si va ad
evacuare
- Genitori che non incoraggiare il bambino di andare spesso al WC
- Dieta non adeguata

Terapia:
- Bloccare il circolo vizzioso
- Lassativi orali
- Rendere il momento non noioso

IN FASE ACUTA:
- Clisteri

EDUCARE LA FAMIGLIA PER I FATTORI PROTTETIVI:


- Incoraggiare il figlio
- Alimentazione adeguata

Tipologie:
95 % dei casi di natura 5% dei casi di natura organica
funzionale
Malformazioni anatomiche:
- ano imperforato,
- stenosi anale,
- ano anteriorizzato,
- masse pelviche (teratoma sacrale)
Cause metaboliche:
- ipotiroidismo,
- ipercalcemia,
- ipocalcemia,
- diabete
Cause gastrointestinali:
- fibrosi cistica,
- celiachia,
- IPLV
Cause neurologiche:
- anomalie del midollo spinale,
- traumi al midollo spinale,
- encefalopatia,
- neurofibromatosi

Definizione
• Patologia congenita del colon, chiamata anche Megacolon congenito agangliare
• Assenza di cellule gangliari a livello del colon
• Colon appare molto disteso perchè la sua parte terminale non ha le cellule nervose
gangliari che permettono il normale movimento
• Frequenza 1:5000 neonati
• Prevalenza maschile ( 75% casi)
Clinica
difficoltà di evacuazione.
Nel neonato si manifesta con un ritardo di espulsione del
meconio ( N entro le 48-72h di vita).
Diagnosi
- Biopsia rettale

Terapia:
- chirurgia

ACUTA Definizione:
- > 3 scariche di feci acquose al giorno
Causa piÙ frequente:
- Rotavirus
- Enterite (solo diarrea)
- Gastroenterite (anche vomito)

Terapia:
- Solitamente no antibiotici
spesso non migliora il decorso ma rischiamo il
prolungamento di portatore siccome si aumenta il transito &
aumentano il rischio SEU (battere intestinale che provoca
un’emolisi e portare ad un’insufficienza renale)
antibiotico CON:
salmonella,
stato settico
immuno sopresso

Conseguenze
Disidratazione
fontanella depressa (si chiude attorno al secondo anno),
mancanza di urine e di lascrime
elasticità cutaneo meno (plica cutanea),
bocca secca + mucose
Addome infossato + guance
stato di coscienza, prima però c’è l’agitazione,
peso (classificazione della gravità della disidrazione),
frequenza cardiaca accelerata,
occhi infossati
Esami:
- Gasometria e altri parametri, creatinina e urea (per reni)
- PCR infiammazione
Genitori:
- Continuare con l’alimentazione abituale
- Sensibilizzazione sui aspetti della disidratazione “campanelli
d’allarme”
- Spiegazione della terapia
- Continuare con l’allattamento
POST-ENTERICA Complicazione
- del 3-5 % delle diarree acute infettive
Fattori coinvolti
- persistenza infezione ( E.Coli, Rotavirus),
- colonizzazione batterica alta,
- deconiugazioni dei sali biliari,
- IPLV,
- intolleranza al lattosio
Cosa fare
- Escludere la celiachia

CRONICA Definizione
- Feci acquose > 4x/die per almeno 2 settimane
Cause
• Sindrome post-enterica
• Diarrea cronica aspecifica
• Intolleranza alle proteine di latte vaccino (IPLV)
• Celiachia
• Enteropatia autoimmune

CRONICA Definizione
ASPECIFICA: - Feci acquose > 4x/die per almeno 2 settimane
Cause:piu’ frequente nel bambino sano ( 1-5
anni). Diarrea del bambino sano
- Alternata a stipsi
- Natura funzionale, diagnosi di esclusione.

Consigli alimentari:
- evitare succhi di frutta,
- liberalizzare grassi
- fibre.
• Si presenta mokto spesso il dolore addominale in pediatria, importante è RICONOSCERE
L’ADDOME ACCUTO: addome disteso, non trattabile in nessun quadrante e
diffusamente dolente, visto che si tratta di un`urgenza pediatrica!
• Inoltre è una diagnosi di esclusione, cioè
 Episodico
 Localizzazione periombelicale
 A carattere diurno
 Non in rapporto con i pasti e con l’esercizio fisico
 Familiarità positiva per disturbi gastrointestinali
 Crescita e sviluppo regolare
 Obie vità negativa
 Esami di laboratorio nella norma
 Particolari problematiche familiari e scolastiche

Cause più frequenti


0-2 anni:
• Invaginazione intestinale
• Volvolo intestinale
• Diverticolite di Meckel
• RGE
• Coliche del lattante
• GEA
• Torsione testicolare
• Stenosi ipertrofica del lattante

2-6 anni:
• Appendicite acuta
• GEA
• Stipsi
• Adenite mesenterica
• Diverticolite di Meckel
• Invaginazione intestinale
• Porpora di Schönlein-Henoch
• Nefrolitiasi
• Polmonite basale, IVU
• Celiachia
• Ingestione di corpi estranei
> 6 anni:
• GEA
• Stipsi
• Appendicite acuta
• Traumi
• Adenite mesenterica
• Torsione ovarica o testicolare
• Colite ulcerosa, malattia di Crohn
• Cheto-acidosi diabetica
• Celiachia

- Otite media  dolore addominale  siccome (fino a 4 anni) fanno fatica a


localizzare i dolori, nervo vago.
- Polmonite basale, focolaio che irrita il diaframma.
- Infettivo, delle vie urinarie
Definizione
- crisi di pianto eccessivo presente in lattante altrimenti sano,
- che persistono per >3h/die,
- per >3die/sett e
- di durata >3sett, senza causa identificabile
Manifestazione
- Attacchi parossistici di pianto e irritabilità senza una causa identificabile,
- prevalentemente nel tardo pomeriggio e la sera
- Inizio durante la 2a settimana di vita, picco alla 6a settimana
- Risoluzione generalmente tra 12a e 16a settimana di vita
Eziologia
- Sconosciuta però probabilmente multifattoriale
- Non associata a fame o dolore
Interventi
- Diagnosi esclusione
- Presa a carico dei genitori
 Rassicurare i genitori e “interventi comportamentali”(never shake!)
Simethicone (Flatulex): non più efficace del placebo (ma safe!)
Importante:
- Importante fonte di angoscia materna e di sofferenza famigliare
- Processo auto-limitato, “benigno”, senza conseguenze a lungo termine
- Genitori devo essere rassicurati, istruiti e sostenuti

Definizione (reflusso gastro intestinale)


 Risalita del contenuto gastrico in esofago con o senza rigurgito/vomito.
 Fisiologico nei lattanti, più volte al giorno, perchè lo sfintere esofageo inferiore non si
chiude sufficientemente.
 La pressione dello sfintere esofageo inf diminuisce spontaneamnete in modo
inappropriato dopo ingestione di un volume importante, esposizione al fumo passivo o
caffeine.

Diventa malattia se questa risalita del contenuto gastrico comporta l’ insorgere di segni,
sintomi e complicazioni:
o esofagite,
o ematememsi,
o disfagia,
o polmoniti da aspirazione,
o sintomi respiratori su irritazione laringea e delle vie resp. stridor.
Nei bambini grandi sovente associata a ritardo neuro-motorio

 Incidenza massima tra i 2 e i 6 mesi di vita.


 Si risolve nell’ 85% dei casi entro i 12 mesi di vita e nel 95% entro i 18 mesi di vita.
Clinica
iflussi/vomiti ,
irritabilità e pianti inconsolabili ( dolori),
ALTE ( apnee),
sindrome di sandifer ( opistotono e testa girata da un lato),
scarsa crescita,
stridor.

Nei bambini più grandi:


dolori retrosternali,
tosse cronica,
asma ricorrente,
polminiti ricorrenti.
Diagnosi:
- Basata sulla clinica
- Transito gastro intestinale superiore
- Ev esofagoduodenoscopia
- (ph-metria)
Terapia:
- Posizione anti-reflusso
- terapia di prova con terapia anti-reflusso: IPP, addensare il latte.
- Rassicurare i genitori!
- Bambini con associato problema neurologico: Chirurgia di plastica anti-reflusso
• Regione epigastrica
• Ipocondrio sinistro
• Ipocondrio destro
• Regione ombelicale
(mesogastrica)
• Fianco sinistro
• Fianco destro
• Regione ipogastrica
((sovra-)pubica)
• Regione inguinale
sinistra (fossa iliaca
sinistra)
• Regione inguinale
destra (fossa iliaca de

Patologie in base alle 9


regioni addominali:
Ernia

Ernia jATALE Patogenesi:


- lo stomaco scivola attraverso il diaframma seguendo l’esofago nella
cavità toracica,
- e si disturba il meccanismo di continenza della valvola del cardias;
- ne consegue un reflusso di acido nell’esofago;
- sindromi da reflusso disfunzionali possono aversi anche senza ernia.
diagnosi
- avviene tramite gastroscopia.
 I sintomi iniziali consistono:
- in pirosi,
- talvolta dolori;
quando il quadro peggiora, possiamo avere
- disfagia
- spasmi dell’esofago.

- Con il trattamento dell’iperacidità e istruzioni comportamentali legate al


peso e all’alimentazione, il quadro può migliorare.
-  Se trascurato possono generarsi situazioni di stenosi o deviszioni
neoplastiche.

ULCERA
ULCERA sintomi
Gstrica - di iperacidità,
- dolori allo stomaco subacuti o cronici,
- maldigestione.
diagnosi viene posta tramite
- gastroscopia, durante la quale vengono eseguite biopsie e la ricerca
dell’Helicobacter Pylori.
un rischio
- di trasformarsi in senso tumorale,
- oppure può essere già un tumore gastrico che si è presentato in fase
ulcerativa.
Trattamento
In assenza di malignità,
- si tratta con inibitori della secrezione acida.
Se l’Helicobacter è positivo
- si imposta il trattamento specifico con schema adeguato.
ULCERA sintomi
DUODENAL - di iperacidità,
E - dolori in regione epigastricae all’ipocondrio sinistro,
- anche di notte, mal digestione.
diagnosi viene posta
- tramite gastroscopia, durante la quale vengono eseguite biopsie e la
ricerca dell’Helicobacter Pylori.
tratta
- inibitori della secrezione acida.
FISTOLA

COLICA

COLICA - E’ uno specifico dolore che nasce nell’ipocondrio destro, essendo legato
BILIARE alla patologia delle vie biliari.

l dolore “colico” è un dolore che


- viene ad accessi, in crescendo e decrescendo,
- accompagnato da nausea
- da profonda sofferenza, essendo un dolore “viscerale”

TENESMO

TENESMO

- Si viene guidati alla diagnosi dalla localizzazione, dal carattere, dai sintomi di
accompagnamento
- Attenzione alle diagnosi legate ad altri organi (reni, apparato genitale, aorta...)

DOLORE EPIGASTRICO

- E’ il dolore nel quadrante superiore centrale dell’addome (→)


- Può essere acuto o cronico
- Generalmente indicativo di problematiche dello stomaco o del pancreas
DOLORE IPOCONDRIO DESTRO

- È il quadrante che sovrasta la regione epatica


- In genere indicativo di problemi a livello del fegato o delle vie biliari, ma può essere
legato anche a patologia del colon (pensare all’anatomia)
- Può essere acuto o cronico, stabile o ad accessi
Anche coliche derivano da qua
ODINOFAGIA

- Indica dolore al passaggio del cibo NEL ESOFAGO


- Il termine indica generalmente che la digestione è disturbata e disturbante.

Dispepsia - eccesso di produzione di acidi,legata alla patologia peptica


iperstenica :
Dispepsia astenica: - rallentamento nei processi digestivi, con meteorismo, nausea,
stipsi, digestione prolungata; può essere funzionale o legata a
diversi organi
PRIOSI
- E’ il termine scientifico che indica il “bruciore di stomaco”, ma in realtà.....
- è generato dal refflusso di acido nell’esofago, indice di patologia peptica (→)

DISPEPSIA IPERSTENICA :
- eccesso di produzione di acidi,legata alla patologia peptica

PATOLOGIA PEPTICA
Individua una situazione di ipersecrezione acida da parte dello stomaco, che può generare le
seguenti sindromi classiche:
• Esofagite da Reflusso, con o senza Ernia Jatale
• Sindrome da ref lusso
• Ulcera gastrica
• Ulcera duodenale
• Terapia moderna della patologia peptica
• Il Problema dell’Helicobacter Pylori
Più esofagite documento a parte
EMATEMESI - l’emissione di vomito con sangue
- E’ legata a patologie dell’esofago, dello stomaco, del
duodeno, del fegato
MELENA - Emissione di un prodotto fecale d’aspetto nero, simile
alla pece, con tipico odore sgradevole di sangue
digerito.
- Indicativa in genere di emorragie digestive avvenute
fino al duodeno
-  L’effetto degli acidi gastrici e degli enzimi digestivi
provoca questa trasformazione tipica del sangue
EMATOCHEZIA & - I termini indicano l’emissione di sangue in minore o
RETTORRAGIA minore quantità dall’ano
-  Il sangue può essere puro o frammisto a feci
-  Il sintomo può essere acuto o cronico
-  In genere indicativo di patologie del colon, del retto,
della regione anale
-  Emorragie gravissime della parte alta del tubo
digerente possono provocare rettorragia invece di
melena

SUPERIORI ED INFERIORI Se è sopra il legamento treits o sotto


ACUTE Intensività grande in poco termine  ATTENZIONE SHOCK
EMORRAGICO
CRONICHE Spesso segni di anemia, pallore e dispnea
Ma che cazz.. ho un po di difficoltà con sta domanda
È un’urgenza chirurgica, essendoci il rischio di morte. Può presentare un quadro clinico
misto cioè occlusivo e infiammatorio.

Ha insorgenza rapida, improvvisa e molto violente, il cui sintomi principale è il dolore


addominale straziante può essere leggermente localizzato ma la maggior parte delle
volte è diffuso su tutto l’addome.

L’addome acuto può essere causato da innumerevoli patologie, ma per semplificare


possiamo individuare 5 quadri clinici fondamentali (Schein & Rogers, 2007):

Dolore addominale e shock


Peritonite generalizzata
Peritonite localizzata (circoscritta ad un quadrante dell’addome)
Occlusione intestinale
 “Malattia medica”
Esami di laboratorio
- Gli esami di laboratorio non generano informazioni importanti per la diagnosi di malattie del
tubo digerente ma sono d’aiuto per le patologie
del fegato,
delle vie biliari,
del pancreas.
EAMTOLOGIA
Livello di emoglobina e di eritrociti:
- il basso livello di emoglobina identifica un’anemia, che nell’adulto può essere indicativa di
una perdita di sangue occulta o palese;
 se si associa a un basso livello di ferritina, e non vi sono altre spiegazioni per
una perdita, bisogna escludere emorragie digestive pensando a una
gastroscopia e a una colonoscopia; in rari casi, i cali di ferritina possono essere
dovuti a malassorbimento, quindi a patologie dell’intestino tenue.

- Il livello di globuli bianchi, leucociti, se aumentato, può


 indicare una patologia infettiva o un problema chirurgico acuto (appendicite ?).

-  Il livello di piastrine, se basso,


 può accompagnare altri segni di patologia del fegato; l’ipertensione portale
genera piastrinopenia.
 Il livello delle piastine è importante quando si pianifica una biopsia di qualche
genere, per evitare il rischio emorragico.

ESAMI DELLA COAGULAZIONE:


Il tempo di protrombina, tempo di Quick,
- può indicare una malattia epatica: dato che i fattori della coagulazione dipendenti dalla
Vitamina K sono sintetizzati dal fegato, malattie epatiche gravi acute o croniche
provocano un’aumento del PT, una diminuzione del Quick.

 Il tempo di Protrombina (Quick) e il PTT devono essere normali quando si pianifica una biopsia,
e ciò per evitare un problema emorragico.

INDICI DI LISI EPATICA


SGOT (AST), SGPT (ALT), LDH
- Segnalano che un processo attivo provoca LISI, cioè la morte di cellule epatiche, che
degradandosi, liberano nel sangue queste sostanze che vengono misurate.
- Indici di infiammazione attiva acuta o cronica del fegato, di natura infettiva, immunitaria,
metabolica, di danno chimico (farmaci, alcool).
- Il livello di elevazione, il decorso, il rapporto tra i valori e l’associazione con gli altri indici
epatici indirizzano verso la diagnosi, permettono di valutare decorso e prognosi della
malattia

INDICI DI COLESTASI
GGT, Fosfatasi alcalina, Bilirubina

- Si accumulano nel sangue quando il f lusso di bile a livello micro- o macro-scopico è


alterato, in presenza o in assenza di danno cellulare.
- Esempio sono le patologie biliari, come la colangite sclerosante, l’occlusione delle vie
biliari, le presenza di lesioni tumorali.
- Attenzione al fatto che la GGT e la Bilirubina possono essere anche indici di citolisi.
INDICI DI SINTESI EPATICA
- Tempo di Protrombina e Livello di Albumina
- Il fegato produce i fattori della coagulazione legati alla vitamina K e la proteina albumina.

- Se questi valori risultano abbassato si può pensare ad una ridotta attività sintetica del
fegato, che può essere acuta o cronica, e dovuta alle noxae più diverse.
- Esempi sono l’epatite fulminante e la cirrosi epatica, con diverso significato prognostico

INDICI DI INFIAMMAZIONE PANCREATITE


Amilasi, Lipasi.

- Non esistono indici chimici utili per diagnosticare una patologia cronica del Pancreas
(pancreatite cronica, tumore).
- L’elevazione di Amilasi e Lipasi può indicare la presenza di una pancreatite acuta,
permettere di valutarne il decorso e la prognosi.

INDICI DI INFIAMMAZIONE
Velocità di sedimentazione (VES), Proteina C Reattiva
- Sono indici non specifici dell’esistenza di un processo infiammatorio.
- Utili, assieme alla clinica, nella diagnosi e nella gestione delle patologie infiammatorie
croniche dell’intestino (colite ulcerosa, morbo di Chrohn), di infezioni epatiche
(colecistite, colangite), nella valutazione di epatiti infiammatorie o autoimmuni

MARCHER EPATITI VIRALI

Panel Epatite A:
- anti HAV, indica la presente immunità, che può essere acquisita da infezione o da
avvenuta vaccinazione; anti HAV IgM sostiene l’ipotesi di infezione acuta o recente.

Panel Epatite B:
- anti HBs Ab indica il superamento di un’epatite B o la presenza, secondo livello, di
anticorpi protettivi. Antigene HbsAg indica l’avvenuto contatto con HBV e la presenza di
epatite B, attiva acuta o cronica, o lo stato di portatore, secondo indici di infiammazione e
gli altri esami sierologici speciali

Panel Epatite C:
- anti HCV, indica avvenuto contatto con HCV; HCV RNA, quantitativo o qualitativo, indica
infezione attiva e risposta alla terapia.

MARKERS TUMORALI

In considerazione della scarsa sensibilità e della scarsa specificità, non devono essere usati per
screening o ai fini diagnostici puri, salvo rari casi (→).

Dopo la diagnosi avvenuta del tumore possono aiutare per seguire il decorso.

- Alfa-fetoproteina, se molto elevata (> 600) e associata a immagini radiologiche


significative e a cirrosi, sostiene la diagnosi di epatocarcinoma, tumore primario del
fegato.
- CEA, Carcino-Embrional-Antigen può permettere di seguire il decorso di Carcinomi del
Colon Metastatici
-  Ca 19.9, in presenza di lesioni importanti e tipiche, può sostenere la diagnosi di
carcinoma pancreatico e il decorso in terapia.
- Importanti i markers di tumori neuroendocrini.
Che cos’è
- La colonscopia è un esame endoscopico diagnostico ed in alcuni casi terapeutico che
viene effettuata con uno strumento flessibile di poco più di un centimetro di diametro.
- La colonscopia serve ad evidenziare eventuali alterazioni della mucosa del colon
( infiammazioni, diverticoli, alterazioni vascolari, polipi e tumori) o ad escluderle.

Un esame totalmente attendibile deve essere eseguito in buone condizioni di pulizia intestinale

Preparazione dell’esame:
• Il paziente nei due giorni che precedono l’esame deve seguire una dieta priva di fibre;
• il giorno prima dell’esame (verso le 14:00) inizia la preparazione con una soluzione
purgante.
• Salvo casi particolari il giorno d’esame deve essere a digiuno.
• Occorre segnalare al momento della prenotazione una terapia con anticoagulanti o
antiaggreganti piastrinici, potrebbe essere necessario, in accordo con il medico
curante o richiedente, modificare o sospendere la terapia

Prima del esame


• Presentazione, identificazione, consenso medico, allergie, paure, dubbi, domande e
chiarimenti
• Il paziente si accomoda sul letto dopo aver indossato la camicia dell’ospedale.
• Il paziente deve avere una via venosa (con un’infusione in corso).
• Se è portatore di protesi dentarie portare la scatola porta protesi.
• Il paziente deve avere i risultati recenti di laboratorio di Quick e trombociti.

In endoscopia:
• Dopo l’accoglienza e una breve anamnesi il paziente viene monitorizzato
(FREQUENZA CARDIACA –
PRESSIONE ARTESIOSA –
SATURAZIONE O2).
• Ossigenoterapia secondo la saturazione.
• Sedazione somministrata a seconda del tipo di paziente e della durata dell’esame.
(Propofolo o Benzodiazepine (Dormicum) con eventuali Oppiacei)

Interventi infermieristici es VOMITO:


• Porgere e sostenere una bacinella renale al pz. che vomita,...
• Ev mettere in sicurezza
• Osservare qualità e quantità del vomito e trasmetterlo
• Interagire con l’équipe e il medico
• Somministrare antiemetico su ordine medico
• Conoscere il medicamento che si somministra
• Sorvegliare l’effetto della terapia sul pz. e l’efficacia
• Sorvegliare rischi e complicanze (rischio di broncoaspirazione, ...)
• Assicurare il benessere al pz. (igiene, postura,....)
• Utilizzare la comunicazione professionale
• Considerare lo stato emotivo del pz. (ansia, paura, vergogna,...)
• Rispettare i principi etici e la dignità dell’essere umano
• Pianificare le cure in condivisione
POI mi occupo di tutto questo  SEMPRE TENER IN CONSIDERAZIONE

Anamnesi - Farmaci (voltaren)


- Viaggi
- Famigliarità malattie
- Fattori di rischio
- Stato psicologico (stress) famigliare ed
economico
Valutare i sintomi del paziente - Sente, secchezza mucose e cute
- Tensione
- Crampi addominali
- Nausea e vomito
- Calo ponderale
- Stato di coscienza
- Astenia
- Disfagia, odinofagia, pirosi
- Ematemesi
- Dolore (epigastrico, ipocondrio dx,
colica, dolore addominale)
- Meteorismo
- Aerofagia
- Dispepsia
- Emorragie
Fare la distinzione Diarrea ACUTA
Diarrea CRONICA
Diarrea, stipsi, melena, ematochezia,
rettoraggia

VALUTAZIONE DELLE FECI


CHE COS’È - DEFINIZIONE:

- La celiachia è una malattia cronica della mucosa dell’intestino tenue provocata


dall’ipersensibilità verso il glutine (si trova nelle proteine gliadine/prolamine).
- Si parla di una malattia autoimmune dato che il sistema immunitario attacca le
cellule del intestino tenue causando così una reazione infiammatoria della mucosa
intestinale. Questo a sua volta causa una mancanza di grassi, proteine, carboidrati,
vitamine e sali minerali siccome non vengono ben assimilati. Ma dall’altra parte si è
osservata un aumento della permeabilità intercellulare che è dovuto all’apertura
delle giunzioni serrate (Tj).
- Inoltre presenta una predisposizione genetica.
- La MC si differenzia in tre forme: Atipica, classica, silente, latente/potenziale.

SINTOMI:

- I sintomi della celiachia sono molto diversi sia per la tipologia che per l’intensità.
- Importatane tener conto che la MC può essere presente anche in persone che
accusano solo pochi o addirittura nessuno dei sintomi elencati successivamente.
Quindi in queste persone la celiachia viene spesso scoperta nell’ambito di uno
screening familiare.
- Un altro fattore importante da considerare è che nei bambini più grandi e negli
adolescenti i sintomi tendono ad essere simili a quelli degli adulti.
- Una difficoltà maggiore è quando la comparsa di sintomi appare differenziata
questo rende difficile formulare la diagnosi.

Sintomi negli adolescenti e negli adulti: Sintomi nei bambini piccoli:


• Stanchezza / spossatezza • Inappetenza
• Carenza di ferro • Perdita di peso
• Carenza di calcio • Arresto della crescita
• Perdita di peso e delle forze • Ritardo dello sviluppo
• Diarrea o stitichezza • Diarrea
• Dolori alle ossa • Addome meteoritico
• Dolori addominali recidivanti • Pianti facili
• Problemi di concentrazione • Irritabilità
• Diminuzione del rendimento
• Umore depresso
• Infertilità e parti prematuri nelle
donne

Altri esami:
GGT 5 U/l
Conferma dei risultati del - È gamma glutammin transferasi
laboratorio: - Un enzima prodotto dal fegato
- Che c’è un mal - Valori nella norma da 8 a 61
assorbimento - Leggermente bassa
- Sulla clinica, siccome non ha
più il ciclo, è stanca, non Na 142 mmol/l ha
molte energie - Indica il livello di sodio nel sangue
- valori nella norma 145-165
DIAGNOSI: - Tendenzialmente bassa

- In caso di sospetta Ferritina 3 ug/l


celiachia, il medico curante - Essa ha la funzione di stoccaggio del
dovrebbe per prima cosa ferro.
determina- re nel sangue - Superiore a 5 è nella norma gli
anticorpi specifici della - 5-204 mg/dl
celiachia. - Tendenzialmente bassa (Gaia)
- Inoltre c’è una forte
predisposizione genetica, di conseguenza HLA II dovrebbe essere presente,
nonostante alla genetica un 25/30% della popolazione predisposta non svilupperà
mai la Celiachia.
- Per confermare la diagnosi di solito si effettua una biopsia della mucosa
dell’intestino tenue, da li si può notare un’atrofia del tessuto intestinale.

TEST/ESAMI DA
ESEGUIRE

Test di Transglutaminasi Anti-endomisio Antigluadina


Transglutaminasi anti tissutale (EMA) (AGA)
(anti tTG) di classe (tTGA)
IgA.

Test genetico Complesso HLA II Enetrodimeri DQ2 e


DQ8

Biopsia intestinale Atrofia dei villi GOLDENSTANDART


intestinali –
intestino tenue

- Per confermare la diagnosi di solito si effettua una biopsia della mucosa


dell’intestino
tenue, da li si
può notare
un’atrofia del
tessuto
intestinale.

Cosa accade a livello


intestinale & anatomia:

- Una celiachia non curata riduce le dimensioni dei villi e quindi della superficie
intestinale, ciò che a sua volta comporta un’insufficiente assimilazione di sostanze
nutritive e la possibile apparizione di segni di carenza (p. es. carenza di ferro, acido
folico, calcio, zinco e delle vitamine liposolubili A,D,E,K).

Fisio-patologico:

- Come abbiamo già detto in precedenza la Celiachia, che è una Malattia cronica
immuno-mediata da linfociti T causata dall’esposizione al glutine, che provoca la
formazione di AC(IgA e IgG) diretti contro l’enzima transglutaminasi tissutale, contro
i peptidi della gliadina e che provocano un danno citotossico contro i villi intestinali
(atrofia) in soggetti geneticamente predisposti, quindi aplotipi HLA DQ2/DQ8.

Dato che c’è anche il rischio di ritardo della crescita il medico effettua la valutazione
dello sviluppo puberale cioè Tanner:
- Essi sono gli stadi puberali che indicano il livello di maturazione genitale.
- Queste scale servono più tosto per il follow up, per poter fare una valutazione più
razionale.
Gaia a livello dello sviluppo (Tanner):
- Si trova nella norma, leggermente verso il ribasso, siccome la T4 si riferisce per
l’età 13-15.
PROGNOSI:

- Seguire rigorosamente una dieta priva di glutine porta alla completa


normalizzazione della mucosa dell’intestino tenue e riduce nettamente le
conseguenze e le complicazioni tardive. Di regola le persone celiache, se seguono
un’alimentazione priva di glutine, vivono sane e senza disturbi.

POSSIBILI CONSEGUENZE:

- A causa del danno alla mucosa dell’intestino tenue, è possibile che parallelamente
alla celiachia insorga un’intolleranza al lattosio. Alcune persone colpite da questo
fenomeno tornano a poter digerire il lattosio in quantità più importanti una volta che
la mucosa dell’intestino tenue si è ripresa completamente grazie alla dieta priva di
glutine. In altre persone, invece, l’intolleranza al lattosio persiste.
- Arresto della crescita e mal assorbimento.
- È però possibile che i diversi sistemi organici vengano danneggiati gravemente. Ad
esempio il rischio di osteoporosi (ossa che si fratturano più facilmente perché
hanno perso massa ossea) e di linfoma dell’intestino tenue aumenta in presenza di
una celiachia non diagnosticata.
- Un oltre c’è la possibilità di sviluppare,
spesso altre malattie autoimmuni, come ad
esempio il diabete mellito di tipo 1, oppure
malattie della tiroide e del fegato.
- Anche la dermatite erpetiforme di Duhring,
una rara malattia della pelle causata dal
glutine, è caratterizzata dall’apparizione
periodica di vescicole fortemente pruriginose.
Tali vescicole sono disseminate su tutto il
corpo, soprattutto su ginocchia e gomiti, ma ne sono spesso colpiti anche cuoio
capelluto e natiche. Anche la dermatite erpetiforme di Duhring viene curata con
un’alimentazione priva di glutine.

Trattamento – alimentazione senza glutine


DIETA:

- Non è consigliato provare a seguire una dieta senza glutine prima che sia stata
formulata la diagnosi, poiché la dieta rende più difficile o addirittura impossibile la
diagnosi.
- La dieta garantisce la reintegrazione della mucosa intestinale, quindi la dieta è il
“farmaco” per la Celiachia.

Alimenti che contengono glutine:

Alimenti privi di Glutine:

Mais Latte Manioca Sego uova amaranto noci


Riso latticini Patate tapioca carne quinoa nocciole
dolci
Miglio Olio patate pesce Leguminose semi
vegetali (soja,
lenticchie,
ceci)
Grano Burro verdura Frutti di castagne
saraceno mare
Frutta

spezie miele acqua


Erbe marmellata Cafè
aromatiche
pure
Zucchero Te nero
Sciroppo d’acero Te alle erbe
Vino Te alla frutta (puro)
spumante Succhi di frutta
(puro)

Identificazione dei prodotti senza glutine –CH:

Elenco ristoranti ticinesi con cucina senza Glutine, del 17 febbraio 2017
Come comportarsi in casa- cucina:

- Le superfici di lavoro, gli elettrodomestici e gli utensili da cucina devono essere


puliti a fondo o essere acquistati doppi (p. es. tostapane). Le teglie e le griglie da
forno vanno coperte con carta da forno o alluminio.
- Se si usano utensili di legno, è bene impiegarli unicamente per la preparazione di
alimenti privi di glutine, dato che il legno è difficile da pulire e il glutine si può
depositare anche nelle sue fenditure.
- Se si friggono gli alimenti è importante non friggere quelli privi di glutine nello stesso
olio usato per gli alimenti contenenti glutine.
Utilizzare cucchiai o coltelli differenti per marmellata, burro, ecc.

La definizione di aderenza:

- Coinvolgimento attivo e collaborativo del paziente a cui si chiede di partecipare alla


pianificazione e all’attuazione del trattamento elaborando un consenso basato
sull’accordo.

Fondamentale per instaurare e garantire l’aderenza terapeutica:

- Gaia e la sua famiglia portano all’interno di una relazione di cura, un racconto pieno
di paure, intenzioni e significati. Dato questo si aspettano non soltanto una
guarigione ma anche una condivisione della propria storia. Siccome questa
aspettativa è così potente che, se non compresa, e non considerata rischia di
inficiare il risultato del percorso terapeutico. Allora l’aderenza richiede integrazione,
educazione, informazione, comunicazione, ascolto e comprensione e/o percezione
come “proprio”.

Ruolo infermieristico:

- L’adolescente necessità di integrazione sociale e supporto sociale. Quindi è


fondamentale che la persona celiaca riceva delle informazioni culturalmente
specifiche e appropriate. Inoltre necessità di un supporto psicologico, sociale e dei
fallow-up che includano entrambi gli aspetti.
- Un fattore fondamentale è sottolineare e far comprendere l’importanza all’aderenza
di una dieta senza glutine. Sicuramente la creazione di una visione di futuro con la
famiglia e l’adolescente può aiutare a una maggior aderenza terapeutica.

Quindi in pratica:

- Possiamo utilizzare opuscoli informativi


- Possiamo includere tutto il team nell’educazione terapeutica
- Possiamo consigliare di rivolgersi a delle associazioni come:

Aha ! Centro allergie Svizzera


Gruppo Celiachia della Svizzera Italiana
IG Zölieakie
ASDD

- Possiamo usufruire di internet così da poter accedere immediatamente alle pagine


delle associazioni che offrono delle spiegazioni semplice e complete, cosi anche
l’adolescente potrà accedere a dei siti validi
- Possiamo mostrare la lista dei ristoranti che offrono cibi senza glutine
- Possiamo stimolare la persona a parlarne con i suoi amici, cosi da poter trovare
una via di mezzo per il gruppo (andare al mec Donald a mangiare invece del
Kebab)
- In caso che andasse in una mesa, favorire l’integrazione. Quindi prendere contatto
con la mensa così da offrire anche del cibo senza glutine e senza rischio di
contaminazione.
- In basa a quello che piace a Gaia ricercare alimenti simili e stipolare un piano
- Stimolare Gaia a riprendere la sua vita quotidiana (ginnastica)
- Possiamo dare dei rinforzi positivi durante i follow-up come: “sono consapevole che
tu stia facendo molti sacrifici, ma stai andando molto bene. Questo sacrifico ti fa
anche stare meglio, questi mal di pancia e stanchezza non sono più presenti.
Grazie a questo hai potuto riprendere la tua passione (ginnastica artistica).

** RICORDARE DI GUARDARE I FARMACI, PERCHÉ POTREBBE ESSERE PRESENTE


NEI FARMACI COME ECIPIENTE**

Intolleranza:
- Reazione di ipersensibilità senza coinvolgimento diretto del sistema immunitario.
- Solitamente viene tollerata una piccola quantità dell’alimento/componente senza
sviluppare sintomi.
- Cause principali sono difetti metabolici, mancanza di un enzima digestivo. Es.
Intolleranza al lattosio, manca l’enzima lattasi.
- Non provocano mai reazioni immediate e gravi come avviene nell’allergia.
Diagnosi sovente per esclusione.

Allergia:
- Alimentare: risposta immunitaria diretta contro antigeni esterni. Può creare
disturbi di grado lieve, moderato o severo (Anafilassi).
- Vengono prodotti anticorpi di tipo IgE contro determinati allergeni esterni (pollini,
polvere, alimenti).
- Spesso le allergie alimentari in età pediatrica regrediscono all’età adulta.

Malattia autoimmune:
- di norma il sistema immunitario ( granulociti, macrofagi, linfociti T e B, mastociti,
citochine, Ig, complemento...) non si esprime contro componenti dell’organismo.
Talvolta i linfociti T diventano auto-reattivi ( fattori genetici e ambientali) e
stimolano i linfociti B nella produzione di AUTO-AC che provocano stati
infiammatori.
Es. Celiachia, Artrite reumatoide, tiroidite autoimmune, lupus...