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La parte absidale della chiesa più antica di San Cristoforo è inquadrata dall'arco

a sesto acuto della chiesa trecentesca. Questo arco trionfale, gotico, è in realtà
inserito otturando in parte un'originaria e più grande arcata a tutto sesto
romanica, di cui sono visibili alcune parti in alto sopra la chiave dell'arco.
L'arco più grande è una delle poche parti rimaste della precedente e scomparsa
chiesa romanica. Tale chiesa venne probabilmente demolita a seguito dei
danneggiamenti subiti per le deviazioni dei corsi d'acqua incanalati nel sistema
ordinato dei navigli, dei quali il Ticinese passava accanto alla chiesa.

La zona presbiteriale dall'arco trionfale all'abside è ricoperta da affreschi di


scuola luinesca.

Gli affreschi cominciano dall'arco trionfale, che risulta pertanto una parziale
otturazione. Esso fu affrescato tra la fine del Quattrocento e l'inizio del
Cinquecento con questa nuova serie di affreschi. Nell'intradosso dell'arcone
ogivale è la serie di tondi visti prospetticamente in cui sono insieriti santi
emergenti a mezzo busto. Analoga soluzione per medaglioni ad "oblò" la troviamo ad
esempio nella coeva e recentemente restaurata biblioteca di Santa Maria Incoronata
a Milano.

Sul fronte dell'arcone trionfale gotico corre un motivo di ornato affrescato,


costituito da complessi girali in monocromo su sfondo scuro, di poco posteriori ai
tondi con santi dell'intradosso.

Nel catino absidale affreschi della stessa scuola luinesca raffigurano al centro il
Padre Eterno e ai suoi lati i simboli dei Quattro Evangelisti. Sono inseriti in una
composizione a cinque scomparti, definiti da cornici orizzontali e verticali viste
prospetticamente a parte, sul vuoto del cielo che fa loro da sfondo.

Il Padre Eterno siede sulla nuvola da cui emergono i cherubini, sotto ad essa tre
angioletti mostrano due ai lati il testo dove sono confermate le scritture e quello
al centro un lungo cartiglio, sempre di riferimento ai sacri testi. La cornice che
divide questa figure è decorata nel gusto del Rinascimento tardoquattrocentesco
lombardo, con motivi a candelabra. Le figure del Tetramorfo occupano ognuna buona
parte del riquadro loro riservato lasciando spazio allo sfondo del cielo.

Il registro inferiore, nel quale le monofore originarie gotiche sono oggi riemerse
dalle incorniciature rettangolari rinascimentali, mostra a grandezza naturale
quattro figure di santi, patroni di Milano e dei Visconti, i due al centro essendo
Giovanni Battista e Giacomo, ai lati le Sante Caterina da Siena e Cristina.