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AMMINISTRARE UNA ASSOCIAZIONE

PUNTUALIZZAZIONE SULLE PRINCIPALI PROCEDURE AMMINISTRATIVE


CHE INTERESSANO LE ASSOCIAZIONI NO PROFIT

IL RUOLO FISCALE DELL'ASSOCIAZIONE


Cerchiamo di definire il ruolo che l’Associazione intende fiscalmente assumere definendo le tipologie di
attività fiscale che può essere svolta. Premettiamo che nel nostro caso si tratta sempre di associazionismo
senza scopo di lucro: il problema fiscale subentra non appena si presenta anche lo svolgimento di una
attività commerciale, che naturalmente dovrà essere regolamentata.

Nell'esercizio dell'attività artistica l’Associazione quindi dovrà scegliere di:


ƒ non esercitare alcuna attività commerciale
ƒ esercitarla continuativamente, nel senso che propone il proprio prodotto artistico come farebbe un
qualsiasi professionista
ƒ esercitare attività commerciale solo occasionalmente.

L'obbligo dell'apertura della partita I.V.A., che è premessa ad ogni successiva operazione fiscale
dell’Associazione sussiste solo nel secondo caso. Nel primo risulta del tutto inutile, nel terzo caso è invece
consigliata. Ecco alcuni esempi:

ASSOCIAZIONI CHE NON ESERCITANO NESSUNA ATTIVITÀ COMMERCIALE

Possiamo ipotizzare che l'Associazione riceva contributi da parte di soggetti diversi, sia pubblici che privati,
unicamente a sostegno dell'attività istituzionale, per perseguire cioè gli scopi culturali descritti nello Statuto
(che si consiglia di redigere). In questo caso, se non vi è controprestazione di alcun genere da parte
dell’Associazione per quanto ricevuto (esecuzione di concerti o altre manifestazioni) e lo stesso contributo
non viene elargito neppure a titolo di sponsorizzazione (presenze pubblicitarie su programmi o locandine) il
provento in questione è da considerarsi non commerciale e pertanto non vi è alcun obbligo di contabilità.
In questo caso il Associazione non dovrà avere partita I.V.A. perché non ha obbligo di fatturazione; si dovrà
apporre nella ricevuta la seguente dichiarazione: "l'operazione è da considerarsi fuori campo I.V.A. – ex
art. 4 comma 4 penultimo periodo D.P.R. 633/72, non commerciale ex art. 111, 3º comma TUIR -
approvato dal D.P.R. 917/86".
Crediamo questo sia un caso molto raro e quasi impossibile ad essere fiscalmente sostenuto. Infatti qualora
l'ente non commerciale abbia nell'anno un provento di carattere commerciale, anche se non ha una
posizione I.V.A. e quindi una contabilità, è comunque obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi e ad
effettuare la tassazione con aliquota ordinaria sull'importo del provento, al netto dei costi ad esso inerenti.
Questo già sarebbe un problema di un certo impegno finanziario.

ASSOCIAZIONI CHE ESERCITANO ATTIVITÀ COMMERCIALE CONTINUATIVA E NON.

Situazione che in larga parte coinvolge la maggioranza delle Associazioni


Qui si pone il problema dello Statuto.
Se l’Associazione avrà aggiornato lo statuto associativo con le clausole dettate dal D.L. 460/97 e che quindi
si è definito quale associazione non a carattere di lucro, otterrà la possibilità che le attività svolte in diretta
attuazione degli scopi istituzionali, possano essere considerate non commerciali con grossi vantaggi in
ordine fiscale per l'associazione. Non saranno considerati commerciali partite amministrative quali ad
esempio il pagamento di rimborsi specifici nei confronti degli iscritti come gli emolumenti al Maestro o ai
partecipanti all'attività musicale del complesso, o ad altre associazioni che svolgono la medesima attività e
che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un'unica organizzazione locale o
nazionale, nonché le cessioni a terzi di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati
(esempio: i proventi percepiti da altri complessi nell'ambito delle rassegne, la vendita di testi musicali,
cassette, CD).
La collocazione tra l'associazionismo non a scopo di lucro implica però alle associazioni culturali l'obbligo di
redigere ed approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario riferito sia all'attività istituzionale
sia a quella commerciale eventualmente esercitata. Qui appunto si apre il secondo capitolo della questione:
quale regime contabile adottare?
CONTABILITA' E AGEVOLAZIONI FISCALI

Entrate istituzionali: oltre alle quote associative (istituzionali sempre) per poter essere qualificate come
istituzionali (e godere, quindi, delle agevolazioni fiscali: esenzione IVA e non imponibilità ai fini IRES) le
entrate devono rispettare almeno i seguenti due principi:

• le attività che le originano devono essere previste statutariamente e non avere natura corrispettiva
(cioè non deve essere chiesto uno scambio...) bensì contributiva;
• le attività che le originano devono essere rivolte ai soci e l'ammontare delle entrate non deve
superare i costi di diretta imputazione.

Entrate commerciali: tutto ciò che non si configura come istituzionale è commerciale.

COMPENSI EROGATI DA BANDE, CORI E FILODRAMMATICHE

Al pari delle associazioni e società sportive dilettantistiche, anche i compensi erogati ai direttori artistici ed ai
collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali,
filodrammatiche, che perseguono finalità dilettantistiche, usufruiscono di particolari agevolazioni.
L'aspetto fiscalmente rilevante è che, a differenza delle collaborazioni coordinate e continuative "tipiche e
atipiche" rese in altri settori, quelle prestate ai soggetti specificati non sono considerate dal legislatore
assimilate a prestazioni di lavoro dipendente. Di conseguenza, i compensi percepiti, sotto qualunque forma
(indennità di trasferta, rimborso spese, premio o remunerazione periodica), sono considerati "redditi diversi".

Questo comporta che i compensi, in qualunque forma erogati, ai fini della tassazione sui redditi sono divisi
nelle seguenti fasce:

• fino alla somma complessiva di 7.500,00 euro annui: esenti da imposta (cosiddetta "no tax area"
• compresi tra i 7.500,00 e i 28.158,28 euro annui: soggetti a ritenuta a titolo d'imposta all'aliquota del
23% maggiorata dell'aliquota di compartecipazione delle addizionali all'Irpef dello 0,90% (addizionale
regionale)
• superiori ai 28.158,28 euro annui: soggetti a ritenuta a titolo d'acconto all'aliquota del 23 maggiorata
dell'aliquota di compartecipazione delle addizionali all'Irpef dello 0,90% (addizionale regionale).

E' utile ricordare che, ai fini fiscali, le associazioni, ogni qualvolta elargiscono somme ai collaboratori
(volendo usufruire delle agevolazioni di cui sopra), devono comunque farsi rilasciare una dichiarazione con
cui i percipienti attestano di non possedere altri redditi della stessa natura entro i predetti limiti e di
impegnarsi a comunicare l'eventuale superamento in corso d'anno; parimenti anche l'associazione deve
rilasciare una certificazione dei compensi erogati nel corso dell'anno per ogni soggetto percipiente entro il 15
marzo dell'anno successivo a quello relativo all'erogazione dei compensi.

Peraltro sono esclusi dalla formazione del reddito i rimborsi di spese documentate, relative al vitto,
all'alloggio, al viaggio e al trasporto sostenuti in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio
comunale.

A sua volta il percipiente deve:

• dichiarare sul Mod. 730 solo i compensi che eccedono il limite di € 7.500,00
• dichiarare sul Mod. Unico Irpef (se obbligato) anche i compensi inferiori ai limiti di cui sopra (quadro
RL) solo ai fini informativi. Ai fini della no-tax area per assicurare la progressività dell'imposizione si
tiene conto delle somme erogate eccedenti € 28.158,28

I sostituti devono:

• richiedere la dichiarazione di cui sopra


• certificare (in forma libera) i compensi corrisposti ancorché rientranti nell'esenzione fiscale (quindi
anche quelli fino a € 7.500,00). Questi, infatti, vanno dichiarati nel Mod. 770 (sostituti d'imposta), ad
esclusione, come già ricordato sopra, dei rimborsi per spese documentate.
COLLABORAZIONI DI MUSICISTI (Esenzione Contributi Enpals)

Legge Finanziaria 2007, comma 188:


"Per le esibizioni in spettacoli musicali, di divertimento o di celebrazione di tradizioni popolari e folkloristiche
effettuate da giovani fino a 18 anni, da studenti, da pensionati e da coloro che svolgono una attività
lavorativa per la quale sono già tenuti al versamento dei contributi ai fini della previdenza obbligatoria, gli
adempimenti di cui agli articoli 3, 6, 9 e 10 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio
1947, n. 708, ratificato, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, non sono richiesti se la
retribuzione annua lorda percepita per tali esibizioni non supera l'importo di 5.000 euro.
Le minori entrate contributive per l'ENPALS derivanti dall'applicazione del presente comma sono valutate in
15 milioni di euro annui."
Rimane l'obbligo di applicare la ritenuta d'acconto IRPEF del 20%, di versarla all'erario entro il 15 del mese
successivo mediante Modello F 24, di certificarlo al percipiente e all'erario con mod. 770 entro il 15 marzo
dell'anno successivo.

NORME SPECIALI: LEGGE 11 DICEMBRE 1991 N. 398


La Legge 398/91 che, ricordiamo, "torna utile" qualora si svolgono attività commerciali (in quanto consente
particolari vantaggi fiscali e semplificazioni contabili), in origine fu pensata solo ed esclusivamente per le
associazioni sportive dilettantistiche affiliate ad enti di promozione sportiva riconosciuti o a federazioni
sportive nazionali.
Con l'emanazione del D.Lg. 30 dicembre 1991 n. 417 (convertito in Legge il 2 febbraio 1992 - Legge n. 66) le
previsioni consentite dalla legge sono state estese a tutte le associazioni senza scopo di lucro ed alle Pro
Loco. Condizione indispensabile "per l'opzione 398" è però che i proventi commerciali dell'associazione non
superino l'importo massimo di € 250.000,00

Le agevolazioni comportano:
ƒ esonero dall'obbligo di tenere le scritture contabili
ƒ esonero dall'obbligo di presentazione della dichiarazione Iva
ƒ versamenti Iva ridotti e forfettari: si paga il 50% dell'Iva incassata, escluse le sponsorizzazioni per
cui si versa il 90% ed esclusi i diritti televisivi per cui si versano i due terzi
ƒ le imposte dirette sono dovute su un reddito imponibile forfetizzato considerando il 3% dei proventi
imponibili incassati. Ad esempio, un ente che incassi proventi commerciali per un importo di €
50.000,00 avrà una base imponibile di € 1.500,00 su cui andranno calcolate l'IRES e l'Imposta
regionale sulle attività produttive (IRAP).
L'opzione è esercitata mediante comunicazione alla SIAE prima dell'inizio dell'anno solare per cui ha effetto
e all'Agenzia delle Entrate nella prima dichiarazione presentata successivamente alla scelta.
L'opzione vincola l'ente per un quinquennio.

ESEMPIO PRATICO DI APPLICAZIONE DELLA LEGGE 398

Ammettiamo che il complesso abbia avuto proventi commerciali pari a Euro 10.000,00
Il reddito imponibile sarà Euro 10.000,00 x 3% = Euro 300,00
L'imposta Ires pari al 33% di Euro 300,00 sarà di Euro 99,00

Effettuando tali versamenti il nostro dovere fiscale sarà così compiuto. Le condizioni per poter usufruire delle
agevolazioni previste dalla 398/91 sono fondamentalmente due:

a) la prima è rappresentata dall'esistenza di uno statuto dell'associazione che contenga le clausole del
D.L. 460/97

b) la seconda è invece determinata dall'importo complessivo dell'attività commerciale annuale che può
essere svolta e che non deve superare € 250.000,00 in base all'art 90 della legge 27.12.2002 n. 289.
GLI ADEMPIMENTI

Si dovrà trasmettere all'Ufficio della SIAE competente in funzione del domicilio fiscale dell'associazione, la
comunicazione dell'opzione (*) (vincolante per 5 anni), prima dell'inizio dell'anno solare per cui la stessa ha
effetto. La stessa comunicazione va altresì inoltrata all'Ufficio IVA (o a quello delle Entrate, nelle località in
cui è istituito). Quest'ultima viene effettuata mediante la prima dichiarazione annuale IVA, da presentare
successivamente alla scelta operata.

ƒ in luogo delle scritture contabili si dovranno annotare, anche con un'unica registrazione, in un
apposito registro tutti i proventi commerciali entro il giorno 15 del mese successivo a quello nel quale
si è verificata la riscossione. Tale prospetto, previsto dal D.M. 11.02.97 sostituisce le distinte
d'incasso valevoli fino al 31.12.1999, e non deve più essere bollato (vedi Circolare 22 ottobre 2001
n. 92, emanata dall'Agenzia delle Entrate), ma semplicemente numerato. In esso devono essere
registrati oltre ai proventi commerciali anche le plusvalenze derivanti da eventuali cessioni di beni
patrimoniali;

ƒ si dovranno numerare progressivamente e conservare le fatture di acquisto;


ƒ nelle fatture emesse per attività concertistica, si dovrà applicare l'iva del 10%, rientrando la voce
"concerti vocali e strumentali" nella tabella A, parte III, al n. 123 del DPR 26/19/1972 n. 633,
modificato dal DL 26/02/1999 n. 60;
ƒ nelle fatture emesse per inserimenti pubblicitari, per sponsorizzazioni o simili, si dovrà invece
applicare la normale IVA del 20%
ƒ si dovrà versare trimestralmente l'IVA delle fatture emesse
ƒ si dovrà redigere un rendiconto annuale economico e finanziario.

IL VERSAMENTO DELL'IVA

E' bene ricordare che fino al 31.12.1999 questa operazione veniva svolta direttamente presso gli uffici della
SIAE. Ora dovrà essere eseguita presso una banca utilizzando il modello F24 ed opportuni codici tributo di
cui formiamo l'elenco a parte nel paragrafo successivo. I parametri dell'imponibile IVA da versare sono
diversificati a seconda della tipologia delle fatture emesse:
per fatture ordinarie di pubblicità, per le prestazioni di servizio, i biglietti di spettacoli a pagamento, ecc.. si
verserà solo il 50% dell'IVA incassata. (Un accenno sul versamento dell'IVA sugli incassi dell'attività
spettacolistica a pagamento che fino al 31.12.99 veniva risolto in maniera diretta dalla SIAE: l'IVA del 20%
va scorporata dall'importo lordo del biglietto e deve essere trimestralmente versata, con l'abbattimento del
50% entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento).
Per fatture emesse per sponsorizzazioni si dovrà versare il 90% dell'IVA incassata
(si considera sponsorizzazione quando una ditta chiede venga intestata a suo nome l'intera manifestazione,
ad esempio "Rassegna musicale Pinco Pallino…" e non quando semplicemente contribuisce chiedendo
l'inserimento di un messaggio pubblicitario nei manifesti e nei programmi: in questo caso si tratta di
pubblicità e si verserà il 50% dell'IVA incassata); per fatture relative alle cessioni di diritti di ripresa televisiva
e trasmissione radiofonica si dovrà versare il 66,66% dell'IVA incassata

CODICI TRIBUTO
I codici tributo da trascrivere sul mod. F24 sono:
6031 versamento IVA trimestrale - I trimestre
6032 versamento IVA trimestrale - II trimestre
6033 versamento IVA trimestrale - III trimestre
6034 versamento IVA trimestrale - IV trimestre - art. 74 DPR 633.

Ribadiamo che quanto esposto vale unicamente per l'attività commerciale che è stata eseguita con
l'emissione di fatture.
AGEVOLAZIONI PER BANDE MUSICALI, CORI E COMPAGNIE TEATRALI

Un regime di particolare favore è entrato in vigore per agevolare l’attività delle bande musicali, dei cori e
delle compagnie teatrali, se organizzati a carattere amatoriale. La situazione che si era venuta a creare per
tali gruppi amatoriali era particolarmente delicata e penalizzante. Si sono viste situazioni di grande
incertezza dovute ad una disciplina eccessivamente rigida che non consentiva nessuna deroga a quelle
entità che, avendo fini istituzionali legati al mondo del Non Profit, non poteva più ricorrere a biglietti di entrata
modesti, incassati solo per coprire le spese vive. Tenuto conto che, da un lato, la nuova disciplina delle
attività di spettacolo e intrattenimento dietro corrispettivo prevede che la certificazione degli incassi avvenga
mediante misuratori fiscali o biglietterie automatizzate, e dall’altro lato, le associazioni culturali composte da
bande musicali, cori e compagnie teatrali, non sono in grado di attrezzarsi con gli appositi misuratori fiscali,
occorreva trovare una strada intermedia che mettesse ordine tra le due opposte esigenze.
Di fatti con Circ. del 21 giugno 2004 n. 28/E all’Art. 39 c. 13 sexies viene chiarito che alle attività di
spettacolo organizzate dalle bande musicali amatoriali, dai cori amatoriali, dalle compagnie teatrali
amatoriali, limitatamente alle manifestazioni da essi organizzate, si estendono le stesse agevolazioni già
previste per le associazioni sportive dilettantistiche; vale a dire i corrispettivi di tali manifestazioni, aperte ad
un pubblico pagante, saranno certificati da titoli di ingresso o abbonamenti che recano il contrassegno del
concessionario SIAE. Tali movimenti di titoli di ingresso dovranno essere annotati su appositi prospetti
approvati con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate il 20/11/2002. Pertanto il mondo no
profit incontra una nuova agevolazione volta a non inibire le attività effettuate dai soci.

LA SIAE ORGANO DI GARANZIA

Come si fa a controllare che un soggetto che ha scelto il regime semplificato della 398/91 ne mantenga il
diritto nel tempo o invece possa superare il plafond previsto di € 185.924,48?
Ecco che di nuovo entra in ballo la SIAE a cui lo Stato ha affidato questo compito. Infatti ogni volta che
l'associazione esegue una operazione di tipo commerciale emettendo una fattura per proventi relativi ad
incassi per concerti a pagamento, sponsorizzazioni, oltre ad effettuare il pagamento dell' IVA nel modo
indicato occorrerà presentare tali fatture all'Ufficio SIAE competente, come si è detto nel paragrafo
"adempimenti", insieme alla dichiarazione di incasso (mod. 1026/1028/1029). tale adempimento dovrà
essere eseguito entro il 5 del mese successivo ed entro il 10 del mese si dovrà versare il diritto d'autore pari
al 5% dell'imponibile se si tratta di incassi per concerto.
Tutto un altro discorso se si tratta invece di fatture emesse per ottenere contributi a sostegno dell'attività
istituzionale sancita dallo statuto: non si dovrà versare nulla, ma occorrerebbe comunque presentare la
dichiarazione d'incasso (su tale problema c'è ancora un contenzioso in atto in quanto secondo la SIAE
anche questi incassi potrebbero incrementare il plafond previsto dalla L. 398/91. Gli esperti sopra menzionati
propendono per il no. Con l'opzione al regime della L. 398/91, si ricorda, è previsto l'esonero dall'obbligo di
certificazione fiscale (quindi si può non emettere fattura) sebbene resti comunque l'obbligo di versamento
IVA se dovuto.

I contributi ricevuti a sostegno dell'attività istituzionale, che non rientrano nell'attività commerciale, non sono
assoggettati all'IVA (come si è detto precedentemente) e pertanto alla ricevuta emessa dovrà essere
applicata una marca da bollo in base ai seguenti scaglioni (D.M 24.5.2005):

SCAGLIONI IMPORTO MARCA


a) importo superiore a 77,47 e fino a 129,11 euro € 1,81 per ogni esemplare
b) da 129,12 e fino a 258,23 euro € 2,58 per ogni esemplare
c) da 258,24 e fino a 516,46 euro € 4,65 per ogni esemplare
e) se la somma supera 516,46 euro € 6,80 per ogni esemplare

In calce si dovrà scrivere: fuori campo IVA ex art. 4, IV comma del DPR 633/72; non commerciale ex art.
111, III comma del T.U.I.R., DPR 917/86. In base all'art. 2 ultimo comma della legge 06.03.1980 n. 54, che
richiama la legge 14.08.1967 n. 800 a favore degli enti lirici, le pubbliche amministrazioni sono esentate
dall'applicazione della ritenuta d'acconto del 4%, nell'erogazione di contributi a favore di manifestazioni
musicali.
CONCERTI A PAGAMENTO

E' chiaro che per ogni prestazione a pagamento dovranno essere assolti gli obblighi contabili in materia di
imposta sugli intrattenimenti a mezzo SIAE, va però ricordato che se l'attività di intrattenimento è stata svolta
occasionalmente, si è esenti da questa imposta.
Se un complesso si esibisce in numerosi concerti e rassegne ma fa uno o al massimo due concerti
organizzati in modo autonomo a pagamento non può essere considerato soggetto passivo a tale imposta a
condizione che si dia comunicazione, prima dell'inizio di ciascuna manifestazione, all'Ufficio SIAE
competente. Rimane altresì l'obbligo del versamento dell' IVA ridotta del 50% sull'incasso dei biglietti e
l'annotazione del corrispettivo, comprensivo del 50% dell' IVA non versata, sull'apposito prospetto descritto
nel paragrafo "adempimenti". Sarà poi necessario presentare sempre in SIAE la denuncia dell'incasso.

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(*) - modello di raccomandata da inoltrare all'Ufficio Entrate e Ufficio SIAE competente:

Il sottoscritto ____________________________legale rappresentante dell'Associazione …….


_______________________________________con sede sociale in __________________________
via _______________________________________ p. I.V.A. ________________________________

essendo in possesso dei requisiti prescritti dalla Legge 16 dicembre 1991 n. 398 ed in riferimento alla Legge
Finanziaria 2000 (L. 23.12.99 n. 488) art. 6.9 dichiara di optare per l'applicazione delle imposte IVA , imposta
spettacoli e imposta sui redditi nei modi previsti dalla medesima legge n. 398 del 1991 e successive
modifiche ed integrazioni.

_______________ li ______________

(firma)

_________________________