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La Decolonizzazione

Con la fine della seconda guerra mondiale il processo di decolonizzazione subisce una forte
accelerazione. Essa si realizza seguendo due modalità distinte: la via inglese, che prevede
un ritiro concordato e l’inserimento della nazione libera all’interno del Commonwealth; la via
francese, che prevede la resistenza militare alle aspirazioni indipendentistiche.

ASIA
1947. India. Gli inglesi, in ottemperanza agli accordi presi durante la seconda guerra
mondiale, riconoscono l’indipendenza del paese. Le truppe indiane avevano partecipato
attivamente alla guerra contro i nazisti e i fascisti, partecipando tra l’altro alla campagna
d’Italia. Il movimento d’indipendenza è stato guidato da Gandhi, leader del Partito del
Congresso, utilizzando come mezzo di lotta la disobbedienza civile. Contemporaneamente
all’India, nei territori dell’ex impero britannico, nacque il Pakistan, stato a maggioranza
musulmana. Tra i due stati sorsero subito delle controversie per la determinazione dei
confini, che ben presto portarono alla persecuzione delle rispettive minoranze e a più scontri
armati.

1945-1954. Guerra d’indipendenza in Vietnam tra l’esercito coloniale francese e i vietnamiti


di Ho Chi-Minh. Nel 1954 il paese ottenne l’indipendenza e subisce la divisione in due: il
nord comunista controllato da Ho Chi-Minh, il sud filo-occidentale.

MONDO ARABO
Siria, Libano e Iraq ottengono dopo la guerra la piena indipendenza.

1945. Nascita della Lega degli Stati Arabi, finalizzata alla realizzazione della piena libertà e
indipendenza del mondo arabo.
1956. Marocco e Tunisia ottengono l’indipendenza dalla Francia.
1957. Battaglia di Algeri. Falliti i tentativi pacifici per ottenere l’indipendenza, il Fronte di
Liberazione Nazionale algerino scatena la rivolta. I francesi, che in Algeria hanno un milione
di coloni tentano di resistere.
1958. Crisi della quarta repubblica francese a seguito della rivolta algerina. Il generale De
Gaulle, è chiamato a riformare lo stato: nascita quinta repubblica (sistema semi-
presidenziale).
1962. Accordi di Evian, l’Algeria è indipendente.
AFRICA
Il processo di decolonizzazione in Africa si verifica con circa dieci anni di ritardo, ciò è
dovuto alla situazione di arretratezza del continente. L’assenza di una classe dirigente e
l’assenza di una borghesia matura impedisce la nascita di stati democratici e moderni: in
Africa si affermano varie forme di dittatura che non rispettano i diritti dell’uomo. In molti casi
il colonialismo europeo è sostituito da forme di controllo nuove e per certi aspetti peggiori
delle precedenti, mirando allo sfruttamento totale degli stati, senza nessuna forma di aiuto al
loro sviluppo. Protagonisti di questo neocolonialismo sono gli stati europei, a cui si
aggiungono gli Usa, l’Urss e progressivamente anche la Cina.
1960. Ben 17 stati africani ottengono pacificamente l’indipendenza. Nel Congo ex belga si
scatena una dura guerra civile per il controllo delle materie prime.
1963. Dopo aspri scontri il Regno Unito concede l’indipendenza del Kenya.
1950-1960. In Sud Africa, roccaforte bianca nell’africa nera, l’apartheid delle popolazioni
nere si rafforza. La popolazione bianca (inglesi e boeri) detiene il controllo delle ingenti
risorse naturali del paese (uranio, diamanti, ecc.).
CONCETTI CHIAVE
Terzo mondo: con questo termine si afferma la nascita, accanto al mondo occidentale
capitalistico e a quello comunista, di un terzo gruppo di stati (principalmente ex colonie o
stati asiatici e africani).
Non allineati: gli stati del terzo mondo danno vita, nel 1955 durante la conferenza di
Bandung, ad una alleanza politica delle nazioni non allineate (alleate) con USA e URSS. Gli
stati più importanti membri dell’alleanza sono: Cina, India e Jugoslavia.
Stati sottosviluppati: sono quegli stati in cui le condizioni di vita materiali (alimentazione,
qualità della vita, cure mediche, ecc.) e spirituali (istruzione, cultura, libertà, ecc.) delle
popolazioni sono gravemente arretrate.
Neocolonialismo: il colonialismo (controllo politico-militare diretto di un territorio) è sostituito
da un controllo indiretto delle ex colonie (controllo economico): i paesi occidentali
sottopongono vaste zone del pianeta ad un intenso sfruttamento delle risorse umane e
naturali, lasciando gli stati in uno stato di sottosviluppo.