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LA PESTE DI ATENE

Tucidide descrive minuziosamente la sintomatologia della Peste,in particolare uno dei sintomi era
quello di provare forti vampate di calore che necessitavano di liberarsi dei vestiti e di immergersi
nell’ acqua fresca, ciò comportava che alcune persone infette si aggiravano nudi per le strade delle
cittadine. Gli altri sintomi della malattia isolavano le persone infette in quanto era facilmente
trasmissibile e persino i familiari non volevano rimanere accanto al malato per accudirlo. Altra
considerazione di Tucidide è la caratteristica democratica della malattia, perché non faceva
distinzione tra le classi sociali e perché non faceva distinzione neanche tra le differenti religioni. Il
morbo afferma Tucidide diede inizio a numerose infrazioni della legge e ad una conseguente
ridistribuzione della ricchezza “tra coloro che erano felici e morivano improvvisamente e coloro
che prima non possedevano nulla e avevano poi le ricchezze degli altri”,diffondendosi cosi’ l’idea
che era tutto effimero e provvisorio. Tale situazione portò ad una minore solidarietà umana e la
popolazione dell’ epoca divenne molto più egoista pensando al proprio esclusivo tornaconto,
inoltre la solitudine venne imposta dalla virulenza della malattia e anche i luoghi sacri vennero
disertati per paura . Infatti oltre alle leggi terrene la popolazione era dedita ad infrangere anche
norme divine per la sfiducia nel futuro e nella protezione degli dei.