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RELAZIONI INTERNAZIONALI

STRUTTURE BUROCRATICHE E PROCESSI DECISIONALI

Quali organi degli stati partecipano alle decisioni della politica estera ?

Esempio della crisi missilistica di Cuba (1962), vengono trovate delle rampe su cuba che possono essere
usate come rampa di lancio di missili verso gli USA, l’esercito dice quindi che i sovietici capiscono solo un
linguaggio : l’uso della forza, quindi la crisi è da risolvere militarmente. Questa è solo una parte
dell’apparato decisionale che prende questa decisione in merito. I politici invece dicono che non può
esserci solo l’uso della forza, ‘this is a set up’, dicono, loro (le forze armate americane) vogliono una guerra
e stanno sistemando le cose in modo da averne una, il presidente controbatte che è LUI a decidere quando
andare in guerra. È una crisi in cui le opzioni erano : invadere cuba, contatti diplomatici tra USA e URSS, un
blocco navale attorno a Cuba costringendo i sovietici a fare la prima mossa.

Allison, autore del ’71, dice che l’essenza dell’ultima decisione rimane impenetrabile agli osservatori,
spesso, a dire il vero, anche al decisore politico stesso’ riportò questa frase di Kennedy, Allison propose tre
modelli per analizzare i modelli decisionali della politica estera :

 Approccio dell’attore razionale : governi come attori unitari che vogliono perseguire obiettivi di
politica estera chiaramente definiti e lo fanno in modo unitario.
 Approccio organizzativo : la politica estera emerge dall’interazione di gruppi composti da diversi
attori, attorno al tavolo decisionale non c’è solo il presidente americano, ma anche altre
organizzazioni che da un lato si muovono non verso l’interesse nazionale ma guardando l’interesse
della propria organizzazione, quindi i militari pensano soprattutto da militari, usano delle lenti
particolari per interpretare la situazione : ogni organizzazione ha un suo modo di affronatre le
determinate situazioni (è successo anche oggi in era pandemica, se lo affidiamo alla sanità avrò un
tipo di procedure, se lo affido ai militari sarà ancora diverso). Sempre nella guerra fredda, i
diplomatici lo interpretano diversamente, come un dialogo, quindi vogliono rispondere dialogando.
 Approccio della politica burocratica : la politica estera emerge come il risultato della
contrattazione e della competizione per influenza dei singoli decision-makers, ciascuno con il
proprio obiettivo personale. Ci sono infatti anche i singoli che pensano al proprio futuro (il
presidente può pensare alla sua carriera personale), queste combinazioni tra attori del processo
decisionale fa in modo che si contratti sulla soluzione.

Applichiamolo a un caso più recente: la cattura di Osama Bin Laden (operazione Geronimo). Allison ci dice
che per capire il processo decisionale dobbiamo capire chi è seduto intorno al tavolo. In occasione della
cattura di Osama , c’era Biden, Obama, Webb, la Clinton, Gates e tanti altri.

POLITICA ESTERA AL LIVELLO D’ANALISI INDIVIDUALE

Assunto : i leaders e le loro convinzioni hanno un influenza sostanziale sulla politica estera. Bisogna
considerare gli aspetti psicologici e percettivi del decision-making.

Jervis, autore del 1988, si chiede perché gli attori non commettessero errori quando il calcolo razionale
della situazioni avrebbe messo in chiaro che sarebbe stato impossibile risolvere una detrminata
controversia, oppure un interpretazione erronea delle intenzioni altrui. Quindi come prendere decisioni ?

 Selective reading : una lettura selettiva, ossia i leaders possono commettere errori nella raccolta di
dati e informazioni, vedendo solo ciò che vogliono vedere (tutti gli indici portavano verso il fatto
che la provincia di BS doveva entrare in zona rossa due settimane fa eppure il prof. ci manda una
mail dicendo che ci aspettava in classe, probabilmente aveva qualche BIAS nel raccogliere solo i dati
più importanti a suo giudizio).
 Cognitive Bias : una distorsione cognitiva che ha a che fare col modo in cui si organizzano i dati
raccolti, molto spesso questi non vengono solo organizzati a caso nella nostra memoria, ma tutte le
info che riceviamo le organizziamo a seconda delle convinzioni preesistenti, per cui ad esempio se
arrivano informazioni di peggioramento della pandemia ma io ho la mia convinzione che i dati di
contagi son da prendere sempre un po' con le molle e che l’aumento è inevitabile e quindi non
devo dargli troppa importanza, tendo quindi a organizzare i dati secondo una mia logica interna.
 Wishful thinking : analizzo la cosa in modo distaccata e neutrale, ma confondo un po' i dati di
analisi con le speranza (Io vado a BS in classe, perché preferisco far lezione in classe e quindi ho
mischiato quelle che sono le mie speranze).

Se queste analisi sono vere, pian piano ci allontaniamo dal modello dell’attore razionale, questi studi
confermano che non possiamo limitarci a una lettura razionale. In pratica vuol dire che molti di questi studi
si concentrano su quel che è l’analisi dei leader e delle loro personalità. Un esempio è quello dei ‘beliefs’
dei leader, si evidenzia che ci possono essere personalità molto definite, quindi se confrontiamo Obama e
Trump vediamo personalità diverse con convinzioni diverse. Per capire quel che fanno gli statisti in politica
estera bisogna conoscere la loro aspirazione e la loro storia. Biden stessa cosa, molti dicono che per capire
come saranno i prossimi 4 anni bisogna guardare bene il passato, la carriera, storia personale di Biden. A
livello individuale ci son poi alcuni studiosi che oltre alla personalità e alla credenze analizzano anche un
altro aspetto : eventi che modificano le credenze dei leaders, questi sono i ‘Attitude-shaping events’, un
esempio è la sindrome del Vietnam, dopo questa guerra gli americani si confrontano con i guerriglieri e il
movimento pacifista americano, tutti i presidenti venuti dopo han cambiato il loro rapporto con l’uso della
forza dopo questo evento, soprattutto quelli che all’epoca erano in politica sono rimasti segnata da questa
sindrome. Altro evento che cambia il modo di percepirsi è stato l’attacco alle Torri Gemelle, alcuni si
domandano se anche la pandemia non possa essere un evento che cambi il modo di cambiare il mondo da
parte dei leaders : non ha cambiato Trump, ma potrebbe cambiare le idee e gli atteggiamenti di Biden. L’11
settembre ha cambiato del tutto la presidenza Bush, che aveva messo al primo posto la politica interna ma
dopo l’evento tragico dell’attacco terroristico cambiò metodo di presidenza iniziando a porre tutte le sue
attenzioni alla politica estera.

POLITICA ESTERA A LIVELLO STATUALE

Anche qui ci tornerà utile il modello Allison. In questo livello di analisi, la p.e. può essere influenzata da
diversi fattori :

 Stati democratici o meno, il democratico passa attraverso istituzioni che negli stati non democratici
non ci sono (la politica estera Russa ad esempio la fa Putin, quella Italiana tutta una serie di attori
tramite istituzioni e procedure). Anche nelle democrazie c’è una certa variabilità, all’interno di
diversi paesi burocratici infatti bisogna analizzare anche come sia il rapporto tra stato e società.
 Influenza della politica burocratica
 Dinamiche tra esecutivi e legislativi : nella politica estera dipende da quanto Biden riesce a far
passare l proprie proposte nel parlamento, quindi non si limita solo all’esecutivo del governo.
 Attori sociali : possono essere l’opinione pubblica, che si manifesta attraverso le elezioni ma
sempre più può prendere parte attiva nella politica estera perché risponde tramite sondaggi e
movimenti di opinioni, ha influenza sulla politica estera.
I media, che si pongono all’interno di una dinamica che vede ai vertici governo e opinione pubblica,
perché ciò che arriva all’opinione pubblicata è mediato dai media, e quindi sono uno strumento che
veicola informazioni dal governo verso l’opinione pubblica, al contempo può essere il mezzo
attraverso cui l’opinione pubblica esprime la propria condizione. Ci sono poi i gruppi di interesse-
pressione, la politica estera di un paese può essere influenzata da piccole lobby particolarmente
agguerrite e organizzate, si parla infatti da tempo in America della lobby israeliana, sappiamo che
nella amministrazione Trump c’era uno che aveva posizioni filo-israeliane, quindi questo gruppo
negli USA c’è anche la lobby delle armi che vuole che sia garantito ancora il porto d’armi libero
 Gioco a due livelli : si contratta sia guardando le forze interne sia il campo internazionale, deve
quindi tenere presente entrambe le arene.

OPINIONE PUBBLICA

Negli ultimi anni sta diventando rilevante in politica estera, scelte epocali come la Brexit son state dettate
dall’opinione pubblica. Sul ruolo dell’opinione pubblica c’è tutto un insieme di ricerche e studi, due effetti
classici sono :

 Rally round the flag effect : stringersi attorno alla bandiera, quando ci sono crisi internazionali o il
paese è in conflitto o minacciato, l’opinione pubblica lascia da parte le ideologie per compattarsi
intorno al leaders, viene spesso sfruttata anche dai leaders per risaldare il loro potere, che siano
essi autocratici o democratici.
 Casuality aversion law : più sono le vittime, meno sostegno l’opinione pubblica dà alla guerra, il
sostegno dipende anche dalle probabilità di vincere il conflitto.

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