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RELAZIONI INTERNAZIONALI 25.02.

2021

Cosa è successo questa settimana ? 18.02 – 25-02

 Inizia l’udienza per il caso dell’ex presidente sudafricano Jacob Zuma, accusato di frode e
corruzione. La data d’inizio per il suo processo potrebbe essere annunciata all’udienza.
 Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce per ricevere un briefing sulla situazione
umanitaria in Siria. Si parlerà anche della Corea del Nord.
 I ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali del G20 si riuniscono per una riunione di
due giorni ospitata virtualmente dall’Italia.
 l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe parlare alla Conservative Political Action
Conference (CPAC) a Orlando, la sua prima apparizione pubblica da quando ha lasciato l’incarico.
 Gli organizzatori delle proteste in Myanmar hanno indetto uno sciopero generale e una “rivoluzione
di primavera”. 
 La Cina ha ufficializzato "la vittoria totale" nell'eliminazione della povertà estrema.
Durante la cerimonia tenuta nella Grande sala del popolo, il presidente Xi Jinping, chiudendo la
campagna iniziata 8 anni fa con la sua salita al potere, ha marcato il ruolo centrale avuto dal Partito
comunista cinese battutosi "per migliorare il benessere delle persone" e avendo la lotta alla povertà
come "la sua missione originaria".
 Tentato Golpe in Armenia, lotta tra premier e presidente.
 In Italia, Mario Draghi ha annunciato , in ritardo, i sottosegretari. Si libera della pesante delega ai
servizi segreti che era stata usata quale pretesto brandito da Matteo Renzi per rompere
con Giuseppe Conte, innescando l’ultima crisi di governo. La delega andrà a Franco Gabrielli che
lascerà quindi la poltrona da numero 1 della Polizia di Stato.
 L’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ed ex garante dell’Antitrust, Antonio Catricalà,
definito da lui medesimo topo di biblioteca, è stato trovato morto nella sua abitazione a Roma.
Secondo fonti investigative si sarebbe suicidato con un colpo di pistola.
 Nato a Limbiate, in provincia di Milano, 43 anni fa, Luca Attanasio è morto in un conflitto a fuoco
con guerriglieri che hanno assaltato il suo convoglio per rapirlo in Repubblica Democratica del
Congo, morto anche un carabiniere. Riceve l’incarico dalla Farnesina di Capo Segreteria della
direzione generale per la mondializzazione e gli affari globali.

RELAZIONI INTERNAZIONALI
TEORIA CRITICA
Trova le origini nella Scuola di Francoforte, scuola che prende il via attorno agli anni ’30 del ‘900 attorno
all’istituto della ricerca sociale di Francoforte, mette insieme storici, filosofi, epistemologici, i nomi più noti
sono Adorno, Marcuse, Habermas. Il punto di partenza è la denuncia dei limiti della società capitalistica, con
una netta impronta marxista, dal quale riprende che la società era basata su sfruttamento e scontro di classe,
concentrandosi sulla dimensione epistemologica, quindi sui limiti che la società ha dal punto di vista della
conoscenza. Secondo la scuola l’idea di scienza che si stava affermando agli inizi del ‘900 e che si stava
affermando anche nelle scienze sociali si basava su una separazione possibile tra soggetto e oggetto, con una
realtà oggettiva e empirica (positivismo). Secondo la teoria critica questo lascia da parte il perché il sistema
spinga gli attori a comportarsi in un certo modo e il perché gli attori si comportino così, ed è qui che
emergono le origini marxiste della teoria critica. L’idea che proviene dal Marxismo è che sia necessario
tenere compresenti le determinanti storiche della produzione scientifiche, quindi ogni teoria anche nelle
relazioni internazionali ci debba stare anche il contesto storico che determinano un certo tipo di conoscenza.
I mezzi sono la dialettica, ossia sottoporre a critica dialettica qualsiasi teoria che parte da determinati assunti
proposti come verità assolute, tutto deve essere sottoposto al dubbio e al confronto e all’argomentazione. C’è
anche una critica alla ragione strumentale, vuol dire che la costruzione di modelli sempre più astratti basati
su assunti razionali non è detto che porti ad una comprensione migliore della società.
L’obiettivo generale della teoria critica è sradicare il mito illuminista che l’uomo è razionale e con la sua
razionalità ci porterà inevitabilmente verso il progresso. La conoscenza è potere, quindi il presentare un certo
tipo di conoscenza positivista come LA SCIENZA, in realtà non è altro che un atto di potere dei più forti e
imporlo su tutto il resto, trasformando quello che è una conoscenza in un dominio di una parte sull’altra.
Nelle relazioni internazionali, la teoria critica dice che :

 La politica internazionale è una complessa interazione su piano globale di forze sociali, economiche
e politiche, e non semplicemente di Stati, quindi rispetto alla visione stato centrica di realismo, neo
realismo e neo liberalismo, i teorici critici dicono che la politica globale vuole attenzione di queste
diverse forze. Riportano l’attenzione anche sulle determinanti storiche, perché il presente è frutto di
una storia specifica e dall’imposizione di un gruppo di stati Europei e Occidentali verso il resto del
mondo, frutto di meccanismi di sfr uttamento che non possono essere dimenticati e che ci
permettono di capire la politica internazionale di oggi.
 Creare una Teoria Emancipativa , che si differenziano dalle teorie problem solving. Quest’ultime
sono neo realismo, neo liberalismo, perché son teorie che rendono per dato il sistema internazionale
e vogliono solo capire meglio e risolvere determinati problemi, ad esempio come migliorare la
cooperazioni tra stati tramite istituzioni che li facciano collaborare. Per la scuola critica è uno sforzo
solo di problem solving questo, senza troppe domande su come ci si è arrivati, che non fanno altro
che reiterare uno status quo. La teoria emancipativa vuole cambiare nelle fondamenta la società e la
politica internazionale, dando vita a teorie che modificano l’attuale sistema.
 Criticano le altre teorie perché si pongono come neutrali, e questa sarebbe una falsa neutralità perché
c’è un problema di prospettiva e di storicizzazione, dato che ogni teoria riflette sempre una posizione
nel tempo e nello spazio.
UNA TEORIA E SEMPRE PER QUALCUNO E PER QUALCHE SCOPO (Robert Cox)
La teoria critica riprende anche alcune idee di Gramsci, che sviluppa il concetto di egemonia e alcuni teorici
critici al di fuori dell’Italia ne riprendono i concetti. L’egemonia è centrale, il dato da studiare è comprendere
i processi che portano all’egemonia culturale e della conoscenza, perché sono questi che consentono di
dominare. Chi vince la battaglia sul piano dell’egemonia intellettuale ha già vinto la battaglia materiale.

POSTMODERNISMO
È qualcosa che va molto più in là delle relazioni internazionali, è un approccio che ha origine filosofica ed è
talmente ampio che è difficile definire cosa sia, tant’è che il modo più semplice per definirlo è definirlo per
negazione, ossia che cosa non è il postmodernismo.
È quel che viene dopo il modernismo, come rifiuto di tutto ciò che è la modernità.
nega :

 Primato della Ragione


 Storia lineare e progressiva
 Universalità, tutti gli uomini sono razionali allo stesso modo
 Superamento della tradizione, ossia l’idea che in realtà ciascun individuo e società sia direttamente
determinata dalle tradizioni culturali e storiche e religiose del suo passato.
Questa concezione di modernità è oggi in crisi, tutto questo insieme di idee alla vita dell’esistenza non tiene
più e i suoi capisaldi devono essere scardinati. Attorno alla riflessione post moderna ci sono diversi autori,
Bauman uno dei più famosi, il quale viene richiamato in merito alla critica all’ORDINE e alla LINEARITA.
Egli, infatti, sostituisce questi concetti con l’idea che esistano infiniti livelli di ordine, simultanei e
sovrapposti.

Esistono due diversi modi di vivere il post modernismo :

 RADICALE : tutto è soggettivo, ogni esperienza è personale, fino al punto in cui i significati non
possono essere trasmissibili. Questa viene chiamata Isteria della soggettività, sostanzialmente il
mondo si riduce al linguaggio e al tentativo vano di trasmettere dei significati che non saranno mai
comprensibili fino in fondo, perché il linguaggio è uno strumento limitato per trasmettere la nostra
conoscenza. Ancor più difficile quando il linguaggio non è il nostro ma dobbiamo utilizzare una
lingua madre come l’inglese, che ha senso per la circolazione della conoscenza perché il pubblico è
globale. Tuttavia, se scrivo direttamente in inglese, non riuscirò a trasmettere esattamente quello che
avrei trasmesso scrivendo in italiano, uguale se scrivo in italiano e poi traduco in inglese. Per cui il
linguaggio stesso è problematico.
 MODERATO : ritiene che possa esistere un pluralismo nelle relazioni internazionali quindi possono
esistere approcci diversi da integrare tra loro. Esistono delle differenze che sono però comunicabili e
si può trasferire con il linguaggio la conoscenza e le riflessioni. La figura che dovrebbe imporsi è
quindi quella dell’INTELLETTUALE INTERPRETE, ossia che cerca di mediare tra culture,
tradizioni e lingue per trasmettere questi diversi significati e dare un senso a differenze ineliminabili
nella comprensione di dati fenomeno. Esso si contrappone al legislatore universale, ossia chi crede
nelle verità assolute che dominano il mondo.

OBIETTIVI POSTMODERNISMO
Si pone 3 principali obiettivi :

 Decostruire i concetti di anarchia e la separazione tra politica interna e internazionali : bisogna


invece guardare agli stati sia internamente che a livello globale.
 Segue la Teorizzazione di nuovi concetti, dove si impegna di meno però. È una teorizzazione non
sistematica, senza nuove proposte teoriche, propongono solo dei nuovi punti di vista all’esistenza,
proponendo intuizioni su quelli che possono essere i limiti del nostro approccio.
 Rivedere , rivisitare e sconfinare : mettere in primo piano il linguaggio, i simboli e i significati,
decostruendo i testi ritenuti strumenti di potere
ESEMPIO :
Immigrazione e Sicurezza : sull’immigrazione convivono diversi discorsi e narrazioni, sono diverse le storie
al riguardo. Da un lato c’è il discorso che lega il tema migranti e carenza di posti di lavoro, anche se in realtà
i dati non confermavano. Oppure la narrazione che abbiamo sentito fare spesso migrazione e terrorismo,
anche qui legame non provato. Vengono legati allo spaccio e alla prostituzione, anche qui senza conferme
scientifiche.
Nella nostra società i discorsi e le narrazioni e nell’era social il discorso sulla realtà è quasi più importante
della realtà stessa, non abbiamo evidenze scientifiche ma questo non importa. I discorsi creano degli spazi
d’azione all’interno delle quali vengono prese delle decisioni politiche, i discorsi quindi modificano e
indirizzano la realtà. Ecco perché i post moderni danno così tanta importanza al linguaggio e al discorso,
capace di spostare pensieri e pregiudizi della società.
FEMMINISMO NELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI
Dice che bisogna riconoscere le disuguaglianze di genere tra uomini e donne , che ha conseguenze anche
nella politica mondiale, mentre alcune differenze di genere sono assolutamente naturali, le disuguaglianze
che ne derivano non lo sono. Parte dalla considerazione che nella ns società alcune qualità associate alla
mascolinità hanno un valore più alto delle qualità della femminilità, creando così una sorta di gerarchia di
genere.
Ilary Clinton, candidata alle presidenziali nel 2016, sarebbe potuta diventare la prima presidente donna degli
USA, ancora però non è avvenuto in quasi nessuna parte del mondo.
Le donne svolgono un ruolo nell’economia mondiale e nel sistema geopolitico, ma principalmente è un ruolo
subordinato e sottovalutato. Le visioni dominanti sugli affari mondiali ignorano i punti di vista dei deboli e
degli impotenti, in particolare delle donne. Gli stati e le relazioni internazionali sono caratterizzate dalle
strutture di dominio e interazioni con una profonda dimensione di genere, questa struttura di dominio deve
essere scardinata.
Si pone, come la teoria critica, come una teoria emancipativa.

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