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Normative 

Concetti giuridici di base e fonti del diritto 


Diritto​: regole per disciplinare il vivere sociale. 

Norma giuridica​: unità elementare del sistema diritto. 

Istituto giuridico​: ​norme coordinate​ per assolvere funzione ausiliaria. 

Ordinamento giuridico​: ​insieme delle norme​ che compongono il sistema. 

Fonti di diritto: 
1. Trattato comunità europea 

a. Regolamenti → discipline dettagliate applicabili in stati membri. 

b. Direttive → dettano principi generali 

2. Costituzione e leggi costituzionali 

3. Leggi ordinarie dello stato 

4. Leggi regionali 

5. Regolamenti 

6. Usi 

Validità: 
Leggi  entrano  in  vigore  dopo  la  pubblicazione  nella  gazzetta  ufficiale  e  cessa  di  aver  valore 
dopo un’abrogazione espressa o tacita. 

La  legge  può  essere  nazionale,  si  applica  in  base  alla  nazionalità, oppure del luogo,  si applica 
in base al luogo in cui ci si trova. 

La legge va interpretata → Interpretando le norme il giudice giunge a una sentenza. 

I gradi di giudizio sono: 


1. Giudice di primo grado 
2. Giudice di secondo grado 
3. Giudizio di legittimità 

 
Ricerca delle fonti giuridiche 
Il  diritto  si  può  trovare  nelle  banche  dati  web ma bisogna fare attenzione alla ridondanza delle 
informazioni  e  cercare  normative,  orientamenti  alla  giurisprudenza  oppure  interpretazioni 
dottrinali. 

L’unica  versione  effettiva  delle  leggi  è  quella  sulla  gazzetta  ufficiale,  in  cui  il  testo  non  può 
essere modificato, solo aggiunto. 

Organi dell’unione europea 


● Commissione  europea:  28  commissari,  riflettono  su  cosa  sarebbe  meglio  per  l’UE. 
Elabora proposte di legge da sottoporre al parlamento. È inoltre l’organo esecutivo. 
● Parlamento Europeo: rappresenta i cittadini dell’UE. Funzione legislativa. 
● Consiglio  dell’unione  europea:  riunisce  i  ministri  degli  stati  membri  per  prendere 
decisioni e adottare atti legislativi. 
● Consiglio europeo: riunisce tutti i leader degli stati membri. 
● Corte di giustizia: garantisce che tutti i paesi applicano gli atti legislativi. 

La  disciplina  europea  e  nazionale  delle  comunicazioni 


elettroniche 
Telecomunicazioni​: ​Ogni emissione, trasmissione o ricezione di  
segni, segnali, scritti, immagini, suoni e informazioni di qualsiasi natura, per filo,  
radioelettrica, ottica o a mezzo di altri sistemi elettromagnetici. 

All’inizio distinzione tra mezzo e servizio anche giuridicamente​. 

Principi costituzionali ispiratori ​radiotelevisione​: 

● Libertà di espressione ​e stampa 


● Libertà di iniziativa economica privata​ che non può essere contro l’utilità sociale 
 
Principi costituzionali ispiratori ​telefonia​: 

● Libertà e segretezza​ della corrispondenza a meno di permesso da autorità giudiziaria 

L’innovazione porta verso la convergenza tecnologica​ e nasce il diritto alla convergenza. 

I principali passaggi dell’innovazione per arrivare alla multimedialità 


1. Avvento  multimedialità:​   unione  tra  TLC  e  informatica,  nuovi  mezzi  di  trasmissione, 
codifica e crittografia di segnali e canali. 
2. Forme di convergenza​: ISDN, internet, reti fisse, telefonia mobile, audiovisivi e TV. 
3. I​mpatto  dell’innovazione​:  nuovi  mezzi  e  canali,  più  capacità  trasmissiva,  utenti,  mercati 
di riferimento e un nuovo quadro normativo. 

 
 

TLC FINO ANNI ‘90 


 
All’inizio in Italia c’era una situazione di monopolio pubblico delle TLC. 
 
1973​:  ​Codice  postale​,  conferma  quello  del  1936  e  conferma  che  i  servizi  postali  e  delle  TLC 
appartengono  allo  stato​.  Quindi  lo  stato  deve  realizzare  infrastrutture,  erogare  servizi  e fornire 
terminali  agli  utenti.  Il  modello  di  gestione  si  basa  su  pubblica  utilità  degli  impianti, 
obbligatorietà  del  servizio,  uniformità  tariffaria.  Aziende  di  stato  si  racchiudono  in  ​STET società 
holding a controllo statale. 

1985​: avvio mercato concorrenziale: 

1. Sentenza del ​20/3/1985​, si afferma che la c ​ oncorrenza è applicabile anche alle TLC 
2. Sviluppo  n ​ uova  politica  a  livello  europeo  per  liberalizzare  i  mercati  e  armonizzare  leggi 
nazionali 
3. 1987​:  ​Libro  verde  sullo  sviluppo  di  un  mercato  comune  dei  servizi  ed  apparati  di  TLC. 
Mantiene​ monopolio su infrastrutture ma liberalizza gli altri servizi. 

Trattato che istituisce la Comunità economica Europea 1957 art 90 e art 100: 

● Gli  stati  membri  non  possono  opporsi  a  questo  trattato,  che  riguarda  le  imprese  di 
interesse  economico  generale  e  monopolio  fiscale,  che  sono  sottoposte  al  diritto  di 
concorrenza. La commissione vigila sull’applicazione di questo. 

Trattato sull’Unione Europea, 1992 art 129B e art 129C: 

● La  comunità  concorre  alla  costituzione  e  allo sviluppo di reti transeuropee nei settori delle 


TLC  e  energie​.  Questo  mira  a  favorire  l’accesso,  l’interconnessione  e  l’interoperabilità 
delle reti nazionali 
● La  comunità  stabilisce  una  serie  di  orientamenti  contenenti  progetti  di  interesse 
comune.  Si  deve  intraprendere  ​ogni  azione  necessaria  per  garantire  l’interoperabilità 
delle  reti.  Gli  stati  in  questo  devono  coordinarsi  tra  loro,  aiutati  della  commissione.  La 
commissione può collaborare con paesi terzi. 

Le prime direttive comunitarie:  


Primo fronte (Liberalizzazione): 

● Direttiva  sui  ​terminali  ​(Dir.  88/301/CEE):  favorisce  la  concorrenza  nel  mercato  dei 
terminali di telecomunicazione​. (no diritti esclusivi) 
o  
● Direttiva  sulle  ​reti ​(Dir.90/387/CEE): armonizza ​condizioni per l’accesso e l’uso libero ed 
efficace delle reti pubbliche​. 
o Condizioni  di  accesso  eque:  trasparenza,  non  discriminazione,  orientamento  ai 
costi. 
● Direttiva  sui  ​servizi  ​(Dir.90/388/CEE)i:  liberalizza  servizi  di  telefonia  e  obbliga  ex 
monopolisti a ​consentire l’accesso alle proprie reti fornitori di servizi liberalizzati​. 
 

Secondo fronte: 

● Liberalizzazione infrastrutture​(Dir 95/51/CE e Dir 96/19/CE): superamento libro verde, 
i  fornitori  possono  ​costruire  proprie  infrastrutture​,  ​utilizzare  ​quelle di terzi e ​collegare ​la 
propria rete a quella pubblica, completa apertura alla concorrenza. 
● Liberalizzazione servizi​: per mezzo di ​autorizzazioni​(Dir 97/13/CE): 
o Autorizzazione  generale​:  non  obbliga  le  imprese  interessate  ad  ottenere  una 
decisione esplicita da parte delle autorità di regolamentazione nazionali 
o Licenza  individuale​:  autorizzazione  concessa,  conferisce  diritti  specifici  ad  una 
impresa  che  non  può  esercitare  diritti  di  cui  trattasi  senza  la  previa  decisione 
dell’autorità di regolamentazione nazionale 

Terzo fronte: 

● Interconnessione  delle  reti​(Dir  97/33/CE):  ​obbligo  ​per  tutti  gli  operatori  di  ​concedere 
l’interconnessione  alla  propria  rete  da  parte  di  altri  operatori,  questo  accresce  la 
competitività. 
● Servizio  universale​:  ​insieme  minimo  definito  di  ​servizi​,  di  una  data  qualità,  ​a 
disposizione  di  tutti  gli  utenti​,  indipendentemente  dalla  localizzazione  geografica  e 
offerto,  in  funzione  delle  specifiche  condizioni  nazionali,  ad  un  prezzo  abbordabile. 
Imposta agli stati membri la prestazione di questo. 

Caratteristiche di fondo della prima normativa 


Conseguenze  del  primo  apparato normativo: illegittimità dei diritti esclusivi e speciali dal punto 
di  vista comunitario e eccezione per diritti legati ad esigenze di carattere non economico come 
l’integrità e la sicurezza della rete. 

Caratteristiche  di  fondo:  ​liberalizzazione  con  garanzia  di  concorrenza  attraverso 


regolamentazione asimmetrica​ e ​obblighi sulla prestazione di servizi​ come servizio universale. 

● Regolamentazione  asimmetrica:​   riequilibra  posizioni  diseguali  tra  nuovi  operatori  e  ex 


monopolisti.  Impone  obblighi  specifici  a  carico  di  operatori  forti  che  scattano  in  base  a 
quota di mercato e potere di mercato. 

Con  la  liberalizzazione  si  deve  tutelare  l’interesse  di  carattere  generale,  si  tutela  con  servizio 
universale e obblighi specifici per gli operatori. 

Ruolo pubblico: salvaguardia interessi di carattere generale. 

Pubblici  poteri:  definiscono i contenuti della funzione sociale e guidano equamente lo sviluppo 


del mercato attraverso l’istituzione di autorità indipendenti. 

 
Attuazione della normativa comunitaria nell’ordinamento italiano 
L’apertura del mercato a una pluralità di operatori 

1992​(legge  58/1992):  ​soppressa  azienda  di  stato  per  TLC​,  separazione  funzione  di  controllo  e 
gestione, ​nasce Telecom Italia (1994)​ come gestore unico delle telecomunicazioni. 

1993: quadro emergente: 

● Apertura mercato a più operatori 


● Autorizzazione generali e licenze individuali 
● Affermazione principi di trasparenza, obbligo interconnessione, servizio universale 
● Autorità di garanzia 
● Nuove regole antitrust 

Legge 249/97 Legge Maccanico ​(​Questa legge è ancora in vigore) 


Superamento regime concessorio e concorrena:​  

● Art  2:  ​Le  attività  riguardanti  le  TLC  sono  di  interesse  generale  e  si  basano  su  libera 
concorrenza,​   obbligatorietà  servizio  universale,  tutela  utenti  e  i  loro  diritti  come  la 
riservatezza,  rispetto  delle  normative  sulla  salute  e  ambiente  e  sviluppo  di  ricerca 
scientifica. 
● Art  6:  ​L’offerta  al  pubblico  di  servizi  di  TLC  che  non  siano  telefonia  vocale  è  gestita  da 
autorizzazioni  generali.  Tutto  ciò  che  non  è  gestito  con  autorizzazioni  generali  lo  è  con 
licenza individuale. 

o Soggetto a Licenza → installazione reti (se su beni pubblici anche concessione) 


o Soggetto  a  Licenza  +  Autorizzazione  →  esercizi  reti  tlc  e  fornitura  servizi  su  reti 
tlc 

Obbligo di trasparenza:​ separazione di contabilità per le varie attività riguardanti i servizi di TLC. 

Obbligo  di  interconnessione​:  obbligo  di  consentire  l’utilizzo alle proprie reti da parte di operatori 


nuovi,  o  limitare  l’accesso  alle  reti  in  casi  particolari.  È  presente  un’asimmetria  per  agevolare 
una effettiva liberalizzazione. 

Servizio  universale:​   art  1:  obbligatorio,  comprende  un  insieme  minimo  di  servizi,  disponibile  a 
tutti  e  a  prezzi  accessibili.  Inizialmente  obbligo  affidato  a  Telecom  Italia,  dal  1998  affidato 
anche  ad  altri  operatori  se  con  possibilità  di  gestirlo.  In  pratica  ancora  oggi  grava  su  Telecom 
Italia. 

Istituita  ​Autorità  per  le  Garanzie  nelle  COMunicazioni(AGCOM​),  a  cui  viene  dato  un  ​ruolo  di 
governo nel settore​ (Il Ministero mantiene controllo e assegnazione freq, tariffe e concessioni). 

Composta da 4 organi: 

● Presidente 
● Commissione per le infrastrutture e le reti 
● Commissione per i servizi e i prodotti 
● Consiglio 
Poteri AGCOM: 

● Poteri ​consultivi ​e di ​proposta ​→ pianificazione frequenze (In mano al Ministero): 


1. Piano di ripartizione di frequenze:​ indica bande di frequenza ​utilizzabili ​dai servizi TLC. 
2. Piano  di  assegnazione  delle  frequenze​:  indica  ​localizzazione  di  impianti,  aree  di 
servizio, parametri radioelettrici e ​frequenze assegnate​ agli impianti. 

● Poteri  di  ​regolazione  ​e  ​controllo​:  ​approva  piani  di  assegnazione  frequenz​e,  definisce 
misure  di  sicurezza  e  tariffe  massime​,  emana  direttive  sul  livello  generale  di  qualità  di 
servizi, decide di adottare regolamenti, ​vigila sul rispetto degli obblighi e divieti​. 
● Poteri  ​paragiurisdizionali  ​e  ​sanzionatori​:  risolve  controversie tra operatori e tra utenti e 
organismi di TLC e può ​emanare sanzioni pecuniarie​. 
● Poteri ​autorizzativi ​e relativi a ​fornitura del S.U.​. 

[ITU:  organismo  internazionale  che  alloca  lo  spettro  a  diversi  servizi,  attribuisce  canali  radio 
paesi e gestisce negoziati tra paesi.] 

Comitati  regionali  per  comunicazioni(CORECOM):  organi  regionali  dipendenti  funzionalmente 


dalle autorità per governo, vigilanza e controllo, dirimono controversie tra utenti e operatori. 

Consiglio  Nazionale  degli  Utenti(CNU): composto da esperti per rappresentare utenti, ha poteri 


consultivi e di proposta, non può intervenire direttamente. 

Autorità  Garante  della  Concorrenza  e  del  Mercato(AGCM):  accerta  e  reprime  comportamenti 


lesivi della concorrenza, attenua possibili conflittualità. 

Leggi  antitrust:  per  ​abbattere  barriere  di  ingresso  nel  mercato,  impone  limiti  massimi  su 
penetrazione in mercato​, impone​ obblighi di trasparenza alle imprese​. 

Il nuovo pacchetto di direttive comunitarie del 2002 


1999:  the  ​1999  communications  review​:  inquadra  linee  che  la  CE  voleva  seguire  per  la  futura 
regolamentazione del settore TLC​ per lo sviluppo del mercato. 3 obiettivi: 

1. Promozione mercato europeo aperto e competitivo 


2. Promozione di un effettivo accesso a tutti i cittadini 
3. Consolidamento del mercato interno alla luce del fenomeno di convergenza 

Opera  unificando,  alleggerendo  e  stabilizzando  le  regole,  applicandole  effettivamente  sul 


territorio con neutralità. 

2002: nuove direttive comunitarie: 

1. 2002/​19​/CE:  relativa  all​’accesso  alle  reti  e  alla  loro  interconnessione.  ​Si  accentuano 
gli obblighi per chi detiene un grande potere di mercato​. 
2. 2002/​20​/CE:  relativa  alle  ​autorizzazioni  per  le  reti  e  i  servizi  di  comunicazione 
elettronica.  Con  questa  legge  la  fornitura  di  reti  e  servizi  sarà  assoggettata  ​solo  ad 
un’autorizzazione  generale​.  Si  individuano  contenuti  minimi  delle  autorizzazioni 
generali in termini di diritti. 
3. 2002/​21​/CE:  istituisce  un  ​quadro  normativo  comune  per  le  reti  e  i  serviz​i  di 
telecomunicazione elettronica(direttiva quadro). 
a. Fissa  i  principi  comuni  per  l’intero  settore  della  comunicazione  elettronica, 
supera la distinzione tra telecomunicazione e radiovisione. 
b. Sostituisce​ regolazioni ex-ante con ex-post più flessibili​. 
c. Definisce  il  ruolo  delle  autorità  nazionali  di  regolamentazione:  attenua  piano 
regolativo a valorizza interventi amministrativi: decisioni rilevantissime che fanno 
capo  alle  Autorità  nazionali  con  ruolo  significativo  della  Commissione,  ​ruolo 
marginale ai legislatori nazionali, ruolo marginale degli esecutivi nazionali. 
4. 2002/​22​/CE:  relativa  al  ​servizio  universale  e  ai  diritti  degli  utenti  in  materia  di  reti  e 
servizi  di  comunicazione  elettronica:  il  SU  rimane  definito  come  in  precedenza  ma  c’è 
l’obbligo  degli  stati  membri  di  porre  in  grado  tutti  gli  operatori  di fornire il pacchetto di 
servizi rientranti nel SU​. + SU garantire​ accesso internet 

L’adeguamento della normativa nazionale 


2003: d.lgs. 259/2003: Codice delle Comunicazioni Elettroniche(CCE): 

1. Disciplina  unitaria  dell’intero  settore  delle  comunicazioni  elettroniche:  ​mantiene 


distinzione tra TLC e radiotelevisione​, ​nasce testo unico sulla radiotelevisione.​  
2. Titoli  abilitativi​:  differisce  temporalmente  il  nuovo  regime  dei  titoli  abilitativi:  fa  delle 
autorizzazioni  generali  la  regola​,  delle  ​licenze  individuali  l’eccezione  ma  mantiene 
invariate  le  scadenze  dei  titoli  abilitativi  precedenti  alla  nuova  normativa(art  38),  che 
impone  un  ritardo  di  massimo  9  mesi  più  una  ​proroga  temporanea​,  concessa  dalla 
commissione(art. 17, art. 38). 
3. Ruolo  dell’autorità  di  regolamentazione:  ​mantiene  rilevanti  poteri  al  ministero  del 
settore  ​come  la  verifica  ex-post  dei  presupposti  fissati  dall’autorizzazione  generale  e 
concedere diritti individuali d’uso. 

Il terzo pacchetto quadro del 2009 


L’applicazione delle norme del 2002 si è dimostrata molto lunga per la complessità del quadro. 

Si  è  trovata  difficoltà  a  armonizzare  le  normative  nazionali  in  quanto  le  direttive  del  2002  non 
erano abbastanza dettagliate e l’unione europea si era appena allargata. 

Nuovo pacchetto quadro del 2009: 

● Direttiva  2009/​140​/CE:  recante  ​modifica  delle  direttive  2002/​21/ ​ CE  che  istituisce  un 
quadro  normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica, 2002/​19​/CE 
relativa  all’accesso  alle  reti  di  comunicazione  elettronica  e  alle  risorse  correlate,  e 
all’interconnessione  delle  medesime  e  2002/​20/ ​ CE  relativa  alle autorizzazioni per le reti e 
i servizi di comunicazione elettronica 
● Direttiva  2009/​136​/CE:  recante  ​modifica  della  direttiva  2002/2 ​ 2/
​ CE  relativa  al  servizio 
universale  e  ai  diritti  degli  utenti  in  materia  di  reti  e  di  servizi di comunicazione elettronica, 
della  direttiva  2002/5 ​ 8/
​ CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita 
privata  nel  settore  delle  comunicazioni  elettroniche  e  del  regolamento  (CE)  n.  2006/2004 
sulla  cooperazione  tra  le  autorità  nazionali  responsabili  dell’esecuzione della normativa a 
tutela dei consumatori 
● Regolamento  n.  1211/2009​:  ​istituisce  l’Organismo  dei  regolatori  europei  delle 
comunicazioni elettroniche (B ​ EREC​) e l’Ufficio 
● Raccomandazione  2010/572/UE​:  relativa ​all’accesso regolamentato alle ​reti di accesso 
di nuova generazione (NGA) 

Si  torna  a  parlare  di  parziale  monopolio  dell’infrastruttura  per  le  reti  di  nuova  generazione. 
Nasce  l’esigenza  di  una  fase  di  armonizzazione  tramite  intervento  comunitario  con  ruolo  più 
significativo della commissione. 

Obiettivi terzo pacchetto: 

● Armonizzare  mercato  interno:​   normativa  più  dettagliata  che  lascia  meno spazio agli stati 


membri 
● Creazione  organismo  dei  regolatori  europei:  ETMA(European  Telecom  Market  Authority) 
trasformata  in  un  organismo,  BEREC  per  coordinamento  autorità  nazionali,  senza 
personalità giuridica e possibilità di adottare atti normativi vincolanti. 
● Gestione  dello  spettro  radio:  onde  radio  da  considerare  risorsa  molto  limitata​,  quindi 
bisogna favorirne un uso intelligente.  
o Dividendo  digitale​:  maggiore  disponibilità  di  spettro  dovuta  al  passaggio  a  TV 
digitale.  
o Principio  di  neutralità:  impone  procedure  aperte  e  non  discriminatorie  per  l’uso  di 
frequenze rese disponibili dall’evoluzione tecnologica. 
● Servizio  universale: materia che non è stata armonizzata, vengono solo specificati alcuni 
punti  come  la  connessione  a  rete  pubblica  che  deve  permettere  di  ​usare  i  servizi 
internet  e  che  il  SU  può  essere  fornito  anche  da  più  operatori  che  forniscono  sia  rete 
fissa che mobile. 
● Revisione  delle  regole  dei  mercati  e  degli  obblighi  degli  operatori:  sono  introdotte 
scadenze  periodiche  per  l’analisi  del  mercato  e  la  divisione  di  questo  in  aree 
geografiche a cui si possono revocare obblighi. 
● Separazione  funzionale:  ​l’operatore  verticalmente  integrato  è  tenuto  a  collocare  le 
attività  di  fornitura  all’ingrosso​.  Ci  sono  state  esperienze  positive  tramite  strumenti  di 
separazione funzionale negoziata tra autorità e imprese. 
● Sicurezza reti: ha perso rilievo in questa riforma. 
● Reti  di  nuova  generazione:  tema  centrale,  si  dibatte  sulla  correttezza  dell’applicazione 
di  regole  d’accesso  senza  eccezioni,  l’UE  ha  risposto  nella  direttiva  2009/140/CE  con 
un compromesso. 

Strumenti del terzo pacchetto: 

● Normativi:  depotenziamento  della  normazione  ex-ante,  depotenziamento  a 


raccomandazione, istituito l’organismo europeo dei regolatori. 
● Esecutivi:  ​disciplina  sanzionatoria  effettiva​,  consente  all’autorità  di  comminare  sanzioni 
pecuniarie  o  amministrative  efficaci  per  far  valere  il  rispetto  delle  condizioni 
dell’autorizzazione generale o dei diritti d’uso. 

Rapporti tra operatori: 


● Per  ​NGN​(  Next  Generation  Net)  unica  struttura  o  concorrenza  infrastrutturale?  C’è 
compromesso,  non  si  indirizza  il  mercato  ma  non  si  vuole  limitare  la  scoperta  di 
soluzioni  più  idonee.  Su  questo  punto  sono  significativi  la  neutralità  tecnologica, 
flessibilità degli obblighi e la delega agli stati di decidere la qualità del SU fornito. 
● Roaming  ​e  ​terminazione​:  all’inizio  costi  erano  per  sostenere  l’innovazione, 
successivamente  sono  ridotti,  con  il  terzo pacchetto si va a cercare una liberalizzazione 
del mercato dei servizi innovativi a pagamento. 
● Controversie  tra  operatori:  ​l’ordinamento  italiano  depotenzia  i  poteri  dell’  Autorità 
nazionale​. 

Destinatari: 

● Il consumatore al centro. 
o protezione da pratiche scorrette 
● Accesso a internet come libertà fondamentale​. 
● Tutela contrattuale. 

Recepimento  della  direttiva  2009/140/CE  e  modifiche  al  codice  delle 


comunicazioni elettroniche 
Recepimento del terzo pacchetto: 

● Scadenze  non  rispettate:  Gli  Stati  membri  adottano  e  pubblicano  ​entro  il  25  maggio 
2011  le  disposizioni  legislative,  regolamentari  e  amministrative  necessarie  per 
conformarsi alla presente  
direttiva. 
● Atti  preparatori  e  correlati:  il  parlamento  delega  il  governo  di  emanare  decreti  di 
modifica  del  CCE.  AGCom  segnala  al  governo  in  tema  di  liberalizzazioni  e  crescita.  Il 
governo fa decreto legge 9 febbraio 2012.    
 

Con  il  ​decreto  legislativo  n°  70  del  28  maggio  2012​,  l’Italia  ha  recepito  la  direttiva  europea 
2009/​140​/CE,  andando  ad  apportare  sostanziali  modifiche  al  Codice  delle  Comunicazioni 
Elettroniche.  Questo  provvedimento  mira  a  ​innovare  infrastrutture,​   promuovere  gestione 
efficiente  di  spettro  radio,  ​rafforzare  i diritti degli utent​i e ​rafforzare sicurezza e riservatezza delle 
comunicazioni. 

Investimento stato nelle infrastrutture 

→ stato può imporre condivisione di infrastrutture proprietà (art.89 c1) 

→ esproprio infrastruttura privata interesse pubblico (art.90 c2) 

Ci  sono  comunque  delle  criticità  per  lo scostamento dalla legislazione europea, ad esempio la 


divisione  tra  radiovisione  e  TLC​,  il  mantenimento  del  ​regime  autorizzato  alla  scadenza  delle 
sue licenze individuali ​e i poteri rilevanti del ministro competente. 

 
Attualità delle reti a banda larga nel mercato europeo 
Agenda  digitale  europea​:  iniziativa  faro  della  strategia  europea  2020  per  ​crescita  e 
innovazione;  l’azione  8  consiste  nel  garantire  connessione  veloce  e  superveloce  a  tutti.  Gli 
obiettivi  da realizzare entro il 2020 sono: copertura banda larga maggiore di 30 Mbps per tutti e 
copertura maggiore di 100Mbps per la metà dei cittadini europei. 

26/03/2013​:  proposta  di  ​regolamento  per  la  riduzione  dei  costi  di  realizzazione  della  banda 
larga. 

22 giugno ​2013​: decreto del fare:​ abrogazione patentino istallatori e liberalizzazione WI-FI​. 

11 settembre ​2013​: ​continente connesso​: costruire un ​mercato unico delle telecomunicazion​i: si 
basa  su  libertà  di  fornire  e  libertà  di consumare servizi digitali ovunque ci si trovi, puntando 
su  più  spettro  e  meglio  gestito,  accessi  standardizzati,  internet  aperto,  costi  ridotti,  meno 
burocrazia e protezione consumatori. 

Direttiva 2014/61/UE​: volta a​ ridurre i costi di installazione di reti ad alta velocità. 

Communication  of  the  Commission  (2015)​:  strategia  per  il  mercato  unico  digitale  in  Europa; 
l’Europa vuole realizzare profonde riforme basate su: 

1. Migliorare  l’accesso  dei  consumatori  e  delle  imprese  ai  beni  e  servizi  digitali  in  tutta 
Europa. 
2. Creare  un  contesto  favorevole  e  parità  di  condizioni  affinché  le  reti  digitali  e  i  servizi 
innovativi possano svilupparsi. 
3. Massimizzare la crescita dell’economia digitale. 

2016​: Decreto recepimento della​ direttiva 2014/61 in Italia, decreto fibra​. 

Normativa delle TLC per la radiotelevisione 


Principio ​pluralistico​:  

● Pluralismo  ​esterno​:  offrire  ai  cittadini  una  concreta  possibilità  di  scelta  fra  molteplici 
fonti informative. Da questo deriva la disciplina antitrust. 
● Pluralismo  ​interno​:  obbligo  per  il  servizio  pubblico  di  dar  voce  a tutte le opinioni → ​par 
condicio 

Il  dibattito  parlamentare  sul  sistema  radiotelevisivo  ha  subito  un'accelerazione dopo aver reso 


costituzionale la trasmissione di TV estere e la TV via cavo nel 1974. 

Prima del 1974 Monopolio Stato anche radiotelevisione 

1974 → Illegittima riserva allo Stato di programmi esteri, anche i privati possono 

1974 → Illegittimità RAI monopolio televisione via cavo → apertura privati 


 

La prima legge di sistema (n. 103, 1975) e le sue conseguenze 


Nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva: 

● La radio e tv diffusione è un ​servizio pubblico 


● L’indipendenza​,  ​l’obiettività  ​e  ​l’apertura  alle  diverse  tendenze  politiche,  sociali  e 
culturali,  sono  principi  fondamentali  della  disciplina  del  servizio  pubblico 
radiotelevisivo 
● Si  afferma  la  ​riserva  dello  stato  del  servizio  pubblico  radiotelevisivo  con  delle 
eccezioni  come  la  gestione  di  ​impianti  ripetitor​i,  l’installazione  ed  esercizio  di  ​impianti  di 
trasmissione via cavo​ e dove è consentita attività privata 

Sentenza ​della corte costituzionale n. 202 ​1976 

● È  concessa  la  l​iberalizzazione  dell’attività  privata  di  radiotelediffusione  a  livello  locale 


così da aprire la strada a privati 
● La  Corte  ha  suggerito  al  legislatore  di  provvedere all’emanazione di una legge che fissi 
le condizioni per l’​esercizio dell’attività privata​ in tale settore ​secondo un regime  
autorizzatorio, come già avvenuto per le trasmissioni locali via cavo​.  

A  questa  sentenza  non  segue  alcuna  legge  che  disciplini  la  comunicazione in etere, quindi 
far west dell’etere. 

1976 → Illegittimità riserva dello Stato 

1981  →  Monopolio  è  giustificato  solo  dall’assenza  di  una  normativa  idonea  ad  evitare 
conentrazioni ed oligopoli su scala nazionale 

Verso un sistema misto pubblico-privato 


1984​:  entro  il  1987  gli  stati  avrebbero  dovuto  procedere  alla  mappatura  delle  frequenze  onde 
evitare fenomeni interferenziali​. Quindi in Italia si richiede un censimento delle emittenti. 

d.L  694/1984  Decreto  Craxi  →  Consentiva  attività  emmitenti  private  →  Salva  Berlusconi 
(807/1984) 

Legge n 10/1985:  

● La​ diffusione sonora e televisiva​ sull’intero​ territorio nazionale​ è ​riservata allo stato 
● Il  servizio pubblico radiotelevisivo è esercitato dallo stato mediante concessione ad una 
società per azioni a totale partecipazione pubblica 
● Una  ​futura  legge  disciplinerà  il  sistema  radiotelevisivo  consentendo  l’iniziativa  privata 
ma predisponendo ​apposite norme antitrust 
● In  attesa  di  questa  legge  ​restano  consentiti  i  ponti-radio  fra  le  singole  emittenti  come  la 
trasmissione dello stesso programma preregistrato.​  

Sentenza  della  corte  costituzionale  n 826 del 1988:​  il pluralismo dell’informazione radiotelevisiva 


significa  possibilità  di ingresso nell’ambito dell’emittenza pubblica e di quella privata​, di quante 
più  voci  consentano  i  mezzi  tecnici,  perché  il  pluralismo  esterno  sia  effettivo  e  non  fittizio.  Il 
pluralismo  si  manifesta  nella  concreta  possibilità  di  scelta,  per  tutti  i  cittadini,  tra  una 
molteplicità di fonti informative. 

Direttiva  89/552  CEE  relativa  a  coordinamento  di  determinate  disposizioni  legislative, 


regolamentari  e  amministrative  degli  stati  membri  concernenti  l’esercizio  delle  attività 
televisive:  ​libera  circolazione  di trasmissioni di paesi comunitar​i, obbligo di dedicare la maggior 
parte  del  tempo  a  opere  europee,  obbligo  di  non  trasmettere  opere  cinematografiche  prima 
dei  2  anni  di  uscita  nelle  sale​,  divieto  di  ​trasmettere  programmi  vietati  ai  minori  ​in  orari  in  cui 
possono  guardare  la  TV,  ​obbligo  di  consentire  il  diritto  di  rettifica​,  ​disciplina  della  pubblicità  e 
delle sponsorizzazioni​. 

Direttiva europea 89/552/CE “TV senza frontiere” 

Legge Mammì e le sue conseguenze 


Legge n 233/1990: disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato (legge Mammì): 

● Principi generali comuni:  


o la  diffusione  di  programmi  radiofonici  o  televisivi,  ha  carattere  di  interesse 
generale.  
o Il  ​pluralismo​,  obiettività,  completezza,  imparzialità,  apertura,  tendenze 
politiche  e  sociali,  culturali,  religiose  sono  i  principi fondamentali del sistema 
radiotelevisivo  che  si  realizza  ​con  il  concorso  di  soggetti  pubblici  e  privati  ai 
sensi della presente legge.  
● Il  regime  concessorio:  il  servizio  pubblico  è  assegnato  a  una  società  per  azioni  a 
totale  partecipazione  pubblica.  Inoltre  possono  essere  ​rilasciate  concessioni  a 
soggetti  privati  per  radiodiffusione  sonora  a  carattere  commerciale  e  concessioni  a 
soggetti privati per​ telediffusione in ambito nazionale​. 
● Pianificazione  radiofrequenze:  mediante  piano  nazionale  di  ripartizione  e  piano 
nazionale di assegnazione​. 
● Strumenti di garanzia e corretta applicazione 
● Regime concessorio per tutte le emittenti 
● Normativa  antitrust:  divieto  di  posizioni  dominanti  nell’ambito  dei  mezzi  di 
comunicazione  di  massa:  a  livello  nazionale  uno  stesso  soggetto  può  avere 
massimo  3  concessioni  e  non  può  superare  il  25%  delle  reti  previste  dal  piano 
nazionale di assegnazione frequenze 
● Disciplina della pubblicità. 
● Istituzione del Garante per la radiodiffusione e l’editoria: teneva un registro nazionale 
delle  imprese  radiotelevisive,  esaminava  i  bilanci,  aveva  funzione  istruttoria  e 
ispettiva,  vigilava  sulla legge antitrust, poteva irrorare sanzioni pecuniarie e revocare 
concessioni. 
● D​elega al governo a provvedere alla disciplina della tv via cavo. 

 ​
D.I.  323/1993  convertito  in  legge  422/1993: I  soggetti  autorizzati  a  trasmettere  in  ambito 
locale,  che  ​già  superano  tale  ambito  mediante i collegamenti fra impianti, possono continuare a 
farlo  in  attesa  dell'attuazione  del  piano  nazionale  di  assegnazione  delle  frequenze  e  comunque 
 ​
non  oltre  il  28  febbraio  1994. Il  Ministro  delle  poste  e  delle  telecomunicazioni  nomina  una 
commissione  di  esperti  per  formulare  osservazioni  e proposte sui problemi attinenti all'assetto 
del  sistema  radiotelevisivo.  Entro  un  termine  stabilito  (più  volte  prorogato)  tutte  le  pay-TV 
devono essere trasferite sul cavo o sul satellite, non potendo più trasmettere via etere. 

La  “tecnica”  prescelta dalla Corte costituzionale dal 1981 al 1994, quella di “salvare” la disciplina 


vigente  nell’attesa  di  una  organica  legge  di  riforma,  ha  di  fatto  avallato  per  anni  l’inerzia  del 
legislatore  e, quando il legislatore è intervenuto con la legge 223/1990, lo stato di fatto era tale 
da non poter più essere modificato. 

Legge  249/1997,  legga  Maccanico:  ​istituisce  l'Autorità  per  le  Garanzie  nelle  Comunicazioni  che 
sostituisce  la  figura  del  Garante  per  la  Radiodiffusione  e  l'Editoria  e  sottrae  poteri  all'Autorità 
garante  per  la  concorrenza  ed  il  mercato per quanto riguarda il governo della concorrenza nel 
settore delle Com. Elet. La ratio della legge è quella di rendere più efficaci i limiti antitrust. 

L’AGCOM  E’  stata  più  attiva  e  incisiva  nel  campo delle TLC che nel settore RTV. Il controllo dei 


limiti  antitrust  è  stato effettuato per la prima volta a metà del 2000 e successivamente solo nel 
2003.  Alla  vigilia  dell’approvazione  della  legge  Gasparri  (2004)  l’AGCom  ha  emanato  una 
delibera  in  cui  diceva  che  il  duopolio  RAI-Mediaset  semplicemente  prefigurava  un  abuso  di 
posizione dominante. 

I limiti antitrust  
Ad  uno  stesso  soggetto  (o  a  soggetti  controllati  o  collegati)  non  possono  essere  rilasciate 
concessioni  o  autorizzazioni  che  consentano  di  irradiare  più  del  ​20%  rispettivamente delle reti 
televisive  o  radiofoniche analogiche e dei programmi televisivi o radiofonici numerici, in ambito 
nazionale,  trasmessi  su  frequenze  terrestri,  sulla  base  del  piano  delle frequenze. Poiché le reti 
televisive erano 9 (cioè le tre RAI, le Tre Mediaset più Videomusic, Rete A, Telemontecarlo) tale 
limite  causa  ​l’eccedenza  di  una  rete  Rai  e  di  una  rete  Mediaset​).  Nessun  singolo  soggetto 
operante a livello nazionale (Tv via etere, via cavo, va satellite o  
radio)  può  detenere  più  del  ​30%  delle  risorse  economiche  complessive del settore​(derivanti 
da  canone  di  abbonamento  per  il  servizio  pubblico,  pubblicità,  televendite,  sponsorizzazioni). 
Se lo stesso soggetto opera contemporaneamente nel settore radiotelevisivo e della stampa, il 
limite  scende  al  20%  e  il  paniere  delle  risorse  comprende  anche  la  vendita  e  gli  abbonamenti 
di  quotidiani  e  periodici.   Una  stessa  concessionaria  di  pubblicità  non  può  raccogliere  più  del 
30% delle risorse economiche derivanti dal settore radiotelevisivo. 
 

La TV via Satellite e la Piattaforma Digitale  


Come  la  TV via cavo, anche quella via satellite è soggetta ad un ​regime di autorizzazione ​(non 
concessione  in  quanto  non  sussiste  qui il problema della limitatezza delle frequenze) rilasciata 
dall’Autorità.  
Alla  TV  via  satellite  (come  anche  a  quella  via  cavo  e  via  etere)  si  applicano  i  predetti  ​limiti 
antitrust​. 

Con  d.i.  15/99  si  rende  possibile  l’uso  di  un  apparato  decodificatore  per  le  trasmissioni 
crittografate e nasce Sky. 

La legge delega Gasparri e il testo unico sulla radiotelevisione 


Nel  1998  si  sarebbero  dovuti  entrare  in  vigore  i  limiti  antitrust,  dopo  un  periodo  transitorio 
deciso dall’AGCOM, con anche trasferimento di reti da etere a satellite. 

Ci fu una reiterazione delle proroghe del termine di assegnazione delle frequenze fino al 2001. 

Con  la  legge  66/2001  furono  emanate  disposizioni  urgenti  per  il  differimento  di  termini  in 
materia di trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali. 

Entro  il  2003  la  rete  eccedente  avrebbe  dovuto  abbandonare  le  frequenze  terrestri  e  rai  3 
trasformarsi in una rete priva di pubblicità. 

2002  Ciampi  richiama  l’attenzione  dei  parlamentari  sui  valori  del  pluralismo  e  imparzialità 
dell’informazione​:  “il  pluralismo  e  l'imparzialità  dell'informazione  non  potranno  essere 
conseguenza  automatica  del  progresso  tecnologico.  Saranno,  quindi,  necessarie  nuove  politiche 
pubbliche per guidare questo imponente processo di trasformazione.”​  

La  corte  ha  precisato  che:  il  regime  transitorio  non  è  destinato  a  concludersi  in  tempi 
ragionevolmente  brevi,  la formazione dell'esistente sistema televisivo italiano privato in ambito 
nazionale  ed  in  tecnica  analogica  trae  origine  da  situazioni  di  mera  occupazione  di  fatto  delle 
frequenze,  la  protrazione  del  termine  è  stata  motivata,  Si  è  passati, infatti, da una previsione di 
12  reti  nazionali  (9  private,  3  pubbliche),  ad  11  reti  (8  private,  3  pubbliche),  oltre  alle  televisioni 
criptate  a  pagamento.  La  descritta  situazione  di  fatto  non  garantisce, pertanto, l'attuazione del 
principio  del  pluralismo  informativo  esterno,  che  rappresenta  uno  degli  "imperativi"  ineludibili 
emergenti  dalla  giurisprudenza  costituzionale  in  materia,  deve  dichiararsi  l'illegittimità 
costituzionale  dell'art.  3,  comma  7,  della  legge  31  luglio  1997,  n.  249,  nella  parte  in  cui  non 
prevede  la  fissazione  di  un  termine  finale  certo,  e  non  prorogabile,  che  comunque  non 
oltrepassi  il  31  dicembre  2003,  entro  il  quale  i  programmi,  irradiati  dalle  emittenti  eccedenti  i 
limiti  di  cui  al  comma  6  dello  stesso  art.  3,  devono  essere  trasmessi  esclusivamente  via 
satellite o via cavo. 

Contro la legge Gasparri: 

● Legge incostituzionale​ perché 


o Il  SIC  potrebbe  consentire  a  chi  ne  detenga  più  del  20%  di  disporre di strumenti 
di  comunicazione  in  misura  tale  da  dar  luogo  alla  formazione  di  posizioni 
dominanti. 
o L’assenza  di  seri  limiti  alla  raccolta  pubblicitaria  potrebbe  pregiudicare  la  libera 
stampa. 
o La  legge  non  precisa  cosa  accadrebbe  se  l’AGCOM  dovesse  accertare,  entro  la 
data  stabilita,  che  non  sussistono  sufficienti  condizioni  di  sviluppo  del  digitale 
terrestre. 
● In seguito a questo il testo della legge è stato modificato. 
 

Testo unico della radiotelevisione 


Diviso in 10 titoli. 

Art.1:  il  T.U.  contiene  i  principi  generali  che  informano  l’assetto  del  sistema  radiotelevisivo 
nazionale,  regionale  e  locale  e  lo  adeguano  all’introduzione  della  tecnologia  digitale  e  al 
processo di convergenza tra radiotelevisione e altri settori delle comunicazioni​. 

Formano  oggetto  del  testo  unico  le  disposizioni  in  materia  di  trasmissione  di  programmi 
televisivi,  radiofonici  e  dati,  anche  ad  accesso  condizionato  nonché  la  fornitura  di  servizi 
interattivi  associati  e  di  servizi  di  accesso  condizionato  su  frequenze  terrestri,  via  cavo  e  via 
satellite. 

I  soggetti  a  cui  si  riferisce  sono:  ​operatori  di  rete,  fornitori  di  contenuti  e  fornitori  di  servizi​. 
Questi titoli possono ​essere ricoperti da uno stesso soggetto. 

Principi  fondamentali  del sistema radiotelevisivo sono garanzia di libertà e pluralismo, libertà di 


espressione e lealtà e imparzialità dell’informazione. 
I  principi  a  salvaguardia  del pluralismo sono la tutela della concorrenza, previsione di differenti 
titoli  abilitativi  per  lo  svolgimento  di  diverse  attività  o  per  diverse  vie  di  comunicazione, 
impossibilità  di  avere  autorizzazioni  a  livello  nazionale  e  locale  contemporaneamente,  evitare 
preferenze  in  fatto  di  fornitori  di  servizi  o  piattaforme  distributive,  separazione  contabile, 
obbligo di diffondere le stesse cose su tutto il territorio in cui si è abilitati. 

È  l’AGCOM  che  deve  verificare  che  il  servizio  pubblico  generale  radiotelevisivo  venga 
effettivamente prestato ai sensi delle disposizioni vigenti. 

L’assegnazione  delle  radiofrequenze  avviene  secondo criteri pubblici, obiettivi trasparenti, non 


discriminatori  e  proporzionati.  Il  ministero  adotta  il  piano  nazionale  di  ripartizione  delle 
frequenze  e  nella  predisposizione  dei  piani  di  assegnazione  l’AGCOM  adotta  il  criterio  di 
migliore e razionale utilizzazione dello spettro elettrico. 

SIC  (Sistema  Integrato  delle  Comunicazioni)​:  introdotto  con  il  testo  unico,  ​settore  economico 
che comprende varie attività di comunicazione. Si usa per calcolare i nuovi limiti antitrust. 

Legge Maccanico e Gasparri a confronto 

Per  l’antitrust  i  soggetti  che  operano  nel  SIC  sono  tenuti  a  notificare  all’AGCOM  le  intese  e  le 
operazioni  di  concentrazione,  in  modo  che  essa  possa  verificare  che  non  si  costituiscano 
posizioni dominanti. 

Le misure previste non sono efficaci per eliminare le posizioni dominanti già esistenti. 
 

La vicenda della rete Europa 7 


Emittente  centro  Europa  7  nata  come  network  di  reti  locali,  ottiene  la  concessione  a 
trasmettere  con  tecnica  analoga  a  livello  nazionale,  ma  non  le  relative  frequenze. Nessuno se 
ne cura e Europa 7 chiede un risarcimento allo stato. 

Nel  2008  la  sentenza  di  corte  dice:  ​il  Consiglio  di  Stato  dovrebbe  disapplicare  tutte  quelle  leggi 
che hanno consentito  
l’occupazione delle frequenze da parte di Rete4, e ordinare allo Stato italiano di assegnarle  
a Europa7​. 

Il  governo  Berlusconi  aggira  la  sentenza  emanando  il  d.i.  59/2008:  fermo  restando  quanto 
stabilito dalla vigente normativa in materia di  
radiodiffusione televisiva la prosecuzione nell’esercizio degli impianti di trasmissione è  
consentita a tutti i soggetti che ne hanno titolo, fino alla scadenza del termine previsto  
dalla legge per la conversione definitiva delle trasmissioni televisive in tecnica digitale. 

Nel 2009 si darà a Europa 7 un risarcimento di poco più di un milione di euro. 

Denunciano  lo  stato  italiano alla corte europea dei diritti dell’uomo e l’Italia viene condannata a 


un risarcimento di 10 milioni di euro. Dal 2011 sono iniziate le trasmissioni. 

La disciplina dell’attività televisiva in digitale terrestre 


Legge  n.  66/2001  prevedeva  l’avvio  della fase sperimentale della TV digitale terrestre. Questo 
permette  la  moltiplicazione  dei  programmi,  4-7  al  posto  di  1  per  canale.  Questo  avrebbe 
favorito il pluralismo. 

L’AGCOM  ha  approvato  nel  2001  il  regolamento  per  la  trasmissione  in  tecnica  digitale  su 
frequenze terrestri. È sancita la separazione fra operatori di rete, fornitore di contenuti, fornitore 
di servizi. 

2006:  la  commissione  europea  ha  inviato  all’Italia  una  lettera  di  costituzione  in  mora  per 
invitarla  a  allinearsi  alle  prescrizioni  europee,  per  evitare  il  favoritismo  per  Mediaset  e  Rai 
contro  i  newcomers.  L’AGCOM  ha  fatto  delle  delibere  nel  2007  sul  passaggio  al  digitale, 
facendo sospendere la procedura contro l’Italia per verificare l’effettiva concorrenza. 

La  delibera  stabilisce  la  divisione  delle  21  reti  come:  8  destinate  alla  conversione  delle  attuali 
reti  analogiche,  8  dedicate  alla  conversione  in  tecnica  singola  frequenza  delle  attuali  reti 
digitali  già  presenti  e  rimane  un  dividendo  nazionale  di  5  reti  messo  a  gara  con  criteri  di 
massima  apertura  alla  concorrenza.  Queste  5  reti  saranno  divise  in  2  parti:  3  riservate  ai  nuovi 
entranti,  2  aperte  a  qualsiasi  offerente  con  un  limite  di  5  multiplex  per  operatore.  Inoltre  la 
delibera prevede misure asimmetriche per non favorire gli operatori già dominanti. 

La gara di assegnazione delle frequenze sarà indetta dal ministero dello sviluppo economico. 

Lo switch-off dal 2006 è spostato al 2008 e avverrà una regione per volta. 
 

Dal concorso di bellezza all’asta pubblica onerosa 


Gara  di  assegnazione  delle  frequenze,  non  competitiva  e  gratuita(beauty  contest)  indetta  dal 
ministero  dello  sviluppo  economico.  I requisiti per partecipare saranno decisi dal Ministro dello 
sviluppo economico. 

Le direttive “media senza frontiere” 


Direttiva  2007/65/CE  sui  servizi  di  media  audiovisivi,  detta ​“media senza frontiere”​, prevede 
nuova  definizione di ​servizi audiovisivi svincolata  da tecniche di trasmissione​: servizi lineari che 
designano  i  servizi  di  televisione  tradizionale,  servizi  non  lineari  cioè  servizi  di  televisione  a 
richiesta  come  on  demand.  Questi  servizi beneficiano del principio del paese d’origine. Sono le 
emittenti  televisive  a  decidere  quando  lanciare  la  pubblicità,  a  distanza  di  almeno  30  minuti, 
resta  il  tetto  orario  del  20%  per  gli spot, vengono ammesse nuove forme di pubblicità. Ci sono 
obblighi più stringenti riguardanti la protezione dei minori e la promozione di opere europee.  

3  misure  per  la  promozione  del  pluralismo  dei  media:  obbligo  di  garantire  l’indipendenza 
dell’autorità  di  regolamentazione  nazionale,  diritto  per  gli  organismi  di  radiodiffusione  di 
utilizzare  brevi  estratti  di  cronaca  di  interesse  pubblico  e  la  promozione  di  contenuti  prodotti 
da società di produzione audiovisiva europee e indipendenti. 

Gli  stati  membri  non  devono  ostacolare  la  ritrasmissione  dei  servizi  di  media  audiovisivi 
provenienti  da  altri  stati  membri,  ne  possono  limitare  la  ritrasmissione  in  casi  estremi, 
assicurano  che  i  programmi  non  adatti  ai  minori  siano  segnalati,  i  servizi  non  contengano 
incitamenti all’odio e ci sia accessibilità ai servizi per persone cieche o sorde. 

Il decreto Romani 2010​: modifica il T.U. per la radiovisione che diventa ​T.U. sui servizi di media 
audiovisivi  e  radiofonici.  Viene  recepita  la  differenza  tra  servizi  lineari  e  non,  Consente  il 
product  placement  anche  in  eventi  sportivi  e  programmi  leggeri  con  chiaro  avviso.  Per  le 
emittenti  in  chiaro  resta  il  limite  per  gli  spot  pubblicitari.  I  canali  time  shifted  non  si 
computeranno  ai  fini  del  rispetto  del  limite  anticoncentrazione.  La  pay  per  view  è  menzionata 
come  fornitore  di  servizi  interattivi  associati  o  di  servizi  di accesso condizionato. I blog di video 
amatoriali,  giornali  online  e  motori  di  ricerca  non  sono  disciplinati  dalla  nuova  normativa.  Sia 
emittenti  in  chiaro  che  pay  possono  aggiungere  1  ora e 12 minuti di forme di pubblicità diverse 
da spot. 

I  nuovi  regolamenti  AGCOM  2010:  ​I  nuovi  regolamenti  sostanzialmente  estendono,  ai  fornitori 
dei  servizi  di  media  audiovisivi  via  Internet  che  rientrano  nel  suo  campo  di  applicazione,  il 
regime autorizzatorio, operativo e sanzionatorio previsto dal Testo Unico della Radiotelevisione 
e  dai  successivi  regolamenti  attuativi  dell’AGCOM  per  i  fornitori  di  servizi  di  media  audiovisivi 
via cavo, satellite e digitale terrestre (fisso e mobile). 

Dicono di noi in Europa 


Il  tasso  di  concentrazione  del  mercato  televisivo  in  Italia  è  oggi  il  più  elevato  d’Europa,  il 
presidente  del  consiglio  ha  favorito  Mediaset,  sono  state  registrate  pressioni  e censure su Rai, 
da decenni il sistema opera in una situazione di assenza di legalità. 
 

L’attualità del sistema radiotelevisivo 


Nel  ​2012  ​viene  annullato  il  beauty  contest,  al  posto  di  cui  c’è  ​un  asta  pubblica  onerosa​. 
Escluse Rai, Mediaset e TiMB. 

Il  futuro  dei  media  audiovisive:  modifiche  alla  direttiva  SMAV  e 


piattaforme online 
Motivi e obiettivi della proposta di nuova direttiva: 

● Il panorama del settore sta cambiando per la convergenza tecnologica 


● I consumatori chiedono sempre più l’accesso ai servizi tramite smart TV 
● La  radiodiffusione  televisiva  e  i  contenuti  generati  dall’utente  sono  soggetti  a  norme 
diverse e a livelli differenti di tutela dei consumatori. 

Il diritto d’autore nei percorsi della convergenza 


Quadro normativo del diritto d’autore 
Tutela  della proprietà intellettuale: diritto industriale, come i brevetti, e diritto d’autore, le opere 
di ingegno creativo. 

Legge 633/1941 → RIferimento per il diritto d’autore 

Nel  ​2005  ​è  sopravvenuta  una  riforma  che  ha  accorpato  le  discipline  relative  ai  brevetti  e  ai 
marchi in un unico testo chiamato​ “codice della proprietà industriale”​. 

Per il​ diritto d’autore il testo legislativo è la legge 633/1941​. 


Il  ​copyright  ​tutela  l’interesse  del  soggetto  imprenditoriale  che  si  preoccupa  di  investire  sulla 
commercializzazione ​dell’opera. 

Il  diritto  d’autore  è  più  ampio​,  in  quanto anche dopo aver ceduto i diritti commerciali sull’opera 


ha ancora un certo controllo su questa. Dà un ​valore morale all’opera​. → ​attenzione all’autore 

TRIPS  1994​:  The  Agreement  on  Trade  Related  Aspect  of  Intellectual  Property  Rights,  trattato 
internazionale  che  fissa  gli  ​standard  per  la  tutela  della  proprietà  intellettuale  e  la  sua 
sottoscrizione  è  obbligatoria.  Assicura  che  i  programmi  per  elaboratore  saranno  protetti come 
le  opere  letterarie  secondo  quanto  stabilito  dalla  convenzione  di  Berna  e  descrive  come 
dovrebbero essere protette le basi di dati. 

Negli  ultimi  anni  si  sono  armonizzate  le  legislazioni  nazionali  in  materia  di  diritti  d’autore. Per il 
carattere  sovranazionale  di  internet  bisogna  però  non  limitarsi  ai  confini  nazionali,  ma  dettare 
delle regole comuni. 

Diritto  d’autore​:  ​meccanismo  dell’esclusiva  (solo  autore  può esercitare il DdA)​: ​diritto esclusivo 


è  la  possibilità  di  escludere  altri  dall’esercizio  del  diritto,​   il  potere  contrattuale  implica  che  il 
soggetto dotato di maggior potere contrattuale detti le regole del gioco. 

Nuovi players nel diritto d’autore:  

● Service providers​: soggetti che, una volta ottenuto l’accesso in rete, consente all’utente 
di  compiere  determinate  azioni.  Questi  ​sfruttano  e  richiedono  la  ​circolazione  d ​ ei 
contenuti, non vogliono responsabilità su piattaforme e contenuti. 
● Device  e  technology  vendors​:  implementano  ​soluzioni  di  protezione,  sono  favorevoli 
alla diffusione dei contenuti. 
● Content  provider​:  operatori  che  mettono  a  ​disposizione  del  pubblico  opere  caricandole 
su memorie di server​. 

Per  via  della  convergenza  il  diritto  d’autore  ha  subito  una  rivoluzione  diventando  a  tratti 
conflittuale. 

Funzionamento del diritto d’autore 


Cosa si può proteggere: 

● Art  1:  ​sono protette le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla 


lettura,  alla  musica,  alle  arti  figurative,  all’architettura,  al  teatro  e  alla  cinematografia, 
qualunque sia il modo o la forma di espressione​. 
● Art  2:  sono  comprese  nella  protezione:  opere  letterarie,  musicali,  coreografiche,  di 
cultura  o  scrittura,  architetturali,  cinematografiche,  fotografiche,  i  programmi  per 
elaboratore, le banche di dati, le opere di disegno industriale. 
● Art  3,4,10:  si  possono proteggere inoltre ​opere collettive, elaborazioni creative, opere in 
comunione​. 

Il diritto d’autore è automatico, sono assegnati al momento della creazione dell’opera​. 

Per  il  deposito  d’opera  invece  bisogna  provare  la  ​paternità  ​e  la  ​data  di  creazione​. 
(Pubblicazione, deposito enti pubblici, specializzati SIAE, notaio …) 
Il  ​carattere  creativo  dell’opera  è  dato  da  ​originalità  ​e  ​novità​.  Per  legge  è  rielevante  la  ​forma 
espressiva​, cioè come​ l’idea è stata estrinsecata dall’autore​. 

Forma espressiva: 

● Forma esterna​: forma​ con cui l’opera appare​ nella sua versione originaria 
● Forma interna​: ​struttura ​espositiva dell’opera 
● Contenuto: ​argomento trattato 

La tutela riguarda la forma interna e esterne​, non il contenuto. 

Il  brevetto  tutela  una  soluzione  di  applicazione  industriale​,  il  d​iritto  d’autore  la  forma 
espressiva dell’opera​. 

Diritto d’autore:  

● Diritti  patrimonial​i:  d​iritti  esclusivi  legati  all’utilizzazione  economica  delle  opere​,  sono 
diritti  di  riprodurre,  trascrivere,  eseguire,  comunicare  al  pubblico,  distribuzione, 
traduzione,  elaborazione,  pubblicazione,  modificazione,  noleggio.  ​Questi  diritti  durano 
tutta la vita dell’autore e fino a 70 anni dalla sua morte​. 
● Diritti  morali:  attinenti  alla  sfera  personale  dell’autore,  valore  aggiunto  oltre  allo 
sfruttamento economico dell’opera. 
● Diritto di ritirare l’opera dal commercio 
● Diritti  connessi​:  diritti che nascono a capo di soggetti diversi dell’autore e dell’opera ma 
che sono direttamente connessi ai diritti d’autore 

Eccezioni: 

● Principio:  bilanciare  gli  interessi  in  gioco,  in  caso  il  DdA  non  incentivi  la  cultura  si 
privilegia l’interesse all’accesso ai contenuti creativi. 
● Strumenti: ​libere utilizzazioni, zona franca in cui non c’è la tutela del diritto d’autore. 

Trasmissione  dei  diritti:  ​sotto  forma  di  contratto  di  edizione​,  principio  di  indipendenza  dei 
diritti esclusivi, il detentore dei diritti non è tenuto a trasferirli in blocco a un unico soggetto. 

Gestione  collettiva:  c’è  l’esigenza  di un soggetto di intermediazione. L’attività di intermediario è 


riservata  alla  società  italiana  degli  autori  ed  editori,  ​SIAE​.  Effettua  la  concessione  dei  diritti,  la 
percezione dei proventi e la ripartizione dei proventi tra gli aventi diritto. 

Verso la riforma europea del diritto d’autore nel mercato unico digitale 
14/09/2016​:  ​proposta  ​di  direttiva  del  parlamento  Europeo  e  del  Consiglio  sul  diritto d’autore 
nel mercato unico digitale. 

25/05/2018​:  ​prima  approvazione  ​da  parte  del  Comitato  dei  rappresentanti  permanenti  del 
Consiglio dell’Unione Europea. 

13/02/2019​: ​accordo ​definitivo da parte del trilogo sulla nuova direttiva 

26/03/2019​: voto finale presso Parlamento Europeo, ​approvazione 

Settori di intervento:  
● Adegua le eccezioni al fine di politica pubblica in materia di ricerca e istruzione. 
● Facilita gli accordi di licenza per opere fuori commercio. 
● Estensione dei diritti agli editori di giornale per l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni 
● Imposizione  dell’​obbligo  ai  prestatori  di  servizi  di  adottare  misure  adeguate  a  evitare 
che i loro servizi possano consentire violazioni delle norme sul diritto d’autore 

Art  15:  link  tax:  gli  e​ditori  devono  essere  remunerati  per  l’uso  del  loro  materiale  da  parte  dei 
fornitori di servizi nella società dell’informazione. 

Art  17:  ​fingerprinting​:  le  ​piattaforme  online  devono  controllare  ciò  che  viene  caricato  dai 
loro utenti, così ad evitare che violino il copyright. 

Quadro finale:  

● Dare  ai  ​copyright  holders  strumenti  per  valorizzare  i  propri  prodotti  ​per  incentivare  la 
produzione di informazione 
● I ​piccoli editori perderebbero la loro visibilità 
● Gli  ​hosting  provider  con  queste  nuove  responsabilità  limiterebbero  molto  i  contenuti 
caricabili 
● La​ competitività delle imprese europee diminuirebbe contro gli extraeuropei 

Convergenza, diritto d’autore, cultura libera 


È  importante  bilanciare  interessi  privati  dell’industria  culturale  e  interesse  diffuso  di  accesso 
alla conoscenza. 

Copyleft​:  ​permesso  d’autore​:  utilizzare  le  prerogative  attribuite  all’autore  della  normativa 
esistente  per  c​onsentire  alcuni  utilizzi  delle  opere  invece  che  vietarli​.  Regime  attuato  per 
mezzo di ​licenze d’uso. 

Alcuni  progetti  sono  il  progetto  GNU  per  il  software  libero  e  il  Creative  Commons  per  la 
diffusione di licenze. 

Secondo  Fisher  l’utente  dovrebbe  pagare  un  canone  flat  per  l’accesso  ai  contenuti​.  Ogni 
contenuto  dovrebbe  fin  da  subito  essere  distribuito  in  formato  digitale,  in  questo  modo 
sarebbe  più  agevole  monitorare  la  reale  diffusione  di  un’opera  e  si  potrebbero  distribuire  gli 
utili derivanti dai canoni. 

Secondo  Lessig  molte  idee  di  Fisher  sono  corrette  ma  questo  sistema  dovrebbe  coesistere 
con il diritto d’autore, non sostituirlo. 

Copyleft e licenze creative commons 


Il  ​copyleft  ​individua  un  modello  di  gestione  dei  diritti  d’autore  basato  su  un ​sistema di licenze 
attraverso  le  quali  l’autore  indica  ai  fruitori  dell’opera  che  essa  può  essere  ​utilizzata​,  ​diffusa  ​e 
spesso ​modificata ​liberamente a patto di alcune condizioni. 
Può  essere  utilizzato  da  chiunque  produca  opere  tutelate  da  diritto  d’autore.  Non  è  richiesto 
alcun pagamento. Il detentore dei diritti deve solo scegliere una licenza e applicarla all’opera. 

Creative  Commons:  ha  come  obiettivo  la  promozione  particolareggiata  del  diritto  d’autore,​  
favorendo  la  condivisione  del  sapere  e  la  liberalizzazione  della  cultura.  Ha una serie di licenze 
le CCPL con cui proteggere in modo flessibile l’opera. 4 condizioni:  

● Attribuzione​: si​ può usare l’opera ma bisogna dare credito all’autore 


● Non  commerciale​:  permesso  di  copiare  e  distribuire  l’opera  per  scopi  di  natura  non 
commerciale 
● No  opere  derivate​:  permesso  di  copiare  e  distribuire  l’opera  in  modo  identico,  nessuna 
modifica 
● Condividi  allo  stesso  modo​:  è  permesso  distribuire  lavori  solo  con  licenza  identica  a 
quella originale 

3 forme per ogni licenza: 

● Commons deed​: riassume i concetti fondamentali delle licenze 


● Legal code​: licenza vera e propria con diritto legale 
● Digital code​: riferimento alla licenza mediante metadati 

Con  CCPL  si ha un distacco dalle logiche commerciali, ci si ​orienta sulla distribuzione di cultura 


e  ognuno  con  i  minimi  costi  può  rendere  conoscibile  il  proprio  lavoro.  Si  ha  un 
democratizzazione della cultura e una contaminazione tra generi. 

Nel  2007  arrivano  le  ​CCPL  3.0  in  cui  si  introduce  una  ​separazione  tra  licenze  generiche  e  ​set di 
licenze disponibile appositamente per gli stati uniti.​  

Il sistema dei Brevetti 


Requisiti di brevettabilità: 

● Novità 
● Invettiva → non dipende dallo stato della tecnica 
● Industriabilità 
● non ovvietà 

Invenzione = soluzione originale ad un problema tecnico 

titolare brevetto ha la facoltà esclusiva di attuare l’invenzione e trarne ​profitto​. (In Italia).  
Senza autorizzazione è vietata la riproduzione, uso e commercializzazione ecc. 

Duplice uso dei diritti: 


● offensivo → recupero investimenti di R&D e ricerca attiva dei concorrenti in 
contraffazione (core business azienda) 
● difensivo → protezione da successive dichiarazione di paternità 
 
Check brevettabilità: 
● Database (90% pubblico) 
● eventuali inferenze (già rivendicatà ecc…) 
● ricerca fattibilità → eventuale deisgn around 
Tutela brevettuale del software 
Diritto Autore(sorgente e codice sorgente) + registrazione di modello (GUI) + brevetto (algoritmi 
di carattere tecnico) 

SI può proteggere il software in quanto know-how aziendale. 

Non sono proteggibili le idee e i principi alla base del codice e delle interfacce → protetta 
forma espressiva 

Soluzioni creativi → design industriale 

Concorrenza sleale 
proteggono ​imitazione servile​ delle caratteristiche estetiche (quelle percepite dall’utilizzatore) 
(individualizzanti, non funzionali, e distintive nel mercato → “idonea a confondere” 

Contraffazione 
● letterale → il prodotto copia tutte le caratteristiche rivendicate nel brevetto 
● per equivalenti → stessa sostanza 
● indiretta → fornitura di componenti (non brevettabili) utilizzabili esclusvamente per la 
produzione del prodotto brevettato 
 

Percorsi e organismi di standardizzazione nell’ICT 


Concetti preliminari 
Interoperabilità​:  ​predisposizione  di  un  prodotto  tecnologico  a  cooperare  con altri prodotti senza 
particolari difficoltà, con affidabilità di risultato e ottimizzazione delle risorse. 

È una condizione affinché si realizzi una reale concorrenza. 

Politica  Europea:  IDABC:  Interoperable  Delivery  of  European  eGovernment  Services  to  public 
Administrations  Businesses  and  Citizens,  programma  comunitario  da  cui  è  scaturito  il 
documento EIF. 

4 settori chiave interoperabilità: 

● Giuridico 
● Organizzativo 
● Semantico 
● Tecnico  

Neutralità  tecnologica​:  principio  fondamentale  secondo cui Internet e le altre reti telematiche 


devono  funzionare  in  modo  neutrale  rispetto  al  tipo  di  informazioni  che  vi  circolano. 
Fondamentale per garantire pluralismo per gli sviluppatori e libertà di scelta per i fruitori. 

NT:  la  legislazione  dovrebbe  definire  gli  obiettivi  da  raggiungere  e  ​non  dovrebbe  imporre  o 
discriminare l’uso di particolari tecnologie per raggiungere questi obiettivi​. 
Neutralità della rete​: NR: principio su cui si è sviluppato internet. 

Effetti(Economie)  di  rete:  fenomeno  legato  allo  sviluppo  di  tecnologie:.  Forma  di 
interdipendenza  tecnologica,  economica,  giuridica  e  psicologica  per  le  quali  l’utilità  che  un 
consumatore  trae  dal  consumo  di  un  bene  ​dipende dal numero di altri individui che consumano 
lo  stesso  bene.​   In  assenza  di  regole  e  sistemi di monitoraggio questi effetti si trasformano in un 
irrigidimento  del  mercato,  f​ino  ad  arrivare  a  monopolio  e  si  instaurano  meccanismi  di  lock-in 
tecnologico.​  

Se  non vengono garantiti l’interoperabilità e la neutralità tecnologica l’utente perde una grande 
fetta di possibilità di scelta​. 

Standard: definizioni ed esempi 


Il concetto di standard è centrale nelle tematiche di interoperabilità e neutralità tecnologica. 

Il  concetto  di  standard  si  estende  dall’ambito  tecnologico  a  tutto  l’ambito  manifatturiero  e 
industriale e agevola sia chi progetta e produce che gli utenti. 

Standard  de  jure​:  standard  frutto  di  un  regolare  processo  di  analisi  tecnica  e  definizione 
gestito da apposite organizzazion​i.  

Norma  è  la  specifica  tecnica  per  applicazione  ripetuta  e  continua  e  deve  appartenere  a:  ISO, 
norma internazionale, EN, norma europea, UNI, norma nazionale. 

Standard  de  facto​:  ​modelli  di  riferimento  che  solo  per  la  loro  elevata  diffusione  vengono 
considerati standard. 

Dinamica della standardizzazione 


3 fasi evolutive nella standardizzazione:   

1. Nella  prima  fase  c’è  la  ​tendenza  a  legittimare  i  monopoli,  quindi  si  ​circoscrive  la 
problematica degli standard ad una ​dimensione pressoché nazionale​. 
2. Nella  seconda  fase  c’è  la  ​liberalizzazione  dei  mercati  con  crescita  di  tecnologie  di 
comunicazione. 
3. La  terza  fase  è  di  ​massimizzazione  di  convergenza  economica  e  la  standardizzazione 
diventa esigenza. 

Ci sono 2 approcci:  

● Statunitense​,  la  standardizzazione  ​va  lasciata  al  mercato  a  patto  di  rispettare regole di 
concorrenza​. 
● Europeo​,  in  cui  la  Comunità  Europea  ​trova  una  soluzione  pubblicistica  in  cui entrano in 
gioco ​enti di natura governativa​. 

Attività di normazione 
Processo di standardizzazione: fondato sulla fissazione delle caratteristiche convenzionali dello 
standard,  gestito  da  enti  specializzati.  Qui  ​norma  prende  il  significato  di  modello​.  La 
normazione è uno dei punti chiave dell’innovazione tecnologica. 
Principi di fondo:  

● Consensualità​:  ricerca  di massimo grado di consenso da parte dei soggetti coinvolti nel 


processo di normazione. 
● Democraticità​:  rappresentazione  delle  parti  in  ogni  fase,  ​ognuno  concorre  in  modo 
paritetico​. 
● Trasparenza​:  si  può  sempre  essere  al corrente delle commissioni e dei gruppi di lavoro 
e avere​ accesso alla documentazione​. 

Modelli:  

● ISO​:  ​valutazione  della  necessità  dello  standard,  ricerca  del  ​consenso​,  ​approvazione 
formale​. 
● UNI​:  ​proposta  di  standardizzazione​,  preparazione  di  bozza,  ricerca  del  consenso, 
inchiesta  per  raccogliere  osservazioni,  approvazione,  ​pubblicazione  della  norma​, 
revisione finale. 

La bozza​ è svolta da commissioni tecniche​ e gruppi di lavoro formati da esperti. 

Norma di secondo grado​: enti di normazione ​fanno norma già formalizzata da altri enti​. 

Una  volta  formalizzati  gli  standard  si  presentano  sotto  forma di documenti testuali con tutte le 


specifiche  dello  standard.  ​Questa  documentazione  è  coperto  da  tutele  di diritto industriale. 
La  gestione  della  proprietà  individuale  è  uno  degli  aspetti  più  delicati  in  fatto  di 
standardizzazione. 

Enti di normazione 
Sempre  più  enti  di  normazione  ​nascono  per  iniziativa  delle  stesse  aziende  interessate  nella 
fissazione di uno standard, modello consortile. 

3 livelli: 

● Nazionale​:  rilasciano  standard  di  entità  nazionale​,  in  Italia  ​UNI  ​e  CEI.  UNI:  associazione 
privata e senza scopo di lucro. CEI: promuove e diffonde cultura tecnica. 
● Europeo​:  il  ​comitato  europeo  di  normazione​(​CEN​)  si  occupa di ​coordinare e monitorare 
le  attività  di  standardizzazione  in  ambito  europeo​.  Collabora  con  due  enti:  Istituto 
europeo  per  gli  standard  nelle  telecomunicazioni(ETSI)  e  comitato  europeo  di 
normazione elettrotecnica(CENELEC) 
● Internazionale​: organizzazione​ internazionale per le standardizzazioni​(ISO). 

Problematiche in materia di standardizzazione 


Standard  e  innovazione  tecnologica:  quando  fissiamo  uno  standard  fissiamo  un  ​modello  di 
riferimento  per  un  certo  periodo  ma  lo  sviluppo  tecnologico  è  in  veloce  evoluzione​,  quindi  la 
cristallizzazione  del  modello  diventa  difficile.  Quindi  la  standardizzazione  ​deve  tener  conto  di 
questa  velocità  se  no  diventa  un  freno.  Bisogna  far  sì  che  i  ​processi  di  convergenza  sugli 
standard  giungano  a  compimento  in  breve  tempo  e  lascino  un’apertura  e  interoperabilità  tra 
piattaforme​.  In  più  un  sistema  di  standardizzazione  non  ben  congegnato  può  portare  ad  un 
irrigidimento del mercato​. 

Standard  e  gestione  della  proprietà  individuale:  standardizzazione  mette  in  discussione 


alcuni  paradigmi classici della proprietà intellettuale, che consiste nel giocare a carte scoperte, 
chiamato  “IPRs  disclosure”.  Quindi  gli  enti  di  normazione  ​prevedono  policy  trasparenti  e 
coerenti in materia di proprietà intellettuale​. 

Standard,  concorrenza  e politiche antitrust: art. 101 sui cartelli: per legge ​sono incompatibili con 


il  mercato  comune  tutti  gli  accordi  tra  imprese​.  Questi  accordi  sono  nulli  di  pieno  diritto. 
Tuttavia  queste  disposizioni  possono  essere  inapplicabili  in caso questi accordi contribuiscano 
a  migliorare  la  produzion​e  o  la  distribuzione  dei  prodotti  o  a  promuovere  il  progresso  tecnico  o 
economico.​   È  la  Commissione  Europea  a  indicar  come  applicare  le  condizioni  di  questo 
articolo. 

Il  caso  più  significativo  di  sinergia  tra  norme  e  leggi  è  quello  dei  prodotti  che  richiedono 
l’applicazione  del  ​marchio  CE​,  caso  in  cui  il  legislatore  ​si limita a definire i requisiti essenziali 
relativi  alla  sicurezza  e  alla salute dei cittadini e alla protezione dell’ambiente​. Queste sono 
le  norme  armonizzate.  Le  ​norme  armonizzate  sono  un  importante  supporto  per  il  rispetto 
delle  Direttive  Comunitarie​,  in  quanto  costituiscono  un  fondamentale  riferimento  per 
progettare e produrre beni/servizi sicuri ed ambientalmente compatibili. 

Def  ​EIF​:  Uno  standard  è  ​aperto  ​(Open  Standard)  quando:  è  ​adottato  da  un’organizzazione 
no-profit​,  il  documento  è  ​disponibile  liberamente  oppure  a  costo  nominale​,  i  copyright  sono 
sotto forma di ​royalty free​, non ci sono vincoli di riuso, modifica, estensione. 

Def  ​ITU-T​:  il  processo  per  l’a​dozione  dello  standard  deve  essere  collaborativo  e 
ragionevolmente  
aperto​(collaborative  process​);  il  processo  ​non  deve  essere  orientato  da  interessi  particolari 
(​reasonably  ​balanced​);  il  processo  deve  b​asarsi  su  procedure  chiare  e  trasparenti  ​(​due 
process)​;  l’applicazione  di  diritti  di tutela industriale deve avere uno spirito non discriminatorio 
e  deve  essere  o  a  titolo  libero/gratuito  o  quantomeno  a  condizioni  economiche  ragionevoli 
(intellectual  property  rights​);  la documentazione con le specifiche dello standard deve avere 
una  qualità  e  un  livello  di  dettaglio  sufficienti  a  consentirne  la piena implementazione (​quality 
and  level  of  detail​);  la  documentazione  relativa  allo  standard  deve  essere  ​disponibile 
pubblicamente  (​publicly  available​);  lo  standard  ​deve  essere  manutenuto  e  supportato 
costantemente e per un lungo​ periodo (​on-going support​). 

Classificazione ​Cerri e Fugetta degli standard: 

● Livello 0: chiuso/proprietario: non reso pubblico, con diritti di privativa industriale. 


● Livello 1: divulgato: specifiche rese pubbliche, anche se con privativa industriale. 
● Livello 2: concertato: specifiche definite attraverso processo consultivo e collaborativo 
● Livello  3:concertato  aperto:  specifiche  definite  attraverso  processo  consultivo  e 
collaborativo e processo guidato da organismi super partes. 
● Livello  4:  aperto  de  jure:  specifiche  definite  da  organismi  internazionali  di 
standardizzazione seguendo i requisiti della definizione di open standard. 

Standard e Brevetti 
conflitto d’interessi 
● Promuovere tecnologia → diffusione 
● I titolari vogliono inserire i brevetti negli standard → guadagni 

Duty of disclosure → indicare quali brevetti potrebbero essere interessati dallo standard 
Creazioni accordi di licenziamento specifico (secondo FRAND - Fair, Reasonable, 
NON-Discriminatory oppure modello ex-ante) e royalty Free