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La cultura giovanile

Lavoro prodotto da Maria Iossa e Caterina Scalzone.


La cultura
• La cultura è pensata come l’identità di un popolo, (comprendendo i suoi
modelli quali: lingua, costumi, religione, moneta), l’identità di una razza, di
un’etnia, di un gruppo di persone o di una singola persona. La cultura è quel
posto virtuale dove l’individuo singolo si riconosce parte di un qualcosa di
più ampio respiro, di un progetto più vasto.
Che cos’è la cultura?

• L’insieme delle cognizioni intellettuali che, acquisite attraverso lo studio, la lettura,


l’esperienza, l’influenza dell’ambiente e rielaborate in modo soggettivo e autonomo
diventano elemento costitutivo della personalità, contribuendo ad arricchire lo
spirito, a sviluppare o migliorare le facoltà individuali, specialmente la capacità di
giudizio. 
• In senso antropologico la cultura è il complesso delle manifestazioni della vita
materiale, delle istituzioni sociali, politiche, economiche, delle attività artistiche e
scientifiche e spirituali di un popolo o di un gruppo etnico, in relazione alle varie
fasi di un processo evolutivo o ai diversi periodi storici o alle condizioni ambientali.
La cultura giovanile:
• Le culture giovanili sono i modi che una parte minoritaria di giovani e adolescenti
sceglie per differenziarsi dalla cultura generale della società in cui vivono.
• «Cultura giovanile sta ad indicare l'intrinseca capacità che i giovani hanno di
autodefinirsi nei loro comportamenti valoriali all'interno della società della quale
sono parte» Cit. L. Tomasi
• Ha due accezioni:
•  la prima rappresenta i valori e le norme dei giovani in generale
•  la seconda comprende gli ideali e le pratiche di sotto-gruppi specifici
Percorso storico:
Nel XIX secolo la formazione di culture giovanili ha ricevuto impulso dalla glorificazione e
dalla romanticizzazione della gioventù portate avanti da filosofi, scrittori e artisti nel periodo
delle rivoluzioni
• fra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento le culture giovanili
hanno continuato a formarsi nel quadro di movimenti orientati al
mutamento (movimenti post-vittoriani fra il 1890 e il 1910; movimenti legati alla Grande
depressione negli anni ’30)
• nella seconda metà del Novecento, la crescita dei ceti medi, l’estensione dell’istruzione
pubblica, i progressi tecnologici, la velocità delle comunicazioni e gli sviluppi del
commercio mondiale hanno favorito l’affermazione di nuove culture giovanili, impostesi
nella seconda parte del XX secolo, successivamente alla Seconda Guerra mondiale, prima
della quale i giovani avevano scarsa libertà e influenza.
Nascita di culture giovanili
• La nascita della cultura giovanile deriva da particolari condizioni:
• Dimensioni consistenti della fascia d’età giovanile;
• Particolari periodi di mutamento ;
• Problemi dovuti all’impossibilità della società di inserire i giovani nelle istituzioni di
base (ciò implica: disoccupazione, conflitti di classe e alienazione);
• Condizioni diverse di crescita dai più anziani, nei confronti dei quali i giovani
esprimono il loro disagio.
Il valore della musica
• Spesso la nascita di culture giovanili è dovuta dalla volontà di scoprire cosa c’è oltre
i divieti, insopportabili agli occhi delle nuove generazioni, che la società impone e
dalla necessità di liberarsi dalla rete troppo stretta delle convenzioni.
• Il senso di privazione esplose nei giovani con l’avvento della cultura americana negli
anni ’60.
• Grazie alle tecnologie dell’epoca, quali dischi, cassette e in particolare la radio, i
giovani comunicavano tra essi con appositi segnali, vie di sfogo e ribellioni. La
musica ebbe un valore non indifferente, soprattutto con l’affermarsi di gruppi come
i The Beatles e cantanti come Elvis Presley, i quali con il loro stile diventarono delle
icone per i giovani.
Esempi di culture giovanili
• La cultura hippy o hippie, anche nota con il termine figli dei fiori, è un movimento
di controcultura giovanile che ha avuto inizio negli Stati Uniti nel corso degli anni Sessanta del XX
secolo, presto diffuso in Europa e in altri paesi del mondo. Gli hippie sono caratterizzati da vestiti
decorati con fiori o vivacissime stoffe di colori vivi. Il loro ideale è di pace e libertà.
• Gabber: cultura giovanile di origine olandese, appassionati della musica hardcore. La peculiarità del
genere è che non ha pressoché alcuno stereotipo nel vestiario o nell'ideologia (generalmente
apolitici), ma si fonda prevalentemente su di una sorta di antitesi al modello culturale hippy.
• Dark o più correttamente Goth: esponenti della sottocultura che ha avuto origine nel Regno
Unito durante gli anni ottanta e che si è poi evoluta nel tempo, con un modo di vestire che può
variare. Generalmente si vestono con colori che vanno dal nero, al blu scuro, privilegiando anche
rosso e bianco.
• Metallari: sono così definiti i fan della musica metal. Vestono spesso indumenti di colore
scuro: portano giubbotti di pelle ("il caratteristico "chiodo"), anfibi o scarpe da ginnastica ai
piedi, magliette dei loro gruppi preferiti. Le attitudini musicali non si fermano al all‘ heavy
metal, ma spesso si allargano a tutto il rock e in particolare all'hard rock. Non hanno
orientamenti politici ufficiali. Negli anni Ottanta era forte la rivalità nei confronti
di punk, mod e paninari.
• Emo: vengono chiamati così gli appassionati di musica melodic hardcore o emo-core,
ovvero sottogeneri del punk rock con influenze e caratteristiche tipiche di altri generi di
musica alternativa. Sia i ragazzi che le ragazze emo indossano pantaloni aderenti, magliette
scure e portano spesso lunghe frange asimmetriche per coprire gli occhi. A differenza dei
punk o dei metallari, gli emo hanno uno stile di vita che predilige i sentimenti e la sfera
emozionale.
• Punk: hanno un look estremo composto da creste, borchie, giubbotti di
pelle, anfibi, ecc.. molti di loro frequentano centri sociali e vengono messi in
relazione con il mondo anarchico-no global, anche se il movimento si divide
in due categorie:
• un modello, lo street punk, segue l'anarchia più che come un vero e proprio
schieramento politico, solo come un pretesto per seguire uno stile di vita "senza
regole";
• l'altro modello, l'anarcho punk, al contrario è impegnato politicamente, si basa su idee
più profondamente anarchiche e rivoluzionarie; tali punk professano spesso ideologie
come l'animalismo, femminismo, pacifismo, vegetarianismo e hanno
posizioni individualiste e anti capitaliste.
Le culture giovanili oggi
• Chi è giovane oggi vive la propria condizione in un mondo diverso dalla
generazione dei propri genitori e dei propri educatori. Non solo il sistema di
vincoli e opportunità cambia con le trasformazioni economiche e sociali, ma
mutano, sottotraccia, anche desideri, bisogni, sensibilità, modo di relazionarsi
con gli altri. Inoltre, se da un certo punto di vista è vero che con la
globalizzazione i giovani tendono ad essere sempre più omogenei in ogni
parte del mondo, rimangono però, nei contesti locali, peculiarità culturali e
istituzionali che hanno ricadute nel processo di socializzazione e di
costruzione dell’identità.
L’innovazione sociale esprime un • I gruppi di teenager odierni passano
protagonismo positivo che ribalta la condizione
meno tempo in giro o per strada come
delle nuove generazioni: da perdenti che
chiedono protezione dai rischi del mutamento
una volta e i luoghi di incontro sono
a soggetti del cambiamento capaci di creare cambiati: si è passati dalle piazze e i
nuove opportunità. Capacità che mettono in bar alle piattaforme dei social network.
campo soprattutto navigando in rete attraverso Sui canali social si formano reti di
i social media. teenager che condividono lo stesso
interesse, coltivandolo in gruppi privati
o intorno a un personaggio famoso.
I teenager oggi non si sentono più parte di un unico gruppo delimitato con cui si identificano.
Attraverso il web e i social network essi possono far parte di diverse comunità online legate ad
interessi differenti, che coltivano contemporaneamente, senza distinzioni. Nella società odierna
tutto risulta essere veloce, temporaneo, fugace e, di conseguenza, passare da una moda all’altra in
breve tempo fa ormai parte della nostra identità. Forse, è proprio il movimento fluido all’interno
delle piattaforme social che definisce il nuovo modo di espressione dei teenager in una serie di
sottogruppi.
Tik-tok, non più un social, ma una comunità

• Una comunità molto coesa, dove ognuno crea la propria dimensione ma tra utenti ci si aiuta a vicenda per crescere, facendo
collaborazioni e cose del genere. «Non è come Instagram, dove ognuno vive il social network in modo individualistico postando foto
e ogni tanto qualche video» dicono i ragazzi. È un luogo sicuro in cui esprimere la propria creatività, ma che al contempo difende
una serie di valori e di atteggiamenti incredibilmente inclusivi. Ecco allora che gli influencer sono stati sostituiti da sottoculture nelle
quali sono gli adolescenti stessi a dire la loro, diventando a loro volta influencer tra gli influencer. In un rapporto paritario come è
quello del gruppo dei pari.
Sono nate così:
• E-girl: ragazze che amano i giochi e i videogiochi, spesso si acconciano con le trecce e si vestono anni ’90.

• O le Vsco-girl eco-consapevoli e apparentemente ricche.


• Soft-girl: ragazze che vogliono mostrare meno dell’età che hanno e apparire delicate e innocenti buttando un occhio al mondo
orientale.
• In queste sottoculture troviamo la massima rappresentazione della necessità del mondo degli adolescenti: cercare l’identificazione nei
gruppi di pari.