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LA COMUNICAZIONE COME RELAZIONE SOCIALE

1) Comunicare è trasmettere un messaggio, apporta un elemento di conoscenza che


prima il destinatario non possedeva (notizia, annuncio, informazione). Non tutti i
messaggi si riferiscono a informazioni del tutto nuove (Carey «trasmissiva»)
2) Comunicazione è costruire, elaborare, condividere significati. È un’attività
interpretativa per comprendere le reciproche intenzioni attraverso i segni con cui
vengono mostrare.
3) costruire, mantenere, modificare relazioni tra le persone e i gruppi sociali, significa
coinvolgersi in una relazione (Carey «rituale»).

SOGGETTO AGENTE: tutti coloro che partecipano alla comunicazione e che


interpretano i vari comportamenti come azioni ossia, espressioni di intenzionalità e
volontà.

RELAZIONE COMUNICATIVA: particolare prospettiva conoscitiva della


sociologia. La sociologia studia la comunicazione come relazione comunicativa.
L’origine e il fondamento di ogni atto o evento comunicativo è la relazione tra un io e
un tu. La sociologia studia la relazione comunicativa nella sua struttura e nelle sue
funzioni fondamentali, ma anche i tipi e le forme che essa può assumere nelle diverse
situazioni e contesti.

Capitolo 1
DI CHE COSA E’ FATTA LA COMUNICAZIONE: LA STRUTTURA DELLA
RELAZIONE COMUNICATIVA
Principali modelli concettuali
Modello informazionale di Shannon e Weaver e modello delle “5 W” di Lasswell: 5
elementi costitutivi della comunicazione:
➢ Emittente
➢ Ricevente
➢ Messaggio
➢ Codice
➢ Canale
Elementi legati secondo una struttura lineare e unidirezionale.
Modello informazionale di Shannon e Weaver: creato per ridurre i fattori di disturbo
nelle comunicazioni (ad esempio telefoniche) e per aumentare la chiarezza del segnale
trasmesso. Non è un modello sociologico.
“5 W” di Lasswell: 5 domande per capire chi dice che cosa, attraverso quale canale, a
chi e con quale effetto. La comunicazione è un atto intenzionale in cui sono implicati la
personalità, i bisogni, i valori, le conoscenze di emittente e ricevente. Processo
comunicativo a-simmetrico: ricevente polo passivo della relazione.
Modello di Newcomb: triangolo con ai due vertici i partecipanti alla relazione. Bi-
direzionalità della relazione: i partecipanti sono al tempo stesso emittenti e riceventi e
prevede il feedback e il contesto sociale a cui i partecipanti si riferiscono.
Modello del campo di esperienza di Schramm: insieme delle conoscenze, esperienze
e valori dei soggetti agenti (i fattori contestuali) che interagiscono nella relazione.
Fattori costitutivi comunicazione linguistica: il mittente invia un messaggio al
destinatario che richiede il riferimento ad un contesto che possa essere afferrato dal
destinatario e può essere verbale o suscettibile di verbalizzazione. Esiste un codice
interamente o parzialmente comune al mittente e al destinatario. Necessario in fine un
contatto (canale fisico o connessione psicologica) fra il mittente e il destinatario.
Il contesto della comunicazione può essere micro-contesto delle relazioni faccia a
faccia o il più ampio macro-contesto (linguistico, sociale, culturale).
La comunicazione è efficacie quando coincide con il raggiungimento degli obiettivi
dell’emittente.

I soggetti agenti della relazione comunicativa.


2 o più soggetti agenti cooperano alla costruzione del senso secondo determinati scopi e
norme in un contesto che offre alla comunicazione i suoi oggetti e la influenza sotto diversi
aspetti.
• Comunicazione è la traduzione di ciò che l’altro mi comunica.
• L’emittente ha l’intenzione di rendere noto qualcosa a un dato ricevente.
• L’intenzionalità è un rapporto consapevole con il proprio ed altrui atto comunicativo.
(molti gesti sono inconsapevoli ed automatici).
• Ciascuno agisce come membro di una categoria sociale con determinati ruoli, ciò
vale soprattutto quando i soggetti fanno parte di organizzazioni ed istituzioni.
• Emittente e ricevente sono categorie analitiche (un soggetto può sempre assumere
tale ruolo) e concetti empirici.

EMITTENTE: animatore (concretamente comunica), autore (ha ideato e costruito il


messaggio), mandante (soggetto nel nome del quale si parla e che assume la
responsabilità di ciò che viene detto).
RICEVENTE: ratificato e designato (il vero e proprio destinatario), occasionale o
accidentale (si trova nel campo d’azione dell’emittente ed è raggiunto in qualche
modo dal messaggio).
Ricezione diretta/indiretta del messaggio: differenza tra
riceverlo di prima o seconda mano.
Emittente e ricevente possono essere soggetti collettivi: utilizzano rappresentante,
portavoce.

Messaggi e significati.
Il messaggio è il contenuto dello scambio comunicativo, dotato di significato, dice
qualcosa in relazione alla realtà. È un’informazione costruita secondo le regole di un
dato codice e trasmessa per mezzo di una determinata forma materiale e può
assumere diverse forme.
Il significato di un messaggio ha una duplice dimensione: ciò che vuol dire e ciò che mi
dice, ciò che mi suscita.
Dimensione del messaggio:
• Intenzionale e non intenzionale: prof. Consapevole di ciò che sta facendo,
comunica consapevolmente, ma le espressioni facciali e il tono della voce
possono essere inconsapevoli. Ogni comportamento ha valore comunicativo.
• Di denotazione e di connotazione: denotazione del significato è quello
oggettivo che troviamo sul vocabolario. Significato connotativo quando è
legato a ricordi, esperienze, sentimenti personali e soggettivi.
• Di contenuto e di relazione: contenuto è il significato immediato ed evidente. Il
secondo messaggio, più o meno evidente, è l’aspetto di relazione che
comprende una presentazione di se, un’immagine dell’io.
• Esplicita ed implicita.

FEEDBACK: bi-direzionalità della comunicazione, messaggio di ritorno che il


ricevente invia all’emittente originario. L’emittente originario ha bisogno di sapere se
il messaggio è stato ricevuto. Il feedback può essere immediato (faccia a faccia) o
rimandato ne l tempo (rapporto epistolare).

Segni e codici.
Il codice è la forma del messaggio ed è composto da segni. Il segno è qualcosa che
sta al posto di qualche altra cosa per qualcuno. Il segno ha 3 funzioni:
1. Rappresentazione della realtà
2. Funzione di comunicazione
3. Partecipazione sociale
Ha struttura binaria: significante e significato (Saussure), è un’entità generata dalla
connessione fra un’espressione e un contenuto. Una parola ha due parti: una forma
(significante) e un contenuto (significato). Una stessa espressione acustica può
indicare nelle diverse lingue oggetti mentali tra loro diversi.
Pierce: struttura triadica del segno in rapporto con l’oggetto. 3 elementi: il segno, il
significato e l’oggetto che può essere dinamico (oggetto concreto) o immediato
(immagine mentale). L’oggetto immediato non ci sarebbe senza l’oggetto dinamico
che rimane sempre parzialmente inespresso. L’interpretante (significato) è ciò che
avviene nell’interprete, un oggetto viene interpretato come segno di qualcos’altro.

Il processo per cui qualcosa funziona come segno è detto semiosi e si compone di 4
fattori:
1. Veicolo segnico: ciò che agisce come segno.
2. Designatum: è ciò a cui il segno si riferisce o di cui rende conto. Può essere un
oggetto fisico o astratto.
3. Interprete: persona per cui il segno ha funzione di segno, realizza l’atto di
semiosi.
4. Interpretante: è l’effetto sull’interprete.

3 categorie di segni:
• Icona: comunica direttamente un’idea per somiglianza con l’oggetto che
rappresenta
• Indice: comunica per connessione diretta o contiguità effettiva con l’oggetto
• Simbolo: comunica per interpretazione, ossia richiede forme di associazione.

I linguaggi funzionano perché basati su codici condivisi; sono una serie di


comunsegni combinati in vari modi. In un linguaggio un segno ha una significato
comune a più interpreti, i segni devono essere comunsegni e sono plurisituzionali e si
devono connettere tra loro.
Canali e media.
Il canale è un mezzo fisico-ambientale che consente il contatto tra i soggetti agenti e
rende possibile la trasmissione dei messaggi. Il canale vocale-uditivo permette di
comunicare attraverso l’emissione/ricezione di suoni. Il canale visivo-gestuale
utilizza come apparato ricevente il senso della vista e come apparato emittente tutto il
corpo. L’olfatto è un sistema di comunicazione molto utilizzato dagli animali. Dal
tatto e dal sistema visivo-gestuale dipendono i comportamenti spaziali in funzione
comunicativa: l’orientazione (angolo con cui le persone si mettono nello spazio l’una
rispetto all’altra) e la prossemica (interpretazione distanze interpersonali in funzione
comunicativa).
Esistono diversi canali, anche artificiali che si possono conservare nel tempo,
consentono un certo grado di riproduzione e un certo grado di
distanziazione spazio-temporale.

Scopi e norme.
Le relazioni comunicative sono sempre guidate da scopi e regolate da norme.
Scopi: sono legati alla cultura e valori di riferimento e influenzano gli argomenti di
comunicazione e il tipo di linguaggio e espressività utilizzati.
• Scopi generali e scopi perseguiti dai singoli soggetti agenti (scopi risultati, scopi
fini).
• Scopi comuni
• Scopi complementari: due facce di una relazione (comprare-vendere)
• Scopi conflittuali: relazione concorrenziale, scopo di prevalere sull’altro
• Scopi negoziati: accettare un compromesso
Norme: modelli di comportamento legati a valori sociali che sono richiesti in una
determinata relazione comunicativa. Possono essere esplicite o implicite.
• Norme dell’interazione comunicativa: definiscono chi può essere emittente o
ricevente e quando si può parlare o meno.
• Norme della cooperazione: per creare le migliori condizioni per dar vita a una
relazione comunicativa.
• Norme rivolte a favorire la condizione del contenuto e le norme per salvaguardare
la relazione
• Norme basate sugli status-ruoli: relazioni sociali su 3 dimensioni:
1. Dimensione verticale: asse dello status, posizione sociale
2. Dimensione orizzontale: eguaglianza e solidarietà (stessa posizione/status)
3. Dimensione della prossimità: relazione di intimità tra le persone
• Norme esplicite e implicite, formali e informali.

Contesti.
La relazione comunicativa si svolge in un contesto fisico, sociale e culturale
determinato. I messaggi che i soggetti agenti si scambiano si riferiscono sempre a
qualche cosa. L’ambiente offre alla comunicazione i suoi oggetti. Il contesto deve
essere richiamato per comprendere il senso della comunicazione, la influenza e
condiziona sotto molti aspetti.
Microcontesto: specifica situazione di interazione.
Macrocontesto: più ampio contesto di riferimento. Il contesto è sempre pluridimensionale e
presenta una dimensione spazio-temporale, psicologica, sociale, culturale.
Goffman definisce la situazione sociale «l’intera arena fisica in cui le persone
presenti possono vedersi e sentirsi reciprocamente», la parte dell’ambiente più
prossima all’individuo dove i soggetti si influenzano reciprocamente.
Brown e Faser: modello generale della situazione comunicativa con la scena e i
partecipanti.
Dimensione dei contesti:
• Spazio-temporale: la relazione avviene sempre in uno spazio e tempo determinati
che la influenzano. Goffman fa una distinzione tra ribalta, luogo con un pubblico, e
retroscena, dove non c’è pubblico ma maggiore confidenza e consuetudine.
Distinzione tra relazioni in presenza o a distanza. Faccia a faccia c’è il qui e ora.
Con le tecnologie la comunicazione può essere a-sincrona e de-spazializzata. Il
tempo e lo spazio sono risorse limitate, condizionano il feedback: nel faccia a faccia
continuo scambio con risposta immediata, altrimenti il feedback cambia e diventa
più aleatorio ed astratto.
• Psicologica: l’atteggiamento dei partecipanti e il loro umore. L’atteggiamento può
essere: favorevole, ostile, neutrale. L’aspetto fisico può suscitare maggiore simpatia
come anche compiacere l’interlocutore e la somiglianza tra emittente e destinatario.
Un clima psicologico positivo favorisce la comunicazione.
• Sociale: ogni società ha una struttura status-ruoli che influenza le relazioni
comunicative secondo il genere, l’età, lo status socio-economico, la professione e
l’istruzione. Le relazioni sociali possono essere più o meno informali, distanziate o
ravvicinate. In ogni situazione gli individui proiettano una propria definizione della
situazione
• Culturale: comune orizzonte di senso (cultura, contesto), comunicazione intra-
culturale. Comunicazione interculturale tra persone di paesi e culture diverse che
non hanno un comune background culturale.

Capitolo 2
COME AVVIENE LA COMUNICAZIONE: IL PROCESSO COMUNICATIVO
Conoscenza e uso dei codici.
La comunicazione implica la conoscenza e l’uso di codici e linguaggi.
Shannon e Weaver. Processo di codifica-decodifica: trasformazione (codifica) di un
elemento fisico percepibile in un altro elemento fisico che ne consente la trasmissione
attraverso un canale artificiale, per essere nuovamente convertito nella sua forma
originale. La comunicazione riuscita è quella che presenta maggiore corrispondenza
tra le due operazioni.
La codifica è quando uno stato mentale, un vissuto, viene tradotto in parole, gesti,
suoni, ossia segni esterni percepibili da altri; può avvenire con segni verbali e non.
La decodifica è il processo contrario che avviene nel ricevente, la traduzione di un segno
esterno in uno stato mentale.
La corrispondenza dei codici di coloro che comunicano non è perfetta, i due processi non
sono mai perfettamente simmetrici, vi è approssimazione e ciò dipende dalle
caratteristiche dei codici utilizzati e dalla conoscenza, possesso e uso di codici. Più il
codice e semplice e condiviso più è elevata la corrispondenza. Codici più difficili
aumentano l’incomprensione.
Commutazione di codice: ci vediamo nel fine settimana – ci vediamo nel weekend,
emoticon. Vi è in quelle situazioni in cui è presente un cambio di “passo” o di frame nella
comunicazione.
Le azioni di codifica e decodifica sono legate a processi di produzione, interpretazione e
rielaborazione di significati. I significati sono sociali e culturali, individuali e soggettivi.
Schemi: concetti che si riferiscono ad elementi singoli più semplici.
Copioni: rappresentazioni concettuali di eventi e relazioni sociali quali conversare
con gli amici, cercare un lavoro.
Schemi e copioni si acquisiscono nel tempo con l’esperienza ed osservazione diretta,
racconto d’altri e conoscenze imparate a scuola. La memoria semantica conserva
informazioni e conoscenze sotto forma di concetti semplici, schemi e copioni. Il
significato denotativo è condiviso, l’aspetto connotativo può cambiare infinitamente.
Schemi e copioni nella nostra memoria guidano la comprensione della realtà e sono
collegati tra loro da una rete di rimandi e riferimenti.
Formano la nostra enciclopedia mentale che presenta tratti comuni e aspetti specifici.
MacIntyre: la comprensione del significato riguarda il contenuto dell’enunciato e la
sua intenzione e la narrazione o il contesto che lo rendono intellegibile, vi è un
aspetto interpretativo.
Frames: strutture basilari della comprensione disponibili nella nostra società per dare
un senso agli eventi, i principi di organizzazione che governano gli eventi e il nostro
coinvolgimento soggettivo in essi.

La nostra esperienza della realtà e l’interazione con altri avvengono sulla base di una
definizione della situazione.
I frame sono fattori di ordine perché orientano la comprensione degli eventi e il
comportamento dei partecipanti facilitando la comunicazione.
Individuazione: percepiamo l’altro nella sua unicità fisica, do personalità, di
comportamento.
Tipizzazione: identifichiamo l’altro come appartenente ad un gruppo o categoria
sociale e lo rappresentiamo come dotato dei caratteri che tipicamente attribuiamo a
quella categoria. Appena si incontra una persona la si categorizza per formare le
impressioni dell’altro; quando il rapporto è più anonimo e rarefatto, la tipizzazione è
maggiore.

Ogni comunicazione implica un certo grado di interesse e coinvolgimento che


possono esprimersi a due livelli: può riguardare il contenuto della comunicazione, cioè
l’oggetto di cui si parla, oppure la relazione che si instaura con l’interlocutore.

C’è molta attenzione sulle condizioni che favoriscono il rifiuto o meno dei messaggi
della comunicazione di massa: importanza dei meccanismi selettivi in atto nei
processi di ricezione; esposizione selettiva, percezione selettiva, memorizzazione
selettiva. Non ci esponiamo indifferentemente a tutte le fonti a cui potremmo avere
accesso; le persone scelgono più o meno consapevolmente le fonti che avvertono più
vicine ai propri interessi, credenze ed opinioni.
- Rifiuto del messaggio
- Distorsione della percezione
- Interpretazione falsata
Tendono a fissarsi più facilmente nella memoria quei messaggi che risultano più
compatibili con le nostre credenze ed interessi.
Festinger: “teoria della dissonanza cognitiva”: in presenza di nuovi messaggi o
esperienze divergenti rispetto alle più vecchie, si crea una tensione che l’individuo
tende a ridurre ignorando o rifiutando il messaggio o può mutare le proprie idee e
comportamenti. Vi è protezione delle precedenti credenze ed opinioni, il cui assetto
funziona da filtro rispetto alle influenze dell’ambiente comunicativo. Questa chiusura
non è mai totale, siam continuamente influenzati dai messaggi.
“Teoria della risposta cognitiva” di Petty: il ricevente ha due percorsi di attenzione ed
elaborazione del messaggio: il percorso centrale e quello periferico; quale attivare
dipende dalla posizione e dall’atteggiamento del ricevente.
Percorso centrale: attenta considerazione del messaggio, atteggiamento vigile e
critico
Percorso periferico: il tema non coinvolge il destinatario. È il percorso più intrapreso
a causa della nostra limitata capacità di attenzione e memorizzazione.
La comunicazione è una forma di cooperazione e collaborazione, confido che l’altro
possa ascoltarmi e capirmi. Fiducia come precondizione, Habermas: l’atto stesso del
parlare implica una pretesa di verità e quindi di una possibile intesa e di un consenso.
Grice “principio di cooperazione”: soggetti condividono un comune scopo
comunicativo e si sentono impegnati a rispondere a ciò che gli altri si attendono da
loro nella specifica situazione. Completezza dell’informazione (non si deve dare una
quantità di informazione inferiore a quella necessaria ma neppure un surplus), la sua
veridicità (non dire ciò che ritieni falso e ciò per cui non ha i prove adeguate), la
pertinenza (individuare ciò che è rilevante nella conversazione) e la chiarezza
(precisione di ciò che viene comunicato). Queste regole sono spesso violate. Ogni
società richiede regole diverse.
Regole di cortesia per creare e mantenere una buona relazione. Lakoff da 3 regole:
• non ti imporre,
• offri delle alternative,
• metti l’interlocutore a suo agio, sii amichevole
un parlante deve poter esprimere due caratteri: razionalità (capacità di individuare i
fini comunicativi e di perseguirli scegliendo i mezzi più adeguati) e faccia (possibilità
di salvaguardare l’immagine di sé).
• Cortesia esplicita: coincide con le massime di Grice
• Cortesia positiva: l’emittente mostra di apprezzare e condividere quanto si
riferisce al destinatario
• Cortesia negativa: per compensare possibili atti che minaccino il
riconoscimento ed il rispetto della libertà di azione e decisione del destinatario
• Cortesia implicita: costruisce messaggi in modo tale da lasciare
all’interlocutore la possibilità di interpretarli in modi diversi
La cortesia è una funzione dipendente dal contesto sociale e comunicativo, è
universale.
Anche nella comunicazione tra rivali ci può essere un interesse comune. La
cooperazione comunicativa può esprimersi anche attraverso forme di comunicazione
conflittuale e violenta.
o Verbalizzazione del conflitto: la parola può essere un mezzo di violenza e ha
anche funzione pacificatrice.
o Ritualizzazione del conflitto: controllare l’aggressività e la violenza
inscrivendole dentro una cornice di regole accettate da tutti o trasformarle in un
cerimoniale.

Capitolo 3.
A CHE SERVE COMUNICARE: LE FUNZIONI DELLA COMUNICAZIONE
La comunicazione serve a:
• Conoscere e rappresentare la realtà (funzione referenziale)
• Creare, mantenere e modificare le relazioni sociali (f. sociale)
• Produrre e coordinare l’azione (f. pragmatica)
• Presentare un’immagine dell’io (f. identitaria)
• Definire la comunicazione stessa (f. metacomunicativa)
Elias: 3 modi per conoscere:
1. Esperienza diretta (conoscenza immediata e scientifica)
2. Osservazione e imitazione (pratica)
3. Attraverso simboli, una descrizione, un racconto
Il referente è un oggetto o un evento del mondo reale esterno, una persona,
un’azione… può anche essere una realtà relazionale come una famiglia, uno stato
interiore della persona. Gli oggetti di cui parlare possono essere fisici e concreti ma
anche astratti, ideali. Sono mondi possibili anche quelli creati dalla fantasia di
scrittori.
Le espressioni referenziali hanno diverse forme:
• Designatori rigidi: espressioni referenziali che selezionano uno stesso referente
(nomi propri)
• Designatori non rigidi: selezionano diversi oggetti in mondi alternativi o
differenti
Realismo gnoseologico: il mondo e le cose esistono fuori di noi e indipendentemente
dalla nostra mente, per cui la conoscenza consiste nel riferirsi alla realtà quale essa è
attraverso adeguati concetti e metodi di analisi
Idealismo: enfatizza il ruolo del soggetto nel processo conoscitivo. La realtà è
socialmente costruita.
Le lingue nativa attraverso le quali gli individui imparano a leggere e interpretare il
mondo, produrrebbero profonde differenze nella percezione e nella categorizzazione
della realtà.
• Determinismo linguistico: le caratteristiche delle lingue determinano in modo
assoluto la rappresentazione del mondo dei parlanti
• Relativismo linguistico: se una lingua crea un mondo mentale diverso da ogni
altra, le lingue e le relative rappresentazioni del mondo risulterebbero
ultimamente incommensurabili e intraducibili
• La lingua è legata alla cultura e ne è parte essenziale
• Le parole di cui disponiamo influenzano la memoria e la categorizzazione
• Gli stessi concetti possono essere espressi potenzialmente in tutte le lingue
• La ricchezza e la specializzazione lessicale in una particolare campo di esperienza,
sono legate alla conoscenza e alle pratiche di vita di una persona o di un gruppo
sociale
Anche tra lingue abbastanza simili non vi è una corrispondenza perfetta di tutte le
parole e strutture sintattiche

Doppia realtà:
1. Realtà della vita quotidiana, realtà primaria dove la persona è ecologicamente e
socialmente integrata
2. Realtà dei media, immagine che riflette o dovrebbe, il mondo reale come suo
referente, è secondaria e derivata.
Prospettiva kantiana e neo-kantiana: la realtà non è immediatamente data, non è
accessibile all’esperienza umana indipendentemente dal linguaggio e dalle forme
simboliche. I mass media trasformano e interpretano la realtà.
McLuhan: i media non si affacciano o si sovrappongono alla vita quotidiana o ai
rapporti sociali, ma l’ambiente sociale si costruisce intorno ad essi.
Simmel: comunicazione consente il contatto interpersonale.
La comunicazione serve per legare gli interlocutori grazie un sentimento sociale. (f.
fatica)
Favorisce la costruzione di un consenso tra le persone, contribuisce a creare una
coscienza collettiva.
Comunicazione è un modo di agire, una forma di attività umana. La comunicazione
può servire a:
1) Coordinare l’azione: consente l’azione coordinata di un gruppo di uomini
impegnati in un’attività pratica legata alla loro sussistenza. Azione dirette a
perseguire uno scopo comune
2) Influenzare l’azione: il parlante obbliga se stesso ad un’azione futura, auto-
direzione. Atti che tendono a dirigire il comportamento di altri (ordini, richieste,
comandi), funzione imperativa
3) Fare con le parole: atti comunicativi che costituiscono di per sé un’azione,
producono un evento che modifica la realtà.
Nella comunicazione si esprime, si conferma e si modifica l’identità.
Identità: struttura verticale con pluralità di strati di identità. Secondo Taylor l’identità
si compone di 3 elementi: il senso irriducibile del proprio io, l’identità dialogica che
si è formata e si forma continuamente nelle interazioni con altri, identità che deriva
dalle appartenenze e dallo status sociale.
Struttura orizzontale: Goffman, i personaggi e i ruoli che recitiamo nei diversi
contesti, sono un effetto drammaturgico che emerge da una scena che viene
presentata. L’io sociale che presentiamo agli altri è un prodotto della scena e delle
aspettative degli altri.
L’identità può essere confermata o messa in discussione nelle relazioni comunicative.
I soggetti presentano sempre se stessi, in ogni atto comunicativo è contenuta una
affermazione esplicita o implicita su chi sono io e come voglio essere considerato.

Presentazione di se attraverso 3 modalità:


• Facciata personale: equipaggiamento espressivo, caratteri stabili (sesso, età,
etnia, espressività non verbale, il portamento e l’abbigliamento)
• Simboli/emblemi dello status sociale o professionale
• Ambientazione: scenario in cui si svolge la comunicazione.
La presentazione dell’io può essere o meno accettata dall’interlocutore, la scuola di
Palo Alto dice che vi può essere la conferma, il rifiuto (può avere anche un ruolo
costruttivo) e la disconferma (negazione totale della definizione del soggetto che si
dà).
Il consolidamento dell’identità personale richiede la presenza di una struttura di
plausibilità o struttura di consenso.
Le organizzazioni si presentano con il loro nome e identità visiva attraverso la loro
storia e tradizione. L’identità dipende dalla sua attività attuale e dal modo in cui viene
svolta. Si manifesta attraverso figure-chiave particolarmente significative che
incarnano le finalità e la filosofia dell’organizzazione.
Metacomunicazione: linguaggio parla di se stesso o la comunicazione si riferisce alla
comunicazione stessa. Funzione di spiegazione del significato di una parola o di una
locuzione. Serve a raccordare i processi di codifica e decodifica. Definisce in che
modo un messaggio debba essere inteso. È anche la capacità di comunicare a diversi
livelli di astrazione i concetti chiave sono quelli di cornice, inquadramento e contesto
(Goffman).
Competenza comunicativa: insieme di precondizioni, conoscenze e regole che
consentono di comunicare, potenzialità inscritta nell’organismo ma va sviluppata.
Competenza linguistica: conoscenza del significato delle parole e delle regole
grammaticali che consentono di capire e creare frasi; conoscenza interiorizzata della
propria lingua. Esecuzione linguistica: uso della lingua da parte dei soggetti che
comunicano. Per Hymes saper fare frasi e saperle usare nel modo adeguato, sono due
processi distinti.

Livelli di competenza:
• Competenze contenutistiche e tematiche: contenuto della comunicazione parla
con cognizione di causa. Conoscenza di un campo semantico, chiama in causa
l’enciclopedia mentale
• Competenze semiotiche: conoscenze e abilità coinvolte nella produzione e
comprensione dei segni e dei codici. Comunicazione non verbale che
comprende la paralinguistica (capacità di modulare gli elementi fonici) la
cinesica (comunicare attraverso gesti e movimenti corporei) e prossemica
(capacità di comprendere i significati del contatto corporeo, dell’orientazione e
delle distanze interpersonali).
Competenze situazionali: capacità per tener conto degli interlocutori, scopi,
ruoli.
• Competenze socio culturali: conoscenza di senso comune ha dimensioni:
I. Background knowledge, conoscenze a disposizione di tutti i membri
di una società
II. Foreground knowledge, conoscenza delle regole e pratiche valide in
una specifica situazione
III. Emergent ground knowledge, conoscenze necessarie in uno specifico
frangente
IV. Trascendent ground knowledge, conoscenze potenzialmente rilevanti
• Competenze mediali: segni artificiali e specifiche tecnologie
Hymes: prospettive relazionali, capacità di uscire da se stessi e assumere il punto di
vista dell’altro; la competenza comunicativa implica questa capacità che ha 3
dimensioni:
1) Comprendere che esiste una prospettiva dell’altro diversa dalla nostra
2) Comprendere le caratteristiche specifiche dell’altro con cui si interagisce
3) Tener conto della diversa prospettiva dell’altro nella relazione comunicativa.

Capitolo 4.
COME COMUNICHIAMO: LE FORME DI COMUNICAZIONE
La comunicazione verbale.
Secondo Seassure il linguaggio si compone di 3 dimensioni:
1) Facoltà di linguaggio: capacità degli esseri umani di significare e comunicare
attraverso segni linguistici. Il linguaggio consente il distacco dall’espressione
immediata di esperienze soggettive, si lega alla possibilità di riflettere o di parlare
di se stessi
2) Lingua: prodotto del rapporto tra l’universale facoltà umana di linguaggio e un
determinato ambiente storico-culturale. Le lingue sono formate da segni vocali
(fonemi) che si combinano in parole. La produttività del linguaggio è la capacità si
formare una grande quantità e varietà di parole. La costruzione di parole per fare
frasi avviene sulla base di regole. Il significato delle parole è quasi sempre
arbitrario. Ogni concetto espresso da una lingua può essere realizzato in un'altra
con maggiore o minore precisione. Il lessico è l’insieme delle parole e delle
locuzioni di una lingua.
3) Eloquio o comportamento linguistico: atto individuale di volontà e di
intelligenza, come ognuno fa uso della lingua.
Varietà linguistica: insieme di item linguistici con distribuzione sociale simile.
La lingua ha una codificazione scritta a differenza del dialetto. I dialetti possono
essere suddivisi in regionale o locali, sociali o gerghi. Mescolanza di varietà
linguistiche.
La lingua e la varietà linguistica sono espressioni dell’identità sociale, mezzo di
appartenenza. Le persone hanno più di una varietà linguistica.
Ogni parola produce effetti su chi la pronuncia e chi la ascolta. Nel dire qualcosa 3
dimensioni:
• Locuzione: dire qualcosa; frasi con scopi diversi
• Atto illocutorio: scopo della frase
• Atto perlocutorio: effetti prodotti su chi ascolta
Atti linguistici:
1. Atti che impegnano il parlante rispetto alla verità di ciò che dice
2. Atti che impegnano il parlante a fare qualcosa o ad assumere un certo
comportamento
3. Atti che manifestano lo stato psicologico del soggetto
4. Atti che costituiscono tentativi di indurre il destinatario a fare qualcosa
5. Atti che implicano la realizzazione di un’azione attraverso l’enunciato stesso
Enunciati performativi non descrivono o riportano nulla. Altra condizione di forza
illocutiva p il contesto sociale.
Conversazione ordinaria: attività organizzata, codificata con delle regole. Il numero
dei partecipanti è variabile, è organizzata in modo sequenziale e vi è l’alternanza dei
parlanti. È composta da scambi comunicativi, in particolare coppie di enunciati .
Diversi sistemi di assegnazione del turno:
• Eteroselezione: il parlante seleziona il successivo interlocutore
• Autoselezione
• Autoselezione continuata: chi parla continua a farlo
La conversazione è unità globale di comunicazione. Le regole della conversazione
non valgono nello stesso modo in tutti i contesti culturali.
La comunicazione non verbale
Intelligenza analitica: capacità linguistiche e logiche
Intelligenza pratica: usare ciò che è stato appreso
Intelligenza creativa: nuovi percorsi e soluzioni originali ai problemi
Intelligenze multiple di Gardner:
1. Linguistica
2. Musicale
3. Logico-matematica
4. Spaziale
5. Corporeo-cinestica
6. Intrapersonale
7. Interpersonale
Comunicazione non verbale:
a) Vocale-sonora: suoni vocali non verbali
b) Cinesica: aspetti visivi della comunicazione (canale visivo gestuale)
c) Tattile-spaziale: pelle (aptica). Modi in cui le persone usano lo spazio.
PROSSEMICA
d) Olfattiva: comunicazione chimica
e) Aspetto fisico
Paralinguaggio: caratteristiche personali della voce e del parlato; volume, tono,
timbro, velocità, accento. 3 fattori che formano la lingua personale: caratteristiche
fisiche legate all’età, caratteristiche psicologiche e sociali.
La comunicazione non verbale.
Comunicazione anche attraverso suoni non verbali.
Il silenzio è comunicativo. Può essere previsto o prescritto. Ruolo di feedback.
Espressioni facciali: coinvolte 3 aree, la fronte e le sopracciglia, gli occhi e le
palpebre, parte inferiore del volto (labbra). 6 emozioni fondamentali innate: felicità,
tristezza, rabbia, paura, sorpresa, disgusto che possono presentare varie forme, gradi
di intensità e sfumature.
Diverse tecniche di controllo delle emozioni:
Intensificazione: esibire sentimento più forte di quello che si prova
Dis-intensificazione
Cancellazione di ogni traccia emotiva
Simulazione: recitare emozione che non si prova
Mascheramento: si copre un’emozione con un’altra
Lo sguardo: sorpresa occhi spalancati, paura-sbarrati, rabbia-stringerli, tristezza-
socchiuderli, interesse-fissi. Frequenza degli sguardi dipende da molti fattori.
Posture: disposizione delle parti del corpo che possono essere assunte
intenzionalmente per comunicare emozioni. Postura è condizionata dal punto di vista
sociale e culturale. È suggerita/imposta in riferimento al ruolo sociale e professionale.
Movimenti e gesti
• Gesti illustratori: legati al discorso che accompagnano, integrano, illustrano e
completano il parlato.
• Gesti deittici: gesti del capo e delle mani che accompagnano espressioni come
io, quello…
• Gesti di adattamento: irriflessivi e si legano a stati emotivi
• Gesti regolatori: manifestare intenzioni dei partcipanti
• Gesti indicatori stato emotivo
• Gesti simbolici/emblemi: tipici gruppo sociale o cultura

IL CONTATTO CORPOREO:
la comunicazione tattile è quella di cui siamo più consapevoli, caposaldo della
psicologia dello sviluppo. Contatti corporei per esprimere atteggiamenti
interpersonali. Tutte le culture e società definiscono delle regole che stabiliscono chi
può essere toccato, dove, in che modo e in quali contesti di interazione.
SPAZI E SIGNIFICATI
Prossemica= studio dello posizioni che le persone assumono nello spazio quando
comunicano e il loro significato.
Distanze interpersonali: persone circondate da bolle. 4 aree:
1) distanza intima circa 45 cm di raggio, intimità razionale, ammettiamo solo persone
intime
2) distanza personale 120 cm persone conosciute con cui abbiamo fiducia e
confidenza
3) distanza sociale 60 cm relazioni di lavoro
4) distanza pubblica nelle occasioni pubbliche
Le 4 aree hanno diversa percezione visiva sonora e olfattiva.
Dal punto di vista sociale le distanze interpersonali variano in base a 3 fattori
principali:
• Intimità e familiarità tra le persone
• Diversi ruoli e posizioni sociali
• Specifiche situazioni di interazione
Le distanze interpersonali variamo da cultura a cultura. Culture di contatto: popoli
della sponda europea del mediterraneo, latino-americani, arabi. Culture di non
contatto: nord americani, centro nord-europa, giapponesi.
La prossemica interagisce anche con il volume della voce, il contatto oculare e
l’orientazione.
La struttura delle relazioni spaziali: le posizioni dei diversi soggetti sono pre-
determinate.
a) Certe aree acquistano il significato di territorio riservato ad alcune persone
b) Aree in rapporto con la posizione sociale (palco riservato)
c) Aree associate a particolari ruoli sociali
d) Spazi di una casa hanno un significato simbolico caratteristico
e) Forma di una stanza e posizione del mobilio possono agire come costruzioni
prossemiche
3 tipi di territorio:
1. Primario: privato ed esclusivo
2. Secondario: condiviso con altre persone con cui si è legati
3. Pubblico: dove si incontrano tutti i tipi di persone
Goffman da altri 2 tipi di territorio:
- Ribalta-retroscena
- Territori fissi (casa)
Lo spazio personale è il territorio egocentrico che circonda un individuo e si sposta
con lui.
OLFATTO
Contrassegno dell’identità individuale e della differenza sessuale. Rilevatore dello
status e ruolo sociale. Mezzo per formulare e rafforzare giudizi stereotipati su chi è
diverso da noi.
ASPETTO FISICO E FACCIATA PERSONALE
L’immagine del corpo è strettamente legata alla facciata personale e alla
presentazione dell’io sociale. Cosmesi, ornamento del corpo, abbigliamento
costituiscono la facciata personale che il soggetto può modellare in base alle
esigenze. Idealizzazione: esibizione di caratteristiche personali e sociale che più
vengono apprezzate dalla società.
Linguaggi differenti, specializzati, complementari.
Sistema antroposemiotico: linguaggio verbale con i suoi derivati.
Capacità comunicative non verbali hanno un ruolo fondamentale.
Il linguaggio verbale non contiene nulla che assicuri l’attendibilità. I 2 sistemi di
comunicazione non assolvono le stesse funzioni ma sono diversamente specializzati
dal punto di vista funzionale. Linguaggio specializzato nella funzione referenziale.
Problema traducibilità/intraducibilità dell’uno all’altro.

Capitolo 5.
CHE COSA SONO I MEDIA: RETI E ISTRUZIONI DELLA COMUNICAZIONE
Natura e artificio.
Artefatti usati dall’uomo sono estensioni di qualche organo e/o funzione fisica,
sensoriale o psichica.
Media che influenzano il rapporto tra l’uomo e l’ambiente naturale e sociale e il
rapporto tra essere umani.
Tecnologie che riguardano la comunicazione: scrittura è la tecnologia della parola,
mezzo della comunicazione artificiale.
La parola oggettivata: scrittura e scritture.
Scrittura è uno dei più importanti universali evolutivi della cultura e società umana.
Espressione in forma grafica già dalla preistoria. Primo sistema di scrittura nella
civiltà sumerica in medio oriente.
Nella scrittura ideografica i segni rappresentano oggetti e concetti. Con i fenici
scrittura fonetica dove ogni segno rappresentava un suono. La scrittura alfabetica è
applicabile a tutte le lingue e costituisce il codice scritto con il più alto grado di pluri-
situazionalità.
- Possibilità di memorizzare, conservare informazioni in documenti
- Possibilità di trasmettere messaggi a distanza e connettere persone distanti
- Possibilità di riprodurre, moltiplicare e diffondere messaggi
La scrittura favorisce la riflessività personale (diario).
La scrittura consente il passaggio dalla consuetudine ad una più chiara definizione e
consapevolezza di azioni, norme e regole nel campo del diritto. La scrittura rende
esplicito ciò che è implicito.
L’invenzione dell’alfabeto fonetico e l’estensione della capacità di leggere e scrivere
a tutti i cittadini ha posto le basi della discussione pubblica che è l’essenza della
democrazia.
I media: tecnologie e sistemi di relazione.
I media sono apparati socio-tecnici che svolgono una funzione di mediazione nella
comunicazione fra soggetti. Composti di codici e canali. Distinti in 3 categorie in
base alla loro funzione: di registrazione, di riproduzione, di trasmissione. Distinzione
dei media in base analogica o digitale.
Media divergenti: i media sono diversi e si contrappongono tra loro.
I media sono sistemi socio-economici di utilizzo delle tecnologie, legano e separano i
soggetti e gli oggetti della comunicazione. I media si sviluppano dentro la società,
interagiscono con le relazioni sociali.
Il ruolo dell tv può cambiare in base al quadro culturale.
Reti e nodi: sistemi istituzionalizzati di relazioni in cui ogni utente può collegarsi con
ogni altro utente della rete comunicativa. Le reti a centro o a stella vi è una posizione
centrale dalla quale è possibile comunicare a molti destinatari.
RETI E NODI
Broadcasting: rete a stella.
Forma a nodo: telefono
RETI A CENTRO E COMUNICAZIONE DI MASSA
Organizzazione di emissione che produce e diffonde messaggi a una pluralità di
destinatari. (trasmissione, diffusione)
Si cerca di colmare la distanza tra media e i destinatari con ricerche di mercato,
monitoraggio delle aspettative del pubblico.
Gran parte della produzione di testi e prodotti culturali è sottoposta alle regole di
mercato.
I MEDIA E I LORO UTILIZZATORI:
ogni medium ha caratteristiche specifiche dal punto di vista tecnologico e sociale che
influenzano il contenuto, le modalità d’uso, gli effetti sugli utilizzatori.
I mass media si caratterizzano e differenziano in base al contenuto e alla sua
organizzazione, alcuni si caratterizzano per unità di contenuto, altri possono
contenere una pluralità di argomenti, temi e generi. Si differenziano per la forma di
contenuto, per i codici e linguaggi che utilizzano. Per le circostanze e metodi di
distribuzione e ricezione. Valori culturali e sociali, si differenziano in base al
continuum tra realtà e finzione, informazione e immaginario.
Dimensione strutturale: aspetti: tecnologico, tecnologie semplici o complesse;
organizzativo.
LA RIVOLUZIONE DIGITALE
Diffusione di internet, banda larga. Comunicazioni orizzontali peer-to-peer (fb,
twitter), forme miste youtube). Destinatario dei messaggi dei media è l’utente, ma è
anche emittente perché produce messaggi che invia ad altri utenti

Capitolo 6.
PERCHE’ LA COMUNICAZIONE PUO’ FALLIRE: INCOMPRENSIONE, CONFLITTO E
INGANNO
Rumori fisici e semantici.
Fisici: riguardano e colpiscono il canale, possono interessare l’ambiente, i canali
sensoriali, le tecnologie comunicative e i media. Tecnologie comunicative tolgono e
aggiungono rumore.
Semantici: riguardano i significati prodotti e recepiti dagli interlocutori. Interessano
la semiotica, la linguistica, la psicologia e la sociologia. Il rumore può già essere
presente nella mente di chi comunica, non sempre ciò che diciamo corrisponde a ciò
che vogliamo dire.
Il messaggio può essere non chiaro e veritiero. I rumori possono dipendere dalle
caratteristiche dei codici e dalle modalità con cui si svolge il processo di codifica-
decodifica. Incomprensione può derivare dal contesto.
Rumore nel contenuto e nella relazione.
I rumori relativi all’aspetto di contenuto e alla funzione referenziale riguardano la
presentazione e la comprensione del contenuto.
Rumori relativi ai rapporti tra gli interlocutori riguardano la presentazione di sé e la
definizione della situazione tra chi parla.
Incomprensioni subite e volute.
CONFLITTO E VIOLENZA COMUNICATIVA
Conflitto e ostilità espressi con conflitti verbali diretti ed espliciti.
Duplice forma di rumore quando il conflitto è negato e dissimulato. Uno o entrambmi
i soggetti non operano per superare il conflitto. Minaccia o intimidazione,
diffamazione, calunnia sono comunicazioni violente.
• Disconferma: disconoscimento dell’altro.
• Risposte impenetrabili: si ignora lo sforzo di comunicare
• Risp di interruzione: si interrompe l’interlocutore
• Irrilevanti: risposte non collegate a ciò che l’altro ha detto
• Tangenziali: si parla per forme stereotipate e generiche
• Ambigue: vari messaggi ambigui
• Incongruenti: si danno 2 messaggi contradittori
Violenza è anche la sottomissione e l’ammutolimento.

COMUNICAZIONE INGANNEVOLE
L’inganno può riguardare il contenuto dell’informazione trasmessa o la relazione tra
chi comunica.
Può riguardare l’identità di chi comunica. Vi è la comunicazione ingannevole:
menzogne. Si può dire il falso in buona fede.
Mezzi di comunicazione fanno manipolazione di frame, complotti e manipolazioni
per far avere una falsa percezione di ciò che sta accadendo.
Inganni= amalgama complesso di comunicazione e rumore.
Contrastare il rumore.
Rindondanza: messaggio esplicito in contrapposizione all’ellissi. Avviene con la
ripetizione, la reiterazione (ripetizione con variazioni), gesti illustratori. Può
assumere funzione fatica o di contatto e può trasformarsi in rumore quando vi è
abbondanza di elementi superflui.
Metacomunicazione: comunicazione sulla comunicazione. Può riguardare l’aspetto di
contenuto e di relazione. È un meccanismo chiarificatore del senso della
comunicazione ma può generare rumore quando il messaggio di base e il meta-
messaggio appaiono incoerenti.
Feedback: emittente e ricevente si scambiano i ruoli e il ricevente può indirizzare un
messaggio di risposta all’emittente. Meccanismo di aggiustamento della
conversazione. Può apportare elementi che accrescono il rumore, per diminuirlo:
- Riparazione: pratiche conversazionali per prevenire od affrontare problemi
comunicativi
- Recuperi
– Protezione

I benefici del rumore.
Messaggio con codice il più possibile univoco e privo di ambiguità aumenta
l’informatività dello stesso. Non esiste discorso totalmente esplicito, nessun tipo di
comunicazione umana può pretendere tale completezza.
Il non detto, l’implicito e il sottointeso sono una ricchezza: stimolano e richiedono la
produttività e la cooperazione interpretativa del ricevente.
I media caldi o ad alta definizione apportano messaggi completi e compatti ma
inibisce creatività e coinvolgimento. I media freddi o a bassa definizione implicano
un alto grado di coinvolgimento da parte del pubblico.
Lettura referenziale: personaggi reali o immaginari concepiti in modo naturalistico
Cornice critica: lettura dall’esterno, considera il testo come costruzione valutata
attraverso una presa di distanza.
Rumore prodotto dal ricevente può essere una forma di resistenza e refrattarietà
all’influenza, il rumore contiene la possibilità di salvaguardare la libertà e la diversità
dei soggetti.
I rumori possono diventare un feedback, dipende dalla prospettiva.

Capitolo 7.
PERCHE’ LA COMUNICAZIONE PUO’ RIUSCIRE: LA SFIDA DELLA
CREDIBILITA’
La credibilità è una relazione.
Credibilità= possibilità di essere creduti, viene attribuita dagli altri.
Rapporto fiducia-credibilità è problematio. Credibilità dal punto di vista del ricevente
e una dall’emittente. È costruita.
Radici e forme della credibilità
Credere A: a ciò che l’altro dice
credere IN: in chi proferisce un discorso.
Prima radice della credibilità consiste nella conoscenza e nella competenza, la
seconda è legata ai valori, alle concezioni del desiderabile; è la credibilità che si
assegna alle persone che incarnano i valore che si ritengono buoni, giusti e
desiderabili. La terza radice è costituita dall’attaccamento e dall’affettività.
La credibilità può avere diverse forme:
Credibilità del ruolo: legata alla reputazione e al prestigio del ruolo
Credibilità nel ruolo: capacità del soggetto agente di risultare personalmente
credibile in quel ruolo
Credibilità specifica legata a determinati settori e generalizzata.
Relazione complementare è quella in cui i soggetti della relazione detengono ruoli
diversi e non se li possono scambiare; la relazione simmetrica lega soggetti collocati
su un piede di parità.
La credibilità può essere trasferita da un soggetto ad un altro e da un contesto ad un
altro in virtù del fatto che essa è una relazione e non una qualità personale
intrasferibile quanto tale.
Quando la credibilità è decisiva.
In tutti quegli atti performativi in cui un soggetto manifesta una sua intenzione o si
impegna ad attuare un certo corso di azione. Quando i destinatari non dispongono di
strumenti conoscitivi che consentono di operare una verifica di ciò a cui si chiede di
credere per regioni di oggettiva impossibilità.
Essenziali nelle situazioni che non esibiscono alcun criterio per valutarle in modo
certo.
Nelle situazioni di emergenza e quando una decisione deve essere presa in fretta.