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Lavoro sulla canzone “Auschwitz” di Francesco

Guccini
1. Il testo propone un paesaggio nevoso e freddo, quindi è
intuibile che la stagione corrente sia quella invernale, e
inoltre, silenzioso. Queste caratteristiche del paesaggio si
possono ritrovare nei versi 5, 7 e 10.
2. Il protagonista del testo è un ebreo che è stato rinchiuso nel
campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, che è
stato ucciso nelle camere a gas e cremato nei forni crematori.
3. L’autore nel verso n.6 nomina la parola “fumo” per alludere
al fumo emesso dai forni crematori quando erano in funzione.
4. Il vento può simboleggiare la morte, infatti alludendo ai forni
crematori, l’autore fa capire che il vento porta via le ceneri
dei corpi cremati.
5. Dal testo capiamo come l’autore si pone la fatidica domanda:
-Come può l’uomo aver combinato una strage del genere?
Come può l’uomo aver compiuto un atto, che alla fine è puro
egoismo? Come può l’uomo aver ucciso così tante persone
senza rendersi conto che uccideva dei suoi simili? Queste
riflessioni le possiamo trarre dopo aver letto le ultime tre
strofe del testo.
6. Il messaggio della canzone, secondo me, è quello di farci
capire a che punto è arrivato l’uomo nel periodo della
seconda guerra mondiale, facendoci rendere conto delle
atrocità da lui compiute e formandoci affinchè noi e tutte le
altre persone della terra, non facciano lo stesso sbaglio.

7. Ciao a tutti
, scrivo questa lettera a tutti voi per farvi capire cosa mi è
successo e per non farvi fare lo stesso errore che ha compiuto
l’uomo nella metà del Novecento.
Io mi chiamo, anzi mi chiamavo Emanuel e sono stato vittima
di uno degli stermini più grandi della storia. Abitavo a Bonn,
in Germania, e un giorno degli uomini vestiti di nero hanno
preso me e la mia famiglia e ci hanno portati ad Auschwitz,
campo di concentramento polacco per nome, ma inferno per
significato. Ogni giorno vedevamo persone scomparire e non
ne sapevamo il perché, ma un giorno è dovuto succedere
anche a noi, ci hanno portati in una grande stanza, anzi
enorme, dotata di buchi d’aria, anche se da lì usciva un gas
mortale. Quello è stato l’ultimo giorno della nostra vita, ma
non dei nostri corpi, che sono stati ammucchiati in forni
crematori e bruciati. Ebbene sì, avete appena letto una storia
molto drammatica e per certi versi, mortale, ma questo
dovete sapere che è tutto merito dell’uomo. È tutto merito di
uomini indifferenti, menefreghisti e soprattutto, insignificanti
verso il prossimo e privi di valori. Io mi chiedo: -Come si può
fare una strage di tuoi simili ? Come ti puoi reputare migliore
di un altro uomo che differisce da te per porzioni
microscopiche di DNA, facendo inoltre credere ai tuoi seguaci
che sia un animale completamente estraneo all’uomo? –
Queste sono domande che vi dovrete porre sempre per farsì
che non risucceda quello che è successo.
A me è andata male purtroppo, ma voi adesso avete una
possibilità per portare per sempre la pace nel mondo. Non vi
dovrete mai dimenticare questo tragico episodio della storia,
perché così facendo tutto questo riaccadrà, e dovrete istruire
le prossime generazioni, anche se questo episodio gli sarà
temporaneamente lontano, per fargli capire che l’uomo è in
grado di arrivare a un punto che noi non ci aspettiamo, e voi
non dovete permetterglielo.

Emanuel