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AssoCounseling Regolamento amministrativo

Data Emissione 09/07/2009 Data Revisione 15/06/2015 Indice Revisione Rev. 4 Pag. 2 di 3
REGOLAMENTO AMMINISTRATIVO
Articolo 1
(Definizione della quota sociale)
1. Le quote sociali vengono stabilite dal Consiglio di Presidenza Nazionale e ratificate dall’Assemblea dei
soci entro il 30 aprile di ogni anno e sono regolate dall’articolo 5, comma 2 dello Statuto.
2. Il pagamento della quota sociale è un dovere di ciascun socio ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera d
dello Statuto.
3. L’ammontare della quota sociale per l’anno in corso è contenuto nell’allegato al presente regolamento.
Articolo 2
(Composizione della quota sociale)
1. La quota sociale è composta da una base comune a tutti gli iscritti alla quale si aggiunge un differenziale
in base al proprio livello di iscrizione.
Articolo 3
(Validità della quota sociale)
1. La quota sociale ha validità annuale secondo l’andamento dell’anno solare (dal primo gennaio al 31
dicembre).
2. L’ammontare della quota sociale è identico indipendentemente dal giorno dell’anno in cui viene versata e
la sua scadenza continua ad essere il 31 dicembre dell’anno in corso.
Articolo 4
(Rinnovo della quota sociale)
1. Ai fini del suo rinnovo la quota sociale deve essere versata dal socio entro e non oltre il 31 marzo
dell’anno successivo alla scadenza.
2. Il socio dimissionario o che comunque cessa di far parte dell’associazione dopo il 31 marzo è tenuto al
versamento della quota.
Articolo 5
(Indennità di mancato pagamento della quota sociale)
1. Alla scadenza di pagamento (31 marzo) verrà conteggiata una percentuale suppletiva per il mancato
pagamento pari a: 2% in caso di pagamento entro il 30 giugno dello stesso anno; 4% in caso di pagamento
entro il 31
dicembre dello stesso anno; 8% in caso di pagamento entro il 31 gennaio dell’anno successivo.
Articolo 6
(Versamento errato della quota sociale)
1. I versamenti errati che dovessero pervenire all’associazione non possono essere, per ragioni
amministrative, restituiti. L’associazione li conteggerà come un contributo volontario, del quale sarà rilasciata
regolare ricevuta di versamento.
Articolo 7
(Versamento anticipato della quota sociale)
1. In deroga a quanto previsto dall’articolo 3 del presente regolamento, i versamenti effettuati tra il primo e il
31 dicembre valgono come pagamento della quota per l’anno successivo a quello di versamento (esempio:
una quota sociale versata il 4 dicembre 200X, vale come quota sociale per l’anno 200X+1), qualora il socio
ne faccia richiesta esplicita all’atto della domanda.
Articolo 8
(Rimborsi spesa)
1. I rimborsi spesa sono disciplinati dal presente regolamento e riguardano le spese effettivamente ostenute
dai soci per l’attività prestata, nei limiti previsti dal Consiglio di Presidenza Nazionale.
2. I rimborsi spesa devono essere preventivamente autorizzati dal Consiglio di Presidenza Nazionale.
3. Nulla è dovuto al socio per l’attività sociale prestata.
Articolo 9
(Spese rimborsabili)
1. Le spese che verranno rimborsate sono le seguenti:
- spese di trasporto o locomozione, vitto e alloggio necessarie per svolgere le attività previste per il buon
funzionamento dell’associazione (es. studi, ricerche, partecipazioni a convegni, incontri con altre
associazioni, etc.) previa autorizzazione del Presidente dell’associazione o su mandato del Consiglio di
Presidenza Nazionale;
- eventuali spese anticipate in nome e per conto dell’associazione, concordate con il Consiglio di Presidenza
Nazionale;
- in caso di utilizzo dell’autovettura personale per gli spostamenti sarà riconosciuto il rimborso chilometrico
nei limiti previsti dalle tabelle ACI in vigore nell’anno;
- l’uso della propria autovettura potrà essere effettuato solo dopo avere rilasciato apposita dichiarazione che
sollevi l’associazione da ogni responsabilità conseguente l’uso del mezzo proprio, sia per eventuali danni
arrecati a terzi che per quelli subiti alla persona del conducente, dei trasportati e del mezzo di trasporto
medesimo.
Articolo 10
(Modalità di rimborso)
1. Per ottenere il rimborso dovrà essere compilata una richiesta di rimborso «nota-spese», debitamente
firmata con allegate le pezze giustificative; la richiesta di rimborso dovrà essere vistata dal Consiglio di
Presidenza Nazionale e poi si provvederà al rimborso.
2. II richiedente il rimborso spese è responsabile di quanto richiesto e attestato nel prospetto.
3. Sono escluse compensazioni con eventuali crediti vantati dall’associazione.

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ASSOCOUNSELING PROCEDIMENTO DISCIPLINARE R08


PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
Articolo 1
(Principi generali)
1. Il procedimento disciplinare nei confronti degli iscritti all’associazione è volto ad accertare la sussistenza
della responsabilità disciplinare di un counselor iscritto all’associazione per eventuali le azioni od omissioni
che integrino violazione di norme di legge e regolamenti, o violazione del codice deontologico o siano,
comunque, ritenute in contrasto con i doveri generali di dignità, probità e decoro della professione.
2. Il procedimento è regolato dall’articolo 19 dello Statuto e dal presente regolamento.
3. La competenza disciplinare di AssoCounseling si determina con riguardo allo stato di fatto esistente al
momento dell'inizio del procedimento disciplinare.
Articolo 2
(Responsabilità disciplinare e comunicazioni)
1. La responsabilità disciplinare è accertata ove siano provate l’inosservanza dei doveri professionali del
socio.
2. La responsabilità sussiste anche se il fatto è stato commesso per imprudenza, negligenza od imperizia, o
per inosservanza di leggi e regolamenti.
3. In sede di irrogazione dell’eventuale sanzione, la quale deve essere, comunque, proporzionata alla gravità
dei fatti contestati e alle conseguenze dannose che siano derivate o possano derivare dai medesimi, si dovrà
tenere conto dell’elemento soggettivo.
4. Tutte le comunicazioni inviate nella fase preliminare, nel corso del procedimento e all’esito dello stesso,
sono eseguite mediante lettera scritta.
Articolo 3
(Astensione e ricusazione)
1. Il componente il Collegio dei Probiviri ha il dovere di astenersi dal partecipare al procedimento
disciplinare, e può essere ricusato, nei seguenti casi:
a) se ha interesse nella vertenza disciplinare o se è creditore e/o debitore del counselor o dei soggetti che
hanno fatto pervenire la notizia del presunto illecito disciplinare;
b) se è in relazione di coniugio, parentela, ovvero se è convivente, o collega di studio o di lavoro
dell’incolpato, della parte che ha denunciato il presunto illecito disciplinare;
c) se ha motivi di inimicizia grave o di forte amicizia con l’incolpato ovvero con la parte che ha denunciato il
presunto illecito disciplinare;
d) se ha deposto nella vertenza come persona informata dei fatti;
e) se ha dato consigli o manifestato pubblicamente il suo parere sulle vicende oggetto del procedimento;
f) in ogni altro caso in cui sussistano ragioni di convenienza e di opportunità, adeguatamente motivate.
2. L’astensione e la ricusazione devono essere proposte al Consiglio di Presidenza Nazionale con atto
scritto e, ove possibile, documentate.
3. L’astensione e la ricusazione sospendono temporaneamente la seduta. La nuova data della seduta del
Consiglio dei Probiviri è fissata, nel rispetto dei termini e delle procedure previsti dal presente Regolamento,
dopo la decisione del Consiglio di Presidenza Nazionale. La decisione sulla dichiarazione di astensione o
sulla proposta di ricusazione è adottata dal Consiglio di Presidenza Nazionale allo stato degli atti, senza la
presenza del componente che ha chiesto di astenersi o che è stato ricusato. Qualora il Consiglio di
Presidenza Nazionale ritenga condivisibile la dichiarazione di astensione o fondata la richiesta di
ricusazione, il componente o i componenti astenuti o ricusati non partecipano al procedimento.
Articolo 4
(Fase preliminare)
1. Il procedimento disciplinare nei confronti di un socio è promosso d’ufficio dal Consiglio di Presidenza
Nazionale quando ha notizia di fatti rilevanti ai sensi dell’articolo 1.
2. Il Consiglio di Presidenza Nazionale valuta se trasmettere la notizia al Collegio dei Probiviri oppure se
sussistano motivi per l’archiviazione immediata.
Articolo 5
(Archiviazione immediata)
Il Consiglio di Presidenza Nazionale può decidere di non aprire il procedimento, procedendo alla sua
archiviazione,
nei casi in cui:
a) i fatti non sussistano palesemente;
b) le notizie pervenute siano infondate manifestatamene;
c) i fatti non siano stati commessi da un iscritto all’Associazione.
Articolo 6
(Accertamenti preliminari)
1. Qualora non ricorrano i presupposti per procedere all’archiviazione immediata, il Consiglio di Presidenza
Nazionale trasmette la notizia al Collegio dei Probiviri.
2. Il Collegio dei Probiviri svolge un primo accertamento sentendo il socio interessato, l’autore della
segnalazione oppure chiedendo informazioni o acquisendo documentazione.
3. La convocazione per l’audizione deve avvenire per iscritto e deve contenere una sintetica indicazione dei
fatti oggetto dell’accertamento.
4. Il socio ha facoltà di avvalersi dell’assistenza di un difensore che può essere individuato tra gli Avvocati
iscritti all’Albo degli Avvocati o tra gli iscritti all’Associazione, ha facoltà altresì di inviare memorie o di non
presentarsi all’audizione. In caso di mancata presentazione non giustificata il Collegio può procedere
comunque.
5. Di tutta la fase preliminare il Collegio dei Probiviri redige verbale scritto e lo trasmette senza indugio al
Consiglio di Presidenza Nazionale.
Articolo 7
(Apertura e termine del procedimento)
1. All’esito degli accertamenti preliminari il Consiglio di Presidenza Nazionale può decidere l’apertura del
procedimento a carico del socio. L’apertura deve essere motivata e contenere: l’indicazione dei fatti dei quali
si contesta la rilevanza disciplinare e l’indicazione delle norme di legge o del codice deontologico o dei
regolamenti che si ritengono violate.
2. La delibera deve essere notificata per iscritto al socio.
3. Il socio o il difensore all’uopo da questi designato ha facoltà di produrre: deduzioni, memorie, documenti
entro 15 giorni dal ricevimento della notifica di cui al comma precedente.
4. Il procedimento disciplinare deve essere concluso entro sei mesi dalla sua apertura.
Articolo 8
(Le sedute)
1. Le sedute avvengono avanti il Collegio dei Probiviri e, salvo impedimenti, si tengono presso la sede legale
dell’Associazione.
2. Il Collegio procede all’istruttoria ammettendo tutti i mezzi di prova che ritiene rilevanti, anche su richiesta
di parte.
3. Il socio ha facoltà di produrre la propria documentazione fino a dieci giorni prima della seduta fissata e può
farsi assistere da un difensore.
4. Alla convocazione del socio si provvede mediante notifica scritta.
5. Della seduta viene redatto verbale.
Articolo 9
(Sospensione del procedimento)
1. Il Consiglio di Presidenza Nazionale, su richiesta del Collegio dei Probiviri, ha l’obbligo di disporre la
sospensione del procedimento in caso di pendenza di procedimento penale a carico del socio per gli stessi
fatti, in attesa dell’esito di tale giudizio.
2. La sospensione interrompe i termini di durata del procedimento.
Articolo 10
(Decisione e pubblicazione)
1. Esaurita l’istruttoria il Collegio dei Probiviri trasmette il proprio parare al Consiglio di Presidenza Nazionale
che, previa discussione, assume la decisione.
2. Le decisioni avvengono a maggioranza semplice e, in caso di parità, prevale il giudizio più favorevole al
socio.
3. La decisione può consistere: nell’archiviazione, nella sospensione, nell’irrogazione della sanzione.
4. La decisione deve essere inviata entro e non oltre i quindici giorni da quando è stata presa al socio.
5. In caso di irrogazione della sanzione la stessa viene riportata sul primo numero utile del bollettino ufficiale
dell’associazione.
Articolo 11
(Requisiti della decisione)
1. La decisione assunta dal Consiglio di Presidenza Nazionale deve contenere l’esposizione dei fatti, lo
svolgimento del procedimento, la motivazione, l’indicazione dei voti favorevoli, contrari, degli astenuti e delle
schede bianche, la data in cui è stata pronunciata, l’eventuale sanzione comminata.
Articolo 12
(Sanzioni)
1. Possono essere erogate le seguenti sanzioni disciplinari:
a) richiamo: consiste nella contestazione della mancanza commessa e nel richiamo ai suoi doveri;
b) censura: consiste nel biasimo per la mancanza commessa;
c) sospensione: consiste nella sospensione dell’attestato di qualità per un periodo non superiore ad un anno;
d) espulsione: consiste nella cancellazione del socio dall’associazione nonché dell’annullamento
dell’attestato di qualità
2. In caso di recidiva, il Consiglio di Presidenza Nazionale può applicare all’iscritto una sanzione più grave di
quella precedentemente irrogata.
ASSOCOUNSELING REGOLAMENTO PROCEDURE DI SEGNALAZIONE E DI RECLAMO R11
DATA EMISSIONE 06/05/2010 DATA REVISIONE 26/06/2014 INDICE REVISIONE REV. 2
PROCEDURE DI SEGNALAZIONE E DI RECLAMO
Articolo 1
(Oggetto)
1. Il presente regolamento disciplina l’esercizio del diritto di partecipazione mediante la formulazione di
segnalazioni e/o reclami, nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative, in particolare dell’art. 27-ter del D.
Lgs.
206/2005 (Codice del consumo) ed in attuazione dello Statuto.
Articolo 2
(Definizioni)
1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
a. Segnalazione: qualsiasi proposta indirizzata ad AssoCounseling volta a promuovere azioni per il
miglioramento degli standard di efficacia, di efficienza e qualità delle funzioni esercitate nonché
dell’erogazione dei servizi.
b. Reclamo: la doglianza rivolta ad AssoCounseling e giustificata dal mancato o cattivo esercizio di una
funzione amministrativa di competenza dell’Associazione, oppure dal disservizio di uno degli uffici nel
rapporto con l’utenza, oppure nei confronti di un iscritto all’Associazione per il mancato rispetto delle norme
contenute nello Statuto, nel Codice Deontologico, nei regolamenti interni all’associazione.
c) Organismo di autodisciplina: la Commissione Deontologica (Collegio dei Probiviri)
Articolo 3
(Ambito di applicazione)
1. Il presente regolamento si applica a tutte le funzioni esercitate dall’Associazione su tutto il territorio
italiano.
2. Il presente regolamento si applica a tutti i soci di AssoCounseling.
Articolo 4
(Modalità di redazione e presentazione all’Associazione)
1. Le segnalazioni sono di regola redatte in forma scritta, possono essere anonime e possono essere inviate
all’Associazione attraverso qualunque mezzo tra cui, a titolo meramente esemplificativo: lettera, eMail
oppure consegnate a meno presso gli uffici.
2. I reclami nei confronti dell’Associazione sono obbligatoriamente redatti in forma scritta, non possono
essere anonimi, e devono essere inviati all’associazione attraverso un mezzo avente valore probatorio
quale, ad esempio: fax, posta elettronica certificata, raccomandata con ricevuta di ritorno, raccomandata a
mano.
3. I reclami nei confronti di un iscritto ad AssoCounseling sono obbligatoriamente redatti in forma scritta, non
possono essere anonimi, e devono essere inviati all’associazione attraverso un mezzo avente valore
probatorio quale, ad esempio: fax, posta elettronica certificata, raccomandata con ricevuta di ritorno,
raccomandata a mano.
4. I reclami nei confronti di un iscritto ad AssoCounseling devono contenere: a) dati identificativi di chi
effettua il reclamo; b) dati identificativi del counselor; c) descrizione dei fatti nella maniera più dettagliata
possibile riportando tempi, luoghi, modi, etc.; d) eventuale documentazione aggiuntiva.
Articolo 5
(Analisi della segnalazione e del reclamo)
1. Le segnalazioni e i reclami sono protocollati.
2. L’ufficio addetto alla registrazione deve segnalare entro e non oltre le successive 48 ore la segnalazione o
il reclamo agli uffici e/o ai dirigenti competenti. In caso di mancata individuazione si farà sempre riferimento
almPresidente pro tempore dell’Associazione.
3. I reclami inerenti un iscritto ad AssoCounseling devono essere obbligatoriamente segnalati alla
Commissione Deontologica (Collegio dei Probiviri) dell’Associazione.
4. I soggetti che effettuano una segnalazione o un reclamo hanno diritto di ottenere risposta scritta entro e
non oltre 30 giorni decorrenti dalla protocollazione.
Articolo 6
(Modalità di evasione della segnalazione o reclamo verso l’associazione)
1. L’ufficio competente alla analisi della segnalazione o del reclamo verifica, in prima battuta, se sia possibile
un intervento immediato a ristoro dell'utente. Qualora non sia possibile, la struttura pianifica il differimento
dell'intervento precisando, nella risposta di cui al comma 3, i termini e il contenuto dello stesso.
2. È possibile effettuare un colloquio diretto con l'utente avendo cura di verbalizzarne il contenuto nel rispetto
delle disposizioni sulla riservatezza dei dati personali.
3. L’ufficio competente elabora la risposta per l’utente e provvede alla sua comunicazione, previa valutazione
della completezza e della chiarezza delle informazioni fornite.
Articolo 7
(Modalità di evasione del reclamo verso un iscritto)
1. L’ufficio competente alla analisi del reclamo verifica, in prima battuta, se sia possibile un intervento
immediato a ristoro dell'utente. Qualora non sia possibile, la struttura pianifica il differimento dell'intervento
precisando, nella risposta di cui al comma 3, i termini e il contenuto dello stesso.
2. È possibile effettuare un colloquio diretto con l'utente avendo cura di verbalizzarne il contenuto nel rispetto
delle disposizioni sulla riservatezza dei dati personali.
3. L’ufficio competente elabora la risposta per l’utente e provvede alla sua comunicazione, previa valutazione
della completezza e della chiarezza delle informazioni fornite.
4. La Commissione Deontologica si adopera per favorire un incontro tra l’utente che effettua il reclamo e il
professionista oggetto del reclamo con il fine di trovare una risoluzione concordata della controversia.
5. In ogni caso il tentativo di conciliazione della Commissione Deontologica, qualunque sia l’esito della
procedura, non pregiudica il diritto dell’utente di adire l’autorità competente.
6. La Commissione Deontologica, qualora decida invece di aprire un procedimento disciplinare a carico
dell’iscritto, a seguito del reclamo presentato, è tenuta a darne immediata comunicazione anche all’utente
che ha effettuato il reclamo nei tempi e nei modi previsti dall’articolo 5 del presente regolamento.
Articolo 8
(Reclami verso un iscritto in relazione a pratiche di concorrenza sleale)
1. Ai fini della valutazione di pratiche di concorrenza sleale relative ad un iscritto, a seguito di specifica
segnalazione o reclamo, l’associazione applica integralmente quanto previsto dal decreto legislativo 6
settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo), con particolare riferimento all’articolo 27-ter (Autodisciplina)
così come previsto dal decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 146 (Attuazione della direttiva 2005/29/CE
relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica le
direttive 84/450/CEE, 97/7/CE, 98/27/CE, 2002/65/CE, e il Regolamento (CE) n. 2006/2004)
Articolo 9
(Monitoraggio)
1. L’ufficio competente segue l’iter procedimentale delle segnalazioni e dei reclami, a fini di monitoraggio e di
misurazione della soddisfazione dell’utente, comunicando semestralmente al Consiglio di Presidenza
Nazionale l’esito degli stessi.
2. Nel caso in cui decorra inutilmente il termine di cui all'art. 5, comma 4, l’ufficio competente comunica per
iscritto all’utente di non avere ricevuto risposta alla segnalazione o al reclamo da parte della struttura
competente. Nella comunicazione il medesimo indica la possibilità di richiedere l'intervento del Difensore
civico della Provincia di Milano, esplicitando le relative modalità, ed informa altresì l’utente delle forme di
ricorso giurisdizionale.

AssoCounseling Regolamento utilizzo certificazione R15


Data Emissione 17/10/2013 Data Revisione 29/03/2018 Indice Revisione Rev. 4 Pag. 1 di 6
REGOLAMENTO PER L’UTILIZZO
DEI MARCHI E DEI LOGHI DI ASSOCOUNSELING
Articolo 1
(Definizione e ambito di applicazione)
Il presente regolamento definisce le indicazioni necessarie sull’uso dei marchi e dei loghi di AssoCounseling,
conformemente a quanto previsto dallo Statuto e dai regolamenti interni. AssoCounseling concede in uso i
marchi e i loghi di sua proprietà esclusiva ai propri associati e alle scuole di formazione i cui corsi sono
riconosciuti da AssoCounseling.
Articolo 2
(Destinatari)
Il presente regolamento è rivolto a tutti i soci di AssoCounseling e alle scuole di formazione i cui corsi sono
riconosciuti da AssoCounseling.
SEZIONE I – CCPC
Articolo 3
(Concessione ed uso)
L’uso del marchio CCPC® viene concesso esclusivamente ai soci di AssoCounseling a seguito di regolare
completamento dell’iter di attribuzione dell’attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi
rilasciato ai sensi dell’art. 4 della L. 4/2013.
Il CCPC® è di proprietà di AssoCounseling ed è un marchio regolarmente registrato presso l’UIBM (Ufficio
Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico) con i seguenti estremi: n° 0001383882 per
il settore 41 della classificazione di Nizza.
Articolo 5
(Obbligo esposizione del marchio)
Il marchio nella sua versione originale rilasciata da AssoCounseling, stampata a colori su carta
pergamenata, munito di adesivo anticontraffazione e del timbro dell’associazione, deve essere esposto a
cura dell’associato nel luogo di lavoro abituale.
Articolo 4
(Riproduzione del marchio)
Il marchio CCPC® può essere riprodotto dall’associato purché a colori e integralmente.

AssoCounseling Regolamento Elettorale R18


Data Emissione 14/03/2014 Data Revisione 13/11/2017 Indice Revisione Rev. 1 Pag. 1 di 3
REGOLAMENTO ELETTORALE
Articolo 1
(Indizione delle elezioni)
1. Con i modi e i tempi previsti dallo Statuto e/o dai regolamenti interni il Consiglio di Presidenza Nazionale
provvede a convocare l’Assemblea per le elezioni delle cariche sociali.
Articolo 2
(Commissione elettorale)
1. Alle varie operazioni presiede una “Commissione elettorale” composta da 3 (tre) membri. Per
l’esplicazione del proprio mandato, la Commissione elettorale sarà assistita dalla Segreteria
dell’associazione.
2. I 3 (tre) membri della Commissione elettorale sono nominati dal Consiglio di Presidenza Nazionale, che
può sceglierli anche tra i non soci e che non deve essere composta da membri del Consiglio di Presidenza
Nazionale uscenti o da candidati a cariche elettive.
3. La Commissione elettorale deve essere nominata entro il 15 gennaio 2018 con Delibera del Consiglio di
Presidenza Nazionale.
Articolo 3
(Designazione dei candidati)
1. La designazione dei candidati eleggibili per il rinnovo delle cariche negli organi sociali è effettuata a mezzo
di liste spontanee, sottoscritte – in qualità di proponenti – da almeno 50 (cinquanta) soci per il Consiglio di
Presidenza Nazionale appartenenti ad almeno 3 (tre) regioni sul territorio nazionale, da almeno 5 (cinque)
soci per il Collegio dei Probiviri, da almeno 5 (cinque) soci per il Collegio dei Revisori dei Conti e presentate
all’associazione entro e non oltre il 31 gennaio 2018. Uno stesso candidato non può appartenere a più liste
concorrenti. Uno stesso candidato non può candidarsi per più di un organo sociale. Uno stesso socio non
può proporre e sottoscrivere più liste per il medesimo organo sociale.
Articolo 4
(Liste)
1. Le liste contenenti cognome, nome e codice socio dei candidati, dovranno essere validate e dichiarate
ammissibili dalla Commissione elettorale.
2. Ogni lista deve fare riferimento all’organo sociale per il quale si propone: Consiglio di Presidenza
Nazionale, Collegio dei Probiviri, Collegio dei Revisori dei Conti.
3. Ciascuna lista deve contenere i nomi dei candidati espressi secondo il seguente criterio numerico, come
previsto dallo Statuto: al Consiglio di Presidenza Nazionale da un minimo di 5 (cinque) ad un massimo di 7
(sette) candidati, al Collegio dei Probiviri 5 (cinque) candidati, al Collegio dei Revisori dei Conti 5 (cinque)
candidati.