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Apprendere significa acquisire conoscenze o competenze.

L’ apprendimento richiede di
pensare e i pensieri influenzano direttamente i vissuti emotivi. Il legame tra queste due
dimensioni è evidente nel momento in cui si valuta come ci si sente quando si apprende.
Molti studi confermano l’ipotesi, secondo cui lo stato d’animo attuale è influenzato dal modo
di pensare, dal modo di percepire gli eventi, da ciò che viene ricordato e dalle decisioni che
si prendono (Goleman, 1999; Mayer, 1983). Poiché non si è in grado di vedere direttamente
le emozioni provate, queste si possono inferire solo attraverso il comportamento,
interpretabili dalla visione soggettiva degli eventi stessi.
successo nell’apprendimento, perchè un ruolo altrettanto importante è svolto dalle emozioni.

Le emozioni contribuiscono «ai successi nell’apprendimento, all’interiorizzazione di saperi e


significati, al miglioramento dell’esperienza personale dell’adulto che apprende e che
trasferisce e applica nel proprio ambito professionale i risultati di quando appreso
coinvolgendo le proprie risorse emotive»[8]. Purtroppo per tanto tempo questo non è stato
compreso e le emozioni sono state bandite nelle scuole, perché non erano misurabili
oggettivamente e perché potevano intralciare l’attività didattica, condotta con procedure
rigide, rigorose e intransigenti[9].

Gardner dà molta importanza alle emozioni che chi apprende prova per un percorso di
studio: lo studente che scopre con entusiasmo un mondo nuovo ed è stimolato nella sua
curiosità, apprenderà con maggior successo e con minore fatica rispetto a un compito
imposto che considera privo di interesse. L’accademico statunitense sostiene, infatti, che se
si vuole che certe conoscenze siano interiorizzate e successivamente usate, necessita
immetterle in un contesto capace di suscitare emozioni. Al contrario le esperienze prive di
richiami emozionali saranno scarsamente coinvolgenti e ben presto cadranno nell’oblio, non
lasciando dietro di sé nessuna rappresentazione mentale[15].

L’importanza cruciale delle emozioni nell’apprendimento è inoltre messa in evidenza dal


collegamento che c’è tra le stesse emozioni e la memoria. Infatti, le emozioni giocano un
importante ruolo nei processi cognitivi legati alla memoria, in quanto la forza dei ricordi
dipende dal grado di attivazione emozionale indotto dall’apprendimento, per cui
eventi/esperienze vissute con una partecipazione emotiva di livello medio-alto vengono
catalogati nella nostra mente come “importanti” (attraverso il coinvolgimento di strutture
cerebrali che fanno parte del sistema limbico, come l’amigdala e la corteccia orbito-frontale)
e hanno una buona probabilità di venire successivamente ricordati[22].

, le neuroscienze ci dimostrano che le emozioni non solo non interferiscono con il processo
di apprendimento, ma possono potenziarlo o inibirlo a seconda dello stato mentale che viene
associato all’apprendimento stesso.