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Molla Davide 5^DLSU

Moltiplicatore keynesiano
John Maynard Keynes è stato un’economista britannico, padre della macroeconomia
ed è considerato il più influente tra gli economisti del XX secolo.
L’idea più importante sviluppata da Keynes fu sicuramente il “moltiplicatore
keynesiano”. In pratica egli intuì, agli inizi del XX secolo, che un aumento della
domanda avrebbe portato inevitabilmente ad un aumento del reddito. Egli rimase
sorpreso da questa sua indagine perché capì che un ampliamento della domanda
avrebbe comportato un incremento più che proporzionale rispetto alla variazione
della domanda stessa. Questa intuizione ci permette di capire come in un sistema di
sottoccupazione, incrementare la domanda o una delle sue componenti, permette di
incrementare a sua volta, in maniera proporzionale, il reddito nazionale.
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La formula che descrive il moltiplicatore è la seguente: 1−b , dove “b” indica la
propensione marginale al consumo. Siccome la propensione marginale al consumo è
un numero compreso tra zero e uno, il moltiplicatore non può che essere un numero
maggiore di uno.
Se si prende ora in considerazione la variazione della spesa pubblica, indicata con
∆g, si può vedere come la variazione del reddito nazionale ( ∆ Y ) dipenda dalla
grandezza della propensione marginale al consumo.
∆g
∆Y=
1−b

Se per esempio poniamo la propensione marginale al consumo pari a 0,8 vedremo


che una variazione della spesa pubblica, pari a 4.000.000 di euro, porta ad
un’amplificazione notevolmente aumentata del reddito nazionale pari a 20.000.000
di euro.
Questo è possibile perché se all’interno del sistema economico io pongo, ad
esempio, 4.000.000 di euro, questi soldi saranno spesi per consumi e investimenti,
in misura però della propensione marginale al consumo. Cioè la variazione positiva
della domanda porta ad un’amplificazione abbastanza notevole del reddito
nazionale, dove la misura dell’amplificazione dipende dalla propensione marginale
al consumo. Si potrebbe perciò dire che più è elevata la propensione marginale al
consumo, più sarà elevato l’effetto prodotto dal moltiplicatore.
Tutto questo però vale solo in una condizione di sottoccupazione perché se i fattori
della produzione venissero usati al loro massimo, l’effetto del moltiplicatore non
funzionerebbe. L’effetto del moltiplicatore può essere sia positivo che negativo
perché ci può essere una variazione sia negativa che positiva, dove la variazione
negativa di una delle componenti della domanda porta ad una diminuzione
amplificata del reddito nazionale.

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