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EHLAM HAMEDI

ZAQBOOR
Silloge di poesie

Collana
I Quaderni del Circolo Letterario Anastasiano
n. 52

a cura di Giuseppe Vetromile

1
Introduzione

La poesia riesce sempre a trovare spiragli e vie inaspettate, per cantare al mondo intero il
senso dell’esistenza così come viene percepito dall’autore, in termini di materialità e
corporeità ma anche e forse soprattutto in termini spirituali e psichici. Il panorama e il
tempo che fluisce ineluttabile, sono elementi che suggeriscono riflessioni, che incitano
domande alle quali il poeta tenta di dare le proprie risposte o motivazioni d’essere.
La visione del mondo, fisica o anche psicologica, sociale, religiosa, spirituale, viene
elaborata dal poeta, il quale poi costruisce, o meglio ricostruisce, questa visione dotandola
di luci, suoni, prospettive, speranze, dolori e anche speranze, in un quadro complesso,
articolato e delicato, unico nel suo genere perché è unica e originale la visione filtrata
dall’autore.
In questa prospettiva si colloca il mondo poetico dell’iraniana Elham Hamedi, artista a
tutto tondo, la quale ci offre una visione particolarmente elaborata della sua realtà, che
oltre ad aderire pienamente alla situazione storica contingente, assume sicuramente una
validità considerevole anche in ambito antropologico e psicologico generale.
La sua poesia, infatti, si frammenta e si ricostruisce continuamente, e come i tasselli di un
puzzle gigantesco, raggiunge la compattazione del quadro solo al termine, quando l’azione
propositiva dei suoi versi afferma e conferma l’idea generatrice, il suo progetto poetante.
E così, Elham Hamedi costruisce il suo mondo poetico riempendolo di figure simboliche
apparentemente inanimate, come strade, grattacieli, manichini, vetrine, terre e pietre, ma
anche utilizza parti del corpo che, staccate, indipendenti, acquistano vita propria, soffrono,
si dolgono, cercano orizzonti di libertà e di affrancamento dalle costrizioni di una
quotidianità derelitta e opprimente. La metafora di queste parti del corpo indipendenti
l’una dall’altra e che restano comunque vive e riflessive, capaci di esprimere il loro dolore
e la loro speranza, è evidente: il corpo della società, pur dilaniato e costretto entro confini
e limiti di precario equilibrio esistenziale, si suddivide in infiniti tasselli autonomi, in
minimondi completi e consapevoli, realizzando in tal modo quel sogno di libertà e di
apertura che all’intero corpo era negato. Emblematica è poi la descrizione dell’uccello
Zaqboor (prima poesia), un volatile originario proprio dell’Iran, che trova il suo modo
originalissimo per fuggire e salvarsi dai predatori, saltellando e zigzagando sul terreno.
Una poesia dunque dai contenuti fortemente simbolici e metaforici, che si snoda attraverso
visioni e storie frammentate, colme però di una umanità dolorante e desiderosa di aperture,
di sbocchi liberatori, come di un ruscello che impetuosamente cerca di raggiungere il mare.
La poesia è un modo di dire le cose del mondo e della storia, un modo onesto e sincero,
che offra spunti di riflessione e che raggiunga direttamente il cuore e l’anima dell’altro,
coinvolgendolo e suggerendogli realtà altre, diverse dalle proprie, e per questo la poesia è
“ponte” tra culture diverse, tra visioni del mondo diverse. E la poesia di Elham Hamedi è
anche tutto questo!

Giuseppe Vetromile

2
Zaqboor (*)

Zaqboor lays an egg


in the throat of grief
His long, black legs are stuck
In the horror words of the newspapers
And his chickens don’t have the patience to sing
Dry desert lips don’t have singing notes
My cautious scarecrow!
My shy bird!
The radio whispers the news of the war
among the thorn bushes.
My cautious scarecrow !
My shy Zaqboor!
I will interpret your zigzag path in the desert to the world.
The heart of the dunes in anxiety of the war mines
There are two breaths left to dunes infarction.
My bird!
My days!
My Dead Days!

(*)
The Zaqboor or Podoces pleskei (scientific name: Podoces pleskei) is a bird of the crow family.The Zaqboor is the "national
bird of Iran", (the only native bird of this country) and the exclusive species of Lut desert. Zacboor lives only in desert and
semi-desert areas of eastern and southeastern Iran (Sistan and Baluchestan province and ten other provinces).This bird is very
different from its other relatives named crows: Including being grounded so that he prefers running to flying even when he
feels threatened, having a good voice.The long, strong, black legs of this bird are suitable for running fast among bushes, and
its long and curved tip legs for digging the ground. Zaqboor is a shrewd and somewhat secretive bird, which makes it difficult
to observe in nature.
This bird runs in the form of zigzags on the ground among the bushes in times of danger. Both male and female birds sing.
This song is monotonous.

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3
Zaqboor (*)

Zaqboor depone un uovo


nella gola del dolore
Le sue lunghe gambe nere sono bloccate
nelle parole d’orrore dei giornali
E le sue galline non hanno la pazienza di cantare
Le labbra secche del deserto non hanno note cantate
Il mio cauto spaventapasseri
Il mio timido Uccello!
La radio sussurra le notizie della guerra
fra cespugli spinosi
Il mio prudente spaventapasseri!
Il mio timido Zaqboor!
Interpreterò il tuo percorso a zigzag nel deserto verso il mondo.
Il cuore delle dune nell'ansia delle mine di guerra.
Ci sono due respiri rimasti all'infarto delle dune.
Il mio uccello!
I miei giorni!
I miei giorni morti!

(*)
Lo Zaqboor o Podoces pleskei (nome scientifico: Podoces pleskei) è un uccello della famiglia dei corvi. Lo Zaqboor è "l'uccello
nazionale dell'Iran", (l'unico uccello nativo di questo paese) e la specie esclusiva del deserto di Lut. Lo Zaqboor vive solo nelle
aree desertiche e semidesertiche dell'Iran orientale e sudorientale (provincia del Sistan e del Baluchestan e altre dieci province).
Questo uccello è molto diverso dagli altri suoi parenti chiamati corvi, come ad esempio il fatto di essere messo a terra in modo
che preferisca correre invece di volare, anche quando si sente minacciato, avendo una buona voce. Le zampe lunghe, ricurve,
forti e nere di questo uccello sono adatte per correre veloci tra i cespugli e per scavare nel terreno. Lo Zaqboor è un uccello
scaltro e alquanto riservato, il che rende difficile osservarlo in natura.
Questo uccello corre a zigzag sul terreno tra i cespugli nei momenti di pericolo. Sia gli uccelli maschi che le femmine cantano,
ed è una canzone piuttosto monotona.

***

4
The mannequins are on strike

The mannequins are on strike


They have surrendered the geography of their bodies to poor mathematical calculations
Mannequins subtract laughter
from the dry area of their lips
They chew on something like the rotten apple of the seasons
Mannequins of my country
with a broken showcase of dreams
Swollen between the tide of brainless people on the street
Their faces smell like dead fish
And all the muscles of the street have severe spasms
The mannequins of my country smell of oil
And empty barrels of oil know their value better
Inside the plastic intestines of mannequins
is the sandwich leftovers Licked the street
The mannequins have rebelled
And they honk at the crossroads
And the street muscles are still in severe spasm

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I manichini sono in sciopero

I manichini sono in sciopero


Hanno ceduto la geografia dei loro corpi a scarsi calcoli matematici
I manichini sottraggono le risate
dalla zona secca delle loro labbra
Masticano qualcosa come la mela marcia delle stagioni
Manichini del mio paese
con una vetrina rotta di sogni
Mi gonfio tra la marea di persone senza cervello per strada
Le loro facce odorano di pesce morto
E tutti i muscoli della strada hanno forti spasmi
I manichini del mio paese profumano di olio
E i barili vuoti di petrolio conoscono meglio il loro valore
Dentro gli intestini di plastica dei manichini
restano gli avanzi del panino leccato per la strada?
I manichini si sono ribellati
E suonano il clacson al bivio
E i muscoli della strada sono ancora in forte spasmo

5
***

Where is the address of the sea?

Remove the dead fish from my face


Where is the address of the sea?
My artificial legs are suffocated in the mud
among the confusing alleys of politics
And the shadow of an empty serum searches my stiff veins
A perforated roof can not inject the sky into my heart
One injection is enough
I am addicted to the sea
Where is the address of the sea?

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Dov'è l'indirizzo del mare?

Rimuovi il pesce morto dalla mia faccia


Dov'è l'indirizzo del mare?
Le mie gambe artificiali sono soffocate nel fango
tra i vicoli confusi della politica
E l'ombra di un siero vuoto scruta le mie vene rigide
Un tetto forato non può iniettare il cielo nel mio cuore
Basta una iniezione
Sono dipendente dal mare
Dov'è l'indirizzo del mare?

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6
Donate!

Countrymen!!
Your body parts fit in a postcard!
Donate!
Your body parts will be more alive near inanimate the nature
Donate your feet to the borders!
They may be able to cross barbed wire
Maybe you can touch Dante's imaginary paradise
Insert your hearts into the dolls' chests!
In childish legends, your dream pulse will be faster
Donate your eyes to the sky!
Maybe you can experience the vastness of the earth for once
Your body parts fit in a postcard!
Donate!
There is no safe place here for the interconnected limbs of a human being

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Donare!

Cittadino!
Le parti del tuo corpo entrano in una cartolina!
Donare!
Le parti del tuo corpo saranno più vive vicino alla natura inanimata
Dona i tuoi piedi alle frontiere!
Potrebbero essere in grado di attraversare il filo spinato
Forse puoi toccare il paradiso immaginario di Dante
Inserisci i tuoi cuori all’interno delle bambole!
Nelle leggende infantili, il battito dei tuoi sogni sarà più veloce
Dona i tuoi occhi al cielo!
Forse puoi sperimentare la vastità della terra per una volta
Le parti del tuo corpo entrano in una cartolina!
Donare!
Non c'è un posto sicuro qui per le membra interconnesse di un essere umano

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7
Remove the corpses!

My eyes are still breathing


Remove the corpses from my face!
The sun still reproduces the concept of day in my eyes
The moon passes between my eyebrows
And it captures a word
Between my lips
And begins a new interpretation of man
My eyes can still climb on the trunk of a tree
They make a piece of the sky belong to themselves
among leaves
Remove the corpses from my face!
Words are suffocating

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Rimuovere i corpi

I miei occhi stanno ancora respirando


Rimuovi i cadaveri dalla mia faccia
Il sole riproduce ancora nei miei occhi il concetto di giorno
La luna passa tra le mie sopracciglia
E cattura una parola
Tra le mie labbra
E inizia una nuova interpretazione dell'uomo
I miei occhi possono ancora arrampicarsi sul tronco di un albero
Rimettono a loro un pezzo di cielo
tra le foglie
Rimuovi i cadaveri dalla mia faccia
Le parole sono soffocanti

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8
One way Street

The sound of the heart is not heard in the screams of the street
The sound of a heart falling in the direction of a skyscraper
And the four roads are constantly honking for your paralyzed foot
Your imagination is like a one-way street
Someone is coming back from this street like crazy
Someone whispers a non-existent elegy consisting of all aspects of you

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Senso unico

Il suono del cuore non si sente nelle urla della strada


Il suono di un cuore che cade in direzione di un grattacielo
E le quattro strade suonano costantemente il clacson per il tuo piede paralizzato
La tua immaginazione è come una strada a senso unico
Qualcuno sta tornando da questa strada come un matto
Qualcuno sussurra un'elegia inesistente
composta da tutti gli aspetti di te

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9
Wrong land
Where are my missing fragments?
have you any news about my lost toe?
My toe walked on the shore of your land?didn’t it?
Did the sun put a wreath on its head with my lacquered nails?
Here my lips suffer from the wound of laughter
Here my feet are anxious for a wrong move in foot dance
A dance that is forbidden for our hidden bodies
Here my feet are anxious
For the wrong dance
In celebration of imperfect human
Wild man
Wrong man-the wrong designs of creation -
Here I am
A girl from the wrong land
I'm hanged every second
From the dry trees of my land
Another wrong green symbol that bury us in yellow
My face is red every moment
From the slap of the bridesmaids who mistakenly put a crown of thorns on the bride

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Terra sbagliata
Dove sono i miei frammenti mancanti?
hai notizie del mio dito perso?
Il mio dito ha camminato sulle sponde della tua terra? non è vero?
Il sole gli ha messo una ghirlanda in testa con le mie unghie laccate?
Qui le mie labbra soffrono la ferita del riso
Qui i miei piedi sono in ansia per una mossa sbagliata nella danza del piede
Una danza vietata ai nostri corpi nascosti
Qui i miei piedi sono in ansia
Per il ballo sbagliato
In celebrazione dell'umano imperfetto
Uomo selvaggio
Uomo sbagliato - i disegni sbagliati della creazione -
Eccomi qui
Una ragazza della terra sbagliata
Rimango impiccato ogni secondo
agli alberi secchi della mia terra
Un altro simbolo verde sbagliato che ci seppellisce nel giallo
La mia faccia diventa rossa ogni momento
Dallo schiaffo delle damigelle che per errore hanno messo una corona di spine sulla
sposa
10
***

Christ is behind my canvas

Headless dolls are the narrators of my paintings


When black reaches a dead end
And the sun is buried in a corner of the canvas
The sound of brushstrokes-My heart beat-
Patient stopwatches
Dark holes in the memory of a doll that has not yet passed through the legendary galaxy
And the painting is still breathing in my fingers
I pull “white” out of the subconscious
And I savagely nail it to the canvas
Christ is behind my canvas
Christ is still alive
And my painting panel kisses the broken cross

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Cristo è dietro la mia tela

Le bambole senza testa sono le narratrici dei miei quadri


Quando il nero raggiunge un vicolo cieco
E il sole è sepolto in un angolo della tela
Il suono delle pennellate - Il mio cuore batte -
Cronometri paziente
Buchi oscuri nel ricordo di una bambola che non è ancora passata per la leggendaria
galassia
E il dipinto sta ancora respirando tra le mie dita
Tiro fuori il "bianco" dal subconscio
E lo inchiodo selvaggiamente alla tela
Cristo è dietro la mia tela
Cristo è ancora vivo
E il mio quadro bacia la croce spezzata

***

11
Nausea of "being"

I will revolt
I will break
all the laws of coexistence with inanimate nature
I will revolt
With the same imperfect arms and legs
With the same inverted implications of "being"
"Being" No
nausea of "being"
And constantly chewing on "non-existence”
I will revolt
I will catch the human soul
From this permanent swamp

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Nausea di "essere"

Mi ribellerò
romperò
tutte le leggi della convivenza con la natura inanimata
mi ribellerò
Con le stesse braccia e gambe imperfette
Con le stesse implicazioni invertite di "essere"
"Essere" no
nausea di "essere"
E masticando costantemente la "non esistenza"
mi ribellerò
Catturerò l'anima umana
Da questa palude permanente

***

12
Theft of eyes

My eyes have been stolen


No memory left
From the pictures inside my eyes
My eyes are like a thorn bush
They have thrown in the desert
Without blinking at the beauty of nature
My eyes don’t understand that,
Which torso is based on which leg?
And which leg touches the end of the road?
This is the land of the lost pieces
No pieces are complete
Even In the kiss of the sun on the shore

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Furto di occhi

I miei occhi sono stati rubati


Nessun ricordo rimasto
Dalle immagini dentro i miei occhi
I miei occhi sono come un cespuglio spinoso
Sono stati gettati nel deserto
Senza battere ciglio davanti alla bellezza della natura
I miei occhi non lo capiscono,
Quale busto poggia su quale gamba?
E quale piede tocca la fine della strada?
Questa è la terra dei pezzi perduti
Nessun pezzo è completo
Anche nel bacio del sole sulla riva

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Elham Hamedi was born in 1967 in Iran - Shiraz.
She is a multimedia Artist, Poet and international
curator, a permanent member of the Iranian Visual
Arts Scientific Association, a master of arts research
graduate of Yazd University and a bachelor of
radiology from Shiraz University. She is a designer of
the “Aghrabeh” literary and artistic magazine. Some
of her paintings and installations have been inspired
by the fragments of organs and their interactions with
inanimate objects. In her paintings, she tries to make
a connection between painting and medical topics
related to the body. This intertextual relationship is
associated with psychoanalytic topics and
psychoanalysis is considered to be the link between
the two areas of Hamedi's education. she has held several solo exhibitions and group
exhibitions in Iran and abroad. Her collection of paintings have been reviewed by four
Iranian critics in “Sokhan”, Cultural and Artistic Magazine Issue 34, 2018. Her works also
have been reviewed by Rocco Zani an Italian critic in “WordNews” 2021. She is
collaborating on Maurizio Esposito’s project at Dialogue magazine. Some of her poems
have been published in Italian in Giuseppe Vetromile’s Poetic Transits.
Recently she has started a joint project as a curator between Iranian artists and Italian
artists called SYMBIOSIS. This project proposed by Mr.Antonio Sammartano an artist
and curator.

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Elham Hamedi è nata nel 1967 a Shiraz. in Iran. È un'artista multimediale, poetessa e
curatrice internazionale, membro permanente dell'Iranian Visual Arts Scientific
Association, laureata in ricerca in arti alla Yazd University e laureata in radiologia presso
l'Università di Shiraz. È designer della rivista letteraria e artistica “Aghrabeh”. Alcuni dei
suoi dipinti e installazioni sono stati ispirati dai frammenti di organi e dalle loro interazioni
con oggetti inanimati. Nei suoi dipinti, cerca di stabilire una connessione tra pittura e
argomenti medici legati al corpo. Questa relazione intertestuale è associata a temi
psicoanalitici e la psicoanalisi è considerata il collegamento tra le due aree dell'educazione
di Hamedi. Ha tenuto diverse mostre personali e collettive in Iran e all'estero. La sua
collezione di dipinti è stata recensita da quattro critici iraniani in “Sokhan”, Rivista
Culturale e Artistica Numero 34, 2018. I suoi lavori sono stati recensiti anche da Rocco
Zani un critico italiano in “WordNews” 2021. Sta collaborando al progetto di Maurizio
Esposito sulla rivista Dialogo. Alcune sue poesie sono state pubblicate in italiano su
“Transiti Poetici” di Giuseppe Vetromile.
Recentemente ha avviato un progetto congiunto come curatrice tra artisti iraniani e artisti
italiani chiamato SYMBIOSIS, progetto proposto da Antonio Sammartano artista e
curatore.

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Giuseppe Vetromile è nato a Napoli nel 1949. Svolge la sua attività letteraria a
Sant'Anastasia (Na), città in cui risiede dal 1980. Ha ricevuto riconoscimenti sia per la
poesia che per la narrativa in importanti concorsi letterari nazionali. Numerosissimi sono
stati i primi premi.
Ha pubblicato più di venti di libri di poesie, gli ultimi dei quali sono Cantico del possibile
approdo (Scuderi, 2005), Inventari apocrifi (Bastogi, 2009), Ritratti in lavorazione (Edizioni del
Calatino, 2011), Percorsi alternativi (Marcus Edizioni, 2013), Congiunzioni e rimarginature
(Scuderi, 2015), Il lato basso del quadrato (La Vita Felice, 2017), Proprietà dell'attesa (RPlibri,
2020), ed il libro di narrativa Il signor Attilio Cìndramo e altri perdenti (Kairos, 2010).
Ha ideato e gestisce il sito “Transiti Poetici” (https://transitipoetici.blogspot.com/), sul
quale pubblica recensioni e note di lettura di libri di poesia e di narrativa.
Ha curato diverse antologie, tra le quali, recentemente, Percezioni dell'invisibile, L'Arca Felice
Edizioni di Mario Fresa, Salerno, 2013; Ifigenia siamo noi (2015) e Mare nostro quotidiano
(2018) per la Scuderi Editrice di Avellino. Attualmente sta curando l’Antologia Poetica
Virtuale Transiti Poetici in più volumi (ogni volume comprende dieci Autori; al momento è
giunto al XXVIII Volume). È il fondatore e il responsabile del Circolo Letterario Anastasiano.
Fa parte di giurie in importanti concorsi letterari nazionali. Organizza incontri ed eventi
letterari, anche in diretta video. È l’ideatore e il coordinatore del Premio Nazionale di
Poesia “Città di Sant’Anastasia" (giunto alla XVIII Edizione). È l’ideatore e conduttore
della Rassegna “Il London Park Letterario”, che si svolge con cadenza mensile a
Sant’Anastasia (Na) con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. È presente in rete
con diversi blog letterari (Circolo Letterario Anastasiano, Transiti Poetici, Taccuino Anastasiano,
Selezione di Concorsi Letterari), ed inoltre collabora attivamente con altre associazioni e
operatori culturali del territorio nella realizzazione di eventi letterari di rilievo,
prodigandosi anche nella ricerca di nuovi “talenti” poetici.

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Nota

La traduzione in italiano è stata realizzata dalla stessa autrice. Sui testi in italiano, è stato eseguito un
leggero lavoro di editing da parte del curatore del presente Quaderno.

Pubblicato da
© Circolo Letterario Anastasiano, 25 agosto 2021
Quaderno n. 52

Editing, grafica e impaginazione


Giuseppe Vetromile

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