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“(…) Sou, por nascimento e cultura, europeu e quero continuar a sê-lo

desvanecidamente. Mas que sou também brasileiro, angolano, moçambicano,


goês, macaense, cabo-verdiano, guineense, timorense e cidadão de todos os
mundos por nós descobertos e por descobrir, e vivo a sonhar um padrão
português erguido neles em cada esquina.”

Miguel Torga, Diário XVI


Indice

Introduzione
Fonetica
Le Vocali
Le Consonanti
Accentazione
Aricoli Determinativi
Articoli Indeterminativi
Sostantivi e Aggettivi
Formazione del Femminile
Formazione del Plurale
Gradi degli Aggettivi
Pronomi
Pronomi Personali Soggetto
Pronomi Riflessivi
Pronomi Possessivi
Pronomi Dimostrativi
Pronomi Accusativali (Complemento Oggetto Diretto)
Pronomi Dativali (Complemento Oggetto Indiretto)
Regole per la Collocazione Pronominale
Verbi
Ser e Estar
Ficar
Ter e Haver
Presente dell’Indicativo – verbi regolari
Presente dell’Indicativo – verbi irregolari
Pretérito Perfeito Simples – verbi regolari
Pretérito Perfeito Simples – verbi irregolari
Locuzioni Verbali
Estar a + infinito
Ter de /que + infinito
Ir + infinito
Imperativo
Presente del Congiuntivo
Imperativo Affermativo
Imperativo Negativo
Preposizioni Articolate
Bibliografia di Riferimento
Ringraziamenti

1
Introduzione

“La lingua portoghese ha plasticità per descrivere realtà cosi diverse come
l’europea, l’africana, la sudamericana e l’asiatica.
Disseminata per il mondo essa si evolve, si trasforma, si arricchisce
continuamente con nuove parole e nuovi concetti, fissandosi in varianti che, con
il passare del tempo, si distanziano le une delle altre.
Se nessuna capitale dei paesi lusofoni si considera padrona della lingua,
tutte in qualche modo si sentono legate dalla coscienza di appartenere ad un
universo di punti di riferimento comuni. “La mia patria è la lingua portoghese”,
ha detto Fernando Pessoa”.1

La lingua portoghese è considerata oggi, secondo alcune statistiche, la


sesta lingua più parlata al mondo e la terza tra le lingue europee. Grazie
all’esperienza marittima dei suoi illustri navigatori, il Portogallo assunse, durante
il XV secolo, un ruolo fondamentale nella configurazione di quella che sarebbe la
geografia del mondo attuale. Le navigazioni marittime portarono il Portogallo e
la sua lingua nei quattro angoli del pianeta: dall’America (Brasile), all’Africa
(Angola, Cabo Verde, Guiné-Bissau, Moçambique e São Tomé e Príncipe),
all’Asia (Goa, Damão, Diu e Macau) e all’Oceania (Timor). In Brasile, Angola,
Moçambique, Cabo Verde, Guiné-Bissau, São Tomé e Príncipe il portoghese è
diventata la lingua ufficiale. In alcuni di questi paesi, come è il caso
dell’Arcipelago di Cabo Verde, di Guiné-Bissau e delle isole del Golfo della
Guiné, ciò accadde attraverso la configurazione delle forme creole, risultanti dal
contatto tra il sistema linguistico portoghese e i sistemi linguistici nativi,
considerate da alcuni esperti2, vere e proprie lingue derivate dal portoghese.
La lingua portoghese con la plasticità che le è peculiare e che la rende
capace di rappresentare realtà così diverse, come sono diversi i cinque continenti
in cui viene parlata, è attualmente, una lingua che presenta, oltre alle forme
creole, due varianti. Non si tratta di varianti di tipo regionale o dialettale, bensì di
due varianti grammaticali in tutti i sensi: la norma europea e la norma brasiliana.
La differenza tra le due non è soltanto a livello lessicale A tale livello
incontriamo diversità non solo tra Portogallo e Brasile, ma tra tutte le nazioni che
hanno adottato il portoghese come lingua ufficiale. Una volta che la lingua è
un’istituzione viva della cultura, essa viene continuamente arricchita, soprattutto
a livello lessicale, da nuovi vocaboli oppure gli stessi vengono investiti da nuovi
significati d’origine storico-sociale.

1
Maria Helena Abreu e Rita Benamor Murteira, Grammatica del Portoghese Moderno, Bologna, Zanichelli,
1998, p. XIII.
2
Cf. CUNHA, Celso e CINTRA, Lindley, Nova Gramática do Português Contemporâneo, Lisboa, Edições João
Sá da Costa, 2000.

2
La distinzione, invece, tra la norma europea e quella brasiliana, riguarda,
oltre agli aspetti lessicali, aspetti fonetici e grammaticali.
Il presente testo propone la grammatica della lingua portoghese secondo la
norma europea, che viene affrontata dagli studenti del primo anno del corso di
lingua portoghese e brasiliana. L’idea di produrre questo piccolo manuale nasce
dalla necessità, rilevata durante la mia attività didattica presso la Facoltà di
Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Lecce, di offrire agli studenti del
primo anno uno strumento didattico fatto su misura per loro, soprattutto per quelli
che, per motivi vari, non possono seguire il corso sin dalle prime lezioni.
Questa è una grammatica della lingua portoghese pensata per studenti
italiani, non solo perché è scritta in italiano ma, soprattutto, perché si è cercato
continuamente di evidenziare quelli che rappresentano i punti critici della
grammatica della lingua portoghese per chi parla l’italiano. Questo libro ha,
quindi, come punto di partenza l’osservazione pratica delle difficoltà degli
studenti italiani nell’apprendimento della lingua portoghese. La fonte principale
di riferimento di questo testo sono stati, appunto, gli studenti con le loro
considerazioni, dubbi e perplessità.
Come ho già accennato, questo manuale presenta gli argomenti
grammaticali che gli studenti affrontano nel primo anno. Viene proposta la norma
europea in modo che lo studente possa affiancarlo al metodo didattico (norma
europea) adottato durante il corso. Il libro si divide in diverse unità tematiche
seguendo la struttura basica delle principali grammatiche.
La due prime unità sono fondamentali soprattutto perché riguardano
argomenti che non vengono trattati dal metodo adottato3. La prima unità tratta la
fonetica. La seconda unità espone l’accentazione. Credo che questa sia un’unità
basilare non solo per gli studenti di primo anno, giacché l’accentazione
rappresenta sicuramente uno dei principali punti di difficoltà segnalati dagli
studenti.
Le unità successive espongono i diversi argomenti grammaticali in modo
semplice, cercando di svilupparli a passo a passo, come nelle lezioni. Inoltre,
sono ricche di esempi che facilitano la comprensione delle regole grammaticali e
di richiami sui principali punti critici e sugli errori commessi con più frequenza
dagli studenti.
Questo libro è frutto di un percorso didattico seguito insieme agli studenti e
va interamente dedicato a loro.

Lecce, ottobre 2001.

Maria Eugenia Verdaguer

Fonetica
3
Il Corso di Lingua e Letteratura Brasiliana e Portoghese adotta il metodo Português sem Fronteiras (LEITE,
Isabel C. e COIMBRA, Olga M. Português sem Fronteiras, Lisboa, Lidel, 1997).

3
Subito nella prima lezione, affrontiamo con gli studenti il sistema fonetico
portoghese perché esso differisce in modo particolare da quello italiano.
L’esperienza, inoltre, ha dimostrato che la conoscenza preliminare del sistema
fonetico portoghese da parte degli studenti è fondamentale affinchè possano
avviarsi alla conoscenza della lingua con una maggiore indipendenza.
L’alfabeto portoghese è formato da 23 lettere, a cui se ne aggiungono tre di
origine straniera (k, w, y). Per facilitare l’approccio degli studenti alla pronuncia
e all’alfabeto portoghesi, propongo la definizione delle lettere alfabetiche
secondo il sistema italiano.

A (a)
B (be)
C (se)
D (de)
E (e)
F (éfe)
G (je) (cf. francese jour)
H (agá)
I (i)
J (jota) (cf francese jour)
K (ka)
L (éle) (la prima /e/ aperta, cf. italiano cento)
M (ème) (la prima /e/ chiusa, cf. italiano mento)
N (ène)
O (o)
P (pe)
Q (ke)
R (eRe) (per le caratteristiche articolatorie di tale fono cf. le
osservazione espresse in 2.8.  cf. francese Marie)
S (ésse)
T (te)
U (u)
V (ve)
W (dabliu)
X (scis)
Y (ípsilon)
Z (se) (per le caratteristiche articolatorie di tale fono cf. le osservazioni
espresse in 2.11.  cf. italiano rosa)

4
Queste sono, pertanto, le lettere dell’alfabeto portoghese. Sappiamo che
ogni lingua è costituita da un sistema di unità sonore: i fonemi. E siccome le
lettere possono essere rappresentate da più di un suono (il caso delle vocali che
possono essere aperte, chiuse o nasali), oppure possono combinarsi formando
nuovi suoni (nel italiano è il caso del “gn”), i fonemi sono molto più numerosi
delle lettere dell’alfabeto.
Vediamo quindi come si costituisce il sistema fonetico portoghese.

1) Le Vocali: il portoghese ha 7 vocali orali e 5 vocali nasali.

1.1. Vocali Orali: possono essere aperte o chiuse:


[a] - quando è una vocale orale, si ha un suono simile all’italiano. Non è la
presenza o l’assenza dell’accento acuto a cambiare la pronuncia aperta
della vocale.
Esempi: pá (pá) - pala
gato (gátu4) - gatto
gado (gádu) - bestiame
[] - questa è una e aperta come in italiano nella parola “idea”. Quando la e
viene accentuata con l’accento acuto, è sempre aperta. Ma ciò non vuol
dire che sia aperta soltanto quando è accentuata con l’accento acuto.
Attenzione: in portoghese l’accento acuto APRE le vocali, al contrario
del francese!
Esempi: pé (pé) - piede
peça (péssa) - pezzo
[e] - la e puó essere chiusa come in italiano nella parola “mento”. Ogni
volta che sarà accentuata con l’accento circonflesso (ˆ) sarà chiusa.
Come nel caso precedente, ciò non vuol dire che sarà chiusa soltanto
quando sarà presente l’accento circonflesso. Quindi è importante
ricordare che molte volte le parole non avranno nessun accento che
indichi se la pronuncia delle vocali è aperta o chiusa.
Esempi: teatro (teatru) - teatro
medo (mèdu) - paura
mês (mès) - mese
[i] - si pronuncia come in italiano.
Esempi: aqui (akí) - qua
dia (día) - giorno

4
Quando la vocale o si trova in fine di parola e non è tonica viene pronunciata u. Cf. semivocali in 1.3.

5
[] - questa è una o aperta come nella parola italiana “eroe”. Può essere
accentuata, come la e aperta, con l’accento acuto.
Esempi: avó (avó) - nonna
bola (bóla) – palla
[o] - è una o chiusa come nella parola italiana “molto”. Può essere
accentuata, come la e chiusa, con l’accento circonflesso.
Esempi: avô (avò) - nonno
boca (bòca) - bocca
[u] - si pronuncia come in italiano. La presenza dell’accento acuto, o la sua
assenza, non cambia la pronuncia della vocale.
Esempi: açúcar (assúcar) - zucchero
tu (tu) - tu

1.2. Vocali Nasali: tutte le vocali hanno una corrispondente vocale


nasale che sono contraddistinte dal fatto di avere la tilde (~) o precedere la
m o la n nella stessa sillaba. Nel secondo caso, la m e la n non
costituiscono fonemi, ma servono a nasalizzare la vocale che le precede.
Per rendere tale vocale nasale utilizzo, solo ed esclusivamente nella
trascrizione grafica, cioè nelle parole tra parentesi, l’accento circonflesso.
[ã] - Esempi: canto (cântu) - canto
ama (âma) - ama (verbo amare)
lã (lâ) - lana
Attenzione: ã appare soltanto in sillaba finale, da sola oppure
accompagnata da o (“ão”) o da e (“ãe”). Esempi: mão - mano
mãe - madre
[e] - Esempi: penso (pêinsu) - penso
também (tâmbein) - anche
[i] - Esempi: cinto (sîntu) - cintura
sim (sîn) - sì
[õ] - Esempi: conta (cônta) - conto
com (côun) - con
limões (limôis) - limoni
Attenzione: la õ può essere accompagnata esclusivamente dalla e
formando il dittongo “ões”, il quale appare soltanto in sillaba finale.
[u] - Esempi: atum (atûn) - tonno
um (ûn) - uno

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1.3. Semivocali: Oltre alle vocali, esistono in portoghese le semivocali.
- Sia in Portogallo che in Brasile la o, quando si trova in fine di parola,
viene pronunciata come una u.
Esempi: gato (gátu) - gatto
filho (figliu) - figlio
- In Brasile lo stesso fenomeno può essere osservato in relazione alla e che,
quando si trova in fine di parola, viene pronunciata come una i.
Esempi: índole (índoli) - indole
leve (lévi) - leggero
Ma questo succede solo in Brasile. In Portogallo la e finale non viene
quasi pronunciata.

2) Le Consonanti: le consonanti b, d, f, m, n, p, t e v hanno la stessa


pronuncia dell’italiano. Invece le consonanti e i diagrammi sotto elencati
differiscono dalla pronuncia italiana.
2.1. La c davanti ad a, o, u si pronuncia dura come nell’italiano.
Esempi: casa (cása) - casa
coisa (còisa) - cosa
curto (curtu) – corto
- davanti a e, i passa ad una s sorda.
Esempi: cebola (sebòla) – cipolla
macio (massío) - morbido
- affinchè si ottenga lo stesso suono di ss con le vocali a,o,u è necessario
usare la ç.
Esempi: caça (cássa) – caccia
aço (ássu) - acciaio
açúcar (assúcar) – zucchero
Quindi abbiamo: ca (ca) co (co) cu (cu)
ça (sa) ço (so) çu (su)
ce (se) ci (si)
Attenzione! CE e CI sono senza Ç!

2.2. Abbiamo visto che con la lettera c possiamo formare i fonemi (ca), (co) e
(cu). Come scrivere i fonemi (che) e (chi), dal momento che usando la c si
formano i fonemi (se) e (si)?
A questo punto presentiamo il diagramma qu. Seguito da a,o forma i fonemi
(qua) e (quo) come in italiano, ma attenzione perché quando viene seguito da e,i,
corrispondono alla pronuncia italiana di che e chi.

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Esempi: quadro (kuádru) - quadro
quota (quóta) -quota
querido (kerídu) - caro
química (kímica) - chimica
Esistono alcune parole che nonostante siano scritte con qui (chi) vengono
pronunciate come in italiano (qui) come, per esempio, “tranquilo” (tranquilo). Ma
sono rari tali casi.

2.3. La lettera g subisce un fenomeno simile a quello della c. Davanti alle vocali
a,o,u viene pronunciata dura come nell’italiano.
Esempi: gato (gátu) - gatto
gorila (goríla) - gorila
gula (gúla) - ingordigia
Invece davanti alle vocali e, i ha il suono della j francese (cf. francese
jour):
Esempi: gelado (jeládu) - gelato
girafa (jiráfa) - giraffa
Per formare i suoni che in italiano corrispondono a “ghe” e a “ghi” è
necessario ricorrere all’uso del diagramma gu seguito da e, i.
Esempi: aluguel (alughél) - affitto
guia (ghía) - guida
Quindi abbiamo: ga (ga) go (go) gu (gu)
gue (ghe) gui (ghi)
ge (je) gi (ji)

2.4. Abbiamo visto che la g seguita dalle vocali e, i corrisponde al francese je e


ji. Con le vocali a, o, u (e in alcuni casi anche prima di e, i)tale fonema viene
reso da ja, je, ji, jo, ju.
Esempi: janela (janéla) - finestra
hoje (òje) - oggi
jibóia (jibóia) - boa
joelho (joèglio) - ginocchio
junta (jûnta) - giunta
Ma attenzione: non esistono differenze fonetiche tra ge e je, gi e ji. Perciò
per sapere se una parola si scrive con la g oppure con la j è necessario conoscerla.

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2.5. La lettera h, al contrario dell’inglese e del tedesco, è muta.
Esempi: hotel (otél) - hotel
hora (óra) - ora

2.6. Le lettere lh corrispondono all’italiano gl(i). (cf. italiano figlio)


Esempi: mulher (mugliér) - donna, moglie
colher (cogliér) - cucchiaio
filho (fígliu) - figlio

2.7. Le lettere nh corrispondono all’italiano gn(i). (cf. italiano gnomo)


Esempi: ninho (nígnu) - nido
manhã (magnâ) - mattina
nhoque (gnócche) - gnocco

2.8. La r può avere due tipi di suoni diversi.


Quando si trova in posizione intervocalica o tra una vocale e una consonante,
viene pronunciata come in italiano.
Esempi: caro (cáru) - caro, costoso
porta (porta) - porta
Quando si trova all’inizio della parola oppure doppia nel corpo di parola, si
pronuncia come il fonema della r francese [R]. (cf. francese Marie)
Esempi: rato (Rátu) - topo
rainha (Raígna) - regina
carro (cáRu) - automobile
guerra (ghéRa) – guerra
Attenzione: le parole in portoghese non iniziano mai con rr.

2.9. La lettera s ha, anche essa, due suoni e segue le stesse regole dell’italiano.
Quando si trova in posizione intervocalica, viene pronunciata come una s
sonora (uguale all’italiano).
Esempi: casa (cása) - casa
coisa (còisa) - cosa
Quando si trova all’inizio della parola oppure doppia nel corpo di parola,
viene ponunciata come una doppia s.
Esempi: sábado (sábadu) - sabato
sol (sol) - sole
pássaro (pássaro) - uccello
assassino (assassíno) - assassino

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Attenzione: le parole in portoghese non iniziano mai con doppia s.

2.10. La x presenta quattro possibili pronuncie che non sono determinate da una
regola specifica.
Esempi: lixo (líscio) - spazzatura
máximo (mássimo) - massimo
tóxico (tóksico) - tossico
exercício (eserssíssio) - esercizio
É importante tenere presente che la sc italiana va scritta, in portoghese, con
la x oppure con la ch. Purtroppo non ci sono regole che determinino quando si
usa l’una e quando si usa l’altra.
Esempio: peixe (pèisce) - pesce
xícara (scícara) - tazza
chocolate (sciocoláte) -cioccolata
chapéu (sciapéu) - cappello

2.11. La z si pronuncia come la s sonora, sia all’inizio della parola, sia in


posizione intervocalica. Non presenta mai la forma dell’italiano pizza. In fine di
parola, si pronuncia come una s dolce.
Esempi: cozinha (cosígna) - cucina
fazer (fazer) - fare
paz (pas) - pace

Osservazioni:
a) Attenzione: in portoghese non esistono le consonanti doppie! Invece la rr e la
ss del portoghese rappresentano fonemi autonomi diversi da r e da s. Perciò non
possono essere considerate consonanti doppie.
b) Nella variante europea del portoghese la s acquisisce il suono sc(i, e) quando si
trova alla fine di una parola che è seguita da un’altra parola che inizi per
consonante oppure quando in mezzo a una parola viene seguita da una
consonante.
Esempi: meus pais (mèusc páisc) – miei genitori
pastor (pasctòr) - pastore
c) Invece il fenomeno che caratterizza la variante brasiliana è la palatalizzazione
della d e della t. Seguite dalle vocali a,e,o,u queste consonanti restano inalterate.
Quando vengono seguite dalla i la loro pronuncia viene alterata. Il gruppo di
viene pronunciato come la gi italiana, mentre il gruppo ti viene pronunciato come
la ci italiana.

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Esempi: dia (gía) - giorno
tia (cía) – zia
Lo stesso fenomeno investe la semivocale e, quando in fine di parola passa a i.
Esempi: cidade (sidági) - città
universidade (universidági) - università
dente (dênci) - dente
estudante (estudânci) - studente

Errori più comuni (da evitare!):


a) Non confondete parole come “casa” e “caça”. La prima va pronunciata con
una s sonora (cása), la seconda con una s sorda (cássa). E ricordate che, per
quanto riguarda la s, suoni uguali possono avere grafie diverse:
ça caça = ssa massa (cássa / mássa)
ce merecer = sse fosse (meressèr / fòsse)
ci acidente = ssi assinar (assidènte / assinár)
ço palhaço = sso assolver (pagliássu / assolver)
çu açúcar = ssu assumir (assúcar / assumír)
sa rosa = za azar (rósa / asár)
se desejar = ze bezerro (desejár / besèRo)
si desigual = zi cozinha (desiguál / cosígna)
so besouro = zo ozônio (besouru / osòniu)
su desumano = zu azul (desumanu / asul)
b) Lo stesso problema di suoni uguali con grafie diverse investe le lettere e
diagrammi sotto elencati:
ch chocolate / x peixe (sciocolate / peisce)
ge gente / je jejum (jênte / jejûn)  j francese
gi girassol / ji jibóia (jirassól / jibóia)  j francese
c) Attenzione ai gruppi gue, gui, que, qui. Hanno la pronuncia diversa
dall’italiano! Corrispondono alla pronuncia italiana di: ghe, ghi, che, chi.
d) In portoghese non esistono i diagrammi italiani gl e gn. La loro pronuncia
corrisponde ai portoghesi lh e nh.
e) Non si usa mai la Ç con le vocali e e i. Çe e çi non esistono!
f) Non esistono le doppie!

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Accentazione

In portoghese, l’accento tonico può cadere su una delle ultime tre sillabe
delle parole, cioè la sillaba più forte (tonica) sarà sempre una delle tre ultime. A
seconda della sillaba su cui cade l’accento tonico, le parole possono essere:
- tronche (ossitone): l’accento tonico cade sull’ultima sillaba;
- piane (parossitone): l’accento tonico cade sulla penultima sillaba;
- sdrucciole (proparossitone): l’accento cade sulla terzultima sillaba.
Gli accenti grafici della lingua portoghese sono:
- l’accento acuto (´) che indica un suono aperto;
- l’accento circonflesso (ˆ) che indica un suono chiuso;
- l’accento grave (`) che indica la contrazione della preposizione a con
l’articolo a (vedere preposizioni articolate). Non indica la sillaba tonica.
- la tilde (~) che indica la nasalizzazione della vocale su cui trova. Non
indica la sillaba tonica.

1) Monosillabi - vengono accentuati i monosillabi tonici che finiscono in:


- a, as: pá (pala), más (cative)
- e, es: pé (piede), mês (mese)
- o, os: nó (nodo), nós (noi), pôs (verbo pôr – mettere)
Notate che se il suono della vocale è aperto, l’accento è acuto. Se è chiuso,
l’accento è circonflesso.

2) Tronche (Ossitone) - vengono accentuate sull’ultima sillaba (quella tonica)


quando finiscono in:
- a, as: maracujá (frutta della passione), maracujás
- e, es: café, cortês (gentile)
- o, os: avô (nonno), avós (nonne)
- em, ens: além (oltre), armazéns (magazzini)

3) Piane (Parossitone) - vengono accentuate sulla penultima sillaba (quella


tonica) quando finiscono in:
- l: túnel (tunnel)
- i, is: júri (giuria), lápis (matita)
- n, ns: próton (protone), prótons
- us: bônus (buono)
- r: caráter (carattere), açúcar (zucchero)
- x: fênix (fenice), ônix (onice)

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- ã, ão, ãs, ãos: ímã (calamita), órgão (organo), orfãs (orfane), órgãos
(organi)
- ps: bíceps (bicipiti)
- um, uns: médium (medium), álbuns (album)
- dittongo atono: régua (righello), história (storia), jóquei (fantino)
Per rendere più facile la memorizzazione di tutte queste terminazioni
suggerisco di ricordare il nome di questo medicinale contro la mancanza di
memoria: Linurxãopsum+ditongo. Trovate li tutte le terminazioni
(l,i,n,u,r,x,ão,ps,um, dittongo).

4) Sdrucciole (Proparossitone) - vengono accentuate sulla terzultima sillaba


(quella tonica) tutte le parole sdrucciole!
Esempi: médico, retângulo, gótico, América, lógico, máquina, automático,
eléctrico, pássaro, príncipe, ecc.

5) Dittonghi - vanno accentuati tutti i dittonghi tonici aperti ( -éu, -éi, -ói) seguiti
o meno da -s (se il ditongo è chiuso non va accentuato): céu (cielo), chapéus
(cappelli), herói (eroe), anéis (anelli), paranóico,ecc.

6) Iati - ricevono l’accento acuto tutti gli iati tonici in -i e -u accompagnato o


meno da -s.
Esempi: raízes (ra-í-zes), baú (ba-ú), egoísta (e-go-ís-ta), ecc.
Non vengono accentuati quando sono seguiti, nella stessa sillaba, da -l, -m,
-n, -r, -z oppure quando la sillaba successiva inizia con -nh.
Esempi: raiz (ra-iz), ruir (ru-ir), constituinte (cons-ti-tu-in-te), rainha (ra-i-
nha), ecc.

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Articoli determinativi

Singolare plurale
maschile o os
femminile a as

In portoghese l’articolo va utilizzato anche:


- davanti ai nomi di persone.
Esempi: o João, a Maria, o Senhor Silva, a Dona Ana, ecc.
- davanti ai nomi dei Paesi.
Esempi: o Brasil, a Itália, a Bélgica, a Inglaterra, os Estados Unidos, o
Canada, ecc.
Eccezioni: Portugal, Angola, Moçambique.
- davanti ai pronomi possessivi.
Esempi: o meu gato; a sua bolsa; ecc.

Non va utilizzato:
- davanti ai nomi di città.
Esempi: Roma, Lisboa, São Paulo, Paris, Londres, ecc.
Eccezioni: o Porto (Oporto), o Rio de Janeiro.
- davanti agli anni (vedere le preposizioni articolate).
- davanti alle date (vedere le preposizioni articolate).

Articoli indeterminativi

singolare plurale
maschile um uns
femminile uma umas

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Sostantivi e Aggettivi

1) Formazione del Femminile

a) La maggior parte dei sostantivi e aggettivi maschili finiscono in -o e hanno


il femminile terminanti in -a.
Esempi:
o menino bonito (il bambino bello)  a menina bonita (la bambina bella)
o aluno curioso (l’allievo curioso)  a aluna curiosa (l’allieva curiosa)
o italiano famoso (l’italiano famoso)  a italiana famosa (l’italiana
famosa)
b) Gli aggettivi terminanti in -ês, molto comuni per indicare le nazionalità,
cambiano -ês in -esa perdendo l’accento circonflesso.
Esempi:
o português  a portuguesa
o francês  a francesa
o inglês  a inglesa
c) Quando il sostantivo finisce in -or, si aggiunge la -a per formare il
femminile.
Esempi:
o pintor  a pintora
o escultor  a escultora
o professor  a professora
d) Tutte le parole che finiscono in -gem sono femminili.
Esempi:
a paisagem
a viagem
a passagem
a imagem
e) Le parole che finiscono in -ista si distinguono dall’articolo.
Esempi:
o jornalista  a jornalista
o denrista  a dentista
o artista  a artista
f) Le parole maschili che finiscono in -eu, hanno il femminile che finisce in
-eia.
Esempio:
o europeu  a europeia

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2) Formazione del Plurale

a) La maggior parte dei sostantivi e degli aggettivi prende una -s finale.


Esempio:
a casa (la casa)  as casas
a estante (la libreria)  as estantes
o pai (il padre)  os pais
o garoto (il ragazzino)  os garotos
o chapéu (il cappello)  os chapéus
b) Le parole terminanti in -r o -z prendono -es
Esempi:
o mar (il mare)  os mares
a mulher (la donna)  as mulheres
a cruz (la croce)  as cruzes
o rapaz (il ragazzo)  os rapazes
c) Le parole terminanti in -m perdono questa consonante e aggiungono -ns.
Esempi:
a viagem (il viaggio)  as viagens
o homem (l’uomo)  os homens
d) Le parole terminanti in -l perdono questa consonante e aggiungono -is.
Exccezione alle parole che finiscono in -il, alle quali viene aggiunta soltanto la -s
perché la -i già è presente.
Esempi:
o animal (l’animale)  os animais
o móvel (il mobile)  os móveis
o covil (la tana)  os covis
o farol (il faro)  os faróis (Attenzione: il plurale va accentuato!)
azul (azzurro)  azuis
e) le parole che finiscono in -s prendono -es e, se la parola era accentuata
nel singolare, perde l’accento nel plurale.
Esempi:
o deus (il dio)  os deuses
o português (il portoghese)  os portugueses
f) Alcuni sostantivi che finiscono in -s sono invariabili .
Esempi:
o lápis (la mattita)  os lápis
o ônibus (l’autobus)  os ônibus (Bras.)
o pires (il piattino)  os pires

16
o atlas (l’atlante)  os atlas
g ) Gran parte dei sostantivi che finiscono in -ão ha il plurale in -ões. Ma
una piccola parte ha il plurale in -ães oppure -ãos. Non esiste una regola fissa per
formare il plurale delle parole finite in -ão.
Esempi:
a canção (la canzone)  as canções
o coração (il cuore)  os corações
o balão (pallone)  os balões
o pão (il pane)  os pães
o cão (il cane)  os cães
o alemão (il tedesco)  os alemães
o irmão (il fratello)  os irmãos
a mão (la mano)  as mãos
o cristão  os cristãos

17
3) Gradi degli Aggettivi

Gli aggettivi possiedono un grado comparativo (superiorità, uguaglianza,


inferiorità) e un grado superlativo (assoluto e relativo).

- Grado comparativo

a) di superiorità: mais + aggettivo + (do) que – la preposizione articolata


do può essere omessa oppure no.
Esempi: A Maria é mais alta (do) que a Rita.
O Lucas é mais bonito (do) que o José.
As mulheres são mais românticas (do) que os homens.*
*Attenzione! Dovete concordare il soggetto con il verbo e l’aggettivo!
Ci sono quattro aggettivi che hanno il grado comparativo di superiorità
irregolare e che non richiedono l’avverbio mais.
- bom: O livro é sempre melhor do que o filme.
- mau: O filme é sempre pior do que o livro.
- pequeno: Uma casa é menor do que um castelo.
- grande: Um castelo é maior do que uma casa.
Non esiste: “mais bom”, “mais mau”, “mais pequeno”, “mais
grande”!

b) di uguaglianza: tão + aggettivo + como


Esempi: A Maria é tão alta como a Rita.
O Lucas é tão bonito como o José.
As mulheres são tão românticas como os homens.

c) di inferiorità: menos + aggettivo + (do) que. Questo grado è poco


usato. Normalmente si impiega quello di superiorità invertendo i
soggetti che vengono comparati.
Esempi: A Maria é menos alta (do) que a Rita. = A Rita é mais alta
do que a Maria.
O Lucas é menos bonito (do) que o José. = O José é mais
bonito que o Lucas
As mulheres são menos românticas (do) que os homens.

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- Grado Superlativo

a) relativo: esprime il grado minimo o massimo di una qualità riguardo a


un gruppo di persone o di cose. Come in italiano, si forma partendo dal
grado comparativo di superiorità o di inferiorità dell’aggettivo
preceduto da un articolo determinativo.
Esempi: A Maria é a (rapariga)* mais alta de todas.
O Lucas é o (rapaz)* mais bonito da classe.
O José é o menos ansioso da família.
* Notate che tra l’articolo determinativo e l’aggettivo ci può essere un
sostantivo.
Attenzione! Gli aggettivi che avevano il grado comparativo irregolari
riportano l’irregolarità anche nel superlativo relativo:
É o melhor filme dos últimos tempos.
É o pior livro que li!
É a menor casa de todas.
O Maracanã é o maior estádio do mundo.
Notate che in questi casi il sostantivo non si trova tra l’articolo e
l’aggettivo, bensì dopo l’aggettivo.

b) assoluto
- Analitico: si forma facendo precedere l’aggettivo dall’avverbio
muito o da altri avverbi.
Esempi: A Maria é muito alta.
O Lucas é muito bonito.
As mulheres são muito românticas.
O filme é muito bom.
O livro é muito mau.
A casa é muito pequena.
O Maracanã é muito grande.
Notate che gli aggettivi bom, mau, pequeno e grande non subiscono
nessuna irregolarità.

- Sintetico: normalmente si forma aggiungendo all’aggettivo il


suffisso -íssimo, secondo le regole:
- aggettivi terminati in vocale: essa cade e si aggiunge -íssimo.
Esempi: triste – tristíssimo
linda – lindíssima

19
- aggettivi terminati in -vel: il suffisso -vel viene sostituito da -bil,
al quale si aggiunge -íssimo.
Esempi: provável – probabilíssimo
possível – possibilíssimo
- aggettivi terminati in -l o -r: viene aggiunto direttamente il
suffisso -íssimo.
Esempi: normal – normalíssimo
vulgar – vulgaríssimo
- aggettivi terminati in -z: essa viene sostituita da -c, alla quale si
aggiunge il suffisso -íssimo.
Esempi: feliz – felicíssimo
capaz - capacíssimo
- aggettivi terminati in -m: essa viene sostituita da -n, alla quale si
aggiunge il suffisso -íssimo.
Esempio: comum – comuníssimo
- aggettivi con superlativo assoluto irregolare:
bom óptimo
mau péssimo
grande máximo
pequeno mínimo
fácil facílimo
difícil dificílimo
simples simplíssimo
pobre paupérrimo
amigo amicíssimo
antigo antiquíssimo
cruel crudelíssimo
fiel fidelíssimo
nobre nobilíssimo
Notate che in alcuni casi, per mantenere la struttura fonetica
dell’aggettivo, è necessario alterare la grafia del superlativo: rico – riquíssimo.

20
Pronomi

1) Pronomi Personali Soggetto

Singolare

1ª persona Eu
2ª persona Tu
Você
O senhor / A senhora
3ª persona Ele / Ela

Plurale

1ª persona Nós
2ª persona Vocês
Os senhores / As senhoras
3ª persona Eles /Elas

Come in italiano, il pronome personale soggetto può essere omesso. In


questo caso sarà la desinenza verbale ad indicare la persona a cui si riferisce il
discorso. Quindi posso dire:
“Eu sou italiana.”
oppure, omettere il pronome, e dire:
“Sou italiana.”

Ad un primo sguardo qualcosa di strano ci salta agli occhi: ma quante sono


le seconde persone del singolare? Questo è uno dei punti critici del portoghese,
nel quale i nuovi studenti si confondono un poco. Primo fra tutti vi è il tu che
corrisponde al tu italiano, cioè rappresenta il pronome personale soggetto usato
nelle relazioni informali (tra parenti, amici, colleghi, ecc.). A questo pronome
corrispondono rispettive desinenze verbali e pronomi: riflessivo, possessivo, di
complemento oggetto diretto e indiretto.
Esempi: (tu)5 chamas-te Maria (ti chiami Maria)  desin.verb./ rifless.
o teu carro (la tua macchina)  possessivo
eu vi-te (io ti vidi)  complemento oggetto diretto
eu dei-te o livro (io ti diede il libro)  complem.ogg. indiretto

5
Lascio il pronome personale soggetto tra parentesi per indicare che esso può essere esplicitato o omesso.

21
Il secondo pronome di seconda persona del singolare che incontriamo è il
você, che deriva da una antica e ormai estinta forma di cortesia: Vossa Mercê.
Mentre in Brasile il você sostituisce pienamente il tu, in Portogallo gli viene
attribuito un ruolo intermediario tra la forma di cortesia (formale) e il trattamento
informale. Quindi, ricapitolando, in Brasile, quando parliamo con un amico
usiamo il você, mentre in Portogallo usiamo il tu e lasciamo il você per situazioni
più formali. Ugualmente alla forma di cortesia italiana Lei, prenderà la desinenza
verbale e i pronomi dalla 3ª persona del singolare (ele / ela  lui / lei) tranne per
i possessivi.
Esempi: você chama-se Maria  desin.verb./rifless. = 3ªpers.sing.
o seu carro  possessivo diverso da quello di 3ªpers.sing.
eu vi-a  pron. complem. ogget. diretto = 3ªpers.sing.
eu dei-lhe o livro  pron.complem. ogget. indir.= 3ªpers.sing.
L’uso del você nella norma europea resta comunque un problema perché,
siccome è una forma intermediaria tra trattamento formale e informale, non esiste
una regola chiara che determini quando viene usato. Perciò suggerisco agli
studenti di essere cauti nel suo uso oppure, in caso di rapporti di rispetto o di
distanza, di usare direttamente la forma di cortesia o senhor / a senhora.

La forma di cortesia o senhor / a senhora, presenta la stessa desinenza


verbale e pronomi del você e quindi, come il Lei italiano, ha la stessa desinenza e
pronomi della 3ª persona singolare (tranne per i possessivi che sono uguali a
quelli del você). Viene usata esattamente come il Lei italiano. L’unica differenza
è che mentre il Lei italiano può essere usato sia nei confronti di un uomo, sia nei
confronti di una donna, in portoghese vanno distinti: o senhor per gli uomini e a
senhora per le donne.
Esempi: a senhora chama-se Maria
o seu carro
eu vi-a
eu dei-lhe o livro
Ma attenzione a non confondervi: una cosa è parlare con una signora e
un’altra cosa è parlare di una signora. Esempi: “A senhora Ana está muito
elegante hoje.” e “A senhora está muito elegante hoje, senhora Ana”.
Allora, nella prima frase io sto parlando con un terzo e gli dico che la sig.ra
Ana è molto elegante oggi. In questo caso a senhora non è un pronome, bensì un
articolo e un sostantivo che vengono accompagnati dal nome della persona di cui
si parla. Nella seconda frase sto parlando con la sig.ra Ana e gli dico che lei è
molto elegante oggi. In questo caso, invece, si tratta del pronome a senhora

22
(corrispondente al Lei) e non va accompagnato dal nome. Ancora nella seconda
frase incontriamo “senhora Ana” senza l’articolo (obbligatorio nella forma di
cortesia), quindi con funzione meramente vocativa.
Frequentemente si usa “Dona” + nome in sostituzione di “Senhora” +
nome.
Esempio: Dona Ana = Senhora Ana
D. Ana Sra. Ana

Per quanto riguarda il pronome di prima persona del plurale, nós, esso
viene spesso sostituito dalla espressione a gente nel linguaggio colloquiale. Con
a gente il soggetto non si può mai omettere, mentre nós può essere esplicitato o
meno. Inoltre a gente utilizza la desinenza verbale della 3ª persona del singolare
(ele / ela).
Esempi: (Nós) vamos ao cinema.  verbo nella 1ª persona del plurale.
A gente vai ao cinema.  verbo nella 3ª persona del singolare.
Attenzione: quando volete dire “la gente è felice”, per esempio, non usate
l’espressione a gente (che corrisponde a noi). Usate, invece, la espressione as
pessoas: “as pessoas são felizes”.

Nel plurale, per quanto riguarda la 2ª persona, si usa il vocês nei rapporti
informali e i plurali os senhores / as senhoras per la forma di cortesia. Come nel
singolare, questi pronomi hanno la stessa desinenza verbale della 3ª persona del
plurale (eles / elas). Ma attenzione perché i rispettivi pronomi divergono.
Esempi: vocês chamam-se Maria
o vosso carro
eu vi-vos
eu dei-vos / dei-lhes o livro

as senhoras chamam-se Maria


o vosso carro
eu vi-as
eu dei-lhes o livro

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2) Pronomi Riflessivi

Singolare

Pron.Pers.Soggetto Pron.Riflessivo
1ª persona Eu me
2ª persona Tu te
Você se
O senhor / A senhora se
3ª persona Ele / Ela se

Plurale

Pron.Pers.Soggetto Pron.Riflessivo
1ª persona Nós nos
2ª persona Vocês se
Os senhores / As senhoras se
3ª persona Eles /Elas se

I pronomi riflessivi, ugualmente ai pronomi atoni che vedremo in seguito,


possono trovarsi prima o dopo il verbo (vedere regole per la collocazione
pronominale). Quando succedono il verbo, e solo quando lo succedono, vengono
uniti ad esso da un trattino, che in portoghese si chiama “hífen”. Notate anche
che il pronome riflessivo della 1ª persona del plurale, così come i suoi rispettivi
pronomi atoni, non è accentuato. Nós (pron.pers.sogg.) ha una pronuncia aperta,
mentre nos (pron.rifles. e atoni) ha la pronuncia chiusa.
Esempi: (eu) chamo-me Mariana
(tu) chamas-te Paulo
(você) chama-se Ana
(o senhor) chama-se Ricardo
(ela) chama-se Heloísa
(nós) chamamo-nos José
(vocês) chamam-se Cláudio
(as senhoras) chamam-se Maria
(eles) chamam-se Mauro
Osservazione: nella 1ª persona del plurale (nós), quando il pronome si
trova dopo il verbo, il verbo perde la -s della desinenza:
(Nós) nos chamamos José  (nós) chamamo-nos José
3) Pronomi Possessivi

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I pronomi possessivi della 1ª e della 2ª persona del singolare e del plurale
concordano in genere e numero con l’oggetto posseduto, mentre quelli della 3ª
persona del singolare e del plurale concordano con il possessore.

Possessivi 1ª e 2ª persona singolare/plurale:

Pron.Pers.Soggetto Pronome Possessivo


1ª sing. Eu (o) meu, (a) minha, (os) meus, (as) minhas
2ª sing. Tu (o) teu, (a) tua, (os) teus, (as) tuas
Você (o) seu, (a) sua, (os) seus, (as) suas
O senhor / A senhora (o) seu, (a) sua, (os) seus, (as) suas
1ª plur. Nós (o) nosso, (a) nossa, (os) nossos, (as) nossas
2ª plur. Vocês (o) vosso, (a) vossa, (os) vossos, (as) vossas
Os senhores / As senhoras (o) vosso, (a) vossa, (os) vossos, (as) vossas

Come già detto, questi pronomi possessivi concordano in genere e numero con
l’oggetto posseduto. Non concordano con il numero e il genere di chi possiede
l’oggetto. Come in italiano.
Esempi: o meu gato  a minha gata  os meus gatos  as minhas
gatas
o teu gato  a tua gata  os teus gatos  as tuas gatas
o seu gato  a sua gata  os seus gatos  as suas gatas
o nosso gato  a nossa gata  os nossos gatos  as nossas
gatas
o vosso gato  a vossa gata  os vossos gatos  as vossas
gatas
Quello che può variare è la posizione del pronome possessivo in relazione al
sostantivo. Se viene accompagnato da articolo determinativo (o, a, os, as), il
possessivo precede il sostantivo (articolo + possessivo + sostantivo). Se viene
accompagnato da articolo indeterminativo (um, uma, uns, umas) o da un
numerale, il sostantivo precede il possessivo (articolo + sostantivo + possessivo).
Esempi: a minha gata  articolo det. + possessivo + sostantivo
uma amiga minha  articolo indet. + sostantivo + possessivo
dois amigos nossos  numerale + sostantivo + possessivo

Possessivi 3ª persona singolare/plurale:

Pron.Pers.Soggetto Pronome Possessivo


3ª sing. Ele dele
Ela dela
3ª plur. Eles deles

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Elas delas

Non importa se l’oggetto posseduto è un sostantivo maschile o femminile, se è


un solo oggetto o se sono più di uno. Il pronome possessivo di 3ª persona
concorda con il possessore: maschile o femminile, singolare o plurale. Inoltre
questi pronomi possessivi non cambiano la loro posizione in relazione al
sostantivo. La formula è fissa: articolo (determinativo o indeterminativo)/
numerale + sostantivo + possessivo.
Esempi: o gato dele  a gata dele  os gatos dele  as gatas dele
o gato dela  a gata dela  os gatos dela  as gatas dela
o gato deles  a gata deles  os gatos deles  as gatas deles
o gato delas  a gata delas  os gatos delas  as gatas delas

Si nota che non è l’oggetto posseduto quello che conta, ma il soggetto. Questi
pronomi provengono dalla contrazione della preposizione de con il pronome
personale soggetto di riferimento come se dicessimo, in italiano, di lui, di lei, di
loro. Nella frase “os gatos dela”, nonostante “gatos” sia maschile e plurale,
appartengono ad una donna e quindi sono dela (di lei). Allo stesso modo, nella
frase “a gata deles”, nonostante “gata” sia femminile e singolare, appartiene a più
di un uomo e quindi essa sarà deles (di loro).

Osservazione: i pronomi possessivi seu, sua, seus, suas possono essere


utilizzati con la 3ª persona, sia del singolare, sia del plurale. Ovviamente
concorderanno con l’oggetto posseduto.
Esempi: os gatos dela = os seus gatos
a gata deles = a sua gata
Comunque, tale uso va evitato perché potrebbe creare ambiguità. Vediamo
una frase nel quale essa sia presente:
“Bom dia, D.Ana. Falei com sua mãe e ela falou-me do seu problema.”
(Buon giorno Sig.ra Anna. Ho parlato con sua madre e lei mi ha parlato del
suo problema.)
In questa frase, per esempio, si potrebbe pensare che il problema di cui si
parla riguarda la Sig.ra Anna. Se modifichiamo la frase della seguente maniera,
resterà chiaro che il problema riguarda la madre della Sig.ra Anna:
“Bom dia, D.Ana. Falei com sua mãe e ela falou-me do problema dela.”
Perciò si suggerisce l’uso dei pronomi possessivi, seu, sua, seus, suas
esclusivamente in relazione a você, o senhor e a senhora.

26
27
4) Pronomi Dimostrativi

I pronomi dimostrativi hanno la funzione di indicare la localizzazione spaziale


dell’oggetto di cui si parla in relazione al parlante a al suo interlocutore. Perciò si
stabilisce una corrispondenza tra essi e gli avverbi di luogo aqui, aí e ali.
In portoghese vi è la distinzione tra il punto dove si trova il parlante (aqui), il
punto dove si trova l’interlocutore in relazione al parlante (aí) e un terzo punto
distante da tutte e due (ali). Faccio questa precisazione perché in italiano esistono
solo due punti di riferimento: qua/qui e la/li. Il primo riguarda il punto dove si
trova il parlante (come in portoghese), ma il secondo può riguardare sia il punto
dove si trova l’interlocutore, sia un punto distante da tutte due. E questo crea un
po’ di confusione.
Allora, immaginiamo due persone che parlano al telefono (A e B) di una terza
persona (C):
A: Come è il tempo da te? (1)
B: Da me, piove. (2) Come sarà il tempo da C? (3)
Riproponiamo il dialogo con gli avverbi di luogo:
A: Come è il tempo li? (1)
B: Qua piove. (2) Come sarà il tempo li? (3)
Vedete che la prima frase e la terza utilizzano lo stesso avverbio di luogo però
si riferiscono a due punti di riferimento diversi. Il primo si riferisce al punto dove
si trova l’interlocutore di A e il secondo, al punto dove si trova C, distante dal
parlante e dall’interlocutore.
In portoghese questa ambiguità non avviene perché c’è un avverbio di luogo
per ognuno di questi punti di riferimento. Vediamo il dialogo in portoghese:
A: Como está o tempo aí?
B: Aqui está chovendo. Come serà o tempo ali?
Capire questo punto è fondamentale perché i pronomi dimostrativi verranno
associati a questi tre punti spaziali: vicino a chi parla (aqui), vicino
all’interlocutore (aí) e lontano da tutte e due (ali).

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In portoghese, i pronomi dimostrativi hanno due forme: una variabile
(maschile/femminile, singolare/ plurale) e una invariabile (neutra).

1) quando l’oggetto di cui si parla è vicino a chi parla.


Avverbio di luogo corrispondente: aqui.
In italiano corrispondo a: questo, questa, questi, queste.

Variabili Invariabile
Maschile Femminile Neutro
Singolare este esta isto
Plurale estes estas

2) quando l’oggetto di cui si parla è vicino all’interlocutore.


Avverbio di luogo corrispondente: aí
In italiano corrispondono a codesto, codesta, codesti, codeste.

Variabili Invariabile
Maschile Femminile Neutro
Singolare esse essa isso
Plurale esses essas

3) quando l’oggetto di cui si parla è lontano sia da chi parla, sia dal suo
interlocutore.
Avverbio di luogo corrispondente: ali
In italiano corrispondono a: quello, quella, quelli, quelle.

Variabili Invariabile
Maschile Femminile Neutro
Singolare aquele aquela aquilo
Plurale aqueles aquelas

Le forme variabili hanno funzione aggettiva o sostantiva, mentre la neutra


svolge la funzione solo sostantiva
I pronomi dimostrativi variabili, come i corrispondenti italiani, si riferiscono
ad un oggetto del quale si sa il genero e il numero, perciò svolgono una funzione
aggettiva o sostantiva.
Esempi: Este livro é meu. (funzione aggettiva)
Meu livro é este. (funzione sostantiva)

Attenzione perché molte volte l’oggetto al quale si riferisce il dimostrativo è


implicito nella frase, cioè, guardando la frase non troviamo nessun sostantivo di
29
riferimento. Notate anche che si possono includere nelle frasi i rispettivi avverbi
di luogo, ma non è obbligatorio. Serve più che altro ad enfatizzare.
Esempi: Maria: De quem é aquela bola ali? (Di chi è quel pallone?)
José: Aquela (bola) ali é minha. (Quello è mio)
Maria: E esta (bola) aqui? (E questo qua?)
José: Essa (bola) aí é do João. (Quello è di João)
Maria: E essa (bola) aí? (E quella (da te) ?)
José: Esta (bola) aqui é minha também. (Anche questo è mio)

Analizziamo questo esempio. Maria chiede a José di chi è quel pallone che si
trova lontano da tutte e due (aquela bola). José risponde utilizzando lo stesso
dimostrativo che aveva utilizzato Maria giacché il pallone è lontano anche da lui
(aquela). Notate che “a bola” viene nominata soltanto nella prima frase. Nelle
successive è tra parentesi perché non c’è bisogno di ripeterla, resta implicita e si
continua ad utilizzare i dimostrativi variabili nel femminile/singolare.
Continuiamo. Maria chiede allora, di chi è il pallone che ha vicino a lei (esta).
José le risponde che il pallone vicino a lei (essa) è di João. Finalmente, Maria
chiede di chi è il pallone vicino a José (essa) e José risponde che anche il pallone
che ha vicino a sé è suo.

Attenzione! Notate che quando Maria parla, “a bola” che si trova vicino a
José (interlocutore) diventa “essa”, ma quando José parla, “a bola” che si
trova vicino a sé diventa “esta”. Questo perché in un dialogo i ruoli di parlante
e interlocutore si alternano così come i punti spaziali di riferimento. Ciò che
per me è “da me”, per il mio interlocutore sarà “da te” e viceversa. L’unica
cosa che resta immutabile è ciò che è lontano da entrambi.

Le forme invariabili dei pronomi dimostrativi vengono usate al posto di esta


coisa, essa coisa, aquela coisa quando si vuole designare qualcosa di cui non si
può, o non si desidera specificare il nome. Infatti, svolgono soltanto una funzione
sostantiva. In italiano corrispondono alle forme maschili/singolari: questo,
codesto e quello. Fate attenzione al fatto che anche per i dimostrativi invariabili
vanno rispettati i tre punti spaziali di riferimento.
Esempi: O que é isto (aqui)? (cosa è questo? – vicino a chi parla)
Isso (aí) é uma bola de futebol. = Essa coisa (aí) é uma bola…
O que é isso? (cosa è quello? – vicino all’interlocutore)
Isto (aqui) é uma bola de futebol. = Esta coisa (aqui) é …
O que é aquilo? (cosa è quello? – lontano da entrambi)

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Aquilo (ali) é uma bola de futebol. = Aquela coisa (ali) é …

Attenzione! Non inventate nuovi dimostrativi come: esto, issos, issa, aquila,
ecc!

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5) Pronomi Accusativali (Complemento Oggetto Diretto)

Singolare

Pron.Pers.Soggetto Pron.O.D.
1ª persona Eu me
2ª persona Tu te
Você o /a
O senhor / A senhora o/a
3ª persona Ele / Ela o/a

Plurale

Pron.Pers.Soggetto Pron.O.D.
1ª persona Nós nos
2ª persona Vocês vos
Os senhores / As senhoras os / as
3ª persona Eles /Elas os / as

I pronomi complemento oggetto diretto non differiscono molto, nella loro


struttura, da quelli italiani (mi;ti;La;lo/la;ci;vi;li/le). Allo stesso modo di quelli
italiani, si ha il femminile e il maschile per la 3ª persona del singolare e del
plurale. La forma di cortesia, sia nel singolare, sia nel plurale segue,
rispettivamente, la 3ª persona del singolare e del plurale.
C’è però una particolarità che riguarda i pronomi o, a, os, as in relazione
alle desinenze dei verbi che li precedono. Quando questi pronomi si trovano dopo
il verbo (quindi legati ad esso dal trattino) e il verbo finisce in:

a) -r  la consonante cade e davanti al pronome si aggiunge una -l.


Inoltre, se si tratta di un verbo di prima coniugazione (-ar), l’ultima
vocale va accentuata con l’accento acuto. Se invece si tratta di un verbo
della seconda coniugazione (-er), l’ultima vocale va accentuata con
l’accento circonflesso.
Esempi: Vou comprar o livro  vou comprar-o (sbagliato!)  vou
comprá-lo
Vou beber o café  vou beber-o (sbagliato!)  vou bebê-lo
Vou abrir a porta  vou abrir-a (sbagliato!)  vou abri-la

b) -s o -z  esse cadono e davanti al pronome si aggiunge la -l. Il verbo va


accentuato secondo la regola di accentazione.

32
Esempi: Encontramos as raparigas  encontramos-as (sbagliato!) 
encontramo-las
Tu bebes o leite  tu bebes-o (sbagliato!)  tu bebe-lo
Traz a mesa  traz-a (sbagliato!)  trá-la

c) -m, -ão, -õe  si aggiunge la -n al pronome.


Esempi: Comam a carne  comam-a (sbagliato!)  comam-na
Eles dão os livros  eles dão-os (sbagliato!)  eles dão-nos
Põe a camisa  põe-a (sbagliato!)  põe-na

d) Eccezioni:
- la 3ª persona del presente dell’indicativo del verbo querer (ele
quer)
Esempio: Ele quer a bola  ele quer-a (sbagliato!)  ele quere-a
- la 2ª persona del presente dell’indicativo del verbo ter (tu tens)
Esempio: Tu tens a bola?  tu tens-a? (sbagliato!)  tu tem-la?
Ricordate che queste trasformazioni riguardano solo i pronomi o, a, os, as
e solo e esclusivamente quando i pronomi succedono il verbo! Quando precedono
il verbo non subiscono modificazioni né i pronomi, né il verbo.

33
6) Pronomi Dativali (Complemento Oggetto Indiretto)

Singolare
Pron.Pers.Sogg. Pronomi O.I.
Senza prep. Con prep. Con la prep. Com
1ª persona Eu me mim comigo
2ª persona Tu te ti contigo
Você lhe você / si consigo / com você
O senhor / A lhe o senhor / a com o senhor / com a
senhora senhora / si senhora / consigo
3ª persona Ele / Ela lhe ele / ela com ele / com ela

Plurale

Pron.Pers.Sogg. Pronomi O.I.


Senza prep. Con prep. Con la prep. Com
1ª persona Nós nos nós connosco
2ª persona Vocês vos / lhes vocês convosco / com vocês
Os senhores / vos / lhes os senhores / com os senhores / com as
As senhoras as senhoras senhoras / convosco
3ª persona Eles /Elas lhes eles / elas com eles / com elas

I pronomi complemento oggetto indiretto senza preposizione


corrispondono ai mi; ti/Le, gli/le; ci; vi; gli. Per quanto riguarda il singolare, al
você, alla forma di cortesia e alla 3ª persona del singolare corrispondono gli stessi
pronomi. Nel plurale l’unica particolarità è che per la 2ª persona si possono usare
due pronomi: vos oppure lhes.
Esempi: Dou a ele o livro?  Dou-lhe o livro?
Ela disse a nós que vem.  Ela disse-nos que vem.
Disse boa noite às senhoras.  Disse-lhes boa noite. (fate
attenzione alla preposizione articolata às: il verbo dizer (dire) regge la
preposizione a che si contrae con l’articolo as del pronome as senhoras)
Dei a gata ao José.  Dei-lhe a gata. (anche in questo caso la
preposizione a si contrae con l’articolo o che precede il nome di persona)
Ci sono preposizioni che reggono i pronomi complemento oggetto
indiretto: para, de, a, por, em, entre, até.
Esempi: Este caderno é para ti.
Dei a gata a ele.
Ela não gosta de mim.

34
A notícia chegou até nós.
Nel caso della preposizione com, essa si contrae con i pronomi. Il pronome
connosco è l’unica parola portoghese con una doppia!
Esempi: Vou contigo.
Vens connosco.

35
7) Regole per la collocazione pronominale

Di regola i pronomi riflessivi e atoni vengono dopo il verbo (pronome


enclitico), legato ad esso da un trattino (hífen).
Esempio: Chamas-te Maria?
Dou-lhe a bola.
Ouço-a muito bem.
Tuttavia in alcune situazioni vengono prima del verbo (pronome proclitico). In
questo caso non si utilizza l’hífen!

1) nelle orazioni in cui il verbo sia preceduto da pronome o avverbio


negativo: não, nunca, jamais, ninguém, nada, ecc.
Esempi: Nunca o vi.
Não lhe disse isso.

2) nelle orazioni introdotte da pronomi relativi: que, quem, onde, o qual, a


qual, os quais, ecc.
Esempio: A estória que me contaste era linda.

3) nelle orazioni introdotte da pronomi e avverbi interrogativi: que, quem, o


que, de quem, como, quanto, qual, onde, em que, a quem, por que, para
que, ecc.
Esempi: Onde o encontraram?
Como é que te chamas?

4) nelle orazioni in cui è presente un pronome indefinito: alguém, ninguém,


nenhum, nenhuma, todo, toda, qualquer, quaisquer, nada, tudo, ambos,
ecc.
Esempi: Alguém lhe disse a verdade.
Mais nada me surpreende.

5) nelle orazioni in cui sono presenti certe congiunzioni e avverbi come: mas,
também, enquanto, apenas, só, mesmo, até, já, talvez, sempre,enquanto,
ecc.
Esempi: Eu já te disse que não vou.
Eu sei, mas ele não me ouve.

36
6) nelle orazioni introdotte da espressioni esclamative o che esprimono un
desiderio.
Esempi: Deus te ajude!
Que Deus te bendiga!

Nei tempi composti, in cui il verbo principale si trova al participio, il pronome


si lega al verbo ausiliare. Come nei tempi semplici, di regola, il pronome succede
il verbo ausiliare con l’hífen. Nei casi sopra elencati, precede l’ausiliare.
Esempio: Tinha-o visto antes  Não o tinha visto antes.

Nelle perifrasi verbali come estar a + infinito, ter de + infinito, ir + infinito,


ecc. il pronome può venire sia dopo l’ausiliare, sia dopo il verbo principale. Nei
casi in cui si prevede la collocazione enclitica, il pronome può venire comunque
dopo l’infinito del verbo principale oppure precedere il verbo ausiliare.
Esempi: Tenho de visitá-lo.
Tenho de o visitar.
Não o tenho de visitar.
Não tenho de visitá-lo.

37
Verbi

In portoghese, come in italiano, i verbi si dividono in regolari e irregolari e


hanno tre coniugazioni:
1ª conjugação: verbi con l’infinito in -ar
2ª conjugação: verbi con l’infinito in -er
3ª conjugação: verbi con l’infinito in -ir
I verbi della lingua portoghese sono raggruppati in tre modi verbali:
indicativo (indicativo), imperativo (imperativo) e conjuntivo (congiuntivo).
Inoltre ci sono: infinitivo (infinito), gerúndio (gerundio) e particípio (participio
passato).
L’indicativo comprende i seguenti tempi verbali (semplici e composti):
- presente (presente)
- pretérito perfeito: simples (passato remoto)6
composto (senza corrispondente in italiano)
- pretérito imperfeito (imperfetto)
- pretérito mais-que-perfeito: simples (trapassato remoto)
composto (trapassato prossimo)
- futuro do presente: simples (futuro semplice)
composto (futuro anteriore)
- futuro do pretérito7: simples (condizionale)
composto (condizionale passato)
Il conjuntivo comprende i seguenti tempi verbali (semplici e composti):
- presente (presente)
- pretérito perfeito (passato)
- pretérito imperfeito (imperfetto)
- pretérito mais-que-perfeito (trapassato)
- futuro: simples (senza corrispondente in italiano)
composto (senza corrispondente in italiano)
Diversamente dall’italiano l’infinito ha due forme:
- infinitivo impessoal (infinito)
- infinitivo pessoal (senza corrispondente in italiano)

6
In portoghese non esiste un equivalente al passato prossimo. Il pretérito perfeito simples, che in quanto alla
sua struttura corrisponde al passato remoto, è il tempo del passato per eccellenza, anche quando l’azione si
riferisce ad un passato recente. Non esiste un tempo composto per il passato che corrisponda al passato prossimo
italiano!
7

38
1) Ser e Estar

Pron.Pers.Soggetto Ser (Essere) Estar (Stare)


Eu sou estou
Tu és estás
Você é está
O senhor /A senhora é está
Ele / Ela é está
Nós somos estamos
Vocês são estão
Os senhores /As senhoras são estão
Eles / Elas são estão

In italiano diciamo: “sei italiana”, “oggi sono felice”, “lui è medico”, “siamo a
Roma”, “il tempo è bello”, “lei è bassa”, ecc. In tutti questi casi, usiamo il verbo
essere. In portoghese alcune di queste orazioni non richiederebbero il verbo ser
(essere), bensì il verbo estar (stare). Questi due verbi, che sono anche degli
importanti verbi ausiliari, vengono associati, rispettivamente a un’idea di
permanenza e a un’idea di transitorietà.

Il verbo ser si usa per indicare caratteristiche permanenti o stabili del


soggetto:
- caratteristiche fisiche o psicologiche durative, permanenti
Esempi: Ela é alta.
Ele é muito simpático.
Ela é magra.
Eu sou timido.
O meu cachorro é um pastor alemão.
- nazionalià
Esempi: Tu és italiano.
Nós somos brasileiras.
- Professione
Esempi: Eu sou dentista.
Ele é professor.
Ela é secretária.
Vocês são estudantes.
- localizzazione fissa nello spazio (case, negozi, ecc.)
Esempi: A minha casa é em Brindisi.
A farmácia é na rua Tiradentes.
- materia (ser de)

39
Esempi: A camisa é de seda.
O gelado é de chocolate.
- tempo cronologico
Esempi: Que horas são?
São duas e meia.
É meio-dia.

Il verbo estar si usa per indicare caratteristiche temporanee o transitorie del


soggetto:
- fisiche
Esempio: Ela está magra.
Ela está grávida.
Nel primo esempio “está magra” non vuol dire che il soggetto sia una
persona magra, cioè che sia magro di costituzione. In quel caso la frase
sarebbe “ela é magra”. “Está magra” vuol dire che si ritiene che, in quel
momento, la persona sia magra. Si può quindi capire perché una donna
“está grávida” (incinta). Una donna non potrebbe “ser grávida” perché
non è permanentemente incinta. Il fatto di essere incinta è uno stato
temporaneo e quindi richiede il verbo estar.
- Psicologiche
Esempio: Hoje estou contente.
Ele está cansado.
Nel primo caso si tratta dello stato d’animo del soggetto in quel
determinato momento. Uno non è eternamente contento, ma si trova
contento in determinati momenti, giorni, ecc. Lo stesso vale per la
stanchezza (“cansado”). In quel momento la persona si ritiene stanca,
ma ciò non vuol dire che si tratti di una persona perennemente stanca.
Vediamo un altro esempio:
A Lia é chata. (Lia è noiosa)
A Lia está chata.
Nella prima orazione, chi parla ritiene che Lia sia una persona noiosa.
Invece, nella seconda frase, chi parla ritiene che, in quel momento, Lia è
noiosa.
- localizzazione mobile nello spazio (persone, animali, ecc.)
Esempi: Onde vocês estão?
Estamos em Roma.
In italiano si potrebbe dire “Dove siete?”, “Siamo a Roma”. In
portoghese è sbagliato! Perché essere in un posto è una condizione

40
temporanea. Diverso di una casa o di un negozio che si trovano
fisicamente fissi in un posto: “A minha casa é em Brindisi.”
- tempo (condizioni climatiche)
Esempi: Hoje está calor.
O céu está nublado.

41
2) Ficar

Pron.Pers.Soggetto Ficar
Eu fico
Tu ficas
Você fica
O senhor /A senhora fica
Ele / Ela fica
Nós ficamos
Vocês ficam
Os senhores /As senhoras ficam
Eles / Elas ficam

Questo è un altro verbo che crea delle difficoltà perché ha molti significati.
Limitiamoci ad alcuni dei suoi principali usi. Il verbo ficar può significare:
- rimanere, restare: quando uno resta fisicamente in un posto o con
qualcuno.
Esempi: Hoje fico em casa.
(Oggi rimango in casa.)
Amanhã ficas com ele.
(Domani resti con lui.)
- trovarsi: in questo caso può sostituire il verbo ser quando esso esprime
localizzazione fissa nello spazio.
Esempi: A minha casa é em Brindisi  A minha casa fica em Brindisi.
A farmácia é na rua Tiradentes.  A farmácia fica na rua
Tiradentes.
- diventare: il verbo ficar si alterna con il verbo estar quando esprime
stati che risultano da una transizione. Molto usato nelle alterazioni dello
stato d’animo.
Esempi: A Lia está muito magra.
Depois da dieta, a Lia ficou muito magra.
Nella prima orazione si ritiene che in quel momento Lia è molto magra.
Nella seconda, si afferma che dopo la dieta, Lia diventò molto magra.
A Lia está feliz com a notícia do casamento.
A Lia ficou feliz com a notícia do casamento.
Nella prima orazione, Lia è felice, in quel momento, a causa della
notizia del matrimonio. Nella seconda, si afferma che lei è rimasta
felice a causa della notizia del matrimonio.
Fico muito triste quando não te vejo!
(Divento molto triste quando non ti vedo)
3) Ter e Haver

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Insieme a ser e estar, i verbi ter e haver formano il quadro dei principali
verbi ausiliari della lingua portoghese. Questi due verbi non avrebbero niente di
particolare se non fosse la confusione che si crea, in italiano, con il verbo avere.
Uno degli errori più comuni tra gli studenti italiani è quello di confondere il
verbo haver con il verbo avere. Infatti al verbo avere corrisponde, in portoghese,
il verbo ter.

Pron.Pers.Soggetto Ter (Avere)


Eu tenho
Tu tens
Você tem
O senhor /A senhora tem
Ele / Ela tem
Nós temos
Vocês têm
Os senhores /As senhoras têm
Eles / Elas têm

Il verbo haver invece ha due forme: una personale e una impersonale. La


forma personale è quella che servirà come ausiliare. Ma è la sua forma
impersonale quella che ci interessa in questo momento.
Il verbo impersonale haver corrisponde all’esserci italiano. Con l’unica
differenza che mentre il verbo esserci può essere coniugato nel singolare o nel
plurale (c’è / ci sono), il verbo haver ha un’unica forma verbale valida per il
singolare e per il plurale: há.
Esempi: Há uma pessoa na casa.
(C’è una persona nella casa)
Há muitas pessoas na casa.
(Ci sono molte persone nella casa)

43
4) Presente dell’Indicativo – Verbi Regolari

1ª Coniugazione: -ar (amar)

Pron.Pers.Soggetto -ar
Eu -o
Tu -as
Você -a
O senhor /A senhora -a
Ele / Ela -a
Nós -amos
Vocês -am
Os senhores /As senhoras -am
Eles / Elas -am

Esempi: Eu falo
Tu cantas
Você estuda
O senhor / a senhora almoça
Ele /ela sonha
Nós fumamos
Vocês dançam
Os senhores /as senhoras jantam
Eles / elas jogam

44
2ª Coniugazione: -er (beber)

Pron.Pers.Soggetto -er
Eu -o
Tu -es
Você -e
O senhor /A senhora -e
Ele / Ela -e
Nós -emos
Vocês -em
Os senhores /As senhoras -em
Eles / Elas -em

Esempi: Eu como
Tu corres
Você aprende
O senhor / a senhora vive
Ele /ela compreende
Nós escrevemos
Vocês conhecem
Os senhores /as senhoras descem
Eles / elas esquecem

Attenzione! I verbi regolari della 2ª coniugazione che finiscono in –cer e


-ger, quando vengono coniugati nella prima persona del singolare (-o), hanno la
grafia leggermente alterata in modo da mantenere la sua struttura fonetica.
L’importante è mantenere il suono della ce e della ge perciò esse si trasformano
in ço e jo, altrimenti si pronuncierrebbero co e go. Queste alterazioni
riguardano solo la prima persona del singolare! Le altre persone vengono
coniugate normalmente!
Esempi: esquecer  eu esqueco (sbagliato!)  eu esqueço
descer  eu desco (sbagliato!)  eu desço
agradecer  eu agradeco (sbagliato!)  eu agradeço
merecer  eu mereco (sbagliato!)  eu mereço
proteger  eu protego (sbagliato!)  eu protejo

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3ª Coniugazione: -ir (partir)

Pron.Pers.Soggetto -ir
Eu -o
Tu -es
Você -e
O senhor /A senhora -e
Ele / Ela -e
Nós -imos
Vocês -em
Os senhores /As senhoras -em
Eles / Elas -em

Esempi: Eu decido
Tu divides
Você serve
O senhor / a senhora pede
Ele /ela prefere
Nós despimos
Vocês conseguem
Os senhores /as senhoras dirigem
Eles / elas partem

Attenzione! Anche alcuni verbi regolari della 3ª coniugazione, quando


vengono coniugati nella prima persona del singolare (-o), hanno la grafia alterata
per mantenere intatta la struttura fonetica. Sono quelli che finiscono in -guir e
-gir. Per mantenere lo stesso suono dell’infinito, con la presenza della -o della
desinenza, la -guir diventa -go e la -gir diventa –jo.
Esempi: conseguir  eu consiguo (sbagliato!)  consigo
dirigir  eu dirigo (sbagliato!)  eu dirijo
Notate in “conseguir” che quando la penultima sillaba dell’infinito di un verbo
di 3ª coniugazione finisce in -e, nella prima persona del singolare, essa si
trasforma in -i.
Esempi: sentir  sen – tir  eu sinto
preferir  pre – fe – rir  eu prefiro

Queste alterazioni riguardano solo la prima persona del singolare!


Alcune particolarità verbali:

1) verbi con infinito in –ear: passear (passeggiare), golpear (colpire)

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2) verbi con infinito in –iar: odiar (odiare)
3) verbi con infinito in –air: cair (cadere), sair (uscire)
4) verbi “dormir” (dormire) e “cobrir” (coprire) – solo la prima persona del
singolare cambia

Pron.Pers.Soggetto Passear Odiar Sair Dormir Cobrir


Eu passeio odeio saio durmo cubro
Tu passeias odeias sais dormes cobres
Você passeia odeia sai dorme cobre
O senhor /A senhora passeia odeia sai dorme cobre
Ele / Ela passeia odeia sai dorme cobre
Nós passeamos odiamos saímos dormimos cobrimos
Vocês passeiam odeiam saem dormem cobrem
Os senhores /As senhoras passeiam odeiam saem dormem cobrem
Eles / Elas passeiam odeiam saem dormem cobrem

47
5) Presente dell’Indicativo – Verbi Irregolari

Esistono alcuni verbi che hanno l’infinito in -or. Questi verbi seguono la
coniugazione del verbo por (mettere).

Pron.Pers.Soggetto Pôr (mettere)


Eu ponho
Tu pões
Você põe
O senhor /A senhora põe
Ele / Ela põe
Nós pomos
Vocês põem
Os senhores /As senhoras põem
Eles / Elas põem

1ª Coniugazione

Pron.Pers.Soggetto Dar (dare)


Eu dou
Tu dás
Você dá
O senhor /A senhora dá
Ele / Ela dá
Nós damos
Vocês dão
Os senhores /As senhoras dão
Eles / Elas dão

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2ª Coniugazione: la maggior parte dei verbi irregolari della 2ª coniugazione
sono irregolari o nella 1ª persona del singolare, o nella 3ª persona del singolare o
in entrambi. I verbi ver (vedere) e ler (leggere) invece sono irregolari quasi
interamente.

Pron.Pers.Soggetto Ver Ler Dizer Fazer Perder


(vedere) (leggere) (dire) (fare) (perdere)
Eu vejo leio digo faço perco
Tu vês lês dizes fazes perdes
Você vê lê diz faz perde
O senhor /A senhora vê lê diz faz perde
Ele / Ela vê lê diz faz perde
Nós vemos lemos dizemos fazemos perdemos
Vocês vêem lêem dizem fazem perdem
Os senhores /As senhoras vêem lêem dizem fazem perdem
Eles / Elas vêem lêem dizem fazem perdem

Pron.Pers.Soggetto Poder Querer Saber Trazer


(potere) (volere) (sapere) (portare)
Eu posso quero sei trago
Tu podes queres sabes trazes
Você pode quer sabe traz
O senhor /A senhora pode quer sabe traz
Ele / Ela pode quer sabe traz
Nós podemos queremos sabemos trazemos
Vocês podem querem sabem trazem
Os senhores /As senhoras podem querem sabem trazem
Eles / Elas podem querem sabem trazem

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3ª Coniugazione

Pron.Pers.Soggetto Ir Vir Ouvir Pedir Medir


(andare) (venire) (sentire) (chiedere) (misurare)
Eu vou venho ouço peço meço
Tu vais vens ouves pedes medes
Você vai vem ouve pede mede
O senhor /A senhora vai vem ouve pede mede
Ele / Ela vai vem ouve pede mede
Nós vamos vimos ouvimos pedimos medimos
Vocês vão vêm ouvem pedem medem
Os senhores /As senhoras vão vêm ouvem pedem medem
Eles / Elas vão vêm ouvem pedem medem

Osservazioni importanti su alcuni verbi:

1) Gostar de

L’espressione gostar de viene utilizzata per indicare quando una cosa piace a
qualcuno, però la costruzione sintattica è diversa da quella del verbo piacere. In
italiano diciamo che qualcosa piace a qualcuno (Es. “la cioccolata piace a Maria”,
“mi piace la cioccolata”). Il verbo “gostar” richiede un’altra struttura sintattica:
qualcuno “gosta de” qualcosa (Es. “A Maria gosta de chocolate”, “Eu gosto de
chocolate”). Notate che il verbo “gostar” regge la preposizione de e va sempre
accompagnato da essa.
Anche nelle domande, la preposizione de è presente:
“De quem gostas mais: do papai ou da mamãe?”
(Chi ti piace di più: la mamma o papà?)
Per dire, per esempio, “tu mi piaci” dobbiamo trasformare la frase in “eu
gosto de você”. E per dire “io ti piacio”, diciamo “tu gostas de mim”.
Attenzione a non inventare frasi del tipo: “gosta-me de viajar”  tentativo
malriuscito di dire “mi piace viaggiare”. La forma corretta sarebbe: “Gosto de
viajar”.

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2) Trazer e Levar

Entrambi i verbi vanno tradotti, in italiano, come “portare”, però vanno


utilizzati distintamente in funzione della localizzazione dell’oggetto da portare in
relazione alla posizione del soggetto.
Immaginiamo che la pallina sia l’oggetto da spostare e la freccia indichi la
direzione nella quale deve essere spostato l’oggetto (da qua verso oltre / da oltre
verso qua).

qua, vicino oltre, lontano


a) • verso  Levar (portare verso)
b)  verso • Trazer (portare da)

Nel caso a) l’oggetto si trova vicino al soggetto e deve essere portato verso un
punto oltre, lontano dal soggetto. In questo caso si usa “levar”
Esempio: “Leva o prato na cozinha.” (Porta il piato in cucina.)
L’ordine è di prendere il piatto che sta vicino al soggetto e di
portarlo verso un altro posto (la cucina). Cioè, prenderà
l’oggetto e lo porterà oltre, lontano dal punto dove si trova.
Portare via, in portoghese, si dice “levar embora”.
Nel caso b) l’oggetto si trova lontano dal soggetto e deve essere portato da
lontano verso il punto in cui si trova il soggetto. In questo caso si usa “trazer”.
Esempio: “Traz o livro aqui” (Porta il libro qua.)
In questo caso il libro si trova lontano dal soggetto che da
l’ordine e deve essere portato verso il punto in cui si trova.
Vuol dire portare qua un oggetto da lontano (che si trova
lontano).
Esempio: Ana e Lucas si incontrano all’università. Lucas ha un libro di
Ana che glielo doveva consegnare, ma l’ha dimenticato a casa:
Ana: Trouxeste o meu livro? (Hai portato il mio
libro?)
Lucas: Não. Amanhã levo-o na tua casa. (No, domani lo
porto da te.)
In relazione ad Ana, il libro si trovava lontano (a casa di
Lucas). Ana chiede a Lucas se ha portato lì, dove si trovano
entrambi, il suo libro dal luogo esso si trova (dalla casa di
Lucas). Lucas il giorno dopo, quando sarà a casa e quindi sarà
nello stesso punto in cui si trova il libro, lo prenderà e lo
porterà lontano (verso la casa di Ana).
51
6) Pretérito Perfeito Simples – Verbi Regolari

Nell’introduzione ai verbi, abbiamo visto che mentre in italiano esistono il


passato prossimo e il passato remoto, in portoghese esiste un solo tempo verbale
di riferimento per le azioni passate. In italiano utilizziamo il passato prossimo,
che è un tempo composto (ausiliare + participio passato), per le azione accadute
in un passato recente, mentre usiamo il passato remoto per indicare le azioni
accadute in un passato lontano. In portoghese utilizziamo soltanto il pretérito
perfeito simples per indicare sia le azioni che si riferiscono ad un passato
recente, sia quelle che riguardano un passato lontano. Perciò ricordate che in
portoghese non esiste “sou ido” (“sono andato”) oppure “tenho comido”8 (“ho
mangiato”).

1ª Coniugazione: -ar (amar)

Pron.Pers.Soggetto -ar
Eu -ei
Tu -aste
Você -ou
O senhor /A senhora -ou
Ele / Ela -ou
Nós -ámos
Vocês -aram
Os senhores /As senhoras -aram
Eles / Elas -aram

Esempi: Eu falei
Tu cantaste
Você estudou
O senhor / a senhora almoçou
Ele /ela sonhou
Nós fumámos
Vocês dançaram
Os senhores /as senhoras jantaram
Eles / elas jogaram
2ª Coniugazione: -er (beber)

Pron.Pers.Soggetto -er
Eu -i

8
La struttura ter + particípio esiste in portoghese, però corrisponde al pretérito perfeito composto che svolge una
funzione totalmente diversa dal passato prossimo italiano.

52
Tu -este
Você -eu
O senhor /A senhora -eu
Ele / Ela -eu
Nós -emos
Vocês -eram
Os senhores /As senhoras -eram
Eles / Elas -eram

Esempi: Eu comi
Tu correste
Você aprendeu
O senhor / a senhora viveu
Ele /ela compreendeu
Nós escrevemos
Vocês conheceram
Os senhores /as senhoras desceram
Eles / elas esqueceram

53
3ª Coniugazione: -ir (partir)

Pron.Pers.Soggetto -ir
Eu -i
Tu -iste
Você -iu
O senhor /A senhora -iu
Ele / Ela -iu
Nós -imos
Vocês -iram
Os senhores /As senhoras -iram
Eles / Elas -iram

Esempi: Eu decidi
Tu dividiste
Você serviu
O senhor / a senhora pediu
Ele /ela preferiu
Nós despimos
Vocês conseguiram
Os senhores /as senhoras dirigiram
Eles / elas partiram

54
Verbi che finiscono in –air

Pron.Pers.Soggetto Sair Cair


Eu saí caí
Tu saíste caíste
Você saiu caiu
O senhor /A senhora saiu caiu
Ele / Ela saiu caiu
Nós saímos caímos
Vocês saíram caíram
Os senhores /As senhoras saíram caíram
Eles / Elas saíram caíram

55
7) Pretérito Perfeito Simples – Verbi Irregolari

1) i verbi ser e ir hanno lo stesso pretérito perfeito simples:


Esempio: eu fui = io sono andato/io andai
io sono stato/io fu
Sarà il contesto della frase ad indicare il verbo al quale si fa riferimento.
Esempi: Ontem fui ao supermarcado.
(Ieri sono andato al supermercato.)
Sempre fui uma pessoa sincera.
(Sono sempre stato una persona sincera.)
2) i verbi ter e estar hanno le stesse irregolarità sulla e della radice (che si
trasforma in i) e sulla desinenza. Notate che, nella 3ª persona del singolare, la
radice del verbo torna ad essere regolare.
3) i verbi dizer, trazer e saber sono, tutte e tre, irregolari nella radice e hanno le
stesse desinenze irregolari (-e, -este, -e, -e, -e, -emos, -eram, -eram, -eram).
Inoltre trazer e saber subiscono la stessa irregolarità nella radice: la a si
trasforma in ou.
4) notate che il verbo fazer è irregolare nella radice e nella desinenza, ma allo
stesso modo di ter e estar, la radice torna ad essere regolare nella 3ª persona
del singolare.
5) il verbo ver segue la coniugazione dei verbi regolari della 3ª coniugazione (-i,
-iste, -iu, -iu,-iu, -imos, -iram, -iram, -iram). Attenzione a non confondere i
verbi ver e vir!

Pron.Pers.Soggetto Ser Ir Ter Estar Dar


(essere) (andare) (avere) (stare) (dare)
Eu fui fui tive estive dei
Tu foste foste tiveste estiveste deste
Você foi foi teve esteve deu
O senhor /A senhora foi foi teve esteve deu
Ele / Ela foi foi teve esteve deu
Nós fomos fomos tivemos estivemos demos
Vocês foram foram tiveram estiveram deram
Os senhores /As senhoras foram foram tiveram estiveram deram
Eles / Elas foram foram tiveram estiveram deram

56
Pron.Pers.Soggetto Dizer Trazer Saber Fazer Querer
(dire) (portare) (sapere) (fare) (volere)

Eu disse trouxe soube fiz quis


Tu disseste trouxeste soubeste fizeste quiseste
Você disse trouxe soube fez quis
O senhor /A senhora disse trouxe soube fez quis
Ele / Ela disse trouxe soube fez quis
Nós dissemos trouxemos soubemos fizemos quisemos
Vocês disseram trouxeram souberam fizeram quiseram
Os senhores /As senhoras disseram trouxeram souberam fizeram quiseram
Eles / Elas disseram trouxeram souberam fizeram quiseram

Pron.Pers.Soggetto Poder Ver Vir Pôr


(potere) (vedere) (venire) (mettere)
Eu pude vi vim pus
Tu pudeste viste vieste puseste
Você pôde viu veio pôs
O senhor /A senhora pôde viu veio pôs
Ele / Ela pôde viu veio pôs
Nós pudemos vimos viemos pusemos
Vocês puderam viram vieram puseram
Os senhores /As senhoras puderam viram vieram puseram
Eles / Elas puderam viram vieram puseram

Il passato del verbo haver nella sua forma impersonale è: houve. In


italiano corrisponde a c’è stato/ci fu e ci sono stati/ci furono.

57
8) Locuzioni Verbali

a) Estar (presente) a + infinito (Port.) / Estar (presente) + gerúndio (Bras.)


In italiano, per descrivere un’azione che si compie nel momento in cui si
parla, possiamo usare il presente dell’indicativo oppure la locuzione stare +
gerundio.
Esempio: Che fai ? = Che stai facendo?
Studio. = Sto studiando.
In portoghese non sarebbe possibile utilizzare il presente dell’indicativo.
Per esprimere un’azione, che si sta realizzando nel momento in cui si parla,
dobbiamo usare la locuzione verbale estar a + infinito del verbo principale (Port.)
oppure estar + gerundio del verbo principale (Bras.).
Il presente dell’indicativo esprime più un’idea di costanza, di azioni che si
sviluppano abitualmente, che sono costanti.
Esempio: a) Ana: O que fazes?
Lucas: Estudo.
b) Ana: O que estás a fazer?
Lucas: Estou a estudar.
Nell’esempio a) Ana chiede a Lucas cosa fa in generale, cosa fa nella vita. E
lui risponde che studia, ossia che è uno studente. Diversamente, nell’esempio b),
Ana gli chiede cosa sta facendo in quel preciso momento. Lui risponde che in
quel preciso momento sta studiando.

b) Ter (presente) de/que + infinito (verbo principale)


La locuzione ter de/que + infinito del verbo principale esprime le idee di
necessità o di obbligatorietà. Corrisponde al verbo italiano dovere.
Esempi: Tenho de ir ao dentista.
(Ho bisogno di / devo andare dal dentista.)
Tens de voltar cedo!
(Devi tornare presto!)

c) Ir (presente) + infinito (verbo principale)


Questa locuzione costituisce il “futuro próximo” e sostituisce, soprattutto
nel linguaggio colloquiale, il futuro dell’indicativo. Non richiede la
preposizione a
Esempi: Na sexta-feira vou jantar com o meu pai.
(Domani cenerò con mio padre.)
Na semana que vem, vou comprar um carro.
(La settimana prossima comprerò una macchina)

58
8) Imperativo

L’imperativo è un modo verbale che si forma partendo dal presente del


congiuntivo. Perciò cominceremo dalla costruzione del presente del congiuntivo
per arrivare all’imperativo.

Presente del Congiuntivo


Per formare il presente del congiuntivo ci serve la 1ª persona del singolare
del presente dell’indicativo: amo, bebo, parto, agradeço, protejo, prefiro, tenho,
venho, vejo, leio, digo, faço, perco, posso, trago, ponho, ecc. Perché la 1ª persona
del singolare? Perché, se vi ricordate, avevamo visto che nel presente
dell’indicativo i verbi, quando irregolari, lo sono nella 1ª persona del singolare,
nella 3ª del singolare o in entrambi. Ebbene, il presente del congiuntivo riporta
tali irregolarità. Infatti, la radice del verbo nel presente del congiuntivo è
esattamente la stessa della 1ª persona del presente dell’indicativo.
Esempi: eu tenho - que eu tenha
eu leio - que tu leias
eu prefiro - que você prefira
eu faço - que o senhor/a senhora faça
eu vejo - que ele veja
eu agradeço - que nós agradeçamos
eu trago - que vocês tragam
eu ponho - que os senhores/as senhoras ponham
eu dirijo – que eles/elas dirijam

Desinenze del presente del congiuntivo:

Pron.Pers.Soggetto -ar -er -ir


Eu -e -a -a
Tu -es -as -as
Você -e -a -a
O senhor /A senhora -e -a -a
Ele / Ela -e -a -a
Nós -emos -amos -amos
Vocês -em -am -am
Os senhores /As senhoras -em -am -am

Eles / Elas -em -am -am

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Notate che i verbi della 1ª coniugazione (-ar) hanno la desinenza in -e,
mentre quelli della 2ª (-er) e della 3ª (-ir) coniugazioni hanno la desinenza in -a.

Quindi per formare il presente del congiuntivo basta:


a) prendere la radice della coniugazione della 1ª persona del singolare del
presente dell’indicativo del verbo desiderato;
b) mantenere la radice e aggiungere la desinenza: se il verbo termina in
-ar, avrà la desinenza in –e; se il verbo termina in -er o -ir, avrà la
desinenza in -a. (vedi quadro di desinenze del presente del congiuntivo
nella pagina anteriore)
Esempi: verbo falar
a) eu falo  eu falo
b) falar desinenza in -e: que eu fale
que tu fales
que você fale
que o senhor/a senhora fale
que ele/ela fale
que nós falemos
que vocês falem
que eles/elas falem
verbo ver
a) eu vejo  eu vej-o
b) ver desinenza in -a: que eu veja
que tu vejas
que você veja
que o senhor/a senhora veja
que ele/ela veja
que nós vejamos
que vocês vejam
que eles/elas vejam
verbo preferir
a) eu prefiro  eu prefir-o
b) preferir desinenza in -a: que eu prefira
que tu prefiras
que você prefira
que o senhor/a senhora prefira
que ele/ela prefira
que nós prefiramos

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que vocês prefiram
que eles/elas prefiram
verbo agradecer
a) eu agradeço  eu agradeç-o
b) agradecer desinenza in -a: que eu agradeça
que tu agradeças
que você agradeça
que o senhor/a senhora agradeça
que ele/ela agradeça
que nós agradeçamos
que vocês agradeçam
que eles/elas agradeçam
verbo pôr
a) eu ponho  eu ponh-o
b) pôr desinenza in -a: que eu ponha
que tu ponhas
que você ponha
que o senhor/a senhora ponha
que ele/ela ponha
que nós ponhamos
que vocês ponham
que eles/elas ponham

Attenzione! I verbi della 1ª coniugazione che finiscono in -car e -gar


dovranno essere aggiustati per mantenere la loro struttura fonetica. La c diventerà
qu e la g diventerà gu altrimenti con la -e della desinenza cambierebbe il suono
dei verbi.
Esempi: educar  eu educo  que eu educe (sbagliato!)  que eu eduque
chegar  eu chego  que eu chege (sbagliato!)  que eu chegue

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Verbi irregolari nel presente del congiuntivo

Fortunatamente, nel presente del congiuntivo, pochi sono i verbi irregolari.


I verbi ser, querer e saber hanno la radice irregolare, ma desinenze regolari. Il
verbo estar ha la radice irregolare e ha la desinenza dei verbi della 2ª
coniugazione (-er). I verbi dar e ir hanno radice e desinenze irregolari.
Pron.Pers.Soggetto Ser Estar Saber Querer
(que) Eu seja esteja saiba queira
(que) Tu sejas estejas saibas queiras
(que) Você seja esteja saiba queira
(que) O senhor /A senhora seja esteja saiba queira
(que) Ele / Ela seja esteja saiba queira
(que) Nós sejamos estejamos saibamos queiramos
(que) Vocês sejam estejam saibam queiram
(que) Os senhores /As senhoras sejam estejam saibam queiram
(que) Eles / Elas sejam estejam saibam queiram

Pron.Pers.Soggetto Dar Ir
(que) Eu dê vá
(que) Tu dês vás
(que) Você dê vá
(que) O senhor /A senhora dê vá
(que) Ele / Ela dê vá
(que) Nós demos vamos
(que) Vocês dêem vão
(que) Os senhores /As senhoras dêem vão
(que) Eles / Elas dêem vão

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Imperativo Affermativo

L’imperativo viene coniugato nella 2ª persona del singolare (tu, você, o


senhor/a senhora), nella 1ª persona del plurale (nós) e nella 2ª persona del plurale
(vocês, os senhores/as senhoras).
L’imperativo affermativo del “tu” è uguale alla 3ª persona del singolare del
presente dell’indicativo.
Esempio: verbo ver
Pres.ind. (3ª pers.sing.): ele/ela vê
Imp.affer.  vê (tu)
La 2ª persona del singolare nelle forme você e o senhor/ a senhora, la 1ª
persona del plurale e la 2ª persona del plurale hanno le stesse coniugazioni del
presente del congiuntivo.
Esempio: verbo ver
Pres.cong. (que) você veja
(que) o senhor/a senhora veja
(que) nós vejamos
(que) vocês vejam
(que) os senhores/as senhoras vejam
Imper.affer  veja (você)
veja (o senhor/a senhora)
vejamos (nós)
vejam (vocês)
vejam (os senhores as senhoras)

Proviamo a costruire l’imperativo affermativo del verbo dizer:


a) radice della 1ª persona del presente dell’indicativo: eu digo  dig
b) verbo della 2ª coniugazione quindi con desinenza in –a:
que eu diga
que tu digas
que você diga
que o senhor/a senhora diga
que ele/ela diga
que nós digamos
que vocês digam
que os senhores/as senhoras digam
que eles/elas digam
c) 3ª persona del singolare del presente dell’indicativo: ele diz

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d) Imperativo Affermativo: diz (tu) = 3ªpers.sing. del presente dell’indicativo
diga (você) = presente del congiuntivo
diga (o senhor/a senhora) = presente del congiuntivo
digamos (nós) = presente del congiuntivo
digam (vocês) = presente del congiuntivo
digam (os senhores/as senhoras) = pres. del congiuntivo

Imperativo Affermativo – verbo ser

Seguendo il metodo di formazione dell’imperativo appena illustrato,


noteremo che ser è l’unico verbo irregolare. Fortunatamente è irregolare solo nel
tu, il quale non è uguale alla 3ª persona del singolare del presente dell’indicativo.

Pron.Pers.Soggetto Ser
Tu sê
Você seja
O senhor /A senhora seja
Nós sejamos
Vocês sejam
Os senhores /As senhoras sejam

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Imperativo Negativo

L’imperativo negativo è più semplice dell’affermativo. Ciò perché,


nell’imperativo negativo, tutte le coniugazioni sono identiche a quelle del
presente del congiuntivo, incluso il tu. Perfino il verbo ser è regolare.
Esempio: verbo dizer
Pres.congiuntivo: que eu diga
que tu digas
que você diga
que o senhor/a senhora diga
que ele/ela diga
que nós digamos
que vocês digam
que os senhores/as senhoras digam
que eles/elas digam
Imperativo negat.: não digas (tu) = presente del congiuntivo
não diga (você)
não diga (o senhor/a senhora)
não digamos (nós)
não digam (vocês)
não digam (os senhores/as senhoras)

La differenza, quindi tra l’imperativo affermativo e quello negativo


riguarda soltanto il tu: nell’affermativo ha la stessa coniugazione della 3ª persona
del singolare del presente dell’indicativo, mentre nell’imperativo negativo segue
la stessa coniugazione che ha nel presente del congiuntivo.

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Preposizioni articolate

Abbiamo quattro preposizioni semplici che quando si trovano insieme a un


articolo determinativo diventano articolate:

EM
em + art. o = no em + art. os = nos
em + art. a = na em + art. as = nas

DE
de + art. o = do de + art. os = dos
de + art. a = da de + art. as = das
La preposizione DE si può contrarre anche con i pronomi personali
di 3ª persona del singolare e del plurale (Esempio: “não gosto dela”):
de + pron. ele = dele de + pron. ela = dela
de + pron. eles = deles de + pron. elas = delas

A
a + art. o = ao a + art. os = aos
a + art. a = à a + art. as = às

Attenzione! L’accento grave (“crase” in portoghese) va usato solo e


esclusivamente quando avviene la contrazione tra la preposizione A e gli
articoli determinativi femminili oppure quando avviene la contrazione con
i pronomi dimostrativi aquele(s), aquela(s).

POR
por + art. o = pelo por + art. os = pelos
por + art. a = pela por + art. as = pelas

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Uso delle preposizioni em, de, a, por

1) La preposizione em (no, na, nos, nas) corrisponde9 in italiano alla


preposizione in (nel, nello, nell’, nella, negli, nelle) e va usata per
indicare:

- posizione nello spazio: Il verbo ESTAR (stare) richiede l’uso di questa


preposizione quando si tratta di localizzare un elemento in un
determinato punto dello spazio. Mentre richiede la preposizione A per
indicare la localizzazione relativa di un elemento (vedere esempi della
preposizione A). La preposizione va articolata se necessario.
Esempi: Ele está em Lisboa.
(Lui è a Lisbona.)
Ela mora no Brasil.
(Lei abita in Brasile.)

- situazioni di tempo:
- date (anno): attenzione! A differenza dell’italiano non viene
articolata prima degli anni, poiché gli anni non richiedono l’articolo
(vedi articoli).
Esempio: Em 1985, ele chegou ao Brasil.
(Nel 1985 lui arrivò in Brasile.)
- date (mese): non viene articolata.
Esempio: Em Dezembro vou ao Brasil.
(A dicembre vado in Brasile.)
- date con l’uso della espressione “no dia”
Esempio: Ele casou no dia 19 de Abril de 1998.
(Lui si sposò il 19 aprile 1998.)
- giorno della settimana: va usata quando ci riferiamo ad un’azione
che si svolge in un certo giorno della settimana. In questo caso,
l’italiano prevede solo l’uso dell’articolo. Invece il portoghese
richiede l’uso della preposizione articolata quindi attenzione perché i
giorni della settimana sono femminili, ma il sabato (sábado) e la
domenica (domingo) sono maschili.

9
Le preposizione em, de e a corrispondono, grosso modo, alle preposizioni in, di e a. Tale corrispondenza aiuta a
capire le articolazioni delle preposizioni, ma non vuol dire che il loro uso sia identico. Molte volte il portoghese
richiede l’uso di preposizioni che nella stessa frase in italiano non sarebbero richieste. Altre volte il portoghese
utilizza altre preposizioni che non corrispondono a quelle usate in italiano e così successivamente. Quindi è
importante fare attenzione alla reggenze verbali e ai modi di uso delle preposizioni. Segnalate soprattutto quelle
che differiscono dall’italiano.

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Esempi: Na quinta-feira, vou ao ginásio.
(Il giovedì vado in palestra.)
No domingo, vamos à praia.
(La domenica andiamo a mare)
- periodi festivi
Esempi: No Natal, vou à casa da minha avó.
(A Natale vado da mia nonna.)
Na Páscoa, gosto de viajar.
(A Pasqua mi piace viaggiare.)
- stagioni dell’anno: viene articolata. Ricordate che “Verão” (Estate) è
maschile.
Esempio: No Verão vamos à praia.
(L’estate andiamo a mare.)

2) La preposizione de (do, da, dos, das), in base al caso, può corrispondere


in italiano alle preposizioni di (del, dello, dell’, della, degli, delle) o da
(dal, dallo, dall’, dalla, dagli, dalle) e va usata per indicare:

- possesso: corrisponde al di italiano e indica a chi appartiene un


elemento. Attenzione: i nomi di persone, per esempio, richiedono
l’articolo determinativo, perciò la preposizione va articolata se precede
un sostantivo che richiede articolo.
Esempi: O livro é da Maria.
(Il libro e di Maria.)
É um direito do povo.
(È un diritto del popolo.)

- origine nello spazio: corrisponde alla preposizione italiana DA che in


portoghese non esiste. Quando, in portoghese, ci troviamo davanti alla
preposizione da, si tratta della preposizione de articolata (de + art. a).
Essa viene richiesta dal verbo VIR (venire).
Esempi: Venho do Rio de Janeiro.  articolata perché Rio de J.
(Vengo da Rio de Janeiro.) richiede l’articolo
Amanhã parto de Lisboa.
(Domani parto da Lisbona.)

- mezzo di trasporto: con i verbi di movimento la preposizione DE indica


il mezzo di trasporto, se si tratta di un mezzo di trasporto generico,

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oppure si usa la preposizione EM + articolo, se si tratta di un mezzo di
trasporto specificato. Eccezione: ir a pé (andare a piedi).
Esempio: Vou de carro.  una macchina qualsiasi,non specificata
Vou no carro da minha mãe.  non si tratta più di una
macchina qualsiasi, ma è specificata.

- situazioni di tempo:
- trascrizione delle date:
Esempio: Eles se conheceram no dia 27 de Dezembro de 1996.
(Loro si sono conosciuti nel 27 Dicembre 1996.)
- parte della giornata: quando ci riferiamo a un momento particolare
della giornata nel quale svolgiamo un’azione. La preposizione DE
non va articolata e può essere usata con tutte le espressioni:
“manhã”, “tarde”, “noite”, “madrugada”.
Esempi: De manhã gosto de correr.
(La mattina mi piace correre.)
De noite saio com os meus amigos.
(La notte esco con i miei amici.)
- ora: quando si specifica l’ora, d’accordo all’intervallo di 12 ore (non
24), è necessario indicare se si tratta del mattino, del pomeriggio,
della sera, ecc. e perciò va articolata.
Esempio: Vou à escola às 8 da manhã.
(Vado a scuola alle 8 del mattino)
- intervallo di tempo: viene usata insieme alla preposizione A. Tutte e
due vengono articolate.
Esempi: Trabalho das 9 da manhã às 6 da tarde.
(Lavoro dalle 9 del mattino alle 6 del pomeriggio.)

3) La preposizione a (ao, à, aos, às) corrisponde in italiano alla


preposizione a (al, allo, all’, alla, agli, alle) e va usata per indicare:

- posizione nello spazio: il verbo Estar richiede l’uso di questa


preposizione quando si tratta di localizzare un elemento in relazione ad
un altro.
Esempio: Sintra fica a 40 km de Lisboa.
(Sintra si trova a 40 km da Libona.)
Ele está à esquerda da Maria.
(Lui è a sinistra di Maria.)

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- movimento verso un luogo. Il verbo IR (andare) richiede questa
preposizione.
Esempio: Hoje vou a Lisboa.
(Oggi vado a Lisbona.)

- situazioni di tempo:
- date: attenzione! Siccome in italiano questa fattispecie non richiede
preposizione, bensì l’articolo, si tende ad articolare la preposizione.
Ma ricordate che le date non sono precedute da articolo, quindi la
preposizione non va articolata!
Esempio: Ele casou a 19 de Abril de 1998.
(Lui si sposò il 19 aprile 1998.)
- giorno della settimana: va usata quando ci riferiamo ad un’azione
che si svolge abitualmente in un certo giorno della settimana. Ossia,
azioni che si svolgono tutte le settimane in quel determinato giorno.
Per dare l’idea di ripetizione, il giorno della settimana passa al
plurale. Vanno considerate, inoltre, le stesse osservazioni fatte per
quanto riguardava la preposizione EM.
Esempi: Às quintas-feiras, vou ao ginásio.
(I giovedì vado in palestra.)
Aos domingos, vamos à praia.
(Le domeniche andiamo a mare)
- parte della giornata: quando ci riferiamo a un momento della
giornata nel quale svolgiamo un’azione. Ma attenzione perchè la
preposizione A articolata non va usata con le espressioni “manhã” e
“madrugada”. Può essere usata con: “tarde”, “noite”, “amanhecer”,
“anoitecer”.
Esempi: Gosto de dormir à tarde.
(Mi piace dormire il pomeriggio.)
À noite saio com os meus amigos.
(La notte esco con i miei amici.)
- le ore: per indicare a che ora si svolge un’azione. La preposizione va
sempre articolata, anche con le espressioni “meio-dia”
(mezzogiorno) e “meia-noite” (mezzanotte).
Esempi: Almoço às 13 horas e às 15 recomeço a estudar.
(Pranzo alle ore 13 e alle ore 15 ricomincio a studiare.)
Ele chega ao meio-dia.
(Lui arriva a mezzogiorno.)

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4) La preposizione por (pelo, pela, pelos, pelas), così come la preposizione
para, non fanno parte del programma di Portoghese I. Va sottolineato,
comunque, che purtroppo queste preposizioni non hanno una
corrispondenza univoca nell’italiano e perciò è fondamentale abituarsi
ai diversi usi che le riguardano. Sia por, sia para sostituiscono,
dipendendo dal caso, la preposizione italiana per. Por, in particolare,
sostituisce la preposizione italiana da quando essa introduce il
complemento d’agente della voce passiva. Suggerisco che lo studente
prenda nota dell’uso di queste preposizioni ogni volta che le incontri nei
dialoghi, testi, esercizi, ecc.

5) Le altre principali preposizioni del portoghese sono:


após (dopo)
até (fino)
com (con)
contra (contro)
desde (da  punto di origine)
entre (tra, fra)
para (per, verso)
sem (senza)
sobre (su, sopra)
sob (sotto, giù)

6) Alcune delle principali locuzioni prepositive sono:


abaixo de (sotto)
debaixo de (sotto)
em baixo de (sotto)
acima de (sopra)
em cima de (sopra)
dentro de (dentro)
ao lado de (accanto a)
em frente de (davanti)
atrás de (dietro di)
perto de (vicino a)
longe de (lontano da)
além de (oltre, al di là di)
antes de (prima di)

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depois de (dopo, dopo di)
apesar de (nonostante)
até a (fino a)
através de (attraverso)
em vez de (invece di)
graças a (grazie a)
no meio de (in mezzo a)
de acordo com (d’accordo con, secondo)
por causa de (a causa di)

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Bibliografia di Riferimento

ABREU, Maria Helena e MURTEIRA, Rita Benamor. Grammatica del


Portoghese Moderno, Bologna, Zanichelli, 1998.
CARREIRA, Maria Helena Araújo e BOUDOY, Maryvonne. Grammatica
Pratica del Portoghese dalla A alla Z. Trad. it. di Francesca Ilardi e
Massimo Bocchiola, Milano, Editore Ulrico Hoepli, 2000.
CASCALHO, Marília Margareth. Português ao Vivo 1, Lisboa, Lidel, 1999.
COUDRY, Pierre e FONTÃO, Elizabeth. Fala Brasil: Português para
Estrangeiros, Campinas, Editora Pontes, 2001.
CEGALLA, Domingos Paschoal. Novíssima Gramática da Língua Portuguesa,
São Paulo, Companhia Editora Nacional, 1980.
CHIUCHIU, A., MINCIARELLI, F. e SILVESTRINI M. In Italiano:
Grammatica Italiana per Stranieri, Perugia, Editrice Guerra, 1985.
CUNHA, Celso e CINTRA, Lindley. Nova Gramática do Português
Contemporâneo, Lisboa, Edições João Sá da Costa, 2000.
DARDANO, Maurizio e TRIFONE, Pietro, La Nuova Grammatica della Lingua
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FERREIRA, Aurélio Buarque de Holanda. Novo Dicionário da Língua
Portuguesa, Rio de Janeiro, Editora Nova Fronteira, 1993.
Grammatica Essenziale Portoghese, Milano, Antonio Vallardi Editore, 1996.
LAROCA, Maria N. de Carvalho, BARA, Nadime e Pereira, Sonia M. da Cunha.
Aprendendo Português do Brasil, Campinas, Editora Pontes, 1998.
LEITE, Isabel Coimbra e COIMBRA, Olga Mata. Português sem Fronteiras vol
1, Lisboa, Lidel, 1997.
___________. Gramática Activa 1, Lisboa, Lidel, 2000.
MATOS, Maria de F. Braga. Portuguesíssimo, Porto, Porto Editora.
ORTALE, Fernanda. Parlare Oggi, Campinas, Wordex, 1997.
SILVA, Antônio de Siqueira e BERTOLIN, Rafael. Curso Completo de
Português, São Paulo, Instituto Brasileiro de Edições Pedagógicas.
SILVA, Jorge Dias da, MIRANDA, Maria M.Cavaleiro, GONÇALVES, Maria
M.Granés. Vamos Aprender Português, Lisboa, Plátano Editora, 2001.

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Ringraziamenti

In questa dispensa è racchiuso il lavoro di un anno d’insegnamento della


lingua portoghese presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere
dell’Università di Lecce. Durante questo periodo ho avuto l’opportunità di
conoscere molte persone che mi hanno aiutata in tanti modi. Ringrazio il Sig.
Valente, tutti quelli della segreteria del Dipartimento di Lingue e Letterature
Straniere e i tecnici del laboratorio per la loro disponibilità quotidiana. Ringrazio
i colleghi collaboratori esperti di madrelingua degli altri corsi che mi hanno
fornito tanti spunti e idee per le attività didattiche. Vorrei ringraziare la Prof.ssa
Monica Genesin e il Dott. Fadl Al Hamad non solo perché hanno contribuito
direttamente alla stesura di questa dispensa ma anche perché mi hanno motivata e
dato grande sostegno quando più ho avuto bisogno. Insegnare si è rivelata
un’esperienza molto stimolante soprattutto grazie al clima d’intesa e di
collaborazione instaurato all’interno del corso di Lingua e Letteratura Portoghese
e Brasiliana. In questo senso, vorrei ringraziare in maniera particolare la Prof.ssa
Vera Lúcia de Oliveira che dall’inizio ha riposto in me tutta la sua fiducia
contribuendo così alla mia crescita professionale più di qualsiasi altra persona.

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