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Amesema

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VI
XL

48.R.23 .

2 Vol .

MENTEM ALITETEXCOLIT

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K. K. HOFBIBLIOTHEK
OSTERR . NATIONALBIBLIOTHEK

48.R.23.2001
|
CORONA
DELLA

NOBILTA D'ITALIA

OVERO
COMPENDIO DELL ' ISTORIE DELLE
FAMIGLIE ILLVSTRI

DI GIO . PIETRO

DE' CRESCENZI ROMANI


PARTE PRIMA
Nella quale con uarie osseruazionispecolatie,epor
che sono intrecciate leGloria do piú diquanro mola Co.
Sari Nobilissimi d'Europa :Oltreivari successi di fori
Emma, et rontinouate successioni di stati; incominciando
dallo stato di Natura sin all'etá presente .
con licenza di Superiori.
1

COKOV
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AL REVERENDISS : PADRE

DON PIO DE ROSSI

TISSIM
O
PRELATO MERITIS
SIMO

DE MONACI

DI S. GIROLAMO .

E l'oſſequiofo mio affetto ritener

ſi poteſſe di non precipitare , oue

è ſpinto da gli oblighi: non così


Ritofto yſcirebbe alla luce del Mon

do queſto aborto della mia péna ,

Qual' egli fia , volontieri glielo


conſagro per picciola caparra del molto , che a V.P.
Reuerendiſs . forſe inbrieue ,prometto . Mi perfua

do dicerto ,che quella gentilezzache non inai ſtanca


ſi moſtra ne fauori de' ſuoideuoti, anzi comecalami

ta d'amore tira à fe tutti i cuori, non gli potrà eſſer


parca , non che auará , della ſua grazia .

Ancorlo ſtile s’ingolfarebbc col cuore nella pie

na delle ſue lodi, fe foſse d'vopo di parole ., là vè con

gli atti miracoloſamente 'ragionaſi . Ed è pur vero ;


che più coſto da i nobilillimitratti della dotta ſuai.
a 2
penna ,
penna , che dal foſco di queſte pagine , dipendono le
glorie del ſuo Nome . Potrei dire; che la sfera della

fua mente hà per oriente , goue principia il ſuo cor


fo , l'honord'Iddio : hà peroccaſo , in cui lo'termina,

la ſol’Virtù ; e col ſuo mezo ſuperando ogni loda ,

non temerei col mio dire , ue à lei , ne ad altri di

venir mai in ſoſpetto d'adulazione , Doue è copia

di merti pare,‫ ر‬che la lunghezza delle parole faccia

vn’eccliſse allo fplendore della ſteſsa virtù .

Nell'efequie di Efeftione (come ella sà)il Priuato


di quel Grande Aleſsandro , che allo scettro di Ma

cedonia con la punta della ſua ſpada aggiunſe tutti


i Regni d'Oriente ., & , come alcuni ſcriſsero , fù con
giunto alla Famiglia di V.P. Reuerendiſs. hauendo

per ſette giorni in di lui lode fauellato al Popolo


ferté de'più eloquenti Dicitori di quell'età , fù nell'

ottauo dì l'vltimo à ragionare yn ; che frà i moltiera


ftimato il primo . Ammirando coteſtui la grandezza

di soggetto di tanti pregi, racchiufe con più auuedu

to conſeglio tutti i concertipiù ſublimi,edipiù viui


colori dell'arte in quel riſtretto periodo . De Dilecto

numquam fatis : i

Sanno bene i Letterati; che non ad altri , che à

V.P.Reuerēdils.vero eſempio diNobiltà , conſegrar

li douea quefta Corona della Nobiltà d'Italia . Ma


al teſoro della ſua grazia ſempre procurerò di corriſ

pondere colvalſente d'vn'affettuoſo volere , e divn


volontario deſio d'ofsequiare la ſua Vircû; a parago
ne
ne di cui il gran suono della ſua fama,che conoſciuta,
ed ammirata la rende fin'oltre i noſtri Mari , è un

picciolo ſuſurro : fi come ſono queſte parole vn'om


bra di quell'oſseruanza diuota , che in meiſuegliado
i lumi delle ſue nobiliſsime doti , mihà dotato dican

to ardire : che d'auantaggio ,o nulla ,o poco ,ambiſco;

ſe queſto affettuoſo tributo di riueréza le ſarà grato


Accetti adunque cosi pouera offerta per arteſto del
le douizie de ' ſuoi gran merti; co ' quali procurando

di arricchire la pouertà de' mici fogli, negli ecceſſi


de'ſuoi fauori ambizioſo , humilmente la inchine .
: Di Bologna il primo Aprile M DC XXXIX .

Di V. P. Reuerendiſs.

Lists

Obligatiſs.Serue

Gio . Pietro Romani.


I
A Reuerendiſ . Padre *

DON PIO ROSSI

Degniſſimo Priore di S.Sauino di Piacenza ;

A cui vien dedicata la nobiliſſima Iſtoria del molto

Illuſtre Sig .Gio.Pietro de'Creſcenzi Romani ,

Vella Diua fatal , che ſpiega l'ali,

0 Per Dárcar di tue Glorie il gran ſentiero , '

Qui poſa : ed oltraggiando il tempo altero

Scriue con le ſue penne i Tuoi Natali .

Ne fia di Tė, che per caduchi Annali


Perda ſtrana memoria il Nome Dero ;
Già che del Danto tuo l'honor primiero
Serba trà Diui inchiostri anni immortali .

In queſte dotte carte Echo rimbomba


Pijs con canto non già tronco , ne laffo:
Fatta de le Tue lodi eterna tromba .


E ſe morte giammai t'arreſta il paſſo,

Ter Tė , ROSSI , ancor chiuſo in muta tomba ,

Haurà lingua lo ſpeco , e voce il saſſo .

Del Sig. di Teruggia .


AL L'AV TORE !

'ORO gemmato ; ò di fiorita fronda


Non formaſti la Nobile CORONA ;
;
Benche di verki un fertile Elicona ,
E di prodigi un ricco Erario ascondado
Che , ſe diffonde odor , ſe bene abonda
D'un teſor , che riſplende', e che riſuona ,
Sono eterni i ſuoi fregi , e non gli dona
La minera , ò'l giardins la terra , ò l'ondado
Tù con un polo audace , ed innocente
Gisti , o PIETRO , a dar luce a le facelle
De l'Italico Ciel , ch'erano ſpente.
Ond'egli , Scelte le più chiare , e belle ,
Perche ognor crefca il lume tuo CRESCENTE ,
Le tue Trè Lune incoronò di Stelle .

Del Sig .Giacinto Onofrio .

LD SOne € 499 R $
C0 TR sono ancora
ROD

Al Sig. Giacinto Onofrio per l'Autore .

A i Giardini di Pindo , e di Elicona


D Raccoglieſti , o GIACINTO. , i più bei fiori ,
Per adornar di coloriti odori
Del gran CRESCENTIO la real CORON A ..
Già de i cognomi Italici riſuona :
Ogni lingua per lui , che i nostri honori
Arricchiſce di pregi , e di Splendori ,
E doppo morte vn nouo viuer donaia
Tu pere à lui con laureata fronte ...
come nel mar de l'Eraree marcmne
Peſchi le perle nel Castalio fonte ;
Ondei de le tue glorie adorno , e cinto
Vanta , che più degli ori , e de le gemme
La ſua CORON A illustrerd on GIACINTO .

.. ' Del Tardo Acad. della Notte .


ALLO STESSO .

IRABILE Anfion ; mentre drizzate


M Sopra base immortal mole d'inchiostro ,
Che à moſtrar nuoue Stelle on Ciel formate ;.
Fabro di eterna vita al fecol noftro :
Per Voi troni di glorie in terra alzate.
Vefle porpora il ſuol , le glebč ban l'oftro .
Corrono in pioggia d'or l'acque cambiate
A inteſſer fregi eterni al Nome Vostro .
Ma Tù , che ſplender miri in nuoui modi
Tanti , che non bà tante il Tago arene ,
Tuoi lucidi Orioni , ITALIA , bor godi ,
Pouero , à paragon , di luce è Delo ,
Inutil pregio il sol. Degno Sol viene
Di cosi chiare Stelle on sibel Cielo .

Del P. Coſtantino Vitalta Piacentino.,

Allo ſteſſo contro l'Adulatrice Fama .

ARRPLA parlatrice , infido Nume ,


G4 Fantaſma di menzogne , e di chimere ,
Cuiſin là , dove il Sol s'auxiua , e pere ,
Stride il rumor delle notturne piume :
Talbor d'altrui tenebri il vino lume ,
In pregio fai tallhor le mende hauere ;
Ferma il volo cold trà l'ombre nere ,
E dipiù cicalar rompe il coftumewe
In queſte dotte , e celebrate carte
Fiero eternate le veraci Glorie
Di mille Eroi ; d'eccelſi fregi ſparte .
Norma fia.lo Scrittor di vere iſtorie :
Di lui s'ammirerà l'ingegno , e l'arte ;
Più ſempre foriran l'alte memorie ,

Dell'Acad.Ippolito Lombardo Piacentino.


INTRODVZIONE

NOBILISSIMÓ LETTORE.

L ſolo nome di Nobiltà , che è l'orna .


mento dell'opera, c'hora io ti appreſen .
103 ſerue per troba ad iſuegliare
vn ge
neroſo cuore à difficili impreſe ;non che
ad iſpronare yn virtuoſo ingegno alla
lettura diquattro fogli. Non vorrei, che riſguardan .
do troppo al ſottile le foglie di vn mal'acconcio di
ſcorſo ,ndi più badaffi à i frutti . Suole cal’hora ſotto
rozza corteccia ſtar di naſcoſto faporoſo midollo.Erra
pur di gran lunga dal dritto ſentiero della verità ,chi
li prefume di non potere errare nelle Iſtorie di coſe
ancor vedute con gli occhiproprij. Sò , che tu ſai,che
il non commetter diffalta há del diuino . E'vn'ırrore
di forſennati l'inuaghirli di proſpettiue.
Queſte difficoltà no hanno potuto ritardare il mio
diſegno ,tutto riuolto all'vtile comune . La mia curio
ſità ha raccolte molte antiche ſcritture , forſe non mai

vedute da i paſſati Scrittori; lo ſtudio diſei meſi le hå


ordinate nel modo che rů vedi . Sappi, che ne ' Gio
ielli non fi legano co' diamanti, co ' carbonchi,e rub
bini, falli berilli, ò traſparenticriſtalli.Ammira in ogni
linea la verità ſopra il cocchio della fama trionfante
della buggiarda adulazione;per queſta, e rali altre ca
gioni, non ho parlato ,ſe non di rado ,e quaſi alla sfug .
gita,de' Potentati grandi. Gioua più tolto per hauer
А detto

(
2 INTROD VZIONE .

detto poco l'effere parcamente lodato , che il pentirſi


dipoi perhauer'detto troppo . Non nifi deue adó
prare la penna contra dichi può dar la pena; ne ſcio
gliere la lingua contro chi può legarla .
Dal Prencipe, come animato Sole della terra , è dif

penſata la luce à i.Nobili,Piropi ſcintillanti di queſto


1
Mondo . Non'era conueniente vguagliare le stelle à
Febo, che à baſtanza ſi adorna coproprij lumi . Le
Glorie de' Potentati d'Italia fono ýie più paleſe per
le immortali Impreſe di tanti celeberrimi Eroi, che ſi
danno à diuedere i più chiari pianeti di queſto beni
gniffimo Cielo dell'Europa . Trionfano dell'oblio le
diloro memorie nel Campidoglio dell'eternità .I no
mi loro à caratterid'oro ne' foglieterni da ' più pur :
gariinchioſtri vennero fin dal principio eſpoſtià irag
gi dell’Immortalitade. Allampeggiare dicanta glo .
ria viene oſcurata la luce di vn debole intelletto.Deh
non arriua à coranta eminéza mal compoſto diſcorſo :
ed è impoſſibile in vno angufto vaſo ridurre l'Ocea
no delle lor lodi .
Ben'èvero ,che gli altri biſognoſi di lume, lo piglia

1 no ad impreſtito da quel Sole, che ſolo non riconoſce,


che dal ſupremo Motore, la fua chiarezza . Quindi è ,
che nel diſcorſo di private famiglie fi rammemora tal
volta la grandezza de'maggiori Monarchi dell'Vni
verſo .Riueriſco le lor corone,come di Semidei; e ſem
pre fauellar ò delle perſone loro ,come ſpiranti immagi
ni del fommo Iddio , Vi ſono tali azioni di molti Ca.

uaglieri per altro da noi lodati , il fauellare di cuifti


marono ipiù ſaggi temerità,ed il tacere prudenza .
Stimarei fortunatiſſimo il deſiderio mio , s'io ritro
uaſli materia almen poſſibile alla mia debolezza per
impiegare ad honor loro la mal temprata penna. Egli
è ve
INTRODUZIONE.I

è veriffimo , che à gli ornamenti naturali de' Grandi


parzche diſdica arrifizioſo lauoro : L'oro , con cui fù Plin. lib.34.
ricoprita la ſtatua di Aleſſandro zintagliata dalfamoſo cap.8.
Liſippo ,ſcemò l'opra diprogio,dilcggiadria ,e beltà .
Chiragiona della nobiltà de' vafſalli , manifeſtas
l'honore di chi comanda ". Stà fondata ſopra de No.
bili la baſe del regio Trono - La Perſia ſoggiogata Pannoz.

hora da’Tartari,horada ' Saraceni, ſempre ſièmante- vol.z.


1488 . num .
nuta per:oprase per valor de’Nobili. Sirihebbe la Frá
cia con l'aiuto de' nobili, di già caduta ſotto il Rè d'la
ghilterra . Sealcuninabili d'Italia vi introduſſero la
nazione Franceſe , altri la diſcacciaro . Ad Prafetti
laudem fubiectorum redundat virtus , ſcriſſe Vegezio
nel ſecondo dell'arte militare .

E ' grandezza di Rèl'hauer' ſoggetti diſcendenti Castiglion.


di Rè.Raſſomiglia il Solcadere la condizione di quel nello Starifa
Regn.rag.at
Monarca , che tolera la caduta delle famiglic Illuſtri,
l'accreſcimento di cui accreſce la Maeſtà del Princi

pato Infelici que? popoli,che ſpregiano la nobiltà .


Dicea Cicerone,ancor che di natali
oſcurillini,omne's Cicero pro

boni femper nobilitati fauemus: & quia Reipublicæ veile Sefio.


est nobiles effe.hominesdignos maioribus fuis :& quia va
fenes, clarorum hominum de Republi
lere debet, apud nos
6a meritorum memoria ;etiam mortuorum .
Pianſe il Profeta a Gieremia nelle ruine della bel- a Hier, 39.
la Sion l'eſtinzione delle famiglie Illuſtri. Frà imag
giori caſtighi del popolo infedele regiſtrò il Reale 6 b Pfal.149,
Profera la prigionia de ' Nobili. Con le maggiorica
i lamità de gli Ebrei accoppiò c Ifaia la pouertà de' c Ifai. s .
Grandi. Trà gli effetti maggiori dello ſdegno di Dio
il medeſmo à Profeta comemorò la caduta della No- d -Iſai 34.
biltà. Ed egli è vero ,che dopo tanti,e tantibeneficij,
quai fece Iddio all'amato fuo popolo ,fà fingolare l'ho
A 2 norare
4 INTRODUZIONE."

norare iNobili di varij titoli,gradize dignità . Tuli de


c - Deuter.1. taibubus vestris (.dice e il Signore ) viros fapientes'; ebon
* mobiles: o constitui cos. Principes,Tribunos, e Centurio .
nes,& Quinquagenarios,& Decanos.iol.c
Da queſta limpidiſſima fonte della fagra Politica ,
chcnondal Paradiſo Terreſtre ,comei fiumi d'Orien
te,madall'Empireo ſtello fcaturiſce ,deriuaro que’ra -
pidi ruſcelli,i quali paſſando per le ſouterranee cauer

nedelle ſcienze profane,rimangono amareggiatical


tofco della Gentilità .
Non ſolo appo i Romani era di tanta ftima la No
f Pio Rolle biltà chehaueuano già ſcielte f le cafe de’Fabij., e
nel Conuito
Morale . de Torquati all'honore del Conſolato , in caſo di co

g Botero nel traſto nell'elezione d'altrijanzi di più appo log ſteſſo


diſcorso. del Dio ,ilquale non hebbe à ſdegno di adornare la ſua
facratiſſima humanità col chiaro ſangue de i Rè di
Gieroſolima . Offeruo , che il titolo di Nobile è de'

maggiori, che diali nella ſagra Scrittura à Perſonaggi


h Eccleforo. Grandi . Chiama la h Sapienza diuina felice quello
ſtato , il cui Signore è di nobil Caſato . Beata Terra ,
cuius Rex nobilis est . Legge ildocto Pagnini . Quin
Rex tuus filius est nobilium . Aggiunge la ghioſſa inter
lineale . De stirpe Regum . Ed eſpone ilLirano . Rex No
bilis more, & genere. De hac enim duplici Nobilitate dicit
Gregorius . Quando altera alteri copulatur, quafi gemma
carbunculi in ornamenio auro fociatur . Conobbe Ce
· ſare Auguſto , che con la perdita de ' poſteri d'Orten
fio perdea vn de più fiammeggianti carbonchi del fuo
Scettro ; ed hebbe à cuore , che Ortato ſuo nipote ſi
accaſaſſe di bricue con vna ſua pari. Ne Clariſſima Fa
Tacirus.
Apnal, , milia extingueretur. Come oſſeruò il i Padre de'Polia

tici . Ceſare ſteſſo frà le lodi maggiori, che diede nel


l'orazione funebre à Giulia di lui Zia ,conchiuſe . La

ſtirpe
INTRO:D :N ZIONE,

ftirpe dicoftei
viene da Rèedècongiunta.con-gliDij
immortali . Giaannil Giureconſulto celebre ricerca i lo, de Plou
tra in 1.1 . C.
nell'elezione de' Magiſtraţi, unita alla viſta la chia: de condend .
rezza delfapgue : E conmolee ragioniil dotto Glit- in publ.Hor
toueo conferma, chefſempre appreſſo tuttila nobiltà reis.verb .Ne
bilis lib.10 .
hebbe ornamento , fplendore e dignità . Per queſta
medeſima cagione appreſtoi Turchi, gente per alcro
inimica di nobiltàs ſon molto riueriti ipoſteri diMao :
metto täro falſo profeta : I Nobili di Tracia portaua ,

dane' tempi andari fregiara la fronte ļoro per ellere ,


come tali , honoratidal popolo . Quinci ne deriuaro

gli ordini antichidi Caualleria, e le diuerſe Impreſe ook


delle faniglie !!]uftri. Nell'Indie Orientali è santo Bot, foc. vid.
riyerita la nobiltà , che nelle loro mani è il gouerna
aſſoluto delle coſe fagre , delle armi, e dello ſtato
Gli Arcadi , ed i Romani antichi in ſegno dell'illua
ftrezza delle loro famiglie haueano l'impreſa delle
Lune creſcenti ; Arma dell'Impero de'Turchi,de'Si- Pierius Hic

gnori.Creſcenti Baron Romani, de'Nobili Romani Akia.com


di Piacenza;de Conti Setonij di Bretagna, de Lonati 61.136.
di Pavia, de'Bregonzi di Parma, e di altoi Cauaglieri
dell'età noſtra .
Mentre riflette , quallucido criſtallo , la vera No
biltà con viuo raggio'ne gli occhi di vn magnanimo
cuore, il chiarore delle virtù de gli Auoli dolcemente
lo inuita ad illuſtrarſi l'animo con quelle ſtelle dori ,
per maggiorinente renderſi del tutto eguale à colo
ro , da' quali degnamente ſi gloria di hauer tratto lo

rigine .
Stimolo si pungente i' non ritrouo per iſpronaro
lo sfrenato corſiero dell'animo alla carriera di ogni
pregiata, e virtuoſa azione, come le acutiflime punte
di nobiltà , che puntigli d'honore il mondo appella .
Freno
6 INTRODIZIONE

Freno
tanto potente non vi è per imbrigliare l'indow
+4440 ? mito -fenſo a cennidella ragione quanto la bolka doi
te di vh’animo'lignotiloji ? Sonsobolli
-You dong Accende non so qual raggio ál:cuore lo ſplendo :
te della Famiglia ,Infiammacoʻl ridettere non so qual
cócente ſcintilla nella mente de poſteri la luce caua :
glierefca de'for maggiori. Trasfonde non so qual
feme'di gloria la gloria de gli Antenati. Precede nel
catrino delle virtù illuméde Proauolíu . Did fogliono
commôưere Te voči dell'efempio domeftico , chedel
Peſterno 0.0004915 ,12T000 !

# Matleacci . Ha infèrta il fommo Dio nel leme di cutte le coſe

dife. " vna fingolare virtù, cheloro arreca marauigliora for


za per giungere alprincipio , onde derivano . Quindi

aúuiene dipoi che gli Huomini ſegnalatinell'armi, e


nelle lettere; i Santiſtelli, ſono per ordinario d'Illw
ftrillima ( chiatra . Diſſe Orazio . (!!!

Paſſa ne Figlila virtù del Padre.Dá forti naſco forti.


Cantò ancor Fauſto molto antico Roera .

Est aliquid claius magnorum ſplendor . Auorum :


Illud pofteritas emula'calcarkaber; )
Scilicèt, vt nullus tantis fit degener att is ,
6. ! "! Magnanimum pect us strenua facta moueni .
Per queſto Enea ammaeſtrando il figlio gli propone
d'auanti il proprio eſempio , e lo fà ricordeuole di ef
ſere della Caſa de i RèdiTroia ,
Difce paer virtutem ex me, verumg laborem : i
si Tu facito mox, cùm matura adoleuerit atas ,
Sis memor; & re animo repetentem exempla Tuorum ,
El Paler Aeneas , auunculus excirer Hector .
Inferiſce il Poeta , che chi naſce di nobile Caſato , già

ritroua fpíanara la ſtrada per arriuare di brieue alla


mera dell'immortalità , à ſe douuta quaſi per heredi
tario
INTRODUZIONE. 2

tario ritraggio , La doue ancora nelle viſcere marerne


alramente principia l'eroico corso di yna ladeuoliſis,
ma vita , animato da gli efficaci inuiti della paterna, L. quifquis.
grandezza; ed acceſo dallo fplendore del ſangue ma- . fig. c. ad
terno . Preſumono per tanto le leggul figlio fimilebelul.Ma
al genitore . Afferma Quintiliano con il conſenſo de col.qaod ja
Peripatetici, chein tutti glianimaliibuoniſoncreati nolie o.quia
da i buoni , da i migliori imigliori egliotfümidagli eadil.edia .
ottimi, Canto il Poeta .oot ! portinis ego Odofr.in
1.1.ff.de iu .
Quiviresin folijs;venit à radicibus humor , de iure
ExPatrum in natos ir anfeunt cum Semine, mores
Degenera tal'hora il figlio dalla ſtirpe paterna, o Nobiled delo
per la mala educazione, o per la macchia del ſangue la Donna .
materno . In ogni coſa ammette qualche aborto ,
moſtruoſa forma la natura .

Era perciò meritamente vietato nelle leggi della


dodici Tauole il matrimonio divn nobile con vna ple
bea, per lo quale non di rado ſi oſcura il più chiaro di
yna famoſa ſchiacta . Per cotale riſpetto nel racconto Bal in l.nec
di diuerſe famiglie habbiam fatto ricordo dimolte Il filium . C. de
nupt.
luſtriſſime coppie. Coſtume tanto antico che il Padro
S.Girolamo fece à Betlēme intagliar queſti verf ſo
pra il ſepolcro di Santa Paola Cornelia .
Scipio quam genuit, Pauli fudère Parentes,
Gracchorum.ſoboles, Agamemnon is
inclyta prolés.
E pure è vero che non diſceſe da gli Scipioni,che per s.Hieron .in
ſangue materno ; i quali per altri matrimoni fi accop - initio vitae S.

piaro co ' Gracchi , co' Corneli, e co' Paoli de' pofteri o P.Rubia
di Emilio Plac.in Com
ment capes:
Se fora pura , e limpida la fonte, correrà chiaro , C 1.adigand
criſtallino il Rio . Se ſeluaggia non fia, magentile la verd.
pianta , penderà dolce , e ſaporito il Melo . Se non c

alpeſtro, e infecondo terreno , germoglierà centupli


cato il grano . Senza,
8 INTROD VZIONE .

• Senza , che ſi frammetta qualėhe nugola , o vento ,


non ſeguiranno mai oſcuriffime tenebre una chiarifi
ma luce . Non è congiunta l'Eftate al Verno ,all'Aua
cúnno la Primavera . Non liegue il giorno immedias
camente la notre ſenza i crepuſcoli della fera . Naſce
di rado da fereniflimo Cielo tenebroſa caligine , da

riſplendente Sole caliginoſa nube,da ( Huftriðima ftir


penubilola proſapia .
Quì hà luogo quell'antica contefa de' Medicije Fi
loſoſ , anc'hoggidiagittata nelle ſcuole, circa il con
corſo della femina nella generazione . Impercioche
Ariſtotile fra le altre leggierezze di ſuo capriccio af
fermò, che la donna era formata à caſo , come errore
della Natura . Per mantenere cosi' aperta menzogna

viaggiunſe vn'altra ; che ; à benche habbia il ſeguito


di molti , ecaffenibra probabile, è tutta volta con effi
caci ragioni riprouata dal Serafico Dottore S. Bona
uentura , dal cocciliſimo Scoro , è ſuoi diſcepoli, da
Galeno , da Ippocrate , dal Vega , dal Valelio , e dal
Fernelli . Dice egli, che non ha parte la donna , che
puramente paffiua nella generazione . E da queta
dottrina pare fia derivato quel detto nella plebe.Che
le Dóne no danno nobiltà . I Teleſiani approuãdo la
dottrina d'Empedocle affermano , che ſouente ſi for
ma la faccia del fanciullo dal ſeme della madre, ilqua
le è di pari virtù con quel dell'huomo ,
Sancher I Teologi (tefli , a'quali piacque ſoſtenere l'accet
lib.9. de Mo taciſſima Filoſofia Periparecica , concedono tre punti
frim diſp.sy contra queſto Alioma de' ſemplici; il primo è , che a

Dr Nicod. licet femen mulieris (e queſto pure è contra il medeſmo


Şaccti deca . Ariſtotile , che niega il ſeme nella femina ) non fos ad

cap 9.6.nec generationem neceffarium , multum tamen confere adfa


idrist.
ciliù's generandum , & vis attina feminis virilis in fæmis
neum
INTRODUZIONE .

neum agens conceptum pulchriorem , ac nobiliorem format.


il ſecondo che. Mulieris c femen dinaiuraiordinatum est c Sanich. 6,6
ad generationem , aut tanquam neceffarium , duz faltèm *U.13o
vtiliſimum . Et in queſto non ponno conuenire i Mo
derni con i Peripatetici : il terzo è, che d'Sanguismu- d Ben.sc.di.
lieris non est fanguis corruptus, ſed purus, magisquè di- [p. 1.de in

gestus . E in queſto punto medchimo l'Angelico Dot- punet.3 n.7 .


tore S.Tomaſo con la ſua ſcuola , il Padre e Suarez , Suarez in
, pare al giudizio del 22.1om.1 :
il Tannero ,ed altri grauiAucori
Dottore f Nicol Sacch ,che ſi dipartino alquanto da 1101.1, col.si
ò i
i ſogni di Ariſtotile . Ariſtotile ſteſſo ( per quanto ſi bec stí.
appartiene al noſtro diſcorſo di Nobilcà ) nella Rec- f Sacc l.c. in
torica hà sfodrata la ſpada per la noſtra difeſa, men- findes. Nec
tre diffiniſce in tal guiſa la Nobiltà de' Cittadini . No- Ariß . 1.fb.
bilitas igitur Gentis & Ciuitatis est indigenas, aut vetu- ad Theod.se
stifomoseffe, em Primos, Duces illustres,maltos quoquè ex
ea gente in rebus, quaexperuntur, preclaros extitiffe. Pria
Hala verò Nobilisas; antà Viris, aut à Mulieribus est, legis
timaquè ab eis procreatio . Et, vt in civitate , fic in pri
nata quoquè nobilitate., aut virtute , aut diuitijs , aut alia
relaudas a primos claros fuiffe : muleos quoquèfamoſos ex
ea gente viros, & mulieres, iuniores, ac ſeniores fuiffe .
Dice Monſignore Beneſe .
Si come il padre porge la facoltà formatiua , così »
la madre la materia della prole . E ſe la Nobiltà è »
vna chiarezza procedente dalla virtù , non eſſendo »
molte donne di minor yirtù dotate , che inolti huo- »
mini , chi negarà , che le donne non ſiano conſeguen
temente atte à rendere nobile , e gentile la prole ? »
Tràileggiſti preſero la loro protezione il Tiraquel
lo, il Callanco , ilRoicio , il Marſilio , il Pietraſanta ,ed
altri ; trà gli eruditi il Conte diScandiano, il Pona, il
Garzoni, lo Spelta, ed il Domenichi, Anzi ne ' tribu,
B nali
jo INTRODUZIONE .
nali preualendo alla debolezza del ſeſſo la gloria de '.
Bonif.dejur. natali , principaliſfimo frà i doni di fortuna, vicne ana
dinu.198 ." tepoſto il detto di vna Signora al teſtimonio di vn'huo
mo popolare ,
Parei della Diuideli la Nobiltà in due parti: propria ,ed impro
Mobiled. pria : intrinſeca, ed eſtrinſeca :perfetta ,ed iinperfetta .
La Nobiltà intrinſeca , propria , e perfetta è quella ,
che principalmente dipende dalle propric virtù , dallo
ſplendor de ' natali , dall'ornamento delle ricchezze .

Se manca alcuna di queſte condizioni degenera ; e


molto più in differto della priina,poſcia della ſeconda.
Il priuilegio del Prencipe , l'aggregazione à vna fa
: miglia Illuſtre, e la coppia delle douizie cóftituifcono

la Nobiltà eſtrinfeca ; la quale eſſendo più toſto inco


minciata , che perfetta , hà molto dell'improprio . Que
ſta raſſomigliò Galeno à queldenaio ,che fuori di quel
luogo , oue è zeccato , è di niſſun valore . Il nome di
queſta nobiltà eſtrinſeca, nuda delle virtù , è poſto nel
ſuono della voce , ed è nulla in ſoſtanza ; è yn'ombra
ſenza corpo , vn fantaſma ſenz'offa , vna chimera nel
l'opinione comune del popolaccio ; come Licofrone
dicea . ci
Nobiled per ,
Ben è vero che le ricchezze, rendono i perſonaggi
ricchezza, riguardeuoli, accreſcono la fama,aumentano la ſtima,

1. Rbet.si facilitano il camino di Pindo, e dell'Olimpo . Ariſto


eile dopo la nobiltà del fangue trà le parti della felis
cità dà il primo luogo alle douizie '. Aſſegnolle di già
Euripide per fondaméto della nobiltà . Acconſente il
Hieron . ad Gran Padre S.Girolamo, la vè : Nobilitas Mundi nihil
C
Helbid . aliud est, quàm innererate diuitia . Ariſtotilo ſteſſo; in ijs
4. de Rep.8.
potiùs , qui plàs opibus valent , diſciplina , & nobilitas for
Lent exiftere. Nomanli facoltà, poſcia che ci facilitano
qual ſi ſia difficiliſina impreſa . Dicea yn Poeta .
Mulia
INTRODUZIONE . 11
Multa loquor . Quod vis nummis prafentibus opra,
Et veniei . Claufum poffidet Arca louem .
E ' troppo oſcura quella virtù chenon ha il luſtro del
l'oro, e dell'argento . Sciocchi furono que' Filoſofi,
che , biaſimando le facoltà , frequentauano le corti de
facoltoſi, e con queſta dottrina ſi paſceuano de gli a .
uanzi della lor cauola . Ben ſen’auide Orazio, quan
do canto . .
Et Genus, & Virtus , nifi cum re , vilior alga . :)'
Conobbe la medeſima verità la Gloria di Sulmona
dall'iſperienza ſteſſa , e ne ' ſuoi Fafti regiſtrolla con
queſto diſtico .
In precio precium nunc'est , Dar cenfus honores ,
Cenfus amicitias . Pauper vbiquè jacet .
Diffe Teofilo Patriarca Aleſſandrino , che le ricchez
ze danno l'antichità alle famiglie . .
Il Bardelloni,vn Bardell.cal
de ' moderni Giureconſulti afferma , che ſi acquiſta la numisi
nobiltà con effe, acquiſtata ſi mantiene, mantenuta ſi
accreſce . Le piante, che lon volte all'Oriente hanno
più del fecondo . Mi raſſembra la nobiltà mondana
e il Lotos , o la Gemma del Sole ; l’yna colraggiar del
Sole diffonde i raggi d'oro ; l'altro con lui cadente fi
i tuffa nell’Eufrate . E'cotanto yniforme colprimo de' Gilib.nelTor
cb. ſerme300
Pianeti il primo de metalli , che entrambi vicendeuol num . 3 •
mente ſi preſtano , c gli attributi , e il nome . La no
biltà medeſima fendo tutta celeſte , ſi appropria gli
Epiteti del Cielo , Chiariffimo, Illuftriffimo , Sereniſ
ſimo, Altiflimo , Eminentiffimo ,
Conforme à i gradi delle ricchezze, e de gli honori
mondani è diuiſa la nobiltà del Secolo . Il primo è Botero bo ci

quello de' Nobili di Solaro , così nomati in Spagna,


i qualihanno tanti poderi da foftentar la caſa , ſenza
oſcurare la chiarezza del ſangue con arti diſdicevoli.
B 2 Diceli
7
12 INTRODVZIONE .

Diceſi da gli Italiani Nobiltà Ciuile, da gli Spagnuoli


Couarr.lib.z Idalgica ; quafi de ' Figli d'Algos, cioè diperſone di
var. refolui.
cap. 1.14.lt qualche côto , nel ſenſo cheſcriffe ad Attico ſuo amie
g. his verò, co Cicerone : Fac , vt velis me effe aliquem . Fraſe
molto prima vfitata appreſſo i Greci , ed aſſai dopo
nel nuouo teſtamento . Il ſecondo grado è di quelli,
che con maggiore riputazione , ed agic mantengono
la caſa, e pria da gli Spagnuoli, poſcia da gli Italiani
1
nomaronii Cauaglieri. Il terzo diceſi nobiltà Signo
rile de' Baroni , Valuaſori, Catani , Palatini , Conti, o
Viſconti,Marcheſi, e gran Signori di vatſallaggio .
Il quarto fia de' Prencipi, frà quali nobiliſſimi fono
quelli , che non han ſuperiori. Il quinto è la dignità
Regia . L'Impero ſarà il ſommo grado di Nobiltà .
Nobiled dela ." Velleo Patercolo non diede citolo di Nobiliffimo ,
Virra . che all'ottimo Cittadino , Interrogato Socrate, qual
forſe la vera nobiltà ; riſpoſe, la buona compoſizione
di vn'animo temperato . Per queſto fù di parere Der
mocrito , che riſiedeſſe nel capo la nobiltà . Cantó
1
quel dotto Cigno di Sulmona , alle riuiere di Ponto .
Non cenfus, nec clarum nomen Auorum ,
Sed probitas magnòs, ingeniumquè facit .
Non fanno quell'affumate immagini de Proauoliſen
1
za il proprio valore, immortale colui che coʻproprij
coſtumi fi rende indegno delle loro memorie ; e quali
fpurio ſi manifefta, degenerando dalla loro proſapia.
Si acquiſta, fi conſerua , e ſi accreſcę la nobiltà con di
uerfi honoratiſſimi mezi nello ſtudio delle Virtù .
1. Il primo, ſi comehà in tutto del diuino , così è mag
giore, cd il più ſingolare , cioè la Religione : la di cui
forza erale,che abbaſſa i più ſuperbi Prencipi, atterra
i maggiori Monarchi , fi ſottopone i più orgoglioſi
Tiranni, calpeſta il Prencipe delle tenebre ; atterriſce
l'Infer .
INTRODUZIONE . 13
l'Inferno, iſtupidifce gli Angioli ,imparadifa iscuori,
innamora lo iftafio Dio , Vittoriofo Aleſandro Mac
cedone delle forze di Darid, mandando a bil di ſpadas
e à fuoco tanou Regni , e Prouincie, all'incontro de
Sacerdoti Ebrei,moſſo da zelo di religionezproſtroſti ofertele Holebro
à terra, e nelle lor perſone adorò quell'Iddio, con l'a- lib.is.cap.8
iuro del quale, ancora che Idolatra ,acquiſtò allo. fcer ,
tro di Macedonia tutto l'impero dell'Oriente. Antio
co Rè di 'Soria ; hauendo con diuerſi preſenti hono
raro'i Sacerdoti, e il tempio di Gieroſolima , moffe à
fua diaozionc il popolo Giudeo . Saulle primo Rede
gli Ebreihauendo facco macello de Sacerdoti, cor
mencato dal Demonid , priuó del regno , ſconfitto da
i nimici, nel monte Gelboe hebbela morte permano
di vn pouero Amaleòhitás. Le oppreſſionifatte alla
Chiefa diſtruffero il Regno Longobardos i fauori far
ti al Pontefice ſollevaro all'Imperio la caſa di Carlo
Magno . L'alienazione dal Papa fù la ruina della ca.
ſa di Sueuia , la morte dell'Imperador Federigo, e de
pofteri ſuoi ; per la ſtella cagione rimaſe eſtinta la
grandezza del famofo Tiranno Azzolin da Romano;
de ' Prencipi maggiori dell'Italia . Federigo Barba.
roſſa tolerò di eſſere calpeſtato dalle fagrate piante
di Aleſſandro Ill . Ma che ? Si vede homai, come la
Religione mantiene fra tante , e tante trauersie l’Au
guſtiſſima caſa d'Auſtria ſtabilita in Germania dal pio
Řidolfo . Si ſanno per lo contrario quelle ſciagure ,
che il difpregio dell'autorità Pontificia hà apportate
alla Germania, alla Fiandra, alla Francia , e à tanreal
tre Prouincie ; che del corinouo fomminiſtrano lagri
moſe materie à gli Scrittori , Attila Rè de gli Vnoi
ial ſolo impero di Léone I. atterrito ſi diparrà dall'im
prefa di Roma. Fece lofteffo Papa Adriano à Defi
dcrio
2
14 INTRODUZIONE :
derio Rède Longobardi. Ambrogio Santo diſcacciò
dalla Chieſa Theodofio Auguſto Imperadore . Bere
nardo Veſcovo Alberſtadenfe ſpauento con il fulmi
ne della fcommunioa quel generoſo cuore di Oitone
Inperadore . Teodofio il giouane inualidámēte fcom
municato da vn Monaco non volle pria guſtar cibo
veruno ,che non foſſe aſſoluto . E'manifeßo ,come da
i Prelati di S.Chieſa furo depofti innumerabili Impe .
radori,Rè,Monarchi,e Prencipi. Gli vltimi, che paro
Anton . Dau
coult. & Soc. faceſſero poco conto della fcommunica,furo Filippo
leſu . tom.i. il bello Rè di Francia , che sbranatorda vn cinghiale
par.l,cap.ro
ric.61. miſeramente morìcon la morte de' figli ,ed infamia
perpetua delle nuore ; Enrico Ottauo d'Inghilterra,
che,dopò hauer cangiato molte mogli facendone va
cornucopia di dishonore alla Corona , miſeramente

morì fenza poſterità maſchile .Non parlo di Enrico


Terzo Rè di Polonia ,che l'hora ſteſſa, ( in altro tempo
però) quando non ſi arroſcì d'imbrattarſi le mani nel
ſangue del Cardinale di Guiſa , fù ammazzato infeli

2. Bolaro ne ciſfimamente appo Parigi da vn fraticello , comune


luftri,il Că . mente riputato miléſe,e forſennato : e in queſto modo
pana vol. 3. hebbé fine la caſa di Valois con la morte di ya Pren
lib il . Ann,
cipe dotato di belle qualità , e per altro cimorato di
1589 .
Dio ; dalquale forſe impetrò quell'eterno ripoſo,che
contritto , e riconciliato alla Chieſa;ſperaua da i merti

della ſua ſacratiſſima paflione.it


e Martino il Grande , per eſprimere l'eminenza del
grado Sacerdotale diede prima da bere al Sacerdote ,
che allo Imperadore . Sono queſti li Deidella ſcrit

tura ſagra , Ancorche le giuriſdizioni ſagra, e profa


na ſiano realmente diſtinte, queſta nulladimeno è ſot
topoſta a quella . Se la Chieſa è vn'ouile , i miniſtri

ſono i Paſtori ; i Prencipi có i popoli loro ſon la greg .


gia .
INTRODVZIONEI

gia . Benchola carne eſercita neglijąnimali Separuta ..


mence dallo ſpirito , che opra cosi anc'egline gli An
gioli ; il fuo vfficio.; ñell'huoma tutta volta quella vien;
corretta da queſto, quando le operazioni di lei glifo
no ripugnanti. Simboleggia la carnel'autorità ciuile ; V.Bellar.lib.
fimboleggia lo ſpirito l'autorità Ecclegaſticas e per Pons.cap.6.
tal mezo hà il Papa autoritàeziandio téporalein tutto V. Barb.a
S.Faufto di.
il Criſtianeſmo . Dice Silueftro, grauiffimo Teologo,
Sp.z. de Do.
e Canonifta celebre , che l'aucorità Regia , od Iinpes minio q.43.

riale è quaſi ſubdelegata à quella del Pontefice, ilqua


le l'hà immediatamente confeguica da Dio : La joue è
manifeſto , che Papa Zaccaria ,conoſcédo auuilito nel
le mani de' Rè di Francia quel nobiliſſimo Regno ,de
poſe i primi , e ne diè la Corona à Pipino Prencipe di
Bellar, lib. 3 .
Loreno . Con queſta autorità fù leuato dalla Grecia de iranilar.
l'Impero , e conſegnato alla nazion Franceſe ; con la imp . Kom.
cap.3.1
medeſima n'hebbe il poſſeſſo la gente di Alemagna .
La caſa d'Auſtria lo riconoſce da Gregorio X. Piacen
sino . Gregorio V.inftitui'gli Elettori,parte Eccle
fiaftici, e parte Secolari . Hanno la facoltà medeſima,

per quanto'è ſubordinata alla giuriſdizione fagra,dc


pò il Poncefice tutti gli altri prelati ne'loro ſtati . Ma Vittoria in
queſti punti ſi laſciano à Teologi . Ne viènelgrem- Kelel.de In
dis.p.1.8.29.
bo della Romana Chiefa potentato del mondo , che
non dia il primo luogo al Vicario di Chriſto : dopo di
cui ſieguono i Cardinali, e tutti gli altri Prelatico nu
meroſa ſchiera di Religioſi. Non è mio intento di pro
uare la precedenza de' Regolari al Clero fecolare ,
Homabonapo
come prouano alcuni ,ne diſputare delle antichità di i.de Huma

molte Religioni, perche in altro libro ſi vedrà , con il ne vile flo.


su cap. 221
diuino aiuto , più chiaramente la verità . Per aggre
garſi al conſorzio monaſtico innumerabili Rè , Impe
i'adori, e Prencipérinunciarono le Corone , e gli Scet
tri ,
16 INTRODVZIONE .

tri, i di cui'rami, ancorche ſieno d'oro ,come quelli


dell'albero della Sibilla ricrodaci da Enea ' fèruono
bene ſpeſſo per lo camino dell'inferno . Non fî alza
dalla terra chinon calpeſta la terra . Queſta nobiltà,
ſcompagnata dalla religione,che fonda nelle ricchez
ze il mondo, pareggia ilfolgore, che ſcagliando dal
l'alto con chiariffimo lampo , dopò lo ſtrepitoſo rims
bombo , con molta ipuzza, con grande, horsone, e dank
no fi profonda nelle più ofcure vifcere della terra . La
diuozione, e l'humiltà ſon queiveri teſori, che cicom
prano i Regni di Gloria, e diBeacitudiné.

Mararius Siegue la ſagra Teologia ,ſtudio della vera ſapien


are... contr za ; il quale hauendo per oggetto lo ſteſſo Iddio, deia
s.concluf 3. fica, per così dire , l'intelletto humano . Non vi è ſcis
col.3.6
enza più nobile di quella , che immediatamente come
ſubordinata ; dipende dalla ſcienza medeſima dello
ftello Dio : che c'indrizza all'eterna beatitudine : che
fola può ſupplire l'ufficio di tutte le altre ſcienze , le
quali in paragone di lei ſembrano piene di pazzie , c
fogni. Quà ſi accolta nella ſtima comune poco men ,
che del pari , la Giuriſprudenza ; per cui ſi mantiene
nelle Cittadiil dritto , li gouernano i popoli, fi forma
no le leggi , li ftabiliſcono le Republiche, fi conſerua
Challani in no gli Imperi . Ella è l'organo delle virtù la compa
Carb, Glor.
inund gnadella Teologia, la ſcienza delle ſcienze prattiche,
.
conf.15.18 L'arte delle arti, ilcompendio della Filoſofia morale ,
19.10.31 . diuiſa in Etica , la quale inſegna governar ſe ſteſſo ,
102,33.94 di quefta ne tratta la légge 11. C.de fecund . nupt. & !

Porcius in Libertines deritu nups. in Economica, che ci inſegna il


num sterf. gouerno della famiglia regiſtrata, l. I.C.deemenda.pro
Jersporitur. pin .& l.3.C.de emenda. feruo, in Politica per lo gouer
no del popolo , di cui ſono ripieni i fogli della ragion
ciuile . Nella ragion canonicali vniſce queſta ſcienza
con
INTRODUZIONE . 17

con la Teologia , abbracciando cutte le regole della


Chieſa , i decreti de' Romani Pontefici, le Leggi de
Concilij , i detti de' Santi Padri. Hà per oggetto la
Giuſtizia, principale attributo di Dio . Nafce dubbio ,
ſe l'arte militare deueſi preferire alla giuriſprudenza .
Cedane arma Toge . Dille fin'à ſuoi tempi Cicerone .
Aggiunge Bartolo, ch'è di maggiore honore il titolo Barist ponès
di Dottore,che di Conte . Per la ſteſſa cagione ſendo Parc.lec.cit.
diuiſa in tre ordini la Città di Piacenza , Magnifico , viam nu.zo ,

Nobile , e Popolare , ottengono i Giudici Collegiati


luogo nel primo tra gli altri titolati , Perche dice la
legge. Maior est honor virtute fux titulos conſequi,quàm L. ß quis in
facto maiorumo Il titolo di Magnifico , aella Comu- bello f. de
nità Piacentina antichiſſimo, tanto ſuona , quanto ap- cap.
po i Veneziani quel di Clariſimo , d'Illuſtriſſimo, al
troue . Con queſto ſteſſo ſono ſtatichiamati i Dottori Cball loc.cit.
di legge antichiſſimamente da gli Imperadorimede- conf.z4.
fiini, e da i Filoſofi . L'anima della Giuriſprudenza è

la ragione, l'oggetto è la giuſtizia, di cui così parlò il:


Cicerone di Francia , il Padre dell'antica eloqu.nza .
Hec illa est, Auditores,omnium domina , & Regina virtu- Miunel brata

ium , à qua in omne bominum genus leges, & iura mana- 9.


runt . Quæ benefactis honores, premia ,malefactis igno- Deggenfi i
minias,& fupplicia proponens, studia bonorü excilat,
ma- ene difcorfi di
lerum improbitatem coercet. Qua fublata non domus vlla, in fauor del
non ciniias, non hominum inter fe focietas, non ipfa denio, lelettere cosa
sro il Taffe
que y niwerfitaskerum tarerne fetueripunétam temporis me.
poffet . Vbicunquè insticia dominatur üllòné fraudes illing
doli, illinc periuria exulant . Non adulteri, non raprores;
fures, nonlicerij, non venefici, non latronesnon'testas
non
mentorum fubieétores, non abfeffores, itinerñ reperiuntur,
Ea propemodum eueniunique aurea alatis hominibus ents
nilſe memorantur. Perla giuſtiziaè yero,checeſſando
pl . 18 с (. l'età
18 INTRODUZIONE.
l'età del ferro ritorna quella dell'oro , quando
'Anguillara Non era stato ancora il ferro duro
lib.s.
Tirato al fuoco in forma, che offendeſſe .
Ne bifognaua all'huomimetallo, o muro,
che dalle altrui perfidie il difendeſ .
Tromba non era ancor, corno, o tamburo ,
Che al fiero Marie gli animiaccendeffe .
Mastei lib.s Pietro Mattei il più erudito della Francia ( per non
dell I A.an.
160 :. dire della ſua età) chiama la profeſſione dell'Auuo.
cato la più illuſtre delle ſcienze ,la prencipeſſa delle
buone diſcipline. Il Preſidente di Thů ,mentre ſi di
ſputaua nella corte di Francia per lo aſſegno del ſa
Jario à i Caufidici , diffe ; che non potea il Rè ricom
penſare con tutto il ſuo teſoro le lor fatiche . Ditan

to credito fono i Leggiſti, che i detti loro, ſenza ren .


der ragione , fono ſtimati Oracoli. Diſſe vn gran ſag .
Sen , lib. i 4. gio . Iurifconfultorum valent reſponſa, etiàm feratio no
sp.65 . redditur. Vincono i regni, gli ſtati e le prouincie fen

za fpargiinento diſangue , ſenza arruotare il ferro ,


con la fol penna : ed è pur vero , che '
Ariof . cani. Fù il vincer ſempre mai landabil cofa ; .
Vincaſ o per fortuna , o per ingegno ,
Gli è ver, che la vittoria ſanguinofa .

Speſo far fuole il Capitan men degno .


Non per queſto ſi niegano iſeruigi notabili,che più
con il giudizio, che có l'acciaio apportaro famofiffiini
guerrieri alla ſalute de' popoli , alla lıbertà della Pa
tria, alla grădezza de gli ftati. Per queſta ſtrada giun
fero all'immortalità ne' tempi noftri, o non molto lon
tani al noſtro ſecolo i valorofi Eroi Alfonſo Duca di

Ferrara , Aluigi Conzaga Duca di Niuers , Carlo di


Mantoua ſuo figlio , Octauio, Aleſſandro , Ranuccio ,
ed Odoardo Farneſi, Sereniſſimi Duchi di Piacenza,
e Parma,
INTRODUZIONE.

e Parina, Gioanni Andrea Doria , Sforza Palauicini,


Guido Rangoni , Ambrogio Spinola , anzi Emanuello
Filiberto , Carlo Emanuello , entrambiPrencipi del
Piemonte con altri innumerabili, che diedero à diue

dere à gli Aranieri ,


Che l'antico: valor . Petrarcep.s
1 can k , 19.
Ne gli Ilalici cor non è ancor morto .
Mancarebbe tutta volta la fama loro, e benche mol
tis e molti habbiano già fcolpiti i nomi loro có la pua .
ta delle proprie ſpade nel tepio della memoria ; non
dimeno gli anni, che ogni coſa conſumano, ne ponno
cancellare i trattiſe la penna non gli conſerua . Diſſe
Claudio Vopiſco nella vita di Probo Imperadore .
Omnes omnium virtutes tanias effe, quanias videri.eas.
voluerunt eorum ingenia , qui vniufcuiufa falta defcripe
Serini . Giunto Aleſſandro Magno alla tomba di A
chille , ricordeuole delle ſue geſte, che celebró Ome
ro ' , ſoſpirando dicea :
o fortunato , che si chiara tromba :: Perrares pas
fondi.iss .
Tronasti; echidise sì alto foriſſe.
Mancarebbe, dico io, la fama di que'tanto honorati
Cicer, lib , di
Campioni , ſe mācaſſe l'Iſtoria ; teſtimonio de' tempi de orat.com
andati , luce della verità , vita della memoria , mae- P.Fran.
ſtra della vita, meſſaggiera dell'antichità , riparatrice
dell'oblio , oracolo delle virtù ; à cuiſeruono , per cui

li ſtabiliſcono tutte le arti ingenue ; l'Etica , l'Econo


mica , la Politica ,

Illa ego, que geflis prafum cuftodia rebus


Digero: quod caueas, quodý fequarisiter .
Priſcagne veteris vaneſcargloria ſecli,
Vinida defenfant, qua monumenta damus .
Prouano efficacemente le Iſtorie ne' tribunali,poiche Gles in c.in

l’Iſtorico hà per oggetto il vero . La Verità è de' ter diledios,do


fide instrum ,
C2
maggiori
10 INTROD VZIONE .

coft alios maggiori attributi di Dio . Non deroga però qualche


pod arfil. in fauola -forto il fauore divna publica tradizione inſer
Rubr. C. de
probar, 13 . ia al credito dell'Iftoria ; pofciache ne il vino cerra di
193 . effere vino di ſua natura perfetto per qualche goc

ciola d'acqua , che viſi meſcoli; ne fi dà in terra arte,


o ſcienza,che ella ſía, oue non fi ritrouino delle opi
nioni particolari, delle dottrine erronce . Per quanto
fi appartiene a corela Corona , che ti hò appreferita
ta, Nobiliſſimo Lettore,ſappi,che non mi ſon fondato
fenza efficaci ragioni, o graui autorità in qual fi fia
1
opinione particolare ' ; māco mi fon fermato a ' rumori
1
leggieri del popolaccio . Le coſc antiche hò raccolte
da autentichc ſériteure,da celebri Iſtoriografi, e dalle
continouate tradizioni degli Antenati : Nelle mo
derne ho dato fede alle parole , ed a gli fcritti di co
loro , che affermano haverle vifte có gli occhi proprij ;
c'queſti fono per lo più Perfonaggi d'ingegno, e ver
dadieri : il di cui petto gareggia co' Paeſi di Cretas

7 que non han ricetto animali velenofi. Lunge dalla


Joro fincerità ſoſpetto di adulazione ; vizio indegno
divn'huomo faggio ... 15 :
La Medicina , e per la ſua antichità , e per la faa if
quiſita ncceffita, pretende quafi del pari con la Giuria
Barb.in
Clerici de . fprudenza : anzi già pafue alDottore Barbazza hono
dicis. rato leggiſta: ( in ciò dottamente ripreſo dal Caſſa
Cbf.p.10. neoy) che à medici ſi doueſſe il primo luogo . Io non
conf.39
vorrei decidere queſta conteſa con la facezia di quel
tale Podeſtà Veneziano, che fentenziò , foffe coſtitui
ta frà ilGiuriſta , ed il Medico la precedenza , come
frà il ladro , e il månigoldo , prefupponendo , che ſe
quello và innanti , queſto lo ſiegue , comeminiſtro di
giuſtizia . Niocle chiamò felici i Medici , perche i di
loro errori ſono coperti dalla terra . La medicina è
tutta
INTROD VZIONE . 21

futta volta dal ' Dottor Tiraquelli, vno de'Senatori di


Parigi, e da Monſig. Botero collocata nel numero di
quelle Arti,che generano, conferuano; ed aumentano
lo ſplendore della famiglia. Honora medium , dice lo Bccl. 38.
Spiritoſanto, propter fanitatem : etenim creauit eum Do
minus : A Deo enim et omnis medela , & à Rege accipiet
donacionem . Quindi è ,che per queſta arte molti diuen
nero Cardinali, Veſcoui, Senatori, Conti, Marcheſi .
Gli Antichi attribuirono l'inuézione delmedicare ad

Apolline, ed à lui, ed al figlio Eſcolapio ,come à Dei,


innalzarono in ogni parte ſuperbi altari , e fontuoſi
tempij. E'vn ſogno del fauoloſo Plinio,che per tre- P.il Loncil.
cento anni viueíſero i Romani ſenza l'opra de' Medi- millboggidid
diferg 311
ci . Nɔn è in terra che il Medico ,chi poſſa comandare
à i Tiranni . In queſta honoratiſſima profeffione hann
no parte tutte leſcienze aſſieme; mentre che dal co
mando Apoſtolico è vbbligato il Medico non meno
alla cura del corpo ,che dell'anima, hà del Teologo , è
profeſſor di Canoni : Nell'eſortarlo all'vnione con
Dio , e alla patienza ſi ſerue dell'Oratoria . Qujui hà
parte la Logica per lo diſcorſo ragionevole ; l'Arim
metica nel computo de : Parociſmi , delle hore , e de
remedij ; la Geometria nel concernente all'Anoto
mia ; la Muſica nel moto delle Arterie ; l'Aſtrologia
per lo corſo lunare , per le coſtellazioni , einfluſſi de
Pianeti; la Fiſionomia per iſcoprir da i colori , e com
poſizione de' membri le qualitadi interne . Nel rima
nente è gouernata in custo dalla Fifica . Dicel'Afro- .

diſeo . Medicine principia funt ea, que à philofopho de na


Bara tradita funt : Quæ fub philofophia, vri ſüb.Auctore ,
ponenda est . Głoſ in i...
Hanno l'vltimo luogo le fette arti, chiamate Libe- sif.deva
rali; Grammatica , Rettorica, Logica ,Geometria ,Mu- nieregex !
ord . cogni .
fica ,
22 INTRODUZIONE .

fica, Arimmetica, ed Aftrologia . Non parlo dell'A


ſtrologia giudiciaria , dannata ne'ſagri canoni, come
ſuperſtizioſa ,e puro ingåno della ſciocca plebe ; m'in
tendo della vera, e reale , le di cui predizioni limitate
frà il neceſſario , e il contingente non arriuano a gli
euenti ,ma-li fermano nelle inclinazioni de ' Pianeti,
per quanto ſi appartiene alla ſemplice Agricoltura .
In quanto a gli huomini è comune parere de gli inten
denti, che le ſtelle non hanno alcuno influſſo Topra le
anime loro dirittamente per muouere la volontà , an

çorche cagionando diuerſe compleſſioni, diſpoſizio


ni , ed habiti ne'corpi formino diuerſe qualità , dalle
quali nelle potenze ſenſitiue vnite a gli organi del
corpo tal'hora ſi eccitano diuerſi moti ,paſſioni, o in
clinazioniche põno nulla dimeno eſſere regolati dal
la ragione . Dicela Diuina Sapienza . Sapiens domi
nabitur Aftris. Di rado è ſcompagnata dalla Negro
manzia l’Aſtrologia giudiciaria , anzi afferma il gran
S.Auguft.in Padre Sant'Agoſtino , che diambedue erano que'li
Pfal.616 bri , che ne gli Atti Apoſtolici & leggono dati alle

fiamme in Efeſo . E' gran biaſmo di molti Prencipi ,


i quali, laſciando perir difame gli huomini letterari ,
dáno credito à queſti Ciurmatori,che furono tal volta
la ruina dello Stato della Famiglia, dell'Anima ,e del
l'honore. Con la lira di Ouidio cantò il vago Anguil
Cosè mostrò , che al Rè li conuenia ( lara.
D'ornar la testa di Corona , e d'oro ,

Per ricoprir con qualche leggiadria


Tal hor l’Afinità di alcun di loro .
0 , che gran Mitra (Mufa ) ci vorria
Per coprir 'hoggi il capo di coloro ,
Che con orecchie infipide, e non fane
Diſprezzan Febo , c fanno honore à Pane .
Frà
INTRODUZIONE . 23
Frà tutte le arti degne di animonobile ſono la Ge- V.Cbalsą.
ometria , e l'Arimmerica , eſercitate con riputazione , bf.conf.19 .,
Dice Platone . Inter omnes liberales aries, & fcientias

contemplatrices,precipuam ,maximeg, divinam effe fcien


tiam numerandi. Soggiunge il Clitouco . Inter eas die
fciplinas ( qua mathemata Graci vocant) dhe Arithmeti
& Geometriaprecipuumfibi vindicantlocum , quòd ad
ca,
Cuieras affequendas viam sternuni . Trà Piacentini fi
ſegnalaro in effa il famoſo' Pittagora autore della fi
loſofia Italica , e molto dopo Giulio Romani , e Gio .
feffo Agoſtino,entrambi Gentil’huomini di rare qua
lità . Quegli gratiffimo al Duca Pierluigi, per elet- Tiberio Pan
tione affiftette alla fabrica del Caſtello ; honorato dal dola Piacen.
nell'Istoria
Duca Ottauio al pari de' primi Cauaglieri. Queſti pri- delle feſte del
uilegiato da iRomani Pontefici, ed arricchito ne'pri- l'anno is .
mi anni d'alquanti beneficij Ecclefiaftici. Non man
caranno ancora le memorie di Paolo , e di Aleſſandro
Bolzoni lor diſcepoli. Nelle medeſime ſcienze håri
ceuuto l'alloro con l'infegnidel Dottorato Giulio de '
Baſſi autore dell'Abaco , e di vn volume inligne, che
con il titolo di Arimmetica pratica ſi vedra in brieue
alla luce del mondo .
Quanto è più vtile vn'arte liberale , tanto è più co- Boser. 16
noſciuta : e queſto è quaſi il fondamento della Nobil
tà,che,detta quaſi fincopata nofcibilità , fi attribuiſce
via più à chi hà maggior chiarezza di nome , e di si
putazione .
Sono eziandio alcune arti mecaniche , nelle quali
preualendo alla mano l'opera dell'ingegno , fe in tali
vno ſi ritrouano in eminenza, hanno virtù di renderlo
honorato, conoſciuto , e famoſo per tutto il mondo .
Queſte ſono l'Architettura ,la Scoltura,e l'arte del di
pingere , per la quale molti ſono honorati con gradi
di
24 INTRODÍZIONE .
di Caualleria, e ſaranno immortali gli Appelli ,i Bo
narotti , i Titiani, i Rafaelli, il Perdonono,Giulio Roa
mano , il Figino ,il Campi,il Gatti, Guido Renije tanti
altri celebrati dalle più dotte penne dell'età loro . 1
Non diſcorro in queſto luogo della Poeſia , come
parte della Grammatica , della Rettorica , e di molte
F. Bonif. de altre ſcienze. Impercioche , ſe Origene aſſomigliò i
Furt. 3.3 . Poeti alle rane di Faraone, ed altri alle Sirene; fe al
nu.
cuni de Filoſofi chiamaro la Poeſia fuco di meretrice,
epilogo di buggie , coperta di ſceleraggini, peſte della
Republica ; fe Catone ſcriſſe . Poctice ariis honor non
erai . Seil Teſta pur Poeta Toſcano accoppio i Poeti
co'i Bifolchi, e coʻi Birri; ſe nella Legge Medicos.C .
de profeſſoribuslib.10 . Non è fatta di lor inemòria trå

gli altri Virtuoſi ; anzi che nella terza legge cel ti


tolo medeſimo ſtà regiſtrato . Poeta nulla immunitaris
prerogatiua iuuantur. Non è però , che vnqua fi dcb
ba ſpegnere la chiara lampa ditanti famofiffimi Poe
ei ; molti de ' quali ſono per honorare, come precioſo
finalto , queſta Corona della Nobiltà d'Italia .
Qual fama non apportaro à cotanto honorata pro
fellione nel Greco Omero , nel Latino Virgilio, Ora
zio , Ouidio , Terenzio , ed altri molti , e nel Tolcano il
Dante, il Petrarca, l'Arioſto , ilTaflo , il Sannazaro ,
il Marino , e tanti altri dell'età noftrae Cantò per tan
to Orazio .
Horat.carm
Dignum laude virum Muſa velat mori .
4.4.8 .
Cælo muy a beat .
Non mancaro Prencipi generoſi,che à diuerſi Poeti
han fatti ricchi doni , come ſi riferiſce di Carlo Ema
nuello Duca di Sauoia , tanto benefico verſo Antonio
Franceſco Tacchinida Piacenza,e tantialtri ; ma ciò
occorre di rado , come offeruò colai.
Nemo
INTRODUZIONE :

Nemosam claro genitus parento :, Tig : 175.'


‫نادر‬
Nemo tam clard probirare fulfis ,: !!
: 5.Wox edax quem non premis veiutasea 19 : 1 ...
- .. il : Viane: remóro': ')oposisio
,k ' Sed fui nunquàmprecium taboris 2014 elo ?
de sentiupi t'acco, aliosdurum icidalomoonid
Veitir , gemma : miferis Poedige borbolt
Tria lacérna est . Slut I filtrilioni di

Della Nobilca delNoranijimpagniaaldas Accurfio , 2af.in !..


trattano Oldrigo Zabo , Guglielmo di Rouille Doi de origin .
tor Franceſezeil.Caulidico Rocca Piacencitrau Non Rowil. lib.3.
de iust.6.4 .
è loro contrario il Senator Tiraquetli ze)menosile Tiraq.de no
fcouo Couarruuias ; il maggiore det.Lettenari Spa- bil.c.34.nu.
gnuoli. Dicedo fteffo Dios in manu Dei posesta hor 16.06.15.
14.1s
miris ést, et fuper fáciem fcriba impener hönoremon Luka Q2 . lib.on.
di Penna , Giureconfulto Illuftre , codlocot Notaria- c.19. nu.4.
to fra le altre dignità , e cõchiude dicenda : Quis enim Luc.de Pen ,
non diligai'eum , & honest are magna compleri purei , qut in l.vniuer
perueniva Scrie for Code do
decreto Principis ad T abellionatus officium
uono Zoderico Zamorenſe , e il SenatoriOalaneo . Cball.p.iso
Hinang, nedùm apud pedáneos ,minorej Magistratus contra
creditum , &auctoritarčobrinca :fed apud Reges & Prise
cipes , & .cuneta eminentia tribunalia accepidemiis & fasi
miliariffimiexijuni . Hienim corum manibus,admirano
da fide, inftrumenta , priuilegia, & literas ad perpetuam
rei memoriam.conficiunt. Ez postmutsatemporum fæcum,
ta ex horum fota Notariorum fubfcriptione indubitatäm
probarionem inducunt. Hirypum senent Euangeli larsen
Christi,qui eius gestas & aéta in Evangelio tàm fideliter, 1 . **
quàm vriliurdefcripferunt. Et inter cæ ueras buins Are 395 ?

iis commoditates ,quiillam exercent, magna lucra , fume of ander


mos honozesaffequunturzvi breuite'mpare, ac paruolabore

opulenta vtilitatis compendiaadipiſcaniur


D isa tandemas
INTROD VOIP NE .
Il Pigna nel L'arte dell'armeggiare, comprendendo quella del
l'infrirus.de caualcare, e della ſchermia, tantarijerica , e pregiata
Prencipis
dal Prencipe, häidato nome nella prima per la Fran
cia, e Lamagna à Rocco de'Calcagni, e Pier France,
ſco Lupi Piacentinis nella ſeconda per tutta Italia à
Giacomo Reghini; Ortauio, e Aleđandra Leoni, A
leſſandro, Carloze Galeazzo Pagnanidibaſſa ſchiat
ta nell'iſteſſa Patria . Lodò il Garzonifra i più terſi
131 .] { crittori Caprillo Bonadei, dicuiron furono inferioti
rigite sa, Giuſeppe Døſio Gadta elecco, à concorrenza in Roma
sports.in perderuigio della Libraria Vatican ), Giuſeppe Mala
. ung !
.$n
vagglasedil:Corbellarino,che dalla Patriaafurri que
comune dipartendoft hà ritrovato fua fortuna in
• **..... fti
•72.99 . Parma...De Piacentini ancora è ſtato accolto da tutti
no dile is Prèncipi d'Italia ,cd honorato da i Romani Pontes
of sweloos afici per Pitipróró de cunei il Caſalinico'l Tirelli ſuo
* allieuo. Yna profeſſione tal’hora di ſua natura ignor
ili bile , fe fi ritroua in tal vno nel colmo della ſua per
* fezione, può folleuarlo dal lezzo della plebea gli ho
-P1.0.1 , nori del Grandi. ?

Lib . 1. de Per la ſteffit cagione diffe.l'eloquenza Romana a


off. Marco Tullio , che non èin tutto biaſmeuole a perſo
naggio ingenuola Mercatura dovizioſa ,e grandejan
b 7.Pofie.4. corche il la Prencipe de Filoſofi la ſtimaſte men de
Cepot, do gna di un Cittadino . Loda di più Bartolomeo o Ce
eligédo verb . polla lamercatura de' Nobili Veneziani, molto più
Nobilitatis, vrile , chequella de' Genouefi . Venezia, dico col pa
op. 18 .
d Starita re rere de' d Şaggi,trouafi per li traffichi reali arricchita
gnäte del Ce ſopra modo in comune , ed in particolare . Genouz
High, Ragno con l'vtile priuato de cambij rimane pouera nelle pu
ol.3. num . bliche entrate . I Rè di Francia più volte merita
1426.
mente fcacciarono da quelfiorito Regno i Banchieri
d'Italia
In

!
INTROD VZIONE:
: In quali tutte le Republiche iltraffico di momento
non è pregiudiciale alla Nobiltà . Nellelodidi Plan
cio annoucra Cicerone le Coinpagoie de' Mercatanti
inſtituite , e gouernate dal di lui Padre , Cauaglieto
Romano . Tali ne furo , quaſi infinite, quatrocento atr
ni ſono ,quando ſi gouernòcòn Arittocraziannella
Città di Piacenza . Doueuil-Dottot Federigo . Con e Scor. to.s.
te di Vigoleno. Quod nemoratemaatimma magairesti deber.conf.i.

men velut pertinensad hominisdecus ; Ea tantiieratrem


temporibus illis apud Maiores noftros , vt confilium Pace

blicum ipfiut Gruntatis,mercadornmi.confilium vocaretur.


Era tutta volta vna legge appo i Romani, che iSenar
tori troppo non s'impiegafferd in lunili negozijgeçiò
che divenutipiù auididel guadagno chedell'honord,
no macchiaffero la porpora de’lor natali. Il Dottor
Tiraquelli ftimò vtile alla conferuazione delle R epu
bliche la Mercatúra eſercitata a nomesc a foldo della

Nobiltà nellemani de' popolari. In queſto modo tan +


to non derogò la famiglia Moraggia abla fua nobil_ * 7.6 .**.*
fima antichità ,che per giuſtizia Ordado , Dartore Pian
centino a ' giorni noſtri, figlio divnlimite mercataire,
non haueſſe luogo fra primi del Collegio de Gigdici,
il quale nell'aſccndenza pacerna ricerca nobiltà mot
to maggiore di quella , che appaga le Religionidi Mal
ta , e di Firenze . Si leggono eziandio appo Plutarco
Huomini ſingolaridi nobiltà , e virtù di hagere éſer Bal.in 1.NO
citato l'arte del mercantare ' lo tutta volta per fe bilioras. C.de
guire la ſentenza di Baldo , ancorche contraftata dal Commerc.es
Mercat.
Butrio, e dal Cepolla, ſtimarel} che i Nobili intrican- Butr.in Ru
doſi perſonalmente ne traffichi perdeſſero la natiua br.extra, ne
Ckr, uel M.
Nobiltà . Di queſti tali fcriffe Andrea Fauſtelino. nacbi , nego
Periurira fuo poft ponit numina lucra 19.6 D Cepoho,
Mercator : stygýs non nif dignus aquis orbidit
D 2 Purga
28 INTRODUZIONE . !
1
willPurgauano per tanto queſta macchia i SenatoriRo 1
mani, Tebani, e Lacedemoni con l'aftenerſe dal traf
fico , anzi entrare in Senato , per dicce anni. Caffio
doro preferiſce alla mercatanzia l'arte del campo ,
tando celebrata dagli antichi Romani : Di cui ſcriue
Mufonio . Nemo est faltèm ;non mollis, & effeminarusi, 1

11.37.22 : gai dicere anfae ullum opsis Agriculture turpe, ac indecens


ffeviro bono : plantare enim , arare,viles.colere, quomodo
non hanesta effene 2 Item ferere, metere, triturare, an non
omnia hæc studia funt ingenua , & bonis viris decora ?
Aggiunge Ciceronenel primo degli ufficija Ome
nium autem rerum , ex quibusaliquid acquiritur, nihil est
Agricultura melias ; nihil duloius, nihil homine digrius :
Il tutto non s'intende de’plebei , de mercenario di
coloro ,' che congiungono l'arte con altre ſconuene .
uoli operazioni. Pare , che il Tiraquelli ane'egli frà
Cicer : do Seo:Moderni vi.dia luogo di Nobiltà . Marco Curio Ro ,
nett . mano hauendo già trionfato del Re Pirro, de ' popoli
Paler.Max. Abbruzzeli; e de Sabin's volle in queſta arté finir gli
de
exempi.li.4. weinidi. Quando furono Attilio o Cincinnato rivo
gati all'Impero dal popolo Romano , feminanano il
cainpo . Quelle calloſemani , che poco dopò ſoggio .
garono tante , e cánte Prouincie , vela di poi la pace
alla Republica ritornaro all'aratro , Galerio Maffi.
miniano dalla villa fè tragitto all; Impero , la dignità
medefima conſegui Malimiano che dalla greggia fù
1.0.1.4 cóndocto alla Reggia da i Romani . Lo feffo volle ,
* "; " to alcuni di Giuſtino il Prino, di Gordia Re dell’IA
dia, diMarco Agrelio Ceſare , del Tamerlano Rè del
la Perfia , Sciteia , Iberia , Parthia, Mefopotamia ,Me,
!
dia, ed Albania . Gloriaronli i Romani di haver dato

....., più volte il principale gouerno a Gaio Mario ,e Tullio


Cicerone,ambidue figli di padre Agricoltore : E pure
1
Qualè
INTRODVZIONE : 19
T' ,; Qualè quel Marco Tullio , in cui fa mostra 20mg
Chiaro , quanto à eloquenza e frutti,e fiari ? ?
Questi fon gli occhi della lingua no fra .
Non neghiamoper queſto , c'hora più nó ſia il tem
po , che dalle faue i Fabij, da i piſelli i Piſoniji Cicero.
ni da iceci, i Lentuli dalle lenti,gli Ortenſi da gli Orti
pigliano il lor cognome's come dimoſtra ne gli Anti
chi l'Autore de ' Geniali Aleſſandro Aleſſandti.
Ariſtotile chiamada Nobiltà Virtude della Schiat- Boser, doc .

ta ; quaſi che nó lia propria della perſona,ma del ſac


gue : Echefia voa facoltà diprocreare huomini inge
pui , e ben'inclinati , confermata perciò almeno con 1
tre ſucceſſioni. E le bene non ſempre coinunicano i
. Genitoria i figli la virtù , loro ſempre però comúnis
2 5
calla chiarezza del nome,ch'è quaſiparto della ſteſſa 8
virtù ,comunicato nellvniformità del ſangue, la quale ,
è un legame di perſone difcendenti di vicino da vn
medeſmo capo . Non ſi sà ancor di certo a ſin’a qual a Zeccb. de
grado fi conſerui queſta vniformità : altri afegnano 7.marino
1 quarto , altri il ſetumno, alcrine gli aſcendenti in ind num er3o.
finito . Quindi è , che nelle linee traſuerſali è prohi
bito ne ' fagri Canoni fin ' al quarto il connubio, e nel
la retta in infinito ; come offerua l’Abbate 6 Panormi- b Abb. in c .
tano . Non è però ,che eziandio ne'traſuerfalinon ſi non deber.de
confang. per
conferui più oltre il quarto , o il ſettimo la parentela ; l. nupia . 4.

ma ciò fuordinato per commodo maggiore delle Re- de riu nupo


publiche , atteſo il c brieue corfo della vita , che non Innoc. in
di rado tronca il ſecondo ed il terzo ; poiche hor non bet, og Zecb .

è più quel teinpo ,che nello ſtato d Piacentino poteſſe lic.p rop.6.
d Plin.lib.z.
Veſpeſiano Imperadore ritrouare a Veano , (che al 6.19. Blonite
l'hora da P.Velleio Senatore Roinano Velleiaccio Baron.com
diceuali ) ſei huomini dicento diece anni , quatero di kjo
cento venti , vn dicento quaranta , e nella Città ſteſſa
vn
I
NE
30 INTRODUZIO .
vn di cento trenta vno ; oltre tanti decrepiti , ancor
tutti viuenti in quella età . Hor potiam dire :
Dalla culla alla tomba è un breue palo .
Quanto è più nuoua , tanto è più ſtretta la parente .
la . Quanto è più antica, e ſempre conſeruara, tanto è
e Bald. in più illuſtre la Nobiltà , che incominciando e almeno

1. Nobiliores. nell'Auo li accreſce nel Padre , fi perfettiona nel fi


C.de comerc .
Annib.Rocc. glio . Hò ſcritto tutto queſto per erudizione di que
Veron.dedef gli, che diſcorrendo del cótinouo diNobiltà non lan
f.imped ,in . no ancor, che coſa ella realmente ſi ſia ,
greſſ.College
on 3. imped. Nell'ordine dell'Iſtoria , ſenza pregiudicare alle
verb .suum precedenze di alcunizhò ſcritto prima di quelle Fa
Glodini. Ne miglie , delle quali ſono ſtato molto auanti informa

ratius, eg in to : Le Famiglie , che ſono tralaſciate , ſi diſporran


b. deceffario : no nelle ſeguenti Parti , ſe eſſe loro ſomminiſtraran
verb.fignif. no materia . Chi vi hà intereſſe hå ' tempo di pez
farui: Ne poſſo indouinar alla cieca ciò , che ne to
ro ſcrigni tengono di naſcoſto . Io parlo chiaro , fol
per eſſere inteſo. Stà fano , e fauoriſci , che del pu
blico bene volonteroſo fi moftra..

C..100

ü .

CORO :
T !I
' NTIS?
31

CORONA

D E L L A

NOBILTA D'ITALIA

DI GIO . PIETRO DE CRESCENZI


ROMANI.

PARTE PRIM A.

Della Creazione del Mondo, col quale


prouaſi continouas a
la Nobiltà della Famiglia Roſa, Plata, viſconte,
Platopa, ed alıre difcendenti da quella .

NARRAZIONE PRIMA .

VANTO è più antica ,tanto meno fi ſcorge la CAP. I.


nobiliffima origine della Famiglia Roffa . In
effa , come tralce fecondo del feliciflimo, anzi
di Nobiltà (per cosìdire ) connaturale à i Cie
li , albero della Cala Platona , gareggiando con
l'eternita iſteſſa,in cminenza campeggiaro que
fiori, che ſi deſiderano per teffere le Corone de i Maggiori Mo
narchi dell'Vniuerfo . Alfaj mi preme, c'habbiano maggior cre
dito gli Storici, che biaſimano ; che quei, che lodano : Sicome
più vien notaro da tal'vno il vizio , che celebrato il merto : più
Offervati i differti, che la virtù s quantumque fia paleſe ,che ne
pur la Natura è baſteuole a fare vo'opera cocalmente perfetta .
Hò giudicato cutcauolta valeuole queſto tratto imperfecco
della roz za mia penna à trattenere la calunnia de ' Critici ; imi
tando Alcibiade, un de' maggiori Capitani diGrecia ,del quale
Plur. lib.s.
laſciò ſcritto Plutarco : che reciſe la coda ad vo belliſſimo cane ,
A popl .
comperato colprezzo di ſette mila dramme ; affin che in quel.
lo fermando gli occhi il popolo d'Achene , diftornato ne foffe
da cenſurar più inoltre i di lui fatti.
E' pri
DELLA NOBILTA' D'ITALIA .
E' priuilegio raro di quelli due Caſati, con alcuni altri da effi
for diſceſi, il dimoſtrare,almen per ogni ſecoló, non interrotca
mai da propria Nobilca , da checol mondo ſteſſo hebbe princi
pio . Come altresì ſono rari gli eſempi di quegli huomini ; che
forſe, mercè della lor cemperanza , fi conducono ad vna eftre
ma età : così poche famiglie, ſoftenace dalla propria virtu , veg .
giamo giunte advna ſommaantichicade, ſenzache qualchenu
gola habbia in parte offuſcato il chiarore degli Antenati.
Marl. 2. 1 Quid non longa dies : Quid non confumitis anni ?
Hà il cempo giuriſdiziane ſopra tutte le coſe diquelto món
do : ed a i principij corriſpondendo neceffariamente il fine, le
più ſuperbe macchine,c'habbiano, pec tanti luftrise tanti, affa .
ticata l'ambizioa de' mortali, hora ſi veggono diroccate, e di
ſtrutte . E ' troppo cieco, chi con raquiſa icangiamenti perpe
cui della Terra :di cui in più di vo luogo, oue gia s'innalzaro
alle ſtelle ſcoſceſi giochi, hora fi ammirano profondiffimiabu
billi; ed i Pianeci, per la continoua trasformazione loro , lim .
boleggiano l'incoſtanza medeſima . In quanti luoghi lo {pu
moſo Oceano (come oſſerua vn leccěráco de' noftridi) con l'am
pia cazza delle ſeccagne hà beuuto la morte ? Han perduto il
lør vanto le Piramididi Egitto , il Simulacro diGioue Olimpi
co , il Tempio dell'Efelina Diana , il Coloſſo del Sole appo i
Rodiani, l'alca Torre di Babilonia , la ſuperbiffima Tombadel
Rè Maurolo ; le Academie di Athene , e tante altre città , che
furo Capo di Prouincie. , e Regni . Nati'a pena i Viuenti pion
uano ciò , che quel nobiliſsimo Cigno del picciol Reno dolce
mente canco
Gio. Battists
Ned è , come altri crede un punto solo
Manzini,
La morte : un punto , on volo
E' la Vita ben si ; che appena è Sorta ,
Che la naſcita ſua piange già morta .
Ma, che diraſsi dell'inſtabilica della fortuna ? la quale in al
Carlo de'Co. tro luogo non fi.vagheggia fedente , che nelle Tele di Apelle ,
ci della Len : acciò che il finito di que' colori rendelle ogni luo ripoſo per for
gaeglis . ſpetto di favoloſo . Non ſenza gran ragione alori la finſero ,
qual Naue corrente a vela ; altri qual Donna d'incoſtante na
tura, con gliocchi bendati, coll'alia gli homeriscol globo cele
fte in capo : alludendo a quel detto di Aufonio . Fortuna
nunquam fistit in codem.Statu ; ſemper mouetur, variat, mutat
pices,
Hi AXRRUAZIONE I. CAP. II a

vices, es fumma in imum vertit,ac verſa erigit . Alcuni la poj


ſeco il ſaſſo al piede ; imperò che laſciandoli ella dal fiato d'or
gai aura velocemente rapire, parea conuenience, che ad emular
zione delle volanti Grù ſe le ponedero alle piante le pietre , ac
ciò che traportata non foſſe sì di leggieri. Mas perche l'inten- S.Tbom . lib .
dere de' Catcolici non ammette , che per iſcherzo polecico,co scomaGispers
dag 925 1
telti ſogni della menzogniera gentilica , lia il tutto afcritto a
quella prouidenza del ſommo Iddio , che per abbascere l'alte ,
rigia degli huomini ,.ci fà vedere come
L'Esquilie, il Celiose l' Aventin ſublime In 1 Chiabrera
'alia Suburra , & le Carine ifteffe gio,mas pou ! i Sauoneſe,
Hor fon di rappator' vindemmias e meße:
che frà reali alberghi aratro imprime.
& Now lono differentiin effenza , quantunquecin apparenza,ſi
fcorgano contrari, gli Iſtorici, chedella caſa Raſia hanno crack
tato . Il Sardo vuole che da Rofcio Amerino diftendete. I1 Cat
Fara , e lo Spelca da Roſcio di Sigifo Rè di Corinco figliuolo di
Merope,e di Eolo ; Queſti figlio di Gioue', e quella diAtlante
Rè dell'Africa, che fu Itimaco figlio dilapeto ; il quale ( ſe cres
diamo a Berofo Caldeo ) era lapheth figliuolo del gran padre
Noe . Alori hanno in queſta Caſa annouerato RoſcianoGene
sale di quel Serſe, che contro i Greci armò feccecento mila Val
falli , trecento mila annici , feffanta mila Naui: e copri di Va
feelli l'Helleſponto ; il di cui padre ando contra i Piatteſi con
ałcci ſeicento mila Guerrieri del ſuo fiato . Roſciana moglie di
Aleſſandro il Macedone, conquistacordi Oriente, creduto del
ſangue de gli Dei ; figlio diquel Filippo Re della Macedonia ,
tante volte ſuperò gli Aceniefi, i Moloffi , i Teffaligi Teba
che
ni, gli Ulirija i Foceli, gli Scithi i Tracise i Dardanized bebbe
il padre Aminta gran Capitanoge. Rèn , Lucio Roſcio Romano ,
il quale debelló Victorioſo i Fidehati ; Publio , & Gaio Roſci )
che nella : Vábdi Nura fu'l Riacentino ( ſcrive: Tomuſio Tincas
fabricaro le due Ville di Rofſo : Lucio Rofcid Ortone, che han
uendo.il Tribunato in Roma fece la legge Roſcia : Roſcio Re- ** ST
golo Conſolo ; & Lucio Roſcio GeneralediGiulio Cefare nelle
199¢ !!!
parti di Francia , doue cal' vn credeate originaria la famiglia
Roffa, che ſcrille it Sanſouini da i confini di Eluezia efferipar
faca in Italia con Alboino Rè de Longobardi . Nop fa dipac;
E tono
34 DELLA'NOBILTA D'ITALIA :

sono datla ſua relazione l'Angeli da Ferrara nell'Iſoria di Para


ma , & Occauio Roſli nel ſuo Teatro de gli Illuftri Breſciani :
j'voo ne da l'honore a Bernardo Conte di Valcamonica, e Ge
nerale di Berengario primo ; l'altro a Bernardo Conte di Par
mac Capitano di Ottone Imperadore. Ma paſſiamo più auanti.
Bu tagih Quando dalla grāmano dell'Onnipotenza Diuina furo creaci
Sent, 2. diß. quegh Angelici Spitci o gran Cittadini delle teletti sfere ; hebbe
dalla Atelia principio la nell'Oriente il noſtro primo padre Ada
mo; & deltinato al godimento eterno di vera gloria, ne conſegui
13 ) libera Signoria dell'vnjuerſo . Ma,perché qujui, ancorche ſoge
giornafle in luogo così ameno , che, quali pareggiando all'Em
pireo, chiamali paradiſo Terreſtre, non conuenia , che ſolo tra
je beſtie viueffe, formò il Courano Artefice dal di lui fiáco vn'al
tra creatura a propria iinmaginez eguale al compagno di lei in
perfectione ; differente di feffo . Ella fu Eua . Quindi è , che
dall'Eternica , dalChaos , dal Cielos dall'Echera , e da Demo .
gorgone, che Dio terribile, o Dio della terra , o Sapienza ter
rena interprecano gli Incendenti, finſero già i pocci eſſer diſcefi
gli Dei ; o diciamo gli Eroi celebrati nell'opre loro .
Manifeſtano le ſagre carte per qual cagione foffero i primi
Padri difcacciati da quella feliciffima ftanza : fuori di cui ge
neraro , fra gli altri figli, il Santo Abelle , e il fratricida Cain :
Queſti colciuatore dellaterra ; quegli cuſtode deiie lanofe grego
gie. E' chiaro nelle Iſtorie Romane,che dall'aracro alla Reggia,
dal pungetto allo Scectro , dal Senato alla mandra facean tras
gicco quegli antichi Regnanci. Oferuano imoderni politici
ritrouarſi analogia , e dipendenza reciproca in tutti i generi
di comando . Molti ſopra di ciò tanto diffuſa , e dottamente
Scritlero, c'hanno altrui chiuſa ogni ſtrada per inoltrare il diſ,
corſo ſopra così curioſa , ma neceffaria materia . Accade a noi
ciò , che racconcali di Aleſſandro Magno ; il quale non poco ſi
attriſtaua nelle Viccorie del padre , parendogli , che a ſe nulla
non più reftaffe da conquiſtare . "
Virgil. Malo
Simboleggiò l'Agricoftorc Caino vn crudele Tiranno . Figu .
pecei nel
Davide pero rò il paſtorello Abelle vn legitcimoRè . Riuolge ſottoſopra le
Seguiraro. viſcere della terra il Contadino , perche vuole , che ſi sforzi a
prodarre quello chenon è ſua natura di concepire . Contentafi
it paſtorey pe'l guiderdone de' ſuoi fudori,e veglie, trarne o la
lana ,
WN ARRAZIONE I. CAP. I. 35

lana , o il latte ; che, ellendo di ſuper fuo ambi ducs ſerue più
per alleggerire che per nudarė, o taglieggiar la fortunata greg.
gia . Apprendano da ciò i Regnanti , quanto la ſconueneuole
aggrauare con auoui dazija e gabelle gli Gati loro , ed in partie
colare nelle coſe più accedarie al vitco . Diffe ben quel moder Perodre PA
no Politico Piacentino, che i Teſori di va Regno non mai fi af tauicino nel
fodano ſopra il lubrico fondamento del ſangue . Non è atto al Giuſeppé.
gouerno de' Popolichi par' inçcto al gouerdo di pecore. Auue
rate per le colpe de gli huomini hoggi fi prouano le minaccio
del Cielo . Süper Pastores iratus eft furor MEUS , & fuper hire Zacb. 1o.
cos viſitabo .
Nell'età di cento trent'anni generò il Padre Adamo il figli.
polo Seth , huomo di faociflima vita, di alciffimo intendimento .
Queſti per le ſue rare qualità , e per le ſue eminenti virtù heb
be a nome di Dio ; ed'in età di cento cinque anni generò Enos , a S. Cyrill,
perſonaggio di pari fancica , che inſicui il vero culco de' ſanti lib.9. aduer
ſagrificij . Egli di gid nonagenario hebbe Cainan , il quale fu fue lulion .
nel ſeccantelimo di ſua vica padre di Malaello . Giunto coltai
å ſelſanca cinque anni hebbe lared , che di cento ſeſſanta due
generò il padre b Enoch , ancor viuente nel Paradiſo Terreftrès b Mag, z .
oue co'l Patriarca Elia Ata atpeccando la tromba del finale Giu fenten . dif.
dicio . Hauea quefto gran Padre anni feflanca cinque, quando 17.ubiq. íhe
gacquc Matcufàlem , che ne campò nogecento redanta noue ; ol. s. luff.
martyr 9.75
& nel ceatchmo otcanteſimo ſeccimofù padre di quel Lamech , 76.685 .
che di cenco otcanta due aooi generò Noè; il quale viffe con s. 1fdor. de
l'auolo fuo Mattuſalem trecento leffanta noueanni. In queſti viaPerriar.
giorni , ſendofii figliuoli di Dio , cioè i poſteridiSeth, ( come
con grao ragione ſpiegano i fanti Padri, Grifoftomo, Cirillo ,
Theodoreto, Agostino , Caffiano , Ruperto.Abbate,ed altri con
la ſeuola dell' Angelico Dottore S. Tomalo )congiunti colle fi
glie de gli huomiais comed dire, con gente maledecca ,e villana
de' pofteri del ſanguinario Cairi , fù peruereito l'ordine di Nao
cura . Ab : crudele genus ; nec fidum fæmina nomen . Tibull.lib.z.
Sfogoffi col memorabile affogaméto de' miſeri mortalitar. eleg.4 .
dente Idegno della diuina giuſtizia e circa gli annidel mondo < Pide Per
MDC LV.che furo al ſeicentefimo dell'era diNoé. Quefti fo rer.in Genela
lib.7.cap.s.
lo campo dell'atca co' figliuoli Sem , Cham , e Japher, con Bar
tenon laa moglie, & colle nuore Noella, Noecla; e Pandora ; ſo . 118 & 114.
£ 3 ?.5 prpłaa '
36 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

ego lib . 14. pra i mônci di Armenia ; ſgorgando dalle ſpalancate cacaratte
diſp.5.cap.9 de' Cieli traboccheuoli fiumi de' diluuianti Abidi , che d per
a ldem lib . vn'anno intiero rennero d'ogn'intorno coperta la faccia della
13. cap. 8. Terra. Soprauifle Noè per altri trecento cinquanta anni; e per
verf. 1 3. di- hauer ritrouato l'v.ſo del vino fu detto Giano primo dalla voce
Sp.10. nuin , lain , qual idenota quel ſoaue liquore in lingua Ebrea. Scriue
39 %.
Gioanni Annio da Viterbo ( che commenco Beroſo;e fù ſeguito
da molei; e graui Autori ) ch'egli ancor hebbe pome, appo gli
antichi,diCielo, Sole, Dio degli Dei, Padre delmondo, e feme
de viuenci, hauendo nauigato in Italia dopo la diuiſione, ch'ei
fece dell'Vniuerſo à i figli. Tenne l’Africa Cham , l'Alia Sem , e
l'Europa Iaphet. Queſti, è comune parere de gli ancichi, l'ele
fer nomaci Dei, non già per natura , o potenza diuina, chein lor
foffe , ma ben sì per l'vfficio , e ſignoria, che già canci anniten
nero della terra fignoreggiando co'i lor figli e nipoti, da i quali
Principio hebbe principio i'vniuerſo . Fauoleggiaro ſopra diciò i Poeti,
delle favole , e ſocco oſcurivelami di curioſe inuenzioniricoprirono il vero :
poiche ſtimarono i Gentilj la vera Nobiltà eſſere in tutto dipen
dente , o dalla Religione, o dall'Eternitade . Bt mi genus ab
Ioue fummo. Diceuano gli antichi Ceſari di Roma. Marco Var.
rone , Oracolo della ſua etd , G sforzò dar'à credere , che foffe
di grande emolumento alle Republiche , ſe i perſonaggi prin .
cipali di quelle ſi perſuadeffero dieſſere generati da gliDei:
acciò che il cuore humano , quali deificato nelproprio jotendie
mento , per non degenerare da così Illuftri, e famoſi natali,
confidato fi nell'ardir del ſuo pecco , auualoratoſi molto più
nella gloria de gli Antenaii , ſoſpiri anc'egli all'immortalita ,
quaſi:per retaggio douuta alla ſua ftirpe , ed affettato di quella
dolce fonte delle victw , increpidofi accinga ad honorate im ,
preſe, ponga in non caleifugaci piaceri, non pauenti i perigli ,
non s'arreſti a minaccie, e goda, comevo'altro Aleſſandro , vn ?
altro Giulio , di far' il mondo Teatro anguſto alle proprie vic
torie . E' molto l'obligo, che fi deue a gli antichiPoeti, i quali,
ancor che abbacinati nello ſplendore delle opre di Dio , non ri
miraro fillo nel più lucido della verica , ci diedero nulladimeno
occafione di ricercarla con maggior diligenza , é ci aper ſero la
Atrada per arriuarui. Moltiplicarono a merauiglia i figli di Noè,
appo dicui era per tutto il cerchio della terra vn fol modo di 1
.
ſpiegare i consectide’lorpoleri. ма
NARRAZIONEL CAP. I.a
Mà il ſuperbo , ed orgoglioſo Gigante Nembroth figliuolo
di Chus, e nipote di Cam , fattofi Capo de' pofteri di Noè, gli
conduſſe di Oriente nelle campagne di Senaar , a fabricare qucl-'
la meracigliofa Torre di Babelle . Vide la Maeſta del Signore
lo ardire di coloro , checon l'altezza di sì fuperba mole parea .
ao muouer guerra alle Atelle ; perche quanto più di accreſceua
il launro ; canco più ne gli artefici G ſcemaua il timore di Dio ..
Confuſe le lor parole , outò i loro idiomi,e diffuſe la ſtranezs
za delle liague nella conformità delle voci primiere, tanto che
diſperaci fe ne partiro ad habitar la cérra nelle più lontanepro
uincie ; rimanendo lo fmiſurato Gigante al poffeffo del Regno
in quelle parti . E' parere di molri, che costui ha lo ſteſſo , che
hauendo ritrouata i'Idolatria fù chiamato Saturno Rè, il quale
da Giove il figlio, che da altri nomag Belo, diſcacciato ne vene
da' ſuoi ftati . Pare, che all'iftoria acconſenti Lattanzjo.nel
libro delle diuine inſtituzioni; ed jo haurei efficaci ragioni per
dimoſtrare cotela verità , quando l'autorita di Berolo Caldeo
non mi baſtaſſe . Dice queſto antico Scrittore . Nemrod'afa
fumpto filio loue Belo‘cum colonijs venit in campum Senaar ,
vbi defignauit Vrbem ,e fundauit maximam Turrim anno poſt
diluuium centeſimo trigefimo primo, eamg. Turrim ad altitudio,
nem , u magnitudinem monrium excitauit , in fignum . & mo .
numentum , quòd primus in orbe terrarum eſſet populus Babylo
nicus , regnum regnorum dici deberet i Verim nec Turris,
ædificationem compleuit, nec defignatam vrbem fundauit : quia
post quinquaginta fex annos , ſubitò non comparuit. Iuppiter.
antem Belus filius eius, quem diximus Nemrod , fecundo loco re
gnauit Babylone annis ſexaginta duobus, & fundamenta Baby
lonis d Patre fuo defignata in formam , & magnitudinem oppidi
magis, quam Vrbis excit anit'. At verò Semiramis vxor Ninig
que eius imperio fucceffit quarto loco, & c . Quantunque hanno
facca i Poeci memoria ditrè Dei principali , c'hebbero nome
Gione ; l'vno figlio dell'Ecene , o sia del fuoco , l'adotazione
di cui infticoi Nembroth , l'altro figliuolo di Vrano, o ſia del
Cielo , cioè figlio di Noè , ch'altri però lo diſſero figliuolo di Bugar.lib. s .
Cham, e padre di Ercole, ed il terzo , come dicemmo, figlio di
Saturno ; non è però , che lo ſteffo Bocaccio nella Genealogia
de' falg Dei non offerui ſcorgerfi. in molte coſe , ed in partico
lare
38 DELLA NOBILTA D'ITALIA .
lare nella geacrazione de' figliuoli, vn ſolo del medeſimo ao
me . Si anaouctano nella pofterita di Gioue, Minerua, Apis ,sos
lé , Diana, Mercurio , Tritopatrco, Abuleo , Dionigi, Ercole, Pro
ſerpinas Bacco , Epafo, e Scitha, detti figli del primo; Diana,
Apollinc, Tizio , Bacco, anfione, Ceco , Calato . Paſitea,Egiale ,
Eufroſione, Lacedemone, Tantalo , vo'altro Ercole , la ſeconda
Minerua , Arcade , e Dardado , figliuoli del fecondo ; ed al tet:
zo fi aſcriuano trenta noue figliuoli, che furo dalla ſciocca an.
rich ica , ſendo eglino potenci, adorati per Dei : Erà quali com
memorano vn'alcro Ercole, ed Eolo , cui ſcriuouo Paoloje Teo
donzio eſſer naco di Sergefa Troiana ; ed eſſere già ſtato Rè
dell'Iſole Eolie, o fieno Lipare, non lungi da Sicilia ; nelle quali
per ritrovarſi molto poffenci i venti finfero ancor gli antichi,
ch'egli foſſeDio , Padre, e Signor di quelli. Generò Eolo fra
gli alcri figli Eriteo padre d'Elone ; & Sififo , dal quale , come
diffi, cradero alcuni la famiglia Rolla . Eſone generò Giaſone
capo degli Argonauti, che naaigò in Colco con Ercole ,Orteo ,
Caſtore, Polluce, Zeto, Calai, e molti altri Prencipi della Gre
cia ſuoi parenti . Di Filomelo figlio di Giafone fà ricordo Ra
bano . Di Plato figlio di Filomelo , e padre di Poreance Prencie
pe dell'iſola di Paro ragiona Sant'Ifidoro nel libro delle. Elie
mologie . Ma ritorniamo a Gioue, del cui nome tanto riſuo
nano i carmi de gli antichil che ſtimò Tertulliano efferui. ſcari
trecento dello ftelſo . Scriuono ilgran padre Girolamo , e il
Baſeb , in Veſcouo Ceſarienſe ; Iſcorici tra Criſciani ſcrittori i più auco.
Cbron . reuoli : che Dardano figliuolo di Gioue Rè, e della bella Eletra,
che fù mogliera di Coricho Rè, e figlia del Rè Atlante , circa
l'anno trenecfimo quinto di Mosè, regnando Seleno in argo,
habitò quella parte dell'Afia , che Dardania dal ſuo nome fi
diffe . Quiui regnò jo circa cinquanta anni, & laſciò di Candas
aja fua moglie il Ré Trojo padre di Ganimede, che fù vinco in
battaglia da Taotalo, e di Aflajaco, e d'Ilio Rè di Troja; da cui
venne Laomedonte anteceſſor di Priamo vltimo Rè padre di
molti valoroſi Eroi; frà quali ſi reſero famoſi nelle Guerre
- contra de Greci Eccore genero di ſeccione Rè di Thebe ; Troi.
lo , che guerreggiò con Achille a corpo , á corpo ; Paride , e
Deifebo , che l'vno dopo l'altro iſpofarono la bella Helena , pur
del ſanguediGioue, già moglie di Menelao Rè de' Lacedemoni
fratello
NARRAZIONE I. CARLO ? 39

fratello di Agamennone Rè diMicenç ; che fù di quel Fiftene


figliuolo di Pelope figlio del primo Tantalo, un de' figli di Gio . s. Hieron . in
ue. Ne ciò è fauola, perche da Orefichigliaolo di Agamennonc, vita S. Pave
la •
ſcriſſe gia S.Girolamo effer diſccſa Saota Paola Romana .
Capi fù figlio di Alfaracose geoerò anchiſe, che fù padre di
Enea, genero del Rè Priamo,& morìa Trapani Citra della Sici
lia . Palsó Enea in Italiage diede morte a Turno , Jaſciando Rè Morig. HiA .
di Milano,
del Lazio Aſcanio fuo figliuolo ; dal quale diſcefero Giulio Sil
uio capo de i Rè Lacinisdella famiglia Giulia, e degli Impera
dori de' Romani ; ed Agglo, che nell'Inſubria fabricò vna Cic .
ed, chiamata Angleria . Dopo la morte di Enca gli nacque Sil
uio pofthumo Rè de' Latini, padre di Enea Silvio, il qualege
però Lacino Siluio , a cui ſuccede nel Reame Abba Siluio padre
di Athi Rè , che fù di Siluio Capi,il di cui figlio Carpenco Sile
vio generó Tiberino padre di Agrippa, che fù di Romolo Rd
de gli Albani padre di Giolio, e di Auentino entrambi Rè . Di
quelto Giulio ſcriuono Euſebio, ed altri Autori eſſer pronipote
Giulio Procolo , che propagò in Roma, dopo la morte di Nun
mitore Rè de gli Albanise figlio del Rè Proca , che fù del Rè
Auencino fratello di Giulio ſuo bilauolo , la Famiglia di Caio
Giulio Ceſare Imperadore ; la quale poi fi fteſe in Piacenza ed
in altre Città , come dirafli altroue .
Fù Giulio Ceſare a Genero non ſolo di Lucio Murrena Ca. a L. Albert:
uagliero Romano natiuo Piacentino , ma di Lucio Pilone Pia. defcr. Ital.
Capug. Irin .
centino , voo de Confoli di Roma Il Veſcouo Donn'Antonio Roma. Lo.
Agoſtino nella Genealogia delle antiche Famiglie de'Romani core Baga
proua , che la caſa Calpurnia , onde diſcefe Calparnia Imperaa rot.Hinila
cent. Blonde
drice Piacentina, e mogliera di Giulio , hebbe l'origine da Calpi lial. Illuft.
figlio del Rè Numa Pompiglio . A quellasegli ſoggiuoſe ,forte alğ.
dipoi congiunta quella di Cefonino Gallo da Piacenza,c'hebbe
là nella patria Lucio Piſone Celonino adocciuo di Calpurnio
Piſone Conſolo di Roma, a cui ſucceffe e nelle facola ,e ne gli
honori ; & generò L. Piſone Piacentino Conſolo vcciſo nella Cicer. in Pie
Gallia , auolo di Lacio Piacentino , fuocero di Giulio Ceſare . fonem .
Queſti con roſſor de' Romani , ed inuidia di Cicerone ſempre
glorioffi di eſſere Placentino ; gouernò la Republica di Roma , Turt.i vit
n a
e laſciò a' ſuoi figliuoli il Conſolato . Quindi nederivaro i va- B. Hier. Ac.
lorofi Pilani de' primiSenatorije Cauaglieri Illuftri di Venezia. mihrapid ,
Nella
40 DELLA NOBILTA D'ITALIA

Nella vita di S.Paola Romana queſto ſi legge appreſo il fuo


Maeſtro S.Girolamo : che eruita alla noßra difola ,le prbuare-t
mo dagli antichi Re dell'Oriente adorati dalla Gentilica Jori
ginaria la Famiglia d'Angiera : diuiſa in Roffa, Placonia, Plata ,
Viſconte, Piacceſe , Piatta, ed alcre fimili defcendenti da quella .
Functa est Viro Toxotio , qui Aenea , & Iuliorum atriſfimuna
fanguinem trahit. Alij altiùs repetanto àcunabulis eius.ipo! .
Fisquè, vt ita dicam , crepundis matrem Blefillam , e Rugatum
proferant Patrem ,quorum altera Scipionum , Graccborumý prou
gènies est ; alter per omnes ferè Græcias os que hodiè stemma .
tibus , & diuitijs, ac nobilitateAgamemnonis fertur ſanguinem
trabere , qui decennali Troiam obfidione delenit. Ma vegga ſi
ſopra di ciò ne' commentari ſuoi l'eruditiffimo P. D. Pio Rofin
Piacentino. Nacquero da Santa Paola nella caſa di Agamennoi
ne , e di Enea , tra gli Scipioni, e i Gracchi ; Giulia Euftochio , e
Bleſilla, ambedue Sante ; la B.Paolinamoglie di S. Pammachio
di caſa Furia ( che propagata ne fù parimente in Piacenza da 1
quel gran Cauagliero Otcaco Fario'; la pietra del cui ſepolcro
col nome della moglie , e de ' figli ancor ſi vede nella ſtrada di
Sant'Ilario appo la caſa de' Signori Mazzari ,dirimpetto al pa.
laggio de Signori di Borla ; ) Ruffina donna di molta ſantia ,
moglie del B. Alenzio Confolare di Romage Toſozio genero di
Albino fornmo pontefice de ' Gencilio che nell'vltima ecà ficon:
Herlial Signore ,evidde la fanciulletta Paola fua nipote; tra fas
gre Vergini , Badefa diBedlemme. Non'erano gli Albini in Rog
ma di nobilca ordinaria , e già canti anni auanti la venuta di
Chriſto furono in Piacenza mia patria ( benche ancor'io ricos
noſca l'origine dalla Città di Roma) Polt. Albino, C. Albino,M.
Albino , & A. Albino , Capideile Romane Colonie ; dai quali
furono edificati Moot'Albo, Albiano , Albono , e alcre CalteMa
dei medefimo ftato , come ſcrille Tomulio Tincalorico anti 1
1
chilli no de' Piacentini. Più non m'inoltro, dubitando ; che non
così.debba ritrouar fede queſta mia penna : come fi preggia
Tec.ann.4 . della verità . Sò beniffimo. Etiam Gloria ,ac Virtus infensos bae
bet : tanto più , che mi ſcorgo intereffato :
Gugrino nel Che die natura al naſcimento humano
Paßor Fido Verſo il caro paeſe , ou'altri è nato
aslisrcente Vn Ron só che di non inteſo affetto .
Signori
: NARRAZIONE I. CAP. 11.

Signori di Angiera , Plati , Roſa, Viſconti.

CAP. II.
LLE ſponde dell'ameno , e famoſiſſimo lago Verbano , il
maggiore di Lombardia; Anglo Troiano che ; , come af
fermano gli Iforici Milaneſi, era figlio di Aſcanio , c nipote di
Priamo Rè di Troia , fabricò Angiera , per tanti anni Metropoli
d'Inſubria . : Dieſſa cantò l'ancico Stefanardo .
Vrbs antiqua fuit, antiquis diruta bellis ,
ipfa redacta ſolo , pauca contenta Colono ,
Nobilitatis habens Priſca vestigiu , &c.
Filippo Agoſtiniano Scrittore a giorniſuoi molto autorevole, Suppo . Cbron
lib , 12
ne poco accredicato di fedeltà nel ſopplimento , ch'ei fece ,del
le Croniche latino , teſſe la ſuccellione di Anglo nel regno del
l'Inſubria , in queſto modo . Angleriæ autem ipfius Reges. bi
fuere primo Anglus ipſius conditor: cui ſucceffit Abida, deinde
Philoch Rex ; poft quem Philus eius filius, qui genuit Punečiü
Regem : Punecius autem Elimach, Elimach veró Albanici ,Ale
banicus Semebondum , Semebundus autem alium nomine Alba
nicum , fub quo Romulus Vrbem Romam condidit . Post verò
Albanicum ipſum regnauit Afcanius, quo tempore Numa Pomo
pilius Romanus imperauit. Afcanius autem genuit Galere mun .
dum Regem , qui Thufciam fuo adiecit imperio , poft quem Elia
macb ſecundus, qui regnare cæpit Inſubribus , & Thufcis squs
genuit Rachim ; Rachis autem Rex genuit Belonefum ,qui multis
armatus militibus tanta virtute contrà hostes pugnauit, ut ad
postremum totiks fermè Italiæ regno potitus fuerit : quo mortuo
in regno eius filius nomine Briginus ſucceſit, qui genuit Brundo
Sedum Regem , quique, & animi virtute contrà Gallos , Roma
nosq. congreſſus viltor gloriofus euaſit . Brunifedus autem Fa .
laranandum genuit. Falaranandus verd Bridomarium , & Bri
domarius Lucium genuit filium :'quo quidem tempore Pompeiuss
& Iulius Cæfar ciuile bellum gefsère . Sub hoc autem Regium
diadema Angleriæ , ac Mediolanenfium ceſſauit . Vbertinus de
inde ex Anglerie familia ſurrexit. Continouatono adunque i
polteri di Åſcanio nella ſignoria dell'Inſubrja fin'all'Impero di
Caio Giulio Ceſare ſuo congiunto . Hebbero molti honori ,
ancor che ſenza il regno Cocco il dominio di Occauiano Augur
F fto
43 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

fto figlio di Atria Giulia ; figlio adottiuo , nipote ,e ſucceſſore


del primo Ceſare . Regnò Occauiano hauendo reſa pace a cute
to il mondo per molti luſtri, e laſciò ſucceſſore Tiberio fuo fi
gliaſtro, genero, ed adotcaro figlio . Queſti hebbe duo nipoti
Tiberio , e Caio , l'vno figliuolo del valoroſo Drudo , e l'altro
dell'ardico Germanico , che ſuccedendo nell'Impero cognami.
noffi Caligola, alla cui morte ſottoencrò il cugino Claudio Ti
berio . Britannico Ceſare figliuolo di Claudio , che fù di Drue
fo, hebbe col coſco norte dall'Imperadore Nerone ſuo cugino,
figlio della ſcalera Agrippina ſua madregna; e in queſto moftro
Philip. 1.c.
rimaſe eftinta la polterita di Ceſare , perſeuerando la famiglia
d'Angiera con ſignoria di molte, e molce ville nell'Inſubria, ol
tre l'impero della riuiera del lago Verbano . Malimiliano Er
Bugar,lib.s. culeo Imperadore donò a queſti Prencipi l'impreſa di Ercole ,
an . 196. e che foftenendo nella deſtra la mazza domatrice de' moftri, affe
397 raua colla feniftra la coda di yo feroce Leone .
Vbertino , o ſia Vberto Signor d'Angiera hebbe dallo Impe.
Viſconti, radore Teodoſio la dignità di Viſconte con il gouerno del po
polo Milaneſe . Scriuono tutti gli Iſtoriografi di quella Patria
ſenza alcuna cócradizione, ch'egli ammazzò lo ſmiſurato Dra .
go ; che danneggiaua quella Città , talhora vſcendo dalle ca
uere di antiche , e diroccate fabriche. Hebbe dopo la di lui
morte la feffa carica Marfimo, anc'ei Signor di Angiera , trà po
ſteri di cui l'vn dopo l'altro fiorirono Milone gran Gioſtrato
res Orlando gran Capitano, Alione Viſconte di Milano, e gran
Pbilip. Bu • de Broe ; & quel Giluagno , che ſendo Capitano , e Signore de'
888. Cor : Milaneſi, mancando la ſua pofterita , fi adotcò per figliuolo ,
cap.orge om per ſucceſſore , e genero Perideo, vno de' Capitani del Regno
ner commu• Longobardo , Duca de Milaneſi , e Viſconte d'Angiera: Della
nirer . ſchiarca di cui hor ragioniamo .

Non mancano efficaci ragioni per dimoſtrare, che coſtui for.


fe di ſangue Greco, natiuo forſe del Regno diNapoli , oue gia
Roſ, e Pla- i Longobardi erano potenci ; come diſceſo dalla caſa Platona di
100L
Roſſano, ch'è nella magna Grecia , o ſia Calauria , fabricato da
į Roſli diſcendenti del Rè Siſifo figliuolo di Eolo Rè dell'Iſole
Lipare, e di Merope figlia di Atlante Rè della Morea,che,come
fcriuono Latcanzio, Teodonzio, ed altri Autori , fù figlio di Gia.
peto , il quale per teftimonio di Berolo, ed Annio , ſeguiti in ciò
da
NARRAZIONE I. CAP. 11.

da qual cucca la ſchiera de moderni Scrittori , fù il gră Iaphethe


VRO de' figli di Noè , benedetti dalla mano del commo Iddio .
Vogliono , anzi di più i Rabini, il Toitato , il Lirano , e Gene
brardo ', ed altriAutori, ch'ei foffe il primogenito : nella po
Iterica di cui fù tutta l'Afia , e gran parte dell'Africa, ne piccio
la di Europa . Ma chi non sà , l'Iſole dell'Italia eſſere ſtate
decce Campi Eliſij, ed Iſole diEliſa dal primo figliuolo di Gio
ue, quarto de' poſteri di Iapheth , di cui li ha ancor memoria
appo Moise ? Veggali Ezechiele al ventefimo fettimo , là doue
legge il Latino , de Infulis Eliſa : legge il Caldeo , de Infulis
Italie . Quelti è Iapheth , al quale benedicendo il Santo Pao
criarca , diile : Dilatet Deus lapbeth , & habitet in Tabernas
culis Sem . Da Sem diſceſe il popolo de gli Ebrei , di già co
tanto fauorito da i Cieli . no
Da Platone Filoſofo traſe principio la Famiglia Platonas. Platon .
Queſti hebbe per diſcepoli Senocrate capo de gli Academici,ed
Ariſtotile capo de' Peripatetici. Gli furono fratelliGlaucone,
& Adimanto ; & da potone ſua ſorella nacque Speuſippo capo
dell'Academia di Placone in Achene ; i di coi libri furo con tre
talenci(che faceano almeno diciotto mila denari di quattro ſe
ſterzij d'argento , al corſo dell'antica moneta de' Romani) come
prati di Aristocile . Riconoſcea Placone i ſuojaacalidallangue
degli Dei , de i Rè, e de i Legiſlatori. Eccone il ceſtimonio di
Lierzio . Plato. Aristone Patre & Matre Perictonia , ſiue Poe Lacrs. lib.me
Bona . Athenis natus est . Mater d Solone genus duxit . Solo
nis quippe frater Dropides Critiam genuit , cuius filius Calaiſ .
chrus Crucie filius qui vnus fuit ex triginta, Glauconiſq . Pater
ab eo Charmides Perictione geniti ſunt, atque ex ea, & Arie
stone Plata ſextus d.Solone naſcitur . Porro Solon ad Neleum,
Neptunum genus refert . Ariftonem quoquè Patrem à Codre
Melanthi filio originem ducere tradunt , qui à Neptuno itidem
fanguinem trabere, Trafylloteste, memoratur. Franceſco Filel
fos Oricore de Duchi di Milano , e Scrittore famoſo nell'Ora.
zione , ch'eifeca per le Nozze di Theodoro Piacto , così ne ram
gionó . Platárum enim familiam ; G Priſcam effe , & percele
Plati defluxda
brem ſatis nobis oftendit ipfe onus Plato , ab quo
vé . Huius paternuin genus à Codro manauit Athenienſium ius
Stiffimo Rege , Melanthi filio : at maternum d Dropide Poeta
F 2 elegan.
44 DELLA NOBILTA : D'ITALIA .

elegantiſſimo, Solonis legumlatoris fratre . Qui quidē ipsi.alaisissa


referunt genus fitum in Neleum Heroa Neptuni filium , ac. Pélia
fratrem . Ex quo item Weleo ier Chlora Ampbionis filia nati
funt filijduodecim ,quorum natu minor fuitNeftoris, qui in bellai
Troiand Sapientia, creloquentia inter Græcos cæteris præstitit.
„ Hanno le antiche Iſtorie , che Nettuno figliuolo diSaturno ,
e fratello di Gioue ( finto Dia dell'Oceano, perche fignoreggið
molte Iſole , e molti mari ) generò trentacinque figliuoli ado
raci da gli antichi per Dei ; frà quali è celebraco Otho , nome
famoſo di caſa Viſconte diſceſa da i Platoni , & Neleo marito
di Clori figlia d'Anfione Rè di Orcomeno, che cacciato dal Re.
gno di Teſfaglia per fiodedel Rè Pelia ſuo fratello hebbe do.
dici figli ; fra quali vodeci furo morti da Ercole , e ſoprauiffe
Neftore valoroſo Guerriero alla ruina di Troia , carico di anni,
douizioſo di prole .
Ma , che la caſa Plata Gia da coftor diſceſa , pare, chenon pa
tiſca difficulta. Ardirono perciò i Piacci di Milano nella ſtrada,
che dal lor nome chiamali, incominciando dall'Olmo in porta
Ticineſe verſo il palazzo , alzare la Scacua di Platone in bianco
marmo con fimile inſcrizione . Io.Antonius Platus Simonisfi
lius in Platonem ſuum , à quo originem , & ingenium refert ,ima ..
ginem hanc proprijs manibus Sculpſit : anno M D LXXVIII.
11Corio nella ſeconda parte delle ſue Ilorie chiama, con titolo
1.2 di antica ,queſta famiglia . Acconſente del tutto il doociffimo
Franceſco Ruggiero nell'orazione al Cardinale Plati ; mentres
che della ſua famiglia afferma effere vſcita quella di S.Platone ,
pur natiuo del Regno di Napoli , e Prorettore di Oftenda ..
Dell'iſteſſa ficrede effere ſtato Gio.Platone Elarco di Rauenpa ,
Gioanoi di Platone da Roſſano ſeccimo di queſto nome nella
Sede di Pietro ; per lo che nella ſeconda orazione, ch'ei fece in
lode della Famiglia Plata , di più aggiunge il Filelfo . Et , ut
breuitatis gratia præteream innumerabiles ferè non folum utri
ufquè iuris eruditiffimos Viros , fed etiam Equites auratos , &
fortiſſimos belli duces, & Vrbium dominos , ac Pontifices , quie
bus polluit Clarißima domus tua . ' Ne atfermarei io queſto fen
zal'autorità di autentiche ſcriccure : poiche ritrouaſi rogito di
Zirolo da Lodi del 1022. nel quale alcuni figli del Signore di
Angiera copucnnero di cuſtodire fu'l Piacentino il Calteho Pla
tone
NARRAZIONE JO CAB 11.0

cone a perpetua memoria dell'antichiſſimaFamiglia Plata . Ma


di ciò altroue ; baſtandoci offeruare l'identità del nome Pla
tone , e Plato ; ſopra di cui fcriuc dopò Laerzio it ladato Filelfi.
Is fuo i proprioquè nomine Aristocles di&tus eft: nam Platonis
appellationem , autà pectoris latitudine, aut ab oratione vberiori
deductum putant . Platys enim Grace latums Latinè fignificat ,
E' la minore delle glorie di cosi antica ſchiacca l'hauer figno time
reggiato tante Prouincie, e Regni. Manoniſtimo dipoco con :
to l'hauer prodotti cocanti Perſonaggi di altiffimeyirew , Quel
non ha il Regno dalla Fortopa, lo
Saggio , qual fù Platone, che
tiene dalla Virtù . Sò comandare; diſſe Diogene ſotto l'Hafta ;)
quando fù interrogato delſuo eſercizio . 10s :
Nacquedalla figliuola diGaluagno diAngiera, e dal famoſo,Philip loc.
Duca Perideo Placone Longobardo ,il Prencipe Rachispadre di
Aftolfo , che fù di Deſiderio Rè della Lombardia Duca della
Toſcana. Queſti vſurpò alla Chiefa molte Cicca, ſpinſe in Ita- Baron . ann.
Tia l'Erarcato de' Greci, e maritò due figlie nella Caſa di Fran 770.
cia, l'vna al Rè Carlo Manno, l'altra all'Imperadore Carlo Ma
gno il fratello, dal quale poſcia fù prigionicro condotto oltre
dell'Alpi . Tale è il fine ordinario di chi gonfio dall'alterìgia's
imperuerſando contra del dritto non paffeggia, fe'non calpeſta .

Cala del Conte diſceſa da i Nipori del Rè


Deſiderio Platoni .
7:) !

A Fuſio, Adfonzio, e Caco figli di yna ſorella del Rè De. CAP.III.


liderio , e Conei di tutta quella parce di Lombardia, ch'è .
fteſa tra il Caſtello di Lecco , e la Città di Como, ſcriue il P. Turi, in oi .
D. Agoſtino Tortora Generale de' Chierici della Somaſca gran ta B : Hier.
letterato ,effer diſceſa la Famiglia del Conte,nobiliſima,egran . lib.2.cap.13
de nello scaco diMilago ', e di Como . Ricardo Rè d'Inghil.
terra donò al Cauagliero Bizzardo Ruggiero del Conte, Capi
tano de' Milaneſi, l'impreſa di vn Cauagliero armato con lo
fcudo , e la lancia ſopra vn Corfiero Bardato find certa , nella di
cui coperta ſono venti vno Leopardi d'oro diſinti a tre a tre .
Gileazzo Viſconte Prencipe diMilano per opra del Capitano je
Tebo del Conte Cauaglier Milaneſemāreone la Signoria de' ſuoi
: 17 stati,
46 DELEA MOBILTA D'ITALIA .
Sčati ,e fece pace col Romano Pontefice,col Rè di Napoli,e cucci
gli alcri Pocencari di faccione nemica . Il Cauagliero Gaſparo
l'anno 1349. gouernò Piacenza . Donaco fù Generale del Duca
Franceſco : ſconfiffe nel Piacencirio la fattione del Conte di Moni
rechiaro ; debelló iMaſnadieri del Pelloia . Bartolomeo fù Ve
ſcopo di Novara : & .conchiuſe la pace tra il Duca di Milano , e
Morig.lib.4. quello di Sanoia . Pietro del Conte incrodoffein Milanoi Padii
cap.23 . Gieſuari; lor donò caſamentine poffeffioni. Nicolò ſuo figliuo

lo , fende fatto prigione da' ſuoi nemici ia guerra fù in vno


iftante da inuiſibile mano, hauendoſi votato a S.Girolamo, fota
Cratto dalle carcerize di Francia ricondotto alla patria, oue face
tofi Religioſo dell'Ordine Gieſuato ſanitamente mori , aſcritto
crà i Beati di quello.Gioanni Cauagliero ,e Senatore laſciò mol
te ricchezze allo Spedale della Miſericordia di Milano . Girola
moè itace de'Signoridel Magiſtrato di quella Citca : Bernardo,
eLodouico del Generale Conſiglio, alcuni Abbatidella Caua ,
Bernardo Prelidente di Turino ; Bizzardo Capitano digran va
lore , gran Soldato , Capocaccia del Milaneſe, Caftellano in Pa
wia,e perſonaggio molco accreditato appoi Duca Franceſco , e
Carlov. Fù PrimoConci vn de’primi diſcepolidelB.Girolamo
Fondacore della Congregazione diSemaſca.conuerti alla Relje
gione Cattolica molci Miniſtri della Val Tellinaslefſe molti anni
Teologia Scolaſtica , li ritrouò al Concilio di Trento , diè in luce
l'opre di Marco Antonio Maioraggi ſuo cugino; coſa alcuna no
ſcriſſe, perche moſtrò con lopre ciò chene 'librifi ritroua ſcrit
co . Io non accerto,che diqueſta Famiglia fia faco in Piacenza
mia patria , fotro la Signoria del Duca Octauio ( Prencipe di ri
membranza ecerna ) Nicolò Conte, Caufidico famoſo, padre di
: Gio Franceſcoge Ortcnfio ; entrambo Caufidici Eccellenti , Pro
sicuratori di Sua Altezza in Parma. Dell'vlcimo fiveggono alle
dampe alquanti cerii compovimenti, Iſtorici,e Morali, in prou
fae in rima. La Famiglia del Conte ponè di poco conto tra la
più Illuftre Nobilca Plueſe. Adereali che i Conti nello Stato Ec
clefiaftico ſono di caſa Anicia Pierleonia Frangepane,Nobiliffi
ma al pari delle più ſingolari del Chriſtianeſmo , la quale dila
tata in Lamagna , de gli Auftriaci chiamaG . ý
Guaring met Di quel Seblime, e glorioso Sangue
Pastor Fido. A la cui Monarchia naſcono i Mondia
Plati
NARRAZIONE I. CAP. IV. 47

Plati Viſconti di piacenza , è Milano .

Ernardo de'Placoni, figlio di Defiderio Rè di Lombırdia , CAP.IV.


B con la fuga comprò lo fcampo dalle mani di Carlo Impe
radore; & generò Occone, Berengario ,Vgone,Falco, Guidone, Philip.l. ,.;
e Faccio. Superò Berengario Luigi Imperadore, al quale in ven- Porte di Mie
detta de' ſuoi canò gli occhi in Verona se laſciò il Regno a Be- Isno,& MO
rengario fecondo, fuo nipote figliuolo di Azzo Conce diLecco, rig.lib.1.c.9.
che fù di Guidone il fratello . Hebbe guerra coſtui con Vuido Sigon, der
sno Tral. an.
Duca di Spoleto ,chiamato Imperadore,alquale ſucceſſe poſcia
898.0 950 .
Beregario terzo figlio di vna figlia del primo, che per molti an
ni col figliuolo Adelberto tenne il Regno d'Italia. Eſſendo mor
to il Duca di Spoleto ſa'l Piacentino nella Valle di Tarro , ſotto
entrò nell'Impero ſuo figliuolo Lamberto , il quale hauendo
con alquantı ſoldati di Piacenza appređo il Borgo S. Donnino
fatto prigione il Marcheſe Adelberco Prencipe de'Luccheſi , e
vcciſo Magifredo , o Reginfredo Conte de' Milaneſi partigia.
no, e congiunto di Berengario, venne da Vgone di lui figlio in
vendetta della morte del Padre miſeramente vcciſo ; mentre ,
che alla foreſta nel ſeno dell'amato garzone ripoſaua . Concef
ſero Adelberto , e Berengario a Berta da Piacenza lor Zia , Baa
deſſa di S.Silto , Guaſtalla,horprincipato della Caſa Gonzaga ,
Cotrebbia , ed altre Terre l'anno del comune riſcatto nouecento
cinquanta . Vgo figlio di Berengario II. generò Falco padre di
Opizzone d'Angieru . Teſfono in queſta guiſa gli Iforici di
Milano la Genealogia della caſa Viſconte . Ma altrimente,e con
più aueda tezza ſcriſfe lo Autor del Sopplemento delle Croni
che , affermando , che da Bernardo figlio di Deſiderio diſceſe
Guido famofiffimo Prencipe padre di Vgone , che fù del terzo
Berengario Imperadore già nipore del primo padre dell'Impe
radore Adelberto , che generò Azzone Rè padre di quell'Opiz
zone Viſconte di Milano ; il quale fu Sioiſcalco , Vicario gene
rale, e Capitano di Occone Imperadore ,e ſendo ftato in fauore
Sanſou.lib .
del Papa contro i Romani portò alla patria l'oſſa de Santi fer: Fam . Illuje .
mo , e Graziano , ch'ei collocò nella Chieſa di Arona,que fabricò d'Italia.
yna Badia hor' in Commenda .
Benche Paolo Moriggia voglia , che Eliprando Viſcote foffe Morig.libes,
figliuolo cap.9 .
48 DELLA NOBILTA . D'ITALIA .

figliuolo diOpizzone, nulladimeno è comune opinione di tutti


gli altri Scrittori fondata ſopra la ragione degli anni, e l'auto.
rità del Croniſta Agoſtiniano , ch'egli foſſe figliuolo di Faccio
Conte d'Angiera , che con autentiche ſcriccurc prouaremo pa .
dre di Placo Barone Piacentino , e capo della caſa Platona, Piace
ta , Roſſa , e Piaceſe. Repetunt proprios quæquè recurſus.
Corio, Bugat Liberò Eliprando Viſconte di Milano , Conte di Angiera , e
Morig. Sup- Condottiero di mille combattenti Eriberto Arciueſcouo dalle
pl.Sanſou. ei mani di Corrado Imperadore, il quale lo hauea conſegnato in
Sigos, ans .
1028. Piacenza prigione allo Abbate di S. Silto . Vcciſe egli in duello
Bauero gran Capitano , nipote di Corrado ; che coò lo ſmiſu
rato del ſuo corpo , non meno che con il temerario del ſuo ar
dire G facea credere il terror Je'oimici, il fiore de' combatten
ti . Bandi Corrado ſotto la pena della lingua , che non paſſaſſe
Supplem.sn . per la bocca di alcuno il cognome Viſconce. Andrea Conte di
1109.1155. Angiera fùù vnico figliuolo del Capitano Ottone voico di Eli
E ſeq. prando . Per le guerre dell'Imperador Federigo Barbaroſſa ,
mancò la poſterita di Eliprando in Galuagno Viſconte Prencipe
di Milano , vnico figlio del Prencipe Andrea .. Chi hebbe prin
cipio in tempo , Gi finiſce col tempo . Non perdona l'incoatin
te fortuna alle Corone , ne à gli Sceteri .
Mori in Piacenza Faccio Conte di Angiera figliuolo di Opize
zone padre di Eliprando, di Placo , e di altri figli ,che nella ,
ftella Cicca propagaro la famiglia Viſconte , che già in Milano
li è dimoſtrata eſtinta . Nel libro antico de i Defonti di S. Sa
uino leggeli in Pergameno con Gottici,o Longobardicaratteri.
Comes Facius . coniux Domnella . Simul cum filijs, & filiabus.
Ma, che lamoglie del Conte Faccio ſi chiamalie Donnella figli
uola del Cauagliero Eraſmo dalla Torre,non ſolo teſtifica il
Ex Chron. Filelfi, ma lo potiam prouare con iſtromenti autentici. Oltre
M.S.S.Plac, di ciò è comune parere degli Scrittori, che i Viſconti in Piacen
za traeſsero l'origine da Milano . E ' vero , che quì furo aggre
gati alla famiglia Porta, all'hora numeroſa , e poſſence ; ma ciò
crederò accaduto per tanti matrimoni , che paſſaro tra quelle
due famiglie , comealtroue dirafli .
Morig.lib.2 . Affermano il Sanrouino , e con maggior chiarezza gli Iſtorici
csp.16 .
di Milano Paolo Moriggias e Gaſparo Bugatti, che dopo la ruje
ca di Milano il pedale della caſa Viſconte fù in Vberto diacen .
tino ,
NARRAZIONE I. CAP . IV. 49
7
tino , il quale dopò di eſſere ſtato Confolo, e capo della Nobil
ta della patria gouernò altre Città, & fù il primo Podeltà di Mi
duo . Non viè dubbio,ch'egli nacque in Piacenza di Padri Pia
centini, ilche per iſchiffare il Moriggia pafla la patria ſua focco
oſcuro ſilenzio ; ed ilBugarci facendonc ricordo fatto l'anno Bug.lib. 3 .
1208. lo chiamanon so con qual ragione; Vbercó Viſconti deta "
to da Piaceáza Veggaſi it Sigonio cratcando della riſtorazione Sigon.lib.15.
di Milano . Mediolanenfibus autem ius Prætoris pro arbitrio cres de regno leali
andi conceffit : Qui Comes erat, et ius vitæ , neciſque haberet .
Quo falio apud eos:antiquum ius Vicecomitis exoleuit . Primus
hoc honore V bertus ex Vicecomitum familia Placentinus affe
&tus est . Lo fteffo afferma nella vita di S. Franca il Canonico
Campi, e nell'iſtorie antiche di Piacenza Gio. Calio Ardizzo
ni . Legafil Corio Segretario de Duchi di Milano ſotto l'anno
MC.LXXXVIR Lo Imperadore conceſſe à i Milanelia che
di propria loro autorità poteífero eleggere il Precore . per
che crearono Vberto Viſconti Piacentino . Coſtui naturalmen »
ce fù Guelfo, ed inimico dello Imperadore . Per la qual coſa è »
da incendérfi , che agricamente in Piacenza furo due parti . "
L'yna chiamata Catanea de Cherij,ch'erano Guelfi , & à quella »s
aderiuano Fontane,Viſconti, Vicedomini, Folgoſi, e molti altri "
del popolo co ' Palaſtrelli,Scocije Salimbene. L'altra parte Ghi »
bellina li nomaua da Lando , & a quella aderiuano Mangaffoli, os
Angoſcioli, quelli di Pegorara , della Porta , e de'Paſſagaleri. -
Ma che iViſconti d'Angiera in Piacenza diſcendenti da Faccio,
ed in Milano dal Conce Eliprando , foſſero partigiani della
Chieſa, e poſcia dell'Impero per contrapefare alla fartion Tori
riana è più chiaro del giorno : anzi che i poſteri di Plato , vn
de' figli di Faccio ,chiamauanfi Catani di Santa Chieſa .
Scriue il Moriggia : Si mette il fondamento in Vbercone Bern »
ta ſua moglie, il quale generò quattro figli . Il primo fù Otho Viſconti di
Arciueſcouo di Milano ,il fecondo Vberto Vercouo di Vincimi- Milano .
glia, il terzo Giacomo ,el vicimoGafparo ;o Da Giacomo nae.." .
que Tebaldo ; & da Gaſparo nacque Pietro . Tebaldo generò "
Vberto, & Matcco Magno, & da Pietro diſceſe Lodrifio , e Gao os
Sparo Secondo ; Da Vberto Secondo nacque Vercellino, e Gio 30
anni. Dice il Bugatti . Quello Occone nacque da Vberco Vi : "
ſconte , & hebbe trealerifratelli Vberto Veicono di Vintimis
glias
DELLA NOBILTA D'ITALIA.

glia , Opizzone , & Andreotto : da coi nacque Tebaldo padre


i‫وز‬, del magno Matteo , & Pietro padre del prin o Lodriſio , e del
Viſconti di primo Gaſparo . Siche veramente li può dire, che da Milano in
Piscenza.
Piacenza ,e da Piacenza in Milano diſceſero i Prencipi.Vilconti).
lo ſcorgo in vno ſteſſo tempo più copiola : e ardiſco dire più
famoſa , e poſſence in Piacenza queſta famiglia , mentre ritrouo
nell'I ftorie di Padoua ſcritte dal Portioari eſſere Itari Podefia
di quella Nobiliflima Republica Vberto , Viſcontino , Matteo,
Guglielmo, e Grimero Viſconti da Piacenza , Vberto il gioua
ne gouernò e Triuigi , e Bologna per molti annis leuò molte Cam
Itella a i Modonefi, debelló i Cornetani, ſconfitle i Rauennati,
gli Anconitanio e quegli di Romagna. Vberto, Vbertino , Gri
mero , Bajamonte, e Viſconte Viſconti con dignica Conſolare
Regifr. Pla gouernaro ajolti anni la Republica di Piacenza . Pictro Viſcon.
ccn.ar.1188 te Legato de' Piacentini trattò la pace tra i Milaneſ , e i Pavel ;
Jo.Kal. Sep. e gonernò la pacria . Fà conOberto Mantegazza , Opizzone
Nouello , e Guglielmo Scorpione Piacentini nella Dieta , che
celebraro in Piacenza Goffredo Conte di Lomello , e i Rettori
di Milano , Breſcia, Triuigi , Verona, Bologna., Vercelli , Noua .
ra , Modona, Reggio, Vicenza , edella Marca , intimando al po
polo di Pauia, di Cremona, e di Parma crudeliffima guerra , ſe
haueffero riuolte l'armi loro a danno del Contado di Piacenza.
Vberto Nero Viſconti Piacentino fi ritroua , come vn de ' Se
natori della Republica , affigente alla rinuncia della fignoria
di Piacenza fatta da i miniftri del Rè Carlo d'Angiò al Podella,
c Capitan diquella ,. Havendo Imerigo Caccia Preuolto del
Duomo di Piacenza , con l'Archidiacono Vberto Piacentini ,
Alberto da Pontremolo, Guglielmo Marcheſe, Pietro Capponi,
Boſſone Figliagadi, e Viſdomo Viſdomini Cofradoca Canonici
della medeſma Chieſa , fciolto il Senato Piacentino , l'anno
MCC I. fendouiPodefta Guglielmo dalla Puferla , dalla re•
Atituzione de' riceudei danni per lo deniego della dovuta deci:
ma,conuennero forro pena dimille lire di non più contraſtare
fopra diciò , a nomepublico i capi del ComunediBonizzone,
ed Alberto de'Landi, Folco Radini, Bonianino Speroni, Gio .
anni Diana , Alberto Malnepoci'. Otho Viſdomini, e Gugliel.
mo Nero fontana alla preſenzadi Pieraccio Avogaro Viſconti,
e dialtri Cittadipis 2
Viſconto
NARRAZIONE I. CAP. IV. 51

Viſconte de' Viſconci Piacentino , che fù fratello del B. Grce


gotio gouernò Piacenza, Bologna, e Milano , & fece gli ftatuti
di quella Circa . Ma dal fratello richiamato a Roma, laſciò in
fuo luogo Bonifacio de' Conti di Vit'alta ſuo congiunto . Sono
ancor celebrati nella Città di Piacenza a queſti giorni Bos pa
dre di Pietro , Filippo Canonico della Catedrale ; Feliciano , c
Goffredo de ' capi del Senato , Bajamonte Abbate della Colom
bajé Carenzia compagoadi S. Franca la quale fantamente mort
dopo di bauer fondaci fu’l Piacentino alcuni Monafteri di Ver
giai Ciftercieli , a cui laſciarono i lor' haueri di Val di Tolla
Viſconte ic Bajamonte figliuoli di Vberto . Furo Canonici di
Sant'Antonino Tibaldo, che poi fù Papa, Grimerose Bonifacio .
Mantennero la parte Guelfa con iſcapito delle lor facolta Ti
baldo il terzo , Manfredo, e Grimcro . Quefti furo Signori di
Cagnano , Fiorano, ed altre Ville del Piacentino. Alberigo Vif
conce Canonico di Säc'Antonino fù Veſcouo della patria ,emori:
nella Caccdra di Fermo . Io ritrouo vn'Alberto Viſconte Ar
ciueſcouo di Ravenna . Fiorirono nel terzo ſecolo ,dopo il mil
le, Guglielmo,che fondò la Parochiale di S. Nicomede di Fon
tana Broccola ; Grimero padre di Carenzia moglie di Alberto
Porta ; Gherardo, che vendèa i Conti Terzi Caſtelnuouo , Caſa
le Alcino , ed alcune altre Terre ; Nicolò , che da Gioannide
Roſli di Viuftino hebbe vna caſa in porta Gariuerta ; Giaco
pino figliuolo di Franceſco ,che fù di Giacomo Viſconti da Pia
cenza, il quale alienoi poderi di Val di Trebbia a Piccrode' Row
mani, a Giotgio Coltancini Borgognone ed altri Cittadini del
la patria. Antonio leccore di S. Franceſco ed il Dottore Bernar
do Arciprete di Bilegno , cortigiano di Roma . Sotto la Signo
ria del Duca Otraujo ci fù vn'Antonio Maria gran Geometra,
t Atimmtetico ; che diede in luce vn libro detla fua profeffione .
Viue ancor Gio.Paolo Viſcontignativo Piacenoino, Capitanodi
Fanci, chenella patria, in Sabioneda , e in Parma fù Sargente
6
Maggiore

Vila del B.Gregorio de' Platoni Viſconte Piacentino.

Gregorio . Furono iGenitori nobiliffimi entrambi . B


11 . CAP.V.
G 2 padre
52 DELLA NOBILTA D'ITALIA

padre era de' pofteri di Faccio Conte diAngiera . Tibaldo , o


Gia Tedaldo , nome famoſo nella caſa de Viſcontie de ' Plati, fi
chiamò al fagro Fonte . Dotato di fingolari virtù paſsò fanciul
lo a' feruigi de’ ſagri alcari , aſcritto tra i Chierici dell'antico
Collegio di S. Donnino. Quindi accreſciuto e di mertise diera ,
hebbe on Canonicato nell'inſignitfima Collegiaca di Sant'An
conino , oue egli fteffo ereſſe vn Giurepatronaco di ſua caſa . s.)
La fama della Dottrina , e Santità di sì gran perſonaggio: fi
fparfe in poco tempo per quaſi tutto il cerchio della terra . Ha
uiea gran cognizione delle arti liberali, della Giurifprudenza),e
delle fagre lettere . Leffe , e ſtudiò in Parigi ; predicò in France
cia, gratiſſimo al Rè S.Lodouico ; & promolle i Chriſtiani alla
conquiſta della terra Santa . Fù Maggiorduomo del B. Giaco
mo Pecocara Piacentino ,Cardinale Legato di S.Chieſa . Ricusò
jl Veſcoato di Piacenza : " Sempre fprezzòi caduchi benisvolon
ceroſo de gli eterni ripoli. Maneggiò la famiglia di quel Pre
tato, forſe non men di ſangue, chedi affetto , edi origine con
giuoco, con tanta integritat ', e ſenno , che fù ftimato degno de
gli honoripiù ſingolari di quella corte . Il buon gouerno pri
uato è la ſtrada, che ci conduce al ſeggio de publici dominij :
Diffe vn moderno . E' l'autora, che pochi ſcorgono ; Foriera di
' quel Sote , che tutti veggono
• San Tomaſo di Aquino sė S. Bonauentura ilcorgendo nel pet
co di Tedaldo fourahamane virrà lo ammiraro , come vn de gli
Altripiù felici del ſereniffimo Cielo di $ .Chieſa . I veri honori
fieguono chi gli fugge si fuggono chiglifiegue Filippo Areir
uelcono, Luddoneſe molco fi valle dell'opra , e del conſeglio di
Jui nel generale Concilio , che nella ſua Circà celebrò Papa ima
nocenzo Quarco . Occobuono da Fieſco Cardinale Legato di
Clemente Quarto ſeco do role nel partirf alla Corte del Rè
d'Inghilterra ; & G vatre del fuo fapere nello ſpegoer l'ardente
delle popolareſche fedizioni, che già bulliuano in quella belli
coſa prouincia . Opro gran merauiglie nell'Oriente contra de
Saraceni . Nella vita di S. Luigi ſcriue il Dottore Ranuccio Pi
» CO , vno de' primi Letterati della corte di Parma. Volle anco
» tra gli altri perſonaggi, che conduceua , hauere ſeco quel fa
s moſo campione di Chriſto , di cui Piacenza fi honora', & it fege
gio Pontificale ſi gloria ; dico Teobaldo Viſconte, Arcbidjace
no
NARRAZIONE I. CAP. Ya $3
no di Lijeggi,iliquale, fr.come con la fualiogua a guiſa di fpada
di ferafiche fiammelle decefa cercaua oghi hora il Regnodj »
Chrifto d'ampliarė ; coseperſuaſofiil Bè, ch'egli tanto conija »
voce ; e colfiato , e col ſuo prudentidimo conſeglio's quancoale »
tri con la forza, e con la ſpada armato poteffe copera de glijp »
fedeli guerreggiares voleua ad ogni modo in fua compagnia ,
hanerio 2 ! : 05 DI 55159 $ SC inizil ) »
? Hebbe ve Canonicato di Parigi,pria che foffe Archidiacono
di Lieggi ; benche talynó la addimandiArciuckouo . Si ritrox
uaua ja Tolemaide di Soria l'Archidiacono, con Edoardo pris,
mogenito del Rè degli Angli , quando dapò yna lunga vacan.
za moffo il fagro Collegio dalle parole di S.Bobauentura , ed.in
Spirato da quel diuino Zefiro , alla diſpoſizione della cui prouie
denza è gouergatoiltutto ; il potere del quale Senda afloluçao
mente vbbidico dalſuo volere , quando gli piacque screg di
nulla il tutto ; le cui idee brano ab eterno guardate dal ſegre
to di lui, mentre,che il luogo non hauea lo spazio, ne il largo
la miſura ; lo' eleffe nela fucceffione di Piecro , e gli fpedivna
lettera di fimile tenore . Vota noftra in Venerabilem perfonans
veftramunanimitèr , & concorditer dirigentess Vos per compro
miſfi viam elegingus in Romanum fummum Pontificem ,confueto
dinine laudis cantico, fidelium adštante multitudineadecantato:
Dulti credulitate firmiffima , quod cum in nobis ab annis tene
Tis laudabiles conuerfationes , vite réfalferint ornamentas
odorfamæ veftræ gratiffimushinc inde perloca plunima ſit dif
fufüs; ille.benedittus in fæcula , qui vos dignantèr infuum af:
fumpfitVicarium , & in Christianipopuli Patrem , ac Dominum
gratiofums de veftris ſanctis dabit prouenire meritis , quòd in
Hatum profperum , & jucundum refurgatEcclefia . 1.10.17
. * . Si conduffe fopea iValceli det
. Re Ingleſe in Iralią itsanto
Padre , e per li Matfr fe ne paſsò a Viterbo . L'humilia di Tem
daldo' era va fuoco, che quäbto più s'abbaffapastahto s'inalza
ua con maggior gagliardia . E adôraco da tutti:; e chiamali
Gregorio, diqueſto nomeil Decimob.:Non fi addormētò quel
vigilante Paſtore all'ombra di proſpera fortuna fu'l morbido
de ghi agil, e de' piaceri : anzi fprezzando la grandezza di Rè
folof volfe all'humilta di pallore diSanta Chieſa Rafegió le
facende det Chriſtianeſmo ; fò larga nell'elemofine soodeſto
sr )
DELLA NOBIZTY D'ITALIA .

ne' coſtumi, temperato nel vitto , zelante nell'honore di Dio


e cortante nel difendere l'autoria dello ſcettro Ecclefiaftico
" Riduſſe non ſolo i Greci , ma gran parte de' Tattari all'unione
della Sede di Roma Scabili tra Vincziani, e Genoueli la pace .
: Prouide di Pontefici a fetcanta Cieca . Falminó le cenfure to
* clefjaſtiche cohera de' Firentini, Sanefi , Paueli, ed altri popoli
ſediziol . Diffeſe l'immunità Ecclefiaftica in Portugallo , Arar
goga , Suezia ,Boemia , Caſtiglía, ed alcri Regnis. Vergogna de'
Prencipi Chriſtiani violatori della libertà della Chieſa fono i
Gentili ſteſſi . Sorgeranno a confuſion dicoſtoro gliEgitij.da i
quali forto l'Impero di Faraone, quádo gouernava quelle pro
uincie nelle calamità di quella memorabile fame di ſette anni
il giouaneGioſeffo figliuolo di Giacob furono preferuati da
ogni grauezza , anzi ben prouedati d'ogni biſogno i Sacerdoti
a gloria , e honore della Religione . E chi non sd il primo Re
de gli Ebrei Saulle hauer hauato la dignita, e gli honorida Sao
muelle Sacerdote Ebreo I Sacerdoti Aeffi dell'Oriente erano
Rè medefimi. Riconoſcano i Prencipidalla Chieſa il princi
paco . Ne fi moftrino ingrati ne' ſerui del Signore a chi gli ha
ſollegati alla Corona . La Religione , e la Pieta fù l'elemento ,
c'ha fatto creſcere con iftupore
dell ' vniuerſo , non dirò i Regni
di Dauid , l'Impero di Coſtantino , la Monarchia di Carlo Mà.
gno , la caſa de Pipini ; ma ne' tempi vicini la caſa d'Auſtria .
Alleminenza , c'hora ſi ammira , la seraſſe il zelo della religioſa
pieca, che nel perto del Conte RodolfoSig.di Afpurg, eprimo
Imperadore Germano della fua fchiatca, quampaua . Lo aiuto
a queſti honori ilBeato Gregorio , a perfuafione, e riverenza di
cui Alfonſo Rè di Caſtiglia , vb de gli electi all'Impero, ceſſe le
ſue ragioni..
6. Non può far di non correre chi è {pronato d'amore. Ancor,
che dalliera , e da vua gråte infermitade oppreffo , G parte il
gran Pontefice l'anno MCCLXXIII da Ciuità Vecchia , &
per la diritta di Piacenza fua patria féine va in Francia. Con
gregò in Lione il generale Concilio ;one accolſe l'Imperador
de Greci. Fece le leggidel Conclaue, prouidde alla diffolutèz
za di molti licenzioli Prefaci ; ordinò, che ciaſcheduno Sacer *
dorej o Prelato della Romana Chieſa celebraffe vna Mella per
l'anima di S. Bonatentura all'hotmorto , ed volaltra per quelli,
che
MARRAZIONE I. CAP Va

che in occaſione di quel Sagro Concilio eran paſſatida quella


vita all'alcca ; decretò molte coſe ſopra lo ſtato della Chieſa
Greca , l'unione delle Città d'Italia , e la Crocciata contra de'
Saraceni. Quindi ne venne a riueder la patria . Teanc quattro
anni , due meli, e diece giorni le chiani di S. Pietro . Mori in
Arezzo di Toſcana , oue li adora il ſacro Corpo jancor' inciero,
e chiaro di Miracoli . Laſciò molti pij legati alla Città di Pias
cenza, di Lieggi, e di Arczzo . Si conferua manuſcritta la vita
di queſto gran Pontefice nell'Archivio di Sant'Antonino , in
quello della Catedrale di Arezzo , c.in altre parti. Scrivono
ancor di lui Tolomeo Lucehefe diſcepolo di S. Tomaſo , e Ver.
couo di Torcelli, Martino Arciueſcouo penitenziero di papa In
nocenzo Quatto ,GioanniColonnasBartolomeo Piſano , il Bion
do da Forlì, Sant'Antonino, il Platina , il Volaterrano , Filippo
da Bergomo , Leandro Guazzi, Marco Guazzi, Paolo Emilio ,
Siluano Razzi, Gio . Andrea Giureconfulto celebre ; Raffaello
da Toffignano, Girolamo da Capognano, Onofrio Panuino, A.
bramo Bzouio , Alfonſo Ciacconio .Gio. Bastifta Signios e tanti
altri,che tutti affermano, ch'egli fu Piacentino , e chiaro per fan ?
tità di Vita . Tra i Santi della Fiandra ne fa degno ricordo foto
to il decimo di Gennaio Gio . Molano . Canta di lui il poftros.
Cippellari tra gli huomini Illuftri Piacentini.
Gregorium tacuiffe nefas , qui clauiger orbis , 1

Integritate fuit fanéta , mortalibus atque 2


Exutus vinclis, Dinum decoratus bonore est so !
Corpus o Areti colitur, mirifq .coruſcat.
Creò fei Cardinali . Il primo fù papa Gioanni XXI. di patria
Portugheſe ; il ſecondo il B.Vifdomo Vicedomini Dottore Pia
centino, e fuo nipote da canto di forella ; il terzo S. Bonauen
tura Fidanza da Bagnarea Toſcano, Dottor Serafico , è Veſcovo
Albaneſe ; il quarto fù papa Innocenzo Quinto di nazione
Franceſe, Teologo Domenicano ; il quinto Bertrando Arcivel.
covo di Arles ; il ſeſto , ed vltimo Gioaoni Viſconte Piacentino
ſuo nipote da canco di fratello , c Prelato ( ardiſco dire ) di pari
Saotica ; del quale, oltre le Iforie, e le ſcritture di Piacenza
diffuſamente ne tratta nel rilampato Ciacconio il P.D.Ferdi
gando Vghelli , letteratiffimo Monaco Ciftercieſe ...
Benche in Piacenza nel diroccato témpio diSanta Fede,che isvides

DELLA NOBILT D'ITALIA :

fù già di caſa Viſconte, fi vegga va'arma ſimile a quella di papa


Arma del B. Gregorio Decimo Quinto , non affermo, ch'ella foſſe la lleffa
Gregorio X. del B. Gregorio ; poiche i Viſconti di Milano portaro già moki
anni ( quancuiquenon di rado li mutino le Impreſe) l'inſegna
della biſcia , la quale non folo nel riſtampaco Plutina , nell'opra
di Gioanni Battiſta Cauaglieri, e in altrilibrjancor fi attribuiſce
at B.Gregorio Piacentino ; ma con inome di Serpe il Padre Ar:
noldo Vuion nel tegno della vita afferma eſſer ſignificaca !a fa
miglia di quello gran Pontefice diſceſa da Milano, dichiarando
vua calprofezia di vo de' ſuoi Monaci . I Ciacconio medeſimo
cosi se ſcriue. Suaſu'igicur: maxime' Su Borauentura Ordinis
Minorum Generalis ministri, ac tum Eboracenfis Archiepiſcopi
defignati Kak Sept.añ.137 L. ſex Compromiffarij Romana Pon ,
cificem acclamarunt Teałdum Ciučno Placentinum , è. Vicecomia
tum familia Mediolano olim pu'ſa fuum ducentem genus, Archi
diaconure Leodienfem ; Virum vita, fanétitate, religione, modes
fia, viriufque raris fcientia, & omnium difciplinarum doltrina
infignami. Garparo.Bugatti tftorico Milaneſe forcoſcriue dia
10 cenio . Eleffero Tibaldo Piaceoţino Arohidiacono di Leodio .
Lo Quelto buon ponrefice fù de’ Viſconcis eſſendoſi perile prime
so truerlie de' Torriaoi gia ritirati i ſuoi parenti, pacifici in Pias
5+ cenza ; oue egli nacque, ed quc fù nodrito . Conferma l'Autor
dei Sopplemento . Gregorias Decimus Papa , natione Tlacentia
nius , ex Vicecomitum Familia Mediolano pulsas. Equefta è l'o
pinione comuñe diseutti gli Scrittorio :: 9142-77127
.n.149) Text: asti
rvirà di Orione Vifconie , e di altri Prencipi di Milano,
Wojicularis
CAP. V Torriana, ei
Ncrudeliua il poferidí CittàPiacentino.
ferro nellaVberto Erano
di Milano era fiere l'ar
la famiglia

micra queftadue factionigid potentiffime,je per ſagri legami


Aretcamente congiunte in parentela ..Si difpricaua circa il porf
felfo diquell'Arciveſcoato ; poiche alcuni hagean'eletto Raje
mondo dalla Tørre ; pleri Octone Viſconce Canonico di Dieci)
e figliuolo di Vberto , che già dicemmo natiuo di Piacenzawia
Suppl. Chron
Bugalc. Venné à Milano il Beato pontefice Gregorio X. confermò il fuo
Beſoz. Hift. congiunto nell Anciueícoato ; ed al Torriani aſſegnò ilPatriarx
Pont.nu.93. caco di Aqaslegit . Morì in queſto monereTibaldo manipote,
e padre
NARRAZIONE I. CAP . VI. 57
e padre diMacceo cognominato il Magno ,a differenza di quel :
l'altro Matteo , che ne gli Itelli tempi fiori nella caſa Viſconte
di Piacenza.Caualcò l'Arciveſcouo da Pauia ', oue già Gi era ri
tirato per cimor de Torriani, verſo Vercelli'; ed jui rágunato
vn'eſercito col ſeguico della Nobiltà fuoruſcita di Milano affali
gli ſquadcopinemicinel Comaſco ,oue reſtò perdente. Pactegiò
con Riccardo Langoſchi Conte di Lomello , ſuo congiunto di
ſangue, capo della Republica Paueſc , oriondo Piacentino . Gli
promiſe , ſe foſſe Atato rimeſſo nella ſua ſede , la podeſtaria di
Milano con lo Aspendio di djece mila lire . Aſpirauano a que'
giorni i ſoldati più alle ſpoglie, ed a i premis che alla vendettaz
è alla gloria militare . Varro i Conti di Lomello, ed i Viſconti
le loro forzes e vennero a battaglia co' Torriani, i quali ſendo
su quel diDieci, o Decio , Caſtello Milaneſe , tagliati a pezzi ,
rimaſero prigioni de' capiloro i Conti Napo , Carneuario , En
rico , Lombardo, Guidone, e Moſca ,che compartiti in tre gab .
bie di legno furo rinchiuſi nell'alta Torre del Caſtel Barabello
appreſſo Como. Entrò in Milano Occone, e ne preſe il poffeffo
con aſſoluco gonernosanche nel cemporale. Amminiſtrò quella
Chieſa con molto ſplendores fece Concilio Prouinciale, e rifor
mò lo ſtato religioſo . Joſtituì la lettura Teologale ; fabricò, e
dotò affieme nella Chieſa maggiore la capella di Sant'Agneſe ,
alzò le Caftella di Angiera, di Caſſano, e Legnano ; & fece alcre
glariofe impreſe douamente deſcritte da Paolo Giovio . Cam
po occanta otto anni'; fù Arciueſcouo trenta tre anni , e diciot
co giorni ; Morì chriftianiffimamente l'ottauo dì d'Agoſto in
Chiaraualle; indi portato alla Chieſa Catedrale vi fu ſepolto
con fimile Epitafio .
Inclytus ille, Pater Patria , lux, gloria Patrums : 0
Fulgor iufticiæ , fidei bafis, arca Sophie , 1/4 :!
Largitor venia , portuspietatis & genis ,in
Intrepidus Pastor, quem moles nulla laborum - 1
Ardua deuicit , Populo latura quietem .
ille Pius Princeps, & Præſul amabilis, in quem
Altus Virtutum Splendor conuenerat omnis , .
Quo Mediolanum radiabat lampade tantas :
Totaq. fulgebat Regio : Nunc pallet adempto of
Clara Vicecomitum proles, Venerabilis Oshos !
H Oh
DELLA NOBILTA D'ITALIA .
Ob dolor , ob vulnus , cinis eft hoc marmore fattus . & c.
Di queſto gran Prelato dice l'Autor del Sopplemento . Otho
Vicecomes Mediolanenfium Arcbiepiſcopus : quem diximus &
Gregorio Papa affine fuo Archiepiſcopatus dignitatem obtinuif
se : Vir quidem in temporalibus magnus, in Spiritualibus vero
ineptus , è Mdrolano Turrianis tirannis pulfis , Mediolanense
dominium vi , & armis in Vicecomites ſuos iterum reduxit . Fů
egli va de' più ſaggi Prencipi della ſua età , e per iſtabilire in
capo de'nipoci la Corona diede la pretura a Gioanni, e il gene..
rale comaodo a Matteo , ſapendo, quanto fia conueneuole l'in .
trodurre al gouerno il ſucceſſore ; poſcia che l'eſercizio rende
più aueduto in temposchipretende la Signoria , onde ocll'atto
della ſucceſsione non ha d'vopo di pedagogo : anzi che alla
morte dell'Anteceffore egli ha già fermo il piè , tiene l'armi
contra de' ſediziofi, ed ha preſe le redini del principato . Sta
bili adunque l'Arciueſcouo Viſconte le ſperanze del popolo Mi
Janeſe con la certezza del fucceffore .
Vengono parimente con maggior fedeltà ajutati i regnanti
da' ſuoi, che da' miniſtri mercenari , o ſtranieri. Moſtrò Matico
Viſconte la verità di queſta maſsima con lo diſtruggimento del
Monferrato , e con la preſa di Como , del Lago maggiore, del
lago di Lecco , di Nouara, Aleffandria , Baſsignana , Torcona ,
Turino, Ponteſtura, Moncaluo, Caſale, ed altre piazzes . Fece
opre ſegnalare in Lamagna, e io Toſcana . Imprigionò il Mar.
cheſe di Monferrato . Elefſe Podefta di Nouara Galeazzo fuo
figlio, Vberto diVercelli, Pietro di Bergomo .
Erano (già molti anni) ſtaticol medeſimo honore al gouerno
** Cbron, di Piacenza Lodriſio ,o Leonardo, ed Otho lor congiunti. Oprò
ms. Placon ,
An . 1841 , tanto Matteo in feruigio dell'Impero Romano , che avanti la
morte dell'Arciueſcouo fù dichiarato Vicario Generale di tut .
1245
ta Loa :bardia con l'impreſa dell'Aquila Imperiale ,e molti prie
vilegi. Non tancofo fpirò il zio ; ch'egli ne diede parte ai Pia .
cencioi, con vna lettera di Gimile tenore , riferica da Gaſparo
Bugatti .
Mactco Viſconte per Iddio grazia,e del Sereniſs. Ré Adolfo ,
» Vicario Generale in Lombardia del Romano Impero, Capitano
» Generale del popolo di Milano , di Como , di Vercelli , di No.
» uara, d'Aleſſandria ,di Caſale , & c. Et meco tutti della caſa Vir
contes
NARRAZIONE I. CAP. VI. 59

coote , a i Nobili, ad egregi Bonifacio de' Samaritani Podeſtà , "


& Muzio di Monza Capitano del popolo , ea gli altri Saui del »
Comuge di Piacenza ſalute, & pronta volontà ne' voſtri ſeruigi. »
L'accidence occorſo di grandeamaritudine per morte , i colpiss
della quale alcun non può fuggire , ſono la cagione , onde pere »
diamo ogni allegrezza, & che a tanto ſoffrire ci sforza : A roj ,
particolari amici , che tanco de' proſperi, quanto de ' contrari »
noftri ſucceſsi parcicipace, con turbaci ſenſi diamoauiſo , come »
hoggi innanzi Veſpero , piacendo a Dio , al quale è ſoggetta ss
ogni creatura , & à chis'inchina ogni poſſanza, ſcelero, e ligno- !
ria, & a chi vbbidiſcono poueri, e ricchi, il Venerabile N.S.OCO
cone Viſconti Arciueſcovo di Milano , voftro grande amoreuo. ,,
Je , ricevuto c'hebbe tutti i ſanti ecclefiaftici Sagramenti,nel Mo
naſtero di Chiaravalle ha reſo lo ſpirito al ſommo padre Id
dio . Et poiche lo {teſſo Santo padre vi laſciò a noi vnichi ami . »
cis preghiamo , che con la ſolita confidanza ne' roftri.biſogni »
diſponiate di Noi , offerendoci prontamente per ſempre; per-
ſeuerate nella fedele, e famoſa coltanza , come fin .qui perſeue
rati : acceſo chenoi, & la noftra Città di Milano per voftra di ..
fela ,benchenella perdita di un tanto padre poſsibile non fa di
non eſſere forcemente accriſtati, ſiamo per l'iſtella grazia di Dio »
in gran proſperità, fermezza, e poſſanza . Non altro da Mila ,,
no il 1X . diAgoſto MCCXCV. Riuocè ſubito il Prencise ſuo -
figlio Galeazzo dalla pretura di Nouara , e lo fece in fuo luo.
go Capitan Generale del popolo Milanele, e lo ſposò con Beam
trice d'Efte ſorella di Azzo Marcheſe di Ferrara . Maritò Ca
terina ſua figliuola ad Albojno dalla Scala Prencipe di Verona .
L'altra figliuola, che Zacharina nomoſsi, fù promeffa a Riccar
do Conte diLomello, la quale poſcia maritò ad Ottorino figlio
di Pietro Ruſca già Prencipe di Como .
Da Buonacoſſa di famiglia Barra hebbe Matteo , oltre i ſo
detti figli, Marco , Luchino ,Gioanni, e Stefano padre di Ga
leazzo ſecondo ,e Barnabò . Diceua Tico a Veſpefiano ſuo pas
dre, che valea più la quantità de' figli, che lo ſtuolo infinito de
gli eſercici,alla conſervazione dell'impero . A chigiouaro le fa
tiche, e i fudori di Aleffandro Macedone, fe vidde per mancan
, za de' pofteri ruinata in un punto la Monarchia per tanti anni,
con si grandi pericoli, e a prezzo di fudori , e di ſanguc , con
H 2 Le
quiſtata ?
60 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Le nozzedi Beatrice, che ſendo Vedoua di Nino Scoti cogno


' minato Gallani portaua in dote parte del Regno diSardegna,
rolleuò l'animo diAlberto Scoci prencipe di Piacenza- ; chegia
diſegnata l'hauea a Franceſco ſuo figlio. La doue a prieghide '
Conti di Lomello già berceggiati nel maritaggio di Zacharina,
a richieſta de ' Torriani congiunti in parentela , e della ſconfo
Jaca Madonna , Antioca Criuelli, moglie di Pietro Viſconti con
- fignore di Seprio , e ſuocero di Alberto Ruſca de' prencipi di
Como( poiche ſi ritrouaua il Viſconti prigione del proprio ſuo
nipote Galeazzo ) accetrò il generale comando della Lega , e fi
fece ſignore di Milano, conducendo a Piacenza Matteo , e ne ſe
guiro dipoi quell'aſpre guerre, che nella narrazione ſeconda fa .
ranno breuemente accennate. Sol baſta dire cheſottoſopra ri
uolgendoli la Lombardia col fauore del popolo ripigliaro i
Torriani la lignoria . Soleua dir Matteo, che quando ilor pec
cati foſſero ſtati maggiori, e piu grauj de' fuoi , egli haurebbe
ſopra di loro riuolto il peſo , che lungi dalla patria gli conue .
nia portare . Auenne il caſo . Enrico Imperadore paſſando i
Monti fi conduſſe in Italia . Ineroduffe Matteo co' figliuoli in
Milano, ed iui dichiarollo Generale Vicario , dando lo ſtello ho
6 nore nella Cicca di Piacenza a Lodriſio Viſconte lor congiunto.
Scriuono alcuni , che Galeazzo fù dichiarato Capitan Generale
dell'eſercito Imperiale , che lo ſegui nel camino di Roma . E !
certo , ch'egli fu in Francia , ed in diuerſe impreſe gloriofilima.
mente diportofii. Stefano acquiſtò la Città di Pauia, Luchino
preſe il Caſtello , Marco ricuperò Tortona, ed Aleſſandria. Gae
ſeazzo gouernando Piacenza hebbe la ſignoria dal popolo , e
danneggiò oltre modo la Nobilta . Gioanni fù Arciueſcouo di
Milano . Luchino ſposò vna di caſa Spinola , e poſcia Iſabella
del Fieſco . Stefano s'accoppiò con vna Signora della caſa Dco
rja . Marco feguendo la milizia con carica di Generale del pa
dre entrò nella Liguria per acquiſto di nuoui ftati . Achella lor
forella fù ſpoſata a Guglielmo Puferla , e Fioramonda à Guie
done Mandello, BaroniMilaneli . MorìMatceo d'anni ſettan
tadues .
Galeazzo ſuo primogenito , così nomato , perche'egli nacque
nel cantar de'Galli, fù Generale Vicario dell'Impero in Italia ,
e non ſolo mantenne lo faco di ſuo padrej ma lo accrebbe di
più i.
NARRAZIONE I. CAP. VI.

più in onta del fratello Marco , del cugino Lodriſo , e di altri


molci, con Azzo ſuo figliuolo , il quale fu da Vergiuſo Landi
ſcacciaco da Piacenza . Queſti ancor fu gran Prencipe, e nella
Chieſa della corte Ducale li legge l’Epitafio ſopra del ſuo Se
polcro .
Hoc in facrofago tegitur vir nobilis ARKO
Anguiger ;imperio , placidusšnon leuis euiafpers in
Vrbem qui muris cinxit , Regnümý. recepit ,
Puniuit fraudesingentes Struxit ædes ,
Dignus longa vita , in fatis ſi fuiſſet ita :
Vi virtus multos poſſetdurare per annos .
Azzo non hebbe figli. Sottoentraro algouerno Gioannie Lu
chino fuoi zij , i quali mandando a Roma Vercellino Viſconti
impetraro l'aſſoluzione dall'Interdetto alla loro Citra ; tipi
gliaro Piacenza, Bergomo, Breſcia , Genoua , Sauona, Lodi, Par
ma, Bologna, Cremona, Bobbio, Tortona , Aleflandria ,Noua
ra , Alba, Alti , Vercelli, e tante altre città, forti Piazze , o Ca
Itella della Toſcana, di Lombardia, diLiguria ,e Piemonte. Gio .
anni fù Anticardinale , Veſcono di Novara , Prencipe, ed Arci
beſcouo di Milano . Riferiſcono gli Iſtorici Milaneſi , che trata
tando il Legato del Papa circa la reſtituzione di Bologna, il de
por l’armi, e rinunziare o all'Arciveſcouato , o al Principato ;
riſpoſe . Bologna'non fu isforzara a fotcoporſi alla mia autow
rità, ma il popolo di propria volontà di è confidaro nella per
fona mia , ne lo voglio tradire.L'eſercito , ch'io tengo nella Tof
cana , vi tù chiamato da gli Nefli Toſcani a lor difeſa ; ne io hò
cuore d'abbandonare ,chi mi chiede aiuto . L'Arciueſcouato da
Iddio dato mi fü , & voglio inuigitare ſin’alla morte ſopra di
quefta greggia in feruigio de lagrialtari . Il principato ; quan
do ſaranno in etd i miei nepoti, ſono per rinunciarlo . Dimani
forſe più a pieno vi riſponderò . La mattina in habito pontific
cale celebrando la Meſia nella Chieſa di Sant'Ambrogio in pre
ſenza del Legato Apoftolico, recitandoſi il lagro Vangelo, fece
nudar lo ftocco, ed inalzare ilbaſton paſtorale, dicendo. Eccone
Monſignore ; e con queſti, e con quegli fon pronto alla difefa ,
e dell'vna, e dell'altra fignoria . Śdegnofli il Papa di fimile riſ
poſta, forſe croppo orgoglioſa , per lo che fú citato Gioannijo
Avignone. Volle ybbidir l'Arciveſcono,e mandò i ſuoi agenti a
pro
DELLA NOBILTA D'ITALIA .
prouedere cola apparecchio per alloggiarui, come ſcriue il Gio
uio , quacordici mila ſoldali, cioè ſette mila huomioi d'armi,
ed altre canti fanci . Altri ſcriuono gran numero di fanticon
dodici mila caualli, comunque foſſe .Tale fu l'apparecchio ,che
inſoſpetci il Pontefice , e moftrandoſi contento della ſua vbbi
dienza l'acolſe dal precetto . Mantenne l'Arciueſcouo in Tol
cana diece mila huomioi d'armi con tanta fanteria , che ſi fece
ſignore delle migliori piazze diqaella prouincia : & mori ,men
tre da' ſuoi eran ridotte alle Arette Modona, e Reggio , Cità di
Lombardia .
Succeſſero i nipoti Matico ſecondo, Barnabò, e Galeazzo , &
tutti tre furo Vicari dell'Impero . Mori Matteo non ſenza ſof,
pecco di veleno , laſciando due figliuole Caterina ; ed Orſola ,
Queſta fù moglie di Baldaffaro Pafterla gran Baron Milaneſe :
& quella di Vgolino Gonzaga de' Signori di Mancoua. Furono
gli altri due gran Capitani ; gran letterato il primo . Fecero
nobiliffime fabriche. Generò Barnabò da Beatrice Regina dal.
la Scala de' Prencipi di Verona Marco , Luigi , Ridolfo, Carlo ,
Maftino , ed oltre tanti altri naturali di madrinobiliflime, Cate .
rina moglie ſecoda di Gio.Galeazzo figlio di Galeazzo ſuo fra
tello, Verde moglie di Leopoldo Duca di Auſtria , Valencina di
Pietrino figliuolo di Pietro Rè di Cipro, e Tadea del Conte Pa
Jarino del Reno figlio di Stefano Duca di Bauiera ; vna figlia
del fratello di cui, ch'Iſabella diceuaſi, fù maritata a Marco fie
gliuolo dello Nelſo Barnabò . Galeazzo il fratello diede Vio.
lante ſua figliuola a Leonello Duca di Clarenzia primogenito
del Rè d'Inghilterra con dugento mila ducati d'oro in dote.ol.
tre le Città di Alba , e di Mondeuì con alcune Caftella del Pie .
}
monte . La prima moglie di Gio.Galeazzo vnico ſuo figliuolo
fù Iſabella Conteſſa di Verdù figlia di Gioanpi Rè di Francia, e
ſorella di Carlo Quinto il Saggio .

no .
Viladi Gio.Galeazzo Viſconte Primo Duca di M

CAP Endeuafi homaitroppo difforme la bellezza d'Italia, per


VII. R Je inaudice crudelcà del prencipe Barnabò ; il quale ha
uendo della ſignoria di Milano iſpogliato il nipote travagliaua
con la guerra i nemici, e con la bizzaria de' ſuoi ſconcertatica
pricci
NARRAZIONE I. CAP. VII. 63
pricci hauca ridocci i ſudditi alla diſperazione . Tanto G ab
bandonò nel lezzodella libidine ,che vidde viuivencidue figlio
uoli balardi, ed hebbe in vno ſteſſo tempo diece femine grauide
del ſuo ſeme . Mantencua coſtui nella ſua corte , qual cauerna
F di Polifemo, diece mila Canj da Caccia , oltre gli Attorri,i Fala
E coni, gli Sparanieri.e fimili animali. Soggiacque molto tem
3
po alle cenſure Eccleſiaſticheper le ingiuftiffime guerre ,ch'egli
intrapreſe. Affiggere i ſuoi popoli ſe concetto di vna diuota
penna) per acquitar più terra , douendone baftare a ciaſchedu
no tre braccia, faluaca ogni più retta ragione, è vna pazzia, per
non dir crudeltà . Il vizio fra le maggiori grandezze ha fdruc
ciolante il piede .
. Era tutta volta coſtui amato da non pochi ; perche quãtun
que foſſe incoſtante , e sfrenato , riſplendeua di vn'animo reales
nel donar largamente à gli Spedali,allc Chieſe, a i ſoldatj. Diſ
1 peraua ſenza alcun giudizioſo fratagemma il Prencipe Gio Ga
jeazzodi lui generose nipote ,e Signore riacquiſtare lo ftato ,che
il ſuocero a forza d'armiſotto coloriti preteſti vſurpato godea .
Le precenſioni ſono le madri ,e le nutricidelle diſcordie. Non al.
crimente, che lo fcorpione, la fortuna de' Grandi porta nella co
da il veleno .
S'infinſe Gioanni Galeazzo più coſto religiofo ,che foldato .
Moltrò di non curare gli (ceteri, ſendo tutto riuolto all'opre di
piera . Chi non sa fimulare non sa regnare . Diè voce , ch'egli
volea per voto viſitare la Madonna del Monte, Tempio famoſo
nello ſtato di Milano . Inteſo ciò dal ſuocero gli apparecchiò
l'incontro . Parti Gio.Galeazzo di Pavia con ſeguito dei miglio .
ri Capitani d'Italia . Vſci al ſuo arriuo ſenza ſofpecco dalla
Citta di Milano Barnabò; ne a pena comparue à viſta del nipote,
che dal Conte del Verme fatto all'improuiſo prigione,e códot
to in Caſtello ,perſe con lo fato la vita . Nel palazzo di queſto
Prencipe furono ritrouate ſette carra di argenteria ,cd oltre vna.
ricchiſsima guardarobba, vi furono contati da ſettecento mila
ſcudi d'oro . Sentenziato da i Giudici alla morte,ſi eleffe il col
co in vn piatto di fagioli; & colla moglie fù dal nipote pompe
famente ſepolto a S.Gioanni in Conca di Milano : con fimiles
Epitafio inbianco marmo, detto da cortigiano ,che fapeua adu
lare anche co'i Morti.
Italia
64 DELLA NOBILTA D'ITALIA :
Italiæ splendor , Ligurum Regina Beatrix ,
Hic animam Christo , reddiditoffa ſua . u !
Quæ fuit in toto rerum pulcherrima murde,
Et decor , Sancta forma pudicitiæ . i. rii . i ;
Laurea pirtutum , flos morum , Pacis origo ,
9 Nobilibus requies , Ciuibus alma quies..
Quan Putris extollunt Maftini gefta potentis
Verone , nuptam Magnificiſ; Canis .
Barnabas armipotens , Vicecomes , Gloria Regum
"2 Natura precium , confpicuumq; decusségc.
si arreſero di fubito à Gio . Galeazzo non ſolo le Terre dello
ftato Milaneſe ,ma eziandio Verona , Vicenza ,Padoua , Ciuidale
diBellunosfeltro , Tréco ,Camerino ,Ceſena, Peſaro, Forlì ,Imola ,
ed altre infinite Cicca.Dall'Imperadore Vinçiflaohebbe il citolo
di Duca,meritando quello di Rè d'Icalia.Non hebbe , ſcriue il
Corio , tance gioie tutta la Lõbardia , quanto G ritrouauano nel
fuo teſoro.Paffiua séza aggrauare i ſudditi ogni meſe l'entrata
di cento mila fiorini d'oro ,che farebbe hoggidi molti miglioni
l'anno . Maritò Valentina ſua figliuola al Duca Lodouico fra.
tello del Rè Carlo di Francia con dote di dugento mi a ſcudi
d'oro , oltre vn'infinito Teſoro di gioielli , molte Caſtella nel
Piemonte con la Città di Aſti, Fabricò la Certoſa di Paoia ' , ed
incominciò il Duomo di Milano ; introduffe lo ſtudio publico ,
già per tanti anni mancato nella città di Piacenza. Qui per opra
di Frate Aleſsio Saneſe Minorita fecero pace i nobilis ei popo .
laris i Ghibellini, e i Guelfi. Commeffero i Cittadini la riforma
de gli ftacuti loro à i Doctori Gio.Cigala, Matteo Tedeſchi, La
zaro Porca,Gio.Scriuani, Luigi Siſto Borla, co' Signori Pietro
dalla Veggiola,e Giacomo Marenghi. Da ottomila del popo .
lo ne fù ſolennemente giurata l'offerüanza . Erano già nelle pal
face ſciagure i Piacétini divenuti poco meno chefazij di ſe iter
fi : poiche ſono le popolarefche tenzoni lagrimoſe Tragedie à
chi le proua ;tialembranze dogliore alla poiterica , Ciò fù l'an
no MCCCC.nel giorno diciſetteſimo di Gennaio ,nelqual fece
Si folenniffima proceſſione per tutta la Citcà ,celebrando le lodi
del ſommo Iddio ,Autoredella pace , e dator d'ogni bene . Fw
innalzato non guari dopò appreſſo le Canali di S.Gioanni il fau
gro Tempio di S.Maria delle virtùshoggi diftruico . E ' fama,
ch'iui
NARRAZIONE I. CAP. VII. 65
ch'iui fi compiaceſse con frequenti miracoli l'onnipotenza Die
uina dimostrare la Gloria, che ne' Cieli ſopra i chori degli An.
gioli gode la Gloriofiflima Madre dell'humanato Verbo.Fù fta
bilito a que' giorni riltorare a ſpeſe del Comune l'antichiſſima Ex lib.i.
Star Plaz,
Chieſa di noſtra Dama di Piazza, oue fù già il delubro di Bel
lona . Conuennero di folennizare con ricche offerte nella Cate
drale il giorno dell'Affunta ,enella Collegiata diSant'Antonino
il natale di si gran Marcire , Apoftolo della patria . Ogni Vila
Jaggio, c'hauea il Podeſta , o il Vicario ; non altrimente , che i
Contadini di ciaſcheduna Pieue , erano vbbligati all'offetra di
va paglio per ciaſcheduna delle due Feſte ogni anno .
Quas dederis ſulas ſemper habebis opes . Mart . lib.s.
Gouernauafi lotto la fignoria delViſconce Piacenza con form
ma di Ariſtocrazia , dipendente però dall'impero del nuouo
Duca . Non li parlaua più o di nuoue gabelle , o di tribuci . I
Podeſtà dipendeua da gli Anziani , nelle cai maoi giuraua l'or
feruanza delle lor leggi, ed ogni meſerendeua conto del ſuo goo
uerno . Il cucco fi'riferiua al Cancel iero maggiore , che Cames
rario diceuali ; il quale era cuſtode dell'Archivio .Giudice del
le acque , ed amminiſtratore de ' mobili del Comune . Da.com
ftui riceueuano gli Ripendi loro cuttigli Vfficiali, eiminiftri di
Giuſtizia. Per queſto non fieleggeuano a sì gran carica; ſe non
perſonagi di nobile Caſato , di approuata virtù , e di ricchezze.
Il Conſolo de' Mercatanti hauea il ſuo Tribunale con molta ,
autorita . Il Giudice delCeruo giudicava le conteſe ciuili per
gli quartieri di Sant'Antonino, S.Lazaro ,e fortanuova fin’alle
Ville, oltre la Nura je l'Arda . Il Giudice del Griffone hauea
l'autorità medeſima ne Quarcieri di porta Milaneſe, di S.Brie
gida, e porta Gariuerti con le Ville , che ſono di qua della Nu
ra , e di Trebbia , Per le cauſe criminali eranui l'Auditore de'
Maleficij, ed altri miniſtri del Viſconte . Comprendeano i con
fini della Città d'ogn'intorno lo ſpedale de' figli di Rinieri,
quello di Faccio , le Molie, Mucionaffo, S.Bonigo, Qliartizzola ,
s! Montale , la Riviera del Pò, e la bocca di Trebbia . Faceuanfi
i in molti luoghi da quatordici miglia intorno ſpelleggiati Mer
cati, a i quali douea affiftere vn delle lácie ſpezzate del Podefido
· Inqueſto modo formauafi in Gegerale Conſeglio di Piacéza .
Il Priore de' PadriDomenicaniſciegliea iré Religiofi, ed altre
1 tanti
DELLA NOBILTA D'ITALIA

canci il Guardiano di S.Franceſco , tutti di patria Piacentini, di


conoſciuta bonca , e di maneggi . Quelli allieme congregati
concorreuano all'elezione diquattro Saui , due Nobili , e due
dell'ordine popolare, tutti in età di venti anni almeno; i quali
fcriueano ſeicento Cittadini per trattare inegotij nel Comune.
Oltre coſtoro nel generaliffimo Conſeglio ,che faceuaf ognian
no per la diQribuzione degli Vffizij , concorreuano tutti que'
Cittadini , che paffauano gli anni della puberta con l'affiftenza
di due Religiofi di S. Franceſco : ſotto la dicui ſcorta felicemen
te paſauano gli interefli del publico . Forſennato quel moder .
no, ma bizzaro Stacitta , che leuò a i Regolari il titolo di Buq
no Circadino ! Regnaua nella patria la Pace, perche da i mini
stri di pace era gouernaca la patria . Quel fuoco di fedizioro
cumulto , che non s'eſtingue col conſeglio de' ſeruj del Signore,
con altro non ſi può ſpegnere', che con il ſangue de' Ciccadini .
L'elezione de' Cācellieri per le ſei porce della Città fi rimettea
alla ſorte . Dodici al Tribunale de' Maleficij , altretanti per lo
Griffonc, e il Ceruo , tre per l'vfficio dell'Edile, due per quello
del Sale , vno per ciaſchedun Quartiero della Città , vno per
Gouernatore della Città di Bobbio , ed altri per la Valle di
Tarro , per la Valle di Tolla , per caſtel S. Gioanni, per Fioren
zuola , per la Valle di Ceno , e Roncarolo . Eleggeuanli fette
Podefta , o Vicari per li ſodeeti luoghi . Gli altri erano proue
duci da i loro feudatari. Rinouata parea l'età dell'oro,quan
do ilDuca morì pianto da tutta Lombardia , e pompoſamente
ſepolco con apparato regio nella città di Milano . Si ritrouaro
preſenti alle di lui ſuperbitſime eſequie, oltre i maggiori Baroni
dell'Italia, quaranta della caſa Viſconce ; Gabriello Maria natu•
rale legitcimato del Duca , Ceſare vn de' poſteri del primo Pie
tros Sagromoro di Barnabò , Antonio della linea di Vberto se
figliuolo del primo Vercellino, Ambrogio di Lodriſio, Antonio
di Gaſparo, Antonio diGiannuolo , Vberto il giouane, Vercele
lino di Antonio , Gaſparino di Vberco , Gioanni di Pietro , Pie .
cro di Ambrogio, Pietro di Azzo , Bateiſta di Antonio, ed altri
venti ſei lor congiunti veſtiti di corrotto , e corteggiaci da gli
Ambaſciadori del Duca di Sauoia , del Prencipe di Piemonte
del Marcheſe di Monferraro ,de Conei di S. Seuerino, del Pron
cipe di Piombino ; del Prencipe Malateſta ; que' di Genouass
Lucca ,
NARRAZIONE I. CAP. VII. 67
Lucca , Forlì , Ceſena, Mantoua , Imola , Faenza, Val Tellina ,Val
Camonica, Vareſe, Lugano, Baſſano , Caſtel nuouo di Scriuia ,
Lago diGarda ,Sorelina , Lecco, Vigeuano, Pontremolo, Vo
ghera, Borgo S. Donino, Caſal Santo Euaſo , Valenza , Crema ,
Monza, Groſſeto, Maffa , Lunigiana, Alifi, Bobbio, Feltro , Ci
uidale, Reggio , Tortona , Lodi, Aleđandria, Vercelli, Nouara ,
Bergomo, Vicenza ,Como , Cremona, Piacenza , Parma, Bre
fcia, Verona, Perugia ,Siena, Piſa, Bologna, Pauia, e Milano con
gli Stendardi delle loro Citra .
Rimaſero i fanciulli del Duca , Gio . Maria , e Filippo Maria
( che , l'uno all'altro fuccedendo, chiuſero con la morte il peu
riodo della Gloria della loro famiglia ) ſotto tutela della Du
cheffa madre , del Barbauara , & di Giacomo VermeGenerale
del padresc Capitano de' più famoſi della ſua età , Hebbe per
moglie il primo Antonia Malateſta nipote di Carlo Signor di
Rimino, dalla quale non generò figliuoli; & fù nel mezo della
ſua corte ammazzato dalla Nobiltà Milaneſe, indotta per les
fue crudelca all'ultimo della diſperazione; ſendo acclamato dal
popolo per nuouo Duca Afore Viſconti naturale di Barnabò
gran Capitano , e Prencipe di valore. Morto coltui in Monza ,
céne il Duca Filippo libera ſignoria de gli ( taci paterni.Da A.
gneſe de Sigri del Maino hebbevna ſola figlia nacurale chenella
caſa Sforza porcò gli ſtati, il cognome,e l'impreſa de Viſconti .
Nella Citra di Milano hebbc altresì la famiglia Viſconde Cara
lo , ed Alfonſo Cardinali di S. Chieſa . Queri Corto Clemente
Octauo grao Prelato di Roma, & Veſcouo di Spoleto . Quegli
già Senatore Regio , poſcia Veſcouo di Vincimiglia gra tiffimo
a Pio Quarto , ed impiegato nelle più dilaſtroſe facende,nè più
importanci negozij, & graui Legazioni di S.Chiefa . Egli è in
Roma ſepolco con queſto Elogio .
D. 0 . M ...
Carolo Vicecomiti Mediolan . S. R. E. Card . qui Pio IV .Pont.
Max . ex Senato Regio ad Epifcopatum ; inde ad Cardinalatum
proueétus, multis ad Reges, Imperatorefque Legationibus; ſuma
ma cum laude fun tus , vetuftiffimæ gentis fuæ nobilitati præ
clarè omni parte reſpondit . Vixit Ann . XLII.Obijt Roma .
Idib . Nouemb. Anno Sal. 1565 .
· Carolus Vicecomes Abizati Comes Magno Patrup B.M.P.
I 2 Maraz .
68 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Marazzani Viſconti di Piacenza .

CAP. ON altrimente , che vo gentile ceſpuglio di vermiglia


VIII. N Rofa, il quale al forcunato incontro di voa fiorica Prima
uera lulfureggiante prorompe con laſciuette fiondi, & giornal
mente ſi veſte di fiameggianti Stelle ; e al cader delle prime ,
ſorgendo altre,ed altre , con replicate meffi, pompoſamente
rinouaſi: appariſce la famiglia de' Viſconti d'Angierasche nella
Cicca di Piacenza ( come pare , che già traeffe origine ) hor ſi
vede rinata nell'llluftrillima caſa Marazzana da Lando .
E' Marazzano yn'antico , e famoſo Caſtello dello ſtato di
Rimino.già fabricato dalCauagliero Marazzan Marazzani, che
fuà tra principali Riminel fin del MCXX. Barone valoroſo ,
e poffente ; padre di Drudo Conſolo , e capo di quella Nobilifo.
fima Republica ; dal quale diſceſero que' valoroſi Eroi Pala .
mede, e Gioanni, ſtimatiffimi nella lor patria : i quali nobili.
taro la propria fama a ſegno ,che i nomiloro furo eziandio pre
giati appo le nazioni più degne, e più poffenei.
Marazzano figliuolo di Gioanni, Ambafciadore della Repu
blica di Rimino , auanti Carneuale, Vicario Generale di Roma
gna , hebbe a contendere ſopra gli ſtati di Vebino , e di Ceſena
con altri Prencipi. e Cauaglieri dell'iſteſſa prouincia . Foſcolo
fuo figliuolo cenne luogo principaliffimo fra i più degni della
ſua Cicca ; il cui fratello Drudo ſecondo, Cauagliero ardito, ge
nerò it valoroſo Gioanni padre di Pietro Marazzani, dal quale
vſciro , & Melchiore, & Gioanni . L'yno atteſe alla guerra , ed
hebbe l'honor diCapitano , e Conteſtabile della Città di Rimi
no . L'altro gouernando la cala generò Pieţro foldato ditanta
vaglia ,quanta ricchiede il titolo di corraggioſo ,e prode.Queſti
dal Mareſciallo d'Inghileerra fù armato Cauagliero a (pron d'o
ro ; honor ſingolariffimo in quell'era ,
Furono del Cauagliero Pietro heredi,e figli, & Melchiore , &
Gioanni Marazzani . Il primo, ſendo de' dodici Senatori di Ria
mino , s'oppoſe, alla Tirannide di Galeotto Roberco Malateſta ,
e perdecce la vita : per lo che il giouane Melchiore, figliuolo del
fratello,firitirò a' ſeruigi de' Prencipi di Milano , ed hebbe l'ho.
nor di Cauagliero aurato con vna condotta di huomioid'armi.
Scrige
NARRAZIONE I. CAP. VIII. 69

Scriue nelle ſue dotte , ne men fedeli Iſtorie il Cauagliero Ce: Clement. Hi
ſare Clementini , ch'egli non ſolo ſegnalandoſi nelle pacifiche a Bordi Rimi
che nelle guerriere azioni riportò molta lode , ed in Piacenza nop. 1.lib.4 .
6
accaroſsi con Antonia da. Lando , di famiglia fio'all'hora Illu- .
Ariſsima tra le prime d'Icalia . Qual foffe la grandezza de' ſuoi
natali diffuſamente dimoſtraremo altroue . Mediance cotefta
parentela fù la famiglia Marazzana voita alla facción Landeſe ,
e con la congiunzione del ſangue furo congiunte l'armi di quei
fta a quella.Continouò in Rimino la poſterita dell'infelice Mel. >
chiore il Senatore, fratello diGioanni; e a' noftri giorni ſplen
didamente viſfero , congiunti alla più ſcielta Nobiltà della paas
tria , Pompeo di Vincenzo Marazzani, ed il Dottore Giulionel.
l'vna, e l'altra Legge Eccellente Giureconſulto : il di cui figlio
Aleffandro Capitano di molta fima a richieſta del Cardinale
Barberini ha fatto pace co' i Conti Bandi .
Nicque in Piacenza il valorofo Aleſſandro figlio del Cava
glier Melchiore , che proſpera ritrovò la fortura in pace , e in
guerra . In queſta caſa per opra di Melchiore fù aouerato quel
detto : Che ouuoque diſcorre la Prudenza , laſciaſ perſuadere
la fortuna a ſmontare dalle pericoloſe volubiltà della ſua infa
bil ', ed incoſtante Ruota . Egli nelle coſe di guerra , anzi ne'.
maneggi di pace era dotato di così eleuato giudizio, di cosi ce .
nace memoria ; e di cosi profondo intendimento, che in loiera.
vna coſa ſteſſa il diſcorrere , il diſcernere , ed ildeliberare con
tanta auedutezza, che incorrigibili; anzi merauiglioſi, ſembra .
uano nelle facende di Itaco i ſuoi conſigli .
Sposó Alejandro Gioanna de Conti Palatini di Rizzolo Si
gnori del caſtello di Montenato ; famiglia già delle più doui
zioſe , ed antiche di Piacenza . Nella fertilità della ſua prole
godecte del valore di Gioanni Battiſta, Gio . Franceſco , e Gio
anni ; Cauaglieri non fol grandi per naſcita , e per ricchezze
ma pocentieziandio per ſeguico, prodi per generoſi geſti, do
uizioſi per fama ,
In Roma ſi auanzò tanto il primo , che diuenuto Prelato , e
Cameriero ſegreto di Clemente Settimo conſeguì la comenda
di S. Szuino ; la prima della ſua patria , ricca di moltimila fcudi
d'encraca ; la quale fin'all'hora ,dopo la morte di Ruffino fra .
tello di ſua auola paternasera ſtata nelle mani de' primi , Car
dinali
DELLA NOBILTA D'ITALIA .

dinali di quella Corte . Il ſecondo , ed il terzo propagaro con


eguale fortuna la lor famiglia. L'vn Gi congiunſe a Ippolita Viſ
conte de ' Signori di Carimato Cauaglieri principaliffimiMi
laneli; e l'altro a Beatrice degli Scoti conti diSarmato .
D'Ippolita Viſconte nacquero Melchiore ,e Monſig.Camilloi
Queſti commendatore dell'iſteſfa Badia di S. Sauino . Quegli
Cauagliero de' primi diPiacenza ,graciſsimo al Duca Orcauio
ſuo Signore ; ed Illuſtriſsimamente acca faco prima con Helena
de' conti della Somaglia , e poſcia con Anna de gli Scoti Conti
di Sarmato ; il frutto del cui ventre fù il Conte Lodouico Ma .
razzani Signore del Caſtel di Paderna , c caſe. Reggie, Cauaglie
ro di ricche entrate, e di rara virtù , per cui venne con nuoui ci
toli honorato dal Duca Ranuccio ſuo Signore . Sposó Glaudia
Viſconte figlia di Franceſca Sforza Viſconce Piacentina de'Córi
di Borgonuouo , Dama Illuſtriſsima, diſceſa per lo ſangue det
padre dal Conte Franceſco Sforza Duca di Milano , che fù figli.
uolo adooriuo , genero , e ſucceſſore di Filippo Maria vltimo
Duca della caſa Viſconté .
Franceſco de' ViſcontiPiacentino è ſtato padre della Contel
fa Claudia Marazzani: fù figliuolo dell'inuicco Campione Pala .
uicino Viſconce Colonello di Francia ,c'hebbe per genitore quel
famoſo Franceſco Bernardino Capitano de' Duchi di Milano ,
il quale nacqueda Sagromoro , Caualier Milaneſe, che ſeguì con
vna condotta d'huomini d'armi la fortuna delle genci France fine
morì a ' ſeruigi de Viniziani,con feliciffimo grido di gran com
battitore . Fù di pari valore Leonardo ſuo padre, figlio di San
gromoco gran Capitano ,che fu di Barnabò PrencipediMilano,
e milità glorioſo ſotto le inſegne di Filippo Maria fuo cugino .
Per queſto matrimonio all'impreſa deMarazzani Landi fiè ago
giunta quella de ' Signori Viſconti, parfando nella medefma ca.
fa ,e i poderi,e'l cognome . Hanno quefti Signori per priuilegio
de' Duchi di Milano, e dell'Imperadore Carlo Quinto , quella
giuriſdizione per le Valli di Seprio ,e Bulgaria entro 1o Itato di
Milano, che già dalla caſa Torriana paſſaro ne' figliuoli di plato
de' Viſconti d'Angiera Barone Piacentino.
Da queſta pianta ineftata di gloria altri frutti aſpettar no po
teua la Citcà di Piacenza ,che cali; quali al preſente fi ammirano
i Conci Camillose Gioanni Franceſco Marazzani Viſconti figli ,
ed
NARRAZIONE I. CAR. VIII 71
ed heredi della Conteſſa Claudia . Quegli Dottore dell'vna , c
l'alora legge, Canonico , e Vicedomo della Catedrale , elecco da
Monſignor Rangoni Veſcono di Piacenza e ſuo cugino . Et hor
Preuolto dell'iſtella Chieſa . Queſti già capitano ò
, caporione
della quarta parte dell'armi della Citcazhor GeneraleCommiſ
fario de gli ſtati, e di tutta la ſoldateſca armata a' ſeruigi del
Duca Odoardo Farneſe ſuo Signorc; ſotto il quale militandoco'
primi honori nelle pallate guerre acquiſtò fama nella milizia 4
eguale alla prudenza che giàmoſtrò in cate ambaſciarie appreſe
ſo molci Prencipise Cardinali; fin quando la ſua età varcaya dala
l'occaſo della giovinezza all'orience di Itaco più riguardeuole:
Epur l'anno preſente MDCXXXVII.col ſeguito di cinque altri
Signori dello ſtato viene mandato all'Altezza Reale di Sauoia ;
credeſi per negozij importanti, oltre l'vfficio di condoglienze
per la morte del Duca D. Vittorio Amadeo , che no! maggiori
bollori della guerra, pur teftè, diſſe alla vita ; Addio .
.- Vittoria Malaſpina de' Marchehi della Baſtia figliuola del
Marcheſe Camillo Caſtellano di Parma, moglie del Co. Gio.
Franceſco Marazzani Viſconti, laſciò di ſe i Conti Aledandro ,
Claudio, Corrado, e Paolo . Si può ſperare, che gli vlcimi fie
no per caminare nel ſentiero de' primiduo fratelli, entrambi,
benche ancorgiouinetti nell'voa, e l'altra Legge, non meno, che
nelle ſcienze ſpecolatiue , e in altre liberali facolca Eccellentif
mi Doccori del Collegio de' Giudici di Piacenza ; l'vno capita
no in luogo di ſuo padre,e marico della Concella Lucrezia de'
TedeſchiContidi Borghetto figlio della Conteſſa Emilia Sco :
ta de'Marcheſi di Mot'albo ; e l'altro viue nella corte di Roma,
con molto ſplendore.cd iſperanze corriſpondenti al merto di sì
eminente ſoggetto,ed all'altezza di si gloriofa, e ſplendida fami
glia, congiunta non ſolo per l'antiche affinita a tutti i Prencipi
di Germania,e d'Italia ,oltre la congiunzione che porta in con .
ſeguenza la famiglla Viſconte alla Corona di Francia , d'Auſtria ,
d'loghilterra ,di Baviera , é fimilisma eziandio per rinouati ma :
trimoni in grado più vicino a i Conei Arcelli, Conti Anguiffoli,
Conti Borromei, Conti Scrozzi, Cotidi Belgioioſo, Marcheſi Ca
ftiglioni Conti Terzi,ContiSapujcali. Conti Landi, Marcheli di
Villafranca ,Marcheſi Palapicini,Marcheli Guerrieri, Appiani d '
Aragona , Mareſcotti Quaranca di Bologna, Conti di S. Bonifa
cio a
DELLA NOBILTA D'ITALIA ;:

cio, Coti d'Arco ,Conti Guidi, Cõci Scaioli, Marchel Rangonij


Conti Boſchetti, Marche Beuilacque, ed altre principalilTime
famiglie della noftra talia ; per lo cui meżo ponno queſti Si
gnori con ragione vantare i lor natali dalle più pure ſcaturigi
ni , che già mai conoſceſfero i Sanguidella più ( cielta Nobilca
Piacencina .
Gianni Marazzano da Lando, che diceuamo figlio del pri
miero Aleffandro , li ſegnalò nelle guerre di Napoli, Colonello
di Fanti, rocco il comando diMonſignor di Lautrech Generale
del Rè di Francia . Marcello ſuo figliuolo Doctore dell'va, e
l'altra Legge , Auocato famoſo , e Collegiato Giudice di Pia
cenza , laſciò di due mogliere,nobiliflime entrambe, Alejandro ,
Gio . Bateiſta, Giulio ,Orazio, Anniballe , e Carlo fignori delle
decime di Fabiano , e Monſignori del caſtello di Caſtel nuovo 1
nella Valdi Tidone . Carlo fù nella patria Capitano di caual .
leria , & generò D. Pellegrino Monaco di S.Girolamo, religioſo
di gran bontà, giouane ditimorata coſcienza, morto nello apri
le de' più verdi anni; e'l Capitano Aſcanio, che per tanti anni,
e canti hà nel Piemonte fedelmente ſervitoje in pace, e in guer
ra all'Altezza Reale diSauoia, capo di vno ſquadrone di Caual .
leria , e Condottiero di cinquanta corazze . Aſceſe Orazio a
maggior perfectione , e morì giouinetto nella compagnia di
Gjesu : fi che non puoteammirar' il ſuo fine l'aſpettazione, che
di lui kaueuan conceputa i Piacentini . Anniballe ſe ne volò
alle Guerre di Fiandra , s'incaminò nella Atrada de gli honori
della milizia , e conſegrò il ſuo ſpirto ne' più belli anni all'im
preſa diOftendasi
Mantenne , con gli altri due fratelli, il valoroſo Aleſſandro
Marconi. lunghiſſima, e ſanguinoſa tenżone co'SignoriMarconi di Pia
cenza; famiglia, che colvanco di antica Nobiltà accompagnaua
la bizzaria di molti, e molti Capitani, è foldari di vaglia , con
feguito, e ricchezze. Auenturiero ſi ritrovò alle Guerre di Fia
andra :: Il fulmine della Guerra, Alejandro Farneſi, ſuo Signo
re : conoſciuto ch'egli hebbe la virru di Aleſſandro : honorollo
col ſupremo gouerno de' caualli Leggieri di ſua guardia. Alle
guerre di Francia con vna condotta di caualleria leguì il Conte
Manfeldt i e ſparſe il ſangue, ne ſenza gran pericolo della vita ,
a' feruigi di caſa d'Auſtriasi Accompagnò il Duca Ranuccio
nell'im
NARRAZIONE I. CAP. VIII. 73

Bell'impreſa di Algieri ; acquiſtolli l'affetto del Duca di Sauo.


ia , e fù gratiffimo a i Prencipi di Spagna . Sono pochi gli ho
nori, oue è copia di merto . Destinato a gradi più eminenti, ti
cora indo di Piemonte , G rommerſe nel Pò .
Fleride de ' Viſconti, che fù ſorella della Conteſſa Claudia
Mirazzana , fù moglie di Aletfandro dopò la morte di Filippo
Fontana fuo conſorte . Generò egli da coteſta Signora Marcelo
lo , Franceſco , ed Aleflandro , Marcello , ritrouatofi Alfiero del
Rè Cattolico di preſidio , in Icalia , rinunciò quell'honore s la
tirato dal genio della Giouentù , doue fremevano più l'armi
ne' campi de ' Fiamminghi, ed Ollandef . Chiuſe gli vltimi di
in Louaoio . Viue Aleſandro in habito Eccleſiaſtico .
· Franceſco fimoſtrò ſempre degniffimo figliuolo di vn’Aleſ
ſandro : poſciache neghittoſo a i ripoſi sà lo ſpuntar de glian :
bi , che di rara lanugine nobilicano il volto , rinunciò a gli agi
della caſa paterna , c cold fi conduſſe,oue rappreſentauanfila
grimeuoli , e crudeli Tragedie con il ſoggetto di vn deſolato
impero . Non hebbe molto tempo da ſeruire in vna compagnia
di Corazze contra de' Proteſtantı; imperò che il Valdeſahin
Duca di Fridlandt, iſcorgendo nel giouinetco ardico non tanto .
la Nobiltà del Lignaggio ,quanto i meriti della perſona, lo chia
mò a' ſuoi ſeruigi con carica di Cameriero d'honre ; e ( apie
tano . Non inancarono gli Enjoli ; ma chi hai il cuor di Dia .
mante, non così coſto fi arrende a i colpi della malagita . Nel
l'Allia per opra de gli Suedeſi più incrudeliua il ferro . La fù
dal Generale deſtinato Franceſco, gia veterano nella milizia ,con
piena autorità . Traccò co’i ſoldati Imperiali le facende del fuo
Signore, diede ordine a i diſpacci , rafteccò alcune Compagnie,
& nel ritorno fù dallo ſteſſo Prencipe dichiaraco Luogotenente
Colonello del proprio Reggimento , ed affoluto Capitano di
cinque Compagnie . Salì il Valdeſtahin al generale , e ſovrano
comando delle armidell'Imperadore ; ſeco egli trafie il Capi.
tano Franceſco all'erminenza de' più importanti honori , come
quello ,che ſempre lo ſeguì in ogni periglioſa ,e difficile impreſa.
Non ſi ferma la calamita , ſe non quando ritroua la Tramon .
tanu . Hauendoſi alla fine diportato per tanto tempo valo :
roſamente , dichiarollo l'Imperadore di proprio mato l'anno
M DC XXIX.per ampio priuilegia veduto con tanti alcri dallo
K Autore,
74 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Autore, Barone dell'Impero Romano , e Colonello di tre mila


Tedeſchi. Auanzauanlı l'armi di Suezia con gli ſtendardi di vna
preteſa libertà : quando coſtretto da ' domeſtici affari il Ba.
rone Franceſco , chieſe congedo per trasferirſi alla patria . Il
Conſeglio di Guerra vel diciotteſimo giorno di Settembre del
M DC XXXI . approuò per ſue leccere la fedeltà di lui con cen .
to mila nobiliffimi encomi. Partitoſi il Barone, incontrò il Du
ca diFridlandt, ſuo ſignore, ſconoſcente fortuna. Da ' ſuoi pro.
pri ſoldati reſtò miſeramente vcciſo ; forſe non ſenza lagrime
dell'Auguftiffimo Ferdinando di ricordo felice ; ſopra il capo
di cui hauea quel valoroſo Prenze col poderolo delle ſue forze
ſoſtenuta la Corona di Ceſare. Lunge la temerità della penna
dal formare il giudizio ſopra diqueſta morte , pianta, non veg
dicata . Della giuſtizia di Ferdinando non li può dubitare .
Della fedeltà diquelpouero Duce dinerſamente ragionano gli
Appaſsionati. Doue s'inalza lo intereſſe, li ſotterra la ragione.

Alori della Caſa Viſconte Milaneſ '.

CAP. IX . Ontinoua anc'hoggidi in Milano gloriofiff maméte la pn


ſterica di Vberto Viſconti Piacentino in diuerſe famiglie
con ſignoria di popolati Borghi, e famoſe Caftella . Infiniti fa .
ro mai ſempre i perſonaggi Illuftri, che da cotefta generoſa
ſchiacca di Semidei terreni vſciro , come dal cauallo Trojano ,
per maggior pompa della noſtra Italia . Non parlo di quell'Ote
cone, o di Guido ; che , ſono già quattro fecoli, gouernaro Bo
logna ; ne di quel Gaſparino, che ſucceſſe dipoi nella medeſma
carica . Tralaſcio quel Franceſco ,ch'era a' tai di Giureconſulto
celebre , e Senatore: al quale non fù inferior di fama per l'arte
militare il valorofo Buzzo . Non intendo difcorrere di Am
brogio Gouernatore della Liguria ,ne di Ambrogiuolo Capitan
Generale contra de'Bologneft. Pafferò con ſilenzio le impreſe
di Anichino Viſconei compagno del Conte di Vertừ , & di Lan .
cilotto ſuocero di Angibale Bentjuoglio Prencipe di Bologna .
Nilla dirò di Anchife' Capitano del Duca Franceſco,ne di Gio .
Barciſa Caſtellano di Muſo . Porrò da parte i pregi di Dome.
nico Cameriero del Duca Filippo padre di Aleſſandro , e di
Giorgio entrambo Capitani Illuftriffimi,l'vno d'huomini d'Ar
mi ,
NARRAZIONE I. CAP. IX . 75
mi , & l'alero di caualli Leggieri. Giorgio , io dico, che per lo
grande ardire Scaramuzza fu detto , ed i ſuoi poſteri Cauaglieri
Paueli godono la Contea di Broni entro del Veſcoato di Pia.
cenza ..
Fù Scaramuzza Viſconte Capitan Generale del Duca Filipe
po contra i rubelli di qua del Pò . Tanco glorioſamente ſi di
portò , che ottenne in dono la Contea di Cigognola , il feudo
di Carimate , ed altre Terre di ricchiffima entrata . Fu Ciam
ber lano, Conſigliero di Guerra,e Condottiero d'huomini d'Ar
mi appo il Duca Franceſco , e ſposò la Conteſſa Caterina Becca.
ria figlia di Cattellino Baron Paueſe ; dalla quale generò il Con
te Girolamo Scaramuzza padre di Saſſo , che fù da! Rè Catto
lico honorato con carica di Commiſſario Generale delle For
tezze , e Monizioni di tutto lo Stato Milaneſe . Ortauio ſuo fi
gliuolo è ſtato de'primi Cauaglieri di Milano . Viue hoggidi
glorioſo nell'eſercizio delle armi , vno de' primi Capitani del
Rè di Spagna nelle Guerre di Fiandra, il Conte Ottauio Viſcon
te de' Signori di Beregnano . Il Dotcore Pietro Giorgio Vil
conti fù Capitano di Giuſtizia, Senatore del Rè Cattolico , &
Reſidente in Milano per l'Altezza di Mantova .
Lanzilloto Viſconte Gouernatore Generale di Como , e lua
giuriſdizione con la Valle Tellina , & Condottiero d'huomini
d'Armi , fu anc'egli figlio dei pommo-Scaramuzza ; Matteo , &
Franceſco ſuoi fratellihebbero motcó credito appreſſoj Duchi
della caſa Sforzeſca . Da Franceſchina lor Sorella , che fù mo
gliera di Antonio Triuulzi . Nacquero gli IlluftriffimiGio .Fer
mo il primo , Renaco , e Gio .Giacopo cognominato il Grande:
del cui valore altrove . E ' morto vella Corte Imperiale Moofi
gnore Vitaliano Viſconte, gran Letterato , Nuncio di S.Chieſa,
& degnifimo Zio del viuente Conte Vitaliano, Cauagliero Illu .
ſtriſsimo Milaneſe .
Antonio figliuolo di Guido , & fratello di Galeazzo, Tibaldo ,
Princiualle ,e Comparino Viſconti ,che cutii furo Cauaglieri de'
primi di Lombardia, ed Illuſtriſsimamente propagaro la loro
antichiſsima ,e poffenre famiglia, da Maddalena Triuulzia figlia
di Gio. Fermo il Grande, e nipote di Gio. Giacopo Generale
del Rè di Francia ; Donna di belle lettere , ed erudita in proſa ,
e in poefie ; generò venti otco figli. Soprauiſſero ſoliGirolamo,
K 2 & Gio
76 DELLA NOBILTA D'ITALIA.

& Gioanni Battiſta con vndici ſorelle Chiara , Paola , Anna , Mare
gherita , Lucia , Ippolita , Leonora, Camilla , Beatrice, Agneſe,e
Regola, che furo con pariſplendidezza accaſate alle principali
famiglie di Milano , e con la loro poſtericà riempiro tutte le
maggiori di Lombardia .
Gio. Barciſta , figliuolo di Antonio , fù ſingolare ornamento
della Caſa Viſconte , Da Vittoria de' Viſconti laſciò di ſe Nje
colò Dottore Eccellentiffimo, Rifferendario dell'vna , e l'altra
Signatura , Gouernatore nello ſtato Eccleſiaſtico : Ambrogio
Cauagliero di S. Stefano : Galeazzo Cauagliero di Santa Vita ,
gratidino all'altezza di Mantoua : Coriolano , Antonio, Giro
famose Ferrance, cutti cugini di papa Gregorio Quartodecimo.
Fù Coriolano Cote di Lonato Pozz'alco , & Caſtellano d'Aſcoli
Monſignor Nicolò, e i Conti Gio. Battiſta , e Antonio ſuoi fi
gliuoli furo de' primi della Nobilca Milaneſe, & fi alleuaro nel.
la Corte di Roma . Anna ſorella del Conte Coriolano fù moglie
di Luigi dalla Croce Cauaglier Milaneſe , & madre di Vittoria,
che fù moglie di Girolamo Reini Cauagliero Illuftriffimo del.
l'ilteffa Patria , .

Sfondrati. Anna Viſconte ,che fù ſorella di Gioanni Battiſta, fi cõgiunfe


a Franceſco Sfondratj Milaneſe,Senatore ,e Conſigliero Ducale,
Conte della Riviera del Lago Lario , Barone della Vale Sallinas
figlio di Bacciſta Sfondrati natiuo diCremona , Dottore di Pa
uja , e Senatore Ducale di Milano , oue da Margherita de gli
Onodei generò il Conte Franceſco , che dopo il felice paſſaggio
deila moglie, con ſucceſione didue figliuoli Nicolò, e faolo,
eleife vita Religioſa , & morì Veſcouo ,e Cardinale di Cremona.
Il Conte Nicolò fucceſse ne gli honori del Padre , e fù chja .
mato nella sede di Pietro Gregorio, di queſto nome Quatordi
celimo : del cui merco ya felola Cremona , fi gloria degnamen
te Milano , e non poco ſi pregia la Famiglia Viſconte .
Il Barone Paolo fuo fratello , riuerito da tutti i Potentati del
Chriſtianeſmo, Cauagliero diSant'Iago , Maggiorduomo della
Infanca di Spagna, e Ambaſciadore Reſidente del Re morì an .
cor nell'Ociente della felice fortuna . Hebbe per moglie Donna
Sigiſmonda da Eſte , figlia di Sigiſmondo cugino dell'Altezza
diFerrara, Colonello di Carlo V. perpetuo Gouernatore di Pa .
via, Sigaor di S. Martino , forella del Marcheſe Filippo, che da
Donna
NARRAZIONE 1. CAP. IX . 77

Donna Maria figliuola di Emanuello Filiberto Duca di Sauo


ja , generò alcuni figli , nella di cui famiglia hor G ritroua l'how
nore di Regio Cauagliero del Tofone .
Nacquero da coppia così Illuſtre non ſolo il Cardinale Pao :
lo Camillo Legato di Bologna ; il Conte Ercole Duca di monte Viſconti.
Marciano , genero del prencipe di Mafía , Cauaglier di Sant'Ia .
go , e Generale di Santa Chieſa ; ed il Capitano Franceſco Ca.
Itellano di Sant'Angelo in Roma, e Marcheſedi Montafia : ma
eziandio Anna Sfondrata d'Efte, moglie di Ercole de' Viſconti,
Nobiliſſimo Milaneſe, Cauagliero di Sant'Iago, gratiffimo alla
Corona di Spagna , e Generale del Duca di Sabioneda . Furono
di lui figli Annibale, Gio .Battiſta , Pietro Franceſco , ed Ono
rato Conſignori di Rhò nel Milaneſe . Monſignore Onorato
è ſtato Nuncio in Polonia ,ed hor gouerna gli ſtati di Romagna.
Pietro Franceſco ſuo fratello , SignordiSaliceto , e Conte Pia
centino , ha cutti quegli ornamenti , che ponno detiderarſi in
Cauagliero di Famiglia Regale . Tali furo alcresì il Conte Pirro
Cauaglier Milaneſe grariffimo all'altezza di Manroua , il Conte
Fabio padre del Conte Pirro hoggi viuente ; il Signor'Aleffan .
dro lor congiunto Cauaglier Piacentino , perſonaggio di belle
Lettere , il quale laſciò vniuerſali heredi delle ſue facoltà i Cori
Marazzani Viſconti ſuoi nipoti; & i di lui cugini Otto , Fran
1
ceſco Bernardino , Galeazzo Senator di Milano , Gaſparo Ar
ciueſcouo della ſteffa Citra , e Gio. Bacrifta padre di Galeazzo
· Maria , e di Franceſco Bernardino fratelli cugini del Conte Ol
tauio , e del Conte Bartolomeo de'Signori di Beregnano diſcen
denti dell'vltimo Barnabò , che fù fratello di Heftore , Otto , e
Palauicino, della cui diſcendeza diſcorreuamo nella Genealogia
de' Conti Marazzani Piacentini. Dell'iſteſſa famiglia fù Leo
nardo Abbate di S.Celfo , ed Heſtore Cauaglier Piacentino Zio
della Conteſſa Claudia Marazzana Viſconte .
Barciſta de' Viſconti, uno de' Senatori perpetui del Conſiglio
fupremo de' Signori Selſanca di Milano , ed in vita Regio Luo
gocenente dello Spedale Maggiore , hebbe dalla prima lua Don
na, che fù Maddalena Viſconte, Hermes, Capitano del papa , &
Luogocenente Generale del Duca di monte Marciano nipote
dello fteffo Pontefice . Egli di ſe laſciò da Margherita Tauerna
Dama principaliffima Milaneſe Carlo, Battiſta, e Ceſare .
Da
78 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Da Ippolita Balbiana de' Conti di Belgiojoſo , ſeconda mo


glie di Barciſta Viſconte, nacquero Franceſco Dottore Eccellen
cillimo, e Collegiato Giudice di Milano padre di Gioanni Ma
ria : Lodouico coraggioſo ſoldato nelle guerredi Fiandra : Pies
tro Franceſco Capitano di caualli nello ſtato Ecclefiaftico :
Vberto cortigiano del Duca di Terranuoua , & Gioanni Eccel
lente Giureconſulco ; oltre alcune altre femine , delle quali
Affairaila Giulia fù moglie del Conte Lodouico Affaita Cremoneſe , &
madre di Cottanza, che fù del Marcheſe Ottauio Affaita , nella
di cui famiglia fiorì il P.D.Girolamo da Cremona , morto nel
l'ordine de Monaci di S. Girolamo con odore di fancita : Or
tenſia moglie del Conte Giulio Anguiſſola da Corano Cauaglier
Piacentino ; Liuia dell'Illuſtriſſimo Scaramuccia Viſcote padre
di Dunn'Aleſſandro Cauagliero principaliſſimo Milaneſe.com
gaato del Conte Giacomo Anguiſfola da Corano Cavagliero
de' primi di Piacenza : & Paola vltima lor ſorella , che dopo il
felice paſſaggio del Dottore Pomponio Cuſani ſuo conſorte ,
fracello dell'Eminentiffimo Cardinale Agoſtino, e del Marche
fe Guido Signore della Riua , feudatario Illuſtriſsimo di Piacen
za , entrò nella frecca offeruanza dell'ordine Capuccino , oue
religioſiſsimamente corſe la carriera de' giorni ſuoicon diſpre.
gio delle ricchezze,e de gli agi di ſua famiglia . Beato è quello
fpirco , che ponendo in non cale caduchi beni , s'appiglia a gli
eterni contenti del Paradiſo . Non è da cutci praticara, benche
da tutti inteſa queſta celeſte Dottrina ; ma purè certo che co
noſcere la verità e non ſeguirla, è un naufragare in porto .
Gioannolo Viſconte , figliuolo di Gaſparo , che fù di Pietro
Signor di Seprio , e Zio del magno Matteo Prencipe diMilano ,
hebbe condotta d'ottocento caualli . Vbertino ſuo figlio fù Po
delta di Como , & Signor di Vaſano del Breſciano : ſposò Sopra
na, che fù ſorella di Angleſia Reina di Cipro, & generò Gaſpa.
rino Cauagliero a (pron d'oro , Signore di Caſtella, Conte di
Arona, Condottiero d'huomini d'armi , Conſigliero di ſtato , &
Generale del primo Duca di ſua famiglia, poſcia del Rè Arrigo
d'Inghilterra, con l'ordine di Cauagliero della Giarettiera , e
titolo di Ambaſciadore all'Imperadore Vincislao , al Rè di Va
gheria , a quello di Boemia , al Duca di Lancaſtro , ed altri po
tentati . Fu Pietro ſuo figliuolo , Cauagliero aurato , Conte di
Arona,
1
NARRAZIONE I. CAP. IX .
Do Arona, di Groppellose Brome, ouehoggidi fi vede quel Regio
Forte fabricacoui da i Duca Odoardo Farneſe , Victorio diSauo
iae Carlo di Criquì a nome della Corona del Rè Chriſtiacilli
mo . Queſti con vna condotta di huomini d'armiſerui al Duca
: Filippo , dicui fù Ciamberlano , e Conſigliero : Gouernò molto
tempo la Cicca di Cremona, & generò il Conte Gaſparino Con
figliero Ducale , padre del Conte Ambrogio Gaſparo , Confi .
gliero , Cauagliero aurato , Ciamberlano , e Ambaſciadore del
Duca Galeazzo Maria ; Pacta elegaotiffimo , ed erudito in fa
uella Toſcana, Latina, Greca , ed Hebrea . Gioanni Gaſparo
vnico ſuo herede hebbe le fteffe ſcienze , ed i medeſmi honori ;
morì a Nouara,quando vi fù il Duca Lodouico ſuo Signore tra.
dito da gli Suizzeri. Gio.Gaſparo Poſtumo, Capitano di cin
quecento Fanci , e dotto nelle fodette lingue , ſeguì il Duca
0 Franceſco , citrinſe con affedio il Caſtel di Milano difeſo da i
1 ſoldati di Francia . Proſpero ſuo figliuolo è ſtato celebrato da
tutti i letterati della ſua era . Fù eccellence Oratore, e grande
Iltorico . Poffedette molte ricchezze con una libraria ,ed vno
ſtudio d'anticaglie, di marmi, e di picture degni di eſſere anno
uerati tra i maggiori d'Italia . Il Sereniſsimo diBauiera , ed al
tri potentati Cattolici lo ſtimarono al pari de ' primi Cavaglie
ri d'Italia , l'honoraro di doni, e di fauori . Gioanni Antonio Call.p.s.
Caſtiglioni fa nelle ſue Iſtorie queſta degna memoria del con- faſc.i.
tuoſo Palazzo del Signor Proſpero . Quòd non minori fumptu ,
quam ftudio extruere, atque in Struere aggreſſus est, Tabuliſque,
inſcriptionibus antiquiffimis exornare.Clarißimus Antiqui
tatis vindex Proſper Vicecomes, è regione Sacri Kepri Ve Stalium
Diui Bernardini, non tam ad familia ſua commodum , & oppor
tunitates, quàm decus, & ornamentum vniuerfa Gentis,quæ non
tam ſago clara, quàm Toga, literas pari cum laude coluit domis
& arma traétauit foris ; alumna, mitis vtrobiquè , ac Sæua, mu
ſarum , 6 Martis . Viueano a que' giorni medefimi Enea de'
Signori di Maſsino , Barnabò , Aurelio , Franceſco , Pietro Fran
celco , e Ferdinando tutti ſei ſtimatiſsimi Giureconſulti nel Col. Morig.lib.z.
legio de' Giudici di Milano , con altri Cavaglieri di ricchiſsime cap.27.
entrate , Signori di popolate Caſtella , di groſsi Borghi,Contee,
& Marcheſati . Ne ſono ancor mancari Eminenti ſoggetti, che
di magnanimica ſuperaro Aleſſandro Macedone , di Prudenza
Numa
80 DELLA NOBIL TA' D'ITALIA :

Numa Pompilio , di cemperanza l’Africano Scipione, di fplena


didezza Pompeo il Grande, di letcere, e gloria militare pareg
giaro gliancichi Celari, ei famoſi Troiani. In queſta caſa furo
alcresi iBeaci Donaco, e Seuerino Canonici Regolari ; e ſin del
1273. Nicolò de ? Viſconti Cauagliero de' primidi Lombardia
effendo ſtato valoroſo ſoldato , conoſciuta croppo fugace la
gloria di queſto mondo , laſciò la milizia terrena , e ſorco lo
Kendardo di S. Domenico diuenne campione inuitto del Para
diſo : poiche per humiltà nel Conuento di Aila pre ſe l'habito di
Conuerſo, e con ello ſeguendo le pedate di quel gran Patriarca
per lo ſtretto cammino di vna rigoroſa offeruanza , ſantamente
morì , come ſcriuono il Razzi , il Taeggio , il Moriggia ed il Piò .
Paſsò a ſtato migliore l'anno M CCCC XLIX . il ventelimo ſe
Ato di Marzo a lei hore di notte Don Felice Viſconti Milaneſe ,
di ſangue , di lettere , e d'iſquiſita bontà giouane Nobiliſsimo,
Monaco di S.Girolamo ; il quale fù di felice jngegno, di mode.
Ata piaceuolezza ; ed ancor che fecondo di parole ( ſante però,
religioſe ,e temperate con grauita ) non fù ferile d'operazioni .
Côtinouò final fine nelle Itrette oſſeruanze del monacheſmo ,
giunſe a Itaco di molta perfezione, ed eſſendo viſſuto irrepre
fibile ne ' ſuoi coſtumi , fantamente mori con fama ' di Beato .
Di i Padri del Caſtellazzo fù ſcritta la ſua vita più cofio per
ammaeſtramento della poſtericà , che per alcro intereſſe diglo
ria . Era quell'ordine,poco pria riſtorato in Italia dal B. Lupo
di Olmeto profeſsa di S. Maria di Guadaluppe, Giureconſulto,
Caliagliere di ſangue , Generale de' pauri di S. Girolamo di
Spagna, in opinione comune di molia fantita '; perche no havea
alcro ſcopo ,che la gloria di Dio. Ambiuano quei veri Religioli
ne gli altrui petci iſcolpita l'immagine delle proprie virtù .
Erano all’hor que' Monaci riueriti in Milano , come ſpirtidel
Cielo ; mentre il lor monaſtero ( mercè della regolata oſser.
uanza clauſtrale con perpetui digiuni , con inuiolabil Gilenzio, e
côtinouata ſolitudine in Calmodie, lezioni , e ſagre meditazioni)
parea vo Paradiſo . Qua ricouroſsi Franceſco Pizzolpaſso Bo
logneſe , Prelato di fanta vita , ed Arciueſcouo degniſsimo di
Milano ; viſse tra Monaci, co'i quali volle altresì , chefoſsero
depofte le ſue oſsa . I Duchidi Milano , Prencipi glorioſiſsimi,
che traſsero coteſta ſagra Cógregazione in Lombardia ,offerſero
ricchir
NARRAZIONE I. CAP. 1X . 81

ricchiſſimi poderi a queſti Padri. Eſì ricuſaro il ſuperfluo;parte


di cui fu data alla Certoſa di Pauia . Qual'egli fia in Italia queſt '
ordine , ricono ce i ſuoi principij dalla pietà della caſa Vilcote .
E'teltimonio di quella verità Gioaudi Galeazzo Sforza in Dar. !.Mai
quel ſuo prinilegio di cocale tenore . Factum est , utinostra an.1485..
opera , ad vestras etiam preces Summus Pontifex transtulca
rit Monasterium San &torum Protasij, & Geruasi Diæcefis Plan
centina , Agri Papienfis in Religionem Monachorum Eremi
tarum obferuantia S.Hieronymi , quibus adeò afficimur' ob illo
rum Sanitimoriam , cu modestisſimos mores , probatiffimam
vitam , maiorum noftrorum Illustriſſimorum Dominorum Vice
comitum veftigia imitantes, quihuiuſcemodi Ordinem ex Hiſpa.
nia , ob nimiam ipforum in Diuum Hieronymum deuotionem , tra .
duxerunt . Ma, che non fece Bianca Maria dopo il Duca Filipo
po fuo genitore, vlcimo de' Prencipi di Milano?Se Iddio'noltro
Signore darà vjta alla mia groueniu ſi vedrà in breue vn'opra
coo çitolo : Eremi Hicronymiana Monimenta, che raccolta dal
lo ſcrigno del P. D. Pio Rotli Piacentino , da me accreſciuta ; ed
ordinaca con nuque aggiunte di diletteuoli Iſtorie , prouarà 12
grandezza, e antichita di queóta Religione, che già ombreggiai
nell'inſigne volime delle Glorie di Piacenza, c'hor fi ritroua
Scritto a peana in mano del più erudito, del più glorioſo ,e del
più degno Prencipe d'Italia . Diſceſero i miei anggioridalla
Cicca di Roma . Nacqui in Piacenza . Fui alleauco nel Collegio
de' Nobili di Parma . Lunge da ' o jei penſieri il deliderio di
gloria . Quello, ch'io vado fauellando a gloria delle maggiori
Cicca di Lombardia , non ſolo è verità chiariffima, ma è ancor
mio debito .Occhio di cenebroſo Guffo no approua per lumino
ſo il Sole . Eſſendo la mia famiglia, qual'ella liaygià moli luftri
fono , trapiantata nelle amene campagne di Piacenza ,forto l'om
bra de celeſti Giacinti della Sereniflima , ed Auguftiffima cala
de gli Heroi Farneſi ; fon tenuto ( così mi pare ) a queſta refti
monianza di graco affecio , ed all'honore, edtal nodrimento, ;
cheio, con g'i Antenatimici , hò riceuuto ſempre dalſuo ama
Litlimo Seno. Chi non ama la Paeria , perche di moſtra ignudo
d'humanita , è indegno di eſſere annoverato tra gli huomini.
Quid melius Roma ? Scythico quid frigore peiuss Ouid. l. de
Ponto
Huç tavien ex illa Barbarus vrbe fugit
L Difcen
82 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Diſcendenza di plato de viſconii d'Angiera


Barone Piacentino .

X. Ela lontananza de ' tempi non perde in tutto la verità delle


Iſtorie ', le offuſca à dall'humana
curiofita fi diſtinguono . Habbiamo già con euidenti ragioni
dimoftraro , come la famiglia Viſconte di Milano è la ſtella con
quella de' Signori Platoni di Piacenza . Hor credo de dareiro
anche maggior chjarezza .
Si leggono appo diuerſi Gencil'huomini, e Cauaglieri Iu
Atrillimi di Piacenza alcune Croniche ſcritte a peona con carat
teri antichi , dalle quali raccoglieſi , che la famiglia antica de
Conti di Bardia decca alcresi Placona del Borgo Val di Tarro , è
la medeſima con quelle de ' Conti Bonifaci, Conti di Vit’Alta,
Conti di Montecucco, Piacentini; le quali affermano eſſere di
ſcendenci da vn Conte Milaneſe, nipoce del Veſcouo dl. Piacen
za ( quetti credo , che folle Pietro da Milano conſegrato da Be.
nedetto Otcauo ) per lo cui mezo , e per molti feruigi fatti alla
Romana Chieſa impetrò il citolo di Catano con ſignoria d'in
finite Caſtella nel Piacentino .

Locato page Scrive il Veſcouo di Bagnerea nell'Iſtorie di Piacenza : Sunt


194. & Comites, quorum antiquiores familie füerunt illi de Vidalta,
de Bardo, de Montecuccbo, dé Bonifacio : Qui omnes una domus,
onay. familia , vnam portantes in fignem ,illis de Montecuccho
exceptis, qui Aquilam ſuperaddiderunt .
Placo d'Angieri nomoſſi quefto Conte , capo dicosì nume
roſa, e pollente famiglia : figlio del Conte Faccio de'Platoni , o
Platische fù fratello di Eliprando Viſconte di Milano ; come
quegli , che ptouali figliuolo di quel famoſo Capitano Opiz.
zóne Conce d'Angiera, diſceſo , come habbiamo prouato dalla
ſchiatta Reale di Flacone Filoſofo, de gli Dei de Gentili, di Es
nea Trojáno, di Roſcio figlio del Rè Siſifo , di Caio Giulio Cé
ſare Imperadote , è del Rè Deſiderio vltimo de' Régi di Pauja ;
l'origine de' quali li è dimoſtrata fin dal principio deli'Vniuer
ſo contidouata co ' pregi di vera Nobiltà .
Fù il Conte Placo Platöni lignore delle Valli di Tarro , Ceno,
c Parma ; Fiumipriocipaliffimidelle fertili,e popolare cótrade
del
NARRAZIONE I. CAP. X.
del Piacentino . Habbiamo quello autentico rogito di Giaco :
mo da Milano focco il 27. diAprile del 1014. cſtratco poſcia
ſotto il primo di Maggio l'anno 15 20. da Filippo Coñaher
bofino Notaio di Piacenza . Virtute operehonorariæ per ipſum
Dominum Platum , eo quondam fpe&tabilem militem Dominum
Facium de Platis, patrem D. Plati , & filium q. Strenui militis
D.Opizzonis Comitis Angleria , fačte pro feruitio , & defen
fione S. R. E. G.
De' Platoni Conti di Bardo , olcre quelli dicui ragionaremo
frå poco cemposcontinouata ritrovo la famiglia final M CCC
XVI. molco poſſente frå tutta la più ſcielta Nobiltà Piacentina;
benche foſſe quella Contea nelle mani de' Landi Conti di Ve
nafro . Faccio minore, o Ga Faccino, chiamato il Conte Bardi.
capo della Valle di Ceno fù partigiano del Preoze Galeazzo
Viſcente, Imperiale Vicario di Piacenza . Racconca il Merola
nelle ſue lorie della caſa Viſconte, che Franceſco Scoci figlio di
Alberto il grande Prencipe di Piacenza diſcacciò i Conti Bardi,
decci da lui Bardelli,dalla patria , col braccio di Azzo Viſconte
fignore di Milano ; contra di cui hageano incominciato a ſegui
re la farcione de' Guelfi : come Catabi ancichi della Chiela , c
Cittadini zelanti della libertà. Ne' rogiti di Alderico da Prata
Notaio di Piacenza ſotto l'anno 1349. nel teſtamento di Gu
glielmo de' Porri Nobile Piacentino fi fà ricordo di Orlandino,
Franceſco, Guglielmo, Lombardino, Vbercino , Baſtardino, ed
Ermelina de 'Conci Bardi , diſcendenti del Conte Gaſparo , Ca
uagiier Piacentino . Di queſta caſa fu il venerabile Padre Don
Galdino da Piacenza, compagno del Beato Bartolomeo Colon
na , Fondatore della Congregazione de' Regolari Canonici di
Lucca, derti Lateraneſi di Sät'Agoſtino, ſotto la norma di ques
gli antichi Chierici della primitiua Chieſa rinouaca ,già eftintas
nella Cicca d'Ippona da quelgran Patriarca ,e Dottore di Sanca
Chieſa ; continouata ſotto diuerfe riforazionise riforme fin'a
que’dì . Scriue di queſto Religioſo il Veſcovo di Bagnere ...
Ex Antiquiffimis Bardi Comitibus Galdinum habuit, qui Re&tor
quinquies cum fuißet, Lateraneuſemģ. Canonicam recuperales
quam Tremitanam vocant,Diomedeaminſulam acquifiuition
Guldino de' Conti Bardi, perſonaggio chiariffimo, e per go .
verni grandise per bontà di vita , tù cinque volte Generaledel.
L 2 l'ordine
84 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

l'ordine Canonico diLucca , al quale con Leonardo , anc'ei de'


Conti Bardi, e ſuo nipote, Prelato di grande perfezione, di ma
neggio, e di lettere, acquiſtò il Laterano in Roma , l'iſola Tre
micana del Regno di Napoli, ed i Collegi di Mantoua , Forlì ,
Ferrara , Faenza, Ravenna sed altri molci . Sono ſtaci poffenti
nella Toſcana i Conti Bardi coʻi Rotli di Firenze lor congiunti .
• De Placobi Cooti di Bonifacio ſtimo la più antica memoria
quella del MCLXXX. nell'Archiuio della Comunità di Piacen
za : nella quale fi vede, che il Conte Bonifacio di Bonifacio ,ed
il Conte Armano de' Platoni Rolli, ambichiamati de' Conti di
Bardo , ſignori di Montefidolo ., Orlando, Giacomo,e Alberto
fignori diMonteprzolo ; ne dopò guari i Marcheſi Malaſpini,
Armano, Filippo , Pellipario, e Guglielmo diGuinterno ſignori
di Chiſaliggio , che fù poi de ' Platoni Luſſardi Conti diMonte
arſiccio , con altri ancora ne ſufſeguentitempi della caſa Barda,
Rolla , Bonifaciaje Placona ( la quale per mille proue ſi conoſce
di vno leffo pedale ) giurarono vafſallaggio perpetuo, e fedelu
tà , ed omaggio'a i Conſoli di Piacenza . Paſsò da quella caſa
Montefidolo in quella de' Marcheſi del Palauicinato per dote
di Soluſtemogliera delMarcheſe Guglielmo . Furono Conſoli
diGouerno ,e capidel Senato Piacentino Bonifacio ,Guglielmo,
Gioanni, e Vberto de' Conti Bonifaci .
Iricominciò a fiorire nel Regno di Napoli queſta famiglia in
circa l'anno MCC LXXV. Sendoui Gottifredo gran Giuſtiziero
della prouincia di Capitanata : Jopò di cui ſeguitolio il Capi
tano Martaccio Governatore del Caſtello del Vouo ; il Caua
gliero Roberto ſignore diOria Citra metropoli
, della terra d'O.
eranto ; altriSignori di quel Marcheſato, Baronidi Francauilla ,
e Caſtelnuovo . Find ella troppo miſeramente in Dragonetto
Poeca nella fauella toſcana famoſiffimo ; ma per altro mende
gno de' ſuoiNarali , Gaai a que'lertetati , che hauendo la chia:
de della ſcienza ferrano a gli alori, e a !or medeſmi il Cielo .
S.Pauhi.Co Scientia inflat; charitas autem ædificat.
rin.. * De! Platoni Contidi Montecucco fù già celebre Giacomo da
Piacenza , Soldato di valore, Cameriero del Papase gran Maeſtro
dell'Ordine Templare , il quale donò alla Congregazione dei
Predicatori la Chieſa del Tempio nella patria . Quando fà e
Ainta queſta cariallerecca Religione , ftimata in quell'era la più
,'?
poſſente ,
NVRRAZIONE 1. CAP. X. 85

poffente, e ricca di Santa Chieſa ,viuea in efla il Cauagliero Pica


tro dell'iſteflafamiglia Piacentino . Enrico, e Alberto Conti di
Montecucco con dignità di Conſolo gouernarono vn tempo la
Republica . Hebbe lo fteffo honore Vberto de'Conti di Vidal
ta , che fù Podeftà di Verona, e di Milano . Il Conte Bonifacio
da Vidalca tenne in Milano il luogo di Viſconce Viſconti fuo
congiunto , Podeſtà ,e Capitano diquella Republica ; dopò ch'e
gli chiamato dal B. Gregorio Decimo ſe ne paſsò alla corte di
Roma . Di queſta gloriofilima ſchiacca fù Sanţa Franca Con
teffa di Vic'Alta Piacentina . La di cui vita incominciò in faa
nella Franceſe il P.Gioanni di Asignies, così dicendo : Sainete
France, Sacree Vierge de Ieſus Christ ,pritfa naiſſance des No
bles , Valoureux Contes Vidalta en la Villa de Plaiſance .
Queſta Contea , non molto lontana dallo ſtato di Bardi ſopra Campi nella
cattello Arquato circa ſei miglia, poco men , che diſtrutta , fi vita di Sára
(corge, attorniata dalla Val de Criſtini, e da i Villaggi di Ma- Fran.cap.ro
comera , & Mignano . Haueano i Conti di Vit'Alta molti vaffalli Ex antig .
di Gingolar potenza,e nobilca ; fra quali vengono annouerati gli Chron, Ron
cox .
Scarpi fignori di Caftella .

Vita di S.Franca di Platoni Conti di Vii Alia .

P fmalcate con argento . A gli huomini del mondo forſe ciò CAP Cant l .XI.
parrà ſtrano , perche fmalrano d'oro il lor’argento . I giudicij
del Cielo non corriſpondono a quelli della terra . Quell'argen
to de gli honori del mondo , che non ha il fondamento ſopra
dell'oro della Carità, è vile , è pofla . All'hora fimmatà la no
biltà del ſangue, la ricchezza, le lettere, che ſono ſtabilite low
pra la Religione, e la Virtù . Pazzo è colui , che ricordandofi
di quello lcuro, e tenebroſo letto , nel quale ha d'aſpettare la
tromba dell'Vniuerfale giudicio fra molli piumein delicari lini,
fotto ſuperbi padiglioni ludureggiando giace . Non è queſta la
vera nobiltà . Dice il Profeta Amos : V & qui opulenti eftis in Amos 6 .
Sion ,& confiditisin monte Samaria . Optimates,capita populo
rum , ingredientes pompatice domum Ifrael. I piaceri di quello
mondo ſono come la Hiena, che finge human ; accenti ; ed inuja
tando a re l'huomo mal cauto , lo sbrana, e lo diuora .
Beate
DELLA NOBILTA D'ITALIA :

Beate ben mille volte quell'alme, che lungi da quella terra


maledecca da Dio , terra delle fecolareſche vanirà , certa di
tribulazioni, ed angoſcie , di cui fà regiſtrato nella Sagra Ge
Geneſ.cap.3 . nefi. Maledi&ta terra in opere tuo : fpinas & tribulos germi.
nabit tibi. Viuono nella terra de'fagrichioftri, terra di bene
dizioni, c di contenci ; terra di vna vera innocenza , di vna fanta
ſemplicità ; terra dimiele , calciuata dal Giardiniero Celeſte .
In queſta cerra fù lo da' primi anni condotta la Verginella Fran
ca da quello ſpirto, di cui feftante caotò ilRegio Profeta . Spin
Pfal.143.
ritus tuus bonus deducet me in terram rectam . Quiui ella ville ,
qual prodigio del ſello , in vn tegero corpiciuolo , come ſe non
haue le hauuto , che lo ſpirto .
Piantata in queſta terra a quella Vite gentile della Contella
di Vic'Alca , alzò i teneri rami fin'al Cielo . Di lei poſſo dir ,
che ſtia ſcritto nell'Ecclefiaftico . Ego quafi Vitis fru &tificaui
Suauitatem odoris . Era il ſuo cuore', come pregiato inceoſo
che ſtruggendoſi nelle fiamme di Carità imandauaalla ſuprema
sfera di quelfuoco diuino dolciffime eſalazioni. Quam pulcbra
Num 14. Sunt tentoria tua, o Iacob : habitationes tua ,o Ifrael ?
Mentre era di sì pregiato parto grauida la Conteſſa lua Ma
dre, più di vna volta hebbe viſione di hauer' a partorire vna
cagauola , che molto ardita fortemente abbaiaffe. Spiegò ella
i ſegreti di queſto ſogno al venerabile Attalo , Sacerdote di fag
ta Vita, ſuo confeſſore :il quale con profetico ſpirto le predif
ſe , come partorirebbe vna figliuola così Santa , e fedele , che
tutta acceſa dell'amore del Cielo , tutta infiammata di ferafico
ardore, ed anelante di fanto zelo , con l'indefefla vigilanza, con
l'efficace ſuo dire era per cuftodire, qua fi animoſa cagnuola, la
caſa del Signore . Nacque del MCLXXV . rotto il Pontificato
di Aleſſandro Terzo ; cinque anni dopò , che meritò la Spagna
con vn'agnuncio di fimile vifione vedec'al mondo nato dall'illu
Atrillima Caſa de' Guſmani il Patriarca de' Predicatori.Per or .
dinario il dar credito a' ſogni, che per lo più dalle apprenſioni
de' fancaſmi, ouero da commozionid'humori cagionati Gi ſcor
gono, è ſciapitezza ſuperfizioſa : puzza di Gencilermo . Ma
non ſi può negare , hauendofigli eſempi nelle Sagre Scritture ,
che Dio elegge ſouente per fauellarci l'opportunità del ripoſo,
all'horchel'alma è addormentata a gli oggetti cerreaj . Iddio ,
che
NARRAZIONE I. CAP . XI. 87

che tutto il mondo riempo, in rutto il mondo, ed in ciaſcuna ,


j benche picciola parte, ſi ritrova, non può capire in quel cuores
oue è vn zero del mondo .
Creſciuta all'età di ſette appienrrò nel Monaſtero di S.Siro ,
che anc'hoggidi religioſamente governali ſotto la Regola di S.
Benedetto . Qujui trapiantata la degna Vite , e con particolare
cura coltivata da quelle Sance Vergini, li moſtrò abbondanrif
fima di fiori; preſaggio veritiero digran copia di fruttj. Gjuna
ta al quatordicefimo anno fi conobbe fecondata dal Cielo , e fù
fimaca degna del lagro Velo . Tedaldo Veſcouo di Piacenza ,
( della famiglia di cui dalle riuoluzioni più coſto di quel ſecolo,
che dalla lontananza de' tempi, ci è faco inuolato il nome) fece
folennillimamente coteſta ceremonia . Nel tempo della quale,
quando il buon Veſcouo fù per porre ſopra di lei la mano , vna
diuota Zia di queſta Vergine , che per eflere fata de ' Confalo
nieri, ftimarej congiunciffima di S.Corrado , vidde ſcendere dal
l'Empireo vn'Angelo,che aggirandoſi copriquel fagro Corpo .
Non ancor'arriuara all'anno quinto ſopra delquarto luftro del
la fua età , fù electa di comune volere Badega di quelle Religio
ſe . Afliggeua il proprio corpo con digiuni , diſcipline, e cilje
cij ; & per la ſua vigilanza pati in queſto luogo ,e dal Demonio ,
e da gli huomini molte perſecuzioni.
Raſſomigliò Vit Altaall'hora per appunto vna Vite piantata
ael Giardino del Sommo Iddio . Geme la vite prima di ttendere
le pampinoſe braccia ; e per diuenit più feconda è d'huopo ,che
da maeſtra mano intorno viſi aggiri ſenza ritegno il ferro . Pri
ma con diuerſa proprietà da cutte le altre piante tolerar deve
la vite di eſſere tal'hor ſpogliata della propria corteccia,e com
portare ferito il tronco , reciſi icralcis e ftar cal’lior ſepolta for
to graue pero di terra . Auuiuata raſſembra da quei diſpregi ,
che ad altri alberi togliono col vigore la vita. Altrimenre non
è atta, che al fuoco . Ma all'incontro co'l momentanco dolore ,
divo brieue taglio, è con l'acqua ftillata di poche lagrime fi lje
bera dalle fiamme, luda in fuoco d'amore ; s'adorna di verdega
gianti ſmeraldi , dj vaghe frondi, e di odoroſi fiori. Inalza i
ſuoi froozuti raini ſopra delle più alte piante , nella commita
delle quali torreggiando forma vna ricca Corona di vermigii ,
e candidi grappolli, che pareggiano la bellezza de' più pregiari
Rubini ,
88 DELLA NOBILTA D'ITÀLIS .

Rubini; Margherite , o Topazzi dell'Orientes . Quanto non ,


pianſe, quanti diſaftri non prouò fin ' ad eſſer baccuca da i de
monisquanti colpi d'inuidia non foſtenne queſta glorioſa Vitę;
quelta giuſtiſſima Verginella, Franca tanco nell'opres Alca tan
co di merco ? Dieffa per canto poſſo dir, che ha desto dall'O .
Pfal.79. racolo di Paradiſo . Extendit palmites ſuos ufque ad mare so
vfque ad Aumen propagines fuos . Entrò nell'Ordine del Gifter
zio nuovamente introdotto nel Piacentino per opra della Vene
rabile Madre Donna Carenzia de' Viſconti Piacentina, congiun
ta alla Santa medeſima diſangue, di profeſſione,eſpirto. Fabri.
cò col fauore de' Signori Viſconti della Val di Arda, de ' Nobili
di Tuna , e di alcri Cauaglieri di Piacenza, i Monafteri di Mon.
çelana nella Val di Nura , Caſtello Arquaro , Valera , Monteolia
ueto , Pitcoli, Gallilea , e Nazarecce ( octo l'invocazione di Ma.
ria Vergine. Crebbe a cal ſegno queſta Congregazione nel Pia.
centino ; che dopo qualche tempo , oltre i ſagri Collegi di San
t'Eliſabetta, S. Raimondo , S. Bernardo, e Santa Franca , altri ne
furo fabricati dalle medeſme Madri di Piacenza appreflo Mo
dena , in Vinegia,nelle paludi di quella , in Cremona, in Pauia ,
in Borgo S. Donnino, ed in altre Cietà di Lombardia. E queſta
Sinta Vergine Protecerice del Marcheſato di Poleſine nel Pala
uicino , della caſa de ' Buelli Gencil'huomini Illuftri della Città
di Bobbio, e di alcune famiglie nobiliſſime di Piacenza . Canta
nell'vffizio di leila Veneranda Famiglia Cilterciele . Gaude tth
Placentia, quæ florem talem produxiſti ex nobili proſapia, qua
Vitis Alta dicitur ; Palmites cuius Diuini florent. La Chieſa
Piacentina ſolenneggia la feſta nel giorno di S. Marco . Infiniti
furo i Miracoli, che in vita , e in morte a gloria di queſta Nobi
liſsima Vergine degnoſsi oprare in prò de ' Piacentini la Diuina
bontà . Morì nel Conuento di piccoli , doue tentando Guglielo
mo Borri fio del 13 26 per certa guerra de ' Paueli a richieſta
d'Iſabella de' Coori Bardi traſportare nella Cità di Piacenza il
{agro corpo, fù impedito da Diuina virtù ; poiche giunto , col
prezioſo teſoro ſopra de gli homeri, alla porta de' Clioltri, fi
ſentì in modo grauare quel leggieriisimo peſo sù le ſpalle , che
non baſtando a reggerlo fù coſtretto a deporlo . Srecce quiui
il Venerando Corpo fin'a'giorni dello ſcelerato Borbone Can
pitano di Carlo Viil qualenelpartir di Milano al ſaccheggio di
Roma
NARRAZIONE I. CAP. XI. 89

Roma diè il guaſto alla campagna di Piacenza . Si ritiraro al


l'hor col ſagro pegno encro de' murinou lungi da S. Siro quele
de Madrie fabricaro il nuouo Monaſtero di S.Franca ; in cui effa
lor fonda rice ,chiariſſima di Miracoli , ripoſa . Spiegò in queſto
Sonetto la vita di così gran Donoa il Dottor Claudio Achilli
ni ; la più felice penna il più erudito ingegno , la più eloquente
lingua del noſtro ſecolo .
Sul fiume , oue il Sol pianſe il figlio estinto
Ride Città , che da i piaceri ha il nome ;
Città , ne ' cui begli borci apre le chiome
Ogni altro fior per riuerir Giacinto .
Quiui al materno appoggio il piede auixto
Fiori una vite ; e con dorate some
Incuruò conto tralci ; e mostrò , come
Da le copie de' frutti un tronco é pinto .
Quinci stendendo in fu'l Caluario il piede
Få della Croce un'olmo alla ſua Prole ,
E ſostenerla in quelle braccia hà fede.
Ma per l'Empirea vigna il Ciel la vuole :
Ond'ella farſi in un momento vede
Stella ogni foglia , ogni racemo vn Solo

Ricchezze de' figliuoli di Plato , con i progreſo


della loro posterità .

N quella guiſa , che auuiene (per quanto ne riporta la fama) CAP.XII


I nel Pario Mare,oue li ammira, in vece de gli ſpumofi monti
di volubili onde , ondeggiare vn'ameniſsimo prato di fioriti
Zaffiri , di Smeraldi, e Rubmi; anzi on ricco tapeto tutto tra
punto di belliſsimi fiori ; e con ordinaria vicenda mouendoſi
l'onde fiorite , doue l'vna languilce , l'altra riſorge con prima
uera eterna ; pare,che la poſterica del Conte Plato in onta della
maluagita de ' tempi faccia noftra pompoſa de ' ſuoi pregi e ri
nouando ſi poſſo dir ' ogni ſecolo hor con queſta,hor con quella
douizioſa famiglia ; che per ciò ſembra vn pelago di douizie ,
vngiardino di fiori ; anzi dirò vn Seminario della Nobiltà d'k
talia , non che di Lombardia .
M Generò
90 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Generò il Conte da Metodia figlia del Cauagliero aurato ,


Lionello Luciano , Palacino dell'Impero Romano , e Conte di
Lomelio ( la Famiglia di cui hanno ſe Ilorie di Piacenza per
via di fumina eſfer diſceſa dalla ſchiatta Regale di Carlo Ma
gno, e per ſangue paterno da gli antichi Sauelli dalla Porta , Ba
ronj di Piacenza, originari dalla più celebre Nobiltà di Roma)
Aliniero, Franziotto , Orlandino, Luſardo , Begarolo, ed Anco .
nio Cauaglieri Illuftriſſimi di Piacenza, e Signori d'infinite Mon
tagne per le balze dell'Apennino ,e nelle Valli della Liguria ſog .
gette in quell'età alla Republica di Piacenza . Dice il Filell:
Quid enim fim longior in recenſenda Platorum nobilitate : cum
non modò in Inſubribus : verùm etiam , in Placentino, ac Far
menſi ſolo ,fuperioribus temporibus , & in ipſa etiam liguria ,
cuius caput eſt Genua,latequè per Italiam nonnulli ex Platorum
familia Viri Magni, & præpotentes Caftella plurima, oppidaớ.
posſederint . Quare ne prifca illa curiofiùs repetentes; qua ma
gis ad rem faciunt , prætereamus : paucis mihi complerendum
videtur, quod & ostendi omnibus poteft . & ipfe legi . Extant
enim grauiffimæ quædam Tabulæ, quæ vulgò bac tempeftate vo
cantur publica Inſtromenta ; ea quidem repertæ in Archivio
Placentino, confe£tæ q.anno , à Natali Christiano , vigefimo fe
cundo Supra millefimum . Quibus quidem tabulis perſpicuèpatet
fuiſſe fratres ſex ex quodam natos magnifico militaris dignit an
tis viro Plato nomine , qui ex Plata familia ortus eft . Ne do
Rog. Ziroli pò guari . Atque bis quoque in tabulis , quæ conftłi & funt bere
de Laudeex cifcundæ familiæ gratia dilucidè apparet fuiffe illis Platis am
.Com pliſſimum Patrimonium , & arces permultas ,atqueoppida, quæ
more
berb.Noc.el. pro ſuis portionibus ſingillatim inter eos fratres diuifa funt .
ad Böcü pre Castellum autem vnum nomine Platonum iccirco indiuifum , at
toris Burgi què commune relićtum effe, quoniam Platorum familia à diuino
Terri ann. illo Platone Philosopho trahens originem haberet agnationis
1440. die 13 fuæ perpetuum cognomentum :
Si congregaro queſti douizioſi fratelli, dopo la morte del
Padre , in Peodecia terra del Piacentino il quinto di d'Ottobre
l'anno di Chriſto M XXII. ed jui fecero diviſione del Patrimo
nio loro , ch'era di molte e molte milla ſcudi d'entrata , e po
tea pareggiare la grandezza di molci Prencipi. Toccaro al primo
le Caſtella di Termino ,e del Poggio co' Villaggi , feudi, decime,
giuril
NARRAZIONE I. CAP. XII. 91
giuriſdizioni, e Terre , che ſono tra la Vona, la Varacola, e il
Tarro . Al ſecondo le Calella di Pendecia , Spiaggio , e Cornig.
gia con cucto ciò, che ſi Rende tra la Mozzola , e Vona di qua
del Tarro . Al terzo il Caſtello di Montegroffo , la Val di Ena ,
e tutte quelle Terre , che ſono oltre del Tarra fra Teradino , e
Gorcera . Al quarto il Caſtello di Monte Arriccio col dominio
de' feudise Ville , che ſono oltre del Faro , edi Gottera di quá
del Tarro , ed oltre la Varacola per lo ſtato Liguſtico fin'a ico
fini della Città di Genoua . Al quinto il forte diPietra Mogo
Jana con que' luoghi del Padre, che ſi ſtendeano per la Valle di
Parma, e ſono oltre del Tarro da Taradino a Parma. Il feſto ,
che fù Anconio hebbe i feudi, e poderi di Ghiara d'Adda , Baſ
ſana, Marteſano, Burgaria, e Seprio ,che furo dati in dote a Fac
cio auolo loro da Donnella Contella della Torre , Dama prin
cipaliſſima di Milano ; parte di cui ripaſsò poſcia nella caſa
Viſconte, ed indi nella famiglia Marazzana Viſconte de'Conti
di Paderna Piacentini .
Ricennero tutti ſei per indiuiſo il Caſtello Platone nella Val
le di Tarro ſu’l Piacentino in ricordo del Padre , ed a perpetua
rimembranza del famoſo cognome della loro antichiffima Fa
miglia ; obligandoli ſcambieuolmente alla riſtorazione ,e difeſa
di quello. Dice quell'ittromento . D. Franzotto affignauerunt,
e in partem dederunt Fortalitias, ſcilicet Perdetiã, Spiagium ,
er Cornigiam , cum omnibus terris , fiftis, & iuribus , iam Vas
ſallatibus, quam feudis, iuriſdictione, & honorantijs , & omni
bus alijs rebus, mobilibus , ſiue immobilibus, quæ funt inter Vo •
nam , & Mozulam citra Tarum , præter Fortalitiam nouam de
Platono , quam inter omnes fratres communem ſibi referuarunt
propter nomen domus antiquæ de Platis, ipso, ó per ipſum Pla
tonuni retinendam in perpetuum
Conuennero eziandio di non tar guerra , pace, o lega ,ne di ac
cettare da qualunque fi foſſe Prencipe, o Signoria alcune condi
zioni ſenza ilcomun conſenſo di tutti loro ; penſando forſe di
formare vn Corpo di Republica indipendente da quella de' Pia
centini ; ilche riuſcì di poi , come vedralli .
Aſſegnaro a Lariotto Porcario lor naturale fratello , oltre lo
sborfo di mille trecento Fiorini d'oro , gli Armenti , e Socide del
padre ; che tutti adieme farebbero hoggidi vn poderoſo cenſo
di molte mila (cudi. M 2 Da'
DELLA NOBILTA ' D'ITALIA .
Piani di Mi Da ' pofteri d' Antonio Signor di Seprio vuole il Filelfi ftet
lano.
ros che ſia diſceſa nella Città diMilano la Famiglia Illuftriffima
de' Piatti : della quale fà ricordo Bernardino Corio fin del
MCCXXXIX . con citolo di Antica ; commemorando le glo
rioſe geſte di Pallibano Plati , Capitano di gran prudenza , ar
dito Cauagliero, e Condottiero de gli huomini d'Arme Mila
neſi . Guidotto Plati fù armato Cauagliero al ſepolcro di Chris
ko da Carlo Rè di Vngheria. Giorgio luo Abiatico , Dottor cea
lebraciffimo da Agneſe figlia di Maffeo Muzzano Senatore Da
cale generò Teodoro , ed Anaſtagio Eccellentiſsimi Giurecon
Sulei , e con altri ſuoi figli, vn Pietro Antonio Piatti valoroſo
nell'armi, Poeta , Filoſofo ,ed Oracore . Sposò Teodoro Iſabella
Viſconsi. Viſconte figlia del valoroſo Gaſparino, la quale trahea il ſangue
materno da i Signori Ruſconi,Contidi grandi entrate, gia Pren
cipi di Como . Fù ſorella di Agneſe moglie di Antonio Mar
liani Maeſtro dell'entrate Ducali , Lezadra del Conte Franceſco
dalla Torre Maeſtro dell'entrate , & Margherita di Aluigi Du .
gnani Cortigiano del Duca . Fondò il Dottore Teodoro le
Scuole Placine di Milano , oue ſon mantenuti con perpetuo fti
pendio Lettori di lingua Hebrea ; di Logica ,Geometria,Aftro .
logia, ed Arimmetica . Arricchì lo ſpedale maggiore con altri
Juoghi pij . Martino Piatti fabricò nobiliſsimi palagi , barchi
per cacciaggione, e ſagriTempij. Daniello ſuo fratello Leggi
Ita famoſiſsimo, Giudice di Collegio, e Fiſcale Regio di quella
1 Città , morendo ſenza figli coftituila primogenitura ne'pofteri
di Luigi loro terzo fratello , il quale fù padre di Girolamo ,che
dalla Nobile Antonia Vicemala ſua conforte generò il Dottore
Luigi Fiſico di Collegio, Filoſofo ſocciliſsimo e Medico di molo
ta iſperienza ..
Oroamenti ſingolariſsimi riconoſce queſta famiglia , oltre
vno ſtuolo infinito di douizioſi Cauaglieri, di Letterati celebri,
e prodi Capitanis il Cardinale Flamminio Dottore di Collegio ,
e già Conciſoriale Auocato , ed Auditore della Ruota di Ro
mi, ne'cui nipoci ſono ſtati beneficij Ecclefiaftici , Signorie di
Calella , e titoli di Conte ; il padre Girolamo Segretario del
Reuerendiſs.Generale della Compagnia di Giesù , gran Theo
logo, Autor di Libri, Giureconfulto , ed erudico Oratore dilior
gua Toſca, Greca, Latina, e Hebrea , il quale copoſe quell'opra
d'oro
NARRAZIONE 1. CAP. X77. 93

d'oro . De Bono Status Religioſi . Il Dottore Daniello Giudice


3 del Collegio di Milanoggran Letteraco ; & ji Canonico Gio.Ma
ria Doctor Theologo, e Generale Viceeconomo Apoftolico, e
Regio di Milano . Plarino Placi con le ſue honorace fatiche, ed
eleganti componimenti, e a ſe medefimo, e a tutta l'Illuftrifs.
fua Famiglia riportò nobil grido , e chiara fama.
Fanno diqueſta nobiliſsima ſchjatta di Milano, oltre gli ac .
cennari Scrittori, degna memoria il Calco, il Boffo , il Ruggie
ri, il Bugacci, e’t Moriggia, & fin del 1371. dopo gli Statuti di
quella Chieſa Metropolitana è aſcritta al numero di quelle Fan
miglie Nobili,cbe ſenza alcuna diſpenſa poceuano ottenere Ca.
nonicati in eſſa : così poco dopò nel Conſeglio de ' novecento
Nobili di Milano ſi leggono deſcritti Zaracco , Beltramos e New
gro di queſta Caſa, dalla qualeiPlati, Cauaglieri di Napoli, ri
conoſcono la loro glorioſiſsima origine. De' Plati di Mondia
no fioriſce nell'ordine dell'Oſſeruanza di S. Franceſco l'eruditif
fimo P.Guglielmo,Autore delle Metamorfoſi Sagre, gran Teo
logo , Definitore della Prouincia della Marca , Reggente dello
Studio di Milano .

Platoni , Rolle, Fiefchi, Duranti ,e Gazzi.

O centino,,e Parmigiano la fua Famiglia con due dinerſico chama


X111.
gnomi,Platoni,e Roſsi. Ritrouo, che negli anni 1143. 1145 . Ex Reg. Apa
1179.1181 . 1186. & 1198. Orlando , e Guglielmo de' Roſsi b. Co. Plac.
Signori del Caſtello Platone con quelli d'Ena, Pietra Cauruna ,
Cauraſiccia , Pontulo , Carena , Careſtedo , Bugnadello , Niujono,
ed altri Signori di Caſtella nella Liguria Ciſapennina ,diſceſi da
Alinjero , Franziotto , Orlandino , Luſardo, e Begarolo Conti
Plati preltaro omaggio con giuramenti di Vallallaggio perpe
tuo alla Piacentina Republica .
Sigifredo Platoni, che fù di Orlando Conſolo , e Podeſtà di
Rof
Parma, hebbe la Signoria di vna gran parte della Valle di Par
ma , oue ſono Corniglio, Trizzano , e altre Caftella patroneg
giate ſucceſsiuamente da Orlando Roſsi Conte di Parma, capo
di que ' di S.Secondo , edi Berceto . Erra forſe in ciò il Sanfouing
affermando credo per congiectura; che Sigifredo fone figliuola
di
94 DELLA NOBILTA D'ITÀLIA .

di Bernardo, e Abiacico di Orlando . Hebbero entrambi il go


uerno delle armi di Parma . Bernardo fù altresì Capitano ,e po .
deſta di Reggio . Che in Parma ſi annidaſſero ſin da’primi ag
ni dopo la morte del Conte Plato alcuni de' Signori Platoni Pia .
cencini, apercamente atteſtano il Filelfi ,e i Monumenti antichi
di quella Nobiliffima famiglia . Ma di ciò altroue . Ben'è
vero che ritrouandofi in effa frequentatiffimo il nome di Or.
lando li potrebbe pigliare per Padre il Zio .
Orlando Placone Rofli figlio del Conte Sigifredo fù valoroſo 0
Capitano, ed hebbe fra gli altri figli Roſſo Platoni padre di vo'
altro Orlando, i di cui figliuoli Porcario , e Anſaldo Roſli furo
de' Partigiani dell'Impero Romano ,
Porcario Rolli, da cui forſe è ancor diſceſa in Roma, la Famie
glia Porcara molto poſſente , e grande,fù Capitano dell'Impe
rador Federigo Barbaroſſa ; hebbe il Contado di Bardi, e di
Compiano , il Marcheſaco della Val di Tarro , la Signoria della
Val di Ceno, e ilmero ,e miſto Impero della Contea di Lauagna,
honorato có privilegio di fimile tenore dato nella Cità di Lodi
l'anno 1189. il quarto dì d'Aprile . Federicus D. G. Imp. Rom.
Extract, per ſemper Aug. Per præſens priuilegium notificamus vniuerfis Im .
Seradell. esa perij fidelibus, tam præfentibus , quam futuris , ficuti de nostre
Philip.Coffa- plenitudine potestatis liberaliter dedimus , & concedimus Ca
berb.Non Pl. Strum Lauaniæ Ianuenſis fidelindstro, & Equiti aurato Domino
Porcario , filio quondam D. Rolandi de Rubeo , ſeu de Platis ,
MarchioniTurrexana , V alisTarri ,ac Vallis Ceni Domino, & c .
pro ſe ſuisque filijs, deſcendentibus maſculis legitimis , per li .
neam reétam maſculinam procreatis, ú procreandis vſq; in per
petuum cum bonore, e titulo Comitatus, & cum omnibus pertie
nentijs, honorantüs, & diftri£tu ſuo, vbicumquefit, & eßerepe
riatur . Et etiam cum mero , & mixto imperio , omnimoda
juriſdictione, & gladij poteſtate, pro gratis ſeruitis-esc. Ne dir
Platoni. fi deue, che non foſſero all'hora i Signori Platoni al poffeffo di
queſti feudi ; poiche ſotto l'anno MCLXXIV . Na regiſtrato
nell'Archiuio di Piacenza , & lo riferiſce anche il Locati , queſta
memoria . Thedaldus Lauania Comes in Valle T'arri in manis
bus confulum Placentinorum fidelitatem fecit . Idem fecerunt
illi de Complano , videlicet Rainerius, Cacciaguerra , es Sguace
ciauillafratres de Cõplano, cum Ribaldo , & Zanone de Perpeno,
HOS
NARRAZIONE T. CAP. XIJI. 95

Hos Sequuti funt illi de Valle Tarri , Porcaccius videlicet de


Rulfo Albertus, Pegolottus,Armanus, & Orlandinus de Zelata .
Non era in que'giorni forſe per tutta Italia famiglia più nume
roſa di quella de' Placoni di Val di Tarro : conciofia coſa, che
proual con iſcritture autentiche ; come il Conte Porcario heb
be otto figli legittimi ( oltre tanti Cugini , e Nipoti habitanti
per la Montagna di Piacenza , Parma , Genoua , Luni, e altrove)
Tedaldo, Federigo, Guglielmo, Porcaccio ,o Porcarino da Roſa
ſo , Goffredo, Riniero , Cacciaguerra , e Sguazzavilla . Gli vl
timi furo Signori di Compiano , e di alcri luoghidelle ſodetce
Valli; Porcarino fù Conſignor del Borgo Val di Tarro ; Tedal
do hebbe la Contea di Lavagna, e la Pieue di Bedonia nel Pia
cencio, oue propagò la famiglia de' Plati di Tedaldo ; Goffre .
do fù Signor di Val di Ena , doue con il cognome dello ſteſſo
luogo propagò la famiglia de Platoni, c'hoggidi fi mantiene
nel Borgo Val diTarro . Vgo ſuo figlio generò Sagino padre di
Buonacria , Gioanni, e Vberco . Il primo hebbe vn ſol figlio ,
che nomolli Sagino Plati padre di Groffo d'Ena, il di cui ſtato
toccò a Graziolo Placi figlio di Vberto di Val d'Ena .
Federigo Platoni fù a parte della Contea di Lauagna co ' fra
telli , e godette parte del Marcheſato di Borgo Val di Tarro .
Generò i Conti Figgiano , e Orlando Plati . Guglielmo Plati Rog.Lanfr.
Roffi fratello di Tedaldo fù a parte anc'ei del Marcheſato di Ne ileta ann.
1911.die 6 .
Borgo Val di Tarro; fù ſignor del Caſtello Platone , ed hebbe lun.extract.
da Orcone Imperadore , come Baron, e Cattano dell'Impero vt infra.
nuoui feudi, nnoue giuriſdizionise priuilegi .
Porcarino il fratello per rogito di Giacomo Notaio Parmi
giano fin del 1232. cedette l'Iſola del Porcaro ( così forſe no
mata da Porcaro baſtardo del Conte Plato figlio del Conte Fac
cio de' Viſconti d'Angiera ) a Bonifacio Conte di Lauagna ha
bitante nel Caſtello di Fontanellato, c'hot'è de' Sanuitali,diſceli
per mio credere dall'ifefla famiglia . Dopo trenta anni Ran
gone, e Alberto fgliuoli di Armano, Vberto di Manfredo, e Ro
dolfo Platonis cutii de' pofteri del Conce Plato , ticuperato Pie
tra Mogolana ,
Fù queſto Armano Plati Conte di Lauagna, e come tale con Rolfi ,
il Conte Opizzone pur della Caſa Reffa l'anno MCCXX.ceffe
ro ad Vberto Conte diVit'Alta e Azone Rofli Cofoli della Pia
cencina
95 DELLA NOBILTÀ D'ITALIA ,

Centina Republica (ambi diſceſi , come habbiamo veduto dalla


Caſa Placona) le Caftella diAlbareto , e Terrogno . E queſto è
autentico ne gli antichi Regiſtridi Piacenza ; oue aocora ritro
uo, poco auanti, lo ſteſſo Azone arbitro de' litiggi, che vertea .
no nella Valle di Tarro ſopra i confini loro tra i Marcheli Ma.
lalpini,e i Conti di Lauagna. Ritrouo ancora il medeſimo Ar
mano Conte di Lauagna, ed Orlando Placoni , ambi del cogno
me de' Rolli, affiftenti all'invelticura di cutti gli ſtabili di An
ſelmo da Campo , fatta a Fromento, e Gatto ambi da Campo,
da Opizzone Porta, Gherardo da Caſtell'Arquato , .e Alberto
Landi Sindici del Comune di Piacenza

Fiefcbi. Da queſto piglio occaſione di dubitare, che la Caſa de! Fies


ſco , che capeggiò in Liguria la fazione Gatteſca, non ſia diſceſa
dalla caſa Platona . Sò , che tutti gli Autori affermano ; che il
Romano Pontefice, Innocenzo Quarto , nel ſecolo chiamofli Sie
nibaldo Conte di Lauagna Canonico di Parma , e Dotcore dele
l'una , e l'altra Legge . Il padre fù Vgone del Fieſco Conte di
Lauagna . E purè vero , che a que' tempi li proua con auten
tici ſcriccii Conci di Lauagna eſſere lati de ' pofteri di Porcario
Platone Roffi . Afferma tutta volta l'Alberti nella fua defcri
zione.d'Italia, che i Nobili del Fieſco hebbero origine nel Cam
ftel di Lauagna, e furo numeroG.diperſonaggi Illuftri, fra quali
ſi contano trenta Cardinali, due Romani pontefici, papa Inno .
cenzo, ed Adriano V. molti Arciueſcoui, e Veſcoui, che alcuni
dicono più di cento : fra queſti ci e Gioanni Conte di Lauagna
Canonico Piacentino, e Cardinale della Chieſa Romana . Fu an .
cor del ſangue Itello Fietro Bianco de'Conti di Lauagna Cano .
mico di Piacenza, ed il Cardinale Occobuonofigliuolo del Con
te Teodofio,Canonico di Parma, il quale hebbe dientrata ogni
anno per cento mila ſcudi . Teodofio hebbe alcuni altri fratelli,
che furo il Romano pontefice Innocenzo , Alberto , e Nicolò
de' Conti di Lauagna ; da vn de' quali nacque il Conte Gugliel
mo Cardinale di Santa Chieſa . Si veggono ancor monete anti
che coniate nel Borgo Val di Tarro con le armi de' Platoni, de'
Rorſi di Piacenza, & de'Conti del Fielco . Godono in Parmigia
aa i Signori del Fieſco Genoueſ il Caſtello di Caleſtano ..
Chriſtoforo figliuolo di Figgiano Platoni , Marcheſe della
Valle di Tarro , e Baron principale di Piacenza , Generale di
Luchino
NARRAZIONE 1. CAP. XIII.
Luchino Viſconti Prencipe di Milano . Orlando fratello diFig Rog. Bobr.
Ferrar .
giano fù Conte; & generò Porcarino ſecondo ,e Bercolotro . Por Barıb. Costs
carino tù Murcheſe del Borgo , e generò il Marcheſe Vbercino ,
mecenę Ne.
che fù del Conte Giorgio . Da Bertolotto traſero origine i.car. Flac.dis
Conci Franceſcoro , ed Antonio . Antonio hebbe il Conte Gio- 3o.lulana .
anni . Franceſcotto laſciò di ſe i Conti Bartolomeo e Gioanni. 1344 .
Giorgio, e Bartolomeo ritrouando ſi fuori della Patria, molti
di lor fa miglia rimaſero crudeliflimamente eſtinti per la con
giura de ' Coltaherbohini; fazione aſſai poſſente in quella Valle .
Si era il Co. Gioanni già Signor di Val di Ena partito dallo flas
co di Piacenza , hauendo a corpo a corpo vocilo Azone Signore
di Pontremolo, e congiunto del Prencipe di Mi'ano . Palsò l'al
pidella Sauoia. Guerreggiò in quelle parti ſotto le infogne del
Rè Chriſtianiſsimo . Appo Meluno bello ſtato di Bria fece aco ,
quiſto del Caftel di Poigli ; ed iui propagò la famig ia de' Vale
detarri , la quale riconoſce da Piacenza l'origine, ed è famoſa
fra le primediFrancia . Ne pur'è guari , che militò in Piemon .
te Monſieur Luigi Barone di Peſan , Signore di Poigli , Cauaglie
ro dell'Ordine, Conſigliero di Scato , e Condottiero Ji huomi
pi d'Armi .
In cocelte rivolte acquiſtò il Viſconti, come Prencipe di Pia.
cenza, il Borgo Valdi Tarro . Il Conte Giorgio hebbe il Caſtel
Platone, e alcuni ſtaci di Leonardo Platj ſuo congiunto . Ma per
vietare le nuove ſtrazi,che tra i Platoni , ed i Coſtaherbofini fi
temeuano a riguardo delle paſſate ledizioni, fù cractenuto dal
Prencipe di Milano il Conte Plati in Gbiara d'Adda , doue nel
Caſtel di Ripalta chiuſe gli vlcimi dì , & laſciò herede il Conte
Bartolomeo, che dicemmo fratello del Barone Gioanoi , padre
di Frá Fráceſco Cauagliero di Rodi,e di Andrea Signore di Ena,
Pontulo , e Campo ; Terre del Piacentivo nella Valle di Tarro .
Luca de'Fieſchi Cote di Lauagna.che da Papa GioanXXIII. Fieſchi.
era ſtato inuefico del Marcheſato del Borgo , hauendo rinun
ciato il pontefice nel Generale Concilio di Coſtanza, kuegliò có :
tra di re l'armi di Nicolò Picinini Conte della Val di Tidone, e
Generale del Duca di Milano . Refò egli coʻSignori Platoni, Rog.Anton.
di Roſſo, di Ena, e del Porcaro , priuo de' proprij ftati. Ben'è Cofi aber, die
vero , che per comando dello ſteſſo Duca il Conte Andrea Placo ledug. ana ,
me sicuperò Val di Ena, il Caſtello di pietra Mogolana , quel di " 430.
N Platone ,
DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Platone, ed alcune altre Terre . Il Coote Tomaſo dalle Ferrere


Doctore Piacentino , fu quegli,che ſotcopoſe al Duca di Milan
il Comune del Borgo, a cui conceſſe eſenzioni perpetue, giuriſ
dizioni ampliffimese facolcà di mero, e miſto impero . Ricor
narono iFieſchi , ſotto la Gignoria di Lodouico il Moro , al lor
poffedo; & lo mantennero molto glorioſamente, fin'alla mor
te del Conte Gio . Luig ; il quale , eflendo giovane di grande ani
mo , e di turbulenti penſieri ricco non meno di adherenze , e di
feguito, che di Vaffalli e di fato ; e cale veramente quale con la
fua penna diuinamente pennelleggiò il Docciffimo Agostino Ma
ſcardi da Sarzana nelle fue colte Iſtorie ; non contento della
condizione honoratiffima riceuuta per recaggio da' ſuoi mag
giori, volonteroſo di gloria, tentò con Ottobuono,e Girolamo
fuoi fratelli fare ſcempio crudele della caſa Doria, e con la ſcor
ta delle armi Franceri (aiutato eziandio da molti Piacentini , al
numero più di due mila ) farſi Signore della Republica di Ge .
noua . Riufcì in parte l'impreſa;ma, reſtando quell'infelice gio
uane nel paffare di vna Galera in vn'altra diſgraziatamente fom
merlo , andò ſozzopra il tutto . Fù vnito vn'altra volta quel
Marcheſaco alla Ducea di Piacenza . Mori per la congiura de
fuoi il Duca PierLuigiFarneſe, ed il Conte Agoſtino da Lando
Cauaglier Piacentino ne fù inueſtito dall'Imperadore con titolo
di Principato. Tentò egli di ſubito abolire gli antichi priuilegi
di quella Terrase prouocò a ſdegno i Borgheſani,che a diuozio .
me della caſa Farneſe erano capeggiati da iPlatoni. Il Prencipe
Don Claudio fuo figliuolo ne conobbe l'effetto con la perdita
di quello Stato , il quale per opra de gli fteffi Platoni, e di altri
Capi di quell'ardito popolo fù dato al Duca di Piacenza Donn"
Ottavio Farneſe. E ' queſto luogo degno dieffere pareggiato a
molte Citta d'Italia per to valore de' ſuoi habitatori. Gloria
vali Monſignore Rangoni Veſcouo di Piacenza di hauere forto
di fe in quel ſolBorgo della Val di Tarro, un tempo ſteſſo, tren
ta quattro Togati,più di dugento Chierici, alquanti Regolari,
e molei Letterati ,che in gran parte ſono de ' Platoni , Manari,
Coltaherbofini,Caffij, Stradelle , Coſtamezani ,e fimilihono
fate Famiglie . I Norari del Borgo, non altrimente, che quelli
di Cortemaggiore , di Fiorenzola , e di altre Terre Franche,de.
uono effere prima approuati dal loro Collegio di Piacenza .
Queſti
NARRAZIONE I. CAP. XIII. 99
Qieli ancor ſono molti; poiche nelle facende criminali, nel
l'armi, e ne' mso - gzi riuſciſcono que' Terrazzani a meraviglia
Eccellenti, e ſono del corinouo impiegati da i Prencipi circon
uicini. Il Capugnano , banche poco fedele nel rimanente, così
ne fcriues . Es Burgus , oppidum valdè munitum à Duce Par
menſi , olim in R.pa Tarri ædificatum , trecentis familijs habi .
tatum , á multis ad litteras , arma, & mercat uram propensè ore
natum, ad victum neceſarijs nequaquam indiget , imò Castanca.
rum habet tellurem feraciflimam , cum aliquando modiorum cena
tum millia , & ad minus quinquaginta millia producat . Ambi .
tur à montibus Apennini , collibus cingitur vtcunque amanis ,
jus dicit in co vigintibus locis . Si ad meridiem tendis Sunt Hom
truriæ confinia in ea parte, qua Lunigiana vocatur . Ambiunt
Burgum Pontremolus l'erra, quæ inter Ciuitates coaptari debet,
non longè niji milliaribus duodecim arx inespugnabilis Vallis
Mozellæ , Bardus, & Compianus Pagus, apud qué ſua tenet prin .
cipia Tarrus , à Burgo millibus tribus diſtans . Calcando iuga
Apennini paff. mil. quadraginta quixque Placentiam ibis .
Sin qua G Itende il Piacentino in longhezza di quaranta.cinque
miglia , oltre ciò che fù gia de Signori Platoni,ed hor quantun .
que ſeparaco di tribunale, congiunto nulladimeno di Velcoato ,
e di altre giuriſdizioni ſupremeall'ineffa Città .
Ereſſero i Placoni in quella Vallc.molti giuſpatronati, Alta. Ex Rog. Lø .
ri , e Chieſe : fra quali nelle Iſtorie di Piacenza fà ricordo il Lo- cubi de Medo
cati della Pieue di S.Giorgio olere l'Arda, fondata il 27. d'A. extratt. ut
fupra .
prile l'anno 1014. dalConte Placo figlio del Conce Faccio , &
fratello di Eliprando Viſconci, Prencipe di Milano . Fù quella
Chieſa arricchica dallo ſteffo Signore di Vaffallaggio e decime,
con quelto palco . Quod nullus de Domo de Platis teneatur dare
decimam aliquam diła Ecclefia , nec aliqua perſona tàm Ecº
cleſiastica » quàm mondana , in bonis ipforum de Platis pllam
decimam petere,nec aggrauare poſſit ; quia exempti,& Catapei
ſunt, & Patroni di &ta Ecclefia , & dictam dignitatem habent,
o data, & conceſa fuit per Sedem Apostolicam . Così fa regi
Atrato nell'autentico rogito di Giacomo da Milano .
Si è congiunta ſouente la famiglia Platona con altri rami del
1o ſteſſo pedale, ed in particolare, co ' Signoridel Fieſco, co' Me
dici nel Borgo già nobililimise più antichi di quelli di Tofaa.
N 2 paa
100 DELLA NOBILTA' D'ITALIA.

na, e con quei della Rouere Sauoneſia nella di cui famiglia mob
to antica ,e poſſente in Lombardia furono alcuni précipi di Pies
monte rocco i Rè di Pauia , poſcia ſeguiro due Romani Ponte
fici, Siſto Quarto, e Giulio Secondo, noue Cardinali,molti Ar
ciueſcoui, e Veſcoui, alcuni Patriarchi, e Cauaglieri,moltiſſimi
Capitani,e Conti co'paſſati Duchi di Vibino , prencipidi Sora,
Peſaro , e Sinigallia . Scriure il Ciacconio. Origo gentis d Longo
bardis, Familiag. auctor Hermundusfuit ,qui anno 700. vixiſe
fertur. Simon Ruureus ex Taurinis vbi hæc familia apud Augur
Stam Prætoriam ortum habuit in Ligures ad pada Sabatia, quam
Sauonam vocamus, conceſſit, ibig. fixo domicilio, ab eo gens de
Ruuere in illa Vrbe reliquis familijs nobilitate haud inferior
manauit. Ex bac familia , Sauonaque Ligustici maris oppido
ann . 1443. natus Iulius Secundus Patrē habuit Raphaelem Rus
reum Sixti Quarti Papæ fratrem . Sottoſcriuono Franceſco San
ſouini, Luigi dalla Chieſa , ed altri graui Autori .
Reſero famofiflima la fimiglia platonage il Borgo Val di Tar
ro , ne' ſecoli vegnenti , Silueftro, Blofio , Pietro, Federigo ,e Fla
minio Capitani honorari diFanteria Italiana . Militò il primo
con honorate cariche ſotto lo Strozzi al ſoldo de' Franceſi per
la Guerra di Siena:nepunco tralignò da Gioanni Lodovico ſuo
padre figliuolo di Pietro , che fù diGioanni Platone., figlio di
Baldo, diſceſo d'Azzarino de' Plati, figlio del Conte Antonio ,
Zio del Conte Gioanni , Barone di Pefan .
ChiamaualiGio. Lodouico Platoni pl'alco ſuo valore Aluigi
Vigon ; hebbe per auola materna vna Signora de' Conti diLa
uagna , e per madre vna di quelle della Rouere Sauoneſe . Da
cosi chiari Natali contraſſe gli ſpirti de' ſuoi maggiori , & fire
ſe fainoſo olcre i confini della propria Patria . I Piacentini dey
1538. lo ammeffero, ancorche nato , ed habitante in Borgo , a
gli honori douuti'a i Nobili ; e Cittadini della patria : priuile
gio non ſolito mai concederfische a perſone di moltomerto .
Črpeggiò egli nella Valle di Tarro a fauor de' Farneſi ; ma fi
nalmenco caduto nelle mani del Prencipe Agoſtino da Lando có
perdita di ottanta mila feudi di facoltà mori prigione . Caua .
gliero ben degno di chiudere il periodo di fua vita con fine più
glorioſo- Laſciò alquanci figlialla fortunain preda.Preualſe ella
contro l'heredica »ina non contro il valore. Eurono queſti Pies
tro ,
NARRAZION E I. CAP. X111

ero, Antonio ,Giulio, e Silueftró cutei natiui della Val di Tarso .


Morito i primi ſenza pofterioa', non fenza gloria Heit ng
Silueftro nelle turbulenze maggiori della ſua caſa volle ne
figli ſuoi rinouar la memoria di quegli antichi Trójani fabrica .
cori di Angiera , onde la famiglia Platona hebbe principio : per
iluegliare ne'pecci della poſterica quell'antica virtù de' ſuoi mag
giori. Gegerò egli Enea, Anchiſe , Aſcanio . Fu Anchiſe Sacer
dote di gran bontà , di belle lettere, di molta erudizione. Aſca.
bio generò cinque figli, frá qualiequivo ſecondo Troilo , il va
tore dicui merica inchioſtri più purgati , che non hanno i miei
fogli. Balti fol dire che in fin da giouinetto ha in degniffime
cariche fedelmente ſeruito alla Cafa Farneſe . I popoli di Ron
ciglione, oue egli hebbe comando ,chiamaro una nuoua contra.
da da loro fabricata per atteſto ſincero del grande affecto , col
quale riueriuano il di lui merto , la via Placonia . La Signoria
di Lucca gli diede luogo principaliffimo fra gli Auditori dj
Ruota, ed indi da Sua Altezza richieſto è ſtato dichiarato nel
Ja Città di Parma Auditore delle Cauſe Ciuili . Ranuccio da
Piacenza ſuo fratello è ſtato Canonico dell'inſigniflima Colle
giata di Sác'Anconitro, Dottore di Theologia, Decano del Col
legio , ed Apoftolico Protonotario ; hor'è Maeſtro dell'ordine
Agoftiniano predicatores e Prelato nella Patria . Non ponno
iGilanthuominitraguggiare le viuande, che ſcottano. Si mo .
fraro i Platoni non eſſer diquegli Achilli, che ſeppero a Troja
portar la ſpada , & la canocchia a Sciro .
Giulio Platonifratello di Silueftro riſuſcitò il valore de ' Giu
fi ſuoi Arcauoli, già canto tempo con le ceneri loro ſepolto , e
fpento. Fu partigiano fuifcerariffimo della Caſa Farneſe. Con
traſtò co ' fratelli la grandezza de ' Landi troppo ben'aſſodata
con le di lui rouine. Fù Gentilhoomo di rifoluto conſiglio je
di animo feroces . Hebbe la manoaffai veloce , e forſe troppo
pronta alla vendetta : Et ſe ne valſe in tempo contro il prenci
pe Claudio . Si ritirò a Piacenza ; doue fposo Aurelia de ' no .
Paranti.
bi'i Duranti , vnica figlia del douizioſo Franceſco nativo Pia
ceneino,e originario della Città di Breſcia ; oue de'Duranti fio
rirono il Cardinale Durante de ' Duranti Veſcouo della ſua pa
eria , & Legato dell'Vmbria , Vincenzo Veſcouo di Tremoli , ed
altri Letterati ,
Sono
103 DELLA NOBILTA D'ITALIA .
Sono quattro luftri, e tre ſecoli, che Ricardino Duranti Dot
tore famofiffimo dell'voa , e l'altra Legge era in Piacenza Gene
rale Vicario, Giudice, ed Aſſeſſore del Podefa . Seguirono die
poi Gioanni Battiſta , e Lorenzo Duranti , natiui Piacentini.
Rog. Gabriel Quegli Maeſtro Razionale de ' Duchi di Milano ; Queſti Dot
Dursne. No. core de i.D :creti, ed Arciprete del luogo di Pomaro : le di cui
tar. Plac. 4. Decime furono conceduce a Gioanni pur dell'iſteſſa Caſa. Gio
10.5;
1378 anno,
. anni ſuo nipote , figlio diNicolò Duranci Nobile Piacentino da
Batcilta degli Arcelli ſignori della Minuta hebbe Gio . Barciſta,
e Franceſco Duranti, catrambo Nobili Piacentini nel ſeggio de
gli Scorci . Fù il primo genero di Gioanni Franceſco de Nicelli
di Roncouiero , ed i ſuoi pofteri ſi congiunſero con la famiglia
Romana de'Signori di Montebello ,e poſcia co’Nobili Coppala
ci dalla Porta . L'altro hebbe due conſorci,amendue Nobiliffi
me ; Maddalena Scota, e Luchina di Borla . Aurelia figliuola
della prima ci laſciò Durante de' Duranci.che fu però chiamaa
có al ſagro Fonte Pacifico de' Placoni a diuozione del Cardinale
Duranti,che per appunto all'hora ſi ritrovò in Piacéza, allog
giato nella caſa di Franceſco Duranti fuo congiunco . Flì no
mato Pacifico , perche a que ' giorni tra le Corone di Francia, e
Spagna fi conchiuſe la pace : Turcauolta véne da ' Circadini quafi
{ empre chiamo col proprio nome di quell'Eminentiffimo Car
dinale . Mutò ilcognome de' Platoni; adottato dall'auolo per
figlio . Studiò nell'vna e l'altra Legge . Hebbe gran fama di
perſonaggio raro per lettere, e maneggi. Sposò ,ancor gioui.
necro , Claudia de' Nobili Barattieri, figliuola di Luchina ſua
Zia. Nacque da queſta pregiatiſſima coppia Franceſco de'Du
ranci , Illuftridimo germe della caſa Placona ; vno de'più com
piti Gentilhuomini di quella Città . Stefano Guazzi nella ſua
Ghirlanda få honorato ricordo del valore di quegli. Aggiunſe
alta giu jſprudenza lo ſtudio della lingua Toſcana,e delle Moſe.
Le ſue compoſizioni Gi leggono ſtampate nelle ſcielte de' più
celebri Lirici. Sposò vna figlia del valoroſo Capitano Ventura
Garci.
Gazzi nobile Piacentino , ſorella del valoroſo Paolo cortigiano
del Duca Ottauio, e del Dottore Gio.Stefano Gazzi Giudice di
Collegio ,che fù nelia Toſcana Auditore di Ruota, e gouernò in
tempo a nome di S.A.S.gli Stati di Buſſeto , e di Cortemaggiore.
fioriro altresì in caía Gazza ( detta indifferentemente Gadia ,
NARRAZIONE 16 CAP. XIII. 103

Gde Gazio , in fauella latina ) Guglielmo de' Conti di Bardo


Dotcore Piacentino ,e Podeſtà di Genoua , Gioanni Cauagliero
di Piacenza , e Colonello di Antonio dalla Scala Prencipe di Ve
rona, Alberto Filico di Collegio ,cd Eccellente Medico ,Miche.
le da Piacenza Abbate dell'Ordine Cafinele, Antonino Abbate
dell'Ordine Olivecano, Girolamo Maeſtro , e gran Teologo nel
l'Ordine de' Minori Conuentuali , & D. Luigi Teologo nell'Or.
dine de' Chierici Regolari, nel quale vjue ancora il P.D.Hono
raco de ' Diranci Platooi Religioſo chiariffimo , e per bontà , e
per lettere
Di Platoni Conti di Bardo hebbe principio la famiglia Gaze
21 , quouamente congiunta nella Città di Piacenza a i Marche fi
Palauicini, Placoni, Vicedomini, Sanſeuerini d'Aragona, e Ma
rufti . Pro jali ciò da i Rogici di Antonino Coſtaherbola No
taio Piacentino ſotto il XIX . di Decembre del MCCCLXXII .
oue ricrouo queſte memorie . Margarita vxor quondă D. Hen
rici de Gazio Comitis Bardi . Antoniola filia q.D.Bartholomei
de Porcario vxor q.D.Guidonis de Gazio Comitis Bardi , filij q .
D. Henrici de Gazio . Di cala Gadia, che forſe cold fi condutie
co' Rofi, Medici , e Conti Bardi ſuoi congiunti, in Firenze Illu
ftriffima fù il Cardinale Nicolò Vefcouo di Fermo ,e creatura di
Clemente Sectimo ; ed il Cardinale Taddeo Signore di Caſtel
lo Riano, Abbite di S.Leonardo in Puglia, Arciueſcouo di Co.
fenza , & creatura di papa Paolo Quarto . Lo ammiro la famiglia
Platona ſimboleggiata col Meandro fiume, che tortuoſo , e in
certo hor ſorinonta , hor diſcende ; & cangiando vicende , ſe
ſteſſo , c'hà pria laſciato , incontra .
Sappiamo, che i Maruffi ſono ſtati poſſenti neħa Valle di Maruffi.
Tarro . Di Bercuccio Maruffi Caſtellano della Rocca di Bardo,
e con la ſua famiglia per priuilegio antico al pari de ' Platoni
Luſardi eſente dalle grauezze ,e taſse , fa ricordo l'Eccellentiffi Ded
i il Fo .
mo Giaſone Maini . Queſta Famiglia îi diffuſe per tutta la Lje plietta nell
guria ; & fù molto poſsente, Nobiliſsima , e Grande nella Città Hill. di Ge.
di Genoua , indi condortaſi a Piacenza s'imparentò con le più nous.
douizioſesed Illuſtridiquella : Doue produſse Perſonaggi di Zancb.repelo
gran ricchezze, e di valore nell'armi e nelle lettere ; fra i quali beredes mei.
fiè reſo degno dell'immortalica il Dottore Gio. Franceſco Giu • l.cúna.nu,
dice Collegiato diPiacéza , celebrato dal Veſcovo di Bagnerea, 46 .ad Tro
bslfs
chiamato
KOO DELLA NOBILTA" D'ITALIA .
1
na, e con quei della Rouere Sauoneſienella di cui famiglia mol
to antica ,e poſſente in Lombardia furono aleuni précipi di Pie
monte ſotto i Rè di Pauia , poſcia ſeguiro due Romaoi Ponte
fici, Silto Quarto , e Giulio Secondo, noue Cardinali ,molti Are
ciueſcoui, e Veſcoui, alcuni Patriarchi, e Cauaglieri,moltiſſimi
Capitani,e Conti co’paſari Duchi di Vibino , prencipidi Sora,
Pelaro ,e Sinigallia . Scriue il Ciacconio . Origo gentis d Longo
bardis, Familiæģ. auctor Hermundus fuit ,quianno 700. vixiße
fertur . Simon Ruureus ex Taurinis vbihæc familia apud Augus
Stam Prætoriam ortum habuit in Ligures ad pada Sabatia, quam
Sauonam vocamusa conceſſit, ibig . fixo domicilio, ab eo gens de
Ruuere in illa Vrbe reliquis familijs nobilitate haud inferior
marauit . Ex hac famibia , Savonaque Ligustici maris oppido
ann.1443. natus Iulius Secundus Patrě babuit Raphaelem Rur
reum Sixti Quarti Papæ fratrem . Sottoſcriuono Franceſco San
fouini, Luigidalla Chieſa , ed aleri graui Autori.
Reſero famoſiſſimala famiglia Platonase il Borgo Val diTar
rorne' ſecoli vegnenti , Silveſtro, Blofio, Pietro, Federigo ,e Fla
minio Capitan ;honoraci di Fanteria Italiana. Militò il primo
con honorate cariche ſotto lo Strozzi al ſoldo de ' Franceſi per
la Guerra diSiena : ne punto tralignò da Gioanni Lodouico ſua
padre figliuolo di pietro , che fù di Gioanni Platone , figlio di
Baldo , diſceſo d'azzarino de' Plati, figlio delConte Antonio ,
Zio del Conte Gioanni , Barone di Pefan .
Chiannauafi Gio.Lodouico Placoni pl'alto fuo valore Aluigj
Vigon ; hebbe per auola materna vna Signora de ' Conti di La
uagna , e per madre vna diquelle della Rouere Sauoneſe . Da
cosi chiari Nacali contraffe gli ſpirei de' ſuoj maggiori , & fire .
ſe fainoſo olcre i confini della propria Patria . I Piacencini deli
3538. lo ammeffero , ancorche nato , ed habitante in Borgo , a
gli honori douuti a i Nobili; e Cittadini della patria : priuile
gio non ſolito mai concederſische a perſone di molto meren .
Cipeggiò egli nella Valle di Tarro a fauor de' Farneſi ; ma fin 9:30!
nalmente caduto nelle mani del Prencipe Agoſtino da Lando có
perdita di ottanta mila ſcudi di facolca mori prigione . Caua .
gliero ben degno dichiudere il periodo difua vita con fine più
glorioſo. Laſciò alquanti figlialla fortuna in preda.Preualle ella
contro l'heredica ınanon contro il valore . Eurono queſti Pies
tro
NARRAZION E 1. CAP. X111.

ero, Antonio ,Giulio, e Silueftro tuttinatiui della Val di Tarto .


9
Morito i primi ſenza poſterica ','non fenza gloria Le 1
Silueftro nelle turbulenze maggiori della ſua caſa volle ne
figli ſuoi rinouar la memoria di quegli antichi Trojani fabrica ,
cori di Angiera , onde la famiglia Platona hebbe principio : per
juegliare ne'pecci della poſterita quell'antica virtù de' ſuoi mag
giori. Génerò egli Enea, Anchiſe, Aſcanio . Fù Anchiſe Sacer
dote di gran bontà , di belle lettere, di molta erudizione. Alca
mio generò cinque figli, fra qualiewuivo ſecondo Troilo , il va
fore dicui merica inchioſtri più purgati, che non hanno i miei
fogli . Balti ſol dire , che in fin da giouinetto hain degniffime
cariche fedelmente ſeruito alla Cafa Farneſe . I popoli di Ron
ciglione, oue egli hebbe comando chiamato una nuoua contra.
da da loro fabricata per atteſto ſincero del grande affecro , col
quale riueriuano il di lui merto, la via Placooja · La Signoria
di Lucca gli diede luogo principaliffimo fra gli Auditori di
Ruota , ed indi da Sua Altezza richieſto è ſtato dichiarato nels
Ja Cicca di Parma Auditore delle Cauſe Ciuili . Ranuccio da
Piacenza fuo fratello è ſtato Canonico dell'inſigniſlima Colle
giata di Sác'Antonino, Dottore di Theologia, Decano del Col
legio , ed Apoſtolico Protonotario ; hor'è Maeſtro dell'ordine
Agoſtiniano predicatore se Prelato nella Patria . Non ponno
¡Gilanthuominitraguggiare le viuande, che ſcottano . Si mo .
Araro iPlatoni non eſſerdiquegli Achilli , che ſeppero a Troia
portar la ſpada, & la canocchia a Sciro .
Giulio Placoni fratello di Silueftro riſuſcitò il valore de' Giu
li ſuoi Arcauoli, già canto tempo con le ceneri loro ſepolto , e
fpento . Fu partigiano fuifceratiſſimo della Caſa Farneſe . Con
traſtò co ' fratelli la grandezza de ' Landi troppo ben'aſſodata
con le di lui rouine . Fù Gentilhuomo di riſoluto conſiglio ,e
di animo feroces . Hebbe la manoaffai veloce , e forſe troppo
pronta alla vendetta : Et ſe ne valſe in tempo contro il prerci.
pe Clandro . Si ritirò a Piacenza ; dove ſposò Aurelia de ' no • Paranti ,
bi'i Duranti, vnica figlia del douizioſo Franceſco natiuo Pia
centino ,e originario della Citta di Breſcia ; oue de’Duranti fio .
rirono il Cardinale Durante de Duranoi Veſcouo della ſua pa
tria , & Legato dell'Vmbria , Vincenzo Veſcouo di Tremoli, ed
alcri Letterati
Sono
104 DELLA NOBILTA D'ITALINI
chiamato dal Zinchi con titolo di Eccellente Giureconſulto ,
honorato da' primi Potencaci l'Italia ; il quale ha alcuni ſuoi
conſegli ſtampati con l'opre del Dottore Belloni , ſeruì alla pa .
cria in varie Ambaſciarie, ed honori; generò Lodouico ed An .
conio Maria Giudici collegiaci di Piacenza , & Regij Senatori di
Milano. Gouernò il primo alcune Cieca di quello ttaco ;fù Pre .
ſidente di quel gran Magiſtrato , dopo di eſsere ſtato Refidente
de' Piacétini appreſso Don Ferrante Gonzaga Generale di Carlo
Quinto d'Auftria Imperadore . Quelti fece la primogenitura
per li beni di Mentirago nella poſterita del fratello, che furo il
Dotcore Matteo Giudice Collegiato di Piacenza ,,e Gioleffo
Maruffi Nobi!iſsimo Piacencino ,il quale da vna Signora della
cara Nicella di Viuftino laſciò di le Gioanni Francefco ,ed Alero
fandro ; quegli Capitano, e queſti Luogotenente di Caualleria
in ſeruigio del Duca lor Signore; l'uno marito di Giulia Villa
Anguiſsola congiunta in grado proſsimo al Prencipe Triuulzi ,
ed a' Conti Viſconti ,e Marliani di Milano ; e l'altro genero del
Dottore Gio.Stefano Gazzi . Gioſeffo primogenito del primo
ſerue alia Sereniſsima fua Signora. Mori ſocco Valenza Antonio
Maria Maruffi Piacentino , che gia fù Capitano de'Genoueli ,
edel Duca di Mancoua ; & marico di Claudia de' FerrariNo.
bile Piacentina, Gentildoona di Corte .
Platoni, Lampeggiaro ſocco lo fteffo Cielo fra i più ſcintillanti pia
neci della ragion Ciuile Bonifacio , Antonio , Gio . Battiſta ,
Vincenzo e Achille tutti Giureconfulti Piacencini della caſa pla
cona nel Borgo Val di Tarro ; doue è ancora diſceſo il Dottore
Orazio Leonardi lor congiunto già Commiſſario Generale di
Valdi Nura , hor'Auditore Criminale in Piacenza; mentre Gio.
Antonio de ' Ruffini, pur dello ſtello luogo, eſercita la carica di
Generale Auditore ne gli Stati di Caſtro . Fù ancor Medico in
ligne il Dottore Antonio Maria de'Platoni: ed approuò que!
detto di Cicerone . Si oportet verè sapere . dare operam philo
Sophiæ conuenit .
Dal,ex Clafo Viſconce de' Placoni del Borgo dall'Imperadore Maſſimilia
fe Marie.
no conſeguì ampia confermazione dell'antichiſſima Nobilia de'
Sapno 1,496. ſuoi auoli con dignità diConte Palatino . Franceſco gran lete
: cerato lungo tempo con honori ha ſeruito al Prencipe Cardinas
· le da Elle A'ſeruigi di Carlo Nono morinella Corte di Francia
Paolo
NARRAZIONE T. CAP. XIII. POS
Paolo nell'Armi, nella Muſica , & nelle belle Letcére Eccellente
Marco Antonio cortigiano di Roma vien celebrato nella race
colca de'ſuoi morti arguti da Lodouico Domenichi Piacenci .
RO. Scipione ſuo fratallo fabricò a Farneſe vn fontuoſo palazzo
hoggidi potſeduto da Marco Antonio Placi fratello di Viſcon
te , che poco fà mori Segretario del Cardinale Barberini nia
poce del viuente Pontefice Vrbano Ottauo . Hoggidì ſon que?
cempi , che dall'Api Romane vengono i faui loro largamente
compartiti a i più taggi.
Di quefa Caſa effer diſceſi i Platoni di Genoua, d'Imola ,di Piantes :
Ferrara, e Bologna , detri Conti Piatefi , Signori di Savonanzo ,
afferma il medeſmo Oratore del Duca di Milano , l'eloquente
Filelfi . Hanno gli iſtorici di Bologna , che ſin del MCXVI .
Pecciola de ' Signori Gallucci, vedoua di Ottaujano Piatte fi Ca.
uagliero di ricche entrate , per diuina rinelazione vi fece fabri
caré la nobiliffimaChieſa di S. Maria del Montes . Seguirono
molti altri Cauaglieri ſempre impiegati nelle prime cariche di
quella Circa ; a riguardo di cui Francelco loc diſcendente dal
Romano Pontefice Silto Quinto fu aſcritto all'ordine Senatorio .
Quindi ne deriuò il Conte Occauiano Piatteli Cauagliero Illi
ftrifsimo in quella Patria . Euſtachio gran Tcologo Domeni
cano ha co ' ſuoi commentari dato gran lume a i quattro libri
del Maltro delle Sentenze . Di coreita nobiliſsima ſchiatta fù
Domicilla Suora del Monaſtero di Sant'Agoeſe, Religioſa di S.
Domenico : la quale entrata ne ' ſagrı chioltri orucò ilnome,ma
non già li coſtumi ſecolareſchi, e meno gli agi della caſa pater:
na . Vn temno viſie vana, e licencioſamente , traccenendoG per Pid Comp.
lo più in paffacempi in canti , in fuooi ; nutrendoſi di lautilsi delle conne
micibi ; & pompoſamente veftica ſpirando d'ogni intorno va, Nuß.di s .
Dorn . lib.3.
nità , ed alteriggia . Ripreſa da vna fua Zia ſecolare in vifione , ann . 1536
càngiò parere : EcconſegraraG in tutto all'humilta , e ai i dj
giani, meritò di ſouente eſſere viſi caca da S. Tomafosl'Angelico
Doctore; il quale ſpeffe volte le a pparue nella Chieſa , nel Cho
so , e nella Cella , conſolandola ne' ſuoi trauagli con promeſſa
de' faturi concenti .. Otando nella notte di Natale affermano ,
che vedete il Bambino Giesù nella guita, che nacque, & ! 9 ac
cogliefſe con infinita tenerezza d'amorenelle braccia . Berteg
giaca , dileggiata , e abhorrita da molte delle compagne per le
0 contis
106 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

continoue ſue in fermita , moſtrò in fe rauuiuati gli ſpirti del Sá


to Giob , indiuiduo della pacienza . Inanimita dallo ſtello Si
gnore , che tutto appaſsionato con la Croce ſopra de gli ho.
meri fi appreſentò a' ſuoi occhi, colerò canti oltraggi, e tanti
Scherni, quanti alcuno giamai . Vicina a morte apparue S.TO.
maſo al di lei Confeffore ; a cui ripofando nel letto ; leuati ,
diffe ; và a confeſſare la diletta mia figlia Suor Domicilla . Non
fù a pena iſuegliato dal ſonno il Sacerdote ,che G ſenci chiamare
da vn meſſaggio del Monaſtero per la ſteſſa cagione . Vbbidi .
Ed effa , dalle mane di quegli riceuuta ch'ella hebbe i Santi Sa
gramentis riposò in pace il zo .di Giugno l'anno MDXXXVI:
fentendoſi da molte vn foaue concerto de Mufici del Paradiſo .
Si può credere piamente, che quell'alma felice, con le funicelle
de' trauagli terreni li habbia fatto ſublime ſcala per ſalire ale
l'acquiſto de gli Eterni Teſori. Feliciſsime penc ! le quali fo .
no contracambiate con tanta vfura . Viſſe queſta gran Donna,
gran tempo si, in trauaglioſi omei; ma godera in eterno infie
niti contenci . Affermaua Simonide, che il numero millenario
era vna picciola particella di un punto dell'infinito . E vaglia if
detto di Plutarco, che appareggiandoſi il tempo di noſtra vita
con l'eternica non ritroueraſsi già mai differenza veruna di ſpa
zio lungo , o brieue . Fortunati lai ! Che da quell'Anima ben "
auenturata hebbero amoroſo ricetto in vn cuore di fiamme .
Nel fuoco de trauagli Gi nutre , qual Salamandra , il giufto ;
purifica, come oro ; (i rinoua, come Fenice . Dice col pacien
ſob 6.10 . tiſsimo Giob vn'anima inamorata del fuo Fa : tore . Hæc fit mi
hi confolatio, ut affligens me dolore, non parcat ; nec contradi
cam ſermonibus Sanéti . Leggono Rabi Datid, e Rabi Mardo
chai , vt pram me dolore . Le angoſcie di queſto mondo prea
fagiſcono a i giuſti idiletti dell'altra vita . Quando il Cielo
al cramontar del Sole fiammeggiante, e carico di ardore Gi fa
vedere , dà ſegno della ſerenita del mattino . Ad vefperam de.
morabitur fletus, & ad matutinum lætitia . E ' la patienza il cen .
tro delle virtù chriſtiane , in cui faſsi lo ſpirito humano , merce
1
della grazia diuina , degno delle più eminenti Sedi dello Stel
Jato Regno ,

Rolli
NARAAZIONE I. CAP. XIV . 107

Rojja di S. Secondo, e di Berceto.

ON vi ha dubbio, come altroue fi diſſe, che Sigifredo , CA P.


c Orlando Roſsi, Conci della Valle di Parma , foffero di XIV .
origine Piacentina , diſceG da i Marcheli Platoni Roſsi della
Valle di Tarro . Hebbe quella Ciccato molto dopò , gli Orlandi,
i Sigifredi, gli Vgonisgli Vberti, ed i Bernardi dell'ileffa Fa:
miglia io armi, e in publico gouerno fanioſiſsimi.
Ygolino de' Roſsi fù Archidiacono di Parma , Guglielmo
capo della faccione Guelfa . Vgolino ſecondo podelia di Mos
dona, capitano di Reggio , ſenatore di Roma,armato cauaglie
ro da Nicolò del Fieſco conte di Lauagna , nipote di papa la
Boccazo Quarto , all'hor viuente . Orlando ſignor di Parma, e
capitano Illafre . Vgolino Veſcouo dell'ittella città . Orlando
fuo fracello capitano di nobiliſsimo grido, podeſta di Bologna.
Giacomo podefta di Reggio, & padre di Orlando, Pietro ,e Mar
filio principaliſsimi della citca di Parma : da i quali Gi può pro
uare continouata la caſa de' Conti di Berceto , S.Secondo .
fù Orlando cauagliero de' maggiori d'Italia ,e con Gioanni Sanwitali.
Qairico Saquitali ſcacciò di ParmaGiberco da Correggio pode
Ita diPiacenza . Fece opre degne del ſuo valore. Il Papa lo di.
chiarò Generale dell'armi della Chieſa in Lombardia . Fu ſuo .
cero di Cane dalla Scala Prencipe di Verona , del Calracani
Prencipe di Lucca , e del Marcheſe Vberto Palauicini Prencipe
di Piacenza , cCremona . Ricusò il conte Orlando la Signoria
di Parma offertagli dal popolo . Ricusò ſempte tutti quegli
honori , che traſcendendo l'effere cittadineſco fi approſsima
uano alla riranna. Non volle mai que' fumi, che poteano tra .
her le lagrime a gli occhi della patria, ed oſcurare il chiarore
del ſuo nome . Difcant, qui regna capiunt non taptum ire im: Dopif.in 7 .
peria , fed mereri . Si deue meritare , e non rapire l'autorità di sis. in tim
comandare a i popoli. Doue preuale la forza alla virtù , aon è
durabile quel Dominio , perche è vjolento .
MarGlio ſuo fratello gouernò la città di Bologna a nome del
la Chieſa . Da Lodouico Bauaro Imperadore,e dallo fteffo pom
polo Parmigiano fu dichiarato Direttore , e Prencipe della pas
cria Pietro fù Vicario Imperiale in Lombardia , e dal Ré di
02 Boemia
108 DELLA NO -BI-ZTA D'ITALIA .

Boemia co' fratelli hebbe l'inueſtitura di Pontremolo , Berceto ,


Borgo S. Donnino , e molte altre Calella per le Valli del Tarro ,
e della Parma . Lo ſteſſo fù Capitan Generale de'Vinezjani
Andrealto podella di Piacenza . Roſſo Roffi di Piacenza ,e Bre
fcia . Orlando gran Capitano .. Giacon o grán Letterato , & Ve .
[couo die Luni, e poſcia di Verona , ed alla fine Arciueſcouo di
Napoli , prelato difanta vita : per ' lo cui mczo il : valoroſo Cao
pitano Pietra de' Roſſi ſuo fratelloj figliuolo del Marcheſe Ber
trando, conſeguì da Sigiſmondo Imperadore nuoua inueftitura
di S. Secondo;Varano de' Melegari , Bellica ne oua, Caftignano ,
Pignitola, Polefine, Arzinoldo, Ragazzuola ,Niviano de'Rolls
ed alcri feudi tra Piacenza ,Cremona,e Parma . Acquiflodi que .
do gran Cauagliero per la fua fplendidezza il titolo di Magni
fico ; che nella Comunità di Piacenza è proprio dell'ordine E
queſtre , e va del pari con quello d'illuftriffimo. Quels fù il
Numa de' Parmigiani; fù il padre della pacria ; fù il Marce di
Lombardia . Contraſtò la grandezza de'Palauicini : fpenfe la
tirannìa de' Cornazani ; diede a Parma la libertà .
Generò egli dalla Conteſſa Maria Caualcabò de gli antichi
Signori di Viadana , che furono tirannidi Cremona , Pietro Ma.
ria de ' Roſsi cauagliero di gran configlio il migliore foldaro
della ſua patria, e della ſua f. miglia. Fabricò la grandezza de
fuoi ſopca la cuina de conti Terzi, dopo de'quali impadroni,
toli della parce migliore del Parmigiano hebbe più ditrenta Ca
ftella . Fabricó quelle di Rocca bianica, ediTorchiara . Fù a gli
ſtipendi del Duca Franceſco con diuerſe condottes . Serui con
tanta fedeltà al Duca Gileazzo , che per ſuo amore rifiutò il ge
Herale gouerno delle armi di S. Chieſa. Guerreggiò contra di
Lodouico Sforza . Fu Generale de ' Vineziani e dichiarato No
bile della loro Citta , Hebbe due figlie, Eleonora e Donailla :
: quella fù moglie del conte Bartolomeo Scoti Piacentino, e que
Smuiraldo. Ata del conte Giberto Sanuitali Parmigiano con ſignoria del
feudo di Noceto , Bernardo fuo figliuolo fai Veſcovo di No.
uara , e di Cremonase il conte Guide generale Gouernarore dele
le armidiVinegias . Pigliò il conte Bertrando da i Duchi di
Milano inueftitura de feudi di Berceto , Roccaprebalza, Cora
niggia, Roccaleone, Fornouo , ed altre Terre . Queſti- alloggiò
ita Berceto l'inuicciſsimo prencipe Carlo Ocrayo Rè di Francia,
il quale
NARRAZIONE I. CAP. XN . 109

il quale hauendo celebrate in Piacenza l'eſequie del Duca di


Milano per la ſtrada delTarro fi condoffe in Toſcana , ed indi
vittorioſo ſe ne volò all'acquiſto del Regno di Napoli . Incon Rotta
Tarro del
.
trò nel ritorno appo Fornouo t'eſercito della Lega per contra
fargli il paſſaggio del Parto . Erano tra primi Capitanidiquets
Farmaca il Marcheſe di Mantova,molti di caſa Gonzaga, il con .
te di Caiazzo , Franceſco Bernardino Viſconti, ed altriGrandi.
Conducea la Vanguardia del Rè il Mareſciallo Gies . Seguja ſua
Maelta nel Buccaglione con molta Artiglieria , la quale era per
quelle balze (traſcinata difficiliffimamente da gli Suizzeri. Ban
diro i Ven - ziani per atterrire il nemico , che i ſuoi ſoldati non
faceſſero alcun prigione , offrendo per ciaſcun capo de ' Francefi
eftinti vn ducato di lormoneta . Andò il fatto al rouerſcio ,
poiche i Franceſi non auezzi a paura di minaccie , al primo
fuono de' battagliareſchi ſtromenti rappero il neruo della bar .
taglia al nemico , facendo notabiliffimo ſtrazio de ' caualli Stra
diocri . Reſtò prigione il baſtardo di Borbon'ardito Cauaglie
ro ; furo pochi i feriti delle truppe Franceti , con morte di vn Argen.lib . $.
folo Capita'io , vo Gencilhuomo del Rè, noue Arcieri Scozzeſi, cap.6.
venti caualli al più , non molti fanti, e ſeffanta ragazzi con per
dica del bagaglio . Nell'armata nemica ſi pianſero vn Zio del
Marcheſe , ed altri quattro della cafa Gonzaga , ſeſfanta Gen
tilhuomini del ſuo ftato ,olcre tre mila , e cinquecento ſoldati
di fortunas
: Dal Duca Lodouico , che d'incoſtante natura hor fauori, hor
s'oppoſe a i Franceſi fin , che perderte nelle mani di quegli pri
gioniero la vita , fù il conte Gioanni Roſlo , fratello di Bertran
do, perſeguitato a morte . Rimeſſo nello fato per opra de i
Franceſi, dalla Contella Angela de gli Scoti di Piacenza generò
il conte Froilo ; che col valore degli antichi Troiani manten
ne ſempre, e propagò la famiglia de' Rofli ( in’all'era preſente .
Giacomo fratello diGioanni al foldo di Milano ,e di Vinegia
hebbe condotte di Caualleria . Bernardo de Contidi Cornello
fù Archidiacono in Padoua, Abbate in Zara , Veſcouo di Bellu
no , e poſcia di Freuigi ; Governatore di Roma , della Marcas
di Flamminia , d'Emilia , e diBologna . Filippo Generaledella
Caualleria di Vinegia, Gouernatore di Modona , Conſigliero di
Guerra e Códutciero dell'Imperadore Maffimiliano d'Auſria .
MarGlio ,
DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Marfilios Capitano ,c parente del gran Coſmo de' Medici prensa


cipe di Firenze. Camillo conte di Berceco , Abbate in Zara 5
Archidiacono in Padoue .
Troilo figliuolo di Gioanni nacque , come fecero ancora i
{uoi maggiori fuori dello Rato di Parma , mentre la famiglia
de' Rotli fuoruſcita viuca per le perſecuzioni degli Sforzeſchi.
Sposò vna figlia del conce Girolamo Riari prencipe d'Imola .
Quindihebbe origine Pietro MariaMarcheſe di S.SecondoGe
nerale della Fanteria del Rè Franceſco priaio aelle guerre d'I.
talia , e Cauagliero di S. Michele . Da Camilla Gonzaga figlia
dell'Illuftriffimo Gioanni , che fù fratello del Marcheſe Fraceſco
prencipe di Mantoua, hebbe credici figli .
Gioanni Girolamo ſuo fratello conſeguì per rinuncia del Car
dinale Riarifuo Zio materno la Badia di Chiaraualle, ricchiffi .
ma tra le prime diPiacenza . Aſceſe al Veſcoaco di Dauia , ed
al gouerno della cicca di Roma . Gli ſucceſſe nel Velcoato il
Conte Ippolito ſuo nipote, in Teologia , e Canoni conſummatil
fimo, Apoſtolico protonotariCameriero
o, ſegreco , e Cardina.
le dis.Chieſa . Da ſuoi cugini Gio . Vincenzo , c Scipione Gone
zaghi, Cardinali amendue, gli fù inalzato il Mauſoleo in Roma
nella Chieſa di S. Biagio con fimile Epitafio . Hyppolito Rubco
Cardinali, auitæ nobilitatis Splendore, fummaģ. Virtutis laude
Clariſſimo, quiEpiſcopus Ticinenfis Concilio Tridentino intere
.fuit, in ſuag. Ecclefia triginta annos regenda paternam in popu
lum ſibi commiſſüm charitatem , perpetuum in retinenda Eccle .
fiastica diſciplina Studium , fingularem in omni vita integrita
tem præstitit . 10.Vincen.eo Scip.Cardinales Gonzage testam .
execut . Affini, & College Optimo PP. Bertrando figliuolo del
conce Troilo morì ſotto Valmonte militando col prencipe d'O .
ranges . Etrore Roſſi valoroſo ſoldato , e giurato nemico de
Franceſi con Giulio ſuo fratello conte di Caiazzo città, s'oppo
ſe al Duca Ottauio , e al Duca Orazio figliuoli di Pier Luigi
Duca di Piacenza, già poco pria vcciſo da i propri Cittadini .
Hebbero entrambo i Conci codotte di caualli dall'Imperadore
Carlo Quinto, all'aſſedio di Parma ; fecero acquiſto di molte
Caſtella; difeſero da i Farneli il loro & aco có prigionia di molti
Capitani, e Nobili di Francia . Fatca la pace ; ritiroſsi il primo
della cicca di Pauia, oue hauea la commenda di S. Pietro in Celo
aureo .
?
NARRAZIONE I. CAP: XIV .

aureo . Segui il ſecondo l'eſercito Imperiale nel Piemonte ; iui


fù Colonello , e Maeſtro di Campo . Vinſe in duello con gran
de honore dell'Italiana milizia Monfignore di Seui, cavagliero
Franceſe, molto altiero , e aſſailtimato ; ma gran nemico della
Nobilca Italiana, e del gloriofo nome di Carlo Quinto . Quindi
richieſto con grandi honori dal Duca di Firenze ( in cea di treur
ta cinque anni al più ) paſſando per Piacenza alla volta della Tor
cana, fü priuato di vita , mentre dormi la notte in Chiaraualle .
Melenſaggine è troppo grāde il mantenere nemiflà co’Grandje
Con gră diſauācaggio miſura la ſua ſpada il va fallo , ed il préze.
Ardua res homini ef mortali vincere numen .
Da Maddalega de' Sanſeuerini d'Aragona ſua mnoglie . Nac
quero il valoroſo conte Roberto cauagliero di nobil fama , il
conte Ferrante genero dell'Illuſtriſsimo Carlo Gonzaga Signo
redi Gizoldo ; ed Ercole conte di Caiazzo , e marito di Donna
Fauſtina de' Carrafi di Napoli ; i quali , come ſcriuono l'am
mirati , e Franceſco Sanſouini , fon diſcendenti de' Caraccioli
Roſli , c portano le barre roffe, e bianche , come fanno i Platoni
Roſsi del Borgo Val diTarro , i Roſsi Piacentini di Vuiftrino ,
ed altri pure dello ſteffo Caſato . De' Roſsi fioriſcono nobiliſ
Rof Nape .
fimi rami, in Napoli, nella Campagna, in Capri, in Capoua ,a lisani.
Pozzolo , a Seſſa, in Tricarico , Eboli, Bari , Chieri, Troia , e Co
ftanza . Pietro Roſsi da Siena Teologo Agoſtiniano è celebra.
to Autore di moltiſsimi libri .
De' Roſsi conci di Caiazzo furo Fuluia Marcheſana di Pa
dula , Ippolira di Meldola ,e Camilla di Cortemaggiore . Sigiſ
mondo Marcheſe di S. Secondo hebbe la grazia del Signor Dun
ca Octauio, dal quale, e dall'Alcezza di Firenze fù honorato co
diuerfi comandi; Condotciero di cauallerta , c capagliero Como
mendatore dell'Ordine di S. Stefano . Federigo AD. re di S.
Pietro in Pauia compoſegli Elogi de' perſonaggi Illuſtri di ſua
Famiglia . Troilo dal Re di Francia hebbe la carica di Genera
le della Fanteria icalianu . All'affedio di Parma fu Colonello
dell'Imperadore, doue comandò a vn Terzo di Fanteria ,ed a di
uerſe truppe dicaualli . Queſti fortificò la Rocca di S. Secon .
do ; & fù dal Rè Cattolico in perpetuo con tutta la ſua pofte
tied honorato di vna compagnia di Luncie d'Ordinanza per lo
feruigio de gli Stati di Lombardia. Hibbiamo di già veduti
pella
DELLA NOBILTI D'ITALIA :

nella medeſma carica i conti Federigo , e Troilo ſuo figliuolo ,


che nelle paſſate guerre alienatofi dal Duca Odoardo Farneſe
fuo Signore , per continouare a' ſeruigi di Spagna , dopo la per
dita degli Staci , ha perduto in battaglia la vita , mentre difen
dea le riuiere del Lago di Como dal Duca di Roano, che col fa
uore della Lega Grıſa tenea occupate la Val Tellina , la Riua ,
Chiauenna, Bormio , Tirano , il Saſſo , ed altre piazze di quella
prouincia per impedire il paſſaggio degli Imperiali alla difeſa
del Milaneſe in vn punto affalito dalle armi di Francia , del Se
reniffimo Duca Odoardo , e dell'Altezza Reale di Sauoja .
Rofi di Ro . Afferma Franceſco Sanfouini, che la famiglia de ' Roſli di S.
magns,e To Secondo , e Berceto, ſendo ſtata fuoruſcita per tanti anni , e can.
ſcans .
ci , li dilacò più volte in molte altre città di Lombardia ; ed in
particolare in Bologna , e in Rauenna . Ella è antica in Bolo
gna , e fin del 1460. vi fù Bartolomeo vno de ' capi di quelSe
naco . Mino de' Roffi fù altresì Senatore di Bologna ,e sborſan
do a nome publico quaranta mila ſcudi a Lodouico Rè di Fran
cia liberò la ſua patria dalle armi di quello . Conchiuſe que
ki ſteſſo la pace tra i Bologneſi , e il Duca Valentino Generale
di S.Chieſa . Fù conte di Pontecchio . Quindi ne derivò il con
ce Tiberio ſignore della Tomba, il quale dalla Contefia Giulia
de' Legnani, cauaglieri de' primi di quel Senato, gererò il conte
Gio.Gaieazzo, e Lodouico , che ſerui all'Altezza di Sauoja , Fi
lippo Maria, ed Antonio, che al preſente mantengono in Bolo
gnà lo ſplendore della loro nobiliſima ſchiatta . De' Roſli di
Firenze hebbero fama Stoldo Podefta di Reggio , ed il Cardinale
Aluigi congiunto de' medeſimi prencipi della patria .
De' Rodi diRavenna ci fù Girolamo grande Erudito, e ferit
rore famoſo delle Iſtorie della ſua patria . Di Gioanni Battilla
dell'iſtella famiglia Nobile Rauennate , che fù il cron : ermo prie
mo Generale dell'ordine Carmelitano, gran Theologo , Orato .
res e Filoſoto ſottiliffimo , ſcriue diffuſamente nella ſua Cronica
il Padre Falconi da Piacenza , oue fà ancor ricordo di Frate An
gelo Roffi Bergamaſco Maeſtro di Teologia , Generale procu .
ratore della medefima Religione, e Reggente in Bologna , con
fama di dottillino catedrante . Carlo Roſsi da Mantoua , de
gniſsimo Marcheſe , e cauagliero di corte , militò co' ſourani
comandi in Vogheria, e gouernò gli Staci del Monferrato a di
uozione
NARRAZIONE I. CAP. XIV . 113
nozione del Duca Cardinale di Mantoua . Il Campana ne fa de
gna memoria nelle ſue Iſtorie . Sono e in Piſtoia, e in Vgubbio
i Roſsi Nobiliſsimi, e antichi . Tali ancora in Milano furo Iti
maci vn tempo . Nel Piemonte fioriſce Valerio Roſsi Segreta
rio di quell'Alcezza ; e già fiori nello ſtudio di Torino, Marco
Anconio Leggiſa famoſiſsimo . Nella guerra di Cipro militò
Antonio Roſsi Capitano della Signoria di Vinegia con altri
Gentilhuomini di Lombardia .
I Roſsi di Vinegia hebbero già il Clariſsimo Andrea gran
Segretario dell'Eccelſo Conſeglio , e Cauagliero ; che ne'mag .
giori biſogni di quella Sereniſsima Republica per la famoſa le
ga di quali tutci i Prencipi di Europa , ſoltenne con gran cuore
le graui cure impoſtegli , & moſtrò il ſuo valore à mille prove .
Scateniſi pur l'inferno ; Armiſi I'Vniuerſo a' danni di quella po
tenciſsima Republica ; che dall'aiuto de' Cieli , e dal ſenno de '
ſuoi in vn punto vedraſsi rintuzzato l'orgoglio .

Sanuitali di Parma .

E continouate parentele tra i Fieſchi, i Roſsi , e i Sanui- CAP.XV


tali nella città di Parma ſono cagione, ch'io ne ragioni in
queito -luogo , e dell'voa , e dell'altra Famiglia . Il pofleflo de'
feudi di caſa Sanuitale già continouato , come dicemmo , nella
caſa Platona de'conci di Lauagna , hà qualche forza ( conuenen
do i propri nomi dell'vno , e l'alero ceppo ) di perſuaderci gli
vni co' Roſsi diſcendenti da gli altri. Opizzo Veſcouo di Para
ma , che fiori del 1224.c fù il primo , che per la integrità de'
coſtumi foffe cognominato Sanuitale, hebbe vn Vgo per padre ;
il quale crederei il fratello di Bernardo Platone capo della
ſchiacca de' Roſsi di S. Secondo . I Platoni, che dal Borgo di
Val di Tarro , Piacentini di origine , li dipartito , e ſi allignaro
in Parma, furo per ciò deſcrittinella claſſe Sanuitale ; come an
cora ſi vede ne gli Statuti di quella città per la perſona di Ste
fano Platoni . Non replico , che nel Caftello di Fontanellato
Contea de' Sinuitali Porcarino Platoni in feudò il conte Boni.
facio de ' Platoni ſignori di Lauagna per l'Iſola del Porcaro in
preſenza del Veſcouo di Brugneto . Gioanni Sanuitale fu fra
tello di Oppizzo ; nome famoſo nella cala de' Plati . Zangaro
Р fuo
114 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

ſuo figliuolo, ed il nipote Azzone ſono ftaticauaglieri nell'armi


famoliſsimi. Habitaro in Piacenza iSanuitaliconti di Belforte ,
benefactor del Conuento di S. Francelco . Alberto fu Veſcouo
di Parma, ed Vgone il fratello fù Colonello di Santa Chieſa, &
per la moglie Margherita de'Conti di Lauagna era nipote del
Romano Pontefice Innocenzo del Fieſco . Queſti co' Roſli ,
Lupi, e Correggi ritirofli a Piacenza, ſendo Parma afediata dal
l'Imperadore Federigo Secondo. Fiorito in queſta caſa Maſti
no , e Miſtinello nipori del ſignor di Verona , che capeggiaro la
Nobilca di Parma: Antonio , e Pietro aurati cauaglieri, e capie
cani arditi . Gioanni Gignore di Montechirugolo, capo de' fuor
ufciti Parmigiani. Opizzo Veſcovo di Tripoli, e di Parmas .
Teſeo primo ſignore del Marcheſato di Sala , Gio . Quirico po
deltà di Piacenza , di Cremona; e di Parma . Pietro Brunoro fa .
mofiſsimo Capicano . Antonio Capitano di Barnabò Viſconto
di Milano . Giberto Capicano , e Conſigliero del Duca Gio .
Gileazzo . Gio. Martino vnde maggiori Baroni di Lombardia .
Angelo Capitano diNicolò Piccinini. Bernardino ,che morì in
guerra a' ſeruigi di Francia. Giacomo Antonio gran Capitano
di Gileazzo Sforza . Gio.Franceſco coraggioſo ſoldato , arma
to Cauagliero da Luigi XI I. Rè di Francia . Aleſſandro giouj
ne di diciotto anni moto nella Vittoria di Curzolari . Girola
mo Colonello di Carlo V. Alfonſo Capitano Imperiale. Giber
to Conte se Cameriero ſegreto di Paolo Terzo . Otcauio Cao
meriero del Duca di Savoia ,e Cauagliero dell'Annunciata. Alef.
fandro Cameriero della Sereniffima , ed hor Gouernatore del
l'armi di Piacenza . Ceſare Maggiordomo della ftella . Pietro
Maria morto ne' ſuoi primi anni Capitano di Fanti . Sono di
queſta caſa la Marcheſana di Montalto , quella di Vigolino , e
quella di Pellegrino , Dame principaliſsime di Piacenza .

Rolle di Viustino .

CAP
XVI.. D argomentare l'identità della ſchiatta con i Roſsi Platoni
del Borgo Val di Tarro , quando anche i nomi propri de' per
ſonaggi più Illuftri , ed il Cimiero del Leone anelante ſopra le
barre rolle in campo bianco no cigli perſuadeſſe della medeſma
con
NARRAZIONE I. CAP. XVI.

con quelli della Valle di Parma , di Firenze , e Bologna.


!
Continouò in Piacenza queſta Famiglia con ſingolari orna :
menci di Nobilca , dopo il Conſolato di Azone Platoni Roſſo ;
di cui feceifi rimembranza pur ceftè . Crederei,che coliuj tra.
effe il no ne dalla felice memoria di Azone Cardinale di Piacen
22 ; il quale fù della caſa Rolia , come nel ſuo Teatro de gli Illu
ſtri Breſciani ſcriffe Ottauio Roffi elegante Iſtoriografo , ma
fraſtornato alquanto dal diritto fcotiero della verità circa la
patria di queſto Cardinale . Egli fù non Breſciano , ma Piacen
tino, come con diuerſe ragioni prouano nelle Iſtorie loro i Ca
nonici Maffone, e Campi,a richieſta di cui, ſe il Roſli folie fo
praaiſſuto era ſenza alcun dubbio per retrattarſ . La doue il
Filelfi traccando della caſa Platona , da cui profefiano diſcenden
za i Roſli da Viuftino non meno, che quei di S. Secondo , e di
Berceto, diſſe . Et vt breuitatis gratia præteream innumerabia
les ferè non folum vtriuſq. iuris eruditiſſimos Viros, ſed etiam
Equites auratos, & fortiſſimos belli Duces, Vrbium dominos,
Ac Pontifices»quibus polluit Clariffima domus .
Auanti, che queſto Eminentiffimo Cardinale foffe honorato
della fagra porpora , era Prepoſito dell'infigniſsima Collegiata
di Santo Antonino nella ſua patria , e nell'ifteffa carica perſeue
rò fin tanto , che dipoſe la ſoma delle caduche ſpoglie . Quelli
in Ferrara l'anno MCXXXV . conſegrò quella Chieſa, che vi
hauea fabricato il Prencipe Guglielmo degli Adelardi. Nell'ar
chiuio di Sant'Antonino fi ritroua vn'autentica lettera di Papa
Innocenzo ſcritta di fimile tenore , dopo la morte del Venera
bile Azone . Dilectis filijs Canonicis Saniti AntoniniPlatentiæ
Sanitam ,& Apostolicam Benedi&tionem . De morte quidem cha
riffimi filij noftri Azonis Presbyteri Cardinalis, Præpofiei Veo
ftri , tanto amplius condolemus , quanto magis perfonam eius
arctiùs amabamus , atque in ipfius obitu majora S.R E. & nobis
obfequia ſunt ſubtračia . Verùm quia in cauſſa huiufmodi una
nobisrestat confolatio Saluatoris, Vniuerfitatem vestram hore
tamur in Domino , quatenus in unitate , & concordia perſista.
tis, atque idoneam perfonam inuocata Spiritusfan & igratia vo.
bis in Præpofitum eligatis, & c. Nel Fcbraio dell'anno 1 141 .
Gioanni Prete di Piacenza fece'vn Legato alla medeſma Chieſa
per l'anima dello ſteſſo Cardinale .
P 2 Nel
116 DELLA NOBILTA D'ITALIA.

Nel publico Regillro di Piacenza ritrouo del MCCXIX .


Gioanoi Nero da Viultino pofleffore del Villaggio di Felegara
co' figli di azone Roſsi. A giorni ſteſsi fono celebraci gli Or
landi, i Guglielmi, i Bernardi, gli Idenzoni , gli Occoni, gli V
berti, ed i Carrozzi , tutti di caſa Roſſa nel Latino indifferen .
temente chiamata Rubea , & Rufcia , Signori di Caſtella nel
Piacentino , e di ricchi poderi .
Opizzone, Guglielmo, Schello , e Rebuffo Roſsi ( nomi fa
moſi de'Platoni Roſsi ) appariſce ne' Rogiti di Bernardo Solari
Notaio Piacentino , che del 1237. hebbero parte dei feudo , e
decime di Borſenna, Cuſano , e Montecucco , che già dicemmo
feudo , e Contea de gli ſteſsi Platoni Roſsi Conci di Bardo , e
di Vje Altar
RO3. Alb . Guglielmo vno di que ' fratelli generò Oliuiero , ed Orlando
NigrideFa. padre dialberto Dottore inſigne dell'vna, e l'altra Legge,e Col
daffio r.Mar ieggiato Giudice di Piacenza. Nicolò ſuo figliuolo fù Giudice
Azonis in Firenze , e maritò Fiorina voica figlia à Paolo Marconi da Pi
Bonacoſa Itoia , dal quale hebbe in Piacenza principio nobiliſsimo la fa.
Nos. Plac. miglia Marcone con intreccio di Valoroſi Capitani , e Dottori
1307.60 Gerlin'ai preſente iluſtriſsimamente continouata ne ' Signori delle
orgy Spezighi
Sen ,an ,1366 Caſtella di Torano, Mondonico, e S.Damiano a i confini dello
Stato Pauere .
Apſaldo , e Riniero de' Roſsi , ambi fratelli , habbiamo ne
Rogiti di Armano Acerbi fotto il 1211.che có Pietro de ' Roſsi
habitauano nella Città di Piacenza , e vicino di quella godeano
doaizioſi poderi . Nel primo rauiuata fi vede la memoria di
Anſaldo Roſso Platoni Conte di Bardo ; e nel ſecondo il nome
di Riniero Platone figliuolo di Porcario Roſſo Platoni Marcheſe
del Borgo Val di Tarro '.
Afinell. in Ricardo Roſsi Conſignor del Caſtello di Viuftino l'anno
Cbron , M.S. MCCLVII: Cô Gioanni, e Rinaldo Scoti, Lanfranco ,Fiammin
Place
gn , Ruffino , Villanoze Nicolino Landi, Borgognono Anguiſſo
ja, ed Vberto d'Iniquita , co ' figli di Dondacio Amici , Alberto ,
ed alori de' Catani di Fontana, co ' Nobili di Forano , e di Ma
gnano , iſcacciò di Piacenza Vberto Marcheſe Palauicini Pren
cine grande , il Conte di Venafro, ed il preſidio di Ezzelio da
Romano Tiranno della Marca di Treuigi .
Nero de' Roſsi di Viuftino Ambaſciadore della Piacentina
Repu
NARRAZIONE I. CAP. XVI, 117

Republica al Popolo Pauele, craccò la pace , e ftabilì i Confini Locar. in


dell'vna, e l'altra Città ; aſſegnando a Piacenza Mondonico, la Cbron. ann .
1279.
Pieuetta , Olmo, Monticelli , e S. Marzano .
Gandolfo de' Roſsi di Viuftino fù Cauagliero de' primi di
, so
Piacenza , non tanto per la gloria de gli Antenati , quanto per Chron, D.
gli alti meriti della propria virtù , in cui diſputando la palma Viced.
il valore con la pięta, l'ingordo Tiranno Galeazzo figlio d'Aze
zo Viſconte , abbaſſata già prima la Nobilca Piacentina ,che par
cigiana moftroſsi, o del publico.bene , o della Santa Chieſa, ri.
uolle anco il penſiero , indegno di un'animo ſignorile, contro le
facoltà di quegli. Cercò imputazioni finte , cauilloſe finzioni ,
è teftimoni falli per dichiararlo reo di lela Maelta . Tanto è
poſſente la verità, ches come palma oppreſſa , più s’inalza , ſoc
tomettendo all'innocenza dell'accuſato tutti gli ſtratagemmi ,
e gli artificij de perfidi accuſacori. Ita fortis est Veritas vt om
nes hominum calliditates ſuperet. Dicea quel ſaggio aprico . Egli
ſtello del MCCCXXXVII. con Guglielmo de ' Porri ,Gherardo
de'Radini , Bregognone Tedeſchi , Alberigo Portapuglia , Gia •
copo de'Guffani, Aimerigo Caffola , Nicolò Muſsi , Marcheſe
Angiffola, Orlando Veggiola , Lanarotto Aghinoni, Gioanni
Colombo , Vberto dalle Banche, Nicolò da Traui, Nicolò Ron
dana , e Nicolò Bobbiani impreltòa gli Anziani della Citta per
pagare la Soldateſca gran ſomma di denari , come colla da i
Rogici di Pietro de'Marini Notaio , e Cancelliero del Comune .

Franceſco figliuolo di Gádolfo da Ruffino de'Roſsi per prezo Rog. Lour.


zo di due mila , e dugento Fiorini d'oro comprò la Rocca , ed de Bobbio ana
alquanti poderi di Viuftino concignia que’di Orlando , Ricar. 1383. EN
do, Bartolomeo , Guglielmo , e Todeſchina diſcendenti di quel- Gull. Tra
l'alcro Ruffino Roſsi che fù gran Cancelliero , o Camerario del- uerſ,1374.
la Republica ; dignità viciniſsima al Conſolaco, ch'eſercitata ſi
legge dalle principali faariglie, da ' Conſoli di Giuſtizia , e da
Dottori del Colleggio de'Giudici . Agnelina de'Roſsifigliuo
la di Giglielmo , e ſorella di Giorgio , o fia Gregorio padrone
della Chieſa di Sant' Imento , hor pieue inſigne ; ſpoſata allo
feffo Franceſco tù madre di Mabelina , Vratino , ed Andrea .
Di Mabelina moglie di Ricardo de ' Roſsi di Viuftino nacquero
Bartolomeo Computiſta della Republica, Ruffino, e Todeſchi
na moglie del nobile Lorenzo delle Banche ; ed Elena , che fù di
Gandolfo
[ 18 DELLA NOBILTA' D'ITALIA .

Gandolfo de' Roſsi di Viuſtino . Andrea generò quel Gioanni .


che alle proprie ricchezze di Tolara,e Viuſtino aggiunſe il pa
trimonio di Matteo Bianchi fratello di ſua moglie , da cui nac
quero Andrea , Giuſtina, Gioanna , ed Ermelina . Gioanna fi
accasò con Franceſco de' Nobili Bagarotti Giuſtina fù di Giore
gio de' nobiliGuadagnabene , da cui hebbe principio quell'Ec«
meliana, cheſposò il Nobile Matteo degli Aghinoni . Andrea
Rog. R.apbo fù di cáce ricchezze,che riccouo vn’inuefticura de gli ſtabili ſuoi
de Carrio
di Corneliano , e Viuftino facta per noue anni a primi Caua .
ann. 1461 ,
glieri di Piacenza Galeazzo da Campo Fregoſo oriondo Geno
ueſe , Aluigi Banduchi Doccore del Collegio de ' Giudici , Anto
nio de'Signori della Veggiola , Pietro de' Pauari di Fontana , e
Franceſco Cattaneo d'Arcelli. Si congiunſe a Gioanna figliuola
di Gioanni Scoti Conte di Duglas , Cauagliero Illuſtriſsimo , e
con legati di ottomila Lire laſciò vniuerſale herede delle ſue
facolca Gio. Nicolò Nicelli ſuo nipote capo de ' Signori Nicelli
Conti delle Ferrere . E ' Viuftino vo Villaggio dodici miglia
lungi dalla Città diuiſo in due Comuni, l'vno de' Roſsi, e l'ale
tro de'Nicelli . Qniui haucano i Roſsi giuriſdizioni di feudo,
di acque, di dazij e, decime .
Vlitino figliuolo di fratello , morto che fù ſuo padre , dichia.
rò cutti i ſuoi beni ſotto la legge di fideicommiffo : e col fra.
tello Andrea fece altri nuoui acquiſti di terreni,d'acque, di pel
caggioni , e caccie in Viuftino , Corneliano , Guarda , Piacentino ,
Cencucra, e Caftruzzano . Dopo la prima moglie , la quale fù
Anna figliuola di Giorgio de' Nobili Bariani, paſsò alle ſecon .
de nozze con Caterina de' Roſsi di Viuftino figliuola di Stefa
no , e ſorella di Gioanna Donna di Bertolino Zanardo Landi .
In queſti tempi fioriuano Margherita di Gioanoi de' Roſsi di
Viuſtino mogliera di Daourcio de ' Nobili Figlioddoni , & Peri
no figliuolo di Vberto , che fù fratello di Orlando , il quale da
Franchina de' Calui hebbe Simone Roſsi , vno de ' Conſignori
di Viultino , marito di Bertolina figlia di Chriltoforo de Signo
ri di Rizzolo .
Dalla prima conforte generò Vlatino quattro figli Grego
tio , o Giorgio, Giacomo, o Giacopino , Franceſco , e Antonio .
Hebbe per Donna il primo Gioanna figlia di Bartolomeo de
Roſsi di Viuftino, dalla quale nacque Ermelina ( nome famoſo,
e nella
NARRAZIONE I .. CAP . XVI. 119

e nella caſa Roffa di Viuſtino , e nella caſa de' Roffi Plati Conti
di Bardo) moglie di Pietro Cimonelli Nobile Piacentino . An
tonio col fracello l'anno 1418. promife dimantenere a fue fpe
ſe , e difendere la Rocca di Viuſtino , fattone il giuramento in
minodi Buonazonta Podeſtà di Piacenza per rogito di Guido
Gilli Notaio Piacencino . A fauore del medeſimo ,e di Chriſo
foro dell'iſteiſa famiglia, ordinò il Duca di Milayo , ch'eglino ,
ed altri Nobili di Piacenza foſſero rintegrati de' danni, che pa
tiro per le continoue ſcorrerie de'Soldati abbottinaci. Antonio
generò Franceſco , Pietro V ſaco ,Aluiggia, Stefano, Bartolomec ,
ed Orſolina . Orſolina fù moglie di Franceſco Confalonieri cam
gagliero Illuftriffimo di Piacenza . Aluiggia limaritò a Galaſſo
Ang iſfola Piacentino fignore del Riuergaro , S. Damiano , e
Cinafaya, fizliuolo di Lancillotto Conſignor di S. Giorgio,
e di Donna Poliſena Scaligera figlia di Antonio Prencipe di Ve .
rona con parentela di tutti i Potentari di Lamagna , e d'Italia .
Bircolomeo dallo ſteſſo Galaſſo fuo cognato comprò tutti i
poderi , ch'ei poffedea in Viuftino, & da Bertoluccio Anguifiola
Maeſtro Razionale di Piacenza fece nobile acquiſto d'acque nel
fiume Reggio, e di poderi a Ronco . Mellecgli auanti motte i :
proprio patrimonio ſotto la legge di fideicommiffo .
Franceſco fu Giovane di ſingolare ingegno e digran vaglia •
Viuendo ancora il padre hebbe conteſa per gl'interefli della Fa ..
miglia con Gioanni di Guglielmo de ' Roſli Conſignor di Vju
fino , dal quale querelato accusò anc'egli di pena capitale il
fuo Auerſario . Hauea Gioanni, orco anni pria , fuori del Cav
ſtel di Viuftino fábricata vna Torre in forma di Fortezza ; nel :
la quale per effere difeſo da i Roſſi, ed Aghinoni ſuoj rjuali ,
& per opporſi a gli huomini d'armi di Aluigi del Verme, Cou
te di molci Stati, e Generale del Duca di Milano , mantenea a
ſuo ſoldo per ordinario da quaranta ſgherri. Scrifíeto ſopra
di queſta cauſa Gio.Cigala, Cattone Gatti, Orlando Corti , cd
altri famofffimi Giureconſulti . Seguì Franceſco i Duchi di
Milano ; fù Condottiero di huomini d'armi , detto capo di
Squadra : carica, che conceffa ſolamente vedtafſi a i primi ca
uaglieri dello Stato . Egli ſteſſo fù di que ' pochi Senatori , che
gouernaro in forma di Ariſtocrazia la Città di Piacenza dopò
la morte di Filippo Maria , vltimo de' prencipi Viſconti di Mi
lado .
120 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Lano . Ginerò Antonio , e Giuſto . Il primo morì ſenza figliuoa


li, ed hebbe per conforte Pellegrina de' Nobili Coppalati dalla
Porta ſorella diFilippo Maria Dottore famofiffimo . Giuſo la
ſciò heredi delle ſue facolca Franceſco, Antonio,e Michele figli
uoli di Stefano, che fù di Pietro Vlaco fratello di Stefano, Bar
tolomeo , e Franceſco Signori di Viuſtino .
Reg. Giorgġ , Pietro fratello di Stefano , e figliuolo di Pietro Vlato manter
Dordon , an. ne contra de' Signori Nicelli, di Andrea, e Giacomo Mulazza .
1996. die 1 .
Nouemb . ni , e de gli heredi di Giacomo Rolli il poſſeſſo deldazio delle
imboccature del vino,ed altre ſue ragioni di feudo . Queſti fù
de gli Anziani della Comunita di Piacenza, ed hebbe cariche
principali nella patria . La moglie di Scefano ſuo fratello fù
Bianca de Signori Puſterli di Milano ; dalla quale generò Pies
tro Maria Gencilhuomo di molta entrata , in cui fura poco
men , che ridotte tutte le ſoſtanze della ſua famiglia . Hebbe
dae mogliere , amendue Piacentine , entrambo Nobiliffime :.
Leonora figlia diGioanniBernardino Villa . Battiſta de' Ron
couieri . Generò dalla prima, Camilla ,Antea , e Marta . Camilla
fu di Apollonio Formica Piacentino , della famiglia di cui fà tra
le prime della Città ricordo Ortenſio Landi . Antea congiunta
al conte Franceſco Arcelli Dottore del Collegio de ' Giudici
hebbe vna fola figlia moglie di Giulio Pezzaneri Nobile Pia.
centino . Marta fiebbe quattro mariti . Il Dottor Ferdinando
Volpe Landi . Il cauagliero Nicolò Ferrari Senatore dell'Al
cezza di Mantoua . Il capitano Vincenzo de ' Ziani . Il capita.
no Saluadore Luccheſini da Lucca Sargente Maggiore della Ri
ua , e Nipote dell'Eccellentiſs. D. Giacomo Luccherini, Condote
tiero del Rè di Francia, Segacore di Lucca, e Generale di quella
Republica .
Da Luchina de ' Nobili Gambarelli Stefano Roſli fratello di
Pietro Vlaco generò Antonio conſignore di Viufino , il quale
da Maddalena de' Mufli feudatari di Verano hebbe Luchina ,
Pietro , Stefano,Giberto, e Gioanni Franceſco . Luchina dopo
la morte di Ceſare Pezzaneri Nobile Piacentino , ſuo primjero
conſorte , ſposò Bartolomeo de Borri cauagliero Illuftriffimo
Milaneſe . Antonio Maria figliuolo di Giberco morì alla Spe
tia , dopò hauer per molti anni ben’oprato il ſervigio militare
della Republica di Genoua , cola appunto proueduto di tutti
quegli
NARRAZIONE 1. CAP. XVI. 131

quegli agi, ed honoreuolezzc, ch'erano douuti per ragione di


gratitudine alla ſua fedeira . Franceſco ſuo nipote milicando
per la Republica di Vinegia morì a Verona .
Pietro fratello di Luchina pigliò per moglie Claudia Gua• Guadagna
dagaabene figlia di Gio.Giorgio Dottore del Collegio de'Giu. bene.
dici di Piacenza,e di Barbara Lampognana di famiglia Illuftrifa
fima Milaneſe . E' in Piacenza antichiſſima, ma credo hoggida
etiata , la famiglia de' Signori Guadagnabene : poiche ritrovo
nell'antico Regillro di quelia Citta ſotto il MCXXXVI . che
Azone , ed Vgo Guadagnabene , figliuoli di Pagano , che fù di
Doddo ,efiendo conſignori di Mezano, Felino ,ed altre Terre del
la Valle diTrebbia , giuraro perpetua fedeltà a i Piacentini : cost
di poi ſotto il 1298. ſcriue il Veſcouo di Bagnerea . Albertus
Scotus in Conciues defauire cæpit : Nam à Gabriele Guadagna
beno neutrius faltionis Viro Florenos quattuor millia ieiuno sto
maco extorſit. A Gabriele Dataro Florenos mille . A Palmerio
Anguißola librarum tria millia . A Rolando Caupone libras
quadringentas. A Clauello Roncarolo libras quatiuor mille .
A Bernardo Mercallo libras quingentas. Ab Odone Anguiſſola
libras trecentas . Si che vedendoli Gabriello Guadagnabene
tagleggiato a que giorni più d'ogni altro Cittadino in tres
mila ſcudi d'oro , li può argomentare a gran douizia lo ſplen
dore di ſua famiglia ; tanto più , che fù sforzato a pagare tutta
la ſomma pria , cheguftalte cibo .
Gioanni Giorgio Rofli figliuolo di Pietro fra tutti gli altri
fratelli fù nobiliflimamente accaſato con Lucrezia Sforza Vila
conte figliuola di Laura de' Nobili Bariani , e di Lodouico da
Borgonuouo , diſcendente di Sforza ſecondo , che fù del conte
Franceſco Attendoli Duca di Milano . Egli maritò due ſorelle
nobilmente, Ortenſia , e Antonia . Quelta a Giacomo Filippo
degli Anguilfolis e quella a Saulo Mota nipote Grande Cancel
liero Figlioddoni , la quale rimaritotſi a Gioanni Battiſta Game
berti dalla Porta Nobile Piacentino . In caſa Mola furono di
uerli letcerati , Canonici del Duomo di Piacenza ,ed yn Canoni
co della Chieſa Ducale della Scala in Milano . Fù Luca Antonio
Rolfi vno di quegli Anziani dell'ordine Patricio ,che a nome pu
D. Baron, in
blico l'anno dell'vltimo contaggio M DC XXX. fecero voto di nor,ad Rom.
folennizare il Natale de i diece mila martiri crocififli ſopra il
mar ,2a.lun
Q monte
122 DELLA NOBILTA' D'ITALIA .

monte Ararath appo Aleſſandria della maggiore Armenia .


Antonio Maria loro fratello ritrouò più benigna la fortuna
in Milano , che nella patria . Da primianniagitrato dalla for
cuna conſegui, comein porto tranquillo , certa ſalute nella glow
riofa caſa de gli Eccellentiſlimi Conti Triuulzi Claudio , e Gior
gio fratelli . Era perſona deſtra ne' maneggi del mondo, mode .
Ita, generoſa, e pratica nella Golmografia, Iforia, Geometiia,
ed Arimmetica e ſopra di cui compoſe alcuni Libri . Paſsò in
Germania con honoreuole carica ; mentre, che nella Corte del
l'Imperadore Rodolfo il conte Claudio maneggiaua negozij im
portantiſſimi . Colmedeſimo conte fù nella corte di Spagna,
e di Coſtantinopoli. Fà Maggiorduomo di quegli fplendidifli
mi Signori; annouerati tra i prencipi d'Italia ; fù podeſta di Cou
dogno , e S. Fiorano . Mori alla patria chriſtianiffimamentes .
Laſciò commode facolta a 'ſuoi figlicoli: Lodouico Sacerdote
fecolare , Dottore dell'vna, e l'altra Legge , Religiofo digrande
perfezione ;; Domenico per fona di qualche nomeper hauer mi
litato Auenturiero in Lamagna fotto il Buccoy,ed in Italia ſoto
to il Bactauille ; il quale inuitato da' Clariffimi Senatori di Vee
nezia , e fauorito dall'Antelmi, e Quirini G conduffe cola con
noue cento pezzi d'oro per farui vna Compagnia di cavalli in
ſeruigio della Republica, ma per hauer ferito in queſtione To
gnino dalla Gatta, ſpeditamente ſi dipartì dallo Stato dis.Mar
co ; Margherita moglie di Pietro Franceſco Gansbarelli Nobile
Piacentino , Donna di gran bonta, la quale nella Villa di Suzano
feruendo per carita a gli infettimoridi pefte ; & Pietro , che
nella Religione diS.Girolamo fù chiamato Don Pio da Piacen
za , al cui glorioſo nomeha conſegrato l'Autore queſta fatica ;
primogenita , fi può dire della ſua adoleſcenze .

Elogio di D.Pio de ' Roſe di Viustino .

C A P. Ingolariſſimo è ſtato ilbeneficio ,cheſi è degnata fare la Pro


XVII . STEuidenza non errante del ſommo Iddio alla Religioſa Fami
glia dell'Ordine Monaftico di S. Girofamo , prouedendogli di
vo nuouo Erdra , che dal buio dell'obljuione ponta della vora
ce antichica traeffe le gid ſepolte memorie de' lor maggiori .
Tale di certo creder Gi dee il Padre Don Pio da Piacenza , nobi
Jiffimo
NARRAZIONE I. CAP. XVII. 123

lifimo germe de'Roſsi SignoridiViuſtino : il quale alla ſua fine


golare prudenza accoppiando l'eftremo ſuo valore ha eterpato
il proprio gore in Terra col mezo delle lampe, ed in Cielo col
pregio delle virtù . , Seguendo le pedate de ' ſuoi merti è ftato
in testimonio delle pregiate qualità del ſuo animo, inalzato a i
primi booori di quella Religione . Alcro mouimeoco poſſo di
se, che non ſenca il ſuo ſpirio, che quello della Gloria di Dio ,
e dell'honore . Fù attro riſplendente, fotco il di cui benignifsi
mo ipfiuto matutò quella metle ,che copioſa di elecce Ipighe
arricchi il douiziolo granaio del Monachiſino . Celebrandolo
la ſtella Iguidia lo dichiara ſenza rimprouero . Appariſcono
nelle ſue carte la dolcezza del ſuo bel dire , ed il profondo del
ſuo alto ſapere. Sepeliſco nella di lui modeſtia altre lodi più
degne chereferbace îi laſciano a più graue ſcrittore. Penna più
fortunata è deſtinata al racconto delle ſue doti . Tanto Atimo
il ſuo merto , che vagterò auenturoli i miei fogli ; quando gli
ammirerò cadeti sù lo altare della fama,vittimadel ſuo nome.
Giouane ancora di ventinoue anni fu deftinato Prelato del
Monaftero di S.Sauino , vno de'primi della Congregazione di
Lombardia . Quel grado ,che per ellere di molca conſequenza
forſe parra diſaiceuole alla lubrica eta , era nulladimeno con
ueneuole alla ſodezza del ſuo giudicio . Non il crineanneuato ,
ma la maturità del legno , è veritiero atteſto della prudeoza :
primo elemento de ' maneggi grandi . Non vi è differenza di
cempo appoquci Dio ,nell'eteroita di cui non li conta vecchiez.
za, o gioventù , primo, o ſecondo, precerico , o futuro. Da que
fto tempo in qua per gli ſcaglioni di tutti gli honori della ſua
Religione s'incaminò a i ſupremi comandi. Tre anni fù Prela
to in S.Sauino , va de ' più degni Monafteri della ſua patria . Tre
altri in S.Geruafo di Montebello nella Diocel Piacentina su lo
Itato Pauere , lo S. Paolo di Albano altri tre anni. Sei anni in
S. Carpoforo appreſſo Como . Tre in S. Maria di Caramagna .
Altri ſei nella pacria . Tre nello Spedaletto ; Generale dell'Oro
dine , e Feudatario del Rè Catcolico , con l'uſo de'pontificali,
e priuilegio di prelatura in vita . Gouerna anche al preſente lo
Iteffo Monaſtero di S.Sauino , il quale ha notabilmente arricchi.
to di nuoue entrate , e di ſontuoflima fuppellettile, librisargēte
rie ,quadri, ricamije nuove fabrichesa coſto di molte mjla ſcudi.
На
124 DELLA NOBILTAI D'ITALIA .

Hà la Nacura così bene diſtribuito il cutco, che paiono non


di rado i maggiori letterati dell'vniuerſo meu'atti a i publici
gouerni: ſendo par'affai differenti l'azione, e la ſpeculazione.
Per queſto forſe Luigi vndecimo Rè di Francia non volle , che
Carlo ſuo figliuolo attendeſſe alle Lettere . Ed egli è vero , che
la contemplazione ſcientifica vuol tutto l'huomo ; ed il gouer
oo publico è totalmente contrario , richiedendo l'attività. Di
ce Ariſtotile . ciuilis hominis operatio negotioſa est . Dopo il
Diuino Platone oſſeruò il Piccolomini . Philofophos ad res em
gendas non eſſe aptossac in ciuilibus aftionibusſe ridiculos pa.
tefacere .
Tutta volta queſto gran Padre crapaffando il non plus vltra
dell'iſteſſa natura , con l'opre Gi è moſtrato di gran gouerno , e
con gli inchioftri di grande ſpecolazione . Non parlo dello
Studio di Filoſofia Naturale, e di Teologia . Tralaſcio l'orna
mento della Muſica . Pafferò con Glenzio le rime , i lirici com
ponimenti, l'orazioni , i ſermoni, i panigirici, le prediche, l'o
de , gli elogi , l'elegie , ed altri parti del ſuo fecondo ingegno ,
io favella latina , ed Italiana .
Hà dato in luce vn'opra con titolo di Flores S. Hieronymi
compoſta, già molti luſtri ſono , dal Venerabile P. Lupo di Ol
meto ; l'ha correrca di nuouo , accreſciuta di centuplicate ſens
tenze , e di molti Capitoli , ornata di allegazioni ; che richie.
deccero illraordinaria fatica, e quali intolerabile occupazione.
Con eſſa ſi leggono alle ſampe l'Apologia dell'opra , e la vita
Borbo lur: del medeſimo Lupo diuiſa in venti capi , di cui fcriue il Bar
Bccleſ.lib.i. boſa Leggiſta Portugheſe gran letterato della noſtra era . Eres
6.41.6.146 • mitarum S. Hieronymi per Italiam ordo inftitutus, fiuè potiùs
reſuſcitatus ,ſiue reformatus d Beato Lupo Olmeto familiæ S.Hie
ronymi per Hiſpaniam Monacho . Denique vita dilti P. Lupi,
quiſanctiſſimèvixit, à P.Don Pio de Rubeis Placentino eiufdě
Congregationis Monacho ſatis erudito , ac Generalatus munere
perfuncto conſcripta, & typis mandata fuit . Compoſe egli me
deſmo eleganciffimi Commentari latini con vna brieuc Crono
logia, e crentacinque controuer ſie doctiflime ſopra de'ventidue
Capitoli della vita di S. Girolamo ſcritta dal medeſimo Lupo,
e ſopra inoue Tomi delle Lucubrazioni ſagre di quel gran Sáto .
Di così gran fatica in tal modo fece ricordo quel gran Giures
conſulto ,
NARRAZIONE I. CAP . XVII . 125

confulto ,ed erudico Lettore di Bologna Tomaſo Demitero Ba- Demp. lib.7.
rone di Muresk, Iſtorico Scozzeſe . De tota bae Hieronymiani nu.598 .
Monacbifmi præftantia, institutione, confirmatione ad Sanitum
Sepulchrum ; latè Vir eruditiſſimus Pius Rubeus Placentinus ,
ciufdem familiæ Pater, S. Carpophori Prior, in Commentarijs in
Res Gestas S. Hieronymi, quos Comi editos lego dono, ac muni
Bicentia viri Clariſſimi Baſſiani Gatti Placentini itidem Hiero
aymiani Monachi ad S. Barbatiani Bononiæ . Hà ancor molti
alcri libri, che forſe vſciranno alle ſtampe con qualche tempo ;
fra quali ci è il Miltico Sale , la Politica Comiziale nell'vna , e
l'alcra fauella ; ed il CONVITO MORALE , opra di grande
ampiezza , volume di prezioſiffime gioie, conuito di ſaporite
viuande, compendio di tutto ciò , che ſi ammira nell'opre de
paſſari eruditis o moderni politici. Egli è così copiofo di no
bili concetti, che il Cielo non ha pioggia più grata , l'Aprile, o
il Maggio , per le tenere herbette . Accoppia la breuità di Me
pelao con la facondia di Neftore . Vniſce il calore di Cefare con
la diſtribuzione d'Orcenfio . Intreccia gli iinpeti diGracco con
le douizie di Tullio . Mitiga la grauità di Catone con la lega
giadria di Celio . Comparte quinci , e quindi con maelreuole
teflicura, ſentenze, derci faceci, curiofiffime Iſtorie : nel che, ſe
pur non vince , pareggia almeno i più pregiati com ponimenti
d'Italiano Scrittore . Quello ſtile , che ſcorrendo ſopra alere
Tauole ſuperò molti, e molti di queſta erat, hor’in queſto Con
uito ha di gran lunga ſuperato le ſteſſo . Merita queſto libro
per l'Eccellenza dell'Autore s per la grandezza dell'Argomen
to, per la curioſità delle materie, per l'ornamento delle parole
altre lodi, che quelle , le quali dal buio de'miei inchioniifo
ponno attendere . Viura io eterno il ſuo Nome non ſolo nel
Nipote Don Pio Roſli il Giouane; che ancora ne'primi anni go
de gli honori della ſua Religione, ed' hà in Bolognamoſtrato il
ſuo valore publicamente ſoltenendo diuerſe Concluſioni diTeo
logia ; mane' ſuoi ſcritti Nelli; poiche lo ſcrivere bene, e que
litamente è, come diffe il Varchi, la più nobiles e più perfecta
coſa , ed in ſommala più deſidereuole, non ſolo , che facciano ;
ma eziandio, che poſſano fare glihuomini per acquiſtare e a 'ſe:
medeſini, e ad alori il premio dell'immortalita . La doue fauelo
lando il Petrarca della Scultura, Piccura, e fimili inueozioni pes
eternarfi
126 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

eternarſi il nome , ſoggiunſes.


. Queste opere ſon frali
Al lungo andar ; ma il noſtro studio è quello ,
Che fà per Fama gli huomini Immortali.

Roſſa della Motta

CAP Lberto de' Roſsi di Viuftino , voo de i deſcendenti delfar


XVIII. moſo Ricardo , fù Doccore dell'vna , e l'altra Legge nel
Collegio de'Giudici di Piacenza . Generò da Simona Rocardi
na ſuamoglie Giacomo,Gioanoi, Guglielmo, Eugenia, ed Agne
fina, che amendue ſi monacato nel Conuento , hor diſtrutto , di
Santa Caterina , Sposò Gioanni vn'Agneſina de ' Roſsi diViu
ftino , dalla quale nacque vn'altra Agaeſina , che fù moglie di
Perino figliuolo di Giacomo Figlioddoni Nobile Piacentino ,
dopò dicuifece queſta Famiglia moltealtre affinica co' mede
fimi Roſsi, Folgofi, Rondani, Ereſsini, Nicelli , Bernardi , Balm
bi, Bobbiani, Cornazani, Seluatici,Cigali, Borghi, ed altri No.
bili di Piacenza , ,
Guglielmo fù Cauagliero di molto credito, e compoſe parte
degli Statuti diPiacenza . Eglidel MCCC LXIII . fu de gli An .
ziani della Comunità nell'ordine militare con Corrado da Lan
do, Paſino Remolli, Andrea Arcelli, Raffaello Sordi , Gugliel
mo Cogni, Barcolomeo Seccamelica, Francelco Ventiāni Lando,
Antonio Folgoſi, Nicolò Braccioforti, Gianni Dolzano , Barto
lomeo Bagarocci, e Guglielmo Valldoni .
Ruffino ſuo figliuolo fu padre di Gaſparo , e Guglielmo a
mendue Gentilhuomini di molte ricchezze ; benche fofie lata
dal padre alienata col Caſtel di Viuftino vp'entrata di molte
centenaia di ſcudi . Vennero da Ruffino Ermelina moglie di
Bartolomeo de' Nobili Colombi,Gioanoi, & Gio. Ettore amen
due conſignori della Terra di Viuftino, ed honorati dal podelia
di Piacenza Antonio de gli Scarampi con Bertolino di Bertone
Roſsi col priuilegio di generale eſenzione reale,e perſonale . Fù
Gioanni Ercore, o la Gio . minore, Maentro dell'entrate Du
cali di Piacenza, al quale Franceſco Sforza il primo diè vn pri.
uilegio di cotale eſordio . Non ignari quantùm folertia , pru .
dentia, fide, ſumma erga nos dilectione valeat V ir predens ,
NARRAZIONE I. CAP. XVIII.. 127

e circumſpectus Ioannes de Rubeis Ciuis inclita Vrbis nostra


Placentia . Egli drizzò a fuoi figli Antonello, e Daniello la
Scala , per cui faliro all'eminenza di proſpera fortuna.
Antonello ſeguì la corte e fù capo di ſquadra, o ſia condoc
tiero de gli huomini d'armi del conte Franceſco Sforza, mentre
ancora viuea il Duca Filippo Maria ſuo Suocero , da cui fin del
1441 . il 20. di Decembre confeguimolti honori con vpo pri
uilegio di cotale principio . Animaduertentes qua deuotione
nobis afficiatur dile tus nofter Antonellus Rubeus de Placētia,
& qualia ſint eius obsequia in Illuftrem generam , & filium non
Strum chariffimum . Diuenne ei poſcia Cauagliero aurato , Ca.
meriero d'honore, Conſigliero di Guerra , e Capitano del Duca
Franceſco , dal quale conſegui priuilegio di feudi, e perpetue
eſenzioni con una lettera ſotto il 20. di Giugno del 1463. che
in cal guiſa incomincia . Conceſimus aliàs nobili , & ftrenuo
militi , D. Antonello de Rubeis , Ciui Placentino , familiari no
ftro dile & to . Di coſtui fanno degna memoria il Simonetta , il
Corio, lo Scoti, ed altri Autori. Dicefi ,che per la gran fortez
za del ſuo braccio foffe bandito dalla Gioſtra .
Daniello ſuo fratello per heredità di Gio . Stefano Porri Pia
centino , ſuo Zio , hebbe la Terra della Motta con molti altri po
deri . Fù Cauagliero aurato , Condottiero di Caualleria, e Ger'
nerale Commiffario a Sauona pe'l Duca Gio.Galeazzo , il quale
in vn ſuo priuilegio cosi lo appella . Generofus , ea Egregius
miles. D. Daniel de Rubeis, Ciuis noster Placentiæ Dileétiffimus.
Gio.Franceſco , ed Ercore figliuoli d'Antonello ,oltre la par
te loro di Viuſtino, della Motta , e del Montale , furo Signori di
Ottabiano , e della Coſta nello ftato Paueſe , del Caftel di Ca.
ftano , e di tutta la Valle , che dicef di Arda,della Badia, diTol
la . Hebbe il Conte Ettore la Contea di Pontecorono , Nobi
liffimo Borgo del Torroneſe . Furo amendue Cauaglieri Illu
ftridimi ; e in paces e in guerra ſeruirono a i Duchi di Milano
Galeazzo,Gio.Galeazzo, Buona, e Lodouico , da cui furo ho- -
norati con molti priuilegi, cariche principalistitoli ,e Signorie.
E' Otcabiano vn'antico Caſtello dello ſtato Pauefe,che, come
ſcriue Tinca antichiſsimo Iſtorico di Piacenza, gia fù fignorego
giato da i Piacentini, e fábricato da Marco Otranjo Senatore
Romano, tanti anni auanti la venuta di Chrifto . Ha dato gran
fama
128 DELLA NOBILTÀ D'ITALIA .

fama a queſto , fin quando era patroneggiato da i Conei Rolli


Frate Gregorio figliuolo di Zanino de' Chriſtiani, naciuo di
quella Terra , Religioſo conuerſo dell'Ordine de ' Monaci di S.
Girolamo , nel quale ſenza rimprouero , anzi con opinione di
Santità viffe più di quaranta anni , e ſeco traſſe al porto della
fagra Religione dal procelloſo mare di quelto ſecolo aicri quat.
tro fratelli Lorenzo , Franceſchino,Giacomose Lazaro. Dimoró
quelto ſeruo del Signore nel Monaltero di lant'Aleſsio in Ro
ma più di venticinque anni , ed iui con morte corriſpondente
alla bontà della pallaca vita il a 3.di Luglio l'anno 1523.chjuſe '
gli ultimidì . Digiunaua Couente ,oraua poco meno , che del
continouo , ed ancor che aggrauato dalla vecchiaia, e dall'infer
mità facea ſpeſſeggiate genufleſsioni. Fù tale il credito della ſua
integrita , che da i Romani Pontefici, e molti Cardinalidi San
La Chieſa era ſommamente apprezzato, amato , riuerito . Papa
Leone Decimo ne fece (tima al pari de' maggiori Prelati di ſua
Corte . Fece di nuouo confermare i priuilegi della Religione.
Seco, famigliarmente tratcaua. Era per lui ſempre aperta la por
ta del Gabinecto . Hebbe dal medeſimo in dono, acciò poteffe
effer condotto più ſouente a Palazzo , vn cauallo di qualche co
Ro . A ſpeſe dello ſteſſo Pontefice fù riſtorata la Chieſa ; fù
inalzaca la Naue verſo il Conuento di S. Sabina ; fu fabricato
quel vaſo diargento , in cui ſi cuſtodiſce il venetando teſchio
di Sant'Aleſsio . Quel giorno , che laſciò queſta fragile ſpoglia ,
odi diuotiſsimamente ia Santa Meſfa , fi confeſsò , e ricevette il
.

pane della vita . Dopò molte orazioni giuliuo addormentoſsi


in pace . Egli è ſepolco auanti l'Altare di S.Girolamolungi tre
braccia dal piede della vicina ſcala ; comeci laſciò ſcritto il pa
dre Ippolito da Oitobiano Sacerdote dell'Ordine medefitto .
Poco dopò fù depinta la ſua imagine nella Chieſa di S. Sauino
ja Piacenza , one ancora ſi vede col titolo di Beato , coronata di
raggi, aſsieme con quelle di Lupo Olmeto , CoſtanzoGazaniga ,
Sebaſtiano Cuſani, Cirillo Baſcapè, Modelto Ferrari , Gabrielle
del Monte, Innocenzo da Bergomo,Giorgio da Milano, Ifido
ro da Milano, Giacomod'Vglono, Girolamo da Vagliano , Be
nigno Grasi, e Siluano Conuerſo ; tutti della medeſima ſagra
Congregazione di Lombardia , morti con opinione comune di
Santità . Sia detto queſto non già per proua alcuna , ma per re
Jazione
NARRAZIONE 1. CAP. XVIII. 129

fazione puriffima d'Iſtorico deuoto del gran Doctore dis.Chie


fa, Girolamo , gloriofiflimo padre di questa Famiglia :
Dalla ContellaGioanna della Pietra , Dima principaliffima
di Pauia , e conforte del conte Eccore Roffi nacquero i conti An.
tonello Dotcore del collegio de' Giudici di Piacéza, Aleſſandro ,
Angelo Alberto , ed Ercole ; i quali, come ſegnalari Baroni di
Lombardia accompagnaro Luigi Rè di Francia al poſſeſſo della
Citra , e Ducato di Milano , per cui hauea prefo l’inueftitutaj
dall'Imperadore Maffimiliano , l'aatentico della quale ne 'cor
cordati di Francia atteſta di hauer letto il Dottore Rebuffi .
Alloggiaro in Piacenza nel lor palazzo Gaftone diFois prencipe
grande,e generale di Francia, il Mareſciallo Palauicini, il Duca
Maſſimiliano Sforza ,e il ReFranceſco primo, il quale confermò
tutti gli antichipriuilegi, ed honori diqueſta Caſa con vna leto
tera di fimile tenore . Notum facimus, quod diletti, á fideles
noftri Comites Alexander, & fratres de Rubeis filij, & hæres,
des q.Comitis Hectoris, & c. Ma feguendo eglino poſcia il par
cito Franceſe perdettero gran parte delle lor Terre . Il Romano
Pontefice Clemente Settimo l'anno ſettimo, e nono del ſuo go .
uerno confermò aqueſti generofi Conti il mero ,e milto impero
con aſſoluta podeſta di coltello nella Valle della Badia . Inco
mincia quelBrieue . Preclara vestra, veftrorumý.Prædeceſſo
rum nostris in Romana Ecclefia prouincijs, strenue geſta pro
merentur , vt vos ,veſtroſq. Succeßores ſpecialibus fauoribus, como
gratis profequamur : Nos igitur attendentes, quòd vns eidem
R.E. fideliſſimifuistis, á eftis, & multa etiam pro defenſione,
ac taitione Sedis Apoftolicæ , Superioribus annis ,tam in dieta
Ciuitate, quàm extra in veſtris bonis perpeffi fuiftis, &c.
Scorre queſta giuriſdizione in lunghezza più di ſedici miglia,
e forſe otco in larghezza . Há mille fuochi almeno , compar
citi in dodici Villaggi, fra quali ci è la ciuile, e nobile contrada
di Lugagnano, oue ogniſetcimana fuol farſi vn copioſo merca.
to , ed ogni anno la fiera . Ha per confini Bardo di gia Contea
de' Plutoni Rolli , Caſtell'Arquato,Pellegrino ,e Rultegaſſo con
la Valle di Nura . Quiui gli antichi Roſsi Platoni conti di Vic'
Alta, i conci di Montecucco , i conti di Bonifacio , e gli ſteſsi
Viſconti, c'habbiamo homai prouati dell'iſteſſa Famiglia , heb
bero i lor poderi . Paſſaua tradizione appo quei Terrazzavi,che
R vna
130 DELLA NOBILTA ' D'ITALIA .

vna gran parte dell'iſteſſa Valle già foſſe ſtata ſoggetta alla Bao
dia di S. Gallo , onde ne traſſe il nome . Guido Aſcanio Sforza
Cardinale , e Nipote di Papa Paolo Terzo , ſendo Commenda
tore dell'iſteſſa Badia , aſpirando all'acquiſto di quel Dominio ,
ſotto colore , che foſſe ftato ingiuſtamente da i Roffi vſurpato
alla Chieſa , preualendoſi di queldecco di S.Girolamo . Diues
aut iniquus , aut iniqui hæres . Non badando alle conferma
zioni de' Pontefici,non che alle inueftiture de Duchi di Milano ,
diſcacciò ,con l'aiuto di Mario ſuo fratello già ſignore diCaſtel.
lo Arquato , gli vfficiali Jel conte Etcore figlio del fù conte
Antonello , il quale dopò molte proteſte ne rimafe del tutto
priuo . Mantenne ei tutta volta la primjera grandezza con ſua
madre , che fù Valeria Scota ſorella del conte Marco Antonio .
Dalla cóceffa Caterina Anguiffola ſorella del Marcheſe di Graz
zano hebbe il conte Daniello dalla Motta , marito d'Iſabella
Sforza Fogliana ſorella del Marchefe di Pellegrino ,da cui po
fcia fon nati il conte Antonio cauaglier Piacentino , e il conte
Paolo in habito Eccleſiaſtico , Poeta vel lacino di primo nome ,
degnaméte nelle ſue Selue celebrato da Agoſtino Maſcardi pren
cipe de' Poeti lacini di queſta era . Dal feliciſſimo ingegno di
queſto Conte , oltre quegli eleganti Epigrammi , che ſtampati
li leggono appo il medeſmo Maſcardi, lo Scipioni, il Canonico
Campi, ed altri Autori, accende con impazienza la pacria que
nobiliffimi parti, a i quali accennando il Maſcardicantò .
Profer opus ; mundi cur fic vota irrita differs ,
Negligis da ftudij præmia PAVLE tui ?
Tu potis es calamis calamos adiungere fama ,
Vt ſubuelta tuo remige Celſa volet .
Excubat ante fores, fætuma. expoſcit alendum
Illa tuum , tantis debita Carminibus .
Quid ſenium expectas ? Patri ſuccedat vt hæres
Partus, & extin &ti nomina tanta nouet ?
Profer opus , viues : nec nomina tanta peribunt ,
Et Patris in Nati fronte legetur honor .
Della cala de' Roſſi di Viuſtino furo ( già ſon due ſecoli) Rai
mondo Dotcore Piacentino, e gran Filoſofo, Damiano leggiſta
nella Città di Bobbio, Tomaſo padre di Gabrio , da cui diſce
fero Aleſſandro , Alberto , Lazaro , e Lorenzo Signori delle de
cime
NARRAZIONE I. CAP. XVIII. 13t

cime di Viuſtino , Vberto gra . Teologo nell'Ordine Fanceſca .


no , ed alori perſonaggi di molto credito . Il Ballarini nella ſe
conda parce del ſuo Compendio delle Ilorie di Como få me
cr.oria diqueſta nobiliſsima Caſa , dicendo . Galeazzo Maria
Sforza Duca di Milano haueſſe diſegnato di far promouere alla
Chieſa di Como vn cerco Nobile Prelato de' Rolli di Piacenza .
Ci fu ancor Giorgio de ' Roſsi di Viuftino, il quale dopò hauer
ottenuto molci honori, e maneggiaco importanti negozij nella
comunica di Piacenza fù all'vlcimo capo, e prior di quella l'an
no 1487. & da Elena Antonia , Dama Paueſe , della nobile , e
douiziofa famiglia de gli Euftachi (di cui ſotto Franceſco Sfor
za furono Fráceſco ,e Bernardo capicani di glorioſiſsimo pome)
generò Maddalena ; la quale dopo la morte del primo marito ,
che fù anc'egli Paucſe de' Vicini, l'heredità di cui fù deuoluta
a i Giorgi lor congiunti , paſsò al ſecondo letto con Pietro de'
Signori Colombidi Piacenza . Era di gran ricchezze Piacentino
Roſsi in Celeres Campremoldo, Podenzano, e Rottofredo , le
quali paſſarono ne'figli Vberco, Gioannis c Giacomo padre di
Benedetto, che ſi accasò nobiliſsimamente con Oliva de' Balbi
figliuola d'Anconjocco Gentilhuomo della Citta . Octenne ques
fta Signora , dopo la perdita del conſorce , dalla Sede Romana
priuilegio di fare celebrare la Santa Meſſa, e auanti giorno.eſo
pra di vn'alcare portatile : Di mangiar lacicinij ne cépi prohis
biti dalla Chicla , ed anche carni in caſo di biſogno . Di entrare
più volce l'anno accompagnata da quattro alere Macrone nella
Årecta clauſura delle Suore di Santa Chiara ,e fimili Religioſe di
più rigorofa oſſeruanza : Di eleggerſi il confeſſore con podeſta
ampliſsima ſopra le cenſure Ecclefiaſtiche , i caſi reſeruati al
Tribunale di Roma, iVoti , i giuramenti ; ed alcre cotali facol
tà , rolite all'hor concedera molto di rado, e ſolamente a ' per
ſonaggi grandi . Mache ? Dicroppo tempomiſarebbe d'huo:
po a deſcrivere tutte le più ſingolari facende di caſa Roliau .
Emai tuttauolta penoſo il traſcurarne parte . In eſa ricono .
ſco que' numeri, che coftituiſcono gli huomini nel perpetuo
retaggio dell'honore ,

R 2 Tedaldi
132 DELLA NOBILTA ' D'ITALIA.

Tedaldi Roffe Platoni.

CA P. Hiamato da i proprij merci, parti della virtù, e voci della


XIX. gloria, alla ſignoria di molte terre , ed a gli honori mili
tari ſotto le inſegnedell'Imperadore Federigo primo, il valoro
ſo conțe Tedaldo Plati ( che già dicemmo capo della famiglia
Tedalda , e figliuolo del Marcheſe Forcario Roſſo Platoni ſigno
re di Lavagna, Bedonia , Borgo, Bardo, e Compiano con tutte
quelle vicine Valli ) ſi dimoſtrò nelle più malageuoli impreſe
Cauagliero , è diottimoconſiglio, e di ſomma autorica apprel
so la Republica di Piacenza . Fu ben degno, che a imitazione de'
Roſsi, de' Luſardi, e fimili di lor caſa ,pigliaſſero i di lui poſteri
nuoua denoininanza da Barone di tanta vaglia ; che con le fin .
golari ſue doti fi acquiſtò riverenza , ed amore appo di cutti .
Benuerardo Tedaldi priore de ' Frati Agoſtiniani di Piacenza
l'anno MCC LXXXI. Gi ritrouò aſsiltente alla renuncia , che
della ſignoria della patria nelle mani de' Senatori della Repu
blica fecero i miniſtri di Francia . Si propagò a que' giorni per
molti luoghi di Liguria, e Tofcana co i conti Bardi, Roſsi, Me .
dici , Gazzi, e Placi lor congiunti , la 'irobiliſsima, e douiziola
fchiarca de i Tedaldi; forco 'di cui riferiſcono alcuni efferſi va
tempo mantenuti con pace i Parmigiani.
Tanto è famoſo nella cafa Viſconte il nome di Tedaldo,quar
to è quel di Viſconte nella caſa Platona. Guglielmo de ' Tedaldi
fiorica delMCCCLX . nella Baronia di Bedonia fra ipiù pof
fenti,e ricchiin tutti que'paefi del Piacentino , temuto je cele
brato . Hebbe quaccro figliuoli Antonio , Gioandi, Tedaldo ,e
Nicolò . Dall'vltimo è deriuato quel dovizioſo Gio . Simone
cognominato Raffi , che fi addorrò per figliol'Eccellentiſs.Gio .
Sante Mariani, Doctore forciliſsimo dell'vna ,'e l'allra Legge .
Diſcefero da Tedaldo Domenico cognominato Bordighes di
Bedonia , Domenico detto Caballo di Romagna , i Tedaldi di
Fragineto , e molti memorabili di facoltà , ed in particolare va
Gio . Antonino , e vn Gio. Paolo . Da Gioanni traflero il lor
principio i Tedaldi di Compiano cognominati Caroſsi, & quelli
di Bedonia da Facio Plati, e da Facino Platoni Roſsi conte di
Bardo lorpredeceffori addimandati Facini. Erano di lui figli
Stefano ,
NARRAZIONE I. CAP. XIX . 133
Stefano, e Gio.Giacomo : nella poſterità de'quali ſono fioriti
Lazaro Dotcore delle arti, dell'vna, e l'altra Legge, & Medicin
na : Gioannidecco Lanza , Guglielino cognominato Gazzida i
Placoni Conti di Bardo , Giacomo, e Bernardino Capitani de'
prencipi da Lando : Gioanni detto il Duca Luogotenente di
Fanteria : Domenico Arciprete del Borgo Val di Tarro , grand '
erudico , Poeta , ed Humaniſta Eccellentiſsimo, autore di due
libri : I'vno con titolo di Stachylogia, ſeu Spicilegium ex Cæria
moriali Epifcoporum , l'altro.ch 'vſcirà in brieue con titolo Pram
xis Grammatica, opra di gran proficco e credito : Giacomo fuo
Nipote Filoſofo , ed Erudito, c'hot' è in Bologna per addotto
rarli nelle Arci, e nella Medicina , giovinetto di nobili maniere ,
di ſocciliſsimo ingegno , e di ſperanze grandi : Molti altri in die
goita Ecclefiaftiche ,in publici maneggi, nell'armi, e nelle let
tere non poco riguardeuoti ; opulence famiglie,ed honorate .
De' poſteri di Antonio capo de gli IlluſtriſsimiTedaldi di
Ancarano di quei di Santa Maria del Rico ,e di cali vni di Com
piano, che per molti anni , e molti ſotto la ſcorta di Bernardi
no Avocato Fiſcale del preocipe da Lando , di Claudio Alfiero
di Fanteria , e di molti altri valoroſi giouanis mantennero af
priſsime conteſe co ' Mariani , ed Alpei. Seriue il Conte di Via
goleno : A qua Gente orti Thedaldi Giues . Scot, lib.4.
Lazaro de i Tedaldi di Compiano , figliuolo di Antonio , fù reſp. 12.
Dotcore Fifco del Collegio di Piacenza . Del ſuo valore fanno
honoraca memoria moltiſsimi Scriccori. Il Tiraquelli Senatore
Franceſe nel ſuo Trattato della Nobilià gli diede luogo tra in
più Illuftri, ed Eccellenti Medici di Europa. Cantò il Cipellaria
Qui fælix medica tecum certaſſet in Arte '
Fæbigena : atquè tuos potuiſet pincere Natos e
Il Giouio lo chiama Dotcore Eccelleneiſsimo, lo Scoti celeber
rimo, il Poliziano perſona digrande iiperienza . Il Duca Gio .
Galeazzo , il quale ſempre appo diſe. Jo cenne in gran riputa
zione, & lo adoprò iv ſeruigio de' Prencipi ſuoi amici, gli con.
cedere il feudo, i dazij, il caſtello, il mercato , e il mero, & mi- ,
fto impero di Ancarano , con eſenzione perpetua ; reale, & piere:
fonale ; il dazio delle bollette e per le meretrici ,e per li fora
ſtieri di Piacenza, certe ragioni di ſale,con altri priuilegised ho
pori . Beroardino ſuo figlio Dottoredel Collegio de' Giudici
conies di
134 DEL NOB D'IT .
LA ILT ALIA
A
di Piacenza, & Senatorc digniffimo di Milano dall'illuſtriſſima
Bianca de' Viſconti generò Marco Antonio , Galeazzo, Luigi, e
Lazaro feudatario de' primi di Piacenza . Da coloro deriua.
rono Muzio conſignor di Ancarano Canonico del Duomo :
Marzio conſignor di Ancarano,Geocilhuomodi rariffime doci :
Nicolò confignore dello ſteſſo , il quale da vna zia dello Au .
tore generó Galeazzo , che giouinetto morì dopo lo nulio
dell'vna ,e l'alera Legge : & Muzio ancor viuente, vno de' Ca.
uaglieri della Cornetta bianca di Sua Altezza , genero di Cis
Scrollsneg. millo Scrollaueggia Nobile Piacentino,digià Collaterale , hor
gia Commiſſario delle Acque , Gentilhuomo di Corte, e Guarda .
robba maggiore nella Patria , il quale fù fracello di Agoltino
Capitano del Duca di Savoia , e di Bernardino ſoccomaſtro di
Scalla del Duca ſuo Signore .
Dell'iſtella famiglia diAncarano ( oltre i fratelli del Sig. Ni
colò , Pellegrino Prelato de ' Regolari Canonici di S.Saluatore,
& Preuolto di Sant'Eufemia , ed il Padre Franceſco Abbie
della Congregazione Vliuetana ) ci fu ancora Ernando Caua.
gliero di molca ſplendidezza , & padre di copioſa prole . Dɔ •
mizio ſuo figliuolo , Doccore del Collegio de' Giudici di Pia
cenza, ha famadi Oracorc eloquente, e di grande erudito nel.
l'vna , e l'altra lingua . Furono le ſorelle di quelto lecteraco
nobiliſtimamente maritate nel Conce Oldrigo Scoci da Sarma.
to, nel Conte Ottauiano Landi da Riualta ,nel Capicano Gia .
Rofci.. como Cane@ rini, ed in Oldrigo Roſci, anc'egli nobile Pjacen.
tino , Alfiero di Corazze, Signore del Caſtello diZena , e figliuo
lo del Dottor Gio.Giorgio Giurecoſulto del Collegio deGiu
dici, Lercore nello Studio di Parma , Agente del Duca (uo Si
gnore nella Corte di Romi , grandiffimo Avocato , che fù del
Dottore Oldrigo Giudice collegiaco di Piacenza Gouernatore
della Città di Parma. Nella medeſma Caſa già fù vn Gherardo
Eccellente Dotcore de ' ſagri Canoni, Canonico del Duomo :
cd hora ſcriue vn'opra di ſagra Teologia il P. Cornelio da Pia .
cenzı Lectore Domenicano, Catedrance conſummatillimo, che
fù di già Reggente di Bologna.
De gli ſteli Tedaldi, diſcendenti di Antonio , fiorirono Gi
rolano Poeta nel tarino affai culco , e lecterato ; Franceſco , e
Anconio ambi Giureconſulti; Paolo Canonico di Piacenza , e
Parma ,
NARRAZIONE I. CAP . XIX . 135
1
Parma ,Maflimo Generale de' Monaci di S. Girolamo ; Mafli
mo , ed Aleſſandro Fiſici Eccellentiffimi. In alcun luogo non
mai ſi è dimoſtrato la famiglia Tedalda più riguardeuole , e Ilu
luftre , che in Piacenza . Non altrimente le acque dell'Andro
perdono la generoſita del vinosſe dal delubro di Bacco vengo
no allontanate .
Nella Badia de Monaci di S. Benedetto fabricata del MCCC
nella Citra Reale di Cracouia fi vede il ſepolcro de i Regi di
Polonia , oueancor fù depoſto ( cento anni dopo) Ainolfo de'
Tedaldi, Vicerè , e Reggente ſourano di quella Monarchia .
L'Arma di lui in nulla è differente da quella de' Platoni ; ha le
barre de ' Roſsi di Piacenza , ed il Leone azurro di que' di S. Se
condo . Tale è la relazione, che alla patria mandò l'Illuſtriſs.
Giacomo d'Aragona Appiani , Cauaglier Piacentino , mentre
nella Corte di Ceſare piaciua il principato di Piombino · Bar
tolo de' Tedaldi di Toſcana, vno de ' primiColonelli de'Firen
cini difeſe contro il Papa, e l'Impero la Rocca di Volterra nelle
rivolte del ſecolo paffato con molto ardirese con ſomma bra
uura , rintuzzando l'orgoglio a i fediziofi .
Franceſco Picinelli, perſonaggio litteratiſsimo, cosi deſcriue
Ja Baronia di Bedonia , nobjliſsima Pieue del Piacentino , anti
chiffima ſede di cosi numeroſa famiglia . Complano milliarium ,
aut pauloplus diftat Plebs Bedovia , Pagus omnium ſpecie, magni
tudine , opibus, incolarum numero maximus , ac ornatiſſimus,
loco plano, virentibus pratis, agris, vineis, castanearum nemo
ribuspropè contiguis ; longiùs autem montibus leniter aſſurgen
tibus vndique cinétus . Vna tantum parte Perperana fluuio ab
luuitur . Templum babet magnificum .& Splendidè inštrufium ,
foro circumcirca patente , Archipresbyteratus honore decora
tum , ac Principis Landi gentile Sacerdotium . Priuatorum se
des, & domicilia funt pro loci ratione magnifica , & eleganter
in Structa . Vestiant urbano more , fæminæ præfertim , a ditio
res . Sunt bonis , & liberalibus diſciplinis exculti, iuriſpruden
tes, aduocati, Scribæ , Theologi, & propter cæli tenuitatem , e
clementiam natura e ingenio ad omnes res idonei, & fi Dolto
rum præftantium eſſet copia, vel alibi optimis artibus expolirem ,
tur, complures excellerent .

Lufardi
136 DELLA NOBILTAI D'ITALIA .
2

" ! Lufardi Plati Roffe .

Soſpirata ardencemente da tutti la prole, come amato


XX. E 'rampollo , anzi frutto pregiato delle più interne viſcere ,
per lo cui mezo perpetuata ne viene la caduca natura . Quindi
è, che per inſtinto della ſteffa Natura ſono più amati gli vitimi
fanciullis come coloro, che per ragione di età più lungo tempo
conferuaraono la memoria de loro Genitori . Per cotale ra .
gione Coletano gli antichi cognominarſi dal nome de' loro Att.
ceceffori, la memoria delle cui geſte era per ecernare il pregio
de' lor nacali . Luſardo figlio del conte plato de' Platoni , Ca•
uaglier Piacentino, & Marcheſe della Valle di Tarro , propagó la
famiglia de' ſuoi col proprio nome. Dicemmo gia , ch'egli fù
Conte di non poche Caſtella , e pe'l proprio valore reſe la picº
ciolezza diMontearſiccio celebre al paridell'antica Sparta
Non vifù a' cempiantichi chi pareggiar poteffe ,nel Piacentino,
anzi per la Liguria, il valor , le ricchezze , e la virtù guerriera
de' Nobili Luſardi. Tralaſcio quante volte guerreggiãdo hora
co'Genoueli ,ed hor co ' Piacentini riportaro vittorie ſegnalate.
Eglino per ſeguire con que ' da Lando, e co' Palauicini la fa
zion dell'impero fottoſopra rivolſero la Piacentina Republica .
Local. in Quetti medefini del 1258. rubellatili da ' Piacentini occupa
Cbron. Pise,
rono il Borgo Val di Tarro . E nell'anno vegnente , appo No
ceco ,delle ſteſſe milizie della Città tagliaro d pezzi trecéto fan
ti, e cinquanta caualli , con perdita diduebandiere . Voltarono
di poi l'armi già vittorioſe contro la fazione del Fieſco, ed ha .
uendo rocco il nemico l'anno 1270. con grandiſsima ſtrage ti .
maſero padroni del bagaglio con prigionia de' Conti Alberto ,
Mazza , e Nicolò fratelli da Lavagna , oltre cento feffanta de’
lor feguaci. Indi alla fine ſorpreſero Grauago ,ed altre piazze
della Val di Ceno, ed acquillaro la fortezza di Bardo preſidia.
ta da fantacini Picardi, che rimaſero eſtinti dopo vu lango có
battere . I Conti diLauagna furono liberati in contracambio
de' Landi figliuoli del Conte di Venafro, ch'erano già per qu1a
cordici anni ſtaci prigioni nelle mani del Rè Carlo di Angiò .
Pati queſta Famiglia molto danno del 1283.all'hor ,che ſo
leuaciG i Piacentini contro Vbercino da Lando capo de'fuor
uſciti
NARRAZIONE I. CAP. XX. 137
uſciti Ghibellini affaliro Compiano con rotta de'Luſardi, ed
abbruciaro il Caftello di Monrearſiccio in tai di poffeduto da
gli ſteſsi Luſardi, e da i Granelli. Queſti medefimi ſeguendo

: gli Stendardi del preacipe Galeazzo Viſconte Vicario Imperiale


di Piacenza, abbaccuci da i Soldati del Romano pontefice Gior
XX[ 1. perdectero gli Scaci co' Palauicini, Landi,Zanardi,Anguiſ.
Coli , Salimbene , Scoci di Caſtelboſco , Conti del Verme, Cor
Dazani, Tedeſchi, Porri, Folgoſi, Caffoli, Dolzani, Vicedomii,
Torrani, Malnepoti, Confalonieri,ed altra Nobilca Piacencina .
Erano le Caſtella de' Luſardi, e Granelli lor congiunti Monte
arſiccio , Preapina, Caſaliggio e preacerueria , c'hora veggiamo
delolace, e diſtcotte . .. vis!!O.voi
Battiſ ta de' Luſard i cogno minato il Franco , ſendo Capitão Il Fogliett.
no Generale del popolo di Genoua, li vfurpò il principato della nelle Cronic.
Liguria : indi dalla parte contraria diſcacciato co ' Dorje fece di Gencue,
guerra per lungo tempo , e patteggiò del pari co' Senatori di
quella . Debello le Galere di Catcalogna con cinque de ' ſuoi
Vałcelli, & del 1413. riformò gli Statuti del Comune,con l'af
filtenza diGioanniRebuffo , e Benedecco di Val di Tarro , orion
di Piacentini .
Conueanero dopo varie conteſe i Luſardi, e iGranelli del
Piacentino l'anno MCCCCLI. con ilConte Manfredo Landi ;
& per autentico Rogito ſtabilirono dicifette Capitoli di non
picciolo rilievo, anzi di fomma vtilica , ed honoreuolezza : fra
quali ſono più ſingolari . Che i Luſardi, & Granelli poſſano
fortificare le lor Cattella , ed intempo di Guerra mantenerui
il preſidio de i Terrazzani. Che canto i naturalis quanto ile
giccimi di cacali famiglie fieno riconoſciuti con eſenzione als
(oluta, reale, perpetua, e perſonale da ogni pedagio e carico .
Che facendoli prerogatiua alcuna a qualche altra Famiglia de
gli Scari Landeli , lo feffo priuilegio debba tacitamente inclu
dere i Lulardi, ei Granelli . Che ſe nel numero di otto , o diecé
condennaci per vno medeſmo misfatto a pena capitale, e.fra di
loro ſi ritrouaffe tale vno de Lulasdi, graziando ilPrencipe ca
dauno di quelli, la medeſima grazia immediatamente s'intens
da di eſſer fatca a quel cale de' Lufardi. ..." risi

In queſti giorni i Luſardi delCaſtello di Specchio Piacentini


vennero ad habitace la Città . Lcone di Viſconte Luſardipro
S feſsò
138 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

feſsò belle Lettere ; fù Gentilhuomo di grande erudizionei :


Manfredo nella Comunità di Piacenza hebbe gli honori dell'al
tra Nobiltà : fù Teſoriero del Duca di Milano, Queftore , e Po .
defta di Fiorenzuola . lo ritrouo vn Manfredo de Lulardi fra
tello di Gregorio,e figlio di Bartolomeo Nobile Piacentino : il
Rolf . quale hebbe per moglie Caterina de' Roſli di Viuftino ſorella
di Gioanni Cancelliero maggiore della Comunita figliuola di
Matteo Maeſtro razionale , ricchitfimo della Terra di Cortc
maggiore, Colloneſe , Caſaleggio , e luoghi a lor vicini .
Hebbe Manfredo nobiliſsima pofterita ;Bertone Gentilhuo.
mo de' primi di Piacenza : Pietro Canonico Vicedomino della
Catedrale , Apoftolico Protonotario , Prelato di gran merti :
Matteo priuilegiato Ciccadino di Parma , Teſoriero di papa
Adriano Sefto , & Generale Vicario di Aleffandria :Gioanoi Bar
tolomeo d'ambi le leggi Dottore famoſiſsimo nell'vno, e l'altro
Collegio di Piacenza ; nell'Vniuerſità di cui lelle ragion civile ,
& fù Rifferendario ,Commiſſario ,Auocato Fiſcale, Gouernato
re di Borgo S. Donino , Podeſtà di Bologna . Non fù di minor
pregio nella Filoſofia Afeffandro Luſardi Collegiaco Dottore
di. Piacenza , Seruì alla patria Oratore nella Corte Ducale di
Milago il Dotcor' Ettore elegante Poeta, ed erudito Giurecon
fulto nel Collegio de' Giudicio
Marco Luſardi,Gentilhuomo di ricche entrate , ne poco ac
credicato nell'opre di pieta', compoſe vn libro del Viaggio di
Paleſtina ,one ſi ritrouò tracto da religioſo zelo ( per adorare
quel fagroſanto Saffo , in cuigiacque già morta per li peccati
noftri l'Humanità deligrat figlio di Dio ) l'anno della comun
ſaluezza MD LXXXIIX . in compagnia del P. D. Antonio de'
Mondani minorita ,Gio . Antonio Datari, & Pietro Antonio Ro.
glieri ,nobili Piacencini . Aleffandro fuo herede morì l'anno
paffaro, laſciando alcuni figli di madre Nobilifsima vſcita dalla
Scoti . Regia Famiglia degli Scoti, dopo dieffere ritornato da Geno
ua , que hauca con altri Cauaglieri dello Scato accompagnato
l'Ambafciadore di Si A. S. che la fece lo inuito al Cardinale di
Lione per condurfia Piacenza , od accettare in Roma per ſuo
hoſpizio il palagio Farneſe .
Ne gli Scàti Landeſi con grandi honori ſono ancora perfenc
gate altre Famiglie della medeſmaſchiatta ; a cui deue più che
molto
NARRAZIONE I. CAP . XX ;

molto il lor Prence a riguardo della gran fedeltà , e valore di


parecchi Luſardi, celebriin Toga ,ed atlai prodi in (ago. Queſti
non ſono della biaſmeuole condizion di que' cali , che ſogliono
abbacinarſi nell'oro , abbagliarſi allo ſplendore del sole di po
nence , ed acciecarſi colla poluere delle Indie , tanto dannoſa
homai, quanto deſiderata . Diella cantò il Marini , vero Ma
rone delle Muſc Tofcane .
Date chi ſi difende ?
Quai penfier fermi , e casti
Non atterri , e non guaſti ?
Chi teco unqua contende?
chi pinto non ſi rende ?
Qual non cade , o non cede
Forte cuor , Salda voglias intera fede ?
Quando la Val di Tarro fi ſoleno , come dicemmo, contro
il Prencipe Claudio , il Comune di Bardo elelle Luchino de
Luſardi al gouerno della Rocca có quaranta ſoldati ; il quale la
difeſe ſin taco , che giunſe il preſidio de' Firencini madatouidal
Grá Duca di Toſcana.Sono hoggidi Caſtellani di quelle piazze
Antonio figliuolo del Capitano Luchino, & Claudio dell'iſtella
Famiglia, gran Letterato , Dottor di Leggi, Segretario del pren
cipe Federigo. Queſti governa l'armi di Bardo equegli di Com
piano , alla difeſa di cui nelle pallate riuolte ( quando gli ade.
renti di Spagna con l'armi dell'Impero danneggiando iconfini
di Piacenza traffero a ſuoi danni il Colonello della Rocchetta ,
Capicano Franceſe , che mandò a fuoco tutte le Terre aperte di
que' contorni con la preſa del Caſtello di Santo Stefaco, ed altri
luoghi forti) fi diporcò da corraggiofo ſoldato , eda ſervidore
fedele del ſuo Signore. Sarà ſempre lodata la virtù , eziandio
da i nemici . Non vi è fortezza ineſpugnabile, ſia pur forte,c
ben munizionata , quanto effer poſſa; le da Capitano èceoutás
c'habbi il cuore di cera . Non vi è manco bicocca cotanto de
folata, e diſtrutta , chenon pofsiper qualche tempoefſer difeſa
da vn Capitano conſigliato, cd ardito . Al cimento, alle proue
G conoſcono i perſonaggi. fo cerco mi perſuado, che fei Luo
ſardi incominciando fin ' a'giorni del Conte di Venafro haueſ
fero alla caſa de ' Landi ſottratto il loro aiuto, ella homai (per
ta, come di cance alere più numeroſe . e grandi raccontano le
S 3 Iſtorie,
140 DELLA NOBILTA D'ITALIA .
Iſtorie , farebbe fofpirata da i Piacentini .

Landi, : . Non ritrouo per ciò occaſione di merauiglia , ſe da quei ge


neroli,e NobiliſsimiPrencipi vjene tanto pregiata la lor Fami
glia ; poiche eglino no furo mai di que'tali, che ſeruonſi de gli
amici , quali ſoſtegni nelle fatiche, per lo ſollieuo de’lorpen
fieri : e terminato il diſegno , li precipitano ,ad vſo di quegli
artefici,che hauendo dacaallauoriero loro l'vltima mano, ſcom
pongono ilmodello . Altri par, che non poſſano ſopportarela
vircu di coloro ,che co' i:proprimerci fanno manifeſto rimpro :
uero alla di loro ingratitudine. Dirò di lei , come già difle Pu
blio dell'Adulazione : Ella di già fù vizio , ed hor" è oro . Il
perche mi ſtupiſco , che vn moderno erudito habbia laſciato
ſcritto ; comenelle Corti de ' Grandi fortifca un non sò che di
miracoloſo l'ingratitudine Miracoloſa non è ciò che fouente
accade . Pare più colto naturale nie ' Prencipi, a riguardo di ciò,
chenoco Simmaco là , vè affermò: Chel'ozio , e la fuperbia
erano i propri vizij di gran fortuna . Maschi non ricorsoſce
dello ſteſſo lignaggio , Superbias e Ingratitudine? Certo , chenè
-

I'vna,nè l'altra alligaò vn quanco nella cala de' Landinie tanta


benefica verſo de lor' amici, quanto poſsente, e grande . Mai
non haurebbero ardico di sfrondar quella vitesche inuolati gli
hauca'all'inGidie nemiche.

Iuforit, La famiglia Lù ſarda , quando anche foſse ſtata ſottopoſta a i


Titanni diSiracufa ; poteua eſser ſicura da queſti incontri; si
perche ſempre fù a quegli invicci Signori il valore di lei ben
neceſsario :e pat'è vero che cáco ciaſcheduno li preggia,quan
co fa di biſogno ;-sì perche ſuolquaG ſempre la multiplicità de'
beneficij eſpugnare la rocca dell'oftinato petto di chi comāda .
A più colpi di ſcure vidi cadere ben radicato tronco . 1
·S .Greg.lib.si - Racconta S.Gregorio ,aſseriſcono i Filoſofi, inſegnano i Mu» 1
Moral.cos. fici, oſseruano i Naturali: e l'eſperienza medebma ci fà pale.
fe: come per fimboliche qualità , anzi per occulco miracolo di
natupapoco ben conoſciuto da gli antichi Peripatetici , que
cetere concordi in proporzionata diſtanza , ed a maeftreuole
miſura diſpoſte , Tono meſse a rimpetto ; ſe la corda dell'vna
viene da maeſtra mano nell'vniſono leggiermente cocca , fi muo
Pracal, de ue la ſimigliante nell'altra ; benche da niuno , che dall'aria ri
Simpasb,coll percoſsa leggiermente, riccuanon conoſciuto moco . Tali ne?
tempi
: NARRAZIONE I. CAP. XX

tempi andati ci rappreſentano le Iforie entrambo ledouiziofo


famiglie de' Luſardi, e de' Landi . Vna di cui non fù fi coſto
tocca dalla parte nimiça de' Conti di Lauagna , che l'altra non
fi leuaſſe a ſomigliante moto . A i monti di Centoctoci, già
ftato antico della cala Luſarda, fi veggono veftiggia di dirupate
rocche , caftella, argicise corri :ed in particolare nel luogo di
Sant'Ambrogio . Quod ibi femper Mediolanenfis exercitus:qua Piccinell, E
ab Inſubriæ Ducibusaduerfus Ftiſcosſubſidto Landis mittebatur, piff, Fgms .
conſidere ſoleret ; ſcriffe l'erudico.Franceſco Piccinelli ; il quale
quafi in cotale maniera ci dipinſe con l'elegante ſuo ſtile , fra i
moderoi larini molto pregiato , quegli ameniffimi fati : il di
cui giro forma hoggidi nobiliflima Corona al Regio Capo di
Doona Poliſſena Maria de' Landi di Piacenza , hor nella caſa
Doria Principesſa di Melfi : Sjeguono tutte le coſe della terra
la carriera del tempo, il quale appotta mutazioniper tutto : ne
fempre la grao Ruota del Sole ſi raggira ſopra la Atefla Zona .
11 lito di Compiano, quantungae non - fia molto ſpazioſo , è
però molto forte, ed ha giuriſdizione tra le prime d'Italia , non
che del Piacentino, nobiliffima, e grande . E il luogo circon
dato di muri con ſetre corri , ferrato con tre porte di ferro , e
difeſo da vna forcißima Rocca eircondata di foffa , proueduta
di Artiglieria , ed adorna di varij abbigliamenti. Quiui nel
l'Oratorio fi celebra ogni giorno la ſagra Mella : ancorche non
vi manchino diuerſe Chiele ſparſe nel Borgo , ed arricchite di
beneficij Ecclefiaftici, e di molte Reliquie . E ' quotidiana la
predica in tempo di Quadragefima nella Chieſa maggiorej ,
giuſpatronato de' medeſimi preneipi . Euni yn Collegio di ſa
gre Vergini, vn Conuento di Franceſcani Offeruanti, vd'Orato
rio di cento diſcipline, lo Spedale de pellegrini, il monte del
la Pieta ,con il podeſtà Togato, Auditore ,Fiſcale ,Vicario di pro
uilione , Queſtore, Medico publico, Maeſtro publico , Dottori,
Notarise fimili, non ſenza inuidia di non poche Citra d'Italia .
Il laogo abbonda per le continue merci, ch'iui ſono condotte.
Si fà ogni Martedi mercato publico , e per due volte l'anno ſo
lenoiflima fiera . Vo miglio lungi è yn picciolo Conuento del
l'Ordine de'Serui , detto Santa Maria del Fago ; que la Madre
delle Grazie moſtrandoſi ne' fauori più liberale, che in ogn'al
tro ſuo Tempio di quelle Valli, trahe i deuoti Suoi dalle pia
lontane
DELLA NOBILTA D'ITALIA .

lontane contrade dell'Apennina Liguria . Nel Compianefe


diece ,miglia diſcoſto dalle maremme Atà inalzato vn fontuoſo
palagio , ed sna Chieſa con titolo di prioraco . abbonda tutto
il paele di vino , biade, granoscaſtagne, armentis greggiesed ani
mali filueftri, lepori, damme, caprioli, liacijorli, e cali altri con
maggior copia di uccelli, e peſci. Pochi anni ſono , che ſi ſco
prirono minere di argento , criſtallo , ramo, ferro , vitriolo , e fi
mili minerali : ed in diuerſi luoghi furono ſotto terra ritrouate
medaglie d'oro, di argento , e bronzo, coniate con l'impronto
Perpino de' de gli antichiRomani . Dal monte di Perpenna, giuriſdizione
Lujardi. ancica de' Lucardi Conti di Moncearſiccio , fi vagheggiano in.
qumerabili Valli di Lombardia , di Liguria , e Toſcana , con le
Cicca di Piacenza, Milano , Cremona,e luoghia lor vicini. Nel
l'alcezza di quelli li colgono , oltre gli ameni paſcoli , tutte
quell'herbe, che nella medicina ſono deſiderates . Sono le di
lui falde dalla mano di Primauera quindi, e quinci trapunte di
yarij fiori, cherendono quaſi anche deliziofi iprecipizij. Egli
al tempo di Maggio , come più grande , e'maeloſo de'circon
ftanti colli, par fi velta di porpora per la gran quantità delle
fragole, che colleggiar fi veggono in ogni partedi quegli. Il
zatirano di queſti montiè più perfetto di qual'altro fi colga
nell'Icalia : ſopra l'alte cime di cui diſlipate fi veggono dopo
Caltel Zizzò già tanto celebre ( più per le bocche della fama ,
che per le mani de' fabricanti) Rocche diſtrutte e diroccate Tor
Plafoni. ri ; antichi ceſtimoni del valore , e potenza de' Platoni : anzi
più colto veritieri accoſti del danno , che ſogliono apportare le
guerre alle più grandi,e podenci Famiglie. Sono i loro fuccefli
croppo dubbiofi, i danni più che certi, le ruine irreparabili, le
vitcorie ſenza guadagno . Diuinamente cantò quell'honorato
Poeta , che fù a' noſtri giorni il vanto , e le delizie delle Muſe
Toſcane .
Gio Barsiha Ahi , quanto duro : ahi, quanto crudo , e forſe
Marini, Non men crudo, che fero : e non men duro ,
Fu, chi dal carcere de la terra oſcuro
Il ferro.empiodinelle, e'n fuoco il torſe .
Ne men feroce , che le Tigri, e l'Orfe ,
Chi domollo , e trattollo in guerra armato .
Te, Calibe malnato ,
D'ogni
NARRAZIONE 1. CAP. XX . 143

D'ogni Strazio mortal l'antica fama


Autor primiero , e temerario chiama .
Offeruari ancor la Itrada di la vicino , che fece nello ſcendere
l'alpi a'danni di Piacenza Angibale Cartagineſe . Per quella
paſsò il Ré Carlo di Francia all'impreſa di Napoli , e mentre
godea queſti ſtaci il Prencipe Agoſtino de' Landi , vno de' capi Landi.
della Nobilca Piacentina, alcre dodici Compagnie di Franceſi,
di là paſſando contro la Maeſtà di Carlo V. d'Auſtria Impera
dore , nella Val diCompiano furo tagliate a pezzi da i Terraz ,
zani. Pare fatalica de'Galli, lo hauere il lor ſepolcro nelle as
meniflime Valli di Lombardia .
Alle radici di Perpenna ſcaturiſce vna fonte , l'acqua di cui
riſana ogni gonfiezza, e morbo nella fauci : è circondata di
verdeggianti herbecte, oue par rida il Maggio in mezo il Verno ,
Sotco la Contea di Compiano fi contano ſettantacinque Ville
ridotte in ventitre Parochie ; fra le quali la Pieue di Bedonia
non è indegno del titolo di Citta . In queſti ftari ſongli vitimi
confini delPiacentino : dall'Orizorce ſi veggono i Parmigiani.
que' di Pontremolo , & la Valle di Magra ; a mezo giorno il
Genouelato ; all'Occidente ilMarcheſaco di caſa Malaſpina , &
gli Itati della reale famiglia del Prencipe Gio. Andrea Daria .
Continoua il Piacentino per la Valle di Ceno verſo le parti Am
quilonari . Entra il Ceno nel Tarro eď voiſce gli ftatidi Com
piano con Birdi, Marcheſato Imperiale de Landeli gid Contea
de' Platoni,e de' Roſſi di Piacenza . Nel cui terreno per le con
tinoue guerre de' ſecoli paſſati viè più copioſe apparuero le ſpja
1 ne , che le Roſe; inaffiate di ſangue .
2 E ' la Terra di Bardi la più famoſa , e forre de' Piacentinis coe Bardo .
piofifima di honorate Famiglie, di habitazioni cittadineſche,
3 di Dottori, Soldati , e Mercatanti . In efla rigiedono per ſei
Landi ...
meſi dell'anno gli Vfficiali medeſimidi Compiano , vn Capita
no di Caualleria , vno di Fanti , il Capocaccia del Prencipe, e
molci Letterari. Per priuilegio di Rodolfo, e Matthias Impe
radori il Conte Federigo da Lando vi ha eretto vn Collegio
di Notari, di già vnici a quello di Piacenza , ed ha otcenuta la
facoltà di creare gli ſteſſi, di addottorare in ogniſcienza, legit
cimare i baſtardi, ed altri molti honori . Quivi fi batre mo
geta d'ogni force . Ewui vn Conuento de'Serui , ed yn'altro de”
Zocco
144 Ø BLLÀ NOBILTA' D'ITALIA .
Zoccolanci, in cui ſi predica l'Auuento ,e la Quareſima con gran
concorſo ; e due volce la ſeccimana per tutto l'anno G fanno le .
zioni publiche di morale Teologia . Vi ſono due Chieſe Paro
chiali', vnia Confraternica di diſcipline, vno Spedale , ed altri
luoghi pij . La Rocca è ineſpugnabile, con appartamenti ſon
tuolillimi, vua Libraria, vn'Armaria, e varie Galerie, Giardini,
Horti, e Foncanedegne della grandezza di caſa Landa . 'Qui G
vede la Spada di Carlo Quinto , con alcri riguardeuoli lauorieri,
& ſontuof arredi . Tre volte la ſettimana di fà il mercato ; ed vna
volta l'anno , con gran concorſo , ſolennislima fiera . Dugento
venti paſſi lontano dalla terra con le ruine della picciola Chieſa
di S.Biaggio a ricordo perpetuo della Vitcoria , che del 1322.
Galeazzo Viſconte prencipe di Piacenza a fauore de' Conti Lan
di riportò con la morte diGiacopo Caualcabò sil.quale di già
tenea aſſediato il Caſtello di Bardo . Hanno vo miglio di cir
cuico le veſtiggia della Cicca di Vmbria con le reliquie d'altre
fortezze nel monte d'Occa , e in monte Bareguzio, oltre le di
ſtrutte Caſtella di Lama, Pregimella, Petraceruaria , e fimili,che
Cutte furo de' Lufardi , e Placoni ; & ne ' lor fondamenti furo
già ritrouate monete antiche con le impreſe , ed i gomi de?
Conſoli di Roma . La memoria della ruina di Troia non laſcia
luogo allo ſtupore per tante mutazioni.
. Fuit Iliym , & ingens
Virg. des .2 .
Gloria Tencrorum : Ferus omnia Iuppiter Argos
tranftulit .
Hà il Marcheſato di Bardo giuriſdizione di cinquantacinque
villaggi, diuiſi in ventidue Parochie di fito son meno douja
zioſo, che quelli di Compiano , con cacciagioni di animali fil
ueftri, e gran copia di Altori, Sparauieris e Falconi . Ha minere
di ferro ,di rame, di marmi, di alabaſtro , di berilli, e criſtalli .
E'queſta , quella ſpazioſa Valle dalle Canzonidel Diuino Pes
trarca celebrata jo
Dall'Oriente , e da Seccentrione riſguarda le delizioſe pia
aure di Piacenza ; dall'Ocaſo i Marcheſati di caſa Malaſpina ; e
Dat dit arro dall'Oltro fi vnifce con la Valle del Tarro , circondata da cin
quantacinque altre Terre , diuiſe ja ventitré Parochie fotto la
Platoni, giuriſdizione del Borgo ;che, dopò di eſſere Atato de' Platoni,
Fieſchi, Piccinini, Bortomeis e Landia hor.comc ancicomembro
del
NARRAZIONE I. CAP. XX .

del Veſcoato , e Ducea di Piacenza , è ſogetto ,con titolo di Prin Odoardo


cipaco , al Sereniſsimo Sig . Duca Odoardo Farneſi , Idea dell'an Farnej .
tico valore de' Prencipi d'Italia : Il di cui merto non è fi angus
Ito , che poſſi trattenerla cra i termini ordinari o di Augufto, o
di Grande .
Appariſcono in ogni parce le ruine di non poche Caſtella ;
non sò ſe per le guerre de ' Fieſchi, ouero per quelle di Anniba
le co ' Romani ( come ci laſciò ſcritto il Piccinelli ) di già adeo
guate al ſuolo , arſe ,e diſtrutre . Trionfa il tempo de gli Impe.
ri, e de i Regni : anzi Perar . par.
Cosi fuggendo il mondo ſeco volue ; 3. nel Triona
Nè mai li poſa : nè s'arresta , o torna , fo del Tempo
Fin che ci hà ricondotti in poca polue .
Rappreſentò in viſione al Profeta Ezechielle la Diuina bon- & xesh.capir
tà : quanto volubili foffero quegli Imperi, che raffigurauandi
ſotto ſembiante di animali alati , cra velociſsime ruote, accom
pagnati da i venti, circondati di fiamme: nel di cuimezo apo
pariua l’Electro ; che fauoleggia l'antichità eſſer il pianto delle
(conſolate ſorelle del folgorato Fetonte . Non poteuano me.
glio le fignorie eſſere pareggiate , che a velociſsimi, e ſtrepitoſi
venci ; l'eſſer de ' quali alcro non ſi può dir , che ſia : che vn palo
ſaggio , o vna fuga. Queſti è il vento di Vliſse; che, quando
meno ſe vi penſa , ſuaniſce ;e tal'hora ci dà il naufragio in por
to . La doue cantò il Poeta di Sulmona .
Paffibusambiguis Fortuna volubilis errat .
Non mi è paruto diſdiceuole l'eſser proliſso, cótra ogni mio
coſtume, nel deſcriuere queſta più montuoſa parte del Piacen
tino ; non ſolo per far paleſi al mondo i pregi di quella Nobi
liſsima Circa, che quali vn picciol mondo ſotto il ſuo Impero
tiene : dando queſto tributo di lodi a quella madre che midiè
feliciſsimi natali ; in quella guiſa, che il valoroſo Vliſse, per a
ſempio degli Eroi celebrato dalgrande Omero , defideraua ac.
coſtarſe canto alla patria, che almeno ne vagheggiaſse il fumo :
ed ella pure non era vna Piacenza , che dal nomemedefimo fi are
gomenta vn Compendio de' piaceri ; non era vna Bologna geni
trice glorioſa di tanti Eroi ; vna Venezia ſplendore,ed ornamen
to dell'Italiana grandezza ; vn Napoli , vn Milano di potenza 11 Matteassi
non inferiori alle più potenti Città di Europa ; yna Roma capo diſc.8 .
T del
146 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

del mondo , od altra ſimile ; anzi era Ithaca, ſcoglio del mare,
che più coſto parea nido di vccelli , che albergo di Cittadini edi
ficato in dirupati deſerti , cra duriffimi ſaſsi. Dicea Sertorio :
che hauea più a grado viuer vita priuata nella parria,che fuori
di effa effere Imperadore dell'Univerſo . Ci laſciò ſcritto Eu
ripide . Nullum Viro est ſuauiusſolum ;quàm quod nutriuit eu .
Ma molto più mi ſono dilungato per far conoſcere con quan
ta gran ragione habbia ſcritto della Valle di Tarro queltales .
Piccin, losie. Ac quemadmodum Europa totius eft orbis terræ nobiliffima , &
pulcherrima : ſic Italia vniuerſis Europæ prouincijs Specie ,
dignitate antecellit, hortusque nuncupaturamaniſmus; quem
natura prouidiffima mater alpibus undequaque veluti fepeine à
barbaris , & feris nationibus , quæ illius direptioni , & præde
Semper inhiarunt, facilis in eam fieret irnptio , circumuallauit.
Ita Vallis Tarri placidiffima, tanquam fecretior quidam Italia
Hortulus, vbi pretioſiora reponi ſolent, eft appellarda : quippe
que instar alterius Italiol & montibus circumcirca , vt aduerſus
hoftilem impetum , atquè iniuriam tutior , ac munitior conſerue
tur,ſepia est . Incolæ opibus, elegantia, ornatu excellunt . Lo
cus eft, & virorum multitudine, atquè ædificiorum magnificen .
tia, platearum numero , e concinnitate , ac circumiacentis re
gionis amænitate delicioſus, & afpeétabilis. Magnus eft meru
catorum concurſus ; plures officinæ, & taberna, vari omnis geo
neris artifices ; ad vrbanum morem cultus , vestitus. Sunt
multi Iurifperiti, Aduocati,Caufidici, Theologi, liberalibuſqué,
ac politioribus artibus exculti . Parla ei del Borgo ; le preten.
Gioni di cui diedero, come habbiamo veduto, ſotto la ſignoria
Plaroni: del prencipe Agoſtino , l'vltimo crollo alla Caſa Platona,già per
lo addietro tanto temuta da ' vicini Marcheſi ; tanto copioſa di
douizie, numeroſa di ſeguito . Non fù ſenza miſtero la facolo
ſa tradigione di Teſco : poiche la Corona di Arianna , ſendo
(come altri ſcriſſe) formata co' fiori chiamati Teſei, ci dà a di
uidere che le corone medeſime hanno congiunzione e ſtrettez
za con le fuenture . Formauano per ciò gli antichi,qual'ondeg
giance nauilio , il diadema de' Regi,per additare alla potenza
loro, forſe nel più tranquillo di dolciſsima calma ; nell'auge ,
dico , della loro graodezza ; vicino ad ogni ſoffio di nemico
vento , ò procelloſo naufragio ; ò doglioſa tempefta ; da i ba
leni
NARRAZION E I. CAP. XX . 147
ieni di cui non è ficura l'altezza dell'Olimpo .
Vaglia il vero ; che , quantunque le già famoſe pompe del
Tebro alciero , e le honorace reliquic del gran nome Latino cer
canli in vano tra incenerite tombe , e tra ruine herboſe : quan
tunque Athene, Troia ,Cartagine, Argo, Thebe , Corinto, e Ba
bilonia hora fien nudi nomi, o nude ceneri, di cui apena lice
riconoſcere n: inuti , e fallaci veſtigi ; ancora in onta dell'ola
traggiatrice Forcuna lc glorie della caſa di Angiera fi manten
gono nella Valle di Tarro , con la virtù divn Froilo dello dello Troilo Pla
ligoaggio ; che , impiegato a' feruigi del Sereniſlimo Eroe Far- sonis
neli, riſtora le ruine del valore, in tanti famoſi perſonaggi della
caſa Platona, Luſarda, e Roſsa caduto , e ſpento . Da i fulmini
della Sorte ſotto gli allori della Virtù Gi ricouerano i Saggi .
Di queſta Cara già diſsi, che fioriſce hoggidì nell'Ordine
de' Minori Conuencuali ovn Religioſo oſseruantiſsimo, e mol
co letterato ; Guglielmo Plati da Mondaino ,o Mondiano ( co Plarida
me dicono alcuni) Autore di molti libri , dotato di erudizio. Mondaino.
ne , e di ſpecolaciue facolca ; che fù nipote di quel Paolo Poe,
ca Toſco , Caporione di Roma , Coppiero del fù Eminentiſsi
mo Borgheſi, & Cauagliero del Duca di Sauoja : figliuolo ben
degno del Dottore Pier Matteo ,che fanno gli eruditi eſser'Aus
tor di Libri, Filoſofo profondiſsimo, Eccellentiſsim o Medico,
delicato Poeta ; Ne più altamente può volare la fama, che con
le peone disi eminenti ingegni. Relta iſgannato il mondo che
anco l'era preſente è copioſa di Orfei, di Pipdari , e di Apolli
ni ; i di cui verdi allori non mai ſaranno giudicati inferiori di
pregio à quali altri già mai nelle ameniſsime falde del celebra
co permeſso campeggiaſsero .

3
5

T 2 Nobiltà
T
DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Nebilià de gli Scori diſceſi dalla Reale Profapia


de Douglafla .

NARRAZIONE SECONDA .

CAT.I. Ra le Iſole principali di Europa riene il primato , douu


cole ſenza conteſa la gran Bretagna . Ella è di forma tri
F angolare , diuiſa in quacero potenciffimi Regni : ilmage
Demp.in Ap giore di cui ſempre ſi è moſtraca la Scozia : la quale ſola non
par ,ad Hifl. fopporcò gran tempo il giogo dell'Impero Romano; ſconfiffe
l'anglia , diſtruſſe i Picci ; ſignoreggiò l'Irlanda , la Vallia , le
Orcadi , la minore Bretagna , e gli ſtati vicini della Gallia; ſi che
fù sferza delle più poderoſe milizie , e non meno meritcuole ,
ch'emola dell'Impero .
Domp. in Hi Dal Rè Ferguſio figlio di Perquardo Monarca dell'Irlanda ,
for. Eccl.ger che 330. anni auanti la venuta di Chrifto debellò Coilo Prenci
ris Scor.
pe de' Briconi, continouaro nel Regno cento otto potentiſſimi
Prencipi,matenédoſi la poſterita disìgran Sire fio'al ſecodo fe
colo della morte dell'humanato Iddio ; quando , morto Lutazio
pur dello ſteſfo ſangue, regnaro alcuni ſuojnipoti ; il più faggio
Gonçu.de du de'quali fù il Rè Donaldo , Chriſtianiſlimo Prencipe , fratello
pl. Ales.relig; del Rè Ecodio primo , padre del Rè Ecodio secondo; ildi cui
apud Scor.l.1
scertro indegnamente dalle mani di Arcilco ſuo figlio cadecte in
grembo a diuerſi Tiranni , che non fenza nobiliffima gloria de i
valoroſi Rè Findoco , e Cormaco, entrambi figliuoli di Attilco,
furono eltinti . La némica fortuna, che tanto trauagliò quella
Caſa , ci addita : Effer chiamato a' trauagli , non a gli honori
chi è inuitato al gouerno .
Di fente dal Dal primo deriuarono Donaldo II.e Cratilinto Rè con Gute
Doglionid'Eu
Panne nel tagono , e Macra ambidue Santi. Nacque dal ſecondo il Rd

SOD 3 il Dept. Fincormaco padre de' Sanci Elifio , Eucherio, Suſana, Libaria,
Hif. Scor.lib . e Menna martiri, di Erodio terzo,e di Eugenio il primo ; co' i
13.nu.835 • quali, l'un dopò all'altro, infelicemente tra gli horrori di mor
336 c.io.te, continouando d'ogniincorno le guerre, tegnarono i Nipoti
39 , e l'altro
feguito dal Romaco , Anguſiano , e Fetelmaco , battagliati da i vicini Bri
l'autore . coni, da i Piccise da i Romani . Prouarono queſti Signori: cho
il
NARRAZIONE 11. CAP. 1 . 149
i Sommo Iddio lor diede la gravezza dello scettro , accioche
fraſtornati dall'ozio veggiaffero alla difeſa di quella Nobiliffi
ma prouincia ,che fù genitrice felice di tanti Semidei ; di tanti
Eroi .
Morto nella battaglia con Maſſimo,Capitan de' Romani , il
valoroſo Eugenio , entraro in quel paeſe l'armi d'Italia : la po
tenza di cui era più temuta da' Barbari , che ammirato il val
lore . Spirauano sù l'Occano fiamme di fuoco te ' Aquile loro ;
al coſpetto di cui non ſem.brauano i Potentati ſtranieri, che de
boli farfalle . Là ſi condolero tratte da quell'ingorda ſece :
Che quanto è più fatolla, ha meno quiete .
Scorſi da così graue caſo più d'occo luſtri . Ferguſio figliuo . Dogh loc.cite
lo del prencipe Erconato ,vnigenito di Ecodio Re , non ſolo rio Demp.lib. 6 .
pigliò lo ſtato de'maggiori ; ma ripaſſando i mari , ſe ne volò nuis3 ?:
alla ſtrage di Roma . Cantò Claudiano .
Venit, & extremis legio pratenta Britannis,
Quæ Scoto dat frana ſuo , ferrog.notatas
Pellegit exanimes Picto moriente figuras .
Combatrete con eguale fortuna contra di Catfio : reſto veci
fo da Maſlimiano , rimanendo lo scettro in potere di Eugenio
secondo, di Coſtaocino, e Dongardo ſuoi figli. L'vltimo ge
nerò il Rè Conrano, l'Abbate S.Fridelino,e il Rè Conuallo pri
mo , padre de i Ré Eugenio terzo , Conuallo ſecondo , e Chi
natillo .
Congiunto Eugenio con la B. Tamete figliuota di Lothi Rè Demp.num .
de i Pitei hebbe i santi Fiacro , c Chentigerno Veſcouo di Glaf. 757.0 alibi,
couja , entrambi Monaci,e Doccori famoſ , Apoftoli de gli An .
gli Occidentali. Il Rè Chinetto fù figliuolo del ſecondo Con
uillo . Da Chinarillo è difceſo il valoroſo Aldano nipote di S.
Droſtano , che conſecratofi a Dio nell'ordine Monaſtico diè in.
kuce vo libro del difpregio del Mondo . Fiorì la Religione Ca
tolica in quel felice Regno viè più per lo grao zelo, che dell'ho
nor di Dio hebbero Eugenio quarto figlio di Aldano , e turla
la di lui poſterica , che continouò nella linea di Fercardo primo
genito dopò Fercardo secondo Gn'alla morte del Rè Eugenio
felto : e in quella di Donaldo ſecondo genito fin'alla morte del Dompinum
Rè Melduino genitore felice de' sāti Villibaldo Dorrore,e Vef: 1160.
couo di Saſſonia , Vnibaldo Abbate, e scrittore Ecclefiaftico, &
Vala
150 DELLA NOBILTA D'ITALIA :

Valapurga vergine Badeffa checompoſe la vita de ' ſuoi fratelli.


Tanto iſtimo più publica, quanto fù più priuata la vita di que
si ſaggi Prencipi. Seppero in terra trattenerſi con Dio .
Dongardo Prencipe , fratello del fü Rè Melduino , meritò
conſeruare la famiglia Reale, che homai pareva eftinta, poiche
generò Eugenio quinto , padre di sant'Odda protettrice di di
uerſi paeli nella Fiandra , e del gran Rè Fiudano , i di cui figli
furono i santi Abbaci Forſeo , Foillano, e Vltano Dottori letce
ratiffimi: co' Regi Amberechetto , ed Eugenio di cocal nome
it fecrimo . Abbondaua l'Erario di queſtiGrandi, di que' Te
fori ; che ſi ponno ſpendere in ogni tempo : Religione, Picta ,
Munificenza, Giuſtizia .
Da Eugenio diſceſero il Prencipe Dongallo padre del Rè
Conuallo terzo, il Prencipe Dauid padre di S. Rumoldo Veſe
couo nel Brabante , Dottore, e Marcire , ed il Rè Etfino padre
de i Rè Ferguſio terzo , e Acaio primo , il quale laſciò di ſe il
Rè Alpino .
Di Amberechetto fù figliuolo Mordaco Rè ne gli anni del
Signore ſettecento ſedici. Coſtui cedendo la Corona nelle guer
re ciuili a ſuo Nipote Etfino ſi ritirò in Noruegia, oue generò
Vgone , Cauagliero dieminente ftatura , di cuor marziale , di
animo generoſo, e di colore oſcuro contra l'vſo di quelle parti .
Lo volea il Signore reſtituire, ed alla patria , e al Regno . Non
ſon mai tardi i fauori del Cielo .
CAT.II. Rdeuano pur anche dopo la morte di Mordaco,nella Bre
A tagna le fiaccole di Bellona , le quali di leggieri fi accen
Demp. lib.si dono , difficilmente ſiſpegnono . Soggiornaua quel Piercipe
76.401 gella Corte del Rè de' Dani, mentre tegnando il valoroſo Sol .
uachio figlio di Eugenio quarto ſuo fratello , circa gli anni del
Saluatore feffanta fette , Bagno Ebridiano formò contro della
Corona vn poderoſo eſercito , che teneua alíediata la Nobiltà
Scozzeſe entro la Val di Lorna. Volle la prouidenza di Dio loc
correre in sì euidente periglio al Chriſtianiſſimo popolo con
l'arrivo di Vgone. Entrato nella Valle coſtui, ſconoſciuto da
tutti , 6 ſpinſe, come laetta nelle ſquadre rubelli, doue ſegui
tato da' ſuoi ruppe le prime compagnie, e giunto all'improviſo
nel padiglione di Banno troncò dal fanguinoſo buſto la ſcele
rata ceſta , gonfia di fumo , e pregna di ambizione ; che ſendo
ſempre
NARRAZIONE 11. CAP . II. 151

ſempre ſtata riuolca ad inquieti diſegni non ſeppe ritrouare al.


tro ripoſo , che la morte medefima. Aliri , che sì gran mano ,
non haurebbe fermato così inftabile capo , temperato di ſan .
gue , c d'immondezze .
Tanto èinfelice la condizione del Prencipe , che ſcriſſe vn Vennoz.ool.
faggio . Regum exitus fi reputauerimus, pluresà ſuis, quàm ab 3.nu.1803 .
bostibus interemptos reperiemus , nello ſpacio di novant'anni ſi
contono venci Imperadori violentemente morti . Maſcheran- Castigl.pag.
doſi il vizio bene ſpeſſo con la virtù, non vale talvolta al Preno 35 .
cipe farfi amire dal popolo con ogni mezo lodeuole,che ancor
fi crouano de ' Coſpiratori. Odiauano gli Ebridiani la pruden
za del Rè , fuggendo per natura la ſuggezione. Ma poiche i
tanti Monafteri , e Chieſe dalla caſa Reale in alzati per tutta la
Bretagna erano anella d'oro, che allieme vnite formauano vna
catena per conſeruarla vnita al Paradiſo, contra di lei non pre
ualſe l’Inferno . Dicea il medelmo Ariſtotile: ch'era più pron
to Iddio alla conſeruazione de' Principati , quando i Potenti
l'amano , e riueriſcono .
Se Vgone foffe viſſuto a' giorni del Gencileſmo haurebbe me
ritato luogo frà gli altri Dei, adorati dalla mal'aueduta anti
chità . Fù parere diOrazio , che il moſtrar alla Patria debel
laci i nemici foffe coſa , che al trono di Giove attingelſe, ed ha
uelle molto più del Divino, che l'arriuare con le ſpecolazioni al
conoſcimento di naſcoſti ſegreti.
Ma , perche la gratitudine, e la munificenza ſono quelle vir
tù , che l'vltime moriro ne' petti di sì gran Prencipi ; chiamò
da i Cortigiani Soluachio, che foſſe ſtato l'autore della morte
di così gran Tiranno : e riſpondendo alcuni, all'arrivo di Vgom
ne , nel lor patio linguaggio Scolto Dou - glas, differo : Vedi
Sire quel Bruno . Accolſe ilRè Vgone, e conoſciuto per fratel
lo del Padre l'honorò come Zio , affegnandogli Douglasdaila ,
cioè la Valle de' Douglaſli, con altri fati, e moltiſsimi honori .
Quindi ne derivò il cognome della Caſa Douglaſsa , a cui do
ueuafi per lo adietro nell'armata Reale per continouato retag .
gio , ed antico poffeffo il gouerno ſupremo della Vanguardia .
Eran figli di Vgone il giouinetto Vgo, & il famoſo Guglielmo.
Il primo trattenutoſi al governo de gli ſtari paterni dilatò
la Famiglia in diaerſe Illuftriffime Caſc de'Conti di Anguſa ,
Mur
152 DELLA NOBILTA' D'ITALIA .

Demp,num . Mutcauia , Mortonia, Ormonda, Euſdalia, Teuidalia, Balucnia ,


431 . Galiouidia, Acandalia , Vacobdalia, Clydsdalia , Nitsdalia, ed
Acolia , Duchi nel Turoneſe, e Prencipi della Francia ; i quali
Itrinfero con viceo deuoli matrimoni venti ſei volte almeno la
parentela co i Rè di Scozia ,bene ſpeſſo con quegli d'Inghilter
ra, e mai ſempre co' maggiori Potentati di que' Paeſi . Ed an .
corche gli ſceleraţi miniſtri di Sacanaffo habbiano là diſemi
Alte d'ogn'intorno le horribili beſtemmie di Lutero , Caluino,
non ancor di è veduto vn di queſta Chriſtianiſsima Cala fora
ſpecco di hereſia : ſcriuono alcuni , che il sanco Abbate Vende
Demp. san , lino Protetcor di Tolone, ed autore di Regola Monaltica foſse
anc'egli fratello di Vgo Douglas, e di Arnolfo il Santo Veſco
uo di Metz.capo della famiglia de i Rè di Francia . Cantò yn
diuoto Poeta .
Vuendelinus erat Scotorum e ſanguine Regum :
Et ſanguis Regum Sponte regebat oues ;
Poff , bonines rerit , quos Santia tenebat Eremus .
Vrbs quoque nunc huius nomine dicta manet .
Dip. parlim Riferiſce il Baron di Muresk innumerabili Autoris i quali frà le
in His Eccl. innumerabili ſchiere de' sanci di Bretagna annoueraro nel fan
giris Scotorü .
gue Regio Colomanno Apoftolo dell'Auſtria , Manſueto ,Mau ..
ro , Lucio , Colombano Abbate , Orſola , Vittoria, Babila , Giu
lia , Adriana, Ebba Badeſsa , Daria, Macrizio , Aurea , Giodoco ,
Licia, Gerafina , Pellegrino , Fiorentino Eremita ,Claro martire,
Ecclreda , Pandiana, Vindoco, Oſinana, Nianiano , Defignato ,
e Ricarda Imperadrice . Guglielmo Douglas Abbate Mailro
ſien ſe ſcriſſe le Iſtorie de' ſuoi tempi , eflendo Confeſſore del
Rè Malcolmo . L'Arciueſcouo Gauino Conte di Anguſa diede
Virg.lib.4. in luce molte opre, e Polidono Virgilio nominollo : Vir ad ma .
Him,Angli gna natus ſumma nobilitate , & virtute . Il Conte Dawid (e
guendo le parti della Reina Maria Stuarda per la fede di Chris
ito perde la vita in Inghilterra , e ritrouolla in Cielo . E' rius
fcico impoſibile a gli Ingleſi ſradicare la pianta della vera re •
ligione da i cuori de' Douglaffi, già creſciuta col ſangue di tāci
martiri dicotefta Sereniffima Cala . L'eſaltazione fimolata de
gli Vgonorei ne' meriti di Chriſto non puote priuare di merito
i diuori di quello . L'oglio di queſta Ippocriſia non ha ancor
penetrato il criſtallo del petco di alcun diloro . E gran vitrù
l'effer
NARRAZIONE II. CAP. I.
l'effer buono tra i buoni ; il conſeruarf frå i diſcoli traſcende
l'altezza delle Stelle .

chio né gliapoidel Signore ſettecento occanta fecce ;quan CAP.III.


do gli Angli Salloni affalenda i confini della Francia, l'Impera Dogl.pag.341
dore Carlo Magno collegolfi con le genti di Scozia ,e diede rotta Congu.pag.
a i nemici di Chrifto . 43 .
Seruiua nell'armata Franceſe il Prencipe Guglielmo fratello
del medeſimo Rè,comandando a quatromila ſoldati di ſua na
zione , ne vi era alcuno in tutta quella Corte , che lo auantage
giaſſe in douizie, in valencia, e honori . Eran con effo lui Gu
glielmo, valoroſo Capitano, fratello di Vgo Co. Douglas, e cu
gino del Rè,Rabano , Alcuino, Gjoannise Clemente Dottori fa
mofillimi, con l'aiuto de' quali ſi ereffero le mora di Firenze ,
gli studij diPauia, e di Parigi, fabricandoſi d'ogn'intorno al
fpefe diGuglielmo , ed Oſpedali, e Monaſteri , e Templi.
Di queſti ſteſſi ſoldati di Guglielmo vogliono grauiffimi Com, loc.cie.
Scrittori, che deriuaffero gli Scoti di Piacra, i Mariſcorţidi Dup. In oppi
Bologna, e Siena , i RiaridiSaucna , gli Scozi diMantoua ,i Pao Biba, cap.18
paroni di Roma, gli Schizzi di Mantuuas di Cremopa, e di Ves
rona , con altri innumerabili .
Si ritroua nella Biblioteca Vaticana vu libso delle famiglie
Illuftri diſcendenti dalla Caſa Douglana .
Affermano gli ancichi Annali di Piacenza, quelli di Scozia, la 1. Demp.l.4
Cronica di Aleſſandro Duffo ſignor di Tilliſaula , Monſignore nu.Hip 401.
. Ecclef.
di Bagnerea , Franceſco Sanſouini , il Conte Federigodi Vigole
no , il Baron di Muresk , Gio . Michele Piò , ed altri Autori, che
la Famiglia Scotadi Piacenza diſcendeſſe da Guglielmo Capi
tano dell'Imperadore, fracel cugino di Acaio Rè di Scozia. Dj
uerli Imperadorine' loro priuilegi chiamaronoi Signori di Vi
goleno con citolo di Conti di Douglas.
lafermolliGuglielmo fratello del Conte Vgo Douglas gra:
demente all'aſſedio di Pauia . Dal Campo ilGenerale Gugliel.
Ano fuo cugino lo fece craſportare a Piacenza, Città molto vici:
sa , diuociſsiina de' Gigli d'oro , nimica della Tirannia di Defi
derio Rè de i Longobardi .
Qui fermoſsi il Douglaſsi incaſa di vnde'
primi partigiani Calu.inCbro
di Francia, chianiaco Antonio de Signori di Spetto : Caftello, ni, Plac,
V che
154 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

che fabricaro iRomani nella Valle di Nura . Le gentili manie


re di sì gran Cauagliero con meno acceſero l'animo del virtuo
fo Antonio di paceroa affertione verſo di lui , che il reale ſem
biante dell'vnica figliuola di coſtui rapì il cor di Guglielmo .
Penetrò ben'a détro nel petto della gentil dozella da gli ſguar.
di dell’hofpite la faecca di caſto amore . E in queſto modo la
prouidenza Celeſie a dalla quale ſono ſempre mai goueroate le
facende de gli huomini , fece va colpo meraviglioſo della ſua
autorità ; acciò che rimaneſſe nel fecondo terreno di Piacenza
quel ſeme, il quale ne glivleimi confini della terra eſalcò fin '
all'empirco cosi odoroſe piante . Diuenne non tantoſto ,c'heb
be ricuperata la ſanica , lo Scorigenero, herede, e figlio deldo
uizioſo Antonio . Riferiſce Franceſco Sanſoujni ritrouathi nel
tempio di S. Lorenzo di Piacenza le armi de gli Spettini vnite
con quelle de' Douglaſfi. Di queſta Caſa furo di poi ne ' ſecoli
vegnenti non pochi Capitani di noniesvaloroſi soldati , e Cao
:.. ; vaglieri .
Bx Cbron . Ripaſſando l'Imperadore le alpi creò il Douglaflo, a richie
missansiqi fa del Prencipe fuo cugino , Generale Vicario di Lombardia .
Plac.
Hebbe egli molti figlise nipoci, che impiegandoſi nelle armi,
e pe' gouerni dilataro più che mediocremente le facoltà poffe:
dute da Antonio auolo loro .
Gioanni figliuolo di Guglielmo hebbe fama di prode Ca
uagliero , eſercitato ne gli ſtudi dell'vna , ed alıra Pallades .
Fù il principale ornaméco di ſua famiglia appreſſo i Piacentini.
Si come Dauide fù a parte de gli honori ne' maneggi politici;
ne ſi moſtro di gran lunga diſcoito dal ſuo eſempio , caminando
per la ftrada del padre .
CAP . IV . A ritorniamo con Guglielmo fratel di Acaio verſo il Res
M guo di Scozia , oue dopo la morte del Re Dongallo fi
Cona.pag.45 gliuolo di Soluathio ottenne la corona il generoſo Alpino fin
glio di Acaio , nipote diGuglielmo, che rinunciando alle armi
con voto di perpetuo celibato attendeua corinouamente all'o
pre di piera . Sapea beniſſimo , che le anime noſtre ſon come
ſpecchi della Diuinica ; la purità delle quali quáto è più grande,
tanto riceuono maggior diſpoſizione per raccogliere i raggi
della vera Sapienza”, conoſceua dall'iſperienza , che ,
I Regnis i falſi honor , le gemme, & l'oro ,
Cui
, NARRAZIONE II. CAL", Ir . iss
Cui ſolo il mondo vag gillando crede , L'Alamäng
L'alte fatiche il nostrò human lauoro , ; oppreſſo Los
dou . Guic.
cbe Son del tempo doloroſe prede , fogli 341 .
Naſcon d'affanni, & fuggonli in poche bore ;
Sol il ben nostro oprar già mai non more .
Succellero al morto Alpino i due figli Donaldo , eClenetto pa. Dogl. et 'DE.
dre de' Regi Coſtantino, ed Echi : da cui derivò il Rè s. Coltan pstill co
tino padre del Rè Iandolfo auolo del Rè Coſtantino più gioua
ne . Di Coltantino primo diſceſe il Rè Donaldo padre del Rè
Malcolmo
Queſti generò il Prencipe Mogalo padre di Grimo Rè, il Rè
Si Duffo padre di S.Guglielmo, Colomanno il Santo , e il Rè Cleo
netto padre del Rè Malcolmo : il quale laſciò il Regno a gli
Abiatici Macabeo , e Donaldo padre di S. Malcolmo riformato.
re di sì gran Regno, marito di S.Margherita herede del Regno
d'inghilterra, figlia di Sant'Agata,che fù di Santo Salomone Re
di Vogheria :
Tanco è difficile lo sbandire dalle Corci il vizio , che il gioui.
nettó Rè , benche nodrito col latte della pietà ,ed alleuato pelo Dempinum .
la culla de' precetti Diuini , s'imbrattò in pratica men lecica , e 426 .
generò Alano cognominato Denſtero, prode combattitore,ca
ро de' Baroni diMuresk , Achterles ,e Killemont Viceregi di
Saufia , e di Buquhania . Sono per ordinario ibaltárdihuomi
ni di valore, poſciache naci d'amore hanno contratti gli ſpi.
rici paterni»da i quali ſi accende l'animo ad abbollie con la
virtù la macchia de natali .
31 Nella legittima diſcendenza del Santo Re,il quale vſurpando Dép: paffim
quel detto delmoralifimo Seneca . Maior fum , & ad maiora in Hiß.Eccl.
genris scorer
natus i qudm vt corporis mei fim'mancipium . imbrigliò con la Cona.l.e.
ragioneilſenſo, furono i Sanci Prencipi , Dauide Ré ; Edemon .
do Veſcovo diSant'Andrea ; Matilde Reina d'Inghilcerra, auon
la di Enrico , di Corrado , di Federigo , di Filippo , di Enrico
felto , e di Federigo ſecondo Imperadori ; Gualtiero Dottore ,
e Abbatte diMaillos ,S.Malcolmo Rè ( figlio del Prencipe En
rico , ch'alcri differo figlio, altri fratello del Rè S. Dauide; ſi che
ei fu fratello del S. Re Guglielmo, padre del Rè S. Aleſſandro)
Guglielmo Rè, che col cugino Riccardo Rèd'Inghilterra ten
ne.Dauide ſuo fratello in Paleſtina per la difeſa della fede Chri
V 2 ftianas
156 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

ftiana, Aleſſandro primo, Aleſſandro l'vltimo di quei Re, Aleſ


ſandro, è Macilde in Francia peregrini, tutti per la loro pieca
annouerati tra i Beati del Cielo .
Succeſero nel Regno i , poſteri d'Iſabella figliuola di Dauid ,
nipote di S. Guglielmo Rése moglie del Prencipe Roberto Bru
Doglebot. fio . Maneggiaro gran cempo nelle rivolte ciuili le facende di
queſto scettro Andrea, Dauid, Giaccmo, ed Arcimbaldo Conti
Doglaffi, fin canco , che per le nozze di Maria Bruſia figlia del
Rè Roberto con Gualtiero Suardi , vno de' Duchi ancichi di
Rotheſay, finiſcalco del Regno, diſcendente di quell'Alano , che
col Boglioni fù alla conquiſta di terra Santa,n'hebbe il poffef
ſo Roberto loro figlio , nella cui diſcendenza perſeuerò Chri
ftianiffimamente fin'alla morte della Reina Maria in iſcorno
della Religione Catolica indegnamente tradita dalla fierá le.
Dogl boca zabelle Reina d'Inghilterra. Fù figliuola , ed herede del Rè
Giacomo quinto , lignore della Scozia, e dell'Irlanda , moglie di
Franceſco ſecondo Rè di Francia, poi del Conte Darleo , dalla
qual coppia nacque Giacomoſelto, che aggiunſe al ſuo Impero
iRegnid'Inghilterra , come pronipote di Margherita figlia di
Arrigo ſettimo Rè d'Inghilterra . Sposò la figlia del Rè di Da
nimarch ,e ſeguendo la letta dell'empio Arrigo ottauo ,degene
rando dalle virtù materne ha ſeguito le horreuoli pedate del:
l'Apoſtata Zio . Carlo ,c'hortieneil Regno di tutta la Bretagna
è di lui figlio , cognato del Chriſtianiffimo Rè di Francia , del
Cattolico Rè di Spagna, e dell'Altezza Reale di Savoia . Faccia
il Signore, che queſto congiungimento di ſangue congiunga gli
animi loro alla tranquillità della Chieſa Romana : e il ſangue
della Reina Maria , e i prieghi di tanti Santi impetrino dal ſole
di Giuſtizia la luce della vera Religione a quegli ftati : c'ho
mai hanno prouato , quanto tutte le coſe fccmano di valore, ſe
ſono allontanate dalla pietà .
Ammira da cento anni in qua la Bretagna ,e la Francia i dorci
componimenti Sagri , Iſtoricis Filoſofici, e Poetici del Conte
Dauid Douglafli, vno de' più elevati fpirti della Scozia, il quale
coll'eminenza dello ſtile accoppiò la modeftia delle Muſe pa
diche, ed honorate .
N Piacenza ſono altresì fioriti di queſta real Famiglia pere
CAP. V. I Tonaggi digniſsimi die langue loro.
fangue
Spiega
NARRAZIONE 11, CAP. V. 157
Gatt.com , lo
Spiega de' progi lor la fama l'ali
di Maria
Per tutto dove il mar circonda, e ferra ,
, ! Stuarda A.7
Donato Scoti fratello di Gioanni, ch'altri chiamaro Veſcouo di Cbron.m.is.
Piacenza, a tri di Bobbio , ad honore de ' Santi Brigida vergine , Plac co lo
e Colombano Abbate , entrambi di nazione Scozzeſe fabricò il cos. an.868 .
Monaſtero de' Borghi di Piacenza , che dopo la ſua morte Co Sauo
Depon,114
n lib. r .
ftantino , ed Adone con ricche entrate donaro per l'anima di
quel Prelato alle Monache di S.Siſto . Quiui ſoggiornò ſin’alla
morte con moite Principeſſe Romane Eudoſsia Dama Franceſe
madre del Romano Pontefice Vrbano , il ſecondo di queſto no
me . Quiui dalle Città circonuicine Gi fecero generali conſigli
per lo incereffe di ftato . Quiui gli Imperadori Romani arma.
so Cauaglieri molti della Nobiltà Piacentioa , e fecero decreti
per la quiete d'Italie , Partiteſ le Monache diuenne queſta
Chieſa Preuoſtura di Chierici ſecolari, hor'è Coliegio de'Chie .
rici Regolari di S. Paolo .
Gianni Scoto , Nobile Piacentino , fiorì nell'Ordine Mona
ftico di S. Benedetto . Scrille molte opre , e alquante ne tra
doſſe dalGreco . Di sì grand'huomo ( vicino all'era di Dona- Hip . Mo
to ) fanno ricordo gli antichi annali di Piacenza , la Cronica di nal.diar. 4.
Firenze , e con eſſa il Buggianeſe nell'Iſtoria Monaftica , affer,
mandolo cucci di nazion Piacentino . Perſuade la ragione del
tempo , la profeſsione dello ſtudio , e l'iſtoria m.s.,de'fignori
Afipelli di Piacenza ; che queſti ſia quel medeſimo, di cui ſcris
ue il Sabellico. 10.Scotus vir diuinarum literarum fapientiffimus Anti Sabell
Suorum aße&tatorum fraude perijt stylo confoſlus, nec caufa tam Übr.Bn.g.
impia cædis traditur. Tomaſo Dempſtero con altri molei lo Dempo libog.
annouera fra i Santi della Scozia . Altri lo confondono con al ** . 704 .
tri pure del medefimo nome . L'Iſtoria degli Aſinelli pllea fa
miglia Scota rāmemora Mariano Iſtorico celeberrimo,Michele
famoſiſsimo Matematico , ed altri molti, comunemente da gli
ſcrittori Scozzeſi a ſcritti alla lor patria , nel modo feffo , che
tentaro vſurparli S. Fulco Scoti Veſcouo di Piacenza, e di Pauja .
Dieffo nulla dimeno , oltra le innumerabili Croniche di vene. Locat. anm .
rabile antichita , ſcrive il Veſcovo di Bagnerea . Fulco patria. 1830 .
Placentinus, Monafterij S. Euphemiæ Præpofitus,& c. Coſtan
tino Ghinnio . S. Fulco ex gente Scota oriundus . -, Monſignore
Aleſſandro Scappinel Catalogo de'Veſcoui di Piacenza . S.Ful .
cbus
158 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

chus è Scotorum Familia Placentinus. Le Lettioni del Breuia


rio Piacentino approbate dalla Chieſa Romana . Fulihus Pla
centinus ex gente Scota oriundus . Dice lo ſteſſo nelle ſue Ifo .
rie il Canonico Pietro Maria Campi , ſcrittore di molto nome ;
il di cui teftimonio vien'allegato con fimili parole dal Barco di
.: Demp,num . Muresk . Vir ornatiffimus, idemque Hiſtoria Ecclefiaflicæ cal
555 . lentiffimus, Petrus Maria Campus, Canonicus Placentinus,cen .
ſet non in Scotia natum ſed ex Iliustriſſima Scotorum Placentia
gente ; & ex multis altis, atque adeò testimonio ipfius Fulchy
probat eum anno ætatis fuæ tertio Placentiae fuiffe. Nelle ti
uoluzioni ciuili cade in miſeria , e in tutto eltinta ne rimaſe là
gloria de gli antenati di queſto Santo . Egli fù l'vltimo di ſua
Famiglia ; la quale ſi dimoſtrò emulatrice degli altri, che aui
cinandoſi all'Occidente raffembrano più grandi .
L diſpetto della fortuna ſi mantenne la poſterita di Daui
CAP.VI. de Douglaffo, nipote del Prencipe Guglieluto , nell'anti
cà grandezza . Quando i Imperadore Federigo il primo , riuol.
to a' danni de ' Milaneſi , calò le alpi gelare per accendere ine
Itinguibile fuoco nel cuore dell'Italia · Manfredo Scoti , Caua.
glier Piacentino , era appreffo di tutti in credito del miglior
Capitano di Lombardia . Le Città della Lega lo caricato del
Generale comando della terza parte di cucco il loro eſercito ;
Er.Pegnali, tenne la fra fpada foſpeſi alla meraviglia gli inimicimedefimi,
2. dell'IA.di ed obligò gli amici alle lodi del ſuo valore . Non ilin ava'du
Caſa d'afe reuole quella grandezza , che da i pericoli della guerra non era
Anad161.: Nabilitaji
Col prezzo delle virtù comprò Lanfranco Scoti le côtinoua
Local. ann . te acclamazioni della fama . Con altri Cauaglieri della Città ,
1122.er San
sous loc coine Legato della Republica Piacentina , in preſenza di Ribal:
do fignor di Chero, Fulco Borgognoni, Polcrone Rondana , Nc
uellone Porta , Gioanni Sordo , Vgo Malafcudierise Gioannica.
po di Agnella Gentilhuomini Piacentini, vietò a i Marcheſi del
Palauicinato la fabrica del Caſtello nel Poggio di Angugliano .
Gioanni figliuolo di Lanfrāco , per la legge dell'Oltrociſmo,
prevalendo'la factione contrária, hebbe l'efiglio dalla ſua an a
ca pacria . ' Prouò difficile il camino di quel ſentiero , che cire
condato di ſpine rende l'huomo che lo calpeſta, doppiamente
miſero , inuidjāce, ed inuidiato . Giuoſe nulla dimeno più pru
den te
NARRIZZONE, JI. CAT. VI. 6359
dente, che Teſco , alla bramata vſcita del labirinto di Dedalo
con il filo della diuozione di ſua moglie ,viè più ſaggia , che A

riadna , Conobbe ei tuttauolta che lafortuna,quantunque da


gli antichi
fortë raffiguraça qual .Naue correncea yela porça
,
anche caľ hora incontrare il naufragio .
In vn giardino ben'ordinaco fi recide la pianta che si çfolle
ſopra dell'alcre. L'eguaglianza Geometrica è neceffaria perlo
mantenimento delle Republiche . I Romani temendo la poten
za di Scipione ,che già avanzaua lo ſtato Cittadineſco , lo sban . Vargem done
diro dalla ſua caſa . L'effer bandico per lo troppo valore, anzi
è premio,che pena ;accreſce fama , aſſicura la patria, aumenta
del continouo la ltima appreſlo gli ftranieri .
Mentre lontano da Piacenza ſoggiornava Gioarni; la moglie Gioan , Ans.
famigliarmēte tractauaco S.Pietro da Verona ( che fu poi Gene- Flam , nella
rale Inquiſitore del Milaneſe ed ottenne la palma delmartirio ) vita dis.Hie
Priore in tai dìoel Conuento di S.Gioanni alle Canali. Dopo
fingiozzi,e lagrime inceſe dal gran ſeruo di Dio , come auicina,
uali il tempo del ritorno di ſuomarito ,dalquale haurebbe co
ceputo vn figliuolo [Prencipe della patria : Venne Gioanni . "
Nacque Alberto ; che per le ſuemagnanime , e gloriofe attioni
in ſin da giouinetto cognominofli il Grande, Fù grande amico
di S.Corrado . Inuigilò da' primi anni al ripoſo de'Cittadini :
riconciliò a i Senatori il Conte diVepafro , e fece riſcăctárecol
prezzo di ottocento lire il Cauagliero Palmiero Fontanele . Ma
riſuegliando il Conte nella Republica nuoue diſcordie fù co
frecco ilSenato raccomandarli a qualche Préncipe di gran no
me . Alcuni defiderauano la prottezione del Rè di Cafiglia ; Locat. ann,
altri del Rè di Puglia. Preuaherogli Scoti dando illor voro per1270.
la perſona del Rè Carlo di Angiò, fratello di S. Luigi. Egli
mátenne nelle forcezze delPiacentino per dieceaoniil pomeno, Loc. ann .
che giunto il termine rinunzio liberamente in mano di Tebal. 1281 .
do Bruſati Podeſta. Gherardo Boſchetci Capitano de Merca.
tanti, Alberto Fontana ,Guidone Codeporco , Alberto Scoti , Ri
naldo Salimbene, Monaco Fulgoris Ricardo Fontana , Palmiero
Vicedomini, Vberto Viſconte, Lanciloto Sordi,Guglielmo Fon.
tana , Vberto Lavandari, Buongioanni Pontullo , Goffredo pie
gazzani, principali nella Republica
Filippo il bello , Rè diFrancia honorollo di vn reggimento
di
160 DELLÀ NOBILTI D'ITALIS.

Co.fed.Scor. di Fanci veterani, e di cinquecento caualli fcielti, co'qyali mo


som .I. lib.i. ftrò di qua , e di là dell'Alpi il valor del ſuo cuore;la forza del
confir,
ſuo brazzo, la fortuna delle ſue impreſe. Caftruccio Caftracani
fuo ſoldato lo riueriua come Prencipe, e diuenne poco men ,che
idolatra del ſuo valore . Lo ſeguì ſempre, e auantaggioffi cane
to ſotto la di lui ſcorta ,che di poucro fancacino,nato dipadre
II M Atttacel ſconoſciuto ;'a Corte da vna forella di vn Canonico Lnccheſe
difc. 1o . pag . ritrouato in vna vigna inuolto fra le foglie ; diuenne il maggior
68 . Capitano dell'Italia , Signor di Lucca , e di tante alcre Citta .
Alberto Fontaneíc Doge della Republica lo congiunfe con
Sibillina ſua figlia, e lo promorfe con fauori al Principato. Com
prò lo Scoti dalla Città il Caſtello di Fombio ; fabricò il Ca
ſtello di Olubra , che dal nome del padre chiamò Caſtello Saa
Gioanoi ; inftituì beneficij nella Chieſa di Sant'Oldrigo; abbelli
quella di S.Gioanni, e fabricò il palazzo diGiuſtizia .
Hebbe gagliarde factioni, che opponendoſi alla ſua gloria ,
le dauano maggior virtù . Scorre con vehenienza maggiores
Local, eg så l'acqua, che poco pria ritrouò ritegno al ſuo furore . La prue
fo.b.c. denza non ha tema della fortuna . Il valore non pauenta l'al
Crui ardire . Nella perdita fù vittorioſo . Quante volte fù dif
cacciato, tante volte crionfante ſen' ritornò.
Accolſe nella Città con la pompa douuta il Ré Carlo d'An .
giòsche con un groffo di ſoldati Franceſi ſe ne paſſaua alla vol
ca diNapoli . Maritò voa ſua figlia ne Prencipi di Verona, ed
adiratoli ( per le Nozze di Beatrice Scota ) con Maffeo Pren .
cipe di Milano accettò dalla Lega de' Torriani, Cremoneſi, Pa
ueli,e Lodigiani la carica di Generale, offertag!i , come al più
ricco, potente, Nobile, e coraggioſo de' Prencipi, o Cauaglieri
Merulo 1.6. circonuicini. Giorgio Merola Aleſſandrino ,Iſtorico ftipendia
to di Lodouico Sforza Duca di Milano , deſcriue le qualità di
Alberto in queſto modo , Albertus Scotusad coniuratos acces
fit ingentes copias fecum ducens . Huic statim gerendi belli im
perium tradunt : Nobilitate , & opibus cæteros anteibar . Nec
quieſcere poterat, niſi Vicecomiti parem gratiam redderet. Els
Serat fortè Matthaus Scotum , dum Beatricis nuptiæ trattarentur.
Scorſo apena l'eſercico le vicine campagne di Milano mancaro
no al Viſconti le forze ; al folo nomediAlberto fi atterrà il po.
polo , & venae meno quell'antica virtù , ne gli Infubricotanto
predi
NARRAZIONE 11. CAP. VI. 161

predicata , Vícì Marcheo , a diede lo scetcro ad Alberto. Egli a Loc. ann.


poſtoai vn Podeſta, introdotti iTorriani,ne rinunziò il poſter 130s .
lo dando la libertà a i Milaneſi . Mateco ſotto la ſcorta dello
Scoto ſe ne venne a Piacenza . Galeazzo ſuo figlio dal b figliuo . b Bugarding
lo di Alberto con dugento caualli fù accompagnato fi'a S.Co
lombino per paſſarſene nel Triuigiano . Franceſco figliuolo di
Guido de Torriani preſe per moglie vna figlia di Alberro . MO .
ſca ſuo Zio venne da i Milaneſi dichiarato signore della Città .
Sdegnato all’hor Matteo ſe ne paſsò con buon numero di gente
oltra Vareſe per ripigliare la Cicra di Como, que cfù 'tocco dal c Sanſou.hs.
lo Scoco , & con la fuga fi ritirò a Verona . Quiui impetrando
Soccorſo da gli Scaligeri con ottocento caualli ſcielti,e milleje
cinquecento pedoni affalì Vauro , ma d rigiettato da i prefi- d Bugarlega
diari de' Torriani , mantenuti con il foldo di Alberto Scoti , fi
ritirò in Peſchiera ; oue viſſe vita priuata fin’all'arrivo di Arri
go Imperadore . Hauea lo Scoci al ſuo ſoldo Caſtruccio Caſtra.
cani con quatrocento cavalli, e mille fanti . Vi hauea il Capita. Loc.an.1303
no Mancatola ſuo genero , che ſeguendo il giouanetio figliuolo
del Prencipe ( Franceſco, dico) ſcorſe lo scaco di Pauja diqua
del Pò con vna ſcielta di giouencù Piacentina ; depredò la Cam .
pagna , mandando gli nemici a fil di ſpada. L'anno vegneare
per riſentirli dello ſcorno i Conti di Langoſco , quei della Tor.
re , il Marcheſe di Monferrato , quel di Carretco , il signor di
Saluzzo, co ' Milaneſi, Paueli, Vercelleſi, e Nouareſi giunſeto e e Locan. an ,
fin’a Fontana del Piacentino, ed f abbruggiaro nella Val di Ti: 04 :
f Luigi.dolla
done molçe fortezze della Famiglia Scota . Stimò Alberto par: Cbieja nell'I
tito d'affai più auantaggioſo l'eſſere ſottopofo alla fortuna,che for .del Pica
n'opprima : che all'infolenza del volgo , che calpeſti . mo,an. 1304
Eran fratelli del prencipe Alberco , il valoroſo Ruffino pa
dre di Bernardino Podeſtà di Bologna , e di Milano , capo de gli
Scoti di Mamogo , Magnano , c'Caltel Boſco : Rinaldo Podelia
di Piacenza , e di Cremona padre diquel Gioanni , e'hebbe la
signoria di Sant'Imenco , e fù capo de gli Scotidi Varſo , e di
Grauago ; & Orlando nemico del fratello , Dottore nel Col
legio de' Giudici di Piacenza , valorofo nell'armi, signore di
Voghera , e capo degli Scori feudatari di Mezano , diPaſſano ,ed
Aiguerra . Queſtifü Podefta diMilanove diPauja .
Raccopra il Gherardaccinell'Iſtorie della fua patria; che has
х vepdo
162 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

uendo i Bologneſi mandati a Piacenza due principali del loro


Reggimento per condurre cold il Dottore Orlando , eletto da'
Senatoricon ſomma autoritade Capitano Generale della Citta';
egli ſcuſoffi per eſſere impedico in negozij più rileuaocinon fo
to appreſſo i Potencati Oltramontani, ma eziandio per ferui
gio di Matteo Viſconti Vicario dell'impero in Lombardia . La
doue con iltromento autentico, dopò hauer honorati gli Am .
bafciadori , fece rinuncia di quella dignica .
Sanfou.l.c . Hauendo Alberto ſeruito anc'egli giouinetto a Matteo Viro
conti nell'auge delle ſue Glorie,con carica di Capitan Generale
nel Monferrato , fù per la froda di Moſca dalla Torre coſtret
co nell'ultima vecchiaia a patire molti diſaggir. Soltenne il
grande Alberto in vn medeſmo tépo le armi di tutta Lombar
dia contra di lui alzates . Conduceua il Viſconti con tre mila
Morig.lib.i . caualli crenta mila pedoni • Inuidiauano ancora la grandezza
cap.13 . della Famiglia Scota nella Citta i Torriani, Pelauicini, Anguiſe
i fole, Dacari, Confalonieri, Folgoſi, Fontanef , quei da Lando ,
e canci altri , che ſolleuando la plebe combacteuan di dentro ,
mentre , che gli ſtranieri ſcorreuano la Campagna . Moueuali
la plebe a ogni ſoffio di felice venticello . I popolari ſono Ca.
maleonti, che fuori della Giuſtizia , o di altra virtuoſa , e lode
uole accione, non vi è cofa , che non rappreſentino , tramutan
do le scene , quando ſono partiti iperſonaggi.
Loc.n.304 Nacque l'anno M CCC IV . fedizione fra iGuelfi , ei Ghi
13061309. bellini ; Alberto diè luogo alla fortuna, e fi condoffe sù lo sta .
to di Parma. Entraro i fuoruſciti col fauore del popolo nella
Cited . Giunſero alquanti meſi dopò Alberto , Franceſco il fi
glio, il Capitano Mancaffola ,ei Fontanefi col ſeguito di tanti
armati, che a frettolafi pafli s'inuolaro Guido Torriani Viſ
conte Pelanicini, Tigurta Parauicini, Lanciloto Anguiffola , e il
Conte di Venafro : E fù di nuouo acclamato per Doge da tut
ca la Citta Alberto Scoti, prencipe non meno ricco dioro, che
di gloria . Congiurarono i fuoruſciti contra di Caſa Scota . E
colleggatif co ' Milanefi, Paucfi, Vercellefi . e Nouareſi dichia.
rarono lor Genetkale Azzo Viſconti per occupare la Città di Pia
cenza . Si conduffero e per acqua, e per terra a viſta delle mura ;
gl’incontrò Alberto co ' Citcadini armati ; e centò d'impedire
lo sbarco da voa parce ; e dall'altra il paſſaggio ſopra il ponte
del 1
1
NARRAZIONE II. CAP. VI. 163

del Pò . Riuſcì l'impreſa . Diſperato il nemico diè fuoco al


ponce,demolìla Fortezza diGuardamiglio , daoneggiò il Con
tado di Fombio, e ſenza oprar'altra coſa di rilieuo ſe ne fuggi
à Pauia .
Arriuaro due anni appreffo in Piacenza gli Ambaſciadori di Locas.ann.
1310.
Arrigo Imperadores. Aualoraciſ iGhibellini coſtrinſero gli
Scori a ritirarſ verſo Caſtell'Arquato . I Fontaneſi tennero
alla dinozione de ' Guelfi Caſtella S.Gioanni', e Borgonuouo,
con quaſi tutta la Valle di Tidones. S'vdiuano nella Città gli
vltimi vaneggiamenti della libertà moribonda . In ogni ſetti
mana cangiauafi il gouerno , maneggiaro hora da i Cittadini,
ed hora da glistranieri . L'oro, che ſi ſpendea in paſcere la cu
pidigia non mai facolla de Governatori ; il grano, che conſu
mauali nel mantenere le compagnie armate di Maſnadieri; L'a.
uarizia de ' particolari; la polierca del publico , ſendo d'ogn'in ,
corno du i fuoruſciti depredate le Ville, e le -Caſtella, cagionaro
vn'ecceſſo di horribile careſtia . Trenta roldi lo ſaio valea il
frumento , il miglio venci , e ſedici la melica . Per ſottrare la
libercà della pacria da così graue peſo , s'infinſe Ghibellino .
Non è inſolito fingere a tempo le veſtimenta per feruire alla
scena . E ' tal'hora atco di prudenza il Gimulare, come diffe vn
de' maggiori Potentati d'Italia, ftimato a' gioroi noftri il mag .
giore staciſta de' Prencipi di Lombardia ; quando fè incarcea
rare vn ſuo figlio bizarro , che il Prencipe vicino gli diede nelle
mani con preſuppoſito di honorato perdono . Diceua Sigiſ. Sen.Sylw.in
vitamAlph ,
mondo Imperadore, che chi non ſapea. fimulare , non meritaua
Regis.
scettro . Luigi vndecimo Rè di Francia non permiſe al Rè Car
lo ſuo figlio l'imparare altro latino,che : Qui fimulare neſcit ,
regnare neſcit. Cleomene aſſalì in tempo di criegua gli Argiui
sui la meza notte , iſcuſandoſi di non hauer fra i giorni compu
tare le notci. Queſta regola non èper rutci .
Entrò Alberto co 'Fontaneſ . La liberalità de gli Sceri co' Loc.an.1311
giorni così inclemenci fù catena,che ſtrinſe il cuore della mol
ritudine . Fù maſlima de gli Ebrei , che l'Elemofina foſſe la
conferuatrice de gli stati, e la proſperatrice delle grandezze di
chi comanda . Il popolo diſcacciatone il preſidio di Ceſare ac
clamò Prencipe della patria il magnanimo Alberto . Fuggirono
i Ghibellini. Ricouraci i LandeG nella Valle di Nura Vberto
X 2 Taglia
164 DELLA NOBILTA ' D'ITALIA .

Tagliavacca Ghibellino di ſettant'anni con dodici di ſua fattio


ne reltò morto dalla plebe . E ' la plebe nelſuo furore vn mo.
Aro più diforme della Chimera : ha due faccie per tramutarfi:
fi ricangia più che Proteo .
Si armò l'Imperadore contro Piacenza più di ſdegno, che di
ferro . Chi milicaua al ſoido delle ſue promeſſe nella caduta di
sì douizioſa Città (peraua di ſollevarſi. Si armò Italia contra
d'Alberto . Haueuano di già le Republiche di Mantoua, di Pao
dona , di Verona, di Treuigi, di Milano, di Pauia , e cutte le Cit
tà circonuicine atterrite nel ſacco di Cremona acceccate le lege
gi dell'Impero . Arrigo Cardinale de' Fieſchi oprò tanto co
Piacentini, che diſcacciando Alberto , vi accettaro per Vicario
dell'Impero Galeazzo Viſconti . Hauea lo Scori pecco per in
contrare queſta fortunau . Fù tradito da i popolari nelle cui
mani ſono mille inuenzioni per ingannare , quando trattaî di
nouità . Dicea vno statiſta . Non fi trouò mai Sarto , che la
peſse far'vna velte alla Luna, perche ella è mai ſempre varia
bile. Meno fin'hora ſi è ritrouato Prencipe, il quale habbia po .
cuco fidard vn quanco nella plebe , che dal continouo volgerſi
fù chiamata Volgo ſin’all'era paſſate , quando ſi videro gli Are
cibiadi , i Fiorioni , gli Ariſti, i Cimoni , i Ceſari, & tanti altri
ceſtè eſaltati con applauſo del popolo , hor’abbaſſati, diſpreg .
giaci , ed vecih .
Lociant 313 Riuolſe il nouello Tiranno l'animo all'affoluto dominio dele
la Republica . Lo intereſſe dell'Impero era abbattuto dal ſuo
proprio . Ma per iftabilire i fondamenti della tirannia fù di
meltieri demolire la vecchia fabrica della Nobiltà . Relegò
dunque a tal fine in Milano Alberto , Franceſco , e Bernardo de
gli Scoti, Piętro de gli antichisignori del Caſtello di Spetto ,
Rinaldo Gonfalonieri, Chiauarino Fontana ,e Gherardo Barba
. rini capi de'Guelfi con Vbertino, e Barnaba da Lando, Andriolo
de' Landi di Grauago, Vberto Porta, Filippo de' Cacani di Cheo
ro, Manfredo Spelta, e Princiuallo Catani, capi de' Ghibellini .
Loc . Cbri Sdegnati i lor congiunci , che di fuori tenevano le Caſtella
mn .1.ann . del Piacentino, nella fine dell'anno collegatiſi co ' Torriani, Pa
1313
ueſi, c quei di Bobbio , la Vigilia di Santo Andrea, fi auicinaro
alla porta di Sant'Antonio . Vícì il Viſconte col ſeguito de' por
polari; quatrocento ne preſe, gli altri ſe ne fuggiro alla mon
tagna
NARRAZIONE II. CAP. VI. 365
tagna . Mori l'Imperadore nella Toſcana . E fù il Tiranno dal
popolo di Piacenza eletto Doge della Republica .
Non G acquierarono gli Scoti , e gli altri fuoruſciti dell'or
dine cauallereſco , facendo tutti i di nuoua leuata di milizie
nelle loro caſtella . Dal conte di Lomello fuo prigione , puocè
compitamente ragguagliarſi de'traccatide' ſuoj riuali. Forci
ficò la Cicca , fece foſſe ruppe i ponti di pietra, inalzò terrapie
Ai con molto danno de gli habitanti . Il denaro è il neruo del
la guerra . Quetto ſolo mancauaa Galeazzo ; che confidandoſi
in quelle forze , che gli ſomminiſtraua il ſuo ardire leuò il de
naro ,che fù da i Nobili diſtribuito nel mantenere le loro com
pagnie de' mercatanti. Spogliò le caſe, ed atterrò i palagi de' •
fuoruſciti, ſcacciò il Clero dal collegio di sāt'Eufemia, diftrufo Locar.Viced.
ſe alcune Chieſe, impouerì la Badia di s.Silto , ſpogliò la Sagre in Maluic.
Cbron.m .
Ria di s.Gioanoi, quella di s.Siro, di santa Maddalena, di s.Fe ss. ann.1314
de , dis. Eliſabecca . Taglieggiò gli Ecclefiaftici non meno, che & ſeq.
i secolari, condannò i Contadini, e i Borgheſani in molta ſom
ma d'oro . Diftrudle Podenzano, la Cade.Fombio ,ed altre Ter
re . Con promeſſe apprezzaua tucco ciò che comprauali per la
fua corte . Gli Scoti più non poceuano ſopportare tante ſcele
Fatezze di un foreſtiero degno a pena di quella tenebrolifima
luce , che riſplendecte fra gli orrori delle ſue eſequie .
Mandò il Tiranno alla volta di Corneliano dugento carra có
vna compagnia diſoldateſca ſcielta per leuar tutto il vino , che
potea ritrouar G in quei contorni . Nel ricorno hebbero à faccia
Orlandino de gli Scoti, Giannaccio Garlemboni, Antonio Ru
zinenti da Lando , Gioanni Bianchi, Manfredo, e Gherardo de'
Gatti pobili fuoruſciti da Piacenza con mille fanti, cento bale
ſtrieri, e cinquanta cauaileggieri,che attaccando la zuffa dopo
unga cootela acquiſtarono il cutio con prigionia di trecento
fanti . Era il Viſconte di parlar così ſcaltro , che con fimulata
piaceuolezza , e con pungenti parole eſacerbaua l'animo della
plebe più diffoluta contro la Nobiltà . Era coſtui del parere di
Eraclito , che tutte le coſe ſi gegeraffero dalla diſcordia , per lo
cui mezo G vide afficurato dall'armi de' ſuoi rivali . Era G ben
fondata la signoria di Alberto Scoti , che non poteua ſcuoterſi
ſenza la bombarda del tradimento nella plebe , che di natura ſi
moſtrò ſempre auidiſſima di nouità , nemica della pace , fazja I
ogni
166 DELEA 'NOBILTA D'ITALIA :

ogni hor del preſente , non mai facolla di rivoluzioni .. i


LOC.AB.1314 Fece Lega lo Scoti co' Paueſi, Cremonefi,Nouarelis Alef.
fandrini , e Vercelleficontra il Viſconte , ed hebbe il comando
generale ſopra le lor milizie per l'impreſa di Piacenza . Sen '
veonero all'affedio fauoriti da Guelli della Cicra . Il giorno
nono nata fra di loro diſcordia , acceſo il ponte del Pò , fi riti.
raro al Borgo S.Leonardo : doue afſaliti dal popolo furo (cac
ciati con perdita di parte del bagaglio . Di rado han buon fin
ne le Leghe, oue fon capidi pareri diuerf,di humori differéci.
Opra male chi nella guerra non può fare da ſe . Raſſomiglia la
Lega vn'archibuggio, ſe ſaapora,niente vale . Ed è più aper
tamente limboleggiata nel Liuto , il cui ſuono ha del Diuino ,
ma pur tolto li ſcompones. Vna corda , che ſi rallenci, rende
falſa la battuta . Le Leghe in vn punto ſi disfanno per la varieta
de gli interelli , de gli affecti, delle opinioni . Poffono vſarſi
per neceſira tentando con eſſe l'vltimo sforzo della fortuna , .
IlMattescci Sforza cal’hora il calo ad appigliarſi a quelle prouifioni , che
diſc.2a,
per altro non fi farebbero . Giouò queſto partito a i Conſoli
Romani Lucio Emilio , ed Arcilio nell'improuiſo arrino de'
Franceſi; poſcia che per non incorrere ne' paffaci infortuni col
legatiſi con le vicine Circà armaro (come ſcriue Polibio ) ſec
tecento mila pedoni , e ſettanta mila caualli .
Local, bori Gouernaua Piacenza in luogo del Viſconte Paganino Caua
glier Bologneſe de' Conti di Panego con Cinello ſuo figlio , e
Vizan.lib.4. Malghinaldo della ſteſſa Famiglia , che sbanditi da ' Bologneli
del' Hift. di
per lo intereſſe delle ciuili faccioni G ritiraro a Piacenza , dopo
Bologna.
hauer ſaccheggiato con il Conte Vgolino figlio del già Conte
Rainero, Moſtarda, e Pellegrino baltardi del medeſimo Conte
Malghinardo , gran parte del Contado della loro nobiliffima
patria . Credel , che il Tiranno li ſeruiſe dell'opra loro nel fac
co di Caſtell'Arquato , che difendeuaſ a nome de gli Scoti .
Diſtruſfero gli ſcelerati il Monaſtero delle Vergini Ciftercieli .
Morì nella Citca Paganino colfiglio ; & fù ſepolto fuori della
porta di S. Gioanniin vn Mauſoleo dipietra că fimile Epitafio.
Quatuor, es denis , trecentis mille ſub annis ,
Est incluſus Paganinus nomine dičius ,
Nobilitate Comes de Panego , e inclyta Proles :
Hoftis prostrator , largus virtutis amator ;
ipre
NARRAZIONE II . CAP . VI. 167
ipfe caput guerra , tota metuendus in Vrbe :
Et ſecum genitus Cinellus nomine di &tus ,
Morco dipoi Alberto ne' confini di Crema il Conte di Bardi , Loc .an.1316
e il signor di Vogheras quei di Caſtello Arquato, di Caſtel S.
Gioannise di Val di Tidone, i Landi, gli Arcellefi, quei di Fon.
tana, e gli Scoti medeſimi furo coſtretti a riconoſcere Galeaz
zo Viſconti per legittimo Prencipe di Piacenza . Fù il morire
di Alberto principio della ſua vita nella bocca della fama, E'
tal'hora la tomba tromba delle glorie de gli Eroi . Con l'oc
caſo de' noſtri giorni non tramontano le noltreglorie . Il mon
do per epilogare le grandezze di queſto Prencipe gli diè il ci
colo di magno .
Macceo , Galeazzo , & Azzo Viſconti , che contraſtaro la ſua
fortuna, inalzarono il ſuo nome. I Cipretli , ſe non recili, non
olezano . I Cedri all’hor fi odorano, quando Borea gli fiede ,
e gli percúotes
. La morte dello Scoti accrebbe l'ambizione di Galeazzo . L'a. Locatel.c. es
uarizia ,che fù l'vlcimo vizio,che partiſſe da quello animato ca- Cbron. Mosso
Plac .
dauero, lo ſpinſe a ſaccheggiare lo ſpedale della miſericordia , e
quello di s.Gioanni del Montale . Spogliò i mercatanti,che ve.
niuano alla fiera , taglieggiò i Cittadini in gran lomma di de.
naro, e ſmantellò le Caſtella di Caſaleggio, Paſſano, Valconaffo , Vicedom ...c.
Reggiano, Aiguerra, Torrano ,Carpaneco ,Ziano ,Veggiano,Vog.
giola , ed altre Torri ;deftruendo nella Circa mille, e ſeicento
cafe, le più ſuperbe,ebelle ; ſcacciò fuor delle mura il Clero, e
li vſurpò l'entrace de'Religioſi . Il Borgo delle caſe de gli Scoti
nel vicinato di sant'Oldrigo nomaſi il Guaſto fin'hoggidà per
cotanta ruina . Scriuono alcuni, che hauendo Alberto Scoti ri Com . Feder.
chieſto da vno ſpirito famigliare, come douefiero paffare gli in- Scor.loc.
tereffi della ſua patria ,hebbe riſpoſta : Domi-ne fis lætus , Pla.
centiam inimici tui ſua -ni- ter capient : & ſubijcient-ur domui
tuæ . L'Oracolo , che continea tante equiuocazioni fù ftimato
propizio . Riuſcì vano il penſiero . Sciocco chi crede alpadre
di Bugia
Riſpleodeuano nelle oſcurità di queſte tenebre le tre ſtelle
de ' Douglafli, Franceſco , Nicolò , e Giacomo figli del morco
Prencipe ,che ancora capeggiauano co’Fontaneâ la facciones
de' Guelfo per la difeſa di Santa Chieſa . Dal primo diſceſero
gli
188 DELLA NOBILTÀ D'ITALIS .

gli Scoti di Sarmato , di Vigoleno ,diAgazzano e diGragnano.


Dal ſecondo quei di Fombio , di Guardamiglio , di Ricegno, di
Caſaleggio . Dal terzo quei di caſtel s.Gioanni, ed altri nella
Valle di Tidone su i confini del Paueſe .
Angel. nelo E mentre , che Franceſco già condottiero di ſeicento caualli
l'Hiſt.di Par della Toſcana accendea a ſoccorrere il Prencipe di Lucca , ed il
maan .13o1 Caualcabò signore di Cremona , ſcorrédo d'ogn'intorno lo sta
to de' Viſconti; per valore de' Landi cadette la Cicca nelle ma
Local. ann , ni del Pontefice . Orlando Scoti ilgiouine Capitano de'Piacen
134. tini hebbe a forza d'armi con morte ditrecento Imperiali il ca.
ſtello di Malamorte poſto sù la riua del Pò , dirimpetto alle
Vicedom ,t.c, mura di Cremona . Gandolfo ſuo figliuolo fù rariffimo in Mac
tematica . Hebbe pollo così gagliardo ,che ſcherzando a tauola
con vg rouerſcio di vn picciolo coltello priuò di vita Bernardo
de' Giffori .
Non ha l'huomo dono più caro, che la libertà . Tutto l'oro
dell'Indie è indegniffimo prezzo per la ſua valura . Riteneua
Franceſco gli ſpiriti del padre conceputi fin da ' primi anni .
Tencò l'ultima poſta per ricuperare lo sato l'anno di Chriſto
Locat , ann. mille crece.ito crenta cinque . Nella solennita del giorno di s.
1335.4 Giaco.no , fauoriso da gli amici appreſſo i Senatori entrò con
molio applauſo nella Città , oue ſalutato per Preacipe da i Pia
Co.fed.Scot, centini ſi dipërcito i Landi,ed i Torrianicol preſidio del Papa .
1.C. Si erano ritirati in gran copia diuerli Cauaglieri nella Val di
Iacobus Mo Tidone , altri in quella di Trebbia , altri a Rizzolo . Arterrici
rusin Cbron,
Placen . ann. dalle armi di Franceſco fù d'vuopo ritornarſene entro de'muri.
1336 . I Maluicini cutca volca , e gli Arcelleſi tennero a diuozione del
Viſconti caſtello s.Gioanni, e Borgonuouo .
Condotco da i Catani di Fontana , da i Landi, da quei di
Chero , da i Mancaffoli , da gli Anguiffoli , ed altri della prima
V. Local, in
no'siltà Azzo Viſconti Prencipe dell'Inſubria ,due anni dopo, fe
Chron.barin .
ann.1336.° ne paſsò all'aſſedio di Piacenza. Mentiſcono il Corio, ed il Bc
fol. 17. iten gatti affermando, che il prencipe Franceſco vendefle la fua pa .
Chron. m.ss. cria al ſuo nemico . Ritrouaro inemici contraſto aſſai gagliar
Plac tro?. do verſo Quartizzola difendendo quel pofto Dauide Scoti si
dioNos.Plat . gnor di Caſaleggio. Nel meſe ſeccimo dell'oftinato aſſedio ten.
ann. 1336. taro i capitani Dondaccio Maluicini , Annibale , Lanciloco , e
die 14. Decé. Bernardo Anguiſfoli co altri fuoruſciti Piacentini entrare nella
Circa
NARRAZIONE II . CAP. VI. 169
Città per la trada di vn'acquedotto. Scoperſe il valoroſo Fran
ceſco l'entrata de'nemici , riſpinſe con grande ardire Lanciloto,
e Dondaccio,imprigionò Bernardo ed alcrimolti dopo l'amor
te del coraggioſo Annibale. Tucca la Lombardia fauoriua il Vif
conti, ammirando la ſua fortuna, che lo hauea inaizato alla si
gnoria di Milano, Como, Cremona , Bergomo, Lodi , Vercellige
Val di Tidoces . In mano de' fuoruſciti erano le Caltella del
Piacentivo, da njuni parce îi afpercaua ſoccorſo, mancauano le
retcouaglie nella Circa , non viera più danaro per la paga della
soldaceſca ; quando Franceſco l'occauo meſe dell'aſſedio , cioè
il quartodecimo giorno di Decembre in preſenza di Gioanni
Pigazzani,.Federigo Coppalata , e Gioanni Stretti, Nobili Pia.
centini , con autentico rogico di Alberto Gazzi Notaio della
Citra fù da tutte le parti rimeſſa la ſentenza di queſta guerra
Aclle mani di Giacomo de' Callij da Val di Tarro Nobile Piacer
cino Arbitro , ed amicheuole compoſitore. Seorentiò : Che la
Citra fore per vlejmo ſottopoſta all'affoluto.c generale gouer
no del Viſconti: Che il Conte Gioanni Fieſchi da Lauagna per
due anni continoui foffe in Piacenza con mero, e miſto imperó,
ed aſſoluta giuriſdizione Vicario del medeſimo : Che il Pren .
cipe Franceſco con tutti i ſuoi figliuoli, e Vaſalli haueſſe perpe
cua , reale, e perſonale eſenzione da ogni grauezza ,eſimo, da.
zio , gabelle, contribuzioni,e limili : Che il medeſino foſſe si
gnore del Caſtello di Fiorenzuola con tutte le ſue entrate, da
zij, pedagi , e conſueti honori : Che Gi faceſſe alſolico il merca «
co nel Borgo di Agazzano : Che i figliuoli di Giacomo fuo fra
tello godetſero l'eſenzione medeſima da ogni grauezza : Che
niſſuno per hauerlo ſeguito poteſſe eſſere moleſtato da i mini
Atri del Viſconte : Che foffero riſeruate certe giuriſdizionià
Dauid ſuo nipote : Che la Città pagaffe diece huomini armati
alla difeſa della perſona dello ſteſſo Franceſco : Che gli hono
ri, le dignitadi , e i gradi della Nobilca Piacentina rimaneſſero
per la mera nelle mani della Famiglia Scola . Azzo Viſconti
diede l'inſegne di Caualleria a molti della Città , fra quali fù
Huomodeo de gli Spettini; Famiglia , che diceuamo cagione
della grandezza degliScori in Piacenza .
Rinunciò, due anni appreſſo , Franceſco Scocial Viſconte la Local. ant.
signoria di Fiorenzuola , e riceuetce in contracambio ceria , 1838.
Y penGone
170 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

pealione ſopra delle saline . Mori Azzo fra poco ; fi che il Le


guco del Papa entrato in Caſtello Arquato col Cauagliero Fran
ceſco Scuci, Guidone Cimonelli , Leonardo Arcelli,Guglielmo
Local.ann. Roncaroli, e Vergiuſo da Lando Piacentini,Capitanide'Guelfi,
1342 ,
acceccò da quel popolo il giuramenco di fedeltà . Con iſpeſa
di cinque mila ,e cinquecento lite qello fpacio di cinquanta
due giorni fù fabricato da i Piacentini il ponte ſopra il pò. Con
ſerce mila, ed ottocento lire fù riſtorato quello della Trebbia .
Local.ann . Diſtruſſero i fuoruſciti le Caftella di Rottofredo , Calendaſco
1346. sant'Iméco, Caorlo, Baſeliga, Larzano , Bardonezza ,Gragnano ,
Carpaneto,Zena,Rizzolo, Veggiola ,e Diolo con le cerre circon
Local,ann, uicine . Si fabricò da' Piacentini la Rocca di Caſtello Arquato.
1347 : Succeduto , dopo la morte di Luchino Viſconte,nella signoria
della Liguria, e della Lombardia l'Arciueſcouo Gioanni , daca
quero naoui litiggi ſopra le Boſchine di Trebbia tra gli Scoti,
ed i Landi. Concinouarono Gio'alla signoria di Barnabò nipote
dell'Arciueſcollo ; il quale, perche Beltramo Landi Signore di
Ex Cbron. Riualca fu vcciſo nel ritorno di Pauia , confiſcò ,tutti i benidel
m. ss, Plac.
Cauagliero Franceſco , e dichiarò con eſſo lui banditi Gioanni
ann.1364.
Gazzi, Guglielmo Allegri, Pietro Maréghi, Antonio Cauagni,
Franceſco Zambrani, Quagnino da Vigoleno, ed altri de' ſuoi
sgherri , le di cui caſe futo giettate a terra .
CAP.VII Vando ſi ragiogerà di quei Nobili d'Italia ,che ſono ſtati
Q
signore di Caſtelboſco, verrà in cófiderazione Onofrio de' po
ſteri di Frāceſco , checol fratello Rinaldo da Gio.Rè di Boemia ,
da Enrico Ceſare , e dall'Imperadore Carlo Quarto conſegui
la Contea di Gragnano , il grado di Capitano d , i Configliero
di stato , di aurato Cauagliero ,e l'honore di Compagno da Ta.
Locar. Säſow ,
Scorb.6 , uola. Criſtoforo dalRèGioānije dall'Imperadore Enrico heb
be gli ſtefli honori, collocatida Carlo quarto nella perſona del
Conte Franceſco ſuo figliuolo , il quale diuenne ancora Confi.
gliero dei Duchi di Milano , Gouernacore di Bologna, Podeſta
di Vercelli . Il Duca Gio.Maria Viſconte gli diede il mero , e
miſto impero per la Contea di Vigoleno . Non furo di minor
fama nelle armi Nicolò , Albertino , Giacomo , e Gioanni de
primi Cauaglieri della Città . Gioāni signore di Agazzano ma
ritò Caterina fua figlia nel Magnifico Orlãdo Marcheſe di tutto
lo stato Palauicino , e vicine Caltella . Andrea
NARRAZIONE 11. CAP . VII. 171

Andrea Scoci Cauaglier Piacentino con altridi ſua Famiglia Pignal.c :


Gi armò contra de ' Terzi all'hor signori detla Città di Parma :
atterri i Conti Giberto, Ambrogio, Antonio , e Nicolò (poglian
dogli di Caftel Guelzo , e Fiorenzuola co morte di Giacomo,
e Giosanifratelli del Prencipe Occobuono .
Piccro Scoti figliuolo di Giacomo dall'Imperador Sigiſmon
do fu dichiarato con Alberto e Gioangi ſuo famigliare , Conte
di Douglas, Caſtello Arquaco ,Caſtel nuouo, e Fiorenzuola con
le giuriſdizioni della Valle dell'Arda ,e diChiaucona. Alberco,
dico , Cooſigliero de' primi dell'Imperadore, e poſcia de ' Vila
conti fù da Filippo Maria Duca di Milano caricato dell'affolu
co gouerno della Città di Bobbio e di altre Piazze in quei gior
ni dimolta cóſequenza, & honorato aſſieme del citolo di Con
ce di Sarmaco ,Carpaneto ,Vicomarino, Fontana fredda, Motta ,
Chero , e lua Valle. Giorgio Valla lo chiama Cauagliero rica
chiffimo, frugaliſſimo, moderatiſſimo, prudenriflimo, forciſſi
mo , e di grandiſſima aurcorica . Preſe larmicontra de ' Pár
megiani per difela del Piacentino . Morto che fù il Duca Vir
conti particoli dalla diuozione de' Milanefi ſottopoſe Piacenza
a i Veneziani che dopo vn lungo aſſedio abbandonandola nel
le mani di Franceſco Sforza fu con horreuole crudeltà faccheg
giata ,anzipoco men ,che diſtrutca . E' ſepolco sigrande Eroe
nella Chieſa di S.Gioanni alle Canali in vn'auello di marmo ſo
Itenuto ſopra quatro colonnes . Da Bianchina dal Fieſco de
conti di Lauagna laſciò Franceſco cauagliero di molta ſtima, ed
il conte Bartolomeo conſigliero de' Duchidi Milano , il quale
dalla conteſſa Eleonora de' Roli Marcheſi di S.Secondo, e coci
di Berceto generò i conti Franceſco di Vigoleno , Gioanni d'A.
gazzano, ed Antonio Maria di Gragnano . Fù il primo Dorco .
re dell'vna, ed altra Legge , conſigliero Ducale de' primi del
Senaco di Milano, ed arbitro in Italia, fi può dire,di tutte le sfi
de ,e le contefe de ' Ghibellini , c Guelfi . Il ſecondo hebbe per
moglie Lodouica Gonzaga de ' Prencipi di Mantoua . Il terzo
fù imbaſciadore de' Piacentini al Papa .
Hebbe il conce Franceſco graue litiggio di alcune poſſeſſioni
del Piacentino con i conti Triuulzi; e venendo a parole có Gio . Scorisom . I.
Giacomo Generale di Francia , ſendo jo Milano non temette di lib.z.conf...
dirgli,ch'egli faceua poco conto di lui e ſe i Triuulzi hauean
Y 2 qualche
172 DELLA NOBILTÀ D'ITALIA .

qualche potenza nella Città di Milano , egli altrecaoca oe pof


fedea in quella di Piacenza .
Hauea digià fin ' a primi anni facco pompoſa moſtradel ſuo
Bx Chrono valore ; quando, che ricuſando i Piacentini di accettare le géti
m.ss. D.Vio
codom . o di Luigi Rè di Francia, ſendo tutta la Citta in armise gridan
Malw.ann. do la plebe ſotto la ſcorta di Pietro Corſi , viua Luigi Sforza ,
1499. viua Luigi il Moro Duca di Milano, ſaccheggiaro gli alloggia
meoci de miniſtridi Francia . Armato all'hora il conte ſopra
vo Corſiero ſe ne paffaua con molta gente a piedi, ed a cauallo
per tutte le parochie aualorando i Guelfi alla difeſa dell'honor
della patria ,e della fede promeſſa al Rè Luigi. Inceſe, che la
penuria del grano fù cagionedi così gran bisbiglio . L'abbon
danza è l'idolo del popolo, a cuiſon conſegrati tutti i ſuoi vom
ti ; anzi è l'Abila,c Calpe ſtabilita per termine de' ſuoi penſieri,
Vannos.col. Vaglia il vero . Le grauezze immoderace, con cui caricaro gli
3.ann ,1419. Spagnuolila Fiandra, furo per ſolleuare contro il Duca diAlba
tutti i paeſi balli . La fame finalmente è l'eſtremode luppli
cij ; ma ſe in ciò i Franceſi paruero poco buoni, gli Sforzeſchi
non furo santi .
Volle il conte Franceſco con i mezi opportuni provedere a
i diſordini. Chi ardà leuare dalla Torre di Giuſtizia l'inſegna
de’Gigli d'oro, mifurò quell'Altezza col precipizio . Diſpen
faro gli Scoti nella publica piazza il lor frumento ,a venti ſoldi
lo ſtaio . Antognetto Arceleſi della Rocca ,ed iconcida Lando
gli ſeguiro dipoi con minor prezzo .
Quanta affectione portò il Conte alla nazion Franceſe fà nel
figliuolo odio capitaliffimo. Sempre non ſono i poſteri dell'hu
more del padre . Pietro Maria ſuo figlio ,per la ſua bizarria no
mato il Buſo , eleffe più coſto capeggiare frai Ghibelliai, che
Locas.e - Vie obidire a gli Atranieri. Il primo diGennaio del MDXIII. inco
ced.an.isi3 minciò con gence d'armiſcorrere per la Cicca,cacciando in fu
ga e i ſoldati pagari,ei Cittadini della fattion contraria . I coli
Guglielmo,Occauiano, Ceſare,Paris, Alberto Paolo ,Nicolò, ed
Antonio Maria tutti di ſua Famiglia vnitiſico ' Marcheſi Laza
ro, Eraſmo, Filippo, Antonio , ed Alberigo Maluicini, Ghiſello
Marcheſe Malaſpina,Giacomo, Bernardino, e Franceſco de gli
Anguiſfoli ( erano tutti ſedici de' primi feudatari Piacenciai)
fecero nelle lor Caſtella groſſa leuata di milizia ſcięlca capego
giata
NARRAZIONE 11. CAP. VII. 173

giata da fuoruſcitise ſgherri. Gouernaua per appunto Piacenza


in cai di, ſotto la protezione del Pontefice , Tomaſo de' Cam
peggi, ilquale fece ogni sforzo, acciò che non entraffero le ſol
dateſche dell'vna , e l'alcra parte nella Città . Era coſtui più
Teorico , che pratico . Sapeua egli beniffimo , che la diſcordia
ciuile cancelliera della morte a caratteri di ſangue ſcriue ne gli
staci guerrieri gli annali delle infelicita . Sapeua.che le faccio
oi de gli ancichi Romani aperfero le porte dell'Italia a i Galli,
a i Gotti,Eluli,Oſtrogotti, Vandali, Vnni , Tedeſchi, Borgogao
nie Lógobardi. Fece chiuder le porte, e cuſtodire i poſti prin
cipali. Ma non giouò a sigrao male rimedio sì leggiero. Gior
no , e notte alla sfilata aſcendeuano per gli muri armati maſna
dieri , montanari, fuoruſciti. Furono finalmente al numero di
quatro mila combattentitra tutte due le parti, che incontraria
ful Guafioa i venti di Febraio attaccarono la zuffa . Tre volte
rinouoſſi la battaglia ; tre volte fù interrotta da i miniſtri del
Papa , e da 1 signori di Conſiglio ſeguitati dalle milizie della
Città . Gli Anguiffoli ſi ritirarono ſul palagio de' Landi , gli
Guelfi nel Torazzo del conte di Venafro , e ſopra i Campanili
de' santi Franceſco , Brigida , ed Antonino . I Fontaneſi dalla
Torre di sant'Eufemia percoſſero quella di s. Simone , ed ivi
vcciſero il Bombardiero del conte Buſo . Vrei armato il con
te , ſcorſe per la Città ,e poſcia ritiroffi nel palagio de' Ronco
uieri . Giorno ,e notte fi commetteuano per tutta la Citra ho .
micidijoftragi,affaffinaméti,ftupri,rapine latrocinij.I Marcheſi
Otcaujano Palauicioise Franceſco Sforza Fogliani, che all'hora
fi ritrouauano fuori ne' lor Caſtelli, entsaro con ſeguito hono
rato , e coſultando l'intereffe della patria indufſero ambele parti
alla triegua per qualche giorno . In queſto mezoi miniſtridel
la Chieſa fi appreſero al partitodicondurre fuori della Citra
da vna porta i Ghibellini, dall'altra i Guelfi per liberare il por
polo da sì horreuoli ſpeccacoli. Conſeguiro l'intento . Inco
minciano da poco le fedizioni, ma di rado con poco ſi finiſcono
no . Il Cocodrillo ,nato da vn picciol'vouo ,creſce lin'a diciot.
to brazza ; e ne diuiene corſale in acqua , ed affaſſino in terra .
L'humor peccante del conte Buſo non ametteua medicina
così leggiera. A i morbi diſperati conuengono diſperaci ri
medij .
Alloggiò
174 DELLA NOBIZTA' D'ITALIA :

Vicedom . 1.c. ' Alloggiò quell'inquieto la ſera della ſua partenza, accompa .
goato dal Cãpeggio fin fuori delle porte, nel caſtel di Baſeliga.
Accolto da i conti Tedeſchi , contro il coſtume ſuo , non fece
molto danno . Gragnano , e Campremoldo co icontorni dica
Itel Boſco furo il berſaglio de' ſuoi furori. Non voleua ,che la
vendecca laſciaffe lungo tempo trionfare l'allegrezza di colo .
ro , chegiubilauano per la ſua partenza . S'io raccontaffi gli
sforzi del ſuo braccio, la temerità del ſuo petto, gli effetti del
ſuo ſdegno, deſcricci da chi era vicino a quell'era, dubitareidi
non hauer quel credito, c'hanno i ſogni di Turpino , o i Romāzi
del conte di Scandiano .
I Fieſchi da Val di Tarro , i Garcidalla Liguria, ed i côti del
Verme da Bobbio , e dalla Valle Pegorara mandarono alcune
compagnie di milizie a ſuo feruigio . Lo ſtato di Piacenza era
la Scena di così lagrimeuole tragedia . Vennero per comando
del Papa il prencipe di Bozolo, ed altri Capitani di caualli leg
Local.ann. gieri con alcune compagnie del Conte di s. Secondo . Glispa
1514 • gnuoli col ſeguito del Bufo danneggiarosanc'effi loro,crudelif
Vicedom.l.a. Gimamente gran parte de' Villaggi nella Val diTidone, tormen
cando i paeiani con barbare maniere , ſoſpendendogli per gli
teſticoli in alto, legandoli così ignudi fra le ſpine, ed altricru
cifigendo , od impiccando a gli alberi col capo in giù .
Il Papa . che non ſolo adopra le Chiaui di s. Piecro , ma bene
ſpeſſo la ſpada di S.Paolo, multiplicando la ſoldateſca ,e le mj .
naccie col fulmine della scommunica tentò riunire la nobiltà di
Piacenza , nelle cui mani confiftea la difeſa della Citca . Hauea
di già il Bulo occupate le Caſtella delle Ferrere alconte Berto
lino Nicelli; Hauca danneggiato lo stato de gli Edificij al Mar
cheſe Malaſpina ; e cal braccio di Claudio Landi hauea priua.
to gli Arcellegi della Rocca di Ronco , quando furo dichiarati
rubelli, ed iſcommunicati quei Cittadini,che non haueſſero ac
conſentito alla pace generale Nabilita dal Conſeglio della Citca .
Il Buſo, e ilLandi per non moſtrarſi ſpregiacoride'comandi del
Vicario di Criſto, proteſtando però di non hauer conteſa con la
patria , nè con gli Scoti, od altri di Piacenza, eccettuatine tutta
volta i Malvicini, i Nicelli , ei Malaſpine, finfero di accettare il
partico, e non con molto ſeguito entrato nella Città .
Si trasceneua il conte Scoti entro le mura , come ſe foffe ftato
vino
NARRAZIONE II . CAP. VII. 175
viuo nel ſepolcro . Era di animo viuaciſfimo, di capriccio vo •
lubile ; il ripoſo gli parea morte . Nel mezo della calma fol
piraua le tempeſte , armando il cuore per ſuſcitar col tempo
nuoue conteſe , e ngoue turbulenze .
Morì l'aono vegneoce il Rè Luigi. Succede il Duca d'Ango . Local. ann .
1914 .
lea , chiamato alla Corona Franceſco primo . Queſti con ap
parato honoreuole da guerra calò dalle alpi per quella ſtrada,
che laſtricata gli haueano col ferro Carlo Occauo , e il Rè Luigi
ſuo predeceſſore. I Franceſi, come dice Franceſco Guicciardi
ni, ſono facili nell'acquiſtare , ma difficili nel conſeruare ; ha
uendo la natura temperata la lor brauura con vno ſcrupulo di
traſcuraggine . Si fece il nuouo Rè signore dello stato di Mila -
no ; Leone decimo , che reggeua la Naue di s. Pietro , gli con
celle Piacenza, oue in perſona ne pigliò il poffeffo , alloggiato
nel palazzo di Paris Scoto conte di Fombio . Tumultuaro fem
pre i contadini ſolleuati dal conte Buſo, dal cote Giacomo del
Verme,dal conte Landi, ed altri fuoruſciti. Occupò il conte
del Verme Nibbiano de' Marcheſi Maluicini , Aiguerra di An
tonio Scotise Mont'Alco de' Gonfalonieri . Bernardino Anguiſ.
ſola preſoneStacco de'conti Caraccioli tenne a ſua diuozione
vna gran parte della Valdi Trebbia. Da i Vermeſchi fù abbrug .
giato con gran danno il caſtello di Treuozzo de'signori Catta
nei Bocconi. Il Buco non atteſe all'acquiſto di alcuna fortezza,
ma diſcorrendo per gli villaggi aperti e battendo le ſtrade con
molti incendij, homicidij, e ruine impediua la quiete de'Citta
dini, e fraſtornaua le truppe de'Franceſi. Era irreparabile il
danno , che con la ſcorta de' fuoruſciti faceuano alla campagna
i ſoldati dell'Imperadore . La doue ilGouernatore del Rè per
Solleuo del popolo più tormentato dalla fame, che afAjito dal
cimore, leuò i dazij della macina, la Gabella del pane, e vino .
Diffevn'lftorico Franceſe ; Che ſempre è in libertà di vn Rè di
Francia caricare il ſuo popolo del pelo che gli piace ; ma non è
ſempre poffibile,che il popolo lo ſopporti . Se la preſenza del
Rèmedeſmo è grande, l'impotenza del popolo è grandiſsima .
Nulla fortior neceffitas, quam impotentia . Il Prencipe perde le Herod.lib.si
ſue ragioni, oue non è niente . Il Camelo fin che il peſo è rem .
perato lo ſopporta,ma ſe di ſouerchio viene aggrauato getta il
cutto in precipizio . Troppo è vile quell'oro,chefi acquiſta con
le
176 DELLA NOBILTA D'ITALIA

Ponnok.col . le lagrime del popolo . Certo non vaneggiò Monſignore Van.


3.nu. 14180 nozzi, quando ſcriffe, che le gabelle fi, dourebbero accreſcere
ne' giuochi,ne gli ſpeccacoli,ne i drappi di ſeta ,nelle ſtuffe , ed
altre coſe ſimili di ſuperfluo , non nelle neceſſarie .
L0681.1.6 . Con quefta liberalica hzuendo la nazione Franceſe renduti
beneuoli i Ciccadini, già che haueuano il braccio di cala Scora ,
e della Fontaneſe, parue, che luaniſſe il foſpetco de' fuoruſciti:
anzi ,che vſcendo con la lor gente in Sanseuerini s'impadroniro
con la Rocca di Algeria dello stato del Verme . Tempeſta affalo
fino famoſo hebbe coi capeſtro la morte fuori della porta di
sant'Antonio : molti altri di ſua faccione lo ſeguito di briesie.
Teaeua il conte Buſo il caſtello di Predouera nella Val di Prino.
Locaf. ann . Si condole colà Monsù Giacomo di santa Coloinba Governa
1919.gʻalis tore dell'armi nella Città ,e preſo per forza quell'ineſp goabi
Gbron , mis le salfo fece ſoſpendere a gli alberi, quaoci ve ne trouò. Il con :
te con vna compagnia la nocte auanti li era partico per altro
interelle ..
Il Papa a perſuaſiooi dimolci Cardinali fi collegó con quafi
tutta Italia a fauore di Carlo Quinto , ò ciò føffe per otceoer fs.
uore dali'Imperadore contra l'empio Lutero , ch'era in taidi
ſtimatol'apoſtolo de glivbriachi,e l'antichriſto della Saſſonia ,
o pure per rolleuare la ſua famiglia de' Medici alla ſicurezza
del Ducato di Toſcana , e riacquiſtare alla Chieſa Piacenza , e
Bugsh. lib 6. Parma . Scoperta ſi la congiura della Nobilca di Milano , che
per gli Arazi paciti da i Triuulzi più nemici della patria , che
partigiani della Francia, hauea ammeſſa qualche commozione,
molci di quei signori pagaro con le lor teſte alzate ſopra vna
ruotanella piazza del caſtello la pena dilela Maeſtà . Peggiora
troppo la condizione del Prencipe quel miniſtro , che fiſerue
dell'autorità publica in vendicare le proprie ingiurie . Godeua
il Buſo di queſto vento , che già per cucca Italia portaua le ſcia
cille di vn'ardentiflima guerra .
Local. ann. Strinſero gli imperiali la Città di Parma. Il conte Pietro
1931 . con Giacomo Anguiſfola, formate alcune bande di maſnadieri,
ſcorrendo per tutto il Piacentino facea di fuori tremare i pae
ſani, e dentro i cittadini . Tentò il Buro con gran promeſſe ,
che da Tomeo Triuigiano Conteſtabile della porta di san Rai
mondo nella notte dis,Gio .Batciſta foſſe introdotto con la fua
ſolda
NARRA 210N E N. CAP. VII. 177

ſoldateſca. Scopercaſila fellonia, Tomeo pſe fuga co'fuoruſciti.


Venne all'hor da Milano turto alciero Girolamo Triuulzio ,
e il conte Ceſare Scoti , figlio del conte Piecro da Caſtello Ar
Locai, d.c.
quato , con vna grofa'banda di caualleria.'ll Buto ritiracok .
nel caftello di Statco aſpeccò i Franceſi , nel di cui mezo v fcica
con vn corraggio degno di vn ſuo pari fece la ſtrada a ſuoi; ed ;
hapendone perduti ſolamente venci de' più codardi , laſciò ia
vergogna duo Capitani táto famofi,ed honorati fra primi del.
l'armata Franceſe . Aualoratoſi il Buſo col braccio de gli Ans
guiſſoli in Moncechiaro ,e Veggiano fecenuoua leuata diſolda.
cefca . Il Triuulzio hauendo per diuerli Coſpecci daco morte a
Gio. Battiſta Zanardo Landi diftribuì in queſto modo la guar
dia delle porte a i capi della Nobilca Guelfa . Al conte Paris,
ed al conte Guglielmo de gli Scori diede la porta di S. Antonio.
Al conte Alberto , e al conte Gaſparo della ſtella Famiglia la
porta di s.Raimondo . Al conte Ceſare la porta di s.Lazaro .
A Gioanni porta Savelli Puglia la porta di Fodena . E quella di
Borghecco a Frāceſco,ed Aleſſandro anc'efiloro nobili, e valo
rofi Piacérinj . Il folo braccio di Dio è la vera difeſa delle Città .
In quello mezo fù portato nell'armata Imperiale a Parma il
conte Bulo , di archibuggiata ferito in un genocchio . Quiui
hauendo tracrato col Generale Proſpero Colonna'; e diuiſico ,
come li poteſſe ſorprendere Piacenza, non ancorben guarilo , có
nuoue compagnie di Tedeſchi,Spagnuoli ed Italiani,capeggia
te da gli Angoiſfoli, dal conte Giacomo del Verme , da Matteo
Beccaria Pauele , e da Bartolomeo di Villachiara Nobile Brer.
ciano, con una gran comitiua di banditi , ricornò a lunghipalli
ſul Piacentino . La ceſta d'vn'inquieto , quando è pregna di fu
rore , partoriſce fouente delle chimere .
Vſarono i Franceſi, o ſia il Trinulzio , troppo rigore con ai. Local, lic.
cuni Nobili Piacentini. Confinarono i Landi nel paeſi bafli ;
imprigionaro Pietro Franceſco Maloicino , hauendo già molto
pria fatco morire Antonio dell'intera Famiglia, molti taglieg.
giaro in denari ; & Chriſtoforo sconicognominato il Mazzone
fa condotto a Milano ,edijujmiſeramente decapitato. Sdegholli
maggiormente il conte Buſo ; & il quarto giorno di Aprile ,
che fu l'anno MDXXI. circa le ſei horedi notte , col ſeguito
de' ſuoi, affali con grand'impero la porta di s.Raimondo .Res
Z lifettero
178 DELLA NOBILTA D'ITALIÀ.

filtettero con gran forze i Difenſori . E non hauendo con effi


loro coſa alcuna per aprirh Ja Atrada, fecero l'vltima prouz con
il fuoco . I Ciccadini per impedire l'entrata , portando tutta
notte da ogni parte legna aumentarono le fiame,che poſcia só ,
cinouaro final giorno vegnétc . Erano già i nemici montati lo .
pra le mura, e con gridori empiuano la Cicca di ſpauento ;quan
do parecchi Citcadini fecero tefta ,ed ammazzaro cinque de più
arditi affalicori. Di quei di dentro rimaſero feriti alcuni pochie
Sin'alleuar del Sole li mantenne dall'vna ,ed altra parte la bat
taglia . Ma finalmente ſenza ſaperfi, onde naſceſſe la cagione ,
gli aſſalitori ſe ne fuggiro a lunghi paſſi verſo la Montagna ; e
i difenſori fi ritiraro con timore alla piazza . Si legge ne' Mira
coli di s.Sauino Veſcouo di Piacenza ,ch'egli difefe per due'vol
te la patria da gli Spagnuoli, comparendo alnemico in atto mi
naccioſo , veſtito in habito Pontificio .
Ritennero tutta volca i fuoruſciti non ſolo Vigolenose Care
panero, ma pigliarono ancora Agazzano, Fiorenzuola ,Caliell
Arquato, e le vicineterre con invigliori caftelli, villaggi, e bor
ghi de' Guelli di Piacenza
Vo fauorito di Heltore Viſconti ,mentre che il Cote diuide.
ua le ſpoglie acquiſtate nel caſtel di Agazzano, gli troncò il ca.
po , ed inuolto nel fangue lo giccò nel letamedella foffa. Rife.
ciſce Plutarco , che ſognandoli Apollodoro di eſſer cagliato a
pezzi, inceſe a dire dal ſuo cuore al capo . Sei cauſa tù ,ch'io
patiſco . A si grao cuore diede la morte quelcapo, nell'ardire
della cui languida faccia co ' caratteri di morte fi leggevano i
deſideri della vendetta . Ecco , che colui, che non ritrouò mai
quiete nelle Cierà, non la puote manco hauer ne' ſepolcri .
Aggiunge Monſignore di Bagnerea ,che al nome ſolo di Buſo
H atcerriuano iGuelf , fuggiuano i Françeſi , tremauano i Cito
tadini , Fu queſta morte delconte Pietro Maria la morte de
compagni ; poſcia che vſcito dalla Cicca il Triuuizio , che per lo
aujoci non o faua partirſi, in più volte fece prigioni quaſi tutti
į rubelli ; bencheſopragiungendo il Veſcovo di Pifioia a Fio.
renzuola , accettarono colo i Piacentini nella Circa il preſidio
del Pipu .
Locat.ann . Sfortunatiflimo fù il conte Nicolò Scoti ; il quale prelo il
3514. ſoldo da' Vineziani ſoccorrea col conte Paris -bora Breſcia ,hora
Crema
NARRAZIONE 11. CAP. VII . 179
Crema aſſediate dal Duca diMilano . Nel ſoccorſo di Bergon
mo preſo da vna banda di Suizzeri fù condotto a Milano, ouc
per ſentenza di Giafone del Maino controlle ragioni di guerra
perde la celta . Il conte Ceſare Colonello di Fanteria fuj con Al
fonſo Scoci locco il comando di Monsù di Lautrech all'impreſa
di Napoli ; la quale del ficuro ſarebbe fara più che felice a ſe
Eilippino Doria , che già & era alienaco con l'animo dalla Coll Maſcardi
tona di Francia adeſcato dalle promelle de gli Spagnuoli, hao nella cong.
ueffe con la ſolita prontezza actelo a gli intereffi del Rè . del Fieſchi
:: Il coace Paolo Capitano di caualleria Franceſe godecte.in vj. pag. 16.
tala metà della fiera diCrema : ed hebbe da ' Yinzianihonn .
cati gouernicao vna condecoa dicenco corazze.ilkconte Gio .
Scefano , ed Oldrigo ſuo figlio riuſcirono imacitlimi ne gli in
eereſli ciuili della lor patria .
Annibale, anc'egli en de conti di Sarmato , alleuato con Al Scol.loc ,lib.s
conf.3.
fonſo da Eſte Duca di Ferrara , diuenae cauaglierod'igeſtima.
bilc fortezza, e leggiadria ; ne la crouò chi con lui voleſſa cor
rere in Gioſtra . Fù gratiffimo al medeſimo Duca il conte An
conio Maria da.Vigoleno , Filoſofo Eccelente, & nó meno arric
chito de' doni di fortuna , che di quelli della virtù . Il conce
Federigo ſuo figlio, Dottore dell'vna, el'alcra Legge, Giudice
del Collegio di Piacenza ; ( la cui penna ſe non fù d'oro ,fù al
meno del più nobile Cigno della Trebbia ) { criffe molce opre ;
ſtampò in verſo Eroico la vita di s . Macario conſegratal al Ro
mano Pontefice Giulio terzo con ticolo : Federici Scoti Placene
tini , Vicileli Comitis , Sarmatique beneficiary, & Iuriſconſulti
Amacareidos libri duo . Vn'altro elegante Poema delle deli
zie della ſua poffeffione chiamata la Scoualorcaj. Molti Epi
grammi, ed alure fatiche di fomma'erudizione . Vo volume di
Leggi, e cre altri di
Ainocazioni ſopra i più oſcuri paffi delle
Configli,
ne' quali oltre la ſcienza della ragion civile fi ammita
lacognizione dell'Iſtoriese di diverſe lingue,conelegaozatale ,
che può effer defiderata , manon già ritrouaca, da tutti i Giu
reconfülci modernine' lor componimencii Nell Vniuerfita di
Piacenza lefſe ragion civile il conte Albecco ; e il conte Pietto
fù del collegio de' Giudici della fteffa Citra Il conte Pompeo
hebbe perfecae cognizione di feitete Greche, e Latine; di Filow
fofia , Teologia, e Leggi. Vrbano-Scorifocco la signoria di Lad
Z 2 douico
180 DELLA NOBILTA D'ITALIA

douico Sforza era in Piacenza capo di ſquadra delle lancica


fpezzaces .
Il contc Onorio de'signori di Sarmato , giovinetto militò
nel Piemonte , e nella Francia . Da i Vineziani hebbe condotta
di cavalleria, & gouernò Triuigije gli stacidi Candia . Fu Mace.
fre dicampo nella Grecia al ſoccorſo di Thine ; Gouernò l'l
i ſola Corfù , e l'Albania . Armò eglia ſue ſpeſe vaa Fukase voa
js is Fregata in Mare,che corſeggiando fecero importanci botcini .
In vna volta ſola preſero ſette groſſi Vaſcelli de' Maumettani
carichi tucti di ricche merci , e grani . Erano ſuoi fratelli il
conte Paolo Ettore , che in Francia ottenne la Badia di Rodo
ne : ed il conteGiacomo cauagliero di santo Stefano nell'armi
valoroſose molto grato al gran Duca di Toſcana .
Sono rimaſti heredi delle virtù pacerne Oldrigo, Alfonſo , e
Aſeanio conti di Sarmato , Cauaglieri di riccheentrate. Il primo
giouinetto fù Capitano dicinquecento Lancie in Albania ,ed è
morto , nonè guari alla patria . Il ſecondo fù:Cameriero di
Clemente Ottauo, Capitano in Germania, gran policico , Dota
tore del Collegio de'Giudici Piacentini . Il terzo vjue al ſer
uigio de'Vineziani,impiegaco nelle maggiorifacende dello sca
wo dopò lauer gouernaro Palmanuona, Candia, Bergomo,Bres
fcia , con honorate con docce di caualleria, e citolo di Configlie
to di stato . I ſuoi figli ſono ancora in freſca età riconoſciuti
da quella SereniffimaRcpublica ; la quale confiderando i me
riti de gli Awoli gli rimunera anche ne' pofteri . Non ponno
gli animi signorili digerire la flemmadella ingratitudine. Alla
naſcita corriſpondono leoperazioni . Dal Duca Pierluigi Far.
neſe hebbe il core Amorotto la carica di Colonello di Fanteria
1
Piacentina per ſeruigio delRè di Francia .
Il conteNicolò ſecondo , figlio del conte Paolo in Francia
ed in Icalia con Piecro Scrozziſegui ſempre l'inſegna de Gigli
d'oro . Era ſtato fin dal Pontefice honorato nella patria del Cau
pitanjaco del Diuieto , e dell'officio di Teſorjero . Fù compagno
del Duca Orazio Farneſe, del Duca Octauio fuo fratello e di
Monsu Scipierro nella difeſa della Cicca di Parma aſſediaca da
Don Ferrance Gonzaga ,Gio . Battiſta nipote del Pontefice, Alero
ſandro Vitelli Vincenzo Nobili,Gio.GiacomoMedici,conte di
Colorno, Marehef di Scipione , e Marchefi di s.Secondo , con
Don
NARRAZIONE IL CAR. YII. 181

Don Diego Mendozza, e Donn'Aluaro di Luna a nome di Giua Ang.nell'1 % .


lio terzo , edell'Imperadore Carlo Quinto , Nè giouarong a di Par,ann .
gli Imperiali le forze conſummateuj in molti meline i tradis 1592 .
menci ordiei col conte Galeazzo Sanuitale, Michele Tagliafer.
ro , ed altri GentilhuominiParmigiani poco fedeli al Duca los
Signore ,
Nel ſoccorſo di Siena fùil.cote Nicolò colonello di Fanteria Sanfow.tic.
Franceſe , ed hebbe poſcia carica diGenerale di qua de' monei
col piatto di mille, e dagento Franchi l'anno . Nella difeſa del
Duca di Ferrara hauea il gouerno della caualleria del Re . Il
Duca Occauio ,richiamatolo al fuo feruigio , gli ſottopoſe tutte
le ſue milizie dello stato . Fu Maeſtro di Campo per l'Altezza
di Sauoia in Piemonte ; que dipoſte le armi, anche con buona
grazia del Re di Spagna, hebbe imaggiori honori della Corte',
dichiarato de' psimidella Camera del Duca de primidelCon
keglio , e Generale ſouraintendente delle armi, con facoltà di
eleggere vfficiali diGuerra, Colonelli, Capicani, Alfieri,edial
tri limili. Più vale vn buono Conſigliero ,che vn gran Prencipe.
Diceua Luigi vndecimo Rè di Francia , che non temeua le ar.
midel Duca di Borgogna fuo nemico , ma bensì il cervello del
conte dis . Polo conſigliero del Duca. Più temeua Dauide la
celta di Achitofele ache il braccio di Abfalone ſuo figliuolo
ribelles .
Chriſtoforo ,Carlo e Paolo Emilio fratelli del conte Nicolò
caminaro per lo ſteſſo ſentiero della Gloria . Il primo fù Doe
tore del Collegio de Giudici di Piacenza , ſegnalato nelle armi ,
e nelle lettere,Veſcouo di Cauaglione.in Francia ;e difeſe la ſua
Dioceſi con la parola di Diose con la ſpada dalla pefte de gli
Vgonotci, priuandogli del pofto diMiner boi Ilifecondo nelle
guerre di Lombardias ea Parma, é a Sienashebbecondotta di
cinquecento Fanti . Fa Colonello al foccarlo di Maltai., Capi.
cano del DucaOccauio ſuo signore,ed uno de' più honorari Ca
waglieri di Cortesilf terzo da primi anni con le armiin mano
fcorſe l'Italia , la Grecia, la Francia, e l'Alemagna. Serui al Rè
di Francia , al Rè di Spagna , a s.Marco , ed al Duca Farneles .
Hebbe comando a dannidel Duca diFerrara . Guerreggiò cos
primi honori in Cipri, Gouernò Burgomo , ed alcune attres
piazze di quella signoria . Bà Colonello Generale in Zara,edi
fele
983 DELL NOBILTA D'ITALIA.

fefe quell'iſola da dodici mila Turchi. Tenno dipoiil luogo di


Bernardo Malipieri Generale Proveditore della caualleria. A
corpo a corpo combattere in camifcia con uno di quei cani,più
fuperbo, ed altero di Holoferne ; l'vcciſe con vanto , e mera.
uiglia appreſſo tutti . Ei ſolo nelmezo delle armate côpagnie
degli Iofedeli liberò il conce Brandolini ſuo compagno . Chi
dile, che permolco tempo a venire non ſi ſarebbe veduto'vn : fi .
mile combattitore,no conoſcca il valore di caſa Scora . Il derroi
di Anconio Perez , ilmaggiore politico della Spagna : Non co
dos. Los annos ſon fertiles ygualmente , non fi verifica no gli
Scoti di Piacenza. I giorni, goni che gli anni, ſono eguali nelle
for glorie . Non sò , ſe iPiacentini Gieno più vbbligicr alla mu .
nificenza di quei Clarifimi Mecenati,od etfi al valore di queſti
Achilli: de quali habbia bene chi diffe: ò ch'erano reliquie del
fecol d'oro jò ch'erano del numero de gli ſteffi Dei : come di
tal'voo dicea Arcellao : Dnes
L'Arma de Douglaſli di Scozia è di tre stelle ; gli Scoti di
Piaceaza ne tralaſciaron 'vna , come ſcriue il Dempitero , nelle
fattioni de'Guelfi , e Ghibellini . Simboleggiano queſte due
scelte i Poli, l'vino de' quali non è già così preſto perduco divi
ita ,che l'altro non ſi faccia vedere . Così nella Famiglia Scota
non ſi naſconde vna stella , che vn'altra ancor non appariſca có
più pompoſa moſtra .
Riinalero del conte Paolo Emilio i conti Claudio , Paolo ,
Paolo Emilio , ed Orazio . Il primo Maggiordomo del Prene
cipe: Cardinale faraeli ſuo signores. Il ſecondo Capitano di
cauallin e Gouernatore nello stato Veneto . Il terzo Cametiero
d'honore , e Condottiero del Duca di Sauoia , 6 Marcheſe di
Cambià . Carlo il Marcheſe ſuo figlio feruc alla ſtella Corona
con honori. Iliquarco Marchele diMont'Albo,e de' maggiori
Cauaglieri della Corte Farneſes . Serwiiqueſto signore nelle
Guerre di Fiandra con iſpargimento di ſangue al Rè Cattolico ;
alla cui corte fùitre volte mandato Imbaſciadore del Sereniſsi
ómo signor Daca Ranuccio : dalquale eſſendo ſtato prouaco e
in pace ,e in guerra, hebbe la carica di Cameriero d'honore, &
Generale dell'Arciglieria . Sposò con dote di cento mila ſcudi,
e forſe più , Lucrezia Alziata ; dalla quale generò Frate Fran
seſco Cauagliero di Malcachora Predicatore,e Prelaco de Padri
Capuccini;
NARRAZIONE II. CAP. VII. 183

Capuccini; Il Dottore Ranuccio , Conte di Sarmato, Riff ren


dario dell'vna, e l'altra Signacuta, che dopo il governo di aku
ne Citta dello stato Eccleliaftico è ſtato electo Veſcovo di Boro
go s . Donninose Nuncio co facoltà di Legaco a lacere appreſſo
i Cantonidi Suizzeri,GrigionieCicca Franche ; Donn'Angela
Lucrezia Religioſa di molta perfettione nel Monaſtero di so
Camp. nella
Franca di Piacenza , oue miracoloſamente in voo iftante fù libc vita di Sara
rata da grauiſsima infermita per gli merti.di queſta sanca ; Emi : Franca cap.
lia moglie di Gio . Battiſta conte Tedeſchi Cauaglier Piacenti- dls.
no ; e poſcia del conte Céſare della ſteſſa Famiglia ; Et il Mare
cheſe Odoardo Cameriero del Sereniſsimo signor Duca Odo
ardo Farneſe , fuo Generale dell'Artiglieria , e di già Generale
delle Genei, che laſciò in Monferrato quando egliſe ne gi alla
Corte di Francia . Paſsò il Marcheſe alle ſeconde Nozze con la
Cónceffa Gioanna Praci Nobile Piacentina .
· La vita della Conteſſa Lucrezia fia lo ſpecchio della vita di
quelle segnalate Matrone ; le quali fra gli honori del mondo
Cofpirano la retiratezza di vna vica priủasa . Si auanzò più che
mezanamente nell'opre dello spirito per opra de ' Padri della
Compagnia di Giesu ; appo de' qualihò ritrouata queſta ftella
memoria , ch'io riferiſco diparola in parola , ſenza affermare
di mio capriccio coſa alcuna , laſciandone il giudicio alla Ro
mana Chiefa, a cui ſolo fi ſpetta la cognizione di negozio can
to importante :
nzulier quædam Lucretia nomine, Pbylippo Alziato Placen .
tino nata . Nobiliſſimo Viro Comiti Horatio Scoto matri
monio iuncta , ad eum perfectionis gradum peruenit : quem eas
quæ mox dicam , declarabunksTAc primum locum ea obtinet
virtus, quæ Chriftianæ fan & itatis est fundamentum . Adea de
se futmiſse', humiliter fentiebat , vt nihili fe ipfam faceret ,
neque boc verbis declarabat Solum ; fed multo magis, quum dan
batur facultas, fattis . Etenim 'cum ab alijs. Se paruipendii, et
contemni percipiebat, miré la :abatur . Vt autem faciliori ani
mo in hac veritate maiores quotidid faceret progreſſus, domum
fuam humilitatis Palæftram quandam fibiconftituit . Hic illa
à socis, famulis errata ſua libenter audire, hic terram cætes
ris fpectantibus lingere; èſolo veluti e pulcherrima strata mer
fascibum capere, Ancillarum pedes deofcularis abluere ;earum
lеdios
184 DELLA NOBILTA D'ITALIA .
lečios sternere , calefacere ; ab ijfdem veniam precari : quæ dos
ming fue faciem Sputis iuſſ & fædabant quidem , ſed non prius ,
gudmora fua rubare rorata ;vel inuitæ lachrymis conſpergerent.
in Nofodocbio: in firmas mulieres benignis verbis folari , inſere
uire ,'cibos ministrare ; earum & egestatem beneficentia leua.
re, co pueridis ulceribus ofcula infigere : & cochleare , quo illa
inter edendum intebantur , in os ſuum inferre. Venio ad Patien .
tiam . Vbi ab infantia exceſſit, reliquum vitæ tempus grauitem
femper curarum , imoleftiarumplerum habuityinfracto tamen
animos eodemý.ſemper vultu : non fine magna cum domesticos
mum , tùm externorum admirationen . Vor certè eius, quoruin
fexdecim totos annos matrimonio coniun &ta fuit ,ſe ab ea nulla ,
vel minima quidem moleſtia toto illo tempore affe tum vnquam
fuiße conftanter affeuerat . Teſtatur quoque fe nunquam in ile
las vel leuiffimum commotæ mentis fignum deprehendiffe : adm
tamen in ampladomo oninium ipſarerum adminiftrationem ha
beret , neque rarò fuborirentur turbarum , et iurgiorum occaſio
nes illæ , quas in magna familia neceſſarium est eſſe frequentiſ
fimas : Nibillanè'tam durum erat, aut iam difficile , quod pro
Chriſto non libentiffimè vel agere, vel pati defideraret.. Què
cauſa fuit, cur à Deo ſummis precibus contenderit ; vt fibi dolorē
cliquem diuini amoris gratia perferendum concederet. Voricom ,
pos facta est . 'Eneruari fiquidem , et grauiter afflittariſe , cu
animo linqui ; cá morto cor quafiquibufdam clauis transfigi. mo ,
do velute forcipe comprimi, interdum caput quoqué tãquam ve .
prium aculeis redimitum transfodi ſentiebat . His illa cruciatia
bus non vnius , vel paucorum dierum , vel multorum menfium
Spatio , affäduèg læra fronte , torquebatur. Extremo vitæranno
quirdecim totos dies ſanguinem euomuit tanto cum cracialu , vt
perſepe'und cum Sanguine emiſſura etiam animam videretur .
Neqsitamen bic laborum eius , & dolorum finis : fed quoad bra .
uium fupernæ vocationispropiùs accedebat , 'eo plures .ac gram
miores, acerbioresø. à Deo dolores perferendi afferebantur. Hos
tamen ilta ſiopatiebatur, vt ne domestici quidem perſentiſcerēts
Satis habens vni eos ,præter Deum , notos eſſe confeſsario : Cui
quidemteftata eft ipfa partas dolores, quos experta est octies,cã
bifcc extremis minimè compararipoße. Dum firmioribus virin
buis oſa eft ,addebat infuper voluntariasflagellatiores :jciunia ,
cilicia,
.: .'NARRAZIONE IT. CAP. XII. 185

cilicia , & alia id genus, in quibus frenofemper,calcaribusnun


quam . opus habuit . Miro castitatis amore capiebatur . Et quor
niam lege matrimonij ſe tanto bono Spoliarat,pro viribus eam .
Seruato tamen Märiti iure,coluitdiligentiffimi: tùm maximè ,
cim dir ipſiis pro Serenißimo Duce nostro apud Hifpaniarun
Regem legatione fungeretur. Quotempore fe gratiſſimum Deo
facturam credens, castitatem fuam veti religioni non cam mu.
nitam , quam exornatam dicauit vfque ad viri reditum . Vota
quoque paupertatis obedientia ,quæ talem decerent fæminan ,
Gemiler , o repiùs quot annis renouanit . Pauperum inopiam
fua liberalitate ſaftentare'confueverat . Nominajne laberentur
ex memoria, apud fedefcripta habebat in dibello . Ad bec vel
agendi, vel perferenda vires é cælo trabebat frequentifimè.Si
quidem fingulis diebus mane horariam precationem ,és vefperi
quoque perſoluebat ; terg. qualibet-hebdomada ad ſacramcæte :
Itis conuiuijmenſam accumbebat Acceffit tandemtempusillud
fa &ta eft alterum ,
optatiſſimum , quo de imminenti morte certior
ac trigeſimum ætatis annur agens. Ad hanc illa denunciatio
nem, immenſis Deo gratijs aitis rebusomnibus,amicis.etiam eo
filijs quoquè fibichariſſimis nuncium remifit: Quos omnes etiã
aditu cubiculiprob beri voluit ,vna uni Deo vacatura . Per bos
dies aliquem è Patribus Societatis Ieſa dio ynoltua. fibiaffidere
voluit , quicum fuauifſima de rebus diuinis colloquia nifiereta
Çreberrime ilti erant in ore breues illa orationes ,quas racula )
torias vocantje diuina Scriptura ideprompra dvi amaximè deila
vſarpabat fuauiffimè Lætatus fum i his,quæ dicta surmíbii & d
Eoque libentius, quod illis B. Aloyſium Gonzagam talitemipare
oſum eſſe cognouerat : cuius fælici patrocinio tunc fummopori
gloriabatur .Adeo cælefti fiducia pettus roborauerlar fadasper
Statiſſima fæmina ; vi mortõinõ timerezy fed laceffered, gipiusa
diceret . Maturemus, maturemus morcenti virügá uropianana
mortem expeditiori, & aláeriori animo excipereriquatuor dávci
ter boris ante, quamfato fungerétars hunui ſedotlocari iubet, ac
rogat : Inuitam ramen ,acrelazanten in lettum transferfi'ius
bet Confeſſarius . Advocem obedientia , quam ipfa tanti fatie
bat, ftatim , atquè libenti animo obtemperauit, nullum amplius
de bac re verbum proferre aula . Mox bed in beatam illam via
uentium terram vocante, viuere disija nobis 3. vt cælose tole
Aa Nibus,
186 DELLA NOBILTA D'ITALIM .

ftibus, quemadmodum detanta fæmina pium eft credere, fælicif .


fimè,ac perenniter viueret . Anno MDCLXXX . Actatis fua
trigefimoprimo.
Queſti è il corſo della vita della Concella Lucrezia Alziata ,
Nobile Genoueſe, disangue Piacentino . Tralaſcieròsche la ſter
Morigdib 3. Sa Famiglia hebbe in Milano due chiariffimi Lumi del Clima di
cap.13
Lombardia ; il Cardinale Franceſco , ed il famofiflimo Giure
conſulto Andrea ſuo padre ; ilquale afferma, che il ſuo ſangue
diſceſe da Alziato figlio di Partaone Rè di Etolia . lo più coſto
crederci, che diſcendere dal Caſtello Alziato nel Milaneſe, ouc
ritrovaodofi in molti marmiantichihonorate memorie de'Ro.
mani , é de Greci , è probabile , che foſſe fabricato dagli Actij
Senatori Romani, da'quali pretendono deriuare tante altre No
biliffime Famiglic con gli Eftenfi, ei Malaſpini, antichiſſimi
prencipi d'Italia . Lucrezia fola potea illuftrare qual li foſſe
ben'oſcuro caſato.H Mondo ſempre non ſarà degno divagheg
giare così ſplendenti stelle .
... Il conte Ferdinado Scoti, figlio del fù côte Paolo de' signori
diSarmato , e Cugino del Marcheſe Odoardo hänelle mani i
principali honori di guerra nello statoVeneto con carica di Ge.
berale Luogotenente di tutta la Caualleria . Seruono nella cor
te del Duca lor signore, e lo ſeguito in campagna i conti Paolo,
Claudio, fuoi figliuoli .
H Marcheſe Celare signor di Vigoleno, Diolo , Carpaneto ,
e fue giuriſdizioni , fù de' più grati cauaglieri della corte del
Duca Ranuccio ... Per ſua cagione il cauagliero Barcolomeo Rj.
ua Piacencino ſceſe tanto alto ,che conſegui tutti quegli hono
ri , e quei gradi,che ponno defiderare i più fauoriti dePrenci
pi, e dąbili la contea diSpecco neMa ſua poftericà . Fù il Mar
cheke in Roma, in Ifpagna, in Torino , ed in altri paeli Amba
1 feiadore a i primi Pocentaci della Chriſtianità .
. Il conte Annibale da Sarmato fiori Prelato della corte di Ro
ma, ſoſpirando la porpora già promeffa,focco il Pontificato di
Silto Quinto . It conte Antonio Maria ſuo fratello fù de' mag .
giori cauaglieri della corte del Duca : Federigo fuo figlio côte
di Sarmato Luogorenente de Ha guardia del Duca Ranuccio è
stato ſuocero del Marcheſe Aluigi da caſtel Boſco .
Antonio Scocia signore di Gragnano con gliarcinenti dazij,
e decime
NARRAZIONE IL CAP. VII. 187
e decime della Val di Tidonc, hebbe per moglie Margherita fie
gliuola del conte Franceſco Somaglia Milaneſe,cdi Margherita Morig.lib.cat
Triuulzia figlia del conte Giorgio , ſorella del conte Gio. Fer. cap.19 .
mo, nipote del Cardinale Scaramuccia e congiunta di ſangue al
Romano PonceficeGregorio Sfondraci Mitanclc . 'Fu Marghe
cita la giouane, Corella del conte Alfonſo Somaglia, e cognata
del conte Bolognini signore di sant'Angelo, del cote Sanuitali
signore di Fontanellato, del Marcheſe palauicini signore della
Torre,e delsignoré Ceſare de' Viſconti di Milano
Dal conte Alfonſo Somaglia congiunto con la figlia del core
di Chincion di caſa Bouadiglia della Celda Maggiorduomo del
Rè Carcolico , e generale Teſorjero di Aragona ,è nata la prin :
cipella Donna Margherita Peretta moglie del nipote del Papa;
all'hor viucntc , Sillo quinto ,nella cui corte fù ſtimaciffimo il
conte Franceſco da Gragnano, figlio della Conteſſa Margherita
Somagliaje fraccito cugino del Prencipe ſuo nipore . Dopo la
morte del Papa lo Scoti (dicefi )che maneggiò il traccaco dell'c,
teccione diClemente Orcauo ,afficurato della porpora ,che a ſuo
malgrado , ſendogli ritardata da chi più poteua di lui,dopò ha
per ricuſata la Cacedra di Rauenna ,cangiò in vna Badia , ed al
tri beneficij. I conte Alberto fuo fratello dopo di hauer'eſer
cicato il ſuo genio in Gioftresin Tornei, ed altri pafiatempi Ca.
vallereſchi, li ritirò al ſeruigio del Duca di Marcona; & fù pa
drone della corte del Prencipe Cardinale Gonzaga
? De' Conti di Agazzano il conte Gaſparo fù molto grato al
Duca Octauio Farnere ; & dal Duca Aleſſandro hebbe la carica
di generale Capocaccia oltre Ja Trebbia . Il conte Gio.Maria
fuo figlio fu padre del conte Federigo ,da cui diſceſero (di Ma
dre di famiglia Cicilia, Nobile parimente di Piacenza ) i conti
Marco Antonio ,ed Occauio . Queglia ſomiglianza delle pjāte
gencili, che crappiantate dalnatio terreno rédono più copiofo ,
ed honorato il frutto , fi fece via più conoſcere finalle vltime
parti delr Europa, partendoſi dalla patria . Militò Avuenti
rieto otco Canilla, e Buda . Ne paſsò già ſenza langhe proue
di facicoſa milizia digrado in grado-a gli honori di Matteja
Fù Alfiero di Alemanni,dipoiCapitano di Fanteria in oltre Sar
geóte Maggiore del Terzo de Madruccije finalmére dal Rè di
Francia con cicolo di Sargente Maggiore di battaglia occomme
A2 2 il
188 DELLA. NOBILTA D'ITALIA .

il generale comando di vencimila combattenti contra il conte


1 ts Mansfelt . All'aſſedio della Rocchella (locco il Ré Chriftianiſ.
ove.cf fimo Luigi terzodecimo) quale fu de' maggiori, chemai ſi leg .
il conte Marco Anto
gono da ſeicento anni in qua , conduceva
nio quattro Galere di cauaglieri Tedeſchi del ſuo ordine, per
impedire alla piazza il ſoccorſo promeffole da gli laglefi. La
preſa di queſta Terra fù il cerrore degli Vgonotti, ilAagello
de' Ribelli, la gloria di sì gran Rè , la ſicurezza di si gran Re
gno . Morto il Duca di Mantoua'; Monsù Carlo di Niuers, a
cuidoueuafi quello stato , dichiarò ſuo Generale della Caualle .
ria il conte Marco Antonio ; il quale conoſcendo i trattati de
gli Spagnuoli fù a Vinegia, e in altre parti per afficurare il par
cito di Niuers . Oppreffo dalle molte fatiche ( volendo iddio
forſe laſciar cadere quel popolonelle mani de gli Imperialiper
gaſtigo de' ſuoi peccati ſe
) ne mori, con grā doglia del Duca ,
quanti l'arriuo de' Tedeſchi. Mentre viuea queſto Ettore non
potea effer cradita quella Cited, che di ſplédore,enobiltà poco
cedeua a quell'antica Troia ; che, ſoftenédo vn'aſſedio oftinato
da i Greci per diece anni, fù tradita da ' proprij Cittadini ,ſe cre
diamo a gli antichi: benche Dione Chriſoſtomo famofiflimo
Iftorico ,ed eccelente Filoſofo con gli Annali de gli Egittij , e
diuerſe ragioni affermi, chemorendoui Achille furo gli affali
toriroccico molca ſtrage,ed ignominiolillimamente da Ettore
medeſimo cacciati in fuga
Orcauio il Copte, fratello di quel prode Capitano, è ilprimo
de' quattro Caporioni della Città , & Capitano de Quartieri di
s.Michele ,s.Oldrigo, s . Donnino , s.Giacomo, e Filippo ,s. Ger
uaſo ; s. Protaſo , s . Aleſandro ,c di sant'Antonino , Hà da Carla
de' Popoli Nobile Lodigiana generato il conte Gaſparo, levato
al sagro Fonte nella patria dal Şereoiſs. Sig . Duca Odoardo , e
dalla Conteſſa Viceoria Scota Anguiſfola , ſeconda moglie del
l'Eccelentiſs.Conte diMjceno ,a nomedella Sereniſſima Donna
Margherita de'Medici conforte di sua Alcezza. Della caſa de'.
contidiSarmato è vſcicoil Padre Giulio profeffo della Compa
gnia diGiesù , chefù già in Parmas in Ferrara , ed altrove, Let
tore di Metafilica .
CAP. A pofterita di quell' Alberto Scori Piacentino , che da Ga.
VIII. Lileazzo Maria Duca di Milano fu dichiarato Cóce di Fom
bio ,
NARRAZIONE 11. CAP. XII ). 189

bio , e Guardamiglio ; che ricuperò il Caſtel di Grauago per


duco da Triſtano pur della ſteſſa caſa de' Conſignori di Varro ,
fi mantenne ne diſcendenci del Conte Troilo ſuo figliuolo, che
fegiendo i fratelli Ettore, e Paris fi ſegnalò nelle armi .
Triltano dico , che co'l fratello Gioanni fù dallo ſteffo Duca Local. ann .
honoraco di mero.c miſto Impero con aſſoluta poteftà di col 1469.
tello per tutca la giuriſdizione delcaſtello di Varſo , nel tempo
fteffo , che Lodouico Scoti con Occo Terzi , e Gabrino Fonduli Vicedom . in
Cremoneſe diede la patria a ſacco in onca del Duca Sforza , ſi Cbron. Placo
ritrouaua haucre hauuto da yna ſol moglie viui venci quattro
figliuoli maſchi , e tre femine ; coſa ben degna di perpetuo
ricordo
Il conte Paris fabricò quelſuperbo palazzo dell'Anounziata,
che fù hoſpizio del Rè di Francia , del signore di Mantova, de i
DuchidiMilano ,e di altri Prencipi . Il conte Paris ſecondo,
appreſſo il Generale Gaſtone di Fois fü Colonello di mille Fāti.
Scriue Franceſco Guicciardini,ch'egli valorofiffimamente nella Guic. lib. 9 .
baccaglia diRauenna difeſe il ponte . Queſti ſteſſo , pigliando
il ſoldo di Vinegia , diede ſoccorſo a Bergomo ya Breſcia ; e a
Crema aſſediate dal Duca di Milano . Appreffo la medeſima
Republica hebbero i primi honorj Alberto, ed Aleſſandro ſuoi
figliuoli ; l'vno già Colonello diFapterìa Franceſe , e Condote
tiero di Caualleria ; l'altro Gouernatore delle prime piazze ,
e Capitano d'huomini d'Armi . Galeazzo figlio del conte Eto
core ſiritrouò Capitano de' Frācefi nell'impreſa di Alba.Troilo
ſecondo Condottiero di Caualleria céne it gouerno della Cicca
di Cremai Alberto , ſuo naturale , Capitano di Fanteria mori
glorioſo alia difeſa di Famagoſta , cancellando col ſangue la
macchia originata . Il conte Paris terzo moſtrò in molte batta
glie il ſuo valore ; hebbe.condorca di cento Laocie in Fiandra,
e carica di generale Luogotenente dello Squadrone di Sagro
moro BiraghiColonello di Gagalleria . Aggiunſe al valore del
fuo perto vna grazia Gingolariffima nel maneggio dell'armi, e
de'Caualli; per cui fù cal volca ammirato da i Précipi maggiori
della Francia. Per honore del Duca luo Siggore cartello col
Marcheſe di Peſcara : La falce della morte troncò ad ambi la
vita priasche fi effettuaſſe la disfida . Il córe Lucrezio , figliuolo
del fù conte Aleſſandro , hebbe con vna condotta di Caualli il
gouerno
DELLA NOBILTA D'ITALIA .

gouerno di Candia, di Verona , e diCorfu . Lo ſeguirono i figli


Alefſandro , Alberto, Paris , e Troilo . Il primo , Capitano di
caualli;facendo leggiadriffimi falei s'ammazzò, é fu ſepolco co
ſuoi maggiori in s . Gioanni di Piacenza. Il ſecondo al foldo
pare de' VinczianiCapicano di caualleria generò i conti Anco
nio Capitano di caualli , Lucrezio Alfero Colonello nella pa
cria.e Capitano in Mincoux & Fortunato Capitano di cabat
loria in feruigio di Sua Alcezza Sereniſs. (orto Valenza. Il cerze
gènerò il conte Aleſſandro Capicano di Fanteria ja Piacenza; e
di cinquanta Corazze ſotto Valenza'. Dal quarto ſono diſcchi
it cote Troilo , e il conte Dauid.di madre nobililima Cremaſca.
Galeazzo figliuolo di Alberto conte di Fonbio , cauagliero
de' primi di Piacenza, fi partì giouanecco dalla pacria per le
Guerre di Fiandra, oue fu přia Auuencuriero , Alfiero, e poſcia
Capitano . Accompagnò in Algieri i Duca Ranuccio fuo sje
gnore, alquale ſeruì in diuerfi incontri, ia molte ambaſciarie ,
nell'ufficio di Luogotenente della Guardia, di Colonello a Buſ.
feco , di Colonello a Caſtro e di Maeſtro di Campo per l'inte
preſa di Roſcena contro il Duca di Modona . E' morto nell'an
no del concaggio MDCXXX.al gouerno aſſoluto della Città
di Parma ; laſciandoui due figli, Conſignori diVarro , i conti
Antonio ,e Alberto . Questi ha ſeruito a Sua Alcezza Sereniſs .
Alfiero diFranceſi nel Reggimento di Guardia Cocco Valenza,
& Capitano di Fanteria Icaliana nel caſtello di Parmaye nel pre
Gdio di Piacenzz .
Di quefta Itella Caſa ſono altresì il conce Teodoro già Cao
meriero del Daca Ranuccio ; il conte Pio figlio delconce Octa
uio, che nelle guerre pur tertè facce fù nella compagnia de'ca
naglieri della Cornetta Bianca del Duca fuo signore . Hauea
egli alta patria , ed in Piemonte con voa compagnia di Fanteras
Italiana Ceruito alla caſa Farneſe , e al Rè Cattolico . Il conte
Olbardo giouanetto di altiffimo valore,Condortiero di caual
leria, vno de'primidell'armaca Cactolica di Lamagna , morto
nella Vittoria di Praga vincitore del Palacino , celebraco da Lo
douico Auregli Perugino nella ſua Iſtoria della Ribellione de'
Boemi . De' Conſignori di Varſo ci è Pier Franceſco ScotiLuoi
gotenente di Fanteria Franceſe in Monferrato nel Terzo del
conte diCamigo . In Fiandra ſotto il Duca Aleſſandro , il va
loroſo
.. NARRU 210NZ II. CAP. 1X . 193

loroſo Giorgio dell'iſola Famiglia, fù Alfiero, e Capitano di


Corazzes .
А
uamo prencipe di Piacenza ,è quell'albero d'oro della Si CAP.IX.
billa , doue ſe cù ne tronchi vn ramoaſubito vn'altro vi rinaffe .
Il conte Marco Antonio da Caſtel Boſco appreſſo il Duca Pier.
Luigi era di grande autorica ,e pregio ; fù cauagliero aurato ed
hebbe honori degni della fua naſcita . Il conte Annibale fù dal
Duca Ranuccio dichiaraco Marcheſeco le giuriſdizioni di Cam
premoldo . lo Fiandra ſerui di Maggiorduomo a Madama Mar
gherita d'Auſtria Farneſe Ducheſſa di Piacenza . Qujui dal
Duca Aleſſandro Farneſe hebbe vn'inſigne Reliquia di s. Ber.
Aardo , ch'egli donò al P.D.Girolamo Armini Monaco Cafine
ſe , da lui depoſta nella Chieſa di s . Bernardo di Piacenza ; oue
ancora ſi adora il Capo di vna delle compagne di sant'Orſola,
che il Marcheſe medefimo ottenne dal Veſcouo Cirenenſe suf.
fraganeo dell'Elettore di Colonia per mezo di Don Fernando
Lopez cauagliero Spagnuolo , e donò finalmente a Donna Cas
terina Scoca ſua nipote Religioſa del medeſimo Monaftero di
Vergini Ciſtercienti . Rimaſero tutte le facoltà di quel signore
ne' poſteridel Dotcore Aluigi dello ſteſſo lignaggio , Dotcore
Piacétino, eccelenciffimo nell'vna, ed altra Legge,vno de' primi
del Collegio de ' Giudici, felice genitore di valorofi Eroi, Af
canio , Ruffino , Lorenzo ,e Fabio . Il primo fe ne morì sù la Brece
cia di Buda .. Il fecondo ſtimato d'inuincibile fortezza alle
guerre di Fiandra , ſcriſſe il ſuo nome col proprio ſangue nel
libro della Fama . Il terzo fù cauagliero diMalla , e coppiero
dell' Imperadore Erneſte, molto ſimato per tutta l'Alemagna.
L'vltimo in ogni ſua azione fi ſcuopre eguale a quanti antichi
Eroi honorarole ſtorie de' Romani ; ma non conoſce il modo
alcun di queſto ſecolo ( parlo de 'cauaglieri ) che gli poſla el
fere fuperiore in prudenza , in conſiglio , in valore, in vigilanza.
Lo ſanno i Romani Pontefici gli Imperadori, i Rè di Frācia ,
i Duchi diSavoia ; di Vrbino , ed altri, apprefſo i quali è nato
tante volte Imbaſciadore . Lo fanno i Duchi di Ferrara , appo
i quali conuersò giouinetto ; il Daca Ce! are di Modona , che
l'honorò del Contado di Miceno e delle prime cariche di corte .
I Modonefi ,che nelle maggiori calamitadi furo da lui folenuci
in
192 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

in cranquillita , in pace in abbondanza. Il Cardinale Pio che ri


conciliò al Duca co molta ſodisfattionc d'ambe le parti. I Gua
fallefi,ledifferenze di cui co' Modaneli già vicinc a ſanguinoſa
Guerrafuro dal di lui ſenno deciſe ,e téperate. Quelli di Qraf,
fagnana ,nelle cuibalze mantenne tanto tempo a lor difeſa con .
tro i Luccheſi armate compagnie di soldateſca.
Il Prencipese il Conſigliero ſono terminireciprochj.Dalcer
uello del Conſigliero fi appaleſa l'humordel Prencipe. Dal giu
dizio di chi gouerna ſi conoſce ilvalore dichi confeglia. Quel
gran Prencipe, Ranuccio Duca di Piacenza,e Parma,havendolo
già conoſciuto a 'mille proue,lo volle nella ſua corte. Il di lui
succeflore l'hà eſaltaco al primo grado di Conſigliero di stato ,
di Maggiorduomo,e Conte di s.Giorgio . Il Rè Luigi terzo .
decimo l'ha dich'iarato fuo Mareſcialle di Campo , el'ha accol
co in Parigi con molto honore.Fù nella rotta, che diede il Duca
con le ſue truppe della vanguardia appo Pontecorono nel Tor
toneſe a gli Spagnuoli, il baſtone delmorto Don Gaſparo d'A .
devedo Maltro di Campo del nemico, fù da Sua Altezza donato
al conte Fabio . Si aſcriue al ſuo valore la rocta , che diedero le
genti del medeſimo Duca a quelle delnemico ( eſſendo e in po
ito se in numero di gran luoga diſuguali ) nelpaſſaggio della
Scriui a , cacciando in fuga quaranta copagnie di caualli.e molta
fancerìa ſpalleggiata dal cannone con forſe mille caualli, e due
mila fancacinicra Franceſi, ed Italiani poco meno che diſarma
timal tratati dal verno,dalcamino, dalla fame . Se l'impreſa
di Valenza foffe Itara sù le füc ( palle , gli Spagauoli non haureb
bero hauuto tempo di ſoccorrer la.
Non ardiſco chiamarlo con ticolo d'Italiano , ancorche Gia
nato nella Città di Piacenza,di Padre ,e Madre Piacentini. Sti.
marono gli antichi saggi, che l'huomo foffe vn'albero al rouers
fcio ; e perciò, che non foſſe di quel terreno, oue egli naſce ,ma
di quel Cielo, a benefizio dicui alza le ſue radici . La Francia
non meno,che l'Italia , Modona,Parmaze Mantoua , nómeno che
Piacenzi, ſono molto dovute al fuo ſapere ; lo stato di Pavia ,
l'Aleſſandrino , il Nouareſe , il Tortoneſe con tutta Lomellina
hanno fra le ſchiere nemiche guſtariifrutei della ſua pieca . In
ogni ſecolo non appariſcono queſte Fenici . Non hebbe Roma in
ogni tempo i Fabij.col valore de' quali fi poceffe difendere da
gli
1
NARRAZIONE II. CAP. IX . 193

gli Auuerfari. I Prencipi da Eſte, i Gonzaghi,ilCardinale Be


uilacqua fecero Atima della ſua parentela
La prima moglie di sua Eccelenza fù la conceffa Lucrezia ,
Beuilacqua figlia di Donna Bradamante d'Eſte,dalla qual nac
que Donna Bradamante Scota congiunta al conte Antonio san
Bonifacio cauagliero de' primi di Verona . Paſsò alle ſeconde
Nozze con l'Illuftriffima Donna Camilla Gonzaga , Signora ,
delle prime di Mantoua , madre de conti Aluigis Aſcanio , An
nibale, e Camillo . L'ultimo è in habito Eccleſiaſtico con pen
fioni, ed honeri nella patria . Il terzo, ancora ne ' primi anni ,
Capitano di Fanteria Franceſe nel Reggimento di Guardia , li
ſegnalò nella Rotta di Pontecorono, eflendo diuenuto e per gli
alicui precetti, e per ſuoi proprij documenti , oltre l'età , am
mirabile a gli ſteſſi nemici. Sotto Valenza fù dichiarato Colo .
nello di Fanteria Italiana, con la quale non fù degli vltimi alla
preſa Candia ,diSartirana, e Breme, ne al paſſaggio cotanto
memorabile della Scriuia . Da vn colpo di Spingarda fù vcciſo
Lotto il cattello di Rottofredo, già fortificato da gli Spagnuoli,
hauendolo ſeaza conceſa hauuto dal capitano Chriſtoforo Fer
rari da Cortemaggiore , che con la propria tefta pagò in Pia
cenza il fio del ſuo timore . Huuena queſti e il nome, e il Mar
chelato del fu Marcheſe Annibale, che ritornaco di Fiadra morì
a' ſeruigi della Ducheſſa Margherita Farneſe Aldobrandina.
Giouanetco ei morì , e alla patria portaco fù depoſto in s.Gia
como , Chieſa di ſua Parochia . Egli è pur vero ;
Il Sannat ,
che non la lunga etd , maichiari gesti nella viſions
Ci bastano à Schermsir dal cieco oblio o del Peſcara
Nella Lorena, in Francia , e nel Piemonte ha guerreggiato il
conte Arcanjo Capitano di caualleria d'ordinanza al foldo del
Re di Francia . Dal Marcheſe Aluigi ſuo fratello , Posta latinos
e Capitano di corazze in feruigio delDuca ſuo signote ſono
accoppiate le lettere, e la ſpada. Nell'aprile della ſua età tra
doffe alcuni Sonecci del Dotcore Achillini in Epigrammi, che
fra le rime dello ſteſſo Dotcore îi leggono alle Itampe. Già fù
paggio d'honore, e poſcia cameriero disua Altezza . Si ritro
uò alla rotta , che fù da i noſtri data appreffo Rottofredo a gli
Spagnuoli con molta ftrage de fantacini Napolitani , e prigionia
del Marcheſe Beccaria Capitano di caualli , ed all’hor con
Bb dottiero
194 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

dottiero di cutta quella gente ; fù altresì col padre , e col Mar


cheſe Annibale ſuo fratello ne gli altri fatci d'arme di Lomellje
na , di Pontecorono , della Scriuia ,e ſimili ; hor con cinquanta
corazze è di preſidio nella patria , oue oltre l'heredita del fra .
tello gode quella del conte Federigo da Sarmato , che fù padre
di Donna Aleſſandra fua conſorte. Nella Comunità l'anno pre
fente MDCXXXVII. egli è vno de' capi della Famiglia Scota
nel generale conſiglio de ' cento venti quattro Piacentinicolco
te Octavio d’Agazzano, conte Aleſſandro da Guardamiglio , có .
te Pio da Fombio, conte Mario da Sarmato , Marcheſe Fracefco
da Vigoleno, Marcheſe Odoardo da Mont'Albo , conte Ferdi
nando da Sarmato , conte Lucrezio da Guardamiglio, e il sig.
Lodouico dell'iſterfa Famiglia. Si comedell'anno MDCXXII.
vi ritrovò il Marcheſe Annibale, il conte Oldrigo, il Marcheſe
Aleſſandro Maria , il conte Federigo, il conte Odoardo da Sar
mato, il conte Ferdinandosi Signori Vrbano ,e Tolomeo da Var
fo ,col ſeguito de’Nicelli, Baratrieri, Cafati,Cremaſchi, Bonini,
Mancaffoli,Mulazzani,Póginibbi, Rezani, Braccioforti, Cicilie,
Chiapponi, Boccabarili, Parme, Cicerije Duranti Platoni, tutti
della più ſcielta Nobilra Piacentina .
CAP. X. Rà le maggiori prerogatiue di queſta Nobiliffima Fami
glia è l'effere ftata tāro tempo padrone di Piacéza ; Circa ,
ſi può dir, Nobiliffima , fra le maggiori d'Italia : oueancora
pofliede i primihonori. E'più,chemanifeſto ,che da i giorni di :
Alberco il grande finall'età preſente , ſe tal volta quelta Cicca
ſi gouernò a Republica vjerano i conti Scocinel medeſimo po
ſto , che teneua in Atene il famoſo Pericle , dicui ſcriue Tucidide;
che, ancorche in apparenza il gouerno fembraſie popolare, egli
cra cutta volca in realtà il Signore riuolgendo a ſua voglia gli
intereſſi del publico. Di queſta Caſa ſcriue il Baron di Mureſck :
Demps.nu Nec immerito Gullielmas Duglaffius Scotia egreſſus in Italiam
5556 venit ; ſuumý. Placentiæ ex antiquiſſimis Italia vrbibus domi.
cilium ,fortunarumą. Suarum fedem fixit , eamg.pofteris parriä
destinauit , qua ex vrbe ortæ ſunt tot, tamg. Illuſtres Scotorum
familiæ ,vt circiter decem, & amplius nunc numerare libeat ; quæ
innumeris propè, & egregijs cælitus aucta priuilegis efflorefcit.
Nelle noſtrelitorie di Piacenza ,c'hor fi ritrouanonelle Serenit
fime mani di Sua Alcezza, con autorità di grauilimi Scrirtori
Gi è
NARRAZIONE II. CAT. X. 195
fi è corinouata la signoria di Piacenza , da i figliuoli di Adamo
Gin’alla Reale famiglia de' Farneſi . Tralaſciarò quello cheſcrie
gono Berolo Cabaliſta Caldeo, Catone Iftorico Latino, ed Are
Ajo Teologo di Viterbo circa la venuta di Fuch figlio di Cha .
naan , che da gli antichi fù chiamato Fetonte : della morte di
cui fauoleggiaroi Greci . Ligure ſuo figliuolo habitè quella
parte dell'Apennino, che contiene il Piacentino, il Paueſe, ed il Berofo Ab.a.
Genoueſato ; & diceli ancora dal ſuo nomeLiguria .Gliantichi foghas.
Aonali manuſcritti di Piacenza ſeguiti prima dalBuonſegnori,
e poſcia da! Bagarotti nella ſua Iſoria itampata, già cento anni Bagaren,
fono ; affermano che appreffo Trebbia nel luogo keffo del Ri- pag.4.
uergaro era la Reggia di Cidno Rè di Liguria figliuolo di Li
gure, dicui con fauolo ſa inuenzione canta il Poeta nelle ſue Me
tamorfofi . Da coſtui nacque Eridano,che diede nome al Pò ;
alle ſponde di cui ſi vede fabricata la Città di Piacenza. Veneto
figliuolo di Etidano (ſe crediamo a Beroſo) habitò quelle parti
d'Italia , che ſono più vicine al mare d'Adria . Da Cidno Rè de
i Liguri Piacentini ( criue il Bugatti Iforico Milaneſe.che deri
uaro i Lombardi olcra il Pò , chiamati Cinomani . Comunque
fia . Tomuſio Tinca Oratore famoſo Piacentino , celebrato in
più luoghidaCicerone,ed altri antichi,raccolſe ſin'a ' ſuoi tépi
le memorie di queſta Patria , e dedicollea Callidio ſuo genero
Senatore Romano . Incomincia queſto gran Letterato il ſuo diſ
corſo da Veneto Rè di Liguria nipote di Giano terzo , dal qua .
le fù chi credette fabricata Genoua . Bodenco il prencipe ſuo
figlio annegato nel Pò laſciò il ſuo nome al fiume . Calarono
dalle alpi dopo la di lui morte iGalli Treuireſ , diſceſi , come
fcriue il Doglioni, da Trebetta figliuolo di Semiramis Reina ,
che come affermano Beroſo, Strabone,Mela ,Herodoto, Diodo
ro , Orofio, e il P. S. Girolamo , fabricò la Cicca di Babilonia . S.Hieron. in
Il Re di queſte genti nomauafi Triuero , che riſtorando al Ri. 2.0fea,
uergaro la Citra ,o Caſtello di Cidno diede a quel luogo, ed al
vicino fiume, il nome di Triyeria , o Triuja , o Trebbia, Bellona,
che ftimafi la ſteſſa con Pallade, Diana,e Minerua,hebbe il now
me di Triuia . I Pocci apportano ſopra diciò ragioni aſſai di.
uerſe ; ma io mi perſoado, cheeſſendo vicino a al Pò vn boſco a Cbr.
lo. Coluu.
Plac.
in
conſegrato al ſuo nome , nella Città appo la piazza vn cempio b Locas in
( il cui altare b fù ricrouato l'anno MCCLXXXI. di noſtra ſa. Chron .Plac,
Bb .2 lute
196 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

cBsgaros, in Jute ſedici brazza fotto terra ) ed appreſſo le mura c la Fonte


Hip .Placo Augura,o ſia Augurale col Tempio diS. Maria di Campagna ,
forſe queſta Dea Tutelare de ' Piacentini da elli loro ne prédeſſe
jlinome . Sieguono i Rè con non maiinterrotta ſucceflione Bir
go,Miſme,Seinore, ErcoleLibico congiunto con Medina moglie
diScinore, Virazio di Medina, Placentolo Troiano, e marito di
Cline forella di Virazio, Siggen, Icafto , Mamucco, Tirreno , Lj.
dio, Sciro, Mezenzio ,Bulzacco, Peuſezio ,o Pleocento Capitano
de'Galli, Aſpalio, Lerido , Eggeo ,Illo ,Mela , Friggio fabricatore
del tempio di Gioue,e di Minerua, Ideo ,lllionco , Siggeo, Lado
ae, Ercillo, Tinance, Afio , Sula fabricatore del tempio diGiuno .
nelllo ſecondo ,Glorizio fabricatore del tempio di Marte, Coe
te, Doricle, Ambro , Feſtio diſcepolo di Pittagora , Viridazio ;
Ciclo fabricatore de' tempij di Giano, Vulcano,Apolline, Pollu .
ce, e Venere; Egliate, Scenello ,Olubro,Acefio,Cambrazio,Sare
mo, Inachio, Xantino, Cleante fabricatore del Tempio della
Concordia , e dell'Anfiteatro che non puote ridurre a perfectio
ne per lo arriuo diBrenno capitano de' Galli Senoneſ, al quale
ſucceſfero Carbeglio ,Orebbo ( ſotto la di cui signoria nel luo
Scrive il Boc go,c'hornomali Gofolengo ,fù ritrouato vn'offo della coſta di
caccio, che e ' vn Gigante, lungo ben quattro cubiti) Argefte,Bogde ſua co
ſuoi giorni glie con molti fauoriti,olcre di Alesbo, Antineo, Etimo, Came
Drapano fü
ritrou sto un lio Succiano, Boilo ,Cincio,e Timeto ,che riſtoraro il regio An
corpo bums. ficeatro . Di rado fi è ritrouato vn gouerno di Donna , che in
no alto du- ogni parte foſſe degno di lode. I Liguri dell'Apennino quelli
gento cubiti, delle alpi Coctie, e i Galli Traſpadani ſcoſſero i primiil giogo
Vide Hieron .
della ſua Tirannia . La Nobiltà Piacentina , che già era ſolita
Magsilibido
vbbidire alle Leggi della Spada , non ſi puote piegare a quelles
della cannocchia . Molci diuennero fuoruſciti, altri ſi collega
rono co' Rubelli,ipiù poffenti, e ſaggi ricorſero all'aiuto de ' Ro
mani, i quali ſapendo di quanto prò iRèdella Valle del Pòofoſ
fero faci a i ſucceſſori di Enea contro i Toſcani, gli honoraro
di varie cariche principali nel loro efercito . Strinſero iTraſe
padani la Cicca di Piacéza ; Augufto cauagliero Piacentino va
loroſſimamente difendette la patria ful ponte di Fodeſta, che
circondaua le mura dal cépo, che Piacenza fù da i Trojanitraf
portata dalla collina al piano . Queſto luogo è da Bernardino
Corio nobiliffimo Ilorico Milaneſe, detto Fonte di Augufto ;
altri
NARRAZIONE II. CAP. X. 197

altri però l'appellaro Fodefta , quafi Foſſo di Auguſto : poſcia


che il Bagarocci confermando le antiche Croniche ascefta, che
la Fonte Auguſta foffe nel tempio di Diana » cige it pozzo di
Campagna, da cui per tanto tempo vſcì liquor divljua ;da poi,
che il Prefecto Gordiano nella perſecuzione degli Imperadori
fece precipitarui molce migliaia di profeſſori della Legge di
Giesu ,Chrilto . Di queſto Pozzo fanno memoria l'antica Cro
nica di Gio . Lodouico Maluisini ; Le cauole di quella Chieſa ,
gli Annali m.ss. di Piacenza ; H Canonico Campi allegato dal
P.Pietra,il P.Gacci,Monſignore Gonzaga Veſcouo di Mantova,
il Veſcouo di Bagnerea , & Monſig.Gaiparo Salingardi, Prelato
Modaneſe, Dotcore Piacentino , e Veſcovo di Ripalta , il quale
così ne ſcrive : Sæuiente Diocletianis Maximiani Imperator. Saling in Co
perſecutione in Eccleſia Chrifti omnes à Mutina conquiſiti Pla. ibed. Bpiſe,
Mulin ,
centiã trabebantur , vbi ſecuri percutiebantur. Extant . adhuc
in Ecclefia B.Mariæ de Campanea illius vrbis putei vestigiasin :
quem fanctorum Martyrum corpora proiciebantur . M. Callidio
Oracore Romano morì in Piacenza gouernando l'Emilia . Qui
fù l'Imperadore Giulio Ceſare l'anno regnente per caftigare al
cuni ſedizioſi nell'Eſercito .
L'autorità c'hebbe Pietro Mattei Iſtorico Franceſe di raccon
tare nella Genealogia di caſa Medice le grandezze , e i fucceffi
della Toſcana,non vorrei, che mi foſſe negata in queſto punto .
Direi col teſtimonio di Tinca, che i Piacencini, ch'erano Capia
tani dell'armata Latina furono quegli , che djedero le Victorie
nelle mani di Flacco ,e Lentolo Conſolide' Romani ; per locui
benefizio , cacciatone il Tiranno , venne la Città di Piacenza con
fegnata nelle mani de ' Nobili , che la gouernaro ſcambieuolmen
te ſin alle nuoue moffe de i Traſpadani. Si condoſſe a difeſa de' Tinc.es Por
noſtri Mirco Claudio Marcello , il quale hauédo preſo la Citra 1yb.lib,z.
di Acerra ruppe appreffo Chiaſteggio gl'inimici, e ripaſſando il
Pò, morto il lor Capitano Virodomaro , feceli ancor signore di
Milano con la morte di venti tre mila Inſubri, e prigionia di
cinque cento de' primi dello stato . Rimaſero nel prefidio di
Piacenza M. Aſellio , F.Corio , e C.Filomerio con trecento ca
ualli . Ma ribellatih vn'altra volta i Galli dell'Inſubria traſfero
a' danni loro le forze de' Romani . Venne nella Gallia Togata
il Conſole Paolo Emilio, che hauendo tagliato a pezzi quarāta
mila
198 DELLA NOBILTUS D'ITALIA :

mila Inſubri fabricò quella frada,che nomafi Via Emilia dalla


Trebbia fiume del Piacétino alla Città di Rimini. Dice Catone:
Gallia Aurelia , Aemilia d Romanis ducibus nomen habet .
Laſciò Emilio al gouerno de'paeſi diqua del Pò Ceocino , ed
Eggio amendue cauaglieridi Piacenza,che valorofiflimamente
gli difefero fio'allarriuo di Annibale Capitano de Cartagineſi.
Per refiftcrc al furore di quefti barbari fabricaro i Romanisco
Taciklib, 19 me offerua Cornelio Tacito dalla Città di Piacenza fin ' a ' móti
vn muro alcidimo, groſiffimo,e profondo, col quale fù difeſa
Feffus lib.us Piacenza molte volce da i Galli, e da iCartagineli . Era queſta
Citra vna delle più celebri Colonie de' Romani . Alcuni tutta
volta la chiamano municipio , quafi che foffe Città franca col
legata ben si con Roma,ma non già ſottopoſta al ſuo Impero .
Scipione padre dell'Africano, ancorche appreſſo Trebbia più di
vna volta foſſe ſuperato da Annibale , tenne però mai ſempre i
Polyb.lib.3, Piacentini alla ſua diuozione . Brondufino , vno de' Capitani
Latini , tradì Chiaſteggio Granaio de' Romani , forte Caſtello
di queſta Cited . In Campremoldo, alla Trebbia , e a Roccofredo
fecero gli Africani molta ſtrage dell'armata del Conſolo Tito
Sempronio, onde ne cantò quel Poeta :
Ruppe à Canna i Romani, e à Tranſimeno .
Campo de ' morti, Trebbia , e Rottofreno .
Non cantoſto fù da' Cartagineſi a Canna ſconfitto l'eſercito
Romano , che co 'Galliſe ne calò Aſdrubale fratello del medeG
Afcon : Ped. mo Annibale ; ilquale ſtringendo la Citra di Piacenza,antemu
in oras.Cicer rale dell'Impero Latino , indarao conſumò le ſue forze; & ſenz '
in Pifon .
alcun profitto ſeneparti . Continoưauano le ſcorrerie de' Galo
T. Liu : De
, quando i Piacentini, e i Cremoneſimandaro Imbaſciadoria
6ad.3.lib.z. li
Roma , ed impetraro dal Senato vn comando a Caio Manilio
Precore , che inuigilaſſe alla loro difeſa ; comandando a tutti i
Piacentini, e Cremoneſi ,che a corto tempo ſi ritrouaſſero nelle
patrie loro . Non paſſaro moltianni,che i Liguri , gli Inſubri,
T.Liu.lib.. i Cenomani,iBoi , gli lleni,eiSalij ,co alcune reliquie de' Car
Decad.4 . cagineſi, affaliro , ſotto la cõdocca di Amilcare, Piacenza all'ho
ra ſproveduta dai Romani; la faccheggiaro con iſtrage di cucci
i Cittadini . Venne per tale effetto il Pretore Lucio Furio ; ed
Csuitell. in hauendo oltra il Pò attaccata col nemico la zuffa , lo ſuperò
Cbron , Erem dando la libertà a due mila Piacentini della prima Nobilcà d'I
talia ,
NARRUZIONE II. CAP . X. 199

talia , con la morte di trentacinque mila dell'armata nemica .


Gneo Cornelio fteffo hebbe il trionfo de ' Milaneſi nel Campi
doglio ſeguendo il di lui cocchio la turba de'Coloni Piacenti.
ni, e Cremoneſi con la tela coperta . Nell'anno quinto della Liuius lib. 3.
Guerra di Macedonia fi feruiro i Romani della caualleria Pia . Decad.4.
centina ,e Cremoneſe ne' preſidij delle loro Città .
Lucio Valerio Flacco hauendo già debellati i rubelli di là del Cauitell. 66.
Pò fece per vn'eſtate inciera ſua dimora in Piacenza ; e dal ſuo
noc.e ancora fi addimanda Valeria cucco quel tratto di paeſe ,
che da crè , o quattro miglia d'ogn'intorno circonda la Citca .
Regnò la peſtilenza nella Gallia Togata molto dopo la Guerra
de gli Inſubri. Mandarono per tanto i Piacentini a Roma co'
Cremoneſi i loro Imbaſciadori, che introdotti con grande ho
nore in Senato da Lucio Aurunculeo ottennero fei mila alere
famiglie da compartire nelle patrie loro ſotto il comando de
Triumuiri Lucio Valerio figliuolo del primo, M. Attilio Serano,
e Lucio Valerio figliuolo di Flacco . Si adoprarono molto i Pia. Locar.fol.34
centini, acciocbe Cicerone dall'eſiglio ne tornaſſe alla patria ,
la doue ſcriuendo contro Pifone Piacentino Senatore di Roma
dife: Hoc non ad contemnendam Placentiam pertinet,onde ſe
is ortum gloriari folet , nequè ens hæcmea natura fert, nec
municipi præfertim de me optimè meriti dignitas patitur. Giu
lio Ceſare Imperadore Romano ne'Commentari ſuoi fra i mag
giori Capitanidi quell'eca annouera Caio Fulgina Piacentino ,
Il docco Bagarotti fra i più illuſtri Poeti commemora Valerio
Piacentino concittadino pure di Vibbio Criſpo conſole. Roma.
nos e conſigliero de gli Imperadori . Non mancauano a que- T. Tinc, ls.
fta patria in quei giorni perfonaggi di nome , ma la chiarezza
loro reſtò ſpenta dallo ſplendore del nome Romano . Conuet ,
tiua la gloria de' Romani,qual fuoco ardente,nella propria ſo
ftanza cutti i più codi alimenti della ſua Monarchia. Non man.
carono a i Piacentini gli Scipioni, i Papiri, i Torquati,i Fontei,
i Colij, gli Anicij , i Caffij, iGiulij, iGracchi,con gli Artij, E
gnatij, Marzij, Maggi,Hoſtiglij, Bigarij.Pallieni, Lelij,Roſcij ,
Coccéi, Caninij , Verrij, Plauzij, Petrei,Tullij, Meteij , Cecilij,
Metellij,Marij,Macerij,Minuzij, Bafilij, Fabij, Albini, Arcarij,
Vellei, Trebazij, Lucij , Manlij, Verne, Corte ,Veri,Curij , Silij ,
Serani, Volufij, Caſti, Verri,Porcij , Pozicij, Calpurnij, Otrauij,
Ceſij ,
200 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Gelij, Tarqujnij,Vari,Mucij,Memmij,Centuri,. Cinne,Auenci


ni, Sxuelli,Gabbinij,Seccimij, Turranij ,Neuij,Caleni, Orci,Trea
binij , Culei, Nebuli, Duigli, Fuluij; Bebbij, Vrſiglij, Rettij , Re
gali ,Cari Affranij,Antonij, Lucrezij, Auiani , Furij, Tucci, Ca ,
itricij , Bettuglij , Paterculi, Albani,leggij, Bulli, Sartirij, Tibea
rij,Callidij, Aurelij , Pellegrini , Diari, Vitinij . Guiltini, Brutci,
Turrij , Colli, Annij, Camilli, Malcoli, Pedij , Flacchi, Tuberoni,
G : glij , Arſenij, Sceuole,Sulpizij ,Sertorij, Scoli Creſij,Porcione,
Scroueli, Lucinij,Genizij ,Carboni, Pirri,Oſci,Vattinij,Lepidi ,
Floranij , Gulbe , Curzij,Obbij, Scauri,Halle , Loglij ,Pompei, Sie .
glij , Decij, Planci, Tiri,Terenzii, Fannii,Arronci,Anzii, Eruzii,
Pollioni, Neuji ,Galli,Coruini,Lentuli ,Scèuoli, Luculli, Celeris
Medullini, Turpiglii,Muggilani,Murrene, Piſoni, ed Apinjani .
S.Greg.lib.3. Sin'a'giorni di S.Gregorio Papa Gioanni da Piacenza hauea il
Dizlog.c . 1º . luogo de' Prefecti di Roma.
Pittagora Filoſofo ,di padre Samio , di origine Tirreno,nac
que in Piacenza ; oue inſegnò ( come conferma Tinca ) quella
Lart, lib.8. Filoſofia che nomali Italiana . Del ſuo valore affaipienamente
diſcorre Diogene Laerzio , il quale afferma: ch'egli hebbe per
ſeruo quel Zemolzi,che adorauano i Geci ; per fratelli Tirreno,
& Eunomid gran Filoſofi , Temiſtoclea ſorella eccelencitlimas
nelle Matematiche,Teane moglie, Teauge figlio , Damoue, ' fie
glia , qual'aleri vogliono foffero ancora Arete , e Policrata, da
quali è derivato la fonte di tutte le ſcienzenaturali . Canta di
Pittagora il famofiffimo Veſpa, Poeta molto antico fra i Lacini.
In volum .
Vrbe Placentinus , cunctas qui docuit artes ,
Deterű Poet.
ImpăLugdu Pythagoras populo neſcis quæ ſuaſerat olim ?
ni an . 1596 . Della venaca di Ercole (checon li Galli diqua del Pò , hora
opud Chiou , chiamati Piacentini , affermono graui Autori fabricaffe Cremo
paz.577 • na , Nouara ,VercellieRimini) aggiunge alceſtimonio di Tinca
il Bagarotci noftro queſte parole .
3 ) . Dopo lungo tépo ſucceſſe nel Piacentino la Famiglia Doria .
1o Lei prima de Toſcaninel principio tenne Alti Colonia in fino a
so Parma, primjeramente la regione Doria : & di queſto nome da
„ le il fiume denominando edificò Villa Doria nelle contrade hor
so di Piacenza tra la Chieſa di s. Siſojesant'Eufemia ; luogo pri
roma della Città edificato , ed habitato da i Toſcani inanti l'au
us uento de Galli Boi, Inlubri , e Senonefr, Queſto luogo chiama:
rona
NARRAZIONE II. CAP. X. 201

rono i noftri maggiori Vico aureo ,quafi volendo dire Villa Do is


ria . A ' noſtri tempi da quella famiglia ancora dicemmo core »
rotcamente la contrada del fò Valoria . Per queſta paſsò Et so
cole Libio .
Della prouincia Doria ſcriue Catone : Padus Amnis Galliam
Ciſalpinam primo diſcreuit , Cifpadanam omnem , miffis Coló
nijs tenuere Tbuſci. Doria Thufcorum prima Familia incolied
principio ab Afta Colonia vſque Parmam ; qua & Fluuius
Doria, & Regio prius Doria , nunc Aemilia . Delle Colonie
Toſcane.chea' giorni del Rè Mezenzio ſi fermaro in Piacenza :
Inghiranca
Curzio Inghiramio nelle memorie ritrouace in Toſcana fà ho. lib.z.
norato ricordo di Irlogo Licinio cauagliero Aretino Tribuno di
Piacenza , e di Anzio Ghaglio.con Pricia Colico Imbaſciadori
de' Piacentini . Aggiunge ,che.con l'aiuto de' Bolognefi ripor
tarono i noftri ſegnalata Vitcoria de' Parmigiani. Parma, Città
della Gallia Togata , che fù emola ſempre della gloria de' Pia
centini , hebbe principio da Chriſo Piacentino di ſangue Troia-,
no , Capitano de'Galli Ciſpadani , come affermano Girolamo
Albertuzzi Bologneſe, il Bagarotti INorico Piacentino , Chrie
ſtoforo Faggiani, Chriſtoforo Mecchi , il Conte Adriano das
Lando nellCroniche
e loro , che ſcritte à penna con antichi Ca ;
ratteri fi cuſtodiſcono nella Libraria di S.Sauino di Piacenza .
Di queſto Chriſo fauellaro altresì Sicardo Cremoneſe,Frāceſco
Sanſonini, ed altri molti. Era di già nel Borgo S.Donnino va
marmo'antico con ſimile inſcrizione. Iul. Ciuitas Chriſopolis
distat à Corpore B. Domnini per quindecim miliaria . Non li
niega per queſto , ch'ella non lia più volte Itata da altri riſtora ,
ta , od accreſciuta . Aggiunge Tomofio Tinca , che ſi fermò in
Piacenza Venere quella bella Troiana col figliuolo Erice . I
luogo della ſua ſtanza nomaual Cella di Venere, o ſia Vercelli,
di cui ſcriue Serabone del Quinte della ſua Goſmografia . In
Vercelli ancora fi caua l'oro : appreffo queſta Villa è la Villa so
de gli Idumuli : ed amendue preſſo Piacenza . Credo che queso
fta lia la Collina, che ancora nomali Villauro ,o ſia Villò. in
• Chiama altresì Strabone la Città di Piacenza famoſa , e cele
bre a' tempi ſuoi, Plutarco illuftre,e florida al pari di ciaſcoo ' .
altra, Cornelio Taci:o Cicca poffence in armi , ed in ricchezzese
il P.S.GirolamoDelicioſa e Saotiambrogio hauendo fatio me ve
Сс moria
202 DELLA NOBILTA D'ITALIA ..

Vide Demp. moria ſenza alcun cicolo di Bologna ,e vicine Cicca, ſoggiunge
lib.6.n.555. poſcia : Placentia veterem Nobilitatem adhuc nomine fonans.
psg . 396.
il B.Gvgorin X. Pontefice Romano : Ciuitatem dudum Virorü
preditorum virtutibus,& diuitiarum fæcunditate præclarā ;cla .
ritate conſpicuam , & ipforum abundantia in conſpectu omnium
glorioſam . Il Baroo di Mureſck : Cæterùm quæ Vrbium laus
est non vltima,co antiquitate Familiarum , & Nobilitate cum
plerifqi Italiæ Vrbibus de Principatu contendit, ex qua complu .
rimi Sancti homines innumeriq.Heroes ad omnem omnino vir
tutum Christianarum politiam nati non mediocriter Italiam ora
nant , & illuftrant. Luigi Buoncompagno Loreneſe :
Roma placet ſuperis ,Superos Placentia placat :
Illa amor; hæc placiti nomen amoris babet..
Gioanni Antonio Magini Matematico Padonano Lettore di
» Bologna cosineſcriue. Piacenza famofilima Circa , e molto
" antica, Colonia de' Romanis ě hoggi ancora celeberrima per la
" Nobiltà de' ſuoi Cittadini, più dell'altre d'Italia , fertiliffima
so di Territorio . Franceſco de gli Scoti di Fiandra nel viaggio di
Roma. Vrbs est ſitu amaniſſima, pulcherrimaq.ædificisſem .
per fuit , vti plures inde nominatam à placendo Placentiam aw
tument . Igitur ob ſitus commoditatem ,rerumá . omnium abun
dantiam Vrbs aſſidue Nobilibus Ciuium Familijs excolitur. Ag
giunge Girolamo da Capagnano . Familias habet Illuſtres.com
magni nominis, ut funt Scota, Landa, Anguifciolas principatu
gaudentes, em oppidorum imperio præpotentes, & multos cla
ros bello' , literis ingenioſos, o regimine prudentes . Ortenſio
» Landi . E' degna veramente di effer bramata per Ducale ſtanza ,
sj ſendo docara diqualunque coſas che defiderar fi deggia in ogni
» buona Cicca . Ha queſto paeſe gran copia di Baroni Illuftri.
» Mambrino Roſeo pel Quinto delle ſue Iſtorie . Erano , come
» , ſono stati ſempre , e ſono ancora in Piacenza molti Conii , e Sie
in gnori di Caſe, e Famiglie Nobilise ricche . Tomaſo Eduuardo
Ingleſe. Nec caret hoſpitüs Pulchra Placentia charis. Leandro
» Alberci nella Deſcrizione d'Italia . Ella è eziandio al preſente
so molco Magnifica ,e Nobile di Cittadini ; tra i quali ſono i Lana
w dis Scoti,Anguiſcioli, e Fontane ; le qualiFamiglie per hauer
so favor dal popolo ſouente hanno condotta effa Cicca in grā cras
go uagli . Se ne trae dal Territorio di ela tutte le coſe per lo biſo
gno
NARRAZIONE II. CAP. X. 203

gno humano . Giacomo Filippo nel Supplemento delle Cro


aiche : Huius :Vrbis.ager optimus est : mulaus in locis oleis,
e vinetis abundans. Ornata fuit bec Ciuitas Greg . X. Poeta
Rom . ac longè , tefte Cicerone, T. Tinca Oratore : & S.Lafio
Vrbis Epiſcopo ; & PlacentinoIuriſconſultiſſimo, qui Glos.am
legibus primus appofuit. Gio . Nicolò Doglioni nell'Anficcatro
di Europa . E alpreſente Città molto Bella , Magnifica, Noi mo
bile, poſta vicino al Po, in luogo molco dilecteuole, ed aria ſam us
lubre . Il P. Gio . Michele Piò nell'iſtorie di S. Domenico raffo.
miglia Piacenza al Cauallo Troiano, poichc da eſa ſono in ogni
età , in ogni tempo, vſciti Cauaglieri famoſi nell'Armi,e nelle
Lettere . Il Padre Villaraguch cosi ne ſcriue : Placentiam Vr. Dillar.or4.3
lib .3 .
bem, Vetustiſſimam Romanorum Coloniam, Sub.Confulibus verò
totius Aemilia locupletiſſimum Emporiü Romanorú ,lura quog.
Audij abtinuiffe,& literarum Aſylum fuiſſestemporumý fuccelju
pelut dotlas Athenas, Pontificis, & Imperiali auctoritates clau
rius luce constat , effloruiſſe.
Ma ritorniamo a'più antichi.Chiamolla Siglio Italico : Quas:
Sata Placentia bello . AffermaCornelio Tacito, che Spurina ca.
picano famoſo difeſe quefta Cicca dell'ardico Cecinna nel
le guerre ciuili di Vitellio ed Ottone : nel qual cempo , ei ſog .
giunge , fù difrutto l'Anfiteatro fuori della Cicca . In quero
luogo ( riferiſce Tito Livio ) era da i Romani ftato fabricaco vo '
Emporio, o fia.luogo di Fiera generale per le Mercacanzie della
Gallia . Vna Cronica antica ſcritta a peana fà ricordo di Carlo
Segna , Torello Torelli , ed Anſelmo da catello Arquato.capi 1
tani famoſi,che con trecento caualli,e cinquecento fanti di Pia
céza feruiro a Tico , e Veſpeſiano nell'impreſa di Paleltina. Tre
bellio Pollione ne' geſtidi Aurelio Imperadore raccota la guer
ra , che ſeguì appo Piacenza tra i Romani, e i Marcomani po
poli di Lamagna.. Dice Valerio Malimo,che gouernando Pia . Val Max .
cenza Marco Caftriccio (dalla di cui Famiglia era poſſeduto Ca lib.6.cap.a.
ftruzzano caſtello del Piacentino ) con volle , che i Piacentini
dellero a Gneo Carbone conſolo de ' Romani, che difendeua la
.
factione di Mario, gli Scarichi per la Lega contra diSilla: Man
dò Carbone a Piacenza gli Araldi , che incimandoa'Cittadini
perpetua Guerra , li vantauano di hauere le loro armi per fupe
rargli . Altro non riſpoſe Caftriccio, fe non ch'egli haueua più
Сс 2 anni
204 DELLA NOBILTA D'ITALIA

L. Albert.de: anni per difenderſi. Più vale tal volta nelle Guerre il fenno di
fcr.dölsale pa ſoldato veterano , che vn'eſercito digiouentù temeraria ,ed
fogl.364 .
indiſciplinaca . Lo prouarono a Fiorenzuola Borgo de' Piacen
cini i ſoldati di Mario ,ſendo tutti tagliati a pezzi da quei di
Silla, la doue fù coſtretto Carbone pigliar bando d'Italia .
Procopio Iſorico famofiffimo nel Terzo libro delle Guerre
de' Gotti, dipingendo Piacenza ardì chiamarla ( ſenza riguardo
di Bologna, od altre) la più magnifica delle Città di Emilia .
Aggiunge che alſediata da iGotti maino fi volle ribellare dal
l'Impero Romano, fin che fi puotero i Cittadini con carne hu
mana ſoſtenere invita : ſtimando forſe più conueneuole violare
le Leggi della natura, che quelle dell'honore,e della fedelta có
giuramento promeſſa alla Città di Roma . Sdegnarono i Pia
centini honorare con cradimento,o codardia il trionfo di quei
Barbari . Odoacre Rè diValacchia , e capitano dell'Imperado .
re , dimorando in Piacenza, diè con le proprie mani nella publi.
ca piazza ad Oreſte Tirāno dell'Italia il colpo ,che diuiſe quella
fuperba Toſta dal fanguinoſo buſto . Racconta il Biondo , che
da i Francefrappreſo le mura di Piacenza ,ne'giorni di Bellif:
fario , furono rocci i Gottire i Greci atlieme, con perdita di
Parma , e ſcorrerie per la Marca di Ancona . Soggiunge Gior
gio Merola Aleſſandrino ; che,depredando i Piacentini tutte le
vicine campagne, fabricarono i Gotti al fiume della Seriuia ca
fel Nuouo, Sale, ed alcune altre Fortezze ſopra delleMonta
gne del Tortoneſes . E'Angeli Ferrareſe nell'Iſtorie di Parma
accerta che Piacenza fù vno de' Ducati de' Longobardi . Il Ba
garoici la chiama e capo , e fondamento del Regno loro . Gli
Annali antichi della Citcà confermano, ch'ella già foſſe ſede di
vn de gli Elarchi dell'Impero di Greci; al quale pagando di
tributo vn vouo d'oro godea ogni franchiggia di Republica .
Il Veſcouato di Piacenza è fra i primi d'Italia in Nobiltà , anti
chita ,douizie;ampiezza,e priuilegi. Non riconoſce alcun Pre
Jaco per superiore,nè Patriarca,nè Arciueſcouo; eccetto il Ro
mano Pontefice, Vicario diGiesù Chrifto in terra . Fùammie
Scapp.in Copiltraco da' Santi Vitcore, Sauino ,e Mauro Piacentino ſotto sil
sb. Epiſcopi
Plac. ueſtro , e Damaro Pontefici Romani. Che l'ultimo ſenz'eccet
tione alcuna foffe Piacentino già lo prouai al Canonico Campi
Iftorico della Ciera con yn ceftimonio del medefimo Santo .
Seguiro
NARRAZIONE II. CAP. X.

Seguiro il B. Floriano, Maggioranobed Anito d'Ouergna caua


gliero Franceſe elecco Imperadore de'Romani. Placido porcia ,
Silvano, Gjoaoni, Seufredo Tedeſco Siro ,Vindemjale di Sauoia ,
Bonifacio ;Gio .fecondo; Catcariſino Franceſe,Donnino Piacen
tino , Floriano fecondo , Piacentino da Piacenza, Gioanni da Mi
lano, Andoardo, Tomaſo , e Defiderio Piacegrino eletto mirae
coloſamentese dalla Reina de gli Angioli dichiarato fuo Can
celljero . Tralaſcio la ſucceſſione per maggior breuica, fol fa
cendo ricordo di Podone Piacentino huomo di santa vita , e fra
tello di vna Reina de' Longobardi, diBorone figliuolo di Vgo
Qc Rè d'Italia ,di Guidone Piacentino cugino di Agneſe Impel
tacrice, di S. Bonizone Martire,di Aldone dalRivergaro Piacen
cino con Arduino ,Grimero ,s.Fulco ,Vicedomino ,Egidios Giao"
como,Filippo,Alberigo, Vberro, Vgo de'pilori, Bernardo, Rugo
giero , & Vberto ſecondo Piacencini, avanti Vgone Pier Leoni
Cardinale, it B. Vberto de'Brandoni di Breſcia ,GioanniGreco
chiamato Arciueſcouo di Piacenza ,ed Antipapa in Roma, Pie.
tro de'Marchel di Coconate, Pietro diCadia.chefù Papa Aler:
fandro quinto, Branda de 'CaſtiglioniCardinale, Anconio de'
Triuulzi da Romani Pontefici chiamato l'Arciueſcouo di Pia
cenza , Scaramuccia TrivulziCardinale, Bernardino Scoli da ca- Scorz
ftel Manliano ne' Sabini già Arciueſcouo di Trani, e poſcia Vef
couo Cardinale di Piacenza ; Paolo d'Arezzo Cardinale, della
cui perfectiflimavita già frè appreſentato it proceffo alla corte
di Roma , Filippo Sega Cardinale della patria medefimadi Moo
fignore Aleſſandro Scappi NobiliffimoBologneſe, già Nunzio
appo gli Suizzeri, hor Veſcouo di Piacenza,e Conte. Sono in
quelta Cicca i Corpi de Santi Cipriano , Giuftina , Artemios
Candida, Paolina ,Antonino Piacentino Apoftolo della patria ,
Victore Veſcouo , Sauino Veſcouo,Calo,Deſiderio , Opiglio Pia
centino de' Ficiani, Gelaſo ſuo fratello , Sifto Papa ſecondo, Far
biano Papa ,Germano Veſcouo, Timoteo ,Sinforiano, Marcello ,
Apuleo , Felice , Barbara di Nicomedia , Martina , Macario Row
mano, quattro degli Innocenti, Vittore cöfeffore ,Donnino con
feffore , PellegrinoMonaco ,Eufebio Monaco Piacentini; Vitto
ria Bideffa,Victoria vergine,e martire, Eufemia, Lucio, ed Ildet
fonfo marciri,Claudio ,Quintiliano ,Aureliano, Antonio, Digniſ
fimo, Victoria Margherita, Almachio, Teodoro ,Giulio, e Rom
mano
206 DELLA NOBILTA D'ITALIA.

mano martiri , Raimondo de'Palmicci Piacentino , Franca de


conti di Vitalca Piacentina molti delle compagne di sant'Orfo
la, con quegli de'BeaciFloriano Veſcouo , Deliderio.Veſcouo ,
Marco Fantucci da Bologna, Ambrogio ,LucasPriuatose Vitcom
rino Monaci di s.Sauino Piacentini,AdelaGa Piacecina ,Gottar
do Piacentino , Pietro da Bergomo Teologo Domenicano , ed
altri, co ' Capi di s.Lazaro Quadriduano, e di s . Sabina, ed altri
quali infiniti,co'chiodi dis. Pietro,i coltelli di s.Bartolomeo ,
le ſpine della Corona di Giesù Chrifto . Non ſono ancor cento
cinquāca anni che diceli fiorille quella dello Spedale maggiore
la ſeccimana Santa. Nella Dioceli di Piacenza ſono i corpi di
s . Gottardo d'Ere, di sant'Ippolitomaccire, dis.Fiorenzo , di
sanc'Honorata ,dis.Parmenio Veſcouo, e di tanti altri con infi .
nice Reliquie . Nella Catedrale ſono infigni Reliquie de' santi
Chriſtoforo Marcire, Lucia Vergine,e Corrado Romico Piacen
cino . In quella di sant'Anconino aſpettano la cromba del.giu .
dicio finale nella comba A liprando Rè de' Longobardis Auto
già Imperadore,e Veſcovo, Lotario Rè di Francia ,e Pietro ca
picano Franceſe già morto alla difeſa di Piacenza, per le anime
Bx Cano di cui Luitprando ,e Defiderio Rède i Longobardi, Carlo Ma .
Comp . in
Tab , Sixnt, gno, Luigi Pio , e Lotario Imperadori,Vgo , e Locario Regid'la
calia reſidenti in Piacenza l'anno CMXLIII. & quafi cucci i
Romani Poncefici hanno arriccbico queſta inſignillima Colle
giaca di vn Preuolto con quindici Canonici, con gli honori di
dignità Ecclefiaftica, fei Manlionari, trediciPrebēdari, e molta
chiereſia ,fra quali già riſplendettero ,olcre canciPrelaci Piacen
cini, i Cardinali Angelo d'Anna,Bernardino Lonati, Bernardi
no di santa Croce , il Cardinale Cigala,l'Acciauoli, il Diani, il
Rolli.ed altri Gio. Mondani Nobile Piacentino , Dottore famo
Giflimo, Veſcouo di Bobbio ; Bernardo Rogdana Arciueſcouo
Saldicenſes e Generale Vicario di Piacenza . Gio . Andrea Ca.
legari Vicario Generale di Piacenza, Veſcono di Bertinoro ; Lan
dolfo Guilano scrittore famofiffimo,e congiunto di Papa Alef
ſandro quarto ; & Giacomo Romano Nobile Piacentino , il
quale rinunziò la Preuoltura a Pietro dell'iſteſſa famiglia ecce
lente Dottore . Di Giacomo få honorato ricordo tra gli Apo
ſolici conſeruatori dell'Ordine canonico Laceranęſe il padre
Gabriello PennottiNouareſe . Del medeſimo di legge in yna
Cronica
... NARRAZIONE 11. CAP . X. 307

Cronica més.appreſſo il Canonico Cãpi. Anno Domini1486 .


die 24.Nouemb.Tacobus.de Romano , Vir mire virtutis , S. An
tonini Prepofitus, quidem illam reparauerat, ordinauerat ,
in maiorem hominum deuotionem deduxerat, dignitate poftba.
bita , ad Monafticam vita in Monasterio S.Sixti intrauit, I Ca.
nonici di sant'Antonino hanno le almuzie'di Armellino; quei
della Catedrale (che ſopo più di trenta , oltre grenc'altri Preben
dari, quattro Manſionari, ed altri beneficiati) portano le lor
cappe di color pauonazzo. Quiui gli Scoticonſignori di Varſio Scoti.
hanno va Canonicato , iuſpatronato della lor Famiglia . Papa
Califto ſecodo nelgiorno di s.Caliſto l'anno MCXXIl.con lo
lenoiſlimi riti conſegrò queſta Chieſa all'Aſſunzione di Maria
Vergine ,
Gioangi Caluo Ardizzoninelle ſue iſtorie afferma che s. Bar
gaba Apoſtolo predicò in Piacenza. Non diffente Giacomo Fie
lippo nel libro Ottauo del Supplemento dicendo: Omně Lom .
bardiam prædicando, & docendo circumiuit, & per ſe,ſuosque'
diſcipulos ciſalpinam Galliam ad fidě Chrifti conuertit. Di san
to Apollinare diſcepolo di s. Pjecro fi legge nel Romano Mars
rirologio , che predicaffe per tutta Emilia (comeeſpone Giro
lamo Roffi Iſtorico di Rauenna ) la Religione Chriſtiana . Fin
del CMXXXIV . era da i Piacentininella piazza del Duomo
frequentata la Chieſa di queſto Santo . Lo Spelta Iſtorico :Pa
uele racconta , che sant'Inuenžo diſcepolo di S.Siro conuertà la
Liguria inferiore contermina al Piacentino . Si legge nella vita
de Tebei, che allo Scirone fiume , tra il Piacentino, e il Parme
giano fù decollato per la fede di Chriſto S.Donnino vno de' ca.
marieri dell'Imperadore con S.Ghislemiro de'martiriThebei.
Simeone Metafrafte dice che s.Nazaro , auanti ſe ne giſſe a Mi
fano, raccolſe la Chieſa di Piacenza . Riferiſce Gregorio Mam
gno, come a' cemidi S.Sauino fi ritirò l'Eridano , che ſcorrea
per tutta la campagna . Primo Veſcouo di Cauaglione nel ſuo
Martirologio dice, che ilcorpo di s. Dario Veſcouo di Milano
fù ſepolto in Piacenza. Alcune Croniche della noſtra Città fano
no memoria de'sāci Genelo, Soſtenoje Vittore marriri. Lo fteſfo
ſcriue il P.Gio.Filippo Novareſe de'BeatiSeuerino da Calco ,
Seuerino da Milano , Ambrogio da Mortara , e Girolamo Bofli
Canonici Regolari. Sono nella Città noue Confraternità di ſe
colari
208 DELLA NOBIZTA D'ITALIA :

Ex Local, in colari cô trenca noue Parochie noue Prepoſiture collegiate ,cias


Chron . cum que Badie, moltiſſimi Priorati, e Monalteri di Religion , olore
Syngd . Card.
Seg e 117. canti Collegi di (agre Vergini. Tanti altri fogojn diuerfe parci
1589.9* 10. della Dioceli, e alla ricche Comeade , con cinquanra quattro
Lin.an ,1623 Pieui , cinque Preuoſture, molti afcri Priorati,Spedali, ed Ora
corisla signoria del Raglio ,con più di trecento altre Chieſe Pas
rochiali . Erano già gli EccleGaſtici signori delle Decime per
tutto il Territorio di Piacenza . Non parlo della Circa di Cre.
ma, che tanto tempo fù ſottopoſta al Veſcouodi Piacenza. In
cemporale ſcorrea altre volte quelta giuriſdizione dalla Scrjuja
al Tarro , da Orio in Lodigiana (in'alla Lunigiana con signora
delprincipaco della Val di Tarro,della Contea di Lavagna,del
la Città di Bobbio , la Città di Buſſeto ,quella di Borgos. Dog .
Bino, Caltelnuouo in bocca d'Adda, quel'delle Speccie, o porto
Venere,del caſtel di Vareſe , di quello di Codogno, e molti altri
V. il Bager .
ed il Locat. Villaggi,oltre Pontremolo.con tuttigli stati de Marcheſi Pala.
loc. uicini, e de ' Marcheli Mataſpine di Val di Trebbia ,in final mar
Liguſtico, e al Surzaneſe per lo Apennino . E non è molto tem .
po ,che il Padre Inquiſitore di Piacenza hauea giuriſdizione nel -
ic Cicca ,e Dioceſi di CremonasModona,Parma, Reggio.Cre «
ma,e vicinecaftella . Toltage la Val di Tarro, più non lefton
de il Ducato di Piacenza, che a quattro miglioni dugento tre
arila, e cento venticinque pertiche:cioèmille ,e ſeicento quator
dici quadrecci, con ciaſcuno de quali ſcorre per ogni lato va
miglia di miſura d'Icalia . Vi ſono almen cento caftella, nelle
quali,e nelle cerre vicine,l'anno MDC X [EX.furo deſcritti céto
venti mila , e quatrocento ſettanta (ette habitatori eccettuatane
la Val di Tarro di ſette mila , e dugento quaranta fette , oltre
quelli del Veſcouaco di Sarzana , e Brugaeto . Nella Circa fi
ritrouaro in quel punto trencatre mila e trent'otco . I caualli
di Bronzo , cho ſono ſtati da i Piacentini inalzatinella piazza
maggiore all'ecernica della fama de'ſuoi inuictiſſimi Prencipi
Aleſſandro ,e Ranuccio Farneſisèopra delsignor Frāceſco Moc
chio di Toſcana con iſpeſa di più di quatrocento mila lire .
Baron, ego Si celebrarono nella Cicca di Piacenza diuerle diete delle Re
Spons, ann, publiche d'Italia ,molte degliImperadorimedefimi, & due ge
1095.69 an . Herali Concigli ; il primo di quatcrg mjla Chierici , e. più di
1133 trenta mila fecolari Coco il Romano, Pontefice Vibano ſecondo
alla
NARRAZIONE II. CAP . X. 209
alla preſenza della conteſſa Matilde ; la Santa,principeſſa della
parce migliore dell'Italia : dell'Imperadrice Praſſede , e de gli
Ambaſciadori del Rè di Francia, dell'Imperadore di Grecia , e
di altri potentati della Chriſtianità ; Nel quale fu compoſto il
prefazio di Maria Vergine dallo ſteſſo Pontefice rapico in eſtali.
Al ſecondo parimente interuenneil Vicario di Chrifto Innocen
zo ſecondo , accompagnato dall'Imperadore Lotario de Salonia
con gran copia di Prelati ,e Prencipı Tedeſchi, Franceſi, ed Ita .
liani . Honorò Iddio alcresi queſta patria co i miracoli,che vi
opraro s . Fiorenzo Veſcouo d'Oranges in vita; s.Germano Velo
couo di Alciſiodoro ,mentre il ſuo corpo li traſporcaua in Fran.
çia ; s.Simeone Arnieno , dianzi ne giſſe a Manroua , ed altri
ſuoi gran ſerui; fra quali la ponno annouerare,oltre tanti altri
Piacēcini gia di ſopra accénaci, s.Gherardo Veſcovo di Potenza ,
le sante vergini Liberaca, Fauſtina ,e Paolina ,che fabricaro alcu .
ne Chieſe a Como, i Beaci Guglielmo,e Teodoro Canonici Re- 1o. Pbylip.be
golari co' padri Angelo, Franceſco, e Dionigi Pezzone dell'oro bif.ord . Cars
dine medegmo, che ſendo morto in Genoua, dopò hauer dato non.Reg.
in luce l'aggiunta dell'opre della Madre Bacciſa, l'anno 1612 .
fü vificato da cinquanta mila perſone, il B. Filippo de' Suzani Pennol. lib .
sacerdoce dell'ordine Eremitano, il cui corpo ſi riueriſce chia. cap.84.
ro di Miracoli nella Chieſa di s.Lorenzo . Fù chiaro di viriu
Gioanni dell'iſtella famiglia, ordine,e patria , pratichiſſimo in
ogni ſcienza, ed hebbe nella ſua Religione cra Piacentini Marco
Manci,Giulio Beffi, Bartolomeo Ghezzi, Benedetto Frāzi , ( or
nelio de' Lucchini, Pietro Piſaroni, Laccanzio Marzolini , Bene.
decco , Apollinate , e Ambrogio , Paolo Franzi, Giulio Agoſtino
Lucchini, Anconio Buonuini,Valerio Ferraga li, Ippolito Cavae
torca, ed altri Leccori famofiffimispredicatori, e provinciali di
Lombardia. Fra padri Carmeliti riſplendette Gio.de Cafironi
Autore di molti Libri che tradoffe dal Greco nobilinime fari
che ; lel quale ſcriue Tritemio . Fuit Vir ondequaque dufiifi
mus ,Theologus . Rhetor celeberrimus ingenio promprus.es
diſcretus eloquio, Græcæ , & Latina lingua peritiffimus. Sieguo sir , dj
no Clemente de' Buonuini , Dionigi de ' Barbieri , Arcangelo
Gramigna,Giuſeppe de' Cornari , ed Alberto Tacchini prelati
di gran Dottrina , Reggenti, ed Oratori di qualche nome , con
Gioſeffo Falconi predicatore celebrea Reggences Commiſſario
Dd
gene .
A
210 DELLA NOBILT D'ITA ŽIA:
generale, ed Autore di Libri. In S. Franceſco di Paola Girolamo
de'Secchi, Franceſco ,e Gaſparo de' Maffonije Gioanni Battiſta
Ronchi, prouinciali di Lombardia . Il primo fù vn'archiuio di
scienze . Il P.Paolo de gli Schiaui,dicitore ficondo, e Lerrera
to di molta erudizione . Nel'terz'ordine di s.Franceſco Mae
ftro Donadeo il vecchio gran Teologo , Donadeo della Muſa
prouinciale di Lombardia , e Maeſtro Buonauentura Pozzoli
prouinciale, ed autore di Libri. Fra i Capuccini il venerabile
Modeſto ,che morì in opinione di santità ; Il padre prouinciale
Boer: tom.i , Feliciano Ponchiè ; il Ruinaglia ,ed altri predicatori di nome
ann, is 70. Sono ventiſette anni, che ſe ne gìa gli eterni ripoli ( come pia
mente dalla ſua religioſa conuerſazione argomentali) il padre
Dionigio Scoti da Piacenza predicatore di spirito Apoſtolico,
e prelato digrá gouerno ; il quale paffarone in Algieri per riſ
catco de' Chriſtiani ,che da quei Barbari eran cenuri ſchiaui ,
Ni?' fù dagli ſteſſi poſto alla catena ; doue tolerò per lo amore del
& fuo Signoremolte angoſcere trauagli. Fừ bandico da tal Re
publica per difeſa dell'Ecclefiaftica liberta : & per honore del
la sede di Pietro pari molci diſaggise molte pene. Morì chia
ridimo di merti, ed io Piacenza nel Monaſtero diS. Bernardino
fi vede la ſua imagine con fimile inſcrizione. Post mortem ma
lignis fpiritibusflagellum fuit. Nell'ordine de'Minori Maeſtro
Giozoni Antonio da Piacenza perſonaggio digran pieta , & leto
tere ; fir del 1292.prouinciale diLombardia. Arcangelo Mon
dani Inquiſitore di Siena , Franceſco Pugnetti Auror di Libri;
Giulio Magnani Generale, & Veſcovo diCalui , Antonio Bus
raggia , Alberto Gotrofredi,Giacomo de'Cortefi, Bartolomeo
da Piacenza, Murizio Cereoli, Giulio, e Felice Magnani Augu
ftino Macerata , Antonio Bonetti , Aluigi Aghinoni, Antonio
Gazaniga Modeſto Bonadei, Daniello Antonio , Ilarione ,&
Franceſco Maria da Piacenza Teologi celeberrimi, con Fran
ceſco Maria de'Gnocchi predicatore divaglia. In queſta Chies
fa è il corpo di Franceſco Maironi Doctore Perugino , il mage
Chron.S.Frä giore Teologo della ſua Religione dopo Scoto . Fra Zoccolanti
ciſ lib.6.cap. fiori il B.Aluigiprouinciale diLombardia , e quello della Valle
36.par. 3 . honorato Scotiſta ,Generale Commiſſario dell'ordine ; Vitale
de' Benzoni, e Clemente de' Mulazzani huomini di gran Let
teres con Bernardino Contini predicatore, e generale Lettore
della
NARRAZIONE II. CAP. X.

della riforma . Non parlo de' Chierici Regolari,meno de' pa


dri della compagnia di Giesù, poiche quanci de' Piacentini ca.
fraro nella lor Religione, canti eminéti ſoggetti hebbe l'Italia ;
fra quelli fioriſce nel numero de' principali Teologi morali il
padre Caiecano de' Bianchi; fra queſti il padre Gioanni Cale
gari , ed il padre Luigi Albrici il più famoſo predicatore d'I.
calia . Nell'ordine Domenicano tanto fauorito dalla famiglia Scotia
Scota i ſoggerci degni difamafono ftati in Piacenza poco me
no, che innumerabili,fra i molti furono Gingolari Buonuiſa de'
Monaci Nobile Piacentino, Leccore dello studio di Bologna,di
ſcepolo di s. Domenico ; il B. Rinieri Sacconi già Veſcouo de Balar par.}
gli Herecici, poſcia Vicecācelliere di s. Chieſa,scrittore di Teo dellistor, di
logia, e Geo : rale Inquiſitore di Lombardia; il B. Bemardino Como, ed alo
Breſciani; il padre Pietro Alducio gran Teologo ,e ſammo In
quiſitore ; il padre Paolo Vicario Generale di Lombardia ;Ruf
fino Gorgoniconfeſſore di papa Vrbano quarto ,da cui otcenne
la confermazione de' cauaglieri Gaudenci, Giacomo Veſcouo
di Ventimiglia, Ruffino Veſcouo di Caſtro , di cui ſcriue il Ta
eggio . Ruffinus Placentinus ex Prouinciali Lombardia Epiſco
pus Caftrenfis Vir vitæ venerabilis ,doétrina inſignis,fame.com
lebris, Oberto de' Locati già Inquiſitore di Piacenza , e Pauia ,
al quale ſcrive il padre Piò folle Itaco promeſſo il capello di
Cardinale eſſendo confeſſore diquel gran Pontefice Pio quinto,
e commiſſario generale in Roina ; mori alla patria hauendo ri
nunziato co picciola penfione il Veſcouato di Bagnerea : ſcriffe
quell'opra accettaciffima: Iudiciale Inquiſitorum . Le Croni
che di Piacenza nell'vno ,ed altro idioma , l'Italia cravagliatas
ed altri Libri, Alberto Draghi Inquiſitore di Faenza,di Geno
ua , e Milano, Commiffario in Roma, Veſcouo di Termoli. Pie
tro BobbianiVeſcouo di Bobbio ; Lazaro Pelizzari Teologo
dell'Altezza di Modana , dal Veſcovato diNuſco paſsò a quel
di Modana . Giacomo Zinidoli Autor di Libri. Maeſtro logo
cenzo Granelli Inquiſitore di Milano è ſtato prouinciale molte
volce . Tale fù già M.Baceiſta Baccarini. Vincenzo il vecchio ,
Girolamo Tarenghi,Vincenzo Giorgi, Vincenzo Fagioli, Ange
lo Ghibellini, Domenico Luccheſi ,e Gioſeffo Orabuoni ſono
ſtaci de' Teologi primi di quefta Religione. Vincenzo Villa ,gtā
Teologo, Poeta famofiflimo , Reggentedi Bologna, ha dato ja
Dd 2 luce
DELLA NOBILTA DITA LIN .

luce alcuni Libri d'Orazioni Latine. Vincenzo Maccolani gräs


Matematico è ſtato Inquililote di Genoua ,e Pauja , Vicario ge
Berale della fua Religione, generale procuratore, hor generale
Commiſſario in Roma gracillimo al Romano põrefice Vrbano
otcauo . L'opre del padre maeſtro Gio. Battiſta Spada lo fanno
horamai celebre a tutto il mondo . Nel comporre Centoni di
Virgilio , Poemi Heroici Latini,Epigrammi Anagrammi, altre
rare compoſizionidi poeſia conoſce pochipari nell'Vniverſo .
Gia è in luce vn Volume non poco rileuante dicotali materie .
Hicompolo vn diſtico lacino conſegrato all'Eminentiſs.Fran
ceſco Cardinale Barbarini, il quale Gi tramuta in mille,e noue .
cento maniere con le ſtele parole, con queſto titolo. Protbean
difticon mille norgentis formis integro fenfus @ berotci Caro"
minis lege variabile . Vo fimile a honor di Maria Vergine ;
alcri del Romano Poncefice , del Rè di Francia , del Cardinale
d'Eſte . Vſcirà in brieue vn Volume maggiore col titolo di
Selua de gli Epiteti de' Poeti Toſcani. In Poeſia , in Oratou
ria , ed in Specolatiua è digrandi ſperanze il padre Coſtantino
Vidalpa , ò ſia de' conci di Vidalta ne' fuoi primi anni Lettor
maggiore in Lodi . E ' ancor di pari fama appo gli ſteſli il pa
dre Lettore Fr. Sante Concefi. Stampò Donato Laghi alcune
Iſtorie sagre. Claudio Coſtamezana maeſtro di Teologia ,Rega
gente di Bologna, e Inquiſitore di Piacenza fua patria , vi ha fa
bricato vo nobiliffimo apparcamento per gli ſuoi ſucceffori .
Viura immortale ne' fuoi componimenti maeſtro Bartolomeo
Fumi, fregio d'Italia , honore di Piacenza , gloria delChriſtian
neſmo ; il quale eſercitò molti anni la Letcura , l'uffizio della
santa Inquiſitione, edella predica nelle più nobili Città di Lom
bardia . Scampò la somma Armilla,eſpore l'Epiſtole di s. Pao .
lo ; compoſe alcuni Libri di Teologia, diSermoni spirituali ,ed
alcunc opre Volgari;Diè in luce nobiliffime compoſizioni poe
tiche, fra quali è digran fama quella cheha titolo Phylotea tje
bri quatuor . Si aſpettano ,che compariſcano un poema de'Ma
chabei, il Catechiſmo in verfi, un poema della vita di sant'A.
tanagio , vn'altro de gli Arti degli Apoſtoli, diece Nouc delle
Virtudi,e Viziigſecte Egloghe Lacine , e vn'altro affai maggiore
chiamato Theopraxios, col Commento del Labadini. Cancò di
si grand'huomoilconte Coſtanzo Landi .
Tantim
NARRAZIONE II. CAP . X. 313
Tantim vate tuo Romana Placentia fælix :
Mantna vel quantin faufta marone fuo .
Il Dotcore Vpperto Fabro nella Dedicacoria al Cardinale Ma
drucci lo chiama Lume di Lombardia , Arca del Teftamento
Gioanni Muzio in vna Epiftola a i Decurioni della Città . Come
teram non tace bo Bartholomeum Fumum . vel potiks noftræ ci.
nitatis claram lucem : Qui in Oratoria, Poetica, o Theologia fa
cultate eminentiffimum obtinet locum .
Gioanni Maria Scoti Piacentino nell'ordine medefimo Reg. Scoria
gente di Bologna ſtampò vo libro De Vera Tumuli Gloria , fù
Tcologo di Monſignore Rangoni Veſcovo di Piacenza , ed in
tutte le ſcienze hebbe fama fra i primi Letterati del fuo ſecolo .
Fù ancor di gran Doctrina Frate Gregorio Scoti da Piacenza
Teologo Domenicano,morto ne' più verdi anni .
Predicarono con gran frutto della Cicca di Piacenza S. Do
menico , S. Pietro Martire, S.Vincenzo Ferrerio , S.Bernardino da
Siena, il B.Orlando da Cremona, il B. Bernardino da Feltro . Vi
dinoraro altresì S.Bernardo, il B. Giordano da Piſa, il B. An
drea Auellini , il B. AluigiGhazaga , ed il padre Chriſoſtomo
Jauelli figliuolo di queſto Monaltero di S.Gioanni vi ſcriffe le
fue opere effendouiGenerale Inquiſitore;vfficio,che molto do.
pò vi eſercitò il Cardinale Antonio Calamini .
Manfredo,Franceſco ,e Pietro Scori,signori di Parlano, dona score
ro a queſta iſteffa Chieſa molte Reliquie ,fra quali vi è vna Spi
na della Corona di Giesù Chriſto , le quali hebbero i ſuoi mag
giori nelle riuolte di Lombardia . Gli Scori conci di Fombio
vi edificaro la Capella maggiore, gli Scotid’Agazzano l'Alcare
del Preſepio , gli Scori conti di Sarmato la Capella di s.Giacin
to , e s . Catarina , aliri pur della Ateffa caſa furono a parte per
quella del Roſario .
Nell'ordine de' Serui nobilitaro Piacenza Lucrezio da Pia
cenza Generale Procuratore , Girolamo Leoni , Andrea Alo
berci , ed Irinco Cacaſtrini , che nelle Catedre , ne ' gouerni ,
e ne' pulpiti hanno tante volte moſtrato il lor valore. Auan
za tutti il padre Maeſtro Michelangelo, che hora è nella pa .
tria Reggente dello Studio , Decano del Collegio , Conſultore
dell'Inquiſizione , Predicatore nominatiſſimo ,egli è de' Fari
fcelli ; Famiglia celebre fra la più antica Nobiltà Piacentina .
II
DELLA NOBILTA D'ITALIA :

Fr, krchang. Il Beato Franceſco da Piacenza , Religioſo di molta sancita ;


Giza. Flor: il quale , ritrouandoſi in Ferra , comehuomótra le conuerſa
Annal lib .6.
zioni degli buomini , vi conuerfaua come Angelo . Si diſpoſe
ceni. j.cap . 3
ofen all'uſcita diqueſto mondo con l'eſercizio dell'opredi pieca .
Ed eſſendo viſſuto , comeApe , tra le più ſaporite dolcezze di
quel miele celeſte , che ſuole paſcere i deligiofi (pirti entro de
fagri chioſtri,chiuſe gli vltimidi,come Fenice fra le palme, qon
dell'Arabia, ma dell’Empireo Geſſo . Maeſtro Filippo da Pia
cenza prouinciale di Lombardia . Il padre Antonio nella Polje
cica Clauſtrale perſonaggio conſumaciſſimo. M. Lorenzo Orfi
Dottore collegiato di Piacenza,honorato Teologo, generale Vi
cario , ſupremo commiſſario,e capo della congregazione. M. Stee
fano Teologo profondiffimo, Filoſofo fpecolatiuo , Predicatore
di prima claſſe , e generale Vicario della congregazione. Il padre
Benedetto fonora comba dello Spiritoſaoco , ed vno de' primi
predicatori ( taliani di queſta Religione,chefurono alla corte di
Ferdinando, e Iſabella Rè di Spagna. M. Pier Franceſco Barbieri
rariffimo in ogni ſciéza , ſegnalaciflimo ſopra le prime catedre ,
prouinciale di Lombardia,e coucorrente del Generalato. Siac
quiſtò maggior fama M.Girolamo Caſtroni, il quale fù nella pa
tria Dottore collegiato , Teologo ſpecolatiuo ,celebre catedran
te ; lei volce hebbe la carica di generale Vicario della congrega.
zione ; itampò alcuni Libri oltre il Commenco ſopra la Regola
di sant'Agoſtino ; ſe ne gi in Alemagni, e in Francia per con
furare l'hereſia di Lucero : e nell'vltima età retiratoſi alla die
decca paccia fondò la ſolitudine di Coruarase ſuggellò l'innoce
te ſua vita con ligillo di morte veraméte Caccolica, e Religioſa.
Es regif.eg L'ordine Cifterciele hebbe nell'era noftra tre volte Generale
Stal. Ciuit. Prefidente l'Abbace D.Giunenale degli Orabuoni : e fra i mag
Plac , giori Teologi della ſua Religione celebrò il padre Raſca Dilla
rione Rangoni Piacentino Lettore di Pavia, chene' primi anni
per molti giorni ſenz'affiftente colà foftenne ottocento conclu
Gioni di tutte le ſcienze . E'allieuo dello Studio di Salamanca
D.Franco Gnocchi Nobile Piacentino .
Ex monam , La Badia di s . Sauino già fondata da' Santi Apiniano,e Co
Eccles. Sau . Itantino Senatori Romani diſcepoli di s.Girolamo, oltrecanti
huomini Illuftri di quel ſecolo d'oro prodote il B. Prefidjo No
bile Piacentino diſcepolo di s.Girolamo, é Veſcono nell'Africa,
Arbitro
NARRAZIONE II. CAP. X. 215
Arbitro delle controuerfie Ecclefiaftiche tra il ſuo maeſtro , ed
il gran padre sant'Agoſtino, Efremme Abbate di s.Vira diſce
polo di s.Mauro , Alberto del 1116. Arciueſcouo Sipontino ,
Guido Cardinale di s . Balbina , Azzone Abbate di s.Stefano di
Bologna,GioanniAbbate di s.Sifto e molto dopò fra i padri di
s.Girolamo Pellegrino,Melchiore primo Simeone, Valerio,Teo
filo ,Anſelmo,Meichiore ſecondo , Lucio Paraboſchi, Muzio Se
guri ,ed altri Generali dell'Ordine . Il padre Generale D.Lean
dro de ' Nobili Dolzani conſegrò a Sifto Vovn Volume d'Ioni
sagri latini molto eleganti, e degni della ſua dotta penna . Fù
ancor di gran comando D. Girolamo Croci: di grande inge
gno il Dotcore Don Leandro Sgualdi,di grande integrita il pa
dre Don Baſſiano il vecchio ; eccelente nell'Architectura il par
dre D. Pio , nell'Arimmerica D. Lattanzio Manetti, nella Poefa
Toſcana il P.D.Baffiano Gacsi Aucor di molti Libri , fra quali
fi leggono alle ſtampe l'Addolorata Madre in trenta tre lamen
ci, al Cardinale Capponi, la Reina di Scozia in ſedici Canti , al
Romano Pontefice , alcune Rime a honore della Madonna di
Reggio , l'Iſtoria della Madonna d'Oroppa , al Duca di Savoia ,
molciMadrialise Sonetti spirituali .
Quella di s . Sepolcro fù riſtorata per opra del P.D. Placido Scoti,
de gli Scoci di Fombio , di cui ſcriue il Lancilocci nella ſua Iſo
ria . Vir fuit non indignus Nobilitate, ſpecie, moribus, conſtan
sia ingenio imperio ;& , quod vtilius eſt ,vitæ ſanctimonia con
fpicuus. Huic monasterio præfuit annos quindecim ; & inſuper
non perpetuos, ſed intercalarios, fideliùs, o Sapientiùs . Fama
eft annuosmille aureos cænobialibus prouentibus per eum accef
fejje . Ibi anno MDC XI. Abbas titularis piè'admodum exces
dit,vniuerſa Ciuitate lachrymis profequente . Quella de' Cafi
nefi hebbe nella qumerofiflima ſchiera de' Piacentini Illuftri il
Cardinale Gandolfo Abbate dello ſteſlo monaſtero di s.Sifto ; Amold. Dui.
Pietro Veggi Abbate Cluniaceſe,poſcia riformatore diquel sa. on. in librodi
gro Collegio ; Beroardo Abbate di Vinegia Poeta Latino, Av . gni vile .
cor di Libri ; Rafaello Poeta celebre, Autordi Libri , fra quali
hanno gran credito Armeniados libri decem . Girolamo Scroc
queri Generale dell'Ordine ; l'Abbate Vincenzo Sgualdi Auto
re del Triumuirato di Lesbo ; l'Abbate D.Gregorio in ogni ſci.
enza celebrato da D. Felice Paffari, D.Gisolamo Albrici Poeta
Toſco
216 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

To co celebrato dall'Abbate Grilli ; l'Abbare Donn'Euticio ri


formacore in Iſpagna dell'ordine diMonſerraco ;l'Abbate Sec
fano de' Nobili Cacanei di Nouara, figlio di quello monaſte
ro , vno de' padri del Concilio di Trento. Quiui ripoſano l'Im
peradrice Angilberca, e la Ducheffa Margherita Farneſe ,morta
Gix neli'Abruzzo, figlia di Carlo Quinco Imperadore .
Nell'ordine Canonico Regolare fiorirono de' noftri,oltre gli
accennati di ſopra.gli Abbaci Giacomo Antonio, Cornelio , Pie .
Scori.
cro, ed Arcangelo il vecchio,turcidi caſa scota , Prelaci dıgran
gouerno, Apoftolici predicatori ,cd eccelenci Teologi. Fu della
Local. in
feffa famiglia D.Gafpare prelato logolare di lettere, e perfet
Chron. Plss. cione religioſa, il quale crado ſe ne' lacino cutte l’O pre del pa
dre Serafino da Fer no . Dilui ſcrive il Pennocci : Gaſpar Plae
Pern.lib.3. centinus, Vir religiofiffimus,fibi qufterus, alijs manſuetus, om .
.c®2.18 . 6.4 .
nibus amabilis.Furo1jo più di treca della nottra nazione Abbati
di Spoleto , molciſsi ni di Tremiti , innumerabili di Piacenza ,
alquanti in Roma , e alcuni Generali. Guglielmo da Piacenza rj.
formatore della Canonica di Breſcia, penitenziero in Roma, fù
anc'egli Generale della Congregazione Lateraneſe . D. Caliſto
Forniri huomo di sanca vita rocco Clemente ſetcimo generale
Inquiſitore d'Italia ſta npò QuadrageſimalisSermoni,Prediche,
O nilie, diſcorfi spirituali , Iforie sagre, Dialogi,Orazioni.Solie
loquij ,e le Effemeridi Euangeliche .. Scriſſe ſopra la sagra scrit
Hra con grao doccrioa . Ha in luce alcuni libri il padre Luca
de ' Pellizzari. L'Abbate D. Paolo Malchiodi è ſtato de' mag.
giori predicatori d'Italia ; il padre D.Michel'Angelo ſuo nipore
kialle Itāpe Panigirici , Elogi , & Verſi molto ingegnofise ierſi.
Legge in Milano D.Pietro de' Brunetti gran letterato giovane
di nobiliſsi no spirito , Teologo ., Filoſofo , Oracore, & pocca
Latino , e Toſco . Ma ne cralaſcio molti per non douerglicia
petere, nell'Iſtoria delle famiglie loro .
CAP. XI. On meno adornaro Piacenza e auanti e dopo checapeg
N de gli Scoci Alberigo ,Gioanni,Guaſco ,
Folco , ed Oppizzo Aghinoni,Giacomo Careſecci,CapponeCa
roſi.Folco Carigijo Pietro, Manfredo ,ed Alberigo Roodana, Sale
uo,Ruffino,& Ruggero Carmiani, Eute Teſta ,Vurzano Vurza
ni , Giuliano Bregognoni, Alberto Giudici, Rinaldo Speroni,
Gherardo Manzani, Yberço Figliagadi, Ruggero Sarturani, Al
berco
NARRA ZI.ON E 11. CAP . XI. 217

berto Malnepoti, Malnepote Malnepoti, Leonardo, e Rozzo


Rozzi, Bernardo Ficiani, Bernardo Ardill, Lanfranco Abbia
rici, Boſfone da Predoera,Guglielmo Filerna , Occonese Giaco
mo Malcorreggia, Pietraccio Paffagalceri, Fredenzo Pogiſli, V
goccione Bellari , Bonizzo Bellingeri, Guglielmo Malne poti,
Gioanni Scaracino , Lanfranco Pietralana ,Gio . Buonamena, Roa
berto Tado, Tadone Tadi , Vberto dalMontale,Gherardo Spe
cighi, Albertone Maſtromarcini, Vbetto Torfelli Guido Garraco
ci, Palmiero Bellengari, Gherardo Malagrida , Plaflio Pittoli
Federigo Specighi , Vberto Pigazzani , Giacomo Carcaſſola ,
Vberco Scradignani, Vberto da Cagnano, Rinaldo Lauandari,
Nicolò Alemanni, Gio.Vallelunga , Vgo Speroni , Ardizzone
Scravendoni, Guglielmo Bregognoni, Giannone Boccamacca ,
Guiſcardol Manzani, Decacordo da Campremoldo , Nerones .
Trigazzola, Vberco Muggiani, Boffo Pellati, Gioanni, e Rugge
to Pogiffi Pieraccio Speroni, Ruffino Trauerfati , Guido Mc
zani,Giulio Vigolzoni,Giordano Bondoni, Arrigo Carofi, Ri
niero Carrioni,Bernardo Meletra, Ruffino Speroni,Gio.del Pòa
Giacomo Malungia,Goglielmo Negri,Guglielmo Paſtorelli, Al
berto Bregoggoni, Alberco da Mondodico ,Guglielmo, & Gio .
anni Pigizzani,Guido Scareffi, Pietro Pigozzi,Guidone Pellegri
ni , Giacomoje Alberto Salli, Alberigo il giouane Rondana, At
mano Pigozzi, Pietro Biggio , Pietro Groppi,Gabriello Trofi,
Oberto Lauandati,Guglielmo Leccafarina, Filippo Sarrufani,
Franceſco Saladini, Giffredo Pigazzani, Vgo Maeſtri , Vberto
Leccafarina,GiacomoGariuerci,Pietro Adami,Guglielmo Cele
Jori,Giacomo Engeliſco , Tomaſo Lorio, Ruffino da Ruſtegaſſo ;
Huomodeo VillanijGrimero Tuna, Vberto Fornari,Gioāni Lou
renzi, Gio. Cigàrelli Platillo -Cotuis Bregognone Spalla,Tedal,
do Pigazzani , Gandolfo Ferracani , Guglielmo Cagnuoti, Bera
gonzo da Campremoldo , Guglielmo Caſtelnuoui Valuaſore ,
Rotino Roccofredio Ruffino Malamena Gherardo Spalla Or
lando Ferracáni, Pjetro Galli , Giacomo Aleacima, Gherardo
Vurzani,Malaepote daCorremaggiore , Guidone Coruj; Enri
co Beltengari , Franchino Valdetarri , Gioanni Meti, Rinaldo
Concorreggi, iRinaldo Piozzani,Giacomo il giovaneGariuer
ti, Bernardo Ferracani, Azzo podint, Saraceno Filerna, Azzo
ne,e Giacomo Viuelli, MaffileroGilofor Oddone Mori Gher
Ee rardo
218 DELLA NOBITA D'ITALIA ,

rardo Tripadani , Scefano da Rufegaflo ,Grimero Rondana ,


Sperone daCampremoldo , Corrado da Cortemaggiore, Lan
franco Corui, Vberto Feliciani, Bernardo Caſtelnuoui Valua
ſore , ed alori ; poſſo dire infiniti Doctori dell'vna,e l'altra leg.
ge, Senatori Illuftrifſimi, Conſoli della Piacentina Republica ,e
Preſidenti della Giuſtizia ; niuno de' quali incominciando dal
MC. arrivò al quarto ſecolo . Ne ' gouerni ſi conoſce il valore;
ne' publicimaneggi tanto ſenno fà d'huopo, che di rado ritro
ualine' più forbici politici del mondo. Colui che ha gouerno
digran rilieuo camina ſopra di vna ſottiliſſima fune, che quan
Tunque ſia d'oro , non è però più ſicura , o più ftabile . Di Mi
lano furono Podeſtà Giacomo Malcorreggia, e Vberto Veneti.
Di Padoua Vgoffredo Verranije Bernardo Cafarei. Di Bologna
Conte Teſta , Filippo Vgoni, & Ricardo di Villa . Di Reggio
Corteſe Caualcabo . Di Piacenza, Cremona, c Breſcia Vberto
d'Loiquita . Di Piacenza parimente Greco Fornari. Di Genova
Guglielmo de ' Caſtelnuoui,ed altri ; di cui alcroue nelle fami
glie loro . Alemano Pizzoni fü Generale del popolo Milaneſe ,
Carlotto Colonello de' Prencipi dalla Scala ; Ottobuono Ro
berio Feliciani Veſcovo di Padoua , e poſcia Patriarca d'Aqui
leia ; Aleſandro Veſcouo di Feltro , Preacipe di Belluno ; Vber
to Auocaci Nuncio in Sicilia, & Veſcouo di Bologna ; Grego
rio fuo nipore Lettore de' sacri Canoni , ed Arciprece di quella
Cicca ; Bartolomeo ſotto Martino V. Cardinale di S. Chieſa ;
Gioanni Terranera Maeſtro del B. Donnino Parmigiano , & Fon
datore delle Confraternita de i Diſciplini ; e al pari di molti
altri Prelati di Piacenza . Fiori Franceſco de ' Nobili Torani si
gnori dipaſſano, Canonico di Verona , Prevoſto di sape'Anto
nino , e Cortigiano di Bonifacio Nono , da cui fù arricchito di
molti beneficij, & priuilegi :
Guglielmo da Saliceto Medico Piacentino leffe in Verona ,
hebbe gran famase ſtampò alcuni libri. Moltiſſimi'ne compoſe
Giorgio Valla gran Filoſofo, Iſtorico , Oratore di molte Lin
Scott gues Lettore publico , celebre Matematico , il quale fù lungo
tempo a 'ſeruigi del Conte Alberto Scoci. Gio.Franceſco Valla
fece il Coméco a Plauto . Lorézo lor cugino, Patrizio Romano ,
Canon , dis.Pietro ,madi Piacéza (come egli feffo dice) Oriódo
Ciccadino lià (cricto cantilibri, quanci alcun'altro mai. L'opre
os del
NARRAZIONE II. CAP. Xt. 219

dell'erudito Girolamo Paraboſchi ſono ſtimate , e degne del


ſuo ſtile . Gio.Battiſta Carelli Aſtrologo di nome ci laſciò libri
della ſua profeſſione. Giulio de Caſarei fù priino Anotomiſta
dello studio di Padoua ; oue fù Medico famoſo , Cirugico fti
mato , e publico Lettore Vincenzo Prouenzali . Orazio Ghezzi
lefie Filoſofia - Alberto Biſcia hà in luce le ſue lettere di com
plimenti . Gioanni da Piacenza raccolſe Iſtorie sagre . Scriſſero
di Grammatica Caio Cola Montano, Bernardino Cippelli, Pie
tro Antonio Vliuieri, ed altri molti della noſtra patria, Stam
paro componimenti muſici Giulio Ceſare Quinzani,Fr.Giulio
de' Bruſchi Minorita ,Gabriello Villani, e non pochi altri . Pie
tro Antonio Pietra da Sarmato fù mufico del Duca di Bauiera ,
Rafaello Veggio del Rè di Polonia , Simone de ' Zamboni del- /
l'Altezza Reale di Sauoia , ed alquanti altri ſeruiro alla corte
di Roma,ed alla sereniſs .Republica di Vinegia. In Roma,dico ,
ſono ſtati Caufidici di nome Franceſco de' Gandini, il Campi,
il Bertaroſſa,il Magnani il Piſaroni. Talifure in Piacenzail Con
tini, il Sanuidi, il Moreſchi, il Mareſcalchi. Girolamo Mareſ
calchi morì Procuratore Regio del Fiſco di Milano .
Lo studio di Piacenza , che digià fù Vniverſità celeberrima
tra le prime d'Europa , incominciò nobilmente a fiorire ſotto
l'Imperadore Ottone III. Fù confermato da Enrico II. da
Corrado II. e dal Romano Pontefice Innocenzo IV . poſcia
dal conte di Vertu , e ſucceffiuamente da altri Potentati con
tutti i priuilegi di Parigi, Orleans, Mompiglieri, Bologna , Pa
uia, Perugia, Padoua, ed altritali . Qui fioriro Goffredo ,Rug- La Bado in
gero , Donato , Martino , e ſimili antichiſſimi Giureconfulti. Teoprax.
I Piacentini , i Bologneſi, e i Reggiani piatiſcono la patria di
Bartolomeo da Saliceto, vna delle luci maggiori della ragion ,
ciuile . Franceſco Cremenſe famofiffimo Giureconſulto fi
noma Piacentino . Leflero già in Piacenza il Baldo Perugino , V. Alex. lib.
il Giglio ,il Tazio , il Ferrandi, il Vimercati, il Toſſignani , il 4. conf. 62.
Vialati , il Meleti , il Caſtiglioni,l'Huomodei , il Boccoli, il
Giolani , il Cumano , ed altri famoſiſſimi. Tra i Piacentini
Luchino Bellocchi, Tedeſco Fuſari, Colombo Bobbij, conte
Oleari, e Gioanni Vareſi profeſſori di Leggi. La pratica vi fù Ez Cbron,
inſegnata da Antonio Abbati, Gioanni da Peregrino ,e Bernar- misoplos.
do Magnani da Piacenza j .
Ee 2
Gioanni
220 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Gioanni Antonio da S.Giorgio ,Preuoſto di Milano , Veſco


uo d'Aleſſandria , e Cardinale diAleſſandro VI. in più luoghi
fi noma Piacentino . Vengono l'opre di lui allegate da i Dot
tori di Canoni con titolo del Prepoſito Milaneſe . Antonio
Domenico Melinguerra rariffimo Canoniſta mancò ne' ſuoi ceri,
primianni Lettore di Pauia . Aleſſandro Ruinaggia Lettore Ca
di Piacenza , e Giudice in Toſcana , gran Letterato ,non temet kopec
te la potenza de' grandi,ed incontrò perdifeſa della giuſtizia Gilio
Scol.com. 1. pericoli di morte . Lo Scoti ,e il Gozadini lo chiamaro san Goore
lib.i.conf. 1. tiſſimo Giureconſulto , Innocentiſſimo , Maſſimo in ogni sci Carlo
biber.conſis. enza , Dottiſſimo , Religiofiffimo , ed adorno d'ogni Virtù .
Goz.conf.13. Pier Domenico Muſli diè in luce la Muffina , opra allegata da
Scol.lib.a.co Baldo, dal Zilletto , ed altri Autori . Lo Scoti chiama quell'O Here
fil.34. & lib. pra Ancora sagra ; e dell'Autore scriue . Hic Ciuis meus,egre
4.confing. giuſque tempeftate fua Caufidicus fuit . Compoſuit idem quoque
librum de formulis Iudiciorum quem 10. Baptista Boſellus vnus
ex Præfe&tis Fiſco principali , & egregiè cordatus Senex cu FI
rabat edendum .
Nel collegio de' Giudici di Piacenza ,nel quale non fi amet
tono , che Piacentini di approbatą antichiſſima Nobiltà , fio
riro fra più Eccelenti Nicolò Dolzani Commiſſario del Duca Noh
di Milano , Alberto Caſelli Podeſtà di Piacenza ,Giacomo Stret 1542
ti generale Auditore del Duca ſteffo , Paolo Credazzi Podeſtà della
di Piacenza, Vincinguerra ' Arena Podeſtà di Reggio , Nicolò
Corui Auocato Ducale , Gio . Battiſta Moraggi Auditore di
Rota in Toſcana, Giudice in Trento, Gouernatore di Parma ,
Ordauro Moraggi generale Auditore dello stato di Caſtro ,
Franceſco Via Lettore nella patria , Egidio Boccabarili Go de
uernatore di Parma , Carlo Perleti Auditore generale dello
stato Palauicino , Chriſtoforo Mareſcalchi Refidéte in Milano ,
Gio.Michele Chinelli Giudice in Genoua ,ed in Lucca , Girola tel
mo Moreſchi,preffo sua Altezza generale Auditore de gli stati
di Caſtro , conſigliero Ducale, preſidente di Camera, Gouer fite
natore di Parma: con altri molti , de' quali tratteremo nelle
Scori, loro Famiglie , tralaſciando per breuità Chriſtoforo Scoti, Al T
berto Via , Alberto Baccigalupi , Vincenzo , e Gio . Franceſco F
de'Faſoli,Orlando Pezancri,Nicolino Rozzi,Colombo Pezan
cri , Pietro Ottabelli, Albertone Cafelli, Bernardino Caſelli,
Gugliels
NARRAZIONE 11. CAP. XI. 221

Guglielmo Drompelli, Baſtiano Siluarola , Agoſtino Bonfanti,


Andrea Migliorini,GioanniPortinari,Damiano Marotti,Gio
anni Baccigalupi,Gabriello Cauerzaghi, Gioanni Battiſta pon
ginibbio ,Carlo Marconi,Pietr'Antonio Dordoni,Alberto Ro
glieri,Giofeffo Cauerzaghi, Gio.Maria Domenici, Nicolò Sel
ua, Camillo Villa, Gio .Franceſco Boſelli, Paolo Rebuffi , Giu
feppe dal Lago, Gio . Matteo Amizzoni , Franceſco Baraggia ,
Giulio Nichiſſola , Antonio Via , Ceſare Coſtantini , Pompeo
Gnocchi , Giacomo Raini , Antonio Girolamo Ruinaggia ;
Carlo Zamberti , Filippo Mazzaneggia , Egidio Boccabarili,
Troilo Gragnani, Aleſſandro Via , Tomaſo ,Coſtanzo ,e Orazio
Aimi, Giulio Ponginibbio, ed Andrea Mulazzani, marcheſe di
Medeſano . Con D. Ferrante Gonzaga, Generale diCarlo V.
Imperadore, capitulò la Città di Piacenza ,che in ogni tempo
vno di cotefto collegio haueſſe de' primi luoghi del Reale Sex
nato diMilano .
Fù di queſto Illuſtriſs.Collegio ,Liceo di Pallade, ouer Reg
gia di Aſtrea , l'Eccelentiſs . Lodouico Domenichi Piacentino
Lettore di lingua Greca nello studio di Piſa , il quale stampò
molte rime Toſcane,dodiciLibri di diuerſe Iſtorie ,cinque della
Nobiltà delle Donne, due di Dialogi morali,la Dona Curiale ,
i segni Militari , vna scielta di detti Memorabili , vn Trattato
delle Impreſe ,Sonetti,Canzonette,e Madriali. Correffe i canti
del Boiardo. Toſcaneggiò dal Greco gli atti diSenofonte ,imo
rali di quello la vita del Rè Ciro , il Prencipesil Conuito, e l'ac
cuſa di Socrate, le Iſtorie di Polibio,e gli huomini Illuſtri di Plu
tarco. Tradone dal Latino le Decadi di Liuio , l'opre di Plinio,
del Giouio di Paolo Diacono ,diSeuerino Boezio ,del Marcel
li , del Giuſtiniani, ed altri . Mancò in Toſcana , mentre scriuea
l'Iſtoria di caſa Medici prouifionato da Coſmo Prencipe di Fi
renze con 700.scudi d'oro ogn'anno .
Dal medeſmo Muſeo vſcirono Gio.Franceſco , e Gio.Batti
ſta il ſecondo di caſa Ponginibbia , pur anc'ella congiunta alla
Scoria
mai ſempre gloriofiffima caſa de gli Scoti . Il primo stampo i
Trattati De lamijs, & de deli to habente originem excontračiu •
Fà Podeſtà di Parma , e Commiſſario generale di S.Chieſa in
Piacenza , ed in Parma ; il ſecondo da Paolo III. fü honorato
col gouerno di Parma . Gio . Franceſco ſuo figliuolo diuenne
aurato
LTA LIA
222 DELLA NOBI D'ITA ..

aurato cauagliero , conte Palatino , Auditore generale de gli


stati di Caitro , Lettore nella patria , Commiſſario delle Taſſe,
Gouernatore di Trento . Ricusò il luogo nel cõſiglio offertogli
dal Duca di Ferrara, vn'altro nella Rota di Lucca, vno in quel
la di Genona , l'Auditoraco generale d'Abruzzo , il Ciuile di
Parma, quel del campo in Fiandra, appo il Duca Aleſſandro ,
al quale fu de gli Ambafciadori della Città Serui in Amba
fciarie al Duca Ottauio appreſſo i Venezianized in particolare
nell'elezione delDoge Cigogna,oue fù dato in luce l'orazione
ch'egli fece in Senato ; gli furo offerti carichi di grande honore ,
con vna collana di 300. scudi. Se ne paſsò a Genoua perco
mando del Duca Rapuccio , e col Prencipe di Melfi aggiuſtò le
conteſe ,che già co manifeſta guerra-yertenano tra il Marcheſe
di Gambaro , e quegli dis. Stefano Di Franceſco Bellocchi
Villa oral.s. Caulidico famofiilimo scrive il Padre Vincenzo Villa . Fuit
Jib.4.
Subindè Franc. Bellogio ea iuris peritia, ea clamofi fori, ac artis
declamatoriæ ſciektia , ea in diluendis nodofis Cauſidicorum ca.
willisfolertia,ea in confirmandis clientulorum ſuorum rationia
bus constantia , & firmitas ,ea in confutandis aduerfariorum ar
gumentis audacia ,ea in proponendis Iudici libellis & cauffis ax:
thoritas,& maiestas ; vt, ſiue iusta tueretur ,ſiue minus reft a op•
pugnaret ,nunquam è roftris , niſi parta victoria , velut alter Tul
Lius,reuerteretur. Mirum erat videre quibus verbis squafacundias
quibus argumentis , quo vultu ,qua arte reſponderet. Erat ingenio
maximus, at arte non rudis loquebatur fententias magis, quàm
verba . Ei non mediocri hoc accedit laudi,quod non aliena diſci
plina, ſub nullius, vel eruditione ,Sed ſuopte ingenio didicerit .
Velut alter Augustinus in liberalibus ſcientis , ſic iste in clau
moſi fori declamatoria arte effloruit ,& profecit. Ex eins mili
tia , & eruditione, ne dicam Academia , veluti ex equo Troiano
innumeri emanarunt Viri probatiffimi, ac Caufidici peritiſſimi ;
quo fit, vt iure optimo PaterCauſidicorum effe , & dici meritò
poffit ,ac debeat .Pretèreo Splendorem Bellogie familia enarra
re". Posthabeo eius Anos, Proauos, Attauos referre,longa , o
ſerie eorum texere Stemmatas .
slin in Cbr. Non dourei tralaſciare Papa Innocenzo IX . di cafa Facchi
netta Nobile Bologneſe ; famoſiffimo Giureconſulto silquale
feruendo al Duca Ottauio fù ammello alla Cittadināza , e Col
legio
NARRAZIONE II. CAP. XI. 223
legio Piacentino . Non creòegli altro Cardinale,che il Veſcouo
di Piacenza ,ed il Marcheſe Antonio ſuo Nipote figlio di Ce Ciaccon.p.s.
fare Fachinecci Cauaglier Bologneſe , Marcheſe di Vianino , e fol.173.
Feudatario de' primi diPiacenza. Il Dottore Aleſſandro Boce
cabarili Canonico Piacentino fù Veſcouo di Ortona . Il Dot.
core Benedetto Morſelli hebbe honorate cariche ne gli stati di
Abruzzo. Antonio Silua fù Auditore di Ruota in Genoua,ed in
Lucca . Il Dottore Zanebaldo Gozzadori, Oriondo Mantouano ,
hebbe carica di generale Auditore dello stato Palauicino; Il Doc
core Gio.Frāceſco ſuo pronepote Auocato Piacēcino fù genera
le Commiſſario di Caſtell'Arquato ,Caſtello s.Gioannise molte
altre Caſtella . Il Dottore Gioſeffo Baleſtrierihauea la genera.
le ſouraintendenza ditucti gli stati de' Palavicini. Il Dottore
Flauio Guardata è Configliero Ducale , Audicore generale de
gli stati di Buſſetos Cortemaggiorese Borgos.Donnino ; Go .
vernatore della Città di Parma .
Nel Collegio de' Fiſici di Piacenza furo deſcritti per priuile
gio Gio .Campeſi Nobile Paueſe, Conſigliero Ducale , Ve!copo
di Piacenza . Il conte Tomaſo da Riete Conſigliero Ducale , e
Feudatario Piacentino, Apollinare Offredi Nobile Cremoneſe .
Fra i noſtri vi fiorirono Alberto da Sallo , il cauagliero Frāceſco
de' Maluezzi, Antonio, e Pietro Antonio de ' Fafoli, Franceſco
Artaria celebratiffimi appreſſo gli scrittori . Occaujano Ro
glieri fù Medico del Rè diFrancia, Gio . Franceſco Gozzadori
del Duca di Sauoia, Eliſeo Calcagni di Papa Siſto Quinto, Pao•
lo Verme del Duca Aleſſandro Farneſi, Gio. Agazzari de ' Due
chi di Milano, Gherardo Buccarelli,o Bozzarei Lettore di Pa.
uia è annouerato fra maggiori Filoſofi di quell'erà. Gioanni
Paolo Monza , e Diomede Amici hanno compoftialquanti libri
dell'arte loro . Il padre Piò , c Tomaſo Garzonicelebraro con
molta lode Tiberio Orfi Medico Piacentino . Egidio Schiauo
Tonnola ha rifiutato la prima Catedra di Bologna . Viue ancor
la Fenice della patria Girolamo Moraggi. Furono di gran no.
me Pietro ,Nicolò ,Vicenzore Gioanni Maria de' Nobili Fonta
nili, Allegro de* Raineri,Pietro Buonacoſſa, Gregorio Pomari,
Achille , e GioanniBattifade' Nobili Cicilie, Franceſco , e Rize
zardo dc'Nobilidi Villa, Stefano Rebuffi ,Gio.Macteo Grandi ;
Franceſco Robbiati, Alberto Crucciani,GiacomoCapitani, An
conio
124 DELLA'NOBILTA D'ITA LIM.

ronio Bonetti,Euangeliſta Pochibelli, Fiorenzo Cogroſſi, l'vno;


e l'alcro Andrea Faloli, Paolo Giordani , Bernardo Migliacci,
Franceſco Guarnieri,Gio . Antonio Macomera , il Preuolto Pie.
tro Macerata Canonico Piacétino ed Apoſtolico Protonocario,
Gio . Antonio Datari, Pietro, e Giacomo Brocchi, Antonio Bale
di, Teodofo Migli, Antonio , e Gio.Giorgio Dordoni, Matteo
Leoni, Pietro Antonio Migliorini, Antonio Frāceſco Zamberti,
Pietro Cimonelli , Gaſparo , e Bartolomeo Ajmi, Antonello Fa.
1 roli, Pietro Careni, Lelio Rebuffi, Gio . Bacciſta Cerri,Agoſtino
Monza , Aleſſandro Troni, Franceſco Sacchi , Tomaſo Vianini,
Franceſco Raujoli, Lodouico Maffei detto Terzolo , Franceſco
ſuo figlio , Donnino Albaſi, Teodoro Pannizzari Caramofinis
Paolo Simonetta, Piecr'Antonio Ardingo , Antonino Barbaſot.
ti, Aleſſandro Amici , Giacomo Antonio Corui , Paolo Emilio
Guagni, Matteo Garci,Girolamo Beccini,Franceſco Verme Me
dico generale del Capo di s. A. Carlo Lucini,ed altri molti, fra
quali hebbero i primi luoghi Ambrogio da Roſate, Collegiato
Dotcore Piacentino ,oriondo Milaneſe,il primo Medico del Du
ca Lodouico Sforza Viſconte, l'Eccelentiſs.Gioſeffo de Cerre
di , Pier Filippo Malchiodi ,Gioanni, e Teopompo Moraggi:
Ceſare Guagni, Teodoro Buttafuoco, Paolo e Gio .BateinaCir.
camondi, Carlo Pietr’Alba, Plinio Bonini, Ettore Cotta .Giaco
mo Balefrieri Dottore Piacentino ferue con qualche fama in
Roma . Pietro Paolo de'MagniCirugico deila fteffa Città , ha da
to in luce aleuni libri della ſua dorca practica : Marco Aurelio
Gatti ſerue alla Corte Cirugico di s . A.ed è in quelt'arte raro
nella ſua patria, e forſealcroue : Ne punto cede all'vno, el'alero
Aleſſandro della famiglia Cotta Piacentini,che celebrò l'erudie
ciflimo D. Tomaſo Garzoni nella fua Piazza Di fimil gente
fotto Luigi Vndecimo la Monarchia di Francia lè feruita per
grandi affari .
Ma nelle belle Lettere fono hari di Alima Abramo Ruinaga
gia , Santino Corfini, Simone Coſtantini,Guglielmo Moncini
Giorgio Milani, Tomaſo Romignani , Pietr Antonio Butrali ,
Lodouico Strinnati,Franceſco Ghezzi , il Canonico Giuſeppe
Frundolini,Marcello Butcd } - Celebra D.Tomaſo Garzoni fra
Litici moderni Traiano de' Dordoni Piaceneitio, ma'non furo
inferiori Tiberio Pandola ,Carto Gatti :Marc'antonjo Virpian ,
O 03 e Ga
NARRA 21ONE 11. CAP . XI. 225
e Gibriello Corui, di cui ſi leggonn la Lambruſca diPindo,i Cie
calecci sagri, i Traſtolli piecoſi. Orazio Albafi ha'iftampace
le ſue Orazioni latine con molco applauſo
In Poefia Latina furo chiariflimi Franceſco Bernardino Cip
pellari , Camillo Beccara , Girolamo Spada , Lorenzo Molinati,
il conte Baltiano dalla Veggiola , Franceſco Mondani , Giacomo
Anuidi, Gioanni Bercini, Bartolomeo Marinoni,e Lazaro Chi .
nelli, co.ne dall'opre loro di conoſce . Accendono con gran fa
ma alle Mare Toſcane il Dottore Antonino Galleani , Lorenzo
Ferrari , Bernardo de ' Morandi di Genoua , ed il Dottore Fran .
cerco de' Nouati , che con le time loro honorano la patria .
Compone opre ſpiricuali in terle tinre Aleſſandro Brandacci:
Antonino Carmiani fù raro nella Muſica, e in Poefia . Gjoſeffo
Mozzolani vno de' più eccelenti Cauſidici d'Italia , fù Poeta La
tino eceelentitfimo.Non è di poca ſtima in cotale profeflione il
Dottore Gio .Battiſta Calici. Giulio Bicocchi Cancelliero Du
. cale della camera di Piacenza componea Sonetti nella lingua
Spagnuoli con gran vaghezza . Il Dottore Gaſparo de Bra .
ghazzi hi dico in luce dopò diuerſe poeſie vo'opra per gli Am
bafciadori de' Prencipi molto degna della ſua dotta penna. Il
Canonico D.Ceſare Gareti è chiamato dal Bendinelli nell'Into
ria del Volco Santo : Viromnis antiquitatis peritiſſimus , & de
ré literaria optimè meritus .
Nell'ordine de'maggiori Capitanid'Italia collocò Monſig.
di Bigierea fra Piacentini Antonio Morſelli ; e Gioanni Antoi
nio Quaialegni. Aggiungoui Franceſco Maria Toſchi, Bernar
dino Gandioi, Girolamo Leoni, Andrea Camia, Orazio,e Fla -
uio Gozzadori,Gio.Stefano Moreſchi,Gio . Matteo Scarani, To
malo Falconi,Rafaello Villa , Carlo ,Giacomo ,e Girolamo Mar.
coni, Agoſtino Scrollaueggia, Fabio Zucchelli , Marco Ceſare
Gnocchi l'Arcaria , il Montoncino, il Montini, il Robbini , il
Gauina , ed altri cali .
Nella Teologia hanno meritate ġran lodi Giacomo Baderna,
Gio. Franceſco Molina,Gioanni Antonio Capra . Antonio Mar.
tinelli fù segretario del Cardinale Aldobrandini.

de CAP.X17
gli Scoridi Vigoleno, vſcironio Genero de' Breſciani,e Ces
fare Mucolani,Ingegnieri famoſ , quèglide'Vineziani,quefli del.. Scari.
2 .. Ff Dusa
226 DELLA NOBILTA D'ITALIM .
Daca ſuo Signore ; il Capitano Bartolomeo Mezocò Nobile
Piacentino Condocriero di Caualli Leggieri , Gouernatore di.
Sabioneda ,e Generale del Duca Veſpeſiano Gonzaga ; il padre
Zaccaria Campioni morco Gieſuita nell'Indie per la Fede di
Chriſto; Pier Franceſco Vidale Capitano de' Vineziani; Gioanni
Maria Pianeti Abbate,Protonotario Apoſtolico, Doccore , e ge
nerale Vicario di Venafri;Giacomo Antonio Albertenzoni Con
docciero di caualleria in Lamagna ; . Filippo Baffoli Sargente
maggiore generale di tutta la caualleria del Duca Vittorio di
Sauoia ,ed Antonio Franceſco de' Granelli Sacerdote di ſomma
dabbenaggine . Non vorrei,che queſto punto cochjudeffe il pe
riodo delle lodi de gli stati di caſa Scoca.:Da cocefta famiglia
Scoti. Michele de' Nobili Cremaſcbi hebbe Caftello Iſoardo in Val di
Nura , furo Maeſtri dell'entrate Ducali di Piacenza il Nobile
Onorio Quaialegna,e Gioanni Battiſta Bonadei, i di cui po
ſteri Cugini dell'Autore furo Nipoti del B. Modeſto da Tolen
tino . La carica medeſima hebbe già nell'Abruzzo Girolamo,
Sanafleri, & Chriſtoforo Ardenghi a Ronciglione .
Lo amore della patria ha ſpinto già tanto oltre la peana,che
quali, ſe dalla breuita non foſſe ſtata ſolleuara alquanto , era
homai per ſommergerſi nel profondiffimo pelago delle douute
lodi di Piacenza . Era cale de' tempi andati l'affetto , che por
Stob.fer.z. tauano i Piacentini alla patria ; che ioterrogato Pitagora, co
me doueſſe ciaſcheduno diportarſi verſo la patria ingrata , rif
pole liberamente ; come verſo vn'amata , ed honorata madre .
Veramente confeffo, chequeſto mio diſcorſo per la ſoprabbon
dante materia ha craſcorſo ogni metodo , traboccheuole in
vna confuGone .
Ouid.l.de : Neſcio , qua natale ſolum dulcedine cunétos
Tonto : Ducit, & immemores non finit ele ſui .
Dicea Luciano : Che il fumo della patria è più lucido di qua
luoque ſplendore d'ogni altra terra .
Non vi ha dubbio però,che fia tanto di Nobiltà maggiore
riputata la famiglia Scota , quanto è maggiore di Nobiltà la
a Belinl... Città di Piacenza . Dice a lo ſpirito della ragion ciuile : Meliùs
C.de Alex est elle popularem Nobilis Ciuitatis, quam nobilem mediocris
. Gregorio b magno fece memoria della Nobiltà , che
ibiq.loan.de Ciuitatis
Platie lac, deriua dal luogo alle famiglie , là vé : Primus homo de Paradiſo
ciektus
NARRAZIONE 11. CAP . XII. 227 :

eie &tus eft : boc est,quia Dei nobilitatem à Se deiecit , nobilitate Rebuff: ficq.
loci priuatus eft . Ludow . Rom
in l.fi vero.o
Il cacio Piacentino , che nello stato di Sarmato , e vicine Ca. de viro.ff.fon
Itella de gli Scoti in gran copia ſuol fabricarfi,fa celebre ezian. lut.mas.in'st
dio ne gli vltimi confini dell'Oriente queſta Citra . Il c Calfa- fallen.p.p.
neo Prelidente in Borgogna allegando il Medico Pantaleone da b. . Adom ,
diß.40 .
Confluenza ,dice : Caſeos Placentinos eſſe famosos , præcedere
c Cbal.p.18
in bonitate Parmenfes, Mediol anenſes, Papienfes, Nouariéſes, conf.86.
Vercellenfes, & Pedemontanos, licèt cõfimiles fiãt : quia iuxta
Placentiam omniü pecudú paſiua bona abundant , & funt groſſi,
& lati,aliquando pondere centum librarum , & c. Il doctod or d Comment.
delle cose
cenfio Landi. Felice te ſe giungi al cacio Piacentino , il quale » d'Iralia
ha mericaco dieſſer lodato dalla docca penna del Conte Giu : » pag.6.
lio ,Landi,e dal Signore Ercole Bentinoglio. Il Baron e di Mu : „' e Demp.
6.nu.5556
relck . Hic Ceres , hic Baccbus, hic Pomona luxuriant : quorum ti
fructibus , & , vt pullis,ouis , ceterisa. gustatu idoneis, frui vtiớ.
gestiuni Vrbes quamplurima, caſeo præfertim longè omniü pre
Atantiffimo, quem per diuerſas Europa plagas mittit humaniſſime.
Franceſco Scoti & Anuerſa . Famam non ignobilem vbiq . ter.
rarum cafei ibidem confe ti præstantia parit ; qui tanta copia ,
e tam buniſaporis binc exportatur,vt,qui ſummum gradū coma
mendationis cafeo quærunt ,Placentint eſſe dicant.Soggiunge
Leandro Alberto. Si veggono nella pianara larghi prati per so
paſcoli de gli animali , quali ſono irrigrati da ogni lato con aco
que chiare , condotte per ruſcelletti fatti artificioſamente , & . "
iſtratti da i circonftanti fiumi, e ſorgioi d'acqué, acciò poſſano
produrre ne i tempi opportuni le verdeggianti herbette per no »
drire gli armenti, de'quali gran numero ſe ne ritrova in que . »
fo paeſe per fare il cacio , del quale ſe ne conduce gran quan- »
cica a canta grandezza ,e di tanta bontà,che per tutta l'Europa si
è in grande ammirazione : Onde volendo alcuni lodare il
cacio , e farlo iftimare , ed apprezzare dicono effere Piacentino , »s
ouer fimile a quello . Et per la grande abbondanza del latte fan- »
no le forme alcuna volta tanto larghe, e groffe ,che riſultano per so
diametro larghe due piedi, e mezo, & groſſe oltre tre onze , dios
pero dugenco libre comuni.Il Doglioni ciò conferma dicendo . "
Nel Territorio naſce abbondantemente ogni coſa . Dalla pia- »
Qura frumeaci , ed ogn'altra forte di biąde . Da' colli prezioſi 23
Ff 3 vini,
228 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

» vini, & delicatiſlimi frutti. Da ipracisi grace herbecce che paro


si colando gli animali in gran numero vi compongono il miglior
» cacio , che li poſli crouare , conoſciuto da catta Italia, nomina
a, co , e bramato. Lo conchiudo col detto di Monſig. di Bagnerea .
! Qui chariùs , fuauiusg.eo vefcuntur Genuenſes , Veneti,Roma ,
nig Em Constantinopolitani, ipfi illum laudare poſſunt .
E ' qaelta l'Iſola fortunata ; che , dopo i Cardinali Gambara ,
c Saluiaco Legari di S.Chieſa, fù concedura dal Romano Pon ,
tefice alla caſa Farneſe ricca tanto di glorie , che più coſto alla
Fama, che a yna pouera penna lice trattarne . Qui fece del
côcinouo ſua dimora Pier Luigi Farneſe , chiamato da cucci gli
scrittori il Duca di Piacenza .. Carlo Quinto medeſimo yi fan
ziò tutto il verno . Vidimorò Filippo Rè di Spagna ſuo figli
uolo , a cui donaro i Piacentini la Città fabricata in argento da
doctiffima mano . H Duca Otrauio ſempre nomotli Duca di
Piacenza eziandio nelle lettere date in Parma. La guerra, che
ne ſeguì antepoſe appreffo i Foraſtieri il titolo diParma . Ma .
daina Margherita ſua moglie alleuò quì il Prencipe Aleſſandro ,
fulmine della guerra , nato Baron Romano . Volle , che le fue
offa foliero qua portáte infin dall'Aquila . Fece si grande He-,
roina creder'alinondo , che non è eſcluſo il valore dal fello meno
robuſto , che può cal volca oprare merauiglioſe gelte . Il Duca
Ranuccio per circonſpezione politica ſcriueafi Duca di P. & P.
Dimoraua parte dell'anno in Parma , parte in Piacenza , oue
mai ſempre il Sereniſsimo Signor Duca Odoardo ſuo figlio ,
all'eſempio di cui formarāno i Prencipi d'Italia le corone delle
proprie glorie con lo ſmalto delle Virtù , ſeguendo le veftigia
pateroc li trasferiſce nelle occaſioni delle maggiori feſte, ed e
legge più toſto accetcarui i perſonaggi grandi: anziche da al
cani anni in qua Madama Margherita ſua moglie ( Principeſſa
degna d'imitazione) riſiedendouiper ordinario vi amminira
le maggiori facende dello stato In Cortemaggiore già de' Pas
Jauicini, Borgo del Piacentino, è nato il Prencipe Ranuccio .
Nella Citcà di Parma il Prencipe Aleffandro Secondo , e la Prin
cipeffa Maria . In Piacenza il Prencipe Orazione la Principeſſa
Caterina
Le glorie di sì felice, e serepilimo matrimonio furo nobil
- méce ſpiegate in vno Epicalamio incisolaco, Catena di Volcano
dalla
NARRAZIONE II . CAP. XIII. 229

dalla dotciffima penna del sig. Gaſpare Bombaci Bologneſes;


c'hora accendendo allo scrivere le storie della patria.è per ren..
dere eterno il nome ſuo . Inoltrarei lo scile nelle ſue lodi, quan . :
do non ſapeſſi dicerto, come non può, nè deue vn sìoobile ar..
tefice aggradir quegli honori , che gli vengono altronde , che
dall'opre proprie
Ncor che la Corona di queſto stato (che per ciò dall'Im » C A Pi
peradore Caligola era v ſaca in ſembiance distelle ertāti ) XIII.
fia caduta dal capo di caſa Scoca, non eſſendo ſtata dalle tempia Scoli.
di Albercose di Franceſco traportata alla reſta de'loro poſteri,
tutca volta colei, ch'altro non hebbe mai di collante , che l'in
coſtanza ſteſſa,ſempre ſiè alla loro virtù moſtrata fauoreuole .
Quando ſcriuea Franceſco Sanſovini, poſſedeuano gli Scoti Sanſeu.la
di Piacenza cinquanta mila ſcudidientrata . Per le guerre ciuili
alcuni dell'iſteſſa famiglia ſi ricouraro nelle Città vicine . Gli
Scoti dello stato Ecclefiaftico Conti di s .Vito hanno tralaſciata
vna stella frapponendoui il capo di vn'Eroe . Di queſti fù il
conte Silueftro cauagliero di Malta , e cortigiano delprencipe
Cardinale Odoardo Farneſi. Dell'iſeſſa famiglia fù l'accennato
Veſcouo Cardinale di Piacenza . In Piſa Nino , o lia Giannino Pigna lib.zo.
Scoti Giudice di Gallura ,Generale della Republica poffedette ann. 1300.
vna parte del Regno di Sardegna , e da Beatrice da Ene forella
del Marcheſe di Ferrara generò Gioanna moglie del conte Rize
zardo da Camino Vicario dell'Impero , e Prencipe di Triuigi .
Rimaritofii Beatrice ne' Viſconti Prencipi di Milano, e quindi
hebbe priucipio la guerra tra Marteo Viſcontese Alberto Scori .
In Milano l'anno 1388. al Conſiglio de' nouecento Nobili fà
deſcricio Scoco Scoci , dal quale ſono diſceſi alcuni gran Dot
torin e Prelaci di S.Chieſa. In Trivigi fioriro del 1439. e ne "
tempi vicini Daniello Teſoriero del Papa,e Veſcouo di Concor
dia , Scoto, Rinieri , Corradino , Rinaldo, Folchero, ed altri Ca
uaglieri nell'armi valoroſi, tutti di caſa Scota . In Perugia hela
be potenza grande Bartolomeo Scori Capitan generale , già Si.
gnore , e poi ſuocero del Prencipe Nicolò Picinini. Queſti me.
delmi ſono a ſcritti cra i Nobili di Genova , e di Pavia . In Pare
ma è fiorito il padre D. Paolo Scoti Abbate di monte Caſino ,
di S. Paolo di Roma, di S.Benedetto di Matoua, e di altri mona
Iteri,perſonaggio di molta dabbenaggine religione egouerno .
Di cui
DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Scip in Elog. Di cui ſcriue il padre Scipione Piacentino . Paulus Clariffima


Coaforu. 126. Scotorum familia Parma ortus in D.Ioan . Euangelifta cucullum
induit ,perſpicacis iudicij vir, acrioris ingenij præftantia, infignē
rerum vfum & multiplicem Nobilium diſciplinarum peritiam
adeptus eft . Fù Piacentino,ma non di queſta Caſa , Girolamo
Scocino da Tomaſo Garzoni annoueraco fra i maggiori Preſti
Cigogna nel
Palagio de giacori di Magia naturale . Altrimente ne ſcriue Strozzo Cigo •
glo Incanti gna, il quale abbacinandoſi nell'arte erra eziandio nella patria ,
136.3.c.8 . , quando dice. Il medelimo Coleua effer fatto da Scoto Parmi.
» giano grandidimo Mago a'noſtri tempi , il quale col mezo di
» queſti (piciti ſoleaa far' apparecchiare da inuiſibil mano ſolen
u niſfiim banchetti con ogni force di pompa, e di viuande. Offer
Garz.de » ua più ſenſacamére ,e di vita il Garzoni nel ſerraglio degli Itu
Prefig. as pori . Varie ſono le ſpecie de' preſigij ; ci è vna forte,che vjen
fan.is
folsas o chiamata apparenza, ouer preſtigio giaculacorio , ilquale ſi e
go fercita a guiſa della Comedia ,e da perſone vili, come da ' Cera
es tani , e da' Bagacteglieri sù le piazze : & anco da perſone No.
» bili ſenza premio ,o mercede,ma per ſola gécilezza alla preſenza
» di Gentilhuomini,Signori, Prencipi, & Prencipeſſe,come oggidi
u per traſtullo , e diporto s'vſa dallo Scoto Piacentino . Dice lo
steſſo nella ſua Piazza Vniuerſales . Può eſſere , che la ſua cara
foffe Itara berſaglio ne' tempi andaci della Fortuna , che non ſi
curò mai di eſſer chiamaca ingiuſta, pur che foſſe temuta , co
mepotente . Scriue molto male il Vannozzi di questi Maghi ;
poſcia loggiunge . Il Ginile ſi ha da credere di quello Scocco
so Piacentino,e dai fine ,che fece li può credere, ch'egli foſſe gran
go d'amico del Dizuolo . Veramente chi lo conobbe nella patria
afferma ch'egliera di pouera famiglia,e di niun conto , ben che
degli ſtranieri moſſi più da quel finto cognome,chedal proprio
valore , fuſe ſtimato aſſai , ed in particolare nelle Corti de'
Prencipi Tedeſchi .
Fù ſempre canto grande in Italia coteſta Illuftriffima ftirpe ,
che col nome non meno , che con la ſpada generò riuerenza.ed
honore . Legge con molto applauſo nell'Vniuerſica diBologna
l'Eccellentils . Coſtanzo Scoti Dottore dell'iſteſſa Citra ; Gran
Letcerato , vno di quegli,che ſanno a lor calento (paſſeggiare i
Cieli. Mantiene lo ſplédore di ſua famiglia in Milano Lodouico
ScociGétilhuomo di molci meriti. Dalla fonte doue ella forge,
ſi argomentano le qualità dell'acqua. Di Caſa
· NARRAZIONE DI CAP . I. 231

Di Cafa Sanfenerina Marſica d'Aragona diſceſa dalla


Schiatta Reale di Carlo Magno Monarca
della Francia .

NARRAZIONE TERZA .

A Gallia ; che qua G Conca d'oro , tra le canute Alpi , CAP. I.


lo ſpumoſo Oceano ,e la fiorita Pierene, il bello dell'Eu
L ropa in ſe racchiude, Academia de ' Regi , vera ſcuola
di Marte ; fù con occhio sì dolce riguardata da quel benigno
Sole , che ſolo non conoſce l'occaſo , nella caduta della ftirpe
Reale di Feramondo : che rađembra, s'isforzaffero vie più tutti
gli altri benigni a cumulare affieme nella poſterità di Pipino , Stepb. Abbas
de ' Précipi dell'Auſtralia, Maggiordomo del Regno, tutte quel. 1a Leod
S. liotuoi
Medor
le virtù , le quali dianzi furono riguardeuoli ne ' paſſatiregnāti. ar penes Sur
Accompagnarono quel grand'Eroe la bellezza del corpo ,le ric 7.May
chezze dello ſtato, la grazia de' coſtumi,la santica della vita,ed
il felice congiungimento della Beata Itca , Dama di alto valore,
forella del satiſſimo Modoardo Arciueſcouo di Treueri,diſceſa
da gli antichi signori della Guaſcogna . Nacquero da così ll .
luſtre coppia Santa Geltrude vergine , fondatrice, e Badeffa di
Collegi di sagre Vergini; Grimoaldo Maggiordomo del Rè S.
Sigiberto , e fondatore dialquante nobiliffime Badie ; & Santa
Beggia,che diuenuta moglie del valoroſo Anfigiſos Prencipe di
molta religione , alzò da' fondamentitanti famoh Tempij , &
generò il Prencipe Pipino Vicerè della Francia ; nipote di San .
t'Arnolfo gia Maggiordomo Regio , pofcia Veſcovo di Metz ,
e profeſſore della vita Monaftica . Vogliono alcuni Autori , che V.Demp.lib.
queſto santo Veſcouo, padre legittimo del Prencipe Anfigiſo, .Hif .Eoch
foffe fratello di S. Vendelino Abbate di Toton , che come dice et lib.18.nu
uamo, fù figliuolo di Mordaco Rè di Scozia , e fratello di Vgo 1153.
Douglas padre di quel Guglielmo, che diede in Piacenza prin
Scori.
cipio alla famiglia Scota .
Carlo Marcello figliuolo di Pipino Duca de' Lotaringi , ſe
guendo le pedate de imeriti Paterni, ancorche diſpregiaſſe la
Corona di Francia , reffe cutra volta lo scettro , e laſciò nell'I
forie
2322 DELLA NOBIETA' D'ITALIA ,

forie de ' più verdadieri scriccoti ecerni teſtimoni del ſuo va


lore , e della ſua pieca . Reſe vermiglie le balze de ' giogħi Pire
nei,
accrebbe i fiumi della ſpacioſa Iberia col ſangue de Sara .
ceni . Fù lo ſpauento de' Longobardi che con il tuono delle ſue
minaccie atcerrì dall'impreſa
di Roma,e liberò col ſenno ,e con
la mano la Santa Chicla dalla Tirannia di canti quiſcredenti .

Rè di Frana Laſciò di ſe Pipino , e Carlo Manno emulatori delle glorie de


cig.
gli Auoli . Queſti ancor giouinetto hauendo conſeguito il Re
goo dell'Auftraga ripaſsò il Reno , ſoggiogò la Saflonia, e ivi
Tritem . de cini Alemani , ſuperò Odilone, ed Omualdo , quegli Prencipe
Orig. Franc. di Germania , e queſti di Guaſcogna, acquiſtò finalmente do
dici Regni , & feceſi Religioſo dimonte Caſino , la doue mori
Spondan.an. sancamente ne gli eſercizij di profonda humiltà. Pipino fuo
75-4 . fratello Rè di tutta la Francia volò di qua dell'Alpi , e difeſe la
Chieſa dall'armi Longobarde . Furono di lui figli CarloMan
no, e Carlo Magno , entrambi Rè di Francia . L'vltimo eltinſe
il Regno Longobardo ,fù incoronato Ceſare, e donò a S.Chieſa
l'Efarcaco , lo queſto tempo la Corona di Francia hebibe la Si
Spordan ,an. gnorìa di tutto l'Occidente . Morì il grande Imperadore,accla
814 . mato per Sanco , celebrato con Voti,Altarije Tempij da cueta la
Chieſa Gallicana . Luigi cognominato il Dio Rè di Germania,
eSpagna, hebbe il Romano Impero , Carlo il Regno di Francia ,
Pipino quel d'Italia , che perdette Bernardo ſuo figliuolo . Sce
Spondan.an .
806 . ſero Ja Lodouico Pio il Rè Pipino Monarca della Gallia Aqui
tanica, Luigidi Gerniania , e Carlo Rè di Francia , il quale dopò
il Rè Lotario ſuo fratello teone l'impero de' Romani . Lotario
con oiore disantità morì nell'ordine di S. Benedetto, e ſucceſſe
net Regno Luigi Imperadore , che venuto in Italia ſconfiffe i
Spondan ,an. Saraceni . Lotario ſuo figliuolo cenne con ſuo fratello Carlo
$ 79 . manno , dopò l'Imperadore Luigi Balbo figlio di Carlo Caluo
Imperadore , il Regno della Francia . Succeffe a colui nell'Im
pero Carlo ilGrafio figlio del Rè Luigi , che dicevamo fratello
di Carlo Caluo , rimanendo delBalbo Luigi , Carlo Manno , e
Carlo Semplice, che co ' lor figlicernero la Signoria di Francia .
Hibbe dopò di Carlo Graſſo il Diadema Ceſareo Arnolfo fix
Dogl. an.901 glio diCarlo Manno ,e Duca di Bauiera , Vogliono alcuni,che
nel Compen . Lodouico il Terzo foſſe ſuo figliuolo , e poſſedeffe i Regni di
dell' Tor,
Francia e diGermania : con la morte del quale lo scettro di
Germa.
NARRAZIONE III . CAP. I. 233

Germania dopo il nipote Corrado cadette nelle mani de Saf- is


foni,e cötinouò la poſterità de'Pipini molto infelicemente co
l'età di Lotario , e Lodouico Quinto nel poffetto del Regno
della Gallia , diſcendenti di Lodouico figlio di Carlo il Sēplice.
Morì il Rè Luigiſenza prole , indi nacquero ſedizionie con
teſe ciuili ſopra l'heredita di quegli ſtati tra Carlo Duca de'
Lotaringi fratello del Rè Lotario ,e Zio di Lodouico ,& Vgone
Chiapetto nipote dell'Imperadore Ottone di Saffonia , Mag
giordomo di Francia, nato di Vgone il Magno Conte di Pari
gi, il quale fu di Roberto Duca de' Galli Celd , Côte d'Angiò :
a diſcendente per retta linea dal medeſimo ſangue di Carlo a V.Barou,
Magno . Preualſe Vgone ; fù Carlo imprigionato in Orliens, o "pondans.
an.987 .
rimanendo in potere de' figli la Lorena , & lin'a 'giorni noſtri
per ſucceſſione non interrotta di venti otto Rè continoua la
oni nel
Corona di Francia nel Rè Luigi Terzodecimo , cognominato Dogli
l'Anf.diEu
il Giuſto , figlio diArrigo Quarto cognominato il Grande ,che ropa fol, 343
fù di Antonio Rè di Nauarra figlio di Carlo Duca di Vando - se
-mo , atnipote diLodouico Duca di Borbon figlio del Précipe.c
Roberto , c'hebbe perPadre il Rè S.Lodouico , figlio di Lodo
uico Ottauo , che fù del Rè Filippo , pronipote del Rè Filippo
il Primo , nipote del Rè Roberto i Pio , figlio di Vgo Chiapet
to. Se ſi degnaſſe quella fourana Maefta , che amacomeſpola
la Chieſa , ed i Prencipi di efla come principali ſoſtegni,e figli
uoli di quella , appaleſare a i Prencipi ſpregiatori del dritto le
- miſerie , nelle quali cadette l'Impero de'Romani per le colpe
de' ſuoi regnanti, métre la Gallia ſtella andaua ſottoſopra per
le fattioni de' Lotaringi,e Franchi, conoſcerebbero che il zelo
della pietà è la baſe del trono Regio . Vedrebbero i ſeguaci
dell'empio Macchiauello , che quel gouerno , il quale ſtà fon
dato ſopra yn'apparente bontà , ancorche ſia tal’hora per hu
mana prudenza pacifico , e tranquillo ,chiama nulla dimeno di
lontano l'eccidio , e la ruina .
Ontraftauano il titolo di Ceſare nelle viſcere dell'infelice CAT.11.
C Italia i poſteride i Rè de'Longobardi , e gli Alemani; Cõri di Mar
quando Vgoné dí Arles diſcendente "; "ancor'egli , della
11,6 di S. Se
ſe ne uerino,
fchiatta Reale de' Lotaringi , Conte della Prouerza ,
venne con Borgognoni» Lorepi , Normardi , e Prouenza
li all'acquiſto di queſto Regno : & ciò fù dell'anno noue
GS cento
23+ DELLA NOBILTA D'ITALIA.

Spond. ann. cento ventiſei; ma eſſendoſi collegato dipoi con gli Infedelis
916 . ne fù ſcacciato per volere di quell'Iddio ,nelle cui mani è la vi
ta de i Rè ; & laſciando la Signoria a Lotario ſuo figlio ſingo
Cäp in Tab. lare benefattore (mentre col Padre ſi trattenne in Piacenza )
s . Ans. Plac . della Canonica di Sant'Antonino, fabricò tra gli Edui,e gli Al
lobrogi vna ricca Badia , oue ſi dedicò al ſeruigio di quel Si
gnore ,che aprendogli le pupille del cuore gli moſtrò , come
quel Prenze, che non profeffa la Religione Cattolica è vn’im
balſamato cadauero ſenza ſpirto , che ſe hora non puzza , non
potrà però ſempre reſiſtere alla corruttione, che divicino l'at
Ciacc . in tende . Scriue di queſto Rè Leone Cardinale Oſtienſe Biblio
Peſc... tecario di Paſcale Secondo ( già de'Cóti di Marſi,Monaco po
ſcia di S.Benedetto,huomo di Santità , e Lettere Scrittore mol
to autoreuole, approuato da tutta l'antichita ) nel fine del pri
» mo libro della ſua Iſtoria Calineſe con ſimiliparole. Con que
» fto Vgo venne in Italia il Conte Azzo , Zio da canto di forella
» di quel Berardo , che fù cognominato Franceſco parente del
» Rè , da cui ſono procreati i Conti di Marſi. I quali ,come ſcri
ue il dottiſſimo Scipione Ammirati, ſendo congiunti al Rè V
gone d'Arles atnipote di Carlo Magno propagaro nel Regno
di Napoli la famiglia de Sanſevierini, così detti (ſe crediamo a
Franceſco Sanſouini ) da San Siluino loro Caſtello nella Nor
mandia . Adeodato diS.Seuerino ; hauendo circagli anni del
Saluatore nouecento ottanta noue,o poco più ( conforme alla
Cronologia del Cardinale Baronio compendiata dallo Spon
dani ) Sant'Adelberto Veſcouo di Praga conuertito co i com
pagni, che condoſſe d'Italia, alla fede del Crocifiſſo , Geila Rè
di Vngheria : tenne molto dopò al ſagro Fonte Stefano il Sāto
figliuolo del Rè, che morì l'anno 1038. chiariſſimo di gloria
militare ,e di miracoli, ſendogli preceduto nella Gloria il Bea
to Emerico fuo figliuolo . Fabricò il Conte di S.Seuerino nel
l'Vngheria alcuni Monaſteri,vno de' quali fù nomato dal Tata;
oce , che in quel idioma ſignifica Padre , perche il Santo Rè
ſempre chiamollo Adeodato Tata . Scriue Michele Riccio Iſto
rico Napolitano . Ex feptem ducibus, quos diximus, vnus Seita,
primus ad fidem Chriſti traducere tentanit Hunnos, quum mul
tos Chriſtiani generis homines in exercitu haberet , & in his n .
deodarum ex familia Saniti Severini in Regno Sicilia nobiliſſi
ma ,
NARRAZIONE III. CAP . II . 238
ma, quiduo cænobia statuit in Pannonia, alterum cognomento
de Tata , alterum de Pirato , Regemý. Stepbanum eius nominis
primum ,qui poftea conſecratus eft,ab Alberto Racenſi Pontifice
baptizatum , die, luftrico, de Sacro Fonte leuauit : unde Tata ab
ipfo Rege honoris caufa appellatus est : etenim Tatam generali ,
ter illi Patrem vocant : ex quo Manafterium , quod Adeodatus
extruxit , de Tata cognominatum dicitur . Sottoſcriue il Buon
finio nell'vndecimo delle ſue Iſtorie .
Alla Guerra , che fu tra Ottone ſecondo , ei Saraceni nella
Calauria morì Landolfo Prencipe di Capoua col fratello Ate
nolfo ; la doue il benigniffimo Imperadore confermò quello
Stato alla lor Madre Aloara ,ed al figliuolo Landenolfo ,che fù
amazzato da Capouani nel Tempio diSan Marcello il quinto
giorno di Paſqua. Sdegnato per queſto parricidio fortemente
t'inuitto Traſimondo Conte di Chieti, e congiunto del morto
Prencipe , con Rinaldo ,ed Oderifio Conti di Marli , Capitani
Illuftri , ragunò vn poderoſo eſercito , col quale ruinando lo
stato de rubelli fece impiccare quegli ſcelerati vcciſoridel lo
ro Prencipe . E ' crudeltà l'efler pieroſo con ſimili maluaggi,
moftri del vizio , diſtruggitori della felicità ciuile . Il Reato di
leſa Maeſtà è vna piaga , che fendo incancherita non ſi cura,
che con il ferro , e il fuoco . Fabricò il Conte Rinaldo la Badia
di Santa Maria , e donolle la Villa delle Celle . Oderiſio ſuo fi
glio cangiò il Caſtello Caſafortino con quello di sant'Vrbano
giuriſdizione dell'Abbate Gioanni , al quale ceſſe ancora con
Giborga ſeconda moglie la Chieſa di s. Felice in Comino ; ne
molto dopò diede all'Abbate Atenolfo la Chieſa di s. Paolo
della medeſma Terra. Si legge, che del 1025.aiutarono queſti Ammir.lib .
delle fam.
Conti di Marſi il Prencipe Pandolfo nell'aſſedio di Capoua .
Diſceſero dal Conte Oderiſio iCóti Bernardo ,Odorifio ,Tral: Napel.fog.6

mondo , e Balduino , Il primo dono a Deſiderio Abbate di


Montecalino ( il quale fu poſcia Pontefice Romanoje nomoffi 1 ! ** in
Vittore di tal nome il ſecondo il Monaſtero ,i Caſtello ,e Va
falli di santa Maria di Luco . Iſ ſecondo fu Cardinale , Abbate Scip.Plac.
Caſıneſe , e morì del 1105. chiaro di santità ,e di Dottrina . Elog. Mons..
Cafin.pag.91
Sottopoſe alla ſua Chieſa Pontecuruo , Acqua Fondata, Mor
tola , Cucuruzio ,Vandra e le Fratre, co' vicini villaggi. Il terzo
hebbe la Badia di Tremiti, quella di san Clemente , a poluia it
Veſco
Gg 2
226 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Veſcoato Baluenſe . L'vltimo dono a Montecaſino le Chieſe


di sant'Angelo , di sant'Vrbanose di s.Vittorino col Lago , che
vi ftà a cantoje lor giuriſdizioni
Bernardo Conte di Marſi hebbe duoi figli , il primotenne
col nome gli stati, e le virtù del Padre , & il ſecondo , che To
dino nomoffi, fu Cardinale di Aleſlandro secondo , ed Archi
diacono di Gregorio Ottauo . Bernardo fuo fratello Conte di
Marſi donò a s.Benedetto la Chieſa di S.Martino appo il Lago
Fucino colſuo diſtretto , quella di santa Maria della Valle, ed
il Caſtello di Ruſciuolo , oue nei muri antichi,e non è guari , ſi
vedenano l'armi de' Sanſeuerini ,quali vſarono ſempre i Cardi
Dodici Caro nali Odoriſio, e Todino . Nella dignità ſteſſa de'sagri Porpo
dinali. rati fioriro col gran Leone Oſtienſe Iſtorico famoſo , Oderilio
figliuolo del Conte Creſenzio , Roſemano Sanfeuerini Conte
diMarſi,Teodino secondo , Berardo figlio di Berardo Vigeri
mo quarto de Conti di Marſi ,Veſcouo di Marfi,che fiori ſotto
Paſcale secondo , e dopò morte fece molti Miracoli; Rinaldo
Conte di Marſi, Perſonaggio di grande integrita ,di fortezza ,
e valore , il quale nello ſciſina ſempre ſoftenne la fattione d'In
Vgbell, ad nocenzo ſecondo . Il Padre D. Ferdinando Vghelli trattando
Ciscc. fub
del Cardinale Stefano Sanſeuerini ( che precedette i Cardinali
Vrb . VI .
Antonio , Federigo , e Lucio Conte di Saponara) vi aggiunge
nel riformato Ciacconio quefte parole . Illud tamen animad
uertere placet familiam Sanſeverinam inter Regnicolas nobiliſ
fimam , Marforum , fiue Marficorum Comitum antiquitùs voca.
tam , tàm antiquis , quam noftris temporibus multos egregios
Cardinales Romana Ecclefiæ dediſſe.
CA P.
Lla virtù di queſta Auguftiflima schiatta no preualſe già
III .
A mai in alcun luogo quell'incoftāte Tiranna ,che col no
Sanfeuerini.
me di Forte accoppiala maggior debolezza della perſeuerāza
ne' ſuoi fauori. Epur è vero ,che molte altre Famiglie,benche
Ammir 1.c. grandi hoggidà; e aſſai famoſe , hanno hauuto baffiflimi fonda
menti ; o ſe in loro vi è ſtata chiarezza alcuna , quella per le
. .613 rinolte di coteſto tumultuofo Regno è rimaſta in gran parte
oſcurata nella loro poſterità . Si porno iui all'incontro con
ragione gloriare d'impareggiabile Nobiltà i Conti Marſicani
di s.Seuerino » poſcia che in onta della fortuna ſuperaro glo
tiofi la vicendeuolezza de' tempi ; .in onta de' maggiori Re
gnanti
I NARRAZIONE III . CAP . III. 237

gnanti della Terra tennero ſempre la loro autorità anzi che be


ne ſpeſſo cozzò queſta Famiglia tanto del pari col Diadema
de i Rè,che ne rimaſe più appreſſo alla Vittoria , che alla per
dita ; reftando i ſuoi nemici comeinermi farfalle , che braman
do di eſtinguere il lume , per non vederlo , inceneriſcono ſe
medeſime .

Di queſti Perſonaggi fatti meraniglioſi dal merito delle vir


tù , molti ne contano le Iſtorie Napolitane ,dalle cui Fonti
più per diletto di breuità ,che per tema de imorſi de’ maleuoli
coglierò frettoloſo alla sfugita , imitando iCani del Nilo ,dolci
forſi di faporito argeto. Ruggiero Sanfeuerini ,Cauagliero per
Nobiltà , per ricchezze ,e virtu più chiaro chei liquidi Criſtalli
dell'Oriente , l'anno 1129. Conte di Martirano con molti altri
Signori interuenne alla Coronazione di Ruggiero primo Re
di Sicilia . Scriue Vgone Falcando ,che Ruggiero Conte di A
uellino,parente delRèGuglielmo il maluaggio hauédo preſo ,
fenza conſentimento del ſuo Signore , per donna Fenice Sanſe
uerina ; ſe ne fuggi di Corte coGuglielmoSanſeuerini fuo co
gnato . Pazzo è colui che potendo ſchiffare i fulmini,non ſi al
lontana da Gioue . Loſdegno del Tiranno è fuoco ,che diuor3
in vno iſtante tutto ciò cheritroua di vicino . Roberto Sanſe
uerini Conte di Caſerta abbandonādo il Cugino divenne he
rede delle lor facoltadi. In quell'iſtante,non che in quell'hora,
che naſce la calamità , muore per ordinario l'amicizia . I Pa
renti non ſono conoſciuti, ſe non nell'auge della lor fortuna .
Muore il maluaggio ; Succede nel Reame di Napoli Gugliel
mo il buono . Ritornano alla Corte i fuggitili,inſtano per la
reſtituzione delle occupate Caſtella ; ſi oppone il conte di Ca
ferta con Raggiero ſuo figlio già conte di Tricario . Il Can
celliero del Regno ,dopò vn lungo piatire delle parti, prouid
de al conte di Tricario d'altri Caſtelli in Puglia ,ed al cote Gui
glielmo diede il poffeffo di Sanſenerino ,di Monteuoro ,e loro
vicine Terre . L'intereſfe comune poſe fine al litiggio: e
vnirono i cuori , larmije le forze di queſti Signori alladifeſa
della Santa Chieſa , riuolgendo l'oro , che diſperdeuaſi nella
ruina della loro Famiglia , ad vſo più conſigliato per l'eſalta
zione di quella i
Nella perſecuzione moffa alla Seggia di Roma dall’empio
Impera
238 DELLA NO BIZTA D'ITALIA,
Corio, Faxel. Imperadore Federigo il Secondo ſeguiro i conti di s.Seuerino
do,ed altri ap color
congiunti di Marſi,diCaſerta,e Tricario il partito del
presso l'Am
nir . ann . Papa. Rottinelpiano di Canoſa morirono Guglielmo , Fran
celco ,e Teobaldo conti Sanſeuerini con molti delle loro mi
lizie . Fuggì Aimaro conte Sanſeuerino ,conoſcendo il ſuo va
5 lore più vtile alla Chieſa col viuere , che col morire. Dal Caſtel
di Venoſa fece codurre Ruggiero Sanſeuerini fanciullo di no
ue anni a Caſtel Geſualdo , ma non accolto corteſemente dal
Signore di quello, ancorche foſſe fratello della madre, poſcia
che poſponeua l'intereſſe del sangue a quel dell'oro , lo con
done a Poliſena Conteſſa di Celano . Era queſta Signora di
Caftella ,e sorella del conte Aimaro de' Sanfeuerini. Furono
de' più antichi del Regno i conti di Celano ,i quali fi eſtinſero
Conti di Ce.
lano . ſotto la Signoria di Carlo Primo ; impercioche , hauendo il
conte Nicolò ſeguitato Manfredi ſuo Signore , perdè lo stato ;
che ricadette nelle mani di vn tal Ruggiero Capitano di Car
lo , che fù marito della Conteſſa Maria d'Aquino, e Padre di
Tomaſo, il quale generò Ruggiero padre del conte Pietro fa
uorito del Re Ladiſlao , & di Matteo da Celano , c'hebbe per
moglie vna nipote di Papa Vrbano Seſto . Nicolò figlio del
conte Pietro hebbe per Donna la Reina Maria,vedoua del Rè
Luigi,e figliuola di Giacomo da Marzano Duca di Seſſa.Quin
diper matrimonio di Gioanna Cotella di Celano tutti i beni
Accroccia .
muri, di queſta Caſa paſſarono nella Illuſtriſſima famiglia Accroc
ciamura, che fin'a' giorni del medeſmo Ré Carlo era nobile,
antica , e douizioſa ; & poſcia nelle guerre di Ferdinando , e
Gioanni figlio del Rè Renato , hebbe l'vltima ſcoſſa . Scoglio
Sanfouerini, fù ſolo la Sanſenerina, che ſenza molto fuo danno ſpezzò lon
de di queſto tempeſtoſo Oceano delle ſciagure del più fiorito
Regno dell Europa. Ma ritorniamo al fanciullo Ruggiero ,al
quale prouidero intieramente Poliſena,ed Aimaro , fin tanto
che il Pontefice gli diè per moglie vna fua nipote figlia del
corte di Lavagna fuo fratello con ricchiffima dote , e la reſti
tuzione de'Baronaggi della fila Famiglia . Softenne la parte
della Chieſa contro la famiglia di Sueuia , tagliò a pezzi molti
Saraceni,e condoſe il Legato Vbaldini fin ' a Barletta.Egli me
deſimo fù quello , per la cui opra Carlo d'Angiò conte della
Prouenza fratello di S.LuigiRè diFrancia , e conſeguentemete
del
NARRAZIONE 111. CAP. III. 239
del ſangue fteffo de Sanfeuerini, fi fece fauorito dal Papa Si
gnore di quel Regno . Lo riconobbe il Rè, dichiarollo conte
di Marſico ,e di S.Seuerino , & lo mandò Vicerè di Soria ,Ge
nerale Vicario di Gieruſalemme . Morì la prima moglie, ed
egli ſposò la Conteſſa Teodora dell'antica famiglia Frágipane
Anicia nella caſa di Aquino ; da cui diſceſe Tomaſo Sanfeue
rini conte di Marſico , il quale preſe in vita del Padre per Con
ſorte Iſualda figlia di Amelio d'Agaldo Signore di Corbano
parente del Rè medeſimo , il quale gli diede in dote cinque
cento oncie d'oro . Paſsò alle feconde Nozze con Səna d'A
uezzano herede di Grimondo Signore di Tricarico , & Vedoua
di Filippetto Polliceno Signore di Caſtella .
Dalla prima diſceſe Enrico Conteſtabile del Regno , e Ge
nero del gran Ruggiero Doria Ammiraglio delmare. Fu Pa
dre di Tomaſo Conteſtabile,e Conte ,& di Ruggiero Conte di
Mileto,e Belcaſtro . Queſti marito diGioanna d'Aquino Mar
cheſa del Baizo . Quegli di Margherita de' Noheri Signora
della Val di Piro , e della Fratta ,poſcia di Margherita Clignetta
Signora di Caiazzo . Il ſuo sepolcro nella Chieſa di S.Frăceſco
di S.Seuerino hà quelto Elogio in marmo. Hic iacet Corpus
Magnifici, & Potentis Domini Tomasy de S.Seuerino Comitis
Marſici, Baroniarum Cilenti , Laurie , & S.Seuerini , Caftri,
& S.Georgġ Domini: « Regni Sicilia Magni Come Stabilis.Obijt
anno Domini 1358.
Dalla ſeconda, chediceuamo Signora di Tricarico hebbe il
conte Tomaſo quattro altri figli Giacomo conte di Tricarico ,
Guglielmo gran Ciamberlano,e Signore di Pandula , il conte
Ruggiero , & Roberto conte di Corigliano marito di Giacoma
del Bofco , auolo del Rè Carlo . Dal primonacquero per con
giunzione della Conteſſa Margherita di Chiaramonte Ruggie
ro , Vgo ,e Tomaſo conte di Monteſcaggioſo e Vicerè diNa
poli . Vgo fù conte di Potenza, gran Protonotario di quel Re
gno se ſtipite de i conti di Saponara . Ruggiero generò Vin
ciflao Duca di Venoſa , e di Amalfi, Vicerè di Sicilia ; Stefano
conte di Matera ,ed Almerigo gran Conteſtabile conte di Ter- 12.
lizzi, e Marito della Cotefla Camilla di s.Seuerino.Prouennero
dal Duca di Venoſa i Duchi di s.Marconi Signori di Caluera ,
iCóti di Altomótezi Duchi di Corigliano ,Duchidella Scalea,
Signori
240 DELLA NOBIZTA' D'ITALIA .

Signori del Laino, Baroni di s.Chirico,i Baroni di s.Donato,


i Prencipidi diCaſſano,
Biſignano,i conti diMileto, i Signori
e Strongoli Città della Calauria, co ventidue Caſtella i Duchi
di Somma,ed altri gran Signori,fra qua li riſplendettero il Car
dinale Antonio , Amerigo Veſcouo di Ada, Lucio Abbatte di
sant'Angelo di Rapara, e il Prencipe Bernardino grande Am
miraglio. Dalconte di Terlizzi deriuarono i coti di Capaccia ,
e Sutriano : tutti chiariſſiminell'armi.Dal Signore di Pandula
diſceſero altri cori di Terlizzo , e Signori di s.Nardò. Dal côte
di Mileto hebbero origine i cóti di Belcaſtro ,ed i côti di Terra
nuoua . Altri furo conti di Torſo ,ed altri di Maraffa..'
Cala Reale Roberto il primo de'Sanſeuerini cõte di Corigliano ( ch’al
di Napoli , e tri di Cauigliano ſcriſſero) maritò Margherita ſua figliuola a
d'Angid. Lodouico conte di Granina ,fratello di Carlo Duca di Duraz
zo, che tu Cognato della Reina Gioanna prima di queſto no
P. Matrei me. Egli era figliuolo di Gioanni Précipe della Morea,il quale
nella proſpe- fi come hebbe per Padre Carlo Secondo del sāgue de i Åè di
rita Infelice. Francia Chriftianiffimo Rè di Napoli, così gli furono fratelli
Carlo Martello Rè di Vngheria, s. Luigi Veſcono di Toloſa ;
Roberto Duca di Calabria,e ſucceſſor del Padre ; Filippo Pren
cipe di Taranto , e Imperadore di Grecia , Gioanni Prencipe
d'Achaia , ò ſia della Morea. Raimondo Berengero côte d'An
dria. Triſtano Luigi di Durazzo , Pietro Tempeſta Prencipi di
gran valore , Margherita moglie di Carlo conte di Valois . Bian
ca di Giacopo d'Aragona . Leonora di Federico Rè di Sicilia .
Maria di Giacomo Rè di Maiorica. Beatrice già di Ercole da
Efte Duca di Ferrara, poidi Beltrando Balux Précipe diOran
ges ,ed alla fine diVmberto Delfino del Delfinato in Francia .
Il Padre di queſto Rè numeroſo di tanta prole fù Carlo cote
d'Angiò , signore di tutta la Prouenza, fratello di s.Luigi Rè di
Francia , il quale dalla sede Apoftolica hebbe il titolo di sì
fiorito Regio ; il poſſeſſo di cui dopò i diuini aiuti riconobbe
dalla ſua Spada .
Doglioni nel Dal maritaggio della Sanfeuerina col conte di Grauina de
l'Anfiteatro riuò Carlo III. ancor ei Rè di Napoli, ilquale conſegui quello
d'Europa . Hato , dopo che fece li 2 2. di Maggio l'anno 1382. Itrangolare
fol.692
la Reiria Gioanna in vēdetta del ſangue di Andrea d'Vngheria
fulo inarito. Gioanna secoda di queſto nome figliola diCarlo
d'Angiò
NARRAZIONE 1II. CAP. IV. 241

d'Angiò Sāfeuerini entrò al poſſeſſo del Regno dopo la morte


del Prencipe Ladiſlao :ſposò Giacomo di Borbone conte della
Marchia.Morì ſenza figliuoli ,poiche ilMarito ,infaſtidito di lei ,
l'abbádonò per ſerrarſi in vn chioſtro. Riuocò ella ſendo Don
na incoftante l'adozione ,che fece di Alfonſo d'Aragona , & la
ſciò la Corona a Renato Duca d'Angiò ,conte della Prouenza,
ſuo congiunto , il quale dopò lunghe conteſe fù priuato ( dal
Rè Alfonſo ) de gli stati d'Italia , anc'hozgidi felicemente pof
ſeduti da gli Spagnuoli.
Omaſo Sanſeuerini ilTerzo , conte di Marſico , e grande CAP. IV.
T Conteſtabile laſciò di ſe Antonio , e Franceſco cauaglieri
di vaglia ; l'vno conte diLauria ,ed Auolo di Francefco Duca
della Scalea ; l'altro ,che fu il primo, gran Conteſtabile del Re
gno ,čonte di Marſico padre del gran Tomaſo Camerlingo del
Řegno e di Berteraimo signore di Caiazzo Città . Dal primo
nel terzo grado prouenne!, dopò Gioanni il Padre , e l'Àuolo
Luigi , Roberto Prencipe di Salerno , cugino di altri conti di
Lauria ,e padre del Prencipe Antoneilo grande Ammiraglio ,
che congiunto a Maria d'Aragona hebbe Ferrante Prencipe in
uitto ; il quale e in terra , e in mare ſeruì a Carlo Quinto Im
peradore , mentre i Duchi di Somma, i Conti di Capaccio, ed
altri fuoi congiunti ſeguiuano per ellere diſcendenti di Frácia
gli stendardi di Francia . Fù Generale della Fanteria d'Italia
All'impreſa di Tunigi,e continouò có la medeſma carica nelle
guerre di Lombardia ſeguendo il Marcheſe del Vafto fuo cu
gino. I Perſonaggi Illuftri di queſta Cafa furono innumerabili,
ma il Prencipe Ferrante fu l'epilogo di tutte le vittudi,e le glo
rie de ' ſuoi maggiori . Il ſeruigio della Patria , e del ſuo Pren
cipe gli acquiſtò molto honore col prezzo del proprio ſan
gne . Fù il valore del ſecolo paffato : Il ſenno di queſto Pren- louius li. 44.
cipe (aluó la vita alla fantéria Italiana nella rotta, c'hebbero gli anno 1544.
14.pr.
Imperiali dalle' genti di Francia appo la Cerefola con perdita
del fiore de' capitáni , con rotta della caualleria ,e morte di
dodici mila combattenti, la maggior parte Suizzeri, Trentini,
Fiamminghi, Spagnuoli, ed Alemani. Il coraggio di queſto ca
pitano ad altro inon cedeua ,che alla ſua prudenza. Auuenne
poco dopo ; che fendoG fermato in Piacenza il conte di Pitis
gliano ,cugino del Duca Pierluigi Farneſe, per indiſpolizione
нь di
sitor
242 DELLA NOBILTA D'ITALIA,

di corpo ,fi ſpinſe Pietro Strozzico Piacentini,Franceſije fuor


uſciti di Napoli ſin’al guazzo della Scriuiazdoue hauendo fcon
fitte alquante compagnie di Tedeſchi con perdita del cannone
rupperogli Strozzeſchi contro il comando del Duca di Soma,
lonu. l . e del conte di Capaccio la lor battaglia ; ma per valore del
pag.765 Prencipe di Salerno furo cacciati in fuga . Si ritiraro a Piacenza
lo Strozzi,edi Sanſeuerini con grande honore accolti da quel
Duca,ed iui incominciarono a raccor nuoua gente ,moſtran
doſi eziandio ne' pericoli di coraggio maggiore de' pericoli .
E paffando per glistati del Fieſco calaro con altra ſoldatefca
nella Val di Pozzeura ,e cacciarono d'Alba il preſidio di Ceſa
re . Era il Duca di Somma quaſi pari d'opinione in valore ,e
brauura a Pietro Strozzi. Il conte di Pitigliano nó gli cedeua
punto . Il Prencipe di Salerno gli ananzaua di gran lunga nella
borà del giudicio, che ſolo conoſceua maggiore della ſua bra
uura . Per tale lo ſtimò ſempre l'Imperadore ,al quale venne
querelato da gli Emoli per la fuga del Duca di Somma, e del
conte di Capaccio . Giuſtificò la ſua innocenza in preſenza
dello ſteſſo ,e vi fù accolto con tanto honore, che gli donò fra
tutte l'altre coſe vn cauallo d'ineſtimabile prezzo , conducen
dolo ſeco alla battaglia di s.Deſir ne'confini di Francia . Ri
tornato a Napoli fù rimandato Imbafciadore del Regno alla
corte Imperiale per iſcuſare que'popoli che ricuſando accet
tare la rigoroſa cenſura dell'Inquiſizione di Spagna pigliaro
Ammir.l.co l'armi contra del Vicerè . Tutta la Nobiltà a cauallo , e a pie

pag 156 la plebe lo incontraro nel ſuo ritorno fuori della Citta' ; lo ac
compagnarono con corteggio da Ré, con applauſo da Ceſare
Trionfante nel Campidoglio. Nella piazza della Selleria gli
abbruggiarono odori , fecero fuochi con iſcuſa di nó hauerui
ir alzati archi per iſcarſezza di tempo . Queſti atti di tanto ho
nore ,il titolo di Padre della Patria , l'aſcendente di queſti ap
plaufi popolareſchi gli cagionarono la diſcefa dalla grazia, del
ſuo signore ; il quale , hauendo dato orecchio alle menzogne
de gliSpagnuoliinuidi di tanta gloria , inſoſpettì, non badan
do a i ſeruigi paffati , ma ſolo a idanni, che poteuan ſeguire
per la potenza , per lo valore,e ſeguito di si gran Prenze ; il
quale ſempre fu a' ſoldati l'oggetto della loro imitazione, a'
Capitani il ſoggetto delle lor lodi , alla Patria l'idolo de' ſuoi
voti,
NARRAZIONE 111. CAP. IX . 243
voti, a i nemici il fulmine della ſua tema . Non hauea più che
dargli la fortuna ilmerito lo addimandaua alRegno,la fedeltà
lo inuitaua al ſeruigio di Ceſare ,la neceſſità di ſottrarſi dalle
trame de' ſuoi maleuoli lo condoſſe fuggitiuo in Francia; doue
erano deriuati più glorioſi della caſa di Ceſare i ſuoi maggiori.
Vaglia il vero . Non hebbe per gran tempo vn ſuo pari la no
ftra Italia . Si dilettò di belle lettere, hebbe compiacimento
della muſica , ſi compiacque di vna fiorita corte di Cóti,Mar
cheſi ,Baroni,e Cauaglieri. Morì ſenza lo stato in età aſſai ma
tura , e ſenza figli. Ma ritorniamo al signor di Caiazzo Città Sanſeuerini
molto vicina al contado di Aquino . Laſciando i conti della di Caiazzo .
Saponara, che ancor ſon grandi nel Regno di Napoli ,préten
denti del principato di Belignano già per ſangue di donna de
uoluto alla famiglia Orſina de'Duchi di Grauina.
Iſfi già ,che Berteraiino , o fia Bertrando de Sanfeuerini, CAP. V.
fratello di Tomaſo conte di Marſico , da cui deriua il
Prencipe di Salerno , fù conte diCaiazzo , e traſfe il nome dal
L'Auolo materno della caſa del Balzo cote di Monteſcaggioſo.
Hebbe coſtui dal Padre Roſſignano ,Corneto ,e i lvoghi di Fel
litti ; & , per heredità di vn'altro ſuo fratello morto ſenza fi
gliuoli, Albanella ,s.Pietro, santa Maria della Tanerna ,e i luo
ghi di Perſano. Si rubellò dal conte Antonio ſuo Padre Matt a
di Burgenza signor di Campora , e per cotale cagione hebbe
Bertrando quel Nobile Baronaggio con l'aſſenſo di Carlo 11
Terzo , all'hora Rè di Napoli ; il quale dopo la morte del Pa
dre creollo Regio Gouernatore Generale di Terra di Lano
ro , di Principato , e di tutto il contado di Moliſſi con piena
autorita . Rinunciò con penſione di trecento ſeſſanta cinque
oncie d'oro a' ſuoi cugini l'vfficio di grande Conteſtabile del
Regno . Lionetto ſuo figliuolo Capitano d'ineſtimabile valore amm.l.c.
{posò Liſa di Attendolo figlia del grande Sforza signor diCor
tignola , e ſorella ,anche da canto di Madre,di Frāceſco Sforza
Viſconte Duca diMilano ; fii confermato nella signoria delle
Città ,e Terre difuo Padre con aggiunta del luogo diColorno
Ang
in Parmigiana . Mori, ſendo ferito nella fronte in Gioſtra da di nell'if .
Parma :
Carafello Caraffa, che diſauenturoſamente colpillo nel fregio
dell'Elmetto . Roberto conte di Caiazzo , il Marte dell'Italia
namilizia , rimaſe in età di tre anni ynico di Lionetto ſotto la
Hb 2 cura
244 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

cura della Madre . Tralafcio le innumerabili battagliezle infi


nite Vittorie di Roberto ; perche riſuonano ancora d'ogni in
torno le Valli dell'Italia l'Eco delle ſue armi. Laſcio a gli Ifto
rici, per non metter la falce nell'altrui meffe , il racconto del
l'opre del maggior capitano dell'Europa ; Generale di santa
Chieſa , Generale del Duca di Milano , Generale de' Vineziani,
Generale de' Genoueſi, capitano di tanti Potentati;il cui com
battere quaſi ſempre fù lo ſteſſo colvincere , la cui mano ha
uca di già afferrata nel crine la fortuna, al cui braccio non vi
era acciaio , che refifteſle , per temprato che fofie . Campo
ſettanta vn'anno . Acquiſto dalla signoria di Vinegia lo ſtato
di Cittadella . Maneggiando l'armi della Republica contra
Giſmondo d'Auſtria cugino dell'Imperadore Federigo , chiuſe
con honorata morte il corſo di fua vita nel letto dell'honore :
Così chiamano i Nobili di Francia il campo di Battaglia , ſe
poſſo credere al Veſcono di Belley . 1
Scriue Monſig.Bembi,che affaticandoſi il conte di ſoſtenere
l'impeto de'nemici, per quanto la breuità del tempo copor
tauta'je riprendendo i ſuoi (che vilmente fuggiuano raccoman
dando la vita alle calcagne , ed auiſando con gli ſproni i de
ſtrieri del lor periglio ) buona pezza alla fronte della battaglia
animoſamente , nè ſenza molto danno del neinico , combatte ;
ma veggendo la debolezza de' ſuoi , ed il nuolio rinforzo de'
Tedeſchi,con vn drappello de' migliori traboccò nel fiume,ed
iui ſe ne morì, quaſi non potendo la terra ſenza coprirſi di ac
qua , o ſia di pianto , rimirare la morte di vn nuouo Alcide ,
nato per pareggiare vn'Atlante nel ſoſtenere la gran palla del
mondo. Dice Scipione Ammirrati , che laſciò di Elilabetta
figlia di Federigo Duca di Vrbino ſua moglie Gio . Franceſco,
Antonio Maria ,Gaſparo , Federigo ,Galeazzo ,e Giulio . Má ,
ch'egli hebbe anco dopo la morte di Eliſabetta vn'altra mo
glie de'Malauolti di Siena, di cui non sa, ſe haneffe hauuto al
cuni figli maſchi. Donato Boffi altrimente ne ſcriue . Die non
na Auguſti ann . 1488. deceffit Robertus reli &tis 10. Franciſco ,
Gaſpare ditto Fracaſſa , Antonio Maria, & Galeatio bellicofiffi
mis, ac Federico Prothonotario omnibus ex loanna de Corrig
gio olim prima vxore natis: necnon Alexandro, & Iulio par.
kulis ex Lucretia de Senis ſecunda vxore ,omnibus eius Roberti
filijs
NARRAZLON E Il. CAT . V. 245

folijs legitimis . Si che hebbe tre mogli, Wabella da Montefel


tro , Gioanna de' Prencipi di Correggio ,e. Lucrezia de Mala
uolti;Famiglie Nobiliffime d'Italia. Di qualifoffe figlia ,Sueira
Sanſeuerina moglie del conte Bernardo Anguiffola daMonte Anguiffoli .
santo ,cauaglier Piacentino , signore di moltiſſimi felidi , e di
ricchezze grandi, maritata l'anno 1780.dallo ſteſſo ſuo Padre ,
ancor che non ſi pofli accertare ,e però affai probabile per lo
corſo de gli anni , che haueſſe per ſua madre la figliuola del
Duca di Vrbino Ouero quella del Prencipe diCorreggio.
Aggiunge Filiberto Campanile,che l'inaitto Roberto dalla
detta signora de' Malauolti dopò Aleſſandro generò Anni
bale,cheammogliatoſi in Frácia laſciò molti figliuoli. Eglino
caminando per la ſtrada de’lor maggiori hebbero per più fida
compagna la Virtù , che la sorte . Io dirò ſempre poco di co
teſta NobiliffimaCafayla quale in ogni tempo fù lo ſplendore
dell'armi, la protezion delle lettere ,la gloria delle virtù : che ,
fe'l tutto diceffi , forfe da molti non ſarebbe creduto .
Papa Innocenzo Ottano honorò Federigo con il fagro Ca
pello ; ſi che fù il dodiceſimo Cardinale di ſua Famiglia. Trat
tò egli per comandaınento di Papa Aleſſandro Seſto in Nepi
l'accordo con Carlo Ottauo Rè di Francia , il quale Vittorioſo
per la diritta di Roma a' lunghi paſſi affrettauaſi per l'impreſa
del Regno di Napoli che riuſcì feliciffima . Fauorì Pietro Me
dici ſcacciato da Firenze ,comepartialiffimo , ed antichiſſimo
amico di ſua Famiglia . Accompagnò in Germania col Cardi
nale Aſcanio Santa Fiore i figli del Duca di Milano ; per ſerui
gio di cui ſi trattenne nella Corte Imperiale, ſollicitando Maf
ſimiliano d'Auſtria all'aiuto di Lodouico maltrattato dall'ar
mi de Franceſi ,ch'egli hauea prouocato colberteggiargli nel
ritorno del Regno ,& con l'opporſi indarno nel paſſaggio del
Tarro . Veggendo in ruina lo ſtato di Milano fiaccoſtò al Rè
Luigi; per amore di cui promoſfe eziandio nella corte di Ĉe
fare lo fcifma contro Ginlio secondo . Queſto Pontefice ha
uendo priuato della porpora i ſuoi colleghi procedette con
maggiore riguardo verſo il Sanſenerini; ma eſſendo egli di na
tura feroce e bellicoſo ſeguì gli stendardi Franceſi armato in
campo , e come Legato di Bologna fece I'vfficio di capitano
nella Vittoria di Ravenna , oue con la rotta de gli Spagnuoli
hebbe
246 DELLA NOBILTAI D'ITALIA .

hebbe prigione nelle proprie mani il Cardinale de' Medici Le 1


gato del Pontefice , che poſcia nel Papato nomofli Leone X. 1
il quale finalmére ſedendo nell'Apoſtolico trono gli perdonò;
& morì in Roma con titolo di Cardinale di sant'Angelo , Pro
tettore di Francia ,e principale Miniſtro di quel Regno . Gli
altri fratelli accompagnaro il Padre nelle guerre di Napoli, di
Lombardia ,e Vinegia Capitanidi Lancie . Ottaliano , lor fra
tello baſtardo , fù fatto prigioniero da i Franceſi ,mentre gouer
naua l'armi del Duca Sforza nel Borgo di Valenza. Aleſſandro
fù Arciueſcono in Francia , altri dillero di Auignone , altri di
L.Alb.deſcr. Viemma. Leandro Albertinotò ,che ne gli ſteſſi tépi,che Alel
d'Italia fol. fandro era Arciueſcouo di Viena, Giulio Sāſeuerini gouernaua
190. laChieſa diAuignone . Fù Gioanni Franceſco conte di Ca
iazzo , e marito di Barbara Gonzaga . Fu Generale del Duca
Lodouico , ma veggendolo codardamente abbādonar lo stato
nelle mani del Prencipe Cardinale nel Generale de' Frati Vmi
liati, ed altri forſe molto più atti alvolger libri, ed a cantare
vffici, che amaneggiar la guerra ,ſe gliaffacciò armato covna
compagnia di caualli , e proteſto di volerſi partire . Si partì .
Hebbe comando di 200. lancie dal Rè di Francia ,colle quali
ſcorſe lo stato di Milano col'impreſa del Trauaglio ,ch'vſano i
Mareſcalchi per ferrare gli indomiti caualli ,aggiuntoui queſto
Säfeuerini di motto Frāceſe . Pourdomer folie.Laſciò di ſe Roberto , Padre di
Genova, Gio.Galeazzo cote di Caiazzo , e Cau.di S.Michele ,Maddalena
Dar.Gen.an. moglie del core Giulio Roſſi,e Lauinia côteſa di Colorno.Gi
1518. 15. rolamo, anc'effo , figliuolo del conte Gio.Franceſco nato 112
Mari ,
Milano fui dichiarato Cittadino diGenoua , oue ancor nobil
Augufl. Fol: mente ſi mantiene la ſua pofterita . Era ben obligata quella
Hif.Gen.lib, Republica al valore di quel Roberto auolo di Girolamo ; il
quale māténe in libertà quei popoli con ſegnalatiſſima ſtrage
di chi tentavano lor' inuolare ilpoſſeſſo di quella. Vna ſorella
di Girolamo fu maritata a Gioanni Adorni, principaliſſimo di
quella . Vna ſorella di Girolamo fù maritata a Gioanni Ador
ni, principaliſſimo di quella Nobiltà , capo di particolare fat
tione contro i-Folgoſi. Dice il Veſcouo Foglietta . Aliud fo
latium huic continuatum est . Nuptiæ 10. Adornij, Io . Francifci
Sanftuerini vxore ducta ,omni Regiæ opulentie apparatusomnia.
Speciaculorum genere celebratæ . In quibus rebus illud maximè
inſigne
NARRAZIONE III. CAP. V. 2475

inſigne fuit . Ingensvis argenteorum vaførum non modo publi.


cè,fed à fingulis afficiorum corporibus nec non ab omnibus li .
gurie Ciuitatibus,atque oppidis ad boneſtandas Nuptias Ioanni
donatoruns.
4
Il Conte Gaſparo , che per l'impeto del ſuo naturale fù fo- Sanſeuerini
pranomato il Fracaſta: l'Achille diquell'etd, il miglior Capita- di Reggio.
no de' tempi andati,hebbé per moglie la Conteſſa Margherita
de' Pij,Dama delle prime d'Italia ; generò Gio . Franceſco , il
quale feco ſeruì con principali honori a Vineziani , ed hebbe
fama di prode Capitano z laſciò di ſe Gio.Chriſtoforo ed An
tonio Maria · Queſti padre di Roberto Gentilhuomodi Reg
gio ,e Capitano della:Signoria diVinegia . Quegli diGioanni
Chriſtoforo Capitano dell'Altezza di
Franceſcos c'hebbe Gio
Modona . Viue Antonio Maria del Capitano Roberto , ecce ".
lente Dottore dell'vna, ed altra Legge.
Galeazzo , che veramente fünominato il figlio della Fortu
nama più toſtofù parto del valore , commoſie la Republica Sanſeverini
di Piſa a ribellarſi dal popolo di Firenze , e v'introduſſe Fra- diPiacenza,
cafla ſuo fratello ; diuenne Generale di Lodouico Sforza Duca e Parma.
di Milano e ſposò BiancaSforza lua figlia naturale . Sene gì su
l'Aftiggiano con fettecento cauallije tre'mila pedoni , ruppe i
Franceſi a Vigeuano, preſentò la battaglia al Duca di Orliens,
(che fù poi Re di Francia Luigi dodiceſimo)nelle fpacioſe cam
pagne di Trecas ; quindi ſi volfe frettoloſo a Nouara. IlGuic
ciardini chiamò il Conte di Caiazzo Capitano più cauto , che
ardito , & Galeazzopiù atto a maneggiare vn Corſiero ,e cor
rere di Lancia nel che non hebbe pari ; che a condurre vn'eſer- ,
cito . Comunque foffe.Ilfuo valore liberò da' Francefila
Piazza di Nouara . Il Conte fw poſto a' confinidello stato
Veneto . Galeazzo hebbe la carica di difendere da i Franceſi
lo stato col generale comãdo di mille , e feicéto huomini d'Ar
mi ; mille , e cinquecento canai Leggieri ,cinquecento Tedeſ
chi , e diece mila di fanteria Italiana . Quiui hebbe fuga l'ar
mata dello Sforza . Chin’incolpo il Sanfeueriniſi conoſce piu
toſto per maldicente ,e di niſſana -fede , che Íltorico veritiero .
Ciaſcheduno confeſſa , che il conte di Caiazzo non fi partìda
Lodouico , che nel partire , qual ei fece d'Italia. Aſſeriſcono
tiitti, che Galeazzo alpartire di Lodouico cócorreſle nell'opis
nione
2785 DELEA NOBILTA D'ITALIA .

nione del Prencipe Cardinale circa ilnon conſegnare a Bernar


dino Corti il caſtel diMilano . Aggiunge l'Ammirati, che Ga 3
leazzo , ediAntonio:Maria ſempre ſeguendo gli stendardi del,
Duca furo con eſſo lui da gli Suizzeri appo Nouara traditi , e
1.dinennero prigionieri del Rè Luigi,al ſeruigio di &uifitennero
gran tempo . Galeazzo fù gran ſcudiero del Re Franceſco ,
Mareſcialle in Italia , e cauagliero di s.Michele.Nella prigionia
del Rè ſotto Pauia con molti cauaglieri di Piacenza ,e di Fran
cia mori glorioſo . In qual maniera ſuccedeſſe cotanto memo
rabile cafa tutti gli ſcrittori conuengono ; la plebe non la ca
piſce . Otto mila Franceſi piùvaloroſis;che faggiaffedíáiano:
la città di Pauia , altri il caſtel diMilano ; poſcia che molti fi:
erano già partiti per diuertire nel Réamedi Napoli; gli Suiz
zeri gia ſepolti nel vino erano ſtatidalnemico diſtrutti:; i Gri
gioni erano ritornati alle lor caſer. Non fù opra di gran co
raggio , che ſendoſi
partito l'Alanzone con la banda: migliore
de caualli del Rè , fafle rotto vn'eſercito così debole a meza
nonte aſſalito d'ogn'intorno da tāti combattétid'ogmi nazione
Guicc.ann. capeggiati dal Marcheſe del Vaſto Italiano , dal Lanoia Fiain
Is 15 . mingo, dalBorbone Franceſe ,dall'Otmarges Fiammingo ,o la
Franceſe ,da Antonio Lena spagnuolojed altrifainoſinimi ca
pitani, oltre il grodo di ſeimila Tedeſchi, due mila Napolita
ni ed altri cinque mila ſoldati veterani de preſidij. Ne fegiu )
dopo poco la vendetta ; poſcia che i contiScoti di Piacenza
vuiti con Lautrech laccheggiaro Pavia's egli statiricini di Mi
lao . Gli Stericidi quei tempi furono partigiani di chilor
diè mercede · Hà mille lingue quella paſſione che fi congiun-.
ge allo intereſſe . Nell'Iſtoria è ſempre neceſſaria la verità ,ma
ſempre non vi ſi troua ,e beneſpello compare incognita, o im
P. Mattei maſcherata. Sivantò tal uno di quei più celebri ( parlo di Paolo
nel proem . Giouio eloquentiſſimo) di'hauen l'oro ed il piombo per.com
della vita di partiré le lodi a chi il premiauiased itbiaſmo a coloro che ha
Enrico IV. incani poſtojni non calçıldi lui merto. Nel racconto diqueſto
caſo fu pii Oratore che ftorico Monfigdi Modognedo.. !
lou .Nib.3. . Offerua il Giovio , che ritrouandoſi in campo Galeazzo fù
afpraméte ripreſo dal Duca Lodouico Sforza luo signore per
lo habito Franceſe,che portaua . E ' vero clie; dalle veſtimenta
frarguifle Vaffetto , si può ilgufarej.pofcia che molto dianzi;
‫افراد‬ per
NARRAZIONE III . CAP. V. 249
per comando del Duca ſteflo era ſtato alla corte di Carlo ot
tano per ſollicitarlo contra gli Aragoneſi , nelle cui mani era
caduto il Regno dell'vna, ed altra Sicilia, dopo quel memora
bile Veſpero Siciliano, che iui fu la Completa de Françeli.
Hauendo il Rè di Francia priuati de gli stati paterni i Ver
della Rocca di
mineſchi, Galeazzo n'hebbe di ſubito il poſſeſſo
Algeſio , Bobbio Citta ,Voghera Romagneſe.caſtello s.Gioāni ,
Rocca Piozzana, Pianelli ed altre Terre del Piacétino. Si come
conſeguiro i fratelli Valenza ,Candia , Torniello, Piadena, Pan
dino, Dieue d'Incino , Pieue del Cairo , caſtel nuouo di Scrivia ,
Zauattarello ,Pontecorono ,Chiauenna ed altre Signorie ,Con
tee , Baronaggi, e Marcheſati. Il Clariſlimo Aluigi de' Giorgi
Veneziano ne' diporti piaceuoli del Paraboſchi tra le più belle
Dame di Piacenza dà luogo ad Anna de Sanfeuerinifiglia del Sanjouerigi
Sig .Galeazzo d'Aragona, e diCoſtanza del Carretto ſua mo- di Piacenza.
glie, figliuola di Alfonſo Marcheſe del Finale ,c'hebbeil cogno
me appreſſo i Piacentini di Madama la Grande.
Giulio loro fratello Marcheſe di Valenza, cauagliero di san Rog. Augußi
.
Michele ,e maeſtro di campo per la corona di Francia ſi fermò. RezaniNos
in Piacenza , doue dalla Marcheſa Ippolita Palauicina da Sci- Placen, Anni
pione generò Gio.Franceſco signore diChiauenna ,colonello 1555.1 .
Imperiale ,cauagliero de' primi di Piacenza ,e maeſtro di cam Marij.

po in Lombardia ; il quale dalla conteſſa Lauinia,diſcendente


del Zio conte di Caiazzo , ſua moglie hebbelo stato di Color
no , e fabricò in Piacenza dirimpetto alla Chieſa di sant'Anto
nino quel ſuperbo Palazzo de' conti del Verme. Laſciò di ſe
Roberto ,che morì giouinetto , Barbara sanVitale moglie del
Marcheſe di Sala Parmigiano ,e Giulia del conte Gioanni Bat
tilta Borromei ,il qualemaritādo viza figlia in Alberigo Veſtri
Barbiani conte di Belgioioſo gli cedettei poderi del Piacétino Conti di Bel
con ilPalagio di sant'Antonino. I perſonaggi Illuftri di cote- gioioſo .
Ita famiglia Belgioiola ,ficome profeſſa diſcendeza da i Veſtri
Senatori antichillimi Romani , così al pari della Sanſeverina Morig.lib.4
ſon quali innumerabili. Incominciaro tutta volta nella gran cap.ag.
dezza, c'hoggidi conſeruano da Alberigo Veſtri conte di Co
nio , Barbiano , Zagonara , Monteſarchione, Fragnano, Plibie,
sant'Andrea, Tauſignori,Porogni, RiolisPidrani caſtello Bolo
gneſe ,Zalandi,sant'Agata, Imola ,Macingoli,s.Gioănidi fonte
Ii Illici,
250 DELLA NOBILTA' D'ITALIA :

Illici, sant'Anaſtagio ,Corſarie ,Caſole, Monte oliueto , Monte


maggiore,Lignano ,Pagnano,Mongardino,Riualti,Putri ,Sage
ti , Trifonti,Galdefuiſio ,Blancanigi,Gurzani,Landerchio ,Maz
zolani , ed altre Città , Caſtelli , e Ville ; Generale di s.Chieſa ,
signore di sforza Attendoli , c'hebbe Frāceſco Duca di Milano .
Få ſtimato coſtui il valore della guerra , il fiore de' campioni,
l'Achille de Latini . Morì del 1494. in Trani Città Archiepil
copale di ſua giuriſdizione , dopò hauer ritrouate molte rare
intenzioni per l'arte militare : Furo i ſuoi figli signori della
Città di Poia , del contado di Conurerſano , e ſodette caſtella ,
oltre lo stato della cittade d’Imola ilcontado di Lugo , il prin
cipato di Maffa,e diece altre caſtella del Bologneſe. Seruirono
i ſuoi poſteri co' primi honori alla Chieſa Romana,a Francia,
all'Imperoja Vinegia, al Rè Cattolico, e a tutti i Potentati del
l'Italia . Alberigo secondo da Filippo Maria Duca di Milano
conſegui la côtea di Belgioioſo , dal quale derinò Lodouicola
Sanfeuerini cui famiglia ancora Illuſtriſſimaméte fioriſce nel gran Milano
di Piscenza co priuilegio della Nobiltà di Pauia , e di altre Città circon
i uicine .
CAP.VI. Ntonio Maria Sanſenerini Aragona,che diceuamo figlio ,
A ' e copagno nell'armidell'inuitto capitano Roberto , & fra
lou. lib . I. tello del conte di Caiazzo , delMarcheſe di Valenza , e del côte
Cor et aurb. di Bobbio ,fù ,qual lo chiama il Veſcouo di Nocera,tra gli Sfor
Tearr. zeſchi capitano honorato . Seruì al Drica di Milano , e al Rè di
Vise Hum . Francia colonello di fanti , e di caualli . Il Bembi lo chiainò
lib. 4. O de
Monom . giouane prode ,ed Illuſtre nell'armi, poſcia che da' primi anni
Anm.k. c . ſerriendo co * fratelli, e col Padre a i Veneziani moſtrò il ſuo
Fulg.lib.z. valore non ſolo in campo, ma allo ſteccato ftefio con Giorgio
cap. 2 . Sonembergio canagliero Tedeſco . Carlo ſio naturale reltò
Ei , Egnat .
lib.3.cap.2 morto in duello da monsu Mongirone . Il Padre nel Piemonte
.
fi- congiunſe con la signora di Gualfinara ,e generò il valoroſo
Ottaniano ,il quale dalla nobiliſſima Dama Aluiggia de' Gon
falonieri ſua donna hebbe'nella Val di Tidone in dote il caſtel
di mont'Albo, che ricadendo da i Sanſeuerini in potere de gli
Scoti di Sarmato fi honorato dal sig. Durca Ranuccio con ti
tolo di Marcheſato .
Germogliaro ſotto il benigno cielo di Piacenza da queſto
nobiliffimo inneſto quattro rampolli ,che tralignaro nulla dal
ceppo
NARRAZIONE INI. CAP. VI. 251

ceppo originale; Veronica moglie di Luigi Anguiffola Nobi- Anguilola.


liflimo Piacentino , Antonio Maria ,Pompeo ,e Roberto mari
to di Liicrezia Cigala; nel cui palazzo furo celebrate le Nozze
tra il conte Borromeo ,e la Sanſeuerina di Chiauenna.Pompeo
Sanſeverini hebbe moltiflimi beneficij Eccleſiaſtici, rinunciò
al conte Roberto Anguiſfola ; ed al conte Federigo fuoi cugini
la Badia di sant'Antonio di Parma , e la Prepoſitura di s.Maria
di Caſerzago ; ſopra di cui ſi riferuò vna penſione di mille ; e
trecento Ducati, alla quale non molto dopo con ſegno ſingo
lare di regia liberalità cedette di proprio muoto ; mentre di
morana in Vinegia il 23.di Giugno del 1530.per rogito di Gia
como Faſoli, il quale lo chiama Reuerendifs.c . Ittuft : D Pom-:
peius de S. Seuerino, Clericus Placentinus. Queſti titoli manite
Itano la ſua grandezza ; poiche il titolo di Reuerendiffimo ad
altri non ſi daua,che a primi Cardinali, quello d'Illuſtre con
uenea più a i Prèncipi;che a cauaglieri. E pur'era quel tempo
di cuitáto li-lagna il Tolontei,segretario del Duca diPiacéza.
. Poi che la vile adulazion Spagnuola Tolomeo ep.
r . , Meſſa hd la Signoria ſin *nel Bordello .. ann , 1843
Antonio Maria Sanſeuerini Aragona li diede vanto in fin da ' lib . 3 fol.116

primi anni di rédere co 'fuoicoſtumi teſtimonio irrefragabile


alla virtii de gli Anoli . Da Girolama Bellocchia Nobile Pia
centina hebbemolte ricchezze ,e tre figliuoli ; Barbara moglie
del Marcheſe Annibale Maluicini Fontana , e madre di Eleo
nora Appiapa d'Aragona ; Federigo ,che con Gio.Galeazzo
Sanſeuerini conte di Caiazzo ſotto il comando del colonello
corte di Camaraiio Jor cugino militò im Vngheria ; Et Otta
uiano ,che moſtrò il ſuo valore in molte gioſtre ,e fù gratiffimo 2
al Sig. Duca Ottavio fuo compadre . Queſti da Battiſta de’
Zanardi da Lando generò molti figli tutti degni di loda ; . fra
quali nacquero fratellixyiſfero emulatori, e moriro compagni
nel letto dell'honore Federigo ,ed Antonio Franceſco 'ſeguen
do nella Fiandra lo stadardo del Duca Aleſſandro Farneſe.lor
signoue . Frangalla fis Gentilhuomo di belle qualita :: Dome
nico Teologo , je Lettore Domenicano : Ipſicratea moglie di
Gio.Felice Cigala . Girolama vedoua del Nobiliſſimo Carlo
Aſinelli, e poſcia del Dottore da Gazzo : Alfonſo lor fratello
hebbe dugmogli . Dala prima che fu la contefla Lucreziaus S
Sie li 2 Anguil
252 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Anguillola vedoua del conte Pietro Maria scoti, e madre del


conte Marco Antonio Sig.diCaſtelboſco ,laſciò di seGaleaze
zo il ſecondo , che attendendo a glistudi della giuriſprudenza,
ſe non morina nell'aprile della ſua età , era per apportar gran
lode alla ſua patria ; Arcangelo Lettore Domenicano; &mae
ftro Cornelio da Piacenza , Teologo Franceſcano , già Reg
gente di Parma , Genoua, Auignone, Padona , e Vienna del
l'Impero ; in eta poſcia di trentacinque anni Prouinciale del
l'Ordine . Credo , che in brieue vſciranno alle stampe nobilif
ſimi parti del felice ſuo ingegno . Spero, che ammirerà la pa
tria folleuato a quei gradi, che il ſuo merto richiede , sì emi
nente ſoggetto . Dalla ſeconda moglie , che fù Lucia de' Bel
lotti feudataria di Lolza ,nacquero Don Seuerino Teologo ec
celentiſſimo , e Lettore de' primi nell'Ordine Canonico Late
raneſe , che giunto alla maturita de gli anni è per apportare
gran fama al nomefuo ; Giuſeppe Religioſo Capuccino,Fran
ceſca moglie dell'Alfiero Girolamo Anguiflola ; & Carlo con
duplicato nodo congiunto all’Illuſtriſſima famiglia de gli Ar
celli: oltre tante altre parentelle mantenute nella patria co’
Marcheſi Palauicini , co' conti sforze Viſconti , Portapuglie ,
Roncouieri,Maruffi,Pezancri,ed altra principale Nobiltà : E
fuori di eſla co i conti di Valperga, Sinionetti, Cibò ,Varani,
del Carretto ,Affaitati ; dirò col fiore della maggiore Nobiltà
d'Italia . Sarebbe già baltato il teſtimonio di Scipione Ammi
rati nel diſcorſo della Nobiltà alDuca della Tripalda , in co
tal guiſau ..
Grandiſi come ſono ſtati ſempre trouanfieſſere molto in
nanziailRè i Sanfeuerini , i cui titoli chi voleſſe mettere inſie
») me, per počo rimarrebbe, che non tiitti , quanti n'hi hoggi il
» noſtro Regno ,vi haueffe a mettere. Perciòchequiai ſono itati
i contadi, e molti ancor hoggi vi fono ,d'Altomonte ,di Chiara
monte di Renda , di Caiazzo , diColorno , di Monteſcaggioſo,
della
Saponaradi Matera ,di Caſerta ,di Terrannoua , di Belca
ftro , di Lauria , di Capaccia ,di Potenza , di Terlizzi,di Mileto ,
„ di Tricarico diMarfico ed altri . Quiui ſono ſtati i Ducati di
» Somma,di Carigliano ,dis.s.Marco , di Venoſa,e di Amalf . Ét .
» qui per più di cento anni ſono ſtati con grande fplendore , e
a maelta i prencipari di Salernose di Bilignano , il quale hoggi,
che
NARRAZIONE III. CAP. VI. 253

che la caſa è ganto ſcemata , ha meglio di cento trenta mila du- »


cati l'anno di entrata .Non fia dunque meraniglia ad alcuno , »
che ſi ritrouino in Lombardia ( qual'è la Vimercata di Crema )
Illuftriffime Cafe aggregate con l'arma de' Sanſeuerini sgià
molto dianzi da gli antichi Rè aggregati alla ſchiatta Reale di
Aragona . Hebbe ancora pofterita in Milano Luigi Sanſeueri
ni condottiero d'huomini d'Armije generale della caualleria.
Roberto de' Roeri Sanſeuerini e ſtato gră scudiero di Sauoia.
Dopo la guerra di Parma il Sig. Duca Ottanio Farneſe l'an- Ex Arch .
no 1556.li 18.d'Ottobre à hore 22.entrò in Piacenza col Car- publ.rogitu
lü de Perago
dinale di Trento ; & n'ottenne il pofíeffo da Bartolomeo San- cäcell. Com .
ſeuerini Aragona all’hora capo della Comunita : e nel ſeguen Plac.
te meſe ſuccedendo in ſuo luogo Camillo Villa uutto il Con
figlio della Città giurò Vaſſallaggio perpetuo a quell'Altezza ,
dopo che il Veſcouo Coppalati l'hebbe ſolenniffimamente In
coronato DVCA DI PIACENZA . Nell'Agoſto dipoi Ma
dama Margherita moglie del Duca , e figlinola dell'Imperado
re fece la prima entrata , accolta nella Chieſa maggiore con
gran corteggio dalle signore Emilia conteſa Scota , ed Ippo
lita Sanſeuerina matrone principali della patria . Era la Citta
tutta adorna di richiſſimi drapi con cinque nobiliffimi archi
trionfali . Campeggiaua per tutto yn maeſtoſo apparato di
Elogi, Epigrammi , Impreſe , edInſcrizioni . Vi erano carri
Trionfali.concerti dimuſicali ſtromenti, chori di Ninfe ,
melodia di voci : il tutto a coſto de' Cittadini , ac
compagnando le ſontuoſe Liuree della No
biltà vna generaliſfima acclamazione del
popolo , ch'ammiraua la ſua Du
cheffa , adorna di ranta mae
ſta , di tanta religione ,
+
e di tanta pietà ,
quanto al
cun'al
tra mai..
In nnlla fù men degna di loda ,che la bel
licofa Semiramis , che la forte ,e pu
dica Zenobia , che la ſaggia ,
e religioſa Eudoffia ,
Della
254 DELLA NOBIITA D'ITALIA.

Della Famiglia Scappia Bologneſe .

N ARRAZIONE QVARTA

CAP . I. Sferiſcono gli Ariſtotelici,che il fuoco ( coſa però poco


Arif.degen . da me creduta ) ha più veloce,ed eleuata l'azione:per
un corrup.d che più de gli altri elementi ha ſublime la sfera , alle
difp.1.d
. e gnatagli da non pochi filoſofi ſotto il concauo della Luna.Per
4. verf. boc la ſtellacagione alla sfera delle grandezze , e de i pregi de gli
prauenire à quoli ſoruolano tutti gli affetti divn'animo signorile ; imperò
coelo, qui cali che non ſono men poderoſi gli ſplédori della vintù ; che la lu
da ad fe tra ce de gli altri, la quale attrahe quegli acceſi vapori a ripoſare
bat ,tamqua nell'amato fuo feno . Molti perciò alquanti della famiglia
fibi magis af
figis . Scappia di Bologna da i domeſtici eſempi de’lor maggiori , a
difeſadella lor patria intrapreſero le piùmalageuolied impor
tanti facéde,ſotto il peſo di cui haurebbero Ercolese Atlante
indebolito le proprie forze.
Sendoſi ribellate le Città di Romagna l'anno 1276.da' Bo
logneſi per ſeguir la fazione de ' Ghibellini tumultuaro nello
fteſlo contado diquella Signoria Loiano,Caſtiglione ,Seſto ,ed
altre fortezze ; contra di cui hauendo il Reggimento indriz
zati i ſoldati di porta stierase di porta s.Procolo ,con altri prin
cipali ScappoScappi cauagliero di gran ricchezze offrì a i Se
natori armi,e caualli. Dicea v antico saggio : che ogni buon
Cittadino per amore della ſua patria dec prodigamente con
fummare tal volta l'oro , e la vita . Filippo ſuo ſucceſſore ,capi
tano dimolto ardire ,chiuſe glorioſamente i ſuoi giorni , com
battendo per la fede di Chrilto nella guerra di terra santa . E '
ſtimato da igrandi, lo ſpirto delle azioni di cui è la ſola virtùì,
vn'ecceſſo di traboccheuole felicita cadere combattendo glo
rioſo per honore della ſua Legge o per difeſa della ſteſia Pa
tria . All'hora incomincia cgli aniuere nella bocca della fama,
hauendo fatto proua di vn petto , qual non potea intimorirli
a gli horrori dimorte , E di poca conſiderazione, la perdita
dichi alla fine ſarà preda - de gli annia Morendo per la Patria
in battaglia quel prode capitano Epaminonda difle : Nunc
Fpaminondas renaſciturbuia sicmoritur..?
Hauendo
NARRAZIONE IV . CAP. 1. 255
Hauendo pofcia i poſteridi quegli per lo addietro impie
gate tutte le proprie forze in ſeruigio della pollente , e famoz
Republica di Bologna, nonè poſſibile volger la penna ai già
paſſati tempi ſenza incótrarſiin vn cumulo,poſſo dire infinito
di grandezze e di glorie. Non parlo diGio.Vgolino, Vgolino ,
Gioanni,e Gioanni Luigi,Dottoii dell'vná ,e l'altra Legge fa
mofiffimi, i quali leflero con gran nome nell'Vniuerſità diBo
logna , e con gli scritti loro ci fabricaro memorie , ch'eterna
mente paleſeranno i vanti della loro Dottrina : all’eminenza
di cui non ſi può arriuare , che per l'imbarazzato ſentiero di
lunghiſſimi ftudi, di trauagli, e ſudori . La doue finſe l'anti
chita , che con peſante martello percoteſle Vulcanola fronte a
Gioue , per iſpalancare livſcita alla dotta Minerua .
Comandaua Solone appo de' Greci Legiflator famoſo : co
me qualunque volta fi foſſe per iftrano accidente in due fa
zioni diuiſa la Republica ,ogni buon Cittadino fi volgefle à ſe
guire vna di loro a ſua propria elezione ; vietando lo ſtarſene
ſcioperato ,o indifferente ſotto pena dieſiglio . Si diuiſe Bolo- Dis. lib.i.
gna in due fazioni; altri ſeguiro i Ghibellini ſeguaci dell'In- ann:1778.
pero co i Lambertazzi, Roſſi, Andaloi, Storletti, Scannabec- beilina di8
chi , Arienti, Albariſi, Beroaldi, Prencipi, Arciguidi, Amorini, logna.
Arufaldi, Laigoni, Macagnani, Buonfigli, Agocchiati,Alberi
ghi,Boſcardi,Acariſi ,Guizzoni,Garzoni, Brigadani,Lucci,Pet
tenari,Beluiſ ,Carboneli, Baiſi, Foſcardi, Bulgari, Carrári, An
ſaldi, Tertalaſini, Canſaldi, Correggioni , Tomari, Bombaſari,
Strambetti,da Badalo ,Monterenci,Lirapaſſeri,Dotti,Fuſiſelli,
Agolanti,Pontecchi,Magnani, Pafäuanti,Meloni,Zoržini, M2
riniM
, aſcaroni, Alberi ,dalla Fratta , Piantauigne, Sorci,Gúdi.
zagni,Raffi ,Cardelini,Paſferini;Caledonj,Auolij,Strada ,Schi
aui,Nafini,Ignani,Corni,Somopiccioli,Vguccioni, Toſchi,Ma
garotti ,Pelauacche, Triuellini,Malconſigli ,Guaſtauillani; Cac
cianimici piccioli,Mareſcotti ,Tederiſi,Lanfranchi, Quattropa
ni , Guinicelli , Buonicci, Maraneſi, Ruſtigani, Nanini,Marſilij,
Pegolotti,Loiani,Cornazzani,Gelli,Grechi, Furlani,Feliciani,
Queci,Picigotti,Albaſi ,Spelti, Arcifoſli, da Marano, Conti, s .
Georgio ,Cazzetti,Mātighelli,Biſani,Bardaioni, Angelini,Mar
zalolij , Abbati , Brigadani , Sauioli, Guarini ,Scozzamonti, Facci,
Orſi ,Butrigari,Accurſi,Villanuoua, Mirolini, Bagnari, Sanelli,
Salaroli,
256 DELLA NOBILTA D'ITALIA .
.

Salaroli, Faui, Galuani,Boſchetti, Baldi, Calazzi, dalle Balle ,


Remiſini, Caſtagnuoli, Conti di Panego , Terrafuochi,Malac
cati,Guglielmi, Tarrabuli,Ragazza , da Caſtelde' Britti, Baru
faldi, Bambaci, Baſtardi, Manzinelli, & Creſcenzi . .
Guelfi.escap Alcri ſi appigliarono al partito di s.Chieſa, ſoſtenuto dalla
pirdi Bologna parte de' Gueli ,de'quali furo gli Scappi ſteņi co' Gieremei,
Caccianimici dell'Orſo , Prendiparti,Gallucci,Pali ,Lambertini,
Fantucci ,Gariſendi,Aſinelli, Pepoli, Preti,Gozadini, Rodaldi,
Boccaditecro , Pallaggieri, Graili Vizani, Tebaldi, Angiolelli;
Boccalelli,Catelani,BétiuogliCattelani,Beccatelli, Sampieri,
Bianchi, Bonacorſi, Samaritani,Guaſconi,Cauerzani, Baſaco
mari, Arioſti,Sandelli ,da la Tuata ,Sauignani, Pauaneli, Buon
uicini, Furlani, Ringhieri ,Canetoli, Zagni, Pagni, Poltronieri,
Rombolini,Griffoni, Lamberti, Malauolti,Galuani,Guidoza
gni, Dolfini, Graidani, Migliacci, Ghiſolieri, dall'Oglio , Mon
zoni,Chriſtiani,Triaghi, Pallibuoi ,Boatieri, Munaroli, Priori,
Poeti, Souenzoni,da Sala , Pegolotti, Trieſti , Ghirardini, Baci
glieri,Pauerani, Liazari, Tofabecchi, Plaſtelli, Beccarini, Viuari,
Veltri,Ghiſelli ,da Bagno,Boccadicani,Ricci,Bombioli , da Sa
uignano,Albiroli,Conforti, Formaglini, Baldouini, Vccelletti,
Mantici,Lamandini,da Reggio ,Sabadini,Calamontini,dalPog
gio ,Alamanni,Arcelleſi,Merlini,Papazzoni,Scorui,Arciguidi,
Bonacarti, Ramponi,Vsberti,Paſſipoueri,Zoachini,Cargialeſi,
Baragacci,Brancacci,Vitaliani,Rocchette,Vbaldini,Romanzi,
Mufiolini,Odofredi, Tencarari,daile Correggie ,Melezotti,To
relli,Battagliucci, Arteneſi,Piateli, Bualelli,Raſini, dalla Guar
dalla Maſſa ,Cambij,dalle Cauezze, Panzoni, No
dia,Caſtelli
uieſpade, Chiari, Chiariſſimi, Carboneli, Bianchetti, Pretoni,
Primattici, Foſcherari, dalla Cocca , dalla Mula , Mezouillani,
Fogliani. Leoni, Zabarelli, Bombolognini, Boili, Maluezzi , & Fogliani,
originari di Reggio . In vn lungo cammino non corriſpondono
a i primi gli vltimi paſſi .
Si vnirono finalmente le parti, ſotto la protezione di santa
Chieſa accettate dal Romano Potefice Nicolò Terzo; al quale
furo della Città Imbaſciadori Antonio Māzolini, Liazaro Lia
zari, Romano Romanzi,Tomaſino Vbaldini, Pacio de' Pacci,
Galeotto Lambertini,Tomaſo Ghiſilieri, Nicolò Laftigani, e
Guido Calbuli ; ed in tal modo all'ombra delle ChiauidiPie
tro
NARRAZIONE IV . CAP. II. 257

rro incominciaro la reſpirare i Nobili di Bologna,per le citta


dineſche ritolte horamai laſſi , e ſtanchi. E ' conſiglio di vn
Franceſe politico anzi è detto di Auguſto appo Suetonio: che
non biſogna mai dar mano all'armi, ſe non quando la ſperar
ża più ci moſtra di guadagno, che la tema di perdita .
On ben cóuengono allieme libertà di Republica , & go- CAP. II .
lerno di Monarchia .Quindi è ,che è no li trouano vnqua
congiunti , ò non ponno durare per molti giorni. Dallo di
ftruggimento dell'vno è dipendente la cóferuazione dell'altro.
Non è signore quel Prencipe,che non può comandare fen
za il Senato . Non è libero quel Senato , che dee feruire alle
voglie del Prencipe . Quinci nafcono le violenze ,i popolareſ
chi bisbigli, le ſedizioni. Queſto Oceano ondeggiare dicotali
Republiche è maiſempre ſoggetto al fuſio ,ed al rifluffo de gli
incoſtantise volubili humoridella plebe ; che , ſola tra tuttigli
altri animali paſcendofi di fumo,non ha vento , che più prelto
l'inquieti, che il ſolo nome di Liberta .
Il Legato del Papa vſurpandoſi forſe pità del douere , fù la
cagione ,che i Bologneſi ſeguiſfero del 1376. l'altre Città d'I
talia ; le quali ſotto colore di Liberta à perſuaſione di Galeaz
zose Barnabò Viſconti Précipi di Milano fi.erano già alienate
dall'amiſta de Guelb c Dagli Azzoguidi,Makiezzi, Beruog
e tali aletico i conti di Panego ,Catanidi Vizano, coci di Bruf
colo , Ghiſilieri, Delfini, Galluzzi, Bianchi,Boccadiferro ,To
relli, Liazari, Baldonini, Guidotti; e Beccatelli fu diſcacciato
il preſidio di s.Chieſa ; ed inuiato il Dottore Vgolino Scappi, Ugoline
perſonaggio di alti maneggi, con Petruzzo de' Bianchi, Ame Scappis
bafciadore alla Republica di Firenze ; doue ſen ritornò con
due mila caualli e molti fanti: ſotto la di cui ſcorta frà inalzata
l'Inſegna del popolo Bologneſe col Titolo di LIBERTA '.
s ! Non sa Bologna ,come riminerare il debito ,ch'ella profeffa
al valordi coltui;che col raccordarſene cótinouamente; accià
• che col cenere di quegli non ſtia ſepolto il glorioſo nome , il
quale fù sì gratoalla Patria che le acquiſtò ſenza ſpargimento
di ſangue quel teſoro, cui pareggiare le ricchezze diCrefo è
troppo vile . La libertà a mio credere è ſtata delle più ſingo
lari prerogativie , colle quali volle bonorare la Diuina bontà
l'animanoftra 26,1 12 VIDEO
KK Hanno
TA IA
258 DELLA NOBIL D'ITAL .

Hanno alcuni chiamato la Libertà nettare ſoauiffimo , che


fuole raddolcire l'amarezza d'ogni diſaggio . Io la direi più
toſto il più eminente ſcaglione d'ogni felicità terrena , per cui
faffi l'huomo partecipe di quello che par proprio di Dio.
Chi è nato a coſe grandi non può ritrouar quiete , che nel
1

moto . Seguiro tra le parti nuoue diſcordie sle quali aprirono


al Cardinale di Geneura Generale di s.Chieſa l'entrata nel Bo
Vis. ann . logneſe . Vgolino volonteroſo della publica pace fù col Dot
1381 .
tore Gioanni da Legnano , il cauagliero Vgolino Galluzzi, e
duoi altri del Popolo , mandato a Romà,oue trattò col Papa ;
e tra gli altri Capitoli fu ſtabilito : che la Città di Bologna ri
manelle totalméte libera , ſotto la ſola protezione dis.Chieſa.
Fece all'hora lo Scappi mentir colui, che diede contro le
ſcienze la precedenza alle armi. Ben dicea Pirro il Grande ,
che l'Eloquenza di Cinea , Oratore famoſo hauea più Cittadi
acquiſtate al ſuo Impero che le ſpade arruotate di tanti arma
ti . Quantoè men ſanguinofala Vittoria, è tanto piùglorioſa
ai Vincitori. E ' proprio delle fiere più ſtomacheuoli il laziarſi
di ſangue humano .
golino Per queſta ſtrada caminò il Dottore Vgolino a sì grande ri
Scappi. putazione, che quafiDoge,e Capo del Senato era da tutti ri
uerito ,corteggiato ,inuidiato . Ma, non eſenta dai perigli del
naufragio la calma . Fù ingannata la prudenza di Palinuro
dalla serenità della notte , in cui le stelle fcintillando più lumi
noſe , quali ardenti facelle rendeano più riſplendente il Cielo ,
all’hora che ſoprapreſo dal ſonno douea l'infelice precipitare
nel vaſtiſſimo ſeno dell'onde .

Inſoſpettitifi alcuni de' principali della Nobiltà , veggendo


a diuozione degli Scappi allunti a ipublici maneggi tutti ipiù
valoroſi Cittadini, trattarono di abbaſſar quei papauerische fo
pra le altre piante torreggiando pompoſi s'inalzanano . Per la
legge dell'oſtraciſmo lo Scappi con altri ſuoi fù sbandito das
quella Patria ,che dalle di lui mani riconoſcea táto di autorità.
É ' debole quella fiamma, che coll'aggiunta dell’eſca nó fi auã
pa pità luminoſa, ma foffocata lentamente fieftingue . Hebbe
tempo Vgolino di accomodare le fue facende . Non temette
l'ingratitudine di coloro, che tentauano di far' ombra a quel
sole, che gli arricchi di luce . Non ſoggiace la prudenza diw
ſuo
NARRAZIONE IV . CAP. II. 259

fuo pari a gli infufii de gli aſtri all'hor principalmente,che au


uertita ne viene de i pericoli ful principio dell'opera . Chi ſog
gettò alle ſuenture la noſtra debolezza, ordinò la precedenza
dc i perigli , quaſi ſuono di tromba : acciò che altri ſi poteſſe
ſchermire , cercando altronde più ſicuro ricouero . I sorci
fteffi per naturale iſtinto ſanno allontanarſi da gli edificij, che
minacciano ruina . Alza il Ragnó la tela al creſcere dell'acque.
Alcibiade, quel valoroſo capitano di Athene , ſendo di Sicilia Plut. lib . s .
chiamato per difenderſi da falſe imputazioni ſinaſcoſe ; affer- in akib .
mando eller pazzo colui, che potendo ſchiftarli, ſi auuicina a i
pericoli; ed hauendogli detto vno de' ſuoi amici,ch'era miglior
partito per la ſua innocenza il confidarſi nella giuſtizia de'com
patriotti; arditamente riſpoſe : che in ogn'altra coſa ciò ei do
uea fare ; ma che ne gli intereſſi della ſua vita non fi fidarebbe
manco della propria madre , per tema, che inauertentemente
non gittaflela faua nera invece della bianca , & penſando
fauorire il figlio nol priuaſſe di vita . Non ſi aſſicura la Volpe
di paſar ſopra il ghiaccio che ſta per liquefarſi.
Godea Vgolino nell'eſiglio la pace; quando Bologna ,colma
d'ogni ſciagure, ſottoſopra ne gina ſenza la ſcorta disì gran
letterato . Egli era leggeanimata di quella Signoria ; ſenza
l'opra di cui languiuano tuitte le leggi ſcritte ,come del lor De
mocrito ſcriſſero gliAbderiti . Il ſuo valore lo hauea reſo tan
to neceffario ,che ſenza lui nó haueua più ſpirito la Republica.
Tumultuanano i Maltrauterſi per vfurparne la Tirannia ; fià Diz. 1394.
richiamato lo Scappi co' Zambeccari fuoi confederati;fi ac- Scappi ,
quetaro i tumulticol gaſtigo de ſediziofi. Se il perdono è ope- Zambeccari,
ra da magnanimo,e la vendetta da ſconſigliato , il gaſtigo è pe
rò debito di chi ſoſtiene la bilancia di Aſtrea . Diſſero alcuni,
che la trãquillità dello stato dipēde dalla ſpada di chi comāda.
Entado Nannide'Gozzadiniin progreſſo di tépo dichia- CAP.III.

altra Nobiltà. Carlo de' Zambeccaricol fauor de gli Scappiſi


oppoſe alla corrente de’lor penſieri con tanto ardire , che dal
popolo ſteſſo n'ottenne il primo luogo . E' il premio nodri
mento della Virtu . Morto coſtui di peſte a s.Michele in boſco
l'anno 1399. ſembrando al popolo , che ſenza qualche Capo
non potea, ſoftenerſi quel Reggimento , fi rauno yna grā parte
Kk 2 ai
c60 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Vgsling di eſſo alla caſa del Dottore Vgolino,acciò che egli come ami
Scappi. co fuiſcerato del morto Prencipe „ ritrouafle qualche partito
auantaggioſo per caſa Zambeccara. Sapea quel faggio , che
l'honore è vn'aſtratto , il quale non ſi forma ,che con molti ſu
dori , ma ſuaniſce tantoſto, che ſuapora . Conoſcea , ch'ogni
neo corrompe la vaghezza del ſuo bello . Amaia la cafa -Zam
beccara, lagnauafi della perdita di vn'amico ; ma ſcorgendo
in quegli del ſuo ſangue poco della di lui Virtù ,conſigliò che
la Piebe,rimettendoſi al ſolito gouerno de Magiſtrati,gridaſſe
nella publica Piazza ; LIBERTA '.
In queſto modo fi mantenne Bologna fin ,che viſſe lo Scap
pi ; il quale per amor della Patria parìmolti trauagli . E ' que
iti vn Porto cotanto eſpoſto alle tempeſte , e a i turbini , che
l'eſperienza eziandio de' più faggi Piloti non ſi può afficurare
dalla ruina . ‫و را‬
Si aſſicuro Vgolino , feruendoſi per calamita di vn'iſtraor
dinario auuedimento ſempre indrizzata alla non mai variabile
Tramontana della Pieta'. Stimaua follia troppo volgare il darſi
a credere che il ſuono de ' perigli , fofle inuito alla gloria ,e no
vn ſegno di ritirata. Gli incontrò generoſo non potendo ſcan
fargli. Ed acquiſtofli con queſti mezi gli attributi di Prode ,
di Valoroſo , e forte ; anzi più toſto il Titolo di PADRE
DELLA PATRIA .

Vn'altro pur dello ſteffo nome fù canagliero Gieroſolimi


- , tano , Commendatore di Bologna , e soldato di cuore niente
inferiore alle glorie de gli auoli : fra i quali fi conta quel va
loroſo Pietro che fin del 1296. ne'maggiori bollori della guer
fa gouernò nel seggio de' sedici Senatori quella Republica .
Fù ancora de'Quaranta di quel Senato l'Illuſtriſſimo Mario
ſotto il Pontificato di Siſto Quinto ; al quale ſono dopò la di
lui morte nel medeſimo honore fucceduto i poſteri , Pietro
Maria , Mario Confaloniero di Giuſtizia , & Carlo Luigi ; che
ancora ne' primi anni non men del nome ſi dimoſtra herede :
che delle fingolariffime doti di quel Carlo Luigi Dottore cele- "
berrimo , il quale dopò hauer letto per tre anni in Bologna ſe
ne paſsò alla corte di Roma . Quando tal volta hò białmato
la corte , io non hò mai preteſo fauellar di quella , done ſi
ferue a quei Prencipi folo , l'anima delle azioni di cui è la san
tita
AARRUZ PON E IR . CAP. IIA 26

tita fteſſa . Diquella diffi, di cui vn'erudito Italiano per iſcher


zo ci laſciò ſcritto : come per la volubilità di quell'altro , che
la predomina,non tantoſto iui fille lepiante quella falda co
lonna di Pietro Santo , ſopra di cui ſono ſtabilitii ſodi fonda
menti della Romana Chieſa ; che diede yn crollo ; rinegando
tre volte il ſuo Signore . " Parlai di quella corte, ch'altri chia
mò scuola de' Vizij in cui tiene l'Adulazione, eil Liuore le
prime cattedre . Parlai di quella che ýn nobiliſſimo spirito Bo Gio. Bataifa
Fogneſe raſſomigliò a Poneropoli; Città che nella Tracia edi- Manzini
lib. 3. c. 8 .
ficò Filippo Re della Macedonia ; cosi chiamata , quaſi radu
nanza di trifti, e di ribaldi . É
Nella corte di Roma ritrouò Carlo Luigi vn'armonia di tut
te le virtù regolata dalla prudenza del Vicario di Chriſto ,Cle
mente Ottauo : appo di cui eflendo ben conoſciuta la ſuffit
cienza di quel raro ſoggetto lo ſolleuò a gli honori di Abbre
uiatore de Parco Maiori, & fatto Riferendario dell'vna , e l'al
tra signatura fù madáto in Polonia Abbreuiatore della Lega
zione ſoſtenuta in quel Regno dal Cardinale Arrigo Caetani.
Quindi egli ritornato fù coſtretto partirli da i ſeruigi di corte
per graui infermità . Si ritirò alla patria , iui da sua Beatitu
dine benigniffimamente proueduto di vn Canonicato in quella
Chieſa Metropolitana • Neceſſitato finalmente dalle ſue ſem
pre più graui indiſpoſizioni ottennegrazia dalla santa memo
ria di Paolo Quinto , di raflegnare quel beneficio medeſimo a
Monſig.Filippo fuo nipote , figliuolo dell'Illuftriſs..Mario Se
natore , il primo . Queſti, alcuni anni dopò , lrebbe la Preuo
ftura della medeſima Chieſa ,e finì il corſo di ſua vita in Piacen
za ſoſpirato da tutti i buoni, i quali ſi erano più che molto
vbbligati alla fua gentilezza. Ella è vna calamita ,checon amo
roſa violenza tira a ſe tutti i cuori, benche di ferro
Onſig.Aleſſandro ſuo fratello ,nó ancor giúto al quarto CAP. IV .
M luſtro della ſua età preſe laLaurea nell'vna ,e l'altra Leg Alejandro
ge in quello studio a cui ſin dall'Imperadore Carlo V. venne como diPiren.
conceito il priuilegio di aurato cauagliero ,e conte Palatino'. cenza.
Nell'oriéte de' ſuoi primi anni appalesò l'altezza de' ſuoi pen
freri . Viè, chiall'apparire di Febo.ſul balcone dell'orizonte
argomenta la chiarezza del giorno .
Si condoſſe alla corte di Roma ; oue, eſſendo Auditore del
sig .
262 DELLA NOBILTA D'ITALIA.

sig.Cardinale Fachinetti ſuo cugino, ſeco ſi ritrouò nel Con


claue di Leone Vndecimo , ed in quello di Paolo Quinto .
Giunto all'età matura fù nella Francia per molti anni, e molti
Auditore del Cardinale Vbaldini, poſcia del Bentivoglio , fem
pre impiegandofi in grauiflimiaffari. Richiamato in Italia, da
Paolo Quinto fù conſegrato Veſcouo di Campagna, eda Gre
gorio XV. Nunzio ai Cantoni Suizzeri nelle turbulenze mag
giori di queſto ſecolo . Hor, che quà li trattiene per non di
lungarmipiù tanto nelle di lui ſegnalate operazioni , l'hono
rerò col ſilenzio : già che gli antichi habitatori diquelle mon
tuoſe contrade adorauano il sole lor Nume tutelare con il di
to alla bocca .
Non dirò tanti lunghi, e faticoſi viaggi fatti, e in Italia , e in
Lamagna ; i trattati con le Republiche , con gli Spagnuoli, ed
alori Potentati, per la publica quiete mantenuti . Fu a Coſtan
za più volte Riſedente all'elezione di quel Veſcouo , e Pren
cipe : come anco in Coira a quella di Monſig. Mori; dianzi
di cui in vita del Prencipe Gioanni ſuo predeceſſore cola per
quattro meſi ſi trattenne a comporre differenze di gran rilie
uo , tanto per la giuriſdizione di quella Chieſa , quanto per fa
migliari intereſſi diquel Prelato ; contra del quale parea fol
leuato il Magiſtrato di quegli stati , Erano fcorfi pilì di cento
anni che in Valleſia non era entrato Nunzio Apoſtolico. Egli
lì fu due volte con auãtaggioſi progreſſi dellafedeRomana.
Per ſette anni maneggiò gli intereſſi di Valtellina , & fà prin
cipale cagione che quegli stati foſſero conſegnati al sig .Duca
di Fiano Bologneſe ,fratello del Pontefice ,e Generale dell'armi
della Chieſa; mentre da vna banda erano trauagliati dalle géti
di Spagna ,e dall'altra da iFranceſi, e Grigioni con pari forze .
Le pili horribili Tempefte fanno proua de' buon Nocchieri ;
poiche non è di gran fatica il condurre vna Nauc , c'ha il Vento
in Poppa .
Conobbe Noſtro Signore Papa Vrbano Ottauo , quanto di
giouamento così Eminente soggetto potea apportare a cotali
negozij ; la doue confermollo nellamedeſima carica. Affanna
uaſi il buon Prelato per la Pace d'Italia ; e qualacceſa Lucerna
per dare il lume ad altri , diſtruggeua ne trauagli ſe ſteſſo :
Quando sua Santità, dandogli ſegno ,che molto hauea a cuore
i ſuoi
NARRAZIONE IV . CAP.IN 263

i ſuoi ſudori ,pēsò da quella di Cāpagna trasferirlo alla Chieſa


di Capaccio . Fra queſtomentre morìil Veſcouo di Rimino ,
a cuifù deſtinato succeffore lo ſteſſo Mófignore ,come lo rag
guagliò di ſubito con aniſo particolare a nome di sua Beati
audine l’Eminentiſs. Card. Barberini. Vacò a quei giorni me
delimi la Chieſa di Piacenza molto più riguardeuole delle fo
dette . A queſta hauea la Prouidēza de'Cieli deſtinato vn Pre
lato di tanti meriti; fi come per lo auanti era ftata gia Sede di
sagri Porporati,di Perſonaggi santi,di Romani Pontefici d'im
peradori,e Prencipi .Sono talile vere ricompenſe della Virtiì ,
benche talhora non agguagliano.il merto, si
In publico Conciftoro fidichiarò il Pontefice circaqueſto
particolare co molte lodi di Monfig.Scappi: ed indi richiama
tolo a Roma lo deſtino Nunzio iſtraordinaridai Précipi d'I
talia per trattare la pace ,che conla morte dell'Altezzadi Man
toua. D.Vincenzo Gonzaga reſto dall'armi dell'Imperose di
Francia molto turbata per tutta Lombardia . Queſta non heb
be effetto , perche, oue nó fititroua difpofta la materia è fti
mato impoſſibile introdurui la forma. La bizzaria de' Frāceſi,
l'auidita de' Tedeſchi e forſe gli intereſſi di Spagna , e di Vine
gia ſi oppoſero a i prudenti conſegli di quel Prelato . La forza
di Ercole non ſarebbe bafteuole a domar' in yn punto tanti
horreuoli Moſtri : da'qualiſembranata la guerra per popolar
l'Inferno e ſpopolare le più Illuſtri Pronincie .
Deſperato il negozio ſi condofle a Piacenza ; accolto da i
Cittadini con apertifſimiſegni di ſingolare diuozione , ed ho
nore . Qua ſi può credere lo deſtinafle Iddio per ſollieuo di
queſto affitto Popolo : atteſa la côtinoua reſidenza di quegli,
e la follecitiſſimacura ,ch'egliha moſtrato verſo di tuttised in
particolare de’Monafteri delle sagre Vergini ridottigià a ca
lamitoſi homeistanto penofi e grani,quáto gli hanno arrecato
la peſtilenza crudeliffima dell'anno 1630. e le paſſate guerre .
E purè vero che a ' colpi di vna ſpada ogniſcudo reſiſte ; ma
al ferire di vn fulmine non è nell'armeria della potenza hu
mana ſchermo, o difeſa ,.
Per correzionedi molti abuſi, e per riforma de coſtumi ſre
golati del Clero congregò vn Sinodo generale , in cui dimo
Itrò molto zelo della diſciplina Ecclefiaftica , volonteroſo di
ftabilire
264 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

fabilire la ſtella nel Veſcoato di Piacenzasqual'egli hauea pro


moſta appo i Grigioni,e Suizzeri in più di cento Diete , ed in
tali altre generali Congregazioni di tutti gli Eccleſiaſtici della
fuaNunziatára . Ei sa beniffimo, chaerftorde n'appariſce la
Terra in produrre popolo santo , perche ſono rari i miniſtri
Plin . lib.18 . colmi di santità . Offerua Plinio , che più fecondi luhureggia
Cap. 31 ro i campi,quando erancoltivati nondalle manide gli ſchia
ni , come hoggidì ; ma da quelle de' Regi , come all'età
paſſateji
Se i meriti della famiglia Scappia, non ſono ſtati a pieno in
queſti rozzi fogli rappresetati,
quali ſon’eglino.: afcriuaſi tut
to ciò non a colpa di affetto , che più vorrebbe ; ma áll’impo
tenza dello ſtile, chę più non può .. Ne ſono così ordinari,
che dalla debolezza della mia pemápoſſano compitamente
fpiegarſi, comedeſidero . Non è efla di quelleterrene Deita,
da cuiè tanto aggradito Bincenſo A . nzi, che lamodeftiadi
quief Religiofiffimo Prelato di Piacenza mia Patria , non può
foffrire il rifleſſo de' ſuoi ſplendori . Doue direifenza dubbio
di più ; ' s'io mipoteffi'aſſicurare, che non fotlero mai
-411 per effer lettida lui queiti minuti abbozzi; quali ſe
ſaranno graditi per vn ſemplice atteſto di af
fettuoſa offeruanza e
, veritiero racconto
INO di quanto hò ritrouato in altri libri,
.ftimerò molto bene impiegati -
Si miei ftudi;le mie fatiche
‫ راهب‬، nè haurò che a ram
:; ‫ ܝ ܢ‬. | pognármi più .
i Itali riso de' miei ,
besser pur
i ..., 3 troppo fuen . ».
turati ,ſu 2 : !!!
. i dori.;';;"

‫أرح‬i ‫ و دردنده‬I ‫ ای را ۔ اید‬. ‫د ده‬ : ‫در‬ . in is ‫در دل دارد‬

-; ? reyna
-0,13 Ilus
ibol 15 Categoria L.C ...
ila .
Origine
7
NARRAZIONE V. CAP . I. ' . 265

Origine de' signori Biraghi di Milano, di Francia,


e di Piacenzu .

NARRAZIONE VINTA .

E Famiglie d'Italia non ſono tutte ,quantunque nobilif- CA P. I.


fime,e grandi ,della condizione medeſima ; poſcia che
molte a guiſa di fiumida i loro baffiffimiprincipij di
fingandoſi ſono arrivate ad vna vaſta ampiezza . Ed altre or
goyliofamente, quai fuperbi Aquiloni, incomit.ciando ne ' ſe
coli pallati con deboliſſimo fine vengono già ridotte a vn lie
ue foffio . La Biraga,e tante altre nello ſtato primiero in o
gni età ſi mantennero ſempre; copioſiſſime d'Illuſtri Perſo
naggi nell'armi,e nelle lettere : ſpiriti Nobiliffimi;c'hanno ec
citato a merauiglia ilmondo . Ten !
»; Non è certo , che i signori Biraghi di Milano da i popoli Bi
turigi della Francia , habitatori della Città di Bourges,appref
ſo il fiumeLigeri diſcendeffero : del cui valore få ne' ſuoi Com
mentari atteſto veritiero Ceſare Imperadore . Il Bugatti lo
ſcriue . Effi signori hanno per tradizione di efferſi annidati in
Italia , fin quando gli Imperadori,qua diſcédendo per intereſle
di guerra con poderoſi eſerciti,vi lalciauauio poſcia al lor par
tire NobiliſſimiCapitani per generali Vicari, ed alloluti Go
tiernatori de gliacquiſtati luoghi . Alcunide primi letterati
dello ſteſlo Lignaggio più facilmente credettero ; che gli An
tenati loro foffero originaridel sangue Inſubre , o Gallo Ciſal
pino : ma che a lor ſia auuenuto quell'infortunio , di cui altri ſi
dolgono , che perduta ſia , dico , per ingiuria de' tempi la me
inoria. Ricuopre l'antichita ſotto il velodi vn tenebroſo oblio
le pallate memorie : Cedono alla voracita di quella i metalli,
ed i marini; n'euui potenza bafteuole di reſiſtere alla ſua Ti
rannia si
Tabida conſumit ferrum , lapidesg. vetuftas , Ouido de
Nullaço res maius tempore robur habet : Ponro : 8 .

Queſta Prouincia d'Italia,chefù altre fiate signora dell'Uni


uerſo ,eſſendo ſtata rinouata pili volte da diuerle Nazioni , ed
accreſciuta non ſolo di Cittadi e Castella madi Colonie nuo .
LI ue ,
266 DELLA NOBILTA D'ITALIA .
ue , di coſtumi, e di lingue : ed hauendo bene ſpeſſo cangiata
l'antica forma del ſuo gouerno datale da i Romani , quando
hebbero signoria di tutto il mondo diſtrutta non ſolo da i Bar
bari, ma eziandio da i proprij Cittadini; mācarono le storie ,
s'oſcuraro i bei raggi& , ne divennero meno tutte quell'altre
coſe , per le quali ſi mantengono viue le paſtate grandezze ;che
non ſol danno lume, fplendore ed ornamento alla poſterita ,
ma la [pronano ancor' a ſeguire gli honorati veſtigi de gli An
tenati . Più efficace 'argoinento per accenderſi.i'animo alle
virtù , nóriconobbero i valorofi Lacedemoni: che il rammen
tar ſouente le generofe geſte de' lor maggiori. Tali quelle ſon
de' Biraghi, che nati ammiro ad alte , e grani Impreſe ;le quali
dalle più dotte penne de ' paſſati deſcritte , fecero per ogni
parte di Europa riſuonare i lor gloriofi Nomi.
Per ſuperare la triformechimera del tempo rappreſentante
l'infocato Leone del futuro ,che ci atteriſce ; la velociſſima Ca
pra del preſente ,che di baleno ſen fugge ; il velenoſo Drago
del paſſato , ch'altro dopò fe non ci laſcia, che pentimento : è
d'vopo di vn nuono Bellerofonte ſopra vn'alato deſtriero ;
parlo di vna coſtante Fama : a gloria della quale fi ſcriue la
tradizione dell'erudito Franceſco Sanſouini ; che tra le princi
pali Famiglie dell'Italia annouerando queſta de Signori Bira
ghi atteſta : che da mille anni in qua ſempre chiariſsima nella
città di Milano fi conſeruò. Scrive anco il Corio ,ch'ella ſin del
1198.quiādo la Città diMilano hauea quattro gouerni il prin
cipale di cui era quel de Cattanei, & Valuaffori,( che in Piacen
za de'Conti, de' Baroni,e Marcheſi hor ſi direbbe )teneuano i
Signori Biraghidegno luogo tra i Primi. Riferiſce lo ſteſſo ,
che dell'anno 1241. armatiſi i Biraghi, contro la plebe fauori
ta da molti Nobili, foſtennero la parte dell'Arciueſcouo ; vo
lendo per ogni modo ,ch'egli tanto neltemporale ,quáto nello
spirituale alla Patria signoreggiaffer . L'Egeo di vn gouerno
popolare non è mai ſenza tempeſte , non ſi ſolca ſenza nau
Corio ann. fragio . Giannibello Biraghi aiutò Sopramonte de'Lupi,Mar
32494 cheſe di Soragna Parmigiano , Pretore del popolo Milaneſe ,
nel riſcuotere il pagaméto ,che far doueaſi per l'ottaua del de
bito di quella Città. Nella pace detta di sant'Ambrogio,che
fegui l'ammo 1258. eſſendo Capitano del popolo il Cote Mar
tino
NARRAZIONE V. CAP. 11. 267

tino dalla Torre ,fià ſtabilito ,che tutti quei di caſa Torriana con
Landolfo ,e Daneſe Criuelli,Gaſparo de Biraghi, e tutti i Ca
pitani,e Valuaſori collegati di già col popolo , poteflero ritor
nare alla Patria . Ma , ſuccedendo nuoue gare dipoi, fù eglicon Corio ann .
fuo fratello Alberto confinato a Piacenza. Nelle pallate guer- 1285 .
re haueano ridotte a fine con lo ſtraordinario valore dell'in
uitto for'animo faticofiffime Impreſe .
RA tale a que' giorni la potenza di queſta ſchiatta , che CAP . II.
E sépre leggeli nell' Iſtorie trali primi fautori della Chieſa:
abbondò di ricchezze ,e di honori a : ndò del pari co i Précipi
d'Italia . Dimolto pregio ſtimarono i Torriani gia diuenuti
Signori di Milano e di altre gran Citta ,la parőtela loro.Morto mon
HindiRie.
. ann .
il Conte Martino ( la cui donna vuole il Sig.Lodouico dalla 1359.
Chieſa col teftimonio del Boſio , foſſe pur di caſa Biraga ) fuc
ceſe il Prencipe Filippo ſuo fratello ; del quale ſcriue' il Bu- Bug.lib.4.
gatti : che per iftabilirſi meglio nella Signoria di quelle popo
late Cittadi,cercò la congiunzione delle più potenti Famiglie,
e ſi accoppiò di nuouo con quella de' Biraghi. Queſti gene
rofi Signori anteponendo al priuato intereſſe fvtile publico ,
.
dopo la morte del Prencipe Filippo ſi armaro con tanti altri
contro la Tirannia di Napo dalla Torre ſuo Nipote . Oldo fù Cario ann :
vn de'fei, nelle mani di cui Viſconte de' Viſconti di Piacenza , 1272 .
eletto Podeſtà di Milano , fè il giuramento . Di vn'altro del
medeſimo nome, gratiſſimo al Duca Gio. Galeazzo , fece ri
cordo Franceſco Sanſouini. Ed egli è vero : che dopo la rui
na de' Torriani non hebbero in Milano i Précipi Viſconti per
ſonaggi più accetti, che quei di queſto sangue . Guglielmo
pronipote diGiannibello marito Barbara ſua figliuola a Fran
ceſco secondo Caſtiglioni : seguì l'Arciueſcouo Gioanni de'
Viſconti ; & gouernò il popolo di Lodi. Gioannolo ſeruì al Corso ann .
Duca Gio. Galeazzo , col quale ſi ritrouò all'entrata , che fece 1 368.
Leonello figliuolo del Rè d'Inghilterra , quando ficondoſſe a
Milano per iſpoſare la Principella Violante figliuola del Duca .
Raffaello Fagnani nella ſua Iſtoria m.s. fà ricordo di vn tale
Corrado de' Biraghi , Capitano di gran valore : che dopo di
eſſerſi gloriofiffimaméte diportato nelle guerre di Lombardia
cotro l'Imperadore Federigo il Primo, moſtrò altretanta virtù
contra i Comaſchi, hauendo il generale comando dell'armi di
LI 2 Milano ,
268 DELLA NOBIZTA D'ITALIA .

Milano . Egli reſtò a tradimento vcciſo . E' gloriofa la morte ,


che per honore della Patria ne viene .
Morigi lib. Annouera i Moriggia nel Conſiglio de i nouecento Nobili
4.cap.144 di Milano l'anno 1388. Birago, Gioannolo ,Antonio ,Ambro
gio , Deſiderio , ed Adoardo . Di queſto folo Autore ſi ſeruì
nella caſa Biraga il Sanſouini. Få ancor ricordo il Corio ſotto
l'anno 1449. di vn Marcello Biraghi Conſigliero , e Capitano
del Duca Franceſco il Primo . Ed a quei giorni fiorì Lampu
gnano Biraghi caliaglier di gran cuore l'opra di cui molto gio
nò alla Patria dopo la morte di Filippo Maria vltimo Duca
della caſa Viſconte ; & fù collega de'Senatori,quando quella
Città reggeuaſi a Republica , chiamati Prencipi della Libertà .
Habbiamo ancor ricordo in diverſe scritture di vn'Abramo
Biraghi cauaglier Milaneſe Padre del famoſiffimo Mafiolo .
Nel Chioſtro di S.Franceſco , nella Citta di Milano princi
pale Conuéto ,ſi legge queſta scrittura in marmo,opra di Ago
Itino Buſti, per cui ſcorger ſi può la difcendenza de'viventi
Biraghi. 10.Marco Birago, & Zenoni Binago Mafiolus Biragus
fratribus ſuisSapiëtiſſimispoſuit, & ſibi.Fil.Zenonis, Nepot. Car
lini, Pronep. Spinoli, Abnepot, Lantelmi,& c. Nobiliffima Bri
gida filia Ioannis Marci Biragi dedicauit ann . Salutis 1522.
Mafiolo de' Biraghi ncila corte del Duca Gio . Galeazzo fü
di nobile grido . Fù Maggiorduomo del Duca Gio.Maria ; &
Preſidente generale ditutte l’Entrate dello stato . Lo confer
mò ne'medeſimi honori il Duca Filippo Maria,al quale viſſe
fempre gratiffimo ſin’alla morte . Lungi il Nauiglio oltre di
Caſtelletto godè molti poderi,e fabricò la Chieſa di Lugagna
no nel medeſimo luogo : ſopra la di cui porta intagliate leg
genanſi queſte lettere . Spečtab. Egregius Vir D. Mafiolus
de Birago, Ducalis Curiæ Magister Generalis. Queſta Chieſa ri
nouata che fù ; trasferiro la Tauola di tale Inſcrizione , & la
ripoſero nel muro verſo la Piazza: Erano di lui figli Andrea ,
Caterina e Margherita. L'vna fù moglie di Bartolomeo Beac
qua ; l'altra di Giuliano Ghilini .
Morig.b.6. Andrea cognominato il Magnifico ( titolo , che già diſfi, in
quell'età non ad altridouilito , che a Prencipi, e gran Baroni )
ferui con grandi honori al Daca Filippo Maria Viſconte ; Ca
meriero ,Conſigliero di Stato ; & fendatario di Fraſcarolo con
la
NARRAZIONEV . CAP. '11. I 269
la Caſſina de' Botti ; e la Torre de' Baretti in Lomellina : giu
riſdizioni ampliffime di merose miſto Impero ,conceſſeli lan
no 1441. con ſimile priuilegio . Quo magis fidem prudentiffi.
mam , fingularem deuotionem ; indefefjas vigilias, aſſidua obsco
quia , tolerantiam laborum , multiplicesa . virtutes attendimus,
Egregij confiliarij diletti , Andree de Birago ,& c. Succeffero
nuoui doni d'acqne, e poderi sù quello d'Ottabiano . Queſti,
dopo la morte del ſuo Signore , di vicino iſcorgendo l'vltimo
fceinpio dell'amata ſua Pátria , per l'aſpra guerra, che le hauea
di già moſla it cote Franceſco Sforza figlio adottato ,e genero,
del fù Duca Filippo : zeloſo come buon Cittadino del bene ,
della quiete , e grădezza di quella ; fù ilprimo ,che alla Nobilta .
Milaneſe perfuadeffe la Signoria di Franceſco,come già poco
auanti hauea fatto col medeſimo Duca , mentre moribondo
giacea . Il sangue Iteffo , non che le donizie, e iſudori no può
pagare il debito dalla culla contratto con la Patria .
Effendo , dico , non lontana la morte di Filippo Maria Vif
conte : due parti di fazioni nemiche , la Bracelca de conti Pi
cianini ,e la Sforzeſca del cote Frāceſco di lui genero , gli addi
mandarono ciò che volea ordinare in prò de gli stati di Lom
bardia . Era capo della Sforzeſca Andrea Biraghi,il quale per
fuadea il ſuo signore, che inſtituille ( ilche poi ne ſeguì dopo
molte rivolte) vniuerſale lierede il genero : quantunque Fran
ceſco Landriani capo della Braceſca molto fi adopraffe per
Alfonſo Rè di Napoli. Dividendoti per la morte del Duca in
diuerſe fazioni i Milanglijſeguirono i Biragni quella del conte
Sforza '. Per lor conſiglio ,e aiuto Roberto Sanſeverini nel Ca
ſtello di Pauia fece prigione Guglielmo Marcheſe delMon
ferrato ; il quale , ſendo a' ſeruigi dello ſteſo Conte , hauea de
liberato di occupare à fuo nomela Città di Aleflandria . Vua
deliberata riſoluzione è l'anima di sìimportanti negozij: poi
che le ribellioni nel principio diffimulate s'accreſcono ; accre .
fciute non così toſto ponno eſſer ſuperate .
I neghittoſi faran di rado fortunati mai . 6. Paftor Fish
Andrea Biraghi, Aleſſandro Sforza , e Antonio Simonetta attozofrenost
Ambaſciadori cel conte Franceſco fi querelaro in Senato con
la Republica di Venezia per li fauori fatti a inimici di quegli ,
Opró , che Antonio Vintimiglia per ſoſpetto di ribellione
ca
delſe
270 DELLA NOBILTA D'ITALIA.

deſſe nelle mani della Giuſtizia. Infinitamente giono a quel


glorioſo Prenze l'opera,ed il conſiglio delBiraghi. E 'felicità
grande di vn Potentato l'hauere Conſiglieri pieni d'ogni vera
Ichiettezza,e fedelta . Vſaua dire Franceſco di Almeida , che
vno de' peccati maggiori, che contro la Diuina , ed Humana,
Maeſtà cometreffero gli huomini , era il dire nelle Conſulte il
parer loro contrario a quel, ch'eſſi intendeuano donerſi dire.
Fanno di lui memoria il Simonetta nella Sforzeide,ii Corio,
il Moriggia, il Bugatti, il Sanſouini, D.Pietro Ricordati nell'I
ſtoria Monaſtica ed altri graui Autori . Hà yn fuperbo sepol
cro nella Chieſa di S. Marco in Milano . Antonio ſuo fratello
appo gli ſteſſi Prencipi di Milano fù Conſigliere , Cameriero ,
Morig. 1.c. Maeſtro dell'Entrate , e Capitano . Tralaſciauo , che nella Si
gnoria di Gio.Maria Viſconte fauorendo iBiraghi la fazione
delDuca , per opra di Frāceſco Viſconte al ſuo signor nemico,
fù ſaccheggiata ed arſa la Terra di Lazzate , feudo diquella ca
fa . Si aſcriuiono a parte delle Vittorie gli ſtrazijsele raine, che
vn generoſo cuore ſoffre, e patiſce per difeſa del dritto . Da
Iſabella Souica generò Gio.Paolo , Gio.Pietro , Franceſco ,Da
niello, Orſina, Zaccarina , Caterina , Bellena, & Lucia : ne gli
animi, o coſtumidi cui fè gran pompa il valore , il decoro , la
Nobiltà .
Lucia hebbe duo nobiliſſimi Conſorti, Filippo Federici , e
Gio.Battiſta Criuelli . Bellena Antonio de Legnani. Caterina
Girolamo Fagnani, ed Innocenzo Cavenaghi. Zaccarina Fi
lippo Lampugnani, & Girolamo dalla Croce . Orſina Antonio
de Dugnani . Senza figli morì Gio.Paolo ; gratiſſimo al Duca
Gio. Galeazzo Storza , e al Duca Lodouico : per l'amoroſa
maniera de' ſuoi signorili coſtumi, e per la cõpitezza di quelle
doti, che ben conuengono a Cauaglier ſuo pari.
Ranceſco co' fratelli dal Duca Franceſco Sforza conſegui
CAP.III. F vn priuilegio di perpetua, generale , affoluta, ed ampliſſi
ma eſenzione ; c'hà vn'elegante eſordio di fimile tenore. Sepe
quidem animo reuoluentes, & mente cogitantes,quàmintegrafi.
de constantia , re &titudine, á perſeuerantia Nobis infeuiuerit,
dum eſſet in humanis, Spettab.q. Andreas de Birago Ciuis Me.
dialanenſis nofter Dileftiffimus rem fanè indig nam faceremus,
niſi Nobiles , crc. Morto il Duca Franceſco , gli ſuccefle Ga
leazzo
NARRAZIONEV . CAP. IN. 271
leazzo Maria , il quale dichiarò il BiraghiGentilhuomo ordi
nario di ſua Camera . Dalla Ducheſſa Buona dopo la morte
dell'amaro Conſorte fù deſtinato Commiſſario in Como per
mantenere quella Cittade a divozione di Gio :Galeazzo . Mo
ſtrè tanta fede , tanta prudenzae cuoreche da quei giorni ca
minò ſempre a gradi più eminenti ; Collaterale generale, Co
lonello ,Maftro diCampo ,e Cortigiano gratillimo, infeudato ,
priuilegiato dal Duca Gio. Galeazzo , dal Duca Lodouico , e
da Borſo da Efte .
Queſti fù il primo de' Signori di Metone ,e Siziano ; fendi
ch'egli hebbe in dono da Gio.Galeazzo ,co la giuriſdizione di
vēti altri Villaggi, per le coſe honorate, ch'oprò in ſeruigio de
fuoi Signori,e Prencipi. Mancherebbe có la virtuge col valore
il mondo, fe mancaſſe la gratitudine. Quel Prencipe ,che con
honorie doni non riconoſce i fedeli feruigide' ſuoi miniſtri,
non ſperi di lungo tempo mantenerli al polleſſo de' ſuoi stati.
Siziano è quello ſteſſo krogo che il Coriosed altri Settizano
chiamarono , già detto prima il Caſtello di Mombrione , alla
guardia dicui l'Imperadore Federigo Barbaroſſa l'anno 1161.
Faſciò col conte Palatino il Marcheſe diMonferrato ,ed il cote
Guido Biandrate con molte genti d'arme . Sette anni dopo
lo ſaccheggio . Quiui furono carceri, come gabbie di groſſi
traui, nelle quali furo mefli prigioni alcuni fuoruſciti Milaneli
da Vberto Palauicini Prencipe grande e Guglielmo ſuo agnato
Marcheſe di Scipione , Piacentini.
Dalla figlia di Marcolino Barbavara nella Città di Milano
Perſonaggio di molto pregio (Agoſtina nomofli ) generò An
drea Pietro , Bernardo Pietr'Antonio , e Daniello .Nella Chieſa
della Paſſione di Milano è ſepolto in vn'auello di candidiffimo
marmo ; opra di Andrea Fuſina . Zaccarina ſua figlia fù mo
glie di Aleſſandro Fiorenza , e poſcia da Chriſtoforo Caſtiglio
ni : Cauaglieri Illuftriffimidi quella Patria ..
Daniello , che dicemmo fratello di Franceſco , fù Dottore
dell'vna, e l'altra Legge , Apoftolico Protonotario ,Rifferenda
rio e dell'vna ,e dell'altra Signatura ; Collettore della sāta Sede
per tutto lo stato di Milano ſotto il Pótificato di Sifto Quarto .
Il Duca Gio.Galeazzo Maria lo creò Senatore ,e Conſigliero,
& nel ſuo priuilegio di lui trattando dice . Is enim ex Birage
gente
DELLA NOBILTA ' D'ITALIA .
272
gente natus, quæ per innumerabiles anros honeftiffimum locum
inter Nobiliffimas huius nostre Vrbis familias tenuit . Aſceſe
finalmente all'Arciveſcoato di Metellino , Lesbo da gliantichi
chiamata, nobiliffima Città dell'Aſia , capo dell'Iſola , il circui
to di cui è di cento quaranta miglia , e in larghezza arriuera a
ſettanta ; è pofta nell'Arcipelago , ſeſſanta miglia diſcoſto da
Cerra ferma . Polfedette ricchezze grandi, & nella ſplendidez
za, nella pietà , nella magnificenza pochi pari conobbe. Alzò
da i fondamenti il nobiliſſimo Tempio de Regolari Canonici
Lateraneſi , chiamato la Paffione diMilano : nella cui Chieſa
( eflendoui ſepolto in vn'arca di marmo con tanto magiſtero
lauorato,che ſarebbe ben degna di vn Romano Pontefice ) or
Morig.loc.
dinò che foffero per l'anima fua all'Altare maggiore ogni gior
no celebrate due Meſſe , ed vn'officio ogni anno .. Laſciò , che
gli Ordinarij col Clero della Metropolitana per vna volta ogni
anno la fe ne giſſero a celebrare per la caſa Biraga il santo sa
grifizio, Carico dello Iteſſo.i Canonici disant'Ambrogio : co
la che al preſente puntualmente ſi oflerna in meinoria di Pre
lato sidegno . Arricchì,dico ,ilmaeſtoſo Tempio della Paflio
ne di ricca fuppellettile Eccleſiaſtica ,drappi d'oro,e di seta ar
genterie , & limili precioſiſſimi arredi . Alla Congregazione
Oliuetana nella Badia di Caſtiglione ,vna delle più antiche del
lo stato Palauicino tra gli stati di Piacenza, e Parma , aſſegnò
buona entrata per la menſa de Monaci . In queſto modo ibe
ni della Chieſa da i Prelati zelanti dell'honore di Dio vengono
diſpenſati . Non a i Nepoti laſciò le ſue ricchezze , ma allo
spedale maggiore di Milano .. Lo potea far ,nó volle : per ac
commodare i ſuoi andamenti ſecondo quelli, che in altri ſin
golariſsimi; e giuſti riconobbe .
Egli hauea la Comendadel Priorato inſigne de' Santi Felice,
e Tranquillino di Baſilica Duce di Fiorenzuola pel Piacétino ,
la quale perſenerò molti anni nella caſa Biraga . Andrea ſuo
Nipote figliuolo di Franceſco ferai al Duca Lodouico con
carica di segretario di stato , Colonello d'Infanteria ,e generale
Sanf. Bugar. fuo Collaterale . Al Rè Luigi con l'honore di Capitano,e Co
Morig . 1.c. miffario generale della Darſena di Pauia , & di tutti i Fiumi, e
Laghi delMilaneſe ;il priuilegio di cui venne dal Rè Franceſco
confermato con molta lode . Illuftrein armi, fama grande
acqui
NARRAZIONE V. CAP. 111. 273

acquiſtoffi nelle ſue impreſe ,e ſotto la Mirandola,e ſotto Bre


ſcia . Fù generale de'caualli di Francia di qua deimonti . Pie
tro di lui fratello ,effendo códottiero di cauaili in ſeruigio della
Lega , vn giorno vſcì di Fruſolone , disfece due compagnie di Guicciard.
Spaghuoli có la morte del capitano Peralta . Militò colonelio lib . 18.ann .
di fanti fotta Franceſco Primo : non conobbe paura ,oprando 1526 .
ſempre virtuofiflimamente . Coloro atterriſce la morte ; la di
cai fama mancherà con la vita ,
Dopo che gli Imperiali dalle mani del Rè lo stato di Mi
lano ricuperarono ; s'accoſtò Pietro Biraghi a Don Antonio
Leua generale di Carlo Quinto ; dal quale hebbe in vita vna
banda dicaualli Leggieri,ed vna compagnia d'Infanteria, prin
cipali I'vna , e l'altra tra quelle d'ordinanza . Hebbe la ſtella
carica di Andrea capitano della Darſena . Morì al ſeruigio di
Ceſare ; Maſtro di campo ,e capo del preſidio di Pauia l'anno
1528. con chiariſſima fama di capitano ardito , valoroſo , e fe
dele . Colto divna archibuggiata nella coſcia, per la quale fra
poche hore ſpirò , non volle mai da terra eller lenato , acciò
che i ſuoi per ſuo riſpetto abbandonando la difeſa non patif
ſero danno . Moſtrò coraggio grande ,& fefofle vifuto potea- Guicciard.
no i Franceſi-diſperare l'acquiſto di quella Piazza . Hebbero lib.i9.
gli Imperiali di sì gran perdita più che amari ſcontenti .
Ernardo terzo tigliuolo di Franceſco dopò di eſſere ſtato CAP. IV .
B ,
in età di trent'anni monacoffi nell'ordine de gli Humiliati .
Nominoffi Franceſco , e fu Prepoſito di S.Gio.Battiſta di Mi
lano . Pietro Antonio il fratello hcbbe nel Piacentino il Prio
rato fodetto ,ch'altri Badia chiamarono di Fiorenzuola. Quiui Grande eo
in vn tempo ſteſſo alloggiò a proprie ſpeſe il Romano Ponte- del Biraghi
fice Paolo Terzo , e'l Criſtianiffimo Re Franceſco Primo, con in Fioren
suola .
ſeguito di Cardinali, di Baroni, e Prelati . Fece lo ſteſſo con
Carlo Quinto d'Auſtria Imperadore in copagnia ditanti Pren
cipi Germani,Italiani e Spagnuoli: Lodano queſto fatto Don
Pietro Ricordati, Franceſco Sanſouini, Paolo Moriggia ,ed al
tri ; ſendo molto più degno di quello di Pompeo Magno,che
Capugn, in
nelle antiche storie tanto fù celebrato per hauer dato hoſpizio Irin Iral.obi
al Rè di Egitto . Nella deſcrizione di Piacenza ſcriue Girola- de Placen .
mo da Capugnano . Duodecim millia paffuum altiùs in eadem pag.1 40.
Mm pia
274 DELLA NOBILTA' D'ITALIA.

pia Florentiolam effe videmus , Vicum non mediocrem : quem


Fidentiam , vel Fidentiolam antiqui dixerunt. In eo Abbatia
eſt quidem Illuftris, quam Petrus Antonius Biragus Abbas ani .
mo regio ,& fanè magno , non ſecus, ac Pompeus Magnus, qui
Aegyptium Regem excepit , Franciſci Primi Gallorum Regis ,
Caroli V.Imp.& Pauli III. bofpitio decorauit . Per eller Rè a
così gran Prelato măcauia non l'animo,non i merti ; ma la for
tuna . Daniello ſuo fratello , signore di Metone, e Siziano,Dots
tore del collegio de' Giudici di Milano Senator Regiose par
tigiano della corona di Francia , gouernò dopo Lodi la Città
Biragbi in di Piacenza . Fabricò , e dotò la capella de'Biraghi in S. Fran
Piacenza. ceſco di Milano.Generò da Lucrezia de' Nobili Vareſi di Ro
ſate ( figliuola di Ambrogio Dottore collegiato Piacentino , o
riondo Milaneſe ,e Fiſico del Duca Lodouico) Gio.Fráceſco ,
ed Aurelio Baſſano . Il primo entrò col nome di Frāceſco nel
l'ordine Humiliato , e fu Comendatore della Prepoſitura di
Monza . Il ſecondo tenne la signoria di Merone , e Siziano ,ed
hebbe da Sulpizia figlia del conte Maffeo Landriani Daniello ,
e Giacomo Marcello con alquante femine.
Daniello, terzo di queſto nome, Comédatore del Priorato
ſtello di Fiorenzuola nel Piacentino , fùù Apoftolico Protonota
rio, e dell’vna , e dell'altra segnatura Rifferendario , Dottore
eccelétiſſimo. Serui Papa Greg.XIII. appreſſo Franceſco gran
Duca di Toſcana . Gouernò Narni,accetto per la ſua integri
từse lettere a molti Cardinali ed alla Sereniſs.Republica di Ge
noua . Egli è ſepolto nella Chieſa maggiore di Fiorenzuola ,
Biragbi in nella qual Terra anc'hoggidiilluſtremente perſeuera la diſcen
Fiorenzuola denza de' signori BiraghiſuoiNipoti. Giacomo Marcello ,sig.
di Metone , e Siziano, cauaglier in Milano l'anno del contagio
1576. eletto Generale Viſitatore per gli Quartieri di porta
Ticineſe molto giouò alla Patria , e difeſe le proprie terre da
sì gran male : fabricò la Chieſa di Metone con bella architet
tura . Sposò Franceſca di Aleſſandro de' Beuolchi Nipote di
Girolamo Caſtiglioni Preſidente dell'Eccelſo Senato . Hauea
parentela con le principali famiglie di Milano . Frì Padre di
quatordici figli . Franceſco, Renato , Andrea,Aleſſandro , Da
niello, Antonio, e Pietro : Sulpizia, Erſilia ,Dorotea ,Giuſtina,
Laura , Zaccarina, e Franceſca .'
Sulpi
NARRAZIONE V. CAP . VI. 275
Vlpizia fi maritò nell'Illuſtriſs.Fabio Boccabarili cauaglier CAP.VI.
S Piacentino, e da eſſa diſceſero i signori del caſtello di Ron Boccabarili
co; Gabriello Arciprete di Dugliara , tra i cauaglieri della Cor di Piacenza.
netta bianca nelle paſſate guerre Capellano maggiore dei Se
reniſs.Odoardo Farneſi noſtro glorioſo Duce ; & Gioanni Bat
tiſta cognato dell'Illuſtriſs.Marcheſe di Grazzano Piacentino .
Di queſti il Primogenito ferue alla corte della Sereniſſima no
ſtra di Piacéza con altri cauaglieri di Milano e della ſua patria.
Morirono in freſca età Dorotea , e Giuſtina : l'altre ſorelle
con le Zie Giuſtina ,Aurelia ,Erſilia ( figlie del fù Aurelio Bal
Cano anolo loro ) ſi conſegraro tra sagri chioftri allo spoſo del
Cielo . Clelia vítima figliuola delmemorato Aurelio Baſſano,
dopo la morte di Aleſſandro Beuolchi ſuo conforte,paſsò alle
Marufti di
ſeconde Nozze col Dottore Antonio Maria Maruffi Nobile , Piacen
za
e collegiato Giudice di Piacenza,regio Senator di Milano.
Viue Franceſco signore di belle ,e buone lettere ,suocero di
Franceſco MariaMezabarba Gentilhuomo Paueſe . Ed egli è
l'arbitro delle caualereſche coteſe di Lombardia : anzi d'ogni
parte d'Italia, eſſendo Cauagliero di molto credito , cócorro
no , come ad Oracolo , spiriti nobiliſſimi per cotai deciſioni.
Si leggono i ſuoi diſcorſi ſopra queſte materie fatti cotro l'O
leuano, la difeſa del Taffo, due libri di conſegli , ed altre deci
ſioni di conteſe caualereſche : nella cui profeſſionenon ha al
cun ſuperiore , ha pochi pari ; congiungendo alla Nobiltà del
Lignaggio la più vera dell'animo . Renato ſuo fratello ſotto
il Duca Aleſſandro noſtro Précipe inuitto ha militato in Fian
dra . Nell'età giovanile mancarono Aleſſandro , ed Andrea .
Daniello ſotto il Marcheſe Spinola è ſtato nella Fiandra Capi
tano d'Infanteria Italiana. Antonio morì fanciullo . Pietro Ca
uagliero di Malta ha ſeruito due volte p Capitano d'Infanteria
Guerra di
Italiana la Maeſtà Cattolica : ed in particolare nella guerra , Vercelli
l'ar
fatta contro l'Altezza di Sauoia per difeſa del Card.Ferdinado no 1617.
Duca di Mantova , a cui hauea Don Carlo Emanuello con le
forze Franceſi per gli intereſſi del Monferrato , moſſa aſpriſ
ſima guerra occupando Alba, Trino , e Moncaluo , aſſediando
ſenza alcun frutto Nizza ,e tentando l'acquiſto di Nouara ,per
che dal Rè Cattolico era con munizioni , e genti ſoccorſo il
Cardinale . Sotto Aſti ſi venne al fatto d'armi : reſtaro ſupe
Mm 2 riori .
276 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

Leggafi il Ca riori quelli del Re, e fù coſtretto nella Citta ritirarli con tutti i
prista nell'I. ſuoi il Duca di Sauoia . Intorno d'eda inutilmente eflendoſi
forie d'116
Tis. trattenuto l'eſercito Spagnuolo ,ſi conchiuſe la pace . Di eſla
non reſtò pago il Rè Cattolicose mädando in Italia D. Pietro
di Toledo nacquero tra lui , e'l Duca diuerſe differenze circa
l'eſecuzione de' promeſſi Capitoli . Si leggono alle ſtampe le
querele del Duca . Quali elleno già foilero ; ſi venne vn'altra
volta all'armi: Fece egli nuoui apparecchi:chiamò l'Aldighiera
in Italia : s'vnà ſegretamente co Veneziani . Per ſodisfare a D.
Pietro , il Duca di Nenours affali la Sauoia ; ed egli attaccādo
il Piemonte occupò Santia, S.Germano , Gattinara , Canelli,
e molti luoghi fortidelle Langhe . Se il Mareſciallo non fofle
ſtaro richiamato in Francia ,erano gli Spagnuoli coſtretti a riti
rarſi fuori del Piemonte ,dopo che il Précipe Vittorio figliuolo
di Sua Altezza hebbe occupato il Principato di Maſlerano , S.
Damiano ,Alba ,Monteggio ,ed altre Piazze . Eſſendo i Vene
ziani travagliati nel Friuli ed i Franceſi ripallati i monti,fì al
fediato Vercelli.
Quiui adunque Pietro Biraghi gloriofiffimamente dipor
tofli, ed in particolare ,quando andò ad incontrare il ſoccorſo
di quattrocento corazze , che con munizione da guerra anda
uano per entrare in Vercelli : la doue hauendo egli veduto ef
fer da i generoſi Piemonteſi cacciata in fuga la caualleria del
Rè di Spagna, s'auanzò con ardire hauendo di ſua ſcorta ſet
tanta moſchettieri, laſciata buona guardia al ſuo poſto , gli'n
cótrò ſenza tema : e fatto loro vna falua di moſchettate acceſe
có le palle infocate i ſacchetti di poluere,che teneuano ſopra
la groppa de' lor caualli con fette muli carichi della ſteffa. Non
più di trenta entraro nella Piazza ,e gli altri nell'ardor delle fia
me vi laſciaro la vita . Queſta fù del 1617. ed a i 1 2. di Lu
glio reſtomorto all'aſfalto,che diedero gli Spagnnoli, sboccan
do nella folla . Finalmente Vercelli cápeggiato da tutti i lati,
diſtrutto dalla fame ,e dal cannone ſi arreſe a patti. Calarono
poco appreſſo i Franceſi , ed occupando diverſe forti Terre
del Monferrato , e dell'Aleſſandrino iacilitaro il trattato della
Pace, c'hor cõ il nuouo aſſedio di Vercelli (altroue da noideſ
Rberb . 4. critto) annullatto ſi vede . Se a queſti giorni viuefic Cicerone
mutarebbe quella Sentenza. Aimis Italia non potest vinti :
nec Gracia diſciplinis .
NARRAZIONE VI. CAP. 1. 277

Altri di Famiglia Biraga Milanefi , Franceſi,


e piacentini.

NARRAZIONE SESTA .

Ietro Biraghi canaglieroIuſtriſs.Milaneſe, figlio del ca- CAP. I.


uagliero Antonio e fratello dell'Arciueſcouo di Metel
P lino , è celebrato nell'Iſtorie del Corio . Il Duca diMi
lano armollo canagliero a (pron d'oro, creollo ſuo cameriero ,
conſigliero di stato , e senatore. Acquiſtò Ottabiano, feudo
de conti Rosli di Piacenza . Sottoſcriffe l'anno 1483. ad vna
lettera da i Milaneſi ſcritta , per foccorſo di Ercole Duca di
Ferrara , alDuca Lodouico . Queſto gran Prenze in vn ſuo pri- Dar. Viglew.
uilegio concernente a certe grandi ragioni d'acqua fà cô tali 19.sep.ann,
1490 .
parole degno ricordo della caſa Biraga . Domus ſuæ antiqua
Nobilitas . Appo lo ſteſſo conſeguìil generale gouierno della
corte . Sposò labella de’ Lampognani figlia di Preciuallo No
bile Milaneſe , e di Caterina Spinola, Dama principaliſſima di
Genoua . In queſte Nozze moſtrò la ſua eloquenza Frāceſco
Filelfi , laureato Poeta , Oratore Ducale . Racconta che i Bi
raghi erano fin’all'hora di ſangue congiuntiſſimi a i Viſconti,
Auogadri, Souichi, Puſterli, Moroni, ed Amadei .
Furono loro figli Andrea , Franceſco , Galeazzo ,Carlo , Ce
fare ,e Gio.Lodouico ,che fanciullo morì . Andrea cauagliero
di Malta , e famoſo corfale fè grandi acquiſti alla ſua Religione.
Conſeguì la Comenda d'Inuerno nel Paueſe, oue fabricò vna
parte del caſtello . Morì ,contra de Turchi,in ſeruigio di Dio,
valorofiflimamente combattendo . Franceſco fuo frateilo fu
cauagliero aurato , & padre di Gio.Battiſta , Gaſparo , Baldaſ-
faro ,Melchiore , e Fioramonte . Galeazzo il fratello effendo
ſtato in Nouara general commiſſario della milizia del Daca
Maſſimiliano, dopo che le genti di Francia s'impadronirono
del Milaneſe ſi accortò al Rè Franceſco , & gouernò per quello
la Città di Pauia . Quleſti del 1523. dopò hauer occupata la Guies lib .19
Piazza di Valenza ,fu ſconfitto da D.Antonio Leua di cui reſtò
prigione. Morto diſſe il Bugatti, ma s'ingannò di certo : im
però ſi ritroua dipoi a ſeruigi di Carlo V. e di tutto lo stato
di
27.8 DELLA NOBÍLTA D'ITALIA

di Milano . Nella coronazione del medeſimo fuà delegato dal


popolo di Milano in Bologna , per ſupplicare S. M. reſtar ſer
uita di dar la Liberta alla ſua Patria . Hebbe luogo tra i primi
del conſeglio di Ceſare, del senato del Duca , dell'armata d'I
talia : e per lo Impero gonernò Pauia . In Lomellina fù Ge
nerale delle genti Auſtriache . Da Donn'Antonia Triuulzia
forella del valoroſo Gioanni Giacomo laſciò di fe Franceſco ,
Pietro , e Renato con Lucrezia mogliere di Giulio Vimercati
da Concorreggio , & Giulia del Marcheſe Ottauiano Malaſpi
na feudatario diScaldaſole . Carlo fu Comendatore della Ba
dia di S.Vincenzo di Milano , & della Prepoſitura di Santo Al
bino di Mortara. Ceſare lor fratello , & generale collaterale del
Rè di Francia ſposò Laura Torriana madre di Giacomo An
tonio , Luigi, Girolamo, e Carlo . Di Gaſparo compitiffimo
Gentilhuomo,signore del feudo di Ottobiano ,erano figli Pier
Franceſco ,Gio.Battiſta , e Giulio Ceſare .
CAP. II. Ranceſco figlio di Galeazzo fu cauagliero , e capitano Il
F luſtre ,cõſigliero di guerra, e colonello, prima per li Fran
cefi, pofcia per gli Imperiali nel Milaneſe. Hebbe il comando
ſopra tutte le genti del flì Pietro Biraghi , e Pietro Bottigella
dopo la di lor morte . Sua moglie fù Camilla Cuſana ſorella
di quel gran colonello Marc'Antonio ;dalla quale nacqueroGa
leazzo Biraghi; Antonia moglie del capitano -Aleſlandro. de'
Giorgi di Pauia, Beatrice diMonſieur di Poirino , Briſeide di
Girolamo Schiaffenati Milaneſe , Aurelia diCeſare Carneuali
Dottore Tortoneſe , & Monica del conte Gio.Maria da Mede .
Pietro fratello di Franceſco è ſtato cauagliero comendatore
dell'Ordine di Malta , e capitano di caualli Franceſi . Renato
Dottore dell'vnaje l'altra Legge,non fu Franceſe ,come alcuni
credettero . Nacque di Galeazzo nella Città di Milano li 2.di
Febraio del 1506. & fu de' Giudici di coteſto collegio , Perſo
naggio di gran Dottrina, di gran bontà ,e valore .
Renato Cær. Hebbe coſtui tutti gli honori della corte di Francia ,gouer
nò la Città di Lione , rintuzzò a gli Vgonotti l'orgoglioſo ardi
· re , fece rifare in vna notte con preſtezza ammirabile il ponte
di caſtel nuouo preſſo Cognaccio diſtrutto da gli Heretici, &
nella notte ſteſſa vi aggiunſe vn'altro ponte di naui, e tauole
fabricato ; ſopra di cuifacédo paſſare l'eſercito Criſtianiſſimo
ſconfiſſe ,
NARRAZIONE VI. CAP. II. 279
fconfiffe ,ed atterri i ribelli della Romana Chieſa co morte del
Prencipe di Condè loro capo supremo ,eſtrage grande della
parte nimica . Queſto auuenne li 13.di Marzo 1569. Eſſendo
Preſidente di Parigi fece alto per la corona di Francia contro
la sereniſs. caſa di Sanoia . Diuenne gran cancelliero di Fran
cia ,e per conſiglio fuo Enrico III. fece trattenere in prigione
il Duca d'Aumala . Dicea Renato in vn vna Lettera aliai fe
greta al Rè .
Che la ribellione ' della Nobiltà di quel Regno era la ſola
immediata cagione delle miſerie ,che l'opprimeuano. Che per »
trattenere il popolo di Francia , acciò che un giorno ſenza dub
bio, ſopra di queſto eſempio di ribellione impunita, e feliee , »
non ſi ſolleualle contra del ſuo signore ,ed vſcille furioſainete
da i confini dell'obedienza , era d'vopo condurre, con la ſeule- »
rità del caſtigo , i Gentilhuomini al debito . Che non douea »
S. M. aſcoltare chi le diceua la Nobiltà Franceſe eſſere il pri
mo neruo del ſuo stato , perche eflo potrebbe in vna perga- »
mena far piu Nobili e grandi che nó potrebbe perdere in yna, »
o due battaglie . Che queſta opra sì buona donea incomin- »
ciarſi nel Mareſcialle d'Anuille , facendolo ritenere , & rimet- »
tere al Parlamento per fabricarne il Proceſo , in cui ſi troua- »
rebbero cotanti eccelli , che baſterebbero per eſaltare la giu- »
ſtizia del Re, ed iſcuſare auanti tutto il mondo la rottura del ,,
faluo condotto . Che tutto ciò,che ad arte ſi fà da i Prencipi ,
co’rubelli Vaffàlli della loro corona per liberare gli stati da »
più gran mali, è giuſtiſſimo, è lecito .
L'vltimo capo di queſta dottrina ſenza grandi limitazioni
non è da tutti ammeſlo . Il Vannozzi, che tanto eſalta l'ofler
uanza de salui condottino haurebbe ſottoſcritto a queſta let
tera . Il P.Gioanni di s.Maria che nella ſua Politica con l'aut
torita delle sagre scritture ,de' santi Padri e di antichi filoſofi
vuole , che non ſi debba ingannar maiveruno ; che a niſluno ſi
può mancar la promeffa non contraria alla Legge di Dio ; che
ogni infedeltà non ſolo è con peccato ,ma co iſcapito delpro
prio honore ; che parola de' Prencipi vale quanto lo ſteſügili
ramento , in materia di stato ; non haurebbe cócorſo al parere
di sì grand'huomo. Dice Monſig.Botero che il Précipe ſenza
mantener la parola non potrà conſeruare la ſua riputazione ;
ch'ella
280 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

ch'ella procede da coſtanza d'animo, e di giudizio ; e che reſe


glorioſo appo i Fiamminghi il noſtro Duce Aleſſandro Far
nefi. Non vuole eſſere partita in due l'Anima, ch'è così ſem
plice , come il punto . Certo non riconoſco altra Politica ,che
quella , che dalla morale Teologia dipende i Con tutto ciò
Helle ſue azioni tanto prudentemente li diportò Renato : che,
come Aagello de gliHeretici,gaſtigo de rubelli del Regno ,be
nemerito di S.Chieſa, fà eletto Cardinale da Papa Greg.XIII.
Militò in Piemonte ,ed in Francia ſempre gloriofamente. Morì
del 1583. il primo di Decembre . E ' ſepolto in Parigi nella
Chieſa di s.Caterina , con queſto diſtico .
Quid tibi opus ftatuar fatiseft statuiſe Birage
Virtutis paffim tot monumenta tuæ .
Hebbe ne' ſuoi primi anni per conſorte Valenza conteſſa Bar
biana Piemonteſe : da cui nacque vn figliuolo , che morì gio
nanetto , e digià daua ſegni di non degenerareda ſuoi mag.
giori ; ed vna femina nominata Frāceſca ,che Illuftriffimaméte
accafoffi oltra de ' monti . Scriffe di Renato la vita Gio. Mau
mont Iſtorico Franceſe . Giacomo Antonio figliuolo di Ce
fare Biraghi, fu Abbateze Preuoſto delle comédedi Carlo de'
Biraghiſuo Zio , gran Prelato di s.Chiefa ..
CAP.111. Vigi fratello di Giacomo Antonio , figliolo diCeſare , è
L ſtato de' maggiori capitani d'Italia . Paſsò in Frácia l'an
no 1535. che fù il 23. diſua età ,hauendo con altri faoi con
giunti accompagnato Giveura de' Tornielli a Valenza del Del
tinato , doue con Gio.Franceſco Roma di lei nouello spoſo , e
Preſidente diquel Parlamento celebrate có gran feſta le Noz
ze , ſi condolle alla corte del Rè Franceſco , che a tai di dimo
raua in Lione . Quliui fù accolto il giouinetto con grande ap
plauſo , e contento del Rè. Indi col colonello Cuſano più ſo
pra memorato venneco molta gente deſtinato a incominciare
in Piemonte vn'altra guerra , rinouãdo per le ſegrete,ed aperte
intelligenze , che il Duca di Sauoia teneua con l'Impero , dal
quale egli hauea in dono la Città d'Aſti, le antiche pretēlioni
di Nizza, ed altre piazze di quà de i monti pofledute da icóti
di l'rouenza , Marchcfidi Saluzzo ,ed altrifeudataridel Regno:
oltre le ragioni dotali di Madama Lodouica fua madre, che fù
ſorella di Carlo IX. Duca di Savoia padre delDuca Emanuel
Filiberto
NARRAZIONE VI. CAP . III . 281

Filiberto inimico di Francia . L'Ammiraglio Sciabotto s'im


padroni di tutta la Sauoia . Al primo arriuo hebbe il Biraghi
Cauaglier maggiore ,ed altri luoghi groſſi, dianzi che Monlig.
di Bitone calalle neh'Italia . Infruttuoſamente Carlo V.alle
diò Turino difeſo da i Franceſi . Il Cuſani li 25.di Luglio 1536.
vſcì di quella piazza con mille dugento fanti Italiani ſotto Lui
gi de' Biraghi e con vna banda d'huomini d'armi ( compagnia
di Monfig.d'Anibau ) incontrò lo Scalenghi, e Franceſco Mar
cheſe di Saluzzo capitani Imperiali appreſſo Caſtiglione, doue
iDBiraghi ſconfiſſe cinque compagnie delMarcheſe . A Carde
s'attaccò la battaglia , nella quale reſto d'archibuggiata il Cu
faniferito a morte ; ciò inteſo dal Biraghi ſi ſpinſe auanti fra
le ſchiere nimiche, che le ſue proprie auanzauano in numero ;
ſmontato da cauallo l'ardito giouanetto s'affacciò co ' capitani
Auſtriaci , e dopo vn-lıngo , ed oſtinato combattere tenne il
ponte da lor difeſo , paſfollo , li cacciò in fuga , con la preſa di
noue inſegne,& gran numero di prigionieri Illuſtri , fra i quali
ſi-annouera Ottauiano Scrofati Luogotenente del conte Mal
ſimiliano Stampa maſtro di campo . La fortuna diMarte tutta
è ripoſta nelle mani della prudenza, e dell'ardire de' capitani
Accolto da Monſig.Buria gouernator di Torino con molta fe
ſta ,fù deſtinato a Valenza del Delfinaco , one ſi ritrouaua il Rè,
per appreſentargli le acquiſtate bandiere del nemico . Luigi,
e Franceſco Biraghi furono dichiarati colonelli in Italia . Ricor
nato egli in Piemonte ſorpreſe la fortezza diValengo ; nè le
ſentinelle ſi accorſero dell'aſſalto , quantunque ſentiſſero di
notre tempo ftrepito nella foffa , credendoſi, che foſſe cagio
nato dalloche , che in quella ſoleuano trattenerſi . Quello è
buon capitano , che sa vſare gli ſtratagemmi. Il Marcheſe di
Mulfo abbandonando i contorni di Torino per queſta impreſa
tutto confuſo ficondofle in Aſti. Il Biraghi s'azzuffò con gli
Imperialitra's.Germano ,e Santia conacquiſto di tre cannoni:
acquiſto ,i'dico di sì grande importanza , cheal Sereniſs. Alef
ſandro Farneſi ; quando reſtò in Francia ferito , molto più a
cuore fù la ſicurezza dell'artiglieria , che del Prence Ranuccio
vnico ſuo figliuolo . Nulla dimeno queſto moſtro di bronzo ;
che imitando i fulmini diGioue fà più rumor che danno ,im
portádo poco meno di vn terzo di tuttala ſpeſa della guerra ;
Nn poco
282 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

poco vale in campagna . Abas Re della Perſia, che fù Hagello


all'armata Turcheſca , fuori che ne gli aſſedij non vsò Artiglie
ria, moſtrando di non far molto conto di vn'ordigno ,il quale
conobbero gli antichi più d'imbarazzo che di ſeruizio .
Rinuouata la guerra , mentre il marcheſe del Vaſto teneari
ſtretti con affedio Turino , e Pinarolo , vſcì di Verolengo, fuo
feudo donatoglidalRè l'ardito colonello Biraghi ed appreſſo
Chiuaffo affali gli Imperiali co prigionia del capitano Nicolò
di Borgo . Nel tempo della triegua per diece anni tra i Fran
celi, e gli Auſtriaci ſtabilita ,gouernando Turino Monſieur -di
Langè,alcune copagnie di Franceſisch'eranaj di preſidio ,fi ſol
leuarono ponendo tutta la Città in armi con l'innato furore
della loro Nazione : al quale molto in tempo s'oppoſe il co
lonello Luigi accompagnato da molti Vffiziali del Rè più va
lorofi , e fedeli de i fedizioſi . Dall'vna , e l'altra parte nella pu
blica piazza , di vicino al palazzo dell'aſſediato Gouernatore,
ſi venne all'armi; donando gli ammutinati archibuggiate con
grande liberalità a tutti della corte . Vidde il Biraghi caderfi
à fianco diuerſi capitaniye ſoldati de' più famoſi ,oppreſſi dalla
gragnyola delle moſchettate nimiche ; non ſi atterrì anzi s'a
uanzò tanto ,che quei ribelli depofte l'armi patteggiarono con
honeſte dimande . In ogni luogo.non ſi trouano di queſti
çuori : ne' quali non può indurre la tema della morte animo
vile , perchenon può toglier la vita delle loro gloriofe azioni.
Rotta la triégua ,la quale non paſsò l'anno terzo ; da Vero
lengo li moffe ilcolonello Luigi con quattro compagnie di
caualli ; cadauno di cui portaua vn fante archibuggiero in
groppa . Afialtò la fortiffima piazza di Verua (che a giorni
noſtri cosi gloriofamente per tanto tempo refítette all'armata
Spagnuola ſotto il Duca di Feria ) la preſe fubito ; e tagliò a
pezzi in quella dugento sanai leggieri con prigionia ditutta la
Impreſa de compagnia del capitano Chiucchieri , tra gli Albaneſi nelle
Cbiuccbieri.
guerre famoſo cauagliero ; il quale portaua nelle bādiere vna
faceta impreſa per dimoſtrare la ſua ardita Natura . Hanea vn
feroce lupo , che ſtraſcinandoſi a dietro yna pecora lacerata
era ſeguito da due cani,che tenean'volto il capo per attendere
da i compagni il ſoccorſo contra sì fiero , e feroce nimico .
Eraui queſto motto . Pauēt oues ,timēt canes, intrepidus maneo.
In
NARRAZIONE V'I. CAP. NI . : 283

In tempo ſe ne beffò il Biraghi · Dall'ecceſſo del ſuo valore


era precipitoſaméte portato ad impreſe di gră periglio. Auui
sò il PreſidenteRenato de' Biraghi ſuocugino , e tutti gli altri
principali miniftri del Rè di Francia , facendogli apertamente
conoſcere gli ſtratagemmi di Ceſare da Napoli per occupar
la piazza di Torino .Sono rari gli ſpiriti, a' quali è dato in ſorte
penetrar tanto a dentro . Se ii Viltarino occupò Cremagnuo
la , e il marcheſe del Valto fece acquiſto del Mondeuì : egli
preſe Brufalco in Monferrato , importantiffimo poſto a glin
tereſſi del ſuo signore ; per non ſoffrire,che di queſta Prouin
cia foffero ſueiti i GIGLI.
Teneano p lo crin la fortuna i capitani Frāceſi l'anno 1544 .
quando il marcheſe del Vaſto per lo vegnéteverno licenziò le
fue genti . Ma Luigi con Monlig. di Tes, inuitato da vna bella
ſtagione,paſsò la Dora Balcia ; & con cinque mila pedoni oca
cuipo Crefentino all'hora gouernato da vn tal conte di Gaui :
Liuotno , Fontanè, Palazzolo , Delana , e s. Germano ; Piazza
ch'aſpettò più di cento trenta colpi d'artiglieria con vn fieriſ
fimo aſfalto, per cui fotto condizioni honorate patteggiò col
Biraghi il capitan Franceſco dalla Croce. Erano a queſta im
preſa Carlo, e Girolamo Biraghi fratelli di Luigi, il capitano
Mauro da Merate ,ed altri valorofi Italiani : fenza di cui maino
potráno gli eſerciti di Francia di quà de i móti per lungo tépo
renderſi formidabili . Indarno tentò Luigi per ſegreti trattati
di hauer Vercelli, e Trino. Appreſſo Cereſuola ei combattédo
a lato il generale ſconfiſſe l'eſercito Imperiale con grandiffima
ſtrage . Nè mai ,ancorche nella teſta ferito ,fin dopò la Vitto
ria volfe vfcir di battaglia . Il Rè di Francia lo confermò l'anno
vegnente , che era dell'erafua il tréteſimo terzo capitano , co
lonello , & gouernatore di Chiuaſlo , signore di Verolengo ,fcu
diero , ciamberlano , e conſigliero .
Succelle a si grā Rè il figliuolo Enrico di tal nome il secon
do ; fotto di cui ſcorrendo il Monferrato hebbe Cerreto con
preſa di quel gouernatore,e ſanguinoſa ſtrage di quattrocento
Spagnuoli,chevaloroſamente combattecero . Ruppe di là vi
cino caualli,e fanti di Ceſare da Napoli. A š.Balengo diſperſe
tre inſegne d'Imperialiche procurauano l'entrata diVolpiano.
Dal deſiderio di glovia Stimolato Luigi pésò lapiù importāte ,
Nn 3 12
2843 DELLA NOBIZTA' D'ITALIA .

la più difficile, e la più ſpauéteuole impreſa ,ch'altri haurebbe


ſognato . Se co i giudizij de glihțiominiſi accordaſlero quelli
di Dio , ſarebbe ſenza dubbio felicemente riuſcita . Seppe per
opra de' nimici la negligenza loro vſata nelle Vigilie per la di
fela dell'ineſpugnabile caſtello di Milano ; là deſtino per vift
tare i poſti alcuni ſuoi fedeli, ed hauuta la certezza del tutto
fece vna fcielta de' migliori ſoldati delle ſue truppe : incami
nogli a Milano partiti in diuerſe Iquadriglie chepiù di quattro
non erano aſlieme, e l'vna ſapea nulla dell'altra . Caminauano
con tal'ordine chenon ſapēdo quel che haueſſero a fare ſi ap
parecchiauano ad ogni cenno prontamente vbbidire . Seguitò
egli poſcia a' confini delMilaneſe con la caualleria per li Can
toniSuizzeri,paſſando il tutto con molta ſegretezza : eleméto
principaliſſimo della ragion di stato . La ſegretezza è quella ,
che ſuol facilitare ogni diſegno . E ' di danno più toſto , che
di profitto la mina , cheſuapora. Imitò in ciò Marcello Ma
cedonico , il quale da vn curioſo richieſto de' ſuoi penſieri per
la guerra di Spagna: contentati,riſpoſe dinon ſapere quello ,
che ſe dalla camiſcia ,che porto indoſſo , penetrato hora foſſe ,
ſpogliandomene di ſubito la gettarei al fuoco .
Non riuſcì tal maneggio al Biraghi per cagione diąnzi non
auuertita da coloro , che miſuraro il muro del caſtello : ſendo
le ſcale riuſcite troppo corte , le quali erano doppie, ed incal-, 1
trate l'vna nell'altra , ed eſſendoſi per l'humido dell'acqua gon
fiato il legno non mai puotero deſincaſtrarſi, onde per isfor-,
zarie ne ſegui qualche Atrepito , che fù oſſeruato dalla senti-.
nella , la quale ricorſe all'archibuggio dimandando ,chi vi foſſe.
Pensò ella, che dal guizzar de' peſci foſſe accaduto ; e gittata
vna pietra nella foffa ; i Franceſi temendoſiſcoperti ſenzaſcale
fi dipartirono .
Entrato, non dopò molto tempo , nelSaluzzeſe D.Ferrāte
Gonzaga ; e hauendo ,per la debolezza delle genti di Francia
pocoatte a guerteggiare fuoridel lor paeſe , acquiſtatogran
Terre, ſtringea Bena d'aſſedio . Lirigi vſcito di Chiuaſlo incor
minciò a battere Verua , e sforzò (con auuantaggio grāde del
partito Franceſe ) Don Ferrante abbandonar l'impreſa -Segui
rono altre fazioni per l’yna e l'altra parte memorabili ,e degne
di sì gran capitanilin all'anno 1554. quando per invidia d'al
cuni,
.. , NARRAZIONE VI. CAP. II " 285

Cunije riporti comuneméte giudicati di poca fede fîà leuato il


Gonzaga ,ed in ſua vece ſorrogato Don Gomez Suarez di Fi
gheroa, vecchio di poco ſpirto , e meno auezzo al maneggio
dell'armi. Dell'occaſione ben Li valſe il Biraghi con la preſa
ſicura di Vercelli , il quale abbandonò di ſubito non hauendo
cannone per battere il caſtello nè tanta gente per opporſi al
l'armata ,che veniua ſotto Nicolò Secchi da Milano. Preſe con
Girolamo e Carlo filo fratello ſotto il comando diMonſieur
di Briſac Iurea Città con molte altre fortezze . Hebbe Santia ,
la preſidiò , e la cinſe con meze Lune per teneruiſ forte di vi
cino a Vercelli. Entrò nel Monferrato con preſa di buone, e
grofle Terre : l'anno vegnente hauendo riconoſciuto il caſtel
di Caſale sant'Euaſo indofle a quell'affedio i capitanı Frāceſi,
che diportandoſi conforme al ſuo conſiglio hebbero vn vittoa
rioſo ed importante acquiſto . Mando l'Imperadore a quella .
banda con groſfiffima armara il Duca d'Alba -il quale hebbe
quello che volle, fuori che Santià difeſa dal Biraghi, ancorche.
ſenza muro , glorioſiſſimamente per lungo tempo lin tanto ,
che Carlo ſuo fratello co buon neruo digére gli diè ſoccorſo .
Scorſero di là a poco i Frāceſi il côtado di Vercellige Nouara.
Ricuperò Luigi Gattinara, e altre Terre , poco pria da i Mila
nefi occupate a i ſoldati di Francia : ed vſcito di Santià al foc
corſo di quelle„ruppe eſcófife Girolamo-Sacchi gouernatore
di Nouara , ſoldato Veterano : fè trecento prigionicon Ani
nibale de Medici di Melegnano : acquiſtò molte inſegne tutto
il bagaglio , tre pezzi di cannone : & con mille dugento fanti
disfece nouecompagnie d'Italiani,ed vna di Tedeſchi. Più con,
ſiſte la Vittoria glorioſa nell'ardire , e prudenza del condottie
ro ,che nelle forze , ed armi della milizia .
Nel conſiglio cheſegnì in Reggio ,Città di Lombardia stra
il Dirca diFerrara, e quel di Ghiſa colCardinale Carrafa , fù
propoſto dal Duca di Ferrara, che Laigi Birago per la ſtrada
del Monferrato entraffe nello stato diMilano . Non lo soile " I'10
il Pontefice ,chiamando il Ghiſa per l'impreſa di Napoli. Il Rè
di Erācia lo dichiarò cauagliero di s . Michele , generale della
fanteria Italiana, e con altri gradize titoli di gran riputazione,
oltre vna compagnia d'huomini d'arme.. Sotto Franceſco di
lui figlio,e Carlo IX .eſſendo generale di quà de imonti , go
nernò
286 DELIA -NOBIZTA' D'ITALIA .

úernò il Marcheſato di Saluzzo ,otie moſtrò gran zelo della re


higione Cattolica, del ſeruigio del Rè , e del ſuo honore . Op
prefle ſin che viſſe il Caluineſınó ; fù la sferza de gli Vgonotti,
benche molti n'haueſſe nel ſuo eſercito , come confederati, o
vallalli del fuo signorė. Gioanni diCartagena dopo tanti al
tri Autori con l'autorità dell'Arciveſcouio sant'Antonino , del
Cardinal Gaetano, e del Molina proua : ch'è lecito in guerra
giuſta a vn Prencipe Cattolico ſeruirſe di ſoldati , o Prencipi
Infedeli . Sottoſcriuono Pietro di Lorca , Emanuello Rodri
quez ; & quaſitutta la scuola de' Teologi; ma con queſto pe
ro : che non ſiegua per l'inſolenze di cotai miſcredenti guer
rieri Icandalo contra il culto di Dio : condizione da porſi in
praticá táto difficile , che il Maldero Veſcovo di Anuerla dice
hauerli di poco credito il ricercare ne' ſoldati la fede, ed in par
ticolare in gente già ribella della Chieſa,e di Dio . Meglio fa
rebbe impiegar nelle guerre ſudditi di buon coſtumi, e divita
imocente , quanitinique in poco numero, confidati nell'aiuto
di quello ,che protegge le cauſe giuſte. Nulladimeno vsò Luigi
tanta feuerità contra degli Infedeli ,che mai ſotto di lui non fiì
notata mutazione ,o tumulto . La deſtrezza del capitano può
tal'hora imbrigliare l'indomito furore de' ſuoi ſoldati .
Morì in Saluzzo del1572. ſeſſanteſimo della ſua età : fù de
poſto il cadauero nel ſepolcro di que' Marcheſi. Parlano del
fuo valore il Sigonio , Natale Conti ,il Bugatti,Franceſco San
fouinijil Ricordati,e diuerſe scritture vedute dall'Autore . Suo
fratello Girolamo capitano di fanterìa Frăceſe ſi ritrouò quaſi
a tutte l'impreſe di Luigi . Fece prigione il conte Ercole Mar
tinenghische con cento cauallife ne giua alla volta di Volpia
no . Da Margherita Terzaga ſua prima moglie generò Ceſare,
Andrea ,Pompeo Ercole ,Franceſco ,Carlo ,Pietro ,Luigi,e Ro
domonte . Da Luigia Auogadra Nobile Piemontele hebbé
Orazio , Filiberto , e Girolamo .
CAP.IV. Arlo loro fratello già memorato nelle rodette impreſe
fà Cauagliero di s.Michele , Gouernatore di Chiuaſlo ,
Condottiero d'huomini d'Armi,e Gentilhu amo della Camera
Regia . Auuisò il Duca di Niuers de' trattati de gli Vgonotti.
Aiuto il conte dosáta Fiore Generale di Papa Pio V. e Fabiano
dal Monte Generale diCofmo gră Duca di Toſcana , entrati,
Oi! contra
NARRAZIONE VI. CAP. IV . 287

contra de gli Vgonotti a' ſeruigi di Carlo IX. nella Francia .


Diede egli,quantunque trauagliato dalla Podagra il poſto alle
genti Cattoliche, & lor fù guidage capo nella giornata memo
rabile di Moncontorno in cuiperirono ſei mila Lanzichinec
chi con tre mila de' rubelli di Francia ,oltre l'acquiſto dell'Are
tiglieria, munizionise bagaglio , rimanendo feriti i primi capi
della dannata setta . Nell'armata Cattolica mancarono tre
mila fanti , e trecento caualli.
Per mezo di sì gran Capitano ,e per valore dell'Italianami, contro gli
lizią volle la Divina Bontà rintuzzare l'orgoglio di quegli ſce. Heretici veg
lerati : falli Euangelici del Vangelo nemici : Irreligiofi preten Sotero meble
denti di nuoua Religione: allenati, e nodriti col latte dell'Em - ſue Relazio .
pietà . Moftri, dirò , più toſto dell'Inferno , dalla rapace aua 'ni .
rizia di cui ſi videro ruinate le Chieſe , diſtruttę Terre groffil
ſime, ſpopolate Citta Chriſtiane,ſpogliati i ſagri Altari ,calpe
ftate le Reliquie de Santi , incenerite le loro Immagini con ..
iſcempio inaudito de' Sacerdoti . Diali lode a quell'Enrico Enrico IV.
Rè di fran
il grande Rè di Francia' , e Nauarra ; il quale dopo vna lunga cia.
guerra ,in cui ſi fè vedere primo combattitore per tre formate
battaglie , per trentacinque incontri di poderoſe arinate » per .
cento cinquanta combattimenti , e per trecento memorabili
affedij ,volle l'animo allo diſtruggimēto di queſte Harpied'A
uerno . In tante centenaia di Luoghi reſtituì la Santa Mella ,
ch’iųi per lo ſpazio di cinquanta anni celebrata non ſi era . Act
quiſtò alla Chieſa Romana Auignone con le ſue Terre.Ricon
ciliò colla ſteſſa due Regni principali della Gallia , la minore
Bretagna , e la Prouenza . Riſtorò tante Chieſe , tanti Mộna
ſterije Città . Quantuinque per antica amiſta de'Franceſi co
federato col Turco ; ſenza l'aiuto ſulo erano i Maumetani si
gnori di Germania . Mandouui il Duca di Mercurio , che Ge
nerale dell'Ungheria ſotto Canilla cô quattro mila caualli ſc9
fille de Saracenivn poderoſo Eſercito . Mandouui, dico , con
fcieltiſſime ſquadre ilPrencipe di Joinnile ,il Duca di Niuers ,
e il conte della Valle : Prencipi valoroſi nell'armi,e di gran fer
guito ,che fiaccaro le corna al fiero Trace . Queſti é quel grā
de Enrico , il quale regolò ſempre dopo la ſua corona acqui
ſtata col ſangue la ſua conſcienza colparere de' Padri Gieſniti,
Trombe dirò dello Spiritosāto , fulmini de gli Heretici. Queſti
è quel
288 DELLA NOBILTA D'ITU LIA :

è quel grande Enrico , che propagò finº in Coſtantinopoli la


Religione Chriſtiana : e fermò quell'eſecrando editto (credefi
procurato dagli Heretici) diMaometto III. col quale douea
no tutti i Religiofi Chriſtiani di Terra Sāta efter fatti prigioni,
collo diſtruggimento di quel sacro Sepolcro di Giesu Chriſto.
Godi hor nel Cielo , Anima feliciſſima, il premio de' tuoi su
Luigi il Giu dori . Egli è il Padre di Lodouico il Vittorioſo ,il Giuſto : no
fe Rè'di
drito nella culla della pietà , ſotto la cura del gran Padre Co
Francia .
tone Gieſuiita .Diquel Luigi dico ,che calcando il diritto ſen
tiero de' ſuoi maggiori ha fatto riſuonare nella Nauarra , nel
Bear, ed altroue ildolcenome della Romana Chieſa. Diquel
Luigi, che con tante fatiche , e con tanti perigli ha per tutto
inalzata l'autorità Ecclefiaftica. Di quel Luigi,che per diſtrug
gere l'Hereſia di Francia ſolo in due volte ne' fuoi primi anni
ħa ſpeſo più di cento millioni di lire francefi. Ha perſo trenta
mila guerrieri, vn conteſtabile, molti Prencipi, e capitani de
migliori del Regno . Di quel Luigi,che con la preſa d'inſupe
rabili piazze Mont'Albano,ė RocceHa fiha ben fatto conoſce
re -il Vittorioſo il Giuſto , il Protettore della Romana Chieſa .
Caſa d'As. Non parlo di caſa d'Auſtria , perche è ſuo pregio il tolerare
Aria . ogni danno per eſaltare l'autorità del Papa : Nè ſiauuedono i

ciechi,e forſennari Proteſtāti; che a guiſa di ſublime,di frutti


fera ,e vittorioſa Palma, quanto più viene per tal cagione dal
l'armiloro oppreſſa, tanto piùi eſtolle i rami del ſuo Impero ::
fepbrando chedalle mani nemiche non ſia ſtata battuta , che
per riſorgere viè piùalto ſempre glorioſa per le ſue Vittorie .
Tanto è imbrattata d'ogni ſozzure la preteſa riforma di Re
ligione, che da' Turchi medeſimi è deriſa , e beffata : perſua
deua vna volta vn miniſtro del Caluinelmo al Baſsa di Buda ,
che gli permetteſſe inſegnare a' Chriſtiani la ſua Fede,allegarie
do ; chetra il Caluineſmo ,e l'Alcorano era grāde vniformità,
negando le interceſſioni de Santi, gran parte de ' Sagramenti,
Ja Meſſa, il-Purgatorio ,le immagini, e il celibato; facédo ſtalle
de' Tempij ,atterrando gli Altari, vccidendo i Chriſtiani. Rif
poſe il Turco : Per quanto mi dicete facilmente ſi accordare
mo in tutto "; fuori che a voi laſciando l'acqua, v’inebriacarete
volontieri' colvino . Diſe però beniſſimo il Card.Polo , Pre
dato di alto fapere , e di gran fama per l'iſquiſita integrità de'
coſtumi,
NARRAZIONE VI. CAP. IV . 289

coſtumi, veggendo radicarſi in Lamagna la dottrina dell'impu


ro Lutero : Ecco la femenza dell'Alcorano . I Religiofi da gli
Heretici cacciati d'Ungheria han riceuuti Conuenti ed Elemo
ſine nello stato del Turco .
Perſuaſo il Rè di Spagna D.Filippo II. dall'Arciduca Carlo
ſuo cugino a moderare la ſua ſeuerita in materia di Religione
ne'paeſi baſli : Riſpoſe, che per eſaltazione della Romana fe
de era prontiſſimo a diuenireGentilhuomo priuato . Sigiſmon
do Rè di Polonia più toſto che acconſentire all'empietà Suez
zeſe,volle perdere i Regni fatti all'hora per retaggio douuti a
tutta la ſua caſa . Dicenia Maſſimiliano II. Imper. che la forza
dell'Impero ſtà tutta ne' Cattolici. Che fedeltà può eſſere,
doue non è conſcienza ? Chi è nimico di Dio è nimico del
Précipe ,perche è Immagine di Dio . Queſta fregolata riforma
è ſimile alla fortuna , perche altro di coſtante non hà , che la
fteſla incoſtanza . Quattro volte a ' noſtri dì hà ilPalatinato del
Reno mutata Religione . Infeliciſſimi popoli, pianti da i veri
Religioſi con lagrime di sangue ! Ben'è vero ;che la pena na
turale delle doglianze è di dolerſi ſenza ſodisfazione :
Ritorniamo al Biraghigri nemico di queſti moſtri : il quale
fucceffe nel go :ierno di Saluzzo al fratello con il titolo di Ge
nerale diquà de' monti. E da Madama Laura dell'Illuftriffi
ma caſa di S.Martino hebbe ſette figliuoli; Flaminio ,Gaſparo,
Ceſare , Luigi , Guglielmo , e Filippo con Laura moglie di
Radamante Aiazza illuſtriſſimo Vercelleſe .
letro Franceſco figliuolo di Gaſparo Biraghi fù sig. d'Or- CAP. V.

tello sposò Giulia Biraga figliuola di Girolamo ; fù signorelSanfouini


del medeſimo feudo , & suocero del Dottore Alfonſo de' Rai robiano ban.
noldi Giudice collegiato di Milano . Militò contra il Turco no ſcrittoper
Giulio Ceſare loro fratello co due compagnie di fanteria ſotto errore Olii,
le inſegne di S.Marco . Morì in Parigi l'anno 1587.Galeazzo cbiano,
II. di queſto nome, figliuolo di Frāceſco , che fù dell'altro Ga
leazzo ; e da Ippolita Boſla generò Renato , Franceſco, e An
drea . Ceſare diGirolamo fù cauagliero Gieroſolimitano ,va
loroſo Corſale, capitano di fanteria Franceſe , poſcia Luogo
tenente d'huomini d'armi del Duca di Sauoia . Andrea IIII. di
queſto nome è ſtato cauagliero di S.Michele, Luogotenente
00 de
DELLA NOBILTA' D'ITALIA .
290
de gli huomini d'arme di Luigi ſuo Zio, Generale dell'Italiana
milizia ſotto Carlo IX . e Gentilhuomo della camera Regia ,
Fu Monſig.Pompeo comendatore della Badia di S.Vincenzo di
Milano , cameriero di Papa Pio IV . & per due volte in Frácia
Internunzio di Papa Gregorio XIII. per cui portò la Roſa Be
nedetta alla Reina Caterina de' Medici,ed ilcapello al Cardi
nale Renato ſuo congiunto . Vltimainente con il Dottore A
luigi Terzago fù Ambaſciadore della Città di Milano a Siſtov .
per cagion dello ſpoglio ,che volea quel Pontefice introdurre
nella Dioceſi di Milano.Hebbe dalla pietà del Vicario di Chri
ſto , quãto puote deſiderare in prò della ſuaPatria.Queſti dopo
la morte d'Ercole ſuo fratellotenne la Preuoftura di s.Albino .
Franceſco è ſtato capitano d'ordināza ſotto il Rè Carlo IX .
e ſucceſſori ſuoi : Gentilhuomo della camera Regia , marito
di Gioanna Pomerea , Dama delle prime di Francia ,oue laſciò
Renato , Cefare ,e Franceſco della caſa Biraga Illuſtriſs. germi.
Pietro fu ſcudiero d'Enrico III. capitano difanti,colonello ,
e ſupremo Ingegniero del Regno.Luigi hebbe condotta di tre 1
cento fanti per la Signoria Veneta inLevante : fù del Turco
prigione ,e poſto in vna Torre del mar negro ; doue da Enrico
111. liberato preſe habito Eccleſiaſtico , ed in Frăcia fù Abbate
di Flauigni . Carlo comendatore tra cauaglieri di Malta , e ca
pitano di caualleria acqniſtò molto amore appo il Ré Enrico
III. In Delfinato hebbe Rodomonte Biraghivna condotta di
dugento fanti ſotto il Duca di Vmena ,poſcia fù capitano d'Ar
chibuggieri a cauallo ſotto lo ſteſſo ; & Gentilhuomo della
camera Regia ; e da Cecilia Annona Milaneſe laſciò Girola
mo, Franceſco ,e Arrigo . Orazio aſceſe al Veſcoato di Lauer
in Guaſcogna, creato da Gregorio XIII. e da i Franceſi sóma
mente amato per la ſua gran bontà ,e Religioſa Vita . Gli stati
di Guaſcogna lo mandarono loro Ambaſciadore alla corte di
Enrico III. que fù ammirato come specchio di Religione .
Morto così gran Rè, che lo amaua di viuo affetto ; volendo gli
Heretici occupar la Corona ,e ſendo da' Cattolici ributtati gli
vni dal Rè Cattolico , gli altri dall'Inghilterra, ed Olanda aiu
tati: negando quelli Enrico di Nauarra , eſſendo della Romana
Chieſa anatematizato nemico ,per lor signore ; gli altri dino
uità diuenuti bramoſi ; andò ſottoſopra la Frācia. Dalla Gual
cogna
NARRAZIONE VI. CAP. V. 291

cogna a Roma paſsò il Veſcouo Biraghi, e da Papa Clemente


VIII. (Pontefice veramente Clemente) conſegui facoltà cheil
Capuccino Gioioſa, già capitano Illuſtre , cingeſſe ſpada per
difeſa del Regno ,e della Fede. Sanno anche i Regolari all'oc
caſione moſtrarſi partigiani della Patria , e del dritto . Poſto
fine alla guerra : il Mareſcialle Enrico , che così ſi nomaua il
Capuccino, ritornò alla ſua Religione , nella quale ( ſcriue il
Dotto Spondano ) fantamente morì .
Tra i Padri Teatini Filiberto viſſe con nome di perfetto Re
ligioſo : Nome,dirò ,il più glorioſo cheda perſone Nobili de
liderar fi pofta . Girolamo ſecondo che dicemmo vltimo fi
glio di Girolamo primo , nato dopo la morte del generoſo Pa
dre , conſeguìil Priorato di Chiamon' in Francia . Vorrei, che
queſti fogli foſſero letti da chi ha ſtimato il valore Italiano
poco riconoſciuto oltra de' monti .
Lamminio figliuolo di Carlo è ſtato capitano di fanti, e CAP. V.
Gentilhuomo di camera ſotto diEnrico III. Gaſparo ſuo
fratello Abbate in Francia : Ceſare Gentilhuomo di camera :
Luigi canagliero di S.Maurizio , conte di Viſchi, e Ambaſcia
dore del Duca di Sauoia nella corte di Roma . Guglielmo
morì giouane. Filippo ha hauuto il Priorato di Souigni in Fran
cia con honori douuti al di lui merto .
Renato figliuolo del ſecondo Galeazzo Biraghi , fà signor
d'Ottobiano, ed haurebbe fatto gran coſe ,dando di ſe hono
ratiffima fama, ſe ne i primi anni inhabile non ſi foſſe reſo per
la Podagra . Franceſco ſuo fratello da Iſabella Gueuara,Dama
di sangue Nobiliffimo Spagnuolo , ha generato Galeazzo , e
Renato . Andrea ne' ſeruigi della ſua Religione Gieroſolimi
tana contro il Turco ha moſtrato gran cuore . Giroiamo di
Rodomonte è Religioſo di S.Franceſco ; & ſuo fratello Fran
ceſco è ſtato nell'Vniuerſità di Pauia Lettore di Logica , e di
Filoſofia : hor legge nelle Scuole Canobiane in Milano i libri
d'Ariſtotile . Enrico l'altro loro fratello sposò Frăceſca Aiazza
Nobile Vercelleſe , & feruì capitano alla Republica di Genoua
nelle paſſate guerre cótra di Carlo Emanuello Duca di Sauoia.
Ritrouo nel Catalogo de' Fifici collegiati Piacentini l'Ecce
lentiſs.Dottore Ambrogio de' Biraghi. Il Guicciardini nel di
ciotteſimo libro delle ſue Hiſtorie fà ricordo del capitano Gio
Oo 2 anni
292 DELLA NOB ILTA D'ITALIA .

anni dell'iſtella famiglia , il quale l'anno 1526. gouernaua Va


lenza , e a nome della Lega Occupò Noui . Sono ſtati Arci
preti del nobiliflimo , e popolato Borgo, Fiorenzuola del Pia
centino , ch'io anteporrei a non poche Città di Europa, An
drea ,Ferdinando , Pietr’Antonio tuttitre Piacétini,della caſa
Biraga honore , e pregio . Viue ancor l'vltimo, Dottore del
l'vna e l'altra Legge, Perſonaggio di Lettere, Apoſtolico Pro
tonotario , degno dimolta lode . Seruono al Sereniſs.Odoar
do Farneſi lor signore Franceſco ,e Carlo : l’vno Luogotenéte,
e l'altro Alfero . Queſti cognato del Dottore Franceſco Ca
laglieri ; genero quegli del marcheſe Sforza Palauicini . La
madre loro è di cala Amizzona ,Nobiliſſima di Piacenza ;ed in
queſta Città hanno i Sig. Biraghi di Milano, di Francia ,di Me
tone ,di Fiorézuola, affinità ítrettiſſima colle prime famiglie .
Non sò di qual Patria fi foſſe quel Felice Biraghi nelle iſto
rie di Fiandra celebrato dal colonello Pompeo Giuſtiniani :
come principale miniſtro dell'inuittiſfimo marcheſe Ambro
gio Spinola ; mádato da lui medeſmo alla corte di Spagna per
ragguagliare il Re dei felici ſucceſſi della Fiandra, e riportare
( comeduevolte fece con ſua gran lode ) la ratificazione del
trattato , c'hauea fatto lo Spinola, per buon ſeruigio di quella
Corona , con gli stati d'Olanda . Dico lo ſteſſo di quel gran
Sagromoro de Biraghi , il quale militò in Francia per quelli
della Lega colonello di caualleria ; di cui Luogotenente gene
rale fu il conte Paris Scoti Piacentino condottiero di cento Lan
cie.Mario hebbe l'honore d'Ambaſciadore del Chriſtianiffimo
Enrico III . Rè di Francia , e Polonia nella Città di Genova .
Conchiuderò col detto di Franceſco Fileifi . Quid enim va
ger per alienas familias , quibus eorum genus affinitare coniun .
itiffimum eft :cum inter Biragos tot viri floruerint,ac etiã nunc
floreant in omni virtutis genere : vt , fi eos eni merare solucro
in hac temporis breuitate fim non mediocri tædio futurus ?
Oltre l'impreſa antica della loro famiglia adorna di ſedici gi
gli, e col cimiero doue da va celata eſce vn'alto baſtone nella
cui ſommità ſplede vn raggio di fuoco; hebbero i Signori Bira
ghi da i Duchi diMilano altre diuerfe Impreſe: I'vna con vna
sciepe: l'altra con tre collari di cani Leurieri, roſti in căpo bian
co dentro di cui ſono alcune fiammette có diuerfi ornamenti ,
eſpreffini del lor yalore ,e fede. De gli
NARRAZIONE VII. CAP . I. 293

· Degli Anguifoli, Sordi, Tedeſchi, Benzoni,Scaligeria


e Falieri.

N ARRAZIONE SETTIMA .

I può dire , che la famiglia Anguiffola di Piacenza ſia vn CAP. I.


concerto di Muſica , nel quale dalla direrſita delle voci
S :riſulta vn'armonia ſingolare . La Natura , la Virtuela.
Fortuna,e la Nobilta per tanti etanti ſecoli continouata ſono
le parti principali : perle quali a nu ll'altra di merito cedendo ;,
molte, ancor che ſingolari ,di gran lunga n'eccede. Dirò po
co per tema,che ſi aggiungefle fiato alla ſonora tromba della
fua fama, non fraponeſſe , con più biaſmo, che loda, natabile
diſſonanza . Il Canonico Bernardino MaffoniIſtorico Piacen
tino non ſenza congietture efficaci vuole, che da gli Scoti Dou
glaſli conti di Anguſa, de'quali habbiamo brevemente in altri
luoghi diſcorſo , ne traeſſe origine. Il Canonico Pietro Marią .
Campi Iſtorico , anc'egli ,per le antichita della Patria beneme
rito ,nella vita diS.Raimondo ſtima , che diſcendefile da vn Gal
uano de'Sordi della Città di Londra , il quale con l'inuenzio
ne di certi fuochi ( il che accenna ancor Pietro Meffia ) ſotto
l'Impero di Leone III. liberò
Cóftantinopoli dal duro aſſedio ,
che ſotto la condotta di Maſſalma Corrale vi haueano poſto ,
già molto tempo auanti,i Saraceni; la doue riferiſcono , che
portando nello stendardo vn'Aſpide sordo , antichiſſima Im-
preſa del ſuo Nobil. caſato , dalle voci del popolo Latino, che
in onta de gli orgogliofi Greci feſteggiado acclamaua Anguis
Sola fccit Vi&toriam ne pigliafle il cognome; & dall'Impera
dorecarico difauori folle honorato dell'arma de' Promontori
bianchi dell'Albione ſua Patria , in campo roſſo . Ma coſtretto
dipoifuggir di Grecia per lo furore della peftilenza ,che prinò
quella Città ( come ſcrine Anaſtaſio Bibliotecario ) di trecento
mila Chriſtiani ſi condofle a Piacenza , oue ſopra la baſe d'oro
ftabili i fondamenti della ſua caſa . Lorenzo Molinari scrit
tore Piacétino ,che diede in luce l'albero de'sinori Anouiffoli ,
)
O

aferma , che da' poſteri di Galuano Anguiſſola non diſceſero


ſolamente Orabuono ,Bonolco ,Oddone, Opizzone,ed Orlan
do a
294 DELLA NOBILTA D'ITALIA .

do , che del 1930.godeuano fu'l Piacentino il Caſtellaro di se


Lorenzo , il quale dianzi fù de' figliuoli di Oddone Confalo
nieri di Nobiltà antichiſſima Piacentina (il che mi fece tal'hora
credere per l'vniformità de' nomi,che la caſa Anguiffola fofle
dell'átichiſſimo albero de'Figlioddoni)ma ſi dilataro
vn tralce
no ancora in Monferrato nel Piemonte ,ed in Francia ne' Gri
fanti Gabali, Malabaile , ed áltri,che portaro la medeſima Im
Chaffon, in preſa dell'Albione. E'parere de' più auedutiGiureconſulti ,
Carb . Glori che l'vniformità delle armi arguiſcano o l'vnità ,o l'vnione del
por . le famiglie . Da i Gabali, o Griſanti diſceſero
il Romano Pon
Ciaccon ,in vi tefice Vrbano V. ed Anglico (nome, che riſcötra l'Iſtoria ) ſuo
ta Drb.D. Nipote Arciueſcouo di Auignone , e Veſcono Cardinale Al
bano, Legato Pontificio , e generale Vicario della Chieſa in
Malabaile. Italia. Valino Malabaila cangiò con l'Arciueſcouo Triuulzi la
sede di Piacenza in quella di Alti; doue ancora fioriſcono gli
Hluſtriſſimi Malabaile signori di Canale,principaliffimifeuda
tari del Duca di Sauoia : a'quali per le mani di ſtromento più
atto ſono douuti gli incenſi delle lodi .
Tralaſcio ,che Franceſco Bernardino Cipellari Poeta Piacé
tino , ſtimando ; che da Ercole , e l'impreſa,e l'origine per di
ſcendenza di Oſco Rè d'Italia traeffero gli Anguiſfoli,od i Sor
di di Piacenza , cantó .
Cipp.lib.z. Hos etiam agnoſco Tyrreni à ftirpe creatos
Panyg . 5 Ofci: cuius erat mos ánguem in pręlia ferre ,
Ant, Plac.
Inſigne Herculeum, atque Hoftes confondere monftro .
Qui ſe ortum Alcide Magni de stirpe volebat 1
Herculeo Anguiſola traxere hinc nomen ab angue :
Gens animoſa armis primos affeitat honores .
Hæc claros habuit proceres, quos gloria tollit
Sat Sua per populos ; nec egent præconibus vllis .
Già diffi ,come fü Ercole in Italia ,e lungo tépo dimorò in Pia
Bugat. lib. 1. cenza . Scriuono alcuni , che del ſuo foſſero Atlante ,
sangue
Eſpero , Italo , Toſco , Marte , Saturno il giouane, Subre , Pico ,
Fauno , Latino Rè d'Italia , molti de ' quali furo adorati per
O Dei da i forſennati antichi . Il che o ſia furor Poetico , ſogno
de ' Greci, o ſia atteſto di veritiera Iſtoria ; sò , che in Piacenza
Sordi. la famiglia de'Sordi, iquali ( come ſcriue Gioanni Caluo Ar
dizzoni diſceſero daRomatāti anni auãti la venuta di Chriſto ,
dopo
NARRAZIONE VII . CAP. I. 295

dopo eſſerſi tante volte congiunta conſagro intreccio di inno


late affinità alla caſa Anguiffola in eſta finalmente ſi è eſtinta.
Ritrouo , che del 1292. fioriua vn Galuano Anguiſſola , che
poſledea nel Territorio di Guſlano certi poderi, dettii Poggi
de Sordi. Furono con dignità conſolare capidella Republica
Piacentina Dragone, Riccardo, Marino , Rinaldo ,Martino ,
Bonizzone ,Guglielmo,Rāgone Sauino, e Pietro Sordi,Vberto
fù Podeſtà , Raimondo gran Cancelliero, e Lancilotto , tenne
nella Comunita i primi seggi . Gherardo,Gioanni Franceſco ,
e Raimondino furo Dottori fiſici, Lanfranco , e Galeazzo Giu
reconſulti e Conſolidi Giuſtizia, Oberto Podeſtà di Bologna ,
Guglielmo Podeſta di Genoua , & Antonino Giudice colle
giato di Piacenza, Milite Palatino, aurato cauagliero, e gene
rale Auditore della corte di Lodouico IV . Imperadore , dal
quale impetrò molte ragioni d'acqua nella Trebbia ,eſenzione
reale perpetua, e perſonaleragione di pedagi, dazij, e gabelle
fopra tutto ciò che per acqua ,o per terra paſſaſſe nel diſtretto 1
di Piacenza ; godettero gliſteſſi priuilegi Gioanni Veſcouo di
Vicenza ed Aluigi ſuoi figli ,Antonino II. ed altri dell’ifteffa fa
miglia ,& furo confermati da Sigiſmondo Rè de Romani lan
no 1414.a Pietro Sordi Anguilola figliuolo di BernardoAn- Sordi Anguif
foli ,
guiſfola se di Orſolina Sorda . Seruì Aluigi Sordi Piacentino
fratello del Veſcouo di Vicenza a gli Scaligeri Prencipi di Ve
rona,da i quali fù dichiarato generale Commiſſario della Val
dagni , e caftella de' Treſſini con l'aſſoluto gouerno di venti
groſſe Ville, ed altri Luoghi. Carlotto Sordicauaglier Piacen
tino ferui di Ciamberlano à Giacomo Rè di Maiorica. Da co

teſti Signori fù depoft a


nella Chieſa di sant'Antonino quella P. MorCäga
Spina della Corona di Chriſto Signor Noſtro ; che con tanto in Tab.s. An
concorſo de' Piacentini proceſſionalméte ſi porta per la Città tom
gli vltimi giorni della settimana santa . In Móferrato anc'hog
gidì ſi ritroua veſtiggio della famiglia Sorda , Illuſtriſſima per
la virtù di Gio.Pietro Preſidente del Ducale Senato di Caſale,
Giureconto di Nobil grido ,Autore di molti Libri. Ma non
ha di biſogno la famiglia Anguiffola di mendicare fuori della Anguifolio
ſua caſa le proprie glorie ,come affannoffi di fare Gioānid'An
dreà Dottore dello Studio di Bologna ,ſtimato la Lucerna del
le Leggi, il quale ſi vſurpò , come oſſerua il Dottore Alberigo
di
296 DELLA NOBILTA D'ITALIA.

Ab in Dill. di Roate , l'honore della somma de Matrimoni cópofta dal


tur. Derb. l'antichiflimo ed eccelente Dottore Gioăni de gli Anguifoli .
Md Arimoniü
A queſti non è