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RELAZIONI INTERNAZIONALI:

REALISMO:

ASSUNTI:

1) Gli attori più importanti che agiscono e interagiscono all’interno dell’anarchico sistema
internazionale sono i singoli stati.

2) Lo stato è un attore unitario, razionale autonomo e coeso che influenza gli altri stati tramite la
pressione esterna.

3) L’agenda internazionale è dominata dai problemi che concernano la sicurezza nazionale.


secondo l’approccio realista la politica è lotta per il potere, dunque si parla di power politic
politica basata su rapporti di forza.

Il sistema internazionale essendo anarchico porta inevitabilmente ad una politica interstatale


conflittuale, costringe gli stati ad attuare una politica di potenza, di auto-tutela self help.

La paura che non necessariamente debba portare al conflitto ma al balance of power che assicura
stabilità.

Parola chiave per comprendere il realismo è la parola “potere” dunque la capacità che un soggetto
ha di influenzare un altro soggetto servendo di mezzi militari o economici, l’indicatore più
significativo è il PILL.

Il potere di una nazioni può essere di due tipologie:

- Potere che si basa su risorse tangibili: risorse naturali, capacità produttiva, caratteristiche
geografiche

- Potere che si basa su risorse intangibili: cultura politica, patriottismo, legittimità politica del
governo e capacità di mobilitazione popolare.

L’obiettivo ultimo del realismo è dunque la preservazione e l’incremento del potere, in relazione a
tale scopo un azione immorale viene vista come lecita, la moralità viene strumentalizzata come
giustificazione retorica del potere politico.

 Diverse categorizzazioni del potere:

Soft power potere di tipo immateriale,cooptativo, culturale e a-territoriale. (Es. sistemi di valori
come la democrazia e il mercato che vengono considerati modali da molti popoli, la nozione
gramsciana di egemonia può essere considerata pertinente o le considerazioni del neorealista Robert
Cox che sottolinea la dimensione ideologica e culturale dell’egemonia Americana che si fonda su
un sistema di valori e modelli socio-culturali che altri paesi inconsapevolmente considerano di
riferimento.

Hard power potere economico e militare


4 strutture di potere distinguibili analticamente:

1) struttura della conoscenza = potere culturale  si riferisce alla capacità di influenzare le idee
degli altri , di consentire o vietare l’accesso alla tecnologia. ( usa vieta uso di tinto e wechat).

2) Struttura finanziaria = potere economico  si riferisce alla capacità di facilitare o restringere


l’accesso al credito.

3) La struttura della sicurezza= Potere miiltare  consiste nella capacità di proteggere o mettere
in pericolo gli altri.

4) La struttura della produzione= potere produttivo determina cose e a quali condizioni


produrre

Susan Strange fa un’analisi interessante sugli stati uniti, secondo l’autrice essi sono diventati un
impero transazionale e strutturale in quanto dominano la struttura della conoscenza (si pensi
all’influenza che i mass media americani esercitano rispetto al resto del mondo o alla lingua inglese
riconosciuta come lingua di riferimento , o al loro predominio tecnologico, che viene sempre di più
messo in crisi da quello che è il progressivo sviluppo della Cina in questo settore nel 2025 la Cina
conta di diventare autosufficiente nell’alta tecnologia tramite un programma di avanzamento
digitale e tecnologico. L’ascesa della Cina sta condizionando sempre di più il ruolo degli USA
come impero transnazionale e strutturale.

 Diverse distribuzioni del potere generano differenti sistemi internazionale:

- Sistema bipolare: dominato da due super potenze

- Sistema multipolare: il potere è distribuito tra un certo numero di potenze

- Sistema egemonico: concentrato in una potenza unica

 in base al potere posseduto uno stato si classifica come:

- iper potenza

- Grande potenza: stati che dispongono di grandi capacità militari e di forti economie in grado di
sostenere ingenti spese per la sicurezza e soprattutto sono potenze dotate di grandi risorse di
poetre di lungo periodo.

- Media potenza: le medie potenze sono collocabili su 3 differenti piani al cui apice vi sono i
giganti regionali (India e Brasile)
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Piccola potenza: si collocano a metà tra medie potenze e micro-stati.

Micro-stato: : 27 sono gli stati individuati come tali, sono stati che hanno la popolazione
inferiore a un milione di abitanti.

Failed nation state o stati collassati: sono stati al cui interno si è verificato il collasso
dell’ordine interno, della legge e dei servizi essenziali. Tra i tanti: Haiti, Rwanda, Somalia,
Sudan, Liberia, Cambogia, Afganistan ed ex Jugoslavia. Molti dei quasi stati sono nati con la
decolonizzazione ma mancano della volontà politica, autorità istituzionale e del potere
organizzato necessario per garantire l’ordine interno e il rispetto dei diritti umani fondamentali.

Rogue state: detto anche stato canaglia, ovvero uno stato che regolarmente viola gli standard
internazionali di comportamento (Iran,Iraq, Libia e Corea del nord), un rogue stato è uno stato
che ha sviluppato o tenta di sviluppare armi di distruzione di massa, chimiche e batteriologiche,
o comprendono stati che appoggiano il terrorismo, traffico di droghe ecc.

 Il realismo al suo interno ha moltissime varianti, si può distinguere:

Realismo moderno : Morgenthau percepisce il sistema politico, la legge, la giustizia e


l’ideologia come anche le istituzioni internazionali elementi che non hanno un’effettiva
rilevanza per quanto concerne i rapporti interstatali. Lo stato è l’attore centrale nelle relazioni
internazionali, che ha l’obiettivo primario di garantire e garantirsi la sua sicurezza.

Come ente razionale può scegliere di attuare 3 differenti linee di politica: politica
espansionistica,, politica di prestigio, politica dello status quo. I principai strumenti per limitare
la politica di potenza sono la diplomazia e la politica d’equilibrio.

Realismo ortodosso: Aron la condizione di anarchia del sistema internazionale fa si che la


politica internazionali consista in un’alternanza tra guerra e pace, tratto caratterizzante della sua
analisi è il riconoscimento della legittimità e legalità nel ricorrere alla forza da parte degli stati.
Tuttavia secondo Aron la politica internazionale non si riduce unicamente alla power politic
essa ne è una dimensione fondamentale, ma non l’unica; l’ideologia costituisce una seconda
dimensione che gli permette di individuare due parametri classificatori distribuzione del
potere e grado di omogeneità politico ideologica.  questi due parametri permettono di
individuare 3 tipologie di sistemi internazionali: multipolari, eterogenei e omogenei.

- Neorealismo o realismo strutturale: Walts prende le distanze dal pessimismo antropologico


tipico del realismo, è l’anarchia a generare il self-help, l’azione del singolo attore: lo stato è
condizionata dalle azioni degli altri stati non dal regime politico interno. Le prospettive di
cooperazione sono pessimistiche in quanto secondo il dilemma della sicurezza ogni stato
potrebbe essere una possibile minaccia in quanto agisce per conservare o migliorare il proprio
status quo, il coordiamento è teso a evitare situazioni svantaggiose per entrambi.

- in realtà l’anarchia non è condizione fissa, il sistema può essere anche gerarchico (potenza
egemone rispetto le altre), la struttura è definita da 3 elementi:

1) Principio ordinatore: gerarchia o anarchia

2) Funzioni che svolgono gli stati

3) Distribuzione del potere: i mutamenti della distribuzione del potere rappresentano i


cambiamenti sistemici

La struttura del sistema internazionale è l’elemento che permette di spiegare la politica


mondiale, secondo waltz più il potere è concentrato (es assetto bipolare) più il sistema è
stabile, un sistema multipolare è molto più instabile di un sistema bipolare

- Realismo strategico: A partire dagli anni 50 con la rivoluzione comportamentistica si delinea


un nuovo approccio analitico del realismo che adotta il metodo scientifico; Schelling si serve
della teoria dei giochi per spiegare il comportamento degli stati che agiscono sulla base della
razionalità strumentale (sono dunque liberi da scelte di natura m orale). In questo contesto
rilevante è la minaccia (soprattutto quella nucleare che con il suo alto livello di distruzione essa
da una valenza diplomatica alla minaccia e all’uso della forza militare. Shelling distingue:

la forza bruta (ti prendi quello che vuoi)

coercizione ( fare in modo che qualcuno te lo dia) richiede un bargainig

- Realismo offensivo: esponente principale è Mearsheimer gli stati sono visti come massimizza
tori di power e tendono a voler raggiungere la posizione egemone. ( possibile chiave di lettura
per analizzare il rapporto tra USA e Cina.

Mearsheimer individua nella sua analisi 3 diversi tipi di strategie che una potenza può attuare:

1) Strategia per accrescere il proprio potere  guerra, ricatto, bait and bleed (aizzali per
farli scannare tra di loro

2) Strategia contro gli aggressori Bilanciamento o Scaricabarile


Si verifica l’attuazione della strategia dello sbilanciamento quando una grande potenza cerca di
impedire che un aggressore alteri gli equilibri di potere esistente; Strategia che può essere
attuata sul piano interno e sul piano esterno:

o Bilanciamento su piano interno: può consistere nel mobilitare al proprio interno risorse
aggiuntive un esempio può essere l’aumento delle spese militari.

o Bilanciamento su piano esterno: es. cerare un’alleanza difensiva che miri a contenere la
potenza che aggredisce

3) Strategia da evitare: Appeasement atteggiamento di tolleranza che sfocia in una non


presa di posizione e bandwagoing salire sul carro del vincitore e allearsi con il più forte.

- Realismo difensivo: i cui esponenti sono Waltz, Grieco , secondo questo approccio del realismo
gli stati hanno in primis l’obiettivo di assicurarsi la loro sopravvivenza e dedicarsi
all’accrescimento del potere e profitto.

A livello generale il meccanismo classico di cui uno stato dispone per aumentare il proprio potere
effettivo è l’alleanza una coalizione di stati formalizzata con la stipulazione di un trattato,
l’alleanza costituisce un elemento fondamentale del balance of powe. Due potenze possono far
parte della stessa alleanza pur essendo nemiche es. Turchia e Grecia entrambe membri della
NATO, oppure possono avere un’alleanza di fatto senza averla formalizzata con un trattato. Gli
obiettivi di un’alleanza possono essere molteplici, esse non sono necessariamente accordi a lungo
periodo, possono terminare quando lo stato è riuscito a realizzare l’obiettivo che l’ha portato a
stringere quel determinato accordo ( l’unico elemento permanente di uno stato sono gli interessi
questa fluidità delle alleanze per i realisti accentua il dilemma della sicurezza. Rompere un’alleanza
comporta dei costi in termini di credibilità. Attualmente tra le più importanti alleanze militari
formali c’è la NATO e il trattato di sicurezza nippo-Americano ( che ha consentito agli USA di
assicurarsi un controllo sul continente euroasiatico.

 Approccio realista rispetto le Organizzazioni internazionali:

secondo i realisti non è possibile che esista un’organizzazione nazionale super partes effettivamente
neutrale, è inconcepibile in quanto come già espresso i realisti concepiscono gli stati come unità
autonome e razionali che agiscono non per il bene collettivo bensì possono essere interpretate come
strumento di potere che le potenze usano per giustificare e mantenere la propria posizione di potere
a svantaggio di altre potenze organizzazioni internazionali meccanismi per istituzionalizzare la
gerarchi a di potere degli stai più potenti.  es. ONU per Stati uniti.

 DIPLOMAZIA: è lo strumento tramite il quale gli attori internazionali realizzano la propria


politica estera.

Bargaining indica sia il dibattito in cui due potenze si comunicano le rispettive posizioni per
stipulare un negoziato, sia il gioco in cui le due potenze devono valutare gli effetti dei differenti
esiti.

Quando il bargainig assume un aspetto formale prende il nome di negoziato, due potenze per
giungere ad un negoziato passano per alcune fasi:
1) Manifestazione delle due parti di voler negoziare in buona fede

2) Affrontare le questioni preliminari (composizione delle delegazioni, dsede del negoziato,


partecipazione di terzi)

3) Stabilire le condizioni effettive dell’accordo

Nella negoziazione i soggetti operano su 3 dimensioni del potere:

1) promessa di concessioni

2) minaccia di sanzioni

3) ricorso a valori comuni

Per negoziare una potenza può impiegare una leva positiva (offerta) o negativa ( sanzioni
economiche di tipo commerciale o finanziario.

LIBERALISMO:

- Approccio multi-centrico, lo stato non è l’unico attore che ha una rilevanza all’interno del
sistema internazionale, il suo potere viene ridimensionato; decision-makers , gruppi politici e
gruppi di interesse e burocrazia, la politica di uno stato è estremamente condizionata da
multinazionali organizzazioni non governative organizzazioni internazionale e transnazionali,
l’autorità statale vien ridimensionata dalla presenza di questi nuovi attori.

- Stato non è unitario e non è razionale, sembra essere composto da individui, gruppi, élite,
lobby che competono tra loro. Il liberalismo definisce il concetto di razionalità in maniera
differente rispetto a quanto faccia il realismo: per il liberalismo non si intende razionale uno
stato che voglia massimizzare i propri interessi nel breve periodo ma uno stato che abbia come
obiettivo il benessere della comunità nel lungo periodo. Le azioni dello stato non sono sempre
azioni razionali in quanto vengono condizionate da alleanze, contrattazioni e scontri con altri
soggetti.

- Agenda diversificata rispetto all’unico elemento a cui il realismo da rilevanza (la sicurezza), il
liberalismo riconosce che l’agenda dello stato è molto più ampia e diversificata; lo stato affronta
problemi riguardanti l’energia, l’ecologia e l’inquinamento questioni sociali ed economiche che
hanno la stessa rilevanza della sicurezza militare. In tema di sicurezza oggi sempre di più si
parla di soft e hard security per rilevare le nuove minacce legate al terrorismo, alla criminalità
internazionale e organizzata.

- Guerra: anche la guerra non ha più un carattere statale ma inter-statale guerra tribale,
interetnica, talvolta accompagnata da forme di violenza intollerabili come il genocidio e la
pulizia etnica, sempre più raramente è finalizzata alla conquista territoriale. Sia la pace sia la
guerra sono determinati sa un quadtro istituzionale internazionale

il liberalismo si sviluppa in risposta al realismo , approccio da cui prende le distanze riconoscendo


il nuovo carattere dell’interdipendenza che il sistema internazionale sta via via assumendo e
teorizzando la possibilità che gli stati possano relazionarsi pacificamente (teoria della pace
democratica) teorizza che non debba per forza verificarsi un conflitto di interessi, essenzialmente
essi condividono il comune interesse a raggiungere la pace derivante dall’interazione commerciale.
La crescente interdipendenza e l’integrazione ovvero la creazione di istituzioni internazionali ed
intergovernative provocano un graduale spostamento della sovranità verso l’alto. Il processo
d’integrazione è tutt’oggi ancora ostacolato dalla gelosia degli stati della propria sovranità.
Un’altra conseguenza oltre all’erosione progressiva della sovranità statale, è che: La linea di
demarcazione tra politica estera e politica interna, risulta sempre più sfocata a causa della
compenetrazione delle economie nazionali.
Secondo il liberalismo la pace è correlata alla condizione di condivisione degli stessi principi; Il
rispetto delle norme internazionali non avendo natura obbligatoria, una base imperativa, è fondato
sul consenso; gli stati obbediscono semplicemente perché è giusto far così “gli stati fanno ciò che è
giusto e morale.” (contrariamente a ciò che i realisti sostengono.)

se tutti i regimi fossero espressione dell’autodeterminazione nazionale e della democrazia liberale


probabilmente non si verificherebbero conflitti.

Liberalismo e sicurezza: l’approccio liberale afferma che il dilemma della sicurezza è risolvibile
con la cooperazione tra stati; tramite l’istituzione di impegni collettivi, l’azione collettiva, congiunta
contro chi minaggia l’integrità territoriale e l’indipendenza politica di uno dei membri. punto debole
di questa teoria è la difficoltà a riconoscere l’aggressore. Il consiglio di sicurezza dell’ONU è
strutturato in modo tale che l’aggressione sia definita dai 5 membri permanenti sistema di sicurezza
messo in crisi quando è proprio uno dei cinque membri ad essere l’aggressore es invasione da
parte dell’USA in Nicaragua , L’ONU non mosse un dito.

La teoria della pace democratica considera la guerra come una manifestazione dell’irrazionalità
umana, può essere corretta individuandone le possibile cause e attuare meccanismi per prevenirla.
Secondo questa teoria,; le principali delle cause della guerra sono l’ignoranza, il mal governo di un
capo autoritario e antidemocratico, o di un capo militare oppure nascono conflitti per l’imposizione
di interessi specifici. I conflitti sono inoltre alimentati dall’anarchia internazionale ,la legge
dovrebbe rimpiazzare la guerra, una riforma delle istituzioni internazionali è la chiave per
trasformare il regime anarchico potenzialmente conflittuale in un regime pacifico e giusto, il tutto
sarebbe agevolato dall’interazione economica che persiste tra gli stati. La diffusione della
democrazia rappresenta uno dei maggiori problemi politologici del nostro tempo; A tal riguardo
Doyle suggerisce un duplice approccio:

 Soluzione di tipo difensiva: gli stati liberali interagiscono con gli stati liberali escludendo i
regimi illiberali
 Seconda soluzione mira ad estendere gli stati liberali con strumenti diplomatici ed economici, il
prezzo che gli stati dovranno pagare per portare a termine tale obiettivo ha costi minori a quelli
che si dovrebbero sostenere trattando con stati autoritari e ostili.

 Terza soluzione: imporre la democrazia con la guerra.

Distinzione tipologie di beni nelle relazioni internazionali:

- Beni pubblici: assenza di rivali nel suo consumo, assenza di possibilità di escludere un soggetto
terzo dalla sua fruibilità.

Nel sistema internazionale l’assenza di un governo centrale mondiale rende più difficile creare beni
pubblici vaccino covd-1973esima Assemblea Generale dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità, che si è aperta il 18 maggio.
"Nel mio messaggio – Roberto Speranza ha spiegato -  ho voluto sottolineare l’importanza
dell’OMS e la necessità di rafforzare il suo ruolo centrale, soprattutto in tempi di crisi. Ma questo
vuol dire lavorare insieme per costruire un’Agenzia più forte, ripensando il suo ruolo e le sue
funzioni. Dobbiamo assicurarci che sia completamente indipendente da influenze esterne, politiche
o finanziarie, e che sia guidata solo dalla scienza. In questo senso è importante che gli Stati
contribuiscano con risorse umane e finanziarie con l’unico obiettivo di aumentare la preparazione
e la risposta dei singoli Paesi con il supporto di alto livello tecnico e scientifico dell’Agenzia al
servizio di tutti gli individui”. Non essendoci un governo centrale, gli stati per imporre
comportamenti tesi a conservare un bene pubblico devono far ricorso a mezzi di imposizione:
sicurezza collettiva,istituzioni internazionali, regimi internazionali.   La collaborazione da parte
degli stati in un settore tecnico, da cui tutti traggono benefici spinge alla cooperazione anche altri
settori attraverso un processo di ramificazione

Il liberalismo si sviluppa in:

- Internazionalismo liberale:teorizza una naturale armonia degli interessi, da cui può emergere
una società internazionale basata sulla legge.

- Idealismo: Approccio normativo che teorizza che la pace non è una condizione naturale ma va
costruita politicamente. Il punto di arrivo è un governo mondiale.

- Istituzionalismo liberale: pone al centro dell’analisi la cooperazione transnazionale,


l’integrazione e l’interdipendenza, rispetto all’analisi realista riconosce l’importanza degli attori
internazionali (attori non-stato come le organizzazioni internazionali e le organizzazioni non
governative.
Liberalismo e organizzazioni internazionali

nel sistema internazionale in evoluzione, e dunque informe, le organizzazioni internazionali e il


diritto internazionale agiscono e, in un certo senso, collaborano alla configurazione di una forma,
hanno un ruolo importante rispetto a quanto sostenuto dall’approccio realista. Per i neoliberali c’è
una stretta connessione tra Il diritto internazionale e e le organizzazioni internazionali, danno
forma ad un insieme di regole che governano l’azione degli stati in determinate aree regimi
internazionali*;

Tipologia regimi internazionali*

Sintesi Neo-Neo

Critica realista: Waltz fa notare che non è detto che una crescente interdipendenza comporti più
cooperazione e quindi pace piuttosto che un rapporto di dominio-dipendenza che si viene a creare;
la parte dipendente ovvero la più vulnerabile risente maggiormente di possibili cambiamenti es
dopo la crisi petrolifera del 1973il continente Africano che aveva sviluppato un’economia basata
sull’esportazione di tabacco, caffè e caichu si trovò in una situazione di forte depressione tanto
grave da chiedere sostegno al fondo monetario internazionale, fenomeno che si tradusse in una
nuova forma di neocolonialismo, di dipendenza politica. (il sudan nel 1974 aveva un debito estero
pari al 90 % del PILL).

Per alcuni realisti come Giplin un mondo con maggiore interdipendenza è sempre più auspicabile
che ci sia un egemone capace e desideroso di assicurare stabilità in diverse issue areas si guardi al
caso degli USA, oggi pian piano scavalcato sempre di più dalla Cina;