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T5 La dura legge del lavoro pagina 476-477

1° Esercizio
1.A) Il labor è stato inventato da Giove, il creatore degli uomini e degli dei per, far
aguzzare agli uomini l’ingegno che già possedevano ma che non utilizzavano
adeguatamente poiché intorpiditi dall’eccessivo benessere in cui il regno di Saturno li
aveva posti.
1.B) Gli uomini grazie al lavoro e alla fatica scoprono attività tecniche come l’agricoltura,
la navigazione, la caccia, la pesca e la lavorazione dei metalli.
1.C) Nei versi 125,133 e 134 si allude alla nascita dell’agricoltura, in particolare si
riferiscono all’aratura compiuta dai contadini.
2° Esercizio
2.A) Per cancellare l’età dell’oro Giove annulla molti privilegi che portano l’uomo a
scoprire cos’è la fatica; come l’introduzione del lavoro, della proprietà privata, di animali
pericolosi, di mari burrascosi, di un fuoco difficile da accendere e di piante che devono
essere coltivate per produrre frutti. L’unico modo che ha l’uomo per sopravvivere in
questo nuovo mondo, è utilizzando l’ingegno che prima deve saper affinare.
2.B) Animali e Natura diventano un pericolo per l’uomo perché solo in questo modo
riuscirà a capire il valore della propria vita e di quello che possiede, non dando per
scontato ciò che la natura produce. L’adozione di queste avversità ha lo scopo di
esortare l’uomo a contare sulle proprie forze, non affidandosi alle divinità ma alle
proprie capacità.
3° Esercizio
3.A) Virgilio cambia modo di approcciarsi all’età dell’oro poiché entrando a far parte del
circolo di Mecenate, accoglie l’ideologia Augustea e cambia la propria visione in campo
politico rispetto al periodo della propria gioventù. In gioventù, come si nota nelle
Bucoliche, Virgilio prova disinteresse per la politica e cerca rifugio nell’otium letterario;
con le Georgiche comprende l’importanza della laboriosità collettiva, dell’interesse
politico ed esalta la figura ed i valori del contadino e della vita agreste.
3.B) I testi nonostante abbiano una percezione diversa dell’età dell’oro hanno degli
aspetti comuni, come la presenza di un una profezia o di un mito che permettono di
introdurre un antefatto, come la nascita del puer o l’importanza del lavoro. In entrambi
vengono utilizzati dei topos letterari che rendono concreto, attraverso delle immagini, il
concetto di “età dell’oro, dove la terra germoglia spontaneamente, le querce stillano
miele ed il vino scorre a fiumi. In entrambi l’aurea aetas è un periodo di benessere
assoluto dove proprietà privata, sforzo, lavoro e fatica non esistono.
3.C) Giove ha posto fine all’età dell’oro poiché gli uomini erano eccessivamente
dipendenti dalla natura ed intorpiditi dal troppo benessere; così privandoli del privilegio
di una natura che produce frutti spontaneamente, hanno dovuto imparare ad essere
indipendenti e a sviluppare l’ingegno per poter sopravvivere e provare a raggiungere
uno stato di serenità simile a quello vissuto.