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IL COMUNE TRA NORMATIVA, ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI E

PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI


CHE COSA VI FA VENIRE IN MENTE?

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
CITTADINI
SERVIZI
TERRITORIO
BISOGNI
PARTECIPAZIONE
LEGGE

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IL COMUNE

TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI dlgs 267/2000


ART 3
“Il comune è l'ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli
interessi e ne promuove lo sviluppo”

“Le comunità locali, ordinate in comuni e province, sono autonome”.

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AUTONOMIA

“I comuni e le province hanno autonomia



Statutaria

normativa

organizzativa

amministrativa
nonché autonomia impositiva e finanziaria nell'ambito dei propri
statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza
pubblica”

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FUNZIONI

I comuni e le province sono titolari di funzioni proprie e di quelle


conferite loro con legge dello Stato e della regione, secondo il
principio di sussidiarietà.

I comuni e le province svolgono le loro funzioni anche attraverso


le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla
autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.

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SISTEMA DELLE AUTONOMIE LOCALI

REGIONI
PROVINCE
COMUNI
legge del 15 marzo 1997, n. 59

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LE “LEGGI BASSANINI”

Con il nome di Legge Bassanini sono noti alcuni provvedimenti normativi


in materia di riforma della pubblica amministrazione emanati alla fine
degli anni 90 del 1900. Le leggi Bassanini sono legate ad una stagione di
riforme in cui la pubblica amministrazione cercava di aprirsi ai cittadini, e
di organizzarsi in modo più efficiente e più trasparente.
Legge 15 marzo 1997, n. 59
Legge 15 maggio 1997, n.127
Legge 16 giugno 1998, n.191
Legge 8 marzo 1999, n.50

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LE FUNZIONI DEL COMUNE

ART 13 “...tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione


ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi
alla persona e alla comunità, dell'assetto ed utilizzazione del
territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia
espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o
regionale....
….per l'esercizio delle funzioni in ambiti territoriali adeguati, attua forme
sia di decentramento sia di cooperazione con altri comuni e con la
provincia”
ART 14 “….gestisce i servizi elettorali, di stato civile, di anagrafe, di
leva militare e di statistica. Le relative funzioni sono esercitate dal
sindaco quale ufficiale del Governo….”

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GLI ORGANI DEL COMUNE

ART 36 Sono organi di governo del comune


il CONSIGLIO: organo di indirizzo e controllo politico – amministrativo
la GIUNTA: collabora con il SINDACO nel governo del comune
compie tutti gli atti ... che non siano riservati dalla legge al consiglio e
che non ricadano nelle competenze, previste dalle leggi o dallo
statuto, del sindaco ... collabora con il sindaco nell'attuazione degli
indirizzi generali del consiglio...

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GLI ORGANI DI GOVERNO: IL DIRIGENTE

COMPITI:

la direzione degli uffici e dei servizi secondo i criteri e le norme dettati
dagli statuti e dai regolamenti.
PRINCIPIO: i poteri di indirizzo e di controllo politico-
amministrativo spettano agli organi di governo

La gestione amministrativa, finanziaria e tecnica è attribuita ai
dirigenti mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle
risorse umane, strumentali e di controllo.

Tutti i compiti, compresa l'adozione degli atti e provvedimenti
amministrativi che impegnano l'amministrazione verso l'esterno,
che la legge non attribuisce in modo esplicito alla giunta, al consiglio o al
direttore generale

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L’azione amministrativa

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E i dipendenti?

“Good government is where the best of politics and


management combine to be greater than the sum of the
parts”

“It makes no sense to talk about the political process without taking
the administration into account and vice versa. Politics and
administration are two separate, analytical components, but they are
to a very high extent integrated into the same political process […]
We are in need of a model which can describe the relationship as an
integrated process with fluent borders” (Hansen & Ejersbo, 2002)

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COME E’ CAMBIATO IL RUOLO

ANNI 50-60: ANNI 90: ORGANIZZAZIONE


CONTROLLO CHE COORDINA E SUPPORTA
AMMINISTRATIVO, UNA RETE LOCALE (MODELLO
DELLA GOVERNANCE ADATTO
PRODUZIONE DI
AD UNA SOCIETA’ COMPLESSA)
CERTIFICATI

ANNI 60-70: ENTE


CHE
PROGRAMMA ED
EROGA SERVIZI

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MODELLO A RETE


AZIENDE DI SERVIZI

SCUOLE

AGENZIE PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO

COMUNE


ASSOCIAZIONI DI CITTADINI


COOPERAZIONE SOCIALE, TERZO SETTORE

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LA TRASPARENZA

Ai sensi dell’art.11 del D. Lgs. n. 150/2009, la trasparenza è intesa come:


“accessibilita’ totale anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui
siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni
concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli
andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle
funzioni istituzionali, dei risultati dell’attivita’ di misurazione e
valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme
diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e
imparzialita’

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COMUNE DI PIACENZA -SEZIONE
TRASPARENZA

https://www.comune.piacenza.it/c
omune/trasparenza

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L’avventura della comunicazione pubblica e
istituzionale

L’introduzione degli Uffici per le Relazioni con il Pubblico (URP)


nell’ordinamento italiano si colloca nella più ampia cultura della
trasparenza amministrativa e nella crescente attenzione verso la
qualità dei servizi ed il rapporto istituzioni-cittadini.

Il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, all’art.12 (ora art.11


d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165), infatti, istituisce gli URP rispondendo
alla duplice esigenza, espressa dalle precedenti leggi n. 241 e n. 142
del 1990, di garantire la trasparenza amministrativa e la qualità dei
servizi, e di fornire uno strumento organizzativo adeguato alle
esigenze di attuazione delle funzioni di comunicazione istituzionale e
contatto con i cittadini.

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Ruolo della comunicazione negli enti (L. 150/2000)

favorire la conoscenza delle leggi al fine di facilitarne l’applicazione;


favorire l’accesso ai servizi pubblici promuovendone la conoscenza;
favorire processi interni di semplificazione delle procedure;
favorire la conoscenza dell’avvio e del percorso dei procedimenti
amministrativi;
favorire processi interni di modernizzazione degli apparati;
sensibilizzare su temi di interesse pubblico e sociale;
illustrare le attività e il funzionamento delle istituzioni;
promuovere l’immagine delle amministrazioni e dell’Italia in Europa
e nel mondo, dando visibilità a eventi di importanza locale, regionale,
nazionale ed internazionale

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Le carte dei servizi

La Carta dei Servizi è il documento con il quale ogni Ente erogatore di


servizi assume una serie di impegni nei confronti della propria utenza
riguardo i propri servizi’, le modalita’ di erogazione di questi servizi, gli
standard di qualità e informa l’utente sulle modalità di tutela previste.
L’introduzione della Carta dei servizi come strumento di tutela per i
cittadini si ha con la Direttiva del presidente del Consiglio dei ministri
del 27 gennaio 1994 "Principi sull’erogazione dei servizi pubblici".

Nella Carta dei Servizi l’Ente dichiara quali servizi intende erogare, le
modalità e gli standard di qualità che intende garantire e si impegna a
rispettare determinati standard qualitativi e quantitativi, con l’intento di
monitorare e migliorare la qualita’ del servizio offerto.

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Principi dell’erogazione dei servizi

- Uguaglianza, per cui tutti gli utenti hanno gli stessi diritti;
- parità di trattamento sia fra le diverse aree geografiche, sia fra le diverse
categorie o fasce di utenti;
- i servizi devono essere erogati in maniera continua e regolare, e ove sia
consentito dalla legislazione, gli utenti hanno diritto di scegliere l’ente
erogatore;
- gli utenti devono essere trattati con obiettività, giustizia ed imparzialità;
- il diritto alla partecipazione del cittadino deve essere sempre garantito,
come deve essere garantita l’efficienza e l’efficacia dell’ente erogatore.
La Carta dei Servizi non è un semplice guida ma è un documento che stabilisce
un “patto”, un “accordo” fra soggetto erogatore del servizio pubblico e utente
basato sull’ indicazione e definizione degli standard e della qualità del servizio

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La partecipazione dell’utente / cittadino

DIVERSI LIVELLI POSSIBILI


- PARTECIPAZIONE ALL’EROGAZIONE DEL SERVIZIO (es.
SELF SERVICE DELLA BIBLIOTECA)
- PARTECIPAZIONE ALLA GESTIONE (ES. COMITATI DI
GESTIONE DEI NIDI)
- PARTECIPAZIONE ALLE POLITICHE (ES. BILANCIO
PARTECIPATIVO, PROCESSI STRUTTURATI)

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GLI ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

PRATICHE PARTECIPATIVE: processi strutturati di coinvolgimento


dei cittadini nelle decisioni pubbliche (es. bilancio partecipativo, dibattito
pubblico, sondaggio deliberativo…)

Attraverso la partecipazione dei cittadini è possibile produrre decisioni


migliori e condivise, trovare soluzioni a problemi avvertiti da una
comunità grazie ad una maggiore conoscenza dei bisogni reali dei
cittadini, aumentare la legittimità delle decisioni e l’efficacia in fase di
attuazione, dal momento che non sono imposte dall’alto ma definite
attraverso il coinvolgimento dei destinatari diretti

UN’ESPERIENZA: IL COMUNE DI SASSARI


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BENI COMUNI E AMMINISTRAZIONE
CONDIVISA

COSA SONO I BENI COMUNI: BENI PUBBLICI O PRIVATI, MA


PIU’ SPESSO PUBBLICI, CHE NON SI ESAURISCONO CON
L’UTILIZZO E RISULTANO FUNZIONALI ALL’ESERCIZIO DEI
DIRITTI FONDAMENTALI E AL BENESSERE DELLA PERSONA:
PIAZZE, SPAZI PUBBLICI, BENI NATURALI, BENI CULTURALI….
REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE FRA CITTADINI E
AMMINISTRAZIONI PER LA CURA DEI BENI COMUNI
inquadra giuridicamente le attività di cura dei beni comuni finora
compiute spontaneamente dai cittadini attivi, regolando con precisione
ruoli e responsabilità rispettive dei cittadini e delle amministrazioni e
dando durata nel tempo alle attività di cura, sviluppo e rigenerazione.

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ORGANIGRAMMA DEL COMUNE DI PIACENZA

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ACCESSO ONLINE AI SERVIZI

DA FINE DICEMBRE 200 NUOVI PROCEDIMENTI ONLINE:

https://www.comune.piacenza.it/comune/servizi-online

SI ACCEDERA’ CON LA SPID

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UN PROBLEMA RICORRENTE:
COME SUCCEDE
L'INNOVAZIONE?

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ESERCITAZIONE

GRUPPO 1:
PER PARTECIPARE A UN CONCORSO PUBBLICO
PER APRIRE UN NIDO PRIVATO
PER CHIEDERE L’UTILIZZO DI UNA SALA COMUNALE
GRUPPO 2:
PER FARE VOLONTARIATO
PER CHIEDERE UN CONTRIBUTO PER L’AFFITTO
PER FARE LA SPID

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GRAZIE…. E BUON SERVIZIO CIVILE!

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