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I contratti bancari e il processo di consolidamento del settore

bancario

I Contratti Bancari

I contratti bancari sono quei contratti con i quali la banca provvede a procurarsi denaro, o ad
impiegarlo, ovvero a fornire servizi accessori al pubblico. Essi sono posti in essere da una banca
nell’esercizio della sua attività di impresa. L’entrata in vigore del Testo unico bancario
(D.lgs.385/1993) ha consentito alle banche non solo la tradizionale attività di intermediazione nella
circolazione del denaro consistente nella raccolta del risparmio tra il pubblico e nella erogazione del
credito (apertura di credito, anticipazione bancaria, sconto), ma anche lo svolgimento di qualsiasi
altra attività finanziaria, nonché le attività connesse o strumentali a quella finanziaria.
Con l’entrata in vigore del D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 le banche possono anche svolgere servizi
di investimento nei confronti del pubblico, cioè possono svolgere tutte quelle attività di
negoziazione, collocamento, gestione e mediazione aventi ad oggetto strumenti finanziari.
Ne discende che la nozione di contratto bancario va considerata più ampia di quella desumibile
dalle norme del codice civile, ricomprendendo non più solo le tipiche attività di intermediazione
nella circolazione del denaro, ma anche ogni altra attività finanziaria e di investimento.
La funzione dei contratti bancari è, dunque, quella di offrire alla banche strumenti giuridici idonei
all’esercizio della loro attività di impresa.

Contratti bancari tipici e operazioni accessorie

Nell’ambito della complessa attività svolta dalle banche, bisogna operare una triplice distinzione tra
operazioni tipiche o fondamentali, operazioni accessorie e operazioni occasionalmente bancarie.
Rientrano nella prima categoria i contratti bancari tipici disciplinati nel codice civile, attraverso i
quali la banca esercita la sua funzione tipica di impresa di intermediazione nel credito.
Detta funzione si realizza attraverso lo svolgimento di operazioni attive e passive: con le prime, la
banca impiega la propria disponibilità di capitali concedendo credito ed assumendo così la veste di
creditore; con le seconde raccoglie risparmio tra il pubblico, assumendo la veste di debitrice.
Appartengono alla categoria dei contratti bancari tipici espressamente disciplinati dal codice civile
il deposito bancario, l’apertura di credito e lo sconto bancario. Inoltre, vengono fatti rientrare tra i
contratti bancari tipici anche quelli attraverso i quali si attua l’intervento della banca nei pagamenti,
quali i conti correnti bancari, le convenzioni di assegno, i crediti documentari. Diversamente, si
considerano operazioni accessorie quelle attività mediante le quali la banca non svolge la sua tipica
attività intermediaria nel credito, ma presta al pubblico servizi diversi. Tali operazioni rientrano o
risultano dalla combinazione di contratti già noti. Le uniche operazioni accessorie disciplinate
espressamente dal codice al capo dedicato ai contratti bancari sono il deposito di titoli in
amministrazione ed il servizio della cassetta di sicurezza. Vanno, comunque, comprese tra i servizi
accessori altre operazioni quali i depositi di custodia di titoli e valori, i depositi a custodia
chiusi,ecc.
Da ultimo, per completezza, si parla di contratti occasionalmente bancari ogniqualvolta la banca si
avvale di strumenti negoziali previsti dall’ordinamento a favore di tutti i soggetti (ad es. mutuo,
riporto, fideiussione, avallo, accettazione cambiaria, mandato di credito). Tali contratti, in quanto
posti in essere da una banca, pur non assumendo la qualifica di contratti bancari, possono tuttavia
subire modifiche nella loro disciplina (ad es. un mutuo può assumere particolari caratteri nei cd.
finanziamenti bancari nei quali, pur rimanendo invariata la causa del negozio, diventa sempre
elemento del contratto la destinazione della somma mutuata: cd. mutuo di scopo). Ecco allora nel
dettaglio i più importanti contratti bancari:

• Il conto corrente bancario

Si definisce contratto di conto corrente bancario l’accordo con cui la banca si impegna nei
confronti del cliente, sul presupposto dell’esistenza di una disponibilità presso di sé, a
“prestare un servizio, consistente in sostanza in un servizio di cassa, ossia nel provvedere
per conto del cliente correntista, su ordine diretto ed indiretto e con le sue disponibilità, ai
pagamenti ed alle riscossioni.

• Il conto corrente ordinario

Diverso dal conto corrente bancario è il conto corrente ordinario disciplinato agli artt.1823 e
segg. cod. civ..
I rapporti reciproci di dare e avere non riguardano unicamente i rapporti tra banca e cliente,
ma possono riscontrarsi anche tra due imprenditori che abbiano un rapporto continuativo
d’affari. Per evitare macchinosità di continui reciproci pagamenti, le parti possono, così,
stipulare un contratto di conto corrente ordinario.
In forza di questo contratto, le parti si obbligano ad annotare in un conto i crediti derivanti
dalle reciproche rimesse considerandoli inesigibili ed indisponibili fino alla chiusura del
conto.

• Il deposito bancario

Il deposito bancario (artt.1834-1837 cod. civ.) rappresenta il più tradizionale e il principale


strumento di raccolta del risparmio fra il pubblico.
Il codice civile non dà una nozione di deposito bancario, ma si limita a stabilire che nei
depositi di una somma di denaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è
obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto
ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle
parti o dagli usi (art. 1834, comma 1, cod. civ.).

• L'apertura di credito

Nella prassi bancaria si parla di apertura di credito ogni qual volta la banca si obbliga a
compiere una determinata operazione che importa la concessione di un credito.
L’apertura di credito viene definita dal codice come il contratto col quale la banca
(accreditante) si obbliga a tenere a disposizione del cliente (accreditato) una somma di
denaro per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato (art. 1842 cod. civ.).

• L'anticipazione bancaria

L’anticipazione bancaria è un contratto tipico che trova un’espressa disciplina negli


artt.1846-1851 cod. civ. e nelle Norme bancarie uniformi sull’anticipazione bancaria.
Con l’anticipazione bancaria, la banca mette a disposizione del cliente (anticipato) una
somma di denaro, ottenendo in garanzia il pegno di titoli o merci. In sostanza, la banca
anticipa al proprio cliente parte del valore di merci o titoli che vengono contestualmente
consegnati in pegno alla banca stessa, con facoltà del cliente di ritirarli previo rimborso
proporzionale delle somme anticipate, in modo tale da mantenere sempre costante il
rapporto tra il valore dei beni detenuti in garanzia ed il credito restitutorio.

• Lo sconto bancario

Lo sconto è il contratto con il quale la banca, dopo aver trattenuto gli interessi, anticipa al
cliente l’importo di un credito di questi verso terzi in cambio della cessione salvo buon fine
del credito stesso. Il credito non deve essere scaduto e viene ceduto salvo buon fine: ciò
significa che il cliente deve garantire oltre all’esistenza del credito, anche il suo pagamento
da parte del debitore. Se questi non paga, la banca ha diritto di ottenere il pagamento dal
cliente.

• Il mutuo fondiario

Il mutuo fondiario disciplinato dal Testo unico bancario, è un cd. mutuo di scopo.
Il mutuo di scopo è il contratto in forza del quale una parte appresta all’altra mezzi finanziari
per la realizzazione di uno scopo pattiziamente (mutuo di scopo volontario) o
legislativamente prefissato (mutuo di scopo legale) e l’altra si obbliga a restituire la somma
ed a svolgere l’attività necessaria al raggiungimento dello scopo secondo i modi e i tempi
prestabiliti. Il mutuo fondiario ricomprende qualsiasi finanziamento a medio o lungo
termine erogato da una banca e garantito da ipoteca di primo grado su immobili il cui valore
superi di una certa percentuale l’importo del mutuo. La caratteristica più innovativa
dell’attuale regime del credito fondiario consiste nel fatto che il Testo unico ha ricompreso
in tale nozione sia le operazioni definite di credito fondiario vero e proprio (finanziamenti
concessi su beni esistenti e non aventi una destinazione particolare), sia le operazioni di
credito edilizio (finanziamenti finalizzati invece alla costruzione, ricostruzione ed al
recupero di beni immobile e quindi caratterizzati da una precisa destinazione ed erogati in
base a stati di avanzamento dei lavori).

• I contratti parabancari

Come noto, la banca può svolgere una serie di servizi di natura finanziaria che rientrano nel
concetto del cosiddetto parabancario, rappresentato da tutto ciò che non è strettamente
collegato all’intermediazione monetaria, ossia che non comporta lo svolgimento congiunto e
collegato della raccolta del risparmio tra il pubblico e dell’erogazione del credito.
Si tratta di un settore di attività collocato a latere della tradizionale attività bancaria, quale
suo completamento e consiste in tutti quei servizi di natura finanziaria che sono svolti dalle
banche (o da altri intermediari) a favore della propria clientela per soddisfare interessi che
sono collegati all’erogazione del credito ed alla raccolta del risparmio, quali l’assistenza alle
imprese, la mediazione nei rapporti di affari, l’erogazione di forme alternative di
finanziamento.

• Il leasing
Il termine leasing indica quella particolare operazione contrattuale con la quale un’impresa
di leasing (concedente) concede ad un operatore economico (utilizzatore) il godimento di un
bene (dal concedente prodotto o acquistato), dietro corrispettivo di un canone periodico, per
un periodo determinato, e con il diritto per l’utilizzatore di restituirlo alla scadenza, ovvero
di acquistarlo pagando una somma determinata in contratto. Qualora il bene venga prodotto
dallo stesso concedente, il contratto è denominato leasing “operativo”. Il leasing cosiddetto
“finanziario” è, per contro, caratterizzato da una più marcata funzione finanziaria, perché
qui la società di leasing non è, come nel leasing operativo, un produttore o un commerciante
del ramo, ma una vera e propria società finanziaria; cosicchè l’operatore che ha bisogno di
determinate macchine o apparecchiature, le sceglie direttamente presso il produttore; la
società di leasing poi acquista tali beni dal produttore (contratto di compravendita tra
azienda produttrice e azienda finanziaria) e li cede in godimento al conduttore.

• Il sale and lease back (o locazione finanziaria di ritorno)

Il sale and lease back è un’operazione finanziaria con la quale un bene viene alienato dal
proprietario ad un’impresa di leasing, che si impegna a concedere lo stesso bene in
godimento al venditore ed a riconoscergli un diritto di riscatto, trascorso un determinato
periodo di tempo.

Il processo di consolidamento e le conseguenze sui contratti di prestito


L’effetto principale del consolidamento del settore bancario sulla condizione economica degli
affidati dipende dalle motivazioni dell’operazione. Per le banche le acquisizioni sono un modo per
entrare in nuovi mercati, realizzare economie di scala, acquisire il potere finanziario e il prestigio
legati a più ampie dimensioni, oppure per importare la disciplina del mercato qualora i dirigenti
dell’intermediario acquisito non risultassero sufficientemente attenti alla massimizzazione del
profitto. Una fusione in qualsiasi settore di attività può condurre a una riduzione dei costi
(attraverso economie di scala), e ad un aumento dei prezzi (attraverso un incremento del potere di
mercato). Una prima importante distinzione da fare è quella tra le fusioni “in market”, riguardanti
banche che operano nello stesso mercato locale, e fusioni “out of market”, che si hanno quando la
banca acquirente entra nel nuovo mercato a seguito dell’operazione. Questi due tipi di fusione
determinano effetti diversi sulla struttura del mercato e sull’efficienza, con conseguenze diverse sui
prezzi e sulle quantità offerte. Le fusioni “in market” aumentano la capacità di ridurre l’offerta e di
aumentare i prezzi più di quanto sia possibile fare a seguito di operazioni tra banche in precedenza
operanti in aree geografiche diverse. Esse offrono maggiori opportunità di riduzione dei costi
rispetto a quelle “out of market”, in quanto laddove vi siano duplicazioni di attività è possibile
eliminare le inefficienze. Anche le fusioni “out of market”, così come quelle “in market”, hanno
effetti incerti sui consumatori. Esse rappresentano per le banche un modo per entrare in nuovi
mercati. I guadagni di efficienza derivanti dalle fusioni “out of market” sono generalmente inferiori
a quelli derivanti da altri tipi di fusione, in quanto banche operanti in aree diverse hanno minori
possibilità di razionalizzare l’attività.

Dimensione e relazioni di clientela delle banche

Le grandi banche sono specializzate in prestiti di dimensioni diversa rispetto a quelli concessi dalle
piccole banche. Queste ultime tendono a concedere crediti alle piccole imprese, mentre le grandi
banche finanziano in genere grandi imprese. Prestare servizi bancari alle piccole imprese è
un’attività diversa dal prestare gli stessi servizi alle grandi imprese. Nel finanziamento delle piccole
imprese assumono importanza fondamentale le relazioni di clientela tra banca e impresa. Rispetto
alle grandi banche, quelle piccole sono meglio attrezzate per fornire credito alle imprese minori.