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14 maggio

Il lavoro dell'attore

LEZIONE: Terminato il discorso del grande attore

Molte sono state le riflessioni sulle arti dei nostri grandi attori.
I grandi attori diventano per gli attori stranieri un termine di confronto e di paragone.
Un po' come lo fu Garrick e poi Kean.
La voce di Stanislavskij è quella che spicca maggiormente. Infatti lui è patito dal fenomeno del grande attore
che è importante per diversi aspetti:

Segna la rinascita del teatro italiano, di prosa, drammatico, perchè fino al '700 era schiacciato dall'opera lirica. Il
grande attore ha il merito di aver fatto tornare competitivo il teatro drammatico italiano nonostante fosse
considerata subordinata all'opera lirica.
(il teatro drammatico è la Cenerentola del teatro italiano, i commedianti si trovano in miseria).
Fenomeno del grande attore → si considera la nascita con i debutti shakesperiani di Rossi e Salvini, intorno alla
metà del 1800.
A precedere questo fenomeno c'è la lezione di Gustavo Modena considerato un maestro che portò verso
un'idea nuova della recitazione.
Nascita significa infatti anche rinascita culturale non solo artistica o organizzativa. I grandi attori continuarono a
operare col vecchio sistema delle compagnie. Le compagnie erano suddivise in primo, secondo o terzo ordine.
Vigeva una gerarchia. L'attore aveva doti non solo attoriche ma anche fisiche. La gerarchia era una gerarchia di
ruoli innanzitutto. Per essere primi attori bisognava avere doti interpretative e fisiche: voce, presenza ecc.
La strutttura organizzativa non si modifica quindi con l'avvento del fenomeno grande attorico però ci sono
modifiche.
E' al grande attore che si deve la riscoperta e introduzione di Shakespeare sui palchi italiani. La riforma di
Modena è attuata dagli eredi della generazione successiva proprio alla base della drammaturgia shakesperiana.
Perchè solo nel ruolo di librettista shakespeare era conosciuto. Quindi il pubblico italiano fino all'800 conosceva
ben poco di Shakespeare.
Gli attori quando si cimentano con Shakespeare non lo recitano originale → Rossi e Ristori quando fecero
Romeo e Giulietta (1854 a Firenze) recitarono la versione del partenopeo di Cesare della valle, duca di …
Solo negli anni '60 dell'800 Rossi recitò il Romeo originale, fino ad allora era recitata solo la versione del duca.
Negli anni '40 i drammi di shakespeare ancora venivano considerati mancanti di verisimiglianza ecc.
il grande attore quindi parte proprio da Shakespeare sia grazie a Gustavo Modena sia grazie all'idea della critica
romantica che riteneva che la forza dell'opera shakesperiana risiedeva nella capacità di dipingere i personaggi
fittizi i quali tuttavia contengono tutti i tratti della natura umana.
L'attore si trova davanti un compito: lavorava su una gamma di passioni. Il compito più difficile è lavorare sulla
psicologia di questi personaggi. Riscoprire i personaggi così come Shakespeare li aveva concepiti.
Il grande attore viene considerato un emozionalista mettendosi in sintonia con le emozioni del personaggio.
Immedesimazione non significa perdita di se all'interno del personaggio, il processo è guidato e controllato.
Anche quando recita le passioni del personaggio ed entra in sintonia con la sua psicologia non corre mai nei
pericoli paventati da Diderot cioè che avrebbe perso l'autocontrollo, questo nel grande attore non accade mai.
Il grande attore sembra possedere la chiave che permette di operare in perfetto lavoro di sincronia tra le due
sfere ( intellettiva ed emotiva).
Ciò non poteva non fare effetto sui critici quindi anche su Stanislavskij.
L'approccio ai personaggi shakesperiani permette di provare una recitazione nuova quindi. Ma da dove
vengono questi attori? Dove avevano imparato? Domanda che si pose anche Stanislavskij.
Non vengono da una scuola, non esistevano ancora. Il mestiere si apprendeva facendolo, sia se si era figli
d'arte.
(Gustavo Modena era il figlio di Giacomo Modena che era un direttore di compagnia il quale non voleva che il
figlio intrapendesse questa carriera, preferiva la carriera politica. Gustavo invece si appassionò del teatro anche
se era molto studioso e appassionato di politica, partecipò attivamente alle battaglie rinascimentali, incontrò
Mazzini, fece parte della Giovane Italia ecc.
Si rendeva conto dello stato di arretratezza dello Stato Italiano rispetto agli altri. Si occupò anche del teatro in
musica. Pensava alla necessità di una scuola. Si rende conto che per riformare il teatro bisogna creare una
generazione di attori nuovi che debbano avere cultura, che possano leggere anche le teorie sul teatro, i dibattiti
sul teatro).

In mancanza delle scuole i grandi attori cercano di assimilare gli insegnamenti di Modena. Rossi, non figlio
d'arte, assorbì gli insegnamenti di Modena. Salvini era figlio d'arte. La Ristori era già grande, coetanea di
Modena anche se pure lei assimila i suoi insegnamenti.
Il teatro grande attorico funziona tutto sull'esaltazione del primo attore. Quindi opere shakespeariane in cui
una donna può essere totalmente protagonista non ce ne sono, l'unica è Lady Macbeth in cui si cimentò la
Ristori. Gli attori maschi invece hanno il repertorio più facile.
Sia Slvini che Rossi creeranno opere che esaltavano le caratteristiche del primo attore.
Gli attori quindi apprendevano anche l'inglese per leggere le opere in originale. Attori che tentano di elevarsi
per assolvere al proprio compito sempre in maniera più degna. Compito che diventa importante quando si ci
avvicina all'Unità. L'Unità politica la Germania la raggiunge dopo L'Italia ma l'unità culturale già l'aveva
conquistata verso le fine del' 700 pur essendo un terreno frazionato. La francia raggiunge l'unità politica prima
dell'unità culturale. L'Italia è diventata una nazione ma non avrà per molto tempo un'unità culturale. Problema
molto sentito anche per quanto riguarda il teatro. Salvini quando negli anni '60 andò a recitare a Napoli fallì,
perchè portò un repertorio nazionale, fatto di Shakespeare, Alfieri, Goldoni ecc. Il pubblico italiano diceva che
aveva gusti arretrati. L'attore sente che il teatro è chiamato come unico veicolo di recitazione. Il tasso di
analfabetismo era altissimo quindi il teatro diventa veicolo di informazione culturale, comunicazione ecc.

( La nuova drammaturgia nasce a ridosso dell'Unità).

Quindi modificare la recitazione per renderla più efficace, cioè arrivare al pubblico.
Un pubblico nuovo dell'Italia Unita. Sviluppare la capacità di tenere in pugno lo spettatore → capacità che colpì
Stanislavskij.
Egli vide Rossi quando aveva quattordicianni, nel 1877. Poi vide anche gli attori della generazione successiva.
Forma la sua coscienza di regista/pedagogo osservando, con grande spitito critico. Fin da giovane
frequentatore delle sale teatrali.
A quei tempi tutte le famiglie borghesi praticavano teatro come gioco. Stanislavskij visse in questa atmosfera
facendogli crescere sempre di più l'interesse nel teatro.
Mosca era all'epoca una delle mete fisse degli attori stranieri, insieme a San Pietroburgo.
1924 : La mia vita nell'arte → si avvale degli appunti che scriveva fin da giovane.
La sua fu una continua ricerca. Lui non voleva creare un sistema fisso, non era possibile con la recitazione
creare un sistema fisso perche il teatro è fatto di attori, di recitazioni che cambiano di volta in volta. Una
sistema codificato non può valere per sempre. Può esserci una ricerca che non finisce mai.
Nel corso della sua vita ha elaborato delle linee di ricerca.

→ la cosa che notò del teatro italiano fu un teatro molto scarno. Il grande attore in tourneè va con scene che
sono sempre le stesse. Scene spesso fatte da carta arrotolata. Solo un secondo tempo si comincia ad usare la
tela. Il mobilio era raccattato di volta in volta. Tutto basato sul principio della genericità, qualità scarsa
dell'allestimento.
La Ristori cominciò ad avere attenzione nel costume solo quando divenne la moglie del Marchese di Capranica
del Grillo che a parte essere nobile non aveva tante ricchezze. Tuttavia rispetto agli altri attori aveva una
sicurezza economica maggiore. Poteva farsi disegnare gli abiti e farseli creare dalle sartorie. La cura dell'abito
diventa un amore per il dettaglio e la fedeltà storica. Questo la aiutava ad entrare in sintonia col personaggio,
una chiave d'accesso al personaggio. Anche Stanislavskij credeva questo, soprattutto nella prima fase lui cercò
di essere molto attento a tutti i dettagli della messa in scena.

Stanislavskij notò la qualità scadente della scena, di tutto il contorno. Banali costumi, trucco di scarso effetto
ecc.

Mai Stanislavskij riuscirà a portare con successo in scena l'Otello.


Nel 1882 assiste all'Otello di Salvini, ormai attore famoso.
Quando vide L'Otello di Rossi tutto era deludente finchè l'attore non entrava in scena. Come se il pubblico
dimenticasse tutto ciò che non andava e si venisse rapiti dall'interpretazione e dal fascino degli attori.
Fu colpito da tre caratteristiche di Rossi e Salvini, che sono quelle di ogni grande attore oltre all'orignalità. Ci
sono quindi tratti comuni ma la caratteristica prima è l'originalità. Ognuno imprime il proprio segno unico. Rossi
e Salvini si cimentarono nello stesso repertorio anche se poi l'interpretazione era diversa completamente.
- ORIGINALITA'
- Il grande attore ha mestiere, tecnica, padronanza dei propri messi espressivi.
- capacità di rendere le passioni

Achille Maieroni , al teatro dei Fiorentini a Napoli nel 1855 riuscì a rappresentare con successo l'Otello. Recitò
in un contesto invidiabile per quei tempi: scenografie nuove, valido contorno, costumi appropriati. Mentre
invece Salvini pensava che il pubblico napoletano fosse arretrato per questo tipo di repertorio. L'unica riforma
che Maieroni riuscì a portare fu quella della recitazione ma grazie anche agli attori che sono venuti dopo.
Anche Salvini pensava ad una necessità di creare uan scuola.

Quindi Stanislavskij per prima cosa nota la qualità scadente delle rappresentazioni. Lo colpisce la tecnica degli
attori, si rese conto della qualità di Rossi solo dopo esser diventato lui stesso un attore di teatro. Quando lo
divenne era facilmente preda alle emozioni infatti fece diversi incidenti (si dimenticava le battute, fece cadere
una lampada ecc) e capì che tutto era dovuto ad uno eccesso di emozioni, lo stesso che disse Diderot.
Stanislavskij sperimentò quindi una mancanza di controllo di se stesso e incapacità di autovalutarsi. Raccontava
che a volte si sentiva carico e recitava secondo lui bene mentre invece gli altri non lo apprezzavano.
Altre sere invece quando si sentiva meno coinvolto i colleghi gli facevano i complimenti. Capì che bisognava
invece essere sempre uguali. Il possesso del mestiere, la solidità della tecnica dà piena padronanza di se e
capacità di essere sempre uguale in scena. Il grande attore ha mestiere, tecnica, padronanza dei propri messi
espressivi.
Coerenze e organicità con cui si restituivano i personaggi.
Il grande attore nella recitazione si poggia sulla bravura. Sa usare i gesti al momento giusto, la voce ecc. il
grande attore gioca con la propria bravura, sa che può permettersi di inventare lì per lì ma non lo fa come
sfoggio virtuosistico, tutto viene utilizzato in base alla psicologia del personaggio e per renderlo credibile.
E' sulla credibilità che l'attore lavora.
Quindi tecnica sempre correlata alla psicologia e al carattere del personaggio.
(Otello per Rossi è prima di tutto un guerriero, per questo alla fine arriverà ad uccidere.
Il suo è più umano di Salvini; per Salvini è un uomo valoroso, acculturato, al servizio della repubblica veneta e
l'idea del tradimento di Desdemona è come se fosse un tradimento a tutti i suoi ideali, tradito dalla sua stessa
patria a cui si è consegnato. Hanno due concezioni diverse del personaggio). Questo studio del personaggio era
raro.
Rossi imparò l'inglese per potere leggere Shakespeare in lingua originale. Salvini arriverà a recitare alcuni pezzi
in inglese durante le tourneè.

L'altra cosa che Stanislavskij notò è la loro capacità di rendere le passioni. Riguardo al Re Lear di Rossi, capendo
che dietro “c'era un disegno creato dell''attore stesso (ancora non c'era la figura del regista. Questi attori erano
totalmente padroni della propria interpretazione, tutto l'intero processo creativo era nelle loro mani) questa
parte si allargava e si approfondiva nella nostra immaginazione”. Capì che per avere effetto la recitazione era
efficace solo quando si fosse impressa sul pubblico. L'attore pianificava la parte sempre pensando all'effetto
che avrebbe susciatato nel pubblico. Come se Rossi sapesse che il pubblico avrebbe continuato da solo ciò che
l'attore aveva iniziato.
I critici dicevano che fosse straordinaria questa cosa.
L'attore italiano riusciva a tenere il pugno il pubblico del Bolshoi per tutta la durata dello spettacolo.
Stanislavskij si chiedeva come fosse possibile.
Una recitazione di questo tipo non poteva essere affidata solo al genio dell'artista perchè questa magia si
ripeteva tutte le volte.

Stanislavskij fonda la recitazione su vero sentire dell'attore. Ma accoglie anche il pensiero di Diderot, l'eccessive
emozioni possono far incorrere al pericolo di una prestazione deludente e diseguale.

Attori come Rossi e Salvini secondo Stanislavskij erano delle eccezioni.

Il sistema comincia ad essere in embrione solo a partire dal 1906. Prima cominciò a collezionare altre
esperienze determinanti per la nascita del sistema.

Stanislavskij capì che era la tensione muscolare ad irrigidire l'attore.


Cominciò quindi a lavorare sul fisico, lavorare sul rilassamento per poi agire sull'aspetto interiore ed emotivo.
Notò che gli attori migliore arrivavano in teatro in anticipo, lo faceva Salvini. A teatro vuoto tutto pronto
cominciava a camminare avanti e dietro. Non lo faceva solo Salvini ma anche i migliori attori russi. E lo facevano
tutte le sere. Gli attori cercavano di entrare in un particolare stato d'animo, Stanislavskij la chiama
“autoispirazione”. Che poi verrà chiamato → STATO D'ANIMO CREATIVO.
Capì l'importanza del rilassamento.

(Il grande attore italiano si sente molto più vicino a Kean che non a Garrick)