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FAQ - TEST COVID-19

Disclaimer:

1) Questo documento, per quanto rispondente a rigorosi criteri scientifici,


ha scopo puramente DIVULGATIVO; le informazioni in esso contenute
non costuiscono parere medico. Il team #biologi raccomanda di
informare subito il proprio medico alla prima insorgenza di sintomi, il
quale indicherà la procedura più corretta da seguire in base anche alla
storia clinica del paziente, alla luce anche dei decreti in vigore in materia
di salute pubblica.
2) ✳✳✳✳✳✳✳✳✳✳✳✳✳✳✳✳
Il team dei biologi non può dare consigli su scelta, modalità e tempi inerenti la
vaccinazione: si tratta di una decisione del singolo individuo, concordata con il
medico di base (che conosce la storia clinica individuale) e/o medico vaccinatore
in possesso di anamnesi ed eventuali certificazioni/esenzioni mediche. Sulla
base di quanto scritto sopra, si porta all'attenzione dei pazienti che il team
#biologi fornisce PARERI sulla base di dati scientifici in continuo aggiornamento
e che eventuali SUGGERIMENTI NON hanno alcun valore COGENTE o
VINCOLANTE restando, come già specificato, la decisione e la responsabilità
che da essa consegue, in merito a somministrazione, modalità, tempistica del
vaccino, UNICAMENTE in capo al paziente e/o medico di base/vaccinale.

1. Cos’è il tampone?
Il termine “tampone” non si riferisce a un test specifico, ma alla tecnica utilizzata per
prelevare il campione biologico da analizzare. Il tampone può essere oro-faringeo, se
il bastoncino (con del cotone sterile ad un’estremità) viene introdotto in bocca, o
rinofaringeo, se viene introdotto nel naso.

Il campione può essere utilizzato per eseguire il TEST MOLECOLARE o il TEST


ANTIGENICO.

.FAQ - TEST MOLECOLARE

2. A cosa serve il test molecolare?

Serve a capire se il soggetto in quel momento ha presenza o assenza di materiale


genetico del virus SARS CoV-2. Il test rileva il materiale genetico attraverso il metodo
RT-PCR, che amplifica sequenze specifiche del gene chiave del virus: S (Spike).
Recentemente, alla luce della Circolare del 15/02/2021 del Ministero della Salute, per
rilevare alcune varianti che hanno mutazioni della proteina S, i test molecolari rilevano
anche altri geni: Nucleocapsid (N), Envelope (E), Open reading frame (Orf)
etc.(comuni anche ad altri virus). In caso di negatività al gene S e positività agli altri
geni si deve ricorrere al sequenziamento del virus. Di seguito parte della circolare
succitata.

"L'uso dei test molecolari basati su una combinazione di geni virali target che
comprende il gene S, può essere di ausilio per lo screening della variante VOC
202012/01 (comunemente indicata variante UK), poiché alcuni test utilizzati
correntemente, a fronte della positività al/i target non-S, risultano negativi al gene S, a
causa della presenza nella variante di una delezione che determina la non rilevazione
di questo target, rappresentando quindi un’indicazione per il successivo
sequenziamento".

In caso di positività al test molecolare deve essere informato il medico curante.

3. A chi è rivolto il test?

Il tampone molecolare è il test d’elezione in caso di 1) sospetto sintomatico 2) contatto


stretto di caso confermato sintomatico. Il medico curante, in accordo con le autorità
sanitarie locali può prescrivere il test. Il test si può anche effettuare a pagamento
presso i laboratori privati.
4. Quale test molecolare è preferibile effettuare?

Alla luce delle varianti del virus in circolazione, è preferibile effettuare un test
molecolare che evidenzi le principali varianti conosciute attraverso il metodo Multiplex
RT- PCR.

5. Come faccio a capire se il test molecolare è positivo o negativo?

Nel referto vengono generalmente riportati i geni indagati con accanto la dicitura
POSITIVO (se il gene è rilevato) o NEGATIVO (se il gene non è rilevato) e i CT (Cycle
Threshold, ovvero ciclo soglia) che indicano il numero del ciclo al quale viene rilevata
l’amplificazione. Bassi valori di cicli di amplificazione (Ct < 25), sono correlati ad una
carica virale alta (campione fortemente positivo); alti valori di (Ct >35) sono correlati
ad una una carica virale bassa (campione debolmente positivo).

Non esiste una standardizzazione del valore soglia di CT. Secondo l’AMCLI
(Associazione Microbiologi CLinici Italiani) la positività con valori di Ct >35 in più del
95% dei casi non è associata a presenza di infettività. In quest’ultimo caso infatti è
molto probabile che il soggetto abbia solo residui di genoma virale ma non sia infetto.
Tuttavia la maggior parte dei referti riporta solo la dicitura:"positivo/negativo" senza
alcun riferimento a geni o ai CT.

Sarà il medico curante, ad interpretare il risultato alla luce della storia clinica ed
epidemiologica del paziente.

FAQ - TEST ANTIGENICO

6. A cosa serve questo test?

Serve a capire se il soggetto ha contratto il virus. Il test identifica le proteine (antigeni)


di superficie del virus. E’ utilizzato soprattutto per le indagini di screening. E’ meno
affidabile del test molecolare: in caso di positività ha necessità della conferma del test
molecolare. Allo stato attuale il test antigenico non ha valore legale, al contrario del
test molecolare.

7. Qual’è il test antigenico più affidabile?


Il test antigenico a immunofluorescenza con lettura in microfluidica.

8. A chi è rivolto il test?

Il test è rivolto a tutti coloro che hanno sintomi da SARS CoV-2 o che sono stati in
contatto con persone positive. Il test si può effettuare a pagamento presso i laboratori
privati o in farmacia.

Itest antigenici immunocromatografici lateral flow mostrano una grande variabilità e


dovrebbero essere riservati al contact tracing. L’uso dei test a fluorescenza, più
affidabile, è indicato nello screening del personale sanitario.

9. Come faccio a capire se il test antigenico rapido è positivo o negativo?

Nel referto viene riportato l’esito NEGATIVO o POSITIVO. Nel caso in cui il test sia
positivo, la diagnosi deve essere confermata dal test molecolare.

10.Possono esserci falsi negativi?

Sì, perchè la sensibilità dei test non raggiunge il 100%, inoltre alcune varianti non
possono essere rilevate dai test antigenici.

FAQ - TEST SIEROLOGICO

11.A cosa serve questo test?

II test sierologico serve a capire se sono state prodotte immunoglobuline (anticorpi) in


seguito a contatto da SARS CoV-2 o a vaccinazione. Il test ‘fotografa’ il titolo di
determinati anticorpi nel momento in cui viene effettuato. Il titolo anticorpale varia nel
tempo. Il test sierologico può essere qualitativo o quantitativo. Nel primo caso il test
rileva la presenza o meno degli anticorpi, nel secondo caso ne rileva anche la quantità.

12.A chi è rivolto il test?


II test è indicato ai soggetti che sanno o vogliono sapere se hanno contratto il virus in
passato, a chi si deve vaccinare, a chi si è vaccinato e a chi vuole monitorare lo stato
anticorpale nel tempo.
13. A chi devo rivolgermi per richiedere un test sierologico?
I test sierologici in alcuni casi possono essere prescritti dal medico curante oppure
possono essere effettuati a pagamento presso un laboratorio privato.

14.E’ utile effettuare un test sierologico prima del vaccino?

Si richiama l’attenzione sull’importanza, emersa da recenti evidenze scientifiche, del


test sierologico quantitativo pochi giorni prima della data stabilita per la vaccinazione,
da esibire al medico curante e al medico vaccinatore.

15.Quale test sierologico è preferibile effettuare post infezione da SARS


CoV-2 o prima del vaccino?

Il test quantitativo che dosa gli anticorpi S1/S2/RBD IgG. Ai fini di una chiara
interpretazione il referto deve riportare il risultato espresso in BAU/ml. BAU (Binding
Antibody Unit) è lo standard internazionale dell’OMS.

16.Come faccio a capire se il test sierologico è positivo o negativo?

Nel referto sono riportati: il risultato espresso in termini numerici, l’unità di misura e i
valori di riferimento.

I valori di riferimento (cut off) non sono standardizzati e cambiano da laboratorio a


laboratorio a seconda della metodica e del kit diagnostico utilizzato. Spesso i valori
sono espressi con doppia unità di misura: U/ml e BAU/ml; il fattore di conversione
UA/BAU cambia a seconda della casa produttrice.
Interpretazione del referto: ad esempio se un referto riporta il valore 140,2 e valori di
riferimento < 32 NEGATIVO; > o = 32 POSITIVO

vuol dire che se il risultato è minore di 32 il test è negativo, ovvero non sono stati
rilevati anticorpi; se invece il risultato è maggiore o uguale a 32 il risultato è positivo,
ovvero sono stati rilevati anticorpi.

Al posto di > o = si può trovare anche il simbolo ≥ il significato è identico: maggiore o


uguale.
Nel caso suddetto l’esito del test è positivo ovvero sono stati rilevati anticorpi. 140,2 è
infatti maggiore di 32.

Se invece un referto riporta il valore 11,5 con gli stessi valori di riferimento, l’esito del
test è negativo ovvero non sono stati rilevati anticorpi. 11,5 è infatti minore di 32.

In caso di positività rivolgersi al medico curante che valuterà, a seconda della storia
clinica ed epidemiologica del paziente, se consigliare un test molecolare. In caso di
negatività rivolgersi al medico curante che valuterà, a seconda della storia clinica ed
epidemiologica del paziente, se far ripetere o meno il test (in genere dopo 10-15
giorni). Un risultato negativo può infatti indicare: 1) assenza di infezione, 2) periodo di
incubazione del virus, 3) stadi precoci della malattia, 4) stati di immunodepressione,
5) decadimento dei livelli anticorpali specifici.

17.Come devo interpretare il risultato del test S1/S2/RBD IgG in seguito a


infezione SARS CoV-2 o a vaccinazione?

Anticorpi anti-Spike/RBD IgG positivi: sono stati rilevati anticorpi neutralizzanti.

Anticorpi anti-Spike/RBD IgG negativi: non sono stati rilevati anticorpi neutralizzanti.

18.Ho effettuato un test IgM e IgG anti spike SARS CoV-2 come devo
interpretare il risultato?

IgM negative e IgG negative anti-spike: nessuna infezione in atto oppure virus in
incubazione.

IgM positive e IgG negative anti-spike: recente infezione in atto. Rivolgersi al medico
curante che attiverà i protocolli stabiliti dal SSN (tampone molecolare, isolamento etc)

IgM positive e IgG positive anti-spike: possibile infezione in atto oppure infezione
pregressa. Rivolgersi al medico curante che interpreterà il test alla luce della storia
clinica ed epidemiologica del paziente.

IgM negative e IgG positive anti-spike: immunizzazione contro la variante contratta.


Rivolgersi al medico curante che interpreterà il test alla luce della storia clinica ed
epidemiologica del paziente.

19) Ho effettuato un test Ig Totali anti-SARS CoV-2, come devo interpretare il


risultato?
Ig Totali negative: nessuna infezione in atto ma il virus potrebbe essere in incubazione.
Rivolgersi al medico curante.

Ig Totali positive: infezioni attuali o pregresse dovute a SARS CoV-2 o ad altri virus.
Rivolgersi al medico curante che interpreterà il test alla luce della storia clinica ed
epidemiologica del paziente.

19.Gli anticorpi prodotti dalla vaccinazione possono proteggermi da una


nuova infezione da SARS CoV- 2?

Alla luce dei dati scientifici ad oggi disponibili e delle varianti in circolazione non è
possibile stabilire un numero di anticorpi “sufficiente”ad assicurare la protezione da
nuove infezioni. Si raccomanda dunque, in accordo con la comunità scientifica, di non
abbandonare le misure di sicurezza (mascherina in ambiente chiuso o in prossimità di
non conviventi, distanza e lavaggio delle mani) anche in presenza di elevato titolo
anticorpale, al fine di evitare nuove infezioni con altre varianti.

20.Ho contratto il virus SARS CoV-2 in passato, quando dovrei fare il


vaccino e quante dosi sono previste?

Il medico curante o vaccinale, alla luce della normativa, dell’anamnesi e del test
sierologico (effettuato qualche giorno prima della vaccinazione) stabilirà tempi e modi
per la vaccinazione.

Secondo la Circolare del Ministero della Salute del 03/03/2021 inerente la


vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un’infezione da SARS-CoV.2 “è possibile
considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-SARSCoV-
2/COVID19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera
sintomatica o asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi
di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa.
Ciò non è da intendersi applicabile ai soggetti che presentino condizioni di
immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici. In questi
soggetti, non essendo prevedibile la protezione immunologica conferita dall’infezione
da SARS-CoV-2 e la durata della stessa, si raccomanda di proseguire con la schedula
vaccinale proposta (doppia dose per i tre vaccini a oggi disponibili).”

21.Come faccio a capire se il mio numero di anticorpi post prima dose del
vaccino è sufficiente e dunque posso evitare la seconda dose?
Il programma vaccinale prevede 2 dosi per i vaccini di Pfizer/BioNTech, Moderna e
Astrazeneca e una dose per il vaccino di Johnson&Johnson.

E’ il medico curante o vaccinale, valutate l'anamnesi e il test sierologico (da effettuare


pochi giorni prima della vaccinazione), a stabilire modalità e tempi per la vaccinazione.

ALTRE FAQ

22. Sono positivo da più di 21 giorni posso uscire da casa? Consultare il medico
curante.

Secondo la circolare del Ministero della salute (12/10/2020) le persone che, pur non
presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per
SARSCoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per
ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la
guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21
giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità
sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato
immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di
contagiosità può essere prolungato).

23. Come posso sanificare la casa?

La sanificazione dell’abitazione dovrebbe essere eseguita secondo le indicazioni


dell’ISS qui riassunte: in ambito domestico si devono rispettare due tempi d’intervento:
uno dedicato alle lenzuola e alla biancheria e uno per la pulizia e disinfezione dei
locali.Per la pulizia di una stanza domestica in cui è stato isolato un paziente COVID19:
la stanza dovrebbe essere arieggiata in maniera naturale con aria fresca per almeno
1 ora, successivamente accuratamente pulita con un detergente neutro, seguito dalla
disinfezione delle superficie. Si consiglia l’uso di attrezzature per la pulizia monouso.
Per la pulizia dell’abitazione, una particolare attenzione deve essere posta alle
superfici toccate più frequentemente (es. porte, maniglie delle porte, finestre, tavoli,
interruttori della luce, servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, telefoni
cellulari, tastiera, telecomandi e stampanti).

Utilizzare panni in microfibra inumiditi con alcol etilico al 70% V/V o con una soluzione
di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5% di cloro attivo per i servizi igienici e le altre
superfici (es. la candeggina sul mercato è generalmente al 5% o al 10% di contenuto
di cloro), e allo 0,1% di cloro attivo per tutte le altre superfici da pulire, tenendo in
considerazione la compatibilità con il materiale da detergere, l’uso e l’ambiente. I
detergenti a base di cloro non sono utilizzabili su tutti i materiali. Lavare tutti i tessuti
(es. biancheria da letto, tende, ecc.) con un ciclo ad acqua calda a 60°C per almeno
30 minuti con un comune detersivo per il bucato. Se non è possibile utilizzare un ciclo
ad acqua calda a causa delle caratteristiche dei tessuti, è necessario aggiungere
prodotti chimici specifici per il lavaggio (es. candeggina o prodotti per il bucato
contenenti ipoclorito di sodio o prodotti di decontaminazione sviluppati appositamente
per l’uso su tessuti). La persona che pulisce dovrebbe indossare guanti e una
maschera chirurgica. L’igiene delle mani deve essere eseguita ogni volta dopo aver
rimosso guanti o maschera. I materiali di scarto prodotti durante la pulizia devono
essere collocati in un sacchetto separato e ben chiuso, che può essere smaltito come
rifiuti indifferenziati.

https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporto+ISS+COVID-19+n.+20_2020.pdf/28
77483a-49cf-9e41-a173-03e9ab18f00e?t=1589185558757