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C

op
ia i leoncini

pe
rv
is
to
C
op
ia
pe
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is
to
Giulio Musenga

La Regina dell’Altrove

to
Raccolta di poesie

is
rv
pe
ia
op
C
to
is
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pe
ia
op
C

Nome Cognome
La Regina dell’Altrove

ISBN 978-88-6393-464-9

© 2018 Leone Editore, Milano

www.leoneeditore.it
C
op
ia
pe
rv
is
to
C
op
ia
pe
rv
is
to
Hai mai pensato di andare via e non tornare mai più?

to
Scappare e far perdere ogni tua traccia, per andare in
un posto lontano e ricominciare a vivere, vivere una vita

is
nuova, solo tua, vivere davvero?
Ci hai mai pensato?
rv
Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal
pe
ia
op
C
C
op
ia
pe
rv
is
to
Amanti equilibristi

Su di un filo
due pensieri
il mio e il tuo

to
immaginali sospesi
nello spazio
nel tempo.
is
rv
Immagina
un pensiero
pe

compresso
complesso
sottointeso
ia

complice
tirato
op

fra due estremi


fra una stella e l’altra
sotto una tenda
C

un circo
un cielo
la vita.

Noi volteggiare
senza rete

9
giù il nero della terra
su il nero della notte.

Per noi solo la luna


e stelle come riflettori
fasci di luce
per due pensieri
il mio e il tuo

to
che s’incontrano
nell’equilibrismo di due amanti
che su uno strano filo
is
rv
si tendono la mano
in un esercizio
da mozzare il fiato.
pe

Pensa alla gente sotto


guardare a bocca aperta
ia

gridare quasi di terrore


per dei gesti
op

che per noi


sono naturali,
C

noi che su un filo


abbiamo cercato
provato tanto
sempre rischiando
l’emozione
quel trovarsi in un secondo

10
improbabile e immenso
– il tempo –
solo per stringersi per mano.

Prendersi insieme ancora


avendo il fiato per dirsi
su di un filo teso sospeso
lo stesso fra noi da sempre.

to
Ci sei?
Ci sono!
is
rv
Ti amo…
pe
ia
op
C

11
Amici sconosciuti

Capita a volte
di sentir gemer fronde
fra i capelli sregolati

to
e insieme
sentir rumor di passi
che seguono il tuo ritmo
is
rv
respiran quasi col tuo fiato
e vanno in sincrono al tuo cuore.
pe

E anche quando il vento


tira forte che fa spavento
e dèi infidi e feroci
ia

urlan per le tue strade


giocando con giornali vecchi
op

gettati contro il tuo proceder lento



in quelle immagini rubate
C

che sembrano volare senza senso



riconosci volti mai veduti
frasi e storie mezze dette
magari per il resto immaginate
e ti accorgi di avere in tasca

12
in un mazzo di carte strampalate,
convinte di essere la sorte,
quella sola che davvero vale
e che qualcuno ha infilato
senza neanche ti accorgessi.

E allora sale la tua voce


sale

to
supera ogni timore
ogni rumore
ogni gioco
is
rv
o mano persa
quanto le basta per sussurrare
nomi di amici sconosciuti
pe

lì sorridenti
in quella sorte
e nei tuoi occhi
ia

a indicarti un bivio
quale passo fare ancora
op

lungo un sentiero
che piano diverrà cammino.
C

13
Dalle dita al volto

Amo di te
quello che mi hai dato
quello che mi hai tolto

to
dalle dita al volto
e un’anima leggera
in questo fiato autunnale
is
rv
disegna un pensiero
un dito su di un vetro
umido e appannato
pe

una sorta di sentiero.

Entrambi sono segni


ia

di un mondo diverso
nascosto là fuori
op

con quello che ha dato


e quello che ha tolto.
C

Un sentire intenso
tracciato da un dito
disegnato sul vetro
questo si vede
e intorno condensa
e silenzi taglienti

14
in una notte che vive
dal volto alle dita
fino a non sentir
che più neanche senti.

Esiste adesso
nella stanza
un presente immerso

to
in un autunno caldo
umido di respiri
e qui ti penso
is
rv
guardando
senza voglia
questo buio
pe

questo vetro appannato


questi piccoli spazi
che traccio sul vetro
ia

con la punta di un dito


e mi fermo a fissare
op

ciò che da dietro


riesce da qui a filtrare
e sempre ci vedo
C

dalle dita al volto


quello che mi hai dato
quello che mi hai tolto.

15
Darò me stesso

Non c’è più gesto


o cenno
o semplice sorriso

to
che non muova
la mia anima.

is
rv
Non c’è più dolore
o emozione
gioia o inganno
pe

che non la faccia fremere


ansimare e trasalire.
ia

Troppo
di tutti e tutto
op

la scuote fin dentro


le sue pieghe più nascoste
C

laddove a volte si nasconde

e non c’è più riposo


nel vederla raccogliere
ogni istante di se stessa
chinarsi ancora a raccoglier d’altro

16
sempre con la stessa grazia
e un filo di amarezza.

Si china come niente fosse


ma vacilla ed è turbata
e il vento scuote le sue chiome
e tutto il corpo le percorre
con forza o con vezzo delicato

to
ma che la percuota
o l’accarezzi nel profondo
lei sorride appena
is
rv
e lascia che la stupri
immaginando che sia tutto
un nuovo sogno.
pe

Ho smesso così
d’aver paura
ia

e vergognarmi
anche del non fatto
op

del mio incompiuto.


C

Non esiste più rifugio


per arrossire
o per aver rimorso
– se vuoi non ho più scampo
sono tuo come di tutto e tutti.

17
Non darò né vorrò gesti
sapor d’approvazione
né arguti cenni ammiccanti
né incitamenti o ammonizioni
non esiste più né pena né condanna
non esistono spazi liberi o prigioni.

La mia anima

to
ascolterà come la foresta
il suono del tuo e del mio vento
e li accompagnerà
is
rv
con coro muto di fronda delicata
sin quando tutto si plachi
laddove il sole si incorona
pe

o la luna siede innamorata


o dove tu sei sempre stata
che mai vi fu per me diversa strada.
ia

L’ambrosia che nasce dal dolore


op

dall’ansia di tradir per una volta,


il mare che non dà tregua al tuo tragitto
C

sarà una guida e non già più tragedia


per l’anima mia che se ne nutre.

Non esistono rotte che possano scriversi sul mare


né tantomeno strade da tracciare nel destino
non esiste più altro che non sia io

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provocante dell’ingenuità più oscena
che ama senza aspettar alcun ugual riscontro.

Libero di adorare a modo mio solo volando


guardando tutti gli orizzonti
e lasciando che ogni gesto
o cenno o semplice sorriso
muova e scuota l’anima in profondo

to
lasciando a lei il suo mondo inafferrato
e il resto non esista più
e insieme sia poi tutto
is
rv
una provocazione che entra nelle vene
un veleno che col tempo
non dia assuefazione.
pe

Darò così me stesso


e quel che io di me
ia

più non conosco.


op
C

19
Dolcezza mea*

«Sciummì Nenè veni


ca friddu pigghia pure o cori!
Senti come auceddu cria!»

to
dicette Palidda e scennennu ’u carru
la vesta ce salia e lei ce lo sapia.

is
rv
«Vegnu vegnu dolcezza mea!»
dicette Nenè che la taliava puro co lo cori.
«Ma veni prima ca che l’ammuri movi l’antu d’oru
pe

[di spighi.»

Prati di montagna che odorano umidi di fieno


ia

con l’aria intorno che se ne scende fino al blu


[del mare.
op

Mare che ci vedi il fondo


mentre intorno è estate d’aria calda che brucia
e vivi e cuci in un unico amplesso
C

natura corpi profumi e odori


e quasi una voce di gente che dice nel vento:

*  dialetto di pura invenzione

20
«Pigghiala bedda e pigghiala pri nienti,
ca di la bedda ti nnì fai cuntentu.»

Storia che incanta pietre e ginestre


e da sempre stordisce persino le cicale
adesso zitte perché tutti s’aspetta
che riparta il carro e si riprenda fiato.

to
Sciummì Nenè ca veni sera.
Vegnu vegnu dolcezza mea.

is
rv
pe
ia
op
C

21
Fuga

Non conoscerai il mio sguardo


solo lo sentirai,
dopo un vento caldo

to
che accarezza le spalle e il collo,
penetrare senza rumore
nella pelle
is
rv
e scorrere nel sangue
fino all’anima
e non sarà il tuo veleno a vincerlo
pe

in quel guardarsi
nel tempo immobile
che resta nelle frasi
ia

nei desideri
trattenuti nelle mani
op

incardinati nei pensieri


di una mente con troppe finestre
e nessuna porta.
C

Da lì verrà il mio vento


da lì la via di fuga.

22
Ieri

Tempo già passato


eppure è ancora addosso,
ne sento il dolente sapore

to
e il mio sudore di tristezza
che chiudo come ogni sera

is
nel suo barattolo di vetro
e lo metto lì al suo posto
rv
sul ripiano dei pensieri
perché domani avrà il suo senso
pe

perché mi è servito vivere


… ieri.

Ho ben presente tutto


ia

come il sapore aspro in bocca


della mia effimera fortezza,
op

acre come sangue viola


che scorre non sai dove,
C

vortice sconosciuto
fatto di fragilità
e tremori di stupore
mescolati a incertezza
fino a chiederti chi eri
… ieri.

23
Forse è stanchezza,
lungo è stato il tempo
lunghe le attese
mentre un maglio di seta
penetrava come fuoco
la mia anima perplessa
attonita al frastuono
di un ghigno di slavina

to
che divora la montagna
mentre appena poco prima
era neve sì leggera
is
rv
da accarezzare l’aria
… ieri.
pe

Ieri
ieri
ieri.
ia

Pensieri da mescolar su tavolozza


per farne un quadro odore di verbena
op

da lasciare ad asciugar di notte


alla luce della luna e delle stelle
perché oggi come domani sarà sangue
C

vissuto versato amato perduto

… ieri.

24
Il gabbiano

A poco serve ora


prendere la via del mare
fuggire con una vela

to
carica di lacrime
sì da pesare tanto

is
che i bordi sfiorano le onde
e l’acqua comincia a entrare
rv
a ogni onda un po’
e la tempesta incalza
pe

e ti ricorda ora assurdamente


quanti fossero i sentimenti
a tracimare l’argine del cuore
e l’anima insieme sbatteva al vento
ia

come oggi questa vela in alto mare.


op

Non più vedere un porto


neanche più una rotta da seguire
C

solo nuvole sopra e un mare scuro


e dentro il ghiaccio,
neanche più la voglia di tentare
seduto lì al timone
ad aspettare che l’acqua entri
fino alla fine e naufragare.

25
Eppure in quel tuo pensare
volgi a guardare in alto.
Là in cima sul pennone
un gabbiano trova riposo
prima di riprender volo
in quel vento che fischia fra le sartie
lui si rimette in gioco
e apre le ali

to
senti il mistero della stessa forza
prenderti il corpo e il cuore,
avere sentimenti
is
rv
metterli in gioco
avere sì tanto coraggio
che ancora il mare
pe

non l’abbia vinta.


Voltar la prua a se stessi
e ritornare
ia

vivere
amare
op

volare.
C

26
Il mio viaggio col tempo

Io vorrei davvero
viaggiar col tempo
esser suo bagaglio

to
il suo cappello
capir la direzione
come decida il quando
is
rv
come si regali il come
quando rida
e quando si commuova
pe

cosa lo spinga ad andare


se viaggi avanti o indietro
come si mostri a noi
ia

poveri mortali
che lo seguiamo
op

sol con le lancette


che ci portiamo dietro
o con le stagioni
C

– che tutti dicono stian cambiando.

Chissà che pensa il tempo


chissà se è schiavo
o un perdigiorno
se è un dio

27
o una goccia
di chissà che mare
un infinito
o una stanza chiusa.

Vorrei restargli in tasca


vorrei non mi trovasse
ma sapesse che ci sono

to
e non ci facesse caso
sia io suo cappello
o suo bagaglio
is
rv
sia in tasca
sia come sia,
mi piacerebbe
pe

che il tempo e io
ci si facesse compagnia
senza badar tanto
ia

alla fine
a dove noi si sia.
op
C

28
Il tempo e i suoi sapori

Lo senti presto in bocca


qualunque esso sia
dovunque esso si svolga

to
chiunque lo accompagni,
il tempo che ti scorre
dà subito un suo gusto
is
rv
amaro
aspro
dolce
pe

salato
saporito
e grasso.
ia

Basta un secondo
op

e nella mente
tutto si mischia
a odori ed essenze
C

fino a diventare
un sapore tuo
fissato dentro,
un odore dell’anima
che quasi ascolti
e quando fa silenzio

29
passa ancora tempo
e quel sapore
sempre diventa
qualcosa di intenso
fra il dolciastro
come melassa
e la gelatina
della madre dell’aceto.

to
E prima che la bocca
riprovi un nuovo gusto
is
rv
ci vuole il tempo giusto
che acqua passi sotto i ponti
e corroda i sassi
pe

e faccia nascer giunchi


su quelli che saran
nuovi tuoi passi
ia

a cercare nei cespugli


nuovi gusti
op

che il tuo palato


e la tua lingua
accarezzino e apprezzino
C

e magari insieme
ci si assaggi bene.

30
Io, cristalli e specchio

Stasera vedo aggirarsi cristalli


che giocano in un vicolo buio
in un bicchiere rigato

to
dal quale bevo a malavoglia
troppo stanco
per riuscire a fermarli.
is
rv
Se qualcuno li avesse visti
forse mi avrebbe aiutato
pe

a rigettargli addosso le loro ingiurie


i loro insulti sputati
perché quei cristalli, giuro,
ia

ce l’hanno con me
e con le mie avventure.
op

Figurati che di notte


C

mi vengono intorno
in mezzo alla strada
e tanto fanno
che non so neanche più scegliere la réclame
che maggiormente inganna.

31
Li guardo e
fermo nel mio silenzio
ci penso
e loro intanto fanno baccano
i cristalli,
giuro.

Così

to
alla fine
non riconosco un bar
non un angolo di strada
is
rv
né qualcuno che mi stia a sentire
non un posto dove nascondere i miei stracci.
Conosco solo uno specchio
pe

che riflette me
e i miei cristalli
e che mi dice:
ia

«Attento
quelli ti fanno diventar vecchio.»
op

Ma è un inganno
C

è il gioco degli sguardi


scomposti dai cristalli
che si rifletton nello specchio
che così dice perché gli è cugino
e sa che son loro a nascere già vecchi.

32
Cristalli e specchi
della vita ne san poco
basta riflettere
giocare con la luce.
Quello da sempre
è il loro scopo,
è forse invidia
che han per l’uomo

to
che li fa parlare
quell’esseri nati perché
c’è chi li sta guardare
is
rv
e magari vede se stesso
con le sue ombre e luci
e immagina altro
pe

che un semplice riflesso.

Così li guardo
ia

e dopo mi confesso.
«Anche se mi fate confusione
op

io non vi perdo
perché già lo so
che poi mi pento
C

a perdere un riflesso
dei miei cristalli
e del mio specchio.»

33
La donna che mi piace

Non prendermi per falso,


donna che mi piaci per davvero,
di te non voglio altro

to
che condividere un volo
se vuoi un pensiero.

is
rv
Non mi interessa il viso
il seno turgido o un amplesso.
Chiedo in fondo di più
pe

un toccarsi più complesso.

A me non serve compagnia a letto


ia

non serve un buffo correr da pavone.


Mi piaci perché tu non cerchi questo
op

ma come me quello che sta dentro


con spregiudicata trasparenza
C

e chi meglio di te può portar fuori


scatole segrete che io nascondo
e neanche so più dove
se non te che hai affascinato
l’anima mia che ora dentro

34
ti guarda e ascolta
quasi senza prender fiato.

Ma non basta questo, no


c’è ancora altro che io sento,
una strana affinità
che occhi che non vedo
fanno vibrare in nuove note

to
come avessi un nuovo vento
che struscia nei pensieri
e mi piace entrarci dentro
is
rv
perché una donna che mi piace
la voglio complice
pe

non amante del mio tormento,


la voglio non per sesso
ma un confondersi complesso.
ia

Vorrei che so
op

che mi aiutasse
nell’aprir le porte
di un palazzo fatto insieme
C

che non sapevamo nostro

e mischiare insieme ogni tesoro


fino a che non c’è motivo
di aver perso qualcosa di importante
quando si guadagna un sogno nuovo.

35
La Regina dell’Altrove

Sconosciuta
pur se la storia
ne ha partorito il sogno

to
donandole lo sguardo
che ora altezzoso
ora dimesso e schivo
is
rv
illumina il suo viso
e colora gli occhi
apparendo così
pe

insieme arida
eppur fiorente
di pensieri
ia

e di voli della mente


che a stento
op

ne compongono il ritratto
e la linea del sorriso
ora stanco
C

ora suadente
ora linee
di abitudini sofferte
ora simili a tesori
sparsi e sgargianti
e ancora

36
pianti e risa
addii e ritorni
felicità impazzita
e gorghi, i più profondi.

Come le vesti
a guardarle
sempre eleganti

to
ma talvolta polverose
altre volte luccicanti
o le mani
is
rv
sovente inanellate
di prismi di brillanti
o a suo piacer
pe

vuote
come campi
arati per l’inverno
ia

alla bianca luce


di una luna sempiterna
op

o ricche
di grano biondo
C

appena mosso
da un leggero vento
del mistero
del fiorir
con un sole assente.

37
Regina certo
di che paese?
Di se stessa
certo.
Lo dimostra
quel suo accento
sconosciuto
che a volte

to
si fa scuro
e altre acerbo
sì da portar dentro
is
rv
ogni cadenza
e insieme alcuna,
come fosse un tempo
pe

che si pente
di essersi concesso
troppo presto
ia

o forse troppo tardi


o ancora sente
op

solo d’essere se stesso


e che nulla può
C

se non il proiettar
di luci e ombre
e avere e dare vita
con le note di una notte
che appartiene a lei soltanto
come una missione

38
che qui trova ragione
ma anche altrove.

Ecco questo forse sì


potrebbe essere il nome
di lei dama sconosciuta
persino dalla storia
e che da questa

to
pur sugge la memoria
trasformando
la sua anima
is
rv
in parole
e vita:
Regina dell’Altrove.
pe
ia
op
C

39
Labbra arse dal silenzio

Ho le labbra
arse dal silenzio

to
e un buio dentro
che non sa più
cosa coprire
is
rv
tanto ha riempito
l’universo
da esser da questo
pe

poi inghiottito
e ora mancano
l’uno e l’altro.
ia

Sono punto
op

di rette cartesiane
che vanno all’infinito
ma nessun quadrante
C

hanno creato
nessuno spazio
nessun riferimento.
Restan così mute
le formule studiate
senza commento

40
senza risultato
o assente
o mai esistito.

Ho le labbra
arse dal silenzio
e aspetto un bacio dalla notte.

to
is
rv
pe
ia
op
C

41
Labirinti inventati

Esiste un orizzonte
che non è dato di vedere
un saluto

to
che non si è in grado di sentire
una carezza
che non si è in grado di dare
is
rv
un libro
che non si è in grado di capire.
pe

Ma esiste un viaggio
invece
che si è in grado di inventare
ia

esiste allora una valigia


che non sa aspettare
op

in questa strana stazione


a due passi dalla notte
e invasa dalla luce
C

dove puoi restare


dove puoi partire
e senti passeggeri assenti
parlare fra di loro di una meta
e del fine della loro vita
il viaggio

42
l’orizzonte
lo scopo
un libro
una meta
una valigia
parole piene
che confondono la mente
e aprono mondi sconfinati

to
dove perdersi è niente
e ritrovarsi è il senso
o forse il premio?
is
rv
O forse son sciocchezze
parole vuote
pe

lucciole di istanti
così vicine
da sembrarci lune
ia

stille di tempi intrisi


di pesanti droghe
op

scuse per la mente


rifugi per il cuore.
E allora perché
C

lanciare sassi al cielo


con domande o frasi
che il cielo non rimanda?
Troppo infinito intorno
per guardare in alto
chiusi come siamo

43
nello scorrere del sangue
dentro le nostre strette vene.

Forse non esiste viaggio


non esiste meta
non esiste premio.

Esistono solo

to
labirinti che inventiamo
e nei quali ci perdiamo.

is
rv
pe
ia
op
C

44
L’attesa

Quasi leggo
sulle labbra
il tremore

to
che corre alle dita
mentre il tuo profilo
seguo disegnare
is
rv
sulle lenzuola,
il desiderio
in uno spazio preciso
pe

denso di movimenti
appena accennati
impregnato
ia

da cenni d’intesa.
op

Odoroso
dei nostri timori,
coraggioso
C

come sa la passione,
come queste carezze
quasi un soffio
che ti svelano
senza toccarti
e segnano

45
solchi profondi
nei corpi ricoperti
di brividi intensi
e sopra di loro
ormai solo un manto,
solo attesa.

to
is
rv
pe
ia
op
C

46
Le persone

Le persone
sono come onde
possono far paura

to
alte come palazzi
ringhiose e forti
o possono accarezzare
is
rv
dolci e appaganti
dei giganti
con dita leggere
pe

di sapori e sale
e possono essere
misteriose
ia

cupe o intriganti
distese sul ventre
op

con sorrisi di luna


o sbuffi di sole
ammiccanti o annoiati
C

nei silenzi notturni


o nell’afa d’estate
e ancora suadenti
nel gorgoglio di risacca
che sale nel cielo
appena a due passi

47
da barche e reti bagnate
lasciate distese
ad asciugare
e aspettare
un altro mare.

Le persone
dicevo

to
sembrano onde
spinte dallo stesso senso.
Si lasciano appena toccare
is
rv
poi tutte
sempre
tornano allo stesso mare
pe

– tutte –
lasciando a te
un sussurro
ia

e un sapore
che da una riva del mondo
op

arriva a te
e ti lascia a guardare.
C

48
Marta e le sue conchiglie

Marta ama la vita e le sue conchiglie


chiuse in una scatola bianca
bianca come la spuma delle onde

to
di quelle spiagge dove le ha raccolte.

is
Chiusa scatola bianca
piena di suoni
rv
onde
odori
pe

mare
e le conchiglie
come segreti
mai regalati
ia

a nessuno.
op

Ma stasera
l’affascina l’idea
C

di aprire la scatola
con il suo poeta
e vederle quelle conchiglie
sparse lì sul tappeto
nella sua stanza di velluto blu
e piastrelle verde mare.

49
Mostrarle
prenderle in mano
contarle e ricontarle
guardarle e riguardarle
ognuna un’onda
ognuna un mare
ognuna divenir fra le sue dita
capriccio pensiero respiro carezza.

to
Marta ama la vita
e con le sue conchiglie
is
rv
creò la vita
ma questo è un suo segreto
che non rivelerò.
pe

Lo rivelerà lei forse


se vorrà
o forse
ia

il suo poeta
che sorride
op

disteso sul tappeto.


C

50
Memorabile tango

Una saetta
un lampo
una luce incostante

to
il tempo per accorgersi della notte,
notte come musica
che riempie
is
rv
il mio e il tuo corpo
di ogni cosa
rapiti fino a quando
pe

sulla tua seta


si posa la mia
in un sussurro.
ia

Un lampo
op

una saetta
un sogno
C

uno sguardo
sorridi
e io
incostante
piango
schiantato

51
in un unico
nostro
memorabile
tango.

to
is
rv
pe
ia
op
C

52
Notte appesa

Spinge la notte un fiore alla ribalta


perso in uno spicchio di luce
di una finestra accesa

to
in una notte che non ha rimorsi
ma neanche attesa
– sta lì.
is
rv
Come la notte
appesa al buio
pe

come una maschera indifesa


come il tuo corpo bruno
macchiato dall’offesa
ia

di essere reciso
e messo dentro un vaso
op

in una notte appesa.

Guardando lui
C

la mia mano tremante


sogna una carezza
segue con l’idea il profilo
di un seno noto
e di un sorriso
legati appena

53
da un filo ignoto
che chissà perché
vedo andar dal fiore
fino alla finestra
in una notte appesa
costretta in questa ansia
di non sentirla nostra
e come quel fiore

to
pure lei recisa.

is
rv
pe
ia
op
C

54
Ora son nato

Sono nato
mi dicono
ma talvolta

to
così lontano sono
da questa terra
dalla realtà
is
rv
di zolle e pietre
che rimango persino stupefatto
del suon della mia voce.
pe

Eppur vedo
e se sfioro sento
ma cosa?
ia

Una realtà
o un sentimento?
op

Son nato
mi dicon tutti
C

e questo basti
a sentirti vivo
qui nella gente
che a volte
neanche vedo
o vedo inconsistente

55
– plasmatiche forme
ectoplasmatiche figure
che veleggiano
nel niente.

Forse sono io
un sogno loro
altro che nato

to
sono solo forse
un loro bisogno,
un’astrazione pura,
is
rv
che viene nella notte
a far sognare un cuore
o a mettere paura.
pe

Son nato
dicon tutti,
ia

ho pure una mia data


come numero stampato
op

nel lager di un futuro


permaloso e sconosciuto
da cui certo fuggirò.
C

Scaverò in segreto
sanguinando nelle unghie
fin oltre quel recinto,
confine fatto di fil spinato
elettrificato da regole accettate.

56
E allora guarderò la notte
e le stelle insieme
colluse in una fuga
amanti e corree insieme
e quando sarò oltre
allora griderò forte indietro:
«Ecco! Ora son nato».

to
is
rv
pe
ia
op
C

57
Pandemia del malessere

Nasce come un nulla


in un posto nascosto
fra qui e qualche vita parallela

to
un esserino così minuscolo
che nessun strumento
riesce a vedere.
is
rv
Neanche un dio
se mai ci fosse
riconoscerebbe
pe

quel lieve movimento,


l’impercettibile frequenza
che pulsa lentamente
ia

e comincia…
op

Si arrampica nel vuoto


su una scala inesistente,
le cellule che sfiora
C

solo avvertono
il respiro evanescente
ed è tardi
per assumere difese.
Già le ha ammaliate
e lor si sono arrese

58
direi addormentate
come favole rapprese.

E ancora sale
contemporaneamente
fa in orizzontale
ramificando intorno,
prende coraggio

to
nel nuovo cielo
che ora albeggia
vivido e incredulo
is
rv
quasi un miraggio.

E sale ancora
pe

prende ogni contorno


comincia a distinguersi
il viso e il ghigno.
ia

Le autorità si allertano
la polizia indaga sul movente
op

i sintomi studiati
da appositi scienziati
per ora senza risultati.
C

Pare che sia più forte


dei peccati capitali
sommati al violar comandamenti
e regole sociali
compresi aggiornamenti.

59
E ancora sale
tanto che gli ultimi
non contaminati
urlan contro quelli lesi
e metton sulla loro porta
segni di riconoscimento
affinché il malessere
non dilaghi

to
ma pare inutile

is
dicon anche il cielo ne sia pieno
rv
che basti guardarlo per averlo dentro.
Si respira anche senza saperlo
e non rispetta chiese
pe

non distingue sacro e profano


non gli importa nulla
neanche d’essere cosciente
ia

o di sognare
o realizzar qualcosa,
op

magari lavorare.
A riprodursi non ci pensa
perché solo si espande
C

né si sa come lo faccia.

I media ormai lo dan per certo


chiusi in cellule di ferro
ben sigillate dall’esterno.
Parlan chiaro

60
sulla stampa in tv e in radio
ma le parole stesse
appena uscite
son contaminate
dal malessere strisciante.

Una pandemia totale


tanto che ormai

to
ogni cellula si adatta
a rimaner attratta e concupita
da quel che nato non si vedeva,
is
rv
per sua estrema piccolezza,
ora non si vede per esser tutto
e il non vederlo
pe

par togliere oramai


ogni via d’uscita.
ia
op
C

61
Pece e terracotta

Ero notte e pece


tu pioggia e terracotta.

to
Tu eri il cielo
io solo desiderio.

is
rv
Eri tua
io solo ascoltavo
quello che cercavo
pe

una notte
un rumore
una pioggia.
ia

Aspettavo
op

lampi dal cielo


il tuo profumo
sapori precisi
C

e insieme storie
con colori decisi
a un passo da noi.

Aspettavo
sotto un acquazzone,

62
era d’estate
le mani a raccogliere gocce
che si appoggiavano sulle foglie,
sul selciato del viale,
seguendo un pensiero.

Io notte e pece
tu pioggia e terracotta.

to
is
rv
pe
ia
op
C

63
Perla amaranto

Si lasciano cadere
stanotte
dall’alto i colori

to
come fanno le stelle di notte
lentamente o in lampo
sempre simili a gocce.
is
rv
Le guardo seduto sul letto
pensandomi in sogno.
pe

Così taccio
e lascio
che mi scorrano addosso,
ia

quelle perle dipinte


ora di giallo
op

ora di verde
ora di rosso
e ogni colore.
C

Fermo
lo so, l’ho capito.
È un respiro
per me che son qui
felice di esser dipinto

64
da qualcosa che in alto
mi vuol variegato.

Fermo sorrido,
una perla amaranto
mi va sulle labbra
e lo so l’ho capito:
è un tuo bacio.

to
is
rv
pe
ia
op
C

65
Poesia d’amore alla svelta

Ti scriverò una poesia d’amore,


devo scriverla oggi anzi adesso
perché domani sono sicuro

to
che per te qualcuno
ne scriverà una migliore

is
rv
e anche perché oggi siamo qui
siamo tutti e due ad aspettarci
le mani nella stessa sabbia
pe

e nessuno di noi
che abbia fatto la sua scelta.
ia

Così proverò a scrivere


una poesia d’amore
op

per te e per me
giusto due parole,
C

non che sia sicuro


di me stesso,

ma devo scriverla oggi


perché domani
– le spalle già al futuro –

66
non sarò più lo stesso
né forse lo sarai tu

perché questo sì
è sicuro:
oggi io e te
metti adesso
abbiamo le mani

to
nella stessa nebbia

e stiamo a guardarci
is
rv
e non abbiamo altra scelta.
Lo dice da qualche parte
la nostra unica stella:
pe

non capiterà mai più.

Oggi devo scriverla


ia

e devo farlo
pure alla svelta.
op
C

67
Sarò lì

Non avrò abbastanza fiato


per sostenere il tuo respiro
né abbastanza forza sulla pelle

to
per reggere al calore del tuo corpo.

Neppure sarà facile


is
rv
affacciarsi sul tuo sguardo
tanto sarà l’abisso azzurro
il vortice di immenso.
pe

Eppure sarò lì
la distanza giusta
ia

fra una stella


e il suo pianeta.
op

Sarò lì
C

nel profumo vorticoso


che insieme li trascina,
prendendo forma di una scia
di rivoli di intesa
come fossi una cometa

68
o come scintille
m’innalzo infin sparendo
nell’abbraccio con le stelle
in questa sera
che lega la mia e la tua vita
allo stesso desiderio.

Così sarò lì

to
a pelle nuda
a bruciare te
e me stesso
is
rv
e per distanza
il nulla
nell’affogare
pe

il mio e il tuo sguardo


nel medesimo sgomento
azzurro e immenso
ia

e scoprire intrecciati
i nostri corpi
op

e le nostre menti
nello stesso eccesso
nello stesso amplesso
C

nella stessa voglia


di essere se stesso.

69
Solo un momento

Capita di dover star zitti


zitto il cielo
silenzioso il mare

to
senza rumor le strade

anche la mente
is
rv
e l’anima
come spente
così come il sole
pe

la luce di lampioni
i sorrisi della gente
il vento fra le fronde
ia

il muoversi di nubi
op

persino i sogni tacciono


e i desideri
C

vengono a mancare
privi di parole
perché un momento,
bada uno soltanto,
in quell’attimo
vuol gridare

70
e grida così forte
che nessuno può parlare.

Lascia che sia così


lascialo fare
fra un momento ancora
quando avrà speso tutto il fiato
lo guarderai esausto

to
fermo e vuoto di risposte
e capirai che doveva farlo.
Gli sorriderai anche
is
rv
per quello che voleva urlare

e se ne avrai il coraggio
pe

in un orecchio piano
gli riuscirai a dire:
«Amico mio
ia

mica sei la vita


ma un momento solo,
op

uno soltanto».
E tornerai a sentire il mondo
fuori e dentro
C

rifarsi avanti
riconquistare il tempo.

71
Sorprendimi

Scorre dentro
pelle e ossa
questo bisogno.

to
Sensazioni
aspre e sensuali,
pioggia costante
is
rv
che riga i volti
cola dalle mani
inzuppa poveri vestiti
pe

ci spinge via ridendo


togliendoci le scarpe
ia

fra gli schizzi di fango


da una festa divenuta
op

insulsa
farsesca
stereotipata
C

per andare insieme


a sentire il mare
con dentro
un segreto
una domanda
un desiderio

72
che batte forte
mentre le luci della festa
si sfaldano nella luna
e pochi sprazzi di note
annegano nella risacca.

Il nostro correre
si è tramutato

to
in passi dolci,
le risa
in silenzi caldi,
is
rv
le orme si riempiono
di mare e di notte
e ora siamo affamati
pe

dalle nostre richieste.


Infrangere luci
suoni parole gesti
ia

senza ritegno,
fondere tutto
op

in tenerezza,
sbalordire noi stessi
i nostri gesti.
C

Il coraggio di sfidare l’universo


ogni sua legge naturale,
lo sappiamo
nei nostri occhi
nei pensieri che ci trasmettiamo

73
nelle mani intrecciate
in elettrici orizzonti
per il caldo sapore
che abbiamo in bocca
e il dolce stupore in un fiato
sempre più breve:
sapere di più,
niente altro.

to
Affondare le mani
nell’orgoglio
e cavargli il cuore
is
rv
per comprare
il bisbiglio di un secondo
con un balzo infantile
pe

fatto a occhi chiusi


in un sorriso
o in qualsiasi altro baratro si voglia
ia

fidandosi del timore dell’altro


come ci si affida a un dio,
op

quasi in sacrificio.

Dio sempre atteso


C

che sempre arriverà


e sempre stupirà
per quanto breve
sia il suo respiro
al di fuori
di ogni tempo

74
ogni mondo
ogni spazio
ogni secondo.
In ogni caso
avremo vinto
questo lo sai
se cavalcherai
in un vortice profondo

to
ogni cellula che ho in corpo.

Ecco
is
rv
sorprendimi così
e io sarò.
pe
ia
op
C

75
Spettinata nello specchio

Eccomi ancora qui


spettinata nello specchio
spettinati i miei pensieri.

to
Miei poi? Chissà!

is
rv
Almeno quelli che rifletto
in questo umido di mare,
in questa distanza da un affetto.
pe

Mi allontano troppo poco


da quello che dovevo dire
ia

e non ho detto
e mi rimane fra le dita
op

come questa crema rinforzante


il riflettere sul niente.
C

Ora mi accorgo
quanto questo sia importante.

Importante chiedersi
lì allo specchio

76
cose gravide di passati
o di sterili ricordi.

Sì di possibilità
bruciate
andate
fino a quando
troverò riflesso nello specchio

to
il volto mio di sempre
stessa donna
stessi capelli
is
rv
e una strada in più,
quella aperta
su un presente spettinato,
pe

da far ridere la gente


mentre il tempo
mi dà già in ritardo.
ia
op
C

77
Un quadro

Un tetto
un armadio
un letto

to
il tuo volto
la tua pelle
la mia che si avvicina
is
rv
appena tolta la camicia.

Un sorriso
pe

un sorso d’acqua
sul comodino una lampada
nel corridoio
ia

sotto la porta
una luce.
op

Due fiori sparsi a terra


come i nostri vestiti
C

sparsi come fossero erba o ali


respiri di tempo
ricordi
sensazioni
in una stanza quadra
con un soffitto bianco,

78
le pareti uguale
di colore bianco
come la luce del mattino
che entra da una finestra aperta
con dentro un cielo grande
appoggiato a un’estate
con un mare di piombo
appena fuggito

to
al vento di maestrale

e a pelle
is
rv
i profumi che sentiamo
guardando quella finestra aperta
fra pareti bianche
pe

appena fatto all’amore


e tutto questo crea
di noi
ia

del tutto
del mondo
op

dei profumi
un quadro.
C

79
Uscirò volando

Immaginando
riesco a mescolare
il tempo con il senso,

to
esser mago e cialtrone
nello stesso tempo.

is
rv
Non ho più bisogno
di esser savio o folle
di posseder castelli
pe

o avere scarpe rotte


di innamorarmi alla follia
o disperarmi e gettare tutto via.
ia

Non mi sento padroni intorno


op

né ho schiavi da comandare
non ho strade
né per andare
C

né per tornare.

Immaginando
cambio il mondo
e lo lascio uguale
perché sono io quel matto

80
che non chiede altro,
di non pagare dazio
per una manciata di immaginazione.

Si vola in alto
e non dentro una prigione,
così m’imbratto anch’io
del tuo stesso arcobaleno

to
ed esco in strada immaginando
che uscirò volando
verso quel mondo
is
rv
che io stesso
sto già creando.
pe
ia
op
C

81
Voglia di un’onda infranta

Si accumulano oggi
nella mia mente
come nembi e cumuli

to
pensieri
nuvole dense e cupe
attraversate da epilettici lampi
is
rv
ricordi
progetti
paure
pe

passioni
amarezze
amori
ia

illusioni
fusi insieme
op

da un’elettricità
che scuote l’anima
e viaggia con le nubi
C

sul crinale di un monte.

E guardo
affascinato
e pauroso
la sua forza,

82
aspettando
sperando
una gran pioggia
o un forte vento
che infine
dissolva tutto
e intanto
il mare che ho dentro

to
si fa scuro
e spumeggia la voglia
di un’onda infranta
is
rv
sulla mia spiaggia di bambino.

Poi da uomo
pe

mi alzo dalla finestra


non so più
se chiusa o aperta,
ia

rientro,
siedo alla poltrona
op

tutto me stesso
in un mesto movimento.
C

Fin le sopracciglia
appena bianche
dello stesso sale
rimasto da quel bacio
seguono mute
il mio lento respirare.

83
Vomitare d’anima

Ah sì
vomitare tutto
di quest’anima

to
simile a straccio
imbevuta di sangue
ormai fetido e rappreso
is
rv
insieme a feci d’altri
e ogni immonda cosa
che il mondo vi ha iniettato
pe

con cotanta liberalità


da sembrar sorpreso
e soddisfatto di se stesso,
ia

si badi bene,
non del danno fatto
op

ma di quanto schifo
ci ha buttato addosso
anzi no
C

nell’anima
tanto da sentire il bisogno
di vomitarla
qui
davanti a noi.

84
E vederlo adesso
lì disteso
questo vomito
ancor vivente
mi fa felice,
di colore inverecondo
brulicar di amebiche sporgenze
e di crisalidi impotenti

to
nel terrore di esser lasciate
ormai a se stesse
prive di un corpo
is
rv
che poco prima
era loro regno e pasto,
ora inermi
pe

lì sul pavimento
a cercar brecce
fra piastrelle
ia

mentre il sole secca


il liquor immondo
op

del mio me stesso


che gli faceva cibo
e ora lo guarda
C

morto e irridente.

Spero soltanto
che quest’abito
di cellule addensate
non lasci traccia,

85
si sciolga in un acido bollente
o se ne vada
più semplicemente
senza dolore
senza canti o grida
se ne vada senza niente
senza amore e senza amici
senza ricordi o sogni

to
senza soldi e nudo
così com’è venuto
torni vuoto
is
rv
della mente
solo sorpreso
questo sì
pe

di incontrare il nulla
come si addice
all’infinito senza senso
ia

senza un dio
senza paura
op

e finalmente
senza dir niente.
C

86
Vorrei

Di te ora
vorrei avere
insieme

to
la fronte
il volto
il senso
is
rv
il profumo denso
quello che ho già perso
quello che forse non ho colto
pe

magari solo un frammento


di ciò che non mi hai dato
e che pure mi è entrato dentro.
ia

Vorrei di te
op

il sorriso
le dita
il seno
C

i fianchi
i baci
quelli promessi
quelli mai dati
quelli rubati
quelli decisi

87
quelli aspettati
come rondini d’estate
o come passi
quelli che fanno abitudine
fanno la vita
le cose
le strade
le case

to
le chiese.
Ma più di tutto
vorrei di te l’idea
is
rv
che ci ha portato
una certa sera
a pensare a noi
pe

come a un tutto
a un fatto compiuto.
ia

Vorrei sapere allora


se sia servito,
op

se servo adesso
visto che non ci sei
e vorrei urlare
C

che con te ho vissuto.

Forse più semplicemente


vorrei averti
ma di più non posso.

88
C
op
ia
pe
rv
is
to
C
op
ia
pe
rv
is
to
Indice

Amanti equilibristi................................................ 9
Amici sconosciuti................................................ 12

to
Dalle dita al volto................................................ 14
Darò me stesso.................................................... 16

is
Dolcezza mea....................................................... 20
rv
Fuga....................................................................... 22
Ieri.......................................................................... 23
Il gabbiano............................................................ 25
pe

Il mio viaggio col tempo.................................... 27


Il tempo e i suoi sapori....................................... 29
Io, cristalli e specchio.......................................... 31
ia

La donna che mi piace........................................ 34


op

La Regina dell’Altrove......................................... 36
Labbra arse dal silenzio...................................... 40
Labirinti inventati................................................ 42
C

L’attesa.................................................................. 45
Le persone............................................................ 47
Marta e le sue conchiglie.................................... 49
Memorabile tango............................................... 51
Notte appesa........................................................ 53

91
Ora son nato........................................................ 55
Pandemia del malessere...................................... 58
Pece e terracotta.................................................. 62
Perla amaranto..................................................... 64
Poesia d’amore alla svelta................................... 66
Sarò lì..................................................................... 68
Solo un momento................................................ 70

to
Sorprendimi.......................................................... 72
Spettinata nello specchio.................................... 76

is
Un quadro............................................................. 78
rv
Uscirò volando..................................................... 80
Voglia di un’onda infranta.................................. 82
Vomitare d’anima................................................ 84
pe

Vorrei..................................................................... 87
ia
op
C

92
C
op
ia
pe
rv
is
to
C
op
ia
pe
rv
is
to
la collezione del leone

1. La milonga dei maroni cotti – Francesco Olivieri


2. Cara mamma… sapessi! – Laura Ferraioli
3. Poker di cuori – Mirko De Gasperis
4. Una burla riuscita – Italo Svevo

to
5. I diavoli della Zisa – Luca Filippi
6. Senso – Camillo Boito
7. La treccia tagliata – Irma Di Patre

is
8. Il sole splenda per lei – Giovanni Scilio
9. Il vitalizio – Luigi Pirandello
rv
10. Cardello – Luigi Capuana
11. Trittico della Mala Creanza – Danilo Laccetti
12. Le storie del castello di Trezza – Giovanni Verga
pe

13. L’omicidio di Lord Arthur Savile *– Oscar Wilde


14. Nella colonia penale *– Franz Kafka
15. Il dottor Vetrata * – Miguel de Cervantes
16. La leggenda di San Giuliano Ospitaliere * – Gustave Flaubert
ia

17. Dodici racconti spicci – Roberta Sasso


18. La caduta della Casa Usher * – Edgar Allan Poe
op

19. Luisa ha le tette grosse – Silvio Donà


20. Il fumo – Luigi Pirandello
21. La profezia * – Arthur Schnitzler
C

22. Cara mamma… sapessi! O forse è meglio di no! – Laura Ferraioli


23. Micromega * – Voltaire
24. L’angolo felice * – Henry James
25. Sole nero – Marco Righetti
26. Il quinto petalo – Francesco Alessandro Veutro

* testo originale a fronte


27. I coniugi Orlov – Maksim Gorkij
28. Morire a Calatubo – Maria Patrizia Salatiello
29. La leggenda di Sleepy Hollow * – Washington Irving
30. La signorina Fifì * – Guy De Maupassant
31. Nottesenzafine – Maurizio Malavasi
32. La marchesa d’O… – Bernd Heinrich Wilhelm von Kleist
33. Baraonda! – Vincenzo Di Pietro
34. La vendetta si serve due volte – Simone Giugno
35. La morte innamorata * – Théophile Gautier

to
36. La collezione del virtuosista * – Nathaniel Hawthorne
37. La croce azzurra * – Gilbert Keith Chesterton
38. Studio di donna * – Honoré de Balzac

is
39. Il curioso caso di Benjamin Button * – Francis Scott Fitzgerald
40. Markheim * – Robert Louis Stevenson
rv
41. Possedere ogni cosa – Luca Benzo
42. Il viccolo di madama Lucrezia * – Prosper Mérimée
43. La favola di Amore e Psiche * – Lucio Apuleio
pe

44. Chi ha paura dei numeri? – Andrea Cattania


45. L’informatore * – Joseph Conrad
46. La milleduesima notte * – Théophile Gautier
47. Storia di Aronne – Pietro Brambati
ia

48. Assoluto incontro – Lauro Zanchi


49. La Casa dei Desideri * – Rudyard Kipling
op

50. Il convitato delle ultime feste * – Auguste Villiers de L’Isle-Adam


51. Più del veleno, l’anima – Luca Filippi
52. La ragazza del faro – Dario Giardi
C

53. La Fanfarlo * – Charles Baudelaire


54. Il capitano della Stella Polare * – Arthur Conan Doyle
55. La correttrice – Natale Mirafiori
56. Sogni d’inverno * – Francis Scott Fitzgerald
57. Il Gatto Maltese * – Rudyard Kipling

* testo originale a fronte


58. La voglia * – Nathaniel Hawthorne
59. Ligeia * – Edgar Allan Poe
60. Orchidea nera – Anna Pignatta
61. Le ricette del Dottor Marigold * – Charles Dickens
62. Il viaggio di Sam – Angelo Migliaccio
63. Tulio Montalbán e Julio Macedo * – Miguel de Unamuno
64. La ricerca infinita – Giuseppe Contini
65. La catena d’oro * – Théophile Gautier
66. Miss Harriet * – Guy De Maupassant

to
67. Alla fine del tragitto * – Rudyard Kipling
68. Luce e fiamma – Cinzia Luigia Cavallaro
69. Il pozzo e il pendolo * – Edgar Allan Poe

is
70. Confusione d’amore – Paola Zugna
71. Accendere un fuoco * – Jack London
rv
72. Il trafugatore di salme * – Robert Louis Stevenson
73. Brillamenti – Gianni Maltese
74. L’ospite di Dracula * – Bram Stoker
pe

75. Sotto strati di vetro – Daniele Perdisa


76. Il palazzo di ghiaccio * – Francis Scott Fitzgerald
77. Cuore senza rughe – Laura Elena Pofi
78. Poesie – Gerardo Di Paolo
ia

79. Il vento mi ha chiesto i versi – Maria Dora Zanco


80. Tamango * – Prosper Mérimée
op

81. Viaggio per mare – Maria Rosalina Longo


82. Tra le maschere – Diego Ribechini
83. La parte posteriore del cammello * – Francis Scott Fitzgerald
C

84. Pugno di diamante – Michele Masotti


85. Due chiacchiere con la mummia * – Edgar Allan Poe
86. La ragazza di Paul * – Guy de Maupassant
87. La banda maculata * – Arthur Conan Doyle
88. La lettera rubata * – Edgar Allan Poe

* testo originale a fronte


89. Lo sceriffo di Kona * – Jack London
90. La casa del giudice * – Bram Stoker
91. William Wilson * – Edgar Allan Poe
92. Notte di nozze * – Vicente Blasco Ibáñez
93. L’isola delle voci * – Robert Louis Stevenson
94. Senso - Edizione aggiornata – Camillo Boito
95. Storia di una ragazza di campagna * – Guy de Maupassant
96. Dimmi che – Domenico Maria Picozzi
97. Un caso d’identità * – Arthur Conan Doyle

to
98. I delitti della Rue Morgue * – Edgar Allan Poe
99. Sogni e tormenti – Diego Ribechini
100. Quattro cavalli e un marinaio * – Jack London

is
101. L’omicidio di Lord Arthur Savile * – Oscar Wilde
rv
pe
ia
op
C

* testo originale a fronte


C
op
ia
pe
rv
is
to
to
is
rv
pe
ia
op
C

Finito di stampare
nel mese di maggio 2018
per conto di Leone Editore
dalla Xxxxxxxxxxx - Xxxxxx
Printed in Italy

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