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ANDREA FRANCO - TEMPI APOCALITTICI


SCRITTI SULLA “GUERRA OCCULTA “

INTRODUZIONE

Questo volume miscellaneo presenta una serie di scritti, la maggior parte dei quali
pubblicati in origine su varie riviste di orientamento scientifico-spirituale fra il 1998
ed il 2007, nonché alcune rivisitazioni di conferenze da me tenute, in varie città
d'Italia, in quello stesso periodo.
Vi sono anche un paio di articoli usciti sul web e, di fatto, mai pubblicati su carta fino
ad ora.
L'intero materiale è stato da me largamente riveduto, ampliato e, per certi versi
“attualizzato”, per tenere il passo col rapido cambiamento dei tempi e delle
situazioni, soprattutto geopolitiche.
Cambiamento che, per altro, si può dire pienamente situabile all'interno del quadro di
riferimento complessivo che sostanzia gli scritti qui pubblicati.
I tempi in cui viviamo sono dunque definibili come apocalittici, tali in quanto si
stanno inverando nella storia umana, alcuni dei quadri immaginativi presentatisi
duemila anni fa davanti all'occhio spirituale del Veggente di Patmos.
Alla descrizione della morfologia storica di tali eventi - spirituali e sensibili insieme
- ed alle possibili contromisure opponibili all'onda che ormai da più d'un secolo sale
“dall'Abisso” sono quindi dedicate le parole che compongono questo volume.
I destinatari di esse sono, in sostanza, gli “uomini di buona volontà”.
Ed il primo passo nella direzione del necessario sforzo di risanamento delle ferite
portate dall'emersione delle forze delle Bestie Apocalittiche consiste nel poter
guardare con sufficiente chiarezza ai caratteri della guerra occulta che ha permeato,
da svariati decenni, gli eventi della Terra sia nei periodi della guerra tout court che in
quelli della cosiddetta “pace”.

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SOMMARIO

I) Antroposofia e Nazionalsocialismo ……………………..…………………pag.4

II) Eclissi o Tramonto dell’“Europa di mezzo”?………….…………………..pag.73

III) Aspetti della “Strategia dell’ombra” nel XX Secolo:


L’Incendio del Goetheanum e l’Incendio del Reichstag………………………pag.80

IV) In nome delle “Logge”: I retroscena occulti


della politica americana …………………………..………….……………..…pag.85

V) Pinocchio, il Gatto e la Volpe……..……………………….……….………pag.96

VI) L'Equivoco tragico dell'esoterismo “tradizionalista”…………………….pag.110

VII) Eco-logia o Eco-sofia?……..………….………………………….…..…pag.115

VIII) Gli “UFO” e l'Ottava Sfera……….…………………………….………pag.122

IX) Massimo Scaligero, Valentin Tomberg e l'”immagine della Sophia”…….pag.128

X) “Massoni"di Magaldi: grandi le ambizioni più grandi le ambiguità………pag.137

XI) Considerazioni sullo Jihadismo armato e sullo ”scontro di civiltà”………pag.141

XII) La Nuova “Crociata contro il Graal”…………………………………..…pag.149

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I) ANTROPOSOFIA E NAZIONALSOCIALISMO

Sintomi Storici della "Guerra Occulta".


Seconda Edizione, Riveduta ed Ampliata.

All'Anima Templare di Walter Johannes Stein

“…la guerra è finita, obiettai…GUERRA È SEMPRE rispose, memorabilmente,


Mordo Nahum”
(Primo Levi, La Tregua)

SOMMARIO

Introduzione alla Seconda Edizione……………………..…pag.5


Cap. I Storia “occulta” e teoria della Cospirazione……………..…pag.7
Cap. II Il radicalismo di destra ed il Nazionalsocialismo……….…pag.12
Cap. III Nazionalsocialismo, Bolscevismo e apprendisti stregoni….pag.21
Cap. IV Rudolf Steiner ed il nazionalsocialismo……………………pag.30
Cap. V Tecniche dell'Ostacolo: Hitler al potere
e la Società Antroposofica………………..…………………pag.41
Cap. VI Tecniche dell'Ostacolo: Il sensazionalismo esoterico
ed il “caso Ravenscroft”……………………………….……pag.49
Cap. VII La “Guerra Occulta” ed il XXI Secolo…………..…….……pag.56
Conclusione (…per quanto possibile)………………………pag.70

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INTRODUZIONE ALLA SECONDA EDIZIONE

Lo studio che segue tenta di collegare fra loro due diversi tipi di fonti: quelle
storiografiche comunemente accettate e quelle basate sull'opera di Rudolf
Steiner e di alcuni dei suoi continuatori.
È evidente che il lettore dovrà avere dimestichezza con entrambe, tenendo conto che
il secondo di questi “mondi” - quello della Scienza dello Spirito - chiede a chi vi si
accosti una certa capacità di fare ricerca “dall'interno”, che è quello che si dovrebbe
intendere come “studio dell'Antroposofia”(1).
Va premesso che quanto segue può essere solo un modesto tentativo in questo senso;
tuttavia un tentativo che va fatto, sperando che altri giungano in seguito per offrire
ulteriori contributi.
Certamente i temi in questione sono assai complessi, sovente scottanti.
Peraltro il movimento antroposofico, a prescindere dalle vicende della Società
Antroposofica, inteso come libero “insieme” delle persone che si riconoscono nella
grandiosa opera del Dottor Steiner vive un clima dinamico e ricco di iniziative -
senza per questo voler dare alcun giudizio di merito su tale fatto - fra cui una vasta
circolazione di pensieri sui temi della sintomatologia storica da un punto di vista
scientifico-spirituale.
Così il nostro studio intende ricollegarsi a questa corrente ideale avendo ben presente
l'esigenza che muove la ricerca storico-spirituale: quella di avere, laddove possibile,
“chiari concetti"(2) riguardo al magma degli avvenimenti del XX Secolo appena
trascorso e del XXI che stiamo vivendo, nella sua intensa e significativa
drammaticità.
Dovremo perciò affrontare temi spinosi come i legami fra occultismo e politica nel
radicalismo di destra tedesco, compresa la sua estrema espressione nazionalsocialista,
fino ad occuparci dei rapporti fra quest'ultima corrente e ciò che descriveremo come
“Americanismo” e “Bolscevismo”.
Cercheremo inoltre di lumeggiare i retroscena occulti di questi mondi ed il loro
contrasto col magistero iniziatico di Rudolf Steiner, prima e dopo la prematura
scomparsa di quest'ultimo.
Di conseguenza studieremo alcuni aspetti della crisi della Società Antroposofica nel
periodo fra le due guerre e le lezioni che se ne possono trarre, tenendo
contemporaneamente desta l'attenzione sull'attualità e sui problemi della svolta del
millennio.
Lo studio di molti di questi temi in ambito antroposofico, dopo alcuni ulteriori eventi
sciagurati, come il “caso Ravenscroft” (1972), cui è dedicato un apposito capitolo, ha
avuto un nuovo impulso a partire dai primi anni '90.
Grazie soprattutto ad autori come Jesaiah Ben Aharon (3), Sergey O. Prokofieff (4),
Peter Tradowsky (5), Thomas H.Meyer (5 bis), Terry Boardman (5ter) ecc. la
questione dello studio delle sintomatologie storico-spirituali ha trovato una precisa
collocazione concettuale, incentrata sull'esame dell'azione delle Forze dell'Ostacolo,
con speciale attenzione agli eventi svoltisi dal 1933 in poi.

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Si è allora raggiunta una prospettiva originale, quella della lettura degli eventi in
chiave “apocalittica” - nel senso letterale di “Rivelazione delle Cose Ultime” - e dello
studio dei nessi degli eventi storici con i grandi temi esoterici dei Nuovi Tempi: la
Seconda Venuta (o manifestazione del Cristo nel mondo eterico) le Azioni del
Demone Solare e l'Incarnazione di Ahrimane (6), la Profezia Micheliana (7) ed il
legame di essa con gli eventi legati alle nuove incarnazioni o manifestazioni dei
Maestri legati alla corrente solare-rosicruciana.
Certamente chi scrive queste righe ha presente la difficoltà anche del solo avvicinarsi
a siffatti temi: fra l'altro il loro senso appartiene al piano del più profondo e serio
esoterismo e come tale non può essere disvelato che a poco a poco,
Proveremo comunque ad offrire un contributo di riflessione su quelli che sono i nodi
decisivi nel dipanarsi degli eventi; eventi che abbiamo quotidianamente sotto gli
occhi e che vanno collegati con le loro controparti spirituali.
Un vivo rammarico, nell'affrontare tali argomenti, nasce dal fatto che ben poco della
pubblicistica “apocalittica” è stato sinora tradotto in italiano (8), segno che per certi
versi il nostro movimento antroposofico si trova a tutt'oggi afflitto sia da problemi
pratici, legati alla sua scarsa diffusione nella società, sia, probabilmente, da un certo
provincialismo che rende difficile il confronto col “resto del mondo”.
Un motivo in più per presentare al pubblico italiano uno studio sulla sintomatologia
storica contemporanea.

NOTE

1) G.Kuhlewind, Il Rapporto con l’Antroposofia, Venezia 1998


2) Rudolf Steiner, Il Movimento Occulto nel XIX Secolo, Milano 1993. Tale testo,
attraverso le 13 conferenze (autunno 1915) in cui è articolato forma uno dei tracciati
più esaurienti a nostra disposizione per l'interpretazione dei fenomeni legati alla
diffusione dell'occultismo nell'età contemporanea.
3) J.B.Aharon, The Spiritual Event of 20th Century, London 1993
4) S.O.Prokofieff, The Spiritual Origin Of Eastern Europe…, London 1995
5) P.Tradowsky, Christ and Antichrist, London 1996
5 bis) Thomas H.Meyer, The Development of Anthroposophical Society since Rudolf
Steiner's Death, London 2015
5 ter) vedi soprattutto l'ottimo website www.threeman.org
6) R.Mason, Ahriman in The Flesh, www.geocites.com/Athens/Sparta/1105/
ahriman.htm
7) C.Lazarides, Sull'ipotetica culminazione di Michele, Rivista Antroposofia 1999 nn.
3-4
8) Oltre ad alcuni testi di Prokofieff, non sempre peraltro incentrati sulla tematica
storico-spirituale, ed essendo esaurito da tempo il libro di C.Lindenberg La Tecnica
del Male, il saggio più importante disponibile in italiano è senza dubbio Kaspar
Hauser di Peter Tradowsky, tradotto per i tipi della Casa ed. L'Opera (distrib.
Ed.Antroposofica)

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CAPITOLO I
STORIA OCCULTA E TEORIA DELLA COSPIRAZIONE

"Spesso Rudolf Steiner ammoniva che se un numero sufficiente di persone nella


Mitteleuropa non fosse stato in grado di rendere vivente spiritualmente il pensiero, la
Mitteleuropa stessa sarebbe stata dominata da barbarie, brutalità, inenarrabile
crudeltà e distruzione in un modo mai visto prima”.
(T.H. Meyer "Ludwig Polzer Hoditz An European": London 2014, pag 305)

Un dato di base da cui partire per elaborare il tema della “sintomatologia storica”
secondo una prospettiva scientifico-spirituale è il seguente: il senso degli avvenimenti
storici è reperibile essenzialmente nella loro controparte interiore od “occulta”,
intendendo con ciò quanto si celi dietro l'immediata apparenza dei fenomeni ed alla
possibile interpretazione di essi.
È di chiara evidenza come, nell'usare tale termine, si rischi l'immediato discredito da
parte di quegli ambienti culturali che si autodefiniscono “seri”: parliamo della
prevalenti correnti storiografiche che ignorano, per principio, qualsiasi controparte
spirituale degli accadimenti storici.
È un rischio che corriamo volentieri, consapevoli dell'enorme distanza che separa la
Scienza dello Spirito fondata da Rudolf Steiner dalla “nera marea di fango
dell'occultismo” per usare la nota espressione freudiana.
Proprio l'esistenza di questa “marea” ci introduce ad un primo dato di fatto storico-
spirituale: uno dei mezzi principali con cui le forze dell'Ostacolo tentano di assumere
il dominio del mondo è la confusione dei linguaggi.
Si può ad esempio considerare come nell'ambito di un certo “linguaggio” teosofico
apparentemente comune si siano manifestati insegnamenti quali quello di Annie
Besant, ampiamente criticabile sotto vari profili, ma meritevole comunque di
attenzione, e l'indecente “gnosi sessual-razzista” di Jorg Lanz (abusivamente
autodefinitosi “von Liebenfels”) (1).
Ancora più rimarchevole è il fatto che, accanto ad un' “Antropos-Sophia”, negli stessi
tempi e negli stessi luoghi, abbia preso vita, come una sorta di “doppio”,
quell'”Ariosofia” destinata ad essere un'importante “mattone” della Weltanschaung
nazionalsocialista (2).
Accanto a questa confusione semiologica si aggiunge un secondo elemento più
insidioso e sottile: quello della creazione di “polveroni” intorno a delle verità che,
manipolate, artefatte, ridotte a mezze verità e spesso ridicolizzate finiscono col
vanificarsi di fronte al sentire comune ed un'opinione pubblica che viene così resa
impossibilitata a rendersi conto di quanto, viceversa, sarebbe di fondamentale
importanza disvelare
Si può ad esempio guardare alle varie "teorie della cospirazione”, fiorite per circa un
secolo e mezzo fino a formare una vera e propria letteratura sulla “guerra occulta”.
Questi due concetti, cospirazione e guerra occulta, appaiono strettamente legati:
sostanzialmente alla base di essi c'è l'idea che esistano dei gruppi di potere - non

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sempre e non necessariamente dediti anche all'occultismo - in grado di indirizzare gli
eventi umani e, soprattutto, in grado di celare i loro intendimenti sotto i più svariati
velami politico-sociali.
La letteratura in questione ha generato nel corso del tempo svariati filoni - divenuti
oggi una sorta di genere letterario o mediatico specie negli USA - ed, in alcuni casi è
stata in grado di influenzare assai profondamente la psicologia collettiva.
L'esempio storico più tragico, per le conseguenze che ha prodotto, è quello dei
famigerati “Protocolli dei Savi Anziani di Sion” (3), in cui inquietanti contenuti di un
piano di dominio del mondo sono stati da un lato avvolti in una melassa reazionaria e
dall'altro attribuiti - sembra ad opera della polizia segreta zarista - ad un immaginario
complotto “ebraico”.
L'”operazione Protocolli” appare una sorta di sagace “Bibbia del depistaggio” ante-
litteram.
Infatti, mentre i veri “manovratori,” tutt'altro che “ebrei”, o comunque al servizio di
qualcosa di assai diverso da una qualsivoglia religione rivelata, continuavano (e
continuano) a tessere trame di cui cercheremo, sulla scorta delle indicazioni del
fondatore della Scienza dello Spirito e dei suoi continuatori, di cogliere qualche
aspetto, le responsabilità dei mali mondiali venivano addossate su un gruppo etnico-
religioso come tale già regolarmente e criminalmente perseguitato da secoli.

Gran parte della letteratura della “guerra occulta” può essere dunque vista come un
esempio dell'arte di seminare nebbie e polveroni intorno a delle verità scottanti; il che
equivale a considerarla un mezzo assai efficace per continuare comunque ad
elaborare nell'ombra piani più o meno segreti ed a preparare scenari storici onde
portarli a compimento.
Al giorno d'oggi un simile modo di procedere provoca frequenti boatos: non
pensiamo solo alle fantasiose tesi relative agli “alieni in combutta con
Washington” (4), ma anche ai ben più seri scenari prefigurati dalle discussioni intorno
ai progetti “top secret” denominati Ultra e Montauk (5) sul controllo tecnologico
della mente.
In tutti questi casi peraltro, esercitando il giusto discernimento ed i mezzi offerti
dagli studi scientifico-spirituali il lettore avveduto può arrivare a cogliere i punti di
reale interesse al di là della babele delle informazioni disseminate nel sistema mass-
mediologico.
Il “rovescio della medaglia” della questione della conspiracy theory è che l'abusare
di essa, soprattutto attraverso l'omnipervadente medium internettiano, ha provocato
come conseguenza il seguente fatto: agli occhi dei più finisce con l'essere
automaticamente comprovata l'accusa di “sindrome dietrologica”, o “delirio
guerroccultista” nei confronti di chiunque tenti di chiarire gli indubbi e sovente
inquietanti elementi occulti, esoterici, o semplicemente oscuri, del vivere quotidiano
e della storia.

Per l'Antroposofia, peraltro, le cose in merito alla “guerra occulta” stanno in modo
alquanto diverso, come cercheremo di evidenziare nel nostro lavoro.

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Non è stato per caso che Rudolf Steiner, con tutte le necessarie cautele, abbia
comunque tracciato un quadro ampio e circostanziato di tale guerra dandole un posto
centrale nell'elaborazione di ciò che lo sguardo veggente può cogliere dietro i
fenomeni esteriori del divenire storico.
Si può allora argomentare quanto segue.
In sostanza la Scienza dello Spirito vede l'anima dell'uomo come il principale,
cosmicamente significativo, campo di battaglia in cui Luce ed Ombra si confrontano,
in maniera sempre più intensa e virulenta a partire dagli anni successivi alla metà
dell'Ottocento (6): ne è prova l'emergere, in campo letterario, di una nuova necessità
di confrontarsi col tema del Male, di cui sono esempio gli scritti di Melville, Conrad,
Dostojevski, Stevenson, ecc.
In questo quadro gli avvenimenti storico-sociali costituiscono un più ampio terreno di
lotta, ovviamente connesso in modo strettissimo al campo più propriamente interiore,
ed in tale ottica secondo Steiner viene ad assumere connotati di primo piano l'operato
dei “tramiti”, vale a dire di quelle “logge” o “club” ove più forte e diretta è l'influenza
delle forze dell'Ostacolo.
Va chiarito che tali logge non vanno a priori confuse con l'organizzazione della
Massoneria in quanto tale, ma piuttosto come centri di forze in grado di esercitare
influenze soprattutto negli ambienti ove si praticano ritualismi e cerimoniali facendo
uso “suggestivo” di antichi simboli che, del tutto fuori dal contesto storico-spirituale
in cui nacquero, divengono veicoli di ottundimento dell'autocoscienza dell'Io e quindi
“porte di accesso” per infezioni psichiche singole e collettive.
Date queste caratteristiche si può peraltro notare come la Massoneria sia, in effetti,
uno dei “luoghi” potenzialmente meglio deputati all'apertura verso le influenze
dell'Ostacolo. (6bis)
Processi analoghi, se non più marcati, si possono inoltre trovare nel cosiddetto
“gesuitismo”, quale estrema propaggine dell'imperialismo cattolico-romano (7)
“energizzato” dall'azione della Societas Jesu. Nel 1928 ha preso vita una sorta di
“variante temporale”, se possibile distorta, del gesuitismo, la cosiddetta Opus Dei,
ove la componente ritualistica è fortificata, come nel loyolismo dalle pratiche interiori
dell'adepto, da un lato, e dalla rigida organizzazione gerarchica dall'altro, fino ad
ottenere la completa sottomissione dell'individuo al “gruppo”.
Più recentemente, dopo un dominio, evidente soprattutto sul piano degli affari e
della… criminalità, acquisito faticosamente sotto l'ambiguo pontificato di Karol
Woityla (fatto addirittura santo…) l'Opus Dei ha dovuto subire la revanche degli
“amici-nemici” della SJ, che hanno addirittura posto un “confratello” sul soglio di
Pietro…

Ai fini del nostro studio si possono allora identificare tre principali correnti storiche
tramite le quali ha agito il virus dell'Ostacolo nel XX secolo e oltre, tutte e tre
variamente influenzate dall'azione, spesso “collusa” delle “logge” e del gesuitismo:
Americanismo o Anglo-Americanismo (8), Bolscevismo, Nazionalsocialismo.
Va da sé che, in questo contesto, poco conta il contrasto sull'esteriore piano storico,
che si è verificato fra queste correnti, essendo noto allo studioso di Scienza dello

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Spirito che le forze dell'Ostacolo, sia di segno luciferico che di segno ahrimanico-
asurico (8bis) traggono linfa vitale dalle devastazioni, fisico-sensibili ed animiche, e
dagli orrori dei vari tipi di guerre, “calde” o “fredde” che siano.
Va inoltre detto che se da un lato per i Nemici dell'uomo la guerra è un'occasione
potenzialmente capace di moltiplicare le occasioni favorevoli per l'ampliamento del
loro campo d'influenza terrena, dall'altro dobbiamo dolorosamente ammettere come
l'ammassarsi delle rovine, morali e materiali a seguito di una deflagrazione bellica sia
spesso un'inevitabile “medicina” karmica.
Essa in qualche modo va a suggellare, per vie tortuose, spesso atroci, il passaggio di
contenuti interiori sul piano storico degli eventi mondiali, processo tanto più pesante
quanto più le elites spirituali non riescano a svolgere la propria funzione di
connessione cosciente fra la Terra ed il Mondo Spirituale.
Per quanto riguarda gli Ostacolatori dobbiamo infine tenere presente che fra i loro
disegni è sempre stato prioritario impedire la Missione di Michele, azzerando la vita
spirituale dell'Europa centrale ad essa collegata e contemporaneamente oscurare la
possibile percezione da parte umana della Parusìa Eterica del Cristo (10)
prescindendo dal clamore o dal “silenzio” degli eventi.
E si profila anche il pericolo che l'azione del Demone Solare, rinforzatasi a partire del
1998 (8 ter), possa sfociare nella guerra “calda” o termonucleare già evitata in
passato, per poco, (1962 ad esempio), quale esito totale dell'interminabile conflitto
“asimmetrico-psicologico” in cui abbiamo vissuto e stiamo vivendo sin dalla fine del
XIX Secolo.

Secondo la prospettiva di tipo scientifico-spirituale, quindi, la “guerra occulta"ha


come registi ultimi delle intelligenze spirituali di segno antisolare, che possono essere
intraviste dietro i sintomi storici, per cui si può dire che la confusione attorno a questi
ultimi faccia parte di un disegno di fondo, teso ad occultare la percepibilità
dell'azione antispirituale stessa.
A questo proposito l'aiuto principale ci viene proprio dal magistero spirituale
steineriano che fra l'altro appare del tutto impermeabile nei confronti delle varie
ideologie del tempo, sia politiche che teologico-filosofiche.
Si pensi infatti come Rudolf Steiner e l'Antroposofia abbiano avuto il raro
“privilegio” di essere contemporaneamente attaccati da tutte le “chiese”: da quella
cattolica a quelle protestanti, da quella scientista a quella nichilista, da quella
nazionalsocialista a quella bolscevica, da quella occultista a quella tradizionalista,
attacchi vieppiù violenti man mano che la Scienza dello Spirito passava dalla
struttura elitaria e ristretta delle origini al grande movimento mondiale del primo
dopoguerra.
Bisogna anche penosamente ammettere come, successivamente alla morte di Rudolf
Steiner, siano stati spesso gli stessi antroposofi, intesi quali dirigenti della Società (9)
e, in ampio numero, come componenti “ufficiali” della Società stessa a creare le
condizioni per rendere oltremodo difficoltosa l'azione della Scienza Spirituale nel
mondo, intendendo ciò nel duplice senso esoterico ed exoterico e come ci siano anche

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stati casi, limitati peraltro a poche individualità, di vero e proprio “scivolamento”
nelle grinfie dell' “utopia rovesciata” di segno hitleriano.
Su quest'ultimo tema si ritornerà diffusamente nel prosieguo del nostro lavoro.

NOTE

1) Su questo personaggio, come su gli altri dello stesso milieu si veda il saggio ben
documentato.anche se viziato da alcuni pregiudizi accademici, di N.Goodrick-Clarke,
The Occult Roots of Nazism, N.Y.University Press, New York 1985 ed, in italiano,
nettamente inferiore sotto l'aspetto qualitativo Hitler ed il nazismo magico di G.Galli,
Mondadori, Milano 1995
2). N.Goodrick-Clarke, cit.
3) Su questo tema il riferimento d'obbligo è il classico di Norman Cohn, Licenza per
un Genocidio, Laterza, Bari 1984
4) A tale proposito va detto peraltro che se si dà alla parola “alieni” il senso che
merita, e cioè quello di “inviati dallo spazio interno” e non quello pedestre di “omini-
verdi-cattivi-su astronavi” comincia ad emergere qualcosa di assai meno
hollywoodiano e farsesco. Vedi anche, in questo stesso volume, lo scritto Gli UFO e
l'Ottava Sfera
5) vedi il sito Internet www.cbjd.net/orbit/text/ph2.html
6. Rudolf Steiner, La Caduta degli Spiriti della Tenebra, Ed. Antroposofica, Milano
1994 e la fondamentale conferenza singola (Zurigo, 9 Ottobre 1918) Cosa fa l'Angelo
nel corpo astrale, sulla rivista Antroposofia 6/1972
6bis) G. Magaldi, Massoni Società a irresponsabilità illimitata la scoperta delle Ur
Lodges”, Milano 2014
7) Rudolf Steiner, Da Gesù a Cristo, Milano 1977
8) È evidente che questo termine, che è la traduzione del tedesco Anglo-
Amerikamentum, non è inteso contro la missione spirituale dei popoli anglofoni, della
cui importanza diremo qualcosa nell'ultimo capitolo, ma indica piuttosto la
perversione e la deviazione di essa cui una certa élite dedica il suo operato.
8bis) Sappiamo che accostare due principi differenti in sé stessi quale quello
ahrimanico e quello aurico può sembrare azzardato ma l'andamento storico
contemporaneo mostra una strettissima alleanza terrena fra queste due Forze
dell'Ostacolo (più che quella “tradizionale” fra Ahriman e Lucipher). Rimandiamo
comunque, per una caratterizzazione complessiva del tema, all'Opera dell'Iniziato del
Cristo ed a quella del suo discepolo italiano più qualificato, Massimo Scaligero.
8ter) R.Steiner, The Revelation and the Task of the Priest (OO 346)
9) Thomas H.Meyer, op. cit e Andrea Franco, Chi ha avvelenato Rudolf Steiner?,
Orbassano 2014
10) Rudolf Steiner, Sulla Via di Damasco, Tilopa, Roma 1992

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CAPITOLO II
IL RADICALISMO DI DESTRA E IL NAZIONALSOCIALISMO

Se si volesse dare un giudizio di sintesi del movimento hitleriano lo si potrebbe


definire come il catalizzatore di tutte le oscurità sedimentate per secoli nell'Anima di
Popolo tedesca.
Affinché questo assunto non appaia gratuito occorre in primo luogo studiare i rapporti
fra il preesistente radicalismo di destra austro-germanico ed il NSDAP.
Questo radicalismo völkisch (o vitalista-populista) nasce nel corso del XIX Secolo
come una sorta di degenerazione di alcuni degli ideali del Romanticismo tedesco.
L'ideale dell'identità nazionale sfocia nel nazionalismo aggressivo, la memoria delle
glorie del passato teutonico diviene pretesto per l'esaltazione del militarismo
espansionista, la ricerca dell'Io, fulcro del migliore idealismo filosofico e poetico,
scade in una sorta di culto dell'”anima di gruppo” razzista.
Nel XIX secolo la cultura tedesca soffre del terribile impatto del materialismo
moderno, scientista e positivista. Tutto ciò genera - a partire dalla metà del secolo - il
suddetto culto infarcito di speculazioni di tipo “social-darwinista”, che finiscono col
dare vita, fra l'altro, ad un forsennato antisemitismo “biologista”, ben più virulento
del vecchio antigiudaismo a sfondo religioso, che aveva, spesso vergognosamente,
permeato per secoli il “sentire comune” di buona parte della civiltà dell'Europa
“cristiana”.
Se questa è l'identità culturale della parte più radicale della destra tedesca negli anni
in cui Rudolf Steiner rileva il Magazin für Literatur (ultimo decennio del secolo)
l'elemento che la avvia su una trasformazione, che avrà nel XX secolo conseguenze
catastrofiche per l'intera civiltà europea, le viene dalla rapida diffusione
dell'occultismo in Europa, iniziata negli anni '50 del XIX Secolo.
Qui comincia a mostrasi con sempre maggiore evidenza il “segno” delle logge
anglofone.
Queste logge avevano già dato un “colpo” durissimo alle speranze di un possibile
positivo manifestarsi della natura della “migliore Germania” - quella di Goethe,
Novalis, Schiller, Lessing, Fichte, Schelling ecc. - anche nella sfera politica, tramite
la persecuzione e l'omicidio di Kaspar Hauser, avvenuta nei decenni immediatamente
successivi alla caduta di Napoleone. (1)
Certamente anche nei secoli precedenti vi erano stati intensi e complessi scambi
esoterici fra le isole britanniche e l'Europa Centrale, culminanti all'epoca della Guerra
dei Trent'Anni nelle vicende legate alla prima manifestazione pubblica dei Rosacroce
- vanificata dall'esito pro-cattolici delle vicende belliche - ma ciò che comincia a
espandersi negli anni successivi al 1850 appare fortemente inquinato da elementi
oscuri ed inquietanti.
Si rammenti innanzitutto che questa è l'epoca della scoperta dello spiritismo e del
“revival” della magia rituale ad opera di autori come Eliphas Levi.
Va detto che sotto il primo profilo, secondo Steiner (1bis), la nascita del culto
medianico fu provocata da alcuni settori massonici desiderosi di manifestare in
qualche modo l'esistenza di una realtà sovramateriale.

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Intento positivo, perseguito però con mezzi che, di lì a poco, avrebbero inquinato
pesantemente le anime di non pochi europei ed americani, non meno che la corrente
magista. Sono comunque i primi segni dell'avvicinarsi di un epoca di “riapertura delle
porte”…la “fine del Kali Juga” (1899).
Medianità e cerimonialismo magista sono dunque fra gli elementi di base delle due
principali correnti che si riversano nella cultura, non solo reazionaria, della
Mitteleuropa fin de siecle: da un lato spicca l'occultismo, sedicente ermetico-
rosicruciano dei circoli britannici della Golden Dawn (1a), dall'altro il gran filone
della teosofia medianico-visionaria di H.P.Blavatsky (2) che, da un certo momento in
poi, va a costituire un nuovo “crocevia” America-Asia del movimento occultista del
XIX secolo, quando la “moda orientale”, dopo le scoperte filologiche sette-
ottocentesche si volge ora alla controparte spirituale dei vari movimenti e religioni
dell'Est e all'indagine sui possibili legami con la tradizione occulta dell'Ovest.
Per inciso va detto che la morsa delle due correnti, la medianica e la magista avrebbe
certamente potuto schiacciare la rinascita esoterica europea senza l'intervento di una
personalità quale Rudolf Steiner.
Per capire l'importanza dei suddetti movimenti basti ad esempio pensare che gli
ambienti vicini alla Golden Dawn annoverarono nelle loro file personaggi notevoli
anche sotto il profilo profano come i poeti Yeats ed Eliot, il “satanista” Crowley
figura centrale nei rapporti anche politici fra “ariosofi” inglesi e tedeschi, lo scrittore
visionario Machen, ecc.
Si noti inoltre come i gruppi occultisti della Golden Dawn appaiano fortemente
caratterizzati da elementi cerimoniali e ritualistici, che acquisiscono talvolta marcate
connotazioni magico-sessuali, come nel caso di Crowley.
Nel corso degli anni la Golden Dawn e i circoli ad essa vicini furono in grado di
acquisire una notevole influenza negli ambienti dell'alta società e di certa
intellettualità britannica, spesso legati contemporaneamente alle logge massoniche,
almeno fino alla seconda guerra mondiale e furono particolarmente importanti sotto
l'aspetto strettamente storico-politico, anche perché - secondo quanto affermato in
precedenza - costituirono uno dei canali principali per l'operato delle logge.

Dal miscuglio di queste due correnti principali, in cui sono vive influenze magico-
cerimoniali occidentali ed orientali, col clima culturale preesistente nel Secondo
Reich e nell'Impero Asburgico prendono vita, nel primo quindicennio del secolo, sia
la “magia runica” di Guido List, che la “gnosi sessual-razzista” e la “teozoologia” di
J.Lanz (3) caratterizzate entrambe dall'uso dello Swastika sia “destro” che
“sinistrogira” quale simbolo forza.
L'”appropriazione indebita” fatta dai nazisti dell'antico simbolo universale della ruota
solare ha dunque avuto come precursori, non certo a caso, i principali responsabili
della trasformazione degli insegnamenti teosofico-blavatskiani nel delirio völkisch
tinto di occultismo.
L'organo di diffusione di tale delirio - a parte un'ampia serie di saggi - fu la rivista
Ostara, una delle letture preferite del giovane Hitler, che si dedicò, spesso e

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volentieri, ad attaccare Rudolf Steiner sia prima che dopo la sua fuoriuscita dalla
Società Teosofica.
Nell'analisi di questa pubblicistica parateosofica si può cogliere come entrambi gli
autori in parola ed i loro epigoni abbiano sostanzialmente “piegato” i contenuti
occultistici alle preesistenti ossessioni völkisch, costruendo in definitiva dei sistemi in
cui denominatore comune è l'ignoranza del valore spirituale del singolo IO umano -
a prescindere da “nome e forma” - e della correlativa riduzione di esso ad
epifenomeno della cosiddetta “razza”.
In altre parole questo tipo di occultismo, nonostante le pretese “spiritualistiche” degli
autori, non appare altro che una “comoda” controparte “sottile” del razzismo
pesantemente “biologista” che permeava la cultura völkisch e che andò poi a
costituire una delle base concettuali principali del Nazionalsocialismo, essendo di
fatto già presente nel sentire comune del lato oscuro dell'”anima di popolo”
germanofona.
Tuttavia, contemporaneamente, l'abuso di ritualismi, medianità, visionarismo, non di
rado congiunti con quello di alcool e droghe, servì egregiamente per costituire una
sorta di “secondo livello” in grado di scatenare la ridda di pulsioni che, interagendo
con il clima psichico potenziato soprattutto dai disastri del 1914-19, sedimentò fino
ad esplodere con l'arrivo dell'Incantatore a ciò delegato dalle forze dell'Ostacolo.

Un posto particolare in questo ambiente merita il fondatore (1912) della Thule


Gesellschaft Rudolf Glauer (autodefinitosi in seguito poi “von Sebottendorff” per via
di una ipotetica affiliazione nobiliare, tema questo che ossessionava non pochi degli
araldi dell'occultismo tedesco del tempo, evidentemente inorriditi all'idea di essere
considerati “borghesucci”) che si caratterizza sia per i suoi legami con ambienti
dell'esoterismo massonico turco che per la sua “apertura” verso tecniche sciamaniche
o addirittura vicine alle pratiche dello “shivaismo della mano sinistra” (4).
Tali pratiche che appaiono talvolta collegate con esercizi di origine yoga o sufi
sembrano essere stati una “scuola” per la gestualità hitleriana di cui si dirà e
sembrano segno ulteriore del crocevia occulto in cui si stavano riversando le forze
dell'Ostacolo per infliggere un colpo mortale alle possibilità dello sviluppo della
spiritualità cristico-solare nell'Europa Centrale.
In questo contesto maggiori incertezze storico-documentali suscita la questione della
“Loggia del Vril” che il celebre inventore della “geopolitica” Karl Haushofer avrebbe
costituito in Germania su ispirazione di George Ivanovic Gurdijeff.
La Loggia del Vril avrebbe avuto scopi in parte dissimili da quelli della Thule.
L'organizzazione di Haushofer si attribuiva caratteri più specificamente “iniziatici”,
mutuati dalla panoplia di esercizi di origine prevalentemente yoghica ed indotibetana
in parte simili a certe tecniche che Gurdjeff usava far praticare ai suoi discepoli.
Non c'era però l'apertura verso la violenza politica, che caratterizzò in maniera assai
marcata l'operato della Thule, che, come vedremo in seguito, oltre ad una serie non
piccola di omicidi politici, si esibì nel tentativo di assassinare Rudolf Steiner
(Monaco, Maggio 1922).

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Ricordiamo inoltre che, al tempo della comoda detenzione del futuro Führer dopo il
fallito Putsch di Monaco del 1923, tale per le evidenti protezioni (di stampo
massonico?) di cui il futuro capo del Reich godeva, Haushofer frequentò lui ed il suo
compagno di cella Hess per lunghi pomeriggi.
Si può quindi affermare che molto probabilmente Haushofer sia un altro dei
personaggi, come List, Lanz, Eckhart.
Costui fu un'altra personalità complessa (fu discreto poeta) ed oscura, fondatore del
Beobachter, organo giornalistico del NSDAP, occultista, alcolista, tossicomane, a cui,
notoriamente Hitler dedicò il Mein Kampf e fu in grado di esercitare influenze
decisive sullo stesso Hitler ed il suo entourage delle origini, in special modo su
Rudolf Hess, che nel fatidico Maggio 1941, come si vedrà, assunse un ruolo chiave
nel tentativo di “ricollegare” il nazionalsocialismo al mondo di certe particolari elites
anglofone.
Riguardo ad Haushofer, appare infine assai significativo uno dei “Sonetti di Moabit”
in cui, nel 1945. il figlio Albrecht poco prima di essere assassinato a tradimento dalle
SS, accusa poeticamente il padre di aver “infranto il sigillo fatale” e liberato la Bestia
degli Abissi (4bis).

Il 1919-20 è il biennio in cui la parte “esoterica” del radicalismo di destra,


impersonata da organizzazioni quali la già menzionata Società di Thule, metà
organizzazione esoterizzante e metà gruppo d'azione violenta ed il Germanenorden, si
fondono con il D.A.P. (Deutsche Arbeiter Partei) del ferroviere Anton Drexler, dando
infine vita, il 14 Febbraio 1920, al NSDAP (National Sozialistische Deutsche
Arbeiter Partei) di Adolf Hitler, Rudolf Hess, Dieter Eckhart che immediatamente fa
dello swastika (non è certo se su consiglio del futuro Führer) il proprio segno-guida.
In seguito Adolf Hitler riuscì a permeare gli elementi occultistici, più o meno
consueti nel particolare milieu pseudospirituale del tempo, con altre influenze solo
apparentemente meno occulte, ma tremendamente efficaci, necessarie per passare dal
gruppuscolo “esoterico” al grande movimento capace di stregare le masse.
La prima si può definire politico-psicologica ed è relativa all'obbiettivo della
conquista del dominio delle masse medesime, già vittoriosamente introdotta dal
Bolscevismo russo e ripresa dal dannunzianesimo-Fascismo in quegli stessi momenti
(5).
Per ottenere questi scopi il il Füher farà uso di una gestualità “occulta” che, oltre a
quanto detto sopra in riferimento a Glauer sin da ora possiamo ritenere una sorta di
“Euritmia rovesciata”; per sincerarsene basta un esame obbiettivo dell'amplissimo
materiale cinematografico che abbiamo a disposizione e confrontarlo con le
figurazioni, specie vocaliche, dell'Arte del Movimento, che Rudolf Steiner e Marie
von Sivers Steiner iniziarono ad elaborare negli anni della Prima Guerra Mondiale.
Il secondo elemento divenne decisivo negli anni fra il 1929 ed il 1933, ed è la
spettacolarità quasi hollywoodiana delle campagne elettorali hitleriane, con uso
spregiudicato e massiccio di radio e cinegiornali, insieme ad un enorme quantità di
comizi e di porta a porta.

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Tali mezzi, oltre a quelli più specificamente occulti, erano tesi a creare il clima del
“messianismo rovesciato”, intendendo con ciò la spasmodica attesa del “Redentore
politico-spirituale” della Germania umiliata e calpestata dagli Occidentali manovrati
dal “Giudaismo internazionale”, fino ad ottenere il consenso estatico-medianico delle
masse plaudenti.

Così il potere che agiva in Adolf Hitler seppe rapidamente modernizzare un


movimento nato soprattutto come nostalgia di un passato glorioso di grandezze
distrutte dal “complotto giudaico”, dinamizzandolo e galvanizzandolo al punto di
renderlo in pochi anni il fulcro di una poderosa macchina di morte e distruzione.
Va inoltre ricordato che, quando giunse quell'anno 1933 (6) in cui secondo il Dottor
Steiner l'umanità vide l'emergere della Bestia a Due Corna ed in cui,
contemporaneamente Josef Stalin iniziava col massacro dei Kulaki, il secondo
genocidio del secolo (dopo quello armeno per mano dei Turchi nel 1915) la parabola
dell'occultismo völkisch finiva con l'assorbimento totale all'interno del sistema di
potere nazionalsocialista: suggello di una sorta di “usa e getta” occulto.
Giova allora ricordare che mentre tutta la Germania veniva inglobata nel sistema
incentrato sul NSDAP e sulle sue ramificazioni operative il destino dei “padri
spirituali” dell' “Ariosofia” fu il seguente:
- Rudolf Glauer sedicente “Von Sebottendorff” fu costretto a lasciare la Germania nel
1934, dopo la pubblicazione del suo Bevor Hitler Kam (“Prima che Hitler venisse”) -
immediatamente ritirato dalla circolazione, in cui disvelava non pochi dei “segreti”
occulti dell'ambiente della Thule,
Si suicidò ad Istanbul il 9 maggio 1945, giorno successivo alla sconfitta del Terzo
Reich, dopo aver esercitato in Turchia il ruolo di assai improbabile e marginale
“agente segreto” a favore dell'amata patria germanica.
- Jorg Lanz, progressivamente emarginato, finì come sorvegliato “speciale” della
Gestapo, sopravvivendo peraltro alla guerra, morendo poi nel 1955, dimenticato da
tutti, o quasi, i discepoli di un tempo.
- List, come Eckhart morì prima dell'avvento di Hitler al potere.
- Karl Haushofer si suicidò nel 1946, mentre era inquisito come war criminal dagli
Alleati.

Ritorniamo ora al tema delle influenze anglofone sul nazionalsocialismo.


Si può ravvisare nella conquista del potere da parte del Führer e del suo NSDAP un
altro basilare elemento di provenienza occidentale, stavolta di natura storico-
economica. I finanziamenti anglofoni, mediati spesso da elementi tedeschi,
cominciarono ad affluire verso la fine degli anni' 20, ma crebbero, in modo
esponenziale per finanziare la colossali campagne elettorali hitleriane del 1932-33
(7).
È evidente che questo giro di capitali celi ben più di un mero calcolo di investimento
finanziario.
Ricordiamo che, nel 1932 era tutt'altro che certa la conquista del potere da parte della
formazione hitleriana che non superò mai il 36”% dei consensi; si può allora dire che

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ci troviamo di fronte ad investimenti che avevano un assai problematica speranza di
esiti lucrativi in ordine alle somme impegnate in essi.
L'operazione trova viceversa giustificazione nel particolare ambiente da cui traevano
ispirazione alcune insospettabili istituzioni finanziarie di Wall Street e della City
(7bis).
Tali istituzioni vivevano nello stesso milieu che alimentava rapporti fra circoli
angloamericani filonazisti e la “nuova Germania”, sovente uniti da comuni interessi
occultistici se non massonici, ambiente parzialmente descritto, ad esempio, nel bel
film Ciò che resta del giorno di James Ivory.
Negli anni susseguenti al 1933 si possono annoverare in questo milieu non solo i
favorevoli all'appeasement a tutti i costi (si pensi a Lord Baldwin, a Chamberlain ed
alla marea dell'isolazionismo USA) ma anche i veri e propri ammiratori di Hitler fra
cui Lord Hamilton e soprattutto l'ambigua Wally Simpson, moglie dell'ex re
d'Inghilterra Edoardo VIII, abdicante al trono nel 1936, ed a sua volta pesantemente
sospettato di filonazismo.
Ricordiamo come Edoardo giunse all'abdicazione spinto da una serie di frangenti di
cui non è ancora ben chiara l'esatta sequenza, ma in cui appare decisiva la funzione di
Winston Churchill, il quale benché inizialmente assai restio a disfarsi dell'ormai
ingombrante “sovrano”, ad onta del suo essere un conservatore “di ferro” a partire dal
1937, divenne il nemico politico numero uno del Führer.
Fra i filonazisti americani spicca la vicenda della Brown Harriman Bank (creatura di
famiglie potentissime che nel corso del secolo godranno di una fortuna politica
impareggiabile: parliamo degli Harriman e dei Bush), ”pescata sul fatto” (8) come
generosa finanziatrice degli “ariani” e messa in quarantena per tutta la durata della
guerra.
C'è ancora un elemento significativo, potentemente significativo, per gettare luce
sulla connection fra anglofoni e hitlerismo ed è imperniato sulla figura di Hijalmar
Schact, il banchiere, americano e massone, che nel periodo 1934-37, fu a capo della
Reichsbank. Come responsabile della banca centrale fu l'artefice di una politica
economica, impregnata di forte keynesismo, lo stesso che in quel periodo
caratterizzava il New Deal roosveltiano. Ciò permise quella potente crescita
economica che riuscì a riassorbire la disoccupazione dell'ultimo periodo weimariano
galvanizzando il consenso di massa attorno alla figura del Führer. Da buon “amico
degli amici” (di loggia) Schact, immaginativamente descritto da Alvi come “maligno
coboldo” (8bis), evitò elegantemente qualsiasi sanzione nel Processo di Norimberga.
Nel 1944 cadde infatti in “disgrazia” agli occhi della Gestapo e finì a Dachau, da
dove fu liberato nel 1945, per continuare una vita “ricca e felice” da membro di elites
massoniche, conclusa da dovizioso ultranovantenne.

Ma al di là delle vicende storico-economiche il fulcro di non pochi rapporti fra


circoli high society anglofoni e vertici nazionalsocialisti, consiste, come detto, nel
comune segno della fede in un certo “tipo” di occultismo più o meno ariosofico e si è
concretizzato in sede di eventi storici, nella tuttora controversa vicenda del volo di
Rudolf Hess in Inghilterra (Maggio 1941).

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Ricapitoliamo il momento storico: l'Impero britannico è duramente provato dalla
guerra, praticamente solo di fronte all'Asse.
Già Hitler ha volutamente risparmiato l'esercito inglese in rotta sulle sabbie di
Dunkerque nel Luglio 1940 e da mesi tenta di portare l'odiato Churchill a trattare,
sottoponendo le Isole Britanniche ad una durissima guerra aerea.
I suoi piani prevedono la coabitazione mondiale con l'Impero Britannico, con
l'America relegata in un cantone, ed un Europa, ovviamente dominata dallo swastika,
ripulita dagli Ebrei, con gli Slavi ridotti a schiavi dei “padroni ariani”, previa drastica
riduzione del loro numero.
Pertanto esita a colpire definitivamente gli inglesi in Irak, Siria, Persia, cosa che
potrebbe fare con relativa facilità, e che viene chiesta con insistenza da non pochi
generali della Wehrmacht non avvelenati dall'ideologismo demoniaco hitlerita poiché,
con la prevedibile vittoria potrebbe suscitare una sollevazione antibritannica in India,
fino a “saldarsi” con l'offensiva giapponese in Cina, cosa del tutto ragionevole, per
poi attaccare l'URSS da sud e da est.
Si volge invece direttamente verso Est ove c'è l'odiato nemico “giudeobolscevico”,
che occupa il Lebensraum destinato agli “ariani” ma, memore del principio “mai più
guerra su due fronti”, fatalmente violato nel 14-18, attende per nove mesi che gli
inglesi si pieghino all'armistizio prima di iniziare l'Operazione Barbarossa.
In questo momento scatta “l'operazione Hess”.
È impensabile che il fedelissimo della prima ora non abbia avvisato il Führer di
quello che stava per fare.
Ma può anche essere plausibile, come a chi scrive queste note piace ritenere, che, il
Führer stesso sia stato l'artefice dell'operazione: le scenate isteriche di Hitler alla
notizia del volo, di cui riferisce Albert Speer (9), sembrano un eccellente recita per la
storia.
Il piano di Hess, alla luce di quanto si sa dei legami di elite ariosofica è chiaro:
portare un messaggio “a chi di dovere”.
Vale a dire:è giunto il momento che i “fratelli ariani” depongano le armi.
È dunque evidente che i vertici tedeschi confidano nella capacità della corrente
filonazista inglese di spezzare l'intransigenza di Churchill e del suo governo, nel
quale, fra l'altro, non mancavano convinti antisemiti come Anthony Eden.
Hess viene interrogato per un mese ed oltre da svariate personalità, fra cui Frank
Foley, (9) massimo esperto inglese in tema di controspionaggio ma, non da Churchill
che rifiuta di incontrarlo.
Da quel momento una cortina fumogena, a tutt'oggi non dissolta, circonda la vicenda.
È probabile che i documenti integrali degli interrogatori di Hess non vedranno mai la
luce, ma è comunque certo che, come già detto, i contenuti di “pace” portati da Hess
riguardassero una sorta di “scambio” fra l'integrità dell'Impero Britannico e la
possibilità che la Germania, avesse il permesso, da parte dei “fratelli ariani”, di
fagocitare praticamente l'intera Europa.
L'intransigenza di Churchill, unita all'impossibilità pratica dei “filonazisti” di venire
allo scoperto, fu, indubitabilmente il motivo principale del fallimento della missione
del Vertreter.

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Come antroposofi ci dobbiamo ora porre una domanda: ha pesato qualcosa in questo
frangente storico la presenza di Walter Johannes Stein - del cui ruolo nella vicenda
Antroposofia-Nazionalsocialimo si dirà poi - che, a detta del biografo J.Tautz (e
lasciando perdere le sensazionalistiche ambiguità di Trevor Ravenscroft ed il suo The
Spear of Destiny), era vicino a Churchill come esperto dell'“occult background of
Nazi movement” (10) ?
Non sappiamo se Stein abbia mai visto Hess ed è probabile che l'incontro non ci sia
stato, anche se sembrerebbe che Foley, che guidava gli interrogatori, e Stein siano
stati in contatto sia prima che durante la guerra.
In ogni caso il fallimento della missione del Vertreter - la quale fra l'altro scatenerà le
ire di Goebbels contro “gli antroposofi” essendo Hess interessato all'agricoltura
biodinamica - (11) è l'atto che segna la svolta decisiva della guerra e, probabilmente,
della storia del XX Secolo.
Da quel momento l'Occidente anglofono combatterà fino in fondo il
Nazionalsocialismo che un mese dopo il volo scatenerà sul fronte orientale la più
terrificante carneficina della Storia: infatti se secondo le statistiche il numero totale
delle vittime civili e militari della Seconda Guerra Mondiale è di circa 50-55 milioni,
il 70-75% di esse è caduto, fra il 1941 ed il 1945, nel quadro del tentativo tedesco di
Drang nach Osten.

Quanto ad Hess porterà i suoi segreti nella tomba.


Dopo essersi forse finto pazzo per evitare la forca a Norimberga, reciterà fino
all'ultimo la parte del più ambiguo e tragicamente inaccessibile dei capi nazisti con
un “improbabile” suicidio nel carcere di Spandau.
Una fine che, a mezzo secolo di distanza dal suo “volo di pace”, avrà fatto felici non
pochi, al di là della Manica e dell'Atlantico.
C'è però un'altra versione, più rocambolesca ma suffragata da qualche elemento
obbiettivo. Hess, su ordine di Churchill, sarebbe stato ucciso mentre erra a bordo di
un aereo, precipitato in Scozia in modo “opportuno” mentre veniva portato in Svezia
per un ”abboccamento” con un paese neutrale (12). Sarebbe stato allora sostituito con
un sosia, affetto da diverse patologie psichiche, che da allora avrebbe “recitato” sia a
Norimberga che dopo.

Ma non c'è solo una regia di tipo esoterico, od occultistico, nella vicenda hitleriana.
La presa del potere da parte dell'ex pupillo di Eckart fu favorita in maniera decisiva
dalla “longa manus” gesuita che spinse il futuro Papa Pacelli (vedi infra) al
Concordato fra Vaticano e Germania neo-hitlerita.
I Cattolici del massone von Papen furono così resi “liberi” e spinti a collaborare con
la “peste bruna” che, senza il loro appoggio, non avrebbe potuto formare alcun
governo.

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NOTE

1) cfr. P.Tradowsky, Kaspar Hauser cit.


1a) Una discreta documentazione in merito si trova in G.Galli cit.
2) Rudolf Steiner, Il movimento occulto…cit.
3) N,Goodrick-Clarke cit.
4) ibidem e R.Alleau, Le origini occulte del Nazismo (Ed.Mediterranee Roma 1985)
testo di buona documentazione e discreto interesse ad onta del “tradizionalismo”
dell'autore. (Adelphi Torino,1996)
4bis) G.Alvi Uomini del Novecento (Torino 1996)
5) La disamina dei rapporti tra Fascismo e Nazionalsocialismo va al di là dei limiti
del presente lavoro: ricordiamo solamente le preoccupate critiche che Rudolf Steiner
rivolse in più occasioni al movimento di Mussolini ed alla sua evocazione degli
“spettri della romanità” (cfr. Lo Studio dei Sintomi storici, Ed.Antroposofica Milano
1976)
6) Rudolf Steiner, conferenza del 20 Settembre 1924, op cit. Questo ciclo era
riservato in origine per i membri della Christengemeinschaft, ed è stato pubblicato
solo nel 1995. Una conferenza (12.9.1924) è stata tradotta e pubblicata sulla rivista
Table Ronde, supplemento Estate 1999
7) G.Alvi, Dell'Estremo Occidente, Perugia 1989 pagg. 379 et seq.
8) A.Reuveni, In the name… cit.
8bis) G.Alvi, Uomini del Novecento cit.
9) G.Galli Il Nazismo… cit.
9bis) È di notevole interesse la recente notizia che Foley sia stato insignito del titolo
di Giusto d'Israele, avendo salvato con notevole sprezzo del pericolo, migliaia di
Ebrei quando era “funzionario” (in realtà capo del MI6) presso l'ambasciata
britannica a Berlino (1936-38)
10) J.Tautz, Walter Johannes Stein A biography, London 1995
11) Questo interessamento di Hess è alla base di una serie di dicerie circa un “Hess
antroposofo” che, anche oggi, sono alimentate da ben precisi ambienti politici
interessati a configurare gli steineriani come “ecofascisti”. Si veda la confutazione
del norvegese Peter Waage in http/hem.passagen.se/thebee/comments/PS/
waaagenglish2.html

20
CAPITOLO III
NAZIONALSOCIALISMO, BOLSCEVISMO E APPRENDISTI STREGONI

Prima di procedere oltre sarebbe forse opportuno che si tentasse di rispondere alla
domanda relativa a “chi” o “che cosa” abbia vissuto in Adolf Hitler od a “chi” o “che
cosa” gli abbia dato lo smisurato, anche se effimero, potere che esercitò su così gran
parte dell'umanità europea.
La risposta è, forse, impossibile, tuttavia ci sembra pregnante - a tale proposito -
l'ipotesi formulata da Peter Tradowsky (1).
Secondo tale autore Hitler visse nell'accecamento da gas sul Westfront e nella
conseguente perdita di coscienza un'esperienza “rovesciata” dell'Evento di Damasco,
nel corso della quale il suo Io sarebbe stato “rimpiazzato” o “posseduto” da un'entità
di genere luciferico.
L'ipotesi è plausibile, anche a prescindere dalla esatta natura antispirituale del
processo di invasamento, perché molte cose nel modo di essere di Hitler e dei
nazionalsocialisti “di rango” appaiono in effetti come un “doppio” della via “cristico-
solare” come si è incarnata nel XX Secolo attraverso l'essere Antropos-Sophia.

Il nostro studio ci porta ora a confrontare il nazionalsocialismo con un'altra delle


correnti anticristiche del XX Secolo; quel Bolscevismo che ebbe nel “piccolo padre”
Josef Stalin il principale protagonista proprio nel dodicennio 1933-1945 in cui
l'umanità fronteggiò lo scatenamento esplosivo delle forze maligne.
Se si paragona Hitler con Stalin si può dire che nel primo il Male appare -
prevalentemente ma non esclusivamente in una forma per così dire “calda”: caotica,
vulcanica, parossistica, spesso iraconda.
Nel dittatore georgiano esso viceversa mostra la sua faccia “fredda”: glaciale,
beffarda, impassibile.
Il fumo della pipa dietro il quale “i baffi di Stalin”, per dirla con Solgenycin,
decidevano con cinico e distaccato burocratismo come e chi dovesse essere soppresso
nella quotidiana carneficina che costituì l'essenza dei suoi ventiquattro anni di
dominio, è il contraltare delle logorroiche, elettriche, nevrotiche sedute conviviali del
“Ristorante all'allegro Cancelliere”.
Era questo il nome che il sinistro umorismo hitleriano diede alle interminabili cene,
dove venivano comunicati buona parte dei diktat che nel dodicennio
nazionalsocialista costituirono la primaria “fonte nel diritto” nella patria di Goethe e
Novalis, Schiller ed Hegel, Schelling ed Herder.
Tutto ciò con buona pace di quanti tentano di dare postume patenti di serietà a
personaggi come il “giurista” Carl Schmitt, i cui scritti risultano intrisi di indigeribile
giustificazionismo filohitleriano, ma che sono peraltro interessanti per misurare il
livello di abiezione a cui Hitler ed i suoi seppero trascinare non pochi esponenti
culturali di matrice cattolica o conservatrice.
L'esempio di Schmitt è solo uno dei tanti, certo uno dei più eclatanti, della capacità di
seduzione che Hitler ed il Nazionalsocialismo seppero esercitare su non poca parte
della intellettualità, non solo germanofona, del tempo.

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Così, in questo senso, si possono fare, fra moltissimi altri, i nomi di Martin
Heidegger, Carl Gustav Jung e del più pesantemente, anche se “intelligentemente”
compromesso intellettuale tedesco del tempo, vale a dire Ernst Jünger.
Il caso di C.G.Jung - che fra l'altro ammetterà, nel dopoguerra, di essere “scivolato” -
è importante perché rivela un tipico errore, commesso da molti, che videro nel
Nazionalsocialismo solamente la sua qualità di “nemico” del Bolscevismo che essi
giustamente aborrivano.
Mancò a questi intellettuali la capacità di scorgere sia la multiformità del Male sia i
notevoli punti di tangenza dei due regimi totalitari che si fronteggiavano, mossi
entrambi dall'odio per il libero Io umano e per la sua connessione con il Cristo;
questa connessione era peraltro ignota al bagaglio culturale di gran parte di essi. (È
noto l'atteggiamento di superficiale disprezzo che Jung nutriva per l'Antroposofia).
Delle “scivolate” compiute da personaggi in qualche modo legati alla Scienza dello
Spirito si dirà poi.
Tuttavia…nel sistema di arbitrio continuo ed immane eletto a forma di governo Adolf
Hitler mise forse, rispetto a Stalin, qualcosa di più: un'insaziabile, smisurata volontà
di distruzione fisica che divenne irrefrenabile dopo il 22 Giugno 1941, giorno
dell'attacco alla fortezza “giudeobolscevica”, arrivando infine ad ordinare, nei giorni
disperati del Marzo 1945, la distruzione totale della stessa Germania, ordine
fortunatamente disatteso dal fino ad allora succube Albert Speer.(2)
Da un punto di vista più profondo si può allora argomentare quanto segue.
È probabile che nel Füher abbia vissuto un'entità “luciferica” che ad un certo punto
viene “galvanizzata” da un potere più vasto e terribile: quello della Bestia a Due
Corna di cui Rudolf Steiner parla nelle citate conferenze ai sacerdoti (3).
Tale forza è sostanziata da un' assoluta volontà distruttiva nei confronti del mondo
fisico-terreno, - di cui il corpo umano è la sintesi - sfera che è l'”opera compiuta” (4)
delle forze della Prima Gerarchia e di quel Padre nei Cieli (5) che vive e trama
attraverso di Essa, pronunciando il "Logos che era in Principio presso di Lui”.
Si ricordi che il “regalo finale” del dodicennio hitleriano è stato il “progetto
Manhattan” ed il conseguente avvento della possibilità di distruggere il mondo
terreno tramite lo scatenamento delle forze sprigionate dalla provocata
disintegrazione dei legami atomici, tragicamente sperimentato fra il 6 ed il 9 Agosto
1945 sulla pelle di duecentomila innocenti cittadini giapponesi ad Hiroshima e
Nagasaki.
Qui si possono vedere all'opera forze più malvagie di quelle ahrimanico-luciferiche…
siamo in presenza dell'Anticristo o Demone Antisolare, per l'appunto la Bestia a Due
Corna di cui parlò per primo il Veggente di Patmos, la cui ispirazione è polarmente
opposta a quella del Risorto. Quest'ultimo “ricostruisce” l'Archetipo del Corpo Fisico
umano in via di disgregazione….il Demone Anticristico tenta di disgregare
violentemente ciò che il Christòs ha archetipicamente salvato dalla distruzione. Ed è
proprio la Guerra Nucleare il suo sogno….

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Mentre questo può essere detto di Hitler, Josef Stalin a sua volta appare, nel solco di
“maestri"come il “mahatma Lenin” (vedi oltre), il freddo esecutore di ordini
ahrimanici anche se, nell'analisi occulta che Rudolf Steiner fa del Bolscevismo (6)
risulta che, come quasi sempre avviene, le forze dell'Ostacolo agiscono mescolandosi
e lottando, “collaborando” e “sbranandosi” in un continuo alternarsi di patti e
“contropatti”.
A tale proposito alcuni studi estremamente interessanti e documentati effettuati da
Sergeij Prokofieff (7) hanno spalancato insolite prospettive su una connessione
occulta fra ambienti dell'esoterismo tibetano “deviato” e bolscevismo.
Da questa impensabile miscela il frutto più noto è la cosiddetta dottrina dell'“Agni
Yoga” teorizzata da Helena Roerich in una nutrita serie di volumi pubblicati fra le
due guerre mondiali, ampiamente citata nel volume di Prokofieff a cui rimandiamo il
lettore, ove l'autrice, ispirata da non meglio identificati “maestri himalayani” esplicita
la completa riduzione di non pochi insegnamenti di matrice buddista ai postulati del
più assoluto materialismo, compresa l'idea blasfema di Lenin quale mahatma.
Questo fatto, unito al discorso del “crocevia esoterico” tracciato in precedenza nei
confronti dell'occultismo nazionalsocialista apre nuove possibilità d'indagine,
Si ricordi infatti come uno dei filoni portanti dell'occultismo völkisch-
nazionalsocialista viene dall'interpretazione della teosofia di M.me Blavatsky.
È noto come costei fu la prima a dirsi in contatto con “maestri invisibili” indo-
tibetani, i quali continuerebbero oggi ad ispirare, con risultati spiritualmente
raccapriccianti, il filone “arcano” della teosofia angloamericana tramite Alice Bailey
ed i suoi continuatori.
Ora dato che Rudolf Steiner conferma questo contatto blavatskiano di natura semi-
medianica (8) si può allora ipotizzare l'esistenza di un qualche “centro” nell'Asia
compresa fra India, Tibet e Mongolia che abbia tentato di influenzare sia il “crocevia
occulto” nazionalsocialista sia il bolscevismo: per il primo, fra l'altro, esistono
svariati indizi che mostrano come non pochi tentativi siano stati fatti, soprattutto da
Himmler e dalla sua Ahnenerbe (importante organizzazione SS per la ricerca
dell'“eredità ancestrale”) per “rinforzare” sul piano fisico un contatto che sul piano
occulto appare più che plausibile (9).
Stiamo accennando alla numerosa serie di esplorazioni compiute dall'Ahnenerbe in
Tibet, Nepal e India del Nord fra il 1937 ed il 1943, ufficialmente per la ricerca di
“memorie ariane primordiali”: fra l'altro è esistito in quegli anni un cospicuo nucleo
di SS tibetane, delle quali alcuni cadaveri furono rinvenuti da stupiti soldati sovietici
fra le rovine della Berlino distrutta nel Maggio 1945.
Ricordiamo poi come l'Ahnenerbe abbia avuto al suo centro uno dei personaggi più
oscuri ed enigmatici di tutto il milieu nazionalsocialista, quel Friederich Hielscher
così ricordato nel criptico diario parigino (1943) di Ernst Junger "….ho creduto in
passato che (egli) sarebbe entrato nella storia come uno di quei personaggi poco
conosciuti ma di straordinaria finezza intellettuale (corsivo nostro). Molti degli
intellettuali della generazione del dopoguerra sono passati per la sua scuola. Mi ha
confermato il sospetto che nutrivo da tempo: ha fondato una chiesa…”

23
Dal canto suo, assai più esplicitamente Trevor Ravenscroft - di cui ci occuperemo nel
VI capitolo - personaggio da prendere con le molle, ma in questo caso assai ben
informato, nel narrare di come Hielscher ebbe il rarissimo privilegio di portare al
colonnello Sievers, ufficiale dell'Ahnenerbe in procinto di essere giustiziato dagli
Alleati come criminale di guerra, i conforti religiosi, lo definisce puramente e
semplicemente mago nero: nel senso del nostro lavoro egli potrebbe essere allora un
esempio di burattinaio occulto della cerchia di vertice nazionalsocialista. Esiste anche
una rara fotografia, ripresa nel castello di Wevelsburg, il centro controiniziatico
himmleriano, in cui, fra un gruppo di alti ufficiali in uniforme SS, spicca un individuo
in borghese, Friedrich Hielscher.
Va anche rilevato come questo personaggio abbia evitato qualsiasi fastidio al “redde
rationem” di Norimberga ove fu ascoltato come semplice testimone.

Per tornare ai rapporti storico-politici fra Bolscevismo e Nazionalsocialismo è noto


come il terrore leninista-stalinista offrisse al Führer un prezioso modello da “imitare”
e possibilmente da “perfezionare”.
Si può citare come esempio più eclatante l'uso del lavoro coatto e della carcerazione
terroristica come mezzo di “rieducazione politica”.
Anche qui però il Nazionalismo introdusse il suo marchio inconfondibile, quello
dell'ansia di distruzione totale: lo si vede dall'articolazione dei due sistemi
concentrazionari.
Non è questo il luogo per una dettagliata analisi comparativa fra il gulag sovietico ed
il sistema degli Stalager hitleriani, tuttavia si può in sintesi affermare come mentre la
carcerazione coatta bolscevica fu mezzo di sviluppo “economico” e di “controllo
sociale” nel nazionalsocialismo si affiancò, a partire dal fatale anno 1941, un
ulteriore, peculiare elemento.
Si tratta dell'invenzione della “catena di montaggio della morte” vale a dire la
creazione di strutture finalizzate esclusivamente all'assassinio di massa di un solo
nemico: l'”ebreo”, anche se poi altri “inferiori” come sinti e rom ebbero la stessa
sorte.
Queste strutture furono i quattro “campi della morte” in territorio polacco: Chelmno,
Belzec, Sobibor, Treblinka.
Altro ancora fu Auschwitz, il luogo-simbolo del periodo hitleriano.
Fu il Lager ove ogni possibile forma di offesa all'essere umano e di conseguente
morte, dallo sfinimento tramite il lavoro coatto fino ad ogni tipo di “trattamento
speciale” (pallottole, elettricità, torture ecc.) fu messo in opera.
Ma lo strumento primo fu l'acido cianidrico delle camere a gas, usato fra l'ottobre
1941 ed il settembre-ottobre 1944, in luogo del monossido di carbonio utilizzato nei
“campi della morte”.
A questo proposito Rudolf Steiner ci ha fornito una rivelazione agghiacciante che
potrebbe aprire una luce inattesa sui “moventi ultimi” occulti dell'assassinio di massa
come fu praticato ad Auschwitz-Birkenau, ed in misura minore a Lublino-Maijdanek.

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Si tratta di una breve descrizione degli effetti della “morte per cianuro” - utilizzata fra
Auschwitz e Maijdanek per circa un milione di volte nell'arco di tre anni - (10) sull'Io
umano e sulla sfera solare, cui rimandiamo il lettore (11).
Steiner afferma in sintesi che la “fine per gas” può simultaneamente provocare una
serie di seri danni postmortem alla compagine animico-spirituale della vittima ed un
contemporaneo danno invisibile alla sfera solare, quasi il gas in questione, fosse una
longa manus del Demone antisolare stesso.

Per tornare ad uno dei temi centrali del nostro studio va sottolineato come recenti
ulteriori documenti siano emersi sul “silenzio degli Alleati” e sul “non intervento” in
materia di Shoah (12).
È ormai assodato che ben prima delle dichiarazioni sullo sterminio ebraico rese da
Churchill nel Natale 1942 gli inglesi grazie anche alle decifrazioni dei messaggi in
codice con cui gli Einsatzgruppen comunicavano a Berlino i risultati dei quotidiani
massacri di ebrei nelle retrovie del fronte russo erano a conoscenza dell'evolversi
della “catastrofe” (tale è il significato del termine Shoah).
Ma nulla fu tentato per ostacolare lo sterminio in corso, nonostante le pressioni
esercitate da più parti: prevalse la tesi, come afferma Walter Laquer (12bis) che “non
si dovesse dare l'impressione di fare la guerra per salvare gli ebrei”, e certamente la
presenza di dichiarati antisemiti come Eden all'interno del governo britannico ebbe il
suo peso decisivo in questa pagina oscura del “dodicennio della Bestia”.

Questi fatti, soprattutto in base alle osservazioni precedenti, forniscono ulteriore


prova di come, nei momenti decisivi della storia del secolo ci sia stata una qualche
“mano anglofona”, (o anche “latinofona”) e di quale loggia massonica o di quale
singolo “segreto” sodalizio controiniziatico, o di quale centrale SJ conta poco in
questo senso, che abbia indirizzato gli eventi laddove faceva più piacere ai poteri
dell'Ostacolo.
Possiamo fare diversi ulteriori esempi del modo di agire di questa “mano”.
Nel 1919 esce improvvisamente fuori, alla vigilia della firma, nel testo del trattato di
Versailles la clausola, gravida di future conseguenze, della “responsabilità degli
Imperi Centrali” (13) (quasi una paradossale e terribile nemesi storica per la
dabbenaggine dello stato maggiore tedesco e della sua condiscendenza opportunistica
verso Lenin ed i Bolscevici).
La “manina” che scrisse la famosa “clausola 221” è quella di Lord Lothian (nato
Philip Kerr) segretario di Lloyd George.
Ritroviamo lo stesso Lothian, divenuto nel frattempo “pacifista” ad oltranza, in visita
ad Hitler nel 1935 per rassicurare il Führer sul suo “buon diritto” a dominare la
Mitteleuropa.
Ebbene, detto per inciso, questo personaggio era membro sia del Round Table Club
che del ristretto Milner Group, nome col quale si suole indicare un club filomassonico
fondato nel XIX secolo da Cecil Rhodes come “punta mistico-politica”
dell'imperialismo britannico, in grado di influenzare, da allora non solo la politica
inglese ma anche quella americana, sia da solo sia tramite svariate “collaborazioni”,

25
fra le quali - oltre a quelle “canoniche"col mondo muratorio “ufficiale”, spiccano
quelle con i “circoli universitari” quali la Skull&Bones Society, di cui è nota l'origine
legata ad ambienti occultistici e, naturalmente, massonici sette-ottocenteschi (13b)
dal cui ambito sono uscite diverse generazioni di Rockefeller, Harriman, Bush ecc.
Lord Lothian, come del resto lo stesso potentissimo massone Lloyd George, è
dunque uno dei non molti membri delle logge di cui si abbiano dettagliate notizie
storiche e biografiche, sulle quali rimandiamo ai saggi di Reuveni e Boardman (13c)
citati in nota, assai ricchi di informazioni sui misfatti del Milner Group e dei suoi
addentellati USA.
Ben maggiore cautela merita la serie di saggi concepiti dall'italiano Gioele Magaldi, il
primo dei quali già pubblicato (13d), tesi a “smascherare definitivamente” i misfatti
della Massoneria “reazionaria”, cui sarebbe contrapposta una (oggi invisibile??)
Massoneria “progressista”…..per avere traccia della quale bisognerebbe però risalire
a ben prima della fine dell'Ottocento. A tale impresa abbiamo dedicato, tempo fa, una
sintetica recensione (13e)
Si ricordi dunque come Lloyd George e Lord Lothian siano stato i responsabili, di
concerto con l'intero gruppo dei negoziatori alleati a Versailles, della nascita dell'odio
di massa dei tedeschi nei confronti degli assurdi trattati di “pace”, fonte delle terribili
condizioni economiche imposte agli sconfitti, ed ideale terreno di coltura dei
formidabili bacilli già impiantati dalle perversioni völkisch sia nella versione
“pubblica” che in quella “esoterica”, come si è mostrato in precedenza.
Ancora: nell'anno 1921, nel momento in cui le truppe Bianche potrebbero sbaragliare
Trockij ed i suoi e troncare sul nascere l'“esperimento socialista nell'Est” (14) le
cospicue forze inglesi di stanza nei pressi di San Pietroburgo ricevono, all'ultimo
istante, l'ordine di “non muoversi”.
Anche qui sono presenti “protagonisti” dello stesso ambiente, fra cui il medesimo
“lord” ed il suo immediato superiore.
Abbiamo poi già detto dei finanziamenti “triangolari” al NSDAP per le campagne
elettorali del 1932-1933; sul versante “bolscevico” sono note la frequenza e le
quantità monetarie con cui Wall Street e la City foraggiarono Lenin e Stalin, talché è
parimenti noto lo sprezzante aforisma del primo circa i capitalisti “pronti a venderci
anche la corda con cui li impiccheremo”.

A questo punto si può tracciare il seguente quadro del modo tipico di agire delle
“logge” e dei loro alleati.
Per essi è fondamentale il controllo. Di cosa? Di ogni istituzione politica che conti
qualcosa - la storia dell'Unità Europea e la farsa dell'euro ne è una prova - e delle élite
economico-finanziarie della City e di Wall Street. ed è di vitale importanza che nei
Consigli di Amministrazione delle principali Investment Banks - e ovviamente nei
Boards of Directors delle grandi istituzioni transnazionali - siedano in permanenza
loro accoliti, affinché l'uso della leva politica e di quella finanziaria sia il più
favorevole alle intenzioni occulte.

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Si badi bene: non è affatto certo che tali elementi siano consapevoli fino in fondo di
questa funzione di servaggio ad enti “non umani”, come non lo sono molti di quelli
che trafficano nei rituali occulti di associazioni, sette e conventicole.
Una delle caratteristiche dei clan che utilizzano metodi di strutturazione gerarchica,
caratterizzati dall'odio per la libera iniziativa individuale - il cui modello rimane da
secoli quello della Societas Jesu - è che gli scopi di fondo del loro agire debbano
essere noti a pochissimi.
L'arte è quella di legare a sé gli inconsapevoli con una rete variegata di interessi, che
spaziano dal campo dell''occulto” al più corposo ambito “profano” di natura
finanziaria od edonistica o politico-mondana.
Stiamo trattando temi che torneranno al centro nell'ultimo capitolo, dedicato al
presente ed al prossimo futuro della “guerra occulta”; tornando a ciò che si è
verificato nel XX Secolo, dobbiamo dire che il gioco “delle marionette” è sfuggito di
mano più volte a quelli che meritano ampiamente il titolo di “apprendisti stregoni” ad
onta della loro potenza e della loro sagacia antiumane.

Così, come già visto, la pretesa “marionetta” centro-europea provocò la più


catastrofica crisi bellica della Storia e si trovò più volte vicina ad una vittoria militare
che forse solo la Provvidenza, intesa nel senso che le è proprio di Sfera Spirituale
della Budhi (15) poté allontanare.
Si rifletta infatti che nonostante gli orrori, le catastrofi interiori ed esteriori, la
progressiva calata nella barbarie iper-tecnologica, il mondo nato con la vittoria alleata
del 1945 è ancora un mondo ove è possibile l'evoluzione micaelita dell'Anima
Cosciente.
Una vittoria hitleriana sarebbe stata, per dirla con Geminello Alvi (16) il trionfo
dell'antistoria. Basta esaminare i piani per il futuro assetto mondiale dopo
l'immancabile vittoria lasciati da Himmler, Goering, Goebbles, Rosenberg, etc.
È interessante notare, come all'interno di quello che sarebbe stato un sistema teso
nella sua totalità all'eliminazione di qualsiasi possibilità di libertà interiore e di
sviluppo spirituale una preoccupazione costante di questi piani sia l'annichilimento
dell'elemento slavo: proprio di quel popolo destinato a essere il Cristoforo della Sesta
Epoca (17).
Si può allora affermare come la vittoria alleata nel Secondo conflitto del secolo abbia
avuto la stessa funzione dell'Arabismo nei confronti dell'impulso antisolare di Jundhi
Shapur (18): essere una sorta di male minore riguardo ad una possibilità di
annichilimento evolutivo che costituiva l'obbiettivo finale del movimento
nazionalsocialista, fatto la cui percezione, sia pure non in questi termini, è
probabilmente alla base della tenacia antihtleriana di un Winston Churchill.

Per quanto invece riguarda il tentativo di usare a guisa di “marionetta” il Bolscevismo


e portare a “compimento” l'esperimento “socialista” (19), qui i patemi dell'Occidente
sono durati fino al 1989, passando per non pochi rischi di guerra termonucleare, oltre
che per decenni di inaudite sofferenze dei popoli esteuropei culminati in una sorta di
graduale “implosione” dei vari regimi comunisti a est della linea Oder-Niesse.

27
Ma le logge ed i clubs sono pieni di risorse e da allora, passata l'ubriacatura per la
“fine del comunismo” e per la “vittoria della libertà” si è tentata la nuova “cura” per
il popolo russo a base di liberismo selvaggio e darwinismo sociale, in vista di una
“democrazia” che, in questo modo non poteva certo vedere la luce: con dollari, mafia
e sesso a pagamento al posto della “rivoluzione proletaria”.
Dopo questa fase, peraltro, sta emergendo una nazione russa rinnovata e più salda,
anche se in modo ambiguo e contraddittorio, che è giunta ad essere, nuovamente, un
pericolo, anche armato, per i dominatori anglofoni e le loro marionette “europidi”.
Questa nuova fase della tragedia continua che ha costituito sino ad oggi la storia dei
popoli slavi è quindi uno dei principali nodi storici che l'umanità si trova ad
affrontare nel XXI Secolo.
La guerra occulta prosegue peraltro, come vedremo nell'ultimo capitolo, a colpi di
“crisi finanziarie” (pilotate), “rivoluzioni colorate”, “difesa della cristianità
dall'Islam”, “esportazione della democrazia” a cannonate, riaccensione della guerra
“antirussa”, rinnovamento dell'ottica nazi-schmittiana dell'”amico-nemico”, fino
all'emergere della “minaccia cinese” con l'inaccettabile tentativo di gettare giù il
dollaro dal “trono”….

NOTE

1) P.Tradowsky, Kaspar Hauser, cit.


2) G.Sereny, In lotta con la Verità, Mondatori, Milano 1997
3) Rudolf Steiner, L'Apocalisse…. cit.
4) Rudolf Steiner, Massime Antroposofiche cit.
5) La Meditazione della Pietra Fondamentale in Rudolf Steiner La Storia alla Luce
dell’Antroposofia, Ed.Antroposofica, Milano 1976
6) Rudolf Steiner, Gnosi e Bolscevismo, in Archivio Storico Riv.Antroposofia III,
1999
7) S.Prokofieff, The East in the Light of the West. Part I Agni Yoga, Temple Lodge,
London 1993, in italiano vedi anche La missione dei Roehrich nella Russia
Comunista in Riv.Antroposofia n. 5/1991
8) Rudolf Steiner, Il Movimento Occulto… cit.
9) R.D.Breitmann, Himmler, il burocrate dello Sterminio, Oscar Mondatori, Milano
1999
10 R.Hillberg, La distruzione degli ebrei europei, Einaudi, Milano 1994
11) Rudolf Steiner L'azione dello Spirito nella Natura, Ed.Antroposofica, Milano
1997
12) R.D.Breitmann, Il Silenzio degli Alleati, Mondatori, Milano 1999
12bis) W.Laquer, Il terribile segreto, Giuntina, Firenze 1985
13 A.Reuveni, In the Name of the New World Order, Temple Lodge, London 1996 ed
anche T.Boardman, Mapping the Millennium, Temple Lodge, London 1998
13bis) ibidem
13c) Quest'ultimo autore gestisce un sito molto ben documentato su una serie di
tematiche www.threeman.org

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13d) Pubblicato su www,coscienzeinrete.net
14) S.O.Prokofieff, The Eastern Europe… cit.
15) S.O.Prokofieff, Il Corso dell'Anno come Via di Iniziazione all'esperienza
dell'Entità del Cristo, Ed. Arcobaleno, Oriago 1996
16) G.Alvi, Dell'Estremo…cit.
17) S.O:Prokofieff, The Eastern Europe… cit.
18) Rudolf Steiner, L'Apocalisse… cit.
19) S.O.Prokofieff, The Eastern… cit.
20) A.Reuveni, In the Name…. cit.

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CAPITOLO IV
RUDOLF STEINER ED IL NAZIONALSOCIALISMO

Sul Numero di Aprile 2000 della rivista tedesca Info 3, di ispirazione antroposofica,
si può leggere un articolo intitolato: “Rudolf Steiner riconosciuto (corsivo nostro)
quale oppositore di nazionalismo e antisemitismo (1).
Questa “patente”, ovvia per chi abbia anche un minimo di dimestichezza con l'opera
di Steiner, è giunta dopo un minuzioso esame sulle circa 80 mila pagine della
produzione scritta e delle conferenze e deve la sua origine ai “timori” di alcune
famiglie olandesi, i cui rampolli sono alunni delle Waldorf, circa la fondatezza di
ricorrenti quanto fantasiose “accuse di razzismo” nei confronti di Steiner e della sua
pedagogia.
Questo episodio, grottesco quanto si vuole ma indicativo di certa pruderie, politica
più che culturale che imperversa in Europa non da oggi, è peraltro utile come
introduzione sui rapporti fra Steiner e l'ambiente della destra tedesca nel XX Secolo.
Già alla fine del XIX Secolo, da direttore del Magazin für Literatur colui che, molti
anni dopo, sarebbe stato autorevolmente definito “Il Maestro dei Nuovi Tempi” (2),
aveva preso sovente posizione contro gli ambienti nazionalisti ed antisemiti,
specialmente in riferimento all'affaire Dreyfuss (3).
L'autore della Filosofia della Libertà (4) non poteva che provare ribrezzo di fronte a
concezioni filosofiche e culturali che, in ultima analisi considerano il nucleo
spirituale individuale umano una sorta di epifenomeno della psiche collettiva o
“razziale”, come tale irrimediabilmente determinato da esse.
Questa antinomia di fondo che esiste fra l'Antroposofia e la Weltanschauung völkisch
è, mutatis mutandis, la stessa che si trova fra l'opera steineriana e lo scientismo o fra
di essa ed il bolscevismo.
Esiste anche una profonda antinomia fra la concezione steineriana dell'Io quale
elemento spirituale e quella cattolica, che vede l'essere umano limitato alla sfera
corporea ed a quella animica, la quale avrebbe “qualità spirituali” e nulla più (4b), in
spregio della triarticolazione dell'essere umano (Spirito, Anima, Corpo) evidenziata,
ad esempio da un Paolo di Tarso.
Il tratto distintivo di tutte le concezioni che hanno catastroficamente determinato gli
eventi del secolo quindi l'assoluto disprezzo per questo nucleo individuale dell'uomo
- dichiarato di fatto come “non esistente” - che l'Antroposofia, viceversa, indica come
eterno fulcro e cardine dell'agire umano anche sul piano storico.
Dall'atteggiamento di Rudolf Steiner in merito alle questioni politiche della sua
giovinezza e maturità taluni osservatori superficiali hanno finito con l'“arruolare”
Steiner nel campo cosiddetto “democratico-liberale” (5), atto apparentemente
giustificato, ma assolutamente limitativo, soprattutto se si pensa a quanto stiamo per
dire sui tentativi steineriani di portare all'umanità la Triarticolazione dell'organismo
sociale, che è una via irriducibile al consueto panorama politico contemporaneo.

Il punto di partenza per il tentativo di Steiner in merito alla Triarticolazione è nei due
Memoranda del 1917 (6).

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In precedenza Steiner aveva dedicato non poche conferenze (7) a tratteggiare le
funzioni storico-spirituali di Occidente anglofono, Europa Centrale ed Oriente
eurasiatico: tali idee vengono poi sintetizzate nei Memoranda, ed aveva
dolorosamente sottolineato come il fallimento dei tentativi, esperiti fra l'autunno e
l'inverno 1916 di una pace “senza vincitori e vinti” (l'unica possibile…), frustrato
dall'azione della Massoneria anglo-francese ed americana e dall'azione di esse sopra i
governi dell'intesa, lasciasse poche vie d'uscita all'Europa (7b).
Fra l'altro il 4 Dicembre 1916 Steiner aveva affermato profeticamente: “…non c'è
bisogni di essere un esperto di scienze occulte per sapere che quando questa guerra
europea, in un modo o nell'altro sarà finita, passerà un esiguo numero di anni e una
guerra molto più rabbiosa, molto più devastante farà tremare il mondo anche al di
fuori dell'Europa…”(7c).
Nel primo dei due documenti citati Steiner presenta le sue concezioni intorno ad una
“geo-politica di tutta l'umanità” e di come la Mitteleuropa possa sperare di riprendere
un ruolo attivo dopo una Prima Guerra Mondiale che Steiner riteneva già allora, due
anni prima delle nefandezze del Trattato di Versailles, catastrofica per il futuro
d'Europa.
Egli si fa allora portavoce dell'idea di Triarticolazione dell'organismo sociale, sui cui
contenuti puntuali rimandiamo alla lettura dei Memoranda e della successiva
letteratura di cui si dirà.
Tale idea avrebbe dovuto servire da base per i futuri negoziati di pace.
Steiner si muove senza indugio: lo fa tramite i fratelli Polzer-Hoditz, di cui - Arthur -
era capo della segreteria privata dell'Imperatore Carlo d'Asburgo e l'altro - Ludwig -
un discepolo esoterico della Scienza dello Spirito, intimo del Dottore stesso.
Il 22 Novembre 1917 Carlo affida il Memorandum, ricevuto dalle mani di Arthur
Polzer-Hoditz al Primo Ministro von Seidler che si guarda bene dall'utilizzarlo.
L'opportunità va così in fumo.
Sul versante tedesco, il 20 gennaio 1918, Rudolf e Marie Steiner incontrano a
Karlsruhe il principe Max von Baden, vicino agli ambienti imperiali cercando -
inutilmente - di aprigli gli occhi sui temi del futuro assetto europeo e pregandolo,
altrettanto inutilmente, di farsi portavoce di tali urgenze presso la Corte.
Successivamente Alfred Meebold, discepolo del Dottore, riesce comunque a far
pervenire il documento al Ministro degli Esteri germanico Kuhlmann in procinto di
partire per la discussione che avrebbe portato all'armistizio tedesco-bolscevico di
Brest Litovsk.
È uno dei momenti topici del secolo: se la Germania avesse aderito all'idea di
cominciare a sperimentare la Tripartizione nei territori ucraini, polacchi e baltici che
Lenin e Trockij si apprestavano a consegnare al Reich tedesco, invece di gestire le
trattative per l'armistizio secondo le viete tradizioni nazionalistiche e militaristiche,
sarebbe potuta iniziare una svolta che avrebbe potuto stornare dalla testa dell'Europa
le successive catastrofi o, quanto meno, attenuarne la virulenza.
Tutto ciò poteva avvenire in omaggio al principio in base al quale è possibile variare
la “forma” di una determinata “materia” karmica, secondo il quantum di libera
spiritualità presente sulla Terra (8).

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Ma Kuhlmann, così come prima di lui era accaduto con von Seidler e Max von Baden
non ebbe il coraggio di intraprendere il passo, facendo prevalere la linea “dura” di
personaggi come Ludendorff ed Hindenburg, la cui funesta influenza sarebbe stata in
seguito non piccola concausa nell'avvento di Hitler al potere.

Si veda dunque come vi siano stati in questo secolo dei singoli individui ai quali, per
brevi momenti, il Karma ha consegnato la possibilità di indirizzare gli eventi storici
verso esiti meno catastrofici e distruttivi di quelli successivamente registrati.
Dal fallimento delle operazioni “di vertice” in merito alla possibilità di introdurre i
concetti della Triarticolazione nella vita politico-sociale prima della catastrofe del
Trattato di Versailles Rudolf Steiner inizia, nel 1919, ad operare per così dire dalla
“base”, allo scopo di diffondere le sue idee direttamente nell'ambito sociale.
Nel mezzo di un'attività che rapidamente si fa frenetica nasce così il volume I punti
essenziali della questione sociale (9) che, nel solo biennio 1919-1920, avrà molteplici
edizioni, non solo in tedesco, e segnerà l'ingresso clamoroso dell'Antroposofia
nell'agone politico-sociale del tempo.
Steiner inizia così un periodo di attività, umanamente incredibile per quantità e
qualità (inverosimile la giudicherà un dichiarato - anche se incostante nel suo
criticismo - avversario come Juluis Evola nel pamphlet critico Maschera e Volto dello
Spiritualismo contemporaneo) che andrà sempre più incrementandosi, finendo con l'
abbracciare praticamente tutti i campi dello scibile umano.
Al centro di tale dispiegarsi di immani energie rimane tuttavia la preoccupazione per
il deterioramento della vita sociale europea.
Al suo occhio di veggente il quadro del sempre più numeroso aggirarsi di entità
oscure dentro e fuori l'anima umana rende impellente lo stabilirsi di una struttura
sociale risanata che possa creare il terreno per una vita spirituale cristico-micaelita in
grado di combattere l'infezione luciferico-ahrimanica in atto.
In questo sta, per Steiner, come detto anche in precedenza, un aspetto fondamentale
di quella che si suole indicare come guerra occulta.
È noto come anche gli sforzi per la creazione di un vasto movimento di opinione
pubblica a favore della Triartcolazione siano stati frustrati: da quegli sforzi, peraltro,
è nato uno dei frutti più importanti e fecondi, specie al giorno d'oggi,
dell'insegnamento del Dottor Steiner: la pedagogia della Scuola Waldorf.
Va anche detto che ogni singolo evento storico successivo ha dimostrato l'urgenza che
i nostri tempi si aprano a quanto elaborato in quegli anni da Rudolf Steiner, come
intuì Adriano Olivetti, il cui tentativo comunitario nell'Italia postbellica rimane a
testimoniare come le anime più sensibili del tempo siano state consapevoli di questo
assunto. (9b).

È quindi in questi tormentati anni del primo dopoguerra che Steiner e l'Antroposofia
entrano in rotta di collisione col mondo völkisch-protonazista che perseguiva
pubblicamente scopi opposti a quelli della Scienza dello Spirito antroposofica.

32
Avendo già delineato il conflitto esistente fra Steiner ed il radicalismo di destra
austrotedesco prenazista, dobbiamo ora entrare nel merito del vero e proprio rapporto
fra Antroposofia e Nazionalsocialismo.

Anzitutto i fatti e le testimonianze accertate.


Nella sua biografia del Dottor Steiner, Simone Rihouet-Coroze ricorda come di fronte
all'immagine di una swastika - non è chiaro se in un icona del NSDAP o di altro
sodalizio dello stesso milieu - egli si sia fatto assai serio parlando di essa come di un
“simbolo che agisce” e soprattutto riferendosi al fatto che i suoi utilizzatori
“sapevano benissimo quel che facevano”(10).
Pochi giorni dopo - siamo nel 1920 - espresse il timore di una Germania prossimo
regno dell'assassinio (11).
Nello stesso periodo, il 15.3.1921, Adolf Hitler definisce sul “Völkische Beobachter”
l'insegnamento di Steiner come una “pappa giudea per sconvolgere la testa dei buoni
tedeschi”.
Ci sembra poter dire quindi che l'occhio dell'Iniziato solare sin dall'inizio fosse
consapevole della carica distruttiva degli ambienti occultistico-politici che stavano
facendo da terreno di coltura per la sopravveniente “peste bruna” e che, nello tempo,
il futuro Führer avesse chiara la visione di Steiner come un avversario.
È sarà lo stesso Steiner ad evitare per poco, nel Maggio 1922, di rimanere vittima del
preconizzato regno del delitto: è noto anche che le liste dei nemici da eliminare
rinvenuti nei covi della Thule mostravano il nome di Steiner insieme a quelli di
esponenti politici, sindacalisti, ufficiali ecc.
L'attentato thulista-nazista di Monaco metterà comunque fine ai suoi viaggi in questa
città: ci sembra uno dei fatti più eclatanti per mostrare come l'affermazione di Lucien
Pauwels (12), secondo il quale Steiner sarebbe stato il primo nemico dei nazisti, al di
là del contesto ambiguo e raffazzonato in cui è stata fatta, e dei clamorosi errori di
date contenuti nel testo in parola sia, in se stessa, ben fondata.
Se arriviamo poi al settembre 1924, nell'ultimissimo periodo dell'attività oratoria di
Rudolf Steiner, che avrebbe abbandonato il piano fisico di lì a sei mesi, ci imbattiamo
in uno dei punti chiave per comprendere il senso storico degli avvenimenti del secolo
soprattutto in relazione alla natura del nazionalsocialismo.
Si tratta della profezia apocalittica - la cui diffusione era riservata fino a pochi anni fa
ai membri della Christengemeinschaft - in cui con estrema crudezza e potenza
immaginativa il Dottore, insieme ad altre cose che riguardano l'Impulso di Jundhi
Shapur e la fine del millennio annuncia il 1933 come l'anno dell'inizio della Parusia
Eterica del Cristo ma anche dell'“emergere della Bestia a Due Corna”(13).
La precisione e la determinazione con cui egli configura questa data è, senza dubbio,
uno dei fatti più impressionanti nel vastissimo panorama del suo magistero iniziatico
Connettendo questo dato con quanto detto in precedenza, relativamente alle
enunciazioni degli anni '19-'20 e, soprattutto, al tema più generale delle indifferibili
riforme sociali contenute nell'idea della Triarticolazione, si rafforza il quadro di
opposizione totale fra Antroposofia e Nazionalsocialismo, in tema di radici spirituali,
di moventi culturali, di prassi sociale.

33
È allora quasi superfluo chiedersi se sia vera o meno la responsabilità nazista (vedi le
“profezie di Ebertin”) nell'incendio del Goetheanum…
Di fatto l'incendiario fu sobillato dalle allucinate prediche del locale parroco,
(teleguidato da Roma) che, peraltro, usava condire i suoi sermoni con tutti i temi cari
al radicalismo di destra tedesco in tema di “complotto giudaico” e simili ossessioni
psicopatologiche, offrendo così un esempio molto preciso della collusione fra
gesuitismo (di cui abbiamo parlato nel nostro Chi ha avvelenato Rudolf Steiner?) e
nazionalsocialismo emergente. Collusione occulta ma sostanziale nei contenuti di
“pensiero”.

Tutt'altro che superfluo è viceversa approfondire il tema del rovesciamento occulto di


pratiche spirituali al servizio della fascinazione che Hitler andò ad esercitare sulle
masse, cui abbiamo accennato parlando di Euritmia rovesciata, in merito all'uso di
taluni movimenti delle braccia tipici della quotidianità hitleriana.
Si rifletta, infatti, su che cosa rappresenti l'Euritmia, quale “Arte del Movimento”, dal
punto di vista dei nessi fra Mondo Spirituale e dimensione terrena.
Le figurazioni euritmiche, quale Parola visibile, trasfondono forze cosmiche di
Volontà - provenienti dalla sfera della Prima Gerarchia - negli arti dell'uomo; come
tale l'Arte del Movimento è un prezioso dono di Magia Solare (“strappato ad
Ahrimane”, ebbe a dire Rudolf Steiner) il cui uso consapevole richiede la massima
dedizione dell'operatore, specie se insegnante.
Nella gestualità introdotta da Hitler, se è vero quanto abbiamo detto in merito al
rovesciamento, vedremo allora un attacco occulto diretto verso la più profonda sfera
della volontà umana, che, secondo la Scienza Spirituale si identifica parzialmente con
la zona degli arti.
Va inoltre aggiunto un ulteriore tassello, relativo a quanto detto da Rudolf Steiner
(13bis) sul nesso fra pulsioni sessuali - come tali localizzabili nella stessa sfera della
volontà - e pulsioni nazionaliste, che nel nazionalsocialismo raggiunsero il loro acme:
abbiamo allora un quadro immaginativo che vede il “dialogo” fra Führer e masse
quale formidabile momento di polarizzazione e scatenamento di forze inconsce di
natura assai profonda.
Prima di esaminare ulteriormente questo tema del rapporto fra Führer e Volk, va
affrontato il più generale interrogativo riferito non solo ad Adolf Hitler, ma
estendibile a tutta la cerchia di vertice nazionalsocialista su quanto fosse consapevole
il generale rovesciamento di valori spirituali che caratterizzò il nazionalsocialismo.
Possiamo affermare - vista la dichiarazione di Rudolf Steiner sulla consapevolezza di
chi introduceva in Europa Centrale il culto della swastika, che almeno alcuni dei
“burattinai” - e qui ritorniamo al misterioso Heilscher - sapessero quel che stavano
facendo.
Va peraltro ricordato come, nel suo complesso la realtà appare assai variegata
essendo non pochi dei gerarchi nazisti del tutto ignari di occultismo: fra di loro
personaggi di primissimo piano come Goebbels e Goering.

34
Vi furono allora, da un lato le anime naturalmente nere vale a dire coloro i quali, pur
senza un particolare addestramento occulto, servirono fino in fondo le direttive del
Regno del delitto preconizzato da Rudolf Steiner.
Il prototipo di questo tipo di criminale fu senza dubbio Reinhard Heydrich, il brillante
ufficiale di marina che che, divenuto capo dei Servizi di Sicurezza del Reich, prima di
essere ucciso dalla Resistenza ceka nel Maggio 1942, (ma sembra che alla sua morte
in ospedale a Praga, viste le ferite non gravissime, non siano state estranee mani
“amiche” viste le lotte di potere assai virulente che si svolgevano fra i capi
dell'Ordine Nero, del NSDAP, delle Forze Armate e dell'Amministrazione Civile del
Terzo Reich) preparò, su esplicito incarico di Goering ed Himmler le fasi
organizzative dello sterminio ebraico, convocando, fra l'altro, la conferenza di
Wannsee (14).
Va anche ricordato che il massacro di oltre due milioni di ebrei polacchi avvenuto fra
il Gennaio 1942 ed il Settembre 1943 nei campi della morte di Belzec, Sobibor e
Treblinka, fu codificato dai nazisti come Aktion Reinhard probabilmente per
“onorarne la memoria” (15).
Si può ricordare la variante sadico-furiosa di questo tipo di personaggi, che troviamo
soprattutto fra i gradi medio-alti dell'organizzazione nazista, di cui prototipi possono
essere considerati il triestino Odilo Globocnik, comandante SS del distretto di
Lublino, da cui dipendevano i campi della morte o l'austriaco Christian (!!) Wirth,
che fu il principale organizzatore degli assassini in questi campi.
Egli, come altri, fra cui Franz Stangl, che poi divenne comandante di Treblinka,
aveva fatto “esperienza” nel programma eutanasia (denominato prima “T4” poi
“14f13”) che liquidò, nel territorio del Reich, con una morte pietosa - definizione di
pugno di Hitler in persona - circa 75 mila cosiddetti incurabili nel 1939-41 (16).

L'altro lato è quello di coloro che, in qualche modo, avevano piena consapevolezza di
quanto si andava preparando e spingevano per la sua realizzazione.
Fra di essi si può parlare dei già citati Dieter Eckhart e Friderich Hielscher, di Rudolf
Glauer, sedicente “Von Sebottendorff”, di Karl Haushofer.
Si tratta, a parte Glauer ed in una certa misura Eckhart, di figure sostanzialmente
sfuggenti, anche se di Haushofer e delle sue frequentazioni con ambienti facenti capo
a circoli esoterici estremo-orientali (Haushofer visse per molti anni in Giappone) se
ne sa abbastanza per comprendere la dolorosa invettiva poetica del figlio Albrecht.,
da noi citata in precedenza.
Un altro personaggio che potrebbe avere avuto una funzione simile di “burattinaio
occulto” è il guru di Heinrich Himmler, Karl Maria Willigut (1866-1946), anche se
l'evidente instabilità psichica di cui diede spesso prova lo potrebbe forse meglio
classificare fra i servitori semicoscienti (17).
Ancora più oscure, almeno per ora, restano però le identità personali di coloro che,
dietro le ombre di logge massoniche, stanze cardinalizie o comunque
“ecclesiastiche”, istituzioni bancarie e finanziarie, banchi di governi ecc., facendosi
diretti canali delle potenze oscure dell'Ostacolo, prepararono, innaffiarono ed
alimentarono il terreno di cultura per la maligna malattia nazionalsocialista, creata

35
per i peggiori scopi concepibili, fra cui quello del tentativo di assassinio delle forze
dell'Anima Cosciente nell'evoluzione umana è il principale.

Risulta dunque da questa breve disamina che il flusso di forze che sconvolse la
Mitteleuropa ed il mondo dopo il 1933 viveva nella maggior parte dei casi nella sfera
semicosciente od incosciente delle anime, quella che la Scienza Spirituale definisce
“zona ritmico-metabolica” (17 bis).

Possiamo allora ritornare ad esaminare l'influenza che Hitler esercitava dal palco su
tale sfera, sia “dal vivo”, che tramite radio o cinema.
Essa appare legata principalmente a due fattori: uno più o meno cosciente era
connesso ai contenuti che le masse ricevevano, tipici della mentalità völkisch: la
rinascita tedesca, la favola della “pugnalata alla schiena” come causa della sconfitta
bellica, l'iniquità - questa tutt'altro che inventata - del Diktat di Versailles, la teoria
sociopatica del complotto “giudaico” come fonte di ogni male, la necessità del
Lebensraum, l'esaltazione del “sangue” e della “bellezza” ariane, la rivendicazione
delle radici “popolari” del nazionalsocialismo, la mitizzazione di ogni sorta di “gloria
ancestrale” ecc.
Il secondo fattore, assai più nascosto, era, come detto, legato alla sua gestualità, al
timbro di voce agli sguardi.
Lo scopo, come già detto sopra, era l'azione occulta sulla sfera della volontà del
pubblico, in modo da permettere l'ingresso di flussi di odio e violenza in grado di
sedimentare suggestivamente per esplodere al momento opportuno.
Particolare rilievo in questo frangente assume la testimonianza di un personaggio, di
cui tutto si può dire, fuorché che sia stato un'antinazista.
Si tratta di Julius Evola che, in un contesto tipico dell'estrema destra - che è quello di
tentare di negare l'esistenza di influssi occulti nel nazionalsocialismo - finisce sia col
sottolinearli, sia con l'offrire prezioso materiale al nostro discorso.
Ecco le sue dichiarazioni, frutto, si noti, di testimonianza oculare (18) e che, tra l'altro
denotano, da parte sua, una rimarchevole onestà intellettuale: “… egli si presenta
sotto più di un riguardo come un invasato (corsivo nostro)…proprio quando egli
fanatizzava le folle dava l'impressione che un'altra forza lo trasportasse
possedendolo come un medium eccezionalmente dotato. Chi ha udito Hitler parlare di
fronte a folle deliranti non può non aver avuto questa impressione…”.
Evola quindi coglie lucidamente anche l'aspetto medianico del Führer, vale a dire il
suo farsi tramite delle influenze nere che la sua gestualità trasmetteva alla folla, dopo
averle galvanizzate e potenziate,
D'altra parte, tuttavia, quando si parla di Hitler come “galvanizzatore” del radicalismo
di destra va sottolineata anche l'altra faccia del problema e cioè che i veleni suscitati
da Hitler, o da chi lo dirigeva, non nacquero certo con lui.
Essi erano già presenti nell' anima di popolo tedesca - privata della connessione col
proprio Arcangelo - (19) ed erano pronti ad esplodere quando il karma dell'Europa,
mostrandosi nell'ineluttabilità del suo aspetto peggiore lo avrebbe permesso.

36
Secondo la Scienza dello Spirito il problema della connessione o ri-connessione dei
singoli popoli con il proprio Arcangelo dirigente è uno dei problemi centrali
nell'indagine dell'aspetto interiore del divenire storico e coinvolge sia il piano delle
comunità spirituali che coscientemente dovrebbero curare questo nesso, sia quello
dell'atmosfera psichica collettiva che regna in un determinato territorio.
È evidente che, nell'Europa Centrale degli anni '20-30 e poi nel corso della Seconda
Guerra Mondiale sia avvenuto, nell'ambito animico-spirituale, non solo un distacco
ma addirittura un sovvertimento: questo ad esempio spiegherebbe il fenomeno dei
“cittadini qualunque”, quindi non fanatiche SS, che andarono ad ingrossare i
“battaglioni mobili di massacro” (20) i quali trucidarono oltre un milione di civili,
quasi tutti ebrei, nell'Est Europeo ed in Unione Sovietica negli anni 1941-1943.
È rimarchevole il fatto che, secondo le testimonianze raccolte nel dopoguerra fra i
reduci di tali organizzazioni (sia Einsatzgruppen che Battaglioni di Polizia) molti di
essi asserirono di aver agito in uno stato di coscienza offuscato, sovente grazie all'uso
di bevande alcoliche (21).
Per tutta la durata del regime hitleriano dunque si può dire che ci fu un uso costante
di strumenti, palesi ed occulti, attraverso i quali si tentò di azzerare la capacità
autocosciente del popolo tedesco; la percezione di ciò risulta fra l'altro nettamente nei
documenti di quei pochi coraggiosi che costituirono la Resistenza tedesca, in special
modo la Rosa Bianca dei fratelli Scholl ed il Circolo di Kreisau di Helmuth J.Von
Moltke.
Di quest'ultimo - discendente di quel Von Moltke che fu intimo discepolo di Steiner
nonché personaggio tragicamente centrale nelle vicende del 1914 - va ricordato che
fu messo a morte nel Gennaio 1945, pur non essendo emersa a suo carico alcuna
responsabilità in merito alla congiura anti-hitleriana del 20 Luglio 1944.
A tale proposito è significativo il fatto che Il giudice Freisler (“il nostro Viszhinskji”
come lo chiamava Hitler, ammiratore dei metodi staliniani di “amministrazione della
giustizia”), ignobile capo del Tribunale Speciale, uno dei partecipanti alla ricordata
conferenza del Wannsee - che da lì ad un mese sarebbe morto sotto le bombe alleate -
lo condannasse esplicitamente per aver commesso il reato di pensare con la propria
testa in un paese ove questo era contro ogni regola, in quanto solo Uno aveva tale
incarico (22).

Ritornando a Rudolf Steiner possiamo quindi dire che egli abbia tentato ogni mezzo
possibile, spiritualmente e socialmente parlando, per deviare l'immensità delle
catastrofi che si stavano per abbattere sull'Europa e sul mondo.
Di ciò abbiamo parlato, con una certa ampiezza, nel nostro lavoro Chi ha avvelenato
Rudolf Steiner?
Dopo la sua dipartita, emerge anche una particolare missione biografica, relativa ad
un personaggio dell'entourage più intimo del Dottore.
Ci riferiamo ad una figura-chiave dei successivi rapporti storici ed esoterici fra
Antroposofia e Nazionalsocialismo: Walter Johannes Stein.
Stein (1891-1957) fu intimo e fedele discepolo del Dottore sin dalla Prima Guerra
Mondiale, ove, giovanissimo ufficiale sul fronte russo, era stato protagonista di un

37
evento interiore che gli aveva fatto comprendere quanto intenso fosse il suo legame
con il Maestro (24).
In seguito a questo, ed altri eventi di natura iniziatica, era divenuto stretto
collaboratore di Steiner anche sul piano pratico, come insegnante presso la Scuola
Waldorf di Stoccarda.
La sua è una figura di capitale importanza nella storia del movimento antroposofico,
in primo luogo sul piano strettamente interiore, in quanto seppe connettere la ricerca
filosofica, basata sull'elaborazione della gnoseologia steineriana e del pensiero
morfologico goethiano, con la prassi spirituale-operativa vera e propria, secondo un
tracciato solare che è stato proprio di rari continuatori dell'opera del Dottore.
In più egli era animato, come innato retaggio karmico, da un forte spirito
cavalleresco, inteso nel senso migliore del termine; vale a dire di colui che, quando
necessario, sia capace di impegnarsi a fondo anche sul piano fisico, secondo un
retaggio che, passando attraverso la tradizione templare-arturiana risale fino alla luce
precristiana della Bhagavad-Gita.
Il problema di fondo, nel collegarci con la sua figura storica, è dato sia dalla scarsità
di elementi documentali sulla sua attività dopo il 1935, sia dall'“interposizione” di un
personaggio estremamente controverso e del suo ambiguo libro: intendiamo Trevor
Ravenscroft e The Spear of Destiny di cui parleremo diffusamente nel VI Capitolo.
La questione è complicata ulteriormente dalla scarsità della produzione bibliografica
di W.J.Stein (25), che agì molto di più come conferenziere che come scrittore, dal suo
essere stato protagonista, suo malgrado, degli “strappi” interni alla Società
Antroposofica verificatisi dopo la morte di Rudolf Steiner, e dal fatto che una fine
improvvisa e prematura lo colse, nella sua nuova patria britannica, nel momento in
cui stava scrivendo un'autobiografia che avrebbe probabilmente chiarito alcuni
passaggi-chiave della sua avventurosa esistenza al servizio dello Spirito (25b).
L'ipotesi che ci sentiamo comunque di fare è questa: conoscendo a fondo la natura
templare di W.J.Stein e avendo chiaramente percepito la qualità dell'attacco che stava
per essere scatenato contro l'evoluzione umana Rudolf Steiner potrebbe avergli
affidato un compito assai particolare: collegare, per quanto possibile, il movimento
spirituale mitteleuropeo con la parte migliore del mondo anglofono, in funzione della
salvezza dell'Europa nei confronti della veniente tempesta nazionalsocialista, con
un'azione di fatto opposta a quella che avrebbe tentato nel 1941 Rudolf Hess.
Questo spiegherebbe una serie di passi della biografia di Walter Johannes Stein.
Espulso, grazie all'operazione-Steffen (25c) nel 1935 dalla Società Antroposofica
insieme ad una serie di figure-chiave come Ita Wegman, collaboratrice numero uno di
Rudolf Steiner in campo medico ed autentica esoterista, Eugen Kolisko, amico
fraterno di Stein e ricercatore di primissimo piano, Zeylmans Van Emmichoven,
personaggio di grande livello spirituale, pioniere dell'Antroposofia olandese e
maestro di Bernard Lievegood, Ehrenfried Pfeiffer, lucidissimo sperimentatore delle
nuove tecniche steineriane in materia di biodinamica e cristallizzazioni, Karl Konig,
padre delle Comunità Camphill sulla cura degli handicappati e tanti altri, in uno dei
momenti più criticamente dolorosi della storia della Società - di cui tratteremo ancora
nel V Capitolo - si autoesiliò in Inghilterra.

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Non sappiamo se, come afferma Ravenscroft, egli fosse finito nella lista nera di
Himmler e della Gestapo, ma a partire dal 1933, Stein lavorò incessantemente anche
sul piano politico-sociale, insieme al noto antroposofo inglese D.N. Dunlop, per
creare le premesse per la costituzione di un'Europa transnazionale, in grado di evitare
la spirale maledetta in cui la stava precipitando l'insieme delle forze antispirituali,
anglofone, nazionalsocialiste e bolsceviche.
Furono raggiunti risultati promettenti ed importanti, soprattutto in Belgio e Gran
Bretagna; poi gli eventi precipitarono e ritroviamo Stein a Londra sicuramente come
consigliere di Churchill quale esperto dell'“occult background of Nazi
movement” (26).
Anche qui ci imbattiamo con le indefinibili affermazioni di Ravenscroft che ne fa,
negli anni di guerra, una sorta di 007 - trafugatore di codici nazisti - ma, anche
restando con i piedi incollati a terra ce ne è abbastanza per capire come forse Rudolf
Steiner, tramite Walter Johannes Stein, abbia trovato il modo di aiutare l'Europa ed il
mondo ad evitare di cadere nel pozzo senza fondo dell'antistoria hitleriana.

NOTE

1) Info3 n. 2000/4
2) M.Scaligero, “Dallo Yoga alla Rosacroce” (Perseo, Roma 1972)
3) Articoli del Magazin für Literatur in O.O.31
4) Edito da Ed. Antroposofica, Milano 1992
4b) Come stabilito dall'XI Canone dell'VIII Concilio Ecumenico di Costantinopoli
5) G.Galli, “Hitler…” cit.
6) Editi da Tilopa, Roma 1991
7) Rudolf Steiner, “Karma of Untruthfulness” 2vol. (Rudolf Steiner Press N.Y.
1988-92). In Italiano alcune conferenze sono nel volume “Riscatto dai
Poteri” (Torino, 2010)
7b) ibidem
7c) ibidem.
8 M.Scaligero, “Reincarnazione e Karma” (Mediterranee, Roma 1993)
9) Edito da Editrice Antroposofica, Milano 1992
10) S.Rihouet-Coroze, “Rudolf Steiner” cit.
11) ibidem
12) L.Pauwels & J.Bergier, “Il Mattino dei Maghi” (Mondadori, Milano 1969)
13) Rudolf Steiner, “L'Apocalisse…” cit
13bis) Cit in S.Usher, vedi nota 22.
14) K.Patzold & E:Schwarz, “Ordine del giorno; sterminio degli Ebrei” (Bollati
Boringhieri Milano 2000)
15) G.Sereny, “In quelle tenebre” (Adelphi, Milano 1979) e R.Hillberg “La
Distruzione…” cit.
16) ibidem

39
17) N.Goodrick Clarke, “The occult…” cit.
17bis) Rudolf Steiner, “Scienza dello Spirito e medicina” (Ed.Antroposofica, Milano
1996) o anche “Enigmi dell'Anima” (Ed.Antroposofica, Milano 1986)
18) J.Evola, “Hitler e le società segrete” ne Il Conciliatore 15.9.1971
19) S.O.Prokofieff, “The Eastern…” cit:
20) D.J.Goldenhagen, “I volenterosi carnefici di Hitler” (Mondadori Milano 1998)
21) ibidem
22) S.Usher, “Helmuth James Von Moltke & The Tragedy of 20th Century”
www.anth.org/socialthreefolding/usher3.htm
2 3 ) S . O . P r o k o f i e ff , “ R u d o l f S t e i n e r e l a F o n d a z i o n e d e i N u o v i
Misteri” (Ed.Arcobaleno, Oriago 1991)
24. J.Tautz, “Walter J.Stein…” cit
25) Dopo la dissertazione di laurea, rivolta all'analisi critica del soggettivismo in
filosofia, secondo i presupposti gnoseologici steineriani, non disponibile in traduzioni
inglesi o italiane Stein scrisse “The Ninth Century” (Temple Lodge Press, London
1992) Oltre a diversi articoli, tratti da conferenze tenute in Inghilterra, relative
soprattutto ad argomenti di storia britannica secondo l'ottica scientifico-spirituale.
25b) Attualmente sono in corso ricerche documentali da parte dell'antroposofo
elvetico Thomas H.Meyer (www.perseus.ch)
26) J.Tautz, “Walter…” cit

40
CAPITOLO V
TECNICHE DELL'OSTACOLO, HITLER AL POTERE E LA SOCIETÀ
ANTROPOSOFICA

In base a quanto detto finora si può con sicurezza sostenere che la morte prematura di
Rudolf Steiner è stata una delle grandi tragedie del secolo.
Come afferma J.B.Aharon (1) il Dottor Steiner stava probabilmente disponendo le
cose in modo che nel 1933 la struttura, esoterica ed exoterica, della Società
Antroposofica fosse pienamente realizzata e, quindi, capace di ottemperare ai suoi
enormi compiti spirituali e sociali.
Purtroppo la sua assenza dal piano fisico non poté che essere una traumatica
interruzione in questo percorso, le cui conseguenze sono vive e presenti a tutt'oggi.
Gli effetti della dipartita dell'elemento centrale della Società, cui abbiano dedicato
alcune pagine nel ns. già citato volume biografico su Rudolf Steiner si mostrarono
immediatamente nell'atteggiamento ambiguo di Albert Steffen, che provocò di fatto la
lite che oppose Ita Wegman e Marie Steiner per decidere chi delle due dovesse
portare l'urna contenente le ceneri del Dottore (2). Fra l'altro la lite sembra sia stata
fomentata da un terzo personaggio presente, Günther Wachsmuth, e quindi appare
una prefigurazione del futuro che attendeva la Società, che sarebbe stata dilaniata
dalle presenza di ben tre correnti in lotta fratricida, lotta peraltro “sapientemente”
orchestrata dall'elemento maschile che deteneva la Presidenza.
Erano passate poche ore dalla morte di Steiner e quella lite non fu che l'inizio di una
serie di eventi traumatici che avrebbero fra l'altro visto, nel 1935, l'espulsione da
Dornach di un folto gruppo di personalità di cui abbiamo già dato qualche nome.
In tutti i conflitti che da allora hanno angustiato la vita del movimento antroposofico
e della Società va peraltro identificato l'elemento storico-spirituale, onde tentare di
chiarirne il senso.
Consideriamo in primo luogo che nel movimento creato da Rudolf Steiner sono
confluite, in una nuova sintesi, differenti e multiformi correnti spirituali del passato,
cristiane e precristiane, occidentali ed orientali, sovente aduse, nel corso delle loro
manifestazioni trascorse, a combattersi su diversi piani dell'esistenza.
Ora va da sé che le “correnti spirituali” vivono incarnate in particolari e concrete
personalità e che queste personalità si esprimono tramite determinate biografie.
Nella vita di ogni giorno e, a maggior ragione, nel dipanarsi degli eventi all'interno
di una società dedita alla coltivazione dell'esoterismo ed alla sua trasformazione in
frutti concreti agiscono quindi una serie di fattori riconducibili, principalmente, a due
livelli di vicende karmiche, l'uno collettivo, l'altro individuale.
Per cui in ogni momento sorge la possibilità del conflitto e contemporaneamente
nasce l'occasione del suo superamento; ma tale processo di superamento, che talvolta
riguarda il perdonare (3) non è certo semplice o, addirittura, pensabile come gratuito
presupposto.
Di fatto proprio questa difficoltà nella ricomposizione dei conflitti, sia sul piano
interiore che su quello esteriore, ha costituito il limite che ha impedito alle forze

41
risanatrici dell'Antroposofia di fluire nel mondo nella misura richiesta dalla gravità
degli eventi.
Si pensi, ad esempio, come, a fronte di “strappi” iniziatisi come detto in quello stesso
1925 che vide la morte del Dottore, l'Appello alla Riconciliazione mirabilmente
scritto da Marie Steiner (3) porti la data del 1942, o come sia stata siglata solo nel
1969 la “pace” fra il Goetheanum e l'importante movimento antroposofico olandese.
Ciò non toglie nulla al lavoro ammirevole ad ogni livello, sia di pratica interiore che
di impegno esteriore - spesso unificati nell'azione - che tanti antroposofi, conosciuti e
sconosciuti, al di fuori ed al di dentro della Società, seppero portare avanti anche
negli anni tragici che seguirono il 1933, facendo comunque in modo che
l'Antroposofia, come organizzazione, sopravvivesse alla tempesta.

Tempesta che iniziò ad addensarsi il 30 Gennaio 1933 quando Adolf Hitler divenne
Cancelliere del Reich e, pur avendo poco più di un terzo dei deputati del Reichstag,
riuscì legalmente a divenire il padrone unico della Germania, grazie anche al panico
scatenato dall'incendio dello stesso Parlamento (Febbraio 1933), dandosi subito ad
organizzare quello che sarebbe divenuto il Regno del Terrore (4).
Giova soffermarsi su questo momento, in quanto è storicamente stupefacente la
rapidità degli eventi e soprattutto la facilità con cui le forze politiche che, sino a quel
momento, si erano opposte ad Hitler (socialdemocratici e comunisti soprattutto), si
liquefecero letteralmente oppure, come nel caso dei gruppi conservatori o
nazionalisti, fecero a gara per divenirne “alleati”.
Così essi, ben diversamente da come auspicavano, divennero prima succubi, poi
complici dei nazionalsocialisti; esemplare è il capo del cattolico e massone Von
Papen, divenuto docile ministro hitleriano.
Va detto anche come, in questo frangente, particolare benevolenza verso i nazisti,
visti come “crociati antibolscevici”, nella stessa ottica parziale di uno Jung o di uno
Schmitt, fu mostrata dalla Curia e, soprattutto, dal futuro Pontefice Pio XII, figura
complessa e tormentata, non priva di carisma ascetico ma notoriamente filotedesco e
filogesuita.
Ulteriore esempio di insospettabili nessi occulti o puro e semplici errore di
valutazione?
Non vorremmo che tale quesito suonasse ingenuo ma in mancanza di ulteriori
elementi documentali di valutazione ci limitiamo alla sua formulazione, anche se lo
stesso problema storico dell'atteggiamento di Papa Pacelli nei confronti della Shoah
non può che suggerire le ipotesi più inquietanti in merito a questo nesso fra Vaticano
e nazionalsocialismo.

In questo panorama, ricco quanto meno di opportunismi e viltà, prende corpo


l'ipotesi, suggerita da Christopher Lindenberg (5) che la presa di potere hitleriana sia
stata enormemente facilitata dal “vuoto” che i suoi antagonisti esprimevano.
“Vuoto” cui erano ridotte in Germania le vecchie enunciazioni politiche, che nulla di
vivo o meglio, nulla di diversamente potente, seppero opporre alla montante marea
nazionalsocialista.

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“Vuoto” che era, soprattutto, assenza di qualsivoglia spiritualità che gli uni, di
formazione marxista, negavano per principio, e che gli altri, sedicenti “cristiani”,
nella migliore delle ipotesi avevano svuotato di qualsiasi forza e vitalità, dopo
decenni di teologie inquinate da pedestre e riduttivo razionalismo, fino alla
vergognosa adesione del centro cattolico al governo hitlerita.
Tuttavia, per capire fino in fondo gli eventi del 1933, bisogna considerare come,
nonostante l'agitarsi di ogni sorta di “maestro” occulto per supportare il movimento
hitleriano e la trasfusione continua di impulsi di “spiritualità rovesciata” sull'opinione
pubblica tedesca, fino al 1929 il NSDAP non fosse riuscito ad uscire dalla
dimensione di partitino völkisch.
L'evento che avrebbe radicalmente mutato il corso del secolo e dato il la per l'avvento
al potere di Hitler avvenne viceversa al di là dell'Atlantico, e fu il crollo di Wall
Street.
Fra le conseguenze di questo immane crack finanziario che pose fine all'allegro
iperconsumismo USA degli anni del Grande Gatsby (6), figurarono quelle del ritiro
dei capitali occidentali che, fino a quel momento avevano permesso la fragile
sopravvivenza della Repubblica di Weimar.
La Germania precipitò così nel baratro della paranoia sociale e della disoccupazione
di massa: in questo clima i torrenti d'odio vomitati dalle bocche nazionalsocialiste
trovarono nuovo, fertilissimo terreno: ma senza i capitali delle logge, di cui abbiamo
parlato in precedenza, non sarebbe stato possibile al NSDAP organizzare la serie di
faraoniche campagne elettorali del quadriennio 1930-1933 che lo portarono al centro
dell'attenzione politica generale, oltreché ad ottenere il 34% dei seggi del Reichstag.

All'alba del 1933 vediamo così andare tragicamente a collegarsi i seguenti elementi:

1) Un movimento politico di più o meno segreta matrice occultista di segno nero


guidato da un potente medium probabilmente posseduto da elevate entità spirituali di
segno luciferico, ispirate da un Demone ancora più potente, e circondato da una corte
del suo stesso livello.
2) Una generosa messe di capitali di provenienza angloamericana che diviene
decisiva per il successo politico del movimento in questione.
3) Una serie di vetuste formazioni politiche incapaci di reagire e, pur essendo
maggioranza al Reichstag, pronte a consegnare le chiavi del potere al medium, in
omaggio al loro stesso vuoto spirituale ed alla loro totale mancanza di qualsiasi
coraggio politico-sociale
4) Una crisi economico-finanziaria senza precedenti, generata dai formidabili errori
delle classi dirigenti angloamericane asservite al dogma del laissez faire, senza la
quale non sarebbe stato possibile il crollo della Repubblica di Weimar.

Di fatto Adolf Hitler, per rendere assoluto il suo potere ebbe solo bisogno del
“provvidenziale” incendio del Reichstag che gli permise, di fatto, di sospendere la
Costituzione di Weimar.

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Egli si diede così ad organizzare un sistema di governo che, fra le altre cose, unì il
più sfrenato verticismo - tanto che molte decisioni importanti del Führer venivano
comunicate a voce ai suoi immediati sottoposti - alla più complessa organizzazione
burocratico-terroristica immaginabile, in parte modellata sul modello bolscevico, tesa
al totale annichilimento di qualsiasi possibilità di reazione del cittadino comune.
La moltiplicazione di sigle, incarichi e uffici fu anche un mezzo geniale nel suo
genere, di cui il Führer si servì per bilanciare sapientemente i conflitti e le gelosie di
un vertice nazionalsocialista tutt'altro che omogeneo, minato da rivalità, odi e
ripicche malamente velati dall'esteriore sfoggio propagandistico di concordia
artefatta.
Fra l'altro abbiamo già accennato che la cultura occultista era appannaggio solo di
alcuni personaggi dell'entourage hitleriano, primi fra tutti Heinrich Himmler e Rudolf
Hess, ma che era assai lontana da gerarchi quali Goebbels e Goering e dal più
pericoloso compagno di Hitler, quell'Ernst Rohm, creatore e leader delle SA, che di lì
a poco (1934) sarebbe stato trucidato con tutto il suo vertice paramilitare proprio per
aprire la strada alla creazione del superpotere di Himmler e delle sue SS.
Queste ultime divennero ben presto il vero centro cerimoniale-occulto del regime.
Il nome di Ordine Nero si attaglia perfettamente all'organizzazione mistico-guerriera
che le SS ricevettero negli anni immediatamente successivi al 1934.
Il cuore dell'organizzazione SS si venne a costituire nel castello di Wevelsburg, ove si
perfezionarono culti, rituali e simbolismi, oltre alle ferree regole che fanno
assomigliare l'Ordine Nero più ad una versione nazista della Societas Jesu che ad una
reviviscenza degli ordini cavallereschi medievali; è noto come Hitler chiamasse
Himmler “il nostro Loyola”.
Nei progetti di Himmler, fra l'altro, Wevelsburg sarebbe dovuto divenire una
gigantesca versione nazista della Città del Vaticano, di cui l'allucinata sensibilità del
Reichsführer aveva evidentemente colto la essenziale “imperiale” natura luciferico-
ahrimanica, perfettamente congeniale alla struttura del potere nella concezione
nazionalsocialista.
A Wevelsburg si praticarono probabilmente rituali sadici di natura controiniziatica
(7): come tale in linea con il comportamento generalmente disumano messo in mostra
dalle SS sia in pace che in guerra,.
È evidente quindi che la natura degli impulsi che si riversarono nell'Ordine Nero
dovette avere la propria genesi in una vera e propria scuola di spiritualità rovesciata,
di cui il castello himmleriano costituì uno dei centri propulsori.
Fra l'altro Himmler fu il principale responsabile di tutta l'organizzazione della catena
del terrore che ebbe come terminali il sistema concentrazionario (il campo di Dachau
fu inaugurato da Himmler pochi giorni dopo la presa di potere del Führer), divenuto
poi di annientamento e l'onnipotente struttura della Gestapo.
Gli altri terminali del potere, vale a dire la Cancelleria del Reich e la Segreteria del
partito, rimasero nelle mani di Hitler sia direttamente che per interposta persona.
Successivamente fu creato un altro importante centro di potere, cuore di
quell'economia dirigista che avrebbe permesso, in poco tempo, di riassorbire i sei
milioni di disoccupati del 1932, creando un formidabile consenso attorno al regime;

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l'Ufficio del Piano Quadriennale affidato ad Hermann Goering, che non pochi
conflitti avrebbe avuto, in seguito, con l'apparato delle SS, essendo quest'ultimo tutto
teso a realizzare i suoi scopi ideali, (sterminio degli inferiori) in pieno spregio per le
corpose esigenze alimentari (forza lavoro gratuita) della struttura capeggiata da
Hermann Goering.
L'unica organizzazione tedesca che in qualche modo creò seri grattacapi al Führer fu
la Wehrmacht; non per niente gli attentati che per un vero soffio non ne causarono la
morte, compreso quello più noto del 20 Luglio 1944, furono architettati da ufficiali
dell'esercito (8).
A questo proposito desta una potente impressione, circa l'ineluttabilità del verificarsi
di certi compimenti karmici, il considerare l'apparente insignificanza degli eventi che
salvarono, temporaneamente, la vita ad Hitler.
Per citarne solo alcuni: nel 1943 in Russia uno sbalzo di temperatura che blocca
l'innesco di una bomba piazzata sul suo aereo; il 20 Luglio '44 una mano che,
inavvertitamente, sposta la borsa mortale di quei pochi metri necessari a prolungare
di altri otto mesi l'agonia della Germania e dell'Europa Centrale.
O, ancor prima - e la riuscita dell'attentato avrebbe forse evitato la Seconda Guerra
Mondiale - l'improvvisa ed inaspettata deviazione da parte del Führer lungo un
percorso previsto in una cerimonia che negli anni precedenti si era svolta sempre
lungo lo stesso itinerario dove allora (1939) l'attendeva un militare carico di bombe a
mano. Come non ricordare l'altrettanta improvvisa deviazione che il 28 Giugno 1914
portò l'erede al trono degli Asburgo davanti alla pistola di Princip dando inizio con
ciò alla “fine dell'Europa”?
Si può, peraltro, dire che una morte diversa dal suicidio nel bunker di Berlino, nel
mezzo del crollo di ogni cosa, specie se per mani tedesche, avrebbe alimentato
ulteriori leggende postbelliche di tradimenti e pugnalate alla schiena, ma non si può
fare a meno di pensare alle milioni di vite ulteriormente spezzate dal fallimento dei
tardivi tentativi degli ufficiali tedeschi di liberarsi del Mostro.
Abbiamo già detto della sostanziale debolezza di una Resistenza tedesca, a parte i già
ricordati Circolo di Kreisau e Rosa Bianca dei fratelli Scholl.
L'unico serio momento di opposizione collettiva al regime si ebbe viceversa al tempo
della scoperta pubblica delle pratiche di eutanasia (progetti T4 e 14f13), che stavano
eliminando decine di migliaia di cittadini tedeschi, considerati incurabili e meritevoli
di una morte pietosa.
La furente omelia pronunciata dal Vescovo Conte Von Galen a Munster nel 1941, e la
reazione quasi timida del regime, che si affrettò a sospendere le pratiche di morte (i
tecnici sarebbero divenuti il “fulcro” del programma di sterminio di ebrei a mezzo
gas che si stava preparando nei campi della Polonia orientale, noto come Aktion
Reinhard, fanno capire che, probabilmente, il potere nazionalsocialista sarebbe stato
incapace di fronteggiare un movimento contrario di vaste proporzioni o, per lo meno,
avrebbe dovuto ricorrere ad una tale recrudescenza di mezzi coercitivi da minare
irreparabilmente le basi del vasto consenso che viceversa ebbe, per lo meno fino
all'estate 1942 - quando le innegabili difficoltà belliche e i primi bombardamenti

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alleati fecero capire alla popolazione - fino a quel momento complessivamente ignara
dello svolgersi dei fatti, di come realmente stessero andando le cose.

Per quanto riguarda l' Antroposofia, in quanto organizzazione, fu a sua volta messa
all'indice sin dal 1935, l'anno in cui, mentre i nazionalsocialisti emanavano le
famigerati Leggi di Norimberga, passo obbligato verso la tragedia del genocidio
ebraico, a Dornach si consumava il già ricordato dramma dell'espulsione del
cosiddetto “gruppo-Wegman”.
Va ricordato che non pochi singoli antroposofi tedeschi, soprattutto fra i membri
della Christengemeinschaft finirono in campo di concentramento, ricordiamo tra gli
altri Emil Bock, autore di importanti volumi di Cristologia (9).
Essi rimasero comunque sempre nel mirino anche di quelli come Goebbels,
notoriamente lontani dall'occultismo, che nel suo diario scriveva durante la cosiddetta
“crisi del volo di Hess” di cui ci siamo già occupati: “tutti gli astrologi, gli
antroposofi ed i cultori di magnetismo sono stati arrestati..” (13 Giugno 1941) (10).
Tuttavia fra gli antroposofi - in questo caso sedicenti tali - ci furono anche quelli che,
incapaci di ravvisare ciò che agiva in Hitler, credettero viceversa ad una sua qualche
funzione positiva, probabilmente per il solito equivoco della funzione antibolscevica,
e divennero dei fedeli e conformisti nazionalsocialisti, talvolta nei ranghi delle SS e
dell'Ahnenerbe.
Secondo quanto è stato possibile appurare all'autore - in seguito a polemiche sollevate
in Germania e Olanda circa sconclusionate accuse di “ecofascismo” fatte alla Scienza
Spirituale - fra questi personaggi abbagliati dal Führer non figurano elementi di
spicco, tranne per quello che riguarda un paio di episodi che si riferiscono ad una ben
precisa “fazione" del Direttivo svizzero.
Alludiamo alle sconcertanti dichiarazioni “benevole” che furono rese, nel 1933-35,
sia da Albert Steffen, sia dal suo braccio destro Günther Wachsmuth (10b).
Questo tipo di atteggiamenti sono inseribili in una serie di fatti e documentazioni che
ci fanno riflettere su quanto ambigua e contraddittoria sia stata l'azione e il percorso
karmico stesso dei personaggi in questione, anche al di là di quanto si è detto sopra in
merito al confluire di differenti correnti storico-spirituali all'interno del movimento
antroposofico (10c).
Oltre a questo, casi limite come quello del generale Ohlendorf, giustiziato dagli
Alleati nel 1952, in quanto riconosciuto colpevole dell'eccidio di circa 100.000 ebrei
russi quale comandante di uno degli Einsatzgruppen, e che risulta avere “studiato
antroposofia” fino all'ultimo, appartengono più alla psicopatologia che all'indagine
storico-spirituale, ma sono comunque serviti ad alimentare la pubblicistica d'accatto
che continua a blaterare di “ecofascismo” o di uno “Steiner filonazista” (11).

È dunque evidente come, sul piano prettamente storico, viste le sue dimensioni
ristrette, il movimento antroposofico tedesco abbia recitato una parte secondaria negli
eventi del dodicennio 1933-1945.

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Fra l'altro abbiamo già ricordato che, proprio in quegli anni di massima crisi
mondiale la Società era dilaniata da contrasti che non possono non aver influito anche
sulla dimensione più interiore e nascosta del lavoro spirituale.
A questo proposito però è necessario ampliare il quadro d'insieme, sia se
consideriamo quanto detto sulla “missione” di Walter Stein ed ancora di più se ci
apriamo a quanto Jesaiah Ben Aharon ha comunicato nell'opera The Spiritual Event
of 20th Century (12).
L'antroposofo israeliano ha tracciato in quest'opera del 1993, seguita pochi anni dopo
da un'altra sullo stesso tema (13), un quadro immaginativo che tenteremo di
riassumere come segue.
Il dodicennio 1933-1945 si è manifestato sulla Terra, come espressione di una sorta di
“triplicità del male”.
Questo è vero innanzi tutto in senso temporale con la scansione dei tre momenti-
chiave nei dodici anni in parola: l'avvento di Hitler al potere (1933), l'inizio della
guerra (1939) e le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki (1945), con al centro (1941) la
fase finale della Shoah.
È vero anche nel senso puramente occulto con la triplice azione anticristica di
Occidente americanizzato Centro “hitlerizzato” e Oriente staliniano.
Ma oltre a ciò Ben-Aharon sostiene che quale contro-evento spirituale si è svolta,
nello stesso ambito ove si ebbe la Prima (14), una Seconda Scuola di Michele. con un
triplice compito.
Innanzi tutto accogliere spiritualmente i milioni di anime di trapassati, uccisi
prematuramente nella tempesta bellica, al di là dell'abisso aperto dagli eventi terrestri.
In secondo luogo aprire la strada al Cristo nella sua missione di manifestazione
angelico-eterica sulla Terra.
In terzo luogo preparare le incarnazioni, iniziate intorno al 1950, di coloro che sono
stati incaricati di adempiere al compito di sviluppare la Scienza dello Spirito alla fine
del XX e soprattutto nel XXI Secolo.
Fra costoro vi sono sia anime che già sono state sulla Terra in cerca dell'Antroposofia,
alcune delle quali già connesse, ed altre, la più gran parte, alla ricerca di essa: questo
ci fornisce una chiave preziosa per comprendere il senso della ricerca spirituale di
questi ultimi decenni e su tale tema torneremo nell'ultimo capitolo del nostro studio.
Questo Evento Spirituale del Ventesimo Secolo, secondo Ben Aharon, va quindi ad
equilibrare occultamente la serie di catastrofi verificatesi sulla Terra nel corso dello
stesso secolo, culminanti con gli eventi del 1933-1945, e ci sembra offrire una
profonda immagine-sintesi che può aiutarci ad identificare il senso che i sintomi
storici esaminati hanno suggerito.
Fra l'altro, da diverse fonti, fra cui delicate comunicazioni strettamente riservate,
sappiamo che l'evento della manifestazione del Cristo come Essere angelico-eterico
è, sin da prima del periodo bellico, in pieno svolgimento.
Certamente gli orrori delle guerre e l'oscurità spirituale sprigionatasi a partire del
dopoguerra stanno in qualche modo limitando la percepibilità della Parusia, ma si
può dire che la possibilità di tale percezione è tuttora intatta di fronte al genere
umano, nonostante i formidabili tentativi messi in atto per azzerarla.

47
Tentativi di cui la presa di potere di Adolf Hitler e della sua cerchia è stato uno dei
più diretti ed eclatanti.
Vedremo poi come, al giorno d'oggi, essi siano assai più sfumati e,
contemporaneamente, diffusi; la guerra occulta del XXI Secolo si combatte con
mezzi in buona parte diversi da quelli usati nel 1933.

NOTE

1) J.B.Aharon, The Spiritual… cit.


2) G.Alvi, Dell'Estremo… cit.
3) S.O.Prokofieff, Il significato occulto del perdonare, Il capitello del Sole, Venezia
1993
4) W.Sofsky, L'Ordine del Terrore, Laterza, Bari 1995
4b) È il canone XI del Concilio Di Costantinopoli dell'anno 869
5) C.Lindenberg, La Tecnica del male, Filadelfia, Milano 1985
6) G.Alvi, Dell'Estremo…cit.
7) R.Alleau, “Le origini…” cit.
8) J.Fest, Obbiettivo Hitler, Garzanti, Milano 1998
9) Fra i vari volumi I tre anni, Ed.Arcobaleno, Milano 1989
9b) www.laconfederazioneitaliana.it
10) cit. in G.Galli Hitler ed il Nazismo magico cit.
10b) A.Franco, Chi ha avvelenato Rudolf Steiner?”, Orbassano 2014
11) Come esempio di questo fatto ricordiamo l'uscita, nel Gennaio 2003, di un libello
Nazionalsocialismo Esoterico ove l'autore, tale Marco Dolcetta, onde dimostrare il
“filo-hitlerismo” di Steiner si esibisce in una serie di penosi strafalcioni, compresi
clamorosi errori di date, come quello secondo il quale il fondatore dell'Antroposofia -
morto nel 1925 - avrebbe “dopo il 1935 attenuato la propria attività politica” (!!!)
12) J.B..Aharon, The Spiritual… cit.
13) J.B.Aharon The New Experience…cit.
14) Rudolf Steiner, Considerzioni esoteriche su nessi karmici vol.IV”,
Ed.Antroposofica, Milano 1988

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CAPITOLO VI
TECNICHE DELL'OSTACOLO: IL SENSAZIONALISMO ESOTERICO ED
IL “CASO RAVENSCROFT”

Il 1 maggio 1945 Adolf Hitler ed Eva Braun si suicidano nel bunker di Berlino e sette
giorni dopo la Germania, ridotta ad un cumulo di rovine, ma non distrutta
completamente nonostante gli ordini emanati in tal senso dal Führer sconfitto, si
arrende incondizionatamente agli Alleati.
Occorre però attendere tre mesi, e precisamente il 6 e 9 Agosto, per assistere ai primi
omicidi “atomici” di massa, ad Hiroshima e Nagasaki, che segnano,
indubitabilmente, la più terribile ed evidente manifestazione del Demone Solare
preannunciato dall'Apocalisse e da Rudolf Steiner.
Questa manifestazione costituisce l'epilogo del dodicennio apertosi con la conquista
hitleriana del potere e giunge come risultato di un lavoro enorme: si pensi alla
gigantesca massa di intelligenza operativa, denaro e capacità organizzative messa in
campo per arrivare all'arma totale, con l'impiego di trecentomila persone nel progetto
Manhattan.
Da allora la psicologia collettiva è stata inquinata da quella paura nucleare, legata sia
all'uso bellico che a quello pacifico dell'energia atomica, che ancora oggi viviamo e
che vivremo per periodi attualmente indeterminabili.
Tuttavia qualcuno ha asserito che già Wilhelm Reich avrebbe trovato negli anni'50
del secolo l'antidoto al potere della disgregazione nucleare e per questo sarebbe stato
perseguitato e ucciso dagli americani (1).
L'affermazione, notevolmente sorprendente, è contenuta nel libro, citato in nota,
dell'americano Trevor J.Constable, di cui ci siamo occupati altrove (1b).

Ritornando al nazionalsocialismo si può dire che mentre esso, come tale, muore
dunque nel Maggio 1945 il milieu völkisch e l'occultismo antisolare che lo hanno
alimentato, viceversa, sopravvivono ancor oggi, senza peraltro aver molto modificato
i loro abiti, e di alcune loro tracce attuali e soprattutto della strumentalizzazione
anglofona di esse ci occuperemo nel capitolo conclusivo del nostro lavoro.
Il nazionalsocialismo è stato quindi sconfitto sui campi di battaglia ad un prezzo
senza precedenti per enormità di sofferenze patite nel mondo, anche se, in
proporzione, si deve dire che la Guerra dei Trent'Anni (1618-48) è rimasta
probabilmente insuperata per quantità di vittime in proporzione alla popolazione
europea del tempo, abbondanza di rovine e gravità di conseguenze, soprattutto sul
piano spirituale.
In sostanza si può affermare che il razionalismo economicista e tecnologico
occidentale alleato al nazional-bolscevismo stalinista ha avuto ragione di quel regno
dell'altrove assoluto - secondo la felice definizione di Lucien Pauwels (2) la cui
vittoria avrebbe potuto cancellare l'evoluzione umana.

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La Seconda Guerra Mondiale ci ha lasciato comunque in eredità il vivere sull'orlo del
baratro, affermazione che può essere intesa in differenti modi, di cui daremo alcuni
esempi nel VII capitolo.

Tuttavia la esatta percezione di cosa sia realmente stato il nazionalsocialismo - specie


nelle sue radici occulte - rimane uno dei quesiti più difficili nell'esame del divenire
storico, e come tale ha generato non pochi tentativi di mistificazioni, polveroni basati
magari su “quarti di verità” e/o confusioni di linguaggi, nel riconoscibile stile delle
tecniche dell'Ostacolo.
Quanto sia difficile il lavoro dello storico, non necessariamente antroposofo od
esoterista, per ricostruire gli avvenimenti, lo mostra già quella che è stata la prima
fonte di documentazione in merito: il processo di Norimberga, che, già di per sé, pone
serissimi interrogativi sulla liceità giuridica del procedimento stesso.
Prevalse allora la tesi che l'enormità e l'unicità dei crimini commessi dai nazisti - ad
onta dei tentativi fatti per occultarli - giustificassero il processo, che del resto,
nonostante i desideri staliniani di una giustizia più sbrigativa (“chiacchierare di
meno e fucilare di più”) si svolse secondo i canoni, almeno formali, del garantismo
canonico, in ambito democratico, per gli imputati.
Attraverso Norimberga e la serie di altre migliaia di processi che si svolsero nel
trentennio successivo, la memoria storica giunse così gradualmente a chiarificare
buona parte dei nudi fatti dell'epoca.
In quanto ai tentativi di interpretazioni esoteriche di essa bisogna aspettare il 1960 ed
il celebre, nel bene e nel male, Matin des Magiciens (3) per avere la prima
illustrazione del retroterra occulto del movimento hitleriano.
Il libro di Pauwels & Berger, in realtà, sembra fatto apposta per suscitare lo sconcerto
del lettore aperto ai temi esoterici, ma nel contempo attento alla dignità storiografica.
La sua caratteristica principale è la ricchezza di informazione priva
contemporaneamente di chiare indicazioni sulle fonti.
Nello stesso tempo gli autori si producono in evitabilissimi svarioni in merito a date
e circostanze - che, ad esempio, nel caso delle citazioni su Steiner sfiorano il ridicolo.
Tuttavia va ricordato che Pauwels, definibile come il padre del sensazionalismo
esoterico, è stato anche discepolo di quel Gurdijeff che abbiamo già identificato
come uno dei possibili guru occulti dell'esoterismo “pratico” dei vertici
nazionalsocialisti; egli era quindi probabilmente in grado di accedere ad informazioni
che, in quanto tali, non vanno rifiutate a priori, previo ovviamente il giusto lavoro di
confronto con altre fonti, comprese quelle scientifico-spirituali,
Va aggiunto che un altro guru dell'estrema destra, Julius Evola, di solito interessato a
negare qualsiasi influenza occulta sul nazionalsocialismo, si limita a definire il libro
di Pauwels & Berger, “ricco di divagazioni” senza entrare nel merito di tali
“divagazioni” (4).
È quindi evidente come la letteratura “esoterica” sul nazionalsocialismo - che dopo il
libro di Pauwels ha avuto un nutrito seguito di pubblicazioni, generalmente di scarsa
originalità - vada “presa con le molle”, senza per altro voler cadere nell'eccesso
opposto del limitarsi di escludere a priori ogni valore alla sua attendibilità.

50
Tale “prendere con le molle” diviene - soprattutto per gli antroposofi - un esercizio
obbligatorio nel caso del già più volte citato The Spear of Destiniy di Trevor
Ravenscroft, del quale ci occuperemo ora con qualche ampiezza, a beneficio del
lettore ignaro del suo fantasmagorico contenuto

Trevor Ravenscroft, morto nel 1989, è stato un valoroso ufficiale dell'elite dei
commandos britannici.
Incaricato di uccidere Rommel fu catturato nel 1942 e tenuto tre anni in prigionia dai
tedeschi.
Va detto che ha sempre sostenuto di essere “chiaroveggente”.
Egli scrisse il suo libro nel 1972, sostenendo di aver conosciuto Walter Johannes
Stein a Londra nel 1946, in seguito alla lettura del libro The Ninth Century (5) e dopo
esserne divenuto discepolo fino alla morte dell'antroposofo austriaco, ormai
naturalizzato inglese, avvenuta nel 1957.
Ravenscroft affermò di aver scritto con The Spear il “libro che avrebbe scritto lo
stesso Stein se la morte non l'avesse colto”.
Siamo quindi di fronte ad un caso, già assai delicato in partenza, di “scrittura per
conto terzi”, caso che diviene delicatissimo quando andiamo ad esaminare i contenuti
del libro.
Ricordiamo che Stein, nel suo The Ninth Century aveva identificato i reali personaggi
storici allusi nella saga esoterica del Graal, ravvisandoli nell'entourage della corte
carolingia.
Ravenscroft estende questi nessi al XX Secolo ed al nazionalsocialismo, per cui, ad
esempio Landolfo II di Capua, identificato da W.J.Stein come il Klingsor del Graal, si
sarebbe reincarnato come Adolf Hitler,
Quindi la lotta fra l'esoterismo cristiano-rosicruciano ed i nazionalsocialisti sarebbe
karmicamente connessa con le vicende medievali di Parsifal e Klingsor.
Secondo Ravenscroft Stein avrebbe inoltre personalmente conosciuto Hitler a
Vienna diventando una sorta di “amico” del futuro Führer: egli sarebbe arrivato a
questa conoscenza tramite una copia del Parsifal annotata da Hitler con blasfemo
sarcasmo.
Tale copia sarebbe finita in mano a Stein presso un repellente libraio viennese di
nome Pretzsche.
Successivamente Stein avrebbe riconosciuto in Hitler l'estensore del commento nero
al Parsifal e lo avrebbe frequentato per alcuni mesi.
Così Stein sarebbe stato testimone, in quei mesi, della trasformazione esaltato-
demoniaca di Adolf Hitler di fronte alla Sacra Lancia di Longino (5), esistente a
Vienna, preludio della futura brama hitleriana di possedere l'oggetto sacro,
potentissimo strumento di dominio, passato nel corso di un millennio e mezzo per le
mani dei principali Re ed Imperatori europei.
Ravenscroft descrive poi l'intero entourage protonazista di cui ci siamo già occupati,
addebitandogli le più infami ritualità sataniche e riprendendo fra l'altro una storia,
non sappiamo quanto fondata, che circolava in Germania negli anni '20 circa l'uso del

51
peyote da parte di Hitler e dei suoi come mezzo per accelerare la propria contro-
iniziazione.
L'entourage di occultisti vicini ad Hitler sarebbe stato comunque composto anche per
Ravenscroft dai noti personaggi di cui ci siamo già occupati in base alle varie
ricerche storiche pubblicate nell'ultimo quarantennio: da List ad Eckhart, da
Haushofer a Glauer e via discorrendo fino all'enigmatica ed appartata figura di guru
supremo identificata, pienamente d'accordo con quanto scritto da Ernst Jünger
(v.cap.IV) in Friederich Hielscher.
Ai nazisti vengono quindi addebitate sia la responsabilità dell'attentato a Steiner nella
Monaco del 1922, il che appare corroborato da prove certe, sia l'incendio del
Goetheanum - cosa come abbiamo visto in precedenza, falsa dal punto di vista
fattuale, anche se plausibile, su un altro piano, quello delle connessioni segrete fra
gesuitismo e nazionalsocialismo.
L'incendio sarebbe stato architettato in quanto, secondo Ravenscroft, Dieter Eckhart
in punto di morte avrebbe ordinato la distruzione dell'aborrita Statua del
Rappresentante dell'Umanità che peraltro si salvò dalle fiamme, essendo allora
ubicata fuori dall'edificio principale.
Va peraltro osservato che tale ubicazione della statua, posta all'esterno del
Goetheanum era un particolare facilmente rilevabile da chicchessia, il che rende del
tutto fantasioso l'assunto in questione, anche se l'essenza spirituale della “Statua”
rappresentava e rappresenta un vero insulto per ogni essere asservito alle Potenze
dell'Ombra.
Nel libro si sostiene poi che Haushofer avrebbe a sua volta illustrato a Hitler, in
carcere dopo il fallito putsch del '23, un “potente” testo occulto, cui è dedicato un
capitolo a parte.
Tale testo risulta però essere nient'altro che una versione appena modificata…della
Dottrina Segreta di HP Blavatsky, che, a quell'epoca in Germania e nel mondo era
stata letta da svariate migliaia di persone…
Allo stesso modo nei passi che riguardano le esperienze iniziatiche di W.J.Stein
traspaiono in modo quasi scolasticamente schematico i contenuti del V Capitolo della
Scienza Occulta di Rudolf Steiner.
Vi sono inoltre degli accenni ai centri contro-iniziatici tibetani con l'affermazione che
gli ultimi adepti di essi, attivi aiutatori del nazionalsocialismo tramite le SS e
l'Ahnenerbe, sarebbero stati trucidati nel 1959 dai soldati di Mao-Tze-Dong nel corso
dell'invasione cinese.
Il libro accenna anche all'opera di Stein sia come attivo agente antinazista nel corso
della seconda Guerra mondiale sia come consigliere segreto di Churchill, senza
peraltro esibire prove documentali o riferimenti bibliografici, anche se il
riconoscimento di queste attività è stato poi sottolineato dal biografo di Stein, Tautz.

Ravenscroft si mostra, viceversa, assai ben documentato per quello che riguarda la
scoperta da parte degli americani, della Sacra Lancia, trafugata dai nazisti dopo
l'Anschluss e portata a Norimberga.

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La presenza di questa documentazione, di origine militare alleata, ci ricorda che egli
fu comunque intimo di non pochi elementi di spicco degli alti comandi
angloamericani durante e dopo la guerra.
Ritornando al libro ricordiamo infine le vicende, fortemente esoteriche, relative a
Helmut Von Moltke ed alle sue esperienze trascendentali relative a passate
incarnazioni.
Esse peraltro pongono un enigma. Appaiono fortemente debitrici ad una fonte
esterna, in questo caso si tratta di una serie di comunicazioni, attualmente inserite nel
libro Light of The New Millenium di Thomas H..Meyer (6), provenienti dagli incontri
fra Rudolf Steiner e la vedova del generale tedesco…libro peraltro non ancora
pubblicato.
Questo fatto rende quindi ancor più problematica la vicenda in questione.

Appare fuor di dubbio che un libro del genere, di enorme successo commerciale - si
contano a tutt'oggi svariate edizioni di esso e traduzioni in molte lingue - avrebbe
dovuto suscitare un approfondito dibattito in campo antroposofico e, possibilmente,
dei passi verso il possibile disvelamento di una verità che appare sommersa da una
intera serie di contraddizioni ed incongruenze.
Tale dibattito, per quanto ci consta e seguendo una andazzo soporifero purtroppo
assai diffuso negli ambienti che si riconoscono nell'Opera di Steiner è mancato, con
l'eccezione di un breve studio di Christopher Lindenberg che tenta di smontare The
Spear basandosi su alcune ricerche effettuate allo scopo di verificare le affermazioni
di Ravenscroft in merito al periodo viennese di Hitler (7).
Secondo Lindenberg, che però non documenta questa affermazione, Stein avrebbe
visto Hitler per la prima volta nel 1932, mentre urlava alla folla (potrebbe anche
essergli bastato, aggiungiamo noi…) e quindi tutto l'impianto messo su da
Ravenscroft circa l'”amicizia” fra il discepolo del Graal e quello della Bestia è pura
fantasia: tanto più che la rappresentazione del Parsifal, allusa nel libro, c'è stata sì, ma
due anni dopo, quando Hitler aveva già lasciato Vienna.
Inoltre, dopo aver consultato accuratamente l'anagrafe cittadina, Lindenberg ha
scoperto che nessun Pretzsche è mai vissuto a Vienna.
Per cui Lindenberg conclude che The Spear sarebbe un segno di inquinamento del
nostro ambiente spirituale e niente più. Questo il suo verdetto senza appello.
Si potrebbe anche essere d'accodo sul verdetto, viste pure le incongruenze da noi
rilevate in precedenza ma, d'altro canto, i fatti possono essere più complessi, visto
anche quanto detto sopra sulla documentazione di certi contenuti.
Una spiegazione della genesi del libro è apparsa nel 1999: essa si trova in quanto
afferma l'occultista inglese Stanley Messenger (8), ben conosciuto ed apprezzato
conferenziere negli ambienti antroposofici angloamericani, che conobbe sia Stein che
Ravenscroft.
E che cioè “The Spear…” avrebbe dovuto essere un romanzo e che solo le pesanti
condizioni esistenziali di Ravenscroft e l'avidità dell'editore convinsero l'ex-
commando a pubblicarlo nella forma pseudo-saggistica che ne fece la fortuna
economica.

53
A questo punto le cose cominciano ad apparire più chiare: l'originale struttura
romanzata affiora, ad esempio nelle invenzioni circa il rapporto Stein-Hitler e nelle
trasposizioni di contenuti di libri in fatti materiali, ma in fondo non inficia il
retroscena occulto generale della vicenda, che, al di là di forzature e voli
fantasmagorici, cela il reale conflitto fra Steiner ed il Nazionalsocialismo.
Certamente ci fu una certa costanza nella frequentazione personale di Stein da parte
di Ravenscroft, ma su di essa non si hanno documenti, tranne le dichiarazione pro
domo sua dell'ex commando britannico.

Tutto ciò però non diminuisce la pesantezza dell'intervento delle Forze dell'Ostacolo
in una vicenda che avrebbe potuto aver ben più serio trattamento e soprattutto mette
in primo piano il personale dramma spirituale dell'autore di “The Spear”.
Fra l'altro Ravenscroft scrisse, anche un seguito, intitolato The Mark of The Beast (9)
con una serie di fantasiose reincarnazioni di personaggi storici e il ben più centrato
The Cup of Destiny (10), debitore peraltro, in molti passaggi, di The Ninth Century di
Stein, oltre che all'intero impianto della scienza spirituale steineriana.
Tuttavia al di là dell'opera ingannatrice di Trevor Ravenscroft, dei facili entusiasmi
sollevati dal sensazionalismo esoterico di The Spear - di cui è esempio il plauso
acritico di Trevor Constable nel suo già citato The Cosmic Pulse of Life - o dalle
stroncature senza appello come quella di Lindenberg, ribadiamo quanto segue:
- riteniamo comunque possibile l'ipotesi di uno Stein incaricato da Rudolf Steiner di
una doppia azione, esoterica ed exoterica, per salvaguardare la possibilità del
prosieguo dell'evoluzione sia dell' Anima Cosciente sia della Mitteleuropea
mortalmente minacciate dagli adoratori della swastika,
- tutto ciò nacque dalla lucida intuizione steineriana sulla natura del
nazionalsocialismo - ricambiata dall'odio omicida della controparte - e generò il fatto
che, al di là di ogni dubbio, Ravenscroft o non Ravenscroft, Walter Johannes Stein
operò presso Churchill come esperto dell'occult background of Nazi Movement fino
alla fine della guerra.

NOTE

1) T J.Constable, The Cosmic Pulse of Life, Borderland, Bayside CA 1990


2) L.Pauwels J.Bergier, Il Mattino.. cit.
3) ibidem
4) cit in G.Galli, Hitler…. cit.
5) W.J.Stein, The Ninth… cit.
6) Pubblicato da Temple Lodge, London 1991
7) Die Drei, n.9/1979
8) Il sito è www.isleofavalon/edu/archiv/messenger
9) Pubblicato da Neville Spearman, London 1994. È rimarchevole che il libro in
questione sia stato co-firmato da un certo Tim Wallace-Murphy, sedicente

54
“discepolo” di Ravenscroft, occultista di assai ambiguo indirizzo, come dimostrano i
suoi scritti successivi alla morte di Ravenscroft
10) idem 1984

55
CAP.VII
LA “GUERRA OCCULTA” ED IL XXI SECOLO

Abbiamo esaminato alcuni degli eventi del XX Secolo basandoci sulla interazione fra
tre principali correnti storiche: Americanismo, Nazionalsocialismo e Bolscevismo.
Relativamente ai destini di esse oggi, a XXI Secolo inoltrato, non si può che parlare
del “trionfo” dell'Americanismo: formule come globalizzazione, New World Order,
orientamento al “mercato”, sono in fondo dei sinonimi per indicare l'acquisito
dominio planetario da parte dei popoli anglofoni o, meglio, di determinate elites,
contigue ai poteri oscuri che si agitano nel mondo delle logge, celato, ma non troppo,
dietro le “quinte degli eventi esteriori”, per usare la nota espressione di Rudolf
Steiner. Un dominio però non certo incontrastato, come meglio si vedrà di seguito.
Tuttavia non si può fare a meno di notare come, in primo luogo, la civiltà globalizzata
si stia largamente nutrendo di quello che si può definire l'elemento comune di tutte e
tre le correnti esaminate, vale a dire l'odio per la libera spiritualità umana e, in
secondo luogo, come alcuni degli scopi un tempo fatti propri dal nazionalsocialismo
siano vicini, paradossalmente, a realizzarsi - sia pure in forme e modalità differenti da
quelle pensabili sessant'anni fa - proprio nel mondo dominato da stati fortemente
compiaciuti dall'autodefinirsi “democratici” ed “antifascisti”.
Alludiamo, ad esempio, al culto dell'eugenetica oggi ovviamente mascherato con
nobili pretesti umanitari (1).
Esso viene di fatto alimentato dal formidabile sviluppo delle manipolazioni sul
patrimonio ereditario cellulare - originato dalla scoperta del Dna - passando dalle
tecniche di intrusione nel concepimento fino al caso limite della clonazione,
“terapeutica” o meno.
Oppure si può riflettere sul clima di forsennato darwinismo sociale che le politiche
economiche ultraliberiste, divenute dominanti a partire dal 1980, grazie al
progressivo smantellamento di quel Welfare che era stato sperimentato con successo
da molti paesi occidentali dopo il 1945, stanno imponendo alle strutture sociali di
tutto il mondo, con particolare accanimento in Europa.
In conseguenza di ciò - ma si potrebbe parlare del caso Africa-AID/HIV - siamo di
fronte a tentativi di genocidio strisciante.
Questo prova, ancora una volta, le profonde connessioni occulte fra l'operato delle
logge d'Occidente e dei loro mandanti nel XX Secolo e le intenzioni dei circoli
völkisch-nazionalsocialisti, di cui ci siamo occupati in precedenza. Naturalmente oggi
tali scopi ed operatività cercano vie e modalità espressive adatte ai nuovi tempi.
Esse risultano peraltro sempre sintomatiche del tentativo delle Forze dell'Ostacolo di
azzerare l'evoluzione dell'Anima Cosciente e, quindi, di irretire il genere umano in
una sorta di limbo ahrimanico.

56
Un altro evidente sintomo della connessione fra Americanismo e totalitarismi euro-
asiatici del secolo è venuto già nel 1998, dalla scoperta dell'esistenza del “Grande
Fratello” preconizzato da Orwell.
Grazie alla denuncia, fatto da alcuni coraggiosi europarlamentari, siamo venuti a
conoscenza dell'attività del “Sistema Echelon”, sorta di raggruppamento di
megacomputers collegati con un capillare sistema satellitare, ubicato naturalmente
negli USA, in grado di controllare praticamente l'intera rete di comunicazioni
elettroniche globali, con la capacità di spiare in ogni momento il cuore del moderno
sistema di vita sociale planetaria, in totale spregio non solo della tanto decantata
privacy, ma anche delle più elementari norme di democrazia.
Ovviamente sulla scoperta di un simile marchingegno - che avrebbe fatto la felicità di
Stalin o di Goebbels - passato il clamore iniziale, è calato un pudico silenzio. Da
allora si moltiplicano i tentativi di imbrigliare, deviare la libera comunicazione sul
web oltre all'accelerazione di ogni possibile sistema di sorveglianza delle
comunicazioni.
Per lo meno sulla stampa “ufficiale”. Fanno eccezione, naturalmente, i “pazzoidi”
afflitti, secondo i “superintellettuali” alla Umberto Eco da “sindromi
guerroccultistiche” e “manie di complotti”; essi, come noto, scambiano spesso
lucciole per lanterne, ma hanno avuto, ed hanno tuttora, il merito di riuscire talvolta a
sollevare il velo sulle nefandezze che ciò che chiamiamo Americanismo perpetra per
rafforzare le propria egemonia mondiale.

La data del 1998 ci riporta ad un altro punto-chiave, da noi più volte citato, relativo
alle connessioni apocalittiche poste da Rudolf Steiner fra il 1933 e la fine del secolo.
Per questi anni che viviamo Steiner parla chiaramente di una ulteriore manifestazione
del Demone Solare, che, di fatto - ed unita al filo che lega la Caduta degli Spiriti
della Tenebra (1), iniziata nel 1879 alla prossima incarnazione di Ahrimane (2) -
costituisce il drammatico retroscena occulto che mostra l'epoca contemporanea essere
teatro del più poderoso attacco mai portato dalle forze dell'Ostacolo all'evoluzione
umana.
È anche noto come, nel corso di quell'anno 1924 in cui l'attività di Rudolf Steiner
raggiunse un culmine inimmaginabile in quantità e qualità di rivelazioni spirituali,
egli abbia più volte detto, parlando dei nostri tempi che “se, per allora…la Scienza
dello Spirito non avrà raggiunto un “culmine” ci sarà la tomba di ogni civiltà” o,
come anche detto in altre occasioni, “l'umanità scivolerà nella barbarie” (3).

Nel riflettere su questo potente quadro di immagini profetiche e sulla loro


interpretazione attuale va, per prima cosa, esaminato il nesso fra la manifestazione
demoniaca del 1933-45 e quella che stiamo attraversando all'inizio del nuovo
millennio con lo scopo di cercare di chiarire le modalità della “guerra occulta” del
nuovo secolo pensabile, preliminarmente, come il palcoscenico interiore ed esteriore,
individuale e sociale in cui si stanno svolgendo le manifestazioni apocalittiche.
Si può anche dire che l'urto del 1933 fu violento e concentrato, manifestatosi
principalmente nell'immane catastrofe bellica e negli orrori ad essa collegati.

57
Lo scopo più immediato era quello di oscurare la Parusia del Cristo - anche oggi uno
degli obbiettivi fondamentali dell'azione antispirituale - e l'attacco fu concentrato
soprattutto contro l'Europa di mezzo per la sua potenzialità di elemento equilibratore
fra il pragmatico materialismo occidentale ed il sognante spiritualismo orientale.
Dopo la morte prematura di oltre cinquanta milioni di esseri umani ed i roghi atomici
giapponesi del 1945 il mondo è passato poi per una assai instabile “pace”, mischiata
con la guerra fredda ed il terrore nucleare.
Quanto questa “pace” sia stata illusoria lo mostra il fatto della morte violenta, dal
1946 ad oggi - di almeno trenta milioni di esseri umani, uccisi in migliaia di conflitti
“locali”, sovente sconfinanti in nuovi genocidi.
Si possono citare alla rinfusa: Grecia, Cina, Indocina, Corea, Palestina, Sud e Centro
America, Iran, Irak, Indonesia, Nigeria, Corno d'Africa, Afghanistan. Cambogia,
Birmania, Balcani, Rwanda, Cecenia, Libia, Siria, Ucraina…
Per quanto riguarda l'Italia, relativamente più fortunata nei confronti di tanti altri
Paesi, non possiamo dimenticare l'accavallarsi di ogni genere di trame, generalmente
orchestrate dal binomio CIA-NATO, che da Portella della Ginestra a Ustica, passando
per Piazza Fontana ed il sacrificio di Aldo Moro, hanno insanguinato per un
quarantennio la vita sociale e politica della Repubblica.
Se questo è il quadro geopolitico generale va poi sottolineato quanto segue, in merito
agli “stili di vita” contemporanei.
L'accelerazione tecnologica stimolata dalla Seconda Guerra Mondiale ha certamente
generato un colossale “progresso” in ogni campo della vita materiale: uno dei culmini
lo vediamo nell'attuale inondazione elettromagnetica che, giusta l'immagine profetica
di Rudolf Steiner (4), ha reso il mondo un gigantesco apparato elettrico
autoalimentato.
L'ondata tecnologico-scientifica è risultata oltretutto talmente potente da alterare non
pochi dei millenari equilibri della biosfera: tale “pesantezza” dell'intervento umano di
questi ultimi secoli appare come una logica conseguenza del pensiero meccanicistico-
materialista che ha finora permeato la cultura della modernità.
Tale pensiero, giustamente definito mercantile dall'economista Geminello Alvi (5),
privo di qualsiasi sentore della propria vivente controparte eterica e delle sue
connessioni spirituali, ha iniziato a sconvolgere gli ecosistemi con i suoi prodotti e,
soprattutto, con il modo di vita iperconsumista da esso medesimo generato, con
conseguenze inimmaginabili, di cui le terribili alterazioni climatiche dell'ultimo
trentennio sono solo un sintomo parziale.
Ad esso va aggiunto, come esempio nell'ambito più propriamente umano, il dramma
della formidabile e crescente sperequazione economico-sociale fra Nord e Sud del
pianeta.

È dunque il pensiero materialista il vero nesso che lega gli eventi del 1933 con la
fine del secolo.
Esso è accompagnato dalla inevitabile epidemia psichica collettiva di odi, paure,
brame, istintualità scatenate o, viceversa malamente represse, fino al gelo
dell'indifferenza e dell'isolamento sociale: in termini puramente scientifico-spirituali

58
si potrebbe parlare di una continua, frenetica oscillazione fra il polo luciferico e
quello ahrimanico.
Sul piano più propriamente culturale e concettuale gli esiti di tale pensiero
unidimensionale oscillano fra il pedestre realismo ingenuo degli ammiratori entusiasti
del “progresso” (esemplificando, il tipo Piero Angela) ed il quieto e apparentemente
sofferto nichilismo pseudo-colto, obbligatoriamente risciacquato con la “giusta” dose
del povero Nietzsche (ancora esemplificando, il tipo Umberto Galimberti), divenuto
il comodo paravento di ogni pensoso professorino o intellettuale falsamente
“angosciato”.
Dal punto di vista della psicologia di massa si può dire inoltre che non ci sia
manifestazione collettiva contemporanea, dall'ansia borsistica, al fanatismo per i
campioni sportivi (divenuti ormai farmacie ambulanti per assecondare la corsa al
record), dalla ricerca di wellness e fitness alla mania dei giganteschi raduni musicali o
pseudo-religiosi, che non mostri i caratteri dell'assenza di discernimento e della
rinuncia a qualsiasi tentativo di pensiero cosciente, sostituito dall'inebriato
scivolamento nella medianità istintuale.
Siamo allora di fronte ad un'atmosfera animica che costituisce inequivocabilmente il
clima ideale per la manifestazione degli eventi tragici che Rudolf Steiner e l'autore
dell'Apocalisse hanno previsto per i nostri giorni.
Cosicché possiamo dire che, in sostanza, quanto agì nel 1933-45 in maniera eclatante
ma circoscritta e concentrata, vive oggi in modo più omeopatizzato, diffuso,
capillare, quasi da divenire una sorta di abitudine al male.
È evidente che in tale modo si stia profilando il rischio duplice dell'assuefazione a
questo male e dell'insensibilità ai processi sociali degenerativi che accompagnano lo
scivolamento nella barbarie: rischio ingigantito se manca, ad esempio, la desta
consapevolezza nell'accogliere la miriade di notizie che, ogni giorno, si riversano su
di noi dal sistema mediatico globale che scandisce i ritmi della vita sociale, come tale
sempre più ridotto ormai, specie nella stampa mainstream, ad un grottesco teatrino
della menzogna praticamente nell'intero pianeta.
Una consapevolezza, sia pure talvolta del tutto istintuale e scarsamente elaborata
concettualmente, che è stata peraltro alla base di un altro fondamentale evento
verificatosi nel 1999, sintomatico quanto pochi altri. Alludiamo a quella che si può
definire la rivolta della Società Civile contro il WTO e la globalizzazione a senso
unico la cui manifestazione si è avuta a Seattle.
In seguito, tuttavia, l'urto generato innanzi tutto dal false flag dell'11 Settembre 2001
e la conseguente recrudescenza dell'ondata guerrafondaia e del dominio sfacciato
della tecnofinanza su politica, economia, cultura - magari tramite la periodica
esplosione di bolle speculative e di conseguenti crisi economiche artefatte, specie in
Europa - ha ridotto drasticamente gli spazi di manovra sociale collettiva ed
organizzata, fiaccando soprattutto la volontà di quanti, pressati sempre più dal
bisogno di mera sopravvivenza, ormai solo sporadicamente trovano le energie per
combattere per un mondo migliore.
Nel frattempo si acuiscono le possibilità di un nuovo conflitto armato generale,
generate dalla dissennata politica messa in opera dall'amministrazione pubblica

59
americana appoggiata dai suoi burattini europei - (spiace dirlo!) - e qui le differenze
tra Bush ed i neocon e l'amministrazione Obama si sono rivelate minime - e dal suo
voler mantenere il dominio del pianeta, anche laddove ciò si presenta alquanto
problematico (nascita dei BRICS ad esempio, o crisi, forse terminale, del dominio del
dollaro quale mezzo di pagamento mondiale).

Va anche rammentato che il cosiddetto New World Order si afferma servendosi di una
rete di organismi transnazionali - che, come già notato, sono ambìti campi d'azione
per gli uomini delle logge - i quali, ben lungi dall'essere quegli strumenti mondiali e
super partes che dovrebbero essere, sono in realtà pure e semplici coperture degli
interessi anglofoni e massonici (che nelle Logge ci siano spesso membri di Paesi non
anglofoni non dimostra nulla, se non che costoro amano stare sul “carro del
vincitore” o su quello di chi sembra più potente…).
Nel momento in cui questo processo, espandendosi, e mostrando la sua distruttività
diviene di dominio pubblico, finisce inevitabilmente - proprio grazie a quel sistema di
comunicazioni universali di cui qui possiamo intravvedere il lato positivo - col
provocare la reazione di quello che si può definire il terzo elemento della vita sociale,
di natura culturale e spirituale, essendo i primi due identificabili, uno negli stati
politicamente organizzati e l'altro nei poteri economico-finanziari (5bis).
Gli eventi della prima decade del nuovo millennio da Seattle in poi, passando per
Gotheborg, Johannesburg, Genova, sono stati illuminanti perché hanno mostrato
come, nel mondo globalizzzato, può per l'appunto esistere, al di là del predominio
economico e della politica ad esso asservita, un terzo elemento culturale e spirituale
in grado di rivendicare la piena libertà di espressione,
Esso rifiuta di sottostare ai Diktat del cosiddetto mercato, avendo compreso che il
liberismo ed il culto della finanza altro non sono che maschere dell'Americanismo.
Chi poi cerca di “alzare il tiro” può anche scoprire cosa “gorgogli” dietro - per dirla
“alla Lovecraft” - le rispettabili sagome di notabili massonici, alti prelati, rispettabili
finanzieri, generali iperdecorati, politici di rango e carriera e via discorrendo!
Ma la citata recrudescenza dell'azione oscura dei partigiani del New World Order a
partire dal 2001 (appena tre anni dopo il fatidico 1998) ha reso molto problematico
rendere in qualche modo efficace in campo sociale, politico ed economico il possibile
“risveglio delle coscienze” se non a livello locale e “microcosmico”.
Certo il mondo di quelli che non ci stanno è un universo composito, in cui si trovano
non solo i lucidi e fattivi membri delle varie organizzazioni non-governative ed
ecologiste ma anche ex-hippies, ex-comunisti, seguaci della New Age, punk, rasta,
occultisti di svariate scuole, cultori di ogni sorta di yoga, ufologi, vegetariani ecc., ma
è questo il variopinto arcipelago delle anime che sentono il peso di quella barbarie
ipertecnologica che rischia di far perdere all'uomo lo stato umano, come scriveva già
negli anni'70 Massimo Scaligero, sicuramente uno dei più lucidi ed autorevoli
continuatori di Rudolf Steiner (6).

60
A cominciare coi cinquecentomila di Seattle, proseguendo coi milioni di ecopacifisti
che dissero il loro “no” all'aggressione di Bush all'Iraq, proseguendo poi con il
movimento mondiale per la “verità sull'11 Settembre”, fino ad arrivare ai giorni
nostri, si è dimostrato che esiste quindi un magmatico universo di resistenti al male;
fra loro ci sono indubbiamente le anime di cui parla J.B.Aharon nel suo più volte
citato The Spiritual Event of XX Century, ed è proprio intorno a questi esseri che si
sviluppa una particolare battaglia di seduzioni, il cui scopo è impedire che un numero
sufficiente di essi trovi la via per una spiritualità cosciente.
Nell'Estate del 2000 si è verificato, in questo senso, un ulteriore evento sintomatico.
Mentre Tony Blair e Bill Clinton proclamavano, con una simultaneità che avrà fatto
la felicità degli uomini delle logge, la loro fedeltà alla barbarie “tecnobiologica”,
dando il via ad una forma “legale” di clonazione umana (naturalmente “terapeutica”)
- che un mese e mezzo dopo il Parlamento Europeo decideva formalmente (e
fortunatamente) di boicottare - due milioni e mezzo di giovani cattolici si radunavano
a Roma per la Giornata giubilare ad essi dedicata.
Era evidente in essi la genuina apertura verso il Mistero del Cristo, con il tentativo di
viverlo al di là degli schemi confessionali, ma era simultaneamente chiaro di come
venissero strumentalizzati al servizio della manifestazione di imperialistica potenza
cattolico-romana - basata su un apparato scenografico che avrebbe fatto invidia ad
Albert Speer - tutto incentrato sulla carismatica figura di Karol Woijtyla, il futuro San
Giovanni Paolo II, da essi venerato con entusiastica e spontanea fiducia.
La geometrica potenza del raduno di Tor Vergata ha comunicato al mondo il
seguente messaggio della Chiesa di Roma: nel XXI Secolo l'Americanismo ed il New
World Order potranno contare sull'antico amico-nemico: il collaudato potere cattolico
e con la sua capacità di coagulare ed incanalare le forze di quella Società Civile, in
cui vivono le anime desiderose di trovare la strada al Cristo, qualsiasi nome Gli si
voglia dare. Naturalmente un “amico-nemico” va marcato stretto, ma viste le note
collusioni ai livelli più alti…(6b).
Questo tentativo cattolico di appropriarsi interamente della sfera spirituale,
soggiogando le anime più pure, è una costante nella vita della Chiesa di Roma e, pur
non raggiungendo al giorno d'oggi la teocratica assolutezza di certo islamismo
fanatico rappresenta, per l'evoluzione dell'Anima Cosciente, una minaccia pari a
quella dell'Americanismo dell'economia finanziaria globalizzata.
Tanto per capire meglio: all'inizio del 2015 il Papa Gesuita Francesco ha ricordato il
sempiterno Nulla Salus Extra Ecclesiam, con buona pace di quanti, anche all'interno
del movimento ispirato alla Via di Steiner, amano “civettare” con il mondo da cui
vennero le mani sacrileghe ed incendiarie che incenerirono il Goetheanum….

Da parte loro le forze spirituali della Mitteleuropa, cui, come ricordato, spetta il
compito di equilibrare l'Occidente ahrimanico-pragmatico con l'Oriente luciferico-
religioso, sono state vieppiù irretite dalla contraffatta e rachitica costruzione di
un'unità europea del tutto priva di contenuti interiori - assai lontana ad esempio da
quanto formulavano negli anni '30 W.J.Stein e D.N.Dunlop (7), in quanto nata e

61
cresciuta totalmente sotto il segno della moneta e della finanza, vale a dire sotto il
tallone dell'Americanismo.
Tale costituzione ha ormai rivelato la sua natura non solo antidemocratica e di fatto
anti-spirituale ma anche galvanizzato gli istinti della peggiore Germania esprimentisi
oggi nel ruolo di genocida economico che il paese governato dall'ex-agente Stasi
Angela Merkel sta esercitando nei confronti del più debole dei Paesi immessi con
l'inganno nel calderone finanziario voluto dai peggiori clubs e logge e dai loro
tirapiedi, fra cui hanno brillato per solerzia servile anche i “figli d'Italia”: Prodi,
Monti, Napolitano e soprattutto l'ahrimanico Mario Draghi, onnipotente banchiere…
di fatto “generato in provetta” per questi scopi.
Se infatti torniamo indietro negli anni, e ci fermiamo al 1992, quando si decise fra
“pochi intimi”, a tutto vantaggio dell'asse anglo-franco-germanico nel confortevole
chiuso del panfilo di Sua Maestà Britannica, la distruzione sistematica dell'economia
pubblica italiana, quel sistema delle “partecipazioni statali” che, pur fra sprechi e
ruberie (che NON sono tipiche solo del Belpaese) aveva creato un robustissimo polo
industriale, troviamo il suddetto “banchiere delle Logge”, stavolta come alto dirigente
pubblico, quale sicario dell'operazione che di lì a poco avrebbe prodotto l'ircocervo
delle privatizzazioni.
Fra l'altro non pochi eventi ulteriori ci ricordano quali fantasmi continuino ad agitarsi
sotto la superficie dell'Europa “schiave delle banche”.
Pensiamo al sangue versato per un settennio nelle atroci guerre balcaniche, da
Sarajevo al Kosovo, stimolate dalle formidabili corbellerie politiche occidentali e
vaticane (ricordiamo il precipitoso riconoscimento della “Croazia cattolica” fatto dal
papa) o all'emersione al centro del continente del sia pure effimero “fenomeno
Heider”.
Quest'ultimo è sintomatologicamente importante in quanto ci mostra come, morto e
sepolto il nazionalsocialismo storico, a parte le imprese criminali delle “teste rasate”
nell'ex DDR, sia viceversa ben viva in Austria - ma non solo lì - una cultura dai
connotati völkisch.
Essa oggi viene nutrita dalle nuove paure legate all'immigrazione dal Sud del mondo,
che, come ha giustamente sottolineato Paolo Rumiz (8), riesce a far risuonare una
tipica corda del malessere dell'ombra dell'Europa: l'”ossessione vittimistica”.
Come manifestazione particolare di questo fenomeno abbiamo assistito all'assunzione
al rango di elementi-chiave, militari e politiche, delle squadracce neonaziste ucraine,
all'opera nel quadro dell' assurda operazione (pericolosissima per la stessa pace
mondiale) che gli occidentali stanno in questi anni mettendo in atto, non solo nell'area
di Kiev e dintorni, con lo scopo finale di accerchiare la Russia con un fitta rete di basi
militari convenzionali e non, onde stroncare qualsiasi possibilità che il fronte dei
BRICS - di cui la Russia è avanguardia militare e fondamentale componente
economica - possa minacciare l'egemonia degli anglofoni e del dollaro.
Ciò che allora accade in molte contrade poste fra Alpi e Reno, Danubio e Vistola,
Carpazi e Mar Nero è un ulteriore, preoccupante, ma anche prezioso segnale di
quanto sia profondo il vuoto culturale e spirituale che accompagna il dominio
mondale delle tecno-scienze e dell'economia finanziaria onnicomprensiva.

62
.
A questo punto sorge la necessità di caratterizzare più da vicino gli aspetti del
dominio di quelle che abbiamo già più volte definito tecno-scienze.
Come è ben noto a chi abbia una qualche dimestichezza con i contenuti
dell'Antroposofia, uno dei dati basilari della Scienza spirituale è l'esperienza
dell'Anima Cosciente, propria agli Io che si incarnano in questi tempi.
Tale esperienza ha incominciato ad accompagnare gradualmente l'uomo sin
dall'avvento del Rinascimento ed è caratterizzata, insieme a molti altri aspetti, dalla
centralità della ricerca scientifica e dalla radicale trasformazione del Pianeta in base
alle applicazioni tecniche nate da tale ricerca.
In questa rivoluzione di prospettive per l'anima umana ed in questa trasformazione di
tutte le cose, l'Io comincia a trovarsi, per la prima volta nella Storia, quasi “nudo”,
privo cioè dei tradizionali supporti rituali, religiosi, etici, filosofici che ne avevano da
millenni sostenuto il cammino.
Tali supporti, seppure ancor oggi formalmente in vita, secondo modalità e gradazioni
diverse fra di loro, anche a seconda dell'ambito sociale ed etnico in cui si trovano,
appaiono via via sbiadirsi e perdere di presa in una metà del Pianeta o degenerare
nella loro “ombra” nell'altra metà; si pensi da un lato all'indifferentismo religioso di
buona parte degli europei e dall'altro alla grande fortuna, anche in Europa, dei culti
“carismatico-medianici” di certo cattolicesimo o al successo dei farneticanti
predicatori televisivi americani di fede protestante.
Ovviamente le suddette “metà” non sono da intendersi come rigidamente
geografiche o fisico-sensibili, passando esse, in definitiva, per l'interiorità di ognuno
qualunque sia la sua “anima di popolo” o il suo legame con le correnti ereditarie,
biologiche o culturali (9).
Per comprendere meglio il senso di questa “nudità dell'Io” va innanzitutto ricordato il
particolare carattere che la ricerca scientifica ha assunto a partire dai primi anni del
XX secolo, vale a dire proprio il suo essere oramai non più tanto “scienza”, quanto
“tecno-scienza”.
Se si va a ben vedere essa, infatti, vale soprattutto per la capacità di “technè”, cioè di
applicazione pratica e di manipolazione del reale, sino ai limiti estremi della fissione
nucleare, della ingegneria genetica e della clonazione.
Tali estremi sono stati, inoltre, raggiunti grazie al sottinteso assunto secondo il quale
sarebbe “lecito” tutto quanto risulti “possibile” in laboratorio.
Secondo molti ricercatori o divulgatori questo fatto innegabile discenderebbe, come
legittima conseguenza, da una pretesa obbiettiva “neutralità” scientifica.
Ma in realtà così non è.
Se vediamo infatti cosa urge, dal punto di vista epistemologico e filosofico dietro la
cosiddetta “neutrale” Scienza, scorgiamo una sorta di cocktail ideologico, formato da
tre elementi fondamentali: materialismo, riduzionismo, evoluzionismo - affermatisi
soprattutto a partire dalla metà del secolo XIX - i quali hanno prodotto, quasi come
sbocco obbligato, il tecno-scientismo rivestito di nichilismo morale.

63
Ciò ha generato come ulteriore conseguenza il fatto - enormemente acceleratosi con
la Seconda Guerra Mondiale - che la ricerca scientifica, data anche la sua “a-
moralità” si sia andata sempre più piegando agli interessi dei vari potentati politici,
militari e,soprattutto, finanziari diventando, di fatto, pura e semplice “tecnologia”.
Di esempi ce ne sono fin troppi (10).

Per il ricercatore spirituale, per l'antroposofo, per l'uomo che tenta di essere almeno
intellettualmente libero, sorge allora una domanda: che rapporto esiste dunque fra
esperienza dell'anima cosciente e tecnologia ?
Tale rapporto, infatti, finisce con l'essere decisivo proprio per gli esiti di quella
“guerra occulta” che costituisce lo scenario di fondo della nostra vita quotidiana.
È evidente che il primo ostacolo interiore - o se si vuole formativo-culturale - da
superare nel rispondere a tale quesito è costituito proprio dai basilari dogmi tecno-
scientisti, che qualsiasi anima, “nuda”, perché priva di supporti tradizionali, si trova
di fronte, offerti sul piatto della cultura dominante, quando tenta di interrogarsi sul
significato di quanto le accade intorno.
Certamente l'adesione filosofico-esistenziale al mondo che ci propinano
“divulgatori” come Piero Angela nasce nell'individuo da profondi eventi karmici e
biografici.
Tuttavia in non poche biografie c'è un “punto”, in cui si presentano talvolta fuggevoli
- ma decisive - possibilità di svolta interiore che, in un contesto sociale meno
ossessionato da “misura, numero e peso” e dallo sfavillante bombardamento
mediatico connesso, potrebbero aprire vie di nuovo e più ampio respiro per l'anima.
Qui si misura tutto lo spaventoso ritardo della società di fronte ai compiti spirituali
dell'epoca, essendo chiaro che proprio l'affermarsi della visione del mondo tecno-
scientista con il conseguente avvelenamento culturale verificatosi a livello scolastico,
universitario, e, più generalmente, mediatico, ha avuto la funzione di rendere
difficoltosa l'identificazione di sentieri spirituali che siano realmente alternativi alla
cultura dominante.
Su questo punto è, comunque, d'obbligo una premessa.
Rudolf Steiner è stato esplicito nel descrivere l'intima natura di quanto si andava
preparando nel corso del XX Secolo; basta ricordare il suo ultimo scritto (11),
significativamente intitolato “Dalla Natura alla subnatura”.
Infatti il reame che è alla base della rivoluzione tecnologica del XX Secolo è fatto di
“cascami del mondo eterico” (elettricità,.magnetismo ecc.) o, a partire dal 1945, ben
peggiori forze derivanti dalla procurata disgregazione della materia (radioattività).
Di fatto, quindi, non si può dire che tali forze subnaturali siano “neutre” o “neutrali”.
Lo possono divenire, peraltro, se ci si eleva, al punto di vista dell'Io, i.e. dell'anima
cosciente. Vale a dire di chi, in noi, ha la possibilità di tenere in “equilibrio” prima e
di “penetrare” poi, tutto ciò che costituisce ostacolo alla cosciente esperienza dello
Spirito sulla Terra.
Quanto detto però non può costituire un punto di partenza, salvo il caso, peraltro
raro, dell'individuo “naturalmente” aperto verso l'esperienza del “consistere” in tale
centralità.

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Normalmente, infatti, il “punto di vista dell'Io” è un obbiettivo della ricerca interiore
e della relativa pratica ascetica, e non un dato immediato.
Il che esclude, comunque, certe sterili posizioni di “rifiuto” - fra l'altro impensabili
praticamente - anche se molte anime particolarmente sensibili avvertono
profondamente tale tentazione, soprattutto in quella “società civile” che desidera
sottrarsi al dominio di Mammona.
Come si può allora maneggiare la tecnologia senza farsene sopraffare?

C'è, innanzitutto, una via strettamente pratica che, peraltro, non esclude quanto
andremo dicendo oltre e che consiste, secondo quanto raccomandava, ad esempio,
Giovanni Colazza, nel farsi rappresentazioni il più possibile precise ed esatte dei
marchingegni di cui ci si serve, il che ci dovrebbe portare ad avere perlomeno una
sintetica consapevolezza di come funzionano tali marchingegni, unita ad una costante
gratitudine per quanti cooperano affinché le “reti” tecnologiche, dalle più semplici
alle più sofisticate, compiano il loro dovere.
Naturalmente l'obbiettivo ultimo è porre la tecnologia al pratico servizio dello
Spirito; compito fra i più ardui fra quelli richiesti a chi intenda sperimentare l'anima
cosciente.
Possiamo però fare un passo avanti e cercare di avvicinarci al cuore del problema.
Ricordiamo che la “tecnocrazia”, in sostanza, ci offre un metro “a doppio taglio” per
la misura della nostra libertà, ammonendoci sulla responsabilità che comunque
assumiamo nel quotidiano uso dei nostri gadget e, soprattutto, della “presa animica”
che permettiamo essi esercitino su di noi.
Tuttavia, se torniamo a riflettere sull'"in sé” del mezzo tecnologico non possiamo
dimenticare il fatto incontrovertibile che esso è comunque carico di pericoli per la
complessiva entità umana.
Consideriamo ad esempio come la ridda di immagini - sia coscienti che subliminali -
informazioni unite a stimoli sensoriali, invada quotidianamente la sfera interiore di
ognuno, e come, su un piano più propriamente biologico-organico, il mondo di
emissioni elettromagnetiche in cui siamo sempre più immersi, costituisca un'indubbia
fonte patologica.
Dietro tutto ciò urge, inutile nasconderselo, un disegno di natura occulta.
Esso vuole che dietro l'orgia tecnologico-immaginale - con il suo contorno
elettromagnetico - ci sia l'intento di paralizzare le nuove forze di chiaroveggenza
eterica che si stanno destando nella razza umana (12), lo stesso che, su un altro piano
si manifesta nelle epidemie di psichismi artefatti: menzogna, paura, odio verso il
“mostro” di turno (sia “dittatore balcanico” o “tagliagole islamista”) immaginare
erotico onnipervadente, ecc.
Tutto questo pone, fra l'altro, angosciosi interrogativi e compiti non facili ad
educatori e pedagogisti, essendo i bambini del mondo “evoluto” drammaticamente
esposti a precoci deviazioni delle sopravvenienti facoltà, oltre che a danni di vasta
portata nella configurazione della propria struttura animico-vitale-fisica.
A chi pratichi determinatamente il sentiero interiore della Scienza dello Spirito le
conseguenze della dittatura tecnologica possono peraltro assumere una forma più

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precisa, quasi “tipica” andando a tradursi in ostacoli nel corso della quotidiana attività
meditativa.
Facciamo un esempio: si può osservare, infatti, come proprio nel momento di
raccogliere il pensiero intorno alla “sintesi” dell'esercizio di concentrazione si
mobilitino, per lo più come “risonanze” fisiche, a volte quasi organicamente
imperiose le svariate emergenze residuali del nostro modo di vivere “tecnologico”
normalmente inavvertite, vista la patologica identificazione con esse cui tende la
“normale” vita dell'anima.
A quel punto occorre fare appello ad una più decisa azione della volontà nel pensiero
evitando contemporaneamente l'intervento della tensione psicosomatica, il che
equivarrebbe a cadere dalla padella nella brace (13).
Il problema viene comunque alimentato dal permanere - in più punti della vita
dell'anima - dei residui del regime di costante intossicazione alimentato dai
“medium” tecnologici., che vanno ad unirsi a tutti gli altri “nodi” irrisolti della vita
interiore, appesantendo così il bagaglio di difficoltà dello sperimentatore.
Una possibile via d'uscita da tali difficoltà la diede Mimma Benvenuti (13bis), nel
corso delle riunioni e dei colloqui di gruppo tenuti fra il 1980 ed il 1990,
indimenticabili soprattutto per la sua arte di collegare, in continuazione, i problemi
sociali ed epocali con la sfera della pratica interiore.
Ella ricordò più volte come la chiave per cominciare a dissolvere le masse di oscurità
che rendono a volte penosa la pratica meditativa sia l'assunzione costante, fino quasi
a divenire “abitudine” dei tre “atteggiamenti” (positività, equanimità,
spregiudicatezza) sui quali esiste purtroppo anche fra chi pratica con tenacia i due
esercizi del pensiero e della volontà - la tendenza a “glissare” (14), col risultato di far
venire a mancare la necessaria “atmosfera di sottofondo”, capace di dare continuità al
tenore morale dello sperimentatore.
La reale pratica dei cinque esercizi nella loro interezza equivale allora a quel
compiere “un passo avanti nella conoscenza, tre passi avanti nella moralità” (15),
indispensabile perché l'anima realizzi prima in sé, poi fuori di sé, la riunificazione di
esperienza scientifica e mondo dell'etica.
Possiamo allora capire come la tecno-scienza e l'universo tecnologico siano in realtà
ed a queste condizioni un potente stimolo in direzione di una reale esperienza dell'Io
nel mondo, decisiva quant'altre mai per la realizzazione del compito che spetta
all'anima cosciente.

Se ci siamo realmente e non astrattamente o accademicamente incamminati verso


questa possibilità sorge peraltro la necessità di studiare come si possa
ragionevolmente far scorrere i frutti di tale pratica consapevolezza nel mondo o
meglio in quella “società civile” di cui si è discusso in precedenza.
Qui, in altre parole vediamo delinearsi il rapporto fra l'Antroposofia ed il mondo che
abbiamo definito come “terzo settore” culturale del mondo “in via di
globalizzazione”, termine ovviamente del tutto parziale per indicare quelle anime che
sentono prima di ogni altra cosa l'esigenza di superare l'abbraccio mortale

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dell'Americanismo e dei suoi alleati, intesi come sinonimi dell'attuale dominio
dell'amoralità tecno-scientifica.
Se si pensa all'Americanismo come corrente ostacolatrice al cammino dello Spirito
viene anche dato di pensare a quanto sia viceversa importante la missione della
Scienza Spirituale in America, nel duplice aspetto di lievito delle migliori qualità del
popolo d'Oltreoceano e di possibile contrappeso cosciente alle operazioni ordite dalla
triade logge-potere politico-potere finanziario.

Ma qual'è l'attuale situazione del movimento antroposofico americano?


Dal punto di vista sostanziale, al di là del fatto che, come nel resto del mondo, esiste
accanto all'attività ufficiale, incentrata nella branca nazionale della Società, un'ampia
gamma di esperienze formalmente indipendenti, va osservato quanto segue.
Accanto ad un filone legato profondamente a quanto avviene a Dornach (e si ricordi
come uno degli attuali “Presidenti Collegiali” sia l'americana Virginia Sease),
all'interno del movimento nel suo complesso si notano alcune tendenze, per così dire,
originali del movimento.
La prima è legata all'insegnamento di quello che, sotto un profilo strettamente
culturale, è da considerare il massimo esponente dell'antroposofia angloamericana,
(disgraziatamente sconosciuto al di fuori dei paesi anglosassoni): il linguista e
filosofo Owen Barfield (1898-1997), animatore del celebre circolo The Inklings ed
intimo di J.R.Tolkien, la cui insistenza sui temi epistemologici lo avvicina a quanto di
meglio la Scienza dello Spirito europea ha prodotto in questo campo particolare nel
XX Secolo.
Questo spiega anche la fortuna che attualmente arride in molti circoli steineriani USA
all'opera di Georg Kuhlewind che, grazie anche all'incontro ed alla comunanza
d'intenti che ebbe con Massimo Scaligero, ad onta di difformità e divergenze emerse
nel corso del loro rapporto, è stato un esponente di punta fra quanti sono impegnati ad
esperire, prima di tutto, le basi conoscitive dell'universo scientifico-spirituale.
Da qui anche la grande attenzione al goethanismo ed al legame con le scienze: non
per nulla il fisico Arthur Zajonc, autore del pregevole Catching the Light (15b), è
stato per anni Presidente del ramo USA della Società.
La seconda tendenza presenta aspetti assai più problematici.
Essa, da un lato, tenta di riscoprire le radici della cultura nativa, con tutte le
complesse implicazioni presenti in tale ricerca, essendo fra l'altro tale cultura
fortemente diversificata fra quanto viveva negli “Indiani delle Praterie e del Bisonte”
e l'impronta Azteco-Tolteca del sud, dall'altro (essendo radicata principalmente nel
Sud Ovest degli USA) si preoccupa anche di un contatto più vivo con la tradizione
ispanico-cattolica.
Non c'è chi non veda i rischi in tale ricerca, soprattutto se essa ritenga di passare dalla
mera razionalità all'operatività vera e propria: conciliare meditazione della Rosacroce
e uso del peyote potrebbe facilmente portare lo sperimentatore in zone assai oscure,
soprattutto in una terra dove vivono i potenti influssi di quanto ebbe a verificarsi nel
1945 fra Los Alamos ed Alamogordo, e dove si respira un caotico miscuglio di

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spiritualismo, sciamanesimo e ipertecnologia, di cui gli stravaganti culti UFO
incentrati sulla “bufala di Roswell” sono un esempio (16).
Come conseguenza, legata soprattutto al tema dell'originalità, accade che non pochi
steineriani statunitensi giungono a posizioni fortemente ambigue.
Ad esempio vengono rilevate, all'interno della Scienza Spirituale, differenziazioni in
realtà inesistenti fra “via del pensiero” e “via della prassi” (17), che portano a
codificare una sorta di dicotomia fra approccio “europeo” (che sarebbe legato
all'aspetto contemplativo) ed approccio “americano” (legato all'aspetto attivo)
all'opera del Dottor Steiner.
Al di là di queste tendenze, sovente contraddittorie, va comunque considerato che
senza una presenza viva e spiritualmente attiva in America nulla di positivo potrà
essere offerto dal movimento antroposofico alla Terra in un momento in cui si
verificano eventi così importanti e significativi per l'intero corso dell'evoluzione
umana su questo pianeta.
Diciamo questo mentre l'ultima incarnazione dell'imperialismo angloamericano è
all'attacco su tutto il Pianeta sotto svariati profili, compreso quello militare, con
conseguenze a tutt'oggi difficilmente prevedibili…

Dobbiamo ora gettare uno sguardo ulteriore alla situazione generale del movimento e
della Società nate dall'opera di Rudolf Steiner, cui abbiamo già accennato ricordando
le spesso tragiche vicissitudini del periodo 1925-1945.
Andrebbe infatti cercata, ove fosse possibile, una qualche risposta all'angoscioso
dilemma posto nel 1924 da Rudolf Steiner fra culminazione spirituale e caduta nella
barbarie.
È evidente che tale dilemma spirituale sottolinea l'immensa responsabilità del
movimento e della Società scientifico-spirituali, intesi, come già abbiamo detto nel
nostro lavoro, come insieme delle individualità che si riconoscono nell'opera del
Dottor Steiner.
Un primo, crudo ma innegabile, dato di fatto è il seguente: ben prima della crisi del
1935 l'Antroposofia in quanto tale ha cessato di identificarsi con la Presidenza del
Goetheanum e con la struttura della Società.
La crisi culminata nell'assemblea di Pasqua 1935, in cui si pensò, da parte della
maggioranza dei soci di allora, che bastasse espellere gli eretici (sostanzialmente i
nomi di maggior rilievo del mondo antroposofico del tempo) per vedere rifiorire la
Società - fatto ben presto contraddetto dagli avvenimenti successivi, teatro di ulteriori
“strappi”- mostrò proprio la carenza di quell'esoterismo micaelita che, secondo
Rudolf Steiner, a partire dal Convegno di Natale avrebbe dovuto permeare il vertice
di Dornach.
Avendo presenti gli eventi succedutisi da allora nel mondo dei discepoli di Rudolf
Steiner si può peraltro ragionevolmente dire che veramente lo Spirito soffia dove
vuole (18); lo mostrano le innegabili “fioriture spirituali” che, sia dentro che fuori la
“casa madre” svizzera, hanno saputo rinnovare la pianta originaria di Antropos-
Sophia.

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Tesori di attività e di energia vengono quotidianamente spesi in tutto il mondo nel
nome di Rudolf Steiner e noi non sappiamo quanto di questo che viene portato avanti
nel mondo sia veramente sotto il segno di Michele e del Cristo; è evidente però come
il fatto di essere o non essere in regola col tesseramento abbia un'importanza
secondaria, senza con questo voler togliere nulla all'oggettivo valore spirituale dei
componenti del Vorstand e delle strutture antroposofiche centrali.
Tutto ciò avviene proprio in base all'assoluta libertà che il Mondo Spirituale dimostra
nel Suo agire dentro il mondo visibile.
Peraltro non sono ancora oggi facilmente determinabili tutte le conseguenze dei fatti
successivi al 30 Marzo 1925, comprese quelle sul karma dell'Essere di colui che visse
fra di noi come Rudolf Steiner.
Questo è oggi tanto più vero quanto più sono serie e pesanti le prove che attendono le
forze antroposofiche nel mondo, soprattutto nei confronti del compito di edificare
coscientemente il ponte fra mondo sensibile e mondo spirituale in nome di tutta
l'umanità: che è l'istanza che risuona potentemente nei versi mantrici della Pietra di
Fondazione.

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CONCLUSIONE (…per quanto possibile)

Dietro a tutto quello che abbiamo esposto c'è, in ultima analisi, un nodo che ogni
individualità che si riconosca con serietà nell'Antroposofia si trova quotidianamente
davanti.
Vale a dire il rapporto fra pratica interiore (o esoterismo) ed azione nel mondo
(exoterismo).
Questo pensiero sorge ad esempio spontaneo di fronte alla vitalità che mostrano oggi
mondialmente, come già accennato, non poche iniziative antroposofiche soprattutto
per quel che riguarda l'ambito delle cosiddette “figlie”: pedagogia, agricoltura,
medicina, architettura ecc.
La domanda è: a questa vitalità, che mostra anche una discreta forza espansiva,
rispetto al passato, corrisponde realmente una controparte esoterica o, per meglio
dire, un nesso cosciente col mondo spirituale così come venne richiesto a partire dai
giorni del Convegno di Natale?
Ovviamente non abbiamo una risposta bella e pronta, perché essa implicherebbe la
conoscenza di ciò che passa, continuamente, fra l'anima di chi si presenta come
interprete della parola del Dottore e quella di chi riceve gli effetti di questo passaggio
che, per essere fecondo, dovrebbe essere caratterizzato dalla più profonda e seria
donazione di sé.
Si può certamente dire che, nella letteratura antroposofica contemporanea, non
mancano gli scritti di coloro che sono ben consapevoli di questo nesso.
Abbiamo ad esempio citato più volte J.B. Aharon il quale sembra particolarmente
consapevole di tale rapporto; si potrebbe parlare di George Kühlewind, da alcuni anni
è emersa la personalità particolarissima di Judith Von Halle (18b), oppure possiamo
ricordare come in Italia, il problema della rivitalizzazione e comunicazione
dell'Antroposofia abbia costituito, per un cinquantennio ed oltre, una preoccupazione
incessante nel magistero di Giovanni Colazza, Massimo Scaligero e Mimma
Benvenuti.
Ricordiamo infatti come queste figure indicassero quale principale e mortale rischio
per la Scienza Spirituale sulla Terra quello di venir ridotta a insieme di frasi, come
tali prive di vita ed illusoriamente presupponenti uno Spirito come tale sostituito da
altro.
La storia tragica della Società Antroposofica, mostra come, in passato, lo scivolare in
tale tentazione dogmatico-razionalista o “finzione dello Spirituale” abbia sovente
intralciato il cammino dell'opera dei continuatori di Rudolf Steiner; perseverare in
questo errore in pieno XXI Secolo potrebbe allora configurare un esempio di quel
peccato contro lo Spirito, che l'Evangelista qualifica come imperdonabile.
È evidente allora che chiunque operi in qualche modo nel campo dell'Antroposofia
debba avere davanti le immagini di questa tentazione.
Egli è chiamato a rendersi conto di come la figura e l'opera di Rudolf Steiner, che in
quel momento vivono tramite lui - in quanto interprete dell'Antroposofia in una
determinata situazione - siano l'obbiettivo di ogni tipo di attacco da parte delle forze
dell'Ostacolo, sia sul piano animico che su quello esteriore.

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Di ciò, nel nostro lavoro, abbiamo tentato di dare qualche esempio tentando di
raccordare le sintomatologie storiche con la prassi interiore.

Si può, in definitiva, affermare che il terreno dove veramente si comunica qualcosa


di sé, spiritualmente e animicamente parlando, è là dove si sappia coscientemente
lasciare lo spazio all'altro.
Tale “togliersi di mezzo”, o meglio, per usare un'espressione cara a Mimma
Benvenuti, questo allontanarsi dalla propria “animicità afferrata” è forse la battaglia
principale che sostanzia la guerra occulta, perché sappiamo che non esiste “fatto” od
“evento” sul piano esteriore che non nasca prima come movenza dell'uomo interiore.
A questo punto va però lasciata umilmente in sospeso la risposta al quesito-dilemma
posto da Rudolf Steiner 79 anni or sono: e non può essere che così.
Possiamo invece cercare la direzione verso cui indirizzare i nostri sforzi interiori ed
esteriori, per vivere attivamente in questo aut-aut “culminazione spirituale o barbarie
alla svolta del millennio”, consapevoli che, in fondo, ogni singolo atto della giornata
è il vero campo della guerra occulta.
“Guerra è sempre” disse dal suo punto di vista di scampato alla morte il reduce di
Auschwitz ricordato da Primo Levi (19); però noi sappiamo anche, grazie alla
Scienza dello Spirito donata all'umanità da Rudolf Steiner, che il senso di questa
guerra è trovare Colui “per mezzo del Quale è stato fatto tutto ciò che esiste”.

NOTE

1) vedi il sito Internet www.anth.org.ifgene


1b) Rudolf Steiner, La Caduta…. cit.
2) Rudolf Steiner, Lucifer and Ahriman, Rudolf Steiner Press, New York 1993
3) Rudolf Steiner, Considerazioni esoteriche…, cit.
4) Rudolf Steiner, O.O.35 (Articoli su Filosofia ed Antroposofia non pubblicati in
italiano o inglese)
5) Geminello Alvi, Le Seduzioni Economiche di Faust, Adelphi, Milano 1989
5bis) Va notato come su questo punto concordino molti degli scrittori di orientamento
antroposofico che si dedicano allo studio degli orientamenti della civiltà: da Terry
Boardman a Nicanor Perlas, da Michel Joseph ad Amnon Reuveni.
6) Massimo Scaligero, Tecniche della concentrazione interiore, Ed.Mediterranee,
Roma 1973.
7) J.Tautz Walter…, cit.
8) su Repubblica del 20.9.2000
9) Orao, Forme dell'anima asiatica, Graal II 5-6
10) I. Verga, L'Uomo Privato, Ed.Verdambiente, Roma 1997
11) Rudolf Steiner, Massime Antroposofiche, Ed. Antroposofica, Milano 1983
12) Rudolf Steiner, Sulla Via di Damasco, Ed.Tilopa, Roma 1990
13) Massimo Scaligero,Manuale Pratico della Meditazione, Ed.Tilopa, Roma 1984

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13 bis) La biografia (1926-1990) e l'esistenza stessa, discreta ed appartata di questa
eccezionale personalità spirituale, (nata come Bianca Maria Scabelloni), capace
peraltro di notevoli realizzazioni anche nell'ambito pratico delle iniziative
pedagogiche ed artistiche sono un esempio abbagliante della saggezza con la quale il
Mondo Spirituale amministra i doni atti a soccorrere l'umanità in lotta con gli
Ostacolatori
14) Importanti appaiono, sotto questo profilo, gli articoli sulla prassi del “sentire” di
Damaris: Graal XVI-XVII nn.61-68
15) Rudolf Steiner, L’Iniziazione, Ed.Antroposofica, Milano 1996
16) Vedi il ns. articolo Gli UFO e l'Ottava Sfera di prossima pubblicazione sulla
Rivista Antroposofia
17) Vedi Joel A.Wendt sul sito www.hermit.tiac.net
18) Su questo tema è di fondamentale importanza quanto scrisse Massimo Scaligero
come “Appendice” al volume Dell'Amore Immortale, Tilopa, Roma 1982
19) P.Levi, LaTregua, Einaudi, Milano 1987

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II) ECLISSI O TRAMONTO DELL'“EUROPA DI MEZZO”?

È noto, a chi abbia dimestichezza con il colossale e complesso edificio della


Scienza dello Spirito, quanta importanza Rudolf Steiner abbia dato al ruolo
dell'Europa Centrale nella vita spirituale del presente e del prossimo futuro.
Tale importanza è stata da lui disegnata sotto vari profili, fra cui determinante è
quello del particolare rapporto fra questa area della “geografia fisico-spirituale” e
l'evento denominato “manifestazione del Cristo Eterico”, collegato, sul piano della
vita collettiva, con il tentativo dell'Antroposofia di farsi tramite dell'avvento
dell'organismo sociale triarticolato, cui Rudolf Steiner, a partire dal 1917, dedicò
immense energie.
Era infatti chiaro, per il suo occhio di veggente, come la mancanza di questo
radicale rinnovamento sociale avrebbe portato immani catastrofi sotto le più svariate
forme e su tutti i piani dell'esistenza, sull'approssimarsi delle quali non mancò mai, a
partire dagli anni precedenti la Grande Guerra, di lanciare preoccupati ammonimenti.
Di fatto la storia del XX secolo e l'inizio di quella del XXI si mostra permeata
di elementi catastrofico-apocalittici, non solo sul piano degli eventi bellici o di massa:
si pensi alla barbarie iper-tecnologica che caratterizza il quotidiano modo di vivere di
gran parte dell'attuale civiltà terrestre.
Lo scopo delle riflessioni che seguono è dunque il vedere se esista ancora la
possibilità per l'Europa Centrale di avviarsi ad assumere finalmente quel ruolo di
guida spirituale e di “lievito mondiale” necessario perché l'impulso di Michele
divenga cosciente orientamento per il maggior numero possibile di individualità
umane.

1 - L’ambito della Mitteleuropa

Prima di disegnare sinteticamente i caratteri dell'eclisse della Mitteleuropa e


come tale eclisse sia ben lungi dall'esaurirsi - ed anzi potrebbe essersi trasformata in
un definitivo tramonto - va delineato da un lato l'ambito fisico-sensibile a cui si può
dare il nome di “Europa di mezzo” e dall'altro il tipo di temperie spirituale che lo ha
caratterizzato nel tempo.
Si può rilevare innanzitutto come, ben prima dell'avvento della Scienza dello
Spirito, e cioè nel corso del secolo e mezzo intercorso fra la nascita di Goethe (1749)
e la fine del Kali-Yuga (1899), si sia venuto definendo lo spazio propriamente
culturale di quest'area, legato alle più grandiose produzioni spirituali del tempo, in
tutti i campi, dal filosofico al letterario-artistico, fino al musicale.
Come già altri (1) hanno mostrato, non si può inoltre geograficamente limitare
la Mitteleuropa al solo ambito linguistico germanico, più le appendici olandesi e
boeme e quindi, grosso modo, ad un confine ideale comprendente la parte
germanofona dell'ex-Impero asburgico più il Reich guglielmino esteso ai Paesi Bassi.

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Estremamente importante è, viceversa, l'inclusione in esso della penisola
italiana (2): fra l'altro, in campo più strettamente antroposofico, sappiamo come
l'Italia abbia costituito, soprattutto sub specie interioritatis, il milieu della più
esoterica e profonda eredità dell'opera di Rudolf Steiner, a partire dall'incontro di
questi con Giovanni Colazza, avvenuto intorno al 1909.
Se si va quindi a ben vedere è su questi suoli e in queste lingue che hanno
risuonato i versi più elevati e sono stati pensati i pensieri più profondi della cultura
europea: da Vico ad Hegel, da Novalis a Rosmini, da Goethe a Giovanni Gentile, per
tacere dell'ambito musicale e di quello delle arti figurative.
Ma è anche vero che, quale orripilante doppio, su questo stesso suolo hanno
preso corpo nel ventesimo secolo potenti impulsi anti-umani, pronti ad impensabili
alleanze con quanto di peggio l'Estremo Occidente americano e l'Estremo Oriente
asiatico hanno saputo produrre per oscurare il “Secondo Avvento” e, nello stesso
tempo, irretire l’evoluzione umana nel reame della sub-natura (3).
Giova allora soffermarsi sugli ambienti che hanno fatto da spinta propulsiva di questi
impulsi, richiamandoci a quanto Steiner ebbe più volte a dire, soprattutto nel corso di
conferenze tenute durante la Grande Guerra (3b).
Gli ambienti in questione, di stampo e natura massonica (ma non senza le influenze
gesuite di cui abbiamo scritto altrove (3c), basandosi sulla loro precipua intenzione di
conoscenze esoteriche al servizio degli interessi egoistici dei popoli anglofoni,
avevano messo a punto, fra la metà e la fine dell'Ottocento, tre grandi direttive
geopolitiche per il secolo che veniva:

1) La consapevolezza che l'Impero romano si fosse, di fatto, reincarnato in quello


degli anglosassoni, col conseguente “diritto” di dominio sul mondo. (“Rule
Britannia” o “God Bless America”)
2) La necessità di trasformare l'Est dell'Europa in “terra per esperimenti socialisti” (si
noti che Steiner si espresse in questo modo, diversi mesi prima delle Rivoluzioni in
Russia), come formalmente evidenziato in carte e documenti presenti da alcuni
decenni, quando l’“intenzione” prese corpo.
3) La necessità che si combattesse una grande guerra europea onde “schiacciare” la
pericolosa espansione (spirituale, civile, economica, sociale) della Mitteleuropa,
soprattutto della Germania bismarckiana.
Si vedrà più in là quali punti possano essere identificati come “direttive” per il XXI
Secolo.

2 - L’Eclissi della Mitteleuropa e la crisi della Società Antroposofica Universale.

Il punto critico dell’eclissi della Mitteleuropa ha una data ben precisa, quel 30
Gennaio 1933 in cui Adolf Hitler divenne Cancelliere della Germania.
Su questo evento è stato scritto come su pochi altri al mondo, ma è rimasto celato
alla storiografia mainstream non certo il maturarsi di esso dal punto di vista esteriore
o i passi politico-istituzionali che portarono l’ex caporale austriaco alla massima

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carica della più grande nazione centroeuropea, bensì l'ambiente spirituale e culturale
da cui trasse origine la catastrofica avventura hitleriana.
Catastrofica non solo per il risultato di essa sul piano dei fatti storici ma anche - e
forse, soprattutto - per la perversione recata nell’anima di un intero popolo (destinato
- come sappiamo - ad essere viceversa veicolo di ben altri impulsi), sollecitandone gli
istinti più oscuri e gli atavismi più nefasti: nazionalismo, razzismo, militarismo, culto
dei più deteriori e superstiziosi occultismi uniti alla supina accettazione del social-
darwinismo come forma mentis collettiva (3d).
In definitiva tutto ciò che caratterizzava ‘“ombra” della cultura mitteleuropea, in un
involucro, peraltro, modernissimo dal punto di vista tecnologico ed industriale; a ben
vedere un formidabile intreccio di elementi luciferici ed ahrimanici eletto a sistema di
governo.
Sarà pertanto utile partire dalla fine: da quel 6 Agosto 1945 in cui la bomba atomica
di Hiroshima venne a dire che in pochi decenni dalla scoperta della radioattività
l’umanità aveva messo a punto armi in grado di azzerare addirittura la sfera vitale del
pianeta Terra, accadimento del tutto impensabile senza la deflagrazione bellica
iniziata il 1 Settembre 1939.
Vale a dire che - in soli dodici anni - i connubi occulti (ma leggibilissimi) fra la
Germania nazionalsocialista ed il peggiore Occidente, al posto della possibile
rinascita spirituale avevano evocato ed immesso nella storia umana l’esatto contrario
di tale rinascita, precipitando la civiltà verso l'abisso; fatto del resto lucidamente
previsto in svariati modi (4) da Rudolf Steiner quale possibile sbocco karmico della
storia contemporanea.
A ben vedere sono le origini occidentali-anglofone della crisi, manifeste sul piano
politico-economico (basti pensare alle nefandezze del Trattato di Versailles ed alla
crisi di Wall Street, oppure ai finanziatori britannici ed americani (5) della colossale
campagna elettorale nazionalsocialista del 1932), a risultare “in chiaro” e questo vale
sia sul piano della corrente storiografia accademica (6), sia su quello di una ricerca
sostanziata da elementi tratti dall'opera di Steiner e dei suoi continuatori.
Non va mai dimenticato, inoltre, il connubio di tali forze con l’influenza gesuita, che
si concretizzò nel fondamentale atto del “concordato” del 1933 che permise ai
cattolici tedeschi di andare al governo col fondatore del neo-culto di Baal. Altro
aspetto si può considerare lo stesso Olocausto del popolo di Jahvè, come mostruosa
offerta alle deità dell’abisso.
L’esito si è dunque concretizzato una gigantesca ondata di violenza, dolore, oscurità
che causò la morte prematura di quasi sessanta milioni di esseri umani, svariati
milioni dei quali assassinati a freddo per motivi razziali o politici, con procedure che
hanno orribilmente unito la burocrazia e la catena di montaggio all’omicidio rituale di
massa (7).
Lo scopo più recondito: quello di rendere il più possibile “opaco” l'Evento del Cristo
Eterico, oscurando l’atmosfera psichica e spirituale del pianeta.
Tutto ciò, quindi, non lascia dubbi sulla natura “apocalittica” degli eventi del XX
Secolo e oltre e sull’essenza demoniaca di quanto urgeva dietro l’urto storico fra
radicalismo di destra e bolscevismo nella Mitteleuropa, quale ulteriore elemento di un

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attacco degli Ostacolatori all’evoluzione umana scatenato sostanzialmente, come
detto sopra, contro la nuova manifestazione cristica e la reggenza michaeliana.
C’è un ulteriore elemento da considerare: nel 1933, l'anno fatidico in cui irruppe la
Bestia, la Società Antroposofica si trovava impreparata e dilaniata da lotte interne,
sapientemente orchestrate (7b), che sfociarono nel 1935 nell’allontanamento forzato
di svariate personalità di primo piano dal quartier generale svizzero, mentre gli
hitleriti si davano da fare per eliminare qualsiasi presenza antroposofica organizzata
nel territorio del Reich.
Talché, al momento in cui l’Europa precipitava verso il gorgo del secondo gigantesco
sterminio di massa del secolo, mancava tragicamente il necessario contrappeso
spirituale sul piano sociale, al di là delle singole fulgide personalità che, comunque,
hanno tenuta viva la Scienza dello Spirito nel periodo più buio del secolo.

3 - Mitteleuropea: dopo l'eclissi il tramonto?

L’epoca che stiamo vivendo è veramente da considerare di importanza decisiva per


l'intera evoluzione dell'umanità: pochi dubbi ritengo possano esserci su questo
assunto.
Basti pensare che mai, prima d'ora, così tante anime umane hanno calcato
contemporaneamente il suolo terrestre, fatto che da solo può ispirare una serie di
considerazioni sulla crucialità di questi decenni.
Nello stesso tempo gli Ostacolatori continuano a sferrare attacchi poderosi contro
l'impulso di Michele-Cristo ed i segni di questi attacchi sono così numerosi ed
omnipervadenti che basta ricordarne solo alcuni.

L'americanismo (ché questo è il vero nome da dare alla cosiddetta


“mondializzazione”) trionfante a partire dalla fine del Secondo conflitto mondiale ha
contribuito in modo decisivo ad estendere il dominio ferreo e piramidale della finanza
su ogni aspetto della vita sociale, costruendo un'interrelazione esplicita con il mondo
della sub-natura e delle tecno-scienze, ormai scatenate e prive di ogni legame con la
sfera morale dell'esistenza.
Nè le religioni tradizionali sembrano aver più nulla di vivo da opporre al dominio del
capitalismo finanziario e delle sue appendici tecno-scientifiche, rischiando esse,
soprattutto l’islamica, di fomentare atavici culti dell'odio tribale e nazionalistico,
mossi segretamente dalle stesse potenze spirituali che manovrano i colossi
dell'industria e della finanza dell’Occidente “laico”, e meno segretamente dalla longa
manus delle organizzazioni governative e di intelligence anglofone, francofone e
sioniste.
Questa piramide di poteri vuole rendere addirittura inconcepibile la trasformazione
triarticolata della società: cominciando ad esempio con la “costruzione dell'Europa
Unita” e con l'avvento scriteriato della moneta unica, sostanziato da politiche
economiche selvaggiamente ultraliberiste, utili al dilagare dello strapotere delle
burocrazie ottuse mosse dai potentati finanziari anglofoni ed antidemocraticamente

76
assise al vertice del Vecchio Continente, di cui l’esponente più emblematico è,
purtroppo, un cittadino italiano, il “massone-gesuita doc” Mario Draghi, cresciuto
quale rampollo della superbanca d’affari Goldman Sachs e di là dirottato ad
organizzare il “banchetto” per l’Impero del Caos, secondo la felice definizione di
Pepe Escobar, analista noto ai frequentatori del sito di controinformazione (ovverosia
di..informazione..) www.comedonchisciotte.org
Le istituzioni europee sono sostanzialmente, e ormai “alla luce del sole”, omogenee a
centri di potere massonici e vaticani (vediamo come il gesuitismo sia tornato
prepotentemente in prima linea grazie all'elezione di Bergoglio, mettendo in secondo
piano la corrente opusdeista trionfante ai tempi del papa polacco) tanto da giustificare
ampiamente la tesi di una direzione a “piramide”- animata dalle forze della “Trinità
dell’Ombra” - dei principali organismi decisionali europei e mondiali.
Elemento-chiave nel nostro discorso è qui la presenza particolarmente pesante
(chiedere ai Greci) - caratterizzata di egoistica e nazionalistica hybris- di una
Germania ancora una volta del tutto dimentica dei suoi veri compiti spirituali e quindi
succube, culturalmente prima che politicamente, dei Diktat del pensiero unico
ultraliberista e monetarista, e quindi ancora e sempre social-darwinista, di matrice
anglofona

Da tempo, peraltro tutto ciò ha fortemente sollecitato la sensibilità e la capacità di


reazione di non pochi settori dell’opinione pubblica, al di qua ed al di là dell'Atlantico
È quindi nata, a partire dalla “caduta del Muro” (1989) una corrente mondiale di
opinione, tesa alla resistenza contro i potentati politico-finanziari, sostenuta dalla rete
Internet e capace di sviluppare un notevole volume di controinformazione e di ricerca
del vero, al di là delle versioni “ufficiali” dei fatti.
Si può anche dire che l'inganno dell 11 Settembre 2001 è stato la miccia più forte per
l’accensione di questa ricerca del vero, dopo che i fatti di Seattle e di Genova dei
periodi immediatamente precedenti avevano sintomaticamente mostrato quello che si
andava sviluppando.
Molti di questi gruppi di cittadini appaiono peraltro sbandierare concezioni variegate
e sincretistiche, imputabili di essere "new age”, vale a dire colme di sognanti e
luciferici pseudo-spiritualismi.
Questo è senz'altro vero, ma l’esistenza di un tale movimento mondiale è però segno
sicuro che c'è una buona parte dell'umanità contemporanea che si ribella a Mammona
ed ai suoi adoratori.
È altresì evidente che si sia aperto per la Scienza dello Spirito e, quindi, per la
Mitteleuropa cui essa è strettamente (ma non certo esclusivamente) legata, lo spazio
per offrire linfa vitale a quanti su tutto il pianeta avvertono i pericoli mortali
dell’economicismo super-tecnicizzato.
A tale riguardo si è cominciato da circa un decennio a discutere molto (8),
chiamando giustamente in causa la reale situazione interiore dell'Antroposofia, su
come vada affrontata questa fase di indubbia espansione internazionale del
movimento antroposofico, legata soprattutto alle iniziative pedagogiche ed agricole,
ed alla sua diffusione “a pioggia” un po' in tutti i Paesi del globo.

77
Come giudicare questa espansione?
A questo proposito ritengo che, in qualsiasi campo antroposofico si operi, sia
prioritario ciò che vive nell'interiorità animica dell’operatore.
Credo si possa dire che ogni singola movenza interiore di chi si riconosce nell’opera
di Rudolf Steiner vada, oggi più che mai, inserita nel tessuto sociale, con lo stesso
senso di responsabilità che si ha in presenza del bambino o che si aveva quando
vicino a noi c'erano Maestri incarnati.
Naturalmente, per “tessuto sociale” non si intende altro che il Prossimo che ogni
giorno incontriamo nella nostra quotidiana peregrinazione, sia che ci consideriamo
“platonico-contemplativi” o “aristotelico-attivi”, in modo che quel poco o molto che
ci sia riuscito di conseguire nel nostro esercitarci interiore vada nel mondo, con la
fiducia che, se “qualcosa” è passato in questo aprirsi, mai andrà perduto, e con la
consapevolezza di essere noi, nella nostra irripetibile singolarità, i primi responsabili
del movimento di questo passaggio.

Si può a questo punto tornare al quesito di cui sopra, ovverosia, a quali possano
essere le direttive che la “piramide oscura” abbia in mente per il XXI Secolo.
Il punto-chiave è senz'altro quello del mantenimento del dominio del potere
anglofono.
Annichilito il centro, grazie alla “medicina hitlerita” prima ed alla riduzione della
Germania e dell’Italia a mere appendici economico-politiche-culturali dell'Ovest, va
affrontato il nemico dell'Est, onde assicurare “per saecula” il potere delle elites di
New York e Londra.
Tutto viene indirizzato in questo senso. dai false flag di ogni possibile “matrice
fasulla” (dagli islamici, ai “putiniani”), alle “rivoluzioni colorate” in nord Africa ed
Ucraina (per ora), alle trame mediorientali, insieme all’alleanza col nazionalismo
sionista, che hanno già ridotto in macerie l’Iraq e parte della Siria (per non citare il
più orientale Afghanistan) e che tentano di attaccare l’Iran.
Il rischio del conflitto totale non sembra preoccupare le elites oscure, anzi…

Perché?
In queste politiche dissennate, certamente alimentate da circoli contro-iniziatici,
come riconosciuto anche da “massoni dissidenti” (9) si può anche vedere la mano
terribile della “Bestia a Due Corna”, il potere capace di mettere “sauronicamente” al
proprio servizio gli stessi Ostacolatori di natura luciferica ed ahrimanica, onde
distruggere la possibilità di evoluzione umana sul Pianeta.

In questo contesto terribile la Mitteleuropa si mostra allora assai più vicina ad un


definitivo tramonto che ad una temporanea eclisse…..anche se, qui e là, sembrano
emergere segni di insofferenza tedesca nell’esercitare il ruolo ad essa destinato di
“testa di ponte” tecno-finanziaria filo-americana per le operazioni di “genocidio
lento” verso i paesi del Sud Europa, a cominciare dalla Grecia, strozzata dalle regole
omicide imposte da Draghi e compagnia, e verso i tentativi di “piegare Putin”.
È certamente pochissimo, troppo poco per nutrire qualche speranza.

78
NOTE

1) Cfr. G.Colonna, Per una storia d’Italia, Graal, nn.65-68


2) Ibidem
3) Cfr. R.Steiner, Massime Antroposofiche, (OO 26) Milano, 1983 ed infra n.10
3b) R.Steiner, Riscatto dai Poteri, Milano, 2010
3 c) A.Franco, Chi ha avvelenato Rudolf Steiner?, Orbassano, 2014
3d) Vedi in questo stesso volume Antroposofia e Nazionalsocialismo
4) Cfr. ad es. R.Steiner, Nessi Karmici Vol.VI, (OO 240) Milano, 1992
5) Cfr. G.Alvi, Dell'Estremo Occidente, Firenze, 1993
6) Cfr. G.Galli, Hitler ed il Nazismo magico, Milano, 1993
7) Va detto che, a quanto mi risulta, manca in campo antroposofico un
approfondimento sul tema della Shoah e dei suoi aspetti occulti (fatta eccezione per
quanto scritto da Jesaiah Ben Aharon nel suo The Spiritual Event of 20th Century
tradotto anni fa per la Rivista Antroposofia da chi scrive queste righe). A tale
proposito elementi estremamente inquietanti si possono trovare nelle descrizioni fatte
da Rudolf Steiner sulle conseguenze delle morti provocate dal cianuro di potassio di
cui in OO 353 L'azione dello Spirito nella Natura, Milano, 1995
7b) A.Franco, Chi ha..? cit.
8) Cfr. C.Lazarides, Sull'ipotetica culminazione di Michele, Antroposofia Maggio-
Giugno e Luglio-Agosto 1999
9) G.Magaldi, Massoni La Scoperta delle Ur -Lodges, Milano, 2014

79
III) ASPETTI DELLA “STRATEGIA DELL’OMBRA” NEL XX SECOLO:
L'INCENDIO DEL GOETHEANUM (1923) E L'INCENDIO DEL
REICHSTAG (1933)

Quando, muniti dei concetti donati all’uomo dalla Scienza dello Spirito di Rudolf
Steiner, si affrontano le tematiche storiche del trascorso XX Secolo può accadere di
rimanere particolarmente colpiti dallo speciale significato di alcuni eventi.
Si può, ad esempio, guardare ai fatti legati legati agli incendi dolosi di due edifici-
simbolo, il Goetheanum di Dornach ed il Reichstag (Parlamento) di Berlino; eventi
temporalmente separati da un intervallo di circa dieci anni ma legati da un profondo
nesso storico-sintomatologico.
La storiografia “ufficiale” nulla sa del primo evento, considerandolo al massimo un
“incidente” nella poco significativa storia di una strampalata setta di sognatori, e
conosce del secondo le mere fattualità leggibili nei consueti schemi concettuali
accademici di cui siamo i primi a riconoscere la parziale validità: senza con questo
voler chiudere gli occhi di fronte ai limiti di fondo delle discipline umanistiche
quando siano prive del “lievito” della ricerca interiore.
Gli è che, in un quadro da noi già abbozzato in varie occasioni (1) e riconducibile
all'esigenza di collegare i risultati della ricerca spirituale con il patrimonio della
comune storiografia, il nesso che lega le fiamme che il 31 Dicembre 1922
incenerirono il capolavoro steineriano con quelle che il 27 Febbraio 1933 (nota bene:
esattamente 72 anni e due giorni dopo la nascita di Rudolf Steiner) devastarono il
Parlamento berlinese, dando il via definitivo allo stabilirsi della dittatura hitleriana ed
alla conseguente tragedia del “dodicennio della Bestia” (2), merita di essere
analizzato in quanto punto centrale di una “strategia dell’ombra” di cui ancor oggi
gustiamo i frutti amarissimi.
“Strategia dell’ombra” che, peraltro, grazie alla parallela e continuamente risorgente
possibilità opposta può in ogni momento storico essere debitamente fronteggiata,
purché si adempia al compito centrale dell’Antroposofia: creare il necessario
contrappeso spirituale affinché la civiltà non finisca con l’essere fagocitata dalla
subnatura (3).

È noto come il primo Goetheanum, nella sua breve vita terrena, abbia costituito un
esempio unico di edificio vivente. E non in senso metaforico, perché oltre alla
presenza nelle sue forme di un'ampia messe di contenuti antroposofici vi erano in
esso delle autentiche forze eteriche provenienti dall'individualità stessa del suo
Autore.
Ma non solo.
Secondo quanto scritto da Judith Von Halle (3b), il percorso completo dell’edificio,
secondo la direzione prevista, avrebbe portato il visitatore al possibile incontro con il
Cristo vivente, la cui raffigurazione lignea sarebbe stata visibile, una volta
completata, all'apice del percorso stesso.
Rudolf Steiner era peraltro tragicamente consapevole dei rischi che correva l'edificio
se il 30 Gennaio 1921, 23 mesi prima del rogo, potè esclamare “…Arimane…questa

80
glaciale entità ossuta e calva - se mi si permette quest’immagine - fornirà certamente
il suo aiuto quando si tratterà di distruggere il nostro Goetheanum…”(4).
Possiamo allora considerare come l’edificio fosse ben altro che un mero elemento
simbolico nella vita del movimento scientifico-spirituale; su di esso si vennero
concentrando elementi distruttivi fra i quali possiamo considerare due specie
principali.
La prima specie originava dall'odio che un po’ tutte le correnti spirituali, culturali e
politiche dell’epoca, riversarono sull’unico insegnamento che avrebbe potuto lenire,
se non guarire, i mali sempre più gravi della incipiente civiltà tecno-scientifica.
Fra queste correnti, tuttavia, come abbiamo evidenziato altrove (4b), quella che armò
la mano incendiaria, aveva un ben precisa provenienza di matrice cattolico-gesuita,
che, mostra a ben vedere, diversi connubi con elementi propri alla concezione del
mondo völkisch, che, quattro anni prima, aveva partorito una sua precisa filiazione
politica, il NSDAP di Eckart, Dassler e Adolf Hitler.
È sufficiente dare un'occhiata ai numeri di Civiltà Cattolica, l’house-organ della SJ,
usciti in quegli anni (e anche nei decenni precedenti) per rendersene conto.
Le allucinate prediche del parroco di Arlesheim attaccavano L’Antroposofia in modo
continuo, sfruttando una tipica religiosità reazionaria ottocentesca, cara anch’essa alla
mentalità völkisch, tinta di superstizioso odio per la “gnosi”, arrivando a definire
“covo diSatana” l'edificio in cui si veniva edificando la Sede dei Nuovi Misteri
cristiani.
Questi contenuti risuonarono per anni e anni nell’anima dello sciagurato Erostrato
del XX Secolo, fino a plagiarla ed a spingere il fedele ascoltatore del Parroco Kully al
gesto che, oltretutto, gli sarebbe costata la vita.
Ma quale fu il momento decisivo vero e proprio in cui, da parte delle potenze oscure
“mandanti” si stabilì di passare all'azione?
Secondo Thomas H.Meyer (4c), autore di indubbia competenza nel campo degli
studi relativi alla storia del movimento antroposofico, l'incendio fu deciso quale
conseguenza specifica di un particolare atto, avvenuto proprio nella sala in cui si
sarebbe inizialmente scatenato il fuoco.
Ovverosia la celebrazione del primo Atto di consacrazione dell’uomo, celebrato da
Steiner quale momento fondativo della Christengemeinschaft nell’autunno del 1922.
Mentre era da tempo noto come da parte cattolica il rinnovamento del rituale della
Messa, iniziato nella Sala Bianca di Dornach, fosse stato il segnale per l'azione è fino
ad ora meno noto quello che accadde sul versante delle Logge.
Qui Meyer ci rivela come, un mese prima dell’incendio, la Loggia berlinese, nella
persona del Gran Maestro abbia emanato una parola massonica contro il
Goetheanum.
È evidente che la riunione rituale - operata da Steiner quale iniziato rosicruciano-
micaelita - delle “due correnti primordiali” fino ad allora divise, quella di Caino,
incarnata nei rituali massonici, e quella di Abele, manifestantesi nella Messa cattolica
- eredi entrambe delle celebrazioni misteriche arcaiche - non poteva che suscitare la
più grande rabbia nei “poteri forti”, che così passarono all'azione, consapevoli o

81
meno che fossero dell’ahrimanica “unità d’intenti” che li legava contro l’Edificio di
Dornach.

La seconda e più sottile specie di elementi distruttivi nasce dalla particolare


atmosfera di crisi che stava vivendo il movimento antroposofico in quel periodo,
scosso da una molteplicità di convulse lotte intestine alimentate dalle difficoltà nel
passaggio da piccolo ed elitario movimento esoterico a grande organizzazione
internazionale.
Cosicché le fiamme del Capodanno 1923 possono essere intese, sotto questo punto di
vista, come un tragico e grandioso momento di morte e resurrezione: mentre le forme
viventi dell’edificio trapassavano nella sfera angelico-eterica, dove da allora
avrebbero sostato, si compiva un destino che, grazie alla risposta immediata
dell'Iniziato Solare, si sarebbe palesato come una nuova e ricca possibilità evolutiva.
Come conseguenza diretta dell'incendio va però anche rilevato che l’organismo
terreno di Rudolf Steiner subì un danno che può essere considerato una delle cause
della sua prematura scomparsa.
Sotto il profilo più strettamente architettonico c’è un altro fatto direttamente
collegato: il nuovo Goetheanum sarebbe nato come un edifico radicalmente diverso.
Come sottolinea Vittorio Leti Messina (5), mentre il primo edificio ligneo esprimeva
visibilmente il percorso dell’Antroposofia, nel cemento austero e severo del secondo
l'idea steineriana si mostra in uno stato preformale.
Vale a dire che mentre il primo Goetheanum “espressionisticamente” mostrava
interamente ed esplicitamente se stesso all’occhio del visitatore oggi l’essenza del
secondo vive nel compito interiore di chi guarda, chiamato ad essere lui stesso a dare
“vita alla forma” con un atto di volizione meditativa del pensiero.
Ed infatti si tratta a ben vedere dello stesso atto che Rudolf Steiner richiede agli
antroposofi con i versi della Pietra di fondazione - non a caso“pietra interiore” della
Società Antroposofica Universale - organismo accentrato proprio in quell'edificio così
apparentemente “vuoto” dal punto di vista artistico.
Ed allora si può dire che proprio il Convegno di Natale si mostra come il passaggio
ad una nuova possibilità resurrettiva quale conseguenza generata dalle fiamme del 31
Dicembre 1922.
Ecco dunque che nella serie di drammi che costellarono la vita della Scienza dello
Spirito in quel triennio cruciale il Fondatore di essa seppe, sempre e comunque, porre
i germi per il superamento e la trasformazione degli elementi distruttivi in fattori di
crescita e sviluppo.

La “strategia dell’ombra” citata in precedenza - di cui abbiamo dato più ampio


tratteggio in altre sedi (6) - proseguì senza sosta nel decennio successivo fino al 30
Gennaio 1933, quando Adolf Hitler, quale leader del partito di “maggioranza relativa”
(32% dei voti) ricevette l'incarico di formare il nuovo Governo del Reich.
Va ricordato che il nuovo governo, in realtà, aveva solo due ministri nazionalsocialisti
essendo, diremmo oggi, una sorta di coalizione di “centro-destra”, con una notevole

82
componente cattolica, possibile grazie al significativo accordo stipulato in forma
concordataria fra Vaticano e Reich, auspice il futuro Papa Pacelli.
Ci vollero allora le fiamme del 27 Febbraio 1933, con il “panico sociale”
conseguente - in gran parte artatamente suscitato dalla campagna prefabbricata messa
su da Goebbels e Goering, perversi maestri di manipolazione dell’opinione pubblica,
perché Hitler - Costituzione di Weimar alla mano - dichiarasse decadute le libertà
fondamentali ed instaurasse tranquillamente la più assoluta delle dittature.
È noto come il processo al preteso attentatore - il comunista olandese Van der Lubbe,
sofferente di gravi handicap mentali - mostrò a sufficienza l’impossibilità che egli
avesse agito da solo: in realtà l'incendio fu architettato e messo in opera interamente
dal vertice nazionalsocialista (7).
L’incendio del Reichstag segnò così il vero e proprio inizio del dodicennio hitleriano,
e con esso la tragica eclisse della Mitteleuropa (8), caratterizzata occultamente dallo
scatenamento della Bestia a Due Corna (9) e, quale luminoso contrappeso,
dall’effettivo inizio della contemporanea manifestazione eterico-angelica del Cristo.
Sostanzialmente le fiamme di Berlino mostrano in azione le stesse forze che si
manifestarono dieci anni prima in Svizzera.
Tuttavia mentre la distruzione del Goethanum è il segno di un processo di morte e
rigenerazione, il fuoco appiccato al Reichstag indica l’inizio della discesa
dell'umanità nell'abisso (9), fatto che si sostanzierà nell’Agosto 1945 con un’altra
gigantesca, apocalittica “fiammata”: quella dei roghi atomici in Giappone che,
insieme ad una serie di altri eventi più o meno contemporanei quali la diffusione
planetaria della TV, la scoperta del DNA con l’avvio delle manipolazione genetiche,
l’avvento del regno dell’informatica, ecc., segna l'inizio vero e proprio dell’era della
sub-natura e della conseguente lotta in cui è immersa la nostra vita quotidiana.

NOTE

1) Vedi altri saggi contenuti in questo stesso volume


2) Su questo tema vedi di Jesaiah Ben Aharon, The Spiritual Event of 20th Century,
London 1993
3) Rudolf Steiner, Dalla Natura alla subnatura in Massime Antroposofiche, Milano
1973
3b) Judith Von Halle, L'incontrare il Cristo oggi e lo Spirito del Goetheanum,
Bologna 2014
4) Rudolf Steiner Entità Ostacolatici, Venezia-Mestre, 2000. A questo proposito va
notata come ad onta della grossolane affermazione di Julius Evola circa la
disattenzione di “colui che affermava di spaziare negli eoni cosmici ma non si
accorgeva delle fiamme nel Goetheanum” - che è solo una delle svariate sciocchezze
contenute in Maschera e Volto dello Spiritualismo Contemporaneo (“critica
dell’antroposofia”) - il possibile destino dell’edificio fosse ben presente all'occhio
dell'Iniziato Solare.
4b) A.Franco, Chi ha avvelenato Rudolf Steiner?, Orbassano 2014
4c) Thomas H.Meyer, Milestones, London 2015

83
5) V.Leti Messina, Rudolf Steiner Architetto, Milano 1996
6) Vedi nota 1
7) W. Shirer, Storia del Terzo Reich, Milano 1990
8) Vedi nota 1
9) Rudolf Steiner, conf. ai sacerdoti della Christengemeinschaft tenuta il 20.9.1924
10) Vedi nota 2

84
IV) IN NOME DELLE “LOGGE”: RETROSCENA OCCULTI DELLA
POLITICA AMERICANA

PREMESSA

Se si vuole esperire il tentativo di gettare uno sguardo “dietro le quinte degli eventi
esteriori “(1), secondo il metodo indicato da Rudolf Steiner e sviluppato dai suoi
continuatori, mettendo al centro come oggetto della ricerca gli Stati Uniti d'America
va preliminarmente chiarito che, mai come in questo caso, gli intrecci fra occultismo,
politica e mondo finanziario sono elementi di importanza primaria.
Ma nello stesso tempo appare difficile tracciare, proprio per la natura di per sé
sfuggente dell'elemento “occulto” ed “esoterico”, un quadro esauriente o quantomeno
attendibile sul piano degli studi storici, ovviamente svincolato dagli eccessi fantasiosi
di certe conspiracy theories.
Tuttavia, pur consci di queste difficoltà, cercheremo di studiare i retroscena di alcune
particolari vicende contemporanee, con lo scopo fondamentale di gettare luce su
eventi che, viceversa, resterebbero immersi nella nebbia ingannevole delle
sistematiche disinformazioni che avvelenano la odierna struttura della
comunicazione, sovente asservita a ben determinati interessi politici e finanziari.
Particolarmente in Italia.
Con l’avvertenza che talvolta ci limiteremo ad “assemblare” fatti i cui nessi non
appaiono ancora ben chiari, secondo un metodo che, comunque, cerca di lasciare al
lettore stesso la possibilità e la libertà di approfondire ulteriormente un tema che è
indubbiamente centrale per capire il senso degli odierni eventi politici e sociali:
questo spiega una certa abbondanza di note di riferimento a piè di pagina.

IL NORDAMERICA E L’OCCULTO

Il primo punto da mettere in evidenza quando si tratta di cominciare ad analizzare il


tema in questione è dato dall'esistenza di una peculiare “morfologia occulta” del
continente nordamericano, intesa in senso scientifico-spirituale. Alludiamo alla serie
di influenze generate dal particolare “doppio geografico” di natura ahrimanica che
permea specialmente il substrato ferroso della lunghissima catena montagnosa centro-
occidentale (Rocky Mountains) e che si esplica anche nella particolare inclinazione
verso le influenze dell'elettromagnetismo tipica della cultura americana e di lì
trasmessa a tutto il mondo. (Non è a caso, ad esempio, che la chitarra elettrica, lo
strumento principe della musica popolare moderna sia stata inventata da un
americano, Leo Fender, perfezionata da un altro yankee, Les Paul e portata al
parossismo sonoro da un terzo cittadino statunitense, James Marshall Hendrix, detto
Jimi).

85
Questo elemento geomorfologico appare anche legato occultamente all’influenza del
retaggio dei misteri “messicani” su cui Rudolf Steiner ha fornito illuminanti
prospettive (2).
Possiamo inoltre accennare all’attuale sopravvivenza dei culti dei Nativi - si pensi ai
riti basati sul peyote - legati in alcuni casi al tentativo di guarigione dei “punti di
sofferenza” nell' atmosfera psichica o astrale - per usare un linguaggio più vicino
all’occultismo - generati dal genocidio degli stessi Nativi perpetrato dagli Europei
immigrati in America.
Ricordiamo inoltre che le prime esplosioni atomiche (1945) - segni dell’azione
anticristica del Demone Solare (3) - si sono verificate nel Sud-Ovest degli USA come
alcune delle prime e più “spettacolari” (Roswell, New Mexico, 1947) manifestazioni
del “fenomeno UFO” (4).

Il secondo punto è un ulteriore elemento di carattere storico ed è direttamente legato


alle profonde fondamenta occulte ed esoteriche su cui si è fondata, spesso in maniera
evidente, la stessa vita politica e sociale “profana” della democrazia americana.
Qui, senza dimenticare altre importanti correnti, come quella “spiritica”iniziata nel
1841 col “caso delle sorelle Fox” o fatti eclatanti come la fondazione della
Theosophical Society (New York 1875) si possono ricordare tre filoni principali:

A) La Massoneria più o meno “regolare”. È noto come la stessa Costituzione


americana sia il frutto dei più nobili principi dell’istituzione massonica, vista sotto
l'aspetto sociopolitico. D’altro canto è meno noto, sotto il profilo esoterico, il “caso
città di Washington”, il cui profilo urbanistico ed architettonico ne fa una vera e
propria “espressione sensibile” dei contenuti simbolici della Libera Muratoria (5).
Rammentiamo anche la quantità “industriale” di presidenti USA “alti gradi
massonici”, da Jefferson a Garfield, da Truman a Ford, fino ai due Roosvelt.
Va comunque detto che uno dei punti cruciali della storia americana è lo scontro,
esplicito e/o sotterraneo, a seconda dei vari momenti, tra le forze che si richiamano
alla fedeltà costituzionale ed agli ideali illuministi e liberali - sia pure sovente avvolti
in linguaggio fastidiosamente messianico - ed a quelle che, in misura sempre più
virulenta dopo la Seconda Guerra Mondiale, cercano di imporre una concezione
elitaria, socialmente darwinista ed apertamente imperialista della politica USA,
legandosi in maniera irreversibile al “complesso militare-industriale”.
Ed è proprio questa ultima corrente che si abbevera, in maniera rilevante, ma non
certo esclusiva alle influenze occulte o palesi del mondo delle Logge (vedi infra).

B) Le politicamente e finanziariamente potentissime società segrete paramassoniche


caratterizzate da riti e cerimonie a cavallo fra rituali muratori e magismo (incluso
quello sessuale).
Quest’ultimo è inteso generalmente come mezzo per “far scendere e dominare le
forze” per scopi egoistici, siano essi personali o “di gruppo”, con mezzi di ogni
genere - compreso l’“autoerotismo sacro”, senza disdegnare inoltre le evocazioni
negromantiche.

86
Di queste “istituzioni” è ormai nota - grazie agli studi di Antony C.Sutton e della sua
scuola (6) - la famigerata Skull’n Bones, basata presso l'Università di Yale, sulla quale
giova soffermarsi.
Fondata nel 1833 da “imprenditori” arricchitisi col contrabbando dell’oppio, basata
su rituali a metà fra la necrolatrìa e l’autoerotismo (7) ha la caratteristica di essere
stata ed essere tuttora una autentica “culla occulta” delle principali “famiglie di
potere” dell'aristocrazia politico-finanziaria americana: Taft, Harriman, Mellon,
Brown, Vanderbilt ecc. più l'intera schiatta dei Bush, da nonno Prescott (che nel 1916
trafugò, a scopo “rituale” il teschio di Geronimo e che, insieme ai Brown ed agli
Harriman finanziò abbondantemente sia Stalin che Hitler), fino a i “due George”
Presidenti.
Tale è il potere dei “Teschi” che le ultime elezioni presidenziali sono state disputate
da due candidati (Dubya Bush e J.Kerry) entrambi iniziati ai cosiddetti “secrets of the
Tomb” del “tempio dei Teschi con ossa”.
Il punto che più ci interessa, cruciale per decifrare la politica americana dell'ultimo
secolo è peraltro l'analisi della “modalità filosofica” dell'azione marcata SnB in
campo geopolitico.
Si tratta di “suscitare” o “rinforzare” il “nemico prescelto” (di volta in volta Lenin,
Hitler, Stalin, Saddam, Milosevic, BinLaden ecc.) quindi combatterlo fino alla
distruzione onde accrescere a dismisura il proprio potere.
È quindi essenziale che tale nemico sia il più possibile moralmente spregevole onde
giustificare in ogni modo gli inevitabili eccessi che verranno commessi per
distruggerlo.
Va detto subito che tale “filosofia” si coniuga benissimo con lo “straussianesimo” dei
circoli neocon.
Leo Strauss (8), filosofo e politologo tedesco conservatore, emigrato in America
negli anni '30 del XX Secolo per sfuggire all’antisemitismo nazista fu, nonostante
ciò, contiguo al giurista filo-hitleriano Carl Schmitt, ed alla sua teoria dell’“amico-
nemico” vera idea-forza dei neocon che guidano la politica di Dubya Bush e che lo
hanno eletto a guida spirituale, come vedremo meglio in seguito.
Di più; uno dei cardini tipici del “modus operandi” di queste conventicole che
accentrano poteri occulti, mondani, finanziari e politici in un modo che definire
mostruoso è forse “poco scientifico” ma sostanzialmente eufemistico, è l'assoluto
cinismo di fronte alla “necessità" dell'omicidio politico o, peggio, dell’“assassinio di
massa” come la storia degli ultimi due secoli dimostra abbondantemente.
In definitiva un disprezzo totale della vita umana (certo quella degli “altri"...) che la
dice lunga sulla natura delle Forze che agiscono dietro tali gruppi.

C) I circoli di vera e propria “magia operativa”, quand’anche non di dichiarata


“magia nera”- se non di “satanismo” - che entreranno di diritto nella nostra
narrazione quando tratteremo del “delitto politico” come arma fondamentale nella
recente storia americana.
Per quanto riguarda l”operatività" di questi circoli e lo loro connessioni con
ambienti del mondo delle intelligence e del complesso militare-industriale daremo

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qui notizia - crediamo per la prima volta in Italia - su un paio di “evocazioni
magiche” il cui scopo di fondo è stato quello di “allargare gli spazi” per la
penetrazione di Entità Anti-umane nella nostra sfera di esistenza, entrambe portate
avanti da esponenti di cricche occultiste negli USA dopo la Seconda Guerra
Mondiale.
La prima, datata 1946, si svolse nel deserto di Mohave (California) ed ebbe come
protagonisti lo scienziato missilistico Jack Parsons (9), personaggio
singolarissimo, dedito da un lato alla ricerca tecno-scientifica in campo militare e
civile, e dall’altro infatuato dalla magia nera al punto di essersi in seguito convinto
di “incarnare l’Anticristo” (sarebbe morto in un tragico “incidente” pochi anni
dopo) e il non ancora celebre L. Ron Hubbard (10), che di lì a poco avrebbe
fondato la famigerata setta di Scientology. Entrambi erano discepoli del famoso
mago nero inglese Crowley (a sua volta ambiguamente connesso con gli ambienti
di intelligence sin dall'inizio del secolo) che - a dire il vero - sembra sconsigliasse
il “rito” che consisteva nell'evocazione di un essere demoniaco “femminile” (La
Donna Scarlatta dell'Apocalisse?).
La seconda fu la cosiddetta “operazione The Nine”, vale a dire la
“canalizzazione” da parte di un misterioso medium hindu, il Dr.Vinod, di un
“gruppo di Principati e Poteri” - i cosidetti “Nove", che da quel momento - 27
Giugno 1953 - avrebbero dovuto “dirigere” addirittura la nostra evoluzione
planetaria.
Senza voler dire nulla dell’“efficacia controiniziatica” di tali operazioni il fatto
che qui interessa è l’identità dei partecipanti alla seànce del 1965, condotta dal
famoso “ricercatore" e “parapsicologo” Andras Puharich - lo scopritore di Uri
Geller (da sempre a sua volta in odore di Mossad) - tutti legati in qualche modo al
mondo dell'intelligence ed al complesso militare-industriale.
Nella “catena” figuravano esponenti del mondo della ricerca applicata alle armi d
guerra, alcuni personaggi che sarebbero successivamente stati implicati nei delitti
politici “eccellenti” del decennio successivo, soprattutto nel “caso JFK”, ed
esponenti della “elite” WASP, adusa a bazzicare la sede dei “Teschi” a Yale, come
Alice Bouverie e Marcella Du Pont (11).
Solo uno stravagante consesso di “potenti annoiati che giocano allo Spiritismo”?
Non sembra proprio.

Direttamente collegati con questi già poco rassicuranti gruppi vi sono i movimenti
“satanisti” veri e propri, come la cosiddetta Process Church, nata da una costola
dell Ordo Templis Orientis di Crowley e Reuss: la vicenda “chiave” della
connessione fra magia “operativa” e “satanismo” è l'orribile evento delle stragi di
Bel-Air (il massacro “rituale” (?) di Sharon Tate, di suo figlio mai nato e dei
coniugi La Bianca) con la conseguente cattura di Charles Manson, personaggio
inquietante e per molti versi ancora misterioso, sulla cui storia - e soprattutto sui
dubbi connessi al suo vero ruolo-rimandiamo ai testi di Peter Levenda citati in
nota. È comunque un ulteriore plot in cui si intrecciano occultismo, satanismo,
“programmi di controllo della mente”, criminalità comune e intelligence.

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C'è ne è comunque abbastanza per affermare che buona parte dell'occultismo
nordamericano ha “venduto l’anima al Diavolo”...

SCONTRO USA-URSS, EREDITA' NAZIONALSOCIALISTA E “GUERRA


PSICOLOGICA”

Quando nel 1945 si chiuse la Seconda Guerra Mondiale non molti si resero conto che
in realtà si stava già combattendo la Terza (1945-1989), erroneamente definita
“guerra fredda” - in realtà “caldissima”, con i suoi milioni di morti durante i continui
“conflitti locali”.
In questo conflitto USA-URSS lo sfacciato “riciclaggio” di scienziati, tecnici o
semplici criminali di guerra nazionalsocialisti di ogni nazionalità divenne per gli USA
ed il “blocco capitalista”, compreso il Vaticano (11b), un passaggio obbligato.
È peraltro poco noto che la famosa Paperclip Operation che portò negli States decine
di scienziati tedeschi ebbe il suo bravo “aspetto occulto”, vale a dire il trasferimento
di diversi “esperti di tecniche di guerra psicologica” che sarebbero stati “riciclati” nel
demoniaco progetto MK-Ultra.
Quest'ultimo fu ufficialmente “annullato” nel 1973, (per risorgere immediatamente
dopo con modalità più “coperte”; risulta tuttora “attivo”...) con relativa affannosa
distruzione di documenti; ma venne fortunatamente svelato grazie alla casuale
scoperta, nei sotterranei di un ufficio, di casse di carte sfuggite ai roghi dando così
corpo alle voci che si rincorrevano da anni sulle sue sinistre caratteristiche.
Nella genesi di questo progetto, al limite fra ricerca psichiatrica e magia nera, la
causa scatenante le paranoie della CIA e delle varie intelligence fu l’allucinante
Processo Midszenty (Ungheria 1947) dove l’eroico Cardinale ungherese apparve
come un fantoccio privo di volontà e pronto ad ammettere qualsiasi ignominia.
(Gli americani si dissero: i Russi dispongono dunque di qualche “tecnica
miracolosa” per distruggere la mente e la volontà di chiunque e noi?).
Iniziò così una serie di “esperimenti” ignobili, spesso su soggetti ignari, ove si
distinse il Prof. Ewen Cameron, non un Carneade ma addirittura il Presidente della
potentissima APS (American Psychiatric Society), capace di ridurre a larve umane
decine di esseri sanissimi: lo scandalo scoppiato vent'anni dopo - quando ci fu la
scoperta delle MKUltra Papers - ha poi costretto il Governo USA a rifondere con
milioni di dollari le vittime ed i loro eredi (12).
Le tecniche usate nel corso di MKUltra tendevano in definitiva a “distaccare” l'Io
delle vittime - sovente ignare di fare parte di un “esperimento scientifico” - dalla
compagine psicofisica con un “marchio” che, anche qui, rivela la natura ahrimanico-
asurica del “progetto”.
Tali tecniche erano basate sia sull’uso della deprivazione sensoriale, che su quello di
sostanze chimiche (vedi infra) o di strumenti di natura elettromagnetica atti ad
alterare il comportamento.
Non sono però mancate indagini innominabili sulla “soglia del dolore” che
avrebbero, nel corso degli anni, riempito di dolore le celle di tortura di paesi “amici”
89
o meno come Grecia, Turchia, Brasile, Uruguay, Egitto, Israele, Argentina, Iran, Siria,
Cile ecc. con il nobile pretesto della “lotta anticomunista”. (Va anche detto che
esperimenti simili sono stati condotti, sia pure in modo più sporadico, anche dall’altra
parte della Cortina di Ferro come strumenti di “lotta antimperialista”).
Fra i vari sviluppi della “guerra psicologica”, una parte della quale sarebbe sfociata in
una vera e propria “guerra occulta” - si pensi alla tecnica “militare” del remote
viewing, simile al “viaggio astrale” degli occultisti inglesi della Golden Dawn (13) -
particolare importanza per l’uso politico e sociale che ne fu fatto - rivestì la scoperta
degli effetti dell’“acido lisergico”(LSD).
Questo potentissimo allucinogeno fu il mezzo - contemporaneamente palese ed
occulto - che il mondo della intelligence utilizzò per deviare in modo decisivo la
possibilità di crescita spirituale che il movimento della controcultura, nato sull’onda
della lotta alla guerra nel Vietnam e della “scoperta di sé” fra il 1962 ed il 1970
avrebbe potuto portare all’interno della società USA, ancora mummificata sugli
stereotipi piccolo-borghesi e conformisti immortalati da un capolavoro
cinematografico come Pleasentville.
Dal punto di vista esoterico non ci si deve nascondere che fra quelle anime che
decisero di ribellarsi all'estabilshment schiavo della Logge vi erano - e vi sono - molti
di quei “michaeliani senza saperlo” di cui ha parlato Jesaiah Ben-Aharon nei suoi
studi fondamentali (14) e la cui vocazione verso lo Spirito ricevette colpi micidiali sia
per la latitanza mondiale di un vero Movimento Antroposofico o di una
consapevolezza spirituale diffusa, sia per l’abuso di sostanze psicotrope indotto dalla
subdola azione delle intelligence (Si ricordi che il "profeta dell'LSD"Timothy Leary
era a libro-paga della stazione CIA newyorchese…).

ASSASSINI POLITICI IN USA

Nell’arco di tempo che va dal 1963 al 1980 diverse pallottole omicide


stroncano la possibilità che la “migliore America” possa in qualche modo prendere il
sopravvento sul mondo dell'affarismo politico e finanziario, legato al complesso
militare-industriale da un lato e alla criminalità organizzata dall’altra, ma comunque
prono ai disegni di “potenza” delle Logge e del loro progetto di asservimento
dell’umano ai poteri delle Forze Luciferiche, Ahrimaniche ed Asuriche.
John Fitzgerald Kennedy, Robert Kennedy, Martin Luther King, John Lennon,
soccombono sotto i colpi di assassini tutti mentalmente “eterodiretti” e tutti agenti per
assecondare i disegni politici del buon vecchio GOP (Great Old Party), il Partito
repubblicano americano, che, sul piano esteriormente politico, appare il diretto
emissario - non certo esclusivo - di quelle sinistre “famiglie occultiste” di cui
abbiamo in precedenza fornito alcuni connotati d’identificazione.
Non si meravigli il lettore di trovare il nome del chitarrista dei Beatles accanto a
quello dei Kennedy e, anche di non vedere citato il parzialmente fallito attentato a
Reagan accanto agli altri fatti di sangue politici.
John Lennon fu ucciso dal “posseduto” Chapman (lo stralunato assassino del Beatle
sarebbe in seguito stato sottoposto addirittura a veri e propri esorcismi) per il fondato

90
timore che - una volta ottenuta la cittadinanza USA - potesse diventare il fulcro
politico ed il propulsore di una rinascita del movimento pacifista ed antirepubblicano
USA, mentre il plot per assassinare il padre dello “scudo stellare” (splendido “mezzo
nero” per tentare di isolare la Terra dalle influenze cosmico-eteriche dell'Universo) fu
tutto interno alle “rese di conti” dell'estabilshment.
Quanto ai “casi JFK e RK”, vogliamo qui sottolineare alcuni aspetti particolari, senza
avere la pretesa di poter dire qualcosa di definitivo su tragedie che, se chiarissime
sotto il significato di fondo di spietati mezzi per alterare in senso favorevole agli
Ostacolatori il corso della storia, lo sono molto meno sul piano puntuale e particolare
della decifrazione dei singoli fatti.
È alquanto significativo il fatto che un personaggio chiave come David Ferry (si
ricordi la magistrale interpretazione che ne da Joe Pesci nel film di Oliver Stone
dedicato al caso JFK) fosse contemporaneamente:
1) “Vescovo vagante” di una “Chiesa Gnostica”.
2) Praticante di riti magici a sfondo voodoo, (Levenda nei suoi saggi citati in nota
ipotizza un’azione di magia nera contro JFK orchestrata dal sinistro dittatore haitiano
“Papà Doc” Duvalier).
C'è una connessione occulta fra questi due fatti apparentemente scollegati che la dice
lunga sul milieu occultista americano.
Molti “Vescovi vaganti” di queste mini-chiesuole sparse ovunque (15) vanno alla
caccia delle “influenze spirituali” che sarebbero presenti nelle “consacrazioni
vescovili” in quanto ritenute efficaci dalla stessa Chiesa Cattolica da cui in definitiva
originano - anche se irregolari e quindi da condannare moralmente - per accrescere
il proprio “potere magico” quali esponenti delle Logge “grigie” o “nere” cui
appartengono in via principale, con ciò legandosi ancora di più agli “Spiriti della
Tenebra”(15b).
Vanno inoltre messi in luce altre “coincidenze significative” relative agli esecutori
materiali dei delitti politici che hanno cambiato la storia del secolo: ad esempio
Shiran Shiran, assassino di RK, era totalmente “assente” al momento del fatto e si
fece arrestare in maniera del tutto docile e quasi “sorridente”.
Shiran era da tempo in “paziente” di un “chiacchierato” (vi è che sostiene che facesse
parte della “squadra” del progetto MKUltra) psichiatra contiguo al mondo delle
intelligence e una volta in carcere, incapace di ricordare alcunché, del delitto, tornò
alle sue letture preferite: Blavatsky, Besant, Sinnet, parapsicologia ecc.
Ancora: sia Oswald - uno degli assassini di JFK - che l’“indemoniato” Chapman,
killer di Lennon, avevano soggiornato, prima di “armarsi e partire”, a vent'anni di
distanza, nel medesimo ospedale psichiatrico delle Isole Hawaii, retto da personaggi
vicini al medesimo milieu a cavallo fra intelligence, covert operations e mondo
accademico.
Comunque sia, dal 22 Novembre 1963 in poi, camminando sui cadaveri dei Kennedy,
di King e di Lennon, l’America di Nixon e del Watergate, di Reagan e dello
“scandalo IranContra”, del Massone 33° grado Ford e dei Bonesmen Bush padre e
figlio, ha preso il potere e lo ha tenuto, in nome delle Logge.

91
E tranne le parentesi di Carter e Clinton, - quest'ultimo a sua volta vicino ad ambienti
del “Milner Group”(16) - lo detiene tuttora.

...E IN ITALIA…

Il nostro Paese ha pagato il suo tributo di sangue al conflitto decennale tra USA ed
URSS soprattutto in termine di vittime del terrorismo sponsorizzato dall'asse CIA-
NATO: abbiamo altrove detto qualcosa di questo tema e dei suoi legami con certa
cultura “esoterizzante” (17). Non ancora esplorato è il tema della “valenza occulta”
delle istituzioni massoniche e paramassoniche che hanno fatto da tramite ed a volte
da centro di propulsione della “Strategia della Tensione” in Italia (Loggia P2 e
Superloggia di Montecarlo) in quanto sembra che tali strutture utilizzassero il
ritualismo massonico come mero paravento formale della loro azione criminale in
campo politico-finanziario: è noto come Gelli “disdegnasse” l'eccesso di cerimonie
preferendogli la “concretezza” dell’“azione in campo profano” (18).
Accanto a questi episodi e con le stigmate del medesimo “centro direzionale
operativo” il delitto politico ha peraltro fortemente contribuito a deviare il destino
nazionale nella medesima direzione in cui si è avviata la politica americana in seguito
agli omicidi dei Kennedy: alludiamo al “caso Moro” (19), la cui tragica morte è stata
seguita dal decennio del malaffare “rampante” del craxismo e, subito dopo,
dall’avvento del populismo mediatico e truffaldino incarnato da Silvio Berlusconi,
adepto della Loggia P2 (tessera 1816), flebilmente contrastato da avversari in genere
privi di qualsiasi idea-forza capace di porsi come veramente alternativa alla comune
adorazione del liberismo e del “mercato”: in definitiva della socialdarwinista “lotta
per l’esistenza”.
Segno ne è che anche le cosiddette “forze antagoniste” cadono sovente preda di
logori stilemi marxisteggianti.
Altro segno è la difficoltà di radicare veramente nel nostro Paese la cultura
ecologista, l’unica “novità” effettiva nel panorama mondiale nel “mercato delle
concezioni del mondo” (20).
Ancor più significativo è stato l'evento romano del Maggio 1981, in cui,
sopravvivendo ad un attentato di cui neppure ora sono chiare le modalità - si può
pensare ad un plot centrato sulla sorda lotta fra l’ala “massonica” presente in forze in
Vaticano sin dal 1971 con la Loggia Ecclesia e l’avvento in forze della “nuova
Destra” dell'Opus Dei - Karol Wojtyla diede un contributo forse decisivo al crollo del
“socialismo reale” ed alla vittoria americana nella Terza Guerra Mondiale.

LA VITTORIA ED IL DECLINO (?) DELL'AMERICA “NEO-CON”

Se si guarda alla corona di personaggi che, a vario titolo, costituiscono l’entourage di


George Dubya Bush, da Rumsfeld a Rove, da Wolfowitz a Kristol, passando per Perle
e Cheney, troviamo un intreccio di elementi occulti, politici e finanziari che così si
possono riassumere:

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1) L'appartenenza al mondo delle “Logge” occulte, siano esse la ricordata SnB, o le
similari The Fence (già PiBetaKappa) e Scroll 'n Jaws, oppure a quello delle
Massonerie Regolari di tutti o quasi gli elementi della congrega.
2) La proclamata “fedeltà” all'insegnamento del politologo tedesco Leo Strauss (21)
teorico di un para-platonismo ossessivamente elitario e reazionario, sostanzialmente
contiguo - come già osservato in precedenza - al modus operandi delle Logge.
3) L'alleanza col fondamentalismo protestante nordamericano, decisiva sul piano
elettorale. Alleanza peraltro terribilmente pericolosa per la pace nel mondo, dato il
riduzionismo semplicista ed aggressivo del linguaggio biblico utilizzato,
ossessivamente ricondotto alla lotta fra “Bene” (America “cristiana”) e “Male” (oggi
il Terrorismo “Islamico”, domani il “pericolo giallo”?), con un totale rovesciamento
dei reali contenuti delle parole del Cristo e con il radicale pervertimento del senso
della Sua Presenza sulla Terra.
Si noti come anche quest’ultimo elemento sia non solo funzionale alle modalità
operative delle Logge ma anche perfettamente coerente con la loro natura anticristica.
Altra alleanza, di natura non solo strumentalmente geopolitica ed ugualmente
pericolosa è quella con quella parte dell'intelligence israeliana che funziona come
diretta emanazione della destra sionista.
4) L'identità praticamente assoluta fra i vertici neocon ed i potentati finanziari,
industriali e militari, prima fra tutte la lobby dei petroli.

Dal punto di vista storico il punto-chiave nella “nascita” della Quarta Guerra
Mondiale (contro il “Terrorismo”, ma c'è anche la Cina che fa capolino sullo
sfondo...) sta nel colossale inganno dell'attentato alle Twin Towers (22), ultima catena
di similari episodi (Cuba 1898, Pearl Harbour 1941, Golfo del Tonchino 1964) tipici
della “filosofia Skull 'n Bones” e dei giochi sporchi delle agenzie di intelligence, ma
non certo fuori posto nell'universo del para-machiavellismo “straussiano” - ove
attentati “terroristi" o “attacchi del nemico” vengono o direttamente organizzati o
segretamente “tollerati” allo scopo di “contrattaccare in nome della civiltà”.
Al momento in cui scriviamo queste note gli esiti di tale strategia appaiono incerti ed
oscuri quanto mai; dall'avventura sempre più tragica e sanguinosa della “liberazione
dell’Iraq”, ai “venti di guerra nucleare” verso l'Iran ove, d’altra parte, i rantoli
antisemiti del Premier di Teheran e la “voglia di atomica” del suo regime teocratico
sembrano fatti apposta per provocare la reazione dell’Occidente.
Ma ancor più grave è che nel frattempo un colpo terribile sia stato dato alla tradizione
del rispetto dei diritti civili ed umani negli USA e nel mondo tipica della cultura che
sottende la Costituzione americana.
Non è solo lo scandalo del Patriot Act o la continua erosione della privacy: c'è anche
la legalizzazione della tortura o il suo “appalto” a “Paesi terzi”. Si tratta di
mostruosità ove il marchio di Ahrimane trova la maniera di esprimersi in tutta la sua
forza: è semplicemente terribile che una nazione fondata da Europei che fuggivano
dagli orrori dell'intolleranza religiosa e politica stia così oggi rinnegando le sue stesse
radici storiche e civili.

93
Per chiudere allora queste note ci si deve augurare che quella “migliore America” che
è stata così spesso soffocata dall’azione delle Logge sappia alla fine trovare la sua
strada per cominciare a guarire quel “doppio nazionale” che agisce oggi negli USA e
nel mondo come quello costituito dal nazionalsocialismo agì a suo tempo nell’Europa
Centrale (23); naturalmente la speranza più forte è che sia la “Scuola di Michele”
finalmente attiva socialmente sulla Terra, partendo magari dalle piccole - e talvolta
meno piccole comunità già operanti (24) - a saper indicare la strada che porta alla
Triarticolazione dell'organismo sociale come risposta vera all’offensiva continua
delle Forze dell’Ostacolo.

NOTE

1) Alcune conferenze di questo Ciclo del 1917 sono state pubblicate in italiano sulla
Rivista GRAAL a partire dal n. 31/1990 ed in inglese nel volume Secret
Brotherhoods, London 2003
2)R.Steiner, Interiori impulsi Evolutivi dell’Umanità - Goethe e la Crisi del Secolo
XIX, Milano 1976
3) R.Steiner, TheBook of Revelation and the work of the Priest, London 1997
4) Nicholaas de Jong, The Ufos, the search for truth and the tools for their
redemption in Bruisvat, Summer 2001
5) D.Ovason, The Masonic Architecture of our Nation Capital, New York 1998
6) Antony C.Sutton, America's Secret Estabilshment, New York 1989 ed AA.VV. (a
cura di K.Milligan) Fleshing out Skull ’n’Bones, Chicago 2003
7) ibidem
8) su Strauss: www.filosofico.net/leostrauss
9) P.Levenda, Sinister Forces A Grimoire of American National Political Witchcraft,
Vol I, The Nine, Chicago 2005
10) R.Miller, Bare Faced Messiah The true Story of L.R.Hubbard, New York 1994
11) P.Levenda, cit. e anche Sinister Forces Vol.II A Warm Gun, Chicago 2005
11b) M.Aarons J.Loftus, Unholy Trinity, II Ed New York 2005
12) ibidem
13) David Morehouse, Psychic Warrior, London 2001
14) Jesaiah Ben Aharon, L'Evento Spirituale del XX Secolo, Rivista Antroposofia
6/2003 e America's Global Responsibility, Great Barrington, Mass.2003
15) M.Introvigne, Le Nuove Religioni, Milano 1989
15b) R.Steiner, La Caduta degli Spiriti della Tenebra, Milano 1998
16) T.Boardman, Mapping the Millennium, London 1999
17) A.Franco, L'Equivoco tragico dell'esoterismo “tradizionalista”, Rivista Kairòs
34/2003
18) S.Flamigni, Trame Atlantiche, Roma 2005, II ed.
19) S.Flamigni, La Sfinge delle Brigate Rosse, Roma 2003
20) A.Franco, Eco-logia o Eco-Sofia? Rivista Kairòs 29/2002
21) v. nota 8

94
22) M.A.Nafeez, Guerra alla Verità, Napoli-Roma 2003 e Guerra Alla Libertà,
Napoli-Roma 2004 D.J.Griffin, 11 Settembre, Roma 2004
23) A.Franco, Antroposofia e Nazionalsocialismo, Rivista Antroposofia 7/2001
24) vedi i siti www.civilsociety.co.il.en e www.cadi.ph

95
V) PINOCCHIO, IL GATTO E LA VOLPE.
L’ANIMA DI POPOLO ITALIANA FRA MASSONERIA E CATTOLICESIMO
(1861-2015) *

PREMESSA

L'immagine del “burattino che sta per divenire uomo”, tentato in tutti i modi dai due
marpioni, può essere utile per comprendere la particolare situazione dell'Anima di
Popolo Italiana, nel corso del secolo e mezzo che intercorre fra il raggiungimento
dell'unità politica ed il momento attuale.
Se poi volessimo dare una caratterizzazione più ampia all'immagine potremmo
definire la “Fata Turchina” come l'Arcangelo di Popolo che attende il risveglio
umano dal “legno” per portarlo avanti nella sua evoluzione.
D'altro canto si possono considerare i “due” accanto al figlioccio di Geppetto, come
immagini degli Ostacolatori, avversi fra di loro, ma adusi ad ogni patto per asservire
l'ambita preda.
Come si sia sviluppata l'alleanza tentatrice e come il “burattino” possa invece aspirare
a ricongiungersi con la “Fata-Arcangelo”: è il tema del presente studio.

SGUARDO SINTETICO SULL’“OGGI”

Rudolf Steiner, più di una volta (1), considerò che se il Movimento Antroposofico
non avesse raggiunto una “culminazione spirituale” per i tempi in cui viviamo,
l’“umanità sarebbe scivolata nella barbarie”.
Altre volte (2) usò il termine “decadenza” e, se consideriamo le cose in modo
possibilmente obbiettivo non si può non considerare quanto segue.
Il Movimento Antroposofico (dentro e fuori la Società in quanto tale) ha
indubbiamente mostrato, nel corso degli otto decenni e più che ci separano dalla
dipartita del Fondatore, capacità di crescita, con accensioni di luci di rinnovamento
da un lato e di saggia trasmissione alle nuove generazioni - oltre che di messa in
pratica dei contenuti donati un tempo - dall'altro.
Non si può peraltro fare a meno di notare come, date le premesse, il Mondo
Spirituale si aspettasse molto di più, in senso qualitativo e quantitativo.
A ciò si deve aggiungere che lo “lo stato delle cose” richiede indubbiamente questo
“di più”, in modo quasi spasmodico.
Le patologie sociali mondiali sono ormai in continua crescita e metastasi: lo
dimostrano anche gli ultimi eventi, caratterizzati dallo scoppio delle varie “bolle
finanziarie” ed all'impoverimento globale del Pianeta, mentre la minoranza esigua di
“lorsignori” continua ad arricchirsi mostruosamente, di contro al decadere sempre più
vistoso di socialità, moralità, cultura, strozzate dal dominio delle tecno-scienze e dal
social-darwinismo trionfante.

96
Questo il quadro d'insieme globale da cui emergono i due “pilastri” dell'Usurocrazia,
che ha ormai sostituito il semplice “dominio dell'homo oeconomicus”, essendone
l'estrema degenerazione, e della Dittatura della Menzogna, espressa in ogni campo:
dal politico al culturale-scientifico, all'economico-sociale.

In questo contesto malato il “caso Italia”, considerato nell'ambito della vita sociale e
politica, ha le sue specificità.
Stiamo perdendo non solo “sovranità”, come del resto tutti i Paesi europei, grazie
alla farsa dell’“Europa dei burocrati”, la quale vigila affinché il dominio anglofono
non venga mai meno grazie al governo di personaggi che di fatto vengono nominati
da poteri non certo “eletti dal popolo”, come il Bilderberg Group o il Council for
Foreign Relations (3), a loro volta espressione del Mondo delle Logge.
Accade che, al nostro interno, stiamo mettendo in seria crisi le basi stesse della vita
civile e politico-sociale, intesa nel senso tradizionale liberal-democratico di
conformazione di un Paese ai dettami della sua Carta Costituzionale.
È una realtà oggi sotto gli occhi di tutti, che si manifesta anche quale ultimo esito
della discesa “in campo” del patron delle televisioni commerciali, (il Paese dei
Balocchi per il ns. Pinocchio-Italia) trasformatosi in uomo di Governo e della scarsa
resistenza dalle sedicenti “opposizioni” politiche al suo operato, le quali alla fine si
sono raccolte nella “triade” dei non eletti: Monti, Letta, Renzi, semplici “agenti di
commercio” di “Draghi § Co.”, onde continuare con l'operazione di “macelleria
sociale” che ha animato l'ultimo quindicennio di vita europea.
Realtà di cui qualcosa si dirà nel prosieguo di questo scritto.
Questo dal punto di vista politico ed istituzionale.
Dal punto di visto della socialità e moralità correnti, l'imbarbarimento veicolato dai
media ed interagente con essi avanza rapido, divenendo sentire comune, ovvietà
quotidiana, cultura spicciola.
La specificità italiana verte inoltre non solo nel rischio di derive “peroniste” (l'uscita
del Paese dal consueto quadro europeo della forma di governo costituzionale e
formalmente democratica) ma anche su fenomeni di patologie ulteriori rispetto alla
“media europea”, quali la presenza di una criminalità organizzata omnipervadente e
fortemente collusa con larghi strati del potere politico ed amministrativo centrale e
locale, o la fortuna di forze politiche che si sono proposte di demolire l'unità politica
nazionale in nome di una sorta di tribalismo economico-fiscale che viene
impropriamente chiamato “federalismo”.
Ma come in ogni organismo ancora vivo, ogni malattia produce degli “anticorpi”,
anche in Italia - sia in senso puramente individuale sia in senso sociale - è esistita ed
esiste un'azione di contrasto.
Non parliamo solo della “società civile” migliore, che si esprime nel mondo del
volontariato o nella coltivazione delle “sacche di resistenza” al domino della
menzogna organizzata, grazie anche alla rete Internet.
Alludiamo ad alcuni aspetti sia spirituali che sociali alcuni dei quali - per noi
fondamentali - andranno esaminati da vicino.

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Per arrivare a ciò gli occorre però parlare prima degli “attori del dramma” e delle
tracce storiche del loro interagire.

Anima di Popolo Italiana, Massoneria,Cattolicesimo

È nota ai cultori di Scienza dello Spirito la caratterizzazione dei nessi fra popoli ed
Arcangeli, quali Esseri “dirigenti” di essi, che Rudolf Steiner tratteggiò, soprattutto
nel ciclo specificamente dedicato al tema (4).
Va quindi solo ricordato come i popoli mediterranei in generale e quello italiano in
particolare abbiano quale “organo animico” preponderante l'anima senziente.
Qui va subito fatta una distinzione fondamentale: ognuno di noi, inteso come Io o
spirito individuale, si incarna periodicamente sulla Terra, indossando un determinato
“abito karmico”, formato dai “corpi” astrale, eterico, fisico, che vanno gradualmente
trasformati e resi strumenti dell'Eterno in noi, venendo con ciò a vivere in un certo
popolo.
L'essenza puramente individuale, che attualmente sviluppa l'anima cosciente quale
presenza dell’Io - come tale attivo non solo nel fisico ma in tutto l'organismo psichico
e biologico - va quindi distinta dalle caratteristiche etniche che si manifestano
nell’“abito”.
Naturalmente esse si manifestano in ognuno di noi italiani, in un modo che può
essere più o meno accentuato: esso può essere reso “degno dell’Eterno” o, al
contrario, divenire una sorta di “anti-Io” intriso delle particolari degenerazioni delle
caratteristiche comuni.
Ad esempio: la “spiritualizzazione dell'anima senziente” che l'Io individuale
dell'italiano ha come compito in quanto “cittadino dello stivale” ha mostrato
storicamente alcuni tratti nobili in svariate personalità di artisti, inventori, filosofi.
Basti pensare, nel periodo di tempo che andiamo considerando, a figure quali
Rosmini, Gentile, Puccini, Carducci, Pascoli ecc., ossia quanto di meglio il sentire
artistico, poetico o musicale o la luce del pensiero “carico” di pathos creativo ha
saputo produrre, fino ai più ambigui, moderni e visionari - ma comunque innovativi -
casi legati all'arte cinematografica come Fellini.
O si consideri, in campi più vicini alla vita pratica, l'operosità intelligente e
coraggiosa di tanti medi e piccoli industriali, almeno prima dell'avvento della
dittatura bruta dell'usurocrazia bancaria internazionale.
Accenniamo poi solamente a casi, più direttamente legati ad una precisa esperienza
ascetica, quale può essere quello di un Arturo Onofri, insieme poeta ed esoterista di
grande livello (5); ma crediamo di aver reso l'idea di ciò che possa significare questa
“spiritualizzazione” del sentire.
Che ha ovviamente ampie e vistose zone d'ombra, quale “doppio”, laddove il Gatto e
la Volpe possono sguazzare…
Così l'oscillazione continua fra gli estremi della esaltazione e depressione favorisce
l'insorgere e l'insediarsi di alcune preponderanti patologie dell'anima italiana, quali
doppiezza, non veridicità, prontezza al mercanteggiamento, incapacità di costanza
nelle decisioni, sensualità deteriore, impazienza, sbracata gigioneria ecc.

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Senza dimenticare la caratteristica nazionale del mischiare la tragedia alla farsa, che è
un tratto che ha saputo peraltro produrre frutti fondamentali, in un certo senso
redentori, nella tradizione artistica, teatrale e cinematografica,

Ora, per restare in termini teatrali e cinematografici, dobbiamo considerare gli altri
protagonisti del plot, il “massonico” ed il “cattolico”.
L’“attore massonico” in questa vicenda è inteso in senso lato.
Vale a dire: non solo l'organizzazione muratoria in quanto tale, ovverosia come
specificità iniziatica (o peggio, ormai contro-iniziatica) o politica, ma come milieu
d'incubazione dei poteri industriali, economici, finanziari, bancari ecc. che hanno
determinato storicamente e tangibilmente tanta parte delle nostre vicende.
Qui la storia stessa ci mostra inizialmente un fatto assai rilevante.
Durante un certo periodo, nel Risorgimento, e fino all'avvento dei governi Crispi
(1887-1896) gli interessi delle “Logge” - che sono tradizionalmente legati a quelli dei
popoli anglofoni - hanno coinciso con alcuni positivi retroscena spirituali della nostra
storia.
Steiner ci narra (6) di come, sostanzialmente, l'unità politica italiana sia nata per un
volere “dell'Alto”, incarnatosi nelle figure, per molti versi straordinarie, di Garibaldi,
Mazzini, Cavour e Vittorio Emanuele II.
Qui, anche sul piano esteriore, essendo i protagonisti del Risorgimento affiliati a
logge muratorie, il nesso positivo fra anima di popolo ed elemento massonico non
può non risaltare.
Durerà però, come vedremo poi meglio, solo fino ad un certo momento: quando
l’Italia, nata dalle guerre del Risorgimento, tenterà di rispondere alla sua vocazione
culturale mitteleuropea anche sul piano politico o addirittura militare, la Massoneria
opererà per riportare il ns. Paese nell'orbita degli interessi britannici.
Da quel punto in poi, parallelamente alla sempre più vistosa decadenza rituale e
“operativa” del Massonismo, l'elemento “logge” diventerà un fattore di terribile
decadenza per la nazione italiana, fino agli estremi di questi ultimi decenni.
Ma mentre nel Risorgimento la Massoneria operava, per un certo tempo, a fianco
dell'Anima italiana l’“attore cattolico” si è andato ponendo, per lunghi decenni, come
il “grande nemico” dell'unità politico sociale del popolo italiano.
La Chiesa ha lottato strenuamente per tutto il XIX Secolo ed oltre, non solo in Italia,
contro ogni forma di “modernità”, “laicità”, “liberalismo”, identificati col Demonio
stesso, attraverso strumenti di ottundimento e perversione delle coscienze quali il
Sillabo (1864), il Dogma dell'Infallibilità (1870), la Pascendi (1909).
Ma nello stesso tempo altri strumenti, molto più intelligenti, quali la Rerum Novarum
(1893) preparavano le basi di quell'importante “cattolicesimo sociale” che sarebbe
stato il frutto maturo di una crescita attiva nel settore della vita collettiva, assai
diversa dagli “anatemi” di un tempo.
Frutto incarnatosi -1919 - nella nascita di un partito politico d'ispirazione cattolica e
venuto poi a maturazione negli anni post-concilio Vaticano II.
Il Concilio e gli eventi successivi hanno messo in luce che è la dicotomia fra
inaridimento spirituale - soprattutto l'incapacità di dare una risposta concreta alle

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domande esistenziali dell'uomo moderno - e attivismo sociale e politico (con tutte le
frequenti “cadute” nel regno maledetto della finanza e del potere economico di cui si
dirà), a caratterizzare sostanzialmente la Chiesa di questi tempi.
Tuttavia la fine relativamente recente del partito d'ispirazione cattolica, travolto dalla
sua stessa decadenza, pone nuovi serissimi interrogativi sulla capacità di una visione
sociale genericamente “cristiana” ad incidere sulla realtà.
Scriviamo questo per sottolineare come, almeno ad un primo sguardo, mentre
l'elemento “massonico” appare oggi, non solo in Italia a dire il vero, come
inguaribilmente decadente ed infettato dai peggiori impulsi oscuri, la situazione della
Chiesa appaia comunque molto più complessa ed articolata, soprattutto dopo gli
sviluppi degli ultimi decenni.
Qui, tuttavia, è d'obbligo una domanda.
Sono veramente così “nemici” i due poteri che tentano il “burattino in via di divenire
uomo”?
Per cercare una risposta ci soccorre la testimonianza di Ludwig Polzer Hoditz, così
come riportata da Peter Tradowsky (7).
Rudolf Steiner disse al discepolo austriaco (uno dei pochissimi ad essere ammessi al
suo cospetto durante la fase finale della malattia che avrebbe avuto come esito la sua
prematura scomparsa) di un accordo, risalente al 1802, fra vertici delle Logge
britanniche e gesuiti “di altissimo rango”, che aveva come oggetto quanto poi sfociò
nella tragedia di Kaspar Hauser, punto decisivo per capire l'evoluzione successiva
dell'Europa Centrale, con la conseguenza gravissima della formazione dell'unità
germanica tramite il prevalere dell'elemento militarista prussiano a scapito di quello
puramente umano o “schiller-goethiano” della Germania centro-meridionale.
È poi sorprendente notare come nel XX Secolo inoltrato si parli con insistenza di
infiltrazioni massoniche (8) in Vaticano (Loggia Ecclesia) mentre, se andiamo a
ritroso è parimenti nota l'opera di infiltrazione che diversi gesuiti portarono avanti nei
confronti della Massoneria sin dal XVIII Secolo.
Meno sorprendente se si pensa alle parole del Gran Maestro Emerito De Bernardo,
attuale capo di una setta di “Illuminati”, che, intervistato da F. Pinotti (9), dichiara
serafico che è ovvio che quando “si avanza” nella sapienza ci si incontri”; “sa, a certi
livelli…”
Resta da vedere di che tipo di sapienza si tratti e, se diamo retta al pur ambiguo testo
di Gioele Magaldi (9 b), c'è da pensare al peggio riflettendo sulle fonti, visibili ed
invisibili, di essa.

UNO SGUARDO ALLE VICENDE STORICHE

a) la Grande Guerra, Mussolini e la Seconda Guerra Mondiale.

Si è oggi usi a considerare l'insignificanza geopolitica dell'Italia: non così fu in altri


momenti storici, ad esempio nel momento-chiave dello scoppio della Grande Guerra.

100
Come noto, in un primo momento l'Italia, pur dal tempo dei governi Crispi, legata
alla sua vocazione mitteleuropea e quindi all'alleanza con gli Imperi Centrali
germanofoni, optò per la neutralità.
La situazione precipitò fra la fine del 1914 e la primavera del 1915 sfociando in
quella che si può definire una delle principali tragedie (ed errori!) del XX Secolo.
L'errore, errore spirituale innanzitutto, consistette nell'entrata in guerra del Regno
d'Italia a fianco dell'Intesa anglo-francese e serbo-zarista.
Un ruolo di primo piano in questa scelta, esiziale per gli esiti della guerra e per il
dopoguerra, e, di fatto, per tutta la storia successiva, lo ebbe la frenetica propaganda
agitata da Gabriele d'Annunzio, che aveva, all'anagrafe, il meno “poetico” cognome
Rapagnetta, finanziato ampiamente dalle logge londinesi e parigine, sulla cui
personalità e sulla cui attività i giudizi di Rudolf Steiner sono di una severità invero
rare nel contesto della sua opera (9c).
Il perché di tale asprezza è presto detto: parlando in “tempo reale” Steiner prevedeva
gli esiti futuri dell'ondata di “sacro egoismo” che aveva portato all'intervento italiano
ed alla conseguente necessità militare, per gli Imperi Centrali, di spostare centinaia di
migliaia di soldati sulle Alpi.
Egli si rendeva conto di come lo squilibrio creato dall'intervento traditore degli ex-
alleati avrebbe vanificato l'unica soluzione logica possibile del conflitto: la pace
senza vincitori né vinti, cui si andò vicini nel 1916 e che non ci fu sia per le pressioni
fortissime delle “logge” sul governo britannico sia per la certezza che, al più tardi
nella Primavera successiva - come avvenne - gli Stati Uniti sarebbero intervenuti a
fianco dell'Intesa.
Una sola, pervicace e continuata azione demolitrice della Mitteleuropa, questa
l'opera delle Logge, azione che avrebbe raggiunto il suo acme quando, per dirla con
Geminello Alvi (10), l'operare palese ed occulto di diplomazia britannica e vaticana,
(altro segno di certi connubi segreti) circoli massonici e potentati finanziari avrebbe
“regalato Hitler all'Europa”.

Il dannunzianesimo fu elemento-chiave anche nell'avvento al potere di Benito


Mussolini, evento che Steiner tentò di influenzare con sano pragmatismo.
Da un lato non mancò di stigmatizzare le oscurità spirituale e l’“emersione degli
spettri della romanità”(11) che si agitavano dietro la presa di potere dell'ex-socialista
romagnolo.
Dall'altro tentò, inutilmente - grazie al frapporsi di “certi” antroposofi francesi (vicini
alle “logge”?) alla missione dell’euritmista russa di ciò incaricata nel 1923 - di far
pervenire a Mussolini la dottrina della Triarticolazione Sociale.
(È anche noto come, poco prima di essere ucciso, Mussolini abbia affermato che se
avesse conosciuto per tempo tali idee, “le cose sarebbero andate assai
diversamente”(12).

Mussolini, nei confronti di Massoneria e Cattolicesimo si comportò sulla scena


politica in due modi radicalmente diversi, in realtà comprensibili come aspetti opposti

101
ma complementari della sua personalità e del suo modo di agire, che aveva come
ideale il mantenimento ed il rafforzamento del proprio potere.
Proibì le attività muratorie, ma ebbe non pochi ministri “fratelli”, cercando di
utilizzare il suo caratteristico pragmatismo politico di natura “machiavellica” anche
nei confronti di quanti, pur ufficialmente “in sonno”, mantenevano legami ed
interessi comuni a prescindere dalla possibilità loro negata di riunirsi in modo
sistematico.
Fu ovviamente vicinissimo al grande capitale ed alle industrie in mani “muratorie”,
ma non esitò a promulgare le prime vere leggi per la costituzione dello stato sociale e
soprattutto, tramite l'IRI ed anche per uscire dalla crisi del 1929-31, volle
sottomettere la finanza al controllo statale.
Stesso discorso per il cattolicesimo: la clamorosa “resa al Vaticano” costituita dai
disgraziati “patti” del 1929 - che di fatto avrebbe reso impossibile in Italia da allora in
poi, ma soprattutto nel dopoguerra - la distinzione fra religione, quale elemento della
sfera culturale e spirituale - e Stato, quale elemento della sfera giuridica, fu frutto di
cinico pragmatismo politico, in un uomo sostanzialmente privo di ideali veri.
Lo stesso avvenne quando l'Italia ritenne di ritrovare la sua vocazione centro-europea
alleandosi con la Germania in funzione anti-inglese.
Il problema vero consisteva però nel fatto che l'alleato di quel momento, il
nazionalsocialismo, era l'orrido “doppio” della Mitteleuropa dell'inizio secolo, anche
se la natura prussiana e “Guglielmina” di quella Germania, appena temperata
dall'elemento asburgico, aveva in sé parecchi dei germi che avrebbero poi prodotto la
patologia hitlerita, come tale divenuta virulenta grazie al terreno di “incubazione”
galvanizzato da finanza massonica e gesuitismo.
Paradossalmente, nel 1940-42, Mussolini - grazie ai formidabili errori nella condotta
bellica - il peggiore dei quali fu l'assurdo attacco alla Grecia, che costrinse Hitler non
solo a spostare a sud truppe, ma anche a ritardare, in modo fatale, il previsto attacco
all’URSS - sembrò quasi “giocare per il nemico”.

b) Il Dopoguerra. la Ricostruzione ed il tentativo di Adriano Olivetti.

L'Italia uscì sconvolta e semidistrutta dalla guerra. La tragedia della guerra civile
1943-45 è una ferita ancora aperta oggi, a sette decenni di distanza.
La presenza ventennale di una dittatura, sia pure considerata soft rispetto agli orrori
di altri Paesi, ha inoltre avvelenato il costume civile e sociale in modo profondo.
Da qui l'acuirsi di antichi difetti, come il servilismo verso i potenti, l'uso continuo
della “doppia morale”, quella “pubblica” e quella “privata”, l'impossibilità per
l'italiano di sentirsi membro di una comunità estesa e non di un clan, famigliare o
meno che sia, l'assenza del “senso dello stato” o meglio del bene comune, nella classe
dei burocrati e degli amministratori i quali costituiscono fatalmente, sotto l'aspetto del
governo del territorio, la vera spina dorsale di una liberal-democrazia moderna.
Ma enormi energie furono impiegate nella ricostruzione, la quale avvenne in un
contesto politico ben preciso e ormai, per certi versi, irreversibile fino ad oggi.

102
L'Italia della Costituzione repubblicana, della Liberal-democrazia e del libero
mercato, appena temperato dai protezionismi pubblici e bilanciato da un welfare
italianamente “dilettantesco”, i cui pilastri erano già stati edificati dal vecchio regime,
sarà obbediente appendice della NATO, con il compito di impedire, sempre e
comunque, che il nuovo nemico, il “comunista”, si avvicini al potere.
Con la benedizione di una Chiesa ancora sostanzialmente arroccata al “Sillabo”, ad
onta dei fermenti sociali di cui sopra, che sfociarono nell'egemonia del grande partito
di massa, nominalmente “cristiano”, in quanto legato comunque a quella tradizione,
ma sempre più ambiguo e intriso di affarismi e corruttele, man mano che gli anni
passeranno.
In questo clima ed in questi anni 1946-56, nasce e si sviluppa quello che avrebbe
potuto essere il grande “dono” dell'Anima di Popolo italiana al mondo civile:
l'esperimento sociale di Adriano Olivetti.
Per una prima analisi di esso rimandiamo allo studio di S. Ciarchi, pubblicato sulla
Rivista Antroposofia (13): qui vogliamo sottolineare come l'industriale piemontese
fosse pronto ad applicare, adattandoli mirabilmente alla situazione obbiettiva in cui si
trovava, i principi di quella Triarticolazione Sociale che fino ad allora inutilmente
(anche se non del tutto, si pensi alla nascita della Pedagogia Waldorf come esito degli
infruttuosi tentativi degli anni 1919-22 in Germania) Steiner ed i suoi continuatori
avevano presentato al mondo.
Furono però proprio le forze di “sinistra”, nominalmente “sociali”, alleate di fatto con
quelle reazionarie (qui il Gatto e la Volpe dovettero divertirsi assai) a far fallire
l'esperimento, che, nondimeno avrebbe lasciato tracce importantissime nella cultura
industriale, aziendale, urbanistica non solo locale.
Vedremo poi quale possa essere - oggi - il destino rinnovato di questo tentativo.

c) L'Italia fra NATO e P2

Nel frattempo, mentre si avvicinavano gli anni della “strategia della tensione” - che
già aveva dato segni inequivocabili nella questione “Giuliano” e nella strage di
Portella della Ginestra (14) - la Chiesa entrava nel tentativo di modernizzazione
incarnatosi nel Concilio Vaticano II.
Nasceva una Chiesa meno “romana”: meno autoritaria, centralista, gerarchica: ma
mancava, come manca, una vera forza dello Spirito che sottendesse il tutto.
E di fatto, man a mano che la Chiesa si “umanizzava”, mostrava, con l'affievolimento
della potenza tradizionale, di non aver possibilità di attingere a fonti di rinnovamento
spirituale.
Si pensi, in campo teologico che l'abbandono del Cristo-Re caro alla Chiesa pre-
conciliare ha dato vita ad una ambigua concezione del Gesù profeta ebreo, “umana
troppo umana”, col tradimento continuo della Realtà del Logos fattosi carne.
Questo fattore spirituale, unito alle vicende spesso oscure delle cosiddette
“infiltrazioni massoniche” in Vaticano, alla commistione della struttura gerarchica
ecclesiastica col mondo tenebroso della malavita e degli affari sporchi (15) fino alle
vicende mai chiarite dell'attentato a Karol Woijtyla e del rapimento e della morte di

103
Emanuela Orlandi (16), della fine repentina di Papa Luciani (17) e di altri misteriosi
eventi (18), è decisivo per comprendere la crisi profonda della Chiesa ex cattolico-
romana, ormai spogliatasi dell'appellativo legato alla Capitale d'Italia, e quindi solo
“cattolica” cioè universale.
Ma il legame cosciente con l'Archè che dirige universalmente la nostra epoca, Mika-
El, è stabilito che passi innanzitutto per l'uomo libero ed è questo fatto spirituale che
rende irreversibilmente obsolete le organizzazioni spirituali tradizionali.
In altre parole: la crisi della Chiesa coincide con la decadenza dell'impulso imperiale
“romano” che l'animò per secoli e secoli e con il fatto che l'universalità è ormai affare
del singolo individuo.
Questo passaggio spiega, meglio di molte altre cose, la grandiosità, da un lato, e la
pericolosità dall'altro dei tempi in cui viviamo.
Venendo rapidamente meno i sostegni tradizionali l'uomo moderno si trova a
fronteggiare insidie e trappole micidiali, essendo sovente disarmato di fronte ad esse.

Intanto l'Italia viveva stagioni terribili: gli anni 1970-89 videro il trionfo della
“strategia della tensione”: il Moloch della “fedeltà atlantica” seminò il paese di morte
e terrore (19), fino al sacrificio di Aldo Moro, cui sarebbero seguiti, fino all'inizio
degli anni ’90, gli assassinii politico-mafiosi di tanti giudici-eroi fra i quali Falcone e
Borsellino.
Qui le perverse situazioni politiche e civili hanno una, ancor oggi visibile, esplicita
radice massonica, identificabile in una precisa struttura la Loggia P2 (20).
Essa appare ben altro che una “loggia deviata”, come una certa vulgata compiacente e
superficiale vorrebbe far credere, ma una potente “loggia coperta”, che è ben altra
cosa, la quale esegue funzioni e persegue obbiettivi che alle “Logge Madri” conviene
tenere celati.
Sul cadavere di Moro e sul suo tentativo di imprimere vigore allo stato sociale
italiano inizia la danza dell'edonismo liberista e rampante degli anni’80, incarnato
nella figura di Bettino Craxi e dei suoi accoliti, riflesso locale dell'orrore social-
darwinista rappresentato da Mrs “Goodnight Lady Thachter” (dal titolo di un
indimenticabile film che denuncia le tragedie nate da certe “privatizzazioni”) e da Mr.
Ronald Reagan (21).
È una danza che ci porta dritti all'oggi, musicata da slogan, frasi fatte e non-pensieri
quali “mercato è bello”, “abbasso lo statalismo”, e soprattutto, il più assurdo e nefasto
di tutti, in quanto “anti-triarticolazione” pura e semplice, quello dello “stato-azienda”.
Una volta che, col 1989, l'esperimento “socialista” nell'Est segna la sua fine, il
predominio di social-darwinismo, liberismo ed edonismo amorale, uno con quello
delle tecno-scienze autoreferenziali, così come viene organizzato e gestito dalle
“Logge”(22), celebra i suoi trionfi, esso inizia però a suscitare, gradualmente, come
contropartita equilibratrice, la ribellione, spesso istintiva e priva di sbocchi, del
mondo della “società civile” mondiale, favorita dall'avvento della rete Internet e della
comunicazione globali.

104
Ed è noto come il tema di “fornire il lievito” a tale fermento sociale sia al centro
della questione del rapporto fra Antroposofia e movimenti di resistenza alla
globalizzazione unidimensionale (22 bis).

Quanto all'Italia una salutare reazione la offre la Magistratura, od almeno una parte di
essa, che, spezzando la tradizione di ossequio al potere politico dell'apparato
giudiziario italiano, arriva a mettere in luce il mondo del malaffare legato ai vecchi
partiti politici, fornendo le basi per un rinnovamento che, viceversa, non diventerà
mai tale: almeno per ora.
“Mani Pulite” è una grande occasione persa, ce ne rendiamo conto sempre più.
Ed infatti, se si prende come fulcro degli eventi degli ultimi tre decenni l'opera della
P2, vediamo come esito recente (ispirato al “Piano di Rinascita Democratica di Gelli)
il tentativo berlusconiano della dittatura “morbida” fondata sul populismo mediatico
e sullo svuotamento dei valori costituzionali della nostra liberal-democrazia.
Nient’altro che un'ulteriore manifestazione di quel potere intrecciato al malaffare che,
inutilmente, i giudici milanesi tentarono di spezzare e che oggi caratterizza, in un
modo o nell'altro, praticamente l'intero quadro delle forze politiche in campo.
Resta da dire quanto segue: il fatto che l'opinione pubblica è riuscita comunque ad
avere contezza di certi retroscena, sia tramite il web sia tramite la stessa Tv “di stato”,
mostra come il progetto della dittatura orwelliano-peronista, perseguito dai promotori
della P2 sia stato combattuto, almeno sul piano dell'informazione corretta e della
diffusione delle notizie, come oggi può essere combattuto il regno della hybris
tecnocratica in veste “europide” portato avanti dalle medesime forze.
Ma c'è di più: fermo restando quanto detto sopra sulle specificità negative che ci
affliggono va a questo punto illustrato un altro “dono”, questa volta puramente
spirituale, che la nostra Anima di Popolo ha potuto offrire al mondo.

Massimo Scaligero e la “Trilogia del Graal”

L'opera di Massimo Scaligero è d'importanza capitale: in primo luogo per il mondo


dell'Antroposofia.
Lo studioso romano di origine ciociaro-calabrese (1906-1980) ha vissuto l'incontro
con l'opera di Steiner in un modo assai peculiare, scoprendola non come “oggetto di
studio” ma, preliminarmente, per via di pura esperienza interiore, quale identità con
essa - ed esito in essa - della propria vita di ricercatore spirituale, fino ad allora
(1941-44), liberamente ed autonomamente vissuta.
Da questo incontro con la Scienza dello Spirito derivarono per Scaligero tre nuclei
principali di azione interiore:

1) “Rimettere al centro” la strada maestra dell'Antroposofia, quale Scienza dello


Spirito, smarrita dalla gran parte dei discepoli di essa, ovverosia la Via del Pensiero.
2) Sviluppare da tale via-albero alcuni frutti particolari, fra cui, centrale per il tema
che stiamo trattando, quello che abbiamo definito la Trilogia del Graal.

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3) Formare dei piccoli o meno piccoli nuclei di libere comunità spirituali che
potessero perseguire l'obiettivo fondamentale di rischiarare l'atmosfera spirituale -
italiana soprattutto - onde permettere una più facile lettura delle esigenze umane da
parte degli Spiriti dirigenti. e e riconnettere così l'Umano, sia pure attraverso nuclei
limitati, con il Divino.

Al vertice di quest'azione ci può anche essere qualcosa di meno facilmente dicibile:


vale a dire la possibilità di stimolare la trasformazione positiva del karma di una
comunità di popolo, o anche una manifestazione meno distruttiva, sul piano del
sensibile, di un contenuto di destino pesante che si debba comunque incarnare.
Con questo, ovviamente, non si vuole sminuire la portata, in sé universale - nel senso
di puramente umana - dell'opera scaligeriana (che come lascito scritto è articolata in
una trentina di volumi) ma sottolineare quale sia la sua valenza per le specificità
italiane.
Ed è proprio la Trilogia del Graal (23), quale elemento particolare di una serie di
opere tutte collegate dal filo comune dell'esperienza del Pensiero Vivente, ad
esprimere in pieno l'istanza centrale della missione dell'Anima di Popolo Italiana,
vale a dire la spiritualizzazione dell'Anima Senziente.
I testi che la costituiscono vanno al centro di temi quali quello dell’Eros - e della sua
redenzione - e dell'Amore, che lo Zeitgeist dell'inizio secolo non permise a Rudolf
Steiner di trattare sistematicamente (24).
In questi scritti vive, pienamente realizzata, l’“intelligenza del cuore” che è la Forza
Micaelita per eccellenza: si ascolta in essi una profonda musicalità iniziatica espressa
in parole, se così si può dire, che è un segno dell'anima senziente che diviene,
tangibilmente, Sè Spirituale.
Qui la particolare missione “italiana” diviene universale, in quanto è l'elemento oggi
al centro dello sviluppo umano generale, l'anima cosciente (o Io che sperimenta il
proprio rango spirituale) ad entrare, guaritrice, nella sfera del sentire, di fatto
restituendo ad essa la musicalità e la creatività che le sono proprie.
Questo grazie all'ascesi del pensiero (istanza della Filosofia della Libertà) portata al
suo acme.
Si può infatti affermare che le pagine in questione esprimono la sintesi unitaria delle
tre forze dell'anima - pensare-sentire-volere - quale germe della Terra futura, sintesi
che ha, nella liberazione del pensiero dalla tirannia dell'apparire sensibile, il suo moto
operativo principale.
Resta da dire che per coloro che per karma, o per un “dono” micaelita, è stato
affidato il compito di far parte delle comunità di cui sopra - l'appartenenza alle quali
deve o dovrebbe essere ovviamente complementare e non antagonista a quella di altre
comunità che si interessino alla vita sociale o a quella spirituale - vi è la seria ed
impellente necessità di essere all'altezza di quanto ad essi fu consegnato.
È probabile che solo in futuro potrà essere universalmente apprezzato un lavoro così
importante, ma ancora poco conosciuto nello stesso paese d'origine; non mancano
però i segni di un'attenzione verso di esso anche al di fuori d'Italia (25).

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È possibile il risanamento sociale dell'Italia?

Abbiamo visto come, nel corso della sua vita politica unitaria, il popolo italiano in
veste di Pinocchio sia stato “sballottato” qui e là dall'azione, talvolta opposta, talaltra
congiunta, del Gatto e della Volpe, nel quadro della più vasta azione ostacolatrice che
ha interessato tutta la Terra.
Abbiamo anche visto che sono presenti due potenti antidoti, di natura oggettivamente
diversa, ma ugualmente importanti, manifestatisi nell'opera sociale, economica e
politica di Adriano Olivetti ed in quella di rinnovamento e ri-orientamento spirituali
di Massimo Scaligero.
Nella fiaba iniziatica collodiana, alla fine, il Gatto e la Volpe hanno ciò che hanno
meritato, mentre il burattino “diviene uomo”.
Naturalmente non c'è alcun lieto fine in arrivo, per il “burattino Italia”, ci sono però
alcuni strumenti attivi - o che possono essere attivati - in direzione di possibili terapie
guaritrici della situazione gravissima in cui versa il nostro Paese: non solo in campo
spirituale ove le comunità, anche se numericamente esigue, esistono e lavorano, ma
anche in campo sociale, laddove cresce un certo interesse per la Triarticolazione
Sociale (26).
In forma anche “indiretta”; ad esempio idee come quelle legate al “salario di
cittadinanza”, che tende a svincolare il “fattore lavoro” dal capitale sono state
“respirate” nell'aria che nasce proprio dall'idea steineriana della triplice articolazione
della vita associata delle comunità umane.
Alcune Regioni finanziano, tramite un sistema di assegni la possibilità della libera
scelta della scuola, mentre l'idea dell’“invecchiamento del denaro” e quindi della
possibile attivazione di una “decumulazione” dell'accumulo di capitali comincia
anch'essa a far capolino (27).

Inizialmente, quindi, i due strumenti salvifici di cui si è detto sopra, appartengono a


due piani differenti.
Da un lato come si accennava in precedenza, le comunità spirituali cercano in un
certo qual modo di “liberare la nebbia” dal mondo in modo che l'occhio dell'essere
Arcangelico che sovrintende l'Anima Italiana possa scorgere meglio le nostre
necessità - magari ispirando indirettamente, nella fase di sonno, le anime dei decisori
politici o sociali, in modo che, nella fase di veglia vengano “illuminati” a dire o fare
qualcosa di spiritualmente produttivo.
Dall'altro la costruzione di un “sentire comune” verso la Triarticolazione è impresa
che implica capacità forse meno spiritualmente eclatanti ma che vanno diffuse,
condivise e ramificate nella società.
Questo a livello di gruppi e comunità: individualmente è già successo che membri di
attive comunità di meditanti si siano dedicati allo studio della società, con risultati
pregevoli (28) sul piano della pubblicistica.
Ed è auspicabile che ognuno sappia coltivare in sé i due atteggiamenti. la coltivazione
individuale della Via del Pensiero e l'immissione dei frutti di tale coltivazione nel
sociale.

107
È evidente, poi, che entrambi i livelli tendono a convergere in un'altra cosa: le
necessità dell'Anima Italiana sono sempre più le stesse delle altre anime di popolo,
questo si può dire sia il senso più profondo della globalizzazione.
Ed è quindi essenziale capire dove, sulla Terra, vi sono segni che in un determinato
luogo possa iniziare un reale processo di risanamento sociale.
Al momento è oltremodo necessario, oltre a quanto si è detto, che sempre più anime
si aprano al “culto della Verità”, esercitato anche e soprattutto nella correzione,
dapprima interiore poi comunicata all’esterno, del continuo flusso di menzogne, che
ormai riguardano ogni campo: dalla politica (esempio pratico: il più grande di tutti i
false flag ovverosia l'affare 11 Settembre), alla sanità (esempio pratico le truffe dei
vaccini che uccidono l'anima), fino alla raffinata e poderosa ragnatela di bugie che
costituisce il background delle tecno-scienze asservite alla finanza.

Pinocchio vaghi ancora, in cerca della Fata, ma sai bene di aver ricevuto qualche
buon consiglio…

NOTE

* Rielaborato (2015) da una Conferenza tenuta in Roma, in Via Saliceti, il 7


Novembre 2009.

1) R.Steiner, Nessi Karmici, Milano 1983 Vol.IV


2) R.Steiner, Conoscenza Iniziatica, Milano 1978
3) vedi ad esempio, il sito dell'antroposofo britannico Terry Boardman,
www.threemen.org
4) R.Steiner, La Missione di singoleAnime di Popolo, Milano 1983
5) vedi nel sito http://www.micheleberaldo.com/scritti.htm
6) R.Steiner, Nessi karmici, op.cit.
7) P.Tradowsky, Kaspar Hauser, Roma 1997
8) I Millenari, Via col Vento in Vaticano, Milano 1998
9) F.Pinotti, Fratelli d’Italia, Milano 2007
9b) G.Magaldi, Massoni La scoperta delle Ur-Lodges, Milano 2014
9c) R.Steiner, The Karma of Untruthfullness, London 2000 Vol.I
10) G.Alvi, Dell'Estremo Occidente, Perugia 1989
11) R.Steiner, O.O.36 L'Impulso del Goetheanum e la crisi della civiltà attuale
Raccolta di articoli, Dornach 1985
12) AA.VV. Esoterismo e Fascismo, Roma 2001
13) S. Ciarchi, La Triarticolazione Sociale di Rudolf Steiner e di Adriano Olivetti,
Rivista Antroposofia, 4/2009
14) G. Casarubbea, Portella della Ginestra, ricostruzione di una “Strage di Stato”,
Milano 1997
15) S. Flamigni, Trame Atlantiche, Milano 2005
16) P. Nicotri, Mistero Vaticano La scomparsa di Emanuela Orlandi, Milano 2007
17) D.Yallop, Habemus Papam, S.Lazzaro di Roveto 2004

108
18) I”Discepoli di Verità”, Bugie di Sangue in Vaticano, Milano 2005
19) S. Flamigni Trame…, op.cit.
20) Ibidem
21) A. Franco, In nome delle Logge, I retroscena occulti della politica USA, Rivista
Antroposofia, 2/2006
22) Ibidem
22b) A. Franco, Antroposofia e Nazionalsocialismo, Rivista Antroposofia, 4/2001
23) Si tratta di Dell'Amore Immortale (1962) Graal-Saggio sul Mistero del Sacro
Amore (1969) Iside-Sophia, la Dea Ignota (1980) reperibili presso la Libreria Editrice
Tilopa (Roma Via Fontejana 52, tel 065800061 www.tilopa.it)
24) In R. Steiner, Community Life, Inner Devvelopment, Sexuality and The Spiritual
Teacher, London, 1991 vi sono alcune conferenze che affrontano il tema in questione,
soprattutto in connessione alle vicende occorse a Dornach nel 1915 (il caso Sprengel)
25) Dopo le traduzioni tedesche di alcuni testi, pubblicate anni or sono e l'edizione
americana di The Light (la Luce), anche il Trattato del Pensiero Vivente è stato
tradotto in Inglese, Spagnolo e Portoghese.
26) Notevole in questo senso l'opera di G.Alvi. Ad es: L'Anima e l’economia, Milano
2005; da seguire anche il sito www.laconfederazioneitaliana.it
27) Ibidem
28) A.Villella, Metafisica della Moneta, Roma 1984 Quale capitalismo?, Roma 1997

109
VI) ASPETTI DELLA “GUERRA OCCULTA”: L’EQUIVOCO TRAGICO
DELL'ESOTERISMO “TRADIZIONALISTA”

Fra i mezzi che vengono messi in campo nella “guerra occulta” - immaginabile come
la continua lotta delle forze ostacolatrici contro l'evoluzione dell'Anima cosciente (1)
- uno dei più diretti è senz'altro quello della diffusione di scuole esoteriche e
filosofiche - dottrinarie e/o operative - il cui scopo ultimo è velare l'autentica realtà
dello Spirito dietro linguaggi apparentemente “spirituali”. Tali scuole ad un esame
attento si rivelano né più ne meno che veicoli che portano, nella migliore delle
ipotesi, il ricercatore su strade senza uscita, quando non direttamente incontro a vere
e proprie catastrofi.
Si può anche scorgere come tali corrente sedicenti “spirituali” ed “iniziatiche” si
rivelino come forme estreme e celate di una delle più insidiose malattia culturali
contemporanee: il nichilismo.
Nelle righe che seguiranno ci andremo ad occupare di una particolare corrente che nel
corso del XX Secolo ha avuto, sia in Italia che all’estero, notevole peso in questa
operazione di deviazione “spiritualista” della ricerca spirituale, con in più degli
specifici esiti distruttivi in alcune vicende del divenire storico-politico del secondo
dopoguerra italiano manifestatisi soprattutto nella lunga catena di trame, attentati,
delitti e stragi nota come “strategia della tensione”(2).
Si tratta del cosiddetto “tradizionalismo esoterico” riconducibile a due figure di
spiritualisti e filosofi europei: il francese René Guénon (1886-1951) - noto anche
come Sheikh Abdel Wahed Yahya, dopo la conversione all'islamismo avvenuta nel
1930 - e l'italiano Giulio Cesare (Julius) Evola (1898-1974).

RENÈ GUENON, JULIUS EVOLA ED IL PARADOSSO “TRADIZIONALISTA”.

Sappiamo benissimo come il mettere insieme tout court sotto l'etichetta


“tradizionalismo esoterico” Guénon ed Evola sia un'assunto in qualche modo forzato
date le divergenze, spesso rilevanti, che esistono fra i rispettivi “sistemi dottrinari”
elaborati in decine di scritti da ciascuno dei due esoteristi in parola.
Si possono ad esempio citare, fra le tante, quelle sul ruolo “iniziatico” della
Massoneria (accettato da Guénon e rifiutato da Evola), su Buddhismo Mahayana e
Tantra (cui Evola si dedicò con convinzione contro il parere negativo di Guénon) e,
soprattutto, sul ruolo “politico” che Evola (già attivo collaboratore fra il 1925 ed il
1944 dei regimi mussoliniano ed hitleriano, sia pure con una certa autonomia secondo
il cliché del conservatore ancièn regìme) finì con l’avere, soprattutto dopo il 1946, a
differenza di Guénon che volle mantenere un rigoroso distacco dalle “contingenze”,
comprese quelle di tipo socio-politico.
Peraltro tante e tali sono le affinità dei loro sistemi da rendere lecito il legame in
parola, messo in luce da una visione del mondo di cui si possono brevemente
evidenziare un paio di punti peculiari.
Base della dottrina “tradizionalista” è una concezione rigidamente deterministica
della Storia, in quanto l'Universo è ineluttabilmente dominato dal principio ciclico

110
delle “Quattro Età” la cui ultima, il cosidetto Kali Juga (Età Nera) è quella in cui
viviamo.
Guénon ed Evola ricostruiscono in vari libri (3) il processo di materializzazione e
dissoluzione anti-spirituale che caratterizzerebbe la nostra epoca - a partire del
Medioevo - da cui si può cercare salvezza tramite un collegamento con le cerchie
iniziatiche regolari, tali in quanto formalmente e ritualmente in possesso delle chiavi
della connessione con la Tradizione perenne, concetto base dell’edificio dottrinario in
parola.
Tale Tradizione viene così identificata con le forme del passato, andando di
conseguenza a tradire l'assunto iniziale, metafisico e metastorico, di una corrente
spirituale che, come tale, dovrebbe avere la forza di dominare comunque il processo
del divenire, trovando in ogni epoca la forma di manifestazione adatta - in qualche
modo “nuova” - rispetto a quelle del passato.
Per cui, come acutamente messo in luce da M.Scaligero, il “sistema” di Evola e
Guénon sfocia nel tentativo di riesumare quelle “metafisiche morte” che l'autore de
L'Amore Immortale definisce, a buon diritto, “forme della paura”(4).
Fra le svariate perplessità suscitate dalla Weltanschauung tradizionalista spicca con
particolare evidenza quella per cui, contrariamente a Cristianesimo, Induismo
Zoroastrismo, Manicheismo, Qabbalah ecc. e similmente a Buddhismo Hinayana e
Islamismo exoterico, essa non riconosce all'essere umano in quanto tale un nucleo
immortale individuale di natura animico-spirituale.
Tale nucleo nella visione di Evola e Guénon verrebbe ad esistere, nella migliore delle
ipotesi solamente dopo l’Iniziazione, per cui il sistema dottrinario in questione rimane
privo della risposta alla domande essenziale: chi è, e come si pone nella storia il
Soggetto dell'esperienza umana?
Inoltre il “tradizionalismo” rigetta la dottrina della reincarnazione e la legge del
karma (5), per cui è assente nella sua visione del mondo sia il nesso fra singola
vicenda umana e complessivo divenire storico-spirituale, sia il senso della concreta
esperienza terrena.

Da quanto abbiamo detto origina allora, come conseguenza diretta, un vero e proprio
paradosso: la ricostruzione del mondo dell'antica spiritualità fatta da Guénon ed
Evola è largamente arbitraria proprio in base a quei testi induisti, iranici, ermetici,
qabbalisti ecc. che costituiscono la base dell'insegnamento “tradizionale”.
Ciò rende illegittimo il tentativo - soprattutto di Guénon - di presentare le proprie
opere come forme di una conoscenza oggettiva ed impersonale (6).
C'è dunque da chiedersi come un sistema così illogico e soprattutto mal connesso alle
stesse fonti dottrinarie cui intende ispirarsi abbia avuto l'ampia fortuna culturale di
cui tuttora gode, sia pure in ambienti di nicchia, quali sono quelli dello spiritualismo
contemporaneo.
Una delle possibili risposte è nella confezione dialettica in cui sono rivestite le opere
dei due fondatori del tradizionalismo.
“Virile”, potente, “attiva” quella evoliana, matematizzante, algidamente lineare,
“contemplativa”, quella Guénoniana.

111
Involucri il cui luciferico “scintillio” si è rivelato assai pericoloso per menti fragili e
biografie “a rischio”,come dimostrano le vicende politiche ed esistenziali che
esamineremo in seguito.

IL TRADIZIONALISMO E RUDOLF STEINER

Uno degli aspetti caratteristici del tradizionalismo esoterizzante è il criticismo feroce


contro tutto quello che non rientri in questo quadro di tradizione riesumata, altro
elemento significativo per comprendere il successo presso le menti più
suggestionabili, in quanto la critica superficiale ed apodittica è una comoda
scorciatoia che elimina, per le anime meno provvedute, la fatica di studiare da sé.
A questo proposto Guénon scrisse nel 1921 un saggio ad hoc contro il movimento
teosofico, Le Theosophisme, Histoire d'une pseudo-religion, in base a
documentazioni fornite da esponenti di alcune sette induiste preoccupati della
diffusione del movimento fondato da H.P.Blavatsky e H.S.Olcott nel 1875.
In esso la figura di Steiner, visto come un epigono dei teosofi anglo-indiani è
attaccata soprattutto come quella di un esponente della cosidetta pseudo-iniziazione,
intesa come corrente “antimetafisica” priva di collegamento con cerchie regolari
ritualmente e formalmente connesse con la Tradizione.
Ovviamente nulla dell'esoterismo steineriano, fondato filosoficamente e
scientificamente sullo sviluppo del goetheanesimo e dell'idealismo ottocentesco
centroeuropeo ed occultamente sul più puro esoterismo cristiano innervato dalle
dottrine della reincarnazione e del karma, poteva avvicinarsi alla sovente grottesca
pseudo-metafisca Guénoniana.
Più complesso è il caso di Evola, intenso frequentatore del milieu teosofico romano
dopo la Grande Guerra, che, sia pure in un quadro di aspra critica, mantenne un
rapporto mutevole con l'opera di Steiner, dimostrato dalla differenza che intercorre
fra la demolizione assoluta contenuta in un saggio del 1925 (7) e i parziali
“distinguo” del più noto saggio degli anni '60, contenuto in Maschera e Volto dello
Spiritualismo Contemporaneo, ove tuttavia l'autore scivola in gratuite corbellerie: ad
esempio quella secondo cui Steiner avrebbe declassato il Cristo da “Figlio di Dio” a
“Logos Solare”!
L'atteggiamento di Evola verso Steiner è dunque meno lineare e semplice di quello di
mero rigetto mostrato da Guénon: per una visione più complessiva della questione
rimandiamo il lettore a quanto scritto da Massimo Scaligero nella sua autobiografia
(8), mentre ci sembra eccessivamente benevolo verso l'autore di Maschera e Volto
l'articolo dell'ex attivista dei FAR (“Fasci di Azione Rivoluzionaria”) Enzo Erra (vedi
oltre), politicamente attratto da Evola e dottrinariamente vicino a Scaligero - cosa di
per sé assai ambigua - intitolato Il Mistero di Evola ed apparso sulla rivista Graal nel
n.47-48 del 1994.
Possiamo a questo punto tentare di comprendere il senso occulto dell’“operazione
tradizionalismo” messa in atto per seminare confusione nel mondo della ricerca
spirituale, rinvenendolo proprio nella particolare posizione di Evola nei confronti
dell’Antroposofia, centrata sul rifiuto del riconoscimento della figura del Cristo come

112
centro interiore dell'evoluzione universale da un lato e dello sviluppo spirituale
fondato sull'Iniziazione dall'altro (9), il che rende suggestivo e stimolante il paragone
- formulato da M.Scaligero nel citato capitolo di Dallo Yoga alla Rosacroce - fra
Evola e la figura dell'imperatore Giuliano l'Apostata..

GLI ESITI DEL “TRADIZIONALISMO”

Va ora gettato uno sguardo su quelli che sono stati in Italia, nei decenni successivi
alla fine della Seconda Guerra Mondiale gli esiti culturali e politici degli
insegnamenti “tradizionalisti”.
In via preliminare va fatto un netto distinguo fra “Guénonismo” ed “evolismo”.
I seguaci di Guénon si sono in genere limitati ad operare sul piano dottrinario e
culturale. Sotto questo profilo è di fatto accaduto, e accade tuttora, che le varie
conventicole che si rifanno all'autore della Crisi del mondo moderno si siano venute
dividendo sul seguente tema: quale corrente ha maggiore rispondenza
“tradizionalista” fra Cattolicesimo (ovviamente oltranzista e pre-conciliare)
Islamismo e Massoneria?
Resta infatti inteso, per i “Guénoniani” di ogni osservanza, che al di là dei tre
nominati filoni nulla esista, per lo meno in Occidente e Vicino Oriente, che abbia una
qualche obbiettiva validità spirituale.
In questo caso gli esiti del “viaggio nel Guénonismo” non sono comunque andati
oltre la sfera culturale e gli ex-seguaci dell'esoterista francese - per lo più divenuti
cattolici - si sono ritagliati spazi in vari ambienti, per lo più di destra, da dove si
scambiano sovente feroci frecciate.
Radicalmente e tragicamente diversa la vicenda di non pochi che si sono riconosciuti
nell'opera evoliana.
Come premessa va posta una considerazione.
Il cocktail formato da opere “dottrinarie” quali Lo Yoga della Potenza, La Dottrina
del Risveglio, Metafisica del Sesso, ecc. unito a quelle “politiche” quali Cavalcare la
Tigre e gli Uomini e le Rovine ha, di per sé, potenzialità micidiali su biografie segnate
da psichismi fragili e cultura incerta; ne può scaturire, fra l'altro, una sorta di culto per
metà superominista e per metà nichilista, caratterizzato dal disprezzo per tutto ciò che
possa sapere lontanamente di “cristiano” o “sentimentale”.
Tutto questo, una volta mescolato a impulsi di rivolta contro gli innegabili aspetti di
barbarie della modernità, può creare un vero e proprio cortocircuito in molte anime.
E questo si è puntualmente verificato, divenendo elemento caratteristico nella storia
dell'eversione di destra nel nostro Paese.
Se seguiamo, infatti, le storie di varie sigle del radicalismo nero più estremo e
sanguinario nel periodo 1946-1980 (Fasci d'Azione Rivoluzionaria, Movimento
Politico Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale e via via fino al nichilismo armato
dei NAR e di Terza Posizione ecc.) vediamo i risultati più eclatanti di questo viaggio
nell'evolismo.
È in definitiva accaduto che i sedicenti soldati politici - i quali fra l'altro non si
avvedevano di non essere altro che semplici pedine nelle trame dell'Atlantismo

113
governativo legato a doppio filo con i peggiori ambienti di certa massoneria e dei
“servizi”- seminando sangue e morte in tutta Italia hanno finito col prendere sul
proprio karma il peso terribile dell'errore spirituale tradizionalista nella sua forma più
tragica.
L'opera evoliana si è così spesso rivelata come un veleno animico che ha colpito in
vari modi, da quello più blando (ricordiamo di passata quanta cura ebbe Massimo
Scaligero nel tentare di rettificare certe biografie cadute nella palude tradizionalista,
riuscendoci in non pochi casi) (10), a quello più virulento del piombo e del sangue
innocente versato. Ma le vie degli Ostacolatori sono molte e tortuose: è assai recente
il fatto che un “illustre” e arcinoto medievalista, Franco Cardini, abbia onorato di una
sua prefazione l'ambiguo e anti-cristiano commento evoliano alla storia del Graal.
Nonostante le evidenti catastrofi dobbiamo quindi concludere che la capacità del
“tradizionalismo” di inquinare le vicende umane, spirituali e culturali è tutt'altro che
esaurita.

NOTE

1) Su questo tema-chiave la bibliografia internazionale è particolarmente ricca, grazie


agli studi di Ben Aharon, Prokofieff, Reuveni,ecc. In italiano si veda ad es. l'opera di
Peter Tradowsky, Kaspar Hauser, L’Opera, Roma 1997
2) U.M.Tassinari, Fascisteria, Castelvecchi, Roma 2001
3) Fra le altre opere R,Guénon Autorità Spirituale e Potere Temporale, Rusconi,
Milano 1972 J.Evola, Rivolta contro il mondo moderno, Ed.Mediterranee, Roma
1978
4) Nel capitolo X Tilopa, Roma 1982
5) È questo un punto del tutto incomprensibile del tradizionalismo: fra l'altro Guénon
arriva ad affermare la seguente autentica enormità:: “…la reincarnazione sarebbe
un'invenzione di alcuni sognatori socialisti del XIX Secolo” in Introduzione generale
allo studio delle dottrine indù, Studi tradizionali, Torino 1963
6) Guénon si autodefiniva “impersonale espositore di dottrine tradizionali” in
Iniziazione e realizzazione spirituale, Studi tradizionali, Torino 1958
7) J.Evola, Che Cosa vuole l’Antroposofia, Rivista Ignis, II 1925
8) M.Scaligero, Dallo Yoga alla Rosacroce, Perseo, Roma 1972
9) “..Noi dobbiamo assolutamente finirla con il cristianesimo…e con il tentativo
steineriano di infilarlo subdolamente nella compagine tradizionale…va combattuto
senza pietà e con ogni mezzo”. (Lettera di J.Evola ad Arturo Onofri, in Arturo Onofri
Corrispondenze, La Finestra, Trento 1999
10) M.Scaligero, Dallo Yoga…, (cit) cap. XII e XIII

114
VII) ECOLOGIA O ECO-SOFIA?

PREMESSA

Le righe che seguono intendono gettare uno sguardo sul fenomeno del moderno
ecologismo inteso, nel suo senso più ampio, quale cultura fondata sulla percezione
della necessità della tutela e della difesa dei valori ambientali, siano essi naturalistici
o storici, e della contemporanea messa in azione delle correlative attività sociali, non
escluse quelle di natura prettamente politica.
Cercheremo anche di capire se esista - e nel caso quali siano i suoi connotati - un
nesso fra l'ecologia e la Scienza dello Spirito, onde arrivare all'attivazione di una più
completa ed efficace “Eco-Sofia”.
Questo grazie alla circostanza biografica di cui in nota (1) che, sia pure in ambito
prevalentemente italiano, ha permesso all'Autore di avere la possibilità di tentare una
lettura non consueta del fenomeno culturale in questione, grazie al contributo
essenziale fornito dall'opera di Rudolf Steiner e dalle successive elaborazioni dei suoi
più autorevoli continuatori.

CENNI STORICI SULL'ECOLOGISMO

Se si usa il termine “eco-logia” nel senso letterale di “scienza che studia le


connessioni tra uomo e ambiente” si può dire che essa, in quest'accezione oggi
comune, è figlia degli eventi legati al planetario boom produttivo del secondo
dopoguerra.
Fu nel ventennio successivo agli anni '50 del XX Secolo che gli effetti di tale boom,
pesantissimi in termini di impatto ambientale, andarono a stimolare una risposta
sociale e culturale che si sviluppò soprattutto in quello che è stato il “brodo di
coltura” dell'ecologismo: l'associazionismo ambientalista.
È infatti un dato incontrovertibile che l'ecologismo si sia diffuso capillarmente grazie
a quel particolare veicolo sociale che sono state e sono tuttora le sigle caratterizzanti
la nascita di un vero e proprio movimento mondiale ambientalista: dal World Wildlife
Fund (poi World Wide Fund for Nature), al Sierra Club, dai Friends of The Earth a
Greenpeace.
Tutti movimenti, come si vede, di nascita anglosassone, grazie alla rapida espansione
planetaria dell'imperialismo “democratico” anglofono ed alla contemporanea
esplosione di un movimento culturalmente antagonista nella stessa area linguistica.
Pur essendo di originaria matrice anglosassone il movimento ambientalista è peraltro
divenuto nel trentennio successivo un elemento sociale e culturale dalla netta
impronta internazionalista, andando a formare una delle colonne portanti di quella
libera società civile mondiale antagonista dei poteri dominanti la vita economico-
sociale della Terra, con una tipica caratteristica organizzativa secondo la quale nelle
associazioni ecologiste, assai spesso, la figura del semplice socio contribuente si è
fusa con quello del volontario-attivista.

115
Va subito detto che il fenomeno del volontario-attivista si è rivelato peculiare nella
specifica situazione italiana.
Nel nostro paese infatti i volontari delle varie sigle ambientaliste (sviluppatesi a
partire dagli anni '60) sono andati a colmare parte del vuoto di partecipazione
democratica che la storia politica italiana - accentrata sulla presenza delle due
“chiese”, cattolica e comunista, ha generato fino all'esplosione dell'era yuppie-
individualista tipica degli anni '80 e seguenti, che, a sua volta, ha segnato un certo
ridimensionamento di questa particolare specie di volontariato.
Tale caratteristica del volontariato ambientalista italiano ha poi fatalmente portato ad
un intreccio, spesso pericoloso per i valori ecologisti, fra mondo del volontariato e
mondo dei partiti - fatto che in varia misura ha interessato diversi paesi dell'Europa
centro-occidentale - fino alla contraddizione estrema della nascita dei partiti “verdi”.
Contraddizione consistente nel fatto che la cultura ambientalista - di cui cercheremo
di tracciare una sorta di identikit nel paragrafo successivo - in quanto portatrice di
valori universali dovrebbe essere trans-partitica.
D'altro canto si è trattato di una contraddizione necessaria vista l'enorme arretratezza
culturale in campo ambientale di gran parte dei movimenti politici, non solo italiani,
sia al governo che all'opposizione, per tutto il periodo che stiamo considerando.
Si è comunque avuta una stagione di innegabili, anche se parziali, successi in campo
ambientale, durata fino ad un paio d'anni or sono.
Leggi di tutela - sia pure sovente disapplicate o interpretate a rovescio (3) - crescita di
una consapevolezza collettiva e di un “sentire comune” in tema di difesa di specie
animali, vegetazione, acque, paesaggio, indice di nuova sensibilità di fronte ai disastri
generati dalla mancanza di coscienza dei limiti oggettivi che il Pianeta ha nel
sopportare i carichi di inquinamento e super-sfruttamento provocati dall'uso e abuso
delle consuete politiche ambientali, fino al sacrosanto rigetto collettivo dell'avventura
nuclearista nato sulle ceneri di Chernobyl (l'Assenzio dell'Apocalisse?).
Questa coscienza si è poi ancora di più attivata di fronte allo scandalo economico-
sociale di un 15-20% di privilegiati euro-americani che consuma l'80-85% delle
risorse mondiali dato che, nella sua bruta crudezza, costituisce la condanna più netta
del nostro modo di vivere.

La fine del secolo XX e il primo quindicennio del XXI hanno peraltro portato ad un
brusco ritorno al passato nelle politiche ambientali in molti paesi - ad onta della
resistenza alla controriforma forte soprattutto in Francia e Germania - oggi guidato
dalla parossistica crociata contro l'ambiente messa in campo dalla presidenza Bush
negli USA, e proseguita, con poche varianti, dal successore “democratico” sul soglio
della Casa Bianca.
Ricordiamo come, all'inizio del nuovo millennio, si sia svolto il “pestaggio” di
Genova è di come siano stati successivamente blandi i verdetti nei confronti dei
picchiatori in divisa, secondo un andazzo sempre più oscuro per la democrazia e i
diritti civili nel continente europeo, ormai schiavo della tecnocrazia della UE, a sua
volta burattino delle politiche USA.

116
Ricordiamo brevemente come a Genova si siano manifestati una serie di “nodi”
emblematici, in cui abbiamo visto intrecciarsi elementi propri della nostra storia più
oscura con quelli del momento internazionale che abbiamo cominciato a vivere
soprattutto dopo il false flag dell'11 Settembre 2001.
Citiamo le stranissime “libertà” (perfetto stile strategia della tensione) concesse agli
anarco-nazisti (o anarco-celerini ?) nerovestiti lasciati “sciolti” per seminare la loro
scia di distruzione mentre la polizia caricava e picchiava ambientalisti ed inermi
pacifisti, fino al pestaggio “cileno” di giornalisti e ragazzini addormentati, quasi a
mostrare i “muscoli” del governo che allora sedeva sulle poltrone della Repubblica.
(“…le persone perbene non scendono in piazza…”)
Per non parlare del fatto che le flebili “giustificazioni” del Ministro dell'Interno
(fortunatamente “defunto politicamente” da lì a non molto) e del suo Premier-
plutocrate, tuttora alive 'n kickin, anche se politicamente azzerato, apparvero
speculari alle arroganti e sprezzanti frecciate di Bush contro i “contestatori”.
L’episodio genovese si mostrò così come una manifestazione del sintomo della
ossessione economicista-finanziaria - sostanzialmente antisociale - specchio
dell'acquisito dominio anglosassone del Pianeta (4), grazie al quale il sunnominato
Presidente Bush ed i suoi micro-alleati possono mostrare tutt'intera la loro
insofferenza di fronte alla critica ed all’opposizione, fatto ormai consolidato in tutto
l'Occidente.
Sul piano strettamente ecologico il New World Order proclama inoltre di essere in
grado di spazzare via i parziali successi nella difesa ambientale ottenuti in 50 anni di
impegno civile e politico da milioni di esponenti della società civile in tutto il mondo:
vedi l'accordo di Kyoto reso immediata carta straccia dall'ineffabile Presidente USA.
Per tornare al “caso-Italia” ricordiamo anche che mentre i celerini di Genova
riportavano la lancetta della Storia indietro ai tempi di Scelba o di Pinochet, il
Governo presentava un “Disegno di Legge” (detto Lunardi dal nome del proponente,
ambigua figura di ministro-industriale, perfetta espressione di un Governo capeggiato
da un “Presidente-operaio-imprenditore”) grazie al quale si volevano azzerare tutte le
normative di controllo e valutazione d'impatto ambientale per le opere pubbliche, con
una procedura decisionista degna di un Faraone o di un Satrapo, ma completamente
al di fuori del meccanismo costituzionale di uno stato moderno (5).

Del senso profondo di tali eventi potremo farci un'idea più avanti riflettendo sui
preoccupanti ma illuminanti risvolti esoterici legati in ultima analisi all'azione delle
cosiddette logge o club; andiamo ora ad esaminare alcune caratteristiche di quello che
si può definire pensiero ecologista.

IL PENSIERO ECOLOGISTA. CARATTERISTICHE E LIMITI

Non è questo il luogo per addentrarci nei particolari del pensiero ecologista, di per sé
assai articolato e diversificato (6): daremo allora alcune tracce sintetiche dei relativi
esiti di esso, enucleandone i tratti più salienti.

117
Dal punto di vista storico-culturale va comunque detto che non poca parte dei
parametri dell'ecologismo ha radici in certo idealismo romantico ottocentesco
americano tendenzialmente panteistico (si pensi a Thoreau e ad Emerson) che
costituiva, di fatto, il background culturale dei promotori delle prime “azioni” di
stampo ambientalista.
Ci riferiamo soprattutto ai padri di quella che è l'idea più nobile del proto-
ambientalismo, tradotta in pratica per la prima volta a Yellowstone nel 1872: sottrarre
i “pezzi” più belli e pregiati dell'ambiente di un Paese allo sfruttamento economico
trasformandoli in Parchi Naturali.

Per quanto riguarda l'oggi si può dire che il movimento ambientalista mondiale abbia
incentrato il suo messaggio culturale su una serie di punti fermi di cui appaiono
basilari i seguenti:

1) La terra è un organismo vivente, le cui risorse sono limitate ed in buona parte non
riproducibili.
2) L'essere umano - sia individuo che specie - non è il signore assoluto del pianeta ma
deve imparare a coabitare con tutte le creature.
3) Pertanto non è assolutamente pensabile una crescita economica illimitata secondo i
parametri dell'ultimo secolo di abnorme sviluppo materiale.
4) L'ecologia è quindi una scienza del limite dell'operare umano: la Terra è stata
ereditata dalla nostra generazione e così va trasmessa ai nostri successori, proprio
grazie alla consapevolezza di questo limite.
5) Gli stili di vita individuali vanno improntati, in ogni particolare, dall'attivazione
quotidiana di questa raggiunta “consapevolezza del limite”: a maggior ragione deve
avere quest'impronta l' azione di governo, politico ed economico, della società.
6) Solo così si potrà pensare di alleviare le immani difficoltà del “Sud” del mondo,
vittima principale della rapina continua di risorse su cui si sostanzia la “civiltà del
Nord”.

In questo modo la cultura ecologista in generale, ed il movimento ambientalista in


particolare, si sono venuti a trovare in rotta di collisione con i dogmi ultraliberisti,
socialdarwinisti ed economicisti che animano la dominante cultura anglosassone-
planetaria nonostante la estrema ed obbiettiva ovvietà dei punti enunciati, oggi
pacificamente condivisibili da chiunque. e nello stesso costantemente ignorati dalla
stragrande maggioranza dei governi.
La tragedia è quindi la seguente: allo stato attuale delle cose governi, istituzioni
planetarie ed organizzazioni finanziarie, con le eccezioni dette prima, tendono
irresistibilmente a muoversi in direzione opposta.

Quali sono viceversa i limiti del pensiero ecologista?


Buona parte dell'ambientalismo soffre di una dicotomia culturale di base - di cui
approfondiremo le cause parlando dei risvolti esoterici della questione - fra tendenze

118
filo-scientifiche e tendenze sentimental-naturalistiche: si veda la storica querelle fra
conservazionismo scientifico ed animalismo,
Gli “scientifici” sono portatori di una sorta di fede nei parametri di quelle che si
possono chiamare “tecnoscienze”, senza rendersi conto che è proprio la massiccia
unidimensionale materialità di quello che Geminello Alvi ha definito “pensiero
mercantile”(7) - in sé identico al razionalismo riduzionista padre, ad esempio, delle
moderne biotecnologie - la matrice ideale e pratica dell'assalto al pianeta Terra,
D'altro canto i “sentimentali”, sovente vicini alla New Age, e quindi, sia pure in
maniera confusa ed approssimativa ad una visione più spiritualizzata dell’esistenza,
tendono ad eludere il necessario aspetto pratico delle questioni, facendo talvolta
offesa anche al semplice buon senso, come nel caso di certo estremismo “animalista”
incarnato da ambientalisti divenuti assessori o deputati.
È dunque evidente che, immerso in queste contraddizioni, l'ecologismo appare in
definitiva prigioniero spirituale di quella stessa cultura che anima il mondo che gli
ambientalisti vorrebbero modificare radicalmente: ma nonostante ciò i fermenti, i
sogni e le aspirazioni degli eco-pacifisti costituiscono la parte più nobile e
potenzialmente feconda della vita culturale generata dai sussulti della interminabile
crisi apocalittica iniziata alla fine del XX Secolo.

I RETROSCENA ESOTERICI DELL’ECOLOGISMO

Ed è proprio partendo da quest’ultimo punto - relativo alle potenzialità interiori


dell’ecologismo - che possiamo cominciare a scorgere alcuni tratti basilari dell'intera
questione e del suo senso spirituale.
Dal punto di vista della biografia chi sono infatti gli ecologisti?
Essi fanno parte di quel mondo di anime che sentono prima ancora di capirlo che il
mondo degli altri - i poteri “forti” dell'industria e della finanza, della politica e della
ricerca “scientifica” asservite a Mammona - è il mondo che vuole consegnare la
Terra ad Arimane, secondo la lucida analisi fatta da Ingo Hoppe, esaminando la
poetica cinematografica di George Lucas (8).
Sappiamo infatti come le logge, da cui l' amministrazione USA e la UE appaiono
dominate come non mai bramino l'effettuazione di questa consegna ed operino in
questo senso: da qui l'odio per l'ambiente messo in mostra dai potentati economico-
finanziari di tutto il mondo, irretiti dalla brama di profitto, sordi a qualsiasi
provvedimento che la possa arginare: riteniamo che questa immagine-sintesi renda
efficacemente l'idea di fondo che vive dietro la vulgata neo-liberista imperante.
I “potenti” sono tra l'altro e con poche, sataniche eccezioni inconsapevoli del vero
senso della loro missione occulta: demolire la vita sul pianeta, trasformandolo in quel
deserto dominato da macchine pseudointelligenti di cui parla Hoppe e di cui Lucas ci
ha offerto poetiche e suggestive descrizioni.
Contro questo disegno nasce il mondo dei “contestatori” e di tutte le rivolte giovanili
dell'ultimo cinquantennio - dai beatnik agli anti-G8 - fino al popolo dei “complottisti”
e, se dobbiamo seguire i dati della ricerca spirituale (9), siamo portati a includere
biograficamente le anime protagoniste di tali “rivolte” nelle schiere di Michele.

119
Si profila allora davanti a noi l'immagine di una sorta di tragedia spirituale:
impossibilitati, tranne poche e fortunate eccezioni, a trovare la via cosciente a
Michele (la Antropos-Sophia) - e quanto questo sia da addebitare alle manchevolezze
degli eredi del pensiero steineriano è interrogativo tragicamente attuale - esposte ad
ogni sorta di deviazione, comprese quelle della violenza e del terrorismo, queste
anime “micaelite” senza saperlo vivono comunque il loro impulso prenatale alla
salvezza della Terra (sia essa “Gaia” o Corpus-Christi) rivestendolo delle forme
culturali correnti.

Dal fatto che questi impulsi possano un giorno trasformarsi, passando così dalla eco-
logia alla eco-Sofia, andando contemporaneamente a creare il ponte fra mondo della
“politica” (i governi) e della “economia”, dipende l'intera vita umana su questo
pianeta per i prossimi decenni ed oltre: ma questo è anche il compito della Scienza
dello Spirito per il secondo terzo dell'Epoca di Michele.
Questo può aiutarci a capire come non pochi antroposofi oggi si stiano impegnando a
costruire un ponte fra il mondo, minoritario e sovente isolato, nato dalla vita e dal
magistero di Rudolf Steiner e quello della società civile universale che rifiuta il patto
fra i Governi asserviti alle logge e Mammona.
Il compito è enorme: un inizio positivo, ma ancora insufficiente - comunque
impensabile qualche decennio fa - è che esistano al mondo migliaia di alunni nelle
Scuole Waldorf sparse ovunque e che medici antroposofi od agricoltori biodinamici
siano riconosciuti componenti di punta dell'arcipelago ecologista, oppure che il
movimento mondiale per la “Threefolding Society” trovi ogni ora di più il coraggio
per uscire allo scoperto (10).
Si tratta appunto di un inizio; che esso possa trasformarsi in percorso vero e proprio
dipende dalla libera volontà di quanti riconoscono il cammino della propria vita
identico con la Via della Scienza dello Spirito: si potrà allora parlare di una identità
fra Anthropos-Sophia ed Oikos-Sophia.

NOTE

1) Nato a Roma nel 1949, ha incontrato molto presto l’Antroposofia di Rudolf


Steiner, al cui studio si è dedicato per decenni, grazie anche all’orientamento
personale ricevuto da Massimo Scaligero (1906-1980) e Mimma Benvenuti
(1926-1990). Nel corso degli anni ha scritto numerosi saggi ed articoli relativi ai temi
della ricerca scientifico-spirituale ed ai suoi nessi con la storiografia contemporanea.
Ha tenuto numerose conferenze, in sedi antroposofiche e non, in varie città d’Italia.
Nel 2014 ha pubblicato una biografia di Rudolf Steiner, intitolata “Chi ha avvelenato
Rudolf Steiner?”, UNO, Torino. Ha svolto, sin dal 1970, intensa attività nel campo
della tutela ambientale, come dirigente regionale del WWF Lazio, responsabile del
settore delle Aree Protette e della gestione sostenibile del territorio, ed ha rivestito per
diversi anni l’incarico di amministratore pubblico, quale Consigliere del Parco
Naturale Regionale dei Monti Simbruini (Lazio orientale) fra il 1990 ed il 2006.

120
Laureato in Scienze Politiche nel 1974 con una tesi sul tradizionalismo “integrale” di
Renè Guénon ha poi lavorato come dipendente di un istituto bancario per 35 anni.
Attualmente risiede a Viterbo con la seconda moglie e due dei quattro figli.
2) Il caso più clamoroso è quella della cosiddetta “legge Galasso” (431/85) che ha
potuto impedire solo parzialmente il continuo consumo di territorio che costituisce
l'avido connotato del cosiddetto “sviluppo” italiano.
4) A.Reuveni, In the name of the New World Order, London 1996
5) Corriere della Sera, 27.7.2001 Conf. stampa di WWF, Italia Nostra e FAI.
6) AA.VV, Che cos'è l’ecologia?, Milano1991
7) G.Alvi, Le seduzioni economiche di Faust, Milano 1989
8) Kairòs, 28/2001

121
VIII) LA GUERRA OCCULTA: GLI UFO E L’“OTTAVA SFERA”

PREMESSA

Il campo della “guerra occulta”, cui abbiamo già dedicato alcune ricerche (1),
definendolo come la lotta per lo sviluppo storico dell'Anima Cosciente
nell'evoluzione umana, si è andato arricchendo, soprattutto a partire dalla fine del
secondo conflitto mondiale, di un nuovo particolare fenomeno comunemente definito
con il termine “UFO” (Unidentified Flying Object), sui connotati del quale, e sulle
relative implicazioni di natura esoterica, importanti prospettive possono essere
suggerite da uno studio basato su elementi scientifico-spirituali.
Le note che seguono tentano di illustrare alcuni risultati di una ricerca del genere.

“COSE CHE SI VEDONO IN CIELO”

Neanche lo scettico più accanito potrebbe negare quanto meno l'esistenza del
fenomeno “UFO”, se non altro nel semplice senso di “cose che si vedono in cielo”,
come ebbe a dire Carl Gustav Jung a proposito dell'apparire e scomparire degli
“oggetti volanti non identificati”.
Basti dire che gli studi più attenti e scrupolosi sulle migliaia e migliaia di
avvistamenti registrati a partire dal “celebre” anno 1947 (2) hanno comunque lasciato
non spiegati - in termini di normali e consueti fenomeni di varia natura terrestre -
quasi un migliaio di eventi.
Dalle repentine apparizioni di veri e propri “oggetti”, dalle forme più svariate - piatti,
triangoli, cilindri, campane - ai “fotismi celesti”, dai fenomeni di stravolgimento dei
circuiti elettromagnetici fino ad arrivare al vero e proprio contattismo, capitolo
particolare ed “estremo” della problematica ufologica, la ridda dei fatti ha finora
faticato a trovare i concetti corrispondenti che la potessero in qualche modo
interpretare.
Cominciamo allora con l'inquadrare storicamente il fenomeno UFO.
Si può affermare che, a parte rari eventi nei decenni precedenti, i fenomeni ufologici
sono letteralmente esplosi dopo la seconda guerra mondiale, continuando a verificarsi
più o meno puntualmente sino ad ora.
Intorno ad essi si sono aggregati elementi di ogni genere, da quelli più strettamente
tecno-scientifici a quelli di natura socio-psicologica, fino alle derive messianico-
visionarie e religioso-mitopoietiche.
È nota infatti la proliferazione di sette dedite ad una sorta di culto ufologico con
risvolti talora tragici come il suicidio di massa del 1996 in seguito all'arrivo della
cometa di Hayek e delle relative “astronavi di accompagnamento”.
Tali fatti assurdi non possono tuttavia far passare sotto silenzio una considerazione
che spiega l'attenzione spesso ansiosa alla fenomenologia ufologica: parlare di UFO è
in fondo parlare di Cielo e Terra e quindi della definizione e collocazione cosmica
dell'essere umano in rapporto al mondo che lo circonda.

122
VISITATORI DI ALTRI PIANETI ?

Sulla natura degli UFO esistono due principali scuole di pensiero.


La prima, per così dire maggioritaria in quanto congeniale alla dominante mentalità
scientifica tende a considerarli come macchine spaziali pilotate da esseri materiali
provenienti da altri mondi.
Per cui, come noi siamo “andati sulla Luna” gli omini verdi - o i reptilian di certi
Xfiles movie - attraverserebbero miliardi di miliardi di Km per venire a “dare
un’occhiata” al granello di polvere cosmica rappresa chiamato Terra.
Questa ipotesi ha almeno due presupposti: che i comportamenti delle “macchine
volanti” siano coerenti con le leggi fisiche del volo e, soprattutto, che sia
universalmente ed univocamente vera la nozione comunemente accettata di spazio
tridimensionale.
Sotto il primo profilo è lecito nutrire serie perplessità: gli UFO più che “volare”,
appaiono e scompaiono.
Le loro traiettorie vengono compiute in un modo del tutto irriducibile alle modalità
aeronautiche e senza che mai si avverta il minimo bang dovuto al muro del suono
infranto, con accelerazioni, fra l’altro, in grado di annichilire verosimilmente
qualsiasi organismo biologico vivente che possa fungere da pilota.
Peraltro i tentativi di accreditare l'ipotesi “macchine spaziali”, culminati nella celebre
“bufala di Roswell” (3), pur avendo dalla loro la per lo meno apparente “materialità”
di alcuni tipi di UFO e la questione delle “tracce visibili” impresse sul terreno - sulla
quale diremo qualcosa di più in seguito - incontrano, per chi si muove nell'ambito
antroposofico, alcuni limiti di fondo legati proprio alla concezione dello spazio nella
fisica odierna.
Per la Scienza dello Spirito il vero spazio è di natura eterica e, pertanto, se così si può
dire “sovraspaziale” o “controspaziale”: lo spazio tridimensionale terrestre è quindi
una maya le cui caratteristiche riguardano di fatto una sfera limitata del nostro cosmo,
Su tale tema è notevole la convergenza di due studiosi steineriani che si sono mossi
da presupposti del tutto diversi.
George Adams Kaufmann ha postulato, tramite l'applicazione di principi puramente
matematici e geometrico-proiettivi (4), il passaggio dalla sfera tridimensionale al
piano bidimensionale in una zona X del cosmo - che secondo chi scrive queste note
potrebbe essere al limitare del nostro sistema solare - proclamando la sostanziale non
fisicità dell'universo stellare.
Massimo Scaligero (5) ha raggiunto lo stesso risultato tramite la rigorosa pratica
dell'ascesi del pensiero puro, posta da Rudolf Steiner al centro del tirocinio esoterico
antroposofico.
Sintetizzando al massimo si può allora dire che per la scienza spirituale, e per la
disciplina della fisica eterica che costituisce una modalità applicativa dei suoi
principi parlare quindi di macchine per i voli interstellari e degli alieni come esseri
fisici è un nonsenso.
La “non fisicità” del mondo stellare parrebbe contraddetta dai cosiddetti “dati”
dell'analisi spettroscopica ma è appena il caso di dire che la scomposizione spettrale

123
della luce della stella X ci dice solo che i campi vibratori dello spettro che appare
sulla Terra sono analoghi a quanto chiamiamo qui “azoto” o “idrogeno”: il che non
autorizza automaticamente ad affermare che tale astro sia fatto di “azoto” o di
“idrogeno”, anche perché l'osservazione avviene qui e non lì.

La seconda scuola di pensiero postula per la fenomenologia ufologica una


spiegazione che si potrebbe definire in senso lato paranormale, in qualche modo
legata all'esoterismo ed all'occultismo.
Un terreno, come si può immaginare, estremamente scivoloso ed infido, dove senza
lucidi e coscienti strumenti di indagine si rischia di affogare da un lato nel mistico-
medianico e dall'altra nel vero e proprio ridicolo.
Tuttavia proprio tenendo conto del lato interiore della fenomenologia e grazie a
quanto diremo in seguito si può dire che alcune ipotesi riconducibili a questa seconda
strada possano considerarsi meglio percorribili di quelle meramente “spaziali”.

IL TRE VOLTE ERETICO MR.CONSTABLE

Il nome di Trevor James Constable è in Italia del tutto sconosciuto al di fuori del
campo ufologico.
Eppure, almeno negli ambienti antroposofici, il suo The Cosmic Pulse of Life (6)
meriterebbe di essere commentato.
In circa quarant'anni di lavoro sul campo unito ad un'intensa frequentazione di
ambienti esoterici Constable è giunto a formulare un'ipotesi che ci sembra utile per
arrivare ad una più precisa concettualizzazione della problematica ufologica.
Va subito detto che Constable è visto come un eretico in tutti gli ambienti da cui ha
tratto ispirazione.
Da quello aeronautico-militare, in quanto critico delle scelte politiche e strategiche
governative in merito alla problematica ufologica.
Da quello antroposofico (certamente solo in parte) in quanto ha coniugato il verbo
steineriano con le teorie di un sudicione come Wilhelm Reich.
Da quello reichiano (anche qui in parte) perché ha sacrificato tre quarti dell'opera
dell'apostolo degli Orgoni sull'altare dello spiritualismo steineriano.
Ma cosa dice Constable sugli UFO ?
Prima di affrontare i contenuti parliamo del metodo.
Metodo sperimentale: migliaia di ore di osservazioni e di traffici con varie
apparecchiature - simili a quelle usate nella disciplina, di origine reichiana, chiamata
radionics - incluse in uno schema ideale in cui l'Orgone reichiano è visto come
parziale esperienza di quell'etere chimico scoperto da Rudolf Steiner all'opera del
quale si deve, come vedremo, gran parte della costruzione concettuale di Constable in
merito ai fenomeni UFO.
I risultati:
Esisterebbero due principali famiglie di UFO, una di natura organico-plasmatica, i
cosiddetti “critters”, sorta di gigantesche strutture unicellulari al limite fra fisico ed
eterico-biologico di cui Constable ebbe le prime fortuite immagini su alcune pellicole

124
infrarosse e che costituiscono un pacifico regno di “fauna di confine” fra il mondo
visibile ed i mondi non percepibili ai sensi.
Ben diverso è il caso dell'altra razza ufologica la quale ama servirsi di macchine
volanti temporaneamente materializzate come veicoli di manifestazione.
Da lì la relativa fisicità e tecnologicità degli oggetti, fra l'altro simili a quello che
l'immaginario tecno-scientifico contemporaneo desidera che siano, il loro “lasciare
tracce visibili” - testimoni di una qualche consistenza ponderale - fino alle estreme
conseguenze del “contattismo” e delle alien abduction di cui diremo dopo.
Secondo l'autore di The Cosmic Pulse of Life sarebbero qui in azione esseri
elementari arimanici (“the boys from downstairs”) la cui diffusione è il frutto del
continuo “sfruguliamento” umano del sub-mondo elettromagnetico planetario
divenuto inarrestabile dopo il 1945.
La loro sfera d'origine sarebbe costituita dalla stratificazione sub-terrestre di cui
Steiner parlò per la prima volta a Parigi nel 1906 (7).
Saremmo quindi su quel sottile e pericoloso confine fra diverse dimensioni o “stati
dell’essere”, per dirla alla Guénon, ove si gioca molto del destino futuro dell'umanità,
“sospesa sulla Soglia” e continuamente al centro delle più feroci lotte cosmiche ed
interiori.
È il piano di confine, eterico-elementare e fisico, dove ciò che è a lungo rimasto
invisibile comincia a divenire visibile rivestendosi però di ogni possibile cascame
allucinatorio di natura culturale o psichica e facendosi tra l'altro strumento - e talvolta
fonte - di ogni possibile macchinazione occultistico-politica.
Per inciso notiamo come le caratteristiche che Constable attribuisce ai suoi “boys
from downstairs” siano assai simili a quelle degli esseri elementari-ahrimanici che
l'esoterismo islamico chiama jinn che, fra l'altro, avrebbero la facoltà di
“materializzare” e “smaterializzare” oggetti.

GLI UFO E L’OTTAVA SFERA

Sergej Prokofieff riporta una dichiarazione di Rudolf Steiner che, richiesto di un


parere su alcuni proto-fenomeni UFO accaduti negli anni '20 nell'Asia Centrale
rispose citando l'”ottava sfera” quale origine della loro manifestazione (8).
È questo un elemento molto importante, in quanto collega quanto detto sopra
relativamente agli studi di Constable con un aspetto centrale della nostra vicenda su
questo pianeta.
È noto come per Steiner l'”ottava sfera” altro non sia che il “nuovo” regno evolutivo
che Lucifero ed Ahrimane tentano di edificare strappando “pezzi” dal regno umano
allo scopo di deviare del tutto la normale evoluzione delle “sette sfere” o “stati
planetari” o “incarnazioni” succedentesi nel tempo (9).
Si può anche dire che la corretta esperienza delle nuove capacità percettive umane in
questi decenni, legata fra l'altro alla “Seconda Venuta” (10), sia continuamente messa
in pericolo dalla distorsione creata dagli Ostacolatori, i quali dalla deviazione di tali
facoltà intendono creare il loro regno infernale.
In questa opera di “pseudo-creazione” sono presenti due distinti “livelli”.

125
Uno, più sottile ed interiore, nasce da una speciale attività dei Nemici dell'uomo sui
pensieri materialistici prodotti dall'intelligenza umana non redenta da Michele e dalla
vera e propria ridda immaginativa semi-cosciente ed istintiva che accompagna questa
situazione di legame del pensiero alla materialità cerebrale (11).
Questa corrente di forze non illuminata dalla Luce dell'Arcangelo viene a nutrire le
fondamenta del regno degli Ostacolatori (12).
Il secondo è legato al già ricordato abuso di onde e frequenze elettromagnetiche che
va a costruire una specie di ponte per il continuo passaggio delle forze elementari
arimanico-luciferiche fra un “mondo” e l’altro.
Parlando del “contattismo” possiamo anche affermare che tali “livelli” e tali “ponti”
possano essere considerati qui in piena azione, fino alle esperienze, spesso
terrificanti, del cosiddetto “rapimento”, fenomeno che investe spesso campi
psicopatologici e nel quale l'orientamento è possibile solo a terapeuti in grado di
coniugare intuito spirituale e sagacia clinica: condizioni invero rare e non facilmente
determinabili a priori.
A volte tuttavia certe esperienze possono trasformarsi in vicende singolarmente
ricche e spiritualmente importanti: sappiamo che negli USA sta per essere pubblicato
un libro, dal titolo Close encounters of the fifth kind che getta una luce nuova su tutta
la questione.
Se si tiene quindi in mente quanto detto sinora sulla natura dei cosiddetti “alieni” si
potrà comprendere meglio che le esperienze in questione hanno una natura ed
un'origine molto più interiori ed occulte di quanto la apparente “materialità” dei
racconti possa far pensare.
Questo peraltro non significa che la costruzione del contro-mondo spettrale
dell'ottava sfera non possa assumere già ora ed in alcuni casi fattezze e consistenze
tridimensionali: è questo un campo tutto da esplorare e nel quale fisica eterica e
terapia spirituale dovranno cercare di fondere le rispettive prospettive di ricerca,
senza dimenticare che, probabilmente, il vero cuore del problema è legato alla
prossima incarnazione-incorporazione fisica di Ahrimane (13).

Ulteriore nesso da analizzare nella problematica ufologica è quello relativo all'uso


“politico” dei fenomeni.
Senza voler scivolare nel campo della “X-filesmania” (14) e tenendo presente quanto
detto sulla natura degli alieni, nell'esaminare la casistica ufologica si ha la netta
sensazione di un tipico atteggiamento da covert operation o dirty tricks da parte dei
governi USA succedutisi nell'ultimo cinquantennio.
Vale a dire che da un lato si tenta di “accreditare” l'immagine delle macchine venute
dallo spazio - vedi quanto detto sulla “bufala di Roswell” - dall'altro si fanno filtrare
nei media distorsioni e boatos sulla realtà del connubio - svelato per la prima volta da
Rudolf Steiner nel corso di innumerevoli cicli di conferenze (15) fra logge e
fratellanze da un lato e Ostacolatori dall’altro - celando tutto sotto la patina del
racconto science fiction e del sensazionalismo a tinte forti.

126
A questo punto se si tiene ben presente il concetto della guerra occulta inteso nel
senso indicato all'inizio e quanto detto in merito all'”ottava sfera” si potrà intravedere
una certa plausibilità nei nostri assunti: del resto nel mondo antroposofico si è ben
coscienti che il futuro apocalittico è veramente qui ed ora (16).

NOTE

1) Kairòs, nn.24, 27, 28, 29 e Table Ronde, 12/99


2) In quell'anno si verificò una vera e propria ondata di avvistamenti: il caso più
celebre è quello del capitano pilota Mantell che visse un'esperienza di vero e proprio
“inseguimento” da parte di un UFO apparentemente metallico che poi “sparì nel
nulla”.
3) I fatti sono i seguenti: negli anni' 70 si cominciò a parlare di una covert operation
governativa secondo la quale nel fatidico 1947 nei pressi della cittadina di Roswell
nel New Mexico sarebbe “caduta” un'astronave con tanto di “omini verdi”. Più
recentemente è stato addirittura presentato in TV un “filmato” - ovviamente
segretissimo - dove gli “omini” - più precisamente manichini, secondo alcuni tecnici
cinematografici esperti di effetti speciali -, venivano sottoposti ad autopsia (!!). Il
risultato più importante della Roswell Hoax è consistito nella trasformazione del
piccolo villaggio del Sudovest in un fiorente centro turistico tutto basato sul
“prodotto ET”.
4) G.Adams, Physical and Ethereal Space, London 1993
5) M.Scaligero, Segreti dello Spazio e del Tempo, Roma 1963
6) La seconda edizione del 1990 è pubblicata negli USA dalla BSRF ed è
comodamente reperibile presso qualsiasi E-Lib in Internet.
7) R.Steiner, L'Iniziazione dei Rosacroce, Roma 1983
8) S.Prokofieff, East in The Light of the West Part I Agni Yoga, London 1993
9) R.Steiner, Il Movimento Occulto nel XIX Secolo, Milano 1995
10) J.B.Aharon, The Spiritual Event of 20th Century, London 1996
11) M.Scaligero, Guarire con il Pensiero, Roma 1977
12) R.Steiner, The karma of Untruthfullness vol.I, London 1983
13) v.nota 16, in particolare l'appendice di H.P.Van Manen
14) I lettori in possesso di stomaci robusti possono provare a digitare sul web
“MKultra”, “Montauk” e “Denver airport”. Buon viaggio !
16) Ad esempio: R.Steiner, The karma…, cit.

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IX) MASSIMO SCALIGERO, VALENTIN TOMBERG, E L'IMMAGINE
DELLA “SOPHIA”

PREMESSA

Nel corso degli oltre 75 anni trascorsi dalla morte di Rudolf Steiner innumerevoli
personalità hanno esperito il tentativo di mantenere viva, attraverso la loro opera,
scritta o meno che sia stata, la fiamma della Scienza dello Spirito.
Tutto questo fa parte della storia del movimento antroposofico e della Società - nata
da esso, compreso l'inevitabile bagaglio di lotte e contrasti - ma anche di
riconciliazioni ed accordi - che ne hanno caratterizzato la vita.
Nell'esaminare tale storia può accadere che assumano particolare risalto alcune
biografie: le righe che seguono intendono portare l'attenzione su due importanti e
complesse figure di ricercatori spirituali, le cui vicende karmiche si sono configurate,
per chi scrive queste note, come una sorta di “polarità spirituale” nella storia del
movimento fondato da Rudolf Steiner:
Massimo Scaligero (1906-1980) e Valentin Tomberg (1900-1973).
È noto come entrambi abbiano avuto un rapporto difficile con la Società
Antroposofica e come, a quanto ci risulta, pur essendo contemporanei non abbiano
avuto modo di sapere qualcosa l'uno dell’altro, ma l'aspetto singolare nella
comparazione delle loro esistenze è costituito non solo dal fatto della
“polarizzazione” delle rispettive biografie ma dalla seguente circostanza: una parte
dell'opera di Scaligero, la “Trilogia dell’Amore” (1) si mostra essere la migliore
risposta spirituale ad un rilievo critico che Tomberg rivolse all' Antroposofia., rilievo
critico che, al di la della manifesta infondatezza, appare comunque cruciale per capire
il senso della conversione di Tomberg a quell'ermetismo cattolicheggiante che anima
i suoi scritti più recenti.
Il Tomberg “cattolico” degli ultimi anni rivolse alla Scienza dello Spirito l'appunto di
essere, nei suoi contenuti, priva di “mistica”, “magia” ed in definitiva di “vita
spirituale” (2), sostanzialmente negando che in essa ci fosse vera “Sophia” e quindi
sintesi di intelletto ed amore,
È evidente che chiunque abbia una qualche dimestichezza con la pratica interiore
della Scienza Spirituale potrebbe limitarsi a sorridere di questa stupefacente
affermazione e decidere di “passare oltre”.
Peraltro se ci mettiamo il più possibile nei panni di Tomberg possiamo rilevare un
fatto: nell'opera di Steiner - che in sé è sintesi micaelita di Intelletto ed Amore -
parrebbe non risultare esplicitamente evidenziata, grazie allo Zeitgeist dei primi
decenni del secolo, una trattazione puntuale dei temi dell'Amore e dell'Eros, anche se
nel 1915 egli non mancò di dedicare alcune conferenze al problema del freudismo
(O.O.253, non tradotte in Italiano).
Ed è qui che entrano in gioco le tre ricordate opere di Scaligero.

128
Scaligero infatti, grazie al particolare sentiero interiore percorso (di cui diremo
meglio oltre) pose in risalto proprio quell'aspetto meno evidente dell'Antroposofia
che, peraltro, un preteso “iniziato” come Valentin Tomberg avrebbe dovuto cogliere
da solo: viceversa, come vedremo meglio in seguito, l'esoterista lettone finì per
deviare totalmente dalla linea della Scienza dello Spirito, per approdare su ben altre
strade.
Si può allora dire che è probabile come sostengono alcuni (3), che la vita di Tomberg
evidenzi una sorta di “tragedia spirituale”.
Se infatti presupponiamo da parte sua un sincero itinerario di ricerca spirituale - cosa
di cui non pochi antroposofi peraltro dubitano (4) - si può dire che negli stessi anni in
cui egli ricercava la presenza della “Sophia” in ogni angolo della Tradizione Ermetica
e del Cattolicesimo “loyolizzato” qualcuno ne stava testimoniando pubblicamente
senza minimamente abbandonare quell'Anhtropos-Sophia che egli, Valentin Tomberg,
stava invece rinnegando.
Facciamo osservare, di passata, che a commento della vasta letteratura sul cosiddetto
“caso Tomberg” (5), compresa quella contenuta sul Web, riteniamo che la posizione
di quanti sostengono ancora che il “secondo Tomberg” abbia qualcosa a che vedere
con Rudolf Steiner sia di fatto indifendibile (5bis).

DUE BIOGRAFIE

1) Massimo Scaligero (1906-1980)

L'autore di queste righe ha avuto la fortuna di essere stato, per circa un settennio,
discepolo di Massimo Scaligero e, dopo la sua dipartita dal mondo visibile, di aver
potuto seguire per un ulteriore decennio gli orientamenti di chi ebbe il coraggio e la
forza di proseguirne l'impulso.
Questo vuol dire una possibilità ulteriore di mettere a fuoco con vivezza quanto
Scaligero ha comunicato nella sua autobiografia (6), scritta nel 1974 e che qui non
staremo a ripercorrere se non per alcuni tratti essenziali.
Egli ebbe, sin da ragazzo, l'innata predisposizione verso lo spirituale, ma dovette
guadagnarsi l'accesso alla “Via Aurea” di esso attraverso l'esperienza di praticamente
tutte le principali correnti spirituali d'Oriente ed Occidente, sia filosofiche che
esoteriche.
Scaligero, infatti, non riconobbe immediatamente Steiner come “il Maestro”.
Negli anni fra il 1920 ed il 1943-44 compì un lunghissimo itinerario interiore
attraverso Idealismo filosofico ed Ermetismo, Qabbalah ed Alchimia, Yoga e Zen,
Taoismo e Mahayana, che gli avrebbe dato infine la possibilità di ravvisare il “filo
rosso” della Tradizione Perenne rinascente nella via del Pensiero di Michele-Cristo
posta al centro dell'opera di Rudolf Steiner.
Ma c'è di più: il “riconoscimento” di Rudolf Steiner quale “Maestro dei Nuovi
Tempi” giunse per Scaligero come una lucida e cosciente esperienza immaginativo-
ispirativa contemplando il capitolo centrale della Scienza Occulta, evento
assolutamente “inaspettato”, secondo quanto rivela lo stesso Scaligero (7).

129
Successivamente egli diede vita all’elaborazione di un'opera sostanzialmente a due
livelli: uno scritto e pubblico, che si sarebbe concretato fra il 1959 ed il 1980 in una
serie di 28 saggi, l'altro, per così dire orale e “privato”, incarnantesi nel continuo
colloquio con innumerevoli anime umane bisognose di orientamento e di consiglio.
Tuttavia Scaligero non potè avere che un rapporto effimero con l'ufficialità
antroposofica: entrato nella Società alla fine della Seconda Guerra Mondiale dopo il
decisivo incontro con Giovanni Colazza, discepolo diretto ed esoterico di Rudolf
Steiner e figura di grandissimo spessore spirituale, ne fu ben presto emarginato per
l'apparente “eterodossia” delle sue concezioni e per lo sconcerto sollevato dal suo
passato “tradizionalista” in cui risultava esponente, come lo fu negli anni '30 - ma in
maniera del tutto autonoma - degli ambienti dell'esoterismo “fascistizzante” vicino a
Julius Evola.
Senza dare peso alle diatribe personali Scaligero proseguì la sua strada di
sperimentatore della Scienza Spirituale con una caratteristica peculiare.

Fanno eccezione proprio i tre saggi già ricordati che costituiscono il fruttificare di una
pianta che Rudolf Steiner, proprio perché i tempi non erano maturi negli anni ’10 e
'20 del secolo potè solo parzialmente coltivare e che costituiscono oggi una
trattazione basilare, ricca di sostanza immaginativa, circa le tematiche dell’Amore e
dell’Eros.
Così da un lato Scaligero. dopo aver “sondato il sondabile” delle Tradizioni
esoteriche individuò come “via solare” la Scienza dello Spirito approfondendone il
metodo e scoprendo in essa nuove possibilità di fruttificazione e dall'altro, senza
aprire o chiudere ponti levatoi, fece sì che, oggi, fatte le debite eccezioni dei soliti
ultra-ortodossi di ogni colore, usi ad autoeleggersi “custodi” di non meglio
specificate “fedeltà”, non esistano e non abbiano ragione di esistere steccati fra i
cosiddetti “antroposofi ufficiali” e i cosiddetti “scaligeriani”, termine che lo stesso
Scaligero avrebbe definito insensato.
Facciamo notare infine come Scaligero sia stato l'orientatore di Georg Kühlewind,
una delle principali figure del movimento antroposofico mondiale di oggi e come
l'opera di Jesaiah Ben Aharon The New Experience of Supersensible (Temple Lodge,
London,1993) - pietra miliare nell'attuale ricerca spirituale - presenti in più punti
diversi nessi con il lavoro dell'autore del Trattato del Pensiero Vivente. in special
modo con la dottrina del “percepire puro”, che Scaligero mise in evidenza in tutti i
suoi saggi.

2) Valentin Tomberg (1900-1973)

Anche se Valentin Tomberg è meno noto agli studiosi italiani di antroposofia di


quanto lo sia Scaligero (la traduzione italiana dei suoi scritti “cattolici”, primo fra
tutti il monumentale studio sui “Tarots” circolava, fino a poco tempo fa (8), solo in
forma privata) crediamo che le linee essenziali della sua biografia siano abbastanza
note, tanto da permetterci di evitare un'esposizione minuziosa.

130
Ci premere mettere in luce il fatto che Tomberg mostrò una precocissima attitudine
verso l'esoterismo: non solo verso l'Antroposofia (la prima lettera a Steiner è del
1920), ma anche verso le correnti ermetiche che si andavano affermando in Lettonia e
Russia proprio negli stessi anni, il che ci offre una chiave per intuire alcuni sviluppi
dell'ultima fase della sua esistenza.
È peraltro proprio nell'ambito antroposofico che Tomberg si andò affermando nel
decennio-quindicennio successivo alla morte di Steiner, sia come responsabile locale
(Lettonia) che come membro della “Classe”.

131
Di quel periodo sono rimasti articoli e resoconti di conferenze, che mostrano una
particolare inclinazione dell'autore verso le problematiche bibliche e, viceversa, una
scarsa, se non nulla, attenzione ai fondamenti gnoseologici ed epistemologici
dell’Antroposofia, anche laddove Tomberg viene a parlare dello “sviluppo
interiore” (8bis).
Quest'ultimo elemento di sostanziale indifferenza per le radici conoscitive della
Scienza Spirituale, è anche una delle chiavi per comprendere il distacco finale di
Tomberg dall'opera di Rudolf Steiner.
Di fatto l' impossibilità di sperimentare il tracciato che va dalle opere filosofiche alla
Via di Michele - a differenza di quanto andava ad esempio facendo in quegli stessi
anni Walter Johannes Stein - può aver lasciato campo libero alle soverchianti forze
del “sentire” nell'anima dell'esoterista baltico.
Fra l'altro l'avventura antroposofica di Tomberg si sviluppò ben presto tra forti
contrasti, dapprima con Marie Steiner, che ravvisava nell'antroposofo baltico una
pericolosa tendenza all'”ambizione spirituale” (9), ed anche alcuni anni dopo, con con
Zeylmans van Emmichoven, responsabile della Società nazionale olandese, che, fra
l’altro, sconcertato da alcune affermazioni tomberghiane circa le proprie “vite
passate” (10), decise di allontanarlo dalla Società.
Tomberg giunse così a duellare con entrambi i principali filoni in cui si andava
articolando, fra lotte e contrasti, il movimento antroposofico: quello incarnante
essenzialmente l'essenza esoterica della fedeltà (Marie Steiner) e quello
rappresentante particolarmente l'anima del coraggio (Wegman-Stein-Zeylmans).

Cosa ci fanno capire questi contrasti ? È indubbio che Tomberg avesse una naturale
tendenza verso lo spirituale, ma è anche indubbio, come già osservato, che ciò fosse
mischiato ad una personalità fortemente centrata su un sentire tipicamente russo,
nonostante la considerevole lucidità e nettezza del suo procedere dialettico, sia da
conferenziere che da scrittore.
In altre parole in Tomberg abbiamo un vero e proprio mistico, un mistico potente,
spesso arguto ed accattivante, con tutti i rischi che questa configurazione interiore
porta con sé, soprattutto nell'epoca dell'Anima Cosciente.
Ed infatti questa “ipertrofia del sentire”, evidente già nella sua produzione
“antroposofica”, tornò ad affiorare prepotentemente quando, dopo la “crisi del 1945 “
e la conversione al Cattolicesimo, Tomberg si mise a scrivere le sua opere principale
sui “Tarocchi”, in cui il percorso interiore dello scrittore baltico si completa: colui che
aspirava a costruire la “Seconda” e la “Terza” Classe della Liberà Università di
Scienza Spirituale si riconosce pienamente nell'Ermetismo cattolicheggiante e nella
“Tradizione”, tanto da meritare l'interesse di un teologo cattolico come H.U.Von
Balthasar, quale prefatore della prima edizione tedesca del suo monumentale lavoro
sui Tarocchi.
C'è peraltro un punto ulteriore che nessuno studioso ha rilevato, fin ora, con la dovuta
esattezza.

132
È noto che la “conversione” di Tomberg sia nata sull'onda di una serie di contrasti
con i rappresentanti dell'Antroposofia, e sia stata contemporanea ad una grave
malattia ed a una intensa frequentazione di esponenti cattolici.
Peraltro esaminando il linguaggio dei “Tarocchi” e l'insistenza in tale testo sul
termine “Tradizione”, si può ipotizzare che una notevole influenza sul “nuovo
Tomberg” sia venuta dalla conoscenza dell'opera di Renè Guénon (11), fatto
evidenziato anche dalla scelta di Tomberg in merito alla questione dell'”anonimato”,
cui Guénon dedicò ampio spazio all'interno della sua opera, quale “marchio di
fabbrica” per il lavoro di cui sopra.
Fra l'altro Guénon stava compiendo - pur avendo avversato da sempre il cosiddetto
“teosofismo”- un percorso in qualche modo avvicinabile a quello di Tomberg,
approdando infine ad una “forma tradizionale”, nel suo caso islamica.
Per ora possiamo presentare questo punto come una mera ipotesi di lavoro, non
essendoci ancora noti riferimenti diretti di Tomberg all'opera di Guénon ma è
indubitabile che un percorso come quello dell'autore di “Lazarus” potrebbe essere
stato “aiutato” dall'influenza dell'autore della “Crisi del Mondo Moderno”.

POLARITÀ: L'IMMAGINE DELLA “SOPHIA”

Da quanto detto finora possiamo cominciare allora a sintetizzare alcuni elementi


della individuata polarità fra il percorso compiuto da Scaligero e quello vissuto da
Tomberg.
Il primo sperimentò praticamente ogni via esoterica tradizionale per approdare infine
al centro micaelita della Via del Pensiero di Rudolf Steiner, avendolo individuata sub
specie interioritatis.
Il secondo, dopo un'adesione precoce ed immediata all'Antroposofia, se ne allontanò
a poco a poco, fino ad approdare a quell'esoterismo tradizionalista che Scaligero
aveva viceversa abbandonato come inutile - o, nella migliore delle ipotesi utile come
stadio preliminare di esperienze - per la moderna ricerca spirituale.
Una delle chiavi per comprendere questa polarità biografica sta infine nella già
ricordata impossibilità manifestata da Tomberg di afferrare il profondo calore di vita
presente nella Via del Pensiero Micaelita; egli cercò quindi di soddisfare la sua
esigenza mistica in altre correnti, ritornando di fatto indietro, ad un'esperienza che
ignora l'epoca dell'Anima Cosciente.
Da quanto detto sopra si dovrebbe inoltre evincere che, mentre un “caso Scaligero”,
sia pure doloroso, ebbe in qualche modo una sua ratio essendi, viceversa un “caso
Tomberg” non avrebbe mai dovuto sorgere in seno al movimento antroposofico.
Siamo infatti di fronte ad un esoterista che, a circa quarant'anni d'età, ha iniziato a
modificare le sue concezioni, approdando infine a qualcosa che - certamente
interessante da un punto di vista generale - ha però poco o nulla a che fare con l'opera
di Rudolf Steiner, anzi se ne pone in molti punti all'opposto, come testimoniano
numerosi passaggi nei testi del “secondo Tomberg”.

133
Il punto è che non pochi antroposofi, o sedicenti tali, in vari paesi del mondo,
continuano a ritenere Tomberg “uno dei nostri” grazie anche alla immeritata fortuna e
diffusione delle opere di un suo epigono inglese (12) che hanno contribuito a
mantenere aperto il “caso”.
Quindi il “caso” non verte sull'interesse generale che può rivestire l'opera di
Tomberg, cosa che ognuno può valutare da sé; vorremmo invece cercare di capire che
cosa può rendere le opere di Tomberg appetibili per lo studioso di Steiner.

Ci sono due fattori in gioco per spiegare il “fenomeno Tomberg”:

1) Una parte degli studiosi di Scienza Spirituale non ha “centrato” la Via del Pensiero
come punto-chiave di tutta l'opera di Steiner o, per lo meno, ha ben scarsa
dimestichezza con la via allo sviluppo interiore indicata da lui. Ne consegue che
taluni possono essere giocati dal tentativo di Tomberg e dei suoi epigoni di cercare
“altrove” il “calore mistico” di cui l'anima umana - o per lo meno un certo tipo di
anima umana abbisogna.
In altre parole per essi funziona l'inganno sottile che vede nell'Antroposofia “cibo per
la testa” e basta: l'esatto contrario della verità.
2) La grande abilità di Tomberg come scrittore; obiettivamente in grado di “sedurre”
certe zone animiche, oltre il limite del giusto apprezzamento per una scrittura
avvincente.
Si può dire allora che chi si fa incantare dall'opera di Tomberg attraversi una specie
di “prova” che finisce col selezionare alla rovescia: ne può cadere preda un tipo di
ricercatore ancora troppo legato a trascorse forme di misticismo.
Questa considerazione, potrebbe sembrare impietosa ma non ha nulla a che vedere
con l'ovvio diritto di ognuno di sperimentare qualsiasi contenuto esoterico o
filosofico che si desideri: essa ci aiuta peraltro per vedere come, in ultima analisi, il
tema del “calore” e della “mistica” nella Scienza dello Spirito ci porti a parlare del
tema della “Sophia”.
Vale a dire del lato animico-femminile dell'insegnamento spirituale od in altre parole
il tema-chiave - inteso sia in senso microcosmico che macrocosmico - della
redenzione del sentire, dell'eros e, in generale della sfera emotiva, dalla prigionia
luciferica, ciò che può essere in ultima analisi sintetizzato nell'immagine della Virgo-
Sophia.
Cosa ci dicono allora su questo punto cruciale della vita dell'anima le biografie
comparate di Massimo Scaligero e Valentin Tomberg ?
Mentre Scaligero fra il 1962 ed il 1980 sperimentava i contenuti della già ricordata
“trilogia” sul tema dell’Amore, con ciò andando a seminare una nuova pianta nel
giardino della Scienza dello Spirito, nello stesso periodo Valentin Tomberg preferiva
il ritorno alle suggestioni dei Tarocchi, di Elifas Levi e di Ignazio de Loyola per avere
risposte a quelle domande che la sua burrascosa frequentazione con l'opera di Rudolf
Steiner aveva lasciate inevase e che appaiono tutte incentrate sul per lui irrisolto
rapporto fra sfera del sentire e sfera del pensiero volitivo.

134
Così si può concludere che l'esperienza piena della Via del Pensiero ha portato
Scaligero a sperimentare l'Iside-Sophia e la mancata connessione karmica con la
stessa via ha portato Valentin Tomberg a riesumare l'ermetismo tradizionalista oltre
che a suggerire un ambiguo sentiero di rivalutazione del gesuitismo quale via per
l'esperienza spirituale.

Quali siano stati gli esiti delle vicende biografiche di questi due personaggi per il
movimento antroposofico lo abbiamo già accennato: nulla, ovviamente, possiamo
dire sulle ulteriori vicende karmiche delle individualità che hanno indossato gli abiti
di Massimo Scaligero e di Valentin Tomberg nel corso del XX Secolo.

NOTE

1) Si tratta di: Dell'Amore Immortale, Roma 1962, Graal, Saggio sul Mistero del
Sacro Amore, Roma 1969 e, soprattutto, Iside Sophia, la Dea Ignota, Roma 1980. Va
anche detto che indicazioni su questi temi sono contenute un po' ovunque nell'opera
di Scaligero. Importanti suggerimenti in chiave di tecnica immaginativa sono ad
esempio presenti nel volume Yoga, Meditazione, Magia, recentemente ristampato
dalla editrice romana “Tilopa” che sta curando una completa riedizione di tutti i testi
scaligeriani.
2) V.Tomberg, Lazarus komen heraus, Basel 1985, pag.77
3) È il caso di Sergey Prokofieff, il cui saggio The Case of Valentin Tomberg (London
,1997) costituisce lo studio finora più accurato sulla figura di Tomberg. Sul concetto
di “tragedia spirituale” vedi il cap.11
4) ibidem
5) Per un elenco di titoli rimandiamo il lettore, oltre che ai saggi di Prokofieff e di
Wehr (vedi n.5b), anche agli articoli di Christian Lazarides, apparsi sulla rivista
Antroposofia nell'anno 1996 (nn.3 e 4)
5b) È oltremodo singolare come anche uno studioso equilibrato come Gehrard Wehr
cada nell'errore di minimizzare il distacco di Tomberg dalla Scienza dello Spirito:
vedi il suo saggio Novecento occulto (Vicenza 2002), nel quale la presentazione della
figura di Tomberg è ampiamente falsata da un eccesso di condiscendenza e da
enunciazioni obbiettivamente erronee
6) Massimo Scaligero, Dallo Yoga alla Rosacroce, Roma 1974
7) ibidem pag.66
8) È sconcertante che l'annuncio della traduzione italiana di alcuni scritti di Tomberg
sia apparsa anche sul “Bollettino sociale” della Società Antroposofica in Italia. Non
vediamo perché, a questo punto, lo stesso non debba annunciare anche la traduzione
di opere di Heindel o Roerich, o magari nuove edizioni di testi di Evola o Guénon
8bis) V. Tomberg, Inner Development, New York 1983
9) M.Steiner Von Sivers, Briefe und Dokumente, Dornach 1982, pagg.321-329
10) S.Prokofieff, cit.pag.108.
11) A.Franco, L'Equivoco tragico dell’Esoterismo“tradizionalista” in Kairòs n. 28,
agosto 2001.

135
12) Si tratta di Robert Powell, fra le cui opere citiamo lo sconcertante (per non dir di
peggio) saggio The Very Holy Trinosophy, che circola da tempo in italiano in forma
dattiloscritta.

136
X) “MASSONI” DI GIOELE MAGALDI: GRANDI LE AMBIZIONI PIÙ
GRANDI LE AMBIGUITÀ

È indubbiamente un grande successo editoriale. È altrettanto indubbiamente un libro


interessante, primo di una serie di saggi di prossima pubblicazione, formanti un
progetto, che, per usare un eufemismo, appare di un'ambizione sconfinata.
Quella di riscrivere la storia degli ultimi due secoli in base all'assunto che tutto è
dominato dalle logge massoniche e che le sciagure contemporanee sono state e sono
determinate dalla “supremazia dei cattivi” (logge reazionarie, oligarchiche,
conservatrici) sui “buoni” (logge progressiste, democratiche, illuminate) di cui Gioele
Magaldi sarebbe portavoce per l’Italia.
Il fine ultimo del progetto è quello di un totale rinnovamento della vita politica ed
economica del Continente, e da lì dell'universo mondo, sulle basi di una sorta di
nuovo “New Deal” roosveltiano e keynesiano, questa volta tenuto a battesimo in
Italia ed Europa.
Questo l'obbiettivo dichiarato.
Allora… un testo del genere, oltretutto molto esteso, dovrebbe presentarsi basato su
una corposa documentazione, che per molti versi manca, essendo “chiusa” in
impenetrabili casseforti “latomistiche”.
Quelle delle stesse “sovralogge” (le Ur-Lodges del sottotitolo) la cui esistenza
Magaldi per primo rivela, a “noi profani”, cioè a chi sta “di fuori del tempio”, anche
se con buona pace dei Muratori il tempio è “ovunque due o più sono riuniti nel Mio
Nome”.
Ma non è questo il punto - o il solo punto - di ambiguità. Ce ne sono ben altri.

Proviamo ad elencarli:
1) La questione capitale, come tale propria ad ogni discorso sulla Libera Muratoria, è
quella dell'esoterismo massonico.
Se, infatti, i presupposti della legittimità spirituale del dominio universale delle
“logge” (dato e non concesso che le cose stiano così) stanno nella effettiva
connessione di esse col mondo dello Spirito, invisibile ai più, occorre chiarire questo
punto prima di ogni altro.
Una trattazione esaustiva di esso richiederebbe la scrittura di volumi; cercheremo
allora di limitarci all'essenziale.
L'esoterismo massonico è basato sull'elemento rituale-cerimoniale, dalle origini
antichissime, diretto erede degli Antichi Misteri, diviso per gradi successivi di sempre
maggiore apertura dell'adepto alla Luce dello Spirito. Quindi: si cerca la connessione
con gli Enti Invisibili attraverso mezzi di culto. Ma la connessione c'è o no? C'è da
dubitarne. Da molti segni si può dedurre che riti e cerimonie sono, almeno dalla fine
dell'800, vuoti di vera spiritualità o peggio, in base non solo al principio che The
Times they're a changin' anche in senso spirituale.
C'è infatti da considerare quanto segue: quando un contenuto fugge via da un corpus
di riti e cerimonie (un tempo positivamente efficaci per incarnarlo) il “vuoto” viene

137
riempito da forze non certo favorevoli agli umani. Ce lo dice lo stesso Magaldi, a
chiare lettere, soprattutto nell'esaminare l'azione dei “nerissimi” della Loggia
“Hathor Pentalpha”. (Inciso: per un motivo del genere le chiese cristiane venivano
costruite nel luogo di altari pagani abbandonati dalle deità di un tempo; era, di fatto,
una funzione di terapia spirituale).
Come tale poi l'esoterismo massonico, a parte riti e cerimonie, per quanto riguarda i
contenuti dottrinari è di per sé sincretistico e legato al principio, come tale discutibile,
dell'”unità trascendente” delle Forme dello Spirito, il che richiederebbe diverse
precisazioni.
Il testo, così ricco di nomi e date, è viceversa assai reticente su questo punto-cardine,
C'è qualche citazione di Ermetismo, Kabbalah, Teosofia anglo-indiana, accenni
all'ariosofia propria ai nazisti della prima ora e niente altro.
Ma c'è anche un punto assai significativo per certe orecchie, e non positivo, quando,
a pag 203, Magaldi si avventura in una descrizione della struttura occulta dell'uomo, e
dichiara l’”eterico” quale “epifenomeno” della materia, quando è vero il contrario,
almeno per chi, da non massone, abbia approfondito un po' di moderna Scienza
Spirituale.
Fra l'altro lo stesso autore parla di se stesso come “esoterista” gnostico-sessuale, cosa
alquanto “scarna” e per certuni poco rassicurante, soprattutto in mancanza di elementi
più ampi di quelli forniti dal qui “riservato” Gran Maestro del GOD (acronimo, anche
questo “leggermente” ambizioso).
Del reso l'Autore definisce magico-sessuali anche le vicende, apparentemente
grottesche, del bungabunga berlusconiano, il che, unito al nome di Loggia del Drago
dato dall'ex Premier al suo sodalizio “privato” non suona benissimo alle orecchie di
chi “mastica” qualcosa di certe cose…

Insomma il lettore smaliziato può benissimo pensare a “millantato credito” o peggio,


il che spiegherebbe meglio di ogni altra congettura, il perché del “nero” che ha
sopravanzato da decenni (stando a Magaldi) - da ben prima (secondo noi) - il
“bianco-progressista” nello stesso esoterismo muratorio.
A questo riguardo c'è un altro elemento chiave da considerare: l'uso del termine
“iniziato”.
A stretto rigore l'uso del termine in questione in chiave massonica può sembrare
appropriato: iniziato è colui che “inizia” un percorso…solo che nell'Esoterismo non è
sempre così. L'Iniziazione vera è infatti il “varcare la Soglia”, ovverosia il vivere
contemporaneamente nei “due mondi”, quello visibile e quello impercepibile ai sensi,
quello dei “vivi” e quello dei cosiddetti “morti”. Condizione invero rara e non certo
ascrivibile ai mille “iniziati virtuali” che popolano le Logge, almeno a giudicare dai
frutti…ancora millantato credito.
Va poi considerato un altro punto molto serio.
Nell'intero testo si parla solo delle conseguenze fattuali - materiali - di quanto
malignamente perpetrato dai “neo-oligarchi”. Ma nulla si dice di un elemento ancora
più importante, soprattutto per chi si presenta al mondo come esoterista ed in quanto
tale degno di condurre la “danza”.

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1) Non si parla mai nel libro dell'epidemia di autentico oscuramento dell'atmosfera
psichica e di quella eterica (“sottile”) del pianeta, quali risultato del continuo
esercizio di culto della menzogna, dell'odio indotto, della sofferenza provocata, della
distruzione per fini politici o negromantici, coltivato dalle “logge oscure”.
E ci mettiamo anche il culto del pansessualismo, la depravazione dell'immaginario,
l'abuso delle droghe (favorito dallo stesso “cartello oscuro”, ma anche qui non si
parla mai degli intrecci fra criminalità organizzata e conventicole in grembiulino)
Perche?
2) Poi… la pretesa “universalità massonica” è di fatto uno strumento della hybris
anglofona e la circostanza che le Ur-Lodges si proclamino sopranazionali, come tali
si proclamano le “subordinate” conventicole di ricchi e potenti paramassoni
inquadrati nelle varie Trilateral, Bilderberg, CFR ecc. vuol dire poco assai: non è
detto che solo gli anglofoni perseguano l'obiettivo del proprio dominio planetario, gli
alleati in buona fede e gli “utili idioti” prezzolati di ogni Paese non mancheranno mai.
Vediamo anche che la divisione fra “reazionari” e “progressisti” viene datata da
Magaldi a dopo la Grande Guerra (1914-18).
Quest'ultima fu marcata peraltro da una decisa azione delle “logge unite” contro
l'Europa Centrale; operazione disastrosa proprio nei confronti di quell'esoterismo
rosicruciano e goethiano che stava allora sorgendo, ad onta della decrepitezza di
molte istituzioni imperial-regie della Germania postbismarckiana e dell'ex Austria-
Felix. E così i vari “fratelli” Loyd George, Grey, Asquith, Poincarè ecc. portano, ad
esempio, enormi responsabilità sia nello scoppio della Guerra (come hanno mostrato
storici anglofoni) sia nel rifiuto di quella pace “senza vincitori né vinti” auspicata nel
1916-17 da personaggi posti su fronti diversissimi - se non opposti - come il Papa
Benedetto XV e Rudolf Steiner, il fondatore dell'Antroposofia.
Viceversa i “massoni buoni” (??) schierarono gli USA e partorirono due anni dopo
Versailles una delle “incubatrici” del virus hitlerita.
Particolarmente disturbante suona anche la valutazione positiva di Franz Von Papen,
uno degli artefici della trama “concordataria” fra cattolici e hitleriti, fondamentale per
portare Hitler e gli eredi dell'ariosofia al governo nel 1933. Anche lui “buono”?
3) Si parla di Opus Dei e non si nomina mai o quasi la Societas Jesu, eppure i
connubi fra quest'ultimo autentico superpotere e i Muratori sono noti da almeno un
secolo.
Fra l'altro sono stati ricordati anni fa in un testo, scritto da F. Pinotti che su questo
intervistò il Gran Maestro Emerito Di Bernardo, e soprattutto ora con “Bergoglio al
soglio” la SJ è in auge anche sul proscenio. Aspettiamo i prossimi volumi…
4) Ambiguità, ambiguità…il dialogo “finale” ne è pieno.
Rivelazioni interessantissime certamente ed il “grido d’aiuto" uniamoci contro la
superloggia “nera” dei Bush. Ma quel “FK” (Brezinsky?) che parla come un evoliano
da quattro soldi (e dice pure di esserlo). Se fosse vero, sarebbe uno specchio
veramente impietoso del degrado della Muratoria anche da un punto di vista
culturale. Un pezzo da novanta che declama banalità neo-gnostiche come un'attivista
di Ordine Nuovo di Roma-Prati o di Mestre!

139
5) Si può anche notare la supponenza muratoria nel giudicare i “profani” (per i quali i
“progressisti” tuttavia “stravedono”…ipocrisia?? vedremo…) al massimo buoni per
servire “lorisgnori”, o l'atroce nonchalance con la quale i vari FK (bel coraggio FR ad
usare il nome dell'”Iniziatore degli Iniziati”) ammettono i propri crimini contro
l’umanità.
Ed in realtà, sempre se fosse vero “colloquio”, FK meriterebbe una decina di processi
di Norimberga. Tuttavia chi ha la salda consapevolezza della Giustizia Divina non
vorrebbe essere nei suoi panni “evoliani” di sprezzante dominatore (nella maya caro
FK, nella maya) nel momento in cui Mika-El ne peserà karma passato e futuro....

CONCLUSIONE

Certamente la ricetta anti-liberista, visti i disastri continui provocati dall'applicazione


di essa, grazie all'impegno “neo-oligarchico” in quel senso, va affossata.
E il progetto del Grande Oriente Democratico in questo senso potrebbe servire da
risveglio e da inversione di tendenza.
Però….le ambiguità del lavoro esaminato sono così pesanti da suggerire sana
diffidenza e prudente attesa. Ambizioni tante..ambiguità di più, comunque un
progetto da tenere d’occhio, anche per gli sviluppi futuri.

140
XI) CONSIDERAZIONI SULLO JIHADISMO ARMATO E SULLO
“SCONTRO DI CIVILTÀ”

PREMESSA

Quanto segue non sarebbe stato possibile senza la massiccia dose di informazioni
libere, sia scritte su libri, sia circolanti sul web ad opera di siti e di giornalisti
investigativi di varie nazionalità, che da decenni cercano di vedere il “volto” dietro
alla “maschera” quotidianamente offerta dai media mainstream.
Grazie di cuore, quindi a tanti; nominarli tutti non è certo possibile, mi limito a
ricordarne qualcuno: Thierry Messiaen, Maurizio Blondet (dal quale mi dividono
moltissime cose, ma non la lettura di certi fattI), Pepe Escobar, Federico Dezzani,
Massimo Mazzucco, l'amico Fausto Carotenuto, il “compagno df’armi" spirituali
Piero Cammerinesi, Michael Chossudowsky ecc. e poi i padri storici” della cultura
del “non ci stiamo alla versione ufficiale dell'11 Settembre”; Nafeez, Griffin, Tarpley,
Chiesa, Vidal e tanti, tanti altri, fra cui mi piace ricordare Anthony Sutton, lo
scopritore della Skull 'n Bones Connection.

“SCONTRO DI CIVILTÀ” E GENESI DELLO JIHADISMO ARMATO.

Da quando si sono verificati i massacri parigini, circola, dentro diversi ambienti


giornalistici ed internettiani una sorta di “andiamo alle armi” contro l'”aggressione
islamista” che minaccerebbe le ns. “radici cristiane”.
Secondo taluni, compresi siti web che dovrebbero essere seri e qualificati, come La
Confederazione Italiana, staremmo addirittura allo “scontro di civiltà”.
La narrativa, del resto non nuova, se si pensa al dopo Twin Towers, dice che branchi
di tagliagole agguerritissimi animati da odio feroce contro tutto ciò che è cristiano ed
occidentale stanno, da soli per distruggere l’Europa; qualcuno parla di “nuove
crociate” e ritorna il “fantasma di Oriana”. Punto.

Le note che seguono servono allora per cercare di mostrare quanto falsa sia questa
prospettiva e per afferrare cosa viceversa ci sia dietro quanto viene temuto e gridato
negli ambienti di cui sopra.
In questi casi andrebbe certo preliminarmente considerata la “buona” o la “mala”
fede di chi scrive in questo modo; ma essendo questo un esercizio non praticabile è
meglio andare a vedere certi fatti, lasciando da parte la questione dell'onestà
intellettuale.

Vi sono delle considerevoli analogie fra quella che fu la “strategia della tensione” che
insanguinò l'Italia e la Germania negli anni '70 e i moventi che hanno portato
all'affermarsi di un islamismo armato dichiaratamente anti-occidentale.
L'islamismo armato dagli occidentali nacque, infatti, dalla medesima “logica” della
guerra Ovest-Est che portò le élite politiche e le intelligence occidentali ad utilizzare
per i propri fini geopolitici e strategici le pulsioni radicali e rivoluzionarie, di destra e

141
di sinistra, di numerosi giovani europei, desiderosi di rovesciare il sistema borghese,
capitalistico, modernista, anti-tradizionale - a seconda dei punti di vista- che, a loro
avviso, stava avvelenando l'umanità.
Ed anche nel caso dello jihadismo armato fu lo scontro USA-URSS, esito della
Seconda Guerra Mondiale, che fornì la prima occasione all'intelligence anglofona per
cominciare ad utilizzare elementi armati dalla forte e radicale ispirazione religiosa
musulmana.
Essi mostrarono di essere in grado, in Asia Centrale soprattutto, di dare filo da
torcere all' URSS che calpestava il suolo afgano e furono anche visti come un
possibile detonatore verso le minoranze musulmane dell'impero sovietico.
In quegli anni, tramite connessioni operative con altre intelligence, in primis quella
pakistana, USA e alleati tennero a battesimo anche Al Quaeda, secondo uno schema
che vede la “cultura” delle madrasse e dei mullah formare i combattenti, l'Occidente
fornire armi ed organizzazione. Quando poi la cosa si allargò cominciarono ad
arrivare i cospicui finanziamenti sauditi e quatariani, frutto dei petrodollari, insieme
ai consueti “filoni tossici” extra-budget che la CIA da sempre utilizza per i dirty trick.
Successivamente entrò in gioco un fattore determinante: l'obiettivo sionista della
“Grande Israele”, carico di valenze mitiche, religiose e metapolitiche.
Israele gode notoriamente di eccellenti appoggi praticamente ovunque in Occidente,
dato il peso rilevante che le sue lobby hanno all'interno delle élite, soprattutto in USA
e questo ebbe - ed ha - conseguenze importantissime.
Per raggiungere l'obbiettivo prefissato, e dopo le vittoriose campagne degli anni '60 e
inizio '70 c'era e c’è per Tel Aviv, l'imprescindibile necessità di creare il caos nelle
repubbliche relativamente laiche e militarmente e politicamente efficienti presenti
nell'aria mediorientale e nord africana: Iraq, Egitto, Tunisia, Libia, Siria.
Con sullo sfondo soprattutto l’ancor oggi “imprendibile” Iran con la sua costola
sciita Hezbollah la quale tiene ancora in vita le speranze palestinesi di autonomia e
libertà, a prezzo di sofferenze inenarrabili della locale popolazione musulmana o
cristiana, accentrata soprattutto nella striscia di Gaza.
Questi i principali ostacoli per la “sicurezza nazionale” israeliana e quale migliore
arma che non l'estremismo wahabita, o anche all'occorrenza, salafita, per minare
dall'interno quei paesi sovrani?
Gli USA dal conto loro si mossero all'unisono e nel '91, con pretesti risibili e gonfiati
dalla solita propaganda, invasero una prima volta l'Iraq, dando il la alla “musica” di
cui sopra.
Tale “spartito” naturalmente ha anche altre motivazioni, di diversa natura, comprese
le questioni legate alle fonti d'energia asiatiche e quelle di geopolitica più generale di
cui si dirà oltre.
La vicinanza di interessi fra americani e sionisti non significa infatti un'identità
assoluta, essendo comunque Tel Aviv una potenza solamente regionale, nonostante la
grande capacità di influenzare governi “amici” o meno amici.
Apparve peraltro “strano” a molti che gli yankee di fermassero poco prima di
prendere Baghdad ma essendo il caos il loro obbiettivo tutto ciò era ed è
spiegabilissimo; meglio lasciare un Paese, fra l'altro ricchissimo di petrolio - fonte

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energetica ora in salde mani “occidentali” - nel caos dei conflitti interni fra
musulmani che andare ad una regolare occupazione. Naturalmente il problema dei
milioni di morti, le sofferenze le distruzioni che queste strategie hanno prodotto e
continuano a produrre non tocca le élite che mostrano ancor una volta di più il loro
volto ahrimanico ed asurico, anzi, il mare di dolore, odio, violenza, è forse lo scopo
occulto fondamentale delle “ombre” che agiscono dietro le quinte (vedi oltre).
È la “balcanizzazione del mondo” come strumento di dominio.
Da qui l'indovinata denominazione di Impero del Caos usata da qualche
commentatore per definire l'azione anglofona degli ultimi due decenni.
Questo schema sembrò allora far contenti tutti in Occidente, compresa l'Italietta di
D’Alema; in più la nuova epoca di prossime guerre create ad arte dopo il crollo
dell'Impero sovietico, poteva in ogni caso assicurare sempre nuovi profitti al potente
e vorace complesso finanziario-militare-industriale di tutto l’Occidente, compresa
l'Italietta di cui sopra, ragguardevole esportatrice di mezzi omicidi.
A quel punto - secondo gli schemi ormai classici, che conosciamo meglio grazie agli
studi di Sutton e Millegan - il nemico islamico suscitato prima in funzione
antisovietica, era pronto per venire utilizzato a piene mani in ogni frangente, senza
troppi rischi di vederselo “scappare di mano”.

Si arriva infatti al momento-chiave dell'11 Settembre, evento largamente previsto e


preannunciato dagli stessi americani e sionisti in diversi “progetti”, come quello de
The New American Century.
Si compie il false flag principe dei nostri tempi, perfetto per “svegliare l’Occidente”,
poco propenso a battersi contro nemici inesistenti e mettere al centro in modo
traumatico e spettacolare il nemico islamico.
E qui ci permettiamo di suggerire l'acquisto del DVD riassuntivo, quale “summa”
della questione, edito mesi fa da Massimo Mazzucco.
L'evento delle Twin Tower ha inoltre una profonda valenza esoterica: il Signore della
Menzogna, tramite quanto accaduto a New York, annuncia la sua intenzione di
mettere ai suoi piedi l'umanità alla svolta del Millennio.
Da allora siamo tornati verso il cuore della geopolitica contemporanea ovvero al
riaccendersi della vera, decisiva battaglia che vede come nemici reali dell'Impero del
Caos l'Europa non anglofona e la Russia, nel frattempo capace di recuperare - dopo la
grave crisi verificatasi dopo la fine dell'URSS e le miserie eltsiniane - il suo ruolo di
grande potenza, fra l'altro militarmente all'avanguardia.
Siamo quindi tornati alle radici storiche delle politiche anglofone dell'ultimo secolo,
con in più la minaccia ulteriore per l'angloamerikamentum di una probabile
costituzione di una sorta di “blocco dell’Est”, per ora solo economico ma
probabilmente anche militare nell'immediato futuro, che include India e Cina, vero
incubo per l'élite inversa che governa l'Occidente.

STRATEGIE ANGLOAMERICANE DI FONDO

143
Prima di andare avanti è bene allora interrogarsi sulla struttura del potere anglofono,
attingendo anche alle fonti esoteriche in cui ci riconosciamo, vale a dire l'opera di
Rudolf Steiner e di alcuni suoi continuatori.
Al vertice della piramide di potere e delle sue forme, politiche, militari-strategiche,
finanziarie, culturali con i robusti interessi “di pancia” connessi c’è da tempo il
mondo della Massoneria e di più ristretti club esoterici e magico-cerimoniali.
Si può chiamare l'Universo delle logge.
Come riconoscono gli stessi massoni, l'identificazione del mondo delle “logge” con
quello del centro del potere non è né “complottista” né peregrina, ma è “nelle cose”.
Si sa di una salda tradizione di accentramento elitario che risale almeno al XVII
Secolo e a cui è peraltro connessa legata la storia della “migliore Europa” con i suoi
diritti civili, la divisione dei poteri, la ricerca di giustizia sociale ed equità, l'idea della
libertà religiosa la nascita della Democrazia, la lotta al dispotismo, insomma il lato
positivo della modernità, ciò che ha costituito il nerbo degli eventi storici degli ultimi
secoli.
Qui la presenza massonica ha giocato un ruolo indubbiamente di primo piano, ed ha
costituito la vera ragione d'essere della Libera Muratoria.

Tuttavia ad un certo punto del tempo, vedremo poi quale, questa fonte di progresso
comincia ad impallidire ed “invertirsi”.
Se ad es. guardiamo alla democrazia americana, man mano che i decenni vanno verso
il ‘900, e la Guerra Civile finisce alle spalle, si comincia a mettere in opera il
meccanismo di controllo oligarchico sopra le due possibili “forme”; la conservatrice-
repubblicana e la progressista-democratica, sfruttando sia la politica dei “due vasi”
che il “divide et impera”.
In modo che anche in un contesto formalmente democratico il potere vero rimanga
nelle camerette segrete biasimate nei Vangeli.
Vediamo poi come, nel corso del ‘900, quando qualcosa di veramente innovativo si
sarebbe potuto manifestare in senso progressista - si pensi soprattutto ai Kennedy,
specialmente Robert - sia stata utilizzata l'arma del delitto politico secondo canoni
antichissimi ed attualizzati quel tanto che basta.
In Europa, invece, ove i meccanismi della democrazia formale e dei suoi rapporti
con l’economia, la società civile e i cittadini sono storicamente più complessi e
variegati, tali da potere veramente preoccupare le oligarchie, si è agito, negli ultimi
tempi, alterando e pervertendo l'idea in sé sacrosanta del federalismo europeo.
È bastato uccidere la sovranità popolare tramite l'EU e l’euro, con l'instaurazione di
una dittatura tecno-finanziaria ultra-liberista e socialdarwinista, capace di asservire
ogni politica ed ogni cultura.
Ciò sta facendo strame di ogni vestigia democratica e progressista; ne diremo
qualcosa dopo.

Il punto di svolta dell’“inversione" di cui sopra si verifica verso la fine


dell'Ottocento, parlando innanzi tutto sub specie esoterica.

144
Si entra allora in piena crisi spirituale in casa massonica, (pensiamo anche all'onda
nera che comincia a sostanziare in senso più specifico l'occultismo europeo magico-
cerimoniale).
L'Avvento dell'Epoca di Michele ed altri eventi soprasensibili, connessi alla nascita
della possibilità di una libera e completa esperienza spirituale al di fuori di ogni
“culla” precostituita in ritualità e cerimonie, hanno di fatto svuotato e reso
spiritualmente anacronistico il sistema iniziatico (virtuale) massonico, da tempo
comunque in graduale crisi.
Esso viene ormai privato da ogni possibilità di tenere viva quella connessione con
l'Alto che ancora era parzialmente presente ai tempi di Goethe e Mozart.
Ci si trova da allora sempre più di fronte ad un ritualismo privo di contenuto o
peggio, pronto a riempirsi di “altro” come sembra oggi aver riconosciuto anche un
Gran Maestro massone come il giovane Gioele Magaldi.
Egli nel suo pur discutibile Massoni La scoperta delle Ur Lodges, da noi recensito
tempo fa (per la cronaca; la cosa ha mandato in bestia l'autore ed alcuni suoi
“sponsor” più anziani, gran maestri emeriti) parla dell'avvento incontrastato di logge
apertamente contro-iniziatiche e sataniche quali centri di potere, postdatandolo
tuttavia di qualche decennio.
Ecco allora che hanno preso sempre più forza, a partire dal 1880-90 le potenti ed
oligarchiche pulsioni politiche, economiche, imperialistiche dell'angloamericanismo,
sia in vesta “democratica-progressista” che in veste conservatrice, tese ad ottenere
l'egoistico, elitario, unilaterale dominio del Pianeta.
Tutto ciò si è manifestato in varie tappe, dallo scoppio della Grande Guerra,
fortemente voluto dalle connessioni massoniche britanniche e francesi, decise a
stroncare una volta per tutte la per loro minacciosa potenza, civile e culturale,
economica e militare della Mitteleuropa, al finanziamento ben calibrato di
bolscevismo - il cui possibile avvento in Russia era da tempo nei voti delle logge
britanniche - e soprattutto del nazionalsocialismo, sulla cui presa di potere occorre
fermarsi un attimo.
Qui è entrato in gioco il gesuitismo, da cui il Nunzio Pacelli, futuro Papa Pio XII, era
diretto, senza il quale non ci sarebbe stato Concordato fra Vaticano ed Hitler e quindi
nessuna entrata dei cattolici al Governo col Führer.
Invece grazie ai buon auspici vaticani, mediati dal cattolico filo-hitlerita Von Papen,
massone e vicino a Roma, fu possibile il connubio che avrebbe portato al disastro
finale dell'Europa.
È una manifestazione dell’“altra piramide oscura”, quelle vaticano-gesuita,
attualmente al vertice del Soglio.
Sulle connessioni fra le “due” si sa abbastanza, grazie non solo a Steiner, per capire
che, ai vertici, c'è da tempo unità di intenti fra “logge” e Societas Jesu; intenti non
certo favorevoli al destino ed all'evoluzione dell'uomo e della società.

Riassumiamo: nella lotta per il potere assoluto degli anglofoni il nemico numero uno
è da sempre l'Europa, in specie quella Centrale, e soprattutto la possibilità che si crei

145
quella “saldatura” fra Centro ed Oriente russo, temutissima sia per i substrati esoterici
che la sostanzierebbero sia per motivi di natura più facilmente percepibile.
La “saldatura” sarebbe innanzi tutto esiziale per la cultura, ormai nichilista, amorale e
tecno-scientista all'inverosimile, di matrice anglofona. Lo sarebbe per le fortune
politiche e imperiali degli eredi di Lord Stanhope, il carnefice di Kaspar Hauser e
Cecil Rhodes, il padre dell’“idea imperiale” dei Britons.
Il fatto che il nemico numero uno sia la connessione euro-russa è stato anche ribadito
ufficialmente, pochi mesi fa, da esponenti di spicco della piramide anglofona.
(Anche perché all'orizzonte, dietro la Madre Russia, ci può essere il nemico
geopolitico del futuro, ovverosia la Cina).
Quindi gli intenti di natura sovrasensibile si saldano con i vari aspetti, per così dire,
“derivati” e formano uno sfondo plausibile e articolato.
Ed è in questo quadro che va vista oggi la minaccia islamista.

SU EUROPA ED ISLAM

Chi parla dello “scontro di civiltà” fra Occidente o Cristianità ed Islam in realtà non
si rende conto di attualizzare impropriamente qualcosa che, viceversa, fu
fondamentale fra il VII ed il XIV secolo, ovverosia, rimanendo su un piano spirituale
e culturale, nel periodo intercorso fra la nascita dell'Islam e la “lotta degli universali”
fra realisti e nominalisti.
Qui a nostro avviso sono fondamentali le osservazioni di Rudolf Steiner, sia in scritti
come Massime Antroposofiche che all'interno di conferenze sull'Islam, come pure
quelle di Scaligero, che ne parla in vari punti, fra cui il capitolo “l'Arabismo e
l'equivoco esoterico” in Lotta di Classe e Karma.
L'Arabismo si caratterizzò - e si caratterizza - innanzi tutto per la totale
preponderanza del “Tutto” (Allah) sul singolo, mediata dal Libro e dalle norme che
ne derivano, immutabili e infallibili, e per la negazione di ogni libertà spirituale,
come per la radicale impossibilità che l'Altissimo possa incarnarsi e farsi uomo fra
uomini, Evento che è al centro del Cristianesimo, sia confessionale che esoterico.
Siamo quindi all'opposto di qualsivoglia cristianesimo; in più la filosofia aristotelica
rivista dagli arabi si scontrò, sia in modo esplicito che in modo occulto col tema
centrale della elaborazione spirituale e filosofica europea, ovverosia la questione
della realtà concreta dei concetti che sostanziano la vita del pensiero, e quindi sulla
natura del pensiero col quale l'uomo pensa il mondo.
Il punto è che l'influsso dell'arabismo fu alla base dell'intellettualismo privo di Spirito
che andò gradualmente a costituire l'asse portante della cultura e della nascente tecno-
scienza europea. (Rimandiamo all'articolo L'Apparente estinguersi della conoscenza
dello Spirito all'inizio dell'età Moderna nel citato volume di Steiner).
Di fatto la sostanziale vittoria del nominalismo di fronte al realismo tomista nel
Medioevo animò la nascita e lo sviluppo delle scienze della natura in Occidente, fino
al materialismo teorizzato e praticato dal XVIII secolo in poi; il vedere il “concetto”
come semplice “nome” e non come sostanza reale, spiritualmente sperimentabile

146
come tale, è la radice culturale e filosofica di quanto poi venne via via realizzato nelle
cose.
Se ne possono ritrovare le radici, non solo gnoseologiche, proprio in
quell'aristotelismo arabizzato tipico di Avicenna ed Averroè ed animante anche le
precoci modalità delle stesse scienze del sensibile proprie ai conquistatori
mediorientali di mezza Europa; Qui c'è il profondo retroscena occulto della Questione
dell'Accademia di Gondhishapur, legata alla chiusura dell'Accademmia di Atene
ordinata da Giustiniano nel 539, sulla quale rimandiamo agli scritti di cui sopra ed a
quanto Steiner ebbe a dire in Opera Omnia n.346 l'Apocalisse ed il compito del
sacerdote.
Contemporaneamente si verifica, anche nella cultura scolastico-tomistica che pure
aveva giustamente sostenuto il carattere realistico del concetto la fatale scissione, fino
ad oggi non ancora “saldata”, nonostante l'Avvento dell'Epoca di Michele e della
Scienza spirituale a ciò connessa, fra potere del pensiero e verità ultime, che vengono
lasciate nell'ambito della “non conoscibilità” e di fatto all’“amministrazione dal
pulpito”.

Se restiamo alla storia fattuale vediamo poi un ulteriore elemento di degrado


nell'ambito musulmano, oggi di paradossale attualità; l'irruzione dell'elemento
centroasiatico-turanico come nuova “linfa vitale” di quel particolare arabismo
decaduto e infiltrato dall'ahrimanesimo e dal più aberrante ebraismo frankista che si
sviluppò come Impero Ottomano, di cui oggi la “mina vagante” turca incarnata da
Erdogan è l'estrema manifestazione.
Ricordiamo peraltro che i descritti processi di oscuramento spirituale e di
intellettualismo astratto furono in qualche modo spiritualmente necessari per la
nascita della possibilità della libera conoscenza spirituale al di fuori di organizzazioni
e sodalizi ormai in via di consunzione (Secoli XIV-XIX).
Ciò fa parte del Mistero della Libertà.
Si può dire anche che quello che è stato sul piano storico più ampio un periodo di
grande oscuramento spirituale fu da un lato “mitigato” da quanto potè vivere nella
migliore Massoneria, secondo quanto detto, mentre dall'altro l'impulso dei Nuovi
Tempi si andava formando nei Cieli, avendo come riflesso in Terra eventi sconosciuti
alla maggior parte dei contemporanei europei, quali la nascita del rosicrucianesimo
(sec XIII-XVII) o ciò che venne riflesso nelle saghe graaliche (sec IX-XIII).
Sono queste le “doglie” che accompagnano ed hanno accompagnato la nascita
dell'Anima Cosciente, contro cui le Forze dell’Ostacolo hanno da tempo mobilitato
ogni potere a loro accessibile, fra cui il connubio odierno fra il peggiore Occidente ed
il peggiore Islam.

Allora a simbolo di chiusura del cerchio valga l'immagine del tagliagole barbuto e
nero, professante Allah e Maometto, che brandisce TOW fucili mitragliatori, stinger,
“oggettini” di concezione e fabbricazione occidentale, frutto malato del tecno-
scientismo del “civile occidente cristiano”. Assassino jihadista la cui immagine viene

147
poi propagata in tutto il mondo da siti in salda mano anglosionista, e qui il Signore
della Menzogna celebra la sua ulteriore festa, speriamo effimera.
Resta da fare un'osservazione specifica su una figura sintomatica, assai particolare,
portatrice di uno specifico intellettualismo arabizzante, pedante, freddo, supponente e
di fatto menzognero, applicato al campo esoterico.
Parliamo di Renè Guénon - di cui ci siamo estesamente occupati in altre occasioni -
l'operare del quale, teso a deviare ogni possibile ricerca spirituale in Occidente, ha
sostanziato la vita di non pochi ricercatori del Vero, alcuni dei quali paralizzati dalla
mummificazione “tradizionalista” della ricerca stessa.
Che per Guénon, francese di nascita, finì ovviamente nell'arabismo, sia pure nella
sua forma “hindu"ossia sufi.

IL VERO ATTACCO ALL'EUROPA,OGGI.

Si può allora definire l'estremismo armato jihadista come strumento dell'attacco


anglo-sionista all'Europa ed alla Madre Russia, che si è mosso - e si muove - con
diverse modalità.
C'è lo sfondo perverso della farsa dell’“Europa Unita” e della moneta da cui,
assurdamente, si volle partire alla fine del XX Secolo.
Il tutto sotto il diktat ideologico del liberismo e monetarismo selvaggi e del “rigore”,
avendo come facile alleato la Germania liberista “in casa altrui” e dirigista in casa
propria, che ha fatto dell'Euro la sua arma impropria per dominare il resto degli
europidi.
Germania che dopo la tragedia dell'hitlerismo, ricostruitasi solo materialmente,
ormai dimentica del suo compito spirituale, è divenuta una sorta di zimbello politico
degli USA, che ne temono come la peste il sempre possibile - e auspicabile!-
risveglio
Questa la mossa principale.
Poi per affiancare alla guerra per la sopravvivenza e del residuo benessere quella
psicologica, la ormai consueta semina di paure, odio, menzogne, che sta al centro dei
disegni ahrimanici delle “note lobbies” fra cui ci sta bene la psicosi dell’“attacco
islamico”, fatto che si lega con la terza “mossa”.
Parliamo dell'invasione da sud e sudest, motivo primo di angosce e sommovimenti
nel Vecchio Continente.
Arrivano in Europa, masse derelitte, ove è facilissimo nascondere possibili
“burattini” da armare, sospinte sia da spinte epocali ed inarrestabili, quali quelle dei
poveri che vogliono partecipare al “banchetto dell’opulenza" sia da precisi spunti
geopolitici.
Il principale di tali spunti è l'affondamento, già rammentato, degli stati sovrani
nordafricani e mediorientali teso a favorire l'idea della “Grande Israele”.
Nello stesso tempo si mette in ginocchio l'Europa, tenendola per il collo, caso mai
volesse “muoversi vero Est”; Iraq, Libia, Tunisia, Egitto, ma la Siria resiste, grazie

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alla Russia ed all'Iran, il nemico numero uno di Tel Aviv, e la situazione si
surriscalda. Così si fa muovere l'utile idiota turco e siamo all'oggi…
Chi è allora il nemico dell'Europa?

XII) LA NUOVA "CROCIATA CONTRO IL GRAAL"

“Crociata contro il Graal” è il titolo di un libro alquanto controverso, come


controversa è la personalità del suo autore, l'ambiguo ed enigmatico ricercatore ed
ufficiale delle SS Otto Rahn, morto - forse “suicidato” - nel 1938 durante
un'escursione in montagna, che ritenne le rocche càtare della Provenza rifugio del più
misterioso “oggetto” della Storia (1).
Per chi volesse approfondire l'argomento del catarismo rimandiamo il lettore all'opera
di Deodat Rochè, da qualche anno disponibile anche in italiano (2), ma quello che ci
preme sottolineare è che, se è dubitabile il fatto che la Crociata contro i “puri” sia
stata in realtà “contro il Graal”, non molto discutibile è la circostanza secondo la
quale, al giorno d'oggi, una “nuova crociata”, meno cruenta ma non meno micidiale,
sia in pieno svolgimento.
Già agli inizi dei primi anni '70 del secolo scorso Massimo Scaligero, a nostro avviso
uno dei pochissimi ad aver avuto una vera esperienza, in quanto interiore, del Mistero
in questione, sottolineava come ci fosse all'opera una corrente “antigraalica” che
sostanzialmente, mirava a far ritenere il Graal come un “mistero non-cristiano” (3).
Scaligero alludeva di fatto all'Esoterismo “tradizionalista” (4), principalmente al testo
evoliano sul "Mistero del Graal”(5).
Se, trascorso un trentennio ed oltre dalla cruciale esperienza scaligeriana, guardiamo
attentamente a quanto si verifica oggi riguardo al tema. si può osservare come la
corrente “antigraalica” abbia potenziato i suoi strumenti, non certo dal punto di vista
dei contenuti, di fatto pesantemente degradati rispetto ai “raffinati” tentativi
“tradizionalisti”, ma principalmente sotto l'aspetto dell'impatto mediatico e della
diffusione quantitativa dell'inganno.
La svolta è avvenuta con la pubblicazione, agli inizi degli anni '80 del “saggio” di
Baigent, Leigh e Lincoln sull’“Eredità messianica”, seguito da altri dello stesso
tenore, fino alla relativamente recente esplosione del romanzo “Il Codice da Vinci”,
dell'americano Dan Brown, circolante mondialmente in 25 milioni di copie.
Ma quali sono i contenuti della “nuova Crociata”?
Si parte dalla distorsione della parola-chiave, Graal, notoriamente derivante da
gradalis, trasparente allusione alla “gradualità” dell'esperienza iniziatica.
Nei “testi sacri” della “crociata ahrimanica” Graal è solamente Saint Graal, che
sarebbe una criptica distorsione di Sang Real: la presenza della parola “sangue” è la
chiave di volta dell'intera contraffazione.
In poche parole il “sangue” sarebbe la discendenza di Gesù di Nazareth che, ben
lungi dall'essere morto e risorto, sarebbe divenuto sposo della Maddalena e avrebbe
dato appunto vita ad una sorta di “discendenza sacra” (sang real), che sarebbe fluita
attraverso dinastie regali europee, specialmente francofone, ed il cui “terribile

149
segreto” sarebbe custodito dalla Confraternita del Priorato di Sion, di cui i Cavalieri
Templari sarebbero stati il “braccio armato”.
È evidente che non terrebbe conto di occuparsi di una simile sequela di amenità -
buone al più per fiction di bassa lega - se non per il fatto dell'enorme successo che il
“filone” continua ad incontrare, addirittura in sede accademica, ed al correlativo
spargimento mondiale di falsità su un tema-chiave nella storia dell'umanità.

Ed allora, se, con un notevole sforzo, si cerca di prendere sul serio questa “versione”
della saga del Graal ne consegue che:
1) la Resurrezione di Cristo, e tutto ciò che è ad esso collegato sono un falso, come
falsi tutti i passi evangelici che vi alludono, ed il colpevole, secondo alcuni
“sangurealisti” (6) sarebbe nient'altro che Paolo di Tarso, di fatto il “creatore del
Cristianesimo”. (Se si tiene presente quanto ben noto in campo scientifico-spirituale
sull'attuale tematica del “Cristo eterico” e dell'esperienza di Damasco quale archetipo
storico dell'Evento si può anche afferrare quale sia il senso occulto di questo odio per
l'autore delle “Lettere”).
2) Se si va a ben vedere l'elemento veramente centrale nell'essere umano non sarebbe
la possibilità della libera scelta di essere al di là di “madre, padre, fratelli e sorelle” e
cioè andare oltre il portato del “sangue" come proclamò il Cristo (certamente questo
deve essere un altro falso “paolino”) ma, viceversa, l'elemento ereditario, ciò che
vive, appunto, nella “linea del sangue”. (E come non vedere qui la controparte
“spirituale” del determinismo genetista, nato anch'esso sotto i cieli di quella che fu
“la Terra degli Angeli”?)
3) I contenuti dei poemi sul Graal, vale a dire l'unica fonte scritta della vicenda, già
di per se stessi non certo semplici da inquadrare storicamente e da decifrare, vengono
semplicemente o ignorati o allegramente alterati per essere “coerenti” con le
menzogne di base, ma questo conta poco per il “grosso pubblico”, disabituato
dall'esercizio di un minimo di coscienza critica.

Allo studioso di Scienza dello Spirito non è difficile a questo punto percepire il
grossolano inganno ahrimanico presente nell'intero impianto della storia, che,
indubbiamente, è stata poi abilmente condita con tutti i necessari effetti mediatici e
letterari atti ad assicurare la più larga diffusione quantitativa, al punto che oggi anche
i canali televisivi “specializzati” come l'History Channel, arrivano, nel corso dei loro
servizi sul tema, a mettere sullo stesso piano la tradizionale ricerca storica sui poemi
della saga e la “bufala sanguerealista”.
Se questa è l'aspetto più sgangherato e volgare della “nuova Crociata”, ne esiste un
altro più sottile e “dotto”: in Italia esso è portato avanti soprattutto in ambienti
cattolici, come tali inclini tradizionalmente a sminuire i contenuti della saga, troppo
esoterici, difficili da afferrare per la mummificazione dogmatica che è alla base di
gran parte della odierna cultura papista e quindi “pericolosi”.
Ne è esponente “illustre” il Prof. Franco Cardini, stimato medievalista, che non si
perita, laddove possibile, a negare ogni realtà e consistenza storica alla saga, da lui
considerata mero “fatto letterario” e quindi “irreale”(7).

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In realtà questa posizione “negazionista” è ben radicata nella cultura accademica, non
solo di ispirazione cattolica, di fatto ancora legata alla stucchevole distinzione fra
“pagano” e “cristiano”, incapace ad afferrare il fatto basilare che il Cristianesimo -
certo non quello romano - è contemporaneamente sia “novità assoluta” che
“rinnovamento”; come ben si vede nella saga del Graal, laddove gli elementi arabi ed
orientali - propri della Terza Epoca di Cultura - vengono innalzati e
contemporaneamente trascesi dalle imprese del “puro folle” e degli altri Custodi.
Risulta quindi ancora più drammatica l'incapacità della cultura contemporanea anche
di semplicemente avvicinare il Mistero del Graal: non parliamo poi del cominciare a
penetrarne i nessi, sia sul piano della realizzazione interiore - come è stato messo in
luce nelle opere di Scaligero - sia su quello dei rapporti storici, come nel saggio,
purtroppo incompiuto, di Walter Johannes Stein (8).
A questo proposito non possiamo chiudere queste considerazioni sulla “nuova
Crociata” senza accennare all'aspetto più inquietante e problematico di essa, in
quanto presente, in qualche modo, nella “casa antroposofica” stessa.
È recente la riproposta in Italia del famoso testo dell'inglese Trevor Ravenscroft (9) -
ribattezzato in italiano Hitler e la Lancia del Destino - di cui ci siamo occupati nel
nostro Antroposofia e Nazionalsocialsimo, la cui commistione di verità, mezze verità
e falsità, ne fa un delicatissimo punto di controversia, da maneggiare con cautela
estrema.
Avendone già scritto ci limitiamo qui a sottolineare come - nonostante la sciagurata
scelta di Ravenscroft di costruire una sorta di zibaldone sensazionalistico - l'assunto
di fondo, quello di presentare la cerchia dei discepoli più veri di Rudolf Steiner - ed
in special modo W.J.Stein - quale espressione moderna dei cavalieri del Graal sia
sostanzialmente corretta e tale da poter in qualche modo “guarire” le inconcepibili
mistificazioni di buona parte del testo.
A dimostrazione dei problemi creati dalla “disinvoltura” di Ravenscroft va comunque
ricordato come un altro inglese, Tim Wallace-Murphy, collaboratore di Ravenscroft in
lavori successivi (9), sia approdato, dopo la morte dell'autore di Spear of Destiny, alla
corte degli adoratori del Sang Real.

NOTE

1) O.Rahn, Crociata contro il Graal, Milano 1972


2) D.Rochè, Studi Manichei e Càtari, Bologna 2003
3) vedi soprattutto Graal, saggio sul Mistero del Sacro Amore, Roma 1969 e la
prefazione a La Tradizione Solare, Roma 1971
4) A.Franco, L'Equivoco tragico dell'Esoterismo tradizionalista, Kairòs n.32-33
5) pubblicato nel 1963
6) Tim Wallace-Murphy, Rosslyn and the Secret of the Holy Grail, London 1988
7) Su Repubblica del 27.11.2004
8) W.J.Stein, The Nine Century, London 1991
9) Si tratta di The Mark of The Beast, London 1982

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