Sei sulla pagina 1di 2

LEGAME COVALENTE Il legame covalente si ha quando 2 non metalli si legano tra di loro

condividendo gli elettroni di valenza al fine di raggiungere una situazione di stabilità.

RAPPR. DI LEWIS La rappresentazione di Lewis mette in evidenza tre caratteristiche della


molecola: la sequenza degli atomi che la formano; le coppie di elettroni condivisi; gli elettroni
eventualmente non condivisi nelle sfere di valenza.

LEGAME COVALENTE NON POLARE Si ha un legame covalente omopolare quando, per


esempio, le cariche positive presenti nei nuclei di ciascun atomo di idrogeno tendono ad attrarre gli
elettroni dell'altro atomo finché non riescono a condividere una coppia di elettroni di valenza. È
chiamato omopolare poiché tra gli atomi di idrogeno non vi è alcuna differenza di elettronegatività (
e=0) e sono attratti dai nuclei con la stessa forza. ( H + H H H = H2)

LEGAME COV. ETEROPOLARE Si ha un legame covalente eteropolare quando si legano tra di


loro atomi che hanno una discreta differenza di elettronegatività ( e>0). In questo legame gli
elettroni sono maggiormente attratti dall'atomo con maggiore elettronegatività: ciò fa sì che tale
atomo acquisti un valore parzialmente negativo, mentre quello meno elettronegativo acquisterà un
valore parzialmente positivo. La molecola è un dipolo poiché vi è una separazione delle cariche
positive e negative.

LEGAME COV. DATIVO Si ha un legame covalente dativo quando la coppia di elettroni


condivisi è fornita solo da un atomo che prende parte alla formazione del legame. Quindi un atomo
sarà ricco di coppie di elettroni liberi che cederà ad un atomo che dovrà riorganizzare la propria
configurazione elettronica.

LEGAME MULTIPLO Si ha un legame doppio quando la condivisione è di due doppietti


elettronici, mentre si ah un legame triplo quando la condivisione è di tre doppietti elettronici. Gli
atomi del carbonio, dell'ossigeno, dell'azoto e dello zolfo tendono a formare legami multipli, che si
presentano quando un legame covalente semplice non è in gradi di portare a completamento l'ottetto
di tutti gli atomi che formano il composto.

LEGAME IONICO Il tipo di legame che può essere presente in un composto è dato dalla
differenza di elettronegatività tra gli atomi che costituiscono il composto stesso. Se e è compreso
tra 0,0 e 0,4 gli elettroni sono condivisi pressoché ugualmente da entrambi gli atomi e quindi
abbiamo un legame covalente omopolare. Si osserva che all'aumentare di e la polarità aumenta.
Quindi possiamo dedurre che se e è maggiore o uguale a 1,8 determina un legame ad elevatissima
polarità; perciò possiamo immaginare che a valori tanto elevati abbiamo un vero e proprio
trasferimento di elettroni da un atomo all'altro, dando origine a due ioni, uno positivo e uno
negativo; tra di essi si generano forze di tipo elettrostatico che determinano un attrazione tra i due
ioni dando origine al legame ionico.

LEGAME METALLICO É possibile che gli ioni che danno origine ai solidi abbiano tutti segno
uguale: questo è il caso del legame metallico. Gli ioni dovrebbero respingersi poiché dotati tutti di
stessa carica, ma ciò non avviene poiché il solido metallico è costituito da un insieme di ioni +
immersi in un mare di elettroni mobili che fanno sì che si annullino le forze repulsive. Ciò accade
poiché gli elementi metallici hanno una bassa ionizzazione perciò cedono facilmente i loro elettroni
di valenza che lasciano l'atomo al quale appartengono costituendo una sorta di fluido che circonda
gli ioni positivi. Grazie a questo libero scorrere di elettroni i metalli presentano caratteristiche
specifiche.
LEGAME IDROGENO Si ha un legame a idrogeno quando un atomo di idrogeno è legato a
quegli elementi che hanno alti valori di elettronegatività. Avviene tra un atomo di idrogeno
parzialmente positivo appartenente ad una molecola e un doppietto libero di elettroni presente in
atomi come F,N oppure O, appartenenti ad un'altra molecola. Questo legame svolge un ruolo
importante nei processi chimici poiché grazie ad esso si possono formare importanti molecole e
strutture biologiche come le proteine e il DNA.

REAZ. OSSIDO RIDUZ. Le reazioni in cui le specie coinvolte variano il loro numero di
ossidazione si dicono reazioni di ossido riduzione o redox. Esse avvengono perché sono sempre
presenti 2 sostanze: una perde elettroni (si ossida e aumenta il suo n.o) l'altra gli acquista (si riduce
e diminuisce il suo n.o). In una redox avvengono sempre contemporaneamente un ossidazione e una
riduzione. Durante l'ossidoriduzione la specie che si ossida rappresenta l'agente riducente, poiché
cedendo elettroni alla specie che li acquista ne determina una riduzione del n.o; la specie che si
riduce rappresenta l'agente ossidante, perché strappando elettroni alla specie che li cede ne
determina un aumento del n.o.