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TEMA ESAME 1 (PRIMA PARTE)


Esame 2015 – Tema senza curvatura
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TEMA ESAME 1 (PRIMA PARTE)

1) Impianto elettrico e meccanico Impianto civile


della scala mobile La struttura portante è realizzata in traliccio d’acciaio in-
Per prima cosa si descrive sinteticamente l’impianto di cassato nella muratura. La scala mobile necessita di un
una scala mobile. Con riferimento alla norma UNI EN vano detto “fossa”, in cui viene installata. Alle due estre-
115-1, con il termine “scala mobile” si intende una scala mità della scala vi sono due buche nelle quali sono posi-
azionata da motore, inclinata, in movimento continuo, zionati il gruppo di trazione (in alto) e il gruppo di rinvio
impiegata per il trasporto di persone in salita o in discesa (in basso), in cui la forza che tende le catene è data da
nella quale il gradino, o vvero la superficie che trasporta molle a elica.
l’utente, rimane orizzontale.
Impianto elettrico
Impianto meccanico È previsto un impianto di illuminazione, specie nel-
L’impianto è mosso da un motore elettrico cui sono col- la zona di sbarco. Sulla scala, in posizione ben visibile
legate due ruote dentate che pongono in movimento due dall’utenza, sono poste luci che indicano se la scala è
catene che si muovono parallele. Le due catene sono gli funzionante; una luce rossa segnala l’impianto fuori ser-
organi meccanici che trasmettono il moto ai gradini; ogni vizio e avvisa l’utente se sta imboccando la scala dalla
gradino ha quattro rulli, due interni e due esterni, pog- parte opposta al senso del moto. Sono presenti fotocel-
gianti su guide, e presenta scanalature sulle superfici per lule che scattano nel momento in cui giungono persone,
consentire il corretto posizionamento e il moto relativo affinché la scala passi dalla bassa velocità di stand by
fra un gradino e l’altro. Le scale mobili sono inoltre dotate alla velocità di regime, più elevata: le fotocellule devo-
di balaustre su entrambe le fiancate, sulle quali scorre un no trovarsi ad almeno 1,30 m dalla zona di contatto tra
corrimano in gomma nera, avente velocità molto prossi- pettine e gradino.
ma a quella della scala. L’impianto è mosso da un motore asincrono trifase che,
nelle soluzioni più moderne, è regolato elettronicamen-
te. Il quadro elettrico comprende un interruttore gene-
rale per l’alimentazione al motore (380 V) e uno per
l’illuminazione (220 V). Vi sono poi un teleruttore per
il comando della marcia in salita, il teleruttore centrale
e il teleruttore per il comando della marcia in discesa,
il pacco delle schede dell’ECU (unità elettronica di con-
trollo) e altri interruttori per i contatti e le funzioni se-
condarie.
A conclusione della presentazione dell’impianto, si pro-
pone un calcolo di massima della potenza richiesta al
motore di trazione, per avere un’idea della grandezza
del motopropulsore e delle sue esigenze. La potenza è
erogata al duplice scopo di sollevare il carico innalzan-
dolo di quota, e di farlo avanzare vincendo le resistenze
al moto, prevalentemente di attrito volvente.
Si assuma una scala mobile funzionante in salita, con
inclinazione F " 24°, dislivello da superare h " 6 m, ve-
locità di avanzamento dei gradini v " 0,6 m/s.
Si calcola la componente verticale vy della velocità di
avanzamento:
Fig. 1 Impianto scala mobile.
m
vy " v sen F " 0,6 w sen 24° " 0,244
s
Legenda
1) Piattaforma superiore: il macchinario di trazione Si calcola il numero dei gradini in salita z, ipotizzando che
è normalmente sottostante l’alzata del gradino sia di 23 cm:
2) Balaustra
3) Corrimano h 6
z" " " 26
4) Piattaforma inferiore s 0,23
5) Incastellatura di sostegno
Si ipotizza il funzionamento della scala a pieno carico, ov-
6) Rivestimento esterno
vero, con una persona da 75 kg avente con sé un carico
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da 5 kg su ogni gradino. Ricordando che la potenza è ni mobili o del pettine che ostacolano l’avanzamento
esprimibile come prodotto della forza per la velocità, si della scala.
ha che la potenza di sollevamento vale: y Sistema di frenatura ausiliario: deve essere presente in
z × m g × vy 26 × ( 75 + 5 ) × 9,81 × 0,244 caso di dislivello superiore a 6 m.
Py= = ≅ 5 kW
1000 1000 y Fosse: devono essere previsti ripari e protezioni per gli
organi in movimento, un sistema di illuminazione loca-
Ricordando che, per la teoria del cono d’attrito, su cia- le, l’avanzamento manuale mediante volantino e deve
scun gradino la forza d’attrito è esprimibile come prodot- esserci un sistema antincendio.
to della forza verticale gravante N per il coefficiente di
attrito fv si ha: y Interruttori di sicurezza: vi sono diversi interruttori che
disalimentano il motore e fanno scattare il freno. Alcuni
T = fv N = fv z m g = 0,08 × 26 × 80 × 9,81 = 1632 N esempi, in aggiunta a quelli citati in precedenza, sono
un contatto di sicurezza che fa scattare il freno quando
In cui si è arrotondata la forza T a 1700 N e si è assunto viene aperta una botola delle fosse da parte dei tec-
un coefficiente d’attrito maggiorato a sentimento per te- nici di manutenzione, appositi sensori che informano
nere conto della presenza di attriti radenti, anche se in del disallineamento dei gradini, della posizione irrego-
percentuale minoritaria: lare dei gradini nella corsa di ritorno e della posizione
Tv 1700 × 0,6 irregolare dei corrimani. Un altro sistema di sicurezza
Patt = = ≅ 1 kW inserito nelle scale mobili riguarda l’allungamento del-
1000 1000
le catene di trascinamento. Si ricorda, a tal proposito,
che una catena tende a sforzare, usurarsi e allungarsi
La potenza totale Ptot vale:
sempre di più nel punto di cedimento iniziale, creando
Ptot = Py + Patt = 5 + 1 = 6 kW disuniformità di passo e di avanzamento sia locali che
distribuite. Se queste risultassero eccessive, si potreb-
Conviene adottare un motore elettrico con adeguato be giungere a spezzare la catena e perdere l’accoppia-
margine di potenza anche per vincere le inerzie pari, ad mento fra motore e gradini. Al fondo della scala è quin-
esempio, a 8÷10 kW. di presente un dispositivo di recupero giochi, a molla,
dotato di due microinteruttori che commutano quando
la corsa di recupero diventa eccessiva, evidenziando
2) Dispositivi da monitorare per garantire un allungamento critico della catena. In fase di manu-
l’utilizzo in sicurezza dell’impianto tenzione occorre sempre controllare l’oscillazione della
barra di giunzione del meccanismo di recupero giochi
Oltre agli organi principali precedentemente citati (grup-
che evidenzia possibili disuniformità di allungamento
po di potenza, impianto di illuminazione), vi sono altri or-
fra catena destra e sinistra. Tale condizione tende a
gani importanti da monitorare quali, principalmente, gli
storcere i gradini rispetto alla direzione di corsa, facen-
organi per la sicurezza, citati qui di seguito.
doli raschiare sulle lamiere laterali della scala mobile,
y Pulsante rosso di emergenza: sono due, posti nelle con conseguente rapido deterioramento del dispositivo
zone di sbarco superiore e inferiore, in posizione bassa e della sua efficienza generale.
prossima al pavimento.
y Spazzole di sicurezza: servono per scaricare accumuli
y Pannelli della balaustra: poiché le pareti delle balaustre di cariche di natura elettrostatica.
sono formate da pannelli, per garantire la sicurezza in
y Presenza della cartellonistica di sicurezza.
marcia dell’utenza è importante che i pannelli siano po-
sizionati stabilmente e correttamente.
y Zoccolo della balaustra: alla base della balaustra è pre- 3) Guasti che impediscono l’avvio
sente uno zoccolo munito di una spazzola longitudinale del motore
che serve a ridurre il rischio di impigliamento fra i gra-
Vi sono delle protezioni che impediscono l’avviamento
dini in moto e la balaustra. della scala da fermo o che la fermano se insorgono vari
y Sistema di frenatura di servizio: è un sistema automa- tipi di guasti. Ecco un elenco dei guasti di natura mec-
tico di arresto e mantenimento in posizione di blocco canica, estratti dalla norma UNI EN 115: sovraccarichi;
della scala; esso deve scattare in caso di black out, di surriscaldamento del motore; velocità eccessiva; rottura
aumento della velocità, nel transitorio di inversione del di un organo di trasmissione; allungamento eccessivo
moto e se si dovesse verificare una riduzione di velocità delle catene; presenza di corpi estranei fra i gradini o nel
superiore al – 15% per più di 15 s: questo è il caso, per corrimano; mancata apertura del freno all’atto dell’avvia-
esempio, di rotture improvvise o deformazioni di orga- mento. Segue poi un elenco di guasti di natura elettrica:
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TEMA ESAME 1 (PRIMA PARTE)

cortocircuiti; interruzioni di continuità di un conduttore; 3) l’efficienza del riduttore e degli ingranaggi (giochi,
guasto verso terra di un conduttore; guasto in un con- perdite, rumorosità);
tatto (mancata chiusura o mancata apertura) ; guasti in 4) le catene di trazione (usura, tensione, allungamento);
un interruttore o in un contattore per cui lo scatto non
5) l’integrità e l’efficienza dei gradini e relativi organi
avviene; guasti per mancata attrazione o mancata caduta
della sua armatura mobile. (rotelle);
Le verifiche del caso vanno fatte ricercando la causa; per 6) l’integrità e l’efficienza di altri organi flessibili (cinghie);
prima cosa si mettono transenne e cartelli che indicano 7) le condizioni delle guide, la loro efficienza, lo stato
che la scala è fuori servizio; si entra nelle fosse e si ri- degli appoggi, l’efficienza dell’accoppiamento con le
cerca la natura del guasto servendosi, se è il caso, delle rotelle dei gradini, con particolare attenzione alle su-
indicazioni riportate sul manuale fornito dal costruttore. perfici in gomma;
Si sostituiscono gli organi guasti. Prima di rimettere la
8) il controllo delle distanze tra i gradini e tra questi e
scala in servizio si esegue un collaudo secondo la seguen-
lo zoccolo;
te check list: esame visivo dell’insieme; prova di funzio-
namento; prova dei dispositivi di sicurezza; prova a vuoto 9) lo stato delle balaustre, dei portapettini e il controllo
del freno; misurazione dell’isolamento dei circuiti e fra i di giochi e distanze;
conduttori e la terra. 10) il libero scorrimento dei corrimano, la pulizia degli
imbocchi, lo stato del corrimano, la sua tensione e la
velocità relativa alla scala;
4) Piano di manutenzione ordinaria annuale 11) il quadro di manovra;
I criteri che stanno alla base dei piani di manutenzio- 12) le apparecchiature elettriche, gli interruttori, l’effi-
ne sono dedotti dalla norma UNI EN 13015, la quale cienza dei pulsanti di fermo posti alle due estremità;
definisce la manutenzione delle scale mobili (e degli
13) l’impianto di illuminazione, le spie e il display;
ascensori) come “tutte le operazioni necessarie per ga-
rantire il sicuro, previsto funzionamento dell’impianto e 14) i dispositivi di sicurezza;
dei suoi componenti dopo l’ultimazione dell’installazione 15) i segnali di sicurezza che, nel caso di imbrattamento
e per tutto il suo ciclo di vita”. Occorre specificare che o scarsa leggibilità, devono essere lavati;
la manutenzione comprende operazioni quali le lubri- 16) la cartellonistica in generale.
ficazioni, pulizie e controlli, operazioni di taratura e re-
Soprattutto negli impianti più anziani, occorre verificare
golazione, riparazioni, sostituzioni di componenti rotti
che i vari organi non abbiano raggiunto il termine della loro
o usurati con altri che non alterino le caratteristiche
vita tecnica: essa va da 15 anni per cablaggi, contattori, tra-
dell’impianto; sono comprese anche le operazioni di
sformatori, catene e guide, a 30 anni per pedane, balaustre,
soccorso ai passeggeri. La prima operazione consiste
zoccoli, gradini, argano, ruote dentate, elementi del tralic-
nel porre l’apposito commutatore per la manutenzione
cio portante. Altri organi di consumo vanno controllati per
in posizione di “ALT”, che garantisce l’interruzione del
il grado di usura raggiunto: essi sono rotelle e cuscinetti dei
circuito di alimentazione.
gradini, guarnizioni del freno, contatti dei contattori.
La sequenza delle operazioni di manutenzione periodica
Quanto elencato non tiene conto di altri fattori di im-
è la seguente:
portanza fondamentale nel determinare la vita e l’usu-
1) l’efficienza del motore di trazione e dei suoi cuscinetti; ra dell’impianto: l’uso giornaliero più o meno intenso,
2) l’efficienza dei freni, con particolare riferimento al l’esposizione agli agenti atmosferici, le condizioni cli-
livello di consumo delle guarnizioni frenanti, molle e matiche della località, il comportamento dell’utenza e
perni; i vandalismi.
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TEMA ESAME 1 (PRIMA PARTE)

Format per la registrazione delle verifiche e degli interventi di manutenzione


VERIFICA (periodica, straordinaria) SULLA SCALA MOBILE SITA IN ………….……………………....................……..………………………………..……..…..……

DI PROPRIETÀ ……………………………………………………………………….…………………………….…………………………….……………………………………….……………….…………………….

FABBRICA E TIPO …………………..…………………..……………………………………………….…………………….…….…….…………………..…………………………………….……………………….

DATA DI INSTALLAZIONE …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…………………..………………

TECNICO MANUTENTORE …………………………..........................................…………. DELLA DITTA …….………..................................................................………

INTERVENTO RICHIESTO DA …………………………..........................................…………. IN SEGUITO A …………………………..........................................………….

INTERVENTO ESEGUITO IL …………………………....................…………. DALLE …………………………....................…………. ALLE…………..........................…………...

DIFETTI/GUASTI RISCONTRATI …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…………………..……

INTERVENTI ESEGUITI …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…………………..……………….......

MATERIALE SOSTITUITO …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…………………..………………..

ESITO DEL CONTROLLO A VISTA INIZIALE …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…...

PRESENZA DI MANOMISSIONI, ATTI VANDALICI …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….……………………………..

STATO DEL LOCALE MOTOPROPULSORE …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…......

STATO DEL LOCALE RINVII …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….….................................

STATO DELLA PIATTAFORMA SUPERIORE …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…...

STATO DELLA PIATTAFORMA INFERIORE …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…....

STATO DI USURA/EFFICIENZA DEI SEGG. ORGANI …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….……………………………

STATO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…..................

COMPONENTISTICA CONTROLLATA …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…...............

DISPOSITIVI DI SICUREZZA VERIFICATI …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….….......

SPAZI DI FRENATA CON IMPIANTO SCARICO …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….

SPAZI DI FRENATA CON IMPIANTO CARICO …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….….

PROVE DI EMERGENZA EFFETTUATE …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…............

MISURAZIONI E CONTROLLI DIMENSIONALI …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….

ESECUZIONE DI MANOVRE A MANO …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…..............

INDICAZIONI PER IL COMMITTENTE …………………..…………………………………….…………………..…………………………………….…………………………………….…..............

L’impianto può essere mantenuto in funzione SÌ / NO

Data, timbro e firma:

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