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Bollettino Astronomico

452 / 2019
6 Marzo 2019
Bollettino di informazione astronomica nr. 452 del 06/03/2019

Osservatorio Astronomico e Planetario G.Galilei – Suno 45° 36’ 16” Nord 08° 34’ 25” Est pag. 2
Bollettino di informazione astronomica nr. 452 del 06/03/2019

OSSERVATORIO ASTRONOMICO e PLANETARIO


G.Galilei 28019 SUNO (NO)

Tel. 335275538

www.osservatoriogalilei.com - info@osservatoriogalilei.com

Mercoledì 6 Marzo 2019, dopo le ore 21, in osservatorio, per i tradizionali incontri del primo mercoledì di
ogni mese vi sarà una proiezione al planetario digitale e successivamente, solo in caso di condizioni meteo
favorevoli, osservazioni al telescopio. In caso di cattivo tempo sarà in uso il solo planetario. Si ricorda che la
capacità ricettiva consentita per le proiezioni al planetario è limitata a 30 persone mentre per le osservazioni
in cupola il limite scende a 15 persone per turno.

Luna: La Luna in Acquario, è nella fase di novilunio si presenta con fase 0.15 %, sorge alle 07:12 e tramonta
alle 18:06 favorendo l’osservazione degli ggetti deboli del cielo profondo per tutta la notte.
Costellazioni: Si potranno vedere le principali costellazioni invernali e primaverili. (Auriga, Toro, Gemelli,
Cancro, Leone, Orione, Boote ….)
Pianeti: Subito dopo il tramonto e ormai basso sull’orizzonte in Ariete, Marte (Mag. 1.2 tramonta alle 23:27),
Urano visibile nella prima parte della notte nella costellazione Ariete (magnitudine 5.9 tramonta alle 22:10)
Giove sorge alle 02:36 in Ofiuco (per i dati completi consultare le effemeridi planetarie di pag. 5)

Equinozio di primavera: 20/03/2019 22:59 STD

Consiglio Direttivo:
mercoledì 27 febbraio alle 21:00 è stata convocata l’assemblea dei soci per l’elezione dei consiglieri che
avranno mandato per i prossimi tre anni. Nel prossimo bollettino verrà data comunicazione delle cariche
sociali.

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CALENDARIO LUNARE DI FEBBRAIO e MARZO 2019

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EFFEMERIDI DI MARZO 2019

Luna Luna Sole Sole


Data sorge tramonta sorge tramonta Alba Crepuscolo
------------ --------- --------- --------- --------- --------- ---------

01/03/2019 04:12 13:17 07:05 18:12 05:27 19:51


02/03/2019 04:59 14:10 07:03 18:13 05:25 19:52
03/03/2019 05:40 15:06 07:01 18:15 05:23 19:54
04/03/2019 06:14 16:05 07:00 18:16 05:21 19:55
05/03/2019 06:45 17:06 06:58 18:17 05:20 19:56
06/03/2019 07:12 18:06 06:56 18:19 05:18 19:58
07/03/2019 07:37 19:08 06:54 18:20 05:16 19:59
08/03/2019 08:00 20:10 06:52 18:21 05:14 20:00
09/03/2019 08:23 21:13 06:50 18:23 05:12 20:02
10/03/2019 08:47 22:17 06:48 18:24 05:10 20:03
11/03/2019 09:14 23:22 06:47 18:25 05:08 20:05
12/03/2019 09:44 ------ 06:45 18:27 05:06 20:06
13/03/2019 10:18 00:28 06:43 18:28 05:04 20:07
14/03/2019 11:01 01:35 06:41 18:29 05:02 20:09
15/03/2019 11:52 02:39 06:39 18:31 05:00 20:10
16/03/2019 12:53 03:39 06:37 18:32 04:58 20:12
17/03/2019 14:03 04:32 06:35 18:33 04:56 20:13
18/03/2019 15:19 05:18 06:33 18:35 04:54 20:15
19/03/2019 16:38 05:57 06:31 18:36 04:52 20:16
20/03/2019 17:57 06:31 06:29 18:37 04:50 20:18
21/03/2019 19:15 07:02 06:28 18:39 04:48 20:19
22/03/2019 20:32 07:31 06:26 18:40 04:46 20:21
23/03/2019 21:46 08:00 06:24 18:41 04:43 20:22
24/03/2019 22:58 08:31 06:22 18:43 04:41 20:24
25/03/2019 ------ 09:04 06:20 18:44 04:39 20:25
26/03/2019 00:06 09:41 06:18 18:45 04:37 20:27
27/03/2019 01:09 10:23 06:16 18:47 04:35 20:28
28/03/2019 02:06 11:10 06:14 18:48 04:33 20:30
29/03/2019 02:56 12:02 06:12 18:49 04:30 20:32
30/03/2019 03:40 12:58 06:10 18:51 04:28 20:33
31/03/2019 04:16 13:56 06:09 18:52 04:26 20:35

'------' indica nessun evento per questa data.

SISTEMA SOLARE – EFFEMERIDI DEL 06/03/2019


Oggetto Sorge Transita Tramonta Fase Costell Magn.
---------- ----- ----- ----- ------- --------- --------

Sun 06:56 12:37 18:19 0.00% Aqr unknown


Mercury 07:10 13:23 19:37 15.22% Psc 1.5
Venus 05:18 10:02 14:46 74.03% Cap -4.1
Mars 08:59 16:13 23:27 91.88% Ari 1.2
Jupiter 02:36 06:58 11:21 99.14% Oph -2.1
Saturn 04:23 08:49 13:16 99.83% Sgr 0.6
Uranus 08:34 15:22 22:10 99.97% Ari 5.9
Neptune 07:04 12:41 18:17 100.00% Aqr 8.0
Pluto 04:40 09:07 13:34 99.99% Sgr 14.3
Moon 07:12 12:35 18:06 0.15% Aqr unknown

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COMETE: C/2018 Y1 Iwamoto

Object Name: C/2018 Y1 (Iwamoto) Comet Perihelion Month: 2


Object Type: Comet Comet Perihelion Day: 7,0258
RA (Topocentric): 05h 00m 54.9s Comet Perihelion Year: 2019
Dec (Topocentric): +34° 34' 54" Comet Eccentricity: 0,9900
RA (2000.0): 04h 59m 40.0s Comet Perihelion Distance: 1,2869
Dec (2000.0): +34° 33' 15" Comet Inclination: 160,4015
Azimuth: 262° 10' 54" Comet Long. of the Asc. Node: 147,4827
Altitude: +59° 31' 44" Comet Longitude of Perihelion: 358,0530
Magnitude: 12,57 Comet Ecliptic: 1,0000
Rise Time: 09:27 Comet Magnitude 1: 11,5000
Transit Time: 18:30 Comet Magnitude 2: 10,0000
Set Time: 03:37 Heliocentric Longitude: 2.2°
Hour Angle: 02h 30m 25s Heliocentric Latitude: +0.2°
Air Mass: 1,16 Heliocentric Radius: 1,3530
Earth Distance (au): 0,89 Sidereal Time: 07:31
Sun Distance (au): 1,35 Julian Date: 2458549,33333333
RA Rate (arcsecs/sec): -0,036054 Click Distance: 0,0000
Dec Rate (arcsecs/sec): -0,003933 Celestial Type: 36
Date: 06/03/2019 Index: 623
Time: 21:00 STD Text Record Start: 0
Constellation: Auriga Constellation Number: 7
Constellation (Abbrev.): Aur

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6478 Gault (a cura di Graziano Ventre)

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RECENSIONI (a cura di Mauro Laurora)

Primo incontro con la fotografia astronomica.

Autore: Daniele Gasparri


Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform
Pagine: 100
Edizione: 2017 - € 5.49
Formato: E-book con social DRM
ISBN: 9788827524244

L'autore:
Daniele Gasparri, Laurea
triennale in astronomia e laurea
magistrale in astrofisica e cosmologia
all'università di Bologna, divulgatore
scientifico di professione, è nato il 24
agosto 1983 nella campagna Umbra
tra Perugia e Terni. La passione per il cielo è sbocciata in occasione del suo
decimo compleanno, quando ha ricevuto per regalo un binocolo astronomico.
Da quel momento l'astronomia ha rappresentato gran parte della sua vita e condizionato tutte le scelte più
importanti. Ha collaborato dal 2007 al 2015 con la rivista di astronomia Coelum. Al suo attivo ha oltre 100
articoli e alcune pubblicazioni su riviste internazionali divulgative e accademiche (Sky and Telescope,
Astronomy and Astrophysics). È stato il primo al mondo a scoprire un pianeta extrasolare con strumentazione
amatoriale (HD17156b) e a separare, insieme all'astrofilo Antonello Medugno, la coppia Plutone-Caronte.È
un fotografo del cielo che ama viaggiare nei posti più sperduti del Pianeta per ammirare i tesori dell'Universo,
come le aurore boreali e l'incontaminato cielo dell'emisfero australe.La passione per la divulgazione lo porta
spesso a tenere corsi di astronomia, conferenze e serate pubbliche. È stato consigliere dell'UAI, l'Unione
Astrofili Italiani, e presidente dell'associazione astrofili Paolo Maffei di Perugia.

Sinossi del libro:


Chi non ha mai pensato di fare una foto al cielo, magari a quello spicchio di Luna che illumina spesso
le nostre serate? Forse ci abbiamo anche provato ma con pessimi risultati, oppure la foto è venuta tanto bene
che ci piacerebbe farne altre.

In questo libro l’autore, grazie a più di 20 anni di esperienza sul campo, propone un percorso
attraverso tutti i campi della fotografia astronomica. Sette progetti, dal più semplice al più complesso,
guidano il lettore verso l’apprendimento delle tecniche necessarie per fare ottime foto al cielo. Si inizierà con
qualche scatto alla Luna; si proseguirà con le tracce stellari, le costellazioni e la Via Lattea. Capiremo come
usare un telescopio per catturare i mutevoli dettagli planetari, o le coloratissime nebulose. Infine, l’ultimo
tratto della scalata, solo per i più coraggiosi, ci proietterà verso le galassie, fino ai confini dell’Universo, alla
caccia di fotoni vecchi miliardi di anni.

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Tutte le foto presenti nel libro sono a colori e in alta risoluzione per una migliore comprensione del
testo. Non subiremo pesanti nozioni teoriche o complesse tecniche elaborative. L’obiettivo è andare insieme
sul campo e sapere subito cosa fare, per evitare di sprec are tempo e denaro. Ricordiamoci infatti che la storia
di una foto si scrive in fase di acquisizione e non in elaborazione. Su questa ci sarà tempo per esercitarsi
partendo da qualche interessante spunto presente nel testo.

Tra difficoltà, frustrazioni e molta pazienza, se saremo determinati otterremo risultati che non
credevamo neanche possibili, perché l’Universo ripaga sempre con dei doni eccezionali chi si dedica con
impegno e costanza a imprimere nell’immortalità di una foto le meraviglie che gelosamente custodisce.

BIOASTRONOMIA (a cura di Silvano Minuto)


LA VITA NELLE PROFONDITÀ DELLA TERRA SUGGERISCE CHE I MICROBI POTREBBERO ABITARE IL
SOTTOSUOLO DI ALTRI PIANETI

Scoperto un mondo sconosciuto: è la Terra. Nel sottosuolo c’è molta più vita di quanto credevamo.
Gli organismi che vivono sottoterra e sotto i fondali marini stoccano tra 15 e 23 miliardi di tonnellate
di carbonio, centinaia di volte più degli esseri umani. Secondo gli scienziati del Deep Carbon
Observatory (Dco) che hanno concluso la loro partnership decennale per rivelare i segreti più
nascosti della Terra, «I batteri “zombi” che si possono dire a mala pena viventi e altre forme di vita
costituiscono un’immensa quantità di carbonio nel sottosuolo della Terra, da 245 a 385 volte più
grande della massa di carbonio di tutti gli esseri umani sulla superficie».
Il team del Dco ha esplorato le
“Galapagos del profondo” e ha
aggiunto al poco che era noto
sull’ecosistema più incontaminato
della Terra molti dati sconosciuti e
che si ritenevano inconoscibili e
spiegano che «Batteri, archaea e
altri microbi, alcuni dei quali zombi,
esistono anche sotto la superficie
più profonda conosciuta e sono più
strani delle loro controparti di
superficie, Circa il 70% dei batteri e
degli archaea della Terra vivono
sottoterra, La vita nelle profondità
della Terra suggerisce che i microbi
potrebbero abitare il sottosuolo di altri pianeti»

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I limiti assoluti della vita sulla Terra in termini di temperatura, pressione e disponibilità di energia
devono ancora essere scoperti. I record vengono battuti continuamente. Uno degli organismi della
Terra che vive più al caldo nel mondo naturale è Geogemma Barossii, un organismo unicellulare che
prospera nei camini idrotermali sul fondale marino. Le sue cellule, microscopiche sfere, crescono e
si riproducono a 121 gradi Celsius (21 gradi più caldo del punto di ebollizione dell’acqua).
La vita microbica può sopravvivere fino a 122° C, il record raggiunto in una cultura di laboratorio (al
confronto, il posto più caldo che detiene il record sulla superficie della Terra, in un deserto iraniano
disabitato, è di circa 71° C, la temperatura di una bistecca ben cotta).
Il record di profondità alla quale è stata trovata la vita nel sottosuolo continentale è di circa 5 km; il
record nei fondali marini è di 10,5 km dalla superficie dell’oceano, una profondità con pressioni
estreme, ad una profondità di 4000 metri, ad esempio, la pressione è circa 400 volte maggiore
rispetto al livello del mare.
Un gruppo di scienziati della NASA ha fatto recentemente una nuova scoperta che apre nuovi
orizzonti nel campo della ricerca di forme di vita nello spazio. Sono stati infatti estratti microbi
dormienti dalle grotte di cristallo di Naica (Messico), poi riportati in vita in laboratorio.
Si tratta di una scoperta importante, che va al di là del mero studio dei micro-organismi che
popolano il nostro pianeta. I microbi risalgono a circa 10 mila anni fa, anche se gli esperti che hanno
partecipato alla missione non escludono che possano avere addirittura 50 mila anni. Il loro
ritrovamento è la conferma del fatto che la vita è in grado di adattarsi a qualsiasi condizione
climatica, compreso l’ambiente umido, acido, buio e caldo (fino a 60 gradi) della grotta in cui i microbi
hanno vissuto per migliaia di anni. Per sopravvivere, queste forme di vita hanno sfruttato la chemiosintesi
trasformando le rocce in forme di alimentazione per la produzione di energia.

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GNOMONICA E QUADRANTI SOLARI (a cura di Salvatore Trani)


Gli orologi di LUBECCA (Schleswig-Holstein) - Prima parte
Il centro di Lubecca, importante porto commerciale tedesco sul Baltico, accoglie il turista con la sua
Holstentor, enorme porta di città eretta nel 1477 (fig. n. 1)

Figura n. 1: Lubecca, Holstentor

Figura n. 2: Duomo di Lubecca, lato sinistro.


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Figura n. 3: Lubecca, La tribuna del Duomo.

IL Duomo (Dom)

Troviamo un primo interessante orologio nel Duomo di Lubecca (fig. n. 2), collocato sul lato de-stro di una
tribuna ornata da ricche sculture (fig. n. 3).
L'orologio, eseguito nel 1628 dall'orologiaio Andrea Pollecke, ha un quadrante il cui diametro mi-sura 2,76
metri (fig. n. 4).
Il quadrante è provvisto di dodici cifre gotiche dorate che risaltano su uno sfondo rosso bruno mentre la parte
centrale è dipinta di verde. Su questa si trova un sole, che rappresenta un volto umano in rilievo, munito di
ventiquattro raggi.
Sul cerchio esterno i sessanta minuti sono in cifre arabe. All'interno del cerchio delle ore i quarti sono iscritti
in cifre gotiche.
La lancetta dei minuti è provvista, sul lato più corto, di un sole fiammeggiante e sul lato opposto, più lungo,
di una freccia a forma di cuore.
La lancetta delle ore ha, sull'estremità più lunga, una mano, che indica l'ora, mentre all'altra e-stremità, più
corta, si trova un dischetto diviso in dodici ore, sul quale una piccola lancetta indica la stessa ora del braccio
più lungo.
Quando la lancetta delle ore si trova sull'ora intera il sole fiammeggiante della lancetta dei minuti indica il IV
quarto mentre la parte opposta, con la freccia a cuore, è posizionata sul sessantesimo minuto.
Negli angoli del quadrante sono dipinti i quattro evangelisti

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Figura n. 4: Duomo di Lubecca, il quadrante dell'orologio.

Sul frontone dell'orologio (fig. n. 5) si trova un globo lunare, di 40 cm di diametro, mezzo nero e mezzo dorato,
che indica le fasi lunari; è fiancheggiato da due statuette alte circa 90 cm: la Fede e la Morte che, con un
martello dal lungo manico, battono i quarti e le ore su campanelle poste ai loro pie-di. A ogni ora la Morte
gira la clessidra che ha nella mano sinistra. Il frontone è ornato con sculture e con cinque statuette di legno
che impersonano i cinque sensi.

Figura n. 5: Duomo di Lu-becca, La parte superiore dell'orologio.


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Chiesa di Santa Maria (Marienkirche)

Figura n. 6: Le varie fasi della realizzazione della Marienkirche di Lubecca

La Marienkirche è la più
vasta e bella chiesa gotica in
laterizio della Germania. Fu
iniziata nel XIII secolo e
terminata nel secolo
successivo (fig. n. 6). Fu
molto danneggiata dai
bombardamenti del 1942,
ma i lavori di ricostruzione le
hanno ridato l'aspetto
originale. Le due torri
laterali, sormontate da
cuspidi, raggiungono i 125
metri. La chiesa è a tre
navate; la navata principale,
alta 40 metri, è lunga 80
metri. Nella cappella
absidale si trova un
magnifico dossale (Marienaltar) del 1518 (fig. n. 7).

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Nel deambulatorio della chiesa si trova l'orologio astronomico (fig. n. 8).

Figura n. 8: Marienkirche, l'orologio astronomico.

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L'orologio ha una storia lunga e tribolata. Secondo alcuni documenti, questa chiesa possedeva, già nel 1405,
un orolo-gio che aveva un calendario ed era soprannominato “Seygertorn” (nella lingua tedesca in uso nel
Medio Evo significava indicatore o lancetta).
Nel 1407 questo orologio fu danneggiato da un incendio, ma fu ben presto rimesso in funzione. Nel 1508, un
nuovo incendio arrecò danni all’orologio che fu riparato nel 1510.
Tra gli anni 1561 e 1566 l’orologiaio Mathias von Osz riparò l’orologio e gli diede la forma attuale. Nella parte
infe-riore installò un calendario che comprendeva gli anni dal 1562 al 1744, a metà un quadrante astrolabio
e in alto una serie di statuette.
In seguito l'orologio fu ancora riparato nel 1595, nel 1629 e nel 1707.
Nel 1752 fu intrapreso un restauro completo dell’orologio. Il foliot fu sostituito con un pendolo e il calendario
fu ag-giornato con gli anni dal 1755 al 1875.
Nel 1858 vi fu un ulteriore intervento che interessò lo zodiaco, ridipinse le statuette e aggiornò i dati del
calendario portandoli fino all'anno 2000 e quelli delle eclissi fino al 1901.
L'ultimo intervento, eseguito lo scorso secolo in seguito ai danni subiti dall'orologio durante i bombardamenti
del 1942, ha aggiornato il calendario con gli anni dal 1911 al 2080 e le eclissi di Sole e di Luna dal 21 gennaio
2000 all'11 feb-braio 2036 (fig. n. 9).

Figura n.9: Marienkirche, il calendario


(segue nel bollettino 453/19)
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METEORITI (a cura di Silvano Minuto)

IL VETRO DEL DESERTO LIBICO (o LDG, dall'inglese Libyan desert glass), è un materiale che si trova in alcune
aree del Deserto Libico (situato nella parte orientale del Deserto del Sahara), è disperso in territorio egiziano,
e in contigue zone oltre il confine libico, verso ovest. I frammenti di vetro del deserto possono essere ritrovati
su superfici estese anche decine di chilometri. Il vetro, di colore ialino (giallo molto chiaro), quando rinvenuto.
è spesso reso opalino per la abrasione della sabbia portata dal vento.

La presenza di dune sabbiose mobili porta, nei siti di presenza, alla scomparsa di reperti e l'affioramento di
altri, per il movimento della sabbia. Il vetro di solito in massa uniforme silicea, in rari casi è stato ritrovato
con inclusioni metalliche del tutto anomale, in Iridio ed Osmio. La anomalia consiste nel fatto che tali
elementi sono rarissimi sul pianeta; inoltre gli elementi sono presenti in tali inclusioni in isotopi non esistenti
nei giacimenti terresti. Tale fatto indicherebbe che quantomeno tali metalli siano di origine meteoritica.
L'origine del vetro del deserto libico è al centro di discussioni nella comunità scientifica, che ha formulato
diverse teorie in evoluzione. L'origine meteoritica è stata sostenuta da lungo tempo, e recenti ricerche hanno
collegato il vetro alle impattiti, al quarzo vaporizzato e ai metalli meteorici, e comunque ad un cratere da
impatto.

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Alcuni geologi non associano primariamente il vetro come prodotto da eiezioni di prodotti fusi da impatto
vero e proprio, ma con fusioni dovute a radiazione termica originata da esplosioni di uno o più meteoriti a
sciame nell'atmosfera. L'ipotesi è stata formata sulla base della formazione di trinitite (vetrificazione di silicio
terrestre), riscontrata su sabbia del suolo esposta a radiazioni termiche di esplosioni nucleari sperimentali,
considerando la deposizione energetica delle meteoriti come estremamente più elevata.
La formazione del vetro del deserto libico è stata datata a circa 26 milioni di anni fa.
In epoca preistorica fu trattato con tecniche di scheggiatura, e usato per la produzione di strumenti litici
durante il Pleistocene.

Un pettorale rinvenuto nel sepolcro di Tutankhamon contiene uno scarabeo inciso nel vetro del deserto

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PERCORSI CELESTI – M35 (a cura di Silvano Minuto)

Questo percorso si propone di far scoprire alcuni fra gli oggetti più caratteristici, più brillanti e conosciuti
visibili nel cielo notturno dell'inverno, a tutti coloro che possiedono un binocolo di dimensioni medie, come
un 8x40 o un 10x50. Perché il percorso sia seguibile con facilità occorre una notte limpida e buia, senza Luna,
e possibilmente con l'orizzonte sgombro specialmente in direzione sud e nord-ovest.

M 35 è un brillante ammasso aperto, visibile nella parte più occidentale della costellazione dei Gemelli; è
rintracciabile con estrema facilità, trovandosi poco ad est delle stelle che rappresentano le due corna del
Toro. È sufficientemente luminoso affinché sia individuabile pure ad occhio nudo, se la notte è propizia;
appare come una macchiolina chiara e nebulosa.
L'effetto di nebulosità permane anche nell'osservazione al binocolo: sebbene molte delle componenti siano
ben evidenti, molte altre stelle restano al di sotto della soglia di risoluzione di un binocolo, e così si mostrano
come una macchia chiara dall'aspetto indefinito.
M35 è un ammasso poco concentrato ma molto ricco di stelle: il numero di componenti è di oltre 200; la sua
distanza è stimata sui 1800 anni luce e il suo diametro è di circa 24 anni luce. Sono presenti alcune stelle
giganti rosse e gialle, il che denota un'età relativamente avanzata, attorno ai 100 milioni di anni.

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Da: Osservare il Cielo – Corso per imparare a riconoscere le stelle e le costellazioni

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Pose e tempi: 346 x 30" Dark: 21 Bias: 21 Flat: no Gain: 0 Temperatura sensore: -10°C Filtri: no
Telescopio principale: Skywatcher 80 ED con riduttore / spianatore 0,85x Telescopio guida: TS Optics AC 80/328 TSL80D
Camera di ripresa: ZWO Asi 1600 mcc Camera di guida: ZWO Asi 120 mm-s Acquisizione con Sequence Generator Pro, elaborata
con Pixinsight e Photoshop. Luogo di ripresa: Malesco (VB) Data: 27/02/2019 – Autore Mauro COLNAGHI
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Sole 22-02-2019 15_06_01_TecnoSky 152_900 asi 174mm daystar quark . Le immagini sono state riprese per testare il nuovo
setup per osservazioni e riprese solari da Giuseppe Bianchi e Roberto Brisig

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Sole 22-02-2019 15_06_01_TecnoSky 152_900 asi 174mm daystar quark . Le immagini sono state riprese per testare il nuovo
setup per osservazioni e riprese solari da Giuseppe Bianchi e Roberto Brisig

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Stuzzicamente (a cura di Mauro Laurora) La costellazione nascosta:

5 13 24 32 44

0005 (M@L)
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

13 14 15 16

17 18 19 20

21 22 23 24

25 26 27 28 29 30

31 32 33 34 35

36 37 38 39

40 41 42 43 44

45 46 47

ORIZZONTALI VERTICALI

1. Metallo radioattivo 1. Una bevanda


5. Norme europee 2. In questo momento
8. Copricapo spagnolo 3. capitale della lettonia
13. Il navigatore vichingo detto "Il Rosso" 4. Immagine sacra
14. Marchio di fabbrica 5. Il verso della cornacchia
16. Strato superficiale della crosta terrestre 6. L'odierna Tripoli
17. L'ultima lotta per la vita 7. Le coste bagnate dall'Oceano Indiano
19. Di fronte 9. Fanno copia coi DIN
22. L'antico Teverone 10. Fino
23. End in italiano 11. Antico nome della Cina
24. Organismo agenti e mediatori creditizi 12. Un monte divino
25. Solo in centro 14. Relativo alla vita
27. Affascinanti, belli 15. Le paccatrici di Dante
30. Internet Provider. 18. Un tipo di diluente
31. Strade 20. Meno pregiato del cristallo
33. Fiordi o insenature spagnoli 21. Era supremo nella ex Urss
34. Il cane di Ulisse 23. Per i romani indicava ciò che è lecito dire o fare
36. Incontri di più vie 26. Mammifero e costellazione
38. Isolotto madreporico 28. Azioni, incursioni
40. Si odono lontani 29. La casa degli eschimesi
41. Interessa l'olfatto 32. Si odono lontani
43. Albero d'alto fusto 35. Pentola di coccio
45. Totò malavitoso 37. Uno spicciolo dello ien
46. Società per Azioni 38. Pappagallo sudamericano
47. Veloce piatto caldo 39. Organizzazione Mondiale della Sanità
42. Insieme al "là" incita al salto
44. Moto in centro

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***

Hanno collaborato Corrado Pidò, Silvano Minuto. Mauro Laurora, Graziano Ventre, Sandro Baroni, Mauro
Colnaghi, Giuseppe Bianchi, Roberto Brisig e Salvatore Trani.

Immagine di copertina : Toro e Pleiadi fanno da sfondo alla cupola dell’osservatorio

Canon EOS 5DMkII EF24-105L/2.8 IS USM (C.Pidò)

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