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GLI ACCIAI INOSSIDABILI

LA STORIA
La prima colata di acciaio inossidabile viene effettuata a Sheffield, in
Inghilterra, presso l'Acciaieria Firth-Brown il 13 agosto 1913, su
indicazione del metallurgista Harry Brearley, a capo dei Firth-Brown
Research Laboratories, la prima colata industriale di un acciaio di tipo
inossidabile: la colata n. 1008 è eseguita in un forno elettrico e
prevede una lega metallica contenente lo 0.24% di carbonio e il
12.86% di cromo. Altri elementi in lega, oltre ovviamente al ferro,
sono il manganese e il silicio.
Brearley sta cercando un nuovo tipo di acciaio che gli permetta di
risolvere un problema tecnico che gli si è presentato: un tipo di
carabina dell'Esercito Britannico, esattamente il modello Lee Enfield
303 (che avrà in seguito un notevole successo come arma da guerra),
ha manifestato seri problemi di erosione all'interno delle proprie
canne. L'acciaio inossidabile della colata effettuata da Brearly
(all’inizio soprannominato rustless steel, ovvero acciaio senza
ruggine, e solo dopo stainless steel, vale a dire acciaio immacolato o più propriamente inossidabile
diremo oggi), non risolverà il problema, ma il metallurgista inglese si accorgerà, attraverso prove
effettuate nel successivo mese di ottobre, che quell'acciaio, a differenza degli acciai comuni, non
arrugginisce se esposto all'aria aperta. Col tempo sarebbe divenuto chiaro che le ragioni della
resistenza alla corrosione della nuova lega andavano ricercate nella capacità del cromo di legarsi
all'ossigeno e costituire così uno strato protettivo, fenomeno noto come passivazione. 

LA PASSIVAZIONE
Con l’esclusione dell’oro e del platino, tutti i metalli sono estratti, al loro stato primario, da minerali
a combinazioni chimiche diverse. La maggior parte di questi composti metallici si alterano al
contatto con l’acqua, vapore o atmosfera e tendono a ritornare al loro stato nativo.
Delle leghe, appositamente studiate per contrastare questa alterazione, prendono il nome di acciai
inossidabili con potere passivante a contatto di un agente ossidante.
La passivazione è uno strato sottilissimo di ossido piuttosto aderente (~ 0,01 micron) che si crea
spontaneamente in superficie; lo stesso che ritarda l’avanzare della corrosione e protegge la base dei
prodotti in acciaio inossidabile. Uno degli elementi chimici essenziali perché si crei lo strato
d’ossido è il cromo, elemento che caratterizza l’acciaio inossidabile. La sua principale capacità è
quella di resistere alle sollecitazioni chimiche secche (ossidazione) e umide (corrosione), sia a
temperatura ambiente che a temperature elevate.
Quando lo strato di ossido viene aggredito a causa di una scelta errata del tipo di materiale rispetto
alle condizioni di lavoro, si manifesta la corrosione.
Passivazione: proprietà di alcuni elementi metallici e leghe (acciai inossidabili) di ossidarsi in
superficie; la sottile pellicola protegge il metallo base dalla corrosione se il tenore di cromo è
almeno del 10,5%

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COSA SONO GLI ACCIAI INOSSIDABILI
Gli inossidabili sono acciai con elevata percentuale di cromo messi a punto per contrastare le
diverse forme di corrosione. Questi metalli e leghe hanno la particolare proprietà di resistere
all’attacco sia per via secca, all’aria o ad alta temperatura, sia per via umida. Si usa distinguere la
corrosione a secco (chiamata corrosione ad alta temperatura od ossidazione) dalla corrosione a
umido che si osserva in ambienti liquidi o atmosferici.
In linea generale si può affermare che la resistenza alla corrosione a caldo degli acciai inossidabili è
legata alla formazione, e al successivo mantenimento in loco, di uno strato fine, compatto e aderente
di ossido protettivo, il quale fa da barriera e impedisce un ulteriore attacco del materiale base. Il
processo di corrosione a umido è invece di tipo elettrochimico e la resistenza alla corrosione degli
acciai inossidabili è dovuta alla formazione di uno strato superficiale passivato che necessita, per
instaurarsi, di almeno un contenuto di cromo del 10,5%.
Per ogni tipo di acciaio inossidabile questo film deve essere continuo e aderente alla superficie, non
poroso e insolubile, in grado di riformarsi una volta lesionato se riesposto all’aria o all’azione di
ambienti ossidanti. D’estrema importanza sono pure le strutture di questi materiali metallici, tanto
che proprio in base a esse vengono classificati in acciai: ferritici, martensitici, austenitici,
austeno-ferritici ed indurenti per precipitazione.

CLASSIFICAZIONE DEGLI ACCIAI INOSSIDABILI


Acciai inossidabili martensitici, hanno un tenore di carbonio compreso tra il 0,10÷0,50% (con
punte anche oltre l’1%) ed un tenore di cromo dall’ 11÷18%. Sono gli unici inox che possono
prendere tempra e pertanto aumentare le caratteristiche meccaniche (carico di rottura, carico di
snervamento, durezza) mediante trattamento termico. Buona è la loro attitudine alle lavorazioni per
deformazione plastica, specie a caldo.

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Acciai inossidabili ferritici, con struttura ferritica stabile a qualsiasi temperatura; sono quelli
aventi indicativamente un tenore di cromo compreso tra il 16%÷28% ed un tenore di carbonio
molto basso, solitamente inferiore allo 0,10%, che può arrivare fino allo 0,35% solo quando il
cromo sia al limite superiore. Si lavorano facilmente per deformazione plastica, sia a caldo che a
freddo, possono essere lavorati alle macchine utensili (specie i tipi risolforati). Presentano una
buona saldabilità specie nel caso delle saldature a resistenza (puntatura e rullatura).

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Acciai inossidabili austenitici, con struttura austenitica stabile a qualsiasi temperatura, sono quelli
che, oltre al cromo (16%÷26%), contengono nichel con tenore compreso tra il 6%÷22% e un tenore
di carbonio molto basso (inferiore allo 0,10%). Anche questi acciai non si temprano ma possono
incrementare le proprietà tensili con incrudimenti per deformazione a freddo (laminazione,
imbutitura, ecc.). Ottima è la loro lavorabilità sia per deformazione a freddo sia per le lavorazioni
alle macchine utensili. Essi possono essere saldati sia a resistenza sia all’arco elettrico.

Acciai inossidabili austeno-ferritici o duplex, la cui composizione chimica è equilibrata in modo


che assieme all’austenite sia presente una certa quantità di ferrite. Questi materiali sono impiegati
quando sono richieste superiori caratteristiche di resistenza alla corrosione. Presentano una
saldabilità e delle caratteristiche meccaniche più elevate rispetto a quelle dei ferritici correnti.

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Acciai inossidabili indurenti per precipitazione (PRECIPITATION HARDENING), che
presentano la possibilità di elevare le loro caratteristiche meccaniche mediante dei trattamenti
termici di invecchiamento, che consentono di far precipitare, nella matrice del metallo, elementi
composti in grado di aumentare le proprietà meccaniche della lega. Inoltre, gli indurenti per
precipitazione possiedono una notevole resistenza alla corrosione, certamente paragonabile a quella
degli acciai austenitici classici.

L’albero della resistenza alla corrosione degli acciai inossidabili

CENNI AL MERCATO DEGLI ACCIAI INOSSIDABILI


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Benché la produzione degli acciai inossidabili sia una frazione della produzione degli acciai nel loro
complesso (circa il 2% in peso dei prodotti), essa ha comunque una grande importanza sia per l’alto
valore unitario del prodotto commercializzato (il prezzo di vendita è circa 10 volte maggiore del
prezzo dell’acciaio comune) sia per il fatto che l’impiego dell’acciaio inossidabile è, in talune
specifiche applicazioni, assolutamente necessario.
Circa tre quarti della produzione mondiale di acciaio inossidabile è relativa a semilavorati piani
(lamiere, fogli, nastri, ecc.); un solo quarto è invece appannaggio dei semilavorati lunghi (barre,
vergella, fili, profilati, ecc.). Immagine di semilavorati piani, nastri:

Immagine di semilavorati lunghi, vergella:

Come conseguenza delle summenzionate quote di mercato, il settore della produzione dei
semilavorati lunghi è molto più flessibile alle esigenze di mercato con più tipologie e più formati
disponibili, rispetto a quanto avviene, invece, per la produzione dei semilavorati piani che è
leggermente più standardizzata.

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Uno schema del tutto indicativo del grado di utilizzo delle varie famiglie di acciai inossidabili è
mostrato nella figura seguente, dove si è posta distinzione fra semilavorati piani e semilavorati
lunghi.

Tra le tipologie di acciaio inossidabile più utilizzate la parte del leone la fanno certamente gli acciai
inossidabili austenitici che coprono la quota più consistente degli impieghi (sia nei piani che nei
lunghi) e, di conseguenza, rappresentano la fetta più rilevante della produzione mondiale di acciaio
inossidabile. Meno utilizzati, seppure non meno importanti, gli acciai inossidabili ferritici e degli
acciai inossidabili martensitici. Applicazioni più di nicchia sono invece relative agli acciai
inossidabili austeno-ferritici ed agli acciai inossidabili indurenti per precipitazione.
Le principali destinazioni d’uso degli acciai inossidabili sono invece sintetizzate nella seguente
tabella: