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IL CONVERTITORE AOD

(Argon Oxigen Decarburization)

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L’AOD è il più noto fra i procedimenti di conversione di bagni ricchi di cromo che si è affermato
per la sua alta efficienza dagli anni ‘70.
In questo processo la carica fusa proveniente dal forno ad arco che contiene già tutto il cromo
richiesto dall’analisi del tipo di acciaio da fabbricare, viene trasferita in un contenitore ove avviene
l’elaborazione finale.

La decarburazione viene eseguita in questo convertitore iniettando lateralmente sul fondo una
miscela di argon e ossigeno in proporzioni variabili durante il corso dell’operazione.

L’argon diluisce il CO che si forma e ne riduce quindi la pressione parziale, il che favorisce la
reazione carbonio-ossigeno. Si possono così ottenere valori di C molto bassi (C=0,01%). Il rapporto
Ar/O2 varia da valori prossimi a 1/4 nelle prime fasi del soffiaggio, quando è necessaria una forte
decarburazione, fino a valori attorno a 4/1 nelle ultime fasi, quando il carbonio è ormai ai livelli più
bassi. L’apporto di calore, necessario per il controllo della temperatura del bagno, avviene solo a
carico delle reazioni di ossidazione, sempre meno importanti man mano che si raggiungono i valori
finali di Cr e C.

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Al diminuire della quantità di ossigeno soffiato, diminuisce il potere ossidante del gas e, quindi,
l’efficacia della decarburazione. Si genera un trasferimento dell’ossido di carbonio verso le bolle di
argon che garantiscono una bassa pressione parziale di CO, con un effetto di decarburazione che
salvaguarda dalle perdite di cromo.
Dato l’alto costo dell’argon, quando possibile lo si sostituisce con l’azoto, che però non è un gas
completamente inerte.
Nel convertitore si aggiunge al momento opportuno una miscela riducente (calce, FeSi, FeMn) che
ha anche lo scopo di desolforare l’acciaio.
Dopo la disossidazione e la desolforazione, si mette a punto l’analisi e la temperatura ed infine si
cola l’acciaio in siviera.

Nei grafici seguenti sono rappresentati gli equilibri Cr – C al variare della temperatura (a sinistra) e
della pressione parziale di CO (a destra):